Stato Regioni. Arrivano riparto e obiettivi di Psn 2012. Tutti i documenti



21 MAG - Dopo lo stop dell’Economia nella Conferenza del 10 maggio scorso, arriva domani all’attenzione della Stato Regioni il testo riveduto e corretto del 

che vale poco meno di 108,78 miliardi di euro.

Al vaglio anche la 

Piano Oncologico nazionale 2011-2013, da Cittadinanzattiva Informa numero 182


Approvato il Piano Oncologico nazionale 2011-2013

Approvato in via definitiva il Piano in Conferenza Stato Regioni; tra le principali novità la prevenzione, il miglioramento dei percorsi diagnostico-terapeutici, le tecnologie e la formazione del personale. Obiettivi dichiarati sono la riduzione della migrazione sanitaria e del divario di mortalità per cancro fra le varie Regioni.

Piano Sanitario Nazionale 2011-2013”


Piano sanitario nazionale approvato dal Consiglio dei Ministri

Il Piano Sanitario Nazionale (PSN) 2011-2013 approvato, su proposta del Ministro della salute, dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 21 gennaio 2010, è basato sui principi di responsabilità pubblica per la tutela del diritto di salute della comunità e della persona; di eguaglianza e di equità d’accesso alle prestazioni; di libertà di scelta; di informazione e di partecipazione dei cittadini; di gratuità delle cure nei limiti stabiliti dalla legge, di globalità della copertura assistenziale come definito dai livelli essenziali di assistenza (LEA). Il Piano Sanitario Nazionale valorizza le eccellenze del servizio sanitario e investe in settori strategici, come la prevenzione, la ricerca, le innovazioni mediche. La salute è un bene collettivo da conquistare e tutelare attraverso l’integrazione tra le azioni che competono alle Istituzioni ed alla società. Tra le novità: ambulatori aperti 24 ore gestiti dai medici di famiglia, per i casi meno gravi, evitando il ricorso al pronto soccorso degli ospedali. Tra gli obiettivi da raggiungere nel Piano triennale, vanno promossi e sviluppati una serie di interventi, quali, fra l’altro: prestazioni sulla base del quadro clinico del paziente; percorsi diagnostici terapeutici (Pdt), fissati i relativi tempi massimi di attesa; gestione degli accessi attraverso l’uso del sistema Cup; vigilanza sistematica delle situazioni di sospensione della prenotazione e dell’erogazione delle prestazioni; comunicazione sulle liste d’attesa attraverso campagne informative e apertura di Uffici relazioni con il pubblico,ecc.

PIANO SANITARIO NAZIONALE 2011-2013: TUTTE LE LINEE DI INTERVENTO | Disabili.com


È stato approvato dal Consiglio dei Ministri, nella sua seduta del 21 gennaio scorso, il Piano Sanitario Nazionale (PSN) 2011-2013. Il Piano è basato sui principi di responsabilità pubblica per la tutela del diritto di salute della comunità e della persona; di universalità, di eguaglianza e di equità d’accesso alle prestazioni; di libertà di scelta; di informazione e di partecipazione dei cittadini; di gratuità delle cure nei limiti stabiliti dalla legge, di globalità della copertura assistenziale come definito dai livelli essenziali di assistenza (LEA).

All’interno del Piano vengono valorizzate le eccellenze del Servizio Sanitario Nazionale e vengono previsti investimenti in settori strategici come la prevenzione, la ricerca, le innovazioni mediche. Tra le novità introdotte per il prossimo triennio: piccoli ospedali riconvertiti in strutture ponte tra l’ospedale e i medici di famiglia i quali, a loro volta, potranno gestire ambulatori aperti 24 ore al giorno per trattare i casi meno gravi ed evitare così inutili affollamenti al pronto soccorso. E poi ancora: strutture ospedaliere in “rete” per favorire sinergie, percorsi di riabilitazione individuali per i 2,8 milioni di disabili costretti oggi a cure discontinue e disorganizzate e infine tanta prevenzione.

La bozza di PSN 2011-2013 propone dieci “azioni” e approfondisce alcune tematiche di sistema: dalla ricerca alle nuove tecnologie, dalla sicurezza delle cure alla farmaceutica, fino all’accreditamento delle strutture. Vediamo nel dettaglio i dieci punti cardine diffusi dal Ministero stesso:
1. l’uso delle classi di priorità per le prenotazioni ambulatoriali e di ricovero: le prestazioni devono essere garantite sulla base del quadro clinico presentato dal paziente;
2. l’individuazione di percorsi diagnostico terapeutici (PDT) nell’area cardiovascolare e oncologica e la fissazione dei relativi tempi massimi di attesaper garantire la tempestività della diagnosi e del trattamento;
3. la messa a sistema di soluzioni operative per la gestione dei flussi informatividisponibili per monitorare i tempi di attesa delle prestazioni ambulatoriali e quelli di ricovero programmato, erogate singolarmente o nell’ambito di specifici percorsi, garantite dal SSN sia in ambito istituzionale che in libera professione, per garantire l’affidabilità e la trasparenza dei dati sui tempi d’attesa;
4. la definizione delle modalità di utilizzo della libera professione intramurarianell’ambito del governo delle liste d’attesa per conto e a carico delle aziende, per contenere i tempi di attesa per le prestazioni particolarmente critiche in regime istituzionale;
5. la gestione degli accessi attraverso l’uso del sistema CUP sulla base di quanto previsto dall’Intesa Stato-Regioni del 29-04-2010, anche prevedendo possibilità di sviluppo di iniziative di “Information & Communication Technologies” (ICT) per realizzare funzionalità automatizzate ai fini della gestione del processo di prescrizione, prenotazione e refertazione;
6. l’individuazione delle modalità di “ristoro” per il cittadino, prevedendo forme alternative di accesso alla prestazione, nel caso in cui non vengano garantite a livello aziendale le prestazioni nei tempi massimi di attesa individuati in sede regionale;
7. la vigilanza sistematica delle situazioni di sospensione della prenotazione e dell’erogazione delle stesse;
8. l’attuazione di interventi condivisi per migliorare la qualità prescrittiva, in particolare per le prestazioni a maggiore criticità in termini di liste e tempi di attesa;
9. la comunicazione delle liste d’attesa anche attraverso la valorizzazione della partecipazione di utenti e di associazioni di tutela e di volontariato , per favorire sia un’adeguata conoscenza delle attività e delle modalità di accesso alla prenotazione delle prestazioni, attraverso campagne informative, Uffici relazioni con il pubblico (URP), Carte dei servizi, nonché sezioni facilmente accessibili sui siti web regionali e aziendali;
10. il monitoraggio sistematico dei tempi massimi regionali sui siti web di Regioni e P.A. e di Aziende sanitarie pubbliche e private accreditate, per garantire la trasparenza e l’accesso alle informazioni su liste e tempi di attesa.

PER APPROFONDIRE:

Testo completo del Piano Sanitario Nazionale 2011-2013

da: PIANO SANITARIO NAZIONALE 2011-2013: TUTTE LE LINEE DI INTERVENTO | Disabili.com.

Ministero della salute e Conferenza delle Regioni, Piano sanitario nazionale 2011-2013


La Conferenza delle Regioni del 18 novembre ha licenziato, come preannunciato dal Presidente Vasco Errani, il documento concertato con il Ministero della salute, relativo al Piano sanitario nazionale 2011-2013. Il Piano sarà prossimamente iscritto, nella sua versione definitiva, all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni.
Il testo integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito http://www.regioni.it. Il link è:
Si riporta di seguito il testo della “premessa” e l’indice del documento
PREMESSA
Il Piano Sanitario Nazionale (PSN) 2011-2013 pone le proprie fondamenta nei principi di responsabilità pubblica per la tutela del diritto di salute della comunità e della persona; di universalità, di eguaglianza e di equità d‟accesso alle prestazioni; di libertà di scelta; di informazione e di partecipazione dei cittadini; di gratuità delle cure nei limiti stabiliti dalla legge; di globalità della copertura assistenziale come definito dai LEA (in attesa del nuovo documento).
Il PSN s‟inserisce in un quadro istituzionale e normativo, nazionale ed internazionale, altamente complesso ed articolato che vede la necessità di armonizzare il servizio sanitario rispetto sia ai princìpi della Comunità Europea sia ad un contesto nazionale che si connota per una progressiva evoluzione verso la devoluzione, improntata alla sussidiarietà, di poteri dallo Stato alle Regioni. Tale processo, avviato con la modifica al Titolo V della Costituzione, la quale ha posto in capo allo Stato la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza e alle Regioni la responsabilità della loro effettiva applicazione nel proprio territorio, vede, nella fase contemporanea, l‟attuazione delle disposizioni in materia di federalismo fiscale contenute nell‟articolo 119 della Costituzione, in conformità a quanto sancito dal Patto di Stabilità tra Stato e Regioni. La modifica del quadro costituzionale ha inoltre generato significativi cambiamenti del sistema di governance, sempre più orientato verso un approccio di concertazione tra Stato e Regioni che si concretizza principalmente attraverso l‟utilizzo dello strumento “pattizio”.
Con l‟approvazione del riparto delle disponibilità finanziarie del Servizio Sanitario Nazionale per l‟anno 2010 si è chiusa una complessa fase di programmazione economico-finanziaria e di regolazione del SSN che si era aperta con le previsioni del decreto legge n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008, all‟art. 79, n. 1 bis, il quale prevede che “per gli anni 2010 e 2011 l‟accesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato derivante da quanto disposto dal comma 1, rispetto al livello di finanziamento previsto per l‟anno 2009, è subordinato alla stipula di una specifica intesa fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano (…)”. Tale intesa, com‟è noto, è in seguito slittata, su istanza delle Regioni, all‟anno 2009, nel corso del quale si è lavorato alla definizione del Patto per la salute, sancito dalla Conferenza Stato Regioni in data 3 dicembre 2009. L‟incertezza del quadro finanziario in materia sanitaria, conseguenza delle vicende sopra esposte, ha suggerito il differimento al triennio 2011-2013 del nuovo Piano Sanitario Nazionale già previsto per il triennio 2009-2011.
All‟interno dello scenario sopra descritto il PSN pone come macro obiettivo del Servizio Sanitario Nazionale non solo quello della promozione “della salute dei cittadini”, bensì quello della promozione del “benessere e della salute dei cittadini e delle comunità”, nella consapevolezza che “la vera ricchezza del sistema sanitario è la salute dei cittadini”. In questo ambito occorre che il SSN assuma anche il ruolo di facilitatore di una strategia di coordinamento tra le diverse istituzioni e d‟integrazione degli indirizzi delle politiche intersettoriali ai fini di orientare positivamente ed in maniera sinergica i determinanti della salute e del benessere, in conformità alle direttive della Carta di Tallinn (2008) dell‟OMS. L‟efficacia del Piano, pertanto, è strettamente correlata alla capacità dei diversi soggetti istituzionali, tra i quali gli Enti Locali, di cooperare e di trasformare operativamente, tenendo in considerazione le specificità locali, gli indirizzi in esso riportati.
Le grandi sfide assistenziali che caratterizzano la programmazione nazionale – primi tra tutti 6
i problemi di assistenza socio sanitaria connessi alla non autosufficienza, l‟elevata presenza di anziani e grandi anziani, le disponibilità di terapie/diagnosi ad alto costo indirizzate a specifiche coorti di assistiti – oltre a richiedere un‟efficace integrazione delle politiche, degli indirizzi e degli interventi da parte delle diverse aree del welfare, necessitano anche di un sistema coeso che porti alla convergenza dei finanziamenti, provenienti dai diversi settori coinvolti, su obiettivi ed ambiti tematici condivisi e delineati.
In considerazione dell‟elevata crescita di risorse assorbite, derivante soprattutto dalle suddette sfide assistenziali, la sostenibilità economica del SSN deve essere garantita attraverso un sistema di governance multilivello (nazionale, regionale ed aziendale) capace di assicurare un costante equilibrio tra il sistema delle prestazioni e quello dei finanziamenti. Tale equilibrio deve essere mantenuto in un contesto evolutivo altamente dinamico dei sistemi sanitari regionali e nazionali e deve contemperare i requisiti di efficacia con quelli di efficienza, attraverso il rispetto di criteri di costi definiti nell‟ambito dei rapporti di Stato-Regioni. La sostenibilità del sistema risulta pertanto direttamente collegata ad azioni di governance volte al recupero di efficienze e di appropriatezza nell‟erogazione degli attuali LEA, al livello di coerenza degli indirizzi nazionali di politica sanitaria con il quadro delle risorse economiche rese disponibili, al grado di collegamento delle azioni d‟integrazione delle strategie a tutela della salute con la messa a disposizione dei corrispettivi finanziamenti da parte dei vari soggetti coinvolti.
Obiettivi specifici, che rappresentano anche la sfida del PSN, sono da un lato, quelli di valorizzare gli elementi d‟eccellenza del Servizio Sanitario e di investire in settori strategici quali la prevenzione, le nuove tecnologie, i sistemi informatici ed informativi, laclinical governance e la sicurezza delle cure, la ricerca e le innovazioni mediche; dall’altro, quelli di affrontare le criticità del sistema, con particolare attenzione al recupero di efficienze e di appropriatezza e al miglioramento della qualità percepita da parte dei cittadini, il tutto in un quadro di sostenibilità.
In considerazione di quanto sopra, e dell‟importanza crescente che stanno assumendo altri strumenti di progettazione, quali Accordi ed Intese definiti nella Conferenza Stato-Regioni, è necessario compiere una riflessione sul ruolo che s‟intende assegnare al PSN all‟interno del Servizio Sanitario Nazionale.
In uno scenario che si connota per la presenza di una molteplicità di soggetti e di strumenti di programmazione, il PSN rappresenta lo strumento di definizione delle macro linee d‟indirizzo della programmazione sanitaria. Esso, pertanto, costituisce:
• una cornice di sintesi all‟interno della quale vanno ricondotti i diversi Accordi, piani e programmi, con evidenza degli elementi di coordinamento, integrazione e sinergia tra di essi. Le macro linee d‟indirizzo definite dal PSN, e frutto del processo di concertazione con le Regioni, trovano declinazione operativa nelle attività, nei documenti e negli accordi prodotti dai tavoli tecnici e dalle commissioni;
• l‟elemento di garanzia dell’uniforme applicazione degli obiettivi e dei LEA a livello nazionale nella salvaguardia delle specificità territoriali, in rispondenza alle analisi dei bisogni e delle risorse di ciascun contesto locale.
Indice
PREMESSA 5
1. IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE NEL CONTESTO EUROPEO E STRATEGIE D’INTERNAZIONALIZZAZIONE 7
1.1 SFIDE EUROPEE DEL SSN 7
1.1.2 ESPERIENZE INTERNAZIONALI 8
1.2 SFIDE ASSISTENZIALI DEL SSN ITALIANO 9
1.2.1 GARANZIA DEI DIRITTI 10
1.2.2 LINEE PRIORITARIE DI SVILUPPO 11
1.2.3 SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA E COSTI STANDARD 13
1.2.4 RAPPORTO CON I CITTADINI E PARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI 14
1.3 GOVERNANCE DEL SSN 16
1.4 PUNTI DI FORZA DEL SSN 17
1.5 CRITICITÀ DEL SISTEMA E PROSPETTIVE DI MIGLIORAMENTO 17
1.5.1 MIGLIORAMENTO DELL‟APPROPRIATEZZA 19
1.5.2 MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ PERCEPITA 20
1.5.3 MIGLIORAMENTO DELLA PRESA IN CARICO DEL CITTADINO 20
1.6 RISORSE UMANE DEL SSN 21
2. AZIONI PER LO SVILUPPO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 24
2.1 RILANCIARE LA PREVENZIONE 24
2.2 AZIONI PER IL CONTROLLO DEI DETERMINANTI AMBIENTALI 26
2.3 AZIONI PER LA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO 27
2.4 SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA E BENESSERE ANIMALE 29
2.5 SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E NUTRIZIONE 31
2.6 HEALTH IMPACT ASSESSMENT 35
2.7 CENTRALITÀ DELLE CURE PRIMARIE E DELLE STRUTTURE TERRITORIALI 37
2.7.1 CURE PRIMARIE 37
2.7.2 CONTINUITÀ DELLE CURE ED INTEGRAZIONE OSPEDALE TERRITORIO 39
2.7.3 RETE ASSISTENZIALE TERRITORIALE 40
2.8 RIORGANIZZAZIONE DELLA MEDICINA DI LABORATORIO E DELLA DIAGNOSTICA DI LABORATORIO E PER IMMAGINI 44
2.9 RETI OSPEDALIERE 47
2.9.1 PROBLEMATICA DEI PICCOLI OSPEDALI 48
2.9.2 RIORGANIZZAZIONE DELLE RETI OSPEDALIERE REGIONALI 49
2.9.3 RETE DELL‟EMERGENZA URGENZA 50
2.10 RIABILITAZIONE 52
2.11 VALUTAZIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE SANITARIE 54 3
2.11.1 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT: LOGICA DI APPROPRIATEZZA E SOSTENIBILITÀ DELLE CURE 54
2.11.2 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT: METODOLOGIA 55
2.11.3 ATTUAZIONE DELL‟HTA IN ITALIA 56
2.12 INVESTIMENTI PER L’AMMODERNAMENTO STRUTTURALE E TECNOLOGICO DEL SSN 57
3. MONITORAGGIO, APPROPRIATEZZA ED UNIFORMITÀ DEI LEA 61
3.1.1 LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA) 61
3.1.2 LISTE DI ATTESA 62
3.1.3 INTEGRAZIONE SANITARIA E SOCIO SANITARIA 65
3.1.4 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE 67
3.2 NUOVO SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO: STRUMENTO DI RIFERIMENTO NAZIONALE PER LA MISURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA 69
3.3 APPROPRIATEZZA 70
3.3.1 CLINICAL GOVERNANCE 71
4. TEMATICHE DI SISTEMA 74
4.1 RICERCA ED INNOVAZIONE SANITARIA 74
4.2 INFORMATION AND COMMUNICATION TECHNOLOGY 75
4.3 ASSISTENZA FARMACEUTICA 78
4.4 DISPOSITIVI MEDICI 80
4.5 ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE D’OFFERTA 82
4.6 FASI DELLA VITA 84
4.6.1 IL PERCORSO NASCITA 84
4.6.2 ETÀ SENILE 87
5. VALUTAZIONE DEL PSN 90
5.1 GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE ATTUALMENTE PRESENTI NELL’ORDINAMENTO 90
5.2 GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE DI UN SISTEMA PROGRAMMATO E DINAMICO 92
ALLEGATI 95
A. MUTAMENTI DEMOGRAFICI ED EPIDEMIOLOGICI 95
A.1 MUTAMENTI DEMOGRAFICI 95
A.2 MUTAMENTI EPIDEMIOLOGICI 96
B. PATOLOGIE RILEVANTI 98 4
B.1 MALATTIE CARDIOVASCOLARI 98
B.2 MALATTIE ONCOLOGICHE 100
B.2.1 CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE 101
B.3 MALATTIE RESPIRATORIE CRONICHE 102
B.4 OBESITÀ 103
B.5 DIABETE 105
B.6 SALUTE MENTALE 106
B.7 DIPENDENZE PATOLOGICHE 107
B.7.1 ABUSO DI ALCOL 107
B.7.2 TOSSICODIPENDENZE 108
B.8 MALATTIE INFETTIVE 109
B.9 MALATTIE RARE 111
B.10 PAZIENTI AD ALTO GRADO DI TUTELA 113
(red/23.11.10)

DA :Newsletter n. 1691 del martedì 23 novembre 2010.