Pubblicato: 1 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Spesa sanitaria, Spesa sociale |
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Pubblicato: 24 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Spesa sanitaria |
Pubblicato: 6 luglio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Spesa sanitaria |
Nei 34 Paesi aderenti, nel 2009 ha raggiunto il 9,5 per cento del Pil a fronte dell‘8,8 dell’anno precedente. Irlanda e Regno Unito le nazioni in cui si sono registrati i maggiori incrementi. Tuttavia, nei prossimi anni, dopo quasi mezzo secolo di crescita ininterrotta, la spesa sanitaria dovrebbe stabilizzarsi.
vai a QS – Quotidiano Sanità: cronache – Ocse: la spesa per la sanità continua a crescere più velocemente del Pil.
Pubblicato: 15 giugno 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
CERM
Pubblicato: 16 maggio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Federalismo fiscale, Spesa sanitaria |
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale (Serie generale n. 109 del 15.5.2011) il Decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 (Disposizioni in materia di autonomia di entrata delle Regioni a statuto ordinario e delle Province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario).
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Provvedimento
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Conferenza delle Regioni
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Pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale
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Intesa sullo schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di autonomia di entrata delle Regioni a statuto ordinario e delle Province, nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario.
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L’argomento è stato esaminato nelle seguenti sedute:
14 e 28 ottobre 2010;
4, 10, 11, 18 novembre (approvato undocumento di osservazioni e proposte emendative) e 25 novembre 2010; 2, 9 e 16 dicembre 2010.
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Nella seduta del 16 dicembre 2010 della Conferenza Unificata è stata sancita l’Intesa.
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Gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 109 del 15.5.2011
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Newsletter n. 1797 del lunedì 16 maggio 2011.
Pubblicato: 29 aprile 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Spesa sanitaria |
Pubblicato: 27 aprile 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: ASL Aziende sanitarie locali, LOMBARDIA, Spesa sanitaria |
La Lombardia avrà a disposizione 17 miliardi e 51 milioni di euro per il funzionamento della sanita e dei servizi socio sanitari per l’anno 2011.
E’ quanto stabilito dall’accordo sul riparto del Fondo Sanitario Nazionale ufficializzato oggi a Roma nel corso della conferenza Stato-Regioni. Per Regione Lombardia, che aumenta la propria disponibilita finanziaria per la sanità di 353 milioni di euro rispetto al 2010, la trattativa e stata condotta dall’assessore alle Finanze Romano Colozzi, su delega del Presidente Roberto Formigoni.
“L’accordo non era affatto scontato – spiega il Presidente Fomigoni – Le Regioni sono arrivate ad un’intesa difficile dimostrando ancora una volta una maturità istituzionale notevole che ha permesso di superare difficoltà e posizioni apparentemente inconciliabili.
“Nel corso della trattativa – spiega l’assessore Romano Colozzi – il rischio di rottura si é manifestato in più di una occasione. Ma ha prevalso il senso di responsabilita. La Lombardia ha ottenuto un ottimo risultato, pur mantenendo il proprio impegno solidale nei confronti delle Regioni in difficolta e per la tenuta del sistema”.
da: Regione :: Riparto sanità, 353 milioni più del 2010.
Pubblicato: 26 aprile 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Spesa sanitaria |
da: SOSSANITA’.
Pubblicato: 22 aprile 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Politica sanitaria, Spesa sanitaria |
Dopo un confronto lungo, e a tratti piuttosto aspro, le Regioni hanno trovato l’accordo su come ripartire i fondi 2011 per il Servizio sanitario nazionale ed hanno espresso l’intesa nella Conferenza unificata del 20 aprile.
“Si tratta di un risultato molto importante”, ha sottolineato il presidente della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani (cfr. “Regioni.it” n. 1782)
L’ammontare delle risorse è di oltre 106 miliardi.
In attesa che siano pubblicati gli atti ufficiali della Conferenza Unificata del 20 aprile offriamo una panoramica sui dati pubblicati su diversi siti internet e dalle agenzie di stampa.
da il Sole 24 ore Sanità:
da www.cermlab.it:
da www.ilrevisore.it:
da www.quotidianosanita.it:
Dall’Ansa:
Dall’Agi:
da: Newsletter n. 1783 del venerdì 22 aprile 2011.
Pubblicato: 17 aprile 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: costi standard, Spesa sanitaria |
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La vera sfida partirà nel 2013 quando tutte le Regioni dovranno fare i conti con i costi standard previsti dal quinto dei decreti attuativi del federalismo fiscale ora alla firma del capo dello Stato. Saranno i costi standard a decidere come finanziare le cure del Ssn con la promessa di abbattere per sempre sprechi e sperperi, almeno così si spera, perché saranno costruiti in base alle performance di tre Regioni benchmark scelte in una rosa di cinque che dovranno aver dimostrato di avere i conti a posto garantendo allo stesso tempo prestazioni di qualità ai propri cittadini.
Per il Sud (dal Lazio in giù), alle prese da anni con voragini nei conti di Asl e ospedali, si tratta di uno sforzo non da poco. E senza ciambelle di salvataggio, visto che tutti i tentativi di inserire indici e parametri di deprivazione (basati cioè sulle peggiori condizioni socio-economiche del meridione) sono andati falliti. L’unico contentino è che tra le tre Regioni di riferimento per i costi standard ce ne dovrà essere una del Sud (accanto a una del Centro e una del Nord).
segue qui:
Per il Sud prova rimandata al 2013 – Il Sole 24 ORE.
Pubblicato: 12 aprile 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Spesa sanitaria |
La cifra complessiva quest’anno è di 106,4 miliardi di euro ma, sottratti i fondi vincolati a vario titolo, restano esattamente 103.963.406.387, comprensivi dei fondi finalizzati al rinnovo delle convenzioni (69 milioni), al “risarcimento” per l’abolizione dei ticket (400 milioni) e a coprire, almeno in parte, le spese per l’emersione degli extracomunitari (200 milioni).
Solitamente il riparto viene siglato entro gennaio, ma quest’anno le cose stanno andando per le lunghe, essendosi intrecciata la discussione con la vertenza tra Governo e Regioni per i tagli della manovra estiva 2010 e con l’esame del decreto su fiscalità regionale e costi standard in sanità. Proprio l’approvazione ottenuta da questo decreto rende il riparto 2011 particolarmente delicato: i conti di quest’anno, infatti, saranno la base di calcolo del 2013, quando il decreto stesso andrà in piena applicazione.
La proposta formulata dal ministero a fine dicembre, aveva raccolto molte critiche da parte delle Regioni, ma di segno diverso: le Regioni del Sud, in particolare, chiedevano che venisse introdotto il criterio di deprivazione sociale, mentre molte Regioni del Nord rivendicavano un più esteso impiego del criterio, già in uso, che valorizza la presenza di popolazione anziana. Di una complessiva revisione dei criteri si parla d’altronde da quasi un decennio, ma non si è mai arrivati ad una soluzione. Anche lo studio elaborato dall’Agenas, e commissionato dalle stesse Regioni, non ha sciolto i molti nodi aperti.
da: QS – Quotidiano Sanità: Regioni e Asl – Riparto Fsn 2011: da domani le Regioni in conclave.
Pubblicato: 8 aprile 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Politica sanitaria, Spesa sanitaria |
A cura della segreteria della Conferenza delle Regioni (settore salute e politiche sociali), è stato predisposto un Dossier su “La sanità nelle manovre finanziarie dal 2005 al 2011”, nel quale si fa il punto sulla documentazione prodotta negli anni indicati.
Si tratta di uno strumento utile di consultazione e non solo in vista del prossimo riparto del Fondo Sanitario Nazionale.
Pubblicato: 29 marzo 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: costi standard, decreti attuativi, Enti Locali, Federalismo fiscale, REGIONI ITALIANE, Spesa sanitaria |
Parere favorevole è stato espresso il 24 marzo 2011 dalla Commissione parlamentare per lattuazione del federalismo fiscale al decreto legislativo in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province, e determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. Il decreto in sintesi individua le fonti di finanziamento delle regioni a statuto ordinario e dispone la contestuale soppressione dei trasferimenti statali. A decorrere dal 2013 verrà rideterminata laddizionale regionale allIrpef, con corrispondente riduzione delle aliquote Irpef di competenza statale, al fine di mantenere inalterato il prelievo fiscale a carico del contribuente; la rideterminazione deve comunque garantire alle regioni entrate equivalenti alla soppressione sia dei trasferimenti statali che della compartecipazione regionale allaccisa sulla benzina, entrambe disposte dallo schema in esame. Allaliquota così rideterminata si aggiungono le eventuali maggiorazioni delladdizionale, attualmente pari all 0,9%, che ciascuna regione può effettuare nel limite dello 0,5% fino al 2013, dell1,1% per il 2014 e del 2,1% dal 2015; qualora peraltro la maggiorazione sia superiore allo 0,5% la parte eccedente tale quota non si applica ai contribuenti titolari di redditi ricadenti nel primo scaglione di reddito (fino a 15.000 euro). Alle regioni spetta altresì una compartecipazione al gettito Iva, che per gli anni 2011 e 2012 viene calcolata in base alla normativa vigente, mentre dal 2013 sarà fissata in misura pari al fabbisogno sanitario in una sola regione. Prima di essere pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il decreto deve avere lapprovazione definitiva del Consiglio dei ministri.
Pubblicato: 23 marzo 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Politica dei servizi sociali, Politica sanitaria, Spesa sanitaria, Spesa sociale |
Segnalo l’OTTIMA
Scheda CGIL “Gli effetti per Sanità e Sociale delle manovre economico finanziarie 2010-2011”

Dipartimento Welfare e Nuovi Diritti
Stefano Cecconi
Responsabile Politiche della Salute
Contrattazione Sociale
Corso d’Italia, 25 – 00198 Roma
telefono: 068476509
fax: 068476337
e-mail: s.cecconi@cgil.it
Pubblicato: 25 febbraio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, costi standard, Federalismo fiscale, Politica sanitaria, Spesa sanitaria |
24 FEB - Si è svolta oggi l’attesa audizione della Corte dei Conti presso la Commissione bicamerale per il federalismo fiscale dedicata alla fiscalità regionale e ai costi standard sanitari.
Di seguito ampi stralci dell’audizione relativa al capitolo dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario. In allegato il testo integrale dell’audizione della Corte dei Conti.
“(omissis) La scelta operata nel decreto di valorizzare l’esperienza maturata negli anni nella gestione della spesa sanitaria, se da un lato sembra ridurre l’impatto del riferimento ai costi standard nel nuovo meccanismo di definizione del finanziamento del settore, dall’altro ha il pregio di semplificare la gestione del sistema, garantendo, per altra via, il collegamento tra la programmazione di bilancio, la compatibilità di finanza pubblica, e l’analisi comparativa di quantità e qualità dei servizi erogati.
(omissis)
Il riferimento ai costi standard può rilevare ai fini degli indicatori di efficienza e appropriatezza ed incidere positivamente sul sistema di autovalutazione delle Regioni e sulla conseguente adozione delle “best practices”, ma appare non immediatamente rilevante ai fini della determinazione del finanziamento da riconoscere alle diverse realtà territoriali.
L’allocazione delle risorse è destinata a mutare solo se viene assunto un diverso metodo di pesatura rispetto a quello utilizzato nell’anno preso a riferimento. Infatti eventuali conseguenze redistributive dipenderanno dalla estensione dei pesi per le varie classi di età alle varie categorie di assistenza sanitaria (oggi solo un terzo del finanziamento è ripartito sulla base della popolazione pesata, la parte restante sulla base della popolazione assoluta). Le conseguenze nella disponibilità di risorse, rispetto alla situazione attuale, potrebbero essere in questo caso anche rilevanti.
(omissis)
La disponibilità di dati sui consumi distinti per classe di età, per ora limitata alla spesa ospedaliera, a quella farmaceutica e a quella specialistica ambulatoriale, potrebbe consentire di rivedere nel tempo la stima della spesa standard nazionale, calcolando in modo sempre più preciso il fabbisogno su cui basare il criterio di pesatura e correggere eventualmente il tasso di variazione della spesa sanitaria complessiva compatibile con gli obiettivi di finanza pubblica o l’estensione dei servizi da garantire alla collettività.
Attraverso, quindi, una possibile revisione dei criteri di pesatura (non necessariamente legati a quelli di due esercizi precedenti a quello di avvio della procedura) e con un arricchimento delle informazioni disponibili sul territorio, si potrebbe poter tener conto nel calcolo anche di fattori ulteriori, tra i quali è stato da più parti indicato l’indice di deprivazione come misura delle condizioni di svantaggio socio economico di un’area geografica .
Nel testo è previsto che a decorrere dal 2013 (in fase di prima applicazione) si avvii un processo di convergenza, ovvero il finanziamento dei servizi erogati dalle Regioni non sia stabilito più in base alla spesa storica ma secondo valori standard di costo e fabbisogno. Un aggiustamento da realizzare in cinque anni, ma di cui non viene esplicitato il percorso previsto. In particolare, né come debba essere considerato l’andamento nel prossimo biennio (in cui verranno effettuate le scelte delle Regioni benchmark e definiti i criteri per la pesatura della popolazione), né come si svilupperà la fase transitoria in cui verranno applicati con gradualità in tutte le Regioni valori di costo rilevati nelle Regioni benchmark e i nuovi criteri di ripartizione.
Il quadro è reso ancora più incerto se si considera che nelle modifiche della Conferenza unificata concordate tra Regioni, Enti locali e Governo è stata proposta la eliminazione della disposizione che prevedeva che, fino al raggiungimento dell’intesa, si applicassero i criteri adottati per il riparto delle annualità 2010-2012, ovvero i criteri transitori che coincidono con quelli adottati dal Nuovo patto per la salute del 3 dicembre 2009, basati su un criterio misto popolazione assoluta/popolazione pesata (lettera e). (omissis)
da: QS – Quotidiano Sanità: Governo e Parlamento – Corte dei Conti. Costi standard promossi ma poco rilevanti per determinazione fabbisogno.
Pubblicato: 22 febbraio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: costi standard, Legislazione Sanitaria, Spesa sanitaria |
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In un lungo articolo sul Corriere della Sera di domenica 20 febbraio, Sergio Rizzo e Mario Sensini hanno proposto una loro interpretazione dei nuovi costi standard sanitari contemplati nel decreto in discussione in Parlamento: “Se il prezzo di una siringa è, poniamo, di 5 centesimi, lo Stato rimborserà solo quella cifra. Chi vuole spendere di più, si arrangi”. Semplice, chiaro, di una efficacia spietata. Peccato che non sia così.
E sì perché nel decreto sul federalismo fiscale regionale e i costi standard sanitari non c’è scritto niente di tutto questo.
La vera novità dei costi standard, infatti, sta nell’individuazione, oggi assente, di Regioni modello o benchmark, la cui spesa faccia da riferimento per stabilire, non il costo standard ottimale per singola prestazione o singolo dispositivo medico, quanto “la spesa standard ottimale per grandi funzioni di spesa” alla quale dovranno adeguarsi tutte le Regioni.
Eppure attorno al modello di costo standard evocato da Rizzo e Sensini si sta costruendo una leggenda politica che vuole finalmente vincente i buoni, cioè chi spende meno e meglio, contro i cattivi, quelli che spendono male e tanto per la stessa cosa. Una siringa, per l’appunto.
Una visione assolutamente lontana dalla realtà. Non solo perché la legge in discussione non parla di questo. E anche se lo facesse, almeno per il momento, non sarebbe applicabile, vista l’assenza di dati confrontabili per singola prestazione o per singolo costo di una tecnologia o presidio medico, con l’eccezione dei farmaci per i quali da sempre c’è un prezzo di rimborso uguale per tutti. Quanto per il fatto che la grossa parte della spesa sanitaria non è fatta di acquisti di beni e servizi (fermo restando che è ovvio come si debba in ogni caso arrivare ad avere prezzi e costi di riferimento confrontabili per tutti i beni e i servizi sanitari) ma dal complesso delle spese per tutti i servizi sanitari e assistenziali erogati che, al netto di farmaci e beni e servizi, assorbono più o meno il 60% della spesa del Ssn.
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l’intero articolo qui:
http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=2932&&cat_1=1&&cat_2=0&&tipo=articolo
Pubblicato: 27 gennaio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Piani sanitari, Spesa sanitaria |
PSN – Piano Sanitario Naz. 2011-2013
45.799281
9.092748
Pubblicato: 27 gennaio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Corte dei Conti, Piemonte, Spesa sanitaria |
La Sezione regionale di controllo per il Piemonte, avvalendosi di questionari trasmessi dai collegi sindacali delle aziende sanitarie regionali ha verificato il perseguimento degli equilibri di bilancio e la conformità, tanto alle prescrizioni dettate dalle leggi nazionali, quanto alle direttive ed agli obiettivi regionali. Pur in assenza di irregolarità tali da potersi definire gravi e dunque suscettibili di specifica pronuncia, dal referto della Corte emergono criticità di ordine contabile e finanziario riscontrate nelle gestioni delle singole aziende, oltre a disfunzioni rilevate sotto il profilo strettamente gestionale. I principali profili che la Sezione ha ritenuto di segnalare all’Amministrazione Regionale riguardano: i rischi legati ad un sistema di copertura limitato alle sole componenti monetarie della perdita; la tendenza, deresponsabilizzante per le aziende, a tenere una gestione delle spese non correlata strettamente alle risorse esistenti, confermata ed aggravata dai ritardi nell’adozione ed approvazione dei bilanci; la disomogeneità nei dati riguardanti i costi ed i proventi relativi all’intramoenia; gli aumenti dei costi di produzione complessivi, nonché in particolare di quelli di alcune realtà aziendali; la rilevanza della determinazione di specifici obiettivi per la spesa farmaceutica, atteso anche il superamento dei tetti programmati per quella complessiva e per quella ospedaliera; il mancato rispetto da parte di varie aziende dei limiti previsti per le spese di personale; la rilevanza della spesa per consulenze e altre collaborazioni di tipo sanitario e socio sanitario, in particolare da privato, nonché gli incrementi dei costi per premi assicurativi nonostante l’avvio da parte della Regione, dal 2007, di un programma di assicurazione assistita; la rilevanza e vetustà dei crediti delle aziende, fattore che incide sulla liquidità delle stesse; il persistere di una rilevante situazione debitoria e di interessi moratori, nonché di una generalizzata crisi di liquidità delle aziende, e ciononostante la mancata costituzione di fondi per interessi moratori. La Corte, inoltre, sottolinea i fortissimi ritardi nell’adozione ed approvazione dei bilanci relativi al 2008, rispettivamente, da parte delle aziende e della Regione. “Tali ritardi” – osserva la magistratura contabile – “vanno stigmatizzati per le importanti conseguenze sulla programmazione del servizio sanitario regionale, a livello regionale ed aziendale, oltre che sui relativi controlli”. (mll)
Pubblicato: 25 gennaio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Legislazione Sanitaria, Piani sanitari, Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
Piano sanitario nazionale approvato dal Consiglio dei Ministri
Il Piano Sanitario Nazionale (PSN) 2011-2013 approvato, su proposta del Ministro della salute, dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 21 gennaio 2010, è basato sui principi di responsabilità pubblica per la tutela del diritto di salute della comunità e della persona; di eguaglianza e di equità daccesso alle prestazioni; di libertà di scelta; di informazione e di partecipazione dei cittadini; di gratuità delle cure nei limiti stabiliti dalla legge, di globalità della copertura assistenziale come definito dai livelli essenziali di assistenza (LEA). Il Piano Sanitario Nazionale valorizza le eccellenze del servizio sanitario e investe in settori strategici, come la prevenzione, la ricerca, le innovazioni mediche. La salute è un bene collettivo da conquistare e tutelare attraverso lintegrazione tra le azioni che competono alle Istituzioni ed alla società. Tra le novità: ambulatori aperti 24 ore gestiti dai medici di famiglia, per i casi meno gravi, evitando il ricorso al pronto soccorso degli ospedali. Tra gli obiettivi da raggiungere nel Piano triennale, vanno promossi e sviluppati una serie di interventi, quali, fra laltro: prestazioni sulla base del quadro clinico del paziente; percorsi diagnostici terapeutici (Pdt), fissati i relativi tempi massimi di attesa; gestione degli accessi attraverso luso del sistema Cup; vigilanza sistematica delle situazioni di sospensione della prenotazione e dellerogazione delle prestazioni; comunicazione sulle liste dattesa attraverso campagne informative e apertura di Uffici relazioni con il pubblico,ecc.
Pubblicato: 22 gennaio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Non Autosufficienza, Spesa sanitaria, Spesa sociale |
E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto sulla ripartizione delle risorse finanziarie assegnate al Fondo per le non autosufficienze. Le Regioni avevano espresso l’intesa sul riparto nel corso della Conferenza Unificata dell’8 luglio.
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Provvedimento
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Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
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Conferenze
Stato-Regioni/Unificata
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Pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana
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Intesa sullo schema di decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali, di concerto con i Ministri della salute e dell’economia e delle finanze e con il Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle politiche per la famiglia concernente l’utilizzazione del Fondo per le non autosufficienze per l’anno 2010
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Nella seduta dell’8 luglio 2010 ha espresso l’Intesa.
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Nella seduta della Conferenza Unificata dell’8 luglio 2010 è stata sancita l’Intesa.
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Gazzetta Ufficiale – Serie generale n. 8 del 12.01.2011
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Pubblicato: 22 gennaio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Spesa sanitaria, Spesa sociale |
| È stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 8 del 12 gennaio 2011 il decreto che definisce i criteri e le modalità di ripartizione tra le regioni delle risorse del Fondo sociale, destinate alla realizzazione di prestazioni, interventi e servizi assistenziali in favore di persone non autosufficienti attraverso l’attivazione o il rafforzamento della rete territoriale ed extra-ospedaliera, con la programmazione di interventi sociali integrati. Le risorse sono finalizzate alla copertura dei costi di rilevanza sociale dell’assistenza socio-sanitaria e sono aggiuntive rispetto alle risorse già destinate alle prestazioni e ai servizi a favore delle persone non autosufficienti da parte delle Regioni, nonché da parte delle autonomie locali. Per la promozione di interventi innovativi in favore delle persone non autosufficienti, sono finanziati con le risorse del Fondo, assegnate al Ministero del lavoro e delle politiche sociali, iniziative sperimentali concordate con le Regioni e le Province autonome, volte a incentivare protocolli di presa in carico attraverso strumenti di valutazione delle condizioni funzionali della persona coerenti con i principi della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità e le indicazioni dell’OMS. Sono altresì finanziati percorsi di de-istituzionalizzazione e strutturazione di interventi per il «dopo di noi»; l’innovazione e il rafforzamento degli interventi verso particolari patologie neuro-degenerative quali la malattia di Alzheimer; il rafforzamento del supporto alle famiglie delle persone in stato vegetativo o in condizione di disabilità estrema.
(Notizie dal Governo, n. 2 del 18 gennaio 2011) |
Pubblicato: 22 gennaio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Spesa sanitaria, Spesa sociale |
Pubblicato: 21 gennaio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Spesa sanitaria, Spesa sociale |
Istat: spesa sociale/sanità 2000-2008
(regioni.it) La spesa per la protezione sociale in Italia e’ inferiore alla media dei paesi dell’Eurozona. Lo rileva l’Istat nell’analisi sulla spesa delle Amministrazioni pubbliche per funzioni nel confronto internazionale per gli anni 2000-2008 dei paesi appartenenti all’Eurozona.
Comunque l’Italia destina la quota più rilevante della propria spesa pubblica complessiva a questa funzione, e cioè il 37,5% che e’ inferiore alla media Ue-16 di 40,1%. La Germania con quasi il 46% e’ il paese con la percentuale piu’ alta mentre all’ultimo posto e’ Cipro con il 22,6%. E in Italia oltre meta’ delle spesa pubblica e’ assorbita da sanita’ e protezione sociale.
Tra il 2000 e il 2009 la spesa per sanità e sociale e’ passata, in valore assoluto, da circa 279 miliardi di euro a 423 miliardi. In termini d’incidenza percentuale, il complesso della spesa per sanita’ e protezione sociale sul totale della spesa pubblica sale cosi’ dal 49,6% del 2000 al 53% del 2009.
Il 2,7% della spesa totale e’ stato invece riservato per la protezione dell’ambiente, le abitazioni e l’assetto del territorio.
La quota della spesa per l’istruzione e le attivita’ ricreative e culturali, che e’ stata in media pari all’11,1% (11,6% nel 2000, 10,7% nel 2009).
“L’andamento di questo raggruppamento risente anche dei rinnovi contrattuali nel comparto della scuola. La spesa per la funzione istruzione, che costituisce la parte prevalente di questo raggruppamento, infatti, e’ costituita per circa il 70% dai redditi da lavoro dipendente”. In particolare l’Istat segnala che la spesa per l’Istruzione nel nostro Paese (9,7%) “e’ al di sotto della quota media degli altri paesi dell’UE-16 (10,4%)”; percentuali inferiori “si riscontrano in Grecia (6,6%), Germania (8,7%) e Slovacchia (9,5%), mentre Cipro, con il 16,7% e il Portogallo (15,2%) sono i paesi con la percentuale piu’ alta”.
Pubblicato: 19 gennaio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: ISTAT, Popolazione, Spesa sanitaria, Spesa sociale |
L’Istat ha presentato un rapporto in schede chiamato “Noi Italia”, che cerca di fotografare il nostro Paese nei suoi aspetti più importanti. Ad esempio la spesa per la protezione sociale assorbe quasi il 30 per cento del Pil e il suoammontare per abitante supera i 7.500 euro annui (anno 2009). Oppure il fatto che ogni famiglia spende per curarsi oltre 1.100 euro l’anno, una spesa sanitaria pari all’1,9% del Pil. Le amministrazioni regionali spendono per la tutela ambientale in media circa 80 euro per abitante (anno 2008). Nel 2009 in Italia la spesa per la protezione sociale sfiora il 30 per cento del Pil e il suo ammontare per abitante supera i 7.500 euro all’anno.
La spesa sanitaria pubblica ammonta a oltre 110 miliardi di euro (7,3 per cento del Pil) e supera i 1.800 euro annui per abitante (anno 2009). La spesa sanitaria pubblica italiana è molto inferiore a quella di altri importanti paesi europei come Francia e Germania.
Le famiglie contribuiscono con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 21,3 per cento. La spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l’1,9 per cento del Pil nazionale e ammonta a 1.178 euro per famiglia (anno 2008).
L’Italia è tra i paesi Ue quello con il maggior numero di medici in strutture sanitarie pubbliche e private sul totale della popolazione residente, quasi 410 ogni centomila abitanti (2009).
Tra il 2002 e il 2007, in tutte le regioni si è verificata una convergenza dell’offerta di posti letto ospedalieri per abitante verso la media nazionale, scesa da 4,3 a 3,7 posti letto ogni mille abitanti.
La mobilità ospedaliera fra regioni è un fenomeno rilevante: nel 2008, le regioni sono state interessate da circa 650 mila ricoveri ospedalieri di pazienti non residenti (immigrazione ospedaliera) e da oltre 570 mila ricoveri effettuati dai pazienti in una regione diversa da quella di residenza (emigrazione ospedaliera).
I tumori e le malattie del sistema circolatorio, più frequenti nelle età adulte e senili, rappresentano le principali cause di ricovero sia in Italia, sia nel resto dell’Europa.
Le malattie del sistema circolatorio rappresentano la principale causa di morte in quasi tutti i paesi dell’Ue. In Italia, il tasso standardizzato di mortalità per queste cause è pari a 32,6 decessi ogni diecimila abitanti, quello relativo ai tumori è pari a 26,6 decessi ogni diecimila abitanti, con valori maggiori negli uomini (36,8) rispetto alle donne (19,6). I tumori rappresentano in Italia e in Europa la seconda causa di morte (2007).
Il fumo, l’alcol e l’obesità sono i principali fattori di rischio per la salute. In Italia, nel 2009, i fumatori rappresentano il 23 per cento della popolazione di 14 anni e più, i consumatori di alcol a rischio il 16,1 per cento, le persone obese il 10,3 per cento.
Il livello del Pil pro capite, misurato in parità di potere d’acquisto, è pari a 24.400 euro, valore che colloca l’Italia al 12° posto della graduatoria europea, immediatamente sopra la Spagna ma sotto Francia, Regno Unito e Germania rispettivamente di 1.000, 2.000 e 3.000 euro (2009). Rispetto all’anno precedente il Pil pro capite ai prezzi di mercato è diminuito del 5,7 per cento in termini reali. Le differenze regionali permangono sensibili mantenendo pressoché invariato il divario tra Mezzogiorno e Centro-Nord.
La composizione della domanda interna – consumi e investimenti – è in Italia allineata alla media europea: circa l’80 per cento delle risorse è destinato ai consumi e il 20 per cento agli investimenti. A livello ripartizionale, tuttavia, emerge l’insufficienza della produzione del Mezzogiorno, dove tutte le regioni sono costrette a importare beni e servizi per sostenere i consumi e gli investimenti per una quota del Pil spesso superiore ai 20 punti percentuali.
Nel periodo 2000-2009 la produttività del lavoro presenta un andamento complessivamente negativo (-0,5 per cento in media d’anno); particolarmente forte è la riduzione nel periodo 2007-2009 (-2,7 per cento in media d’anno).
La solvibilità delle imprese che sono ricorse al finanziamento bancario è sistematicamente inferiore nelle regioni del Mezzogiorno rispetto a quelle del Centro-Nord. La maggiore rischiosità si riflette sui livelli dei tassi d’interesse, mediamente superiori di circa un punto percentuale indipendentemente dalla durata del prestito.
Nel 2009 l’Italia detiene il 7,6 per cento dei flussi di esportazioni intra-Ue e l’11,3 per cento delle esportazioni dei paesi Ue verso il resto del mondo.
Un giovane su cinque non studia, ne’ lavora: due milioni di ragazzi (15-29 anni) non inseriti in un percorso formativo ne’ impegnati nel lavoro. E’ la quota piu’ elevata a livello europeo su dati 2009. E quasi una donna su due ne’ cerca ne’ ha un posto, un tasso di inattivita’ che e’ il secondo piu’ alto dell’Ue a 27, inferiore solo a Malta. Nel sud e’ irregolare un lavoratore su 5, il 12% in Italia e circa il 45% dei disoccupati cerca lavoro da oltre un anno. Inoltre, quasi una famiglia su 3 sente il rischio crimine e in casa si spendono per la sanita’ oltre 1.100 euro l’anno. Nelle scuole, oltre oltre 130 mila alunni disabili, e il 30% degli istituti ha ancora barriere. Pochi prof di sostegno in Lazio e Abruzzo.
Pubblicato: 18 gennaio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Amministrazione dei servizi, Gori Cristiano, Irs, LOMBARDIA, Maggioli editore, Politica dei servizi sociali, Programmazione dei servizi, Servizi educativi, Servizi sanitari, Servizi sociali, Spesa sanitaria, Spesa sociale |
Convegno: Quale welfare nella Lombardia di domani? Valutare l’esperienza per disegnare il futuro
Martedì 14 dicembre, 9.00-13.00 Milano – Palazzo delle Stelline, Corso Magenta 61
Scarica il programma completo in PDF 
Scarica le diapositive dell’intervento di Cristiano Gori in PDF 
da: Incontri :: LombardiaSociale.it.
Pubblicato: 17 gennaio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Disabilità e Handicap, Non Autosufficienza, Servizi sanitari, Servizi sociali, Spesa sanitaria, Spesa sociale |
Risorse finanziarie assegnate al Fondo per le non autosufficienze
Nella G.U. n. 8 del 12/1/2011 e’ pubblicato il decreto 4 ottobre 2010 recante: Ripartizione delle risorse finanziarie assegnate al Fondo per le non autosufficienze
45.799281
9.092748
Pubblicato: 23 novembre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, ASL Aziende sanitarie locali, Legislazione Sanitaria, Piani sanitari, Politica sociale, Programmazione dei servizi, REGIONI ITALIANE, Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
Il testo integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it. Il link è:
Si riporta di seguito il testo della “premessa” e l’indice del documento
PREMESSA
Il Piano Sanitario Nazionale (PSN) 2011-2013 pone le proprie fondamenta nei principi di responsabilità pubblica per la tutela del diritto di salute della comunità e della persona; di universalità, di eguaglianza e di equità d‟accesso alle prestazioni; di libertà di scelta; di informazione e di partecipazione dei cittadini; di gratuità delle cure nei limiti stabiliti dalla legge; di globalità della copertura assistenziale come definito dai LEA (in attesa del nuovo documento).
Il PSN s‟inserisce in un quadro istituzionale e normativo, nazionale ed internazionale, altamente complesso ed articolato che vede la necessità di armonizzare il servizio sanitario rispetto sia ai princìpi della Comunità Europea sia ad un contesto nazionale che si connota per una progressiva evoluzione verso la devoluzione, improntata alla sussidiarietà, di poteri dallo Stato alle Regioni. Tale processo, avviato con la modifica al Titolo V della Costituzione, la quale ha posto in capo allo Stato la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza e alle Regioni la responsabilità della loro effettiva applicazione nel proprio territorio, vede, nella fase contemporanea, l‟attuazione delle disposizioni in materia di federalismo fiscale contenute nell‟articolo 119 della Costituzione, in conformità a quanto sancito dal Patto di Stabilità tra Stato e Regioni. La modifica del quadro costituzionale ha inoltre generato significativi cambiamenti del sistema di governance, sempre più orientato verso un approccio di concertazione tra Stato e Regioni che si concretizza principalmente attraverso l‟utilizzo dello strumento “pattizio”.
Con l‟approvazione del riparto delle disponibilità finanziarie del Servizio Sanitario Nazionale per l‟anno 2010 si è chiusa una complessa fase di programmazione economico-finanziaria e di regolazione del SSN che si era aperta con le previsioni del decreto legge n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008, all‟art. 79, n. 1 bis, il quale prevede che “per gli anni 2010 e 2011 l‟accesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato derivante da quanto disposto dal comma 1, rispetto al livello di finanziamento previsto per l‟anno 2009, è subordinato alla stipula di una specifica intesa fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano (…)”. Tale intesa, com‟è noto, è in seguito slittata, su istanza delle Regioni, all‟anno 2009, nel corso del quale si è lavorato alla definizione del Patto per la salute, sancito dalla Conferenza Stato Regioni in data 3 dicembre 2009. L‟incertezza del quadro finanziario in materia sanitaria, conseguenza delle vicende sopra esposte, ha suggerito il differimento al triennio 2011-2013 del nuovo Piano Sanitario Nazionale già previsto per il triennio 2009-2011.
All‟interno dello scenario sopra descritto il PSN pone come macro obiettivo del Servizio Sanitario Nazionale non solo quello della promozione “della salute dei cittadini”, bensì quello della promozione del “benessere e della salute dei cittadini e delle comunità”, nella consapevolezza che “la vera ricchezza del sistema sanitario è la salute dei cittadini”. In questo ambito occorre che il SSN assuma anche il ruolo di facilitatore di una strategia di coordinamento tra le diverse istituzioni e d‟integrazione degli indirizzi delle politiche intersettoriali ai fini di orientare positivamente ed in maniera sinergica i determinanti della salute e del benessere, in conformità alle direttive della Carta di Tallinn (2008) dell‟OMS. L‟efficacia del Piano, pertanto, è strettamente correlata alla capacità dei diversi soggetti istituzionali, tra i quali gli Enti Locali, di cooperare e di trasformare operativamente, tenendo in considerazione le specificità locali, gli indirizzi in esso riportati.
Le grandi sfide assistenziali che caratterizzano la programmazione nazionale – primi tra tutti 6
i problemi di assistenza socio sanitaria connessi alla non autosufficienza, l‟elevata presenza di anziani e grandi anziani, le disponibilità di terapie/diagnosi ad alto costo indirizzate a specifiche coorti di assistiti – oltre a richiedere un‟efficace integrazione delle politiche, degli indirizzi e degli interventi da parte delle diverse aree del welfare, necessitano anche di un sistema coeso che porti alla convergenza dei finanziamenti, provenienti dai diversi settori coinvolti, su obiettivi ed ambiti tematici condivisi e delineati.
In considerazione dell‟elevata crescita di risorse assorbite, derivante soprattutto dalle suddette sfide assistenziali, la sostenibilità economica del SSN deve essere garantita attraverso un sistema di governance multilivello (nazionale, regionale ed aziendale) capace di assicurare un costante equilibrio tra il sistema delle prestazioni e quello dei finanziamenti. Tale equilibrio deve essere mantenuto in un contesto evolutivo altamente dinamico dei sistemi sanitari regionali e nazionali e deve contemperare i requisiti di efficacia con quelli di efficienza, attraverso il rispetto di criteri di costi definiti nell‟ambito dei rapporti di Stato-Regioni. La sostenibilità del sistema risulta pertanto direttamente collegata ad azioni di governance volte al recupero di efficienze e di appropriatezza nell‟erogazione degli attuali LEA, al livello di coerenza degli indirizzi nazionali di politica sanitaria con il quadro delle risorse economiche rese disponibili, al grado di collegamento delle azioni d‟integrazione delle strategie a tutela della salute con la messa a disposizione dei corrispettivi finanziamenti da parte dei vari soggetti coinvolti.
Obiettivi specifici, che rappresentano anche la sfida del PSN, sono da un lato, quelli di valorizzare gli elementi d‟eccellenza del Servizio Sanitario e di investire in settori strategici quali la prevenzione, le nuove tecnologie, i sistemi informatici ed informativi, laclinical governance e la sicurezza delle cure, la ricerca e le innovazioni mediche; dall’altro, quelli di affrontare le criticità del sistema, con particolare attenzione al recupero di efficienze e di appropriatezza e al miglioramento della qualità percepita da parte dei cittadini, il tutto in un quadro di sostenibilità.
In considerazione di quanto sopra, e dell‟importanza crescente che stanno assumendo altri strumenti di progettazione, quali Accordi ed Intese definiti nella Conferenza Stato-Regioni, è necessario compiere una riflessione sul ruolo che s‟intende assegnare al PSN all‟interno del Servizio Sanitario Nazionale.
In uno scenario che si connota per la presenza di una molteplicità di soggetti e di strumenti di programmazione, il PSN rappresenta lo strumento di definizione delle macro linee d‟indirizzo della programmazione sanitaria. Esso, pertanto, costituisce:
• una cornice di sintesi all‟interno della quale vanno ricondotti i diversi Accordi, piani e programmi, con evidenza degli elementi di coordinamento, integrazione e sinergia tra di essi. Le macro linee d‟indirizzo definite dal PSN, e frutto del processo di concertazione con le Regioni, trovano declinazione operativa nelle attività, nei documenti e negli accordi prodotti dai tavoli tecnici e dalle commissioni;
• l‟elemento di garanzia dell’uniforme applicazione degli obiettivi e dei LEA a livello nazionale nella salvaguardia delle specificità territoriali, in rispondenza alle analisi dei bisogni e delle risorse di ciascun contesto locale.
Indice
PREMESSA 5
1. IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE NEL CONTESTO EUROPEO E STRATEGIE D’INTERNAZIONALIZZAZIONE 7
1.1 SFIDE EUROPEE DEL SSN 7
1.1.2 ESPERIENZE INTERNAZIONALI 8
1.2 SFIDE ASSISTENZIALI DEL SSN ITALIANO 9
1.2.1 GARANZIA DEI DIRITTI 10
1.2.2 LINEE PRIORITARIE DI SVILUPPO 11
1.2.3 SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA E COSTI STANDARD 13
1.2.4 RAPPORTO CON I CITTADINI E PARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI 14
1.3 GOVERNANCE DEL SSN 16
1.4 PUNTI DI FORZA DEL SSN 17
1.5 CRITICITÀ DEL SISTEMA E PROSPETTIVE DI MIGLIORAMENTO 17
1.5.1 MIGLIORAMENTO DELL‟APPROPRIATEZZA 19
1.5.2 MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ PERCEPITA 20
1.5.3 MIGLIORAMENTO DELLA PRESA IN CARICO DEL CITTADINO 20
1.6 RISORSE UMANE DEL SSN 21
2. AZIONI PER LO SVILUPPO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 24
2.1 RILANCIARE LA PREVENZIONE 24
2.2 AZIONI PER IL CONTROLLO DEI DETERMINANTI AMBIENTALI 26
2.3 AZIONI PER LA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO 27
2.4 SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA E BENESSERE ANIMALE 29
2.5 SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E NUTRIZIONE 31
2.6 HEALTH IMPACT ASSESSMENT 35
2.7 CENTRALITÀ DELLE CURE PRIMARIE E DELLE STRUTTURE TERRITORIALI 37
2.7.1 CURE PRIMARIE 37
2.7.2 CONTINUITÀ DELLE CURE ED INTEGRAZIONE OSPEDALE TERRITORIO 39
2.7.3 RETE ASSISTENZIALE TERRITORIALE 40
2.8 RIORGANIZZAZIONE DELLA MEDICINA DI LABORATORIO E DELLA DIAGNOSTICA DI LABORATORIO E PER IMMAGINI 44
2.9 RETI OSPEDALIERE 47
2.9.1 PROBLEMATICA DEI PICCOLI OSPEDALI 48
2.9.2 RIORGANIZZAZIONE DELLE RETI OSPEDALIERE REGIONALI 49
2.9.3 RETE DELL‟EMERGENZA URGENZA 50
2.10 RIABILITAZIONE 52
2.11 VALUTAZIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE SANITARIE 54 3
2.11.1 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT: LOGICA DI APPROPRIATEZZA E SOSTENIBILITÀ DELLE CURE 54
2.11.2 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT: METODOLOGIA 55
2.11.3 ATTUAZIONE DELL‟HTA IN ITALIA 56
2.12 INVESTIMENTI PER L’AMMODERNAMENTO STRUTTURALE E TECNOLOGICO DEL SSN 57
3. MONITORAGGIO, APPROPRIATEZZA ED UNIFORMITÀ DEI LEA 61
3.1.1 LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA) 61
3.1.2 LISTE DI ATTESA 62
3.1.3 INTEGRAZIONE SANITARIA E SOCIO SANITARIA 65
3.1.4 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE 67
3.2 NUOVO SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO: STRUMENTO DI RIFERIMENTO NAZIONALE PER LA MISURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA 69
3.3 APPROPRIATEZZA 70
3.3.1 CLINICAL GOVERNANCE 71
4. TEMATICHE DI SISTEMA 74
4.1 RICERCA ED INNOVAZIONE SANITARIA 74
4.2 INFORMATION AND COMMUNICATION TECHNOLOGY 75
4.3 ASSISTENZA FARMACEUTICA 78
4.4 DISPOSITIVI MEDICI 80
4.5 ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE D’OFFERTA 82
4.6 FASI DELLA VITA 84
4.6.1 IL PERCORSO NASCITA 84
4.6.2 ETÀ SENILE 87
5. VALUTAZIONE DEL PSN 90
5.1 GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE ATTUALMENTE PRESENTI NELL’ORDINAMENTO 90
5.2 GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE DI UN SISTEMA PROGRAMMATO E DINAMICO 92
ALLEGATI 95
A. MUTAMENTI DEMOGRAFICI ED EPIDEMIOLOGICI 95
A.1 MUTAMENTI DEMOGRAFICI 95
A.2 MUTAMENTI EPIDEMIOLOGICI 96
B. PATOLOGIE RILEVANTI 98 4
B.1 MALATTIE CARDIOVASCOLARI 98
B.2 MALATTIE ONCOLOGICHE 100
B.2.1 CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE 101
B.3 MALATTIE RESPIRATORIE CRONICHE 102
B.4 OBESITÀ 103
B.5 DIABETE 105
B.6 SALUTE MENTALE 106
B.7 DIPENDENZE PATOLOGICHE 107
B.7.1 ABUSO DI ALCOL 107
B.7.2 TOSSICODIPENDENZE 108
B.8 MALATTIE INFETTIVE 109
B.9 MALATTIE RARE 111
B.10 PAZIENTI AD ALTO GRADO DI TUTELA 113
(red/23.11.10)
DA :Newsletter n. 1691 del martedì 23 novembre 2010.
Pubblicato: 19 novembre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Finanza locale, ISTAT, Migrazioni, Pensioni, Politica dei servizi sociali, Politica del lavoro, Politica economica, Politica per l'ambiente, Politica per la sicurezza, Popolazione, Scuola e istruzione, Servizi sanitari, Servizi sociali, Spesa sanitaria, Spesa sociale |
Annuario statistico italiano 2010
|
da: Contenuti.
Pubblicato: 8 novembre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, costi standard, REGIONI ITALIANE, Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
Prendendo spunto dalle riflessioni sulla Sanità pubblicate da Italianieuropei la scorsa settimana, Lorenzo Sommella propone alcune considerazioni sul tema “Federalismo e sanità”.
La sanità italiana muove ulteriori passi sul terreno minato del federalismo fiscale. Elemento fondamentale e controverso della riforma sono i fatidici e temuti costi standard, per i quali è stato disegnato l’identikit con il decreto ministeriale d’inizio ottobre, decreto che prevede, tra l’altro, che il benchmark sarà rappresentato da un campione di tre Regioni che hanno i conti in ordine. Ma le criticità e i dubbi sono molti.
I costi standard sono fondati su un principio sano, quello che i medesimi fattori di produzione di una medesima prestazione sanitaria devono avere il medesimo costo in tutta Italia. Essi probabilmente sono un punto di arrivo e non un punto di partenza, e non possono prescindere dalla perequazione regionale delle risorse.
Oggi i trasferimenti statali alle Regioni per finanziare le funzioni essenziali avvengono sulla base della spesa storica e con criteri incrementali. Con il federalismo fiscale i trasferimenti statali saranno invece cancellati. In sostituzione le Regioni godranno di un mix di tributi propri e di compartecipazioni con cui dovranno finanziare al 100% i livelli essenziali delle prestazioni a costi standard, intesi cioè come i costi efficienti a cui presta i servizi la Regione più virtuosa. Per tutte le altre, a compensare le differenze, interverrà il fondo perequativo. Il patto di convergenza si occuperà di accompagnare i territori verso il passaggio ai costi standard.
La sfida maggiore consiste nell’evitare che questo sistema, nato per aumentare efficacia ed efficienza, rappresenti un ulteriore pericolo di divaricazione. In un paese dove le Regioni si caratterizzano per le diversità che le distinguono l’una dall’altra, attribuire loro piena autonomia fiscale e sanitaria, quindi sia nelle modalità di acquisizione del gettito economico (che come è noto va per il 70-80% alla sanità) che nella definizione dei bisogni sanitari, appare difficoltoso.
Abbiamo varcato la soglia dei 60 milioni di abitanti, ma tra la Lombardia e il Molise c’è una differenza di 9 milioni di abitanti. La spesa sanitaria pubblica incide mediamente per il 6,7% del PIL, ma per raggiungere una “massa critica” di finanza sanitaria la Lombardia deve impegnare poco più del 5% del proprio PIL, mentre il Molise, la Campania e la Calabria dovrebbero utilizzare quasi il 10%. Senza contare le differenze di PIL pro capite: quello della Lombardia, ad esempio, è pari al 190% di quello della Campania.
Le differenze regionali non si limitano però solo a dimensioni e caratteristiche socio-economiche: altrettanto rilevanti sembrano essere quelle legate ai bisogni della popolazione, per diversità di età media e di aspettativa di vita alla nascita. Per le Regioni del Sud non basta pesare la popolazione per classi d’età, ma bisogna considerare anche tutta una serie di “indicatori territoriali” legati a elementi socio-economici ed epidemiologici (dagli indici di povertà ai livelli di scolarizzazione). Prendendo ancora ad esempio la Campania, bisogna considerare che questa Regione ha il record europeo di obesità infantile, un fattore di rischio che ha radici socio-culturali profonde ed è alla base di malattie cardiovascolari e metaboliche in età adulta.
Va dunque trovato un giusto equilibrio tra perequazione delle risorse fiscali (conseguibile per legge) e dei bisogni sanitari (conseguibile come?).
Una volta messo a punto il meccanismo per la loro definizione, i costi standard garantiranno la correlazione tra costi e responsabilità e consentiranno di verificare chi governa bene e chi non ne è capace. Essi rappresentano inoltre un richiamo ad una dimensione etica della pubblica amministrazione, che va recuperata e difesa strenuamente, applicando sanzioni dove essa è minata da clientele e corruzione. I costi standard devono in sostanza rappresentare uno strumento di crescita economica e culturale, premiando l’efficienza gestionale in base al principio “ti pago per quello che fai e non per quello che spendi”.
Un’ultima notazione riguarda proprio la qualità delle prestazioni, perché avere i conti in equilibrio non vuol dire automaticamente erogare assistenza tempestiva e di qualità. È tempo ormai di attivare un sistema nazionale di valutazione degli esiti delle cure che sia indipendente e continuativo, in grado di supportare una logica di finanziamento delle aziende sanitarie basata sul principio del pay for performance. Solo così potremo dire di aver compiuto un passo decisivo verso una sanità ancora migliore di quella che, nonostante tutto, viene ritenuta ai primi posti nel mondo.
da: Federalismo e sanità: speranze e paure.
Pubblicato: 17 settembre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Federalismo fiscale, Spesa sanitaria |
Nella bozza del provvedimento viene fissato il tetto massimo della futura addizionale Irpef che non potra’ superare il 3% e, in caso di riduzione, l’aliquota dovra’ assicurare almeno un gettito equivalente all’ammontare dei trasferimenti regionali ai comuni.
Dal 2014, poi, ciascuna Regione a statuto ordinario dovra’ assicurarela soppressione dei trasferimenti regionali di parte corrente diretti alfinanziamento delle spese ai Comuni. Per la stessa data ciascuna Regione dovra’ determinare, d’intesa con i propri Comuni, una compartecipazione degli stessi alla addizionale regionale all’Irpef, in misura tale da assicurare un importo corrispondente ai trasferimenti regionali soppressi.
Il decreto sui costi standard della sanita’ prevede che le Regioni che hanno garantito l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza e appropriatezza e che hanno i conti i regola, saranno quelle che saranno assunte come Regioni di riferimento per il calcolo dei costi e dei fabbisogni standard. Il provvedimento prevede che i livelli percentuali di finanziamento della spesa sanitaria vadano per il 5% a favore dell’assistenza sanitaria collettiva in ambiente di lavoro; per il 51% all’assistenza distrettuale e per il restante 44% all’assistenza ospedaliera.
FEDERALISMO BOZZA DLG PER REGIONI ADDIZIONALE IRPEF FINO AL 3 PERCENTO – Agenzia di stampa Asca.
Pubblicato: 17 settembre 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, costi standard, Federalismo fiscale, Spesa sanitaria |
…
individuate le Regioni di riferimento, si procederà a suddividere la spesa in tre macroaree (assistenza collettiva 5%, distrettuale 51%, ospedaliera 44%), per poi calcolare per ciascuna area la spesa media procapite calcolata suddividendo il totale per la popolazione residente pesata (ovvero parametrata tenendo conto dell’età anagrafica).
Ottenuta così la spesa procapite per area, il finanziamento da concedere alle altre Regioni si calcolerà con una semplice moltiplicazione per il numero di residenti, parlando sempre di popolazione pesata.
Da sottolineare però che dalla spesa delle Regioni di riferimento vanno sottratti i costi delle prestazioni non previste nei Lea, le entrate proprie regionali eccedenti quelle già inserite nel calcolo del fabbisogno nazionale, le quote di ammortamento dei mutui.
….
leggi tutto qui:
QS – Quotidiano Sanità: governo e parlamento – Costi standard: ecco il decreto del Governo. Finanziamento basato sui costi delle Regioni con i conti in attivo.
Pubblicato: 3 giugno 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
| La Finanziaria sta male? |
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| Nerina Dirindin, Dipartimento di Scienze economiche e finanziarie dell’Università degli Studi di Torino, già Assessore alla Sanità della Regione Sardegna.
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Quanto e come i tagli previsti dalla nuova manovra 2010 interessano la sanità?
La manovra e purtroppo necessaria, anche se non sappiamo ancora se sara sufficiente. Gli interventi che toccano direttamente la Sanita riguardano principalmente il personale e i farmaci. L’effetto complessivo in termini di spesa per il 2011 si aggira su 1 miliardo di euro, di cui 418 milioni di contenimento della spesa per il personale e 600 milioni di euro per i farmaci. In un momento di grande difficolta come quello che stiamo attraversando, 1 miliardo su oltre 100 miliardi di spesa sanitaria e una cifra relativamente contenuta, anche se comportera grandi difficolta, soprattutto nelle realta territoriali gia penalizzate dal recente riparto dei fondi per i 2010.
Qual e la misura prevista dalla manovra economica che avra un maggiore impatto sul sistema salute?
Probabilmente la riduzione ai trasferimenti alle Regioni e ai Comuni che ridurra l’attenzione alle politiche sociali e socio-sanitarie. Le stretta sulle Regioni inevitabilmente indebolira gli interventi a sostegno delle fragilita, in particolare i servizi integrati fra Sanita e sociale che alcuni territori hanno appena iniziato a realizzare; le Regioni saranno inoltre piu attente a contenere ovunque possibile la spesa sanitaria, con esiti potenzialmente molto differenziati, in termini di riduzione degli sprechi e/o di peggioramento dei servizi. Anche i Comuni si troveranno con molte meno risorse, il che rendera ulteriormente piu difficile sviluppare politiche per la non autosufficienza, in particolare per gli anziani, per i quali l’Italia e agli ultimi posti in Europa. Il risultato e che il necessario potenziamento delle politiche sociali sara ulteriormente rinviato, con conseguenze negative anche per la Sanita (che continuera a svolgere ruolo di supplenza del sociale), ma soprattutto per le persone (che continueranno a ricevere risposte inadeguate ai crescenti bisogni di presa in carico e di continuita dell’assistenza).
Non solo i farmacisti e medici piangono lacrime amare, ma anche i cittadini.
I cittadini ne risentiranno soprattutto perché sara definitivamente affossata la rete integrata dei servizi sociali che in realta non e mai decollata in questo Paese, se non per qualche lodevole iniziativa regionale.
Ne siamo consapevoli?
Un sondaggio pubblicato in questi giorni riporta che circa il 70 per cento degli italiani preferisce una riduzione dei servizi sociali piuttosto che un aumento delle imposte. Un risultato che sorprende e porta a riflettere. E indifferenza nei confronti dei meno fortunati? E fiducia nella buona sorte? E insoddisfazione nei confronti dei servizi attualmente disponibili? Sembra esserci un’idea dell’assistenza ancora rivolta a pochi emarginati, privi di diritti, nei confronti dei quali gli interventi sono frutto di scelte individuali comunque sempre sufficienti, e non di politiche sociali universalistiche. Forse siamo di fronte a un’involuzione culturale connaturata al periodo di difficolta che il Paese sta attraversando, che risente di luoghi comuni spesso ampiamente diffusi dai media, che guarda all’imposizione fiscale a prescindere dall’uso che se ne fa del prelievo.
Cosa ne pensa della situazione tra le diverse Regione?
Le politiche messe in atto dal Ministero dell’Economica nell’ultimo decennio, a partire dal Patto di stabilita per il settore sanitario, incominciano a dare qualche risultato in termini di contenimento della spesa sanitaria: nell’ultimo quadriennio la spesa della Sanita e aumentata mediamente del 2,9 per cento all’anno, a fronte del 7,3 per cento dei primi cinque anni del 2000. Le Regioni piu virtuose che si sono attrezzate ad affrontare le difficolta sono riuscite a chiudere in equilibrio senza grossi problemi di finanziamento. Il vero problema sta nelle regioni in grande disavanzo. Per queste ultime i piani di rientro stanno avviando importanti percorsi di ristrutturazione della spesa, che non sappiamo peraltro se saranno in grado di produrre risultati soddisfacenti nel breve periodo. Le Regioni in difficolta non ce la fanno da sole, in questo momento necessitano di un forte ruolo sovra regionale, nazionale, che in parte il Ministero dell’economia e della finanza sta avendo ma che non puo essere finalizzato solo la rientro alla spesa ma anche di riqualificazione dei servizi.
E cosa ne pensa delle misure di emergenza per il controllo della spesa farmaceutica?
Il Decreto Legge prevede una serie di misure che riguardano soprattutto i grossisti, i farmacisti, i produttori di farmaci generici. L’assistenza farmaceutica e certamente un settore nel quale possono essere avviati importanti interventi di razionalizzazione; lo dimostra la variabilita della spesa pro-capite per Regioni che e molto piu bassa nelle Regioni piu virtuose che in quelle piu spendaccione. L’importante e calibrare gli interventi sulle peculiarita delle singole regioni ed evitare di spostare semplicemente la spesa dal bilancio pubblico alle tasche del cittadino.
Farmaci, contratti e stipendi pubblici, piani di rientro. C’e qualcosa di cui non abbiamo parlato ma che merita una riflessione?
La revisione delle procedure di accertamento dell’invalidita. Si tratta di un settore a rischio, nel quale convivono sicuramente falsi invalidi, ma anche situazioni di grande difficolta spesso ancora trascurate. Temo che un intervento non meditato rischi di peggiorare la situazione di molte persone che, ad esempio avendo un 75-80 per cento di invalidita, non sono certamente in grado di essere autonomi. Un punto nevralgico da approfondire.
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- Attualità e confronti – Il Pensiero Scientifico Editore -
Pubblicato: 27 maggio 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: accreditamento sociale, Audiolibri, Legislazione sociale e sanitaria della Regione Lombardia, LOMBARDIA, LR 3/2008, Politica dei servizi sociali, Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
Il 2 maggio 2010 Report (programma di informazione televisiva curato da Milena Gabanelli) ha dedicato una puntata di inchiesta giornalistica sul cosiddetto modello lombardo di politica sanitaria.
Per chi avesse perso questa serata di autentico giornalismo investigativo troverà qui:
1. il video (ringrazio Ugo Albano che me lo ha segnalato):
2. gli audio, che ho realizzato tramite un piccolo registratore della Olympus.
Occorre provare a fare memoria storica, in un tempo di grande tendenza alla obsolescenza dei dati e delle informazioni. Questi materiali internettiani hanno un notevole valore documentale e meritano di essere conservati alla pari di una qualsiasi pubblicazione cartacea
Il Primo audio contiene:
- le interviste all’attuale assessore alla sanità, Luciano Bresciani, che è fautore del modello e al precedente assessore Alessandro Cè che ne ha individuato alcuni limiti distorsivi
- la situazione di alcuni Ospedali sottoposti ad indagine della magistratura per reati penali dovuti ad abusi nell’uso degli accreditamenti
- una spiegazione di cosa sono i DRG
Il Secondo audio contiene:
- alcuni profili biografici di imprenditori della sanità, particolarmente elogiativi del modello lombardo
- qualche cenno a sistema dei controlli che si manifesta all’interno del modello organizzativo lombardo
Il Terzo Audio continua con i profili di alcuni imprenditori della sanità e dei tentativi di investimento in altri settori produttivi, a partire dai profitti realizzati nel sistema sanitario
Questo post è in stretta connessione a una dispensa didattica dedicata allo stesso argomento:
45.799281
9.092748
Pubblicato: 21 maggio 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
La sanità come non l’avete mai vista prima: il caso Campania
È notizia di questi giorni che i neo-governatori delle Regioni Meridionali si sono presentati con il cappello in mano al Governo a chiedere soldi per ripianare i loro deficit sanitari. Il Governo ha risposto con un calcio nelle parti nobili.
Innanzitutto un po’ di storia (che non fa mai male) : la Sanità è stata completamente regionalizzata nel 1999 con il D.Lgs n° 229 , da allora il Governo fissa solo gli obiettivi e i “livelli di assistenza omogenei per il territorio Nazionale”. Ovviamente la Sanità costa (come i nostri amici amerikani ben sanno, in attesa che il loro Presidente gliela faccia avere gratis), per cui, è istituito il “Fondo Sanitario Nazionale” che, per il 2010, prevede uno stanziamento di 105 miliardi e passa di euro, di cui alle Regioni, per il loro “fabbisogno indistinto” vanno 102 miliardi di euro. Per chi si vuole divertire con il burocratese qui c’è il riparto, io mi soffermo solo su alcune parti, che sono i criteri adottati per la divisione , e che sono:
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102,102,398 milioni di euro ripartiti prendendo a riferimento :
a. il criterio di ripartizione adottato storicamente (cd criterio della “spesa storica” NDR), prima della sottoscrizione del precedente Patto per la Salute 2007-2009, che si basa essenzialmente sul criterio della cosiddetta quota capitaria assoluta, utilizzando i dati stimati per classi di età dall’ISTAT al 1° gennaio di cisacun anno di riferimento, corretta con i parametri di cui allart. 1 comma 34 della L. 662/96 per tenere conto della frequenza dei consumi sanitari per età e per sesso.
b. i criteri ed i pesi per età, riportati in calce, costruiti sulla base dei dati dei consumi sanitari presenti nella banca dati del NSIS riferibili ad ogni Regione (dati SDO 2006 per l’ospedaliera e dati Tessera Sanitaria 2008 per la specialistica ambulatoriale);
c. dati della popolazione stimati per classe di età dall’ISTAT al 1° Gennaio 2009.
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e poi l’effettivo ammontare, dati i criteri (soprattutto la spesa storica, quindi) di riparto:
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Regione
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Totale fabbrisogno indistinto e finalizzato 2010 in Euro
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Piemonte
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7.758.852.859,92
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Valle d’Aosta
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218.969.044,60
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Lombardia
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16.660.491.790,31
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Bolzano
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832.165.610,50
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Trento
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883.381.571,89
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Veneto
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8.325.695.839,90
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Friuli
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2.161.685.197,31
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Liguria
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3.023.297.623,24
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Emilia Romagna
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7.592.928.524,20
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Toscana
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6.536.096.971,79
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Umbria
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1.572.329.541,55
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Marche
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2.748.280.087,52
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Lazio
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9.584.918.273,11
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Abruzzo
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2.306.487.456,88
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Molise
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557.200.888,47
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Campania
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9.579.984.408,10
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Puglia
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6.840.657.838,00
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Basilicata
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1.022.091.068,25
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Calabria
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3.403.516.048,90
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Sicilia
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8.455.621.414,75
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Sardegna
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2.837.452.822,61
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Totale
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102.895.497.900,00
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Chiedo scusa se ci sono erori di trascrizioni, ma il file originale è inutilizzabile, poichè è un .pdf derivante da una scannerizzazione del documento originale. Evidentemente Brunetta si deve essere dimenticato, nel suo piano sulla digitalizzazione della PA, di spiegare che “digitalizzazione” non vuol dire fotocopiare.
Quelli che leggete a fianco del nome di ogni Regione sono i soldi che tale Regione può spendere in assistenza sanitaria, chi non riesce a starci dentro va in “deficit”. Adesso, facendo un giochino facile facile, dividiamo i relativi ammontari per la popolazione residente in una Regione a caso, la Lombardia, che “vanta” un surplus nei conti della Sanità, e nella mia Regione, la Campania, che vanta un bel deficit.
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Regione
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Quota F.S.N. (in mln €)
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Popolazione (wikipedia)
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Spesa pro-capite (in €)
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Lombardia
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16.660.491
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9.642.406
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1.727,00
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Campania
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9.579.981
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5.820.795
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1.645,00
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Specifico inoltre che la Lombardia “riceve” , con un fondo apposito, € 448.000.000 per “mobilità sanitaria”, la cifra è indicata a pag 14 del documento di riparto, ma è poco leggibile, per cui non l’ho reinserita qui, ma il dato (spero) è incontrovertibile. La differenza è data soprattutto dal criterio “spesa storica”, considerato che la distribuzione della popolazione, specialmente nelle fasce di età di “maggiore ricorrenza” è molto simile, o comunque non tale da giustificare uno scostamento come quello visualizato nella voce “spesa pro-capite”:
| Campania (totale) 5.812.962 |
0-8 anni 569.121 (10.2%) |
65 e+ 922.708 (16,0%) |
| Lombardia (totale 9.742.676 |
0-8 anni 846.604 (8,7%) |
65 e + 1.943.422 (19,9%) |
Qui la fonte dei dati.
A questo punto penso sia chiaro che se la Campania ricevesse pro-capite la stessa cifra della Lombardia avrebbe un finanziamento aggiuntivo di € 477.305.190,00 (82*5,890,705) tali da ripianare il deficit annuale (che è di circa 300mln) e in tre anni di azzerare il deficit sin qui accumulato e cominciare anche a guadagnare dalla Sanità (ma questo è un sogno di una notte di mezza estate, figuriamoci se un politico che può spendere soldi pensa a risparmiare…)
Fin qui l’arida aritmetica, che contraddice un documento di poca o nulla importanza e rilevanza.
Adesso veniamo alle dolenti note e il federalismo alle vongole di cui tanti blaterano, ma nessuno ci dice cos’è e come dovrebbe essere fatto.
Abbiamo quindi un Fondo Sanitario Nazionale, che dovrebbe essere, di principio, egualitario: X pro-capite e buonanotte. (nota: l’ X è € 1.702,93), oppure dovremmo avere un principio per cui le “risorse” rimangono sul territorio (e la Lombardia si potrebbe permettere di spendere ben altro), con le cifre e le conseguenti proporzioni di cui alla seguente tabella:
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Regione
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Proventi IRAP
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Proventi addiz IRPEF
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Integrazione statale
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Piemonte
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Valle d’Aosta
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Lombardia
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Bolzano
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Trento
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Veneto
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Friuli
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Liguria
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Emilia Romagna
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Toscana
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Umbria
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Marche
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Lazio
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Abruzzo
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Molise
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Campania
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Puglia
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Basilicata
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Calabria
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Sicilia
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Sardegna
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Le Regioni a Statuto Speciale non sono inserite nella colonna “Integrazione Statale” (non so il perchè, non me lo domandate), secondo questa tabella la Lombardia si paga la sua Sanità ben oltre il 50%, la Campania poco oltre il 15%.
Ecco, quello che proprio non capisco è questo: o siamo tutti uguali, indipendentemente da dove residiamo, e allora l’attuale ripartizione è una profonda ingiustizia, o le risorse sono assegnate in modo proporzionale a dove sono prodotte, e allora il Servizio Sanitario, così come è attualmente concepito, la Campania, semplicemente, non se lo può permettere, indipendentemente dai famigerati “costi standard”, che già esistono (ma nessuno lo ha detto a Calderoli…) in Sanità, e si chiamano DRG (nomenclatore tariffario Bindi, anche se poi ogni Regione ha il proprio, ma non esistono differenze significative).
Allora, poiché non capisco, vorrei che qualcuno ci spiegasse i “buchi nella Sanità” come devono essere colmati, visto che i “buchi” esistono già quando ci si spartisce la torta.
Il Governo ha già risposto nel modo più italico possibile: “aumentate le tasse”. D’altronde l’Italia è un paese federale….
Secondo me un po’ di geopolitica, ovvero dove e chi prende i voti, aiuterebbe a capire perchè nessuno parla di federalismo fiscale in maniera approfondita, e perchè i costi dello stesso siano un oggetto misterioso: se dovesse prevalere la logica del costo standard unitario nazionale alcune Regioni del Nord (la Lombardia su tutte) andrebbero in crisi nel campo sanitario, le Regioni del Sud riceverebbero (addirittura!) più soldi di quelli che ricevono oggi, e chi glielo spiega ai nordici?
Se invece dovesse prevalere la logica del “ricavo standard”, per cui i costi devono essere commisurati ai ricavi su base regionale le Regioni del Sud andrebbero in default immediato, dovendo pagare stipendi pubblici che semplicemente non si possono permettere, e chi glielo spiega ai “sudici” ?
Per questo il federalismo italiano deve essere alle vongole: se si facesse seriamente o scappano i politici del Sud o quelli del Nord…
noiseFromAmeriKa : La sanità come non l’avete mai vista prima: il caso Campania
Pubblicato: 26 marzo 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Anziani, Servizi sanitari, Servizi sociali, Spesa sanitaria, Spesa sociale, Synergia |
Sul numero 6 di novembre-dicembre 2009 della rivista Tendenze nuove, della Fondazione Smith Kline, è stato pubblicato un saggio di Anna Banchero ed Elena Ricci della Regione Liguria dal titolo Sistema informativo nazionale per la non autosufficienza (SINA): evoluzione e stato dell’arte
Sistema informativo nazionale per la non autosufficienza (SINA) – Synergia srl – Milano
Pubblicato: 26 marzo 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
(regioni.it) Il ministero della Sanità ha reso noto – tramite un comunicato stampa – di aver provveduto al ripiano dei deficit sanitari 2009 di alcune regioni (Calabria Lazio, Molise e Campania) attraverso i fondi Fas (fondi per le aree sottoutilizzate).
Si riporta di seguito il testo del comunicato del Ministero della Salute
Nei giorni 23 e 24 marzo 2010 si è tenuta presso il Ministero dell’economia e delle finanze una sessione di verifica con le Regioni impegnate nei Piani di rientro potenzialmente interessate all’applicazione della nuova disposizione normativa (scaturita da quanto previsto dal nuovo Patto per la salute ) relativa alla possibilità, straordinariamente concessa a queste Regioni, di utilizzare i fondi FAS per ripianare eventuali disavanzi di gestione 2009 , in modo da poter evitare il ricorso ad un ulteriore inasprimento dell’aliquota regionale IRPEF e della maggiorazione regionale IRAP.
Tale verifica ha riguardato le regioni Calabria Lazio, Molise e Campania. Sono state anche verificate le regioni Sicilia e Sardegna, interessate però solo alla verifica finale del loro Piano di rientro 2007-2009.
I risultati dettagliati di tali verifiche saranno resi disponibili nei prossimi giorni .
In attesa di tali risultanze il Ministero della salute ritiene di dover evidenziare alcune linee di tendenza.
RICORSO AI FONDI FAS PER RIPIANARE I DISAVANZI 2009
Le Regioni interessate a tale ricorso sono risultate essere la Calabria, il Lazio, la Campania ed il Molise
CALABRIA
La Regione presenta per l’anno 2009 un risultato di gestione negativo di circa 120 ml di euro che, tenendo conto del ribaltamento su tale anno dei risultati negativi degli anni precedenti 2006, 2007 e 2008, porta ad un complessivo disavanzo 2009 di circa 1.000 mln di euro. In questa situazione, non essendo plausibile l’ipotesi di rinvenire nel bilancio regionale altre risorse, bisognerà ricorrere ai Fondi FAS per circa 1.000 milioni di euro per assicurare la necessaria copertura senza la quale scatterebbe il forte inasprimento della fiscalità regionale aggiuntiva.
Per quanto attiene all’andamento del Piano di rientro, si sono registrati ritardi, in particolare per la riorganizzazione della rete ospedaliera e il controllo della spesa farmaceutica e un’incompleta adozione dei provvedimenti previsti alle relative scadenze, compresa la regolarizzazione di alcune situazioni atipiche come quella della Fondazione Tommaso Campanella.
LAZIO
La Regione per l’anno 2009 presenta un risultato di gestione negativo di circa 1.400 mln. di euro, che, sommato al trascinamento di una perdita 2008 di circa 180 mln., porta ad un totale di disavanzo da coprire di circa 1.600 mln di euro, che, dopo le coperture straordinarie derivanti dalla fiscalità aggiuntiva regionale e dal fondo transitorio e da risorse regionali, comporta un disavanzo di gestione 2009 di circa 420 mln. di euro. Non essendo plausibile l’ipotesi di rinvenire nel bilancio regionale altre risorse, bisognerà ricorrere ai Fondi FAS per circa 420 milioni di euro per assicurare la necessaria copertura senza la quale scatterebbe il forte inasprimento della fiscalità regionale aggiuntiva.
Relativamente alla complessiva verifica di attuazione del PdR è emerso che la gestione commissariale governativa ha messo in essere una serie di positive iniziative che ha portato ad una migliorata capacità di gestione del complesso servizio sanitario regionale. Grazie a questa gestione è stato possibile erogare una quota di 70 milioni di euro (pari a circa il 10% del totale erogabile). Rimangono tuttavia da sciogliere ed affrontare sul piano operativo i principali nodi strutturali che riguardano le grandi tematiche: protocolli d’Intesa con le Università, la mancata contrattualizzazione delle prestazioni e delle funzioni erogate dagli ospedali classificati e dagli IRCCS privati, la riorganizzazione della rete ospedaliera, il ritardo che si registra nel processo di accreditamento definitivo.
MOLISE
La Regione per l’anno 2009 presenta un risultato di gestione negativo al IV trimestre di circa 80 mln. di euro, che sommato al trascinamento di una perdita 2008 di circa 30 mln., porta ad un totale di disavanzo da coprire di circa 110 mln di euro che, dopo le coperture straordinarie derivanti dalla fiscalità aggiuntiva regionale e dal fondo transitorio, comporta un disavanzo di gestione 2009 di circa 67 mln. di euro. Non essendo plausibile l’ipotesi di rinvenire nel bilancio regionale altre risorse, bisognerà ricorrere ai Fondi FAS per circa 67 milioni di euro per assicurare la necessaria copertura senza la quale scatterebbe il forte inasprimento della fiscalità regionale aggiuntiva.
Relativamente alla complessiva verifica di attuazione del PdR è emerso che la Regione non risulta aver adottato i provvedimenti di risanamento del SSR, in particolare per la mancata adozione dell’atto aziendale, la mancata riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale, per la gestione dei rapporti con l’IRCCS Neuromed e Cattolica, per la riorganizzazione della rete laboratoristica.
CAMPANIA
La Regione per l’anno 2009 presenta un risultato di gestione negativo di circa 770 mln. di euro, che sommato al trascinamento di una perdita 2008 di circa 223 mln., porta ad un totale di disavanzo da coprire di circa 1.000 mln di euro che, dopo le coperture straordinarie derivanti dalla fiscalità aggiuntiva regionale e dal fondo transitorio, comporta un disavanzo di gestione 2009 di circa 500 mln. di euro. Ciò significa, che essendo non plausibile l’ipotesi di rinvenire nel bilancio regionale altre risorse, bisognerà ricorrere ai Fondi FAS per circa 500 milioni di euro per assicurare la necessaria copertura senza la quale scatterebbe il forte inasprimento della fiscalità regionale aggiuntiva.
Per quanto attiene all’andamento del Piano di rientro, si è registrata la conferma dei ritardi che hanno portato al commissariamento della Regione. Si registrano ritardi nella riorganizzazione della rete ospedaliera, della rete laboratoristica, della rete territoriale, nella stesura dei protocolli d’intesa con le università. Una cospicua serie di provvedimenti adottati dalla gestione commissariale Commissario nei mesi di febbraio e marzo non sono ritenuti valutabili in questa sessione in quanto trasmessi solo poche ore prima della riunione di verifica.
VERIFICHE FINALI DEI PIANI DI RIENTRO
Erano interessate la Sicilia e la Sardegna .
SICILIA
La Regione per l’anno 2009 presenta come risultato di gestione, dopo le coperture straordinarie derivanti dalla fiscalità aggiuntiva regionale e dal fondo transitorio, un avanzo di gestione di circa 26 ml di euro.
L’esito della riunione di verifica con la Regione Siciliana è risultato parzialmente positivo in ordine alle prescrizioni indicate nei verbali delle precedenti sedute di verifica, relativamente alle scadenze del 31 luglio e del 30 settembre. Ciò ha consentito di prospettare la erogabilità di 445 mln di euro di quote premiali, mentre restano da erogare circa 500 mln di euro
Relativamente alla complessiva verifica di attuazione del PdR si è convenuto che la Regione ha messo in essere vari provvedimenti per il risanamento del SSR (in particolare per la riorganizzazione della rete ospedaliera, per il potenziamento della risposta territoriale e per la riorganizzazione del sistema 118) Tali interventi per quanto giudicati efficaci nella loro impostazione, sono ancora solo molto parzialmente realizzati. Pertanto il PdR non può considerarsi pienamente attuato.
La Regione ha chiesto, grazie ad una apposita norma legislativa nazionale da emanarsi, di poter prorogare i tempi di attuazione e completamento del PdR mettendo in evidenza che lo stesso è partito con un anno e mezzo di ritardo dalla formalizzazione dell’Accordo, solo dopo l’insediamento della nuova Giunta.
SARDEGNA
La verifica annuale ha dato esito negativo. Tavolo e Comitato hanno valutato che la Regione Sardegna dopo aver presentato a consuntivo 2008 un disavanzo non coperto di circa 75 mln di euro, ha presentato al IV trimestre un disavanzo non coperto di circa 225 mln di euro per l’anno 2009. La Regione ha comunicato di aver disposto una adeguata manovra di bilancio per assicurare la necessaria copertura.
La Regione non risulta aver adottato i provvedimenti di risanamento del SSR, in particolare per la riorganizzazione della rete ospedaliera e territoriale, della razionalizzazione dell’acquisto dei beni e servizi. Pertanto la verifica di questa sessione, che si è configurata come ultima verifica sul piano di rientro, non è stata positiva. La Regione per poter accedere all’ulteriore tranche dei finanziamenti non erogato dovrebbe , entro la fina dell’anno 2010, dar seguito a quanto previsto nel Piano di rientro, in particolare promuovendo il risanamento del SSR in quei settori da razionalizzare, come la rete ospedaliera e territoriale, l’acquisto di beni e servizi e di prestazioni da privato, la spesa farmaceutica.
Newsletter n. 1545 del giovedì 25 marzo 2010
Pubblicato: 15 marzo 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
Sanità: i disavanzi delle Regioni, dati de “il Revisore”
(regioni.it) “Il Revisore” – newsletter dell’Assessore al bilancio della Regione Lombardia, Romano Colozzi – ha pubblicato otto tabelle relative ai conti sanitari delle Regioni compresi fra il 2003 e il 2008.
“Abbiamo analizzato – si legge su “il Revisore” – le dinamiche di crescita del Fondo sanitario in termini assoluti e pro-capite, l’evolversi della spesa reale e dei disavanzi accumulati: in 5 anni ben 25 miliardi di euro. Sono quindi entrati in scena i cosiddetti “fondini” ovvero fondi di “sostegno” per le Regioni con il debito più elevato”. Un dato viene poi sottolineato: “la Lombardia, pur avendo ricevuto risorse inferiori rispetto alla media italiana ha chiuso i conti con il segno più”.
Newsletter n. 1537 del lunedì 15 marzo 2010
45.799281
9.092748
Pubblicato: 3 febbraio 2010 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 5 - SERVIZI alla PERSONA e alla COMUNITA', Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
Mobilità sanitaria: testo unico, anno 2009
Conferenza Regioni Doc 27.01.10
(regioni.it) La Conferenza delle Regioni riunitasi il 27 gennaio (sotto la Presidenza di Michele Iorio) ha approvato un documento sulla “compensazione interregionale della mobilità sanitaria”, un “testo unico”, nella “versione in vigore per le attività dell’anno 2009”.
Il documento è stato pubblicato nella sezione “conferenze” del sito www.regioni.it . Il link è:
CONFERENZA DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME
1O/O14/CR1Oa/C7
Versione in vigore per le attività dell’anno 2009
(red/29.01.10)
http://www.regioni.it/upload/mob_san_270110.pdf
Pubblicato: 18 dicembre 2009 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 5 - SERVIZI alla PERSONA e alla COMUNITA', Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
Cittadinanzattiva su riparto Fondo sanitario nazionale
Esprimendo soddisfazione per l’intesa sul riparto del Fondo sanitario nazionale per il 2010, Cittadinanzattiva richiede il necessario impegno per garantire a tutti i cittadini l’effettivo ed uniforme accesso ai servizi socio sanitari, in particolar modo procedendo alla approvazione dei nuovi LEA ormai fermi dal 2001. Leggi il comunicato integrale
Pubblicato: 17 novembre 2009 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 5 - SERVIZI alla PERSONA e alla COMUNITA', Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
(regioni.it) Il Cerm ha effettuato un’indagine sull’efficienza dei servizi sanitari regionali. Nell’indagine – che è stata realizzata dal Centro di ricerche Cerm (Competitivita’, regolazione, mercati) – si spiega che negli ultimi 10 anni si analizza la relazione media che lega la spesa sanitaria pubblica pro-capite (di parte corrente) delle Regioni ad alcune tra le più importanti variabili esplicative. Sulla base di questa relazione, la spesa pro-capite effettiva (di contabilità) di ogni Regione viene confrontata con il valore che essa avrebbe dovuto assumere se nella stessa Regione l’impatto delle variabili esplicative sulla spesa fosse stato quello mediamente rilevabile nel complesso di tutte le Regioni.
allegato
Newsletter n. 1479 del martedì 17 novembre 2009
Pubblicato: 3 novembre 2009 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 5 - SERVIZI alla PERSONA e alla COMUNITA', Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
Dopo forti tensioni, regioni e governo trovano l’accordo sulle risorse da destinare al Servizio sanitario nazionale: 106,2 miliardi, più 400 milioni per la non autosufficienza e 30 milioni per le politiche sociali. Si avvicina così la stesura definitiva del Piano per la salute dei prossimi tre anni. Tanto più che le regioni ne hanno già fissato gli obiettivi strategici, mostrando un’attenzione verso la sanità che si fatica a vedere nelle proposte del governo. Ma l’esecutivo ha ceduto anche sul commissariamento delle amministrazioni tenute al piano di rientro.
Pubblicato: 27 ottobre 2009 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: 5 - SERVIZI alla PERSONA e alla COMUNITA', Servizi sanitari, Spesa sanitaria |
(regioni.it) Si riporta di seguito il testo integrale del “Patto per la salute”, sottoscritto al termine del confronto Governo-Regioni, tenutosi a Palazzo Chigi il 23 ottobre 2009 (cfr. “Regioni.it” n. .1465).
Il patto è stato pubblicato anche nell’Archivio della sezione “sanità” del sito www.regioni.it : il link è:
“23 ottobre 2009
1. Le Regioni devono assicurare l’equilibrio finanziario della gestione in condizioni di efficienza e appropriatezza.
2. Lo Stato si impegna ad assicurare in relazione al livello di finanziamento del servizio sanitario nazionale cui concorre lo Stato stabilito dalla vigente legislazione, pari a 104.614 milioni di euro per l’anno 2010 ed a 106.934 milioni di euro per l’anno 2011, risorse aggiuntive pari a 1.600 milioni di euro per l’anno 2010 e a 1.719 milioni di euro per l’anno 2011; per l’anno 2012, lo Stato si impegna ad assicurare risorse aggiuntive tali da garantire un incremento del livello di finanziamento rispetto all’anno 2011 del 2,8%. A tali risorse aggiuntive concorrono:
a) il riconoscimento con riferimento alla competenza 2010 di incrementi da rinnovo contrattuale pari a quelli derivanti dal riconoscimento della indennità di vacanza contrattuale con economie pari a 466 milioni di euro annui;
b) il finanziamento a carico del bilancio dello Stato di 584 milioni di euro per l’anno 2010 e di 419 milioni di euro per l’anno 2011;
c) le ulteriori misure che lo Stato si impegna ad adottare nel corso del 2010 dirette ad assicurare l’intero importo delle predette risorse aggiuntive.
Lo Stato si impegna inoltre:
- ad adottare nel corso del 2010 ulteriori misure dirette a garantire un ulteriore finanziamento qualora al personale dipendente e convenzionato del SSN vengano riconosciuti con riferimento alla competenza 2010incrementi da rinnovo contrattuale superiori a quelli derivanti dal riconoscimento della indennità di vacanza contrattuale;
- a garantire nel bilancio pluriennale 2010-2012 ai fini del finanziamento dell’edilizia sanitaria ex art. 20 L. n. 67/88, in aggiunta ai 1.174 milioni di euro relativi all’anno 2009, 4.715 milioni di euro;
- ad ampliare lo spazio di programmabilità degli interventi previsti dal predetto art. 20 L. n. 67/88 elevandolo dagli attuali 23 miliardi di euro a 24 miliardi di euro, destinando tale incremento prioritariamente alle regioni che hanno esaurito le loro disponibilità attraverso la sottoscrizione di accordi. Sull’edilizia sanitaria Stato e regioni convengono sulla possibilità di utilizzare anche le risorse FAS di competenza regionale;
- a garantire, per l’anno 2010: a) un finanziamento pari a 400 milioni di euro per il Fondo per la non autosufficienza ex art. 1, comma 1264, L. n. 296/06; b) un incremento di 30 milioni di euro del Fondo nazionale per le politiche sociali nonché la separazione delle risorse assegnate all’Inps per la garanzia dei diritti soggettivi da quelle di competenza delle regioni.
Stato e regioni convengono che eventuali risparmi nella gestione del Servizio sanitario nazionale, effettuati dalle regioni, rimangano nella disponibilità delle regioni stesse.
3. Occorre rivisitare, potenziare e semplificare il meccanismo di “commissariamento” delle Regioni in disavanzo, ferme restando le funzioni del Tavolo di verifica degli adempimenti e del Comitato per la verifica dei LEA in materia di monitoraggio trimestrali e annuali e di verifica dell’attuazione dei Piani di rientro secondo un nuovo regolamento condiviso tra Stato e regioni.
4. All’esito della verifica relativa all’anno precedente, nel caso di disavanzo non coperto (in tutto o in parte), occorre confermare i vigenti automatismi (innalzamento aliquote IRPEF e lRAP), da potenziare con il blocco del turn-over e il divieto di effettuazione di spese non obbligatorie. Se lo scostamento (calcolato rispetto al finanziamento ordinario integrato delle entrate proprie effettive) è superiore al 5 per cento, ovvero inferiore al 5 per cento se gli automatismi fiscali o altre risorse di bilancio della regione non garantiscono con la quota libera la copertura integrale del disavanzo, scatta comunque l’obbligo di presentare un piano di rientro.
5. La regione ha l’obbligo di presentare entro il 30 giugno il piano di rientro. Il piano, elaborato con l’ausilio dell’AIFA e dell’AGENAS, è valutato da una Struttura tecnica di monitoraggio a composizione paritetica, presieduta da un ulteriore componente scelto di comune accordo, e dalla Conferenza Stato-regioni entro termini perentori. Il Consiglio dei Ministri accerta (anche nell’ipotesi in cui la Conferenza e la Struttura non abbiano trasmesso le proprie valutazioni) l’adeguatezza del piano di rientro:
- in caso di riscontro positivo, approva il piano e la regione inizia ad attuarlo;
- in caso di mancata presentazione o insufficienza del piano, la regione viene commissariata (il presidente della regione assume il ruolo di commissario ad acta per la redazione e per l’attuazione del piano) e scattano, oltre gli automatismi anzidetti (innalzamento aliquote IRPEF e IRAP, blocco del turn-over e divieto di effettuazione di spese non obbligatorie), ulteriori automatismi (sospensione dei trasferimenti erariali a carattere non obbligatorio; decadenza dei direttori generali delle aziende sanitarie e delle aziende ospedaliere).
6. Nell’ipotesi di inadempimento del piano da parte della regione tenuta ad attuarlo, il Consiglio dei Ministri, sentite la Struttura tecnica di monitoraggio e la Conferenza Stato-regioni, che esprimono il proprio parere entro il termine perentorio di 15 giorni, diffida la regione interessata ad attuare il piano; in caso di perdurante inottemperanza, la regione viene commissariata (il presidente della regione assume le funzioni di commissario ad acta) e scattano tutti gli automatismi anzidetti.
7. Per i vigenti piani di rientro relativi alle regioni già commissariate resta fermo l’assetto della gestione commissariale vigente, salva la possibilità della Regione di presentare un nuovo piano ai sensi della nuova disciplina nonché la cessazione del commissariamento a seguito dell’approvazione del nuovo piano.
8. Nell’ambito dei piani di rientro, le regioni interessate da disavanzo possono utilizzare nel rispetto degli equilibri di finanza pubblica, d’intesa con il Governo, a copertura del debito, le risorse del FAS preordinate alla programmazione regionale o altri eventuali strumenti di ristrutturazione del debito compatibili con le esigenze di finanza pubblica. In particolare la singola Regione, d’intesa con lo Stato, può utilizzare una parte delle risorse originariamente destinate ai PAR del proprio territorio”.
(red/26.10.09)
Newsletter n. 1466 del lunedì 26 ottobre 2009
Pubblicato: 23 ottobre 2009 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Politica fiscale, Spesa sanitaria |
L’Irap non è un’imposta assurda, ma non ha una buona reputazione. Genera tuttavia un gettito rilevante e quindi non può essere semplicemente abolita. Occorre un progetto per ricondurla nell’ambito del sistema impositivo più tradizionale. Poiché finanzia essenzialmente un servizio universale, la sanità, deve essere percepita su tutti i redditi. Per esempio, attraverso una sovraimposta a favore delle Regioni sull’Irpef e sull’Ires. Oltretutto, il sistema fiscale italiano tornerebbe così a essere comprensibile e comparabile con quello degli altri paesi.
Pubblicato: 23 ottobre 2009 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Politica fiscale, Spesa sanitaria |
Forza Italia era prosperata, al suo nascere, soprattutto sulla speranza che aveva dato al popolo delle piccole e medie imprese, delle partite Iva, insomma di tutto quel mondo produttivo che si sente meno tutelato rispetto alla grande impresa e penalizzato da una serie di leggi, vincoli e balzelli che lo fa viaggiare con il freno a mano tirato. È un mondo che non ha mai smesso di votare Berlusconi.Ma ora comincia a dar segni di impazienza, se non addirittura di contestazione. A un anno e mezzo dal ritorno del centrodestra al governo, e a un anno dall’inizio della grande crisi, gli imprenditori italiani si chiedono che cosa è stato fatto per agevolare la ripresa. E si rispondono che non è stato fatto quasi nulla.Forse non è un caso che Berlusconi abbia annunciato la riduzione dell’Irap proprio ieri, poche ore dopo che i quotidiani a lui più vicini – il Giornale e Libero – avevano dedicato l’editoriale a questo tema. «Caro Berlusconi è ora di abbassare le tasse», s’intitolava l’articolo di Nicola Porro sul Giornale; e «Caro Tremonti taglia le tasse»
Ritorno alle origini – LASTAMPA.it
Pubblicato: 22 ottobre 2009 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Spesa sanitaria |
E’ stato il premier Silvio Berlusconi, in un messaggio all’assemblea della Cna, ad impegnare l’esecutivo su di una manovra di alleggerimento della pressione fiscale a favore delle imprese per “aumentare i consumi e agevolare gli investimenti”. “Abbiamo ora allo studio il taglio graduale dell’Irap, fino alla sua soppressione, anche mediante l’elevazione della franchigia in favore delle aziende piu’ piccole; l’estensione della Tremonti-ter e un sostegno stabile alle piccole imprese che investono nella innovazione e nella ricerca”, dice alla folta platea degli artigiani a Roma.Un annuncio atteso e sollecitato da tempo dagli industriali che infatti plaudono all’impegno delineato dal premier su cui invece piovono le critiche dei sindacati che gia’ dall’inizio della crisi avevano sollecitato sgravi fiscali per lavoratori dipendenti e pensionati a sostegno del reddito e della domanda interna. Ma qualche perplessità sui margini effettivi di manovra a favore dell’Irap arriva anche dagli Artigiani di Mestre che ricordano come l’imposta garantisca un gettito pari ad oltre 30 miliardi di euro destinati al finanziamento della Sanita’ pubblica.
Newsletter n. 1464 del giovedì 22 ottobre 2009