Maroni sui RESPINGIMENTI: se dovesse ripetersi quella situazione, e spero di no, – conclude l’esponente di spicco del Carroccio – si dovrebbe rimettere in moto il meccanismo dei respingimenti, perché è lo strumento più efficace nella lotta all’immigrazione clandestina
Pubblicato: 23 febbraio 2012 Filed under: Politica delle migrazioni Lascia un commento »Giovanni Sartori: concessione della residenza permanente trasferibile ai figli, ma pur sempre revocabile – Corriere della Sera
Pubblicato: 27 gennaio 2012 Filed under: migranti, multiculturalismo, Politica delle migrazioni, religioni Lascia un commento »….
Inghilterra e Francia sono a oggi i Paesi più «invasi» (anche per via della loro eredità coloniale) e oramai accomodano una terza generazione di immigrati da tempo accettati come cittadini. La sorpresa è stata che una parte significativa di questa terza generazione non si è affatto «integrata». Vive in periferie ribelli e ridiventa, o sempre più diventa, islamica. Si contava di assorbirli e invece si scopre che i valori etico-politici dell’Occidente sono più che mai rifiutati.
Che senso ha, allora, trasformare automaticamente in cittadini tutti coloro che nascono in Italia, oppure, dopo qualche anno, chi risiede in Italia?
Questa è stata, finito il comunismo, la tesi della nostra sinistra, sostenuta dall’argomento che chi lavora e paga le tasse in un Paese si paga, per ciò stesso, il diritto di cittadinanza. Ma non è così. Le tasse pagano i servizi (polizia, pompieri, manutenzione delle strade e simili) dei quali qualsiasi residente usufruisce e che non paga, o meglio che paga, appunto, pagando le tasse.
E vengo alla mia idea. Da sempre il diritto di cittadinanza è fondato sui due principi del ius soli (diventi cittadino di dove nasci) oppure del ius sanguinis (mantieni la cittadinanza dei tuoi genitori). Vorrei proporre un terzo principio: la concessione della residenza permanente trasferibile ai figli, ma pur sempre revocabile. Chiunque entri in un Paese legalmente, con le carte in regola e un posto di lavoro non dico assicurato ma quantomeno promesso o credibile, diventa residente a vita (senza fastidiosi e inutili rinnovi). In attesa di scoprire quanti saremo, se li possiamo assorbire o meno, questa formula dà tempo e non fa danno.
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Una soluzione di buon senso – Corriere della Sera.
Rapporto Annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati – Anno 2010/2011
Pubblicato: 1 gennaio 2012 Filed under: Politica delle migrazioni Lascia un commento »Istat, Più anziani e più stranieri. È il quadro che emerge dal report sul futuro demografico del Paese pubblicato dall’Istat
Pubblicato: 28 dicembre 2011 Filed under: ISTAT, migranti, Migrazioni, Politica delle migrazioni, Popolazione 2 Commenti »Più anziani e più stranieri. È il quadro che emerge dal report sul futuro demografico del Paese pubblicato dall’Istat. Il primo elemento di novità riguarda la popolazione straniera, destinata ad aumentare in modo considerevole nei prossimi anni: passerà dagli attuali 4,6 milioni a 14,1 milioni nel 2065, con una forbice compresa tra i 12,6 e i 15,5 milioni.
ETA’ MEDIA - Allo stesso tempo, l’età media della popolazione è destinata ad aumentare, dai 43,5 anni nel 2011 fino ad un massimo di 49,8 anni nel 2059. Dopo tale anno l’età media si dovrebbe stabilizzare sul valore di 49,7 anni, a indicare una presumibile conclusione del processo di invecchiamento della popolazione. Molto accentuato è anche l’aumento del numero di anziani: gli ultra 65enni, oggi pari al 20,3% del totale, nello scenario centrale aumentano fino al 2043, anno in cui oltrepasseranno il 32%.
CALO DELLA FORZA LAVORO - Diminuisce anche la popolazione in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni: passerà dall’attuale 65,7% al 62,8% nel 2026. Nel lungo termine la riduzione sarà ancora più accentuata, fino a un minimo del 54,3% nel 2056, anno dopo il quale l’indicatore si stabilizza a 54,7% nel 2065.
da Istat, triplicati gli immigrati entro il 2065 – Corriere della Sera.
Minori stranieri non accompagnati, Cittalia-Anci presentano i numeri del rapporto 2011
Pubblicato: 23 dicembre 2011 Filed under: migranti, minori di origine straniera, Politica delle migrazioni 1 Commento »…
Nel Rapporto emerge il dato secondo cui i comuni con minori contattati o presi in carico sono 845 su 5951, ovvero il 14,2 per cento. Nel 2010 i minori assistiti per più di un mese sono stati il 59 per cento mentre diminuisce il dato sugli allontanamenti. Se infatti nel 2006 sei minori su dieci si sono allontanati, nel 2010 il dato scende: solo tre su dieci. La prima settimana di accoglienza si rivela essere quella più problematica, per questo motivo – sottolineano gli esperti intervenuti alla presentazione del Rapporto – è nella prima fase dell’accoglienza che bisogna intervenire con maggiore efficacia. Nell’accoglienza dei minori un ruolo decisivo è svolto anche dal Programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati, finanziato dal Ministero del lavoro e realizzato dall’Anci, attivo dal 2008. Infatti nei 32 comuni coinvolti nel Programma sono 351 i posti disponibili, mentre 2652 sono stati i minori accolti e 140 quelli affidati a famiglie sia straniere che italiane. Se nel 2008 solo il 36 per cento dei minori sono stati affidati, nel 2010 la percentuale cresce arrivando fino al 65 per cento. Questo significa che è necessario puntare non solo sulla prima fase dell’accoglienza per ridurre gli abbandoni ma anche sul sistema dell’affido una modalità qualificata di accoglienza e integrazione. A tal proposito è interessante notare il dato secondo cui il 64 per cento dei minori è stato affidato a famiglie provenienti dallo stesso paese del minore.
da: Minori stranieri non accompagnati, Cittalia-Anci presentano i numeri del rapporto 2011.
POLITICHE DI BUON SENSO SULL’IMMIGRAZIONE di Maurizio Ambrosini
Pubblicato: 16 dicembre 2011 Filed under: Politica delle migrazioni 1 Commento »Rapporto sugli alunni con cittadinanza non italiana nel sistema scolastico nazionale – a.s. 2010/2011
Pubblicato: 14 dicembre 2011 Filed under: Educazione e formazione, migranti, Politica delle migrazioni, Scuola e istruzione Lascia un commento »Diciasettesimo Rapporto sulle migrazioni 2011, a cura dell’Ismu, FrancoAngeli
Pubblicato: 6 dicembre 2011 Filed under: Culture, FrancoAngeli, LIBRI NEWS, migranti, Politica delle migrazioni, Popolazione Lascia un commento »
In questa sede il fenomeno dell’immigrazione è approfondito tenendo conto degli eventi che hanno caratterizzato il 2011, anno della “Primavera araba” che ha causato nuove migrazioni dal Nord Africa verso l’Italia e l’Europa. Il 2011 è però anche l’anno in cui la crisi economica, ancora in corso, colpisce soprattutto le fasce deboli della popolazione, tra cui gli immigrati.
Come di consueto sono presi in considerazione alcuni ambiti di particolare rilievo come il lavoro, la sanità, la situazione abitativa, gli orientamenti degli italiani verso l’immigrazione, la scuola, dove gli alunni di cittadinanza non italiana continuano ad aumentare. Il Rapporto presenta inoltre utili approfondimenti su altri temi: l’accesso degli stranieri al credito, la devianza, la conoscenza della lingua, il contratto di integrazione in Italia e in alcuni paesi europei.
Il libro è strutturato in quattro sezioni: “Il quadro generale”, le “Aree di attenzione”, gli “Approfondimenti” e “Lo scenario internazionale”.
Migrazioni 2011: uno sguardo d’insieme
Parte I. Il quadro generale
Il linguaggio dei numeri
L’Italia nello spazio migratorio europeo
Gli aspetti normativi
Gli orientamenti comunitari
Parte II. Aree di attenzione
Il lavoro
La scuola
La salute
Abitare e insediarsi
Gli italiani e l’immigrazione
Criminalità e devianza degli immigrati
Parte III. Approfondimenti
Immigrazione e credito
La conoscenza della lingua del paese di destinazione: uno strumento di integrazione
Il decreto flussi 2010-2011
Immigrazione, opinione pubblica e sistema politico italiano
Parte IV. Lo scenario internazionale
Immigrazione dal Nord Africa: la Primavera del 2011
Multiculturalismo, politiche d’integrazione e big society nel Regno Unito
Impatti delle nuove politiche di integrazione in Germania: il ruolo della conoscenza della lingua
Integrare senza un modello: l’integrazione degli stranieri in Spagna
Documenti di viaggio e dinamiche di movimento nella regione asiatica
Il contratto d’integrazione in Francia: un’esperienza quinquennale
Riferimenti bibliografici
Allegato. La cronaca del 2011.
Diciasettesimo Rapporto sulle migrazioni 2011.
Rapporto Annuale del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati 2010/2011 a Roma, da Cittalia e Sprar
Pubblicato: 29 novembre 2011 Filed under: Politica delle migrazioni Lascia un commento »128 enti locali coinvolti, 151 progetti territoriali di accoglienza, 3mila posti disponibili (di cui 450 per casi vulnerabili e 50 per persone con disagio mentale), oltre 200 realtà operanti nel mondo del terzo settore: è questa la fotografia in numeri del Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati contenuta nel Rapporto Sprar 2010/2011, realizzato da Cittalia, che verrà presentato il 5 dicembre a Roma presso la Sala Loyola di Roma Eventi (Piazza della Pilotta 4). Parteciperanno alla giornata il capo dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione del Ministero dell’Interno Angela Pria, il sindaco di Padova e delegato Anci all’immigrazione Flavio Zanonato, la direttrice del Servizio centrale dello Sprar Daniela Di Capua e il responsabile area welfare, scuola e immigrazione dell’Anci Luca Pacini. Invitati a partecipare anche il Capo del Dipartimento di Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri Franco Gabrielli e il delegato regionale di Unhcr per il Sud Europa Laurens Jolles.
Il rapporto si articola in due focus tematici dedicati rispettivamente alla rete dello Sprar a livello regionale e ad un confronto tra lo Sprar e i sistemi di accoglienza europei. A livello regionale i dati ci dicono che è il Lazio la regione del Centro Italia che ha accolto il maggior numero di persone nel 2010 quasi il 58 per cento, mentre per il Sud e le isole è la Sicilia con il 46,2 per cento la regione che ha accolto il maggior numero di beneficiari della rete Sprar. Al nord invece sono il Piemonte e la Liguria le regioni che hanno accolto il maggior numero di persone, con dati che si attestano rispettivamente sul 23 e sul 20 per cento.
Messo a confronto con i modelli europei di accoglienza realizzati in Svezia, Danimarca, Repubblica Ceca, Polonia e Bulgaria, il modello italiano risulta per molti aspetti più efficace ed originale. L’elemento distintivo del sistema di accoglienza integrata italiano è rappresentato dal coinvolgimento del mondo del terzo settore. Il modello italiano prevede inoltre un’identificazione certa dei ruoli, con responsabilità e competenze ben definite sia a livello centrale che a livello territoriale, garantendo così la prossimità dei servizi destinati ai beneficiari dei progetti.
segue:
FAMIGLIE RICONGIUNTE E FAMIGLIE TRANSNAZIONALI Nuove prospettive di ricerca, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI MILANO – BICOCCA DIPARTIMENTO DI SOCIOLOGIA E RICERCA SOCIALE, 22 novembre 2011 Ore 14,00 Aula Pagani- Edificio U7, III piano, Via Bicocca degli Arcimboldi, 8 Milano
Pubblicato: 17 novembre 2011 Filed under: Famiglie, Migrazioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »FAMIGLIE RICONGIUNTE E FAMIGLIE TRANSNAZIONALI
Nuove prospettive di ricerca
22 novembre 2011 Ore 14,00
Aula Pagani- Edificio U7, III piano, Via Bicocca degli Arcimboldi, 8
Milano
A partire dai volumi:
M. Ambrosini, P. Bonizzoni, E. Caneva, Ritrovarsi altrove, ORIM, Milano, 2010
M. Tognetti Bordogna, (a cura di), Famiglie ricongiunte, UTET, Torino 2011
Si discuterà di
Famiglie transnazionali, famiglie ricongiunte, stratificazione civica, politiche per le famiglie immigrate
Introduce e coordina
Mara Tognetti
Relazioni di:
P. Bonizzoni, E. Caneva, M. Rinaldini
Discutono
Franca Bimbi (Università di Padova)
Maurizio Ambrosini (Università di Milano)
Varato l’Accordo di integrazione per lo straniero che richiede il permesso di soggiorno, Ministero Dell’Interno – Notizie
Pubblicato: 17 novembre 2011 Filed under: Politica delle migrazioni Lascia un commento »12.11.2011
Varato l’Accordo di integrazione per lo straniero che richiede il permesso di soggiorno
Sedici i crediti assegnati agli immigrati dallo sportello unico presso le prefetture, per la conoscenza della lingua italiana parlata e per il livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia
Pubblicato nella Gazzetta ufficiale il decreto del Presidente della Repubblica 14 settembre 2011, n. 179, che disciplina l’accordo di integrazione tra lo straniero e lo Stato.
Il regolamento fissa i criteri e le modalità per la sottoscrizione da parte dello straniero dell’accordo di integrazione, previsto dal Testo unico sull’immigrazione, ed i casi straordinari di giustificata esenzione dalla sottoscrizione; disciplina poi i contenuti, l’articolazione per crediti e i casi di sospensione dell’accordo, le modalità e gli esiti delle verifiche ai quali l’accordo è soggetto e l’istituzione dell’anagrafe nazionale degli intestatari degli accordi di integrazione.
Il sottosegretario Sonia Viale ha espresso grande soddisfazione per il varo definitivo del provvedimento, un importante strumento che garantisce il giusto equilibrio tra la promozione dell’integrazione di chi arriva legalmente nel nostro Paese e il contrasto all’immigrazione illegale.
Il regolamento si applica allo straniero di età superiore ai sedici anni che fa ingresso per la prima volta nel territorio nazionale, dopo la sua entrata in vigore, e presenta istanza di rilascio del permesso di soggiorno di durata non inferiore a un anno.
Lo straniero che presenta istanza di permesso di soggiorno allo sportello unico per l’immigrazione presso la prefettura, o alla questura competente, stipula con lo Stato un accordo di integrazione articolato per crediti. L’accordo è redatto in duplice originale, di cui uno è consegnato allo straniero, tradotto nella lingua da lui indicata o, se ciò non è possibile, inglese, francese, spagnola, araba, o cinese, albanese, russa o filippina, secondo la preferenza indicata dall’interessato. Per lo Stato, l’accordo è stipulato dal prefetto o da un suo delegato.
All’atto della sottoscrizione dell’accordo, sono assegnati allo straniero sedici crediti corrispondenti al livello A1 di conoscenza della lingua italiana parlata ed al livello sufficiente di conoscenza della cultura civica e della vita civile in Italia.
Nella tabelle allegate al provvedimento, l’accordo di integrazione da sottoscrivere tra il prefetto e lo straniero, i crediti riconoscibili e quelli decurtabili.
Ministero Dell’Interno – Notizie.
mezzo milione gli immigrati irregolari nel nostro Paese, dati della Caritas
Pubblicato: 28 ottobre 2011 Filed under: Migrazioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »Per la Caritas sono circa mezzo milione gli immigrati irregolari nel nostro Paese.
Oltre a questo dato nel Dossier Caritas/Migrantes si indica statisticamente secondo le stime che uno ogni 10 è in posizione regolare.
Nel 2010 sono stati registrati 4.201 respingimenti alle frontiere e 16.086 rimpatri forzati, a fronte di 50.717 persone rintracciate in posizione irregolare. Nel corso dello scorso anno sono sbarcati sulle nostre coste 4.406 persone, meno della meta’ rispetto al 2009.
Gli immigrati pagano annualmente 7,5 miliardi di contributi e versano all’erario 1,5 mld in più di quanto ricevono in servizi.
Da una parte, sono numerosi gli indicatori di un positivo inserimento. Tra il 1996 e il 2009 sono stati 257.762 i matrimoni misti (21.357 nell’ultimo anno, 1 ogni 10 celebrati). Nel 2010 i casi di cittadinanza sono stati 66mila. I minori figli di immigrati sono quasi 1 milione, ai quali si aggiungono si aggiungono 5.806 minori non accompagnati (senza contare i comunitari). Le persone di seconda generazione sono quasi 650mila, nate sul posto ma senza cittadinanza. Gli iscritti a scuola nell’anno scolastico 2010-2011 sono 709.826 (incidenza del 7,9% sulla popolazione studentesca, e ancora più alta nelle materne e nelle elementari). Gli universitari stranieri ammontano a 61.777 (3,6% del totale). L’interesse all’apprendimento dell’italiano è diffuso, ma negli esami sostenuti per il rilascio del permesso di soggiorno per lungoresidenti, è stata molto differenziata la percentuale dei bocciati (3,5% a Roma e 34% a Padova). D’altra parte, non mancano gli indicatori di disagio, ad esempio a livello abitativo (è coinvolto il 34% degli immigrati rispetto al 14% degli italiani) e sono numerosi i casi di discriminazione segnalati all’UNAR (540 casi pertinenti in diversi ambito della vita sociale, dagli uffici pubblici ai media).
M. AMBROSINI, Sociologia delle migrazioni
Pubblicato: 24 ottobre 2011 Filed under: Il Mulino, LIBRI NEWS, Migrazioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »|
M. AMBROSINI Sociologia delle migrazioni Collana “Manuali”
pp. 336, € 28,00 in libreria dal 06/10/2011 Note: Nuova edizione |
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Tra i fenomeni più rilevanti del nostro tempo, le migrazioni internazionali pongono sfide inedite alla convivenza sociale: ci obbligano a ridefinire chi sono i nostri simili, a decidere chi intendiamo riconoscere come concittadini, a interrogarci sui rapporti tra cittadinanza economica e cittadinanza sociale, a rileggere i percorsi che producono integrazione o marginalità. Questo manuale fornisce i concetti e gli spunti interpretativi necessari per una conoscenza più precisa e argomentata delle migrazioni. La nuova edizione aggiornata si arricchisce fra l’altro di un capitolo su rifugiati e minoranze rom/sinte. Indice: Prefazione. – Parte prima: Coordinate e processi fondamentali. – I. Migrazioni e migranti. – II. Alla ricerca delle cause. – III. Perché ne abbiamo bisogno: l’inserimento nel mercato del lavoro. – IV. Sul versante dei migranti: le funzioni delle reti sociali. – Parte seconda: Attori emergenti. – V. Il passaggio al lavoro indipendente. – VI. Donne migranti e famiglie transnazionali. – VII. I figli dell’immigrazione. – Parte terza: La dimensione politica. – VIII. La regolazione dell’immigrazione. – IX. Le politiche per gli immigrati. – Parte quarta: Aree problematiche. – X. Devianti e vittime, trafficanti e trafficati. – XI. Pregiudizio, discriminazione, razzismo. – XII. Rifugiati, migranti forzati, minoranze rom e sinte. – Riferimenti bibliografici. – Indice analitico. Maurizio Ambrosini insegna Sociologia dei processi migratori nella Facoltà di Scienze politiche dell’Università di Milano, dove coordina il corso di laurea in Scienze sociali per la globalizzazione. Fra i suoi libri per il Mulino: “Scelte solidali. L’impegno per gli altri in tempi di soggettivismo” (2005) e “Un’altra globalizzazione. La sfida delle migrazioni transnazionali” (2008). Dirige la rivista “Mondi migranti” e la Scuola estiva di Sociologia delle migrazioni di Genova, in qualità di responsabile scientifico del Centro studi Medì – Migrazioni nel Mediterraneo.
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Volumi – M. AMBROSINI, Sociologia delle migrazioni.
M. BARBAGLI, C. SCHMOLL (a cura di), LA GENERAZIONE DOPO, Stranieri in Italia
Pubblicato: 14 ottobre 2011 Filed under: Il Mulino, LIBRI NEWS, Migrazioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »|
M. BARBAGLI, C. SCHMOLL (a cura di) Stranieri in Italia La generazione dopo Collana “Ricerche e studi dell’Istituto Carlo Cattaneo” Serie: Stranieri in Italia, a cura di Asher Colombo e Giuseppe Sciortino pp. 344, € 27,00 in libreria dal 13/10/2011 |
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L’Italia è ormai un luogo di insediamento duraturo per gli immigrati e i loro discendenti. Le “seconde generazioni” costituiscono infatti oltre un quinto della popolazione straniera. L’emergenza di questi nuovi soggetti pone problemi del tutto inediti per la società italiana. La prima parte del volume presenta dibattiti, esperienze e direzioni di indagine sull’integrazione psico-sociale delle seconde generazioni e delle loro famiglie. La seconda parte propone un confronto tra le esperienze italiane e quelle di altri contesti. In questa sede vengono affrontati temi spesso trascurati dalla ricerca, tra cui le reti di amicizia, la religiosità, il ritardo scolastico e i rapporti familiari dei figli di immigrati. Marzio Barbagli ha insegnato Sociologia nell’Università di Bologna. Le sue pubblicazioni recenti con il Mulino sono “Congedarsi dal mondo. Il suicidio in Occidente e in Oriente” (2009) e “La sessualità degli italiani” (con F. Garelli e G. Dalla Zuanna, 2010). Camille Schmoll è docente di Geografia umana nell’Università di Parigi 7 Denis Diderot. |
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informativa del Governo sui flussi migratori a Lampedusa., Ministero Dell’Interno – Notizie
Pubblicato: 5 ottobre 2011 Filed under: Politica delle migrazioni Lascia un commento »Nuova informativa del Governo sui flussi migratori a Lampedusa. L’ha resa questa mattina a Roma, al Senato, il sottosegretario all’Interno Sonia Viale, che già ieri aveva svolto alla Camera l’informativa urgente sui disordini verificatisi sull’isola il 20 e 21 settembre.
Dopo aver ricostruito la dinamica dell’incendio al Centro di accoglienza e primo soccorso di Contrada Imbriacola, per il quale sono stati fermati 4 cittadini tunisini, e gli incidenti presso un distributore di benzina tra immigrati e lampedusani, il sottosegretario ha ribadito dati e strategie di Governo illustrati il giorno prima all’altro ramo del Parlamento.
Da quando è operativo il piano straordinario per i rimpatri della durata di 3 settimane concordato il 12 settembre a Tunisi dal ministro dell’Interno Maroni con le autorità locali sono stati rimpatriati – dato di ieri – 841 tunisini, diventando così 16.566 i cittadini stranieri rimpatriati dal Viminale a partire dal 1° gennaio di quest’anno fino al 27 settembre.
Complessivamente, ha ricordato Viale, dall’inizio del 2011 sono 51.596 gli extracomunitari sbarcati sulle isole Pelagie – l’arcipelago di cui fa parte Lampedusa – su un totale di 60.656 sbarchi su tutto il territorio nazionale. Il porto di Lampedusa, ha ripetuto il sottosegretario al Senato, è stato comunque dichiarato 5 giorni fa «luogo non sicuro per lo sbarco di migranti ai soli fini del soccorso in mare».
Poi un passaggio su come il Governo italiano sta gestendo nel complesso il fenomeno migratorio, in linea con il Patto europeo sull’immigrazione e sui diritti d’asilo. Sul fronte internazionale, è «fondamentale la cooperazione con i Paesi di origine o di transito degli immigrati illegali», attraverso accordi bilaterali. Ultimi in ordine di tempo il memorandum d’intesa del 17 giugno con il Consiglio nazionale transitorio libico e l’accordo dell’aprile scorso con la Tunisia, rinsaldato il 12 settembre, con l’impegno del Paese africano a contenere le partenze e a collaborare per la riammissione e il rimpatrio.
da Ministero Dell’Interno – Notizie.
Istat: Gli stranieri residenti in Italia al 1 gennaio 2011 sono oltre 4 milioni e mezzo – per la precisione 4.570.317 – 335 mila in più rispetto all’anno precedente (+7,9%) – LASTAMPA.it
Pubblicato: 22 settembre 2011 Filed under: Migrazioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »Gli stranieri residenti in Italia al 1 gennaio 2011 sono oltre 4 milioni e mezzo – per la precisione 4.570.317 – 335 mila in più rispetto all’anno precedente (+7,9%). L’incremento è leggermente inferiore a quello registrato nel 2009 (343 mila unità). Lo rende noto l’Istat, sottolineando che «il numero degli stranieri residenti nel corso 2010 è cresciuto soprattutto per effetto dell’immigrazione dall’estero (425 mila individui)».
Nel 2010 – aggiunge l’Istat, nel rapporto su «La popolazione straniera residente in Italia » – sono nati circa 78 mila bambini stranieri, il 13,9% del totale dei nati da residenti in Italia. L’aumento rispetto all’anno precedente, è stato dell’1,3%, «valore nettamente inferiore» a quello (+6,4%) registrato nel 2009. La quota di cittadini stranieri sul totale dei residenti (italiani e stranieri), aggiunge il rapporto dell’Istat, continua ad aumentare: al 1 gennaio 2011 è salita al 7,5% dal 7% registrato un anno prima.
Riguardo alla distribuzione geografica, l’86,5% degli stranieri risiede nel Nord e nel Centro Italia, il restante 13,5% nel Mezzogiorno. Gli incrementi maggiori della presenza straniera rispetto all’anno precedente, anche nel 2010, si sono manifestati nel Sud (+11,5%) e nelle Isole (+11,9%).
Al 1 gennaio 2011 i cittadini rumeni, con quasi un milione di residenti (9,1% in più rispetto all’anno precedente), rappresentano la comunità straniera prevalente in Italia (21,2% sul totale degli stranieri). Nel corso del 2010 è cresciuto il numero dei cittadini dei Paesi dell’Europa centro-orientale (sia Ue sia non Ue): oltre alla Romania, soprattutto Moldova (+24,0%), Federazione Russa (+18,3%), Ucraina (+15,3%) e Bulgaria (+11,1%).
Anche i cittadini dei Paesi del sud est asiatico hanno fatto registrare incrementi importanti: Pakistan (+16,7%), India (+14,3%), Bangladesh (+11,5%), Filippine (+8,6%), Sri-Lanka (+7,6%). «L’elevata crescita che ha interessato queste comunità è legata, tra l’altro – aggiunge l’Istat – agli effetti dell’ultima regolarizzazione di colf e badanti, svoltasi nell’ultima parte dell’anno 2009, i cui effetti in termini di iscrizioni anagrafiche si sono fatti sentire maggiormente nel corso del 2010».
Istat: sempre più stranieri, +7,9%- LASTAMPA.it.
Ongini, V. Noi domani. Un viaggio nella scuola multiculturale, Editori Laterza
Pubblicato: 13 settembre 2011 Filed under: LIBRI NEWS, Migrazioni, Politica delle migrazioni, Scuola e istruzione Lascia un commento »| Ongini, V. Noi domani. Un viaggio nella scuola multiculturale Argomento: Attualità, Pedagogia e scuola Dalle montagne del cuneese ai quartieri periferici di Torino, Milano e Roma, dalle scuole dei piccoli indiani sikh, nei paesi della pianura padana, agli esercizi di patriottismo costituzionale nel Salento. Dalla radio libera in un asilo multietnico di Bologna ai viaggi in Cina di studenti e professori toscani, alle maestre poliglotte del quartiere Ballarò a Palermo: un’inchiesta originale sulla scuola che verrà. |
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La Guardia di Finanza solo nel 2011 ha individuato 270 casi di pensioni sociali devolute a stranieri per sopravvivere in Italia, stranieri che appena ottenuta la pensione tornano nel paese d’origine. Il danno alle casse statali di 6,2 milioni di euro | Blitz quotidiano
Pubblicato: 19 agosto 2011 Filed under: Migrazioni, Pensioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »Anche gli stranieri mungono l’Inps e qualche simpatico vecchietto può accedere alla estesa categoria di pensionato sociale. La Guardia di Finanza solo nel 2011 ha individuato 270 casi di pensioni sociali devolute a stranieri per sopravvivere in Italia, stranieri che appena ottenuta la pensione tornano nel paese d’origine. Il danno alle casse statali di 6,2 milioni di euro ed il meccanismo per assicurarsi la pensione sociale è semplice, mentre difficile è individuare la truffa in atto.
Accade ad esempio che la badante ucraina in Italia da tempo, in possesso di regolare contratto di lavoro e regolare permesso di soggiorno, possa richiedere la ricongiunzione familiare con i suoi genitori. Così un ipotetico nonno Ivan e consorte possono ricongiungersi all’amata figlia, ma giunti in Italia non hanno modo di mantenersi: è loro diritto allora richiedere una pensione sociale all’Inps.
La situazione appena descritta non presenta irregolarità, ma costituisce un diritto al sussidio per l’anziana coppia che ha abbandonato la terra natia, come spiega Vittorio Palmese, tenente colonnello della Finanza: “A termini di legge è sufficiente che il soggetto abbia compiuto 65 anni, risieda sul suolo italiano e non abbia un reddito sufficiente per vivere, pari a 6 mila euro l’anno”.
La truffa nasce quando l’anziana coppia di genitori fa ritorno in patria senza dichiararlo all’Inps, continuando così a ricevere la pensione sociale richiesta non appena messo piede sul suolo italiano. La guardia di Finanza spiega che smascherare la truffa non è semplice: “Bisogna fare controlli approfonditi verificando se una residenza non sia fittizia, controllando i vari visti sui passaporti, verificando le utenze e incrociando i dai, con poteri di polizia che magari altri enti dello Stato non hanno”.
I pensionati sociali stranieri sono solo una delle categorie che “regolarmente” truffano l’Inps, con milioni di euro ogni anno rubati alle casse dello Stato, come i falsi ciechi che guidano l’auto e i finti poveri che possiedono decine di immobili che la Guadia di Finanza ha individuato dal’inizio del 2011
Gli stranieri che mungono l’Inps: a nonno Ivan la pensione sociale | Blitz quotidiano.
nuovo decreto legge sull’immigrazione
Pubblicato: 22 giugno 2011 Filed under: Politica delle migrazioni Lascia un commento »il Governo ha varato un decreto legge sull’immigrazione, in corso di pubblicazione in Gazzetta.
Roberto Maroni (ministro proponente) ha così commentato: “Ripristinata l’espulsione coattiva immediata dei clandestini. Con il provvedimento pure prolungato il tempo di trattenimento nei Centri di identificazione ed espulsione (Cie) da 6 a a 18 mesi ed è prevista pure una procedura di garanzia che passa attraverso i giudici di pace, che consentirà l’identificazione certa dello straniero o l’effettiva espulsione in accordo con le autorità diplomatiche dei paesi di provenienza”.
“Attuiamo le direttive, ha aggiunto il Ministro, fissando i principi per riprendere ad espellere i clandestini pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza, che sono a rischio di fuga, che sono stati già espulsi con un provvedimento dell’autorità giudiziaria o che violano le misure di garanzia date dai questori”.
Con il provvedimento approvato, si introduce, inoltre, per la prima volta l’allontanamento coattivo anche per i cittadini comunitari. Ciò, ha continuato Maroni, “in coerenza con la direttiva europea n. 38 del 2004, che prevede questa possibilità nel caso in cui il cittadino comunitario non rispetti gli obblighi previsti dalla direttiva stessa”.
E arrivano subito le prime critiche.
Anna Finocchiaro (capogruppo al Senato del PD): “Si vede che mancano tre giorni a Pontida … continua il pericoloso populismo demagogico del governo. In nome del ricatto leghista, spunta l’assurda e grave, quanto inapplicabile e inattuabile, detenzione nei Cie di persone incensurate fino a 18 mesi e le altrettanto poco attuabili espulsioni immediate”.
Nichi Vendola (presidente di Sinistra Ecologia Libertà): “Uno scalpo da esibire a Pontida”.
Di seguito, il contenuto essenziale del provvedimento, dal comunicato stampa diramato ieri dal Governo:
“Un decreto-legge per corrispondere all’invito formulato all’Italia dalle Istituzioni europee a rendere più completa la normativa di recepimento della direttiva 2004/38 in materia di diritto per i cittadini dell’Unione e dei loro familiari di circolare e di soggiornare liberamente nel territorio degli Stati membri; il decreto-legge recepisce anche la direttiva 2008/115 in materia di rimpatrio di cittadini di Paesi terzi il cui soggiorno è irregolare.
Queste le principali innovazioni:
1. E’ ripristinata la procedura di espulsione coattiva immediata per tutti gli extracomunitari clandestini qualora:
- pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato;
- a rischio di fuga;
- espulsi con provvedimento dell’autorità giudiziaria;
- violino le misure di garanzia imposte dal Questore;
- violino il termine per la partenza volontaria.
2. Viene introdotto l’allontanamento coattivo (espulsione) anche dei cittadini comunitari per motivi di ordine pubblico se permangono sul territorio nazionale in violazione della direttiva 38/2004 sulla libera circolazione dei comunitari.
3. E’ prolungato il periodo di permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione fino a 18 mesi, in linea con le disposizioni della direttiva.
4. Per evitare il rischio di fuga dello straniero, sono previste misure di garanzia idonee, la cui violazione è punita con la multa da 3.000 a 18.000 euro.
5. Vengono rimodulate le fattispecie dei reati di violazione e reiterata violazione dell’ordine del Questore di lasciare il territorio con la previsione della sanzione pecuniaria e con la possibilità per il giudice di pace di sostituire la condanna con l’espulsione.
6. E’ attribuita al giudice di pace la competenza anche sui reati di violazione e reiterata violazione dell’ordine del Questore di lasciare il territorio e sui reati di violazione delle misure di garanzia per evitare il pericolo di fuga e delle misure alternative al trattenimento imposte dal Questore.
7. Sono previste misure alternative al trattenimento nel Cie per lo straniero irregolare che non sia pericoloso, quali la consegna del passaporto o altro documento equipollente, l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione presso gli uffici della Forza pubblica. La violazione delle misure viene punita con la multa da 3.000 a 18.000 euro.
8. E’ prevista la concessione di un termine per il rimpatrio volontario, anche assistito, dello straniero irregolare che non rientri nelle condizioni previste al punto 1.
9. Sono infine introdotte ulteriori misure di adeguamento della normativa nazionale alle direttive 38/2004 e 115/2008”.
da: I contenuti del nuovo decreto legge sull’immigrazione.
Immigrazione, nuove norme dal Consiglio dei Ministri
Pubblicato: 21 giugno 2011 Filed under: Politica delle migrazioni Lascia un commento »Il Consiglio dei Ministri di ieri ha approvato un provvedimento che ripristina la procedura di espulsione coattiva immediata per tutti gli extracomunitari clandestini qualora:
- pericolosi per l’ordine pubblico e la sicurezza dello Stato;
- a rischio di fuga;
- espulsi con provvedimento dell’autorità giudiziaria;
- violino le misure di garanzia imposte dal Questore;
- violino il termine per la partenza volontaria.
2. Viene introdotto l’allontanamento coattivo (espulsione) anche dei cittadini comunitari per motivi di ordine pubblico se permangono sul territorio nazionale in violazione della direttiva 38/2004 sulla libera circolazione dei comunitari.
3. E’ prolungato il periodo di permanenza nei Centri di identificazione ed espulsione fino a 18 mesi, in linea con le disposizioni della direttiva.
4. Per evitare il rischio di fuga dello straniero, sono previste misure di garanzia idonee, la cui violazione è punita con la multa da 3.000 a 18.000 euro.
5. Vengono rimodulate le fattispecie dei reati di violazione e reiterata violazione dell’ordine del Questore di lasciare il territorio con la previsione della sanzione pecuniaria e con la possibilità per il giudice di pace di sostituire la condanna con l’espulsione.
6. E’ attribuita al giudice di pace la competenza anche sui reati di violazione e reiterata violazione dell’ordine del Questore di lasciare il territorio e sui reati di violazione delle misure di garanzia per evitare il pericolo di fuga e delle misure alternative al trattenimento imposte dal Questore.
7. Sono previste misure alternative al trattenimento nel Cie per lo straniero irregolare che non sia pericoloso, quali la consegna del passaporto o altro documento equipollente, l’obbligo di dimora e l’obbligo di presentazione presso gli uffici della Forza pubblica. La violazione delle misure viene punita con la multa da 3.000 a 18.000 euro.
8. E’ prevista la concessione di un termine per il rimpatrio volontario, anche assistito, dello straniero irregolare che non rientri nelle condizioni previste al punto 1.
9. Sono infine introdotte ulteriori misure di adeguamento della normativa nazionale alle direttive 38/2004 e 115/2008;
Fonte: Governo
17/06/2011
da Immigrazione, nuove norme dal Consiglio dei Ministri.
Immigrazione: profili legislativi. Dalla legge Martelli, alla Turco-Napolitano e alla Bossi-Fini. Uno sguardo sul passato per capire se necessita una nuova legge sui flussi migratori”
Pubblicato: 18 giugno 2011 Filed under: Politica delle migrazioni Lascia un commento »
Bassano del Grappa 3 giugno 2011 - 2h 18′ 8″
Famiglie ricongiunte: Esperienze di ricongiungimento di famiglie del Marocco, Pakistan, India, a cura di Tognetti Bordogna Mara UTET Università
Pubblicato: 15 giugno 2011 Filed under: Famiglie, Migrazioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »
Famiglie ricongiunte
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ALLEGATI
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PARTE I – TEORIE – 1. Le nuove famiglie della migrazione in Italia – 2. Networking, transnazionalismo e famiglia – 3. Stratificazione civica e famiglie migranti – PARTE II – RICERCA – 4. Le famiglie marocchine – 5. Le famiglie pachistane – 6. Le famiglie indiane – Conclusioni: alcune linee di politica sociale – Riferimenti bibliografici
• Contenuti:
Le famiglie della migrazione costituiscono una realtà dinamica che gli studiosi italiani cominciano a tematizzare, pur con un certo ritardo, rispetto agli studiosi di altri paesi dell’America del Nord e del resto dell’Europa.
Focalizzare la diversità delle esperienze migratorie in relazione alla trasformazione dei ruoli, all’identità di genere dei partner delle diverse forme famiglia costituisce un’interessante chiave interpretativa di quella parte della letteratura teorica, che si focalizza sulla divisione sociale del lavoro all’interno della famiglia.
Famiglie ricongiunte è una guida indispensabile per tutti gli studenti e gli studiosi interessati ad approfondire questo fenomeno.
Mara Tognetti Bordogna insegna Politiche per la salute ed Elementi di politica sociale presso l’Università di Milano-Bicocca. è esperta di politiche per l’immigrazione. UTET Università – Dettaglio.
La repressione penale degli stranieri irregolari nella legislazione italiana all’esame della Corte di Giustizia – A. Cossir, Forum Quaderni Costituzionali
Pubblicato: 7 giugno 2011 Filed under: Politica delle migrazioni Lascia un commento »- La repressione penale degli stranieri irregolari nella legislazione italiana all’esame della Corte di Giustizia – A. Cossir, Forum Quaderni Costituzionali
retribuzioni mensili dei dipendenti stranieri nel quarto trimestre 2010, Fondazione Leone Moressa (www.fondazioneleonemoressa.org)
Pubblicato: 7 giugno 2011 Filed under: Lavoro, Politica delle migrazioni Lascia un commento »|
Al Nord gli stipendi più elevati e i differenziali più contenuti.
Un marocchino in Italia guadagna come 5,5 connazionali in Marocco
In media un dipendente straniero percepisce 987€ al mese, quasi 300€ in meno di un dipendente italiano (il 22,9% in meno). Nelle regioni settentrionali, soprattutto del NordEst (Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige e Veneto) la busta paga è “più ricca” e vi è un minor differenziale con gli italiani. Le donne straniere guadagnano appena 797€ al mese, nessun vantaggio salariale per gli stranieri più istruiti, migliori retribuzioni per chi lavora nei settori del trasporto / comunicazione e nelle costruzioni, più basse per chi opera nell’agricoltura o nei servizi alla persona. Tra le prime 5 nazionalità più rappresentate, il salario annuo di un dipendente marocchino è equivalente alla ricchezza prodotta da 5,5 marocchini rimasti in Patria, 6,5 se si tratta di filippini. Questi alcuni risultati di uno studio della Fondazione Leone Moressa (www.fondazioneleonemoressa.org) che ha analizzato le retribuzioni mensili dei dipendenti stranieri nel quarto trimestre 2010.
Per regione. Nelle aree settentrionali gli stranieri guadagno mediamente di più rispetto agli stranieri che lavorano nel Mezzogiorno: si tratta di comparare ad esempio i 1.159 € al mese di un immigrato che lavora in Friuli Venezia Giulia e i 674 € di uno straniero in Calabria. Ma il Sud si differenzia anche per il maggiore gap retributivo tra dipendenti stranieri e italiani: infatti se in alcune regioni settentrionali i differenziali non superano i 300 €, in alcune regioni del Sud il gap retributivo oltrepassa i 500 € (come in Basilicata).
Per genere. I dipendenti stranieri di sesso maschile, oltre a recepire un salario mensile mediamente più alto delle donne (1.135 € vs 797 €), mostrano dei divari retributivi meno ampi rispetto alle retribuzioni dei dipendenti italiani dello stesso sesso: si tratta del 19% in meno per i maschi rispetto al 29,4% delle donne.
Per titolo di studio. Il titolo di studio non ha alcuna influenza sul livello salariale degli stranieri. Infatti, le retribuzioni percepite da coloro che hanno un basso livello di istruzione (nessun titolo, licenza elementare e licenza media) non differisce di molto da quanti invece hanno il diploma superiore. Diverso è invece il caso dei laureati che ricevono in media al mese 1.123 €. Ma più aumenta il livello di istruzione, maggiore è il gap con i dipendenti italiani con le medesime caratteristiche.
Tipologia contrattuale. I dipendenti inquadrati con contratti a tempo indeterminato guadagnano poco meno di mille € al mese, mentre coloro che sono a tempo determinato ricevono 926 €. Nel confronto con gli italiani emerge come i differenziali siano però più evidenti tra i primi rispetto ai secondi. Non esistono invece grosse differenze con gli italiani se si considera il reddito di un dipendente straniero che lavora a tempo pieno (-20,1%) o a tempo parziale (-17,6%).
Settore di attività. I dipendenti stranieri nel settore dei trasporti sono quelli che guadagno di più (1.348 €); seguono quelli del comparto delle costruzioni, istruzione/sanità/servizi sociali, manifattura e commercio le cui retribuzioni superano i 1.000 € mensili. Al di sotto di questa cifra si collocano i dipendenti degli alberghi, dei servizi alle persone, del settore primario e dei servizi alle persone (con appena 724 €). Questi ultimi sono anche quelli che mostrano i gap retributivi più elevati rispetto ai lavoratori italiani nello stesso comparto di attività (-26,4%).
Classe di età. L’età anagrafica non influisce significativamente sui livelli retributivi. Quello che fa evidenziare invece una correlazione tra redditi e l’età è la differenza con i dipendenti italiani con le medesime caratteristiche: con l’aumento dell’età, si amplificano i differenziali con i colleghi nativi: se nella fascia 15-24 anni gli stranieri ricevono appena l’1,2% in meno di stipendio, per gli over 55 il gap supera il 30%.
Provenienza. Gli africani e i cittadini dell’Europa comunitaria sono i lavoratori che in Italia percepiscono una retribuzione mediamente più elevata: rispettivamente di 1.055 € e di 1.024 €. Europei non comunitari, asiatici e americani coloro che ricevono uno stipendio inferiore.
Se si confronta (per le prime 5 nazionalità più rappresentate) la retribuzione di un immigrato che lavora in Italia con la ricchezza procapite nel loro paese di origine, si scopre come un filippino in Italia guadagni come 6,5 connazionali nelle Filippine, un marocchino per 5,5 connazionali, un ucraino per 4,8, un albanese per 4,7.
“La disparità salariale tra stranieri e italiani non deriva esclusivamente dall’origine immigrata dei dipendenti” affermano i ricercatori della Fondazione Leone Moressa “quanto da elementi che, combinati, determinano uno svantaggio salariale: la professione ricoperta dagli stranieri, la loro bassa qualifica, l’occupazione nei settori di attività dalla più bassa produttività in cui sono impiegati, l’età giovane della manodopera che non permette di raggiunge una sufficiente anzianità retributiva. Bisogna inoltre considerare che il lavoro per gli stranieri è la condizione necessaria per avere e per rinnovare il permesso di soggiorno. Questo legame indissolubile può portare all’accettazione da parte del lavoratore di condizioni occupazionali marginali, poco tutelate e, in alcuni casi, anche sotto pagate. Il problema del differenziale retributivo si fa più evidente specie in questo momento di crisi, dato che gli stranieri difficilmente possono contare su fonti di guadagno alternative al reddito da lavoro o sul supporto dato dalle reti familiari. Tutto ciò rischia di rallentare i processi di inserimento sociale ed economico degli stranieri che lavorano e vivono nel nostro Paese.”
VEDERE TABELLE ALLEGATE scaricabili qui
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Pietro Ichino | UNA POLITICA DELL’IMMIGRAZIONE RADICALMENTE NUOVA
Pubblicato: 7 giugno 2011 Filed under: Ichino Pietro, Politica delle migrazioni Lascia un commento »
Intervista a cura di Marta Fresolone in corso di pubblicazione sul mensile Theorema, giugno 2011 – In argomento v. anche il mio scritto del 23 maggio 2009 Un traghetto per Lampedusa
Che idea si è fatto sulla situazione a Lampedusa all’indomani della crisi libica e dell’arrivo di molti migranti sulle nostre coste?
L’idea di una situazione scandalosa e tragica, frutto di una politica dilettantesca: male informata e male impostata.
Come pensa che vadano affrontati questi grandi flussi migratori?
Occorre distinguere il problema del governo dei flussi in entrata da quello di pura e semplice polizia di frontiera. Per quel che riguarda i flussi in entrata, la regola dovrebbe essere ispirata al favore per l’agevole regolarizzazione dei rapporti di lavoro utili alla nostra economia o addirittura già in atto: questo – con il riassorbimento di una vasta zona di lavoro sommerso dovuto esclusivamente all’impossibilità della regolarizzazione – anche per un nostro interesse economico immediato. Ma occorrerebbe anche una programmazione selettiva molto più attenta e raffinata di questi flussi. Dovremmo privilegiare gli studenti universitari e post-graduate, i dipendenti di multinazionali operanti in Italia, le molte centinaia di migliaia di badanti che con la legge attuale costringiamo stupidamente a lavorare “al nero”, tutti i lavoratori dei quali abbiamo bisogno per la nostra industria, agricoltura e servizi.
E il problema della polizia di frontiera?
Lì è giusto applicare la legge con rigore. Anche quella che impone di accogliere profughi e rifugiati, ovviamente.
Resta il problema degli sbarchi clandestini a Lampedusa.
Due anni fa ho sostenuto – forse un po’ provocatoriamente, ma non poi tanto – che dovremmo trasformare Lampedusa in zona extraterritoriale, con conseguente esenzione fiscale per i residenti, e istituire un traghetto regolare tra la costa africana e Lampedusa, senza controllo di passaporto (Un traghetto per Lampedusa, su il Riformista, 23 maggio 2009). Tanto, gli africani a Lampedusa arrivano lo stesso: meglio che ci arrivino pagando regolarmente un biglietto, senza rischiare la vita e senza ingrassare gli scafisti.
La intende come misura umanitaria o come soluzione del problema del controllo del flusso?
Si tratterebbe, certo, di una misura essenzialmente umanitaria, volta a porre fine allo scempio delle centinaia di uomini, donne e bambini che muoiono annegati o assiderati durante la traversata. Ma potrebbe attuarsi a costo zero; e consentirebbe anche di controllare meglio il flusso, distinguendo più agevolmente i profughi da chi non ha alcun titolo per entrare nel nostro territorio. Con i proventi del servizio di traghetto, oltre che compensare la perdita dei tributi finora pagati dai residenti dell’Isola, si potrebbero, per esempio, istituire grandi centri di accoglienza presso il terminal africano e presso quello italiano, dove sarebbe possibile offrire a tutti coloro che vi si presentano informazione, orientamento, assistenza, anche con il contributo degli altri Paesi europei.
Può fare una valutazione politica sull’azione di Governo in questo campo?
Una politica miope, tutta centrata sulla ricerca dell’annuncio capace di raccogliere il consenso effimero e superficiale di un’opinione pubblica male informata. Con esiti pessimi: sia dal punto di vista umanitario, sia da quello dell’immagine internazionale dell’Italia, sia infine da quello dei risultati, in riferimento all’obiettivo legittimo di contrastare l’accesso dei clandestini.
Cosa pensa del pacchetto di misure adottate dall’Unione Europea per gestire i flussi dal Sud del Mediterraneo, come il sostegno alle nascenti democrazie per prevenire le migrazioni?
In questa crisi originata dalle rivoluzioni nord-africane l’UE non ha brillato né per coesione, né per efficacia delle politiche adottate e praticate. Detto questo, va anche detto però che le risposte negative alle richieste di aiuto provenienti dal nostro Governo erano ampiamente prevedibili: che cos’altro potevamo attenderci, dopo il comportamento provocatoriamente sordo a ogni istanza di coordinamento comunitario, tenuto dal nostro Governo nel decennio passato nei rapporti con Geddafi e con Putin e in generale nella sua politica estera?
Lei intravede la possibilità di un’integrazione sociale? Quali dovrebbero essere le politiche da attuare in questo senso?
Un mondo nel quale si spostino liberamente, come oggi accade, le merci, i capitali, i piani industriali, le idee, ma non si spostino le persone, è impensabile. La globalizzazione porterà necessariamente un rimescolamento di razze, etnie, culture e religioni. Dovremo essere molto rigorosi nell’offrire agli immigrati ed esigere da loro il rispetto delle nostre leggi; ma non potremo esimerci dal predisporre un ambiente esente da discriminazioni, una scuola capace di istruire anche i loro figli, un sistema sanitario capace di offrire loro la stessa assistenza che offre a noi, rapporti di lavoro e previdenziali regolati esattamente come i nostri, la libertà e possibilità effettiva di professare le loro religioni.
Parliamo di lavoro. Esiste la speranza che molte di queste persone ottengano un lavoro nel nostro Paese?
Come dicevo prima, già oggi la domanda di lavoro che gli extracomunitari soddisfano o potrebbero soddisfare è molto superiore al numero dei permessi di soggiorno per lavoro che noi offriamo loro, oltretutto in modo irrazionale, disordinato, poco dignitoso, penoso per chi li riceve, anche sul piano fisico. Comunque è dimostrato che, nella stragrande maggioranza dei casi, i lavori che gli extra-comunitari vengono a svolgere sono quelli per i quali noi non siamo più disponibili: sia nel settore agricolo, sia in quello manifatturiero, sia in quello dei servizi.
Quali potrebbero essere gli ostacoli per un loro inserimento lavorativo?
C’è innanzitutto l’ostacolo della lingua. Inoltre quello della carenza di abitazioni. Ma nel panorama europeo e anche in quello italiano ci sono molte esperienze positive alle quali dovremmo attingere, per riprodurle e generalizzarle: qui da noi, penso per esempio all’esperienza della cooperativa milanese Dar-Casa animata da Piero Basso; oppure al grande lavoro di accoglienza e assistenza svolto dalla Caritas ambrosiana presieduta da don Virginio Colmegna; oppure ancora al lavoro prezioso di integrazione svolto da tanti insegnanti di scuola media, in silenzio e tra mille difficoltà, ma sovente con successo.
Viene obiettato che non abbiamo un sistema efficiente di riqualificazione e sostegno al reddito, come pensa che l’Italia possa sostenere l’arrivo in massa di nuovi “lavoratori”?
Se fossimo capaci di regolarizzare tutti i rapporti di lavoro degli extracomunitari di fatto attivi nel nostro Paese, questo porterebbe un gettito fiscale e contributivo più che sufficiente per garantire loro non solo il trattamento previdenziale cui hanno diritto, ma anche i servizi di formazione e riqualificazione di cui essi possono avere bisogno e i cosiddetti ammortizzatori sociali per il caso di sospensione o perdita del lavoro.
Non si rischia, con questi flussi in entrata, di precarizzare ulteriormente una situazione già di per sé difficile?
La mia proposta, contenuta nel progetto del nuovo Codice del Lavoro semplificato (d.d.l. n. 1873/2009 – n.d.r.), è quella di un nuovo diritto del lavoro capace di applicarsi in modo universale a tutti i nuovi rapporti di lavoro: tutti a tempo indeterminato (salvi i casi classici di contratto a termine, per lavori stagionali, sostituzioni di malattia, ecc.), a tutti le protezioni essenziali, ma nessuno inamovibile. L’idea è di conservare il controllo giudiziale contro il licenziamento discriminatorio, ma non quello sul licenziamento per motivi economici od organizzativi: qui occorre invece, in cambio dell’esenzione dal controllo giudiziale, responsabilizzare l’impresa per una ragionevole sicurezza economica e professionale del lavoratore nel passaggio dal vecchio al nuovo lavoro. Questa riforma garantirebbe al tempo stesso una maggiore fluidità del mercato del lavoro e una maggiore sicurezza nel mercato stesso di tutti i nuovi lavoratori, comunitari o extra-comunitari che siano.
da: Pietro Ichino | UNA POLITICA DELL’IMMIGRAZIONE RADICALMENTE NUOVA.
impedito che un anziano, affetto da demenza senile, permettesse alla propria badante di mandarlo in rovina – Corriere di Bologna
Pubblicato: 6 giugno 2011 Filed under: Lavoro di cura, Non Autosufficienza, Politica delle migrazioni Lascia un commento »
L’intuito del titolare di un’agenzia immobiliare e di un parroco ha impedito che un anziano, affetto da demenza senile, permettesse alla propria badante di mandarlo in rovina. Oggi, a distanza di tre anni dalle malefatte ai danni di una persona fragile e inconsapevole, il pm Antonello Gustapane ha chiesto il giudizio immediato per la donna, una romena di 51 anni. Le accuse sono circonvenzione di incapace e sostituzione di persona.
Ne avrebbe combinate davvero tante l’imputata, dal reiterato tentativo di farsi sposare a quello di impossessarsi di tutti gli averi della vittima, il signor Eugenio, oggi 84enne. I fatti risalgono al biennio 2007-2008 e sono cessati quando gli uomini del commissariato Due Torri San Francesco sono intervenuti per impedire le nozze civili fra la romena e il nonno. Ma partiamo dal principio. Secondo gli accertamenti della polizia giudiziaria, dall’aprile 2007, quando la donna ha preso servizio presso l’abitazione dell’anziano, a Bologna, allo stesso mese dell’anno successivo, la romena Anica Stancu si sarebbe fatta consegnare numerose somme di denaro adducendo giustificazioni più o meno credibili, sulle quali l’uomo, poco lucido e inerme, non stava a questionare. Lei chiedeva, lui si recava in Carisbo e prelevava. Così per mesi. Forte del successo dei raggiri e della fiducia che, nonostante tutto, l’anziano nutriva nei suoi confronti, la badante ha provato a fare il salto di qualità convincendo la vittima a vendere un appartamento in via Pastrengo per poi farsi dare i soldi.
Ma la signora è incappata in un agente immobiliare molto attento, e onesto, che, insospettito, ha messo in moto la macchina delle indagini
l’intero articolo qui:La badante e le nozze per raggirare il nonno – Corriere di Bologna.
la Danimarca sospende il trattato di Schengen e reintroduce i controlli alle frontiere. Troppi immigrati, troppa criminalità | in l’Occidentale
Pubblicato: 12 maggio 2011 Filed under: Danimarca, Politica delle migrazioni Lascia un commento »
Sembrava una proposta destinata a cadere nel vuoto, forse solo una provocazione. Invece il Partito Popolare Danese l’ha spuntata: la Danimarca sospende il trattato di Schengen e reintroduce i controlli alle frontiere. Ad annunciarlo è stato Claus Hjort Frederiksen, ministro delle finanze del governo danese: “Durante gli scorsi anni abbiamo visto crescere i crimini transfrontalieri” ha spiegato, “questa decisione punta a frenare il problema”. Troppa immigrazione e troppa criminalità da oltreconfine per il governo danese: il gioco non vale più la candela, meglio tornare al passato.
Entro due, massimo tre settimane la polizia tornerà a controllare chi entra dai confini con la Germania, ma anche nei porti e sul ponte che collega Danimarca e Svezia. Il ministro Frederiksen ha spiegato che saranno istallate nuove apparecchiature elettroniche di identificazione alla frontiera tedesca, strumentazioni in grado di identificare le targhe delle macchine.
Così come gran parte delle leggi sull’immigrazione introdotte nell’ordinamento danese, anche stavolta a spingere per il ripristino dei controlli alle frontiere è stato il Partito Popolare Danese. Lotta all’immigrazione clandestina, lotta alla criminalità internazionale, lotta al narcotraffico: questi alcuni dei capisaldi del partito. La leader Pia Kjærsgaard aveva già speso parole molto chiare: “I controlli alle frontiere sono un diritto per i nostri cittadini”, un diritto ritenuto necessario per porre un freno soprattutto all’entrata in Danimarca di stranieri provenienti dai paesi dell’Europa orientale, paesi ritenuti (non solo a Copenhagen) inaffidabili nel gestire l’emigrazione: troppo pochi i controlli alle frontiere, senza regole i flussi migratori. Agli occhi del Partito Popolare danese, l’ondata di profughi proveniente dai paesi nord-africani ha aperto un secondo fronte al quale guardare con preoccupazione: “Abbiamo problemi con i cittadini dell’est Europa che stanno venendo qui e corriamo il rischio di avere gli stessi problemi con quelli dal Nord Africa” aveva detto Pia Kjærsgaard.
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l’intero articolo qui: La Danimarca sospende Schengen. Troppi immigrati, troppa criminalità | l’Occidentale.
Comunità straniere, bibliografia a cura di http://www.cestim.it
Pubblicato: 7 maggio 2011 Filed under: BIBLIOGRAFIE, Culture, Migrazioni, Politica delle migrazioni, Rom e Sinti Lascia un commento »
Comunità straniere
2009
Romeni d’Italia. Migrazioni, vita quotidiana e legami transnazionali, Pietro Cingolani, Il Mulino, 2009, pp. 336, € 26,00
America Latina – Italia. Vecchi e nuovo migranti, Caritas/Migrantes, Edizioni Idos, 2009
2008
I cinesi non muoiono mai. Lavorano, guadagnano, cambiano l’Italia e per questo ci fanno paura, Raffaele Oriani, Riccardo Staglianò, Chiarelettere collana ”Principio attivo”, 2008, pp. 236, € 14,60
Romania. Immigrazione e lavoro in Italia. Statistiche, problemi e prospettive, a cura di Franco Pittau, Antonio Ricci, Alessandro Silj, Caritas Italiana, Idos, 2008
Gli albanesi in Italia. Conseguenze economiche e sociali dell’immigrazione, Centro Studi e Ricerche Idos in collaborazione con Università di Bari, Dipartimento Scienze economiche Università di Tirana, Caritas Italiana, Fondazione Migrantes,Edizioni Idos, 2008, pp.191
Fuori dalla linerità delle cose semplici. Migranti albanesidi prima e seconda generazione, a cura di Ennio Pattarin, Franco Angeli, collana “Politiche migratorie“, 2007
Immigrazione in Italia e Europa, bibliografia a cura di http://www.cestim.it
Pubblicato: 7 maggio 2011 Filed under: BIBLIOGRAFIE, Politica delle migrazioni Lascia un commento »
Immigrazione in Italia e Europa
2010
Africa – Italia. Scenari migratori, Caritas/Migrantes, Edizioni Idos, 2010
2009
Richiesti e respinti. L’immigrazione in italia. Come e perche’, di Maurizio Ambrosini, Il Saggiatore, collana Cultura4, 2010, pp. 256, € 20,00
Migrazioni e società. Una rassegna di studi internazionali, Maurizio Ambrosini Emanuela Abbatecola (a cura di), Franco Angeli, 2009, pp.278, € 24
L’esperienza migratoria. Immigrati e rifugiati in italia, di Maria Immacolata Macioti, Enrico Pugliese, Laterza, Collana Libri del Tempo, 2010, pp. 332, € 22,00
Le migrazioni. Un’introduzione storica, Michele Colucci, Matteo Sanfilippo, Carocci, 2009, pp. 156, € 14,00
Quattordicesimo rapporto sulle migrazioni 2008, Fondazione ISMU, Franco Angeli, 2009, pp. 400, € 24
2008
Immigrazione e cittadinanza locale. La governance dell’integrazione in Italia, di Francesca Campomori, Carocci, collana Biblioteca di testi e studi, 2008, pp. 256, € 25,30
Da immigrato a cittadino: esperienze in Germania e in Italia. Integrazione degli immigrati, delle loro famiglie e dei giovani, Caritas Italiana, Idos, 2008, p. 125 (in lingua italiana) – 131 (in lingua tedsca), € 4
Misurare l’integrazione. Il caso dell’Italia. Indici territoriali di inserimento socio-lavorativo degli immigrati non comunitari, Rapporto finale, Progetto transnazionale di ricerca MITI, a cura del Centro studi e ricerche Idos, Idos, 2008
Atlante dell’immigrazione in Italia, di Fabio Amato, Carocci, p. 140, € 13,50. Recensione di Giovanna Pajetta da Il Manifesto del 18/10/2008
Migrazioni e trasformazione sociale in Italia. Dall’età moderna a oggi, di Patrizia Fazzi, Franco Angeli, collana “La società moderna e contemporanea“, Analisi e contributi, 2008, pp. 288, € 25
Immigrazione come, dove, quando. Manuale d’uso per l’integrazione, a cura del Ministero del Lavoro, della Salute e della Politiche Sociali, Direzione Generale dell’Immigrazione, Istituto Psicoanalitico per le Ricerche Sociali, 2008, p. 170. Disponibile online in lingua italiana
Mobilità umane. Introduzione alla sociologia delle migrazioni, di Salvatore Palidda, Raffaello Cortina Editore, 2008, pp.112, € 19,50
Immigrazione: fa più rumore un albero che cade che la foresta che cresce, di Paolo Ferrero, introduzione di Don Luigi Ciotti, Claudiana, 2008, pp.126, € 9
Trent’anni dopo, a cura di Aher Colombo, Giuseppe Sciortino, Il Mulino, collana “Ricerche e studi dell’Istituto Carlo Cattaneo”, serie “Stranieri in Italia“, 2008, pp. 300, € 20
Tredicesimo Rapporto sulle migrazioni 2007, Fondazione Ismu, Franco Angeli, collana I.S.MU Fondazione per le Iniziative e lo Studio sulla Multietnicità, 2008, pp. 400, € 24,00
Il mondo in una regione. Storie di migranti nelle Marche, di Angelo Ferracuti, Daniele Maurizi, Ediesse, collanaCartabianca, 2009, pp. 176, € 10
Immigrati in-stabili. Vivere da stranieri in Provincia di Venezia, a cura di Stefania Bragato , Vania Colladel, COSES e Nuovadimensione, 2009
Immigrazione straniera in Veneto. Rapporto 2008, a cura di Osservatorio Regionale sull’Immigrazione, Assessorato alle politiche dei flussi migratori, Franco Angeli, Economia – Ricerche, 2008
Osservatorio Romano sulle Migrazioni Quarto rapporto 2007, Caritas di Roma, Idos, 2008
Le condizioni di vita e di lavoro degli immigrati nell’area romana. Indagine campionaria e approfondimenti tematici, Caritas Italiana, Idos, 2008
Dal lavoro alla cittadinanza. L’immigrazione in Toscana, a cura di Michele Beudò, Francesca Giovani, Teresa Savino, IRPETIstituto Regionale Programmazione Economica Toscana, Regione Toscana, 2008
Immigrazione e cittadinanza. I numeri del fenomeno e le opinioni dei giovani della provincia di Belluno, di Francesco De Bon, prefazione di Don Luigi Ciotti, EGA Editrice, collana “Studi e ricerche”, 2007. Prefazione del volume dal sito Gruppo Abele
Osservatorio Romano sulle Migrazioni. IV Rapporto, promosso dalla Caritas diocesana di Roma in collaborazione con Camera di Commercio, Comune di Roma, Provincia di Roma, Edizioni IDOS Centro Studi e Ricerche, 2008
Immigrati a Roma e Provincia. Luoghi di incontro e di preghiera, a cura di Caritas e Migrantes diocesane della diocesi di Roma. Quarta edizione della guida tascabile
Dal lavoro alla cittadinanza. L’immigrazione in Toscana, a cura di Michele Beudò, Francesca Giovani, Teresa Savino, IRPET Istituto Regionale Programmazione Economica Toscana , Regione Toscana, 2008
Osservatorio romano sulle migrazioni. Terzo Rapporto, Caritas di Roma, Idos Immigrazione Dossier Statistico, 2007
A lungo andare. Le migrazioni da e per Lamporecchio, Larciano, Monsummano Terme e Pive a Nevole, di Barbara Beneforti, Roberto Niccolai, Sebastiano Ortu, Settegiorni editore, collana Tracce ritrovate 1, 2007
Gianfranco Fini, “Chi è nato in Italia o chi vi ha compiuto un ciclo di studi deve poter diventare italiano prima di compiere diciotto anni”- ilGiornale.it del 05-05-2011
Pubblicato: 6 maggio 2011 Filed under: Cittadinanza, Migrazioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »Gianfranco Fini, Il fondatore di Futuro e Libertà ha, quindi, illustrato la sua ricetta.
“Chi è nato in Italia o chi vi ha compiuto un ciclo di studi deve poter diventare italiano prima di compiere diciotto anni e questo affinché la sua condizione giuridica corrisponda al sentimento del suo cuore, affinché egli non trascorra gli anni cruciali della sua formazione umana e civile nella condizione dello straniero o, in qualche caso, dell’emarginato, del diverso – è il ragionamento di Fini – affinché soprattutto l’Italia sia da lui percepita come la comunità civile e politica nella quale trovare opportunità e diritti, ovviamente onorando doveri e garantendo impegno”.
RIFUGIATI TRA LAMPEDUSA E BRUXELLES, di Tim Hatton in LAVOCE.INFO Newsletter
Pubblicato: 3 maggio 2011 Filed under: Migrazioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »
Marco Aime, antropologo e scrittore, conduce il seminario sul tema “Convivere con le diversità”
Pubblicato: 12 aprile 2011 Filed under: Culture, Migrazioni, Politica delle migrazioni, Popolazione Lascia un commento »Misure di protezione temporanea per i cittadini stranieri affluiti dai Paesi nordafricani, DPCM 5 aprile 2011
Pubblicato: 12 aprile 2011 Filed under: Migrazioni, Politica delle migrazioni Lascia un commento »DPCM 5 aprile 2011 Misure di protezione temporanea per i cittadini stranieri affluiti dai Paesi nordafricani (GU n. 81 del 8-4-2011)
Dossier Immigrazione, intesa tra Governo, Regioni ed autonomie locali
Pubblicato: 12 aprile 2011 Filed under: Politica delle migrazioni Lascia un commento »Il Governo ha deciso di concedere agli immigrati, sbarcati a Lampedusa nelle scorse settimane, un permesso temporaneo di soggiorno. Per il piano di accoglienza dei profughi, ma anche dei migranti, verranno utilizzati i fondi della protezione civile ed è stato allertato tutto il sistema di protezione civile nazionale in accordo con le regioni, le province e i comuni. Il Governo si impegna ad avviare uniniziativa verso lUnione Europea per dare corso allarticolo 5 della Direttiva n. 55 del 2001; i destinatari del permesso di soggiorno di cui allarticolo 20 che opteranno per la permanenza in Italia saranno assistiti su tutto il territorio nazionale e di ciò si fa garante il Governo; il piano per laccoglienza dei profughi deve prevedere step di attuazione per singola Regione, tenendo conto delle assegnazioni già realizzate in queste settimane, mantenendo così in ogni fase lequa distribuzione sul territorio nazionale; deve essere assicurato un finanziamento adeguato e capiente per sostenere lemergenza al Fondo presso il Dipartimento nazionale di Protezione civile, che sarà utilizzato per finanziare le attività su tutto il territorio nazionale del sistema di protezione civile e sarà attivato attraverso apposita ordinanza di protezione civile; quanto ai minori stranieri non accompagnati, deve essere assicurato un finanziamento pluriennale creando un Fondo apposito a favore dei Comuni che prendono in carico i minori, cui spetterà di assegnare il minore alle strutture a tal fine autorizzate; questo nuovo sistema di accoglienza diffusa sullintero territorio nazionale consente di superare lattuale gestione degli immigrati irregolari.
Consolato generale degli Stati Uniti d’America, Fondazione Ismu – iniziative e studi sulla Multietnicità, con il patrocinio della Provincia di Milano IMMIGRAZIONE: VEICOLI ED ESEMPI DI INTEGRAZIONE Corso Monforte, 14 aprile 2011, ore 9-13
Pubblicato: 8 aprile 2011 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Milano, Politica delle migrazioni Lascia un commento »Quanti sono gli immigrati nei vari paesi della UE | SiamoTuttiGiornalisti
Pubblicato: 8 aprile 2011 Filed under: Migrazioni, Politica delle migrazioni, Popolazione Lascia un commento »L’Eurostat (Agenzia Statistica Europea), nel suo rapporto del 2010 relativo al 2009, informa che i cittadini stranieri rappresentano il 6,4% della popolazione europea della UE a 27 paesi.
In particolare:
Germania: 7,2 milioni pari al 8,9% della popolazione
Spagna: 5,7 milioni pari al 12% della popolazione
Regno Unito: 4 milioni pari al 4,8% della popolazione
Italia: 3,9 milioni pari al 6,5% della popolazione
Francia: 3,7 milioni pari al 5,8% della popolazione
da: Quanti sono gli immigrati nei vari paesi della UE | SiamoTuttiGiornalisti.
Gli islamici contro i padri | Carta
Pubblicato: 8 aprile 2011 Filed under: dittatori, islamismo, Politica delle migrazioni Lascia un commento »…. l’avanguardia del movimento è la stessa: una generazione di giovani, educati, “connessi”, informati di ciò che accade all’estero, mossi dal desiderio e dalla rivendicazione di libertà, oltre che dalla critica alla natura predatoria delle dittature. Alla base dei movimenti, dunque, c’è un elemento generazionale, che a sua volta rimanda a un aspetto demografico: pressoché ovunque nel mondo arabo, stiamo assistendo alla progressiva diminuzione del tasso di natalità. Quella che è scesa per le strade, è la generazione figlia del picco demografico, e nutre aspettative molto alte in termini non solo sociali, ma anche di educazione e politica. I giovani del Cairo o di Tunisi non hanno nessuna intenzione di vivere come i loro padri: i dittatori erano già in carica quando sono nati – si pensi a Gheddafi, Mubarak e in parte allo stesso Ben Ali – e, sotto questo punto di vista, hanno voluto rompere con la tradizionale cultura autoritaria che ha dominato i Paesi in cui vivono. Ciò spiega anche l’assenza di veri e propri leader carismatici delle rivolte, e prima ancora di qualunque culto del leader carismatico. Si tratta di una generazione piuttosto individualistica, che reclama pluralismo, multipartitismo, parlamentarismo, e che non lega le proprie rivendicazioni a vere e proprie ideologie o a un’idea forte dello Stato
….
nessuno slogan islamico, nessuna bandiera religiosa, nessuno che brandisca il Corano. Ciò non vuol dire che i dimostranti siano portatori di una mentalità secolare, perché continuano a essere credenti, ma lo sono in senso personale. Nel mondo arabo, infatti, al contrario di quanto continuano a pensare in molti, la religione si è individualizzata e depoliticizzata
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già venti anni fa sostenevo che il modello della rivoluzione islamica, a causa di contraddizioni interne, non potesse più funzionare, e che le vie di uscita dall’impasse dell’islam politico fossero due: da una parte la via della democratizzazione, dall’altra il salafismo, che preferisco definire neo-fondamentalismo, in altri termini una re-islamizzazione che si declina come progetto sociale e culturale, piuttosto che politico.
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l’intero articolo qui:
Gli islamici contro i padri | Carta.
E li chiamano clandestini – Luigi Manconi – l’Unità
Pubblicato: 7 aprile 2011 Filed under: Politica delle migrazioni Lascia un commento »In Francia (65milioni di abitanti) al 31 dicembre 2009 erano presenti 196384 rifugiati; in Germania (83 milioni di abitanti) 593799; nel Regno Unito (popolazione di quasi 60 milioni) 269363. In altre parole, i “parenti d’oltr’Alpe”, oggi nuovamente “serpenti”, ospitano – con una popolazione appena superiore – un numero di rifugiati più di tre volte maggiore del nostro (54985). E se consideriamo un altro dato, lo scenario non cambia. Solo la Francia presenta una percentuale di immigrati (rispetto all’intera popolazione) inferiore a quella italiana, mentre l’Inghilterra e la Germania, accolgono una percentuale di immigrati maggiore della nostra. E per conoscere la qualità del trattamento riservato ai profughi in Italia, è sufficiente visitare uno degli “insediamenti informali” presenti a Roma: al binario 15 della stazione Ostiense, da anni vive, si fa per dire, un centinaio di profughi afghani.
7 aprile 2011



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