disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, L. 6 giugno 2013, n. 64 (G.U. 7 giugno 2013, n. 132)


L. 6 giugno 2013, n. 64 (G.U. 7 giugno 2013, n. 132)
 
Conversione in legge, con modificazioni, del 

decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35,

recante disposizioni urgenti per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali, nonché in materia di versamento di tributi degli enti locali. Disposizioni per il rinnovo del Consiglio di presidenza della giustizia tributaria

un ascoltatore di Radio3 Prima pagina fa il punto sull’IMU, meglio dei tanti economisti da televisione


IL PESO DELLA CASA. MOLTE MAIL SULLA “BATTAGLIA DELL’IMU”. FRANCO FA DEGLI ESEMPI:
L’Imu, e prima l’Ici, sono quelle cose che hanno determinato le fortune politiche di Berlusconi e di tutto il Pdl, difatti tutti i media di regime ci hanno strombazzato sulla necessità di toglierlo, descrivendolo come il male assoluto della nazione e sono molti i creduloni che hanno abboccato a questa frottola propinataci da Silvio. Angelino Alfano n’è ha fatto una pregiudiziale per formare il nuovo governo e l’ex ministro della repubblica Brunetta ha addirittura minacciato le dimissioni , nel caso di non abolizione.

A questo punto corre l’obligo di capirci meglio:

Una famiglia con un introito lordo di 30000 euro l’anno (quindi un buon campione), spende il 19% di reddito in irpef, l’11 % in previdenza, il 6 % in accise e l’1 % in Imu.

Il 100% delle famiglie è tassato da Irpef , previdenza e accise, il 70 % da Imu.

Quindi sembrerebbe che questi luminari in economia targati PDL , luminari, che dovrebbero guardare le cose in ottica globale, si sono accaniti sul particolare di una tassa che oltre ad incidere poco sul reddito delle famiglie, è pagata da solo una parte degli Italiani.

Alla fine forse dovremmo dire a quel partito che ci ha governato per anni, che forse sarebbe meglio ridurre quelle tasse che più incidono sul reddito e gravano sulla totalità dei cittadini, in modo che anche un disagiato che non ha casa , potrà godere di una eventuale riduzione fiscale.

tratto da https://www.facebook.com/primapagina.radiotre

Migliorano i conti pubblici. Lo rileva l’Istat nei dati relativi al quarto trimestre del 2012 – Regioni.it


Migliorano i conti pubblici. Lo rileva l’Istat nei dati relativi al quarto trimestre del 2012. Il deficit pubblico e’ migliorato, con un rapporto tra indebitamento netto e Pil pari all’1,4%, in calo di 1,2 punti percentuali su base annua.
Nel 2012, in termini di incidenza sul Pil, il saldo primario positivo e’ stato pari al 2,5%, in miglioramento di 1,3 punti percentuali rispetto al 2011.
E’ il livello più basso, in base a confronti annui, dal quarto trimestre 2000. Mentre la pressione fiscale raggiunge, nel quarto trimestre 2012, il 52,0%, con un aumento di 1,5 punti percentuali rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.
Per quanto riguarda i conti pubblici, aumentano entrate del 2,5% nel 2012 e le uscite dello 0,7%.
Il saldo corrente nel quarto trimestre 2012 è stato di 8.177 milioni di euro (-3.234 milioni nel corrispondente trimestre dell’anno precedente), con un’incidenza positiva sul Pil del 2,0%.
Nel quarto trimestre 2012, le uscite totali sono aumentate, in termini tendenziali, dello 0,1%; la loro incidenza rispetto al Pil è del 57,7% (57,1% nel corrispondente trimestre dell’anno precedente). Le uscite correnti sono diminuite dello 0,9% e quelle in conto capitale sono aumentate del 16,8%. Al netto della spesa per interessi (salita del 5,2%) le uscite correnti sono diminuite dell’1,6%.
Le entrate totali sono cresciute, in termini tendenziali, del 2,4%; la loro incidenza sul Pil è stata del 56,3%, in significativo aumento dal 54,5% del corrispondente trimestre del 2011.
Nel complesso del 2012, le uscite totali sono aumentate dello 0,7% rispetto all’anno precedente, risultando pari al 50,6% del Pil (49,9% nel 2011); le entrate totali sono cresciute in misura maggiore rispetto alle uscite (+2,5%), con un’incidenza sul Pil del 47,7% (46,2% nel 2011). La pressione fiscale risulta pari nel 2012 al 44,0%, in aumento di 1,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche – 04.04.2013

consumiconticonto APdisavanzoentrateesportazionifinanza pubblicaimportazioniindebitamento,investimentipilproduzionepubblica amministrazioneredditosaldo correntesaldo primariostatistica flash,valore aggiunto

Conti nazionaliPubblica amministrazione

Comunicato stampa

da newsletter – Regioni.it.

Monti: «Berlusconi dice “Compro voti con i vostri soldi, e poco importa se, a valle, dovesse succedere che poi, come è accaduto l’altra volta, me ne devo andare perché la situazione non più gestibile e magari si chiama un tecnico”


Monti: «Berlusconi dice “Compro voti con i vostri soldi, e poco importa se, a valle, dovesse succedere che poi, come è accaduto l’altra volta, me ne devo andare perché la situazione non più gestibile e magari si chiama un tecnico”. E’ la prima volta che qualcuno cerca di comprare in modo scientifico il voto degli italiani con i soldi degli italiani stessi, con i soldi dei buchi di bilancio lasciati da lui. Del resto Berlusconi è la quarta volta che promette ma io credo che gli italiani abbiano abbastanza memoria.» Guarda il video

Il nostro piano fiscale. Metà delle prime case esentate dall’IMU dal 2013. Esentato anche il 75% delle famiglie con almeno due figli a carico e quasi il 100% delle famiglie più numerose. Leggi il piano in dettaglio

Luca Ricolfi sulle politiche fiscali della destra, in La Stampa del 4/2/2103


Ridotto all’osso, il ragionamento economico del centro-destra (ma anche, in parte, della lista Giannino) è il seguente.

Primo. La pressione fiscale, oggi vicina al 45% del Pil, va ridotta di 5 punti in 5 anni, per portarla al 40% nel 2018. Questa operazione costa alle casse pubbliche 16 miliardi il primo anno, 32 miliardi il secondo, 48 miliardi il terzo, 64 miliardi il quarto, 80 miliardi il quinto, quando finalmente l’obiettivo di una pressione al 40% del Pil sarà stato raggiunto e il sistema potrà andare a regime.

Secondo. Dove trovare gli 80 miliardi? Nella riduzione della spesa pubblica, che dagli attuali 800 miliardi dovrà ridursi del 10% in 10 anni, ossia scendere di 16 miliardi il primo anno, di 32 il secondo, di 48 il terzo, di 64 il quarto, e finalmente (?) di 80 l’ultimo.

Terzo. I beneficiari dell’alleggerimento della tasse dovrebbero essere per metà i produttori e per metà le famiglie. Come? Eliminazione dell’Irap, detassazione degli utili di impresa, eliminazione dell’Imu sulla prima casa, aliquote Irpef più basse, in particolare sulle famiglie numerose (il cosiddetto quoziente familiare).

Quarto. Lo stock del debito pubblico va abbattuto con massicce dismissioni del patrimonio dello Stato e degli Enti locali, tassando i capitali illegalmente detenuti in Svizzera, e mediante emissione di obbligazioni garantite dallo Stato.

Resta l’obiezione più importante: il programma del centro-destra non è attuabile, Berlusconi non potrà mantenere le promesse che fa.

Questa mi pare l’obiezione più seria. Il programma che abbiamo riassunto all’inizio è del tutto irrealistico in alcune coperture, ad esempio nell’entità delle dismissioni del patrimonio pubblico, o nelle stime dei proventi dell’accordo con la Svizzera sui capitali illegalmente esportati. Ma è irrealistico soprattutto sul piano politico. E il bello è che è stato Berlusconi stesso, pochi giorni fa in tv, a spiegarci perché il suo piano era inattuabile (e aggiungo io, perché inattuabili sono anche i piani più ambiziosi dei suoi avversari). Al giornalista che, di fronte al solito elenco di impegni futuri, giustamente gli chiedeva «ma come mai le cose che promettete oggi non le avete già fatte ieri, quando eravate al governo?», Berlusconi rispondeva candidamente: ma è ovvio, con il bicameralismo perfetto, con gli attuali regolamenti parlamentari, con i poteri limitatissimi che l’attuale Costituzione gli concede, nessun presidente del Consiglio può attuare i suoi propositi. Lui lo ha detto per giustificare il passato, ma così ha automaticamente sottratto credibilità al futuro che ci prospetta.

Di questa possibile obiezione (più che sensata, e a mio parere decisiva) non v’è traccia nel programma di centro-destra, che l’intrepido Brunetta pensa di attuare fin dal 2013.

La Stampa – Promesse da marinaio.

Il Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca presenta i dati della spesa certificata dei fondi UE al 31/12/2012. – da Il Governo Informa


Il Ministro per la Coesione Territoriale Fabrizio Barca presenta i dati della spesa certificata dei fondi UE al 31/12/2012.

Allegati

Per saperne di più

Governo Italiano – Il Governo Informa.

Indagine conoscitiva nell’ambito dell’esame della proposta di legge per l’attuazione del principio del pareggio di bilancio, Newsletter Legautonomie n. 50/2012


Indagine conoscitiva nell’ambito dell’esame della proposta di legge per l’attuazione del principio del pareggio di bilancio

Dossier Senato – A.S. 3584 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013), Newsletter di Legautonomie n. 49 – 4 dicembre 2012


Legge di stabilità
A.S. 3584 - Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013)
 

La Camera ha approvato il disegno di legge C. 5534-bis-A recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato, Newsletter di Legautonomie n. 48


Legge di stabilità
La Camera ha approvato il disegno di legge C. 5534-bis-A recante Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2013). Il provvedimento passa all’esame del senato.

STAT Conti economici trimestrali – II trim 2012 Prezzi dei prodotti agricoli – II trim. 2012 Occupati e disoccupati – II trim. 2012 Prezzi al consumo: dati provvisori – ag. 2012 Clima di fiducia delle imprese – ag. 2012, da Newsletter Legautonomie 33-37/2012


ISTAT

Bilancio dello Stato 2011


Bilancio dello Stato 2011
LEGGE 16 ottobre 2012, n. 181 Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2011(GU n. 251 del 26-10-2012 - s.o. n.198)
 

Servizio Bilancio – Documentazione di finanza pubblica, da Newsletter Legautonomie n. 41 – 9 ottobre 2012


documentazione
 
ALLEGATO I vol I – Relazioni sulle spese di investimento e sulle relative leggi pluriennali (Ministeri dell’economia e delle finanze, dello sviluppo economico, del lavoro e delle politiche sociali, della giustizia, dell’istruzione, dell’università e della ricerca e dell’interno)
ALLEGATO I vol II - Relazioni sulle spese di investimento e sulle relative leggi pluriennali (Ministeri dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, delle infrastrutture e dei trasporti, della difesa, delle politiche agricole alimentari e forestali, per i beni e le attività culturali e della salute)

Il debito pubblico, a cura dell’Istituto Bruno Leoni


Il debito pubblico italiano è l’emergenza della nostra epoca:  la sua presenza è una minaccia costante per il nostro futuro, per i nostri sogni e progetti. Creatura quasi mitologica per le giovani generazioni, condiziona e condizionerà la nostra vita personale, riducendo la nostra capacità decisionale, incidendo direttamente nella vita di ogni giorno. Eppure si sa cosi poco di esso, come si è generato, a quanto ammonta, come ridurlo in maniera sostanziale. Il nemico più letale, perché invisibile ai più.

Noi di IBL crediamo nella libertà di ogni uomo di fare scelte consapevoli, in ossequio al principio del “Conoscere per deliberare”.

Scoprite con noi il debito pubblico italiano (PDF).

da Istituto Bruno Leoni – Il debito pubblico.

Quanto vale il debito pubblico italiano? L’orologio aggiorna ogni 3 secondi la stima dello stock di debito in base ai rapporti mensili della Banca d’Italia, a cura dell’Istituto Bruno Leoni


vai alla  misurazione del debito pubblico – Istituto Leoni

Quanto vale il debito pubblico italiano? Sebbene il dibattito pubblico non possa prescindere da questo dato, è spesso difficile “visualizzare” cifre tanto grandi. Con questo “orologio”, l’Istituto Bruno Leoni vuole rendere accessibile a tutti la mostruosità del nostro debito pubblico, che poi dà la misura sia dell’irresponsabilità della nostra classe politica, sia degli oggettivi vincoli di finanza pubblica a cui il nostro paese deve sottostare.

L’orologio aggiorna ogni 3 secondi la nostra stima dello stock di debito, che si basa su – e viene continuamente corretta con – i rapporti mensili della Banca d’Italia. In questo modo vogliamo aiutare i cittadini a capire cosa si intende, quando si dice che siamo gravati di un debito pari a circa il 120 per cento del prodotto interno lordo. Per rendere il concetto ancora più chiaro, basta considerare che questo debito a 13 cifre (valore riferito al 31 luglio 2010) equivale a circa 30.724 euro per ogni italiano, inclusi neonati e ultracentenari, ovvero 80.327 euro per ogni occupato. Tra gennaio e luglio 2010 il debito pubblico è aumentato di 50.100.143.820 euro, più di 7 miliardi al mese, 236 milioni al giorno, quasi 10 milioni di euro all’ora, 164.112 euro al minuto. Ogni secondo, questo debito immenso è cresciuto di 2.735 euro, più di quanto guadagni una famiglia media in un mese.
L’orologio del debito fornisce una stima dello stock di debito pubblico italiano in tempo reale. La base di partenza è costituita dai dati forniti dalla Banca d’Italia. Poiché i dati rilasciati si riferiscono a due mesi prima, il nostro debt clock stima l’ammontare per i mesi successivi sulla base dei dati storici. Si tratta dunque di una previsione, e in quanto tale, soggetta a possibili errori di misurazione/previsione.
È in preparazione uno studio, ad opera di IBL, che, ad un anno dalla realizzazione del debt clock, valuti la performance dello strumento.Aggiornamento debt-clock: gennaio 2012
Bankitalia ha diffuso il dato per novembre 2011: 1.905 mld, in lieve riduzione rispetto mese precedente (-0,22%).
Il “regalo natalizio”, cioè la riduzione temporanea del debito dovuto alle tipiche operazioni di buy back del Tesoro di dicembre, è durato giusto il tempo di sospiro: da stanotte il clock riprende a fare sul serio la sua folle corsa verso l’infinito e oltre, al ritmo di 9.607 euro al secondo (si sa, le trote costano) senza dimenticare che senza crescita, non si va da nessuna parte. A fine gennaio il debito toccherà 1.897 mld.E il TUO debito?
Se visualizzare l’ammontare complessivo del debito pubblico italiano è difficile, capire a quanto equivale il peso del debito su ciascuno di noi può dare una misura dell’enormità di questo dato. Oggi ogni italiano, da quando lancia il primo vagito in sala parto e senza rispetto per l’età veneranda, ha mediamente una quota di debito pari a oltre 30.000 euro.Questa somma può essere visualizzata nell’immagine in calce. Le cifre, apparentemente, non si muovono, ma portando il cursore del mouse sul contatore l’aumento continuo del vostro debito personale si paleserà in tutta la sua drammatica inarrestabilità.

L’orologio è “esportabile” sul vostro sito o blog. Le istruzioni sono qui di seguito.

Sul tuo PC

Da oggi è disponibile anche uno screensaver con l’orologio del debito aggiornabile. Le istruzioni per scaricarlo e installarlo sono più avanti in quesata stessa pagina.

Istituto Bruno Leoni – Il debito pubblico.

Legge di stabilità. Sintesi delle norme: sanità e pubblico impiego – da Quotidiano Sanità


le norme del Dl Stabilità che riguardano la Sanità:
 
 
Ministero della Salute, Ordini e altre norme nazionali (art.3)
 
A decorrere dall’entrata in vigore della presente legge la vigilanza sull’Ordine dei biologi, sull’Ordine dei chimici e sull’Ordine dei tecnologi alimentari è assegnata al ministero della Salute.
 
Il ministero della Salute, poi, attraverso un decreto di natura non regolamentare da emanare entro il 28 febbraio 2013, adotta misure a carattere dispositivo e ricognitivo finalizzate a stabilizzare l’effettivo livello di spesa registrato negli anni 2011 e 2012 relative alla razionalizzazione dell’attività di assistenza sanitaria erogata in Italia al personale navigante, marittimo e dell’aviazione, in modo da assicurare risparmi di spesa derivanti dalla razionalizzazione dei costi dei Servizi di Assistenza Sanitaria.
 
In conseguenza del trasferimento delle competenze del Sasn alle Regioni viene ridotta di 5 milioni (dal 2013) la spesa per i rapporti internazionali e la profilassi internazionale, marittima, aerea e di frontiera, anche in materia veterinaria; l’assistenza sanitaria ai cittadini italiani all’estero e l’assistenza in Italia agli stranieri ed agli apolidi, nei limiti ed alle condizioni previste da impegni internazionali, avvalendosi dei presidi sanitari esistenti.
 
A decorrere dal 1° gennaio 2013, le regioni devono farsi carico della regolazione finanziaria delle partite debitorie e creditorie connesse alla mobilità sanitaria internazionale, ferma restando la competenza di autorità statale del ministero della Salute in materia di assistenza sanitaria ai cittadini italiani all’estero, prevista dal Dpcr 618 del 31 luglio 1980, per la parte non abrogata dal comma 6, nonché in materia di assistenza sanitaria transfrontaliera.
 
A decorrere dal 1° gennaio 2013, sono altresì trasferite alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano le competenze in materia di assistenza sanitaria indiretta.
 
Fondo sanitario nazionale (art.6).
Viene ridotto di 600 milioni di euro per il 2013, mentre per il 2014 la riduzione sarà di 1 miliardo, come specificato dal ministro dell’Economia Grilli (nella bozza entrata in Cdm si parla invece di 1,5 miliardi in meno).
 
Beni e servizi (art.6)
Alzata al 10% (era al 5%) la riduzione degli oneri per i vecchi appalti. Viene poi abbassato il tetto per i dispositivi medici. Su quest’ultima misura tuttavia, al momento non è ancora chiara l’entità del ridimensionamento. Sempre secondo le ultime indiscrezioni per il 2013 il tetto dovrebbe scendere al 4,5% (oggi è fissato dalla spending review al 4,9% della spesa sanitaria) e dovrebbe poi ulteriormente abbassarsi intorno al 4% nel 2014, confermando quanto previsto dall spending di agosto.
 
Pagamento debiti Regioni in Piano di rientro (art. 6)
Viene prorogata al 31 dicembre 2013 l’impossibilità di intraprendere o perseguire azioni  esecutive  nei confronti delle aziende sanitarie locali e ospedaliere delle  regioni sopraccitate.
 
Personale (art. 8)
Bloccati anche per il 2014 gli stipendi dei dipendenti, nonché dirigenti pubblici, che restano fermi a quelli del 2010.
Stoppata anche la vacanza contrattuale per gli anni 2013-2014.

IMU: L’IMPOSTA HA FATTO CENTRO, INCASSATI A GIUGNO OLTRE 9,6 MILIARDI


IMU: L’IMPOSTA HA FATTO CENTRO, INCASSATI A GIUGNO OLTRE 9,6 MILIARDI

La provincia che ha prodotto il maggior gettito è stata Roma, seguita da Milano e Torino

http://www.corriere.it/economia/12_luglio_14/imu-gettito-giugno_50230004-cd91-11e1-bc80-9c2657984b85.shtml

CORTE DEI CONTI Sezioni riunite in sede di controllo – Relazione sul Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2011


CORTE DEI CONTI
Sezioni riunite in sede di controllo – Relazione sul Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2011
Sezioni riunite in sede di controllo – Relazione sul Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2011Relazione in udienza del Presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo, Mazzillo
Sezioni riunite in sede di controllo – Relazione sul Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2011Relazione in udienza del Presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo, Meloni

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Spending review, il Senato ha approvato il ddl n. 3284 di conversione in legge del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, recante disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica


Il Senato ha approvato, in prima lettura e con modificazioni, il ddl n. 3284 di conversione in legge del decreto-legge 7 maggio 2012, n. 52, recante disposizioni urgenti per la razionalizzazione della spesa pubblica.

236 i voti favorevoli, 5 gli astenuti e 30 i contrari.

Il testo, approvato con numerose modifiche fra cui quelle proposte dalle Commissioni riunite, passa ora all’esame della Camera dei deputati.

Vai a: Spending review, il Senato approva. Il testo del decreto.

TUTTA L’IMU AI COMUNI: solo così si rimette in moto l’ItaliaMarco Stradiotto


La crisi economica ha aggravato in questi anni la domanda di aiuto che i cittadini rivolgono ai Comuni, di fatto la prima linea dello Stato nei territori del nostro paese. Ma la capacità degli Enti Locali di dare una risposta efficace a questa richiesta è stata seriamente compromessa dalla combinazione tra il taglio dei trasferimenti statali e i vincoli contabili del Patto di Stabilità.
Il maggior rischio politico racchiuso nel momento attuale è la frattura tra Stato e Comuni. si tratta di un pericolo grave per la tenuta sociale e politica del nostro paese. Per scongiurarlo, il Governo deve riflettere sulle ragioni profonde del malessere che agita i nostri Comuni.
La prima questione è quella dei trasferimenti statali e basta un dato per coglierne le proporzioni. Nel 2010 lo Stato trasferiva ai Comuni Italiani tredici miliardi e cinquecento milioni di euro, compreso il rimborso ICI sulla prima casa. Nel 2012 si stima che i trasferimenti statali raggiungeranno appena sei miliardi di euro. Una differenza che graverà sui cittadini, in termini di tagli ai servizi e di nuove tasse.
La questione del Patto di Stabilità è figlia invece delle regole sempre più irrazionali sedimentatesi negli anni. I Comuni che avrebbero risorse in cassa devono pagare i fornitori in ritardo per rispettare il vincolo sulle uscite imposto dal Patto. Siamo l’unico paese d’Europa in cui un Sindaco è costretto a chiedere più tasse, a dare meno servizi e a pagare in ritardo i fornitori per rispettare il Patto di Stabilità.
Il malessere dei Comuni affonda le sue radici in scelte che in gran parte sono state prese da Governi precedenti a quello attuale. Eppure il disagio nei confronti del Governo si è fatto più forte nei confronti del Governo Monti. I motivi sono semplici. Un tempo gli amministratori di entrambi gli schieramenti difendevano l’azione del Governo di riferimento. Nei confronti di un Governo tecnico, invece, non agisce il vincolo dell’appartenenza politica. La pressione a cui sono sottoposti i Sindaci è diventata tale che la tolleranza nei confronti dell’esecutivo è svanita.
I Sindaci non chiedono necessariamente maggiori risorse ma di certo chiedono una maggiore autonomia nelle proprie scelte. È esattamente ciò che gli nega l’attuale Patto di Stabilità.
Lo stesso vale per l’introduzione dell’IMU. Costringerà i Comuni a chiedere ai cittadini complessivamente nove miliardi in più, senza nemmeno poter trattenere questo gettito, che viene infatti trasferito in gran parte allo Stato.
In un periodo di sfiducia come quello attuale, i Comuni sono la prima trincea dello Stato nei territori. Ecco perché vanno considerati una risorsa e non un problema. Per rimettere in moto l’Italia, i Comuni devono tornare ad essere il motore.
E quindi che fare? I vincoli di bilancio, che sono vincoli nazionali ed europei, lasciano scarsi margini di manovra, eppure qualcosa di utile può e deve essere fatto. A parità di saldi, occorre dare ai Comuni una maggiore autonomia e responsabilizzazione finanziaria.
A partire dal prossimo anno, il Governo dovrebbe impegnarsi a lasciare integralmente l’IMU ai Comuni, eliminando i trasferimenti erariali e prevedendo un fondo di riequilibrio orizzontale per evitare squilibri eccessivi.
Va soprattutto modificato il Patto di Stabilità, introducendo un meccanismo più meritocratico, che penalizzi i Comuni spendaccioni e indebitati e premi invece quelli virtuosi, superando l’uniformità attuale di trattamento, che penalizza tutti allo stesso modo.
Lo Stato deve pretendere, da tutti, una maggiore responsabilizzazione, ma allo stesso tempo, in cambio, concedere una maggiore autonomia. È questo il nuovo patto politico che serve tra lo Stato e i Comuni. Se vogliamo che uscire davvero dalla crisi, questa è la strada da percorrere, tutti assieme.

Marco Stradiotto, Senatore del Partito Democratico

da Marco Stradiotto.

SPESA PUBBLICA E REGIONI ITALIANE. Tabelle


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da: http://www.corriere.it/sette/12_maggio_17/2012-20-inchiesta-settimana_f3a17606-a010-11e1-bef4-97346b368e73.shtml

Mario Monti e i partiti (Lega e PDL, partito delle LORO libertà) del “non pagare le tasse”