Monti e l’ICI della Chiesa | Il Post
Pubblicato: 18 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, cattolici | 1 Commento »vai a: Monti e l’ICI della Chiesa | Il Post.

La svolta dell’ Ici sulla Chiesa esentasse solo i luoghi di culto, di M. Antonietta Calabrò
Pubblicato: 18 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, cattolici | Lascia un commento »vai a: La svolta dell’ Ici sulla Chiesa esentasse solo i luoghi di culto.

La Chiesa pagherà l’Ici sugli immobili commerciali | CGIA MESTRE
Pubblicato: 16 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Federalismo fiscale, Governo Monti 16 Novembre 2001-, Politica locale | Lascia un commento »La Chiesa, finalmente, pagherà l’Ici. Dopo anni di polemiche è stato il Governo Monti, alla vigilia dell’incontro annuale dei vertici della Repubblica e della Chiesa, a darne l’annuncio.
Per oggi pomeriggio è fissato l’incontro, in occasione dell’anniversario dei Patti Lateranensi, tra Napolitano, Monti, il segretario di Stato Tarcisio Bertone e il presidente della Cei Bagnasco. Saranno presenti anche altri ministri del Governo Monti e i leader Alfano, Bersani e Casini.
A quanto pare prima della “decisione finale” il governo, che avrebbe potuto muoversi in maniera completamente autonoma, ha invece intrattenuto una discreto e fitto colloquio. Insomma i rapporti Stato-Chiesa pare siano stati buoni e proficui.
Una nota di Palazzo Chigi precisa che “l’esenzione Ici fa riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un attività non commerciale”. E vengono abrogate le norme che prevedevano l’esenzione dove si svolge un’attività no-profit “prevalente” ma non esclusiva.
tutto l’articolo qui: La Chiesa pagherà l’Ici sugli immobili commerciali | CGIA MESTRE
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il Comunicato ufficiale:
In merito all’esenzione dall’imposta comunale sugli immobili riservata a tutti gli enti non commerciali, il Presidente del Consiglio e Ministro dell’economia e delle finanze Mario Monti ha comunicato al Vice Presidente della Commissione europea, Joaquin Almunia, la sua intenzione di presentare al Parlamento un emendamento che chiarisca ulteriormente e in modo definitivo la questione, sulla base dei seguenti criteri:
- l’esenzione fa riferimento agli immobili nei quali si svolge in modo esclusivo un’attività non commerciale;
- l’abrogazione di norme che prevedono l’esenzione per immobili dove l’attività non commerciale non sia esclusiva, ma solo prevalente;
- l’esenzione limitata alla sola frazione di unità nella quale si svolga l’attività di natura non commerciale;
- l’introduzione di un meccanismo di dichiarazione vincolata a direttive rigorose stabilite dal Ministro dell’economia e delle finanze circa l’individuazione del rapporto proporzionale tra attività commerciali e non commerciali esercitate all’interno di uno stesso immobile.
Il Presidente Monti auspica che l’iniziativa del Governo permetta alla Commissione europea di chiudere la procedura aperta nell’ottobre 2010.

MILLE PROROGHE, 5 GENNAIO 2012
Pubblicato: 16 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Governo Monti 16 Novembre 2001-, Politica economica | Lascia un commento »5 GENNAIO 2012 - ”MILLE PROROGHE”
La Banca Dati è aggiornata in multivigenza con le modifiche apportate dal Decreto-Legge 29 dicembre 2011, n. 216

DECRETO SALVA-ITALIA, 2 GENNAIO 2012
Pubblicato: 16 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Governo Monti 16 Novembre 2001-, Politica economica | Lascia un commento »- ”DECRETO SALVA-ITALIA”
La Banca Dati è aggiornata in multivigenza con le modifiche apportate dal Decreto-Legge 6 dicembre 2011, n. 201, convertito, con modificazioni, dalla Legge 22 dicembre 2011, n. 214.

istruzioni per assicurare l’economicità e l’efficienza nell’azione amministrativa a tutte le strutture che dipendono dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Presidenza del Consiglio
Pubblicato: 9 febbraio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Governo Monti 16 Novembre 2001- | Lascia un commento »Il Presidente del Consiglio, in considerazione della primaria esigenza di rispettare gli obiettivi di finanza pubblica, ha diramato istruzioni per assicurare l’economicità e l’efficienza nell’azione amministrativa a tutte le strutture che dipendono dal Ministero dell’Economia e delle Finanze e dalla Presidenza del Consiglio. Il fine è di assicurare non solo la puntuale e sicura osservanza dei limiti di spesa fissati dalle norme, ma anche di evitare spese non indispensabili o non ricollegabili in modo diretto ed immediato ai fini pubblici assegnati alle singole strutture amministrative, astenendosi dall’effettuare spese di rappresentanza, ed evitando di organizzare convegni, o altri eventi non strettamente indispensabili.
Infine è stata ricordata l’esigenza di osservare scrupolosamente le disposizioni contenute nel codice etico di ciascuna amministrazione, con particolare riferimento a quelle relative al divieto di accettare regali e omaggi di qualsiasi natura di valore superiore a 150 euro,. tali da non poter essere interpretati, da un osservatore imparziale, come finalizzati ad acquisire vantaggi in modo improprio. In ogni caso, i regali di valore superiore devono essere restituiti, ovvero ceduti all’Amministrazione di appartenenza.
da Governo Italiano – Il Presidente del Consiglio dei Ministri.

L’avanzo primario nel bilancio pubblico italiano
Pubblicato: 17 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato | 1 Commento »

utili puntualizzazioni di NOISEFROMAMERIKA sulla “Operazione Cortina”, il blitz dell’Agenzia delle Entrate presso albergatori e commercianti nel capoluogo delle Dolomiti | noiseFromAmeriKa
Pubblicato: 9 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato | Lascia un commento »utili puntualizzazioni di NOISEFROMAMERIKA sulla “Operazione Cortina”, il blitz dell’Agenzia delle Entrate presso albergatori e commercianti nel capoluogo delle Dolomiti,
Vai a: “Operazione Cortina”: una polemica inutile | noiseFromAmeriKa

Mario Monti, audio e video su: bilancio dello stato; corporazioni e liberalizzazioni; “disarmo bilanciato” fra le opposizioni politiche; “l’euro non è in crisi”; cicli delle politiche monetarie europee e americane (Reagan e Thatcher); “Tobin Tax”
Pubblicato: 9 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Governo Monti 16 Novembre 2001-, Politica fiscale | 1 Commento »Mario Monti, intero AUDIO:
Mario Monti: sono gli evasori delle tasse coloro che mettono le mani nelle tasche degli italiani
Pubblicato: 7 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Governo Monti 16 Novembre 2001- | 1 Commento »

federalismo fiscale: attuazione solo parziale – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 4 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Federalismo fiscale, Finanza locale | Lascia un commento »…
Faticosamente, e dopo un rinvio rispetto alle scadenza originaria, il processo di attuazione della legge delega sul federalismo fiscale è stato portato a termine, con l’approvazione di tutti i decreti previsti. Solo che si tratta, per usare un eufemismo, di una attuazione solo parziale, visto che l’incapacità di risolvere i nodi politici e tecnici presenti nella legge delega ha condotto il governo precedente a riprodurli invariati nei decreti, rimandando a interventi legislativi futuri per una soluzione definitiva. Si tratta, per capirsi, di ben una settantina di ulteriori interventi amministrativi e legislativi che richiedono ancora di essere approvati. A questa situazione, già confusa, si sono aggiunte poi le varie manovre di risanamento introdotte a partire dall’estate. Queste hanno avuto come motivo dominante un netto peggioramento della situazione finanziaria degli enti locali …. di Massimo Bordignon – Il Sole 24 Ore
segue qui Un federalismo a metà guado – Il Sole 24 ORE.

equitalia: quando la lotta all’evasione delle tasse produce atti di violenza terroristica personale
Pubblicato: 4 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Politica economica, terroristi | 1 Commento »…
Secondo il manuale di educazione civica che prende polvere da decenni nelle nostre librerie, i cittadini sono lo Stato. E le tasse, di conseguenza, lo strumento per finanziare se stessi. Non pagarle rappresenta un atto di masochismo. Ma in Italia non è così. Per un italiano lo Stato è altro da sé, è un vampiro arrogante da buggerare più che si può. Di solito viene identificato con la casta costosa, pletorica e inefficiente dei politici, con il treno sporco e perennemente in ritardo dei pendolari, con il funzionario pubblico che digrigna i denti al di là dello sportello, complicandoci le cose facili e non semplificandoci quelle difficili.
di Massimo Gramellini, in La Stampa
vai a:
Il problema con Equitalia | Il Post.

La nuova IMU Primo commento alla nuova tassazione degli immobili dopo la manovra Monti (D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito in L. 22 dicembre 2011, n. 214). Differenze con l’ICI ed esempi di calcolo
Pubblicato: 2 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato | 1 Commento »![]() |
La nuova IMU Primo commento alla nuova tassazione degli immobili dopo la manovra Monti (D.L. 6 dicembre 2011, n. 201, convertito in L. 22 dicembre 2011, n. 214). Differenze con l’ICI ed esempi di calcolo http://www.libreriaprofessionisti.it/ebook/la-nuova-imu.html |

LA SPESA PUBBLICA, di G. Pisauro, Intervento a Seminario Lega Coop nazionale Roma, 30 novembre 2011
Pubblicato: 1 gennaio 2012 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Spesa sanitaria, Spesa sociale | Lascia un commento »Questa presentazione richiede JavaScript.
disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici (C. 4829).
Pubblicato: 16 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Governo Monti 16 Novembre 2001- | 1 Commento »Venerdì 16 dicembre la Camera con 495 voti favorevoli e 88 contrari ha votato la fiducia posta dal Governo sull’approvazione, senza emendamenti ed articoli aggiuntivi, dell’articolo unico del disegno di legge di conversione del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201, recante
Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici (C. 4829).
Dopo la trattazione degli ordini del giorno e le dichiarazioni di voto finali il provvedimento è stato approvato ed inviato all’altro ramo del Parlamento

Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici – D.L. 201/2011
Pubblicato: 14 dicembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Governo Monti 16 Novembre 2001-, Politica fiscale | 1 Commento »Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici - D.L. 201/2011

Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014, LEGGE 12 novembre 2011, n. 184
Pubblicato: 16 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato | Lascia un commento »LEGGE 12 novembre 2011, n. 184 Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2012 e bilancio pluriennale per il triennio 2012-2014. (GU n. 265 del 14-11-2011 - s.o. n.234)
Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012), LEGGE 12 novembre 2011, n. 183
Pubblicato: 16 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato | Lascia un commento »LEGGE 12 novembre 2011, n. 183 Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (Legge di stabilità 2012).) (GU n. 265 del 14-11-2011 - s.o. n.234)
Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2011, LEGGE 11 novembre 2011, n. 182
Pubblicato: 16 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato | Lascia un commento »LEGGE 11 novembre 2011, n. 182 Disposizioni per l’assestamento del bilancio dello Stato e dei bilanci delle Amministrazioni autonome per l’anno finanziario 2011(GU n. 265 del 14-11-2011 - s.o. n.233)
Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2010, LEGGE 11 novembre 2011, n. 181
Pubblicato: 16 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato | Lascia un commento »LEGGE 11 novembre 2011, n. 181 Rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2010 (GU n. 265 del 14-11-2011 - s.o. n.233)
Il CeRP, coordinato da Elsa Fornero, è nato nel 1999 dalla collaborazione tra l’Università di Torino e la Compagnia di San Paolo (ente finanziatore). Il centro è il primo in Italia (e uno dei primi in Europa) specificamente dedicato allo studio dell’economia delle pensioni e dell’invecchiamento
Pubblicato: 16 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Politica del lavoro, Previdenza | Lascia un commento »
Il CeRP è nato nel 1999 dalla collaborazione tra l’Università di Torino e la Compagnia di San Paolo (ente finanziatore). Il centro è il primo in Italia (e uno dei primi in Europa) specificamente dedicato allo studio dell’economia delle pensioni e dell’invecchiamento. Nel settembre 2006 il centro è entrato a far parte, come unità di ricerca, del Collegio Carlo Alberto.
L’obiettivo principale del centro è la ricerca sulle conseguenze dell’invecchiamento demografico, con particolare attenzione ai fattori economici che influenzano le pensioni e, più in generale, il welfare degli anziani.
Le principali aree di ricerca sono: il risparmio delle famiglie; le scelte e i percorsi di pensionamento; la valutazione dei sistemi e delle riforme previdenziali; il mercato delle assicurazioni e delle annuities; la redistribuzione tra e entro le generazioni indotta dai sistemi pensionistici; le politiche per gli anziani; l’adesione alla previdenza complementare; gli aspetti finanziari e di governance dei fondi pensione. La ricerca è svolta sia a livello micro che macro, con particolare attenzione per gli aspetti di policy.
Sia la ricerca teorica che quella applicata svolgono un importante ruolo nelle attività del centro. Il CeRP intende rappresentare un riferimento per tutte le istituzioni che si occupano di tematiche previdenziali, sia nella prospettiva dell’economia reale, sia in quella finanziaria.
Il CeRP è coordinato da Elsa Fornero (Università di Torino) e il suo Comitato Scientifico è composto da studiosi di Università italiane e straniere. Vi operano ricercatori full-time a cui si aggiungono fellows provenienti da altri istituti di ricerca.
Una parte rilevante del lavoro di ricerca è costituita dall’elaborazione di modelli di simulazione diretti a valutare, sulla base di diversi indicatori, la performance dei sistemi previdenziali, nonché le loro caratteristiche microeconomiche. Parallelamente, il CeRP svolge anche attività di valutazione delle politiche di riforma, a livello nazionale e internazionale. L’orientamento internazionale del centro è testimoniato dalle conferenze e dalla partecipazione a network di ricerca europei.
Un’attenzione rilevante è dedicata alla diffusione dei risultati della ricerca, tramite conferenze, seminari, pubblicazioni e contributi ai dibattiti sulle tematiche previdenziali. Il CeRP ha pubblicato diverse monografie ed edita una collana di Working Papers
da Il centro.

Elsa Fornero al Ministero del Lavoro e politiche sociali, del Governo Mario Monti
Pubblicato: 16 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Governo Monti 16 Novembre 2001-, Politica dei servizi sociali, Politica del lavoro, Politica economica, Politica sociale | Lascia un commento »- Ministero del Lavoro e politiche sociali, Elsa Fornero:
- Elsa Fornero, professore ordinario di economia all’università di Torino e vice presidente della compagnia San Paolo, collaboratrice de Il Sole 24 Ore, è un’esperta di sistemi previdenziali. Al centro delle sue ricerche c’è il problema della sostenibilità dei sistemi, vale a dire come si può assicurare che il debito previdenziale contratto con le varie generazioni possa essere onorato in http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2011-11-16/elsa-fornero-suoi-studi-151500.shtml
- articoli su La Voce.info: http://www.lavoce.info/lavocepuntoinfo/autori/pagina103.html
- fra i fondatori del CERP: http://cerp.unito.it/
- un profilo biografico: http://www.agi.it/news/notizie/201111161346-cro-rt10122-governo_fornero_al_welfare_la_dama_torinese_esperta_di_pensioni

Alberto Quadrio Curzio: meglio l’Ici che la patrimoniale
Pubblicato: 16 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Politica fiscale | Lascia un commento »
Spesa per le pensioni e la sanità (2000-2060)
Pubblicato: 16 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Pensioni, Politica del lavoro, Politica sociale, Previdenza, Spesa sanitaria, Spesa sociale | Lascia un commento »
Banca d’Italia – Rapporto annuale, novembre 2011
Pubblicato: 15 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Banca d'Italia, Bilancio dello Stato, Politica economica | Lascia un commento »
ISTAT – Entrate e spese dei bilanci consuntivi (comuni, province e regioni)
Pubblicato: 15 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Comuni, Enti Locali, ISTAT, Province, REGIONI ITALIANE | Lascia un commento »Tavola 1 – Entrate Comuni definitivi anno 2008
Tavola 2 – Spese Comuni definitivi anno 2008
Tavola 3a – Analisi spese correnti Comuni definitivi anno 2008
Tavola 3b – Analisi spese in conto capitale Comuni definitivi anno 2008
Tavola 4 – Entrate Province definitivi anno 2008
Tavola 5 – Spese Province definitivi anno 2008
Tavola 6a – Analisi spese correnti Province definitivi anno 2008
Tavola 6b – Analisi spese in conto capitale Province definitivi anno 2008
Tavola 7 – Entrate delle Regioni e province autonome anno 2008
Tavola 8 – Spese delle Regioni e province autonome anno 2008
ISTAT – Entrate e spese dei bilanci consuntivi (comuni, province e regioni)

testo del Maxiemendamento
Pubblicato: 10 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Politica economica | Lascia un commento »Il testo del Maxiemendamento è arrivato ieri in Commissione Bilancio al Senato, che lo passerà all’Assemblea entro oggi. Domani dovrebbe quindi approvarlo l’Aula di Palazzo Madama e il provvedimento passerà a Montecitorio che darà il via libera definitivo sabato.
S2968 – 4.2000 (Maxiemendamento e Relazione tecnica)
S2968 – 3.1000, 4.0.1000 e 5.1000 em.ti A (Proposte del Governo)
S2968 – 5.2000 e 5.0.1000 A (Proposte del Governo)

LEGGI DI STABILITÀ FINANZIARIA APPROVATE NEL 2011
Pubblicato: 9 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Politica economica, Politica fiscale | Lascia un commento »LE LEGGI DI STABILITÀ FINANZIARIA APPROVATE NEL 2011
| TITOLO | N. | INIZIATIVA | STATO |
Semestre europeo – prime disposizioni urgenti per l’economia |
DL n. 70 | Governo |
Approvato con fiducia di Camera e Senato. Legge n.106 del 12/07/11 |
Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria |
DL n. 98 | Governo |
Approvato con fiducia di Camera e Senato. Legge n. 111 del 15/07/11 |
Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo |
DL n. 138 | Governo | Approvato con fiducia di Camera e Senato. Legge n.148 del 14/09/11 |

da: Mario Monti, Lettera al premier – Corriere della Sera
Pubblicato: 3 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, Bilancio dello Stato, Politica economica, Politica fiscale | Lascia un commento »
…
L’euro non è in crisi. In questi 12 anni, e ancora attualmente, l’euro non manifesta nessuno dei due sintomi di debolezza di una moneta. È stabile in termini di beni e servizi (bassa inflazione) ed è stabile (qualcuno direbbe, anzi, troppo forte) in termini di cambio con il dollaro. Gli attacchi speculativi ci sono, spesso violenti. Ma non sono attacchi contro l’euro. E non è vero che «risulta problematico collocare i titoli del debito pubblico». Gli attacchi si dirigono contro i titoli di Stato di quei Paesi appartenenti alla zona euro che sono gravati da alto debito pubblico e che hanno seri problemi per quanto riguarda il controllo del disavanzo pubblico o l’incapacità di crescere (e di rendere così sostenibile la loro finanza pubblica) perché non hanno fatto le necessarie riforme strutturali. È questo il caso dell’Italia, dopo che in prima linea si erano trovati la Grecia e altri Paesi. Per questo, da qualche tempo, è diventato problematico collocare i titoli del debito pubblico italiano. E di una cosa, signor presidente, può essere certo: se l’Italia non fosse nella zona euro, emettere titoli italiani in lire sarebbe un’impresa ancora più ardua.
… Lettera al premier – Corriere della Sera.

Legge di stabilità 2012 e bilancio 2012-214, da Newsletter Legautonomie n. 44 – 2 novembre 2011 – pamalteo@gmail.com – Gmail
Pubblicato: 2 novembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Politica economica | Lascia un commento »GOVERNO IL TESTO DELLA LETTERA AL CONSIGLIO UE – Agenzia di stampa Asca
Pubblicato: 27 ottobre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Politica economica, Politica fiscale | Lascia un commento »| GOVERNO: IL TESTO DELLA LETTERA AL CONSIGLIO UE |
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(ASCA) – Roma, 26 ott – Di seguito il testo integrale della lettera del governo italiano che Berlusconi ha presentato al Consiglio Ue. PREMESSA. L’Italia ha sempre onorato i propri impegni europei e intende continuare a farlo. Quest’estate il Parlamento italiano ha approvato manovre di stabilizzazione finanziaria con un effetto correttivo sui saldi di bilancio al 2014 pari a 60 miliardi di euro. Sono state cosi’ create le condizioni per raggiungere il pareggio di bilancio nel 2013, con un anno di anticipo rispetto a quanto richiesto dalle istituzioni europee. Dal 2012, grazie all’aumentato avanzo primario, il nostro debito scendera’. Tuttavia, siamo consapevoli della necessita’ di presentare un piano di riforme globale e coerente. La situazione italiana va letta tenendo in debita considerazione gli equilibri piu’ generali che coinvolgono l’intera area europea. Mesi di tensioni sui mercati finanziari e di aggressioni speculative contro i debiti sovrani sono, infatti, il segnale inequivocabile di una debolezza degli assetti istituzionali dell’area euro. Per quel che riguarda l’Italia, consapevoli di avere un debito pubblico troppo alto e una crescita troppo contenuta, abbiamo seguito sin dall’inizio della crisi una politica attenta e rigorosa. Dal 2008 ad oggi il nostro debito pubblico e’ cresciuto, in rapporto al Pil, meno di quello di altri importanti paesi europei. Inoltre, la disciplina da noi adottata ha portato a un bilancio primario in attivo. Situazione non comune ad altri Paesi. Se problemi antichi, come quello del nostro debito pubblico, danno luogo oggi a ulteriori e gravi pericoli, cio’ e’ soprattutto il segno che la causa va cercata non nella loro sola esistenza, ma nel nuovo contesto nel quale ci si e’ trovati a governarli. I FONDAMENTALI DELL’ECONOMIA. Il Governo italiano ha risanato i conti pubblici e conseguira’ l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013. Il debito pubblico in rapporto al PIL e’ stato ricondotto su un sentiero di progressiva riduzione. Nel 2014 avremo un avanzo di bilancio (corretto per il ciclo) pari allo 0,5% del PIL, un avanzo primario pari al 5,7% del PIL e un debito pubblico al 112,6% del PIL. Per realizzare questo obiettivo sono state approvate durante l’estate in tempi record due importanti manovre di finanza pubblica che comporteranno una correzione del deficit tendenziale nel quadriennio 2011-2014 pari rispettivamente a 0,2%, 1,7%, 3,3% e 3,5% del PIL. Nel 2011 si prevede un avanzo primario consistente pari allo 0,9% del PIL. Nonostante l’aumento delle spese per il servizio del debito, questo consentira’ la riduzione del rapporto debito/PIL gia’ nel 2012. I dati relativi ai primi otto mesi dell’anno in corso sono coerenti con questi obiettivi. E’ doveroso segnalare che la nuova serie dei conti nazionali indica che nel 2010 il Pil italiano e’ cresciuto dell’1,5% e non dell’1,3% e, nei due anni della crisi, il Pil si e’ ridotto meno di quanto prima stimato (-1,2% invece di -1,3% nel 2008 e -5,1% invece di -5,2% nel 2009). Come conseguenza della revisione contabile operata da Eurostat il rapporto deficit/Pil, che e’ stato confermato a 4,6% per il 2010, e’ praticamente allineato a quello della Germania, rivisto dal 3,3% al 4,3%. Si noti, inoltre, che l’Eurostat ha rettificato al rialzo anche i rapporti deficit/Pil della Francia (dal 7% al 7,1%), della Spagna (dal 9,2% al 9,3%), della Grecia (dal 10,5% al 10,6%) e del Portogallo (dal 9,1% al 9,8%). In conclusione, nel 2010 l’Italia aveva, insieme alla Germania, il comportamento largamente piu’ virtuoso in termini di indebitamento netto in rapporto al Pil. CREARE CONDIZIONI STRUTTURALI FAVOREVOLI ALLA CRESCITA. Siamo ora impegnati nel creare le condizioni strutturali favorevoli alla crescita. Il Governo ritiene necessario intervenire sulla composizione del bilancio pubblico per renderla piu’ favorevole alla crescita. Con questo obiettivo il Governo intende operare su quattro direttrici nei prossimi 8 mesi:. * Entro 2 mesi, la rimozione di vincoli e restrizioni alla concorrenza e all’attivita’ economica, cosi’ da consentire, in particolare nei servizi, livelli produttivi maggiori e costi e prezzi inferiori. * Entro 4 mesi, la definizione di un contesto istituzionale, amministrativo e regolatorio che favorisca il dinamismo delle imprese. * Entro 6 mesi, l’adozione di misure che favoriscano l’accumulazione di capitale fisico e di capitale umano e ne accrescano l’efficacia. * Entro 8 mesi, il completamento delle riforme del mercato del lavoro, per superarne il dualismo e favorire una maggiore partecipazione. Nei prossimi 4 mesi e’, ad ogni modo, prioritario aggredire con decisione il dualismo Nord-Sud che storicamente caratterizza e penalizza l’economia italiana. Tale divario si estrinseca in un livello del Pil del Centro-Nord Italia che eguaglia il livello delle migliori realta’ europee, e quello del Mezzogiorno, che e’ collocato in fondo alla graduatoria europea. A riguardo, l’esecutivo e’ intenzionato a utilizzare pienamente i fondi strutturali, impegnandosi in una loro revisione globale, inclusi quelli per lo sviluppo delle infrastrutture, allo scopo di migliorarne l’utilizzo e ridefinirne le priorita’ in stretta collaborazione con la Commissione Europea. Tale revisione consentira’ un’accelerazione, una riconsiderazione delle priorita’ dell’uso dei Fondi e una regia rafforzata, dove l’Italia e’ disposta a chiedere un sostegno tecnico alla commissione europea per la realizzazione di questo ambizioso obiettivo. Il programma straordinario per lo sviluppo del Mezzogiorno e’ definito in maniera evocativa ”Eurosud” e nasce dalla convinzione che la crescita del Sud e’ la crescita dell’Italia intera. Il Governo, quindi, definira’ ed attuera’ la revisione strategica dei programmi cofinanziati dai fondi strutturali 2007-2013. Tale revisione risponde alle Raccomandazioni del Consiglio del 12 luglio 2011 sul Programma Nazionale di Riforma dell’Italia. Esso si basa su una piu’ forte concentrazione dei Programmi sugli investimenti maggiormente in grado di rilanciare la competitivita’ e la crescita del Paese, segnatamente intervenendo sul potenziale non utilizzato nel Sud, e su un piu’ stringente orientamento delle azioni ai risultati (istruzione, banda larga, ferrovie, nuova occupazione). Tale revisione potra’ comportare una riduzione del tasso di cofinanziamento nazionale dei programmi comunitari. Le risorse resesi disponibili a seguito di questa riduzione saranno programmate attraverso un percorso di concertazione tra il Ministro delegato alle politiche di coesione, il Commissario europeo competente e le regioni interessate basato su una cooperazione rafforzata con la Commissione europea attraverso un apposito gruppo di azione. Tale piano d’azione sara’ definito entro il 15 novembre 2011. La creazione delle condizioni strutturali per la crescita dell’intero Paese passa inevitabilmente per la revisione delle politiche di:: a. promozione e valorizzazione del capitale umano. b. efficientamento del mercato del lavoro. c. apertura dei mercati in chiave concorrenziale. d. sostegno all’imprenditorialita’ e all’innovazione. e. semplificazione normativa e amministrativa. f. modernizzazione della pubblica amministrazione. g. efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia. h. accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia. i. riforma dell’architettura costituzionale dello Stato. A. promozione e valorizzazione del capitale umano. L’accountability delle singole scuole verra’ accresciuta (sulla base delle prove INVALSI), definendo per l’anno scolastico 2012-13 un programma di ristrutturazione per quelle con risultati insoddisfacenti; si valorizzera’ il ruolo dei docenti (elevandone, nell’arco d’un quinquennio, impegno didattico e livello stipendiale relativo); si introdurra’ un nuovo sistema di selezione e reclutamento. Si amplieranno autonomia e competizione tra Universita’. Si accrescera’ la quota di finanziamento legata alle valutazioni avviate dall’ANVUR e si accresceranno i margini di manovra nella fissazione delle rette di iscrizione, con l’obbligo di destinare una parte rilevante dei maggiori fondi a beneficio degli studenti meno abbienti. Si avviera’ anche uno schema nazionale di prestiti d’onore. Da ultimo, tutti i provvedimenti attuativi della riforma universitaria saranno approvati entro il 31 dicembre 2011. B. Efficientamento del mercato del lavoro. E’ prevista l’approvazione di misure addizionali concernenti il mercato del lavoro. 1. In particolare, il Governo si impegna ad approvare entro il 2011 interventi rivolti a favorire l’occupazione giovanile e femminile attraverso la promozione: a. di contratti di apprendistato contrastando le forme improprie di lavoro dei giovani; b. di rapporti di lavoro a tempo parziale e di contratti di inserimento delle donne nel mercato del lavoro; c. del credito di imposta in favore delle imprese che assumono nelle aree piu’ svantaggiate. 2. Entro maggio 2012 l’esecutivo approvera’ una riforma della legislazione del lavoro a. funzionale alla maggiore propensione ad assumere e alle esigenze di efficienza dell’impresa anche attraverso una nuova regolazione dei licenziamenti per motivi economici nei contratti di lavoro a tempo indeterminato; b. piu’ stringenti condizioni nell’uso dei ”contratti para-subordinati” dato che tali contratti sono spesso utilizzati per lavoratori formalmente qualificati come indipendenti ma sostanzialmente impiegati in una posizione di lavoro subordinato. C. Apertura dei mercati in chiave concorrenziale. Entro il 1* marzo 2012 saranno rafforzati gli strumenti di intervento dell’Autorita’ per la Concorrenza per prevenire le incoerenze tra promozione della concorrenza e disposizioni di livello regionale o locale. Verra’ generalizzata, la liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali in accordo con gli enti territoriali. Le principali disposizioni contenute nella bozza di disegno di legge sulla concorrenza riguardano i settori della distribuzione dei carburanti e dell’assicurazione obbligatoria sui veicoli. Le misure relative al mercato assicurativo sono state definite all’interno di una proposta di legge di iniziativa parlamentare, che e’ gia’ stata approvata dalla camera dei deputati ed e’ attualmente all’esame del senato. Le misure concernenti i mercati della distribuzione carburanti sono state integralmente inserite nel Decreto Legge n.98/2011 e pertanto sono gia’ in vigore. Si e’ preferito adottare uno strumento legislativo quale il decreto che garantisce l’immediata efficacia degli interventi. nel medesimo decreto legge sono state inserite anche altre disposizioni di apertura dei mercati e liberalizzazioni, tra cui si ricorda in particolare la liberalizzazione in via sperimentale degli orari dei negozi. Nel frattempo, fra i primi in Europa, l’Italia ha aperto alla concorrenza il mercato della distribuzione del gas: sono stati adottati e saranno a breve pubblicati nella gazzetta ufficiale i regolamenti che disciplinano le gare per l’affidamento della distribuzione del gas in ambiti territoriali piu’ ampi dei comuni. Gia’ con il Decreto Legge n.138/2011 sono state adottate incisive misure finalizzate alla liberalizzazione delle attivita’ d’impresa e degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. In particolare gia’ si prevede che le tariffe costituiscano soltanto un riferimento per la pattuizione del compenso spettante al professionista, derogabile su accordo fra le parti. Il provvedimento sullo sviluppo conterra’ rechera’ altre misure per rafforzare l’apertura degli ordini professionali e dei servizi pubblici locali. Sempre in materia di ordini professionali, nella manovra di agosto, in tema di accesso alle professioni regolamentate, e’ stato previsto che gli ordinamenti professionali debbano garantire che l’esercizio dell’attivita’ risponda senza eccezioni ai principi di libera concorrenza, alla presenza diffusa dei professionisti su tutto il territorio nazionale, alla differenziazione e pluralita’ di offerta che garantisca l’effettiva possibilita’ di scelta degli utenti nell’ambito della piu’ ampia informazione relativamente ai servizi offerti. Inoltre, gia’ in sede di conversione della manovra di luglio (DL n. 98/2011) e’ stato previsto che il Governo, sentita l’Alta Commissione per la Formulazione di Proposte in materia di Liberalizzazione dei Servizi, elaborera’ proposte per la liberalizzazione dei servizi e delle attivita’ economiche da presentare alle categorie interessate. Dopo 8 mesi dalla conversione del decreto legge, tali servizi si intenderanno liberalizzati, salvo quanto espressamente regolato. Verranno rafforzati i presidi a tutela della concorrenza nel campo dei servizi pubblici locali, con l’introduzione a livello nazionale di sistemi di garanzia per la qualita’ dei servizi nei comparti idrico, dei rifiuti, dei trasporti, locali e nazionali e delle farmacie comunali, seguendo rispettivamente questa sequenza temporale 3 mesi, 6 mesi, 9 mesi e 12 mesi. Per quanto riguarda la riforma dei servizi pubblici locali che il Governo italiano – riprendendo quanto gia’ previsto dall’articolo 23 bis del DL 112/2008 – ha approvato nella manovra di agosto 2011 escludendo il settore idrico a seguito di un referendum popolare. Con le disposizioni che si intende varare si rafforza il processo di liberalizzazione e privatizzazione prevedendo che non e’ possibile attribuire diritti di esclusiva nelle ipotesi in cui l’ente locale affidante non proceda alla previa verifica della realizzabilita’ di un sistema di concorrenza nel mercato, ossia di un sistema completamente liberalizzato. Inoltre, viene previsto un ampliamento delle competenze dell’Autorita’ garante della concorrenza e del mercato, nonche’ un sistema di benchmarking al fine di assicurare il progressivo miglioramento della qualita’ di gestione e di effettuare valutazioni comparative delle diverse gestioni. D. Sostegno all’imprenditorialita’ e all’innovazione. Entro il 2011, al fine di favorire la crescita delle imprese il Governo prevede di utilizzare la leva fiscale per agevolare la capitalizzazione delle aziende, con meccanismi di deducibilita’ del rendimento del capitale di rischio. Verranno potenziati gli schemi a partecipazione pubblica di venture capital e private equity, preservando la concorrenza nei relativi comparti. Il Governo trasformera’ le aree di crisi in aree di sviluppo, rendendo piu’ semplice ed efficace la procedura per definire i programmi di rilancio, che potranno essere finanziati anche con risorse comunitarie. Forte impegno dell’esecutivo verso le PMI, destinando loro il 50% delle risorse non utilizzate ogni anno del Fondo Rotativo per il Sostegno alle imprese e per gli investimenti in ricerca. Questi interventi – insieme al Contratto di Sviluppo, gia’ operativo – rientrano a pieno titolo nell’ambito del riordino generale degli incentivi contenuto nello Statuto delle Imprese, che diventera’ legge nelle prossime settimane. Per garantire la liquidita’ delle imprese si prevede un sistema di certificazione di debiti delle Pubbliche Amministrazioni locali nei confronti delle imprese stesse al fine di consentire lo sconto e successivo pagamento da parte delle banche, in conformita’ alle procedure di calcolo Eurostat e senza impatto addizionale sull’indebitamento della Pubblica Amministrazione. E. Semplificazione normativa e amministrativa Il Governo incentiva la costituzione di ”zone a burocrazia zero” in tutto il territorio nazionale in via sperimentale per tutto il 2013, anche attraverso la creazione dell’U.L.G. – Ufficio Locale dei Governi quale autorita’ unica amministrativa che coinvolgera’ i livelli locali di governo in passato esclusi. Il Governo mira a semplificare la costituzione del bilancio delle S.r.l., la digitalizzazione del deposito dell’atto di trasferimento delle quote delle societa’ e lo snellimento in materia di vigilanza delle societa’ di capitali e degli organi di controllo. I rapporti con la pubblica amministrazione diventeranno piu’ snelli grazie alla completa sostituzione dei certificati con delle autocertificazioni, mentre le certificazioni rilasciate dalla pubblica amministrazione resteranno valide solo nei rapporti tra privati. I controlli sulle imprese si ispireranno a criteri di semplicita’ e proporzionalita’, al fine di evitare duplicazioni e sovrapposizioni che possano recare intralcio al normale esercizio delle attivita’ imprenditoriali. Da ultimo, per quanto riguarda la semplificazione amministrativa verra’ completata nei prossimi 6 mesi la strategia di revisione della regolamentazione settoriale, elaborando proposte puntuali di semplificazione dei procedimenti e monitorandone gli effetti. Verra’ rafforzata e accelerata l’attuazione del programma di misurazione e riduzione degli oneri amministrativi derivanti da obblighi di tipo informativo previsti da leggi statali (MOA). Inoltre, ove la disciplina sia di fonte regionale e locale, verranno rafforzati ed estesi gli incentivi previsti dalla manovra estiva per i procedimenti amministrativi relativi all’avvio e alla svolgimento dell’attivita’ d’impresa. L’obiettivo e’ quello di migliorare il posizionamento dell’Italia nella graduatoria internazionale relativa al Doing Business, nei prossimi 3 anni. F. Modernizzazione della pubblica amministrazione. La pubblica amministrazione e’ un volano fondamentale della crescita. Stiamo creando le condizioni perche’ la pubblica amministrazione sia pronta ad accompagnare la ripresa, svolgendo una funzione di servizio allo sviluppo e non di zavorra burocratica. Ecco perche’ la semplificazione, la trasparenza e la meritocrazia sono fondamentali. Un tassello rilevante e’ costituito dalla piena attuazione della Riforma Brunetta della pubblica amministrazione, in particolar modo dalle misure che rafforzano il ruolo della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrita’ delle amministrazioni pubbliche (istituita nel dicembre del 2009) e le cui competenze saranno integrate con il disegno di legge in materia di anticorruzione, gia’ approvato dal Senato, e attualmente all’esame della Camera dei Deputati. Esso rappresenta un passaggio importante per la completa implementazione della riforma della pubblica amministrazione in quanto individua una nuova governance per l’attivita’ di prevenzione e contrasto della corruzione, affidando le funzioni alla Commissione e individuando con estrema puntualita’ le modalita’ di accrescimento del livello di trasparenza della pubblica amministrazione. Per rendere piu’ efficiente, trasparente, flessibile e meno costosa la pubblica amministrazione tanto a livello centrale quanto a livello degli enti territoriali (oltre al vigente blocco del turnover del personale) renderemo effettivi con meccanismi cogenti/sanzionatori: a. la mobilita’ obbligatoria del personale; b. la messa a disposizione (Cassa Integrazione Guadagni) con conseguente riduzione salariale e del personale; c. il superamento delle dotazioni organiche. Contestualmente all’entrata in vigore della legge costituzionale recante l’abolizione e la razionalizzazione delle province e’ prevista l’approvazione di una normativa transitoria per il trasferimento del relativo personale nei ruoli delle regioni e dei comuni. G. Efficientamento e snellimento dell’amministrazione della giustizia. Proseguendo sulla linea delle misure definite in estate, verranno rafforzati il contrasto della litigiosita’ e la prevenzione del contenzioso (anche attraverso la costituzione presso il Ministero della Giustizia di un gruppo tecnico che individui situazioni a forte incidenza di litigiosita’ e proponga specifici interventi di contrasto). Entro il 30 aprile 2012 verra’ completato il progetto in corso presso il Ministero della Giustizia per la creazione di una banca dati centralizzata per le statistiche civili e per quelle fallimentari. Verranno rafforzati i meccanismi incentivanti per gli uffici virtuosi di cui alla Legge n. 111 del 2011. L’obiettivo e’ quello della riduzione della durata delle controversie civili di almeno il 20 per cento in 3 anni. H. Accelerazione della realizzazione delle infrastrutture ed edilizia. Oltre alla realizzazione degli investimenti gia’ concordati con le societa’ concessionarie, il Governo sollecitera’ una maggiore partecipazione degli investitori privati, definendo entro il 31 dicembre 2011 standard contrattuali tipo che facilitino il ricorso al project financing, con una piu’ chiara ed efficiente allocazione dei rischi tra le parti e accrescendo le certezze sulla redditivita’ dell’opera e la prevenzione di comportamenti di tipo monopolistico nella determinazione dei pedaggi. Verra’ rafforzata la qualita’ della programmazione finanziaria pubblica, definendo obiettivi pluriennali di spesa e concentrando le risorse su progetti considerati strategici. Il Governo e’ impegnato nella definizione nelle prossime 10 settimane di alcune opere immediatamente cantierabili, su proposta del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che potranno beneficiare, a titolo di contributo al finanziamento, della defiscalizzazione (IRAP, IRES) a vantaggio dei concessionari dell’opera stessa. Inoltre sono previste una serie di semplificazioni e velocizzazioni nelle procedure di approvazione dei progetti da parte del CIPE e la suddivisione degli appalti in lotti funzionali per garantire alle PMI un accesso facilitato. Si prevede lo sblocco degli investimenti privati grazie alla semplificazione delle procedure relative ai contratti di programma dei maggiori aeroporti italiani. Infine, sono previste norme mirate all’ottimizzazione delle gestioni negli impianti portuali e di semplificazione in materia di trasporto eccezionale su gomma. Da ultimo, e’ in corso di predisposizione una garanzia ”reale” dello Stato (attraverso propri beni immobili, e non solo di natura finanziaria) per i mutui prima casa di giovani coppie, prive di contratto di lavoro a tempo indeterminato. Questo garantira’ un nuovo impulso al mercato immobiliare e alle nuove famiglie. I. Riforma dell’architettura costituzionale dello Stato. Il Governo italiano e’ impegnato in un processo di complessiva riforma costituzionale. Essa riguarda tanto l’assetto costituzionale dei poteri, quanto la cornice normativa volta a promuovere le condizioni di sviluppo del mercato e una disciplina piu’ rigorosa delle finanze pubbliche. Pur nella complessita’ del processo di revisione costituzionale l’Italia intende giungere all’approvazione della prima lettura di tali disegni di legge costituzionale entro i prossimi 6/12 mesi. In particolare, quanto alla riforma dello Stato, si tratta dei seguenti provvedimenti:. a. Disegno di legge (gia’ approvato in prima lettura alla Camera) sulla modifica dell’elettorato attivo e passivo per l’elezione al Parlamento nazionale al fine di garantire una maggiore partecipazione giovanile alla vita politica. b. Due disegni di legge (all’esame del Parlamento) di riforma complessiva dell’organizzazione dei vertici delle istituzioni politiche, con particolare riferimento alla riduzione significativa del numero dei parlamentari, all’abolizione delle province, alla riforma in senso federale dello Stato, alla maggiore efficienza dei meccanismi decisionali e al rafforzamento del ruolo dell’esecutivo e della maggioranza. Sul secondo versante, relativo alla disciplina del mercato e al rigore della finanza pubblica, si prevede:. a. Un disegno di legge (la cui approvazione e’ in corso proprio in questi giorni presso la Camera dei deputati) di riforma degli articoli della costituzione relativi alla liberta’ di iniziativa economica e alla tutela della concorrenza, nonche’ alla riforma della pubblica amministrazione in funzione della valorizzazione dell’efficienza e del merito. b. Un disegno di legge sull’introduzione del vincolo di pareggio di bilancio sul modello gia’ seguito in altri ordinamenti europei. A tal fine si deve ricordare che l’articolo 138 della Costituzione Italiana impone che le leggi costituzionali ad intervallo non minore di tre mesi. Quindi, anche con la massima celerita’ possibile, le riforme costituzionali richiedono dei tempi minimi imprescindibili. Le conseguenti leggi attuative saranno successivamente attuate senza indugio, non essendovi vincoli temporali nell’ambito della Costituzione. UNA FINANZA PUBBLICA SOSTENIBILE. Le pensioni. Nella attuale legislatura la normativa previdenziale e’ stata oggetto di ripetuti interventi che hanno reso a regime il sistema pensionistico italiano tra i piu’ sostenibili in Europa e tra i piu’ capaci di assorbire eventuali choc negativi. Grazie al meccanismo di aggancio dell’eta’ pensionabile alla speranza di vita introdotto nel 2010 (art. 12 commi 12-bis e 12-ter, DL 78/2010, come modificato con art. 18 comma 4, DL 98/2011), il Governo italiano prevede che il requisito anagrafico per il pensionamento sara’ pari ad almeno 67 anni per uomini e donne nel 2026. Sono gia’ stati rivisti i requisiti necessari per l’accesso al pensionamento di anzianita’. Tali requisiti aumenteranno gradualmente fino ad arrivare a regime a partire dal 2013. Questi requisiti sono in ogni caso agganciati in aumento all’evoluzione della speranza di vita. La delega fiscale e assistenziale previdenziale. Il provvedimento di iniziativa governativa e’ gia’ all’esame del Parlamento e sara’ approvato, entro il 31 gennaio 2012, quindi con tempi compatibili all’emanazione dei provvedimenti delegati entro il 2012. Comunque, anche al fine di accrescere la fiducia degli investitori, nel rispetto del percorso di risanamento programmato, il Governo ha fornito, con la Legge 148 del 14 settembre 2011, le risorse che saranno reperite con l’esercizio della delega per la riforma dei sistemi fiscale e assistenziale sulla base degli attuali regimi di favore fiscale e delle sovrapposizioni fra agevolazioni e conseguenti inefficienze ad oggi individuate. Tali risorse ammontano ad almeno 4 miliardi di euro nell’anno 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi di euro annui a decorrere dal 2014. Contestualmente, per dare massima garanzia sul rispetto dei saldi e’ stata introdotta una clausola di salvaguardia. La clausola prevede che, in caso di ritardo nell’attuazione della delega oltre il 30 settembre 2012, le agevolazioni fiscali vigenti saranno ridotte del 5% per l’anno 2012 e del 20% a decorrere dal 2013. In alternativa, anche parziale, si e’ stabilita la possibilita’ di disporre con decreto del Presidente del consiglio, su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, la rimodulazione delle aliquote delle imposte indirette, inclusa l’accisa. In breve, qualora la delega non fosse esercitata entro il 30 settembre 2012 o le nuove disposizioni fiscali e assistenziali non siano in grado di garantire un sufficiente effetto positivo sul deficit (almeno 4 miliardi nel 2012, 16 miliardi nel 2013 e 20 miliardi a partire dal 2014), si avra’ una riduzione automatica delle agevolazioni fiscali che garantira’ comunque il raggiungimento degli obiettivi di risparmio. Viceversa, se la delega verra’ esercitata entro il termine e le nuove disposizioni garantiranno effetti di risparmio almeno pari a quelli previsti, non si procedera’ dunque al taglio automatico delle agevolazioni. Le dismissioni. Entro il 30 novembre 2011, il Governo definira’ un piano di dismissioni e valorizzazioni del patrimonio pubblico che prevede almeno 5 miliardi di proventi all’anno nel prossimo triennio. Previo accordo con la Conferenza Stato-Regioni, gli enti territoriali dovranno definire con la massima urgenza un programma di privatizzazione delle aziende da essi controllate. I proventi verranno utilizzati per ridurre il debito o realizzare progetti di investimento locali. La razionalizzazione della spesa pubblica. Il Governo ribadisce l’impegno a definire entro il 31 dicembre 2011 il programma per la riorganizzazione della spesa previsto dalla Legge 14 settembre 2011, n. 148, in particolare per quanto riguarda: l’integrazione operativa delle agenzie fiscali; la razionalizzazione di tutte le strutture periferiche dell’amministrazione dello Stato e degli enti della previdenza pubblica in modo da creare sinergie e ottimizzare l’uso delle risorse; il coordinamento delle attivita’ delle forze dell’ordine; la razionalizzazione dell’organizzazione giudiziaria nel suo complesso in modo da accelerare i tempi della giustizia civile; e la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica. Il Governo attuera’ i primi interventi dal 1* gennaio 2012 e dara’ conto dei progressi realizzati con cadenza trimestrale. Debito pubblico. Entro il 31 dicembre 2011, il governo affidera’ l’elaborazione di un piano organico per l’abbattimento del debito attraverso anche le dismissioni ad una commissione ristretta di personalita’ di prestigio, in collaborazione con gli enti territoriali e con le principali istituzioni economiche e finanziarie nazionali ed internazionali. Il costo degli apparati istituzionali. Il Governo riconosce la necessita’ di rafforzare gli interventi volti a ridurre i costi degli apparati istituzionali. In particolare, verra’ perseguita entro il 2012, una razionalizzazione e soppressione delle provincie e la riallocazione delle funzioni delle Province alle Regioni o ai Comuni, in modo da assicurare un significativo snellimento dei relativi apparati burocratici e degli organi rappresentativi. Verra’ rafforzato il regime di incompatibilita’ fra le cariche elettive ai diversi livelli di governo. Il pareggio di bilancio. Il disegno di legge di riforma della Costituzione in materia di pareggio di bilancio e’ gia’ all’esame della Camera dei Deputati. L’obiettivo e’ quello di una sua definitiva approvazione entro la meta’ del 2012. Con le modifiche introdotte con la Legge n.39/2011 alla ”Legge di contabilita’ e finanza pubblica (L. 196/2009) e’ stata rivista la normativa relativa alle coperture finanziarie delle leggi a vantaggio del rafforzamento della relativa disciplina fiscale. In particolare, per la copertura degli oneri correnti della legge di stabilita’ e’ stata circoscritta la possibilita’ di utilizzare il miglioramento del risparmio pubblico, escludendo la possibilita’ di finanziare con tali risorse nuove o maggiori spese correnti. Definire le ulteriori misure correttive eventualmente necessarie. Il Governo monitorera’ costantemente l’andamento dei conti pubblici. Qualora il deterioramento del ciclo economico dovesse portare a un peggioramento nei saldi il Governo interverra’ prontamente. L’utilizzo del Fondo per esigenze indifferibili sara’ vincolato all’accertamento, nel giugno del 2012, di andamenti dei conti pubblici coerenti con l’obiettivo per l’indebitamento netto del prossimo anno. CONCLUSIONI. Siamo sicuri che, con l’impegno di tutti, scaturito dalla consapevolezza che ci troviamo a fronteggiare problemi che riguardano l’intera Unione e la tenuta stessa della moneta comune, dunque problemi non circoscrivibili a questa o quella debolezza o forza nazionali, consegneremo ai giovani un’Europa piu’ forte e piu’ coesa. |
GOVERNO IL TESTO DELLA LETTERA AL CONSIGLIO UE – Agenzia di stampa Asca.

Nuovo Decreto Sviluppo: bozza aggiornata al 18 ottobre 2011
Pubblicato: 19 ottobre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Politica economica, Politica fiscale | Lascia un commento »- Nuovo Decreto Sviluppo: bozza aggiornata al 18 ottobre 2011
Disegno di legge: “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”, le audizioni, in Newsletter Legautonomie n. 42/2011
Pubblicato: 19 ottobre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Politica economica, Politica fiscale | Lascia un commento »
LA GENERAZIONE CHE PAGA PER TUTTI di Barbara Biasi , Michele Pellizzari e Rachele Poggi, LAVOCE.INFO
Pubblicato: 18 ottobre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Giovani, Politica economica | Lascia un commento »Corte dei Conti sulla Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale, 11 ottobre 2011
Pubblicato: 12 ottobre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Corte dei Conti | Lascia un commento »11 ottobre 2011 – Sezioni riunite in sede di controllo – Audizione del Presidente della Corte dei conti presso la VI Commissione Finanze Camera dei deputatiElementi per l’audizione sull’A.C. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”
Glossario: rendiconto generale dello Stato
Pubblicato: 12 ottobre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, GLOSSARIO di PolSer | Lascia un commento »Il rendiconto generale dello Stato è un obbligo costituzionale previsto dall’articolo 81 (meglio conosciuto per il pareggio di bilancio), con cui il Governo aggiorna il Parlamento sui risultati della gestione finanziaria. In questo caso quella dell’esercizio 2010.
Si tratta in sostanza di un dettagliato monitoraggio delle entrate, delle spese e dei residui rispetto alle iniziali previsioni approvate dal Parlamento. Nella seconda parte del Ddl c’è il conto del patrimonio, in cui sono riportate le variazioni intervenute nella consistenza delle attività e passività che costituiscono il patrimonio dello Stato.
all’intero articolo: Un atto obbligatorio per Costituzione – Il Sole 24 ORE.
Federalismo fiscale: Dossier di documentazione – Regioni.it
Pubblicato: 11 ottobre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Federalismo fiscale | Lascia un commento »Federalismo fiscale: Dossier di documentazione
(regioni.it) E’ stato pubblicato sul sito www.regioni.it il “Dossier” di documentazione legislativa “Federalismo fiscale: la Legge n. 42/2009 e decreti attuativi” a cura del “Centro interregionale studi e documentazione” (Cinsedo), aggiornato ad “Ottobre 2011”.
“L’attuazione dell’art. 119 della Costituzione, che sancisce l’autonomia di entrata e di spesa di Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni, è definita dalla Legge 5 maggio 2009, n. 42 “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione” – pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 103 del 6 maggio 2010. La Legge 8 giugno 2011, n. 85 ha prorogato di 6 mesi i termini per l’esercizio della delega (slittati, pertanto, al 5 novembre 2011).
Ne sono scaturiti otto decreti legislativi che, terminato il loro iter, sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Il presente lavoro è una raccolta dei decreti legislativi attuativi della Legge 5 maggio 2009, n. 42 “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione”. Di seguito, l’elenco dei decreti con l’esito in Conferenza Unificata e data della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale.
1. Federalismo demaniale: Decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85
Attribuzione a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell’articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42.
- Mancata Intesa: Conferenza Unificata. Sottoposto alla Conferenza Stato- Città e Autonomie locali che ha espresso parere favorevole il 4 marzo 2010. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 134 dell’11giugno 2010;
2. Roma Capitale: Decreto legislativo 17 settembre 2010, n. 156 – Disposizioni recanti attuazione dell’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di ordinamento transitorio di Roma Capitale.
- Sancita Intesa: Conferenza Unificata del 20 luglio 2010. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 219 del 18 settembre 2010;
3. Fabbisogni standard: Decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216 Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Città metropolitane e Province.
- Sancita Intesa: Conferenza Unificata del 29 luglio 2010. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 294 del 17 dicembre 2010;
4. Federalismo municipale: Decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 Disposizioni in materia di Federalismo Fiscale Municipale.
- Mancata Intesa: Conferenza Unificata del 28 ottobre 2010. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana n. 67 del 23 marzo 2011;
5. Autonomia tributaria di Regioni e Province: Decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68
Schema di decreto legislativo in materia di autonomia di entrata delle Regioni a statuto ordinario e delle province nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario.
- Sancita Intesa: Conferenza Unificata del 16 dicembre 2010 a seguito dell’Accordo politico Governo-Regioni. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 109 del 12 maggio 2011.
6. Perequazione e rimozione squilibri: Decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88
Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione degli squilibri economici e sociali.
- Mancata Intesa: Conferenza Unificata del 20 gennaio. Parere reso dalla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale il 5 maggio 2011. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 143 del 22 giugno 2011.
7. Armonizzazione sistemi contabili: Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118: Schema di decreto legislativo Armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro enti e organismi.
- Sancita Intesa: Conferenza Unificata del 3 marzo 2011. Parere con condizioni e osservazioni reso l’8 giugno 2011 dalla Commissione parlamentare per l’attuazione del federalismo fiscale.
Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 172 del 6 luglio 2011.
8. Sanzioni e premi per Regioni, Province e Comuni: Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149 Meccanismi sanzionatori e premiali relativi a Regioni, Province e comuni, a norma degli articoli 2, 17 e 26 della legge 5 maggio 2009, n. 42.
- Mancata Intesa: Conferenza Unificata del 18 maggio 2011. Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 219 del 20 settembre 2011.
Questo l’indice del volume:
Introduzione
Legge 5 maggio 2009, n. 42 “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione” pag. 1
Decreto legislativo 28 maggio 2010, n. 85 “Attribuzione a Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni di un proprio patrimonio, in attuazione dell’articolo 19 della legge 5 maggio 2009, n. 42.” pag. 22
Decreto legislativo 17 settembre 2010, n. 156 “Disposizioni recanti attuazione dell’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di ordinamento transitorio di Roma Capitale.” pag. 35
Decreto legislativo 26 novembre 2010, n. 216 “Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Città metropolitane e Province.” pag. 41
Decreto legislativo 14 marzo 2011, n. 23 “Disposizioni in materia di Federalismo Fiscale Municipale.” pag. 51
Decreto legislativo 6 maggio 2011, n. 68 “Schema di decreto legislativo in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario e delle province nonché di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard nel settore sanitario.” pag. 82
Decreto legislativo 31 maggio 2011, n. 88 “Schema di decreto legislativo recante disposizioni in materia di risorse aggiuntive ed interventi speciali per la rimozione degli squilibri economici e sociali.” pag. 125
Decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 “Schema di decreto legislativo Armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle Regioni, degli enti locali e dei loro enti e organismi.” pag. 138
Decreto legislativo 6 settembre 2011, n. 149. “Meccanismi sanzionatori e premiali relativi a Regioni, Province e comuni, a norma degli articoli 2, 17 e 26 della legge 5 maggio 2009, n. 42.” pag. 216
( red / 11.10.11 )
E’ il momento di selezionare le prestazioni in base ai bisogni reali e al reddito dei destinatari. In due parole “Universalismo selettivo”. Ed è questa l’idea forte del documento redatto da economisti e giuristi coordinati da Emanuele Ranci Ortigosa
Pubblicato: 30 settembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Federalismo fiscale, Politica dei servizi sociali, Politica economica, Politica fiscale, Ranci Ortigosa Emanuele, Spesa sociale | Lascia un commento »”Le risorse sono poche, e quelle che ci sono, sono spese male. Tutto a tutti, indistintamente, non ce lo possiamo permettere più. E’ il momento di selezionare le prestazioni in base ai bisogni reali e al reddito dei destinatari. In due parole “Universalismo selettivo”. Ed è questa l’idea forte del documento redatto da economisti e giuristi coordinati da Emanuele Ranci Ortigosa, dell’Istituto per la ricerca sociale, insieme a Valerio Onida, presidente emerito della Consulta, Francesco Longo del Cergas Bocconi, Paolo Bosi e Maria Cecilia Guerra dell’università di Modena, Alberto Zanardi dell’università di Bologna e altri ricercatori dell’Irs, presentato ieri a Milano in occasione dei primi 40 anni della rivista “Prospettive sociali e sanitarie”.
In realtà l’idea non è nuova. A parlarne per prima in Italia con una certa autorevolezza fu la Commissione Onofri
segue qui: QS – Quotidiano Sanità: Studi e Rapporti – Welfare. La coperta è stretta. Tutto a tutti non è più possibile.
Le politiche sociali oggi, riflessioni e proposte delle Regioni /Legautonomie
Pubblicato: 28 settembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Enti Locali, Servizi sociali | Lascia un commento »
documento che fa il punto sullo stato delle politiche sociali nel nostro Paese dopo il varo definitivo della manovra economica – Conferenza delle Regioni del 22 settembre – newsletter – Regioni.it
Pubblicato: 23 settembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Finanza locale, Politica dei servizi sociali, Politica sociale, Servizi sanitari, Servizi sociali, Spesa sociale | Lascia un commento »(regioni.it) Durante i lavori della Conferenza delle Regioni del 22 settembre, presieduta dal presidente Vasco Errani, è stato approvato un documento che fa il punto sullo stato delle politiche sociali nel nostro Paese dopo il varo definitivo della manovra economica. Il documento è stato rilanciato nel corso della manifestazione congiunta Regioni-Province-Comuni del 23 settembre a Perugia contro gli effetti della manovra. Tutti i livelli istituzionali sono concordi nel chiedere con forza nuovi obiettivi per lo sviluppo sociale e locale.
LE POLITICHE SOCIALI OGGI:
RIFLESSIONI E PROPOSTE DELLE REGIONI
- 1. IL QUADRO SOCIO-ECONOMICO:
₋ Confindustria prevede “crescita 0”;
₋ OCSE indica una disoccupazione giovanile al 28%;
₋ Gli organismi della produzione sottolineano la caduta dei consumi;
₋ ISTAT evidenzia che nel 2011 un italiano su quattro è povero (24,7% della popolazione);
₋ UNICEF pone l’Italia agli ultimi posti (insieme alla Grecia) sui 24 Paesi dell’OCSE, per la necessità diimplementare gli interventi a favore di minori e adolescenti;
₋ Ancora dai dati ISTAT si registra che nel 2010 sono nati 15 mila bambini in meno rispetto al 2009;
₋ La composizione della spesa per la protezione sociale vede rispetto all’Europa una netta prevalenza della previdenza a scapito delle politiche per la famiglia (l’Italia scende al 20 posto in Europa nel rapporto PIL investimenti a favore delle politiche sociali);
₋ Gli economisti italiani aggiungono al quadro “la fine delle Politiche Sociali”.
TUTTI, sono comunque concordi che deve essere avviata una politica di crescita e di rilancio produttivo.
Quindi, volendo assumere una posizione attiva sulle “politiche sociali” proponiamo uno spaccato delle stesse con qualche dato e gli elementi più critici, per trovare una condivisione sul loro “rilancio”.
- 2. LE POLITICHE SOCIALI OGGI:
Rappresentano un ammortizzatore delle pesanti diseguaglianze e da un decennio anche una leva che promuove il miglioramento dello sviluppo locale (obiettivi di Lisbona, Agenda Europea 2020) e secondo l’Europa, coesione ed inclusione sono i pilastri per rilanciare il sistema economico e promuovere una crescita “intelligente, sostenibile e solidale”.
In Italia, la normativa vigente (in particolare la L. 328/2000 “Legge quadro per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali”) ha individuato nuovi scenari per le Politiche Sociali con il superamento dell’assistenzialismo fine a sé stesso, verso un sistema delle autonomie locali che promuove l’auto-aiuto, le responsabilità individuali stimolando anche la Comunità sociale muovendosi per una concreta sussidiarietà verticale (leale collaborazione tra i livelli di Governo) e orizzontale, con un ruolo forte in termini propositivi e di gestione, del Terzo Settore, Impresa Sociale e della solidarietà sociale (volontariato e associazionismo), accompagnando questo nuovo assetto, con il ruolo di indirizzo, di programmazione e di regia da parte del sistema delle Autonomie (Regioni, Comuni e Province) secondo i compiti a loro assegnati dalla Costituzione.
Nell’ultimo decennio, le Regioni hanno assestato le reti dei servizi, guardando alle peculiarità locali ed ai bisogni della popolazione del loro territorio, con una condivisione degli obiettivi da raggiungere, da parte di Comuni, delle Province, con gli apporti delle istanze sociali e degli organismi di tutela dei cittadini, hanno promosso e realizzato interventi e prestazioni a favore di famiglie, persone , minori, anziani, disabili, fragilità e marginalità sociali. I Comuni, in forma singola e associata, anche con il supporto delle Provincie, per le piccole comunità locali, hanno costruito un sistema di protezione sociale che necessita di consolidamento e di graduali ampliamenti
Certamente, gli obiettivi dei servizi sociali sono ben più ampi di quelli previsti dalla “delega assistenziale” presentata dal Governo che ipotizza di rispondere solo alle “persone autenticamente bisognose” riportando le finalità delle politiche sociali ante legge Crispi del 1890.
Le politiche sociali, attraverso i loro servizi, integrati con la salute, la scuola e la qualificazione professionale, hanno sostenuto coloro che sono in difficoltà, attenuando anche quelle tensioni, che possono produrre forti disagi e reazioni nella popolazione più marginale. E’ su questa base che leRegioni condividendo un percorso anche con le Autonomie hanno interpretato prontamente quanto indicato nei decreti legislativi sul Federalismo municipale e regionale (Decreti legislativi 216/2010 e 68/2011) ed hanno redatto un documento sui MACRO OBIETTIVI (obiettivi di servizio) delle Politiche sociali articolati in:
- Servizi per l’accesso e la presa in carico da parte della rete assistenziale;
- Servizi e misure per favorire la permanenza a domicilio;
- Servizi per la prima infanzia e a carattere comunitario;
- Servizi a carattere residenziale per le fragilita’;
- Misure di inclusione sociale e di sostegno al reddito (in questo livello sono inserite anche le misure economiche nazionali).
All’interno dei macro obiettivi sono previste linee di intervento che vanno dal sostegno alla famiglia e alla persona, nelle condizioni di disagio e di povertà, a facilitazioni per favorire l’inclusione dei disabili (dalla scuola al lavoro), al sostegno domiciliare per i non autosufficienti, alle strutture residenziali per chi non ha sostegno familiare, all’accompagnamento nella crescita per i minori, gli adolescenti e i giovani (nidi e altri servizi in base all’età), ai servizi per le dipendenze, l’immigrazione e le marginalità, in modo da ricostruire un tessuto sociale di accoglienza e di vita. Queste, sono le politiche sociali, uno strumento di inclusione e di sostegno di tipo universalistico a favore di tutti i cittadini.
- 3. LA SPESA E GLI INTERVENTI SOCIALI [1]
La Spesa sociale è distribuita tra Stato Regioni e Comuni, la tabella seguente ne indica l’articolazione per il triennio 2006/2008.
| ANNO | SPESA ( euro) | % STATO | % REGIONI | % COMUNI |
| 2006 | 5.954.085.998 | 11,2 (*) | 8,4 (*) | 80,4 (*) |
| 2007 | 6.399.384.297 | 12,0 | 18,1 | 70,0 |
| 2008 | 6.662.383.600 | 7,8 | 17,3 | 74,9 |
(*) Dato stimato, per la non completezza delle informazioni
Alla spesa indicata si aggiunge quella delle Province dedicata all’area sociale pari a 831,2 ml. di euro per il 2006., 310,2 ml. di euro per il 2007 e 345, 2 ml. di euro per il 2008.
Si può osservare che l’incidenza del finanziamento statale è diminuita nel tempo, e dalla tabella successiva si potrà valutare come nel 2011 l’incidenza è quasi a zero. Con l’aumento del concorso regionale e di quello dei Comuni nel 2010, da una prima stima, la spesa sociale si sarebbe attestata su circa 7,3 miliardi, a cui si affianca una spesa privata per l’aiuto alla cura dei bambini, disabili e anziani (soprattutto non autosufficienti) di oltre 9 miliardi. Sulla spesa privata, va sottolineato come il “mercato” del lavoro di cura sia una fonte di reddito per oltre un milione di persone e con l’invecchiamento della popolazione, sarà un settore in espansione, che va considerato anche sul piano dell’offerta di posti di lavoro (in particolare per la mano d’opera femminile).
Se vogliamo esaminare la distribuzione della spesa tra le diverse aree di assistenza, la maggior dimensione è a favore di minori e famiglia 40,2% a cui seguono anziani al 22,5%, disabili 21,1%, altri interventi per disagio e marginalità 16,2%. Con la spesa indicata sono state erogate milioni di prestazioni, tra cui, per citare le più importanti:
₋ 260.000 bambini accolti negli asili nido e servizi per la prima infanzia;
₋ 40.000 nuclei familiari e oltre 1 milione di persone singole, sono seguiti dai servizi sociali;
₋ 90.000 disabili sono assisti a domicilio e supportati nella scuola e nella formazione professionale;
₋ 400.000 anziani sono seguiti a domicilio (250.000), nelle strutture residenziali e centri diurni (150.000);
₋ 280.000 prestazioni di aiuto a persone appartenenti a fasce di disagio sociale.
- 4. L’ANDAMENTO DEI FINANZIAMENTI NAZIONALI ALLE REGIONI PER L’AREA SOCIALE 2008/2011
| FONDI NAZIONALI |
Finanziamenti 2008 |
Finanziamenti 2009 |
Finanziamenti 2010 |
Finanziamenti 2011 |
Finanziamenti 2012 |
| Fondo Nazionale Politiche Sociali |
670,8 |
518,2 |
380,2 |
178,5 |
? |
| Fondo Naz. Famiglia e Servizi Infanzia |
197,0* |
200,0* |
100,0 |
—– |
? |
| Fondo Politiche Giovanili |
—– |
—– |
37,4 |
—– |
—– |
| Fondo Pari opportunità |
64,4 |
30,0 |
—— |
—– |
—– |
| Fondo Nazionale Non Autosufficienze |
299,0 |
399,0 |
380,0 |
—– |
—— |
| Fondo sostegno affitti |
205,6 |
161,8 |
143,8 |
32,9 |
? |
| TOTALE |
1.436,8 |
1309,0 |
1041,4 |
211,4 |
|
|
100 |
92,0 |
73,4 |
14,9 |
* comprensivo di 100,0 milioni per i servizi socio-educativi per la prima infanzia non rifinanziati dal 2010.
Se si escludono i finanziamenti del Fondo Affitti i finanziamenti nazionali alle Regioni, strettamente legati alle Politiche Sociali, sono i seguenti:
2008: 1231,2 ml. euro
2009: 1147,2 ml. euro
2010: 900,0 ml. euro
2011: 178,5 ml. euro
Anche negli interenti collaterali alle politiche sociali, quali il servizio civile dobbiamo registrare nell’ultimo triennio tagli di oltre il 60%
- 5. QUALI LE CONSEGUENZE DEI “TAGLI” :
Le manovre finanziarie e particolarmente quelle che si susseguono dal 2010 hanno “cancellato” i Fondi Nazionali. Ciò è problematico, anche di fronte alle considerazioni sulla consistenza economica dei trasferimenti, secondo i criteri del Federalismo. Ma quello che emerge nella sua drammaticità è l’attuale situazione che può considerasi transitoria rispetto la completa autonomia federale. Assessori regionali e comunali alle Politiche Sociali e Sindaci sono concordi nell’affermare che il 2012 (con forte incertezza anche per gli anni che seguono), le risorse per i servizi sociali saranno dimezzate: NON SOLO PER LA MANCANZA DEI FINANZIAMENTI NAZIONALI, MA PER I PESANTI TAGLI EFFETTUATI AI BILANCI REGIONALI E COMUNALI. Dal 2010 tra regioni e Comuni sono stati eliminati oltre 10 miliardi a cui si aggiungono quelli dei Ministeri che contengono anche spese finalizzate per servizi sociali e altre attività come il trasporto locale, il sostegno agli affitti,etc.
Il mancato rifinanziamento del Fondo per le Non Autosufficienze ha tolto benefici ad oltre 50.000 anziani così come i tagli subiti al Fondo Minori e Famiglie, impediranno la conservazione dei benefici in atto: almeno 20.000 nuovi nati non avranno la possibilità di entrare nei NIDI di infanzia o di avere servizi dedicati. In sintesi, i tagli alle Politiche Sociali produrranno questi effetti:
₋ Impoverimento delle famiglie, particolarmente quelle con figli;
₋ Eliminazione di nuovi ingressi ai nidi e alle scuole materne con grossi problemi per le famiglie e per le donne lavoratrici;
₋ Diminuzione delle prestazioni per i disabili;
₋ Riduzione dell’assistenza domiciliare e residenziale agli anziani e ai non autosufficienti per i quali saranno diminuiti anche i supporti per il lavoro di cura privato, con l’aumento di uso inappropriato del Pronto Soccorso e di posti ospedalieri;
₋ Ricaduta sui Lea sociosanitari delle limitazioni alla spesa sanitaria, che con l’aggravio dei tagli al sociale, avrà diretta influenza sui costi dei servizi integrati per minori, disabili e anziani;
₋ Impossibilità a avviare strutture costruite ex novo o riattivate;
₋ Estrema criticità a collegare misure di supporto sociale agli interventi per l’avvio al lavoro;
₋ Aumento delle marginalità che andrà ad influire sull’incremento del disadattamento e della criminalità.
Come si può rilevare le conseguenze dei tagli non fanno altro che aggravare la situazione già descritta nel quadro socio-economico, senza trascurare che i servizi sociali sono anche fonte produttiva e quindi,posti di lavoro che si cancellano. Ai tagli, va aggiunto anche il DDL di delega su Fisco e Assistenza che, particolarmente per la parte dell’assistenza richiede un profonda revisione attraverso un metodo condiviso tra i livelli istituzionali arricchito dal dibattito parlamentare.
Continuare tagliare indiscriminatamente senza valutare il quadro di insieme significa continuare a penalizzare i cittadini più fragili ed in particolare le famiglie.
- 6. LE PROPOSTE DELLE REGIONI E DELLE AUTONOMIE:
Tutti i livelli istituzionali sono concordi nel chiedere con forza nuovi obiettivi per lo sviluppo sociale e locale. Le manovre finanziarie non possono vanificare l’impianto federalistico tracciato, non si può procedere per “rette parallele”: da una parte, auspicare l’entrata in vigore del Federalismo e dall’altra, colpire pesantemente le autonomie e i bilanci regionali e locali.
Esiste comunque da parte delle Regioni e delle Autonomie locali una disponibilità a rimettere in discussione il sistema attuale, ma con una sufficiente disponibilità di risorse, in modo da sostenere la riprogettazione, valutando anche il sistema dei fondi integrativi e della mutualità sociale. Importante è comunque la centralità della persona ed una visione di insieme che possa coordinare ed integrare servizi sociali, sociosanitari e sanitari, assicurando una presa incarico efficace che eviti duplicazioni di interventi e veda la persona come soggetto attivo.
Nei termini indicati, prima di avviare la discussione della legge di stabilità è necessario:
- aprire un tavolo di confronto e concertazione per il futuro delle Politiche Sociali, a partire dalla delega assistenziale, tra Regioni, Autonomie e Governo, coinvolgendo anche le Parti Sociali e il Terzo Settore, nel rispetto della leale collaborazione istituzionale voluta dalla Costituzione, ma anche dai principi di un corretto federalismo;
- affrontare i nuovi assetti istituzionali in maniera coerente con il rispetto dei diritti civili e sociali dei cittadini, approvando in Conferenza Unificata i “Macro Obiettivi di Servizio”, che vanno anche ad integrare le politiche sociali con quelle educative e di avvio al lavoro, in modo da potere garantire tali diritti, con nuove formule organizzative e con la gradualità consentita dagli obiettivi di spesa richiesti dall’Europa;
- riconsiderare in termini positivi , a partire dalla spesa in atto, i finanziamenti 2012 per le Politiche Sociali, ricostituendo un fondo unico “per il sociale” anche in relazione a quanto proposto da Regioni e ANCI negli emendamenti al decreto 138/2011, riconsiderando anche il rapporto tra spesa sociale e patto di stabilità.
Roma, 22 settembre 2011
[1] Dati dell’indagine ISTAT/Regioni/Comuni/ Ministeri Economia e Politiche Sociali sulla spesa sociale
( red / 23.09.11 )newsletter – Regioni.it.
Il contagio, di Loretta Napoleoni, editore Rizzoli. Dibattito: Perchè la crisi economica rivoluzionerà le nostre democrazie, Giorgio Barba Navaretti, Loretta Napoleoni, Vittorio Emanuele Parsi, Massimo Sideri
Pubblicato: 20 settembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, LIBRI NEWS, Milano, Politica dei servizi sociali, Politica sociale, Sociologia politica | 2 Commenti »
Manovra bis approvata dal Parlamento e pubblicata in gazzetta ufficiale
Pubblicato: 20 settembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Politica economica, Politica fiscale | Lascia un commento »È in vigore dal 16 settembre, con le modifiche introdotte nel corso dellesame parlamentare, la manovra bis varata dal governo lo scorso 13 agosto.

Imu, l’imposta municipale sugli immobili prevista per il 1 gennaio 2014 e che invece sarà anticipata già al 2012
Pubblicato: 19 settembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Comuni, Enti Locali, Politica fiscale | Lascia un commento »ROMA – La manovra finanziaria di Ferragosto sarà integrata con nuove imposte sulla casa e la prima che potrebbe tornare a gravare sugli italiani è l’Imu, l’imposta municipale sugli immobili prevista per il 1 gennaio 2014 e che invece sarà anticipata già al 2012. L’Imu è stata ribattezzata “la nuova Ici” perché ha la stessa base imponibile della tassa sulla casa abolita nel 2008 dal governo Berlusconi, ma con aliquota media più alta: 7,6 per mille contro i 6,4 per mille di media dell’Ici, perchè assorbe in se anche l’Irpef sui redditi fondiari, con l’effetto di favorire i proprietari di seconde case e penalizzare gli immobili d’impresa.
Oltre al ritorno dell’Ici sotto altro nome le misure sugli immobili che il governo potrebbe adottare in aggiunta alla manovra di Ferragosto sono al vaglio anche le rivalutazioni delle rendite catastali, che al momento si attestano al 5 per cento come previsto dalla legge del 1996 del governo Prodi, che permetterebbe di cambiare la foto fiscale degli immobili, aggiornando così il valore di case popolari oggi trasformate in alloggi di lusso. La rivalutazione però comporterà un periodo di gestazione di almeno 4 anni, necessari per effettuare le simulazioni e le verifiche.
Un risparmio da 3 miliardi di euro l’anno si otterrebbe con l’abolizione delle detrazioni del 36 per cento sulle ristrutturazioni edilizie e del 55 per cento sul risparmio energetico, la cui scadenza è prevista rispettivamente per dicembre 2012 e per la fine di quest’anno. Il governo pensa anche all’istituzione di una patrimoniale sulla casa fissata all’1 per mille, che frutterebbe all’anno ben 9 miliardi di euro. Tra i bonus tagliabili in maniera lineare o con rimodulazione finiscono anche le cedolari ed i canoni per gli affitti e l’imposta fissa sull’acquisto della prima casa, oltre che l’Iva ridotta che potrebbe essere aumentata e i bonus di detrazione sugli interessi per quanti stanno ancora rimborsando un mutuo.
da Imu, patrimoniale sulla casa e bonus aboliti: fisco punta gli immobili | Blitz quotidiano.
Corte dei conti – Sezione delle Autonomie: relazione 2009/2010 sulla gestione finanziaria delle Regioni
Pubblicato: 15 settembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Corte dei Conti, REGIONI ITALIANE | Lascia un commento »La Sezione delle Autonomie della Corte dei conti ha pubblicato la Relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni negli esercizi 2009-2010. I risultati della finanza regionale, osserva la Corte, si inquadrano in un contesto di finanza pubblica che ha risentito degli effetti della crisi economica nel quale, pur emergendo un quadro meno critico rispetto al precedente esercizio, permangono difficoltà che si proiettano sui prossimi esercizi per via della limitata crescita. Dai risultati di contabilità nazionale emerge che il contributo delle amministrazioni locali (Regioni, Enti locali e Sanità) all’indebitamento complessivo è in lieve aumento rispetto all’esercizio precedente. Ciò in presenza del contenimento delle spese complessive3 degli enti e a fronte della riduzione delle entrate da trasferimenti. Comunque, il risultato del 2010 appare migliore di quelli dei precedenti esercizi nei quali si erano verificate inadempienze in particolare con riferimento all’obiettivo di cassa. Nelle Regioni a Statuto ordinario l’obiettivo degli impegni – scrive la magistratura contabile – “è stato raggiunto sia con riferimento all’aggregato complessivo, sia considerato nei diversi aggregati delle aree geografiche (Nord, Centro, Sud). Tale risultato è influenzato positivamente dall’aggregato delle Regioni del Sud che riporta un ampio margine positivo per quanto riguarda il limite agli impegni. Il margine positivo di competenza risulta meno esteso al nord e al centro e maggiore al Sud. Molte Regioni hanno riportato, scostamenti ridotti dall’obiettivo degli impegni del Patto, mentre sono risultati più significativi quelli raggiunti nelle Regioni del Sud. L’incidenza della spesa sanitaria sulla spesa corrente è ancora molto elevata, tanto da ridurre la spesa sottoposta al patto a circa il 16% della spesa corrente complessiva”. (mll)
Corte dei conti – Relazione sulla gestione finanziaria degli Enti locali, esercizi 2009-2010
Pubblicato: 15 settembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: Bilancio dello Stato, Corte dei Conti, Enti Locali | Lascia un commento »La Corte dei conti ha riferito sulla gestione finanziaria 2009-2010 degli Enti locali. La finanza locale nell’esercizio 2010 evidenzia la crescita delle entrate tributarie, sia nelle province che nei comuni. L’aumento delle entrate fiscali assume per i comuni un carattere non episodico e trova riscontro anche in un incremento dei trasferimenti, che, invece, sono in sostanzioso calo nelle province. Ad un buon andamento delle entrate correnti nei comuni si contrappone una perdurante flessione delle entrate correnti nelle province, per le quali si registra anche un calo della spesa corrente e, in modo più evidente, di quella per investimenti. Tale ultimo decremento, ripetendosi negli ultimi esercizi, desta preoccupazione provocando un crollo nella realizzazione degli investimenti. Analoga la dinamica delle spese in conto capitale dei comuni. Tra le componenti della spesa corrente, delle province e dei comuni, quella per il personale risulta ridursi per effetto dei vincoli introdotti dalla normativa vigente, con particolare riguardo al blocco della contrattazione e ai limiti al turn over. I risultati del patto di stabilità per il 2010 hanno dimostrato che sia le province che i comuni si sono complessivamente adeguati agli obiettivi imposti, realizzando ancora scarti positivi rispetto alla correzione richiesta, ma in misura inferiore a quella del 2009. (mll)
Approvata al Senato la manovra. Addizionali comunali Irpef differenziate per reddito – pamalteo@gmail.com – Gmail
Pubblicato: 8 settembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Politica economica | Lascia un commento »| Via libera del Senato alla manovra. Addizionali comunali Irpef differenziate per reddito – L’Abc con tutte le novità – Il maxiemendamento voce per voce – Sondaggio |
| di Nicoletta Cottone |
| La fiducia passa con 165 sì e 141 no. Tafferugli dinanzi a palazzo Madama. Ora il testo passa alla Camera. Castelli: «i boiardi romani non pagano». Secca la risposta del Quirinale: tutto il personale del Colle applica già la norma. L’entità della manovra sale a 54,2 miliardi – le ricadute delle aliquote differenziate nei Comuni vai a : …» |
Scheda Legge 111 15 luglio 2011 “effetti manovra finanziaria per la sanità”, a cura di SOSSANITA’
Pubblicato: 5 settembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Politica fiscale, Politica sanitaria, Servizi sanitari | Lascia un commento »da SOSSANITA’.
Pietro Ichino | L’IMPROVVISAZIONE DEL GOVERNO E L’ALTERNATIVA POSSIBILE
Pubblicato: 2 settembre 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Ichino Pietro, Politica fiscale | Lascia un commento »
La CGIL ha indetto uno sciopero generale per il 6 settembre. Le critiche sono state molte, soprattutto dagli altri sindacati. Qual è il suo giudizio?
I motivi della protesta della Cgil mi sembrano troppo centrati sulla difesa dell’esistente: qui c’è poco da difendere. Quanto allo strumento della protesta, da iscritto alla stessa Cgil non condivido la scelta dello sciopero, per il suo carattere non unitario e per la sua inidoneità a produrre, sia pure solo in parte, il risultato voluto. In altre parole, anche guardando alla questione dal solo punto di vista degli interessi dei lavoratori che fanno riferimento alla Cgil, mi sembra che il rapporto costi-benefici di questo sciopero sia sfavorevole.
leggi tutta l’intervista qui: Pietro Ichino | TEMPI: L’IMPROVVISAZIONE DEL GOVERNO E L’ALTERNATIVA POSSIBILE.
La contromanovra di Italia Futura 10 idee per rimettere in moto il paese di Italia Futura , pubblicato il 19 agosto 2011
Pubblicato: 30 agosto 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Partiti e coalizioni, Politica del lavoro, Politica economica, Politica fiscale | Lascia un commento »La contromanovra di Italia Futura
10 idee per rimettere in moto il paese

Lunedì 22 agosto la Commissione Bilancio del Senato avvierà l’esame del disegno di legge di conversione del decreto legge no. 138 del 13 agosto 2011 contenente “Ulteriori misure urgenti per la stabilizzazione finanziaria e per lo sviluppo”. Italia Futura ha già espresso i propri dubbi e le proprie perplessità circa i contenuti di una manovra che consideriamo insufficiente ed iniqua ma soprattutto priva di una visione del futuro del paese (vedi l’editoriale di Luca di Montezemolo del 14 agosto 2011 “Sono scelte deboli contro l’emergenza”). Il Governo ha segnalato in tempi e modi diversi la propria disponibilità a correzioni che ci auguriamo significative.
Cogliendo questa disponibilità riteniamo di dover sintetizzare le direzioni di una possibile modifica del decreto avvertendo che i punti che seguono non devono intendersi come un menù, una lista all’interno della quale scegliere ciò che più aggrada e respingere ciò che appare più scomodo. Essi, al contrario, vanno considerati contestualmente in quanto rispondono ad una idea complessiva del paese, delle sue scelte di finanza pubblica, del loro impatto sulle diverse fasce sociali e delle loro conseguenze sulla crescita.
Il primo attore economico al quale riteniamo necessario e doveroso chiedere un sacrificio in questo frangente sono le Istituzioni (Scheda no. 1: Una patrimoniale per lo Stato e gli Enti locali; Scheda no. 2: Un contributo di solidarietà da parte della politica). Il patrimonio mobiliare ed immobiliare dello Stato e degli Enti locali è il primo patrimonio al quale fare ricorso per abbattere il debito pubblico (con l’obbiettivo di portarlo al più presto al di sotto del 100% del prodotto) e con esso il servizio del debito. Molto si può fare in tempi anche molto rapidi e moltissimo si può fare nel medio periodo. Dismettere il patrimonio pubblico è un atto dovuto nei confronti dei tanti italiani che sperimentano oggi la serietà della crisi. Lo è ancor di più dopo gli eventi delle passate settimane che hanno segnalato come proprio nella acquisizione e nella gestione del patrimonio pubblico si annida spesso la corruzione più diffusa e intollerabile. Ma dismettere non basta, bisogna anche intervenire sui flussi di spesa più direttamente attinenti le istituzioni. Sopprimendo le provincie, e non limitandosi ad accorparne alcune. Intervenendo decisamente su organi costituzionali come il Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro e su enti locali sui generis come le Camere di Commercio. E si tratta solo dei primi esempi.
Ciò premesso, riteniamo che la manovra all’esame del Parlamento sia una straordinaria opportunità per affrontare e risolvere alcuni nodi annosi dell’economia e della società italiane. La previdenza, in primo luogo (Scheda no. 3: Previdenza, un cantiere da chiudere). Riteniamo che sia arrivato il momento di superare definitivamente istituti nati e cresciuti in un contesto socio-economico completamente diverso da quello attuale (come le anzianità o la minore età pensionabile femminile) anche per poter disporre delle risorse necessarie a costruire un welfare a misura delle donne e un sistema previdenziale aperto alle generazioni più giovani. Se quindici anni fa era Cofferati a gridare “le pensioni non si toccano”, oggi è Bossi a recitare la stessa parte. E’ arrivato il momento che il paese si liberi dei conservatorismi tanto di sinistra quanto di destra che lo hanno fino ad ora ingabbiato.
Il mercato del lavoro, in secondo luogo (Scheda no. 4: Tutti uguali davanti al lavoro). Riteniamo che non sia più rinviabile l’introduzione di un unico contratto di lavoro a protezione crescente per tutti i futuri lavoratori dipendenti (ferme restando le ovvie eccezioni a contenuto formativo o dei contratti a termine per i casi di sostituzioni temporanee o di punte stagionali): occupazione a tempo indeterminato per tutti i nuovi assunti quindi e piena protezione contro le discriminazioni e contro i licenziamenti disciplinari ingiustificati, ma nessuna inamovibilità per motivi economici e organizzativi.
La definizione delle questioni previdenziali permetterebbe di abolire l’odioso, perché profondamente iniquo, contributo di solidarietà. Non mancano peraltro le ragioni per un intervento inteso a chiedere a chi più ha di contribuire maggiormente alla soluzione delle difficoltà del paese (Scheda no. 5: Crescita ed equità, due facce della stessa medaglia). Riteniamo che sia questo il momento per introdurre una imposta patrimoniale permanente con aliquota pari allo 0,5% sui patrimoni superiori a 10 milioni di euro. Il gettito dell’imposta sulle “grandi fortune” contribuirebbe, nel biennio 2012-2013, ad accelerare il percorso verso il pareggio di bilancio (portando comunque ad una pressione fiscale inferiore a quella prevista nella manovra) e sarebbe destinato dal 2014 a finanziare – su base strettamente competitiva – i settori dell’istruzione e della ricerca e della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
Riteniamo, comunque, che si debba evitare il ricorso, in questa fase, a misure di carattere estemporaneo (Scheda no. 6: Regole sì, ma soprattutto regole stabili). Riteniamo che sia un errore grossolano quello di non mantenere i patti con i contribuenti anche quando questi patti sono sbagliati (come nel caso dello scudo). Il discorso, per inciso, vale anche per l’addizionale Ires sulle imprese energetiche. Tassare nuovamente i capitali scudati sarebbe, comunque, una ipotesi legalmente non praticabile e riproporre un nuovo scudo fiscale non aggiungerebbe nulla di strutturale alla manovra. L’ennesimo tentativo di non prendere atto della serietà della situazione.
Al rigore ed alla equità, riteniamo vadano affiancati interventi in grado di riportare l’Italia a crescere. Si tratta di interventi, in tutti i casi, senza impatto sui conti dello Stato. Interventi relativi al rapporto fra Stato e contribuenti (Scheda no. 7: Dagli evasori ai contribuenti): la lotta all’evasione è compito essenziale di ogni Governo, a prescindere, ed il rispetto dell’obbligo fiscale è essenziale per il corretto funzionamento di un economia di mercato (la autodichiarazione patrimoniale di cui alla Scheda no. 5 può, in questo senso, costituire uno strumento fondamentale), purché, però, contestualmente ci si impegni senza esitazioni a destinare alla riduzione delle aliquote le risorse provenienti dall’attività di contrasto all’evasione.
Interventi relativi al alla composizione del prelievo fiscale (Scheda no. 8: Sostenere le imprese): immaginare di ricorrere ad un aumento della imposizione indiretta (dell’Iva, cioè) per sostituire questo o quel pezzo della manovra è irragionevole; l’aumento dell’Iva può essere una scelta intelligente se e solo se è parte di una manovra di riequilibrio delle entrate intesa a ridurre corrispondentemente, e per lo stesso ammontare, il prelievo sulle imprese (a cominciare dall’Irap).
Interventi relativi al funzionamento dei mercati (Scheda no. 9: Mercato, non solo a parole): l’idea che per sostenere la crescita sia necessario mettere in campo risorse pubbliche è, come minimo, fuorviante (il Mezzogiorno ne è testimone). Il ricorso alla spesa pubblica è, spesso, la modalità con cui la politica evita di affrontare questioni difficili. Le principali misure di sostegno alla crescita nel nostro paese sono a costo zero: riguardano il funzionamento della pubblica amministrazione, in tutti i suoi aspetti, e, in particolare, il funzionamento dei mercati con particolare riferimento al comparto dei servizi. Facciamo nostre le proposte in tema di liberalizzazioni avanzate recentemente dall’Istituto Bruno Leoni.
Interventi tesi a cambiare la cultura politica e sociale del paese (Scheda no. 10: Le riforme costituzionali). Introduzione del vincolo del bilancio in pareggio, dimezzamento del numero dei parlamentari, abolizione delle province, libertà di impresa. Si proceda senza indugio con l’obbiettivo di concludere in tutti i casi l’iter entro l’anno e lo si faccia seriamente.
Disciplina (e serietà) nelle politiche di bilancio e equità nella distribuzione dei sacrifici, crescita: se la politica italiana c’è – tanto al governo quanto all’opposizione – batta un colpo. Se non c’è – tanto al governo quanto all’opposizione – si faccia da parte. L’Italia non può aspettare.
Schede
1.Una patrimoniale per lo Stato e per gli Enti locali.
Il primo attore economico al quale chiedere un sacrificio in questo frangente sono le Pubbliche amministrazioni. Riteniamo che il patrimonio mobiliare ed immobiliare dello Stato e degli Enti locali sia il primo patrimonio al quale fare ricorso per abbattere il debito pubblico e con esso il servizio del debito.
Il patrimonio immobiliare delle amministrazioni locali ammonta a ca. 350 mld. di euro. La parte più consistente è posseduta dai Comuni (ca. 230 mld. di euro). Seguono le Regioni (11 mld. di euro) e le Provincie (29 mld. di euro). A ciò si aggiunge il patrimonio delle ASL (ca. 25 mld. di euro) e quello dell’Edilizia Residenziale Pubblica valutabile fra i 50 ed i 150 mld. di euro. Limitandoci al caso di Comuni, Provincie e Regioni, la parte libera, inutilizzata o affittata a terzi, è stimabile, in via prudenziale, in ca. il 3-5% del totale, pari ad un valore di mercato compreso fra i 20 ed i 40 mld. di euro. A questa andrebbe aggiunta la parte dell’Edilizia Residenziale Pubblica che ha perso le originarie finalità sociali, stimabile in ca. il 60% del totale. La Cassa Depositi e Prestiti – soggetto esterno alla P.A. – ha in essere mutui verso Comuni, Provincie e Regioni per complessivi 111 mld. di euro ca. che rappresentano debito pubblico per ca. 6 punti di Pil. Riteniamo che Comuni, Provincie e Regioni che dispongano di patrimonio immobiliare non utilizzato per fini strettamente istituzionali e/o affittato a terzi, debbano utilizzarlo per estinguere immediatamente, in tutto o in parte, i mutui già contratti con la Cassa Depositi e Prestiti (previa valutazione degli immobili da parte di un advisor nominato dalla stessa Cassa). La Cassa Depositi e Prestiti acquisirebbe gli immobili sostituendo nel suo attivo i mutui verso gli enti locali con le quote di un fondo cui gli immobili sarebbero successivamente trasferiti come equity e di cui la Cassa Depositi e Prestiti potrebbe limitarsi ad essere pro tempore il quotista di maggioranza relativa. Gli enti locali si priverebbero della parte non utilizzata del patrimonio immobiliare e contestualmente ridurrebbero l’indebitamento. Inoltre, nel caso di Comuni, Provincie e Regioni che non dispongano di patrimonio immobiliare non utilizzato per fini strettamente istituzionali e/o affittato a terzi ma dispongano di partecipazioni di controllo in società di capitali che gestiscano servizi di pubblica utilità, riteniamo che gli stessi Enti locali debbano utilizzare queste ultime per estinguere in tutto o in parte i mutui già contratti con la Cassa Depositi e Prestiti. L’impatto della norma sullo stock di debito pubblico è potenzialmente pari al 5% del Pil.
Il patrimonio mobiliare dello Stato ammonta a ca. 500 mld. di euro. Al suo interno spiccano alcune partecipazioni che in nessun senso possono considerarsi strategiche: due delle tre reti Rai, Bancoposta, Sace, Anas (per la componente concessioni) per fare solo i primi esempi. La loro dismissione, con modalità da definirsi, deve essere posta immediatamente all’ordine del giorno. L’introito corrispondente dovrebbe essere riversato nel fondo per l’ammortamento del debito pubblico.
Per memoria, si ricorda che fra il 1994 ed il 2003 furono privatizzati asset per ca. 90 mld. di euro. Nel periodo 2000-2005 sono stati privatizzati immobili pubblici per circa 20,4 miliardi di euro, di cui 16,3 miliardi da parte dello Stato ed Enti previdenziali e 4,2 da parte degli Enti territoriali.
2.Un contributo di solidarietà da parte della politica.
L’intervento sulle realtà provinciali e comunali di minori dimensioni presente nella manovra è meritorio ma largamente insufficiente. Nel primo caso, in particolare, esso non prefigura il necessario superamento dell’istituzione provinciale. Riteniamo dunque che, in attesa di norma costituzionale che elimini il livello intermedio di governo fra Comuni e Regioni, debbano essere soppresse tutte le province con meno di 1 milione di abitanti e che le funzioni delle stesse debbano essere fin d’ora trasferite alle Regioni o ai Comuni. A scanso di equivoci, è bene ripeterci: soppresse, e non accorpate.
Riteniamo, inoltre, che il Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro possa, nel rispetto del dettato costituzionale, essere collocato presso la Presidenza del Consiglio e ridotto a non più di 15 membri non remunerati per le loro funzioni.
Riteniamo che alcune delle funzioni a rilevanza pubblica oggi svolte dalle Camere di Commercio, Industria, Artigianato ed Agricoltura debbano essere affidate agli enti locali (in particolare la tenuta del registro delle imprese) e che l’autonomia degli enti camerali debba tradursi in una loro indipendenza economica derivante dalla fornitura a titolo oneroso di servizi alle imprese in regime di concorrenza, in assenza di qualsivoglia autonomia tributaria.
3.Previdenza: un cantiere da chiudere.
Le riforme dell’ultimo quindicennio – ivi inclusa la recente indicizzazione agli andamenti demografici – hanno fatto molto per garantire la sostenibilità del sistema nel lungo periodo che garantita ancora non è però in presenza di una crescita debole, per un verso, e, per l’altro, di un numero rilevante di carriere lavorative corte e/o discontinue. Riteniamo che sia arrivato il momento di superare definitivamente istituti nati e cresciuti in un contesto socio-economico completamente diverso da quello attuale anche per poter disporre delle risorse necessarie a costruire un welfare aperto alle donne e un sistema previdenziale a misura delle generazioni più giovani.
In primo luogo, le pensioni di anzianità. Nate nel 1969 in un momento in cui le tendenze demografiche sembravano permettere una maggiore generosità, oggi sono un inaccettabile onere a carico delle generazioni future. Chiudere la parentesi delle pensioni di anzianità – con la dovuta eccezione dei cd. lavori usuranti – è semplicemente un atto dovuto. Riteniamo, quindi che i requisiti per le pensioni di anzianità (tanto per i dipendenti quanto per gli autonomi) vadano così ridefiniti: (a) dal 1°gennaio 2012 almeno 36 anni di anzianità contributiva e 62 anni di età, (b) dal 1° gennaio 2013 almeno 36 anni di anzianità contributiva e 63 anni di età, (c) dal 1° gennaio 2014 almeno 36 anni di anzianità contributiva e 64 anni di età, (d) dal 1° gennaio 2015 almeno 36 anni di anzianità contributiva e 65 anni di età. L’intervento riguarderebbe, nel triennio, non più di 150 mila lavoratori.
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In secondo luogo, l’età pensionabile femminile. La differenza rispetto alla età pensionabile maschile non è altro che la conseguenza di un modello sociale centrato sul maschio, prevalente fonte di reddito familiare. Un risarcimento e, soprattutto, un anacronismo che, non contenti, vorremmo cominciare a correggere solo fra dieci anni. Riteniamo che l’adeguamento debba aver luogo a partire dal 1° gennaio 2012 e concludersi, al massimo, nel giro di un decennio.
In terzo luogo, l’età pensionabile. Riteniamo che si debba anticipare al 2012 l’adeguamento dell’età pensionabile alle aspettative di vita, con l’obbiettivo di portare l’età pensionabile a 67 anni fin dal 2016.
Nel complesso, i tre interventi citati comporterebbero a partire dal 2012 minori spese per ca. 0,5-1,0 mld. di euro che crescerebbero nel tempo fino a raggiungere 1-2 mld. di euro nel 2014, 2-3 mld. nel 2015 e, a regime, ca. 15-20 mld. di euro.
Una quota minima dei risparmi citati dovrebbe essere destinata fin dal 2012 (a) alla definizione di uno schema di prestiti contributivi in grado di sfruttare il meccanismo “ad accumulazione” del sistema previdenziale vigente; uno schema inteso a consentire – con oneri marginali per lo Stato – carriere contributive continue anche per le generazioni più giovani in grado di evitare quel che fra qualche tempo sarà inevitabile: il ritorno in grande stile della pensione assistenziale; (b) alla realizzazione di una rete di asili nido in grado di favorire la partecipazione femminile al mercato del lavoro; e (c) al finanziamento della riforma della contrattazione (vedi Scheda no. 4) .
4.Tutti uguali davanti al lavoro.
Riteniamo che non sia più rinviabile l’introduzione di un unico contratto di lavoro a protezione crescente per tutti i futuri lavoratori dipendenti (ferme restando le ovvie eccezioni a contenuto formativo o dei contratti a termine per i casi di sostituzioni temporanee o di punte stagionali): occupazione a tempo indeterminato per tutti quindi e piena protezione contro le discriminazioni e contro i licenziamenti disciplinari ingiustificati, ma nessuna inamovibilità per motivi economici e organizzativi. In caso di licenziamento, trattamento complementare di disoccupazione “alla scandinava”, contribuzione figurativa per i periodi di disoccupazione, assistenza nel mercato del lavoro più efficace e controllo altrettanto efficace sulla effettiva disponibilità del lavoratore alla nuova occupazione. Nel contempo, attenta valutazione dei maggiori oneri monetari sopportati dalle imprese a seguito del cambio di regime (valutabili in media e in termini prudenziali in circa lo 0,3% della retribuzione lorda) e rimborso degli stessi oneri medi in via permanente attraverso una riduzione di pari importo di alcune voci di contribuzione e i rimborsi resi possibili dal Fondo Sociale Europeo.
5.Crescita ed equità: due facce della stessa medaglia.
Riteniamo che sia questo il momento per introdurre una imposta patrimoniale permanente con aliquota pari allo 0,5% sui patrimoni superiori a 10 mil. e tetto pari a euro 1.000.000 (escludendo le partecipazioni in società non quotate ma non le immobiliari e le holding di partecipazione). L’imposta sarebbe basata su una autodichiarazione dei patrimoni mobiliari ed immobiliari eccedenti i 10 ml. di euro da parte dei contribuenti da presentarsi unitamente alla dichiarazione Ire e dovrebbe prevedere pesanti sanzioni nel caso di dichiarazioni mendaci.
Secondo le stime dell’Associazione Italiane Private Banking, sono 20 mila gli italiani con un patrimonio finanziario netto fra i 5 e i 10 milioni di euro e 8 mila quelli con patrimonio finanziario netto superiore a 10 milioni di euro: Ricordando che la ricchezza mobiliare delle famiglie italiane tende ad essere i 2/3 circa della ricchezza immobiliare, una valutazione prudenziale porterebbe a valutare in oltre 1,0 mld. di euro il gettito dell’imposta se riferita al solo scaglione più elevato (> 10 ml. di euro).
Il gettito dell’imposta andrebbe a sostituire, per dimensione, negli anni 2012 e 2013 il cd. contributo di solidarietà e, a partire dal 2014, verrebbe destinato a finanziare – su base strettamente competitiva – i settori dell’istruzione e della ricerca e della tutela e valorizzazione del patrimonio culturale italiano.
6.Regole sì, ma soprattutto regole stabili.
Il fisco dovrebbe essere il regno della stabilità, della semplicità, della trasparenza. Le norme fiscali dovrebbero essere pensate per durare decenni (e non anni) e dovrebbero essere costruite per essere comprese. Ma non in Italia: valga per tutti l’esempio della addizionale Ires sulle imprese del settore energetico che rappresenta, al meglio, uno dei principi cui più frequentemente si è ispirata la politica italiana nell’ultimo quindicennio: le regole possono essere cambiate in qualunque momento a discrezione del Sovrano. Finché questa sarà l’impostazione, i capitali stranieri di cui pure avremmo estremo bisogno non metteranno piede in Italia (e quelli italiani ne usciranno). In questo senso, sopprimere l’addizionale Ires è parte di una nuova e diversa strategia di politica economica intesa a riportare i capitali esteri in Italia. Nella stessa direzione va il rifiuto di tassare i capitali rientrati con lo scudo fiscale. Che quei capitali siano stati a suon tempo tassati in misura infima è fuori discussione, ma altrettanto fuori discussione dovrebbe essere il rispetto dei patti.
7.Dagli evasori ai contribuenti.
La lotta all’evasione è compito essenziale di ogni Governo, a prescindere, ed il rispetto dell’obbligo fiscale è essenziale per il corretto funzionamento di un economia di mercato. La autodichiarazione patrimoniale (di cui al punto 4) può, in questo senso, costituire uno strumento fondamentale. Purché, però, contestualmente ci si impegni a destinare alla riduzione delle aliquote le risorse provenienti dall’attività di contrasto all’evasione. Lo abbiamo detto e lo ripetiamo: si chieda al Ragioniere generale dello Stato di certificare ex post il recupero da evasione e si stabilisca fin d’ora che lo stesso sarà dedicato anno dopo anno alla riduzione della pressione fiscale. Se per qualche anno si mantenesse il ritmo del 2010 (ca. 10 mld. di euro evasi recuperati dall’Amministrazione), basterebbe una legislatura per ridurre significativamente e visibilmente la pressione fiscale sui contribuenti onesti.
Immaginare di ricorrere ad un aumento della imposizione indiretta (dell’Iva, cioè) per sostituire questo o quel pezzo della manovra è irragionevole: si andrebbe incontro a tutti i rischi di un aumento della imposizione indiretta (in particolare, ad un ritocco generalizzato dei prezzi) senza trarre tutti i benefici che da una simile operazione potrebbero derivare. L’aumento dell’Iva può essere una scelta intelligente se e solo se è parte di una manovra di riequilibrio delle entrate intesa a ridurre corrispondentemente, e per lo stesso ammontare, il prelievo sulle imprese (a cominciare dall’Irap e, in particolare, dalla deducibilità del costo del lavoro).
Facciamo nostre le proposte avanzate oggi su La Stampa in tema di liberalizzazioni dall’Istituto Bruno Leoni. E cioè:
a)separazione della rete gas dall’ex monopolista per liberalizzare il mercato del gas;
b)introduzione della concorrenza nel trasporto ferroviario regionale;
c)liberalizzazione dei servizi pubblici locali;
d)riforma dei servizi idrici (pur nel rispetto dell’esito del referendum);
e)liberalizzazione del settore postale;
f)liberalizzazione degli orari e dei giorni di apertura dei negozi;
g)liberalizzazione dell’assicurazione infortuni (e privatizzazione dell’Inail)
h)piena liberalizzazione delle telecomunicazioni.
(http://www.brunoleoni.it/nextpage.aspx?codice=10576)
Introduzione del vincolo del bilancio in pareggio, dimezzamento del numero dei parlamentari, libertà di impresa. Si proceda senza indugio con l’obbiettivo di concludere in tutti i casi l’iter entro l’anno ma lo si faccia seriamente. Nel caso del pareggio di bilancio (art. 81) si preveda (a) una maggioranza qualificata per l’approvazione di deroghe al pareggio, nel caso in cui si debbano fronteggiare situazioni eccezionali, e (b) un limite percentuale al rapporto tra spesa pubblica e PIL, in modo da rendere più efficace il vincolo del pareggio. Nel caso della libertà di impresa, se proprio si vuole intervenire sull’art. 41, lo si faccia per affermare un principio in Italia regolarmente negato da tutti i governi dell’ultimo quindicenni. Si scriva che le norme che regolano l’attività economica privata non possono essere retroattive. Per gli investitori internazionali questo sarebbe un messaggio infinitamente più forte del “ciò che non è vietato è permesso” che oltre le Alpi avrebbero serie difficoltà, prima che ad interpretare, a tradurre.
11. Come si evince dalla tabella che segue, le modifiche proposte hanno natura strutturale e implicano risparmi crescenti nel tempo. Esse implicano una pressione fiscale inferiore per ca. 0,5 punti percentuali di Pil rispetto alla manovra all’esame del Senato e, a partire dal 2015, pongono le premesse perché i tagli di spesa consentano una ulteriore graduale riduzione della pressione fiscale.

da La contromanovra di Italia Futura – ItaliaFutura.it.
No al rialzo dell’Iva, via la super Irpef e interventi sulle pensioni, così Pdl e Lega riscrivono la manovra – Il Sole 24 ORE
Pubblicato: 30 agosto 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA della Politica italiana, AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bilancio dello Stato, Politica economica, Politica fiscale | Lascia un commento »Sull’Iva passa la linea Tremonti. Mini-ritocco sulle pensioni
Così, alla fine, sulla possibilità di un rialzo dell’imposta sul valore aggiunto il titolare dell’Economia è riuscito a far passare la sua linea, cioè quella del rinvio di un eventuale rialzo all’interno della delega fiscale. Pdl e Lega hanno quindi studiato un’altra strada per arrivare al medesimo risultato: cioè quella di una tassazione su intestazioni e interposizioni patrimoniali elusive e di una scure sulle coop per ricavare risorse da destinare alla soppressione della super Irpef. Che dunque dovrebbe finire definiitivamente nel cassetto come chiedeva del resto il Cavaliere. Quanto alle pensioni, altro delicato argomento sull’asse Pdl-Lega, è stato concordato «il mantenimento dell’attuale regime previdenziale già previsto per coloro che abbiano maturato quarant’anni di contributi con esclusione dei periodi relativi al percorso di laurea e al servizio militare che rimangono comunque utili ai fini del calcolo della pensione».
Via alla riduzione dei i tagli agli enti locali
Dal summit arriva poi una boccata d’ossigeno anche per gli enti locali. La riduzione dei tagli previsti a loro carico dovrebbe aggirarsi attorno ai due miliardi di euro. Maroni ha illustrato la proposta alla delegazione dei sindaci lasciando il vertice di Arcore poco dopo le 16 ed è poi tornato nella residenza milanese del premier per riferire dell’esito del confronto con i sindaci. Su questo punto, le richieste degli amministratori erano state molto chiare: drastica riduzione dei loro sacrifici o sarà ancora mobilitazione. Non è escluso dunque che la maggioranza possa reperire ulteriori risorse prima del deposito degli emendamenti fissato tra qualche ora. Anche perché, per il momento, dall’Anci non arrivano giudizi molto positivi sul vertice di Arcore. «C’è qualche timido riconoscimento per la situazione finanziaria degli Enti locali ma, in attesa di conoscere i dettagli dell’accordo di maggioranza, il giudizio si configura più negativo che positivo», taglia corto il presidente facente funzione dell’Anci, Osvaldo Napoli.
Piccoli Comuni: nessuna soppressione ma accorpare le funzioni
Sul fronte, poi, della soppressione dei piccoli municipi è stata decisa la «sostituzione dell’articolo della manovra relativo ai piccoli Comuni con un nuovo testo che preveda l’obbligo dello svolgimento in forma di unione di tutte le funzioni fondamentali a partire dall’anno 2013 nonché il mantenimento dei consigli comunali con riduzione dei loro componenti senza indennità o gettone alcuno per i loro membri». Insomma, su questo punto le richieste dei sindaci dei Comuni sotto i mille abitanti – che nei giorni scorsi avevano incontrato anche il sottosegretario Gianni Letta ottenendo da lui precise rassicurazioni – sono state invece in gran parte accolte.









