Archivi categoria: Politica sociale
Fulvio Conti, Gianni Silei Breve storia dello Stato sociale Nuova edizione, Carocci editore
Breve storia dello Stato sociale
Nuova edizione
EDIZIONE: 2013
COLLANA: Studi Superiori (892)
ISBN: 9788843069040
- Pagine 256
- Prezzo€ 21,00
- in libreria dal 16 maggio
In breve
Gli autori ricostruiscono la storia dello Stato sociale in una prospettiva comparata e di lungo periodo: dall’analisi delle forme di assistenza ai poveri nell’Inghilterra elisabettiana alla diffusione delle assicurazioni occupazionali nella Germania di Bismarck e nel resto d’Europa; dalla nascita del concetto di sicurezza sociale nell’America di Roosevelt alla strada seguita in quegli anni dagli Stati totalitari, alle alterne vicende del welfare state nel mondo occidentale. Nella nuova edizione rivista e aggiornata il libro illustra, infine, i nuovi sentieri che lo Stato sociale ha cominciato a percorrere per rispondere alle sfide dei grandi cambiamenti sociali, economici e demografici oggi in atto. Sopravviveranno i sistemi di welfare all’onda d’urto della crisi economica e al perdurante appeal delle teorie neoliberiste? Gli autori propendono per una risposta positiva e ne individuano le ragioni in due aspetti che da sempre rappresentano altrettanti elementi fondativi dello Stato sociale: la sua flessibilità, l’attitudine cioè a intercettare i mutevoli bisogni della società modificando nel tempo gli ambiti di tutela, e soprattutto la sua funzione di difesa rispetto ai traumi politici e sociali prodotti da un mondo sempre più insicuro
Alain TOURAINE, Nell’epoca della fine delle società industriali, verso quale società stiamo andando? 21 aprile, ore 18, Salone del Maggior Consiglio Partecipa Alessandro Cavalli La Storia in Piazza 2013 http://www.lastoriainpiazza.it
POLITICHE SOCIALI, di Ugo Ascoli, in NUOVO DIZIONARIO DI SERVIZIO SOCIALE, Carocci Faber 2013, pagg. 435-442
POLITICHE SOCIALI, di Ugo Ascoli, in NUOVO DIZIONARIO DI SERVIZIO SOCIALE, Carocci Faber 2013, pagg. 435-442

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Maurizio Ferrera: “neowelfarismo liberale”
Più liberi e più uguali con il neowelfare
Mauro Ferrari, LA FRONTIERA INTERNA. Welfare locale e politiche sociali, Edizioni: Academia Universa Press
LA FRONTIERA INTERNA. Welfare locale e politiche sociali
a cura di Mauro Ferrari
Anno: 2010
Euro: € 22,50
N° pagine: 256
Edizioni: Academia Universa Press
Quale è l’impatto dell’utenza migrante sui confini del welfare? Come funzionano le istituzioni, quali le ambivalenze e le criticità? L’arrivo di un nuovo soggetto in una organizzazione e nella società tutta, introduce elementi trasformativi di grande rilievo. È un indicatore significativo nel dilemma organizzativo e nel sistema delle relazioni esistenti. Questo è il racconto di un viaggio e come in tutti i viaggi vi si narra di una partenza, delle direzioni prese, dei compagni di strada, degli incontri, delle considerazioni fatte e delle conoscenze che giungono attraverso un percorso di esplorazione dei propri confini. Un viaggio alla ricerca delle frontiere interne del welfare.
L’analisi che si riferisce ai servizi e agli operatori che si occupano di migranti, analizza i processi di costruzione delle politiche sociali con particolare attenzione agli assetti organizzativi. Il testo affronta anche la questione del lavoro sociale, della gestione delle relazioni e delle interazioni. Un focus particolare è dedicato al ruolo delle equipe e dei leader organizzativi. Una ricerca che pone in rilievo il tema delle differenze, differenze che sono costitutivamente in relazione, dove l’Altro non è un’entità separata, non può essere considerato come un “oggetto” di studio su cui fare esperienza ma come l’altro polo di una relazione. Conoscerlo significa conoscere una parte di Sé. Per chi abita la frontiera del welfare e vuole cogliere i segnali delle trasformazioni in corso.
convegno “Redditi, lavoro e famiglie. Disuguaglianze e politiche redistributive al tempo della crisi” organizzato dalla Fondazione Ermanno Gorrieri il 23 e 24 novembre a Modena
Le politiche sociali nell’Italia del ’900, mercoledì 26 ottobre 2011, senato Web TV
mercoledì 26 ottobre 2011
Convegno “Le politiche sociali nell’Italia del ’900″
XVI Legislatura
Sala degli Atti Parlamentari della Biblioteca del Senato
La giornata di studio su “Le politiche sociali nell’Italia del ’900″ si proponeva di focalizzare alcuni passaggi della vicenda dello Stato sociale nell’intento di dare ragione di continuità e discontinuità di istituti che, soprattutto, nell’esperienza italiana, si sono andati formando in momenti diversi della storia nazionale e attraverso stratificazioni successive e che, ancora oggi, presentano un notevole grado di frammentazione e contraddittorietà.
Paolo Ferrario: SCHEDE DIDATTICHE SU ALCUNE DEFINIZIONI DI “WELFARE STATE”
WELFARE STATE OGGI La crisi dei modelli di solidarietà nel dibattito contemporaneo di FABIO CITTADINI
WELFARE STATE OGGI
La crisi dei modelli di solidarietà nel dibattito contemporaneo
di FABIO CITTADINI
vai a: http://www.educatt.it/collegi/archivio/20073Cittadini.pdf
Risposte alla crisi. Esperienze, proposte e politiche di welfare in Italia e in Europa, Percorsi di secondo welfare – Newsletter 17 / 2012
Risposte alla crisi. Esperienze, proposte e politiche di welfare in Italia e in Europa
Maurizio Ferrera, Valeria Fargion, Matteo Jessoula Alle radici del welfare all’italiana Origini e futuro di un modello sociale squilibrato, Marsilio editori, 2012
Maurizio Ferrera, Valeria Fargion, Matteo Jessoula
Alle radici del welfare all’italiana
Origini e futuro di un modello sociale squilibrato

Il volume indaga e interpreta le radici del welfare state italiano tramite un’analisi storico-evolutiva dalla fine del XIX secolo agli anni settanta del XX.
Più in dettaglio, il lavoro si propone tre obiettivi:
1) caratterizzare sulla base di dati quantitativi e qualitativi sia la natura che l’entità degli squilibri funzionali e distributivi;
2) tracciare la loro genesi nel tempo individuandone i fattori che ne sono stati responsabili;
3) formulare, sulla scorta di una discussione critica della letteratura comparata sullo sviluppo del welfare state, ipotesi esplicative, proponendo infine un’interpretazione in chiave storico-istituzionalista capace di rendere conto delle scelte effettuate dagli attori politici italiani negli snodi evolutivi in cui la doppia distorsione si è formata e consolidata.
Karl Hinrichs, Matteo Jessoula, Labour Market Flexibility and Pension Reforms, Palgrave Macmillan
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da Labour Market Flexibility and Pension Reforms : Palgrave Macmillan.
Alesina, Giavazzi : C’era una volta lo Stato sociale in Corriere della Sera, 23 settembre 2012
In quarant’anni, dall’inizio degli anni Settanta ad oggi, l’aspettativa di vita alla nascita si è fortunatamente allungata, in Italia, di dieci anni: da 69 a 79 per gli uomini, da 75 a 85 per le donne. L’allungamento della vita si è anche riflesso in un aumento dell’aspettativa di vita a 65-67 anni, cioè al limite dell’età pensionabile: nel 1970 un sessantacinquenne maschio viveva in media altri 13 anni, oggi la media è diciotto; per le donne è salita da 16 a 22 anni. Ci sono voluti decenni prima che ci accorgessimo che occorreva adeguare l’età di pensionamento all’allungarsi della vita media: nel frattempo la spesa per pensioni è cresciuta dall’8 per cento del Prodotto interno lordo (Pil) nel 1970 a quasi il 17 per cento oggi.
L’allungamento della vita ha anche prodotto un aumento delle spese per la salute. Un anziano oltre i 75 anni costa al sistema sanitario ordini di grandezza superiori rispetto a persone di mezza età. Risultato, la nostra spesa sanitaria oggi sfiora il 10 per cento del Pil. Insieme, sanità e pensioni costano il 27 per cento, 10 punti più di quanto costavano quando il nostro Stato sociale italiano fu concepito.
A questo aumento straordinario non abbiamo fatto fronte riducendo altre spese (ad esempio quella per dipendenti pubblici, che era il 10 per cento del Pil 30 anni fa ed è rimasta il 10 oggi), bensì solo con un aumento della pressione fiscale: dal 33 per cento quarant’anni fa al 48 oggi.
È questo uno dei motivi per cui abbiamo smesso di crescere. Avevamo uno Stato calibrato per una popolazione relativamente giovane; poi la vita si è allungata, le spese sono salite, ma lo Stato è rimasto sostanzialmente lo stesso, richiedendo una pressione fiscale di 15 punti più elevata.
Il problema dell’invecchiamento della popolazione non è solo italiano. Anche negli Stati Uniti, ad esempio, il Medicare (l’assistenza sanitaria gratuita per tutti gli anziani, che sta facendo esplodere il deficit americano) è uno dei temi al centro della campagna elettorale. Ma in Italia, con una popolazione che invecchia a tassi più elevati rispetto ad ogni altro Paese occidentale (il tasso di fertilità è inferiore al nostro solo in alcuni Stati del Centro-Est Europa) il tema è di particolare attualità. In più la partecipazione alla forza lavoro in Italia è relativamente bassa in tutte le categorie tranne gli uomini adulti. Donne, giovani e anziani lavorano meno in Italia che in altri Paesi occidentali, quindi relativamente pochi «lavoratori» devono farsi carico di tutti quelli che non lavorano.
Le riforme delle pensioni, ultima quella Fornero (in particolare l’indicizzazione dell’età pensionistica alla vita media), hanno fermato la crescita della spesa. In questi mesi la spending review del governo Monti si è occupata di come risparmiare qualche miliardo di euro, ma purtroppo tutto ciò non basta.
Dobbiamo ripensare più profondamente alla struttura del nostro Stato sociale. Per esempio, non è possibile fornire servizi sanitari gratuiti a tutti senza distinzione di reddito. Che senso ha tassare metà del reddito delle fasce più alte per poi restituire loro servizi gratuiti? Meglio che li paghino e contemporaneamente che le loro aliquote vengano ridotte. Aliquote alte scoraggiano il lavoro e l’investimento. Invece, se anziché essere tassato con un’aliquota del 50% dovessi pagare un premio assicurativo a una compagnia privata, lavorerei di più per non rischiare di mancare le rate.
Lo stesso vale per altri servizi offerti dallo Stato. Uno studente universitario costa circa 4.500 euro l’anno. Le famiglie ne pagano solo una parte; il resto lo paga il contribuente. Perché non dare borse di studio ai meritevoli meno abbienti e far pagare chi se lo può permettere il vero costo degli studi? Così facendo si aumenterebbe anche la domanda di qualità da parte degli studenti e delle loro famiglie. E si sarebbe meno disposti ad accettare professori che non fanno il loro dovere. Un passo nella direzione giusta è stato fatto alzando le tasse universitarie dei fuori corso, ma anche qui non basta.
Insomma, il nostro Stato sociale si è trasformato in una macchina che tassa le classi medio-alte e fornisce servizi non solo ai meno abbienti (com’è giusto che sia) ma anche alle stesse classi a reddito medio-alto. Questo giro di conto, con aliquote alte, scoraggia il lavoro e la produzione. Non solo, ma gli evasori ne traggono vantaggio; infatti beneficiano dei servizi pubblici gratuiti o quasi senza pagare le imposte.
Così come la campagna elettorale americana si sta focalizzando proprio sul ruolo dello Stato, così anche i nostri politici dovrebbero spiegarci che cosa pensano del futuro del nostro welfare . Per esempio se ritengono che quello che ci ritroviamo sia compatibile con la crescita.
da Alesina Giavazzi : C’era una volta lo Stato sociale :: VIP
contro obiezione:
La sanità pubblica è un lusso? No, è una convenienza
01 OTT - Pochi giorni fa il tandem “Alesina e Giavazzi” ha riproposto sul Corriere la sua ricetta: “I ricchi si paghino da soli la sanità. In cambio facciamogli pagare meno tasse”. L’idea non è molto originale, né particolarmente brillante. E soprattutto non si capisce, alla fine, a chi converrebbe di Cesare Fassari
Stournaras / Ministro delle Finanze greco: “Abbiamo il sistema di welfare più costoso dell’Eurozona”
“Abbiamo il sistema di welfare più costoso dell’Eurozona”, ha aggiunto, osservando: “non possiamo più mantenerlo con soldi presi in prestito”
da La Grecia deve restare sotto l’ombrello dell’euro | In dies info.
Pietro Ichino | DOVE PASSA OGGI LA FRONTIERA DELL’EQUITÀ: LE GRAVI RESPONSABILITA’ DELLA GENERAZIONE DEI SESSANTENNI E CINQUANTENNI DI OGGI NEI CONFRONTI DELLE GENERAZIONI SUCCESSIVE
LE GRAVI RESPONSABILITA’ DELLA GENERAZIONE DEI SESSANTENNI E CINQUANTENNI DI OGGI NEI CONFRONTI DELLE GENERAZIONI SUCCESSIVE – LA NECESSITA’ VITALE PER IL PAESE DI UN’OPERA DI RICOSTRUZIONE CULTURALE, ECONOMICA E ISTITUZIONALE DI RESPIRO ALMENO DECENNALE, SULLE LINEE DELL’AGENDA MONTI
vai a: Pietro Ichino | DOVE PASSA OGGI LA FRONTIERA DELL’EQUITÀ.
WELFARE TRANSNAZIONALE: la frontiera esterna delle politiche sociali, a cura di Flavia Piperno e Mara Tognetti Bordogna, EDIESSE, Roma 2012
Le riforme sono strumenti e vanno valutate per la loro efficacia
Welfare oggi Cultura e gestione del Sociale, Direttore Cristiano Gori
Welfare oggi
Cultura e gestione del Sociale
Direttore Cristiano Gori
- Sommario
- Due minuti
- Secondo me – “Tante piccole grandissime cose” – Intervista a Marco Trabucchi – a cura di Cristiano Gori
- POLITICHE
- Le conseguenze sociali della riforma previdenziale – Pierangelo Spano
- Un bilancio della Seconda Repubblica – Cristiano Gori, Ilaria Madama
- Perché è stato tagliato il welfare? – Angelo Marano
- ping-pong – Servono ancora i Piani di Zona? – Introduzione a cura di Franco Pesaresi e Maurizio Motta – Intervista a cura di Sonia Guarino
- ESPERIENZE
- Gli sportelli unici di accesso in Piemonte – Cristina Ramella Pezza, Gabriella Viberti, Maurzio Bertoli
- Riabilitare gli anziani con demenza a Sassari – Antonello Casu, Rita Virdis
- I centri diurni per la disabilità fra assistenza ed emancipazione – Mario Sperandini, Perla Gorbini
- Voci nella crisi – a cura di Sonia Guarino
- Nuova domiciliarità e non autosufficienza – Paolo Peruzzi
- ADI Lombardia: quali messaggi per le altre Regioni? – Fabrizio Giunco
- Il mio welfare locale: un patchwork in cantiere – Oliviero Motta
- STRUMENTI
- Il nuovo Ccnl per i lavoratori dipendenti da cooperative sociali – Luigi Pelliccia
- Il rinnovo contrattuale: 1 – Il punto di vista di Federsolidarietà – Vincenzo De Bernardo
- 2 – Il punto di vista del consorzio cgm – Intervista a Claudia Fiaschi – a cura di Francesca Paini
- 3 – Il punto di vista del sindacato – Intervista a Giovanni Pirulli – a cura di Francesca Paini
- L’attuazione del contratto collettivo: la parola ai cooperatori – Intervista a Riccardo Zoffoli e Omar Piazza – a cura di Flaviano Zandonai
- L’attuazione del contratto collettivo: la parola alla società di mutuo soccorso CesarePozzo – Intervista a Marco Grassi
- Le nuove tabelle del costo del lavoro
- Integra-azione – L’incontro tra la persona e i servizi – Lidia Goldoni
- APPROFONDIMENTI E MATERIALI
- Long term care in the UE
- Un bilancio della seconda repubblica – link utili
- D.G.R. 1746 del 18 maggio 2011
- D.G.R. 7211 del 2 agosto 2011
- I servizi alla persona in Regione Lombardia
- Contesto Adi
- Percorso di riforma
- Sperimentazione
- Gli sportelli unici di accesso in Piemonte – Rapporto di monitoraggio
- Nuova domiciliarità e non autosufficienza – Casa di Michele
da: welfareoggi.it.
SPENDING REVIEW: CNEL – Osservazioni e proposte
Politiche sociali nella crisi Il caso Puglia a cura di: Guido Memo, Alessandro Lattarulo EDIZIONE: 2012
Politiche sociali nella crisi
Il caso Puglia
a cura di: Guido Memo, Alessandro Lattarulo
EDIZIONE: 2012
COLLANA: Studi Economici e Sociali Carocci (72)
ISBN: 9788843063932
- Pagine 328
- Prezzo€ 32,00
- Acquista
Indice
Prefazione. Il welfare in pericolo di Ugo Ascoli
1. Crisi e welfare
2. Welfare e giovani
3. Welfare e Sud
4. Eil welfare locale?
5. Il caso Puglia
Parte prima
Ricerca
1. Introduzione. Qualcosa di nuovo dal Mezzogiorno diAlessandro Lattarulo, Guido Memo
Premessa/Peculiarità politiche e culturali della Puglia/Da Sud, sussidiariamente/ “Caso” Puglia?/Piani sociali di zona: spunti e questioni aperte/Le crisi economica e dell’Unione Europea/Politiche sociali nella crisi e chiosa finale sulla Puglia
2. La concertazione nei Piani sociali di zona 2010-12. Indagine su 11 Ambiti territoriali pugliesi di Cristina Di Modugno,Alessandro Lattarulo, Marina Pietroforte
Introduzione/Terzo Settore e politiche di welfare/Il processo di concertazione/ I risultati della concertazione/Considerazioni conclusive
3. Report Ambito di Foggia di Emanuele Università
Descrizione dell’Ambito/Indicatori socio-biografici degli intervistati/Il ruolo del ts nella governance locale dei servizi sociali/Programmazione e concertazione/I risultati della concertazione: efficacia e innovazione del processo decisionale/Gestione, monitoraggio e valutazione dei servizi/Conclusioni
4. Report Ambito di Manfredonia di Emanuele Pepe
Descrizione dell’Ambito/Indicatori socio-biografici degli intervistati/Il ruolo del ts nella governance locale dei servizi sociali/Programmazione e concertazione/I risultati della concertazione: efficacia e innovazione del processo decisionale/Gestione, monitoraggio e valutazione dei servizi/Conclusioni
5. Report Ambito di Andria di Marco Landucci
Descrizione dell’Ambito/Indicatori socio-biografici degli intervistati/Il ruolo del ts nella governance locale dei servizi sociali/Programmazione e concertazione/I risultati della concertazione: efficacia e innovazione del processo decisionale/Gestione, monitoraggio e valutazione dei servizi /Conclusioni
6. Report Ambito di Bari di Grazia Moschetti
Descrizione dell’Ambito/Indicatori socio-biografici degli intervistati/Il ruolo del ts nella governance locale dei servizi sociali/Programmazione e concertazione/I risultati della concertazione: efficacia e innovazione del processo
Decisionale/Gestione, monitoraggio e valutazione dei servizi/Conclusioni
7. Report Ambito di Conversano di Grazia Moschetti
Descrizione dell’Ambito/Indicatori socio-biografici degli intervistati/Il ruolo del ts nella governance locale dei servizi sociali/Programmazione e concertazione/I risultati della concertazione: efficacia e innovazione del processo decisionale/Gestione, monitoraggio e valutazione dei servizi/Conclusioni
8. Report Ambito di Taranto di Giovanna Magistro
Descrizione dell’Ambito/Legislazione nazionale e regionale e riconoscimento del ruolo del TS nelle politiche di welfare/Programmazione e concertazione/I risultati della concertazione: efficacia e innovazione del processo decisionale/Gestione, monitoraggio e valutazione dei servizi/Conclusioni
9. Report Ambito di Grottaglie di Giovanna Magistro
Descrizione dell’Ambito/Indicatori socio-biografici degli intervistati/Il ruolo del TS nella governance locale dei servizi sociali/Programmazione e concertazione/I risultati della concertazione: efficacia e innovazione del processo decisionale/Conclusioni
10. Report Ambito di Brindisi di Valeria Pecere
Descrizione dell’Ambito/Indicatori socio-biografici degli intervistati/Le definizioni di TS degli intervistati/Il ruolo del TS nellagovernance locale dei servizi sociali/Programmazione e concertazione/I risultati della concertazione: efficacia e innovazione del processo decisionale/Gestione, monitoraggio e valutazione dei servizi/Conclusioni
11. Report Ambito di Fasano di Valeria Pecere
Descrizione dell’Ambito/Indicatori socio-biografici degli intervistati/Il ruolo del ts nella governance locale dei servizi sociali/Programmazione e concertazione/I risultati della concertazione: efficacia e innovazione del processo
Decisionale/Gestione, monitoraggio e valutazione dei servizi/Conclusioni
12. Report Ambito di Lecce di Danilo Conte
Descrizione dell’Ambito/Indicatori socio-biografici degli intervistati/Il ruolo del ts nella governance locale dei servizi sociali/Programmazione e concertazione/I risultati della concertazione: efficacia e innovazione del processo decisionale/Gestione, monitoraggio e valutazione dei servizi/Conclusioni
13. Report Ambito di Gagliano del Capo di Danilo Conte
Descrizione dell’Ambito/Indicatori socio-biografici degli intervistati/Programmazione e concertazione/I risultati della concertazione: efficacia e innovazione del processo decisionale/Gestione, monitoraggio e valutazione dei servizi/Conclusioni
Parte seconda
Riflessioni di contesto
14. Welfare e Terzo Settore. Il futuro del volontariato di Giorgio Marcello
Introduzione/ La sussidiarizzazione delle politiche sociali. Il contributo del TS/ La metamorfosi del volontariato moderno/Le caratteristiche dell’associazionismo volontario meridionale alla luce di alcune recenti ricerche empiriche/Conclusioni. È possibile ipotizzare un recupero della dimensione politica e della prassi del radicamento sociale?
15. Concertazione, programmazione e valutazione nelle politiche sociali della Regione Puglia di Piero D’Argento
Introduzione/La legislazione regionale e la sua attuazione/La programmazione regionale/Il monitoraggio e la valutazione/Conclusioni
16. Le politiche a sostegno della creatività della Regione Puglia di Mariadele Di Fabbio
Introduzione/Le politiche giovanili: attivazione e partecipazione come motore dello sviluppo socio-economico/Conclusioni
17. Volontariato in Puglia: cresce il “ruolo politico” di Luigi Russo
La realtà del volontariato in Italia/La ricerca csv Puglia Net-Regione Puglia/Il trend del volontariato pugliese/Volontariato e Terzo Settore: le sfide per costruire il futuro
18. Quale ruolo per il Terzo Settore? di Daniele Ferrocino
Bibliografia
Gli autori
Riccardo Guidi, Il welfare come costruzione socio-politica. Principi, strumenti, pratiche – Riccardo Guidi – FrancoAngeli
Il welfare come costruzione socio-politica. Principi, strumenti, pratiche |
CEDAW, RAPPORTO OMBRA in merito allo stato di attuazione da parte dell’Italia della Convenzione ONU per l’Eliminazione di Ogni Forma di Discriminazione nei Confronti della Donna (CEDAW), Giugno 2011
- Rapporto Ombra CEDAW versioneitaliana in formato Pdf
nel 2020 l’età di pensionamento in Italia sarà la più alta in Europa, con 66 anni e 11 mesi per uomini e donne, a fronte dei 65 anni e 9 mesi della Germania e i 66 della Danimarca, si legge nel Libro bianco del commissario per l’Occupazione e gli affari sociali, László Andor
l’Europa prende atto, nero su bianco, che con l’ultima riforma della previdenza l’Italia avrà la più alta età di pensionamento tra i Paesi membri, uguale per uomini e donne. E ciò non accadrà chissà tra quanto ma già nel 2020. Lo certifica il Libro bianco sulle pensioni diffuso sotto la regia del commissario per l’Occupazione e gli affari sociali, László Andor. E finalmente non c’è più, come accadeva in tutti i documenti ufficiali di Bruxelles, alcuna raccomandazione all’Italia, come invece c’è per gli altri Paesi, a eccezione di Germania e Ungheria. Abbiamo insomma fatto «i compiti a casa», direbbero il presidente del Consiglio, Mario Monti, e il ministro del Lavoro, Elsa Fornero.
Secondo la tabella di marcia della riforma, già nel 2020 l’età di pensionamento in Italia sarà la più alta in Europa, con 66 anni e 11 mesi per uomini e donne, a fronte dei 65 anni e 9 mesi della Germania e i 66 della Danimarca, si legge nel Libro bianco. E questo primato si consoliderà successivamente perché la stessa riforma prevede adeguamenti periodici dell’età di pensionamento alla speranza di vita. Così si arriverà, secondo le previsioni, a 68 anni e 11 mesi nel 2040, a 69 anni e 9 mesi nel 2050 e a 70 anni e 3 mesi nel 2060, anno in cui la Germania, se non interverranno riforme, sarà ferma a 67 anni, il Regno Unito a 68.
Il salto è enorme se si pensa che fino allo scorso anno nel nostro Paese l’età di pensionamento di vecchiaia era di 65 anni per gli uomini e 60 per le donne e c’era la possibilità di uscire dal lavoro con la pensione di anzianità a «quota 96» (60 anni d’età e 36 di contributi oppure 61+35). Ciò faceva sì che nei confronti internazionali sull’età media effettiva di pensionamento l’Italia accusasse un paio d’anni in meno della Germania: nel 2009 essa era di 60,8 anni per gli uomini e 59,4 per le donne in Italia contro i 62,6 anni e i 61,9 anni per i lavoratori e le lavoratrici tedesche.
L’aumento dell’età pensionabile è inevitabile, si sottolinea nel documento della Commissione, visto che entro il 2060 la speranza di vita alla nascita dovrebbe aumentare in Europa di 7,9 anni per i maschi e di 6,5 anni per le femmine. Le riforme serviranno inoltre a contenere la spesa, che attualmente supera in media il 10% del prodotto interno lordo (in Italia siamo intorno al 15%, ma la nostra è la società più vecchia del continente) e che arriverà «probabilmente al 12,5%» nonostante i correttivi già decisi in numerosi Paesi.
BOSI PAOLO (a cura di), Corso di scienza delle finanze, sesta edizione, il Mulino 2012
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P. BOSI (a cura di) Corso di scienza delle finanze Collana “Strumenti”
pp. 536, € 35,00 in libreria dal 01/03/2012 Note: Nuova edizione corredata da sito web |
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Prefazione alla sesta edizione I. Le ragioni dell’intervento pubblico (P. Bosi) II. La finanza pubblica in Italia, il Bilancio dello Stato e la Legge di stabilità (P. Bosi e P. Silvestri) III. Teoria dell’imposta (P. Bosi e M.C. Guerra) IV. La teoria del debito pubblico (P. Bosi) V. Il decentramento fiscale (P. Bosi) VI . La politica fiscale nell’Unione economica e monetaria (P. Bosi) VII. Servizi di pubblica utilità e politiche per la concorrenza (P. Bosi) VIII. La spesa per il welfare state (P. Bosi) Indice analitico
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Università – P. BOSI (a cura di), Corso di scienza delle finanze.
Loro sono i non-garantiti, gli esclusi dalla politica dei salotti e delle cricche, le nuove leve sane della cittadinanza, quelli che hanno tutto da guadagnare da un cambiamento radicale del sistema politico attuale, “loro” sono: partitodeglioutsider.it
dal manifesto politico di OUTSIDER il partito degli esclusi
Facciamo nostro l’ appello del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano alla coesione per affrontare la crisi. Come chiede il Presidente bisogna “riconoscere la complessità e gravità dei problemi che si sono accumulati e che pongono a rischio il futuro del Paese: escludere competizioni perverse sul terreno della dissimulazione, della sdrammatizzazione e del populismo demagogico, aprirsi a un confronto serio.”
Nel corso degli anni, in Italia si è consolidato il modello di società parcellizzata in tanti piccoli gruppi, assuefatti ai benefici che sono stati loro attribuiti da governi miopi e da scelte irresponsabili che hanno compromesso l’avvenire delle nuove generazioni. Al contrario, avremmo dovuto sostenere la libertà d’espressione, l’integrazione, la cooperazione, lo spirito competitivo, il gusto della novità e delle scoperta per garantirci un posto al sole in un ridisegnato panorama geopolitico mondiale che premia la capacità di differenziarsi.
Qualunque partito abbia vinto le elezioni in questi venti anni, le aspettative di riforme sono sempre state tradite, a causa delle resistenze corporative e conservatrici presenti all’interno di ogni partito.Perciò noi crediamo che la base per un’azione politica nuova, riformatrice, che riesca davvero a realizzare il cambiamento di cui questo Paese ha bisogno, non possa farsi imprigionare nei vecchi schemi. Serve tornare allo spirito costituente. Non sarà nessuno dei partiti tradizionali a salvare il Paese dalla decadenza e dalla marginalità a cui sembra avviato, perché nessuno dei partiti tradizionali ha l’energia, l’autonomia e il coraggio per rompere con gli interessi costituiti ai quali si appoggia per prendere voti, visibilità e finanziamenti e che tengono bloccato il Paese.
Solo un’innovazione politica che venga da fuori del sistema politico ha probabilità di riuscire: ma questa innovazione potrebbe poi contagiare, anche dall’interno, i vecchi partiti, trasformandoli e rendendoli più flessibili, democratici, sensibili alle nuove esigenze sociali. Per questo il nostro movimento politico esiste, perché esso mira a rafforzare, collegare e federare i soggetti sociali, i movimenti, i fermenti di cambiamento presenti nella società italiana, espressione di quelli che non sono tutelati dallo status quo e ne chiedono una riforma. Una riforma non per ottenere a loro volta una quota di tutela, ma per essere messi nelle condizioni di dar il meglio di sé e di realizzare il proprio progetto di vita in una società più libera e più giusta.
Loro sono i non-garantiti, gli esclusi dalla politica dei salotti e delle cricche, le nuove leve sane della cittadinanza, quelli che hanno tutto da guadagnare da un cambiamento radicale del sistema politico attuale, quelli che hanno studiato e che vanno avanti per merito e non hanno santi in paradiso, quelli di cui il sistema non ha ancora comprato l’accondiscendenza con qualche complice privilegio corporativo, che possono manifestare l’energia necessaria a cambiare questo sistema bloccato.
Quelli che, però, non abboccano all’anti-politica basata sul sentimento di rivalsa e di rabbia contro il sistema, perché loro la politica non la vogliono umiliata ma efficace, e sanno che della buona politica i loro figli e le loro famiglie avranno bisogno. Quelli che pensano che la speranza di cambiamento del sistema non può essere riposta in una idealizzazione tecnocratica della democrazia e nella tecno-politica, ma nella partecipazione e nell’aumento della democrazia e della libertà.
Loro, siamo noi. Siamo gli Outsider.
la rivista CRITICA SOCIALE in tema di POLITICHE SOCIALI
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Risultati ricerca per: Politiche Sociali
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La leggerezza delle pensioni – I VOSTRI SOLDI INGESTIONE PROMOTORI FINANZIARI – Milano Finanza Interactive Edition
La leggerezza delle pensioni
Situazione insostenibile visto che si dovrà vivere con almeno il 30% di reddito in meno. Allora perché aspettare ancora a scegliere una forma di previdenza integrativa? Una partenza in ritardo su questo fronte potrà avere gravi conseguenze. Come spiega Alberto Brambilla, di Itinerari Previdenziali
di Stefania Ballauco
A differenza del libro di Milan Kundera, nel quale tra le righe si diceva che le scelte che ognuno di noi compie nella sua breve o lunga vita appaiono irrilevanti davanti allo scorrere inevitabile delle nostre vite e in ciò risiede la loro leggerezza, in futuro a essere evanescente [...]
Seminario: Il Welfare in tempo di crisi
Il Forum del Terzo Settore Monza e Brianza in collaborazione con i Sindacati Unitari della Brianza organizza il Seminario:
“Il Welfare in tempo di crisi”
All’interno dello stesso verrà presentata la ricerca ”MONZABRIANZApARTECIPA”, sulla partecipazione del Terzo Settore della Brianza ai Piani di Zona, promossa dal Forum con il cofinanziamento della Fondazione della Comunità di Monza e Brianza.









