“cara mamma, parto. Ho deciso di fare la terrorista islamica”, di Luana De Micco, in Il Fatto quotidiano 12 marzo 2014


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Domenico Quirico, Pierre Piccinin Da Prata, IL PAESE DEL MALE. 152 giorni in ostaggio in Siria, Neri Pozza, 2014


Originally posted on Segni di Paolo del 1948:

Gli islamici

Per ricordare che la cultura di sinistra (Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sel, centri sociali, no tav; …

non hanno mai capito il segno delle torri gemelle di New York e hanno sempre sostenuto le “ragioni” dell’islamismo radicale.

Sono reduci della rivoluzione d’ottobre e alla ricerca dl “nuovo proletariato” per ripetere il secolo breve dl quale hanno nostalgia
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Torna il terrorismo separatista di matrice islamica in Russia, 29 dicembre 2013


MOSCA VOLGOGRAD ATTENTATO DONNA KAMIKAZE 14 MORTI Corsera.it

(AGI) – Mosca, 29 dic. – Torna il terrorismo separatista di matrice islamica in Russia, vicino al confine con il Caucaso. Una donna kamikaze si e’ fatta 

Iraq, attentato dopo la messa di Natale Almeno ventidue morti – Corriere.it


il “buon natale” degli islamici:

vai a Iraq, attentato dopo la messa di Natale Almeno ventidue morti – Corriere.it.

vai a Google attentato 25 dicembre 2013

Video bambini siriani educati al jihad | Tempi.it


Un altro video diffuso online dai ribelli in Siria mostra un religioso sunnita dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) che educa, plagiandoli, un gruppo di bambini della provincia di Idlib. A più riprese, il religioso chiede ai bambini se «i cristiani sono musulmani o infedeli», se «Obama e Putin sono musulmani o infedeli», se «Assad è musulmano o infedele» e i bambini rispondono gridando in coro: «Infedeli!».

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preso l’uomo che l’altro giorno è andato a sparare nella redazione di Libération a Parigi: si chiama Abdelhakim Dekhar, 48 anni, soprannominato “Toumi”, nato in Mosella da genitori algerini


Parigi Hanno preso l’uomo che l’altro giorno è andato a sparare nella redazione di Libération a Parigi (vedi Fior da Fiore dei martedì 19 novembre). Lo hanno trovato alle 19.05 di ieri sera, «in stato comatoso», incapace di parlare, dentro un’automobile in un parcheggio sotterraneo di Bois-Colombes, una cittadina a 9 chilometri dalla capitale francese. Nella notte i risultati del test del Dna hanno dato la conferma: si chiama Abdelhakim Dekhar, 48 anni, soprannominato “Toumi”, nato in Mosella da genitori algerini. Nel 1994 fu condannato a quattro anni di carcere per aver fornito il fucile a pompa con cui Audry Maupin e la compagna Florence Rey, ventenni di estrema sinistra che progettavano una serie di rapine alle banche, uccisero quattro persone (poi morì anche Maupin). 

daLe notizie del 21 Novembre 2013.

Al Qaeda decapita un alleato per errore e poi si scusa


 

La Stampa @la_stampa

#AlQaeda decapita un alleato per errore e poi si scusabit.ly/17YXlhw di @Maumol

16 nov
Al Qaeda decapita un alleato per errore e poi si scusa

L’ uomo era stato scambiato per un nemico. Il video dell’ esecuzione su Internet Al Qaeda decapita un alleato pensando che si tratti di un nemico, e presenta le scuse. Avviene a d Aleppo, durante giornate di intensi

Steve McCurry: The Ground Zero Photographs | American Photo


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Donatella Di Cesare, autrice di Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo: spiega perché in Italia serve una legge per punire chi nega la Shoah


Autrice del primo libro sul negazionismo pubblicato in Italia (“Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo“, edito da il melangolo), Donatella Di Cesare, docente di Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma, minacciata anche dai neonazisti di Stormfront, spiega perché in Italia serve una legge per punire chi nega la Shoah.

Sono stata tra i primi a sostenere la necessità dell’introduzione in Italia di una legge contro il negazionismo. In Germania e in Francia, dove questa legge già c’è, sono stati raggiunti risultati importanti. In Germania, dove ho a lungo vissuto, un negazionista non può parlare nei luoghi pubblici, nelle scuole o nelle università come è accaduto da noi negli ultimi tempi senza che si potesse far nulla per impedirlo. Tra l’altro esiste anche una legge quadro europea del 2008 che richiama l’Italia proprio in questo senso. 

tutto l’articolo qui Legge contro il negazionismo: io dico sì – Panorama

islamici: IL SACCO DI OTRANTO: LA DEVASTAZIONE e i MASSACRI AL GRIDO DI ALLAH (1480), saggio di Alberto Tenenti, in Civiltà del Rinascimento, De Agostini Rizzoli, 2001


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La morte per acqua e l’ipocrisia: aprire le frontiere, Il Foglio, Ottobre 2013


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TERRORISMO ISLAMISTA, STRAGE DI CRISTIANI IN PAKISTAN


TERRORISMO ISLAMISTA, STRAGE DI CRISTIANI IN PAKISTAN Roma Daily News

Si accentuano gli attacchi dei terroristi islamici contro gli “infedeli” in tutto il mondo. Ieri in Kenya, dove la presa di ostaggi e la mattanza (59 morti, 200 feriti nel 

Mostra tutti gli articoli su questo argomento »

LEWIS BERNARD, IL SUICIDIO DELL’ISLAM: in che cosa ha sbagliato la civiltà mediorientale, MONDADORI, 2002


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LEWIS BERNARD, LE ORIGINI DELLA RABBIA MUSULMANA (titolo originale: From Babel to Dragomans): millecinquecento anni di confronto tra Islam e Occidente, Mondadori, 2009 (prima edizione 2004)


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LEWIS BERNARD, L’EUROPA E L’ISLAM, Laterza, 2002


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LEWIS BERNARD, GLI ARABI NELLA STORIA, LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA – L’ESPRESSO, 2007, p. 210


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Bernard Lewis: “L’islam prenderà l’Europa con la demografia” – Il Foglio.it


Da anni a dominare i pensieri di Lewis è lo spettro di una Europa islamizzata. Quattro anni fa, in un’intervista al Jerusalem Post, il professore disse che l’islam potrebbe diventare “la forza dominante” in Europa, perché “nel nome del politically correct gli europei hanno rinunciato a combattere la battaglia per il controllo della cultura e della religione”. Anche sul quotidiano tedesco Die Welt Lewis ha suonato l’allarme: “L’Europa sarà parte dell’occidente arabo, del Maghreb”. Adesso nell’ultimo suo libro Lewis articola meglio questo fosco scenario europeo. E lo fa partendo da lontano.
“Secondo la narrativa islamica, il Profeta Maometto spedì messaggi agli imperatori di Bisanzio, Iran ed Etiopia chiedendo loro di accettare la versione finale della vera fede. L’Iran venne conquistato e islamizzato. La cristianità, nonostante molte sconfitte e perdite, è sopravvissuta a Bisanzio e in Etiopia, così come in Europa. I seguaci del Profeta hanno allora conquistato paesi cristiani come Iraq, Siria, Palestina, Egitto, Nordafrica e hanno invaso l’Europa, conquistando Sicilia, Spagna e Portogallo. Dopo centinaia di anni, i cristiani hanno ripreso la Spagna, Portogallo e Sicilia ma non l’Africa del nord. Il secondo attacco islamico venne quando gli ottomani crearono un nuovo impero in medio oriente. Conquistarono l’antica città di Costantinopoli e invasero l’Europa. Anche questa fase è finita con una sconfitta. Il collasso dell’impero ottomano durante la Prima guerra mondiale è seguito dall’espansione degli imperi europei, Inghilterra, Francia, Russia e Olanda e Italia, nelle terre dell’islam. Un dominio finito dopo la Seconda guerra mondiale.

Quello che sta accadendo ora è il terzo tentativo dei musulmani di realizzare la missione divina di portare la verità di Dio a tutta l’umanità. Questa volta non sarà tramite l’invasione e la conquista, ma l’immigrazione e la demografia”.

vai a  “L’islam prenderà l’Europa non con la spada, ma con la demografia” – [ Il Foglio.it › La giornata ].

Alcuni libri di BERNARD LEWIS pubblicati in italia

LEWIS BERNARD

GLI  ARABI NELLA STORIA

LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA – L’ESPRESSO,  2007,  p. 210

LEWIS BERNARD

LE  ORIGINI DELLA RABBIA MUSULMANA. Millecinquecento anni di confronto tra Islam e Occidente

MONDADORI,  2004,  p. 440

LEWIS BERNARD, NIRENSTEIN FIAMMA

ISLAM LA GUERRA E LA SPERANZA

RIZZOLI,  2003,  p. 2003

LEWIS BERNARD

SUICIDIO DELL’ISLAM. IN CHE COSA HA SBAGLIATO LA CIVILTA’ MEDIORIENTALE

MONDADORI,  2002,  p. 190

LEWIS BERNARD

IL  MEDIO ORIENTE  Duemila anni di storia

MONDADORI,  1996,  p. 398

LEWIS BERNARD

L’EUROPA BARBARA DEI MUSULMANI

PROMETEO,  1984,  p. 44-53

Domenico Quirico: riflessione sulla brutalità della guerra, sulla disumanità della jahad islamista, testimonianza di un cronista che ritrova la libertà dei piccoli gesti. Intervista di Alessandro Baracchini (vers. integrale) – YouTube


“La rivoluzione siriana è morta”, dice il giorno dopo il ritorno a casa Domenico Quirico, inviato de La Stampa prigioniero 5 mesi in Siria. Ma l’intervista ad Alessandro Baracchini è anche riflessione sulla brutalità della guerra, sulla disumanità della jahad islamista, testimonianza di un cronista che ritrova la libertà dei piccoli gesti

Domenico Quirico è stato liberato. Dopo cinque mesi di prigionia, il giornalista della Stampa sequestrato in Siria è tornato in Italia. Sorridente e con la barba lunga, Quirico è atterrato ieri sera a Ciampino, dove è stato accolto dal ministro degli Esteri, Emma Bonino, il capo dell’Unità di crisi, Claudio Taffuri, e il segretario generale della Farnesina, Michele Valensise. La notizia è stata diffusa ieri su Twitter dal direttore Mario Calabresi e subito dopo confermata dalla Farnesina con la frase: “Domenico Quirico libero”.

stralci da “Io, tra bombe, fughe, umiliazioni“, in La Stampa 10 settembre 2013

…………………….

L’emiro Abu Omar

L’ideatore e capo del gruppo che ci teneva prigionieri era un sedicente emiro che si chiama, anzi, si fa chiamare, Abu Omar, un soprannome. Ha formato la sua brigata reclutando gente della zona, più banditi che islamisti o rivoluzionari. Questo Abu Omar copre con una vernice islamista i suoi traffici, le sue attività illecite, e collabora con il gruppo che successivamente ci ha preso in carico, Al Faruk. Al Faruk è una brigata molto nota della rivoluzione siriana, fa parte del Consiglio nazionale siriano, e i suoi rappresentanti incontrano i governi europei. È stato creata da un generale ribelle che ha arruolato combattenti fra la gente più povera di Homs, fra i più dimenticati dalla mafia di regime. L’Occidente si fida di loro ma ho imparato a mie spese che si tratta anche di un gruppo che rappresenta un fenomeno nuovo e allarmante della rivoluzione: l’emergere di gruppi banditeschi di tipo somalo, che approfittano della vernice islamista e del contesto della rivoluzione per controllare parte del territorio, per taglieggiare la popolazione, fare sequestri e riempirsi le saccocce di denaro.

La telefonata

Dopo il primo giorno di marcia questo Abu Omar era seduto come un pascià sotto un albero circondato dalla sua piccola corte di guerriglieri. Mi ha chiamato perché voleva che mi sedessi accanto a lui, voleva fingere di essere nostro amico per ingannare un po’ anche la gente che era lì intorno e che si chiedeva chi fossero questi due occidentali malvestiti e distrutti dopo due mesi di prigionia. Gli ho chiesto il telefono per chiamare casa, dicendo che i miei probabilmente pensavano che io fossi morto e che stava distruggendo la mia vita, la mia famiglia. Lui rideva. E mi mostrava il suo telefonino mentendo e dicendo che non c’era campo, che non si poteva telefonare. Non era vero. In quel momento un soldato dell’Esercito siriano libero, ferito alle gambe, ha tirato fuori dalla tasca dei suoi pantaloni un telefonino e me l’ha dato davanti a lui. È stato l’unico gesto di pietà umana che ho ricevuto nei 152 giorni. Nessuno ha avuto verso di me una manifestazione di quella che noi chiamiamo pietà, misericordia, compassione. Persino i vecchi e i bambini hanno cercato di farci del male. Lo dico forse in termini un po’ troppo etici, ma veramente in Siria io ho incontrato il paese del Male. Sono riuscito a chiamare a casa solamente per 20 secondi, dopo quell’urlo disperato che ho sentito dall’altra parte, la linea è caduta.

….

La prigionia

Ci tenevano come animali, costretti in piccole stanze con le finestre chiuse nonostante il terribile caldo, gettati su dei pagliericci, ci davano da mangiare i resti dei loro pasti. Nella mia vita, nel mondo occidentale, non ho mai provato cos’è l’umiliazione quotidiana nelle cose semplici come il non poter andare alla toilette, il dover chiedere tutto e sentirsi sempre dire no. Credo che c’era una soddisfazione evidente in loro nel vedere l’occidentale ricco ridotto come un mendicante, come un povero.

Ridotto a merce Ci siamo nascosti in una specie di rudere nella campagna. Abbiamo cercato di attraversare il confine di notte, ma abbiamo scoperto che c’erano i campi minati. Siamo arrivati fino al filo spinato e siamo dovuti tornare indietro. Abbiamo fermato un’auto col kalashnikov, abbiamo chiesto al guidatore di portarci in un villaggiolì vicino. Ma c’era un posto di blocco.Ci hanno sparato, fermato e riportato verso la casa dove ci tenevano e ci hanno consegnato ai carcerieri per punirci. Ci hanno chiuso in una specie di sgabuzzino con le mani legate dietro la schiena, quasi incaprettati e ci hanno tenuti così per tre giorni. Il nostro valore era quello di una mercanzia. Non si può distruggere la mercanzia, se no si rischia di non ottenere più il suo prezzo. E ti senti veramente come un sacco di grano, un oggetto che vale in quanto vendibile. Ti possono prendere a calci ma non ti possono ammazzare perché se ti guastano troppo, o definitivamente, non ti possono più vendere. È l’orribile legge dell’ostaggio.

I carcerieri Erano di un gruppo che si professa islamista ma in realtà è formato da giovani sbandati che sono entrati nella rivoluzione perché la rivoluzione oramai è di questi gruppi che sono a metà tra il banditismo e il fanatismo. Seguono chi gli promette un futuro, gli dà le armi, la forza, gli versa il denaro per comprarsi i telefonini, computer, vestiti. Le Adidas sono estremamente diffuse in Siria, tutti hanno magliette Adidas, scarpe Adidas, sembra una specie di sponsorizzazione. Questi ragazzi vivono una vita di maschi, senza femmine, comunitaria in cui non fanno nulla e passano la giornata sdraiati sui materassi a bere mate. Credevo fosse una cosa sudamericana invece è estremamente diffuso in alcune zone della Siria. E fumano Marlboro originali americane che fanno arrivare dalla Turchia. Io sembravo più islamista di molti di loro perché non fumo e non bevo. E guardavano la televisione ma l’informazione era l’ultima cosa che gli interessava. Solo filmetti vagamente osé della televisione del Qatar o vecchi film egiziani sentimentali degli anni 50 in bianco e nero o gare di lotta, il wrestling americano oppure una terribile forma di lotta praticata nei paesi arabi in cui tutto è permesso…

Le finte esecuzioni

Per due volte hanno finto di mettermi al muro. Eravamo dalle parti di Al Qusayr. Uno si è avvicinato con la pistola e mi ha fatto vedere che la pistola era carica poi mi ha detto di mettere la testa contro al muro, mi ha avvicinato la pistola alla tempia. Lunghi momenti in cui ti vergogni… io mi ricordo la finta esecuzione di Dostoevskij… ti viene una rabbia perla paura che hai, senti che l’uomo che è vicino a te respira, trasuda il piacere di avere nelle sue mani un altro uomo e sentire che tu hai paura, e ti viene la rabbia perché tu hai paura. È un po’ come quando i bambini, che sono spesso terribilmente crudeli, strappano la coda alla lucertola o le zampe alle formiche. La stessa ferocia terribile.

Le trattative Per ridere di noi i nostri carcerieri ogni tanto ci dicevano «due o tre giorni, una settimana, e poi via liberi in Italia» per vedere poi la nostra disperazione… perché aggiungevano una parola… Inshallah… che è il loro modo di mentire senza avere il senso di mentire, inshallah, è successo… Dicevano continuamente «bukrah» che vuole dire domani… poi l’indomani non partiva nessuno

Siria, Obama apre al piano russo: “Assad deve muoversi in fretta. La nostra pressione sul regime resta costante”


Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, apre al piano di Mosca sul disarmo della Siria ma a patto che sia effettivo e in tempi stretti: “Assad deve muoversi in fretta. La nostra pressione sul regime resta costante”. In un’intervista al canale Fox News il presidente Usa promette: “Seguiremo ogni via diplomatica. Ma il problema non è aver fiducia ma verificare la loro validità. Capire se fanno sul serio”.

da  Siria, Obama apre al piano russo: “Assad consegni le armi in fretta” | Blitz quotidiano.

sui principi e sulle guerre, da un articolo di Ernesto Galli della Loggia, Corriere della sera 8 settembre 2013


questo carattere generale e programmatico dell’appello papale alla pace – oggi in palese sintonia con un orientamento profondo proprio dello spirito pubblico dell’intera Europa continentale – solleva però almeno tre grandi ordini di problemi, che sarebbe ipocrita tacere.
l) L’ostilità di principio alla guerra (fatto salvo, immagino, il caso di una guerra di pura difesa, tuttavia non facilmente definibile: la guerra dichiarata dalla Gran Bretagna e dalla Francia alla Germania nel 1939, per esempio, era di difesa o no?) cancella virtualmente dalla storia la categoria stessa di «nemico» (e quella connessa di «pericolo»). Cioè di un qualche potere che è ragionevole credere intento a volere in vari modi il nostro male; e contro il quale quindi è altrettanto ragionevole cercare di premunirsi (per esempio mantenendo un esercito). Chi oggi dice no alla guerra è davvero convinto che l’Europa e in genere l’Occidente non abbiano più nemici? E se pensa che invece per entrambi di nemici ve ne siano, che cosa suggerisce di fare oltre a essere «contro la guerra»?
2) In genere, poi, chi si pronuncia in tal senso è tuttavia favorevole all’esistenza di un’Europa unita quale vero soggetto politico. Un’Europa perciò che abbia una politica estera. La questione che si pone allora è come sia possibile avere una tale politica rinunciando ad avere insieme una politica militare, un esercito e degli armamenti (e quindi anche delle fabbriche d’armi). È immaginabile un qualunque ruolo internazionale di un minimo rilievo non avendo alcuna capacità di sanzione? Altri Stati senza dubbio tale capacità l’avranno: si deve allora lasciare campo libero ad essi? Ma con quale guadagno per la pace? 

3) C’è infine un argomento molto usato per dirsi in generale contro la guerra: «La guerra non ha mai risolto alcun problema». Nella sua perentorietà l’argomento è però palesemente falso. Dipende infatti dalla natura dei problemi: non pochi problemi la guerra li ha risolti eccome (penso a tante guerre per l’indipendenza nazionale, ad esempio); per gli altri bisogna intendersi su che cosa significa «risolvere» (tenendo presente che nella storia è rarissimo che per qualunque genere di questioni vi sia una soluzione definitiva, «per sempre»)

da L’improbabile espulsione – Corriere.it.

Matrimoni temporanei nella Siria dei ribelli jidaisti | PourFemme


Matrimoni temporanei nella Siria dei ribelli jidaisti

In seguito alla Fatwa lanciata dallo sceicco Al-Harifi per legittimare il matrimonio temporaneocon i ribelli jidaisti siriani, alcune ragazze tunisine si sono offerte sessualmente ai combattenti, che possono così soddisfare i loro appetiti sul campo di battaglia! Le giovani si sono convinte a sacrificarsi in nome di Allah per ottenere qualche beneficio spirituale, raggirate dalle parole del famoso sceicco che di Fatwe controverse ne sa qualcosa! Grazie alla stessa Fatwa è stato legittimato anche lo stupro contro le siriane con la scusa del matrimonioa breve termine, che raggira ovviamente la legge islamica. Tramite la legittimazione religiosa eattraverso i matrimoni combinati si stanno così verificando violenze inaccettabili sulle donnein contrasto con ogni diritto femminile.

da   Matrimoni temporanei e turismo sessuale in Egitto e in Siria | PourFemme.

Matrimoni temporanei in Egitto: cosa sono e perché si diffondono | PourFemme


Matrimoni temporanei in Egitto: cosa sono e perché si diffondono

matrimoni temporanei, secondo quanto riportato da Inter press Service, sono una triste realtà in continua crescita. Si tratta di una vera e propria forma di violenza sessuale che trova il suo massimo esponente di riferimento in Egitto. E’ qui infatti che durante l’estate si verifica la maggiore affluenza di facoltosi uomini di affari del Golfo in cerca di ragazze da sposare per qualche giorno. La severa legge islamica viene così raggirata dato che non contempla il sesso prematrimoniale. Si stima che l’81% dei fruitori provenga dall’Arabia Saudita, il 10% dagli Emirati Arabi e il 4% dal Kuwait. I “matrimoni estivi” costano da 2.800 a 10.000 dollari, ma per chi avesse fretta c’è sempre la possibilità di effettuare un matrimonio giornaliero alla modica cifra di 115 dollari. Tra i principali motivi che inducono le famiglie a vendere le ragazze c’è la povertà, acuita dalla drammatica crisi che sta investendo il paese negli ultimi tempi

da Matrimoni temporanei e turismo sessuale in Egitto e in Siria | PourFemme.

Kerry: «Assad ha ucciso 1.429 persone» Ma assicura: «Non ripeteremo errore dell’Iraq»


Kerry: «Assad ha ucciso 1.429 persone»
Ma assicura: «Non ripeteremo errore dell’Iraq»
 
 | Parla il segretario di Stato Usa. Dopo il «no» di Londra anche la Nato non parteciperà a un intervento. La Francia va avanti

Emma Bonino: enorme scontro all’interno del mondo musulmano, non solo quello tradizionale tra sunniti e sciiti, ma all’interno della famiglia sunnita


Emma Bonino ha illustrato, in una conferenza stampa a Palazzo Chigi, “quello che sta avvenendo nella parte sud del Mediterraneo, con implicazioni fino all’Afghanistan”. “È un enorme scontro all’interno del mondo musulmano, non solo quello tradizionale tra sunniti e sciiti, ma all’interno della famiglia sunnita – ha precisato il ministro – per cui da una parte abbiamo Paesi come Qatar e Turchia, che hanno sempre sostenuto i Fratelli musulmani in Egitto e in Tunisia, e dall’altra Arabia Saudita, Kuwait ed Emirati, che sono più salafiti, wahabiti. In questo gigantesco scontro, in questo momento Arabia Saudita, Emirati e Kuwait sono quelli che hanno più leve”. Lo scontro tra sunniti e sciiti e quello all’interno della famiglia sunnita porta così “in ebollizione, in uno stato drammatico, Paesi che vanno dalla Libia, passando per Egitto, Libano, Giordania, Siria, Paesi del Golfo, Turchia, per non parlare dei riflessi su Iran e Afghanistan”,

da  Bonino: periodo drammatico per scontro dentro il mondo musulmano – Il Mondo.

LE RIVOLTE ARABE E L’ISLAM, a cura di Massimo Campanini, Il Mulino, 2013


Dalla Libia all’Egitto, un terremoto politico ancora in corso
[…] Dopo le rivolte arabe dell’ultimo biennio, il volto del Medio Oriente non potrà più essere lo stesso. Esse infatti hanno posto fine a processi e a strutture istituzionali che avevano retto la politica interna e internazionale dei paesi arabi, rappresentando la sospensione e l’inversione di cammini politici che ora guardano a un futuro più che mai incerto ma non privo di promesse. […]
A parziale smentita di coloro che avevano considerato le rivolte una potenziale pietra tombale dell’islamismo, i recenti processi politici del mondo arabo e del Medio Oriente hanno confermato la centralità dell’Islam, di cui è più che mai interessante esplorare le potenzialità politiche.
E’ quanto intende fare in questo libro uno dei più accreditati studiosi italiani di politica e storia islamica.
Dal 1° agosto in libreria.

L’Islam può essere riformato?: La storia e la natura umana dicono che è possibile, di Daniel Pipes


Al presente, l’Islam rappresenta una forza arretrata, aggressiva e violenta. Esso deve rimanere tale o può essere riformato e diventare moderato, moderno e bonario? Le autorità islamiche possono formulare un’interpretazione della loro religione che garantisca pieni diritti alle donne e ai non musulmani, e la libertà di coscienza ai musulmani; che accetti i principi fondamentali della finanza e della giurisprudenza moderne; e che non cerchi di imporre la sharia, la legge islamica, né di stabilire un califfato?

Un numero crescente di analisti crede che ciò non sia possibile, che la fede musulmana non può fare queste cose, che questi tratti sono tipici dell’Islam e che facciano immutabilmente parte della sua struttura. Alla domanda se lei fosse d’accordo con la mia formulazione che “l’Islam radicale è il problema, ma quello moderato è la soluzione”, la scrittrice Ayaan Hirsi Ali ha risposto: “Mi spiace, ma è sbagliato”. La Hirsi Ali ed io siamo nella stessa trincea, combattiamo per gli stessi obiettivi e contro gli stessi avversari, ma siamo in disaccordo su questo punto fondamentale.

La mia tesi si divide in due parti. In primo luogo, la posizione essenzialista di molti analisti è sbagliata; e, in secondo luogo, può emergere un Islam riformato.

tutto l’articolo qui   L’Islam può essere riformato?: La storia e la natura umana dicono che è possibile :: Daniel Pipes.

Giovanni Sartori, Terzomondismo in salsa italica, in Corriere della Sera 17 luglio 2013


Terzomondismo in salsa italica.

 

Somalia, autobomba a Mogadiscio. Terrorismo islamico rialza la testa


Somalia, autobomba a Mogadiscio. Terrorismo islamico rialza la testa


L’Occidentale
L’attacco condotto nella capitale dimostra che i ribelli islamici scacciati
dalla città due anni fa sono in grado di organizzarsi e minacciare il
fragile Governo del paese. Il mese scorso, le milizie Shabaab avevano
attaccato un compound delle Nazioni …
<http://www.loccidentale.it/node/122457>

Daniel Pipes, gli islamisti sono la minaccia più grande per gli Stati Uniti


gli islamisti sono la minaccia più grande per gli Stati Uniti

di Daniel Pipes
28 giugno 2013

http://it.danielpipes.org/blog/2013/06/sondaggio-islamisti-minaccia-stati-uniti

Siria: terroristi islamici decapitano tre frati francescani


Siria: terroristi islamici decapitano tre frati francescani e …
Agora Magazine
Radio France International ha comunicato questo nuovo episodio della serie
più macabra degli omicidi siriani. Tre monaci sono stati uccisi domenica
scorsa dal Frente al-Nosra. Il video del loro assassinio è stato appena
pubblicato su internet

da  http://www.agoramagazine.it/agora/Siria-terroristi-islamici

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