Islam: una tradizione di tolleranza inesistente tranne che nella mente di Roberto Tottoli in un articolo sul Corriere della sera, DA Informazione Corretta


Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 21/07/2014,  a pag. 5, l’articolo di Roberto Tottoli dal titolo “La decadenza dell’islam e il mito del ritorno alla purezza”. 
 

Si tratta di un riassunto inadeguato che non tiene conto dei fatti ma solo delle buone intenzioni che esistono solo nella mente di Tottoli. Maometto, sin dall’inizio, chiarì la vera natura dell’islam: o ti converti e ti uccido. Avvenne, non a caso, alle tribù ebraiche che ebbero la sventura di trovarsi sulla strada di Maometto. Vennero tutte trucidate. Non si capisce quindi di quale tradizione scriva Tottoli. 

VAI A:

Informazione Corretta.

Storia della intesa 1934-1945 fra Movimento Arabo Palestinese capeggiato dal Gran Muftì di Gerusalemme e il nazismo e del Terzo Reich


Storia della strana e per molti versi ancora sconosciuta intesa che,

tra il 1934 e il 1945,

legò saldamente le sorti del Movimento Arabo Palestinese capeggiato dal Gran Muftì di Gerusalemme a quelle del nazismo e del Terzo Reich.

segue qui:

 

Informazione Corretta.

I tre giovani, Eyal Yifrah (19 anni), Gil-Ad Shayer (16) e Naftali Yaakov Frenkel (16) ono stati rapiti e uccisi a sangue freddo dagli islamici di hamas


l’agenda politica islamica:

“Hamas è responsabile e la pagherà“. Il premier israeliano  Benyamin Netanyahu è pronto alla rappresaglia dopo che i corpi dei tre giovani israeliani rapiti sono stati trovati privi di vita ad Halhul, città vicina ad Hebron. Se Israele è sotto shock, Hamas si prepara a rispondere: “Ogni offensiva aprirà le porte dell’infermo”.

I tre giovani, Eyal Yifrah (19 anni), Gil-Ad Shayer (16) e Naftali Yaakov Frenkel (16), erano scomparsi lo scorso 12 giugno nei pressi dell’insediamento di Gush Etzion, tra Betlemme e Hebron, nel sud della Cisgiordania, mentre facevano l’autostop. Da quasi un mese dei tre giovani non c’era traccia, poi il 30 giugno sono stati ritrovati i loro corpi. “Sono stati rapiti e uccisi a sangue freddo da belve umane”, ha detto Netanyahu.

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Israele: “Hamas pagherà per ragazzi rapiti e uccisi”. “Raid aprirà l’inferno” | Blitz quotidiano.

le operazioni “Mare Nostrum” e l’estremismo islamico, in Analisi Difesa


Le navi della Marina Militare inserite nel dispositivo aeronavale interforze Mare Nostrum sono state impegnate per tutto il fine settimana prestando soccorso ad oltre 5000 migranti.  La Marina Militare ha reso noto che la fregata Grecale (nelle foto le immagini del soccorso) con a bordo 566 e la corvetta Chimera con 353 sono arrivate ieri nel porto di Pozzallo. Nel pomeriggio di ieri durante le operazioni di soccorso e di ispezione ad un barcone venivano rinvenute circa 30 salme stivate nella zona prodiera dell’imbarcazione. Il personale medico intervenuto sul posto ha dichiarato che le cause della morte sono da attribuire a probabile asfissia e annegamento e ne sconsigliavano il prelievo a causa degli spazi angusti. Una volta ultimate le operazioni di soccorso ai migranti, il barcone è stato rimorchiato da Nave Grecale e verso il porto di Pozzallo.

La nave anfibia San Giorgio ha invece sbarcato 1.170 migranti nel porto di Taranto e il pattugliatore d’altura Dattilo della Capitaneria di Porto ne ha sbarcati 1.096 nel porto di Augusta, la rifornitrice Etna 1.044 nel porto di Salerno. Il pattugliatore Orione ne ha trasportati 396 a Messina dove sono giunti anche i 235 migranti soccorsi dal mercantile Mare Atlantic. Per concludere (ma solo per oggi) la motovedetta della Capitaneria di Porto 906 Corsi a portato 341 migranti a Porto Empedocle mentre i mercantili City of Beirut e Ticky hanno sbarcato 295 clandestini a Trapani.

L’emergenza sembra non concedere tregua e, come Analisi Difesa aveva previsto fin dall’inizio dell’operazione nell’ottobre scorso, Mare Nostrum sembra perseguire l’obiettivo di svuotare l’Africa di gran parte dei suoi abitanti. Dall’inizio dell’anno sono già arrivate illegalmente in Italia arricchendo organizzazioni malavitose spesso legate all’estremismo e terrorismo islamico (lo rivelò senza fornire dettagli l’allora ministro della Difesa Mario Mauro) circa 70 mila clandestini che di questo passo raddoppieranno entro settembre.

da Mare Nostrum svuoterà l’Africa? – Analisi Difesa.

Rawan, sposa bambina in Yemen, Muore a 8 anni, durante la prima notte di matrimonio per emorragia interna


ISLAMICI/CULTURA DELLA FAMIGLIA:

Si chiamava Rawan, viveva ad Al Hardh, regione nord orientale dello Yemen al confine con l’Arabia Saudita ed aveva 8 anni, di più non sappiamo. Ha perso la vita durante la prima notte di matrimonio con uno sposo la cui età era cinque volte la sua, a causa di un’emorragia interna, secondo alcuni attivisti.

Gli attivisti stanno chiedendo che lo sposo, che dovrebbe avere intorno ai 40 anni, e la famiglia della bambina, vengano arrestati e portati a giudizio. Purtroppo non è il primo caso e anzi ricorda un’altra storia recente, simile in tutto se non per l’età della vittima, Ilham, che in questo caso era una tredicenne. Mentre nel 2010, una bimba di 12 anni è morta durante il travaglio del parto.

da Rawan, sposa bambina in Yemen, Muore a 8 anni, durante la prima notte di matrimonio

VAI ANCHE A: http://attivissimo.blogspot.it/2013/09/antibufala-la-sposa-di-8-anni-morta.html

Sudan: rilasciata, ri-arrestata e ora in attesa. L’odissea di Meriam, l’apostata | euronews, mondo


islamici:

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Sudan: rilasciata, ri-arrestata e ora in attesa. L’odissea di Meriam, l’apostata | euronews, mondo.

più di 50 milioni i rifugiati, da La Stampa 21 giugno


più di 50 milioni i rifugiati, da La Stampa 21 giugno, quasi tutti provenienti da paesi di religione e cultura islamica:

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Islamisti: Lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (o della Siria), chiamato Isil o Isis, un gruppo iscritto nella lista delle organizzazioni terroristiche, potrebbe rovesciare i governi di Iraq e Siria, di Daniel Pipes


Con l’occupazione di Mosul del 9 giugno, i jihadisti hanno ottenuto il controllo della seconda città più grande dell’Iraq, hanno fatto incetta di armi, si sono impadroniti di 429 milioni di dollari in oro, aprendosi la strada per raggiungere Tikrit, Samarra e forse anche la capitale Baghdad. I curdi iracheni hanno occupato Kirkuk. Questo è l’avvenimento più importante accaduto in Medio Oriente da quando hanno avuto inizio nel 2010 gli sconvolgimenti arabi. E qui di seguito vi spiego i motivi.

Una minaccia regionale: Lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (o della Siria), chiamato Isil o Isis, un gruppo iscritto nella lista delle organizzazioni terroristiche, potrebbe rovesciare i governi di Iraq e Siria e forse anche altri, a cominciare dalla Giordania. Tra la Siria e l’Iraq, questo gruppo potrebbe cancellare il semisecolare confine tra queste due creazioni coloniali e porre fine alla loro esistenza come Stati unitari, ribaltando così l’ordine politico del Medio Oriente, come emerso dalla Prima guerra mondiale. Giustamente, il governo statunitense definisce l’Isis “una minaccia per l’intera regione”.

tutto l’articolo qui:

L’Isis si scatena, il Medio Oriente trema :: Daniel Pipes.

catturato Abu Khattala ( l’11 settembre del 2012 assalì il consolato americano di Bengasi, attacco in cui rimase ucciso l’ambasciatore americano Christopher Stevens) – da Analisi Difesa


per il tema. ISLAMISTI e 11 settembre

La cattura di Ahmed Abu Khattala è avvenuta con un raid segreto condotto lo scorso weekend dai militari americani insieme ad agenti della Cia. L’uomo ora si trova sotto la custodia degli americani “in una località sicura fuori dalla Libia. Khattala è considerato il capo della milizia che l’11 settembre del 2012 assalì il consolato americano di Bengasi, attacco in cui rimase ucciso l’ambasciatore americano Christopher Stevens (nella foto sotto) ed altri tre americani, un funzionario della sicurezza dell’ambasciata e due contractor della Cia

… Blitz USA a Bengasi: catturato Abu Khattala – Analisi Difesa.

islamici: Pakistan, sposa l’uomo scelto da lei Giovane incinta lapidata dai familiari – Corriere.it


Pakistan, sposa l’uomo scelto da lei Giovane incinta lapidata dai familiari – Corriere.it.

Italia, Mediterraneo e conflitti geopolitici, al 2014


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“cara mamma, parto. Ho deciso di fare la terrorista islamica”, di Luana De Micco, in Il Fatto quotidiano 12 marzo 2014


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Domenico Quirico, Pierre Piccinin Da Prata, IL PAESE DEL MALE. 152 giorni in ostaggio in Siria, Neri Pozza, 2014


Originally posted on Paolo del 1948:

Gli islamici

Per ricordare che la cultura di sinistra (Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sel, centri sociali, no tav; …

non hanno mai capito il segno delle torri gemelle di New York e hanno sempre sostenuto le “ragioni” dell’islamismo radicale.

Sono reduci della rivoluzione d’ottobre e alla ricerca dl “nuovo proletariato” per ripetere il secolo breve dl quale hanno nostalgia
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Torna il terrorismo separatista di matrice islamica in Russia, 29 dicembre 2013


MOSCA VOLGOGRAD ATTENTATO DONNA KAMIKAZE 14 MORTI Corsera.it

(AGI) – Mosca, 29 dic. – Torna il terrorismo separatista di matrice islamica in Russia, vicino al confine con il Caucaso. Una donna kamikaze si e’ fatta 

Iraq, attentato dopo la messa di Natale Almeno ventidue morti – Corriere.it


il “buon natale” degli islamici:

vai a Iraq, attentato dopo la messa di Natale Almeno ventidue morti – Corriere.it.

vai a Google attentato 25 dicembre 2013

Video bambini siriani educati al jihad | Tempi.it


Un altro video diffuso online dai ribelli in Siria mostra un religioso sunnita dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) che educa, plagiandoli, un gruppo di bambini della provincia di Idlib. A più riprese, il religioso chiede ai bambini se «i cristiani sono musulmani o infedeli», se «Obama e Putin sono musulmani o infedeli», se «Assad è musulmano o infedele» e i bambini rispondono gridando in coro: «Infedeli!».

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preso l’uomo che l’altro giorno è andato a sparare nella redazione di Libération a Parigi: si chiama Abdelhakim Dekhar, 48 anni, soprannominato “Toumi”, nato in Mosella da genitori algerini


Parigi Hanno preso l’uomo che l’altro giorno è andato a sparare nella redazione di Libération a Parigi (vedi Fior da Fiore dei martedì 19 novembre). Lo hanno trovato alle 19.05 di ieri sera, «in stato comatoso», incapace di parlare, dentro un’automobile in un parcheggio sotterraneo di Bois-Colombes, una cittadina a 9 chilometri dalla capitale francese. Nella notte i risultati del test del Dna hanno dato la conferma: si chiama Abdelhakim Dekhar, 48 anni, soprannominato “Toumi”, nato in Mosella da genitori algerini. Nel 1994 fu condannato a quattro anni di carcere per aver fornito il fucile a pompa con cui Audry Maupin e la compagna Florence Rey, ventenni di estrema sinistra che progettavano una serie di rapine alle banche, uccisero quattro persone (poi morì anche Maupin). 

daLe notizie del 21 Novembre 2013.

Al Qaeda decapita un alleato per errore e poi si scusa


 

La Stampa @la_stampa

#AlQaeda decapita un alleato per errore e poi si scusabit.ly/17YXlhw di @Maumol

16 nov
Al Qaeda decapita un alleato per errore e poi si scusa

L’ uomo era stato scambiato per un nemico. Il video dell’ esecuzione su Internet Al Qaeda decapita un alleato pensando che si tratti di un nemico, e presenta le scuse. Avviene a d Aleppo, durante giornate di intensi

Steve McCurry: The Ground Zero Photographs | American Photo


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Donatella Di Cesare, autrice di Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo: spiega perché in Italia serve una legge per punire chi nega la Shoah


Autrice del primo libro sul negazionismo pubblicato in Italia (“Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo“, edito da il melangolo), Donatella Di Cesare, docente di Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma, minacciata anche dai neonazisti di Stormfront, spiega perché in Italia serve una legge per punire chi nega la Shoah.

Sono stata tra i primi a sostenere la necessità dell’introduzione in Italia di una legge contro il negazionismo. In Germania e in Francia, dove questa legge già c’è, sono stati raggiunti risultati importanti. In Germania, dove ho a lungo vissuto, un negazionista non può parlare nei luoghi pubblici, nelle scuole o nelle università come è accaduto da noi negli ultimi tempi senza che si potesse far nulla per impedirlo. Tra l’altro esiste anche una legge quadro europea del 2008 che richiama l’Italia proprio in questo senso. 

tutto l’articolo qui Legge contro il negazionismo: io dico sì – Panorama

islamici: IL SACCO DI OTRANTO: LA DEVASTAZIONE e i MASSACRI AL GRIDO DI ALLAH (1480), saggio di Alberto Tenenti, in Civiltà del Rinascimento, De Agostini Rizzoli, 2001


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La morte per acqua e l’ipocrisia: aprire le frontiere, Il Foglio, Ottobre 2013


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TERRORISMO ISLAMISTA, STRAGE DI CRISTIANI IN PAKISTAN


TERRORISMO ISLAMISTA, STRAGE DI CRISTIANI IN PAKISTAN Roma Daily News

Si accentuano gli attacchi dei terroristi islamici contro gli “infedeli” in tutto il mondo. Ieri in Kenya, dove la presa di ostaggi e la mattanza (59 morti, 200 feriti nel 

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LEWIS BERNARD, IL SUICIDIO DELL’ISLAM: in che cosa ha sbagliato la civiltà mediorientale, MONDADORI, 2002


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LEWIS BERNARD, LE ORIGINI DELLA RABBIA MUSULMANA (titolo originale: From Babel to Dragomans): millecinquecento anni di confronto tra Islam e Occidente, Mondadori, 2009 (prima edizione 2004)


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LEWIS BERNARD, L’EUROPA E L’ISLAM, Laterza, 2002


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LEWIS BERNARD, GLI ARABI NELLA STORIA, LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA – L’ESPRESSO, 2007, p. 210


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Bernard Lewis: “L’islam prenderà l’Europa con la demografia” – Il Foglio.it


Da anni a dominare i pensieri di Lewis è lo spettro di una Europa islamizzata. Quattro anni fa, in un’intervista al Jerusalem Post, il professore disse che l’islam potrebbe diventare “la forza dominante” in Europa, perché “nel nome del politically correct gli europei hanno rinunciato a combattere la battaglia per il controllo della cultura e della religione”. Anche sul quotidiano tedesco Die Welt Lewis ha suonato l’allarme: “L’Europa sarà parte dell’occidente arabo, del Maghreb”. Adesso nell’ultimo suo libro Lewis articola meglio questo fosco scenario europeo. E lo fa partendo da lontano.
“Secondo la narrativa islamica, il Profeta Maometto spedì messaggi agli imperatori di Bisanzio, Iran ed Etiopia chiedendo loro di accettare la versione finale della vera fede. L’Iran venne conquistato e islamizzato. La cristianità, nonostante molte sconfitte e perdite, è sopravvissuta a Bisanzio e in Etiopia, così come in Europa. I seguaci del Profeta hanno allora conquistato paesi cristiani come Iraq, Siria, Palestina, Egitto, Nordafrica e hanno invaso l’Europa, conquistando Sicilia, Spagna e Portogallo. Dopo centinaia di anni, i cristiani hanno ripreso la Spagna, Portogallo e Sicilia ma non l’Africa del nord. Il secondo attacco islamico venne quando gli ottomani crearono un nuovo impero in medio oriente. Conquistarono l’antica città di Costantinopoli e invasero l’Europa. Anche questa fase è finita con una sconfitta. Il collasso dell’impero ottomano durante la Prima guerra mondiale è seguito dall’espansione degli imperi europei, Inghilterra, Francia, Russia e Olanda e Italia, nelle terre dell’islam. Un dominio finito dopo la Seconda guerra mondiale.

Quello che sta accadendo ora è il terzo tentativo dei musulmani di realizzare la missione divina di portare la verità di Dio a tutta l’umanità. Questa volta non sarà tramite l’invasione e la conquista, ma l’immigrazione e la demografia”.

vai a  “L’islam prenderà l’Europa non con la spada, ma con la demografia” – [ Il Foglio.it › La giornata ].

Alcuni libri di BERNARD LEWIS pubblicati in italia

LEWIS BERNARD

GLI  ARABI NELLA STORIA

LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA – L’ESPRESSO,  2007,  p. 210

LEWIS BERNARD

LE  ORIGINI DELLA RABBIA MUSULMANA. Millecinquecento anni di confronto tra Islam e Occidente

MONDADORI,  2004,  p. 440

LEWIS BERNARD, NIRENSTEIN FIAMMA

ISLAM LA GUERRA E LA SPERANZA

RIZZOLI,  2003,  p. 2003

LEWIS BERNARD

SUICIDIO DELL’ISLAM. IN CHE COSA HA SBAGLIATO LA CIVILTA’ MEDIORIENTALE

MONDADORI,  2002,  p. 190

LEWIS BERNARD

IL  MEDIO ORIENTE  Duemila anni di storia

MONDADORI,  1996,  p. 398

LEWIS BERNARD

L’EUROPA BARBARA DEI MUSULMANI

PROMETEO,  1984,  p. 44-53

Domenico Quirico: riflessione sulla brutalità della guerra, sulla disumanità della jahad islamista, testimonianza di un cronista che ritrova la libertà dei piccoli gesti. Intervista di Alessandro Baracchini (vers. integrale) – YouTube


“La rivoluzione siriana è morta”, dice il giorno dopo il ritorno a casa Domenico Quirico, inviato de La Stampa prigioniero 5 mesi in Siria. Ma l’intervista ad Alessandro Baracchini è anche riflessione sulla brutalità della guerra, sulla disumanità della jahad islamista, testimonianza di un cronista che ritrova la libertà dei piccoli gesti

Domenico Quirico è stato liberato. Dopo cinque mesi di prigionia, il giornalista della Stampa sequestrato in Siria è tornato in Italia. Sorridente e con la barba lunga, Quirico è atterrato ieri sera a Ciampino, dove è stato accolto dal ministro degli Esteri, Emma Bonino, il capo dell’Unità di crisi, Claudio Taffuri, e il segretario generale della Farnesina, Michele Valensise. La notizia è stata diffusa ieri su Twitter dal direttore Mario Calabresi e subito dopo confermata dalla Farnesina con la frase: “Domenico Quirico libero”.

stralci da “Io, tra bombe, fughe, umiliazioni“, in La Stampa 10 settembre 2013

…………………….

L’emiro Abu Omar

L’ideatore e capo del gruppo che ci teneva prigionieri era un sedicente emiro che si chiama, anzi, si fa chiamare, Abu Omar, un soprannome. Ha formato la sua brigata reclutando gente della zona, più banditi che islamisti o rivoluzionari. Questo Abu Omar copre con una vernice islamista i suoi traffici, le sue attività illecite, e collabora con il gruppo che successivamente ci ha preso in carico, Al Faruk. Al Faruk è una brigata molto nota della rivoluzione siriana, fa parte del Consiglio nazionale siriano, e i suoi rappresentanti incontrano i governi europei. È stato creata da un generale ribelle che ha arruolato combattenti fra la gente più povera di Homs, fra i più dimenticati dalla mafia di regime. L’Occidente si fida di loro ma ho imparato a mie spese che si tratta anche di un gruppo che rappresenta un fenomeno nuovo e allarmante della rivoluzione: l’emergere di gruppi banditeschi di tipo somalo, che approfittano della vernice islamista e del contesto della rivoluzione per controllare parte del territorio, per taglieggiare la popolazione, fare sequestri e riempirsi le saccocce di denaro.

La telefonata

Dopo il primo giorno di marcia questo Abu Omar era seduto come un pascià sotto un albero circondato dalla sua piccola corte di guerriglieri. Mi ha chiamato perché voleva che mi sedessi accanto a lui, voleva fingere di essere nostro amico per ingannare un po’ anche la gente che era lì intorno e che si chiedeva chi fossero questi due occidentali malvestiti e distrutti dopo due mesi di prigionia. Gli ho chiesto il telefono per chiamare casa, dicendo che i miei probabilmente pensavano che io fossi morto e che stava distruggendo la mia vita, la mia famiglia. Lui rideva. E mi mostrava il suo telefonino mentendo e dicendo che non c’era campo, che non si poteva telefonare. Non era vero. In quel momento un soldato dell’Esercito siriano libero, ferito alle gambe, ha tirato fuori dalla tasca dei suoi pantaloni un telefonino e me l’ha dato davanti a lui. È stato l’unico gesto di pietà umana che ho ricevuto nei 152 giorni. Nessuno ha avuto verso di me una manifestazione di quella che noi chiamiamo pietà, misericordia, compassione. Persino i vecchi e i bambini hanno cercato di farci del male. Lo dico forse in termini un po’ troppo etici, ma veramente in Siria io ho incontrato il paese del Male. Sono riuscito a chiamare a casa solamente per 20 secondi, dopo quell’urlo disperato che ho sentito dall’altra parte, la linea è caduta.

….

La prigionia

Ci tenevano come animali, costretti in piccole stanze con le finestre chiuse nonostante il terribile caldo, gettati su dei pagliericci, ci davano da mangiare i resti dei loro pasti. Nella mia vita, nel mondo occidentale, non ho mai provato cos’è l’umiliazione quotidiana nelle cose semplici come il non poter andare alla toilette, il dover chiedere tutto e sentirsi sempre dire no. Credo che c’era una soddisfazione evidente in loro nel vedere l’occidentale ricco ridotto come un mendicante, come un povero.

Ridotto a merce Ci siamo nascosti in una specie di rudere nella campagna. Abbiamo cercato di attraversare il confine di notte, ma abbiamo scoperto che c’erano i campi minati. Siamo arrivati fino al filo spinato e siamo dovuti tornare indietro. Abbiamo fermato un’auto col kalashnikov, abbiamo chiesto al guidatore di portarci in un villaggiolì vicino. Ma c’era un posto di blocco.Ci hanno sparato, fermato e riportato verso la casa dove ci tenevano e ci hanno consegnato ai carcerieri per punirci. Ci hanno chiuso in una specie di sgabuzzino con le mani legate dietro la schiena, quasi incaprettati e ci hanno tenuti così per tre giorni. Il nostro valore era quello di una mercanzia. Non si può distruggere la mercanzia, se no si rischia di non ottenere più il suo prezzo. E ti senti veramente come un sacco di grano, un oggetto che vale in quanto vendibile. Ti possono prendere a calci ma non ti possono ammazzare perché se ti guastano troppo, o definitivamente, non ti possono più vendere. È l’orribile legge dell’ostaggio.

I carcerieri Erano di un gruppo che si professa islamista ma in realtà è formato da giovani sbandati che sono entrati nella rivoluzione perché la rivoluzione oramai è di questi gruppi che sono a metà tra il banditismo e il fanatismo. Seguono chi gli promette un futuro, gli dà le armi, la forza, gli versa il denaro per comprarsi i telefonini, computer, vestiti. Le Adidas sono estremamente diffuse in Siria, tutti hanno magliette Adidas, scarpe Adidas, sembra una specie di sponsorizzazione. Questi ragazzi vivono una vita di maschi, senza femmine, comunitaria in cui non fanno nulla e passano la giornata sdraiati sui materassi a bere mate. Credevo fosse una cosa sudamericana invece è estremamente diffuso in alcune zone della Siria. E fumano Marlboro originali americane che fanno arrivare dalla Turchia. Io sembravo più islamista di molti di loro perché non fumo e non bevo. E guardavano la televisione ma l’informazione era l’ultima cosa che gli interessava. Solo filmetti vagamente osé della televisione del Qatar o vecchi film egiziani sentimentali degli anni 50 in bianco e nero o gare di lotta, il wrestling americano oppure una terribile forma di lotta praticata nei paesi arabi in cui tutto è permesso…

Le finte esecuzioni

Per due volte hanno finto di mettermi al muro. Eravamo dalle parti di Al Qusayr. Uno si è avvicinato con la pistola e mi ha fatto vedere che la pistola era carica poi mi ha detto di mettere la testa contro al muro, mi ha avvicinato la pistola alla tempia. Lunghi momenti in cui ti vergogni… io mi ricordo la finta esecuzione di Dostoevskij… ti viene una rabbia perla paura che hai, senti che l’uomo che è vicino a te respira, trasuda il piacere di avere nelle sue mani un altro uomo e sentire che tu hai paura, e ti viene la rabbia perché tu hai paura. È un po’ come quando i bambini, che sono spesso terribilmente crudeli, strappano la coda alla lucertola o le zampe alle formiche. La stessa ferocia terribile.

Le trattative Per ridere di noi i nostri carcerieri ogni tanto ci dicevano «due o tre giorni, una settimana, e poi via liberi in Italia» per vedere poi la nostra disperazione… perché aggiungevano una parola… Inshallah… che è il loro modo di mentire senza avere il senso di mentire, inshallah, è successo… Dicevano continuamente «bukrah» che vuole dire domani… poi l’indomani non partiva nessuno

Siria, Obama apre al piano russo: “Assad deve muoversi in fretta. La nostra pressione sul regime resta costante”


Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, apre al piano di Mosca sul disarmo della Siria ma a patto che sia effettivo e in tempi stretti: “Assad deve muoversi in fretta. La nostra pressione sul regime resta costante”. In un’intervista al canale Fox News il presidente Usa promette: “Seguiremo ogni via diplomatica. Ma il problema non è aver fiducia ma verificare la loro validità. Capire se fanno sul serio”.

da  Siria, Obama apre al piano russo: “Assad consegni le armi in fretta” | Blitz quotidiano.

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