I musulmani perdono interesse per l’islamismo, di Daniel Pipes


Ho molti dubbi sull’ottimismo di Daniel Pipes

Dobbiamo ancora attraversare la fase delle prossime adolescenze violente (“l’arroganza della gioventù” dice Jason Gideon di Criminal Minds), soprattutto qui, nelle nostre città. nelle strade, nelle case.

Poi, forse, quando la Tecnica avrà inglobato anche questi residuati delle culture religiose monoteiste, si vivrà in convivenza.

La convivenza dei luoghi di ritrovo di BLADE RUNNER:

Paolo Ferrario

1) Più i musulmani conoscono l’islamismo, più lo rigettano. Questo argomento permea i risultati dei sondaggi nel corso del tempo. Se negli ultimi dieci anni è stata registrata un’impennata dell’islamismo, il sostegno musulmano ad esso è però diminuito quasi dappertutto, e lo scorso anno ha subito una riduzione particolarmente drastica.

Che il problema sia l’islamismo in generale, le opinioni riguardo a Hezbollah, Hamas o gli attentati suicidi, il sostegno musulmano è sostanzialmente in calo, a conferma della mia tesi, esposta per la prima volta un anno fa che l’islamismo ha raggiunto l’apice ed è in declino.

i palestinesi sono la popolazione più estremista (radicalizzata) del Medio Oriente, se non del mondo, pronti a rifiutare ogni cosa e a tentare ogni folle esperimento. Hanno provato a farlo quattro volte nel secolo scorso: il nazionalismo pansiriano, il nazionalismo panarabo, il nazionalismo palestinese o l’islamismo. Si rabbrividisce al pensiero di cosa accadrà in seguito. Detto questo, gli arabi israeliani sono sostanzialmente diversi dai loro omologhi non-israeliani.

l’articolo completo è qui

I musulmani perdono interesse per l’islamismo :: Daniel Pipes.

 Bernard-Henry Levy, I torti diseguali di Israele e Hamas. Il contrattacco non è un’aggressione. Israele si difende,torti non sono sullo stesso piano, Corriere della Sera 22 luglio 2014


Così dunque domenica scorsa, a Parigi, col pretesto di «difendere la Palestina», migliaia di uomini e donne se la sono presa di nuovo con gli ebrei.

A questi imbecilli oltre che mascalzoni, o viceversa, ricordiamo, ad ogni buon conto, che mescolare ebrei e israeliani in una stessa riprovazione è il principio stesso di un antisemitismo che, in Francia, viene punito dalla legge. Ricordiamo che nessuna indignazione, nessuna solidarietà nei confronti di una qualsiasi causa può, non dico autorizzare, ma scusare il gesto virtualmente pogromista che è il saccheggio, a Sarcelles, di una «farmacia ebraica» o di una «drogheria ebraica». A tali mascalzoni oltre che imbecilli, o viceversa, che la settimana precedente se la prendevano con due sinagoghe e, otto giorni dopo, recitano un remake penoso, e grazie al cielo ancora in modo minore, della notte dei cristalli, ripetiamo che questo tipo di azioni non trova spazio né in Francia né in alcun altro Paese dell’Europa contemporanea. Segnaliamo loro, en passant, che riunirsi dietro a razzi Qassam in cartapesta riproducenti le granate lanciate, alla cieca, su donne, bambini, vecchi, insomma sui civili di Israele, non è un atto anodino, ma un gesto di appoggio a un’impresa terroristica. A coloro che, fra questi, avevano realmente a cuore la causa di Gaza e sfilavano con striscioni su cui si evocavano le decine di innocenti uccisi dall’inizio della controffensiva israeliana, non saremo così crudeli da chiedere perché non sono mai II, mai, sullo stesso selciato parigino, per piangere, non le decine, ma le decine di migliaia di altri innocenti uccisi, da circa quattro anni, nell’altro Paese arabo che è la Siria. Facciamo notare che i responsabili di queste vittime, delle decine di donne, bambini, vecchi — che, se l’avanzata criminale di Hamas non viene bloccata, saranno, domani, centinaia — sono due, non uno: il pilota che, prendendo di mira una rampa di missili iraniani nascosta nel cortile di un edificio, colpisce per errore l’edificio vicino; ma anche, se non innanzitutto, i mostri di cinismo che, al messaggio del pilota che annuncia di essere sul punto di sparare e invita i vicini a lasciare il quartiere per mettersi al riparo, rispondono invariabilmente: «Che nessuno si muova; che ognuno resti al proprio posto; che 10, 10.000 martiri sono pronti a offrire il proprio sangue alla santa causa, iscritta nella nostra Carta, della distruzione dello Stato degli ebrei».

Quanto agli altri, a coloro che ritengono tali comportamenti causati da eccitazioni febbrili condivise, quanto ai mass media che continuano a evocare la «aggressione» israeliana, o la «prigione» che Gaza è diventata, o la «spirale» delle «violenze» e delle «vendette» che alimenterebbero questa guerra senza fine, obiettiamo che: non c’è aggressione, ma contrattacco di Israele di fronte alla pioggia di missili che, ancora una volta, si abbattono sulle sue città e che nessuno Stato al mondo avrebbe tollerato così a lungo; che Gaza è, in effetti, una sorta di prigione ma, avendola gli israeliani evacuata ormai da quasi dieci anni, non si capisce come potrebbero esserne i carcerieri. Cosa pensare, invece, di Hamas che mantiene l’enclave sotto il giogo, che tratta i propri abitanti come ostaggi e che, mentre gli basterebbe una parola o, comunque, una mano tesa perché cessi l’incubo, preferisce andare fino in fondo alla sua follia criminale?

Fra le violenze e le vendette che ci vengono presentate come «simmetriche», fra l’omicidio dei tre adolescenti ebrei rapiti e trovati morti vicino a Hebron e l’omicidio del giovane palestinese bruciato vivo, due giorni più tardi, da una gang di barbari che disonorano gli ideali di Israele, esiste una differenza che non cambia nulla, ahimè, al lutto delle quattro famiglie ma che, per chi ha la possibilità e, quindi, il dovere di mantenere la mente fredda, cambia tutto: le autorità politiche, giudiziarie e morali di Israele sono inorridite per il secondo omicidio, l’hanno condannato senza riserve e hanno fatto in modo che i suoi presunti colpevoli fossero braccati e arrestati; per il primo, i cui autori non sono ancora stati trovati, bisognava avere un udito assai fine per sentire non fosse che una parola nei ranghi palestinesi: sì, una frase si è udita, quella di Khaled Meshaal, capo di Hamas in esilio, «che si congratulava» per le «mani» che hanno «rapito» i tre adolescenti brutalmente riqualificati, per l’occasione, «coloni ebrei»…

Dubito che queste osservazioni possano avere qualche effetto sui jihadisti della domenica, sempre gli stessi che, un giorno, deplorano che gli si impedisca di ridere con l’umorista Dieudonné; un altro che gli si vieti di esprimere rispetto per Mohamed Merah; e un altro che la diplomazia francese non si schieri come un sol uomo dietro agli «indignati» pro Hamas. Quanto al resto della Francia, agli uomini e alle donne di buona volontà, a coloro che non hanno rinunciato al sogno di vedere, un giorno, questa terra finalmente condivisa, vorremmo tanto che rompessero il cerchio della disinformazione e della pigrizia di pensiero!

No, fra Israele e Hamas, i torti non soNO distribuiti in parti uguali. Sì, Hamas è un’organizzazione islamo-fascista da cui è urgente liberare anche gli abitanti di Gaza. E quanto al capo dell’Autorità palestinese, Mahmud Abbas, egli si rivolge alle Nazioni Unite affinché facciano «pressione» su Israele: ma non sarebbe più logico, più degno e soprattutto più efficace che si rivolgesse ai folli di Dio, che da qualche settimana sono ridiventati i suoi partner di governo, per esigere e ottenere da loro che depongano, senza indugio, le armi? Gli abitanti di Gaza meritano di essere qualcosa di meglio che scudi umani. I popoli della regione, tutti i suoi popoli, sono stanchi della guerra e del suo strascico di orrori: diamo una chance alla pace.

da Commento di Bernard-Henry Levy, conflitto in Medio Oriente e i rigurgiti antisemiti | Osservatorio Antisemitismo.

Islam: una tradizione di tolleranza inesistente tranne che nella mente di Roberto Tottoli in un articolo sul Corriere della sera, DA Informazione Corretta


Riprendiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 21/07/2014,  a pag. 5, l’articolo di Roberto Tottoli dal titolo “La decadenza dell’islam e il mito del ritorno alla purezza”. 
 

Si tratta di un riassunto inadeguato che non tiene conto dei fatti ma solo delle buone intenzioni che esistono solo nella mente di Tottoli. Maometto, sin dall’inizio, chiarì la vera natura dell’islam: o ti converti e ti uccido. Avvenne, non a caso, alle tribù ebraiche che ebbero la sventura di trovarsi sulla strada di Maometto. Vennero tutte trucidate. Non si capisce quindi di quale tradizione scriva Tottoli. 

VAI A:

Informazione Corretta.

Storia della intesa 1934-1945 fra Movimento Arabo Palestinese capeggiato dal Gran Muftì di Gerusalemme e il nazismo e del Terzo Reich


Storia della strana e per molti versi ancora sconosciuta intesa che,

tra il 1934 e il 1945,

legò saldamente le sorti del Movimento Arabo Palestinese capeggiato dal Gran Muftì di Gerusalemme a quelle del nazismo e del Terzo Reich.

segue qui:

 

Informazione Corretta.

I tre giovani, Eyal Yifrah (19 anni), Gil-Ad Shayer (16) e Naftali Yaakov Frenkel (16) ono stati rapiti e uccisi a sangue freddo dagli islamici di hamas


l’agenda politica islamica:

“Hamas è responsabile e la pagherà“. Il premier israeliano  Benyamin Netanyahu è pronto alla rappresaglia dopo che i corpi dei tre giovani israeliani rapiti sono stati trovati privi di vita ad Halhul, città vicina ad Hebron. Se Israele è sotto shock, Hamas si prepara a rispondere: “Ogni offensiva aprirà le porte dell’infermo”.

I tre giovani, Eyal Yifrah (19 anni), Gil-Ad Shayer (16) e Naftali Yaakov Frenkel (16), erano scomparsi lo scorso 12 giugno nei pressi dell’insediamento di Gush Etzion, tra Betlemme e Hebron, nel sud della Cisgiordania, mentre facevano l’autostop. Da quasi un mese dei tre giovani non c’era traccia, poi il 30 giugno sono stati ritrovati i loro corpi. “Sono stati rapiti e uccisi a sangue freddo da belve umane”, ha detto Netanyahu.

vai a 

Israele: “Hamas pagherà per ragazzi rapiti e uccisi”. “Raid aprirà l’inferno” | Blitz quotidiano.

le operazioni “Mare Nostrum” e l’estremismo islamico, in Analisi Difesa


Le navi della Marina Militare inserite nel dispositivo aeronavale interforze Mare Nostrum sono state impegnate per tutto il fine settimana prestando soccorso ad oltre 5000 migranti.  La Marina Militare ha reso noto che la fregata Grecale (nelle foto le immagini del soccorso) con a bordo 566 e la corvetta Chimera con 353 sono arrivate ieri nel porto di Pozzallo. Nel pomeriggio di ieri durante le operazioni di soccorso e di ispezione ad un barcone venivano rinvenute circa 30 salme stivate nella zona prodiera dell’imbarcazione. Il personale medico intervenuto sul posto ha dichiarato che le cause della morte sono da attribuire a probabile asfissia e annegamento e ne sconsigliavano il prelievo a causa degli spazi angusti. Una volta ultimate le operazioni di soccorso ai migranti, il barcone è stato rimorchiato da Nave Grecale e verso il porto di Pozzallo.

La nave anfibia San Giorgio ha invece sbarcato 1.170 migranti nel porto di Taranto e il pattugliatore d’altura Dattilo della Capitaneria di Porto ne ha sbarcati 1.096 nel porto di Augusta, la rifornitrice Etna 1.044 nel porto di Salerno. Il pattugliatore Orione ne ha trasportati 396 a Messina dove sono giunti anche i 235 migranti soccorsi dal mercantile Mare Atlantic. Per concludere (ma solo per oggi) la motovedetta della Capitaneria di Porto 906 Corsi a portato 341 migranti a Porto Empedocle mentre i mercantili City of Beirut e Ticky hanno sbarcato 295 clandestini a Trapani.

L’emergenza sembra non concedere tregua e, come Analisi Difesa aveva previsto fin dall’inizio dell’operazione nell’ottobre scorso, Mare Nostrum sembra perseguire l’obiettivo di svuotare l’Africa di gran parte dei suoi abitanti. Dall’inizio dell’anno sono già arrivate illegalmente in Italia arricchendo organizzazioni malavitose spesso legate all’estremismo e terrorismo islamico (lo rivelò senza fornire dettagli l’allora ministro della Difesa Mario Mauro) circa 70 mila clandestini che di questo passo raddoppieranno entro settembre.

da Mare Nostrum svuoterà l’Africa? – Analisi Difesa.

Rawan, sposa bambina in Yemen, Muore a 8 anni, durante la prima notte di matrimonio per emorragia interna


ISLAMICI/CULTURA DELLA FAMIGLIA:

Si chiamava Rawan, viveva ad Al Hardh, regione nord orientale dello Yemen al confine con l’Arabia Saudita ed aveva 8 anni, di più non sappiamo. Ha perso la vita durante la prima notte di matrimonio con uno sposo la cui età era cinque volte la sua, a causa di un’emorragia interna, secondo alcuni attivisti.

Gli attivisti stanno chiedendo che lo sposo, che dovrebbe avere intorno ai 40 anni, e la famiglia della bambina, vengano arrestati e portati a giudizio. Purtroppo non è il primo caso e anzi ricorda un’altra storia recente, simile in tutto se non per l’età della vittima, Ilham, che in questo caso era una tredicenne. Mentre nel 2010, una bimba di 12 anni è morta durante il travaglio del parto.

da Rawan, sposa bambina in Yemen, Muore a 8 anni, durante la prima notte di matrimonio

VAI ANCHE A: http://attivissimo.blogspot.it/2013/09/antibufala-la-sposa-di-8-anni-morta.html

Sudan: rilasciata, ri-arrestata e ora in attesa. L’odissea di Meriam, l’apostata | euronews, mondo


islamici:

vai a:

Sudan: rilasciata, ri-arrestata e ora in attesa. L’odissea di Meriam, l’apostata | euronews, mondo.

più di 50 milioni i rifugiati, da La Stampa 21 giugno


più di 50 milioni i rifugiati, da La Stampa 21 giugno, quasi tutti provenienti da paesi di religione e cultura islamica:

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Islamisti: Lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (o della Siria), chiamato Isil o Isis, un gruppo iscritto nella lista delle organizzazioni terroristiche, potrebbe rovesciare i governi di Iraq e Siria, di Daniel Pipes


Con l’occupazione di Mosul del 9 giugno, i jihadisti hanno ottenuto il controllo della seconda città più grande dell’Iraq, hanno fatto incetta di armi, si sono impadroniti di 429 milioni di dollari in oro, aprendosi la strada per raggiungere Tikrit, Samarra e forse anche la capitale Baghdad. I curdi iracheni hanno occupato Kirkuk. Questo è l’avvenimento più importante accaduto in Medio Oriente da quando hanno avuto inizio nel 2010 gli sconvolgimenti arabi. E qui di seguito vi spiego i motivi.

Una minaccia regionale: Lo Stato islamico dell’Iraq e del Levante (o della Siria), chiamato Isil o Isis, un gruppo iscritto nella lista delle organizzazioni terroristiche, potrebbe rovesciare i governi di Iraq e Siria e forse anche altri, a cominciare dalla Giordania. Tra la Siria e l’Iraq, questo gruppo potrebbe cancellare il semisecolare confine tra queste due creazioni coloniali e porre fine alla loro esistenza come Stati unitari, ribaltando così l’ordine politico del Medio Oriente, come emerso dalla Prima guerra mondiale. Giustamente, il governo statunitense definisce l’Isis “una minaccia per l’intera regione”.

tutto l’articolo qui:

L’Isis si scatena, il Medio Oriente trema :: Daniel Pipes.

catturato Abu Khattala ( l’11 settembre del 2012 assalì il consolato americano di Bengasi, attacco in cui rimase ucciso l’ambasciatore americano Christopher Stevens) – da Analisi Difesa


per il tema. ISLAMISTI e 11 settembre

La cattura di Ahmed Abu Khattala è avvenuta con un raid segreto condotto lo scorso weekend dai militari americani insieme ad agenti della Cia. L’uomo ora si trova sotto la custodia degli americani “in una località sicura fuori dalla Libia. Khattala è considerato il capo della milizia che l’11 settembre del 2012 assalì il consolato americano di Bengasi, attacco in cui rimase ucciso l’ambasciatore americano Christopher Stevens (nella foto sotto) ed altri tre americani, un funzionario della sicurezza dell’ambasciata e due contractor della Cia

… Blitz USA a Bengasi: catturato Abu Khattala – Analisi Difesa.

islamici: Pakistan, sposa l’uomo scelto da lei Giovane incinta lapidata dai familiari – Corriere.it


Pakistan, sposa l’uomo scelto da lei Giovane incinta lapidata dai familiari – Corriere.it.

Italia, Mediterraneo e conflitti geopolitici, al 2014


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“cara mamma, parto. Ho deciso di fare la terrorista islamica”, di Luana De Micco, in Il Fatto quotidiano 12 marzo 2014


micco783

Domenico Quirico, Pierre Piccinin Da Prata, IL PAESE DEL MALE. 152 giorni in ostaggio in Siria, Neri Pozza, 2014


Originally posted on Paolo del 1948:

Gli islamici

Per ricordare che la cultura di sinistra (Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sel, centri sociali, no tav; …

non hanno mai capito il segno delle torri gemelle di New York e hanno sempre sostenuto le “ragioni” dell’islamismo radicale.

Sono reduci della rivoluzione d’ottobre e alla ricerca dl “nuovo proletariato” per ripetere il secolo breve dl quale hanno nostalgia
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Torna il terrorismo separatista di matrice islamica in Russia, 29 dicembre 2013


MOSCA VOLGOGRAD ATTENTATO DONNA KAMIKAZE 14 MORTI Corsera.it

(AGI) – Mosca, 29 dic. – Torna il terrorismo separatista di matrice islamica in Russia, vicino al confine con il Caucaso. Una donna kamikaze si e’ fatta 

Iraq, attentato dopo la messa di Natale Almeno ventidue morti – Corriere.it


il “buon natale” degli islamici:

vai a Iraq, attentato dopo la messa di Natale Almeno ventidue morti – Corriere.it.

vai a Google attentato 25 dicembre 2013

Video bambini siriani educati al jihad | Tempi.it


Un altro video diffuso online dai ribelli in Siria mostra un religioso sunnita dello Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isil) che educa, plagiandoli, un gruppo di bambini della provincia di Idlib. A più riprese, il religioso chiede ai bambini se «i cristiani sono musulmani o infedeli», se «Obama e Putin sono musulmani o infedeli», se «Assad è musulmano o infedele» e i bambini rispondono gridando in coro: «Infedeli!».

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preso l’uomo che l’altro giorno è andato a sparare nella redazione di Libération a Parigi: si chiama Abdelhakim Dekhar, 48 anni, soprannominato “Toumi”, nato in Mosella da genitori algerini


Parigi Hanno preso l’uomo che l’altro giorno è andato a sparare nella redazione di Libération a Parigi (vedi Fior da Fiore dei martedì 19 novembre). Lo hanno trovato alle 19.05 di ieri sera, «in stato comatoso», incapace di parlare, dentro un’automobile in un parcheggio sotterraneo di Bois-Colombes, una cittadina a 9 chilometri dalla capitale francese. Nella notte i risultati del test del Dna hanno dato la conferma: si chiama Abdelhakim Dekhar, 48 anni, soprannominato “Toumi”, nato in Mosella da genitori algerini. Nel 1994 fu condannato a quattro anni di carcere per aver fornito il fucile a pompa con cui Audry Maupin e la compagna Florence Rey, ventenni di estrema sinistra che progettavano una serie di rapine alle banche, uccisero quattro persone (poi morì anche Maupin). 

daLe notizie del 21 Novembre 2013.

Al Qaeda decapita un alleato per errore e poi si scusa


 

La Stampa @la_stampa

#AlQaeda decapita un alleato per errore e poi si scusabit.ly/17YXlhw di @Maumol

16 nov
Al Qaeda decapita un alleato per errore e poi si scusa

L’ uomo era stato scambiato per un nemico. Il video dell’ esecuzione su Internet Al Qaeda decapita un alleato pensando che si tratti di un nemico, e presenta le scuse. Avviene a d Aleppo, durante giornate di intensi

Steve McCurry: The Ground Zero Photographs | American Photo


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vai a Steve McCurry: The Ground Zero Photographs | American Photo

Donatella Di Cesare, autrice di Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo: spiega perché in Italia serve una legge per punire chi nega la Shoah


Autrice del primo libro sul negazionismo pubblicato in Italia (“Se Auschwitz è nulla. Contro il negazionismo“, edito da il melangolo), Donatella Di Cesare, docente di Filosofia teoretica alla Sapienza di Roma, minacciata anche dai neonazisti di Stormfront, spiega perché in Italia serve una legge per punire chi nega la Shoah.

Sono stata tra i primi a sostenere la necessità dell’introduzione in Italia di una legge contro il negazionismo. In Germania e in Francia, dove questa legge già c’è, sono stati raggiunti risultati importanti. In Germania, dove ho a lungo vissuto, un negazionista non può parlare nei luoghi pubblici, nelle scuole o nelle università come è accaduto da noi negli ultimi tempi senza che si potesse far nulla per impedirlo. Tra l’altro esiste anche una legge quadro europea del 2008 che richiama l’Italia proprio in questo senso. 

tutto l’articolo qui Legge contro il negazionismo: io dico sì – Panorama

islamici: IL SACCO DI OTRANTO: LA DEVASTAZIONE e i MASSACRI AL GRIDO DI ALLAH (1480), saggio di Alberto Tenenti, in Civiltà del Rinascimento, De Agostini Rizzoli, 2001


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La morte per acqua e l’ipocrisia: aprire le frontiere, Il Foglio, Ottobre 2013


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TERRORISMO ISLAMISTA, STRAGE DI CRISTIANI IN PAKISTAN


TERRORISMO ISLAMISTA, STRAGE DI CRISTIANI IN PAKISTAN Roma Daily News

Si accentuano gli attacchi dei terroristi islamici contro gli “infedeli” in tutto il mondo. Ieri in Kenya, dove la presa di ostaggi e la mattanza (59 morti, 200 feriti nel 

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LEWIS BERNARD, IL SUICIDIO DELL’ISLAM: in che cosa ha sbagliato la civiltà mediorientale, MONDADORI, 2002


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LEWIS BERNARD, LE ORIGINI DELLA RABBIA MUSULMANA (titolo originale: From Babel to Dragomans): millecinquecento anni di confronto tra Islam e Occidente, Mondadori, 2009 (prima edizione 2004)


rabbia musulm394rabbia musulm395 rabbia musulm396

LEWIS BERNARD, L’EUROPA E L’ISLAM, Laterza, 2002


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LEWIS BERNARD, GLI ARABI NELLA STORIA, LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA – L’ESPRESSO, 2007, p. 210


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Bernard Lewis: “L’islam prenderà l’Europa con la demografia” – Il Foglio.it


Da anni a dominare i pensieri di Lewis è lo spettro di una Europa islamizzata. Quattro anni fa, in un’intervista al Jerusalem Post, il professore disse che l’islam potrebbe diventare “la forza dominante” in Europa, perché “nel nome del politically correct gli europei hanno rinunciato a combattere la battaglia per il controllo della cultura e della religione”. Anche sul quotidiano tedesco Die Welt Lewis ha suonato l’allarme: “L’Europa sarà parte dell’occidente arabo, del Maghreb”. Adesso nell’ultimo suo libro Lewis articola meglio questo fosco scenario europeo. E lo fa partendo da lontano.
“Secondo la narrativa islamica, il Profeta Maometto spedì messaggi agli imperatori di Bisanzio, Iran ed Etiopia chiedendo loro di accettare la versione finale della vera fede. L’Iran venne conquistato e islamizzato. La cristianità, nonostante molte sconfitte e perdite, è sopravvissuta a Bisanzio e in Etiopia, così come in Europa. I seguaci del Profeta hanno allora conquistato paesi cristiani come Iraq, Siria, Palestina, Egitto, Nordafrica e hanno invaso l’Europa, conquistando Sicilia, Spagna e Portogallo. Dopo centinaia di anni, i cristiani hanno ripreso la Spagna, Portogallo e Sicilia ma non l’Africa del nord. Il secondo attacco islamico venne quando gli ottomani crearono un nuovo impero in medio oriente. Conquistarono l’antica città di Costantinopoli e invasero l’Europa. Anche questa fase è finita con una sconfitta. Il collasso dell’impero ottomano durante la Prima guerra mondiale è seguito dall’espansione degli imperi europei, Inghilterra, Francia, Russia e Olanda e Italia, nelle terre dell’islam. Un dominio finito dopo la Seconda guerra mondiale.

Quello che sta accadendo ora è il terzo tentativo dei musulmani di realizzare la missione divina di portare la verità di Dio a tutta l’umanità. Questa volta non sarà tramite l’invasione e la conquista, ma l’immigrazione e la demografia”.

vai a  “L’islam prenderà l’Europa non con la spada, ma con la demografia” – [ Il Foglio.it › La giornata ].

Alcuni libri di BERNARD LEWIS pubblicati in italia

LEWIS BERNARD

GLI  ARABI NELLA STORIA

LA BIBLIOTECA DI REPUBBLICA – L’ESPRESSO,  2007,  p. 210

LEWIS BERNARD

LE  ORIGINI DELLA RABBIA MUSULMANA. Millecinquecento anni di confronto tra Islam e Occidente

MONDADORI,  2004,  p. 440

LEWIS BERNARD, NIRENSTEIN FIAMMA

ISLAM LA GUERRA E LA SPERANZA

RIZZOLI,  2003,  p. 2003

LEWIS BERNARD

SUICIDIO DELL’ISLAM. IN CHE COSA HA SBAGLIATO LA CIVILTA’ MEDIORIENTALE

MONDADORI,  2002,  p. 190

LEWIS BERNARD

IL  MEDIO ORIENTE  Duemila anni di storia

MONDADORI,  1996,  p. 398

LEWIS BERNARD

L’EUROPA BARBARA DEI MUSULMANI

PROMETEO,  1984,  p. 44-53

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