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Category Archives: ISLAMISMO

Egitto. Il giallo della morte di Giulio Regeni: “Preso e ucciso dalla polizia” – La Stampa, 5 febbraio 2016


Giulio Regeni è morto dopo essere stato fermato dalle forze di sicurezza egiziane. È questa la ricostruzione che ci arriva dal Cairo dopo ore di sospetti e tensioni. Forse è stato scambiato per un’attivista. Sicuramente il suo fermo non doveva finire così, nel torbido sottobosco delle sparizioni non ufficiali, frequenti nel complicato Egitto di oggi in cerca di una fragile stabilità

La morte del giovane italiano ha aperto un vero e proprio caso diplomatico. Dopo la scoperta dei fatti, il governo italiano ha alzato la voce. Prima ha preteso la restituzione della salma, poi ha richiesto l’indagine congiunta. E ora si attende che Il Cairo trovi e punisca i colpevoli.
La diplomazia lavora per ricostruire le ultime ore di Regeni – anche se è difficile a poche ore dalla morte di un ragazzo di 28 anni – ed evitare una seria crisi con l’Egitto. Il nostro editorialista ed ex ambasciatore Stefano Stefanini inquadra la diatriba: quando un incidente, o un errore, irrompe nei rapporti tra due Paesi amici o alleati bisogna identificare le responsabilità per voltare pagina. È la stessa richiesta che arriva, legittimamente, da chi conosceva Giulio.

Sorgente: Il giallo della morte di Regeni: “Preso e ucciso dalla polizia” – La Stampa

Giulio Regeni: l’ipotesi che si fa strada nelle ultime ore è che il ragazzo possa essere stato preso da una «squadra» che voleva punirlo soltanto perché straniero o comunque ritenendolo una minaccia. – Corriere.it


I segni delle bruciature sul corpo, il ritrovamento nel fosso seminudo, confermano che Giulio Regeni, lo studente italiano scomparso al Cairo lo scorso 25 gennaio nel quinto anniversario della rivolta che provocò la caduta dell’ex presidente Hosni Mubarak, ha subito torture. E questo apre scenari inquietanti sui suoi ultimi giorni di vita.
Perché l’ipotesi che si fa strada nelle ultime ore è che il ragazzo possa essere stato preso da una «squadra» che voleva punirlo soltanto perché straniero o comunque ritenendolo una minaccia. Anche perché proprio in quelle ore numerose «retate» sono state compiute dai servizi di sicurezza egiziani per prevenire manifestazioni in favore della rivolta di cinque anni fa e le verifiche subito effettuate per verificare la sua presenza nelle carceri e negli ospedali hanno dato esito negativo.

Sorgente: Giulio Regeni: i tentativi di sviare le indagini sulla morte del giovane – Corriere.it

REGENI

 

Renzo Guolo, L’ULTIMA UTOPIA, Gli jihadisti europei, pp. 175, Guerini e Associati, Milano 2015


Renzo GuoloL’ULTIMA UTOPIAGli jihadisti europeipp. 175, € 14,50Guerini e Associati, Milano 2015

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Sorgente: L’ultima utopia – Gli jihadisti europei | recensione

Domenico Quirico: nel Sud della Tunisia molti degli ex ragazzi della rivoluzione del 2011  sognano il Califfato di Isis, gennaio 2016


Domenico Quirico è andato nel nuovo ventre dell’Isis, nel Sud della Tunisia: molti degli ex ragazzi della rivoluzione del 2011 sono senza lavoro e sognano il Califfato di Isis. Oltre tremila giovani sono partiti per andare a combattere in Siria, transitando spesso nel triangolo meridionale del Paese, divenuto incontrollabile

Sorgente: Sulle montagne della Tunisia gli ex ragazzi della rivoluzione adesso sognano il Califfato – La Stampa

“Perché noi ebrei rischiamo la vita indossando la kippah”, di Giulio Meotti, 26 gennaio 2016


“Perché noi ebrei rischiamo la vita indossando la kippah”

di Giulio Meotti

Intervista a Zvi Ammar, che ha chiesto agli ebrei di Marsiglia di nascondersi per strada. “L’iniziativa del Foglio è emozionante. Ma qui il copricapo è come la stella gialla nazista: i terroristi la usano per identificarci e colpirci” – di Giulio Meotti

GIOVANNI SARTORI: l’illusione di integrare l’islam con la democrazia’ – intervista del 17 gennaio 2016


Giovanni Sartori, fiorentino, 91 anni (quasi 92), considerato fra i massimi esperti di scienza politica a livello internazionale, da anni è attento osservatore dei temi-chiave di oggi: immigrazione, Islam, Europa


il disastro in cui ci siamo cacciati».

Quale disastro?

«Illudersi che si possa integrare pacificamente un’ ampia comunità musulmana, fedele a un monoteismo teocratico che non accetta di distinguere il potere politico da quello religioso, con la società occidentale democratica. Su questo equivoco si è scatenata la guerra in cui siamo».

GIOVANNI SARTORI E Isabella GherardiGIOVANNI SARTORI E ISABELLA GHERARDI

Perché?

«Perché l’ Islam che negli ultimi venti-trent’ anni si è risvegliato in forma acuta – infiammato, pronto a farsi esplodere e assistito da nuove tecnologie sempre più pericolose – è un Islam incapace di evolversi. È un monoteismo teocratico fermo al nostro Medioevo. Ed è un Islam incompatibile con il monoteismo occidentale. Per molto tempo, dalla battaglia di Vienna in poi, queste due realtà si sono ignorate. Ora si scontrano di nuovo».

Perché non possono convivere?

«Perché le società libere, come l’ Occidente, sono fondate sulla democrazia, cioè sulla sovranità popolare. L’ Islam invece si fonda sulla sovranità di Allah. E se i musulmani pretendono di applicare tale principio nei Paesi occidentali il conflitto è inevitabile».

 

Sta dicendo che l’ integrazione per l’ islamico è impossibile?

«Sto dicendo che dal 630 d.C. in avanti la Storia non ricorda casi in cui l’ integrazione di islamici all’ interno di società non-islamiche sia riuscita. Pensi all’ India o all’ Indonesia».

Sorgente: sartori: ‘siamo al disastro perché ci siamo illusi di integrare l’islam con la democrazia’ – Politica

On. SOUAD SBAI: “l’ unico riferimento che gli resta è la moschea fai da te. Lì predica un imam che risponde direttamente a Riad, quando non a Raqqa, e su cui lo Stato non esercita alcun controllo e l’ immigrato impara l’ islam estremista. Quando torna a casa lo impone alla famiglia” – Politica – da Libero Quotidiano


Sono arrivata in Italia a 19 anni, per amore, e prendo quell’ aereo dagli anni ’80. Era un tripudio di voci e colori. Sbarcavano sorrisi, donne felici, vestite di arancione, giallo, azzurro. Ora sembrano tutte vedove, solo che il marito è vivo e il lutto che portano è per la loro vita. La cosa terribile è che sono partite dal Marocco libere. Sono diventate schiave in Italia».

Mi spiega più nel dettaglio questo processo di schiavizzazione?
«L’ islamico arriva in Italia per lavorare e ha tutte le difficoltà dell’ immigrato: è solo, disorientato, debole. Ma noi non lo integriamo, non gli diamo i nostri valori, le regole, i costumi, ce ne disinteressiamo con la scusa di rispettarlo. Così l’ unico riferimento che gli resta è la moschea fai da te. Lì predica un imam che risponde direttamente a Riad, quando non a Raqqa, e su cui lo Stato non esercita alcun controllo e l’ immigrato impara l’ islam estremista. Quando torna a casa lo impone alla famiglia. Quando poi in un palazzo la prima donna porta il velo, il gioco è fatto, gli altri mariti per dimostrare di essere loro a comandare in casa, lo impongono alle loro mogli. E, quando compiono 11 anni, alle figlie».

tutta l’intervista qui:

Sorgente: L’avvertimento della leghista marocchina: “Vi spiego perché le vostre figlie avranno il velo” – Politica – Libero Quotidiano

“Violenza e Islam”: il nuovo libro di Adonis, 2015


Houria Abdelouhed: Adonis, come si spiega il fallimento della primavera araba?

Adonis: All’inizio, la sollevazione araba faceva pensare a un risveglio. Un bellissimo risveglio. Ma gli eventi successivi hanno mostrato che la primavera araba non era una rivoluzione, bensì una guerra, e che questa guerra, invece di indirizzarsi contro la tirannia, si è trasformata a sua volta in tirannia. Beninteso, ci sono stati oppositori che non hanno usato la violenza. Ma sono stati schiacciati sotto il peso degli avvenimenti occorsi dopo l’inizio della sollevazione. Inoltre, questa rivoluzione ha mostrato la propria matrice confessionale, tribale e non civica, musulmana e non araba. Si trattava però di cambiare radicalmente la situazione della società araba.

H: Quando dici “radicalmente” mi sembra che tu intenda un cambiamento sul piano politico, sociale, economico e culturale.

A: Proprio così. Il problema è che questo cambiamento è andato a cozzare contro le eterne questioni della religione e del potere. I popoli, privati dei loro diritti, hanno badato soltanto a rovesciare il potere costituito, senza prestare sufficiente attenzione alla questione delle istituzioni, all’educazione, alla famiglia, alla libertà della donna e dell’individuo. Mancava, insomma, una riflessione sul modo in cui fondare una società civile, vale a dire la società del cittadino.

H: Quindi, l’errore starebbe nel fatto che gli individui, oppressi dal potere politico, non hanno potuto agire nel senso di un vero e proprio cambiamento e non hanno potuto pensare la complessità che ogni cambiamento porta con sé.

A: Esattamente. Si tratta di un errore di prospettiva: non si può, nel contesto di una società come quella araba, fare una rivoluzione se questa non è fondata sulla laicità.

segue qui.

Sorgente: “Violenza e Islam”: il nuovo libro di Adonis

Due debolezze potrebbero distruggere il movimento islamista: le divisioni interne e l’impopolarità, di  Daniel Pipes, gennaio 2013


l movimento islamista più apparire più forte che mai, ma uno sguardo da vicino rivela due punti deboli che potrebbero condannarlo, e forse in fretta.

I suoi punti di forza sono ovvi. I talebani, Al-Shabaab, Boku Haram e l’Isis portano l’islamismo – l’ideologia che mira all’applicazione integrale e rigorosa della legge islamica – a eccessi intollerabili, seminando violenza e desolazione nella loro marcia verso il potere. Il Pakistan potrebbe cadere nelle loro mani. Gli ayatollah iraniani hanno ripreso un po’ di fiato con l’accordo di Vienna. Il Qatar è il paese con il più alto reddito pro-capite del mondo. Recep Tayyip Erdogan sta diventando il dittatore della Turchia. Gli agenti islamisti sciamano dal Mediterraneo verso l’Europa.

Ma le debolezze in seno al movimento, soprattutto le liti e i disaccordi, potrebbero distruggerlo.

L’impopolarità, il secondo problema, può costituire il più grande pericolo per il movimento. Quando le popolazioni sperimentano sulla loro pelle il potere islamista, lo rifiutano. Una cosa è credere in astratto ai vantaggi della legge islamica e un’altra è subire i suoi divieti, che si tratti degli orrori totalitari dello Stato islamico o dell’emergente dittatura in Turchia, in confronto innocua.

Sorgente: Due debolezze potrebbero distruggere il movimento islamista :: Daniel Pipes

Al Qaeda minaccia l’Italia: “Avete occupato Tripoli, ve ne pentirete” – La Stampa, 15 gennaio 2016, da La Stampa


In un video Roma viene accusata di complotto: «Non accetteremo i vostri negoziati»

Di fronte alle nostre coste, in Libia, c’è una sfida per il potere tra Al Qaeda e Isis. Siamo nel mirino di entrambi ma ieri è stato il giorno di Al Qaeda, che ha minacciato l’Italia con un lungo video.

Sorgente: Al Qaeda minaccia l’Italia: “Avete occupato Tripoli, ve ne pentirete” – La Stampa

isis. Strage islamista di turisti tedeschi a Istanbul, 13 Gennaio 2016


Istanbul Alle 10 di ieri mattina un kamikaze si è fatto esplodere nel cuore turistico di Istanbul, vicino alla Moschea Blu. Almeno dieci morti e una quindicina di feriti, due sono gravissimi. Le vittime sono quasi tutte straniere: tra i dieci morti, otto tedeschi e un peruviano. E tra i feriti, in maggioranza tedeschi, anche un norvegese. Le prime ricostruzioni dei media turchi raccontano che c’era poca gente nella zona al momento dell’esplosione. Chi ha colpito dunque ha mirato espressamente a loro, li ha cercati, attesi, seguiti e quando infine li ha visti assieme ha fatto detonare l’ordigno. Lo spostamento d’aria ha anche ribaltato un’auto della polizia posteggiata nelle vicinanze. Il primo ministro Ahmet Davutoglu punta il dito contro Isis. La polizia fa sapere di avere le prove: si tratta di un kamikaze, l’ennesimo jihadista pronto ad «immolarsi» per la «guerra santa». Dai monconi del corpo recuperati sul luogo del massacro hanno dedotto che sarebbe un giovane siriano nato nel 1988, avrebbe attraversato il confine di recente. «Lo abbiamo individuato. Ma non era considerato sospetto», aggiungono (Cremonesi, Cds).

Sorgente: Le notizie del 13 Gennaio 2016

cronologia dei fatti di Colonia: le violenze sulle donne, da Corriere della Sera, 12 gennaio 2016


Le rapine, le molestie, le lacrime
Ora per ora, l’inferno di Colonia

I rapporti ufficiali raccontano che cosa è avvenuto, davvero, in quella che la polizia descrisse il 1 gennaio come una «notte pacifica». Ecco la ricostruzione, ora per ora

di Elena Tebano
vai a:

Sorgente: Corriere della Sera

I vignettisti italiani molto famosi e che stanno sempre in tv disegnano deliberatamente sconcezze sul Papa e mai su un imam non perché siano rispettosi, ma perché hanno paura, Pierluigi Battista


I vignettisti italiani molto famosi e che stanno sempre in tv disegnano deliberatamente sconcezze sul Papa e mai su un imam non perché siano rispettosi, ma perché hanno paura: fanno tanto gli spavaldi, ma sono come Don Abbondio. Gli artisti che creano sculture o dipinti in cui la Madonna o Gesù Cristo vengono raffigurati in pose oscene, amano fare elettrizzanti «provocazioni» solo quando non entra in gioco la paura, che loro chiamano «rispetto» quando potrebbero offendersi quelli che decapitano e sgozzano. Gli scrittori di opere teatrali possono pure fare affogare un crocefisso negli escrementi, ma scoprono il rispetto solo quando al centro della scena c’è qualche simbolo della religione musulmana: ma si chiama paura, non rispetto.

Il silenzio sugli assassini di Theo Van Gogh e la messa al bando del suo «Submission» non c’entrano con il rispetto, c’entrano con la paura.

da

Sorgente: Informazione Corretta

Cover of the Charlie Hebdo issue 06 January 2016

Pierluigi Battista: “Gli uomini che a Colonia si sono avventati sulle donne in festa per il Capodanno volevano punire la libertà delle loro vittime”, CORRIERE della SERA 7 gennaio 2016


Gli uomini che a Colonia si sono avventati come animali sulle donne in festa per il Capodanno volevano punire la libertà delle loro vittime. Hanno palpeggiato, molestato, umiliato, violentato, picchiato le donne che osavano andare da sole, che giravano libere di notte, che si abbigliavano senza rispetto per le ingiunzioni e i divieti consacrati dai padroni maschi. Consideravano prede da disprezzare e da percuotere le donne che facevano pubblicamente uso di una libertà che gli stupratori e gli energumeni di Colonia considerano inconcepibile, peccaminosa, simbolo di perversione, donne che studiano e lavorano. Che sposano chi desiderano e non il marito oppressore che la famiglia, la tradizione, il clan assegnano loro. Che non sono costrette a uscire solo in compagnia dell’uomo prevaricatore. Che bevono e mangiano in libertà, entrano nei locali, fanno l’amore quando scelgono di farlo, brindano a mezzanotte, indossano jeans e magliette, flirtano, fanno sport e si scoprono per praticarlo, hanno la sfrontatezza di festeggiare il Capodanno con i loro amici maschi.

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Sorgente: Informazione Corretta

il poeta siriano/libanese ADONIS (Ali Ahmad Said Isbir), “la violenza è l’aspetto costitutivo dell’Islam”. Sul libro : Violenza e Islam (Guanda, 2015) – in Il Fatto Quotidiano


qui la biografia del poeta siriano/libanese Adonis (Ali Ahmad Said Isbir):


Nell’Islam la violenza nasce già con la sua fondazione”. C’è poco da girarci attorno, o da fare paragoni con gli aspetti più retrivi e deprecabili di storia e precetti delle altre religioni monoteiste.

E’ perentorio il giudizio del poeta siriano libanese Adonis sulla religione islamica e sul Corano, come si evince dalla lunga e densa chiacchierata tenuta con la psicoanalista e scrittrice Houria Abdelouahed contenuta in Violenza e Islam (Guanda).

Il nucleo di pensiero e confronto dal quale sorge il nuovo saggio/pamphlet dell’85enne autore dei tre volumi al-Kitab (Le livre) è proprio questo vulnus arcaico e tribale che lega spiritualità ad agire politico nel mondo arabo musulmano contemporaneo, e che diventa bersaglio di una critica totalizzante.

Laico dichiarato, Adonis mette subito le cose in chiaro liquidando la cosiddetta “primavera araba” come un tentativo totalmente fallito, una “primavera senza rondini”, perché “non si può nel contesto di una società come quella araba, fare una rivoluzione se questa non è fondata sulla laicità”.

Sorgente: Adonis, la violenza è l’aspetto costitutivo dell’Islam: il j’accuse tra Isis, sottomissione della donna e assenza di laicità – Il Fatto Quotidiano

molti uomini (senza donne), molta violenza. E molti uomini che odiano le donne, spesso in nome del fanatismo religioso, di Annalena Benini, in Il Foglio 8 gennaio 2015


la connessione è questa: molti uomini (senza donne), molta violenza. E molti uomini che odiano le donne, spesso in nome del fanatismo religioso, di un’idea di dominio, e vedono nella loro libertà di vivere, camminare, bere, ballare, baciare, un’ offesa e insieme un’eccitazione, una provocazione insomma (anche senza jihadisti, che comunque sono, nella stragrande maggioranza degli attacchi terroristici, giovani uomini adulti senza legami).

tratto da:

Sorgente: la maggioranza dei migranti arrivati in europa e’ composta da maschi, giovani, non sposati – Cronache

Da dove viene il branco di Colonia – di Maurizio Molinari in La Stampa, gennaio 2016


L’assalto di gruppo alle donne di Colonia è un atto tribale che si origina dall’implosione degli Stati arabi in Nordafrica e Medio Oriente. Il domino di disintegrazione di queste nazioni fa riemergere tribù e clan come elementi di aggregazione, esaltando forme primordiali di violenza. Regimi, governi ed eserciti si dissolvono e vengono sostituiti da capo-villaggio, assemblee tribali, milizie. Le tribù sono protagoniste del deserto dall’antichità e dai loro costumi ancestrali si originano il chador per le donne, la decapitazione dei nemici, la vendetta come proiezione di forza, il saccheggio per arricchirsi, la poligamia e il potere assoluto degli uomini sulle donne. Fino all’Impero Ottomano tale società tribale sopravvisse pressoché intatta nello spazio geografico fra Gibilterra ed Hormuz. Fu la Prima Guerra Mondiale ad arginarla grazie al colonnello britannico Thomas Edward Lawrence

….

Determinando la scomparsa di Siria, Iraq, Libia e Yemen accompagnata da rivolte che minacciano l’esistenza di piccole nazioni come Libano, Giordania e Bahrein e anche l’integrità territoriale delle potenze regionali: Egitto, Turchia, Arabia Saudita, Iran. Il risultato è su più fronti: le guerre in Siria, Iraq e Yemen, la nascita di entità non-statuali come il Califfato di Abu Bakr al Baghdadi, il dilagare del terrorismo jihadista come virus ideologico e soprattutto il riemergere della società tribale che il colonnello Lawrence, detto «d’Arabia», era riuscito a contenere. È il declino del nazionalismo arabo che spinge individui e famiglie a ritrovare nelle origini tribali la propria identità. È un processo di portata storica, che accelera, con conseguenze imprevedibili in Nordafrica e Medio Oriente. Gli Stati arabi-musulmani sono le prime vittime di questo processo

vai all’ intero articolo

Sorgente: Da dove viene il branco di Colonia – La Stampa

noi donne europee, abbiamo bisogno di cominciare una discussione vera su quello che l’immigrazione sta portando nei nostri paesi | Lucia Annunziata, 6 gennaio 2016


Non c’è molto da dire ma va detto. E nel più semplice dei modi: noi donne, noi donne europee, abbiamo bisogno di cominciare una discussione vera su quello che l’immigrazione sta portando nei nostri paesi; sul disagio, e sulle vere e proprie minacce alla nostra incolumità fisica che avvertiamo nelle strade, sui bus, nei quartieri delle nostre città. Una franca discussione su come evitare che la giustissima “accoglienza” di chi ha bisogno diventi la vittoria di Pirro della nostra sicurezza e indipendenza. Mi pare che qualcosa si muova in questo senso fra le donne tedesche. E se è così saremo con loro.

Quel migliaio di giovani erano preparati, il loro assalto è stato organizzato ed eseguito come una operazione semi-militare. Assalto per altro ripetuto in altre due città. Erano tanti, usavano il numero come arma di annientamento, e l’accerchiamento come trappola: le donne prese in mezzo, inclusa una donna poliziotto, sono state toccate e passate dall’uno all’altro, senza nessuna cura di proteste e reazioni.

Un’operazione di molestie così vasta, continuata e determinata non può essere vista solo come un gesto contro le donne; si configura come un atto di scontro, umiliazione e dominio esercitato nei confronti delle donne sì, ma mirato a inviare un segnale di disprezzo e di sfida all’intero paese che quegli uomini ha accolto. Cioè noi, l’Europa tutta e non solo la Germania.

Tutto questo non è destinato a finire. L’attuale immigrazione non è un flusso ordinato. È il frutto di eventi traumatici, multipli e contemporanei, di guerre che hanno un’espansione globale e di lungo periodo. Non sarà aggiustabile secondo la logica di un progressivo assorbimento. La gestione di questa immigrazione è già da oggi uno dei maggiori problemi economici e sociali in Europa, il motore di uno sconvolgimento politico il cui impatto è già visibile.

 

Sorgente: Sul corpo delle donne no pasaran | Lucia Annunziata

Colonia e l’aggressione alle donne. Dacia Maraini: «È un atto di guerra misogino, chi arriva da noi rispetti i nostri diritti» | da Il Mattino


«Io lo vedo come un atto di guerra. Esattamente come in guerra quando le donne vengono molestate e spogliate. Un atto che viene da una cultura per cui una donna che sta per strada è di proprietà di tutti. Nonostante tutte le battaglie che abbiamo fatto, questa idea appartiene purtroppo anche ad una nostra cultura arcaica. Quella dove nasce il femminicidio che considera la donna una proprietà e una minaccia alla virilità dell’uomo. Non ne faccio una questione di sesso, non tutti gli uomini ovviamente la pensano così, ma di cultura».

Uno scontro culturale?
«Sopravvive anche da noi questo arcaismo culturale che porta a considerare le donne come una proprietà, ma noi abbiamo leggi che puniscono questi comportamenti come reati. Il problema è che invece ci sono culture in cui gli atteggiamenti violenti nei confronti delle donne sono addirittura legittimati perché la donna se non è invisibile rappresenta una tentazione. Nei momenti di tensione e paura collettiva si trova il punto debole su cui infierire.

Anche il femminicidio è una manifestazione di paura di fronte all’emancipazione, ad una donna che lavora, che decide, è sempre più visibile nella società in posti di comando e di potere e che molti uomini non tollerano. Un rigurgito arcaico».

Sorgente: Colonia e l’aggressione alle donne. Maraini: «È un atto di guerra misogino, chi arriva da noi rispetti i nostri diritti» | Il Mattino

Georges Wolinski – Wikiradio del 07/01/2016


raccontato da Luca Raffaelli

Sorgente: Audio Rai.TV – Wikiradio – Georges Wolinski – Wikiradio del 07/01/2016

Charlie Hebdo, un anno dopo: perché dopo gli attentati dello scorso gennaio, “i liberal occidentali” hanno ripiegato, e i terroristi hanno vinto, da Il Foglio 7 gennaio 2016


Charlie Hebdo, un anno dopo.

Anzi un anno di misteri: tutti gli interrogativi senza risposta riassunti da La Stampa e

perché dopo gli attentati dello scorso gennaio, “i liberal occidentali hanno ripiegato, e i terroristi hanno vinto

Ruqia Hassan sfidava l’Isis con articoli ironici sul web: uccisa l’unica giornalista indipendente di Raqqa – da La Stampa


Sfidava l’Isis con articoli ironici sul web, uccisa l’unica giornalista indipendente di Raqqa

Ruqia Hassan denunciava le condizioni di vita nella roccaforte del Califfato in Siria

Sorgente: Sfidava l’Isis con articoli ironici sul web, uccisa l’unica giornalista indipendente di Raqqa – La Stampa

Una fatwa sugli stupri. Così lo Stato Islamico disciplina la schiavitù, L’Unità 29 dicembre 2015


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FRANCESCO ALBERONI,  Il tradimento. Come l’America ha tradito l’Europa e altri saggi (edizioni Leima, collana Le Mani, Palermo, 2015), Presentazione a Angoli, Espansione Tv, 2016. Con una convincente analisi dei movimenti islamisti nella attuale fase storica


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Raccolta di saggi brevi redatti a partire dal 2012 fino a oggi,

Tradimento di Francesco Alberoni ci aiuta a capire meglio cosa sta succedendo nel nostro Paese, in Europa e nel mondo.

La prima parte raccoglie gli articoli pubblicati su Il Giornale negli ultimi tre anni a proposito di cinque grandi temi scottanti, sui quali è necessario informare l’opinione pubblica: i cambiamenti succedutisi nel campo della politica italiana, il fenomeno legato al Movimento Cinque Stelle, l’Islam e la minaccia dell’ISIS, le migrazioni che stanno travolgendo il Mediterraneo e l’Europa, il ruolo politico dell’America.

La seconda parte contiene, invece, una riflessione inedita del prof. Alberoni che illustra passo passo e con chiarezza cosa è stato davvero il ’68, come si è articolato un movimento troppo spesso giudicato senza considerarne le diverse singolarità, e quale sia la ricaduta di questa rivoluzione sui decenni successivi.

Tradimento si prefigura quindi, secondo la definizione data dal grande antropologo palermitano Antonino Buttitta, come “un’appendice pratica […] grazie alla quale i lettori impareranno ad analizzare i processi sto-rici che avvengono sotto i loro occhi”.

Sorgente: Tradimento

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Sunniti contro sciiti: i pericoli di una guerra fra i nemici di Israele – Israele.net


Da un lato c’è l’Arabia Saudita, custode dei luoghi santi islamici; dall’altro una repubblica islamica rivoluzionaria che è riuscita a sopravvivere e addirittura a espandere la sua sfera di influenza. Si tratta di uno scontro tra due potenze regionali che aspirano entrambe al predominio regionale: uno scontro frontale tra Arabia Saudita e Iran, tra sunniti e sciiti. E’ anche uno scontro tra arabi e persiani. In altre parole, sono in campo tutti gli elementi per una conflagrazione

Sorgente: Sunniti contro sciiti: i pericoli di una guerra fra i nemici di Israele – Israele.net

Il territorio controllato dall’Isis in Siria e Iraq si è ridotto – da TPI, 5 gennaio 2016


In Iraq la riduzione sarebbe del 40 per cento. Mentre in Siria il sedicente Stato islamico ha perso il 20 per cento dei suoi possedimenti nel 2015

Sorgente: Il territorio controllato dall’Isis in Siria e Iraq si è ridotto – TPI

Che conseguenze avrà nel mondo arabo la decapitazione di questo imam sciita? | da Altri Mondi


Che conseguenze avrà nel mondo arabo la decapitazione di questo imam sciita?

Un’enorme complicazione interviene nel già inestricabile quadro mediorientale: i sauditi hanno decapitato 47 uomini, e tra questi c’è Nimr al-Nimr, un religioso sciita che ha grande influenza sulle popolazioni sciite dell’area. Al tempo delle primavere arabe, al-Nimr aveva incoraggiato i giovani a ribellarsi ai regimi decrepiti della penisola araba, nel 2012 i sauditi lo avevano arrestato, il 25 ottobre ne avevano confermato la condanna a morte e ieri gli hanno tagliato la testa. Gli altri erano accusati di attentati compiuti … Leggi tutto

 

l’isis  ha paura di colpire Israele – di Fiamma Nirenstein


Il Giornale, 30 dicembre 2015

L’Isis non è invulnerabile, e questo messaggio non era affatto scontato per l’Occidente terrificato di fronte alla sua crudeltà ai limiti dell’impossibile. Adesso ci sono due eventi che lo testimoniano. Il primo è la riconquista di Ramadi da parte delle forze irachene. Fino ad ora solo i curdi Peshmerga erano riusciti a battere Daesh, ora dopo un anno terribile i militari sunniti della regione sono riusciti a stanare gli uomini di Al Baghdadi anche se con l’aiuto delle forze aeree americane. Inoltre, quanto valga la vittoria è difficile dirlo: ritirarsi non vuol dire essere eliminati. In secondo luogo, un coraggioso giornalista ed ex parlamentare tedesco, Jurgen Todenhofer, che ha passato dieci giorni dietro le linee dell’Isis ci fa sapere che lo Stato islamico ha una paura vera: l’esercito israeliano: Esso sa che l’IDF è troppo forte per loro[…]

Sorgente: Ecco perché il Califfato ha paura di colpire Israele – Fiamma Nirenstein Home page

Emanuele Severino su Occidente e Islam, da violenza e morte nel nome di dio, al Death Studies Master dicembre 2015


violenza e morte nel nome di dio, al Death Studies Master dicembre 2015

Emanuele Severino su Occidente e Islam. Grazie a Vasco Ursini per avere rintracciato questa preziosa traccia che conferma un mia convinzione datata 11 settembre 2001: l’INFERIORITA’ CULTURALE dell’islam
Il relativismo culturale (ogni cultura è “buona” in sè) è un ERRORE.
Ci sono valori di civiltà (in particolare quelli delle soggettività individuali e delle progressive libertà individuali) che sono SUPERIORI ad altri modi di fare cultura

Paolo Ferrario, 30 dicembre 2015

 

il 2015 resterà scolpito nella memoria, ed è già nella storia, come l’anno dei sanguinari attentati terroristici in Francia e per la cosiddetta ‘jihad’ entrata nel cuore vivo dell’Europa


il 2015 resterà scolpito nella memoria, ed è già nella storia, come l’anno dei sanguinari attentati terroristici in Francia e per la cosiddetta ‘jihad’ entrata nel cuore vivo dell’Europa. A gennaio l’assalto alla redazione di Charlie Hebdo, l’uccisione di una poliziotta a Montrouge e l’attacco al supermercato kosher paralizzarono per tre giorni la Francia. Ma fu uno choc per tutto il Vecchio Continente, rimasto attonito di fronte a quel video, ripreso in tutto il mondo, che mostrava due terroristi armati di kalashnikov sparare a bruciapelo contro un poliziotto inerme sul marciapiede. Ma fu solo l’inizio di un anno terribile di cui non si poteva certo prevedere il drammatico epilogo del 13 novembre, quello che è stato ribattezzato l’11 settembre francese.

Sorgente: Attacco al cuore dell’Europa – Magazine – ANSA.it

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