Puntata speciale di Fahrenheit dedicata al Risorgimento, FAHRENHEIT dal 15 al 19 marzo 2010


FAHRENHEIT

dal 15 al 19 marzo 2010


150 MENO 1:
Puntata speciale di Fahrenheit dedicata al Risorgimento

150 anni meno uno. Questo il tempo che ci separa dall’unità nazionale. Un secolo e mezzo che non sappiamo come percepire: l’Italia è un paese ancora giovane, che come tale ancora paga le sue disarmonie, o una nazione già vecchia, stanca di tenere insieme le proprie differenze?
Lo speciale che Fahrenheit dedica al nostro Risorgimento si muove nel raggio di questo strabismo. Vuole scavare nel nostro passato ma anche spingersi verso il futuro di un tricolore che sembra voler sventolare solo in occasioni troppo nostalgiche, o troppo popolari, come le partite di calcio della nazionale o il festival della canzone.
Condotta da Marino Sinibaldi, la trasmissione sarà suddivisa in tre tavoli di lavoro. Il primo, al quale parteciperanno tra gli altri Marcello Veneziani, Antonio Scurati, Mario Martone e Sergio Rizzo, aprirà il dibattito sull’attualità del Risorgimento e sulla possibilità di tradurre la sua epopea in moderne narrazioni. Al secondo contribuiranno numerosi storici, come Alberto Maria Banti, Lucio Villari e Walter Barberis. Il terzo si proietterà nel futuro, provando a immaginare cosa sarà della nostra discussa identità nazionale attraverso gli interventi di Giorgio Ruffolo, Vittorio Bo e di molti altri ospiti.
Un intenso dibattito con storici, scrittori, registi, sociologi, antropologi, giornalisti, ma anche uno spettacolo dal vivo che coinvolgerà il pubblico di Radio3 con le letture di Marco Baliani e la musica di Riccardo Tesi: sarà questo la puntata speciale di Fahrenheit in programma dalle 15 alle 18 di mercoledì 17 marzo.

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Elie Wiesel – Premio Nobel per la pace, Intervento per la celebrazione del Giorno della Memoria, Aula di Montecitorio, 27 Gennaio 2010, Resoconto stenografica a cura della Camera dei Deputati


Elie Wiesel – Premio Nobel per la pace, Intervento per la celebrazione del Giorno della Memoria, Aula di Montecitorio, 27 Gennaio 2010, Resoconto stenografica a cura della Camera dei Deputati

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Simone de Beauvoir: ieri, oggi e domani 18a Conferenza Internazionale della Simone de Beauvoir Society Cagliari, 23 – 26 giugno 2010


Simone de Beauvoir: ieri, oggi e domani
18a Conferenza Internazionale della Simone de Beauvoir Society
Cagliari, 23 – 26 giugno 2010
Call for papers

Sono trascorsi 102 anni dalla sua nascita, 24 dalla sua morte e 61 dalla pubblicazione de Il secondo sesso, il suo capolavoro più grande, un’opera che ha cambiato radicalmente a livello globale il concetto stesso di donna. Ancora oggi Simone de Beauvoir, ampiamente considerata come la principale fonte di ispirazione del femminismo moderno, rappresenta un punto di riferimento essenziale per milioni di donne e uomini in tutto il mondo, influenzati sia dalle sue opere teoretiche e narrative che dall’esempio dell’intera sua vita.
La 18° Conferenza Internazionale della Simone de Beauvoir Society, associazione creata nel dicembre del 1981 per promuovere lo studio e la diffusione delle sue idee, avrà luogo a Cagliari, Capoluogo della Sardegna dal 23 al 26 giugno 2010. All’inizio della seconda decade del secondo millennio, la Conferenza analizzerà gli studi multidisciplinari ispirati da Beauvoir e l’impatto potenziale delle sue opere nella costruzione del futuro.
La Conferenza, intitolata “Simone de Beauvoir: ieri, oggi e domani”, intende evidenziare la straordinaria e continua rilevanza di questa poliedrica figura di donna e studiosa, sia in numerosi ambiti e discipline accademici, fra cui letteratura, storia, sociologia, filosofia, studi di genere, studi sulle donne ed epistemologia, sia per la lotta femminista per l’uguaglianza di genere.
Saranno accettate differenti chiavi di lettura della tematica: storiche, letterarie e analisi comparative della vita e delle opere di Beauvoir e dell’impatto delle sue idee sul suo tempo, in particolare sulla “seconda ondata” del femminismo (ieri). Saranno inoltre ben accette ricerche su tematiche contemporanee (oggi) e analisi su nuovi orientamenti di ricerca come la “queer theory”, il “post-femminismo” e l’attuale ridefinizione degli obiettivi del movimento femminista (domani).
In considerazione della peculiare collocazione geografica della regione che ospiterà la Conferenza, saranno particolarmente gradite prospettive “mediterranee” e relative all’Area mediterranea su Simone de Beauvoir e gli studi di genere.
Per presentare una proposta di contributo, si prega di inviare un abstract di massimo 800 parole a scelta fra inglese, francese o italiano e un breve Curriculum Vitae, comprensivo dei contatti (telefono e indirizzo e-mail) e dell’eventuale affiliazione istituzionale, ad entrambi gli organizzatori della Conferenza: Dott. Andrea Duranti (duranti.andrea@gmail.com) E Dott. Matteo Tuveri (m.tuveri@gmail.com) entro non oltre il 23 aprile 2010. La maggior parte delle sessioni saranno in lingua inglese e francese, ma saranno tuttavia previste delle sessioni in lingua italiana a seconda delle proposte pervenute.
Per ulteriori informazioni sulla conferenza e sulla “location”, si prega di consultare il sito web ufficiale della Conferenza (http://sites.google.com/site/sdbconference2010/) e il sito web ufficiale della Simone de Beauvoir society (http://simonedebeauvoir.free.fr/).

On site conference organizers:

Dr. Andrea Duranti
duranti.andrea@gmail.com

Dr. Matteo Tuveri
m.tuveri@gmail.com

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Gianni Silei, Lo Stato sociale in Italia: dal 1945 ad oggi, Piero Lacaita editore


Gianni Silei

Lo Stato sociale in Italia
Storia e Documenti
vol. II – Dalla caduta del fascismo ad oggi (1943-2004)

Piero Lacaita editore
Collana “Strumenti e Fonti”
novembre 2004
pp. 530

Quali sono le origini dello Stato sociale italiano contemporaneo? Attraverso quali fasi evolutive si è giunti all’attuale sistema di protezione sociale? Quali le linee di tendenza future? Partendo da un concetto di Stato sociale che comprende, oltre alle politiche previdenziali, assistenziali e sanitarie anche l’istruzione, la sanità e il cosiddetto “terzo settore”, questo lavoro intende fornire alcune chiavi di lettura a questi e ad altri interrogativi.

Tutto questo fondendo un aspetto interpretativo e di ricostruzione dei contenuti dei principali provvedimenti varati nel corso delle principali fasi storiche con un’ampia e diversificata raccolta documentaria, strutturata come una sezione antologica, inerente le politiche sociali, la legislazione, il dibattito attorno ad alcuni temi e corredata d statistiche, grafici, tabelle.

La ricerca si articola in due tomi: il primo dall’Unità alla caduta del fascismo e il secondo dal 1945 ad oggi. Questo secondo volume affronta quest’ultima stagione, seguendo gli anni della trasformazione e del progressivo ampliamento dei confini dello Stato sociale italiano fino alla sua crisi e all’attuale, serrato, dibattito.

Indice del volume

Premessa (pp. 5-24)

Capitolo Primo
Dalla caduta del fascismo agli anni Cinquanta (pp. 27-72)

Documenti:
1.1. La questione della riforma della previdenza sociale nell’immediato dopoguerra
1.2. Una nuova soluzione ad un vecchio problema sociale: il Capitalavoro
1.3. II problema dell’assicurazione sanitaria
1.4. La nascita della Commissione di riforma della previdenza sociale
1.5. La questione della riforma previdenziale per la CGIL unitaria
1.6. La Commissione D’Aragona

Capitolo Secondo
La transizione: gli anni Cinquanta (pp. 125-157)

Documenti:
2.1. Un piano contro la miseria
2.2. La CGIL, la questione sociale del dopoguerra e il Piano del Lavoro
2.3. La Commissione d’Inchiesta sulla miseria in Italia
2.4. La disoccupazione in Italia
2.5. La sicurezza sociale

Capitolo Terzo
Espansione e apogeo: gli anni Sessanta e Settanta (pp. 189-196)

Documenti:
3.1. La DC e la questione sociale: il Convegno di San Pellegrino
3.2. Il Rapporto Saraceno
3.3. I sindacati, il Rapporto saraceno e la questione sociale
3.4. Il CNEL e la questione della casa
3.5. La riforma delle pensioni del 1969. La posizione della CGIL
3.6. Lo Statuto dei Lavoratori

Capitolo Quarto
La crisi del welfare: dagli anni ‘80 alla metà degli anni ‘90 (pp. 289-306)

Documenti:
4.1. La Commissione Gorrieri e l’assistenza sociale
4.2. Solidarietà addio!
4.3. La riforma Dini

Capitolo Quinto
La riforma infinita: dalla metà degli anni Novanta ad oggi (pp. 360-374)

Documenti:
5.1. La riforma dell’assistenza sociale
5.2. La riforma della scuola: il dibattito in Senato
5.3. La riforma delle pensioni: il disegno di Legge Berlusconi-Tremonti
5.4. Il disegno di Legge Berlusconi-Tremonti: i rilievi della CGIL

Indice dei nomi

Lo Stato sociale in Italia: dal 1945 ad oggi : Tau Zero

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Sapelli: il mito della crescita e i cattivi “maestri” uccidono i professionisti, le micro e piccole imprese | Pagina 1


Ferruccio de Bortoli, nel suo editoriale sul Corriere della Sera di ieri dedicato a Le buone ragioni degli indipendenti, ha preso le difese degli «invisibili»: i professionisti, le micro e piccole imprese che formano l’«architrave di passioni e competenze che regge alla base il sistema economico» del nostro paese. Una “generazione di produttori» che si trovano a dover affrontare da soli una crisi economica grave e spiazzante. «Nel Paese della concertazione – scrive nella sua inchiesta Dario Di Vico – oggi soffriamo di un clamoroso deficit di rappresentanza». Ilsussidiario.net ne ha parlato con l’economista Giulio Sapelli

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Tony Judt L’età dell’oblio Sulle rimozioni del ’900 trad. di P. Falcone


Tony Judt

L’età dell’oblio
Sulle rimozioni del ’900
trad. di P. Falcone

Edizione   2009
Collana   i Robinson / Letture
ISBN   9788842088806
Argomenti   Attualità politica ed economica
Attualità culturale e di costume
Storia contemporanea
 
Clicca per ingrandire   
pp. 494 | € 20,00 |  Acquista | Controlla il carrello

In breve

Un lavoro superbo di sintesi, analisi e riflessione. Timothy Garton Ash, “The Times Literary Supplement”

Davvero superbo, un’opera magnifica. È difficile immaginare come scrivere meglio – e in modo più comprensibile – la storia della rinascita dell’Europa dalle ceneri del 1945. Un vero e proprio capolavoro. Ian Kershaw, autore di Hitler e l’enigma del consenso

Questa è storia dal volto umano. Un’opera insuperabile. Norman Davies, “The Guardian”

Un libro davvero notevole, lucido ed energico. Talmente vasto da lasciare ammirati. Marina Warner, “The Observer”

Magistrale e coinvolgente. Uno splendido libro cui nessuna recensione potrà mai rendere giustizia. Geoffrey Wheatcroft, “The Spectator”

Indice

Ringraziamenti – Introduzione. Il mondo che abbiamo perduto – Parte prima: Il cuore di tenebra – I. Arthur Koestler, l’intellettuale esemplare – II. Le verità elementari di Primo Levi – III. L’Europa ebraica di Manès Sperber – IV. Hannah Arendt e il male – Parte seconda: La politica del compromesso intellettuale V. Albert Camus: «l’uomo migliore di Francia» – VI. Elucubrazioni: il «marxismo» di Louis Althusser – VII. Eric Hobsbawm e il fascino del comunismo – VIII. Addio a tutto quello? Leszek Ko¢akowski e l’eredità marxista – IX. Un «papa di idee»? Giovanni Paolo II e il mondo moderno – X. Edward Said: il cosmopolita senza radici Parte terza: «Lost in transition»: luoghi e memorie XI. La catastrofe: la caduta della Francia, 1940 – XII. «A` la recherche du temps perdu»: la Francia e il suo passato – XIII. Lo gnomo in giardino: Tony Blair e il «patrimonio» britannico – XIV. Lo Stato senza Stato: perché il Belgio è importante – XV. La Romania tra Europa e storia – XVI. Una vittoria oscura: Israele e la Guerra dei sei giorni – XVII. Il paese che non voleva crescere – Parte quarta: Il (mezzo) secolo americano XVIII. Una tragedia americana? Il caso di Whittaker Chambers – XIX. La crisi: Kennedy, Krusciov e Cuba – XX. L’illusionista: Henry Kissinger e la politica estera americana – XXI. Di chi è questa storia? La Guerra Fredda in retrospettiva – XXII. Il silenzio degli innocenti: sulla strana morte dell’America liberale – XXIII. La buona società: Europa contro America – Congedo. La questione sociale rediviva – Note – Fonti dei saggi – Indice analitico

Laterza

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Recensioni di Storia – storia, storiografia


recensioni di storia .net

vuole essere una rivista capace di costruire un luogo virtuale in cui sia possibile mettere in contatto il maggior numero di giovani studiosi di discipline storiche  desiderosi di promuovere e sostenere un aperto dibattito storiografico. Contro la frammentazione e la dispersione in cui si trovano le nuove generazioni di storici, spesso privati di strumenti e risorse necessari ad un adeguato sviluppo della propria attività di ricerca, la rivista vorrebbe costituirsi come una rete nazionale ed internazionale fatta soprattutto di ricercatori disposti a prendere parte ad un confronto plurale su temi e metodologie della ricerca storica.
Lo strumento che si vuole privilegiare per raggiungere queste finalità è quello della recensione. Strumento che sembra aver progressivamente perduto la sua originaria qualità di giudizio articolato e competente e a cui vogliamo assegnare il compito di suggerire riflessioni, di fornire suggestioni e di indicare nuovi percorsi di ricerca.
recensionidistoria.net vuole inoltre offrire una serie di servizi agli studiosi, dando notizia dei concorsi accademici, delle borse di studio dei principali istituti o delle principali fondazioni nazionali e presentando rassegne aggiornate delle ultime pubblicazioni monografiche e periodiche.

Recensioni di Storia – storia, storiografia, portale dedicato

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INTERVENTO DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA GIORGIO NAPOLITANO IN OCCASIONE DELLA CELEBRAZIONE DEL “GIORNO DEL MEMORIA” PALAZZO DEL QUIRINALE, 24 GENNAIO 2008



Lasciate che mi rivolga, innanzitutto alle ragazze e ai ragazzi, alla platea di giovani di varie regioni d’Italia che è qui raccolta. Questi giovani, sotto la guida dei loro insegnanti, anch’essi qui presenti, e grazie all’impegno del Ministro della Pubblica Istruzione e dei suoi collaboratori, così come grazie all’impegno di regioni e enti locali, hanno compiuto – lo abbiamo sentito – attente e serie ricerche sui Giusti fra le Nazioni e su tutti gli uomini e donne che nel loro territorio, negli anni terribili delle persecuzioni antiebraiche, contribuirono, a rischio della loro vita, a salvare degli ebrei, cui veniva data la caccia per deportarli nei campi di sterminio nazisti.
Vi siete misurati, cari ragazzi, con un tema difficile e angoscioso, ma questo impegno è stato importante per la vostra formazione come cittadini della nostra Repubblica, della nostra Europa riunificata nella pace. Bisogna ricordare gli atti di barbarie del nostro passato per impedire nuove barbarie, per costruire un futuro – il vostro futuro – che si ispiri a ideali di libertà e di fratellanza fra i popoli.
E’ nel ricordo di coloro che, in quegli anni bui, non si lasciarono corrompere dalle ideologie di odio allora dominanti, che ho voluto che venisse qui dato, nel Giorno della Memoria, quest’anno, particolare rilievo all’epopea dei Giusti, di coloro che salvarono anche le nostre coscienze, che furono i pionieri e primi costruttori del mondo di pace in cui ci auguriamo che voi giovani possiate trascorrere le vostre esistenze.
Nella vostra formazione storica e morale è bene che si affianchi alla memoria di quell’immenso stuolo di ebrei di tutta Europa che furono vittime della Shoah, anche il ricordo dei Giusti: di coloro, e non furono pochi, che si sforzarono di salvare almeno alcuni tra loro.
Questo 2008 è per noi un anno speciale, in quanto segna il sessantesimo anniversario dell’entrata in vigore della Costituzione della nostra Repubblica. E’ peraltro anche l’anno in cui ricorrerà, nel settembre prossimo, il settantesimo anniversario delle leggi antiebraiche emanate dal regime fascista, che di fatto prepararono l’Olocausto anche in Italia. Leggi che suscitarono orrore negli Italiani rimasti consapevoli della tradizione umanista e universalista della nostra civiltà, e del contributo che ad essa avevano dato, attraverso i secoli, nonostante le persecuzioni, gli Ebrei che vivevano nella nostra terra, ed erano stati partecipi di alcuni dei momenti fondanti della nostra storia, dal Rinascimento al Risorgimento, alle battaglie per l’unità d’Italia; quell’Italia di cui, finalmente parificati nei diritti, essi si sentivano ed erano cittadini, animati da forti sentimenti patriottici.
Noi non abbiamo dimenticato e non dimenticheremo mai la Shoah. Non dimentichiamo gli orrori dell’antisemitismo, che è ancora presente in alcune dottrine, e va contrastato qualunque forma assuma. Non dimentichiamo e non dimenticheremo neppure i Giusti d’Italia, i cui nomi sono stati ricordati in una benemerita ricerca, realizzata grazie al lavoro infaticabile di studiosi che sono oggi qui presenti, e pubblicata qualche anno fa in un volume con un messaggio del mio predecessore, Carlo Azeglio Ciampi, e con la sua prefazione, onorevole Fini, nella sua qualifica, all’epoca, di Ministro degli Esteri.
Ai Giusti d’Italia hanno qui reso oggi omaggio, insieme con noi tutti, anziani e giovani – e per questo li ringrazio – il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Avvocato Gattegna, e l’Ambasciatore d’Israele Gideon Meir, a nome dello Stato che rappresenta, e di quel Luogo della Memoria, lo Yad Vashem di Gerusalemme, che vuole tener vivo per sempre, nella coscienza dei popoli, accanto al ricordo straziante delle moltitudini di Ebrei che furono vittime della Shoah, anche i nomi di quei Giusti fra le Nazioni che si prodigarono per salvarli: a testimonianza del fatto che l’ideale antico dell’Amore del Prossimo e dello Straniero che vive tra noi, neppure allora era spento.
Anche a nome di voi giovani, che state formando le vostre coscienze in un’Italia e in un’Europa dove oggi si vive in libertà, rinnovo l’espressione della nostra riconoscenza a quei Giusti che tennero vivi gli ideali di umanità a cui si sono ispirati quanti hanno combattuto, in condizioni drammatiche, per dare vita a un’Italia libera e democratica, e poi per costruire un’Europa di pace.
Sono, perciò, onorato e lieto di procedere ora alla consegna delle medaglie d’oro al valor civile, che sono state concesse, dal Ministro degli Interni, ad alcuni, tra i Giusti d’Italia, che sono con noi. Vi ricordo che altre medaglie d’oro e medaglie dei Giusti fra le Nazioni saranno consegnate, fra pochi giorni, a militari del Corpo della Guardia di Finanza, qui rappresentato dal Comandante Generale Cosimo D’Arrigo.

Sabato prossimo, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria


Sabato prossimo, 27 gennaio, è il Giorno della Memoria.
Mi preparo con qualche lettura, per potere elaborare qualche pensiero.
Esploro questo sito.
Mi fermo lì, a tentare di riflettere su quanto può cambiare in pochissimi anni (1933-1945), per una scelta politica allora della Germania e l’assenza di responsabilità degli altri stati, il destino di 6 milioni di persone. E osservo tanti, troppi parallellismi con l’attuale situazione geopolitica

Per oggi mi appunto la legge:

Legge 20 luglio 2000, n. 211
“Istituzione del “Giorno della Memoria” in ricordo dello sterminio e delle persecuzioni del popolo ebraico e dei deportati militari e politici italianinei campi nazisti” – pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 31 luglio 2000

Articolo 1.

  1. La Repubblica italiana riconosce il giorno 27 gennaio, data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz, “Giorno della Memoria”, al fine di ricordare la Shoah (sterminio del popolo ebraico), le leggi razziali, la persecuzione italiana dei cittadini ebrei, gli italiani che hanno subìto la deportazione, la prigionia, la morte, nonchè coloro che, anche in campi e schieramenti diversi, si sono opposti al progetto di sterminio, ed a rischio della propria vita hanno salvato altre vite e protetto i perseguitati.

Articolo 2.

  1. In occasione del “Giorno della Memoria” di cui all’articolo 1, sono organizzati cerimonie, iniziative, incontri e momenti comuni di narrazione dei fatti e di riflessione, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, su quanto è accaduto al popolo ebraico e ai deportati militari e politici italiani nei campi nazisti in modo da conservare nel futuro dell’Italia la memoria di un tragico ed oscuro periodo della storia nel nostro Paese e in Europa, e affinchè simili eventi non possano mai più accadere.