Marco Boschini, Viaggio nell’Italia della buona politica – I piccoli comuni virtuosi, www.tecalibri.it

 

Copertina
Autore Marco Boschini
Titolo Viaggio nell’Italia della buona politica
Sottotitolo I piccoli comuni virtuosi
Edizione Einaudi, Torino, 2012, Passaggi , pag. 128, cop.fle., dim. 14x22x0,9 cm , Isbn 978-88-06-21022-9
Lettore Riccardo Terzi, 2012
Classe paesi: Italia: 2010 , politica , ecologia , beni comuni ,citta’ , urbanistica

Indice

 
  3 Trailer
  7 Soggetto
 
  9 Metti quattro amministratori...
    Brevi cenni sulla nascita dei Comuni Virtuosi
 
 
 21 Primo tempo. Comuni virtuosi
 
 23 Il paese dove copiare è un vanto
    Come costruire buone politiche
 
 31 Dal letame nascono i fiori
    Come trasformare una discarica in un luogo di comunità
 
 38 Città solari, città eoliche
    Come arricchire una città con le energie alternative
 
 44 Il killer silenzioso sconfitto dal buon senso
    Come bonificare una catastrofe
 
 48 L'Italia è una Repubblica fondata sul cemento
    Come salvare una città con un piano regolatore
 
 60 Il bosco che vorrei
    Come recuperare le foreste perdute
 
 64 Il sindaco poeta e la comunità virtuosa
    Come riqualificare un borgo
 
 69 Il parco incantato
    Come proteggere un parco
 
 
 73 Intermezzo
 75 Il ministro delle Piccole Opere
 
 
 77 Secondo tempo. Ritratti virtuosi
 
 79 Se sei bravo ti tirano le pietre
    L'onestà di Vincenzo, sindaco di Camigliano
 
 86 Porta la sporta
    L'idea di Silvia, cittadina del mondo
 
 92 Quando la vita ti prende a schiaffi
    L'esempio di Elisabetta, cittadina di Parma
 
 96 La nostalgia del futuro
    Il blog di Francesco, cittadino di Procida
 
104 Il presidente
    L'impegno di Luca, sindaco di Monsano
 
 
109 Approfondimento
111 Diamo i numeri
 
121 Titoli di coda
123 Il tempo passa, e la politica non cambia. O forse sí
125 La mia Italia dentro a una valigia: ringraziamenti

 

Pagina 13

 

Nell’ottobre del 2004, nella mia Colorno, organizzammo una sorta di «numero zero» dei Comuni Virtuosi, un convegno aperto a tutte le amministrazioni italiane che volevano incontrarsi e condividere buone idee. Parteciparono una trentina di sindaci del Nord e del Centro Italia, oltre al sindaco di Melpignano in rappresentanza del Sud. In quell’occasione, oltre ad approfondire nuovi progetti e a tessere una fitta rete di legami e contatti, condividemmo una bozza di Statuto e redigemmo un Manifesto dei Comuni Virtuosi, documento che ancora oggi è «inciso» nelle delibere di approvazione che ogni comune deve approvare in consiglio per diventare socio della rete.

Il presente Manifesto rappresenta i Comuni e i cittadini che aspirano a convertire in progetti concreti i sogni e le utopie realizzabili.

Il comune virtuoso ama il proprio territorio, ha a cuore la salute, il futuro e la felicità dei propri cittadini. Il comune virtuoso adotta tutte quelle misure che diffondono nuove consapevolezze e vuole soddisfare bisogni ed esigenze concrete nel campo della sostenibilità ambientale, urbanistica e sociale.

Intervenire a difesa dell’ambiente, migliorare la qualità della vita e tutelare i Beni Comuni, intesi come beni naturali e relazionali indisponibili che appartengono all’umanità, è possibile. Questa possibilità la vogliamo vivere non piú come uno slogan ma come possibilità concreta, consapevoli che la sfida di oggi è rappresentata dal passaggio dalla pur importante enunciazione di principi alla prassi quotidiana.

I Comuni Virtuosi hanno dimostrato che:

- è possibile (ed economicamente conveniente) aspirare a una ottimalegestione del territorio, all’insegna del principio ispiratore del «no consumo di suolo» (opzione cementificazione zero, recupero e riqualificazione aree dismesse, progettazione e programmazione del territorio partecipata, bioedilizia, ecc.);

- è possibile (ed economicamente conveniente) ridurre l’ impronta ecologica della macchina comunale attraverso misure e interventi concreti ed efficienti (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, ecc.);

- è possibile (ed economicamente conveniente) ridurre l’inquinamento atmosferico promuovendo politiche e progetti concreti di mobilità sostenibile (car sharing, car pooling, trasporto pubblico integrato, piedibus, scelta di carburanti alternativi al petrolio e meno inquinanti, ecc.);

- è possibile (ed economicamente conveniente) promuovere una correttagestione dei rifiuti, visti non piú come un problema ma come risorsa, attraverso la raccolta differenziata «porta a porta» e l’attivazione di progetti concreti tesi alla riduzione della produzione dei rifiuti (progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso, ecc.), in una politica che aspira al traguardo «rifiuti zero»;

- è possibile incentivare nuovi stili di vita negli enti locali e nelle loro comunità, attraverso politiche e progettazioni atte a stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili (autoproduzione, filiera corta, cibo biologico e di stagione, sostegno alla costituzione di gruppi di acquisto, turismo e ospitalità sostenibili, promozione della cultura della pace, cooperazione e solidarietà, disimballo dei territori, diffusione del commercio equo e solidale, banche del tempo, autoproduzione, finanza etica, ecc.), favorendo il piú possibile l’autoproduzione di beni e lo scambio di «servizi», sottraendoli al mercato per una società della sobrietà ispirata ai temi della decrescita. 

Maturammo in quei giorni la consapevolezza che dovevamo dotarci di un coordinamento nazionale, per riuscire a incidere con maggior forza nella realtà e far conoscere i nostri progetti e le sperimentazioni avviate. Tutti, infatti, ognuno per il proprio ruolo e per la propria esperienza territoriale, ci eravamo accorti che nel sistema politico attuale e nei partiti tradizionali, di destra come di sinistra, non c’era grande spazio e sensibilità per le questioni a noi care. L’ambiente era un corollario, confinato negli uffici e sulle scrivanie di assessori spesso isolati dal resto del gruppo, che avevano l’opportunità di portare avanti singoli progetti anche significativi nel contesto però di un’azione di giunta complessiva che spesso si rimangiava i pochi risultati conseguiti dal singolo con un governo della città decisamente impattante e insostenibile…

Fu allora che ci mettemmo insieme: Colorno, Monsano, Melpignano e Vezzano Ligure, i famosi «quattro amici al bar» della canzone di Gino Paoli. Il 23 maggio del 2005, nella sala consiliare del municipio di Vezzano, davanti a un notaio della zona, nacque l’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi.

Quattro comuni molto distanti tra loro, diversissimi per dimensioni e caratteristiche sociali, economiche, culturali. Quattro esperienze diverse, portate avanti da altrettanti amministratori che si erano conosciuti quasi per caso solo pochi mesi prima in un luogo improbabile sulle colline tra Gubbio e Perugia. È cosí che nascono i Comuni Virtuosi, una rete che oggi conta una sessantina di iscritti in tutto il territorio nazionale per circa 440 000 abitanti residenti.

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Fra aspettative e permessi sindacali nel 2010 è come se 4.569 lavoratori pubblici non avessero lavorato per un anno: un dipendente ogni 550 in servizio, rapporto-choc della Corte dei Conti – Corriere.it

Fra aspettative e permessi sindacali nel 2010 è come se 4.569 lavoratori pubblici non avessero lavorato per un anno: un dipendente ogni 550 in servizio. Il costo per l’erario è stato stimato in 151 milioni. Lo afferma la Corte dei Conti. È quanto segnala la sua relazione sul costo del lavoro pubblico

tutto l’articolo qui: Aspettative e permessi sindacali Il rapporto-choc della Corte dei Conti – Corriere.it.


Censimento Personale degli Enti Locali Pubblicazioni 2010

Censimento Personale degli Enti Locali

Pubblicazioni 2010

Pubblicazione dei dati relativi al Censimento generale del personale in servizio presso gli enti locali (Dati aggiornati al 31 dicembre 2010).

da: Ministero dell’Interno – Censimento.


Relazione al Parlamento sullo stato della Pubblica Amministrazione – Anni 2010-2011, in Newsletter Legautonomie n. 42/2011

MINISTERO PUBBLICA AMMINISTRAZIONE
Relazione al Parlamento sullo stato della Pubblica Amministrazione – Anni 2010-2011
Relazione e monitoraggio sui permessi sindacali (All. 1)
Rilevazione sulle aspettative e permessi per funzioni pubbliche elettive (All. 2)
Valutazione e trasparenza: I° monitoraggio sull’attuazione del d.lgs.150/2009 nella amministrazioni centrali e regionali (All.3)

l’Istat ha predisposto l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche, i cui conti concorrono alla costruzione del Conto economico consolidato delle Amministrazioni Pubbliche

In base al sistema europeo dei conti, l’Istat ha predisposto l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche, i cui conti concorrono alla costruzione del Conto economico consolidato delle Amministrazioni Pubbliche.
L’Istat è tenuto ai sensi della legge di contabilità e di finanza pubblica n.196 del 31/12/2009 a pubblicare annualmente tale lista sulla Gazzetta Ufficiale. Elenco che infatti è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 228 del 30 settembre 2011 e le unità classificate nel Settore delle Amministrazioni Pubbliche sono:

a) gli organismi pubblici che gestiscono e finanziano un insieme di attività,

principalmente consistenti nel fornire alla collettività beni e servizi non destinabili

alla vendita;

b) le istituzioni senza scopo di lucro che agiscono da produttori di beni e servizi

non destinabili alla vendita, che sono controllate e finanziate in prevalenza da

amministrazioni pubbliche;

c) gli enti di previdenza.

 

Elenco delle Amministrazioni Pubbliche

pdf (42 KB)

da newsletter – Regioni.it.


Renato Brunetta. Questo è il linguaggio del ministro della pubblica amministrazione del Governo Berlusconi: “voi non lavorate …. siete dei cretini …. cretino … cretino … cretino “, 27 luglio 2011

Questo è il ministro della pubblica amministrazione del Governo Berlusconi: “voi non lavorate …. siete dei cretini ….”

Il ministro Brunetta insulta parte del pubblico…, posted with vodpod
Ancora uno scontro tra il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e un gruppo di contestatori. Invitato lunedì scorso a Viterbo a ‘Medioera’, il festival della cultura digitale di Viterbo, il ministro è stato fischiato dal pubblico mentre veniva intervistato dal direttore del quotidiano ‘Il Tempo’ Mario Sechi. 
“Ma non vi rendete conto di quanto siete disperati e disgraziati? Ogni urlo che fate dimostra la vostra cretineria. Ho il consenso di 60 milioni di italiani e posso tollerare qualche cretino”, ha detto il ministro al gruppo di contestatori.

Reform è un servizio interamente gratuito, finanziato e gestito dallaProvincia di Pisa tramite la sua partecipata Reform srl. La sua finalità prevalente è quella di aiutare gli operatori della funzione pubblica locale, lavoratori e amministratori, a sostenere la evoluzione delle competenze professionali, così come richiesto dai processi di riforma che sono in atto nel nostro Paese

On line troverà un sito completamente rinnovato. Supportato da una piattaforma completamente nuova e da una grafica al passo con i tempi. Potrà navigare in maniera rapida e intuitiva grazie ai moduli di navigazione semantica, senza però rinunciare alle possibilità di ricerca più tradizionali, come il sistema di archiviazione che abbiamo conservato, portando nella nuova release decine e decine di migliaia di link.

Per sfruttare a pieno le nuove funzionalità la invitiamo ad accedere alla pagina di registrazione e reinserire le proprie credenziali, confermando la mail che successivamente le sarà inviata.

Come lei saprà, Reform è un servizio interamente gratuito, finanziato e gestito dallaProvincia di Pisa tramite la sua partecipata Reform srl. La sua finalità prevalente è quella di aiutare gli operatori della funzione pubblica locale, lavoratori e amministratori, a sostenere la evoluzione delle competenze professionali, così come richiesto dai processi di riforma che sono in atto nel nostro Paese.

Nelle prossime settimane saranno attivati nuovi servizi, con l’intento di favorire la partecipazione degli utenti alla costruzione dei nuovi asset, per mettere a punto lo strumento e per focalizzarlo ancora di più sulle reali necessità di chi opera nella Pubblica Amministrazione. Già fino da ora è gradito, ma forse è indispensabile, il suo aiuto: ci scriva le sue opinioni, le sue osservazioni, le sue critiche all’indirizzo reform@reform.it.
Ne terremo conto.

Fabiano Corsini
Direttore di Reform



il ministro Brunetta ai precari della pubblica amministrazione: “Siete l’Italia peggiore”


Pietro Ichino – LA RESA INCONDIZIONATA DEL MINISTRO BRUNETTA AI SINDACATI

LA RESA INCONDIZIONATA DEL MINISTRO BRUNETTA AI SINDACATI

una vera e propria capitolazione, che segna la fine ingloriosa della riforma delle amministrazioni pubbliche del 2009.

Sull’insabbiamento della legge-Brunetta v. anche l’articolo di Pietro Micheli su lavoce.info di martedì.


I siti web delle pubbliche amministrazioni: le nuove regole tecnico-legali per comunicare on line – pamalteo@gmail.com – Gmail

Norme tecniche
e giuridiche dopo
le Linee Guida Brunetta
I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
Prefazione di A. Cianci,Consigliere del Ministro per
la Pubblica Amministrazione
e l’Innovazione
I SITI WEB
DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Questo nuovo Manuale fornisce il quadro sistematico e aggiornato di tutti gli aspetti di cui occorre tenere conto per migliorare la qualità dei siti web della P.A. e per conseguire benefici in termini di efficienza e trasparenza, senza incorrere nella violazione di obblighi normativi con conseguenti responsabilità e sanzioni.

Razionalizzare i contenuti on line, eliminare i siti obsoleti ed elevare gli standard qualitativi con cui vengono realizzati i siti Internet della PA: attività da svolgere con cognizione di causa, seguendo i criteri tecnico-legali indicati nel volume, indispensabile per definire i livelli di qualità necessari a realizzare un “buon” sito Internet per gli Enti pubblici.

Il volume parte dall’analisi delle “Linee Guida sui siti Web delle P.A.”  per illustrare le disposizioni normative vigenti e fornire gli schemi operativi utili a pianificare operazioni di adeguamento dei contenuti e dei servizi offerti via Internet:

1.

Dal pionierismo alla razionalizzazione. Come cambiano i siti Web pubblici:
› Le esigenze della PA: riduzione dei siti Web e miglioramento di quelli in esercizio.
› Le leggi in materia di siti Web della PA.
› Mancato rispetto delle norme: sanzioni e responsabilità.
› La Direttiva n. 8/2009: destinatari e ambito di applicazione.
› Le Linee Guida e il Vademecum.

2.

Metodologie per lo sviluppo e la gestione di un sito Web della Pubblica Amministrazione:
› Progettare la presenza in Rete: siti istituzionali e siti tematici.
› L’analisi dei fabbisogni.
› I contenuti obbligatori dei siti Web della PA.
› I servizi in Rete.
› I servizi e l’ergonomia/usabilità lato utente: servizi transattivi/interattivi semplici per il cittadino.

3.

La qualità dei servizi e della comunicazione Web:
› Il dominio ”.gov.it”.
› Gestione del processo d’iscrizione al dominio ”.gov.it”.
› Accessibilità tra regole tecniche e best practices.
› Design e usabilità.
› Comunicare eventi, progetti, risultati.

4.
Il back office dei siti Web delle PA:
› La pubblicazione e la gestione dei contenuti con i CMS.
› I sistemi di gestione della conoscenza.
› L’integrazione Internet/Intranet.

5.
La razionalizzazione dei contenuti e la riduzione della spesa:
› Ripensare o rottamare? Come semplificare la comunicazione Web.
› Tecnologie in soccorso per l’auditing, il monitoraggio e la migrazione.

6.
La nuova frontiera dell’interazione on line. Il Web 2.0:
› Orientarsi tra i tool 2.0: wiki, blog, forum, chat. Cosa serve e cosa non serve alla PA.
› Folksonomy, tag cloud e social navigation.

7.
Comunicazione one to one. I servizi redazionali e di comunicazione:
› Le condizioni d’uso dei siti della PA.
› La privacy nei siti della PA.
› Newsletter e content syndacation (RSS).
›  Sondaggi e questionari.

8.
Trasparenza, formati documentali, dati aperti:
› L’operazione trasparenza e i limiti imposti dalla normativa sulla privacy.
› Contenuti tra informazioni obbligatorie, comunicazione e dinamiche Web 2.0.
› Le nuove frontiere: open data government.

»
Appendice:Linee Guida per i siti Web della PA.


E. Belisario, Avvocato, Presidente del Circolo dei Giuristi Telematici.
G. Cogo, Blogger e consulente per l’innovazione.
R. Scano, Consulente, sviluppatore di norme nazionali, standard e specifiche per il web.

Per ricevere subito
I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

Maggioli Editore • Novità dicembre 2010
• Pagine 262

Dossier “Privacy e web: in arrivo le “Linee guida” del Garante per le PA”

Il Garante della privacy è tornato ancora una volta sulla pubblicazione via web dei cosiddetti dati sensibili. A seconda se l’obiettivo è quello della trasparenza, o della pubblicità e informazione, le amministrazioni pubbliche sono tenute al rispetto di alcune regole: esattezza, contestualizzazione dei dati e durata nel tempo. Le regole approvate dal Garante in via preliminare il 22 dicembre saranno emanate al termine di una consultazione che si concluderà il 31 gennaio 2011. Le “Linee guida” hanno lo scopo di definire quali accorgimenti le pubbliche amministrazioni devono adottare per la pubblicazione sui propri siti web istituzionali di dati personali per finalità di: – trasparenza; – pubblicità dell’azione amministrativa; – consultazione di atti su iniziativa di singoli soggetti. A seconda del fine perseguito, le pubbliche amministrazioni dovranno valutare di volta in volta l’effettiva necessità di diffusione di dati personali, nonché utilizzare strumenti e accorgimenti tecnici diversi al fine assicurare forme corrette e proporzionate di conoscibilità di tali informazioni, impedendone l’indiscriminata e incondizionata reperibilità in Internet. Nel caso in cui la disciplina di settore stabilisca un limite temporale alla pubblicazione degli atti, le PA dovranno assicurarsi che tale limite sia rispettato; al contrario, nel caso in cui tale limite non sia stabilito a priori, sarà cura delle PA stabilire un limite in relazione alle esigenze di volta in volta perseguite; evitando la duplicazione massiva dei file contenenti dati personali.


Regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante «Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, Decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n.207

sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10-12-2010 – Suppl. Ordinario n.270, è stato pubblicato il Decreto del Presidente della  Repubblica 5 ottobre 2010, n.207 Regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante «Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE».”

Sul sito di Appalti&Contratti sono già disponibili i primi commenti dei nostri esperti.


I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DOPO LE “LINEE GUIDA BRUNETTA” Norme, obblighi e sanzioni, tecnologie e modelli organizzativi Bologna, martedì 14 dicembre 2010 » Hotel Europa

I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
DOPO LE “LINEE GUIDA BRUNETTA”
Norme, obblighi e sanzioni, tecnologie
e modelli organizzativi

Bologna, martedì 14 dicembre 2010 » Hotel Europa

Ai partecipanti sarà consegnata una copia del volume
“I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI”
Guida alle norme tecniche e giuridiche alla luce delle Linee Guida Brunetta.

di ERNESTO BELISARIO – GIANLUIGI COGO – ROBERTO SCANO.

Il convegno offre ai partecipanti degli schemi operativi per pianificare una operazione di adeguamento e razionalizzazione dei contenuti on line a partire dalle indicazioni contenute nelle Linee Guida. L’obiettivo è di fornire gli elementi indispensabili per migliorare la qualità dei siti Web della PA sia sotto il profilo dei contenuti offerti che rispetto alla prospettive dell’integrazione di strumentazione web 2.0, di servizi di e-government e di sistemi di knowledge management.

Prendendo come spunto le “Linee Guida Brunetta” pubblicate il 26 luglio 2010, questo convegno si propone di illustrare la normativa rilevante in materia di siti Web pubblici e di offrire gli schemi operativi per pianificare una operazione di adeguamento e razionalizzazione dei contenuti e dei servizi offerti sul Web da parte delle Amministrazioni Pubbliche.

Alla luce dei recenti interventi legislativi, gli Enti hanno infatti bisogno di un quadro sistematico ed aggiornato degli aspetti di cui tenere conto in tutte le attività collegate ai Website pubblici; una loro mancata valutazione – oltre ad impedire all’Amministrazione di conseguire gli attesi benefici in termini di efficienza e trasparenza – rappresenta una violazione degli obblighi normativi ed espone la PA e gli agenti pubblici a sanzioni e responsabilità.

Relatori:
Claudio Forghieri, Direttore Scientifico E-GOV
Ernesto Belisario, Avvocato Studio Legale Belisario, Università della Basilicata
Gianluigi Cogo, Rete InnovatoriPA
Roberto Scano, Iwa Italy


Lo stato della pubblica amministrazione: relazione 2009

Lo stato della pubblica amministrazione: relazione 2009

Se il 2008 è stato l’anno in cui sono state poste le condizioni per il cambiamento, il 2009 è stato quello dell’azione legislativa: i principi di produttività, trasparenza, meritocrazia, valutazione e responsabilità sono entrati, con la riforma Brunetta, nell’ordinamento giuridico. E’ quanto si legge nella presentazione della relazione sullo stato della pubblica amministrazione, presentata il 22 ottobre 2019 dal ministro Brunetta. In particolare, la riforma Brunetta ha rafforzato, da un lato, il rapporto tra il dirigente e i suoi collaboratori, responsabilizzando ciascuno in ordine ai risultati della propria performance, individuale e di gruppo, dall’altro, ha posto le basi per valutare e premiare i risultati in base al merito, istituendo il sistema di valutazione della performance e avviando l’attività della Commissione per l’integrità e la trasparenza nelle pubbliche amministrazioni. Le necessità imposte dalla crisi economica hanno rafforzato la convinzione che, in attesa che quei principi comincino ad esplicare la loro portata innovatrice, sia doveroso intervenire sotto altri due diversi profili, quello delle economie di gestione e quello della semplificazione amministrativa. In questo contesto s’inserisce la Carta dei Doveri, in esame da parte del Parlamento, tesa a chiarire quali siano i diritti ma anche, e soprattutto, i doveri dei pubblici dipendenti. Infine, non si dimentichi che il 2009 è stato anche l’anno del contrasto all’assenteismo e agli sprechi di denaro pubblico (per es.: riduzione della carta e delle auto blu).


Come avere sotto controllo l’iter dei documenti amministrativi

IRIDE e’ un sistema integrato di workflow e document management che si presenta come una piattaforma modulare, che svolge la funzione di collante e di trasporto, nell’ambito del singolo processo amministrativo.

Per saperne di più clicca qui!
Queste le aree o settori individuati, per seguire e monitorare il singolo iter procedimentale in ogni suo passo funzionale:

  • pilotare, scadenziare e registrare le attività pianificate e svolte;
  • fornire informazioni che consentono di monitorare la distribuzione del lavoro;
  • fungere da supporto alle decisioni circa l’organizzazione ed il personale;
  • fornire informazioni a terzi (Cittadini, altri Enti, Aziende) relativamente agli atti intrapresi con l’Ente.
Schema IRIDE

Con  IRIDE si accede alle informazioni in modo semplice ed intuitivo con l’utilizzo di logiche di tipo multimediale. Tutte le informazioni sono convalidabili con l’apposizione della Firma Digitale e sono rigorosamente protette da accessi non autorizzati. Fra i servizi offerti dal sistema ci sono l’interoperabilità fra Protocolli Informatici ed il coordinamento della Cooperazione Applicativa, elementi essenziali per gestire procedimenti tra Enti diversi ed in definitiva per realizzare soluzioni avanzate di e-Government.

Il software IRIDE permette gli Enti Locali di avere un totale controllo di tutti i cicli di creazione, acquisizione, gestione, distribuzione, condivisione, scambio ed archiviazione dei dati, delle informazioni, dei documenti che “vivono” all’interno dell’Ente, il tutto garantendo sicurezza, autenticità, archiviazione, conservazione e salvaguardia dei dati in conformità alla normativa di riferimento.

Questi i principali moduli:

  • IRIDE-PAW/ Procedimenti Amministrativi
  • IRIDE-PRW/Protocollo Informatico
  • IRIDE-DEW/Atti Amministrativi (Delibere, Determine, ecc)
  • IRIDE-MNW/Gestione Messi Notificatori
  • IRIDE-SNZ/Gestione Sanzioni Amministrative
  • IRIDE-SUAP/Gestione Sportello Unico Attività Produttive
  • Portale di servizi al cittadino (bacheca virtuale, ecc)
Per saperne di più clicca qui!
Cedaf S.r.l.
Via A. Meucci, 17 – 47100 Forlì
Tel. 0543 727011 – Fax 0543 727401
e-mail: cedaf@cedaf.it – www.cedaf.it

C. Giurdanella, C.E. Guarnaccia, La riforma del processo amministrativo: il rito in vigore dal 16 settembre 2010

’esposizione manualistica della
nuova disciplina,
istituto per istituto

LA RIFORMA DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO
Con tabella riassuntiva
dei termini processuali
e testo integrale
del D.Lgs. 104/2010
LA RIFORMA
DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO
Il rito amministrativo applicabile dal 16 settembre 2010
con l’entrata in vigore del D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104
(Codice del processo amministrativo)

Epocale la riforma recata dai 137 articoli del nuovo Codice, con importanti modifiche riguardanti tra l’altro: l’ampliamento delle materie di giurisdizione esclusiva, l’inderogabilità della competenza territoriale, il superamento “temperato” della pregiudiziale amministrativa, le misure cautelari ante causam, la riserva facoltativa d’appello avverso le sentenze non definitive.

Per la prima volta, viene definita legislativamente la disciplina amministrativa, da sempre sotto il controllo della giustizia amministrativa stessa, trasformando i principi di derivazione giurisprudenziale in veri e propri istituti di diritto processuale e attribuendo ad essi pari dignità rispetto ai cardini del processo civile.

Proprio attraverso l’analisi istituto per istituto, questo autentico Manuale sviluppa il nuovo processo nel contesto di una trattazione organica dell’intero diritto processuale amministrativo vigente, non limitandosi al semplice commento del D.Lgs. 104/2010.

Realizzato da esperti avvocati amministrativisti, il volume costituisce pertanto guida completa al nuovo rito,  che illustra nel dettaglio dei seguenti argomenti:

Parte
prima

PRINCIPI GENERALI
Confini e caratteri della giurisdizione amministrativa
Le fonti del processo amministrativo.
Riparto di giurisdizione: i poteri del giudice amministrativo.
Articolazione interna della giurisdizione amministrativa.
Vicende relative alla giurisdizione.
I principi informatori del processo amministrativo.
Il processo amministrativo telematico.
Organi della giurisdizione amministrativa
I giudici amministrativi.
Competenza.
Gli ausiliari del giudice amministrativo.
Le pronunce giurisdizionali del giudice amministrativo.
Correzione di errore materiale dei provvedimenti del giudice.
Parti ed azioni esperibili
Capacità processuale e interesse a ricorrere.
Le parti ed i loro difensori.
La pubblica amministrazione in giudizio.
Le spese del giudizio.
Le azioni esperibili dinanzi al giudice amministrativo.
Le azioni di condanna.

Parte
seconda

PROCESSO AMMINISTRATIVO DI PRIMO GRADO
Atti del processo
L’atto introduttivo: il ricorso.
Trasposizione del ricorso straordinario.
Il ricorso collettivo.
Notificazione del ricorso.
Deposito del ricorso.
Costituzione delle parti intimate.
Ricorso incidentale.
Motivi aggiunti.
Atto d’intervento.
Processo cautelare
Le misure cautelari nel processo amministrativo.
La competenza territoriale inderogabile nel processo cautelare.
Misure cautelari collegiali: l’ordinanza cautelare.
Misure cautelari monocratiche.
Misure cautelari anteriori alla causa.
Sentenza in forma semplificata.
Esecuzione delle misure cautelari.
Appello avverso l’ordinanza cautelare.
Vicende incidentali
Regolamento preventivo di giurisdizione.
Regolamento preventivo di competenza.
Ricusazione del giudice adito.
Integrazione del contraddittorio.
Sospensione del processo.
Interruzione del processo.
Incidente di falso.
Rimessione ad altro giudice.
Estinzione ed improcedibilità del giudizio
Ipotesi e procedura di dichiarazione.
Rinuncia al ricorso.
Perenzione.
Sopravvenuta carenza di interesse a ricorrere.
Cessazione della materia del contendere.
L’istruzione probatoria
La razionalizzazione operata dal Codice.
I principi dell’attività istruttoria dinanzi ai TAR.
L’ordinanza collegiale istruttoria.
Lo svolgimento dell’istruttoria.
I mezzi di prova.
Svolgimento naturale del processo
Gli impulsi di parte per la fissazione dell’udienza.
Riunione dei ricorsi connessi.
Il decreto di fissazione d’udienza.
Il deposito di memorie e documenti.
L’udienza di discussione.
La deliberazione del collegio.
La sentenza.

Parte
terza

IMPUGNAZIONI
Le impugnazioni in generale
Caratteri generali.
Il termine unico di impugnazione.
La notifica dell’impugnazione.
Il deposito dell’impugnazione.
Impugnazioni incidentali.
L’intervento nel giudizio d’appello.
Le misure cautelari per la sospensione della sentenza impugnata.
L’appello
Caratteri del giudizio di appello.
La legittimazione a proporre l’appello.
Contenuto del ricorso in appello.
La disciplina codicistica dei «nova».
La riserva facoltativa di appello contro la sentenza parziale.
La decisione del giudice d’appello.
Ulteriori mezzi di impugnazione
La revocazione.
L’opposizione di terzo.
Ricorso in cassazione per motivi attinenti alla giurisdizione.
Parte
quarta
RITI SPECIALI E PROCESSO DEGLI APPALTI PUBBLICI
Riti speciali
Il giudizio di ottemperanza.
Il rito per l’accesso ai documenti amministrativi.
Il rito avverso il silenzio della pubblica amministrazione.
Il procedimento di ingiunzione.
Il rito abbreviato comune.
Processo in materia di appalti pubblici
Gli adempimenti antecedenti alla notifica del ricorso giurisdizionale.
I termini accelerati per il compimento degli atti del processo.
La disciplina speciale in materia di contributo unificato.
L’appello cautelare.
L’inefficacia del contratto.
Controversie relative alle infrastrutture strategiche.
Processo elettorale
Il contenzioso sulle operazioni elettorali: regole generali.
Procedimenti elettorali preparatori.
Elezioni amministrative ed europee.
Elezioni politiche.
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SCHEDA NUOVI TERMINI PROCESSUALI.

C. Giurdanella, C.E. Guarnaccia, Avvocati amministrativisti, si occupano di consulenza e contenzioso dinanzi ai TAR.

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Le riforme Brunetta nelle aziende sanitarie (parte IV)


Stefano Simonetti, Le riforme Brunetta nelle aziende sanitarie (parte I)

A sei mesi dall’entrata il vigore del decreto legislativo 150 del 2009, comunemente definito “riforma Brunetta”, può essere effettuato un primo bilancio delle innovazioni normative, tenendo però conto che una sostanziale parte del decreto non è ancora a regime. Preliminarmente ricordiamo alcuni passi propedeutici all’adozione del decreto 150. Il Governo Berlusconi si insediò a fine aprile 2008 e diede subito segnali di voler rivedere tutto in tema di pubblico impiego, iniziando una manovra accerchiante costituita da iniziative legislative e continui dibattiti sui mass media sulla figura dello “statale”. Ad appena una settimana dalla presentazione del d.d.l. governativo per la riforma dell’impiego pubblico, viene adottato improvvisamente un decreto-legge corposissimo che contiene in pratica un anticipo della manovra finanziaria e costituisce il supporto – di effetto immediato e “violento” – per l’inizio della strategia riformista. Nella manovra di mezza estate 2008 troviamo numerosi spunti di interesse per le aziende sanitarie, con particolare riguardo alla gestione del personale. Bisogna subito dire che al di là di una consolidata capacità dei governi guidati da Silvio Berlusconi di adottare provvedimenti che sono di forte impatto mediatico e comunicativo, questa volta vi si trova molta sostanza.

….

vai a:

eGov – Inchiesta – Le riforme Brunetta nelle aziende sanitarie (parte I).


Dossier “Donne pubblico impiego: equiparazione età pensionabile”

A seguito della sentenza della Corte europea che condanna l’Italia per discriminazione tra uomo donna in materia di età pensionabile, il Consiglio dei Ministri del 10 giugno scorso ha approvato una norma che innalza l’età pensionabile delle donne del pubblico impiego a 65 anni a partire dal 1° gennaio 2012.
La norma prende la forma di un emendamento da presentare in sede di conversione del decreto- legge sulla manovra finanziaria anti-crisi attualmente all’esame del Senato. Il sacrificio che l’Europa chiede alle dipendenti statali italiane sarà compensato da un investimento nei servizi alla famiglia, nelle strutture per l’infanzia e nella non-autosufficienza. Ho chiesto e ottenuto – ha dichiarato il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri – che i risparmi liberati dall’innalzamento dell’età pensionabile siano destinati a interventi reali che permettano alle lavoratrici di conciliare con meno difficoltà la vita professionale con quella familiare. L’equiparazione – ha tenuto a precisare il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi – riguarda unicamente le dipendenti del settore pubblico. Da qui al 2019 saranno, secondo i calcoli del Ministro del Lavoro, circa 25 mila le donne interessate.

Dossier “Donne pubblico impiego: equiparazione età pensionabile”

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Istat, Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche

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Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche

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Sirna Cesare Augusto – Sirna Antonino – Sirna Marco, Pubblica Amministrazione. Affidamenti incarichi dirigenziali. Ipotesi di spoils system di fatto legiferate. Riflessioni sulla costituzionalità delle medesime, in Diritto.it

  • Vai a: Sirna Cesare Augusto – Sirna Antonino – Sirna Marco, Pubblica Amministrazione. Affidamenti incarichi dirigenziali. Ipotesi di spoils system di fatto legiferate. Riflessioni sulla costituzionalità delle medesime
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“I cittadini e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche” elaborato da Cittadinanzattiva nell’ambito di un accordo con il SAeT, il Servizio Anticorruzione e Trasparenza del Dipartimento della Funzione Pubblica

Trasparenza nella PA: presentato il report di Cittadinanzattiva e SAeT

È consultabile il report “I cittadini e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche” elaborato da Cittadinanzattiva nell’ambito di un accordo con il SAeT, il Servizio Anticorruzione e Trasparenza del Dipartimento della Funzione Pubblica.

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Guida operativa alla riforma Brunetta: uno strumento per conoscere il lavoro pubblico che cambia, Legautonomie.it

La “Guida operativa alla riforma Brunetta”: uno strumento per conoscere il lavoro pubblico che cambia
La “Guida operativa alla riforma Brunetta” è la prima pubblicazione della Collana editoriale dedicata agli strumenti per le autonomie locali, promossa da Legautonomie in collaborazione con la casa editrice Dike Giuridica. Il volume analizza il decreto legislativo 150/09, cosiddetto Decreto Brunetta, indicando novità giuridiche e organizzative che vengono introdotte dalla nuova normativa. Il costo a copia è di 20 Euro (per l’acquisto di oltre dieci copie si applica lo sconto del 20%).
La "Guida operativa alla riforma Brunetta": uno strumento per conoscere il lavoro pubblico che cambia
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Individuazione in via provvisoria degli standard di qualità dei servizi pubblici  - Filodiritto

Con la direttiva del Ministro n. 4/2010 del 25.02.2010, il Dipartimento della Funzione Pubblica ha fornito alcune indicazioni sulle modalità di definizione di obblighi e standard di comportamento delle amministrazioni e dei concessionari di pubblici servizi.La direttiva pone in correlazione i contenuti del D. Lgs. 20 dicembre 2009 n. 198, in materia di ricorso per l’efficienza delle amministrazioni e dei concessionari dei servizi pubblici, e le previsioni del D. Lgs. 27 ottobre 2009 n. 150 in materia di performance delle pubbliche amministrazioni.

SEGUE QUI:

Individuazione in via provvisoria degli standard di qualità dei servizi pubblici  - Filodiritto

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Semplificazione normativa, attuate attraverso lo strumento del taglia-leggi, introdotto dalla legge n. 246 del 2005

Trasparenza, accessibilità e qualità della regolazione sono gli obiettivi che hanno guidato le azioni del Ministro per la Semplificazione normativa, attuate attraverso lo strumento del taglia-leggi, introdotto dalla legge n. 246 del 2005. L’operazione taglia-leggi ha già ottenuto notevoli risultati grazie a due successivi interventi di abrogazioni espresse di disposizioni legislative ritenute inutili e ormai estranee al nostro ordinamento:

  • il primo intervento ha prodotto un taglio di circa 7.000 leggi
  • il secondo intervento ha consentito un taglio di quasi 29.000 leggi 
  • con il terzo provvedimento il totale delle leggi anteriori al 1970 rimaste in vigore è diminuito da quota 50.000 a circa 2.400.

In totale questi tre interventi di semplificazione, in meno di un anno, hanno consentito di portare il totale complessivo delle leggi attualmente in vigore (sia anteriori che posteriori al 1970) a poco più di 10.000.

Semplificazione normativa – Home

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ISTAT, Spesa delle Amministrazioni pubbliche per funzione

I dati presentati contengono le serie della spesa delle Amministrazioni pubbliche per Gruppi COFOG (funzioni di 2° livello) relativamente al periodo 2000-2008.La classificazione internazionale COFOG è articolata secondo tre livelli di analisi: 10 Divisioni (o funzioni di 1° livello) articolate al loro interno in Gruppi (funzioni di 2° livello) e successivamente in Classi (funzioni di 3° livello).

Spesa delle Amministrazioni pubbliche per funzione

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Apertura dell’anno Giudiziario della Corte dei Conti, febbraio 2010

Non si attivano in particolare i necessari “anticorpi interni”. In questi termini durante la cerimonia di apertura dell’anno Giudiziario della Corte dei Conti è stata denunciata la corruzione pubblica: una ”patologia” che ”resta tuttora grave” e che, anzi, nel 2009 ha fatto registrare un aumento di denunce alla Guardia di Finanza del 229% rispetto all’anno precedente. E’ da aggiungere inoltre un incremento del 153% per fatti di concussione.

Anche sulla protezione civile “ci dovrebbe essere un controllo reale, che servirebbe a far funzionare meglio la stessa Protezione civile. Se non c’e’ controllo si può dire qualsiasi cosa. Invece più si allarga l’area del controllo più si restringe il campo del giudizio penale”. Le affermazioni sono del presidente della Corte dei Conti, Tullio Lazzaro, precisando in particolare che sui lavori del G8 alla Maddalena ”era stato richiesto il controllo della Corte dei conti su due soli contratti iniziali”. I magistrati contabili hanno ribadito che praticamente ”ora il controllo e’ possibile a cose fatte, invece ci dovrebbe essere un controllo reale sia nell’interesse del cittadino che del potere politico”.

Il procuratore generale della  Corte dei Conti, Mario Ristuccia, ha sottolineato anche  le ”spese inutili” e i ”fenomeni particolari di mala gestione” che interessano il settore della sanita’. Sono stati evidenziati degli esempi di cattiva gestione nella sanità: ”inefficienti e costosi programmi di screening anti-tumorale’‘, casi dove ‘l’assistenza odontoiatrica inesistente, ”eccessive prescrizioni di farmaci ovvero falsità delle stesse o di loro sostanziale inutilità” fino a “sconcertanti interventi chirurgici non necessari”.

Si legge, fra l’altro,  nella relazione: “in materia di sanità, oltre a fattispecie di danno per l’erario comuni ad altri enti ed amministrazioni, quali spese inutili, irregolari acquisti di beni e servizi, illegittimi inquadramenti di personale e conferimenti di incarichi e consulenze, si segnalano fenomeni particolari di mala gestione quali inefficienti e costosi programmi di screening anti-tumorale, di assistenza odontoiatrica rivelatasi inesistente (caso delle “dentiere gratuite”), di eccessive prescrizioni di farmaci ovvero di falsità delle stesse o di loro sostanziale inutilità, di sconcertanti interventi chirurgici non necessari”.

Per approfondimenti:

17/2/2010 – Corte dei conti – Inaugurazione dell’anno giudiziario 2010 – Roma, Aula Sezioni Riunite, ore 11,00

1. Relazione del Presidente della Corte dei conti, dott. Tullio Lazzaro

2. Relazione del Procuratore Generale, dott. Mario Ristuccia


Irs istituto per la ricerca sociale, Newsletter n. 4 2010

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NEWSLETTER n. 4 – Febbraio 2010


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La Riforma Brunetta per premiare il merito e la produttività nel settore pubblico: un provvedimento da maneggiare con cautela (in particolare da parte degli Enti locali)

Secondo il Ministro della Funzione pubblica Brunetta, il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150 da lui proposto ha il compito di contribuire ad incrementare la produttività del lavoro pubblico, l’efficienza e la trasparenza della pubblica amministrazione. Questo attraverso i dispositivi contenuti nel decreto che sistematizzano – direttamente per le amministrazioni dello Stato, e in modo a volte indiretto anche per le altre amministrazioni – i processi di pianificazione e monitoraggio delle attività e specialmente la valutazione dei dirigenti e del personale. In particolare, l’accento posto sulla valutazione annuale delle risorse umane mira a distribuire in modo fortemente selettivo la retribuzione accessoria (in sostanza, i premi) e ad influenzare la carriera dei singoli in relazione ai giudizi a questi attribuiti nelle valutazioni di fine anno.
Un particolare accento è posto sugli aspetti legati alla misurazione, valutazione e trasparenza della performance, oggetto del Titolo II del Decreto, quale veicolo chiave per il miglioramento della qualità dei servizi e della competenza dei dipendenti. Il Decreto definisce, tra l’altro, le caratteristiche che deve avere il Sistema di misurazione e valutazione della performance, gli ambiti di misurazione e valutazione della performance organizzativa ed individuale, le funzioni dell’Organismo Indipendente di Valutazione (OIV) e quelle della neo-istituita Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche. Stabilisce inoltre i criteri e le modalità per la valorizzazione del merito e l’incentivazione della performance, ed i criteri per la differenziazione delle valutazioni con la nota suddivisione dei dirigenti entro tre “soglie” (il 25% nella fascia di merito alta, il 50% nella fascia di merito intermedia, ed il restante 25% nella fascia di merito bassa, cui non corrisponde alcun trattamento accessorio).
Sebbene il Decreto sia diretto all’intero mondo amministrativo, non tutte le disposizioni di dettaglio si applicano a Regioni, Enti locali e al Servizio Sanitario Nazionale, che sono comunque tenute ad adeguarsi ai principi del decreto legislativo entro il 31 dicembre 2010.  Nonostante questa ed altre limitazioni introdotte nel dibattito parlamentare, l’entrata in vigore della Riforma Brunetta pone le amministrazioni territoriali di fronte ad una sfida in cui è importante cogliere le opportunità ma nello stesso tempo affrontare anche con cautela i possibili rischi.
Il decreto, infatti, esprime una visione di fondo non totalmente condivisibile e contiene disposizioni ampiamente criticabili alla luce delle esperienze e della letteratura internazionale.
Sotto il profilo della visione generale, sembra non tenere in alcun conto le esperienze di modernizzazione che molti enti hanno sperimentato con successo negli ultimi anni, che tuttavia esistono e sono più diffuse di quanto si tenda generalmente ad immaginare. Il panorama amministrativo italiano è infatti molto differenziato, sicuramente popolato da situazioni di cattiva gestione e bassa performance, ma anche da numerosi e diffusi esempi di amministratori che da anni operano per il miglioramento continuo delle proprie organizzazioni. È pertanto difficile, e sicuramente inopportuno, che regole e strumenti uguali per tutti consentano di intervenire con appropriatezza in contesti tanto differenziati per funzioni, caratteristiche e storia amministrativa.
Inoltre, induce a considerare “buoni” i sistemi di pianificazione e valutazione in quanto “completi” e cioè “arricchiti” di tutte le possibili categorie e dimensioni di analisi; mentre l’esperienza (ma prima ancora la riflessione analitica) mostra che i processi di pianificazione e valutazione funzionano in quanto presidiati da attori (sindaci/presidenti, direttori generali, dirigenti, ecc.) che hanno individuato obiettivi di cambiamento ed hanno adattato gli strumenti a questo scopo. Non a caso, nelle esperienze di successo tali sistemi cambiano nel tempo, in connessione con la modificazione delle criticità dell’organizzazione e del contesto, e quindi con obiettivi di miglioramento diversi in base alle priorità del periodo.
Sul lato dei contenuti, basti qui affrontare la questione della competizione fra dirigenti sottesa alla forte differenziazione nella distribuzione dei premi imposta dal decreto. Una soluzione questa che può essere funzionale in determinate strutture amministrative; ma certamente incoerente laddove invece sia necessario (come in molti casi è stato messo in evidenza) uno sforzo di cooperazione e di integrazione tra politiche e progetti. In una società in cui domande e bisogni sono fortemente interconnessi, si manifesta l’esigenza (sostenuta, peraltro, anche dalla letteratura manageriale) di lavorare in team intersettoriali, costruire progetti integrati, operare cioè in modo da creare valore aggiunto attraverso la collaborazione di più settori, e dei relativi strumenti analitici, di intervento e controllo. Aspetti che contrastano con le soluzioni definite nella Riforma Brunetta.
Se l’individuazione di principi orientati al merito e alla valutazione della performance costituisce indubbiamente un tratto condivisibile ed opportuno, per molte amministrazioni questa Riforma dovrà in ogni caso essere applicata con “cura”, per evitare di mettere in discussione le esperienze positive fin qui maturate.
Sul tema:
Testo del D.lgs 150/09 (.pdf)
Home page della Riforma Brunetta
Forum PA – interventi sul tema della Riforma Brunetta
Giuliano Palagi (direttore generale della Provincia di Pisa), “La riforma e le autonomie territoriali: istruzioni per l’uso“, intervento al Forum PA, novembre 2009
Carmelo Marazia, “Manager pubblico sfiduciato“, articolo su LaVoce.info, 3.08.2009
Gianfranco d’Alessio, “Legge Brunetta: il disegno della Dirigenza“, articolo in Rassegna Astrid del 12.03.2009
Sito web della Commissione per la Valutazione, la Trasparenza e l’Integrità delle Amministrazioni pubbliche (inaugurato il 21 gennaio 2010)

irs lavora – I progetti


Workshop “VALUTARE le performance e VALORIZZARE i professionisti. Il decreto Brunetta: maneggiare con cura”

Ha preso avvio il 20 gennaio 2010 il Workshop IRS sul tema della riforma Brunetta (Legge 4 marzo 2009, n. 15). Il Workshop coinvolge attivamente un gruppo di Amministrazioni già da tempo impegnate nell’implementazione di sistemi di performance avanzati; nel corso di cinque incontri il gruppo si propone di attivare un dibattito e una proposta concreta per quanto riguarda, in particolare, i temi legati al Piano della performance e al ruolo esercitato dell’Organismo Indipendente di Valutazione. 
Per saperne di più  potete consultare il sito www.irs-online.it/workshop oppure rivolgervi a Erica Melloni.


Azioni di rinforzo alla qualità di vita e di lavoro destinate ai prestatori d’opera temporanei

I lavoratori temporanei sono caratterizzati da particolari condizioni di precarietà e di vulnerabilità sul mercato del lavoro a seconda della tipologia di rapporto di lavoro, delle caratteristiche personali e familiari, del grado di istruzione e professionalità, delle abilità e capacità personali, ecc. e questa eterogeneità corrisponde ad una diversa capacità di posizionarsi sul mercato del lavoro.
In questa ottica IRS, in ATI con FOR.ES e il Dipartimento di Sociologia e Ricerca Sociale dell’Università di Trento, sta svolgendo un servizio di supporto all’Ufficio Fondo Sociale Europeo della Provincia Autonoma di Trento per la realizzazione di “Azioni di rinforzo alla qualità di vita e di lavoro destinate ai prestatori d’opera temporanei”.
Verranno progettati e sperimentati interventi volti al rafforzamento della posizione sul mercato dei lavoratori temporanei più vulnerabili per accrescere la loro occupabilità favorendone la stabilizzazione lavorativa (verso il lavoro standard o verso il lavoro autonomo).
Per saperne di più potete rivolgervi a Nicola Orlando.


Gli istituti di sussidiarietà e partecipazione nell’VIII Legislatura della Regione Toscana: il primo anno di attività della Conferenza permanente per le autonomie sociali

Abbiamo realizzato, per il Consiglio Regionale della Regione Toscana, un’analisi dello stato di attuazione e del livello di implementazione del principio di sussidiarietà sociale e degli istituti di partecipazione.
La ricerca si è sviluppata attraverso tre livelli di analisi: la ricostruzione del quadro normativo (il dichiarato), la verifica di quanto realmente è stato realizzato (l’agito), la ricomposizione delle percezioni e delle rappresentazioni degli stakeholder istituzionali e sociali più rilevanti.
Un focus particolare è stato dedicato alla Conferenza Permanente delle Autonomie Sociali, prima esperienza in Italia di istituto di partecipazione interno ad un Consiglio Regionale. Il monitoraggio dell’attività di questo istituto è stata occasione per analizzare pro e contro della partecipazione diretta ed indiretta, nonché rischi e vantaggi delle forme di partecipazione istituzionalizzata.
Per saperne di più potete rivolgervi a Stefania Stea e Diletta Cicoletti.


ISFOL Invecchiamento Attivo

Si è conclusa l’attività di ricerca “Ricognizione e analisi delle azioni locali a supporto del prolungamento della vita attivà” prevista nel Piano ISFOL 2009, a valere sul Fondo Sociale Europeo 2007-2013, PON Governance e Azioni di sistema, Obiettivo Convergenza e Obiettivo Competitività.
Tale attività è finalizzata a fornire un contributo per la definizione di politiche a supporto del prolungamento della vita attiva nell’ottica di un Piano Nazionale di active ageing, attraverso la messa a regime di un sistema di osservazione strutturata dei fenomeni, delle dinamiche e degli interventi in atto.
Nel corso del servizio è stata delineata, a partire dal 2013, una mappa dei principali interventi (includendo le campagne informative e comunicative), realizzati o semplicemente progettati che concorrono all’azione regionale e locale a favore dei lavoratori maturi, dedicando un’attenzione specifica al target delle lavoratrici mature, nonché all’eventuale utilizzo del contratto accessorio.
L’attività di reperimento selettivo della documentazione ha avuto come bacino di riferimento territoriale la totalità delle regioni italiane e ha previsto la creazione di un repertorio informatizzato di dati e/o materiali; la sistematizzazione e classificazione dei materiali informatizzati in due archivi separati, uno di carattere normativo e l’altro di natura bibliografica; la predisposizione di un rapporto finale, contenente l’illustrazione catalografica della documentazione raccolta ed una prima descrizione e analisi degli interventi identificati.
Per saperne di più  potete rivolgervi a Daniela Oliva.


Le previsioni occupazionali 2009-2016

Riprende nel periodo 2010-2012 l’attività di previsione a medio termine dell’occupazione per professioni  a livello nazionale e regionale per conto dell’ISFOL.
In particolare, gli obiettivi operativi della ricerca sono finalizzati a:
• raffinare e calibrare il modello di previsione degli andamenti occupazionali per professione;
• elaborare previsioni di medio termine a cadenza annuale sull’occupazione per professioni a livello nazionale, regionale e settoriale.
• elaborare previsioni a medio termine sulla domanda e sull’offerta di lavoro per titoli di studio e sul mismatch.
Per saperne di più potete rivolgervi a Nicoletta Torchio.
 


Modello per la valutazione dei comportamenti dirigenziali ARPA Emilia-Romagna

IRS ha realizzato il nuovo modello di valutazione dei comportamenti dirigenziali di Arpa Emilia-Romagna, integrandolo con gli altri strumenti già a disposizione del sistema di valutazione dell’Ente. L’attività ha previsto la realizzazione di un gruppo di interviste ai dirigenti di vari settori, la classificazione delle competenze prevalenti in base alle caratteristiche dell’attività dirigenziale (es. di tipo manageriale/organizzativo o di tipo tecnico), e la descrizione dei criteri in base a cui valutare, annualmente e sulla base della tecnica degli “incidenti critici”, i comportamenti dirigenziali. L’attività è stata completata con la proposta del sistema organizzativo deputato alla gestione del ciclo di valutazione, compreso il ruolo attribuito al Nucleo di valutazione in tale processo.
Per saperne di più potete rivolervi a Erica Melloni.


Un percorso di partecipazione per il Piano Regolatore di Udine

IRS, in Ati con il prof. arch. Bruno Gabrielli e la società “Veneto Progetti”, sta elaborando il Piano Struttura del nuovo Prg del Comune di Udine.
In particolare, IRS è responsabile delle attività relative alla partecipazione e al coinvolgimento della comunità locale.
L’approccio IRS a questo tipo di attività (già sperimentato in attività analoghe svolte per i Comuni di San Donato Milanese, Cernusco sul Naviglio, Jesi, Pesaro, Correggio, ecc.) è quello di utilizzare metodi e tecniche di partecipazione per promuovere un “processo collettivo di indagine” che favorisca l’emergere dei problemi, delle risorse, delle opportunità e delle possibili proposte di intervento per lo sviluppo della città dal punto di vista degli attori della città, in modo da contribuire alla costruzione di un Piano realmente capace di cogliere le diverse dimensioni del contesto locale.
Il processo di partecipazione – che si sta per avviare – intercetterà differenti tipologie di soggetti: gli attori che si muovono sulle politiche di “area vasta” (a cominciare dai Sindaci dei Comuni contermini, ma anche le istituzioni di livello superiore, le agenzie tecniche, le diverse organizzazioni sovracomunali, ecc.); gli stakeholder e i portatori di interesse di livello urbano (dalle organizzazioni economiche alle rappresentanze sindacali, dalle autonomie funzionali alle associazioni della società civile, dalle singole imprese agli istituti di credito); singoli testimoni privilegiati e opinion leader; abitanti e gruppi di cittadini attivi nei quartieri.
Per saperne di più potete rivolgervi a Claudio Calvaresi e Elena Donaggio.


Valutazione indipendente POR FSE – Regione Marche

Dopo essersi occupata della valutazione nella programmazione FSE 2000-2006, IRS, in ATI con Fondazione Giacomo Brodolini capofila, si è aggiudicata la Valutazione indipendente in itinere del POR FSE Marche Obiettivo 2. La durata del servizio è di tre anni e si tratterà di valutare operativamente e strategicamente, le realizzazioni, i risultati e l’impatto conseguiti dall’attuazione del Programma, per migliorarne la qualità, l’efficacia e l’efficienza, con una particolare attenzione ai problemi strutturali specifici che caratterizzano il territorio e i diversi settori di attività. Sono, inoltre, previsti degli approfondimenti tematici e valutazioni aggiuntive su vari temi, fra i quali: precarietà, sicurezza sul lavoro, crisi economica, genere, innovazione.
Per saperne di più potete rivolgervi a Daniela Oliva.


Violence against women and the role of gender equality, social inclusion and health strategies

Per il terzo anno consecutivo IRS con Fondazione Brodolini, coordina la rete di esperti EGGSI (Network of experts in gender equality, social inclusion, health care and long term care) promosso dalla Commissione Europea, DG Employment, Social Affairs and Equal Opportunities. Quest’anno il suo rapporto comparativo riguarderà il tema della “Violenza sulle donne e il ruolo delle politiche di pari opportunità, inclusione sociale e della salute”. Il rapporto presenterà, oltre ai dati statistici disponibili a livello europeo, le politiche e le strategie adottate in 33 paesi europei nel’ambito della prevenzione, del trattamento e all’integrazione delle donne vittime di violenze. I recenti rapporti EGGSI sono scaricabili dal sito della Commissione Europea.
Per saperne di più potete rivolgervi a Chiara Crepaldi oppure consultare il sito eggsi.irs-online.it

irs lavora – Gli eventi e le pubblicazioni


La progettazione di interventi e politiche sociali: giornate formative

Sono in procinto di partire le tre giornate formative su “La progettazione di interventi e politiche sociali”.
La formazione è rivolta a responsabili ed operatori di imprese sociali, associazioni e gruppi di volontariato e di enti pubblici (Comuni, Comuni associati, Province, Aziende sanitarie, ecc.) impegnati nella progettazione e gestione di interventi sociali e interessati a sviluppare ed accrescere le proprie competenze legate al tema della progettazione sociale.
La prima edizione si svolgerà presso la sede IRS di Milano a partire dal mese di marzo 2010 con orario 10.00/17.00.
Per saperne di più sul programma, il calendario delle giornate e i costi contattare Federica Picozzi (Tel. 02/46.76.43.10).


La valutazione dei progetti di servizio civile

Lo scorso 17 novembre 2009, l’IRS, con il patrocinio dell’Ufficio Nazionale per il Servizio Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri, ha promosso un seminario dal titolo “La valutazione dei progetti di servizio civile”, con lo scopo di fare il punto sul tema della valutazione, sulle sue molteplici dimensioni ed i suoi possibili e differenti approcci. Il seminario ha avuto un notevole successo di pubblico ed ha consentito di aprire un significativo confronto tra i diversi enti a partire da alcuni spunti metodologici e possibili piste valutative suggerite da Daniela Mesini e Sergio Pasquinelli.
Per saperne di più potete rivolgervi a Benedetta Angiari.


Osservatorio per il monitoraggio della crisi economica della provincia di Bergamo

E’ stato presentato lo scorso mese di dicembre la seconda newsletter, redatta in collaborazione con ref. e Politecnico di Milano, dell’Osservatorio per il monitoraggio della Crisi Economica per conto della Camera di Commercio e della Provincia di Bergamo. La newsletter contiene una analisi aggiornata dell’andamento della produzione industriale, degli scambi commerciali e del mercato del lavoro. Scarica il documento.
Per saperne di più potete rivolgervi  a Monica Patrizio.


Séminaire de Recherche et Réflexion sur le Service Citoyen

Il 1 febbraio presso la Fondation P&V  di Bruxelles si è svolto il “Séminaire de recherche et réflexion sur le Service Citoyen”, a cui IRS quale curatore degli ultimi Rapporti Annuali di Arci Servizio Civile è stato invitato a partecipare. L’evento, promosso da La Plate-forme pour le Service Citoyen – organizzazione che riunisce più di una ventina di associazioni che promuovono la creazione del servizio civile volontario in Belgio – si è posto un duplice ordine di obiettivi: da un lato, definire le sfide filosofiche, socio-antropologiche ed economiche del Servizio Civile Volontario, e, dall’altro, grazie alla partecipazione di università e centri di ricerca di paesi diversi, paragonare le diverse esperienze. I lavori della giornata hanno previsto la presentazione di una griglia di lettura comparata dei diversi sistemi di servizio civile in essere in ciascuno dei paesi partecipanti al seminario: Francia, Canada, Italia e Belgio. A seguire Università e ricercatori invitati in rappresentanza del proprio paese hanno esposto ciascuno caratteristiche e ricaduta delle politiche di Servizio Civile nel Paese di provenienza. Per l’Italia ha partecipato in videoconferenza Benedetta Angiari introducendo al sistema di Servizio Civile italiano e presentando un estratto del V e ultimo Rapporto Annuale di Arci Servizio Civile, con particolare riferimento al calcolo dei costi e benefici della attività di Servizio Civile svolte presso l’ente.
Per saperne di più potete rivolgervi a Benedetta Angiari.


Shortage of qualified personnel in the road freight transport

E’ disponibile sul sito del Parlamento Europeo lo studio condotto in collaborazione con TRT-Trasporti e Territorio su  “Shortage of qualified personnel in the road freight transport”.
Lo studio fornisce una panoramica del settore del trasporto merci su strada, alla luce della mancanza strutturale di personale (autisti) qualificati.  Lo studio analizza  la molteplicità di fattori che influenzano la domanda e l’offerta di lavoro in questo settore, prendendo in considerazione anche gli impatti della legislazione europea corrente e gli effetti dell’attuale  fase recessiva.
Scarica il documento.
Per saperne di più potete rivolgervi a Nicoletta Torchio.


Welforum V Seminario – Federalismo fiscale, livelli essenziali e Welfare

Il 22 e 23 Ottobre 2009 si è tenuto a Torino il V seminario di Welforum, incentrato sul tema “Federalismo fiscale, livelli essenziali e Welfare”. Tema di grande attualità ed interesse vista la recente approvazione della Legge n. 42 del 2009, “Delega al Governo in materia di federalismo fiscale, in attuazione dell’articolo 119 della Costituzione”, che ha lasciato aperti molti interrogativi su quale sia realmente la posta in gioco.
L’incontro è stato occasione di dibattito sulle possibili conseguenze attuative del federalismo fiscale, sotto molteplici punti di vista: legislativo, economico-finanziario e istituzionale.
Particolare spazio è stato dedicato all’impatto del federalismo fiscale sul sistema di offerta dei servizi sociali e socio-sanitari. Grazie all’intervento di autorevoli relatori, tra i quali Paolo Bosi, Valerio Onida, Vittorio Mapelli e Franco Pesaresi, sono emersi numerosi spunti di riflessione inerenti le opportunità e le minacce introdotte nel sistema di Welfare del nostro Paese dal Federalismo fiscale in termini di equità.
Il seminario è stato preceduto da un’attenta ricostruzione del quadro normativo e da una rilevazione sul campo, che ha visto il coinvolgimento di 11 Regioni, la Provincia di Torino e la Provincia Autonoma di Bolzano.
Per saperne di più potete rivolgervi a Stefania Stea o Katja Avanzini.

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Costruire e usare indicatori nella ricerca sociale e nella valutazione

E’ stato pubblicato da FrancoAngeli il volume AIV dal titolo “Costruire e usare indicatori nella ricerca sociale e nella valutazione”, a cura di Claudio Bezzi, Leonardo Cannavò e Mauro Palumbo.
Gli indicatori godono di una diffusione superiore al numero di testi ad essi dedicati. In seguito a una giornata di studio tenutasi a Roma fra sociologi ed economisti, metodologi e valutatori, è nato questo volume che accosta il sofisticato ragionamento teorico all’indicazione procedurale; il confronto fra modelli epistemologici alla ricchezza di casi empirici; il riferimento ai sistemi di monitoraggio e il loro collegamento alla valutazione.
Il volume è destinato ad un pubblico di ricercatori sociali, pianificatori o progettisti, valutatori, manager pubblici e operatori (sanitari, scolastici, delle politiche formative e sociali ecc.) che ritengono necessario un sistema di indicatori ma lo desiderano efficace, chiaramente collegato all’oggetto da monitorare o valutare, adeguatamente argomentato, non improvvisato.
E’ presente all’interno un contributo di Daniela Oliva dal titolo “L’infausto successo degli indicatori”.

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È necessario un programma nazionale di cambiamento delle Pubbliche Amministrazioni? – Incontro-dibattito di presentazione del volume

Si terrà il 16 febbraio a Roma alle ore 16.00 presso il CNEL – Biblioteca (Roma – V.le Davide Lubin, 2) un incontro-dibattito di presentazione del volume di Bruno Dente e Federico Butera “Change Management nelle Pubbliche Amministrazioni: una proposta” (edito da FrancoAngeli), che vedrà la partecipazione di importanti personalità del mondo politico ed economico.
Interverranno:
Antonio Marzano – Presidente CNEL,
Federico Butera – Fondazione Irso e Bruno Dente – CAPP Politecnico di Milano,
Franco Bassanini – Presidente Astrid,
Marco Cammelli – Università di Bologna,
Gianfranco D’Alessio – Università degli Studi Roma Tre,
Tiziano Treu – Commissione Lavoro del Senato,
Attilio Befera – Direttore dell’Agenzia delle Entrate,
Guido Bertolaso – Sottosegretario Protezione Civile (invitato, in attesa di conferma),
Paolo Crescimbeni – Commissario Straordinario INPDAP
Coordina Davide Colombo – Il Sole 24 Ore,
Conclude Renato Brunetta – Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione.
Per maggiori informazioni.

©2009 Istituto per la ricerca sociale, via XX Settembre 24, 20123 Milano.

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Si rinnova il portale PAQ – www.qualitapa.gov.it

Si rinnova il portale PAQ – www.qualitapa.gov.it, un’iniziativa del Dipartimento della Funzione pubblica, rivolta a dirigenti e funzionari delle PA centrali e locali interessati ad attivare o a proseguire percorsi orientati alla qualità all’interno delle proprie amministrazioni. Il portale, oltre ad una rinnovata veste grafica e ad una struttura di navigazione più fruibile, dà anche spazio, nella nuova versione, alle attività del PON Governance – Azioni di Sistema: una pluralità di iniziative tematiche di supporto, valorizzazione e accompagnamento alle regioni dell’obiettivo convergenza (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). Dal suo lancio, nel settembre 2008, il Dipartimento della Funzione pubblica, attraverso il portale, in linea con gli indirizzi internazionali ed europei, promuove azioni di sostegno alle amministrazioni impegnate a migliorare la propria performance e la qualità dei servizi pubblici.

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Istat, Spesa delle Amministrazioni pubbliche per funzione 1990-2008

Statistiche in brevePeriodo di riferimento: Anni 1990-2008 Diffuso il: 21 gennaio 2010 L’Istat presenta le stime della spesa a prezzi correnti delle Amministrazioni pubbliche (AP) per funzione, riferite al periodo 1990-2008.

Spesa delle Amministrazioni pubbliche per funzione

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De Luca Gaetano, Il contratto a distanza è valido? Con la firma digitale sì! | Muoversi Insieme, Stannah

Nella vita di tutti i giorni capita spesso di dover firmare scartoffie o di dover richiedere un certificato in Comune. Nella maggior parte dei casi, non abbiamo molto tempo a disposizione ma ci armiamo di coraggio e speriamo di non dover fare lunghe code. Per fortuna, già da un po’ di tempo l’informatica è venuta in nostro aiuto permettendoci di effettuare molte operazioni direttamente da casa nostra. Una delle ultime innovazioni è la cosiddetta “firma digitale”, ossia un sistema che ci permette di sottoscrivere a distanza contratti per beni o servizi (pubblici e privati).La rivoluzione tecnologica nella burocrazia è stata resta possibile già dal 1997 con la riforma Bassanini (ossia la legge 59/1997) che ha reso validi e rilevanti a tutti gli effetti di legge i contratti stipulati con strumenti informatici o telematici, nonché la loro archiviazione e trasmissione.

l’articolo segue qui:

Il contratto a distanza è valido? Con la firma digitale sì! | Muoversi Insieme

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Le modifiche alla l. 241/1990 introdotte con la Legge n. 69 del 18 giugno 2009, in particolare: l’art. 21 della legge sul procedimento amministrativo

Le modifiche alla l. 241/1990 introdotte con la Legge n. 69 del 18 giugno 2009, in particolare: l’art. 21 della legge sul procedimento amministrativo

qui l’articolo

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Istat: stime spesa Amministrazioni pubbliche Classifica europea, Regioni.it Newsletter n. 1501 del giovedì 21 gennaio 2010

 
(regioni.it) L’Istat presenta le stime della spesa a prezzi correnti delle Amministrazioni pubbliche per funzione, riferite al periodo 1990 – 2008.
L’Istat fornisce inoltre un confronto internazionale per l’Italia relativo al periodo 2000-2007: nella media del periodo i paesi con un elevato debito pubblico, quali Belgio, Italia, Grecia e Cipro, presentano una piu’ alta percentuale di spesa per la funzione dei Servizi generali dell’Amministrazione pubblica, che accoglie al suo interno una specifica classe dedicata agli oneri sul debito pubblico.
La classificazione della spesa pubblica per funzione utilizzata nei conti nazionali fa riferimento alla classificazione COFOG (acronimo di Classification Of Function Of Government,classificazione internazionale dalle principali istituzioni che si occupano di contabilità nazionale: OCSE, FMI, Eurostat). E’ articolata in 3 livelli di analisi: il primo livello è costituito da dieci divisioni, ciascuna delle quali è suddivisa in gruppi, a loro volta ripartiti in classi. Le spese per interventi e servizi di tipo collettivo sono oggetto delle prime sei divisioni; quelle di tipo individuale vengono incluse nelle rimanenti divisioni.
Per rendere più agevole l’analisi della spesa per funzione, i dieci raggruppamenti di primo livello, previsti dalla COFOG sono stati aggregati in sei voci
1. Funzioni tradizionali (servizi generali delle amministrazioni pubbliche, difesa, ordine pubblico e sicurezza);
2. Affari economici (agricoltura, attività manifatturiere, trasporti, telecomunicazioni, ecc.);
3. Protezione dell’ambiente, abitazioni e assetto del territorio;
4. Sanità;
5. Cultura, attività ricreative e istruzione;
6. Protezione sociale (previdenza ed assistenza).
Piu’ esborso per redditi da lavoro e prestazioni sociali. Continua a crescere la spesa pubblica, fino a sfiorare il 50% del prodotto interno lordo. Dalle ultime statistiche sulla spesa delle amministrazioni pubbliche dell’Istat emerge che il periodo 2000-2008 e’ caratterizzato da un trend crescente della spesa in rapporto al Pil, che passa dal 46,2 per cento del 2000 al 49,3 per cento del 2008, con una media pari al 48,2 per cento. La spesa complessiva al netto degli interessi mostra l’andamento crescente. la spesa primaria, ovvero la spesa complessiva al netto degli interessi, mostra un andamento crescente per gli anni in esame: i valori registrati nel 2000 e nel 2008 sono pari, rispettivamente, al 39,9 per cento e al 44,1 per cento del Pil.
Per quanto riguarda la funzione di Protezione dell’ambiente la percentuale di spesa per l’Italia (mediamente dell’1,8 per cento) si colloca sugli stessi livelli dei maggiori paesi europei.
Per quanto riguarda le principali spese per erogazione di servizi a carattere individuale (istruzione, sanita’, protezione sociale, ecc.) si osserva che la quota di spesa per la sanita’ dell’Italia (pari in media, nel periodo, al 13,7 per cento) risulta abbastanza vicina a quella degli altri principali paesi dell’EU16 (13,5 per cento). In cima a questa graduatoria si colloca l’Irlanda, mediamente con oltre il 20 per cento della spesa totale, mentre Cipro (con il 7,2 per cento), i Paesi Bassi (con il 10,0 per cento) e la Grecia (poco piu’ del 10 per cento) sono nelle ultime posizioni. 
L’Istat fornisce inoltre un confronto internazionale per l’Italia relativo al periodo 2000-2007: nella media del periodo i paesi con un elevato debito pubblico, quali Belgio, Italia, Grecia e Cipro, presentano una piu’ alta percentuale di spesa per la funzione dei Servizi generali dell’Amministrazione pubblica, che accoglie al suo interno una specifica classe dedicata agli oneri sul debito pubblico.

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(red/21.01.10)

Newsletter n. 1501 del giovedì 21 gennaio 2010

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Istat, Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche


Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche

Indebitamento netto al 3,3% sul Pil nel III trimestre 2009
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LA RIFORMA DEL LAVORO PUBBLICO (D.Lgs. 150/2009), Maggioli Editore – Novità dicembre 2009

NOVITA’ DICEMBRE 2009

Il D.Lgs. 27 ottobre 2009,
n. 150 commentato
articolo per articolo

LA RIFORMA DEL LAVORO PUBBLICO

Volume di
pagine 426

LA RIFORMA DEL LAVORO
PUBBLICO

Il D.Lgs. 150/2009 completa il percorso di revisione dell’ordinamento del lavoro pubblico, modificando in modo drastico gli assetti normativi esistenti.

In particolare la nuova disciplina punta sul rilancio del ruolo delle amministrazioni e dei dirigenti come veri e propri datori di lavoro privati, sulla valorizzazione della produttività, sull’effettiva selettività dei sistemi di valutazione, sulla maggiore responsabilità dei dirigenti e dipendenti anche attraverso l’inasprimento dei provvedimenti disciplinari.

In materia costituisce strumento di riferimento e di approfondimento degli aspetti tecnico-pratici dell’ampia riforma questo nuovissimo volume di L. Oliveri, Dirigente amministrativo di primario ente locale, che analizza articolo per articolo le novità apportate al sistema del pubblico impiego dal citato D.Lgs., riguardanti precisamente:

1.
Misurazione, valutazione e trasparenza della performance
Il ciclo di gestione delle performance.
Trasparenza e rendicontazione delle performance.
Soggetti del processo di misurazione e valutazione delle performance.

2.
Merito e premi
Strumenti.
Bonus annuale delle eccellenze.
Premio annuale per l’innovazione.
Progressioni economiche.
Progressioni di carriera.
Attribuzione di incarichi e responsabilità.
Accesso a percorsi di alta formazione e di crescita professionale.
Premio di efficienza.
Qualità dei servizi pubblici.

3.
Nuove norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle amministrazioni pubbliche
Dirigenza pubblica.
Uffici, piante organiche.
Mobilità e accessi.
Contrattazione collettiva nazionale e integrativa.
Sanzioni disciplinari e responsabilità dei dipendenti pubblici.

Per ricevere subito
LA RIFORMA DEL LAVORO PUBBLICO
Maggioli Editore – Novità dicembre 2009
Pagine 426

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Riforma Brunetta. Tutte le novità nel pubblico impiego. Commento sistematico al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150

Titolo: Riforma Brunetta. Tutte le novit� nel pubblico impiego. Commento sistematico al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150
Autore: Angelo Capalbo
Editore: Nuova Giuridica
Pagine: 390
Formato: 17×24 cm
Anno: dicembre 2009
ISBN: 978-88-6383-027-9
Prezzo (di copertina): 42,00 Euro

1 1 2 3 4 5 6 7 8 9 Clicca per procedere all’acquisto

La riforma Brunetta sul lavoro pubblico entra nel vivo con l’approvazione da parte del Governo del D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150, in attuazione della Legge delega 4 marzo 2009, n. 15.

Il volume, dopo un iniziale inquadramentro sull’evoluzione normativa in materia di contrattualizzazione, fornisce al dirigente e al dipendente pubblico una lettura sistematica delle norme introdotte dalla riforma, con il commento articolo per articolo.

Segue una tavola di confronto del D.Lgs. 165/2001 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenza delle amministrazioni pubbliche) prima e dopo le modifiche apportate dalla riforma.

Riforma Brunetta. Tutte le novit� nel pubblico impiego. Commento sistematico al decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150

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Speciale riforma Brunetta: le nuove regole sul pubblico impiego, obiettivi, valutazione, sanzioni disciplinari, Guida Il Sole 24 ore, dicembre 2009

IlSole24Ore.com

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Attribuire un premio alla “squadra”, invece, potrebbe (condizionale d’obbligo trattandosi di pubblici dipendenti.) contribuire alla creazione di un ambiente di lavoro caratterizzato dalla cooperazione

La mia esperienza di lavoro nel pubblico impiego (dapprima come dipendente dello Stato, poi come dipendente della mia Regione, la Valle d’Aosta) mi dice che molte volte il clima degli uffici si è avvelenato e ha generato anche liti piuttosto accese tra dipendenti, proprio perché le “classifiche” non sono facili da accettare, fanno nascere invidie che, a loro volta, possono portare a gesti meschini, non escluso il “boicottaggio” a danno dei colleghi più retribuiti (e soprattutto a danno dell’Amministrazione).
     Attribuire un premio alla “squadra”, invece, potrebbe (condizionale d’obbligo trattandosi di pubblici dipendenti.) contribuire alla creazione di un ambiente di lavoro caratterizzato dalla cooperazione, in grado di migliorare i rapporti interpersonali e aumentare l’efficienza della struttura. Ovviamente coloro che non raggiungono il “minimo” non percepirebbero alcun compenso incentivante, ma, trattandosi di una minoranza, si sentiranno spronati ad adeguarsi allo standard.

in:
Pietro Ichino

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Dossier “Accessibile.gov.it, il portale dell’accessibilità dei servizi delle P.A.”

Continuano le iniziative del Ministro per la pubblica amministrazione e l’innovazione per migliorare la qualità dei servizi erogati dalle P.A. È on line www.accessibile.gov.it, il portale dell’Osservatorio per l’accessibilità dei servizi delle P.A. promosso dal Dipartimento per la digitalizzazione della pubblica amministrazione e l’innovazione tecnologica e realizzato dal Formez. Il portale ha la funzione di gestire le segnalazioni dei cittadini, disabili e non, circa le difficoltà incontrate nel fruire dei servizi erogati tramite i siti web della Pubblica Amministrazione, sia centrale che periferica. Seguendo la filosofia alla base del web partecipativo, per la quale l’utente non è solo un fruitore di informazioni ma interagisce con il web, l’Osservatorio invita gli utenti a verificare l’effettiva rispondenza dei siti web delle Pubbliche amministrazioni alla Legge 4/2004 sull’accessibilità. Gli utenti possono segnalare all’Osservatorio, tramite un form presente nel sito alla sezione “Segnala”, un problema di accessibilità o proporre suggerimenti relativamente ai servizi offerti dal sito web di una Pubblica Amministrazione, e potranno successivamente seguire lo stato della loro segnalazione nella sezione “Elenco segnalazioni”. Nel sito è presente anche la sezione “esempi e guide”, una raccolta di soluzioni pratiche prodotte dalle pubbliche amministrazioni, che hanno particolarmente soddisfatto gli utenti.


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L’implementazione della ‘Riforma Brunetta’ negli enti locali. Opportunità, strumenti e criticità per una dirigenza responsabile, Roma g26 novembre 2009 incontro, promosso da ANDIGEL, Provincia di Roma e Gruppo Intesa Sanpaolo

Si terrà a Roma giovedì 26 novembre 2009 l’incontro, promosso da ANDIGEL, Provincia di Roma e Gruppo Intesa Sanpaolo, dal titolo “L’implementazione della ‘Riforma Brunetta’ negli enti locali. Opportunità, strumenti e criticità per una dirigenza responsabile”. L’evento si propone di approfondire in che modo cambierà lo scenario delle regole che governano il lavoro pubblico locale e quali saranno gli adempimenti a carico degli Enti all’indomani dell’approvazione definitiva del decreto legislativo di attuazione della Legge Brunetta (L. n. 15 – 04/03/2009). L’obiettivo è quello di contribuire al lo sviluppo di un processo di adeguamento alle norme che non sia un mero adempimento, ma un adattamento autentico ed originale capace di rispettare autonomia e specificità dei singoli enti.

Per approfondimenti

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Riforma della PA, un portale per seguirne l’evoluzione e Dossier “La riforma della pubblica amministrazione”

Trasparenza, meritocrazia, valutazione e performance sono le parole chiave per comprendere la portata innovativa della riforma della pubblica amministrazione – il cui decreto attuativo è entrato in vigore il 15 novembre scorso. Per conoscere, seguire e partecipare alle fasi del processo di implementazione del nuovo sistema organizzativo – che ruota intorno al ciclo della performance – dal 16 novembre è on line un sito web interamente dedicato all’attuazione della riforma. Ben quattro i premi istituiti dal decreto legislativo n.150 del 27 ottobre 2009 destinati a remunerare l’efficienza dei dipendenti pubblici e tre i soggetti istituzionali aventi il compito di gestire l’intero ciclo delle performance pubbliche. Fulcro centrale della riforma è la Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche, che opera in piena autonomia e ha titolo per definire modelli e valori di riferimento. Accanto alla Commissione operano gli organismi indipendenti di valutazione che prendono il posto, in ogni amministrazione, dei servizi di controllo interno. Infine, la responsabilità che spetta agli organi di indirizzo politico-amministrativo va oltre l’emanazione delle direttive generali contenenti gli indirizzi strategici. A questi spetta di definire, in collaborazione con i vertici dell’amministrazione, il Piano e la Relazione sulla performance; verificare il conseguimento effettivo degli obiettivi strategici; definire il Programma triennale per la trasparenza e l’integrità con gli eventuali aggiornamenti annuali.

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L. Laperuta, IL LAVORO ALLE DIPENDENZE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI Maggioli Editore – Novità novembre 2009 Pagine 346 – F.to cm. 15×21 – ISBN 5313.X

IL LAVORO ALLE DIPENDENZE
DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI

La disciplina del pubblico impiego in seguito
all’approvazione del decreto di attuazione della riforma Brunetta (D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150)

Avviata con la Legge delega 4 marzo 2009, n. 15 e attuata con il D.Lgs. 27 ottobre 2009, n. 150, la cosiddetta “riforma Brunetta” introduce rilevanti novità nel settore del pubblico impiego:
» rafforza il sistema di valutazione delle strutture e dei dipendenti delle amministrazioni,
» valorizza il merito con speciali metodi di incentivazione,
» modifica la disciplina della dirigenza pubblica,
» riassetta le disposizioni inerenti la contrattazione collettiva e integrativa;
» riordina le sanzioni disciplinari con nuovi profili di responsabilità dei dipendenti della P.A.

Questo Manuale di primo approfondimento illustra le singole innovazioni nel contesto della vigente disciplina, fornendo così il commento sistematico e aggiornato dell’intera disciplina che regola oggi il rapporto di lavoro nella P.A.:

PARTE PRIMA
IL SISTEMA DELLE FONTI DEL PUBBLICO IMPIEGO
1. Introduzione al rapporto di impiego pubblico.
2. Le fonti.
3. I soggetti della contrattazione
.

PARTE SECONDA
LA DIRIGENZA E LA RESPONSABILITA’ DIRIGENZIALE
1. La disciplina della dirigenza.
2. La responsabilità dirigenziale.
3. Il sistema dei controlli
.

PARTE TERZA
LA DISCIPLINA DEL RAPPORTO DI PUBBLICO IMPIEGO
1. Disciplina dei profili principali.
2. La flessibilità nel pubblico impiego.
3. Le nuove tecniche gestionali delle risorse umane.
4. La responsabilità dei dipendenti.
5. Profili giurisdizionali in materia di lavoro
.

COMPLETA IL VOLUME L’APPENDICE NORMATIVA CONTENENTE:
a) Il testo integrale del D.Lgs. 30 marzo 2001, n. 165 (Norme generali sull’ordinamento del lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni), aggiornato con le modifiche – evidenziate in grassetto – introdotte dalla riforma Brunetta.

b)
Le altre disposizioni del decreto di attuazione non modificative del D.Lgs. 165/2001.

L. Laperuta, specializzata in Diritto amministrativo e Scienza dell’amministrazione, abilitata all’esercizio della professione forense, già autrice dell’apprezzato “Procedimento amministrativo e diritto di accesso agli atti”.

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IL LAVORO ALLE DIPENDENZE DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
Maggioli Editore – Novità novembre 2009
Pagine 346 – F.to cm. 15×21 – ISBN 5313.X – Euro 24,00

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La riforma Brunetta sulla pubblica amministrazione pubblicata in Gazzetta: Decreto legislativo 27.10.2009 n° 150 , G.U. 31.10.2009

La riforma Brunetta sulla pubblica amministrazione pubblicata in Gazzetta, Decreto legislativo 27.10.2009 n° 150 , G.U. 31.10.2009

La riforma Brunetta sulla pubblica amministrazione pubblicata in Gazzetta

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D.Lgs. n. 150/2009,Attuazione della legge 4 marzo 2009, n.15, in materia di ottimizzazione della produttivita’ del lavoro pubblico e di efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni – stato – documentazione -

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Antonino Leone e Mita Marra con la prefazione di Francesca Simeoni e gli interventi di Federico Testa, Silvano Del Lungo, Rita Carisano, Pietro Ichino, Giovanni Martignoni e Donata Gottardi, FRANTUMI DA RICOMPORRE Riforme legislative e innovazioni di management per migliorare la produttività delle organizzazioni pubbliche, Libri Este, 2009

FRANTUMI DA RICOMPORRE

Riforme legislative e innovazioni di management per migliorare la produttività delle organizzazioni pubbliche, Libri Este, 2009

È il titolo del libro curato da Antonino Leone e Mita Marra con la prefazione di  Francesca Simeoni e gli interventi di Federico Testa, Silvano Del Lungo, Rita Carisano, Pietro Ichino, Giovanni Martignoni e Donata Gottardi.

Il sistema Italia è “fuori mercato” a causa di un elefantiaco apparato pubblico incapace di offrire servizi efficienti e qualitativamente adeguati alle imprese e ai cittadini.  Per uscire dalla crisi economica e finanziaria globale occorre, invece, una pubblica amministrazione che, in presenza di un assetto costituzionale federale, disegni e gestisca politiche a favore della crescita e dello sviluppo in complessi sistemi di governance, soggetti ad elevata incertezza. Le riforme legislative varate negli ultimi due anni puntano sulla trasparenza, sulla responsabilità, sulla valutazione e sulla incentivazione come leve del cambiamento organizzativo. Questo volume entra nel merito di tali iniziative legislative per comprendere come e in che misura queste riforme possono migliorare il rendimento istituzionale, le soluzioni organizzative e le pratiche manageriali. Le leggi non sono, infatti, la cura per le tante lacune della pubblica amministrazione italiana. L’eterogeneità dei problemi e delle carenze investe i vari comparti del settore pubblico, i diversi livelli di governo centrale, regionale e locale ed inevitabilmente il Nord e il Sud del Paese.

L’analisi del funzionamento dell’INPS di Verona riafferma l’importanza di investire sulla capacità manageriale dei dirigenti, sui saperi e sulle competenze organizzative, sulla valorizzazione del lavoro e sul riconoscimento del merito, attraverso l’apprendimento e la riflessione condotta a partire dall’esperienza.

I temi selezionati dal blog sul cambiamento nelle organizzazioni propongono opinioni, esperienze e reazioni di tanti dipendenti, politici e studiosi al dibattito sulla riforma della PA. Le questioni sollevate nel blog svelano percezioni e umori che gli attori avvertono in rapporto alle recenti iniziative del governo. Gli operatori, i dirigenti, gli amministratori godono di una considerevole autonomia nel loro agire che può tradursi in notevoli differenze di attuazione. Diventa, quindi, di fondamentale importanza conoscere i principi e le motivazioni che guidano il loro agire.

Francesca Simeoni è ricercatrice di Economia e gestione delle imprese presso l’Università degli Studi di Verona e docente di Economia e gestione delle imprese di servizi pubblici

Federico Testa è parlamentare e docente di Economia e gestione delle imprese presso l’Università degli Studi di Verona

Silvano Del Lungo è psicologo del lavoro, pioniere della consulenza di direzione in Italia, fondatore e presidente della società di consulenza direzionale StudioStaff

Rita Carisano è direttore generale di Confindustria di Verona

Pietro Ichino è senatore e docente di Diritto del lavoro presso l’Università degli Studi di Milano

Giovanni Martignoni è Direttore dell’Inps di Verona

Donata Gottardi è docente di Diritto del Lavoro presso l’Università degli Studi di Verona ed è stata parlamentare europeo fino a maggio 2009

Gli autori:

Antonino Leone, è impegnato nella gestione del suo blog “Cambiamento nelle organizzazioni”, http://cambiamentoorg.blogspot.com/, dedicato principalmente alla gestione dei servizi pubblici ed al disagio sociale dei ceti più deboli. Ha fondato il gruppo SOS PA su Facebook, che conta circa 1500 membri, e segue il processo di riforma della Pubblica Amministrazione. Ha scritto alcuni articoli sulle PA con riferimento all’Inps ed ha operato nella Pubblica Amministrazione dirigendo un’Agenzia dell’Inps. Negli anni ’80 è stato assessore comunale ed è attualmente componente della Consulta della Pubblica Amministrazione del Partito Democratico.

Mita Marra, è ricercatrice del Consiglio Nazionale delle Ricerche presso l’Istituto di Studi sulle Società del Mediterraneo di Napoli dal 2000 e insegna Analisi delle politiche pubbliche all’Università di Salerno e Politica economica all’Università di Napoli dal 2003. E’ stata visiting assistant professor presso l’Università di Maastricht (2005-2006) e la George Washington University (2004). Da anni si occupa di politiche di riforma del settore pubblico in Italia, negli Stati Uniti ed in alcuni paesi in via di sviluppo collaborando con il Dipartimento di valutazione della Banca mondiale. Alcuni dei suoi lavori sono apparsi su riviste e volumi nazionali ed internazionali.

Dichiarazione di Mita Marra rispetto al volume

Il volume che ho curato con Antonino Leone trae origine dall’incontro tanto fortuito quanto fortunato tra la mia passione per la ricerca del cambiamento nelle organizzazioni pubbliche e la straordinaria esperienza, dedizione e determinazione di Antonino che come direttore dell’INPS ha concretamente cambiato il modo in cui l’INPS di Verona mette in pratica la sua missione al servizio dei cittadini. Antonino Leone è un agente del cambiamento, capace di escogitare soluzioni innovative, valorizzando il merito e valutando il lavoro malgrado le formidabili resistenze che tuttora frenano e in taluni casi bloccano l’operare delle amministrazioni pubbliche. E’ in questo inatteso e sorprendente sodalizio con Antonino Leone che risiede il cuore del messaggio del nostro libro. Per riformare la PA non bastano nuove regole generali che mirano a condizionare e incentivare i comportamenti dei dipendenti e dei manager pubblici. Le regole offrono la cornice istituzionale e normativa necessaria perché i processi di cambiamento frequentemente sotterranei ed episodici emergano in superficie acquisendo legittimità e sistematica applicazione. Tuttavia, la linfa del cambiamento scorre nel concreto agire delle amministrazioni, nelle scelte che giorno per giorno vengono assunte per risolvere problemi concreti in risposta ai bisogni e alle domande dei cittadini e delle imprese. I due piani della riforma, quello legislativo e quello organizzativo, sono, quindi, complementari e indispensabili l’uno all’altro, pena la disapplicazione della legge – cosa peraltro molto frequente in Italia – o l’isolamento e lo scoraggiamento di tanti virtuosi dipendenti e dirigenti che lasciati a se stessi finiscono per essere sopraffatti dall’andazzo dominante. In questo senso, le mie ricerche sulla PA portano alla luce l’imponente patrimonio motivazionale, organizzativo e programmatico diffuso nella pubblica amministrazione italiana, ma nello stesso tempo  testimoniano le carenze di capacità direzionali e cooperative che rallentano i processi e frammentano l’azione pubblica proprio laddove il bisogno è più avvertito come ad esempio nel Mezzogiorno. In tal senso, la prospettiva federale che si staglia sempre più nitida all’orizzonte potrebbe ridare slancio e responsabilità a tanti dirigenti e dipendenti da  valorizzare e premiare. Benché non credo che sia una passeggiata diffondere meritocrazia e efficienza gestionale, sono fiduciosa che il cambiamento della PA possa avanzare a tratti su un binario ad alta velocità.

PER ACQUISTARE il libro rivolgiti a STEFANIA MANDALA, inviando una mail all’indirizzo stefania.mandala@este.it, telefonando al numero 02.91434400 o inviando un fax al numero 02.91434424.

ESTE Srl – via A. Vassallo, 31 – 20125 Milano – tel: 02.91434400 – fax: 02.91434424 – email: info@este.it



La riforma Brunetta sulla pubblica amministrazione

Non più del 30% dei dipendenti di ciascuna amministrazione potrà beneficiare del trattamento accessorio nella misura massima prevista dal contratto e ad essi sarà in ogni caso erogato il 50% delle risorse destinate alla retribuzione incentivante.E’ questa una delle novità contenute nel ddl definitivamente approvato il 9 ottobre 2009 dal Consiglio dei Ministri.Il decreto prevede l’attivazione di un ciclo generale di gestione della performance, per consentire alle amministrazioni pubbliche di organizzare il proprio lavoro in un’ottica di miglioramento della prestazione e dei servizi resi e realizza il passaggio dalla cultura di mezzi a quella di risultati con l’obiettivo di produrre un tangibile miglioramento della performance delle amministrazioni pubbliche.Sono inoltre previsti: * premi aggiuntivi per le performances di eccellenza e per i progetti innovativi; * criteri meritocratici per le progressioni economiche; * l’accesso dei dipendenti migliori a percorsi di alta formazione.In ordine al controllo delle assenze sono confermate le misure introdotte dal decreto-legge 112/08. Per i casi di false attestazioni di presenze o di falsi certificati medici sono introdotte sanzioni, anche di carattere penale, nei confronti sia del dipendente che del medico eventualmente corresponsabile.(Altalex, 13 ottobre 2009)

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Dossier “Class Action nella pubblica amministrazione”

Class action nella pubblica amministrazione

Il Consiglio dei ministri, nella riunione del 15 ottobre 2009, ha approvato uno schema di decreto legislativo che, attuando una specifica delega conferita al Governo, introduce nel nostro ordinamento il nuovo istituto del ricorso per l’efficienza delle Amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici e ne detta la disciplina processuale. La “class action” rientra nel sistema di valutazione delle strutture e dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche. Il provvedimento, da una parte mira al recupero di efficienza dell’apparato pubblico e ad un forte recupero di produttività, dall’altra garantisce la tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle Amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici che si discostano dagli standard di riferimento. È prevista una tipologia di ricorsi diversa dall’azione collettiva introdotta dalla legge finanziaria per il 2008. L’introduzione della “class action” ha il fine di: assicurare elevati standard qualitativi ed economici dell’intero procedimento di produzione del servizio reso all’utenza, tramite la valorizzazione del risultato ottenuto; nonché quello di prevedere: mezzi di tutela giurisdizionale degli interessati nei confronti delle amministrazioni e dei concessionari di servizi pubblici che si discostano dagli standard qualitativi ed economici fissati o che violano le norme preposte al loro operato; l’obbligo per le amministrazioni, i cui indicatori di efficienza o produttività si discostino in misura significativa dai valori medi dei medesimi indicatori rilevati tra le amministrazioni omologhe, di fissare ai propri dirigenti anche l’obiettivo di allineamento ai parametri deliberati dall’organismo centrale di valutazione; l’attivazione di canali di comunicazione utilizzabili dai cittadini per segnalare qualsiasi disfunzioni nelle PA.

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Pietro Ichino sulla riforma delle P.A.

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CARPINO R., TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI COMMENTATO, MAGGIOLI EDITORE

NOVITA’ OTTOBRE 2009

I 275 articoli del TUEL
nel testo in vigore,
integrati da giurisprudenza e prassi, coordinati
con le leggi collegate

TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI COMMENTATO

R. Carpino, Prefetto,
Capo di Gabinetto del Ministro per i Rapporti con le Regioni

TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI
COMMENTATO

Nuovissima edizione aggiornata con le importanti modifiche apportate dalle Leggi 5 maggio 2009, n. 42 (Federalismo fiscale), 18 giugno 2009, n. 69 (Sviluppo economico), 15 luglio 2009, n. 94 (Sicurezza pubblica), 3 agosto 2009, n. 102 (Provvedimenti anticrisi) e dal D.L. 135/2009 di recepimento di obblighi comunitari in materia di servizi pubblici locali di rilevanza economica.

Ora alla ottava edizione, si conferma opera fondamentale per applicare in modo legittimo le norme che presiedono ad una corretta gestione istituzionale, finanziaria e contabile dell’Ente Locale.

In questo volume, il Direttore Generale, il Segretario, il Dirigente, trovano pronta risposta all’esigenza di avere da un lato il quadro completo e coordinato delle singole disposizioni vigenti e dall’altro di sapere quale applicazione ne è stata fatta in concreto.

Ogni norma del T.U.E.L. è infatti commentata con le pronunce più recenti dei tribunali amministrativi, civili, contabili e comunitari, con gli orientamenti del Ministero dell’Interno e con casi pratici risolti,
impaginati su due colonne per favorirne la leggibilità.

Inoltre in nota ai singoli articoli sono riportati i richiami alle altre norme del Testo Unico che è necessario tenere presenti nonchè a quelle “esterne” con le quali formano un sistema unitario.

Alla parte dell’opera dedicata all’analisi dei 275 articoli del D. Lgs. 267/2000 nell’attuale formulazione, fa seguito una ricca appendice normativa con le leggi di più ricorrente consultazione,
che è molto utile avere a portata di mano in uno stesso volume.

Facile e rapido consultare ogni argomento, anche il più particolare, grazie a un dettagliatissimo indice analitico che elenca in ordine alfabetico ben 174 voci principali e 869 sottovoci.

Il volume – di pagine 876 nel formato cm. 17×24 – si avvale di una confezione molto funzionale e resistente al continuo uso, con rilegatura a copertina rigida.

Per ricevere subito
TESTO UNICO DEGLI ENTI LOCALI COMMENTATO
Maggioli Editore – Novità ottobre 2009
Pagine 876 – F.to cm. 17×24 – ISBN 5298.2 – Euro 75,00

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Dossier “Equiparazione dei diplomi di laurea”: Decreto del 9 luglio 2009 sulle Equiparazioni tra diplomi di lauree di vecchio ordinamento, lauree specialistiche e lauree magistrali

Pubblicato nella Gazzetta Ufficiale, n. 233 del 7 ottobre 2009 il Decreto del 9 luglio 2009 sulle Equiparazioni tra diplomi di lauree di vecchio ordinamento, lauree specialistiche e lauree magistrali contenente la tabella di equiparazione dei diplomi di laurea, ai fini della partecipazione ai pubblici concorsi.
Qualora vengano richiesti specifici diplomi di laurea, in molti casi bisogna valutare l’equipollenza della laurea o l’equiparazione, rispetto a quanto indicato nei bandi; ciò significa identificare un’equivalenza esistente tra titoli di studio conseguiti a livello accademico tra il vecchio ed il nuovo ordinamento a diversi livelli: laurea di primo livello, laurea magistrale etc.
Il Decreto prevede che i diplomi di laurea, conferiti dalle università statali e da quelle non statali riconosciute per rilasciare titoli aventi valore legale, siano equiparati alle lauree specialistiche delle classi di cui ai decreti ministeriali 28 novembre 2000, 2 aprile 2001 e 12 aprile 2001 e alle lauree magistrali delle classi di cui ai decreti ministeriali 16 marzo 2007 e 8 gennaio 2009. La corrispondenza deve intendersi solo in modo tassativamente alternativo. Pertanto, tenuto conto della suddivisione delle lauree del vecchio ordinamento in più percorsi indipendenti, qualora una delle citate lauree trovi corrispondenza con più classi di lauree specialistiche o magistrali, sarà compito dell’Ateneo che ha conferito il diploma di laurea rilasciare, a chiunque ne faccia richiesta, un certificato che attesti a quale singola classe è equiparato il titolo di studio posseduto, da allegare alle domande di partecipazione ai concorsi insieme con il certificato di laurea.

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