stile e cultura istituzionale di Mario Monti, a La7/Piazza Pulita del 24 maggio 2012

Come funzionano le istituzioni dell’Europa:

Cosa sono gli eurobond:

Perchè anche alla Germania non conviene che gli stati “mediterranei” escano dal sistema Europa:

“si metta nei panni di uno che a metà novembre 2001  si prende la responsabilità di non far finire l’Italia in un baratro, come La Grecia”:

il sali e scendi dello Spread:

la Grecia non ha avuto un Presidente come Napolitano che ha evitato le elezioni anticipate che avrebbero portato il paese allo sfacelo:

da: http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50267351


Stile Mario Monti, al Parlamento europeo, 15 febbraio 2012

“Penso che sia estremamente possibile conciliare democrazia e integrazione, solamente una cultura insulare molto superficiale può ritenere ingenuamente che integrazione significhi un super Stato”. Così il premier Mario Monti si è rivolto in inglese a un eurodeputato che lo aveva interrotto nel corso del suo intervento alla sessione plenaria del Parlamento Europeo. Il botta e risposta si è poi concluso con un convinto applauso della maggioranza dell’Aula al presidente del Consiglio


Grecia e Unione Europea: Giorgio dell’Arti fa il Punto, in ALTRI MONDI

I politici greci si sono messi d’accordo fra di loro, ma non ancora con la Ue, con la Bce e col Fondo Monetario, che guarda per ora alle intese interne di quel Paese con un minimo di dubbio. Quindi il fallimento è sempre più vicino, anche se nessuno ci crede, anche se sembra impossibile.

Mettiamo i puntini sulle i. Accordo dei politici greci?

Il presidente del consiglio greco, l’equivalente del nostro Monti, sta in quel posto da poche settimane. Si chiama Lucas Papademos, è un banchiere, viene pure lui da Goldman Sachs. La cosiddetta troika — cioè i rappresentanti di Ue, Banca centrale europea e Fondo monetario internazionale — gli hanno chiesto di: ridurre i dipendenti pubblici di 15 mila unità, primo passo per portarli a un totale di 600 mila adesso sono 750 mila; tagliare del 22% i salari minimi, portandoli a 450-500 euro mensili; altri tagli alle pensioni superiori ai 1200 euro e a quelle integrative 150 euro al mese di meno. La troika chiede nuove privatizzazioni e riduzioni dei salari nel privato. Questo pacchetto andrebbe approvato dal Parlamento di Atene oggi. Il premier Papademos doveva mettersi d’accordo con i capi dei tre partiti principali, Papandreou socialisti, Karatzaferis estrema destra e Samaras centrodestra o moderati. Dopo due giorni di discussioni, un accordo sarebbe stato raggiunto, anche se in questo momento non ne conosciamo i dettagli. Non dev’essere comunque un’intesa troppo convincente. La troika ha risposto: «Beh, cerchiamo di capire meglio».

Come sarebbe?

  • I greci non vogliono toccare le pensioni. Meno che mai le pensioni integrative. Si tratta di mettere insieme 600 milioni.

Se non trovano questi 600 milioni dai tagli alle pensioni integrative, dove andranno a prenderli? In Italia, in questi casi, si ricorre al capitolo «lotta all’evasione fiscale», che è come dire niente, un titolo generico, sotto al quale si può scrivere qualunque numero. È possibile che i greci stiano ricorrendo a un escamotage di questo tipo, e che la troika non ci creda.

Che cosa può fare la troika?

I greci dovrebbero restituire il 20 marzo 14,5 miliardi di debito. Soldi che non hanno. La troika ha promesso di finanziarli con un prestito di 130 miliardi. A patto che taglino quello che devono tagliare. Per ora i 130 miliardi non glieli dànno. I giornali greci fanno titoli in cui si vede la Merkel vestita da nazista.

  • I sindacati hanno proclamato uno sciopero generale oggi e domani. Sono sempre in forte sospetto quando gli scioperi sono proclamati a ridosso della domenica. Ma in ogni caso: scioperando cosa sperano di ottenere? I greci non hanno la coscienza a posto, qualunque rivoluzione delle piazze preparino.


Come può dire questo? Come si può pretendere che uno viva con 450 euro al mese?

  • I greci si son fatti dare soldi per anni, sapendo che non sarebbero stati in grado di restituirli. Hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità. Con questo sistema i partiti hanno mantenuto le loro posizioni di potere. I conti pubblici sono stati truccati, per ingannare l’Ue, che a sua volta, per ragioni che potranno chiarire solo gli storici, ha fatto finta di credere a quello che gli veniva raccontato sapevano bene che i conti di Atene erano taroccati.

Ho sentito ieri un’intervista di Cofferati, che si indigna per la severità con cui l’Europa tratta la Grecia. I socialisti europei tra cui appunto Cofferati hanno scritto una lettera a Barroso Ue in cui parlano di «grave tradimento del modello sociale europeo e della solidarietà» eccetera.

  • Ma quale modello sociale? I soldi presi in prestito vanno restituiti o no? Dei famosi 130 miliardi, una trentina saranno a carico dell’Italia e siamo autorizzati a immaginare già che, quando arriverà il momento, i greci non saranno in grado di restituirli. Trenta miliardi è la Manovra appena varata da Monti e che ha suscitato tante grida.

Siamo sicuri di quello che diciamo quando critichiamo la Merkel?

La Merkel voleva commissariare la Grecia?

Un’idea non troppo peregrina. Leggo che in Grecia c’è un forte movimento d’opinione per il ritorno alla dracma. Ma il ritorno alla dracma significa scaffali vuoti nei supermercati, automobili di latta, energia col contagocce, eccetera eccetera. Chi mai venderà la sua merce ad Atene in cambio di dracme? E quante dracme ci vorranno, a quel punto, per comprare un euro? E chi vorrà vedersi restituito con le dracme un debito contratto in euro? Cofferati e quelli come lui, prima di parlare, facciano bene i conti, se ne sono capaci.

da ALTRI MONDI.


Al capezzale della moneta unica, a cura di Alessandro Forlani di GrParlamento

Al capezzale della moneta unica

Il I gennaio 2012 l’Euro ha compiuto 10 anni. Non è stato un compleanno felice, perché è arrivato all’apice della crisi economica e finanziaria, che tocca ormai tutti e 16 i paesi, che hanno adottato la moneta unica europea. Sono ormai molti gli economisti e i politici, che profetizzano la fine dell’Euro entro quest’anno. Al di là delle note vicende degli aumenti dei prezzi nel 2002 e dello spread negli ultimi mesi, l’Euro ha frenato l’inflazione e consentito grandi risparmi sui tassi di interesse sia alle famiglie che allo Stato. Per proseguire però nel cammino di sviluppo equilibrato della zona Euro, è ora indispensabile che alla moneta comune corrisponda anche un governo unitario, altrimenti la fine dell’Euro sarà inevitabile. Pagine in Frequenza suggerisce alcuni testi, per orientarsi sulla difficile materia. Parliamo anzitutto con il professor Pietro Alessandrini, docente di politica economica all’università delle Marche ed autore per Il Mulino di: Economia e politica della moneta. Sul tema segnaliamo anche: L’Euro di Lorenzo Bini Smaghi Il Mulino e, dello stesso autore, Il paradosso dell’Euro, luci e ombre 10 anni dopo, Rizzoli, L’Euro e la sua banca centrale di Tommaso Padoa Schioppa, Il Mulino e 10 anni con l’Euro in tasca, conversazioni con Romano Prodi, di Autori Vari, Aliberti. Gli studiosi sono divisi sul fatto che un’eventuale fine dell’Euro si trasformi o meno in una tragedia economica. Del fatto che in assenza di una politica europea di solidarietà, l’Euro abbia i giorni contati, è convinto il professor Bruno Amoroso, autore per Castelvecchi del saggio: EURO IN BILICO, Lo spettro del fallimento e gli inganni della finanza globale. Amoroso è alievo del famoso professor Federico Caffè, ed è docente emerito dell’università danese di Roskilde. Sentiamo l’intervista. Sul tema vi segnaliamo anche: La moneta della discordia, l’euro e i cittadini 10 anni dopo, di Giovanni Moro e Lucia Mazzuca, Cooper. Se siamo arrivati a questo punto, è a seguito di decisioni politiche poco lungimiranti e della speculazione dei mercati. Che l’Euro, come è stato pensato 10 anni fa, sia già defunto, è quanto sostiene il giornalista economico Stefano Feltri nel suo: Il giorno in cui l’Euro morì, Aliberti. Nell’intervista l’autore ci spiega che il 2012 sarà un anno di passione per tutti, ma, se sapremo affrontare equi sacrifici, sotto la guida di una politica che voli alto, potrebbe sorgere un governo europeo comune, che crei lavoro, prodotti innovativi e rilanci la moneta unica. Segnaliamo un ultimo testo:L’acqua e la spugna. Troppa moneta: i guasti di oggi, il controllo di domani, di Franco Bruni Università Bocconi.

MP3 della puntata

da GrParlamento.


Göran Therborn, Le società d’Europa nel nuovo millennio

G. THERBORN

Le società d’Europa nel nuovo millennio

Collana “Le vie della civiltà”

pp. 464, € 33,00
978-88-15-23371-4
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 17/11/2011

Copertina 23371


Come è cambiata l’Europa nel passaggio tra il XX e il XXI secolo? Quali sono le sue affinità e difformità interne, e rispetto al resto del mondo? Esistono modelli sociali e politici specificamente europei? Questo volume affronta un’impresa intellettuale nuova: tracciare un quadro storico-comparativo delle società europee sulla base di dati geografici, culturali, sociologici ed economici. Impresa tanto più ambiziosa in quanto l’Europa di cui qui si tratta non è limitata alla sua parte occidentale, né all’Unione europea, ma si estende dall’Atlantico agli Urali. Un compendio di straordinaria ricchezza, che attraversa i confini fra est e ovest così come le demarcazioni della storia contemporanea.

Göran Therborn è professore di Sociologia nell’Università di Cambridge, dopo aver diretto per vent’anni lo Swedish Collegium for Advanced Study. Tra i suoi libri: “Critica e rivoluzione” (Laterza, 1972), “Come governano le classi dirigenti” (Editori Riuniti, 1981), “Scienza, classi e società” (Einaudi, 1982) e “The World. A Beginner’s Guide” (Polity, 2011).

Volumi – G. THERBORN, Le società d’Europa nel nuovo millennio.


N. NUGENT, Organizzazione politica europea

N. NUGENT

Organizzazione politica europea

Istituzioni e attori


Collana “Manuali”

pp. 296, € 26,00
978-88-15-23283-0
anno di pubblicazione 2011

in libreria dal 20/10/2011

Copertina 23283



Il volume illustra in modo chiaro ed esaustivo attori e architettura istituzionale dell’Unione europea, alla luce delle più recenti vicende comunitarie e dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona.

Indice: Premessa. – I. La Commissione. – II. Il Consiglio dei ministri. – III. Il Consiglio europeo. – IV. Il Parlamento europeo. – V. Il diritto dell’Unione, la Corte di giustizia e il Tribunale. – VI. Altri attori e istituzioni. – VII. I gruppi di interesse. – VIII. Gli stati membri. – Sigle. – Cronologia. – Fonti. – Riferimenti bibliografici.

Neill Nugent è docente di Scienza politica e Jean Monnet Professor of European Integration nella Manchester Metropolitan University. Tra i suoi libri: “At the Heart of the Union” (2000).

 


da Volumi – N. NUGENT, Organizzazione politica europea.


Speciale Crisi 2011 – Crisi dell’Euro: parte prima – Newsletter quattrogatti.info – Settembre 2011

Speciale Crisi 2011 – La Crisi dell’Euro: Parte Prima

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Ciao a tutti i simpatizzanti di www.quattrogatti.info,
  
vi segnaliamo che è uscita la presentazione sulla crisi dell’Euro.
Per visualizzarla clicca qui.
  
In questa prima parte analizziamo la crisi del debito che sta minando la tenuta dell’Euro

Crocefisso: Strasburgo assolve Italia. “non sussistono elementi che provino l’eventuale influenza sugli alunni dell’esposizione del crocefisso nella aule scolastiche”

L’Italia ha vinto la sua battaglia a Strasburgo: la Grande Camera della Corte europea per i diritti dell’uomo l’ha assolta dall’accusa di violazione dei diritti umani per l’esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche. La decisione della Corte e’ stata approvata con 15 voti favorevoli e due contrari. I giudici hanno accettato la tesi in base alla quale non sussistono elementi che provino l’eventuale influenza sugli alunni dell’esposizione del crocefisso nella aule scolastiche.

da: Crocefisso: Strasburgo assolve Italia – Politica – ANSA.it.


Treccani – Portale: Unione Europea

Treccani – Portale.