Presentazione del volume “Giorgio Napolitano. I discorsi veneziani”, a cura di Nicola Pellicani, Marsilio Editore. 9 maggio 2013, Spazio M9, Mestre. Con Cesare De Michelis, Giuliano Segre, Giuseppe Zaccaria, Massimo Cacciari, Nicola Pellicani


Presentazione del volume

Giorgio Napolitano. I discorsi veneziani“, a cura di Nicola Pellicani, Marsilio Editore.

9 maggio 2013, Spazio M9, Mestre.

Con Cesare De Michelis, Giuliano Segre, Giuseppe Zaccaria, Massimo Cacciari, Nicola Pellicani.

Berlusconi e processo Ruby per prostituzione minorile. La requisitoria di lda Boccassini. I commenti di Veronica Lario, Massimo Cacciari, Dacia Maraini


Concetto Base: il principio della separazione dei poteri

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Un passaggio della requisitoria del Pm Ilda Boccassini nel caso Ruby che vede nel processo di Milano il Cavaliere imputato per prostituzione minorile e concussione.

vai a Processo Ruby. La requisitoria del procuratore aggiunto Ilda Boccassini

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Memoria storica delle ex moglie Veronica Lario (l’unica che lo ha veramente liquidato)

Non posso stare con un uomo che frequenta le minorenni

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Massimo Cacciari, ancora una volta sui festini di Berlusconi:

“Che quelle donne siano prostitute o meno, cosa importa? Un responsabile politico non si comporta così. Non fa le festicciole a casa sua, reclutando ventenni“. Daniela Santanchè lo interrompe a più riprese, ma il filosofo non demorde: “Non mi interessa discutere con lei di queste cose, per carità. Discutiamo dei problemi di questo Paese, non delle serate del bunga bunga. Non me ne frega niente di quello che Berlusconi ha fatto” – continua – “in qualsiasi Paese civile, lo sanno tutti, Berlusconi sarebbe stato massacrato e non se ne parlerebbe più“. “Poteva partecipare alla manifestazione a Brescia assieme a Sel e al Movimento 5 Stelle“, replica la pasionaria del Pdl. Ma Cacciari rincara: “Lasci perdere la Boccassini e la colpevolezza di Berlusconi dal punto di vista legale. E’ un giudizio morale, etico, culturale. Io sto parlando dei comportamenti, quelli palesi e dichiarati dallo stesso Berlusconi”. E conclude: “Ha detto lui che aveva in casa ad Arcore le ragazze per le festicciole, ma le pare che un leader politico si comporti così?

13 maggio 2013
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Dacia Maraini:

Dunque le cosiddette olgettine sono vittime?
“Ruby è l’ultima persona con la quale me la prenderei. Queste ragazze minorenni, senza famiglia, sono culturalmente incoraggiate alla prostituzione dagli adulti che danno un pessimo esempio e sono i veri responsabili. Hanno costruito un sistema dove tutto è mercato e anche il sesso si può vendere e si può comperare. La colpa è anche della televisione e Berlusconi ha contribuito enormemente con le sue emittenti a creare un clima culturale dove i soldi sono al centro di tutto e il corpo delle donne viene umiliato”.

Eppure Berlusconi non è l’unico uomo a comperare il sesso.
Certamente non è l’unico ma ha trasformato tutto il suo campo di azione in un grande mercato. Ha comperato senatori, deputati, donne: tutto questo è gravissimo. Il fatto di dare cinquemila euro alle ragazze di Arcore per una sola serata dà la misura di quanto disprezzo nutra per il denaro guadagnato onestamente. So bene che Berlusconi non ha inventato il mercato del sesso, ma sono sempre stata contraria alla prostituzione perché il sesso è una cosa bella e delicata, anche quando è slegato dall’amore, e dovrebbe essere un piacere reciproco gratuito.

Molte delle ragazze come Ruby sono stipendiate regolarmente dall’ex premier. Cosa ne pensa?
“Questo è un fatto gravissimo. E’ la corruzione suprema e mina totalmente la credibilità di Berlusconi. Può ripetere di non avere mai fatto sesso con queste ragazze durante le serate di Arcore, ma come è possibile credergli quando sta pagando le testimoni affinché mantengano la sua versione dei fatti? La credibilità è una conquista, e nel suo caso siamo molto lontani”.

A Berlusconi le donne di Arcore chiedevano in cambio non soltanto soldi ma visibilità in televisione, persino poltrone. Non vede in questo un atteggiamento molto attivo da parte loro?
“So bene che le ragazze sono in parte responsabili e molto probabilmente non sono state obbligate a prostituirsi. La loro dunque è una libera scelta. Ma nella mia visione in quel contesto il potere stava da una parte sola. Se c’è qualcuno disposto a comperare allora sorge qualcuno disposto a vendere, e tendo ad addossare maggiore colpa a coloro che detengono il potere economico e politico. La corruzione per mezzo del denaro e del sesso genera sempre umiliazione, schiavitù, servilismo”.

PARTITO DEMOCRATICO E CGIL: un partito e un sindacato che ormai rappresentano solo i pensionali


Risulta dall’ analisi dei dati elettorali che la sola categoria di elettori nella quale il partito di Bersani ha preso più voti degli altri partiti maggiori è quella dei pensionati. Anche la Cgil è la confederazione sindacale che ha più pensionati tra i suoi tesserati. Forse, però, questo sarebbe stato un buon motivo per non scegliere come nuovo segretario del PD proprio l’ex-segretario della Cgil

vai Pietro Ichino |  IL PD, GUGLIELMO EPIFANI E I PENSIONATI.

Cristina Giberti e Beppe #Grillo: la verità sul processo per omicidio raccontato da Filippo Facci, da Giornalettismo.it


“siete morti” è una delle frasi criminogene del comico #grillo

e lui di morti se ne intende:

vai a   Cristina Giberti e Beppe Grillo: la verità sul processo per omicidio.

pro memoria classificato in: Violenza politica, antipolitica, grillocrazia

=== News – 2 nuovi risultati relativi a [grillo cristina giberti vanity fair] ===

La verità sul processo a Beppe Grillo per omicidio colposo
Giornalettismo
Dopo l’intervista rilasciata da Cristina Giberti a Vanity Fair, Filippo
Facci su Libero ricostruisce la storia del processo a Beppe Grillo per
omicidio …
<http://www.giornalettismo.com/archives/753143/cristina-giberti-beppe-grillo/>

Beppe Grillo e l’incidente del 1981, Cristina chiede di incontrarlo
melty.it
Cristina Giberti inizia così la sua intervista a Vanity Fair, nella quale
dopo più di 30 anni chiede a Beppe Grillo il perché non si sia mai fatto
vivo con …
<http://www.melty.it/beppe-grillo-e-l-incidente-del-1981-cristina-chiede-di-incontrarlo-a108953.html>

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Report domenica 5 maggio 21.30 Rai3. Roberto Formigoni è accusato di associazione per delinquere, ma è ancora Commissario generale dell’Expo Milano 2015


domenica 5 maggio alle 21.30 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.

Al centro della puntata le priorità per il nostro Paese: combattere ciò che ci affossa e curare invece ciò che ci permetterebbe di crescere. In “Do ut des” parliamo di corruzione: si annida dove girano i soldi, e in Lombardia ne girano di più.

“DO UT DES”
Di Alberto Nerazzini

La chiamano il motore trainante dell’economia: è la Lombardia, 10 milioni di abitanti, un quinto del PIL italiano. Ed è la regione colpita da una «serie sconcertante di fenomeni corruttivi e concussivi nella pubblica amministrazione», come sottolinea il procuratore regionale della Corte dei Conti, per il quale la «piaga della corruzione è ben più grave rispetto a vent’anni fa», ai tempi di Mani Pulite.

Roberto Formigoni, costretto a interrompere la sua quarta legislatura consecutiva – dopo quasi 18 anni di governo – proprio a causa delle inchieste e degli arresti che colpiscono i politici regionali, oggi fa il senatore della Repubblica.

È l’indagato più importante: è accusato di associazione per delinquere, ma è ancora Commissario generale dell’Expo Milano 2015. La Lombardia riparte da Roberto Maroni e da una rinnovata alleanza Pdl-Lega. Qual è l’agenda politica? E soprattutto: la corruzione dilagante è una delle questioni sul tavolo?

”Dalle militanze al volontariato”: riflessione sulle modificazioni dell’impegno politico negli ultimi decenni, Sabato 11 maggio, presso la sede della circoscrizione 3 a Camerlata (via Varesina 1/a – Como, Newsletter NodoLibri


 

News Nodo

11 MAGGIO: ”Dalle militanze al volontariato”
Incontro pubblico (con presentazioni e dibattito) a Camerlata

Sabato 11 maggio, presso la sede della circoscrizione 3 a Camerlata (via Varesina 1/a - Como), si svolgerà l’incontro “Dalle militanze al volontariato”, che avrà al suo centro la riflessione sulle modificazioni dell’impegno politico negli ultimi decenni.
Nel corso del pomeriggio, che avrà inizio alle ore 14, ci saranno diversi momenti:

- si inizia con la presentazione delle mappe delle fabbriche elaborate nell’ambito del progetto “Lavoro/Memoria”;
- si prosegue con un dibattito a cui parteciperanno Giovanni Bianchi e Alberto Burgio;
- si  conclude con la presentazione del volume Vite militanti di Andrea Paredi, pubblicato da NodoLibri nell’ambito dello stesso progetto.

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cattolici: CL – Comunione e LORO Liberazione nel governo Letta


I mesi scorsi per Comunione e liberazione sono stati politicamente devastanti. Prima il crollo di Roberto Formigoni, costretto da scandali e inchieste giudiziarie a lasciare prima la presidenza della Regione Lombardia. Poi per il “celeste” è apparso il rischio di perdere anche la poltrona dalla quale aveva giurato di non alzarsi mai: quella di commissario straordinario per l’Expò di Milano 2015. Evento il cui giro d’affari tra appalti con denaro pubblico e indotto è stimato (dalla società di gestione stessa) attorno ai 25 miliardi di euro. Il governo uscente ha deciso che il nuovo commissario verrà scelto dal prossimo Governo, e Formigoni respira aria brutta, tanto che il suo commento alla notizia è stato: «Auguri e figli maschi», parole di chi sa di essere prossimo a ricevere un nuovo siluro politico, questa volta forse definitivo.

La perdita del fortino lombardo, passato ai nemici della Lega, è stato un colpo pesante per Cl, che con la sua associazione di imprese, la Compagnia delle opere, 35 mila gli affiliati, produce un giro d’affari di circa 70 miliardi di euro l’anno, in gran parte frutto di commesse pubbliche. Basti dire che la sola Regione Lombardia ha garantito, lo scorso anno, appalti per quattro miliardi di euro alle aziende legate a Comunione e liberazione. Ma la scelta dei ministri compiuta da Silvio Berlusconi ed Enrico Letta, ed avallata da Giorgio Napolitano, ha dato ampio ristoro a Cl.

tutto l’articolo qui Lupi e Mauro ministri “di peso”: con Letta la rinascita di CL

e qui http://www.lettera43.it/politica/lupi-e-mauro-al-governo-cl-brinda-ai-nuovi-affari_4367593140.htm

fra imbecilli e mascalzoni, da TecaLibri: Gesualdo Bufalino: Il malpensante


Fra imbecilli che vogliono cambiare tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare niente, com’è difficile scegliere!

da TecaLibri: Gesualdo Bufalino: Il malpensante

Aforisma di Gesualdo Bufalino reiterato tutte le mattine di Radio3 Prima pagina dal giornalista Francesco Merlo

Massimo Cacciari sulle due componenti interne del PD, un partito che non è mai nato, 23 aprile 2013


Audio, Massimo Cacciari sulle due componenti interne del PD, un partito che non è mai nato:


Paolo Valentino su Giorgio Napolitano: discorsi che cambiano la storia di un Paese


Paolo Valentino: «Ci sono discorsi che cambiano la storia di un Paese.

Come quello di Abraham Lincoln nel 1863 a Gettysburg … O come Lyndon Johnson, che nel 1964 pronuncia il celebre we shall over come e chiude la segregazione razziale…

Il discorso di Giorgio Napolitano ha la forza retorica, l’altezza d’ispirazione e la dirompenza politica che lo rendono già un’opera prima… ha aperto una nuova pagina, restituendo dignità alla parola e regalandoci un testo di etica pubblica senza precedenti nella storia repubblicana. In un altro Paese, lo farebbero studiare nelle scuole»

Massimo Cacciari: analisi della storia e situazione del PARTITO DEMOCRATICO, 18 aprile 2013


VAI ALL’AUDIO DI 


Pietro Ichino – NEL PD RENZI È PIÙ FORTE OGGI CHE TRE MESI FA


NEL PD RENZI È PIÙ FORTE OGGI CHE TRE MESI FA
E se sarà lui il nuovo leader del Pd un’alleanza con Scelta Civica sarà molto più facile: leggi

Pierluigi Battista sul magistrato Pietro D’amico, uscito devastato da una inchiesta di De Magistris, in Corriere della Sera 15 aprile 2013


Punti chiave:

  • il magistrato Pietro D’Amico si uccide tramite il suicidio assistito a Basilea
  • era stato inquisito dal magistrato De Magistris
  • ne era uscito prosciolto, ma devastato
  • macchina della gogna costruitagli addosso
  • innocente schiacciato da una giustizia malata
  • protagonismo forsennato di giudici che hanno bisogno di immagine mediatica
  • sul muro della vergogna senza avere commesso reati
  • credito eccessivo che le televisioni danno alle accuse inquisitrici
  • reputazione macchiata dalla macchina del fango
  • onnipotenza dell’accusa
  • crudeltà delle televisioni
  • paese feroce  e barbarica che demolisce l’immagine anche di chi si uccide per disperazione
  • paese perennemente attratto dalla ghigliottina

battista

Ilvo Diamanti sul partito della Lega Nord nel 2013



Marzio Breda. Napolitano i problemi più grossi li ha avuti con il Pd. Per loro è stato troppo autonomo e super-partes


I problemi più grossi? Li ha avuti con il Pd. L’inaspettato è accaduto, e si è creato un rapporto carico di tensioni fra Napolitano e il suo partito d’origine, il Pd.

Quali sono i problemi di Napolitano con il suo partito?
Per certi aspetti, la sinistra ha tradito Napolitano e si è sentita, senza giustificazioni, tradita da lui. Nel 2011 Napolitano ha spinto per un governo tecnico, quando al Pd sarebbe stato conveniente andare alle elezioni subito. La sinistra avrebbe vinto; l’Italia non lo sappiamo. Napolitano ha deciso di rispettare il suo ruolo di potere neutro, non di parte, e questo ha scandalizzato non pochi esponenti di sinistra. Altre incomprensioni sono emerse negli ultimi mesi. Non è un caso che in queste settimane, quando si sente un esponente politico da Montecitorio che chiede ancora un anno o due di presidenza a Napolitano, si tratti non di un politico di sinistra ma di destra. Il Pd non ne vuole sapere di un altro mandato per Napolitano. Per la sinistra, Napolitano è stato troppo autonomo e super-partes. Ha chiuso le porte con molta tensione. Un altro fatto che ha contribuito a alzare la tensione è il pre-incarico di formare un governo a Bersani. Il Pd voleva un incarico pieno, ma Napolitano ha fatto i conti e non gliela dato.

Queste tensioni contro Napolitano, non vengono accentuate da quella stessa sinistra – definiamola “massimalista”- che alle elezioni ha votato Grillo e Pd, che vede con sconcerto agli accordi con il Pdl e che preferisce ancora oggi un’utopica alleanza con il Movimento 5 Stelle?
Sì. C’è un’ala di sinistra anti-Napolitano, un’area indistinta, che nei giorni elezioni andava da Rivoluzione Civile di Ingroia a una parte di Sel, e che arriva fino ai lettori di Micromega. Ricordo la battaglia durata quasi un anno sulle intercettazioni al Quirinale, che ha causato la morte del suo consigliere Loris D’Ambrosio, e recentemente la lettera aperta su Repubblica diretta ai partiti, ma in realtà a Napolitano, firmata da Barbara Spinelli e Paolo Flores d’Arcais, in cui si chiede di non seguire le raccomandazioni del Capo dello Stato. Esistono correnti non emerse nel Pd, invece, che non hanno apprezzato la linea tenuta dal presidente, soprattutto nella gestione nella nuova fase politica.



Leggi di Più: Napolitano. Breda: Per la sinistra è troppo super-partes | Tempi.it 

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Di Michele Ainis, Marzio Breda, Antonio Carioti, Giuseppe Galasso, Ernesto
Galli della Loggia, Angelo Panebianco, Antonio Puri Purini, Sergio Romano

Berlusconi e le minorenni, a Servizio pubblico dell’11 aprile 2013


“Noemi mi disse di come conobbe il premier e mi spiegò che quando era minorenne, a Roma, ci fu un rapporto consenziente”

a parlare è Francesco Chiesa Soprani, ex agente diNoemi Letizia,

in un`intervista esclusiva a Servizio Pubblico, il programma di Michele Santoro in onda questa sera su la7, a partire dalle 21.10.

“Di conseguenza non voglio che l’Italia venga governata…o comunque che gli italiani non si rendano conto di chi è una persona. (…) Non era amico del padre, e siccome questo lo so, lo voglio dire agli italiani. Italiani: non era amico del padre. Domani mi minacciano? Domani mi sparano? Sono contento così”, ha detto Francesco 

cosa diceva Veronica Lario

Luca Ricolfi su Bersani e il comico #grillo: ” Enrico Berlinguer non si sarebbe fatto umiliare così”, La Stampa


Scenario 1 (scissione «a sinistra»): il Pd volta pagina, Renzi conquista il partito, gli irriducibili fondano un partito a sinistra del Pd (Rifondazione democratica?), magari con Vendola e gli avanzi della lista Ingroia.

Scenario 2 (scissione «a destra»): il Pd si compatta intorno a Bersani, non concede le primarie a Renzi, e induce il sindaco di Firenze a fare una lista propria.

Non tutti se ne ricordano, ma due scissioni del genere sono già avvenute negli anni scorsi, con esiti disastrosi per gli scissionisti. Nel 2008, erano stati gli irriducibili dei Ds (autodefiniti SD, ovvero Sinistra Democratica) a tentare l’avventura con la lista Arcobaleno, nel 2009 era stato Rutelli a fare l’irriducibile, con la mai decollata Alleanza per l’Italia. Molti indizi, a partire dai sondaggi, fanno ritenere che oggi le cose andrebbero diversamente: il Pd è così diviso che c’è spazio sia per una robusta scissione a sinistra, sia per una robusta scissione a destra.

Da ieri, tuttavia, sono meno convinto che il Pd finirà per spaccarsi a metà come una mela. Ieri infatti è successo un fatto nuovo: Renzi ha rotto il silenzio che si era imposto e, in una intervista al Corriere della Sera, ha detto tutto (o quasi tutto) quello che pensa. Molte delle cose che Renzi ha detto non sono nuove. Ce n’è una, però, che – per il suo contenuto e per la forza con cui è stata detta – potrebbe produrre effetti importanti. Mi riferisco ai passaggi nei quali Renzi denuncia l’arroganza dei parlamentari grillini («un’arroganza che non si vedeva dai tempi della prima Repubblica») e solidarizza con Bersani, raccontando il proprio sconcerto di fronte all’incontro Pd-Movimento Cinque Stelle trasmesso in diretta streaming qualche giorno fa: «mi veniva da dire: Pierluigi, sei il leader del Pd, non farti umiliare così».

Anch’io, che non sono certo un fan di Bersani, avevo provato una sensazione simile a quella di Renzi: un misto di sconcerto, di pena, di rabbia. Ho un’età che mi permette di ricordare molto bene che cos’erano i militanti del Pci negli anni ’70, cos’erano i dirigenti, cos’era il segretario del più grande partito comunista dell’Occidente. Il Pci aveva mille limiti (che la sinistra paga ancora oggi), ma di una cosa tutti noi nati prima del 1960 siamo assolutamente certi: Enrico Berlinguer non si sarebbe fatto umiliare così.

vai a tutto l’artico,o qui   La Stampa – La sfida sull’onore del Pd.

Giorgio Israel sul comico #grillo e il Pd: il tragico risultato di non aver saputo sviluppare una profonda revisione culturale e politica per sradicare le antiche mitologie dell’utopia comunista


Grillo l’ha detto chiaramente: la sua è una rivoluzione francese senza ghigliottina (grazia sua). Al posto del culto della Dea ragione abbiamo le profezie millenaristiche di Casaleggio. La rivoluzione si avvale di nuovi mezzi: informatica e assemblee in streaming. La prima manifestazione di democrazia diretta sarà la nomina in rete del presidente della Repubblica. Quanto al popolo, occorre comunque che qualche tribuno lo porti per mano e gli insegni a dirsi “cittadino” e non “onorevole” e a non farsi abbacinare dai furbi tentativi di riproporre la mediazione della rappresentanza e dei partiti.

Il guaio è che quella musica ha anche incantato generazioni di militanti di sinistra il che rende l’odierna rilettura del vecchio spartito assai poco farsesca. Così va in scena il dramma dell’implosione di una sinistra che non è mai riuscita a liberare tanti dei suoi militanti e dirigenti dal mito della democrazia diretta, del potere alle masse. Ora si vede il tragico risultato di non aver saputo sviluppare già prima del 1989, ma almeno da quel momento, un’opera profonda di revisione culturale e politica volta a sradicare quelle antiche mitologie palingenetiche che rendono fondato parlare di un legame mai completamente reciso con l’utopia comunista.

da Blog di Giorgio Israel: aprile 2013.

Matteo Renzi ad Amici, ha “fatto una cosa di sinistra”, che pochi, pochissimi nel Pd sanno fare: parlare alle masse | da Libertiamo.it


Nello studio del programma che, per definizione, incarna il trash televisivo, “Amici” di Maria De Filippi,Matteo Renzi ha fatto una cosa di sinistra, che pochi, pochissimi nel Pd sanno fare: parlare alle masse.Masse che non sono più identificabili né interpretabili in termini di classe, che rappresentano da tempo la maggioranza del Paese e che sfuggono alle categorizzazioni ideologiche tradizionali.

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Per il Pd è come se di sinistra (o di destra) si nascesse e non si potesse diventare e le prospettive di successo della sinistra fossero legate all’estinzione dell’Italia “sbagliata”. Come a dire, gli elettori di Berlusconi sono come Berlusconi. Gli unici elettori di centro-destra che ha senso inseguire sono quelli antropologicamente diversi dall’Italia che il berlusconismo ha prima costruito e poi rappresentato. Renzi ha invece deciso di invertire il paradigma ed è arrivato perfino a rivendicare il diritto di parlare ai ragazzi che guardano Amici,

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Renzi, andando dalla De Filippi, ha invece cercato di parlare il linguaggio nazional-popolare mandando al contempo un messaggio “di” e “da” sinistra.

Renzi ad Amici, una cosa di sinistra | Libertiamo.it.