Report domenica 5 maggio 21.30 Rai3. Roberto Formigoni è accusato di associazione per delinquere, ma è ancora Commissario generale dell’Expo Milano 2015


domenica 5 maggio alle 21.30 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.

Al centro della puntata le priorità per il nostro Paese: combattere ciò che ci affossa e curare invece ciò che ci permetterebbe di crescere. In “Do ut des” parliamo di corruzione: si annida dove girano i soldi, e in Lombardia ne girano di più.

“DO UT DES”
Di Alberto Nerazzini

La chiamano il motore trainante dell’economia: è la Lombardia, 10 milioni di abitanti, un quinto del PIL italiano. Ed è la regione colpita da una «serie sconcertante di fenomeni corruttivi e concussivi nella pubblica amministrazione», come sottolinea il procuratore regionale della Corte dei Conti, per il quale la «piaga della corruzione è ben più grave rispetto a vent’anni fa», ai tempi di Mani Pulite.

Roberto Formigoni, costretto a interrompere la sua quarta legislatura consecutiva – dopo quasi 18 anni di governo – proprio a causa delle inchieste e degli arresti che colpiscono i politici regionali, oggi fa il senatore della Repubblica.

È l’indagato più importante: è accusato di associazione per delinquere, ma è ancora Commissario generale dell’Expo Milano 2015. La Lombardia riparte da Roberto Maroni e da una rinnovata alleanza Pdl-Lega. Qual è l’agenda politica? E soprattutto: la corruzione dilagante è una delle questioni sul tavolo?

cattolici: CL – Comunione e LORO Liberazione nel governo Letta


I mesi scorsi per Comunione e liberazione sono stati politicamente devastanti. Prima il crollo di Roberto Formigoni, costretto da scandali e inchieste giudiziarie a lasciare prima la presidenza della Regione Lombardia. Poi per il “celeste” è apparso il rischio di perdere anche la poltrona dalla quale aveva giurato di non alzarsi mai: quella di commissario straordinario per l’Expò di Milano 2015. Evento il cui giro d’affari tra appalti con denaro pubblico e indotto è stimato (dalla società di gestione stessa) attorno ai 25 miliardi di euro. Il governo uscente ha deciso che il nuovo commissario verrà scelto dal prossimo Governo, e Formigoni respira aria brutta, tanto che il suo commento alla notizia è stato: «Auguri e figli maschi», parole di chi sa di essere prossimo a ricevere un nuovo siluro politico, questa volta forse definitivo.

La perdita del fortino lombardo, passato ai nemici della Lega, è stato un colpo pesante per Cl, che con la sua associazione di imprese, la Compagnia delle opere, 35 mila gli affiliati, produce un giro d’affari di circa 70 miliardi di euro l’anno, in gran parte frutto di commesse pubbliche. Basti dire che la sola Regione Lombardia ha garantito, lo scorso anno, appalti per quattro miliardi di euro alle aziende legate a Comunione e liberazione. Ma la scelta dei ministri compiuta da Silvio Berlusconi ed Enrico Letta, ed avallata da Giorgio Napolitano, ha dato ampio ristoro a Cl.

tutto l’articolo qui Lupi e Mauro ministri “di peso”: con Letta la rinascita di CL

e qui http://www.lettera43.it/politica/lupi-e-mauro-al-governo-cl-brinda-ai-nuovi-affari_4367593140.htm

Sanità Lombardia: Leonardo Boriani, Massimo Guarischi e altri arrestati per presunte tangenti | Blitz quotidiano


Tra i sette arrestati per presunte tangenti nella sanità c’è anche Leonardo Boriani, giornalista, ex direttore della Padania. In carcere tre imprenditori e l’ex consigliere regionale lombardo Massimo Guarischi. Tra le aziende ospedaliere coinvolte il San Paolo di Milano, l’Istituto nazionale tumori e l’Asl di Cremona

da   Sanità Lombardia: Leonardo Boriani e altri sei arrestati per presunte tangenti | Blitz quotidiano.

formigo

da Corriere della sera 12/3/2013

cattolici: parroco dà fuoco alla immagine di Joseph Ratzinger


Celebra la messa e dà fuoco alla foto di Benedetto XVI

 

Il Giorno ‎- 1 giorno fa

Il parroco ha avvicinato un’immagine di Joseph Ratzinger ad una candela e le ha dato fuoco sostenendo che il Pontefice che si è appena 

da  fuoco immagine ratzinger – Cerca con Google.

Il mio voto alle elezioni regionali in Lombardia: Lista Monti, e cioè MOVIMENTO LOMBARDIA CIVICA


anche laddove tu non riesca a definire un senso, puoi cercare di agire come se in quel momento ne andasse della tua vita nella sua interezza. Noi siamo chiamati comunque a decidere, a risolverci. L’interrogarci è una risoluzione“, Massimo Cacciari

Fino a cinque minuti fa ero per il VOTO DISGIUNTO alle elezioni regionali in Lombardia: voto alla lista Monti e voto al Presidente Ambrosoli.

Poi ho visto con minuziosa attenzione le liste che sostengono Ambrosoli Presidente e ho capito che NON POSSO VOTARE una coalizione che contiene al suo interno partiti ideologici del tutto opposti tra di loro e del tutto culturalmente incapaci a tenere sul lungo periodo una alleanza di governo.

lombCS

Sono cosciente che l’esito elettorale sarebbe una spaventosa Lombardia legaiola. Ma i partiti di sinistra-centro (non di centro-sinistra) dovevano pensarci prima e offrire una vera alternativa a Formigoni. Che non è certo quella di una rinnovata “gioiosa macchina da guerra” , sia pur guidata da un (quotidianamente ricattabile) galantuomo come Umberto Ambrosoli.

In queste condizioni mi resta solo la possibilità di misurare la consistenza, anche in Regione Lombardia della lista Monti

I partiti che mi disgustano e obbligano a votare la Lista Monti ed il suo candidato presidente sono, nell’ordine:

  • Di Pietro Italia dei valori: perchè i magistrati che fanno politica alterano il principio democratico dell’equilibrio fra i poteri e perchè Di Pietro è anche colui che ha selezionato i Scilipoti e i Razzi

Una testa e un voto.

Questa volta c’è una offerta politica alternativa alle due coalizioni antagoniste (destre e sinistre) che stanno avvelenando il sistema politico italiano.

Paolo Ferrario

sceltaqcivica

 

cribioli

 

Bruno Forte – arcivescovo di Chieti-Vasto: il punto di vista del dogma (per loro inappellabile) cattolico sulla famiglia, in Il Soe 24 ore 10 febbraio 2013


Osservazione:

per questo arcivescovo la famiglia perfetta è quella di Berlusconi

Paolo Ferrario

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Tre urgenze della nostra convivenza civile meriterebbero di essere al centro del dibattito in corso sul futuro del Paese in questi giorni di campagna elettorale, nella quale tutto sembra concentrarsi sull’economia, fra chi avanza proposte misurate e chi fa fantasmagoriche promesse.

La prima urgenza è la denatalità: la diminuzione del numero delle nascite pone l’Italia fra gli ultimi posti in Europa nella classifica del tasso di natalità. Si parla di «inverno demografico», e c’è già chi ipotizza scenari pesanti, come quello del divario crescente fra numero di lavoratori attivi e pensionati, per cui quanti sono impegnati in attività lavorative dovranno «sostenere» un numero di pensionati sempre più grande in rapporto al loro. Incoraggiare le nascite è anche questione di sostegno economico alle famiglie per ogni nuovo nato, ma più in generale esige una mentalità «pro

vita», che nella cultura dominante sembra diventata obsoleta. L’atteggiamento diffuso, anche fra i prossimi sposi, è quello di puntare sul figlio unico, ritenendo improponibile ogni maggiore investimento sul numero di figli da volere.

Questa mentalità si riflette sul processo educativo delle nuove generazioni: la questione giovanile e la sfida educativa costituiscono la seconda urgenza sulla quale andrebbero puntati i riflettori, come evidenziano la triste diffusione del «cyber bullismo» e alcuni recenti, gravissimi episodi di cronaca nera (quale il caso dei «baby assassini» da «Arancia meccanica» di Manfredonia). Lo scarso numero di figli e la propensione delle coppie al figlio unico producono una diffusa esperienza di solitudine generazionale. Crescere senza vincoli di fraternità è cosa ben diversa dall’averli.  Nonostante ogni argomento che possa sembrare contrario, la relazione fraterna è vitale per lo sviluppo della persona. Il mondo relazionale costituito dalla famiglia è grembo educativo fondamentale, articolato non solo nel rapporto genitori-figli, ma anche nella più ampia rete che abbraccia fratelli e sorelle, nonni e parenti più o meno stretti. In una società che tende a essere «folla di solitudini», il valore dell’istituto familiare in tutta la ricchezza delle sue relazioni è perciò sempre più rilevante, non per chiudere la persona nei legami asfissianti del familismo, ma per inserirla in un tessuto relazionale affidabile, che le consenta di maturare ed esprimersi progressivamente in contesti di sostegno psicologico e morale.

La terza urgenza è l’educazione alla socialità: la sfida dell’integrazione tocca ambiti sempre più vasti della vita comune, dall’accoglienza degli immigrati, necessaria al Paese e doverosa per il rispetto dovuto alla dignità della persona, ai processi di socializzazione e di partecipazione, senza i quali lo sviluppo della personalità risulta monco o ferito. Anche qui la famiglia si rivela laboratorio prezioso.

L’incremento della natalità, la sfida educativa e la costruzione di reti di superamento delle individualità chiuse, a favore della comunicazione e della corresponsabilità nell’edificazione della casa comune, mi paiono urgenze d’interesse primario per il bene comune. A fronte di esse ci si aspetterebbe una nuova attenzione rivolta proprio alla famiglia, nucleo primario e indispensabile per la generazione della vita, per la sua crescita e la realizzazione dei processi educativi, oltre che per favorire lo sviluppo della socializzazione e della partecipazione dei singoli alla costruzione del bene di tutti. Quest’interesse è in gran parte assente o marginale nel dibattito politico e sembra sostituito da attenzioni che, sebbene non improprie, sono tuttavia sovradimensionate rispetto alla reale gerarchia delle necessità: così, ad esempio, il rilievo dato alle unioni omosessuali e allo statuto da dare ad esse, che alcuni vorrebbero del tutto analogo a quello della famiglia fondata sul matrimonio fra l’uomo e la donna e sulla procreazione dei figli.

Più che rispondere a un’esatta scansione delle urgenze, queste posizioni mi paiono costituire il prodotto di un processo di privatizzazione e di secolarizzazione della cultura, del costume e delle forme della convivenza. Certamente, esse interpellano il futuro legislatore, posto nella situazione di dover fare i conti da una parte con l’evoluzione e la diffusione di nuovi costumi e dall’altra con la necessità – tutt’altro che irrilevante – di fornire alle sue scelte un ancoraggio etico-sociale.

Anche solo sul piano del dibattito civile, andrebbe ricordato che il primo e fondamentale riferimento per tutti, in specie per chi ha responsabilità pubblica, è rappresentato dalla Costituzione e, segnatamente, dai suoi articoli 29, 30 e 31. Essi contengono un’affermazione chiave, che non ha

perso d’importanza nei quasi settant’anni trascorsi dalla sua formulazione: «La famiglia è una società naturale fondata sul matrimonio» (articolo 29). Questo carattere originario, precedente alla stessa costituzione dello Stato, richiede un atteggiamento di rispetto e impegna alla tutela e alla promozione dell’istituto familiare e della sua autonomia. Il cosiddetto «favor familiae» è un aspetto

di questa fondamentale verità, che proprio alla luce delle urgenze segnalate appare più che mai necessario tener presente per ispirarvi politiche di sostegno alla costituzione e allo sviluppo delle famiglie e della genitorialità.

Il recente messaggio dei Vescovi italiani per la Giornata della vita aveva come titolo un’espressione coraggiosa: «Generare la vita vince la crisi». Dare la vita ai figli, con un atteggiamento di fiducia e di speranza verso il futuro, creare così i presupposti prioritari per la crescita di tutti, mettersi in gioco per l’educazione dei bambini, dei ragazzi e dei giovani, scommettere sulla vita familiare come scuola originaria e decisiva di autentica socialità, è la via più profonda per superare la crisi in cui ci troviamo, che nella sua genesi prima è di ordine etico (legata com’è all’avidità della ricerca del profitto ad ogni costo) ed esige per il suo superamento una svolta morale. Non si chiede la luna, dunque, se si domanda a chi vorrà governare l’Italia prossima futura di scommettere sulla famiglia e sulla vita, certamente senza ignorare l’attenzione ad altri diritti, non omologabili a quelli del nucleo familiare, e sapendo dare segnali di priorità a ciò su cui si gioca il futuro di tutti. Alla famiglia, «società naturale fondata sul matrimonio», come la definisce il dettato costituzionale, questa priorità semplicemente spetta.

Cultura dei cattolici e donne: l’anatema di Piero Corsi, parroco di San Terenzo di Lerici (il femminicidio è dovuto alle donne che “provocano”), 26 dicembre 2012. Audio di Tutta la città ne parla/Radio3


Se voleva scatenare l’inferno don Piero Corsi, parroco di San Terenzo di Lerici, c’è riuscito affiggendo questa rilettura sui generis della lettera pastorale Mulieres dignitatem di vent’anni fa alla bacheca della sua parrocchia. «Le donne e il femminicidio. Facciano sana autocritica, quante volte provocano?», è il titolo inequivocabile del fogliettone appeso nella bacheca della chiesa e improvvisamente rimosso su ordine del vescovo della Spezia Ernesto Palletti che lo ha convocato per un chiarimento.

«IO INDEGNO» - E prima dell’incontro con il monsignore don Piero Corsi ha deciso di lasciare l’abito talare: «Con queste poche righe – si legge – dopo una notte insonne per il dolore e il rimorso per la giusta polemica causata dalla mia ‘imprudente provocazione, nel rinnovare ancora più sentitamente le scuse non solo a tutte le donne colpite dal mio scritto ma anche a tutti coloro che si siano sentiti offesi dal mio operato o dalle mie parole». Il contenuto del volantino, fotografato prima che si dissolvesse nel nulla, riprende un articolo del sito ultraintegralista Pontifex.it ed è scritto con chiarezza, una specie di autodafè che doveva essere ben compreso dai parrocchiani e, soprattutto, dalle parrocchiane.

da http://www.corriere.it/cronache/12_dicembre_26/femminicidio-parrocchia-lerici-donna_554ffe02-4f72-11e2-928c-8cc85a40346e.shtml

Nella intervista il parroco dice “le donne che si presentano nude fanno violenza“.

Le idee del parroco Piero Corsi sono sostenute quotidianamente nel sito http://www.pontifex.roma.it/

Intervista a Pierferdinando Casini, 16 dicembre 2012


Sono alla ricerca di una offerta politica decente per i prossimi 10 anni.

E purtroppo l’unica che si presenta sulla scena pubblica è quella di Casini.

Vorrei che fosse più forte la voce di Pietro Ichino: ma cosa aspetatte ad andarvene dal PD, lasciando Bersani a colloquiare in qualche sezione con Vendola, la camussosaura Camusso e il violento Landini?

Paolo Ferrario

GILBERTO SQUIZZATO, LIBERA CHIESA, STORIE DI CRISTIANI A CUI NON E’ MAI PIACIUTO IL POTERE, Minimum Fax, 2012


Gilberto Squizzato 

Libera Chiesa

Storie di cristiani a cui non è mai piaciuto il potere

Minimum Fax, settembre 2012

squizzato

 Primo Mazzolari, Lorenzo Milani, Ernesto Balducci, David Maria Turoldo, i preti operai, le teologhe femministe… Credenti e non credenti ammirano da sempre i  cristiani che invece di scendere a compromessi con il potere politico e religioso praticano la parresìa, la libertà di parola, per invocare una chiesa povera e senza privilegi.

Queste sono le storie di tante voci profetiche che dal fascismo ai giorni nostri hanno scosso la coscienza cristiana in Italia: testimonianze di un cattolicesimo critico ha scelto non solo di stare dalla parte degli ultimi ma anche di esercitare il diritto cristiano alla parola libera, dentro e fuori la Chiesa: dal precursore Mazzolari alla scuola di Barbiana di don Milani, dalle comunità di base alle femministe cristiane a chi oggi apre a divorziati e gay.

Libera Chiesa è perciò anche la ricchissima controstoria di chi ha lottato per una Chiesa rinnovata spiritualmente e non compromessa con il potere politico ed economico. Un libro fittissimo di testimonianze e di provocazioni intellettuali, che mostra a credenti e non credenti come la Chiesa cattolica, tornando alla fedeltà evangelica, potrebbe essere non un fortino assediato dalla modernità, ma un presidio per la libertà di tutti…

380 pagine, 16 euro, in tutte le librerie 

cardinale Bagnasco (Cei): “Non si può mandare alla malora i sacrifici di un anno” e “ciò che lascia sbigottiti è l’irresponsabilità di quanti pensano a sistemarsi mentre la casa sta ancora bruciando”


Anche i preti hanno perso la santa pazienza

Paolo Ferrario

10 dicembre 2012

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In un´intervista al Corriere della Sera, il presidente della Cei, Bagnasco, dice che “non si può mandare alla malora i sacrifici di un anno” e senza nominare Berlusconi parla di irresponsabilità…

“Non si può mandare alla malora i sacrifici di un anno” e “ciò che lascia sbigottiti è l’irresponsabilità di quanti pensano a sistemarsi mentre la casa sta ancora bruciando”. Lo afferma in un´ intervista al ‘Corriere della Sera’ il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco che si dice preoccupato per la “tenuta del nostro paese e la coesione sociale”.

Bagnasco ricorda che “un anno fa il problema era di mettere in sicurezza l’Italia in una crisi di sistema a lungo sottovalutata e di fronte a una classe politica incapace di riforme effettive. Il governo tecnico ha messo al riparo da capitolazioni umilianti. Non si possono mandare in malora i sacrifici di un anno”. Di fatti, aggiunge, “la chiusura anticipata della legislatura è sempre un segnale negativo per la politica e per un Paese”.

da  Berlusconi irresponsabile. Parola del cardinale Bagnasco (Cei).

il cattolico Roberto Formigoni che testimonia l’amore di Cristo: «Tu adesso stai qui e spacchi la faccia a Cristina Parodi e a questa banda e a questi giornalisti! … altrimenti ti licenzio»


Suggerisco a Gheddafi Formigoni dosi equilibrate di Librium, prima di parlare in pubblico.

Nelle ville degli amici di comunione e LORO liberazione basta un po’ di vin santo

Paolo Ferrario

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Terminata l’intervista con Cristina Parodi e i giornalisti della sua squadra, Formigoni è uscito furente dallo studio. E – davanti almeno a una decina di persone – si è rivolto alla sua addetta stampa, Gaia Carretta, gridando: «Tu adesso stai qui e spacchi la faccia a Cristina Parodi e a questa banda e a questi giornalisti!» Rivolto poi ad un’autrice del programma ha aggiunto: «Avete fatto solo cagate!». Ancora rivolto alla sua addetta stampa: «E se non lo fai, sei licenziata!».

vai all’intero Domande non gradite sulle inchieste Formigoni furibondo dalla Parodi – Corriere.it.

“Stile Formigoni/Partito delle LORO libertà”: i “valori” del listino e della consigliera regionale Nicole Minetti, da Rai3 / Report del 4 novembre 2012


schedato in: cattolici/comunione e liberazione

“Stile Formigoni”: Il discorso al meeting di comunione e LORO liberazione, 2012, da Rai3 Report, 4 novembre 2012


Il discorso di Formigoni al meeting di comunione e LORO liberazione, 2012

vai a    Video Rai.TV – Report 2012-2013 – “Il discorso di Formigoni al meeting 2012″

schedato in : cattolici/comunione e liberazione

(Roberto Formigoni) “IL PAPA RE”, inchiesta di Alberto Nerazzini, Report domenica 4 novembre 21.30 Rai3


Vai al Video complessivo della puntata del 4 ottobre di Report, a cura di Alfredo Nerazzini

Vai alle singole parti della trasmissione:

Audio 1   


LombComLib4ott12-1

Audio 2   


LombComLib4ott12-2

Audio 3   


LombComLib4ott12-3

GIORNALISMO DI INCHIESTA, NON TALK SHOW (chiacchere da bar televisive)

domenica 4 novembre alle 21.30 è andata in onda la nuova puntata di Report

La puntata si intitola: (Roberto Formigoni) “IL PAPA RE”
Di Alberto Nerazzini

Roberto Formigoni, il presidente di Regione più longevo d’Italia, cade dopo quasi diciott’anni di governo ininterrotto perché un’onda giudiziaria senza precedenti travolge lui, la sua giunta e il Consiglio.

È l’epilogo di una legislatura sciagurata, nata con lo scandalo delle firme false per la presentazione della lista Formigoni e che in soli due anni e mezzo è riuscita a offrire un compendio davvero variegato di inchieste e accuse di reato, «una sorta di olimpiade della corruzione, o comunque della malversazione e della cattiva politica», per usare le parole del consigliere di opposizione Civati. Ma la fine dell’ennesima legislatura formigoniana segna anche l’epilogo dell’uomo politico? Oppure Formigoni è già pronto per una nuova stagione? Magari con un nuovo partito?
L’inchiesta «Il Papa Re» racconta il fenomeno politico Formigoni, tornando alle origini del movimento ecclesiale di Comunione e Liberazione fondato da Don Giussani e racconta il suo braccio politico, il Movimento Popolare creato proprio da Formigoni. Parla dei rapporti poco noti tra CL e Berlusconi, con testimonianze inedite. Racconta gli sviluppi delle nuove inchieste che lo riguardano o lo sfiorano, ritorna su quelle chiuse del recente passato.

Perché «Il Papa Re» indaga anche sull’entourage di Formigoni, sugli uomini del Presidente che erano indagati ieri e sono indagati oggi; esplora il riservato e misterioso mondo dei memores domini, l’associazione di monaci laici a cui da 42 anni appartiene Formigoni e che raggruppa i ciellini dedicati totalmente a Dio, nel rispetto della promessa di obbedienza, povertà e verginità.

L’inchiesta di Report in onda domenica 4 novembre, realizzata da Alberto Nerazzini, indaga su un sistema politico e di potere che supera i confini della Lombardia, con le sue ramificazioni nel sistema economico, nell’educazione, e con la sua decennale trasversalità. Con interviste inedite, per esempio, svela i protagonisti dell’ultima inchiesta della Procura di Milano che coinvolge i vertici della Compagnia delle Opere di Bergamo e, ancora una volta, sfiora il «Papa Re».

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questo post è associato a:

http://mappeser.com/2012/11/02/elettori-lombardi-nelle-elezioni-del-29-29-marzo-2010-formigoni-ottiene-2-704-364-voti-pari-al-5611/

http://mappeser.com/category/2-politica-italiana/culture-politiche/cattolici/comunione-e-liberazione/

LA RISPOSTA DI MILENA GABANELLI  Alle dichiarazioni di Valentini (Pdl): “Ripreso di nascosto da Report”

http://www.report.rai.it/dl/Report/news/ContentItem-e45434b9-67d0-4807-97ec-3c5a02b353d2.html

Regione Lombardia, indagato l’assessore Marcello Raimondi: – IlGiornale.it


L’assessore regionale all’Ambiente, Marcello Raimondi, sarebbe stato il referente e il personaggio politico in contatto con i vertici della Compagnia delle Opere bergamasca

Regione Lombardia, indagato l’assessore Raimondi: – IlGiornale.it.

Terremoto Celeste: la galassia in crisi – Corriere Bergamo
Formigoni è, soprattutto, sinonimo di Comunione e Liberazione e di
Compagnia delle Opere. L’uno movimento ecclesiale, l’altra associazione di
imprenditori: …
<http://bergamo.corriere.it/bergamo/notizie/cronaca/12_ottobre_18/formigoni-comunione-liberazione-compagnia-opere-bergamo-2112305509539.shtml>

CL (comunione e LORO liberazione) sta tentando disperatamente di non pagar dazio e di chiudere la parentesi di Roberto Formigoni, di Dario Di Vico in Corriere della sera 17 ottobre 2012


La verità, infatti, è che il movimento sta tentando disperatamente di non pagar dazio, di chiudere la parentesi formigoniana così come si licenzia un allenatore che ha vinto tanto ma è diventato ingombrante. Tutti quindi in questi giorni lavorano per recuperare la giusta distanza. Non solo dal governatore della Lombardia («che come Lucifero a un certo punto ha creduto di esser diventato il capo di Cl») ma anche da Berlusconi che se fosse per i ciellini non dovrebbe nemmeno pensare di potersi candidare alle politiche del 2013. In questo affannoso recupero di autonomia la lettera di Julián Carrón, il successore di don Giussani, uscita il 1 maggio su Repubblica è citata e stracitata. In molti la sanno a memoria. Il passaggio chiave è laddove Carrón contrappone «testimonianza» ed «egemonia» e implicitamente accusa Formigoni di essere rimasto vittima della seconda. La volontà di potenza che ha preso il posto dei legami orizzontali con la società. 

«Ha creduto di essere diventato il capo» Ora Cl vuole il divorzio da Formigoni – Corriere.it.

catalogato in: VOLONTA’ DI POTENZA

Paolo Ferrario

Effetto Lega Nord sul metodo Formigoni (comunione e LORO liberazione)


… ehm … scusate

ci siamo sbagliati

prima: ti tolgo i voti in Consiglio regionale: http://mappeser.com/2012/10/10/la-giunta-regionale-della-lombardia-si-avvia-a-nuove-elezioni-dopo-lennesimo-scandalo/

poi: no … basta che rinnovi la giunta  http://mappeser.com/2012/10/12/fase-b-del-modello-formigoni-la-lega-nord-della-famiglia-bossi-non-toglie-lappoggio-alla-giunta-della-regione-lombardia/

poi ancora: elezioni al 2013:

il prossimo passo sarà la vendetta del capo gheddafiano:

I Ciellini non perdonano. Agiscono nel nome di Cristo, ma non perdonano

Li ho conosciuti sulla mia pelle (mobbing da Cl)

Il sultanato di Roberto Formigoni (su apprendimento di Berlusconi): promemoria sugli inquisiti e i condannati nelle istituzioni della Regione Lombardia


Questa lista del “sultanato di Formigoni” fa davvero impressione vista tutta assieme:

  • DOMENICO ZAMBETTI (Pdl, partito delle LORO libertà): avrebbe pagato 200.000 euro a esponenti delle cosche delinquanziali della ’Ndrangeta calabrese
  • ROBERTO FORMIGONI (Pdl, partito delle LORO libertà, esponente di comunione e LORO liberazione): indagato dalla Procura perchè avrebbe goduto di vacanze e altri benefici da Daccò, in cambio di soldi pubblici alla Fondazione Maugeri
  • GUIDO BOMBARDA: posto agli arresti domiciliari nel gennaio 2004 con l’accusa di corruzione. All’epoca il Consigliere in forza ad Alleanza Nazionale, già assessore alla Formazione, venne ritenuto colpevole dalla Procura di Milano di aver attestato la costituzione di società di comodo le quali avrebbero organizzato corsi di formazione inesistenti, con tanto di falsa documentazione attestante lo svolgimento di attività didattiche mai realizzate
  • PIERGIANNI PROSPERINI (prima Lega Nord, poi Alleanza nazionale): arrestato il 16 dicembre 2009 con l’accusa di corruzione e turbativa d’asta per appalti sulla pubblicità televisiva della Regione Lombardia. Secondo l’accusa, Prosperini avrebbe incassato una tangente da 230 mila euro su un appalto da 7,5 milioni per promuovere in tv il turismo in Lombardia tra il 2008 e il 2010
  • FRANCO NICOLI CRISTIANI (Pdl, partito delle LORO libertà): nominato, l’11 maggio 2010, vicepresidente del consiglio regionale. La fine per Nicoli Cristiani arrivò il 30 novembre 2011, giorno del suo arresto per corruzione e traffico illecito di rifiuti nell’ambito di un’inchiesta sulla società Bre-Be-Mi, relativa allo sversamento di rifiuti tossici da acciaieria in otto chilometri di cantiere e sulla discarica di amianto di Cappella Cantone
  • MASSIMO PONZONI  (Pdl, partito delle LORO libertà): nel 2005 prese 19,866 preferenze e l’assessorato alla Protezione Civile, mentre nel 2008 diventa assessore all’ambiente. Le luci della ribalta per lui si spensero improvvisamente il 16 gennaio 2012, quando il tribunale di Monza emise un ordine di custodia cautelare per bancarotta, concussione, corruzione, peculato, appropriazione indebita e finanziamento illecito ai partiti
  • ROMANO LA RUSSA (ex AN),  indagato per finanziamento illecito ai partiti nell’ambito dell’inchiesta sul caso Aler
  • ANGELO GIANMARIO, consigliere, accusato di aver intascato una mazzetta da 10 mila euro per appalti sul verde pubblico
  • GIANLUCA RINALDIN (Pdl, partito delle LORO libertà), l’8 ottobre  condannato in primo grado a due anni e mezzo per falso e truffa
  • FILIPPO PENATI, ex Pd ora Gruppo Misto, per il quale  è stato chiesto il rinvio a giudizio per corruzione, concussione e finanziamento illecito ai partiti
  • DAVIDE BONI (Lega Nord), ex presidente del Consiglio regionale,, accusato di corruzione;
  • ANGELO GIANMARIO (Pdl, partito delle LORO libertà), ex sottosegretario di Formigoni, accusato di corruzione
  • NICOLE MINETTI (Pdl, partito delle LORO libertà), a processo per induzione e favoreggiamento della prostituzione anche minorile nell’ambito del caso Ruby
  • DANIELE BELOTTI (assessore leghista) coinvolto in una inchiesta per tifo violento
  • RENZO BOSSI (Leghista della famiglia Bossi), dimessosi per l’inchiesta sull’uso dei rimborsi elettorali del Carroccio nella quale è accusato di appropriazione indebita
  • MONICA RIZZI  (ex assessore leghista, sospettata in passato di aver prodotto dossier proprio per screditare avversari interni di Bossi Jr
  • Regione Lombardia, indagato l’assessore Marcello Raimondi: – IlGiornale.it

Metodo Formigoni: condannato per diffamazione ai radicali – Politica – ANSA.it


per la serie “come sono buoni gli esponenti di comunione e liberazione” che vivono nel vangelo e che predicano l’amore::

Il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, e’ stato condannato a 900 euro di multa per diffamazione a mezzo stampa perche’ avrebbe accusato i Radicali di aver manipolato le firme raccolte a sostegno della sua lista per le regionali del 2010. Il pm aveva chiesto un anno di carcere e 500 euro di multa.

Il giudice che ha condannato Roberto Formigoni a 900 euro di multa per diffamazione nei confronti dei Radicali, ha stabilito anche che agli esponenti del partito di Marco Pannella vadano complessivamente 110 mila euro come risarcimento. Infatti, il magistrat0, ha stabilito un risarcimento a carico di Formigoni di 30 mila euro per Marco Cappato, 30 mila per Lorenzo Lipparini e 50 mila a favore del partito rappresentato da Marco Pannella. Decisa anche pubblicazione sentenza sul ‘Corriere della Sera’.

Formigoni condannato per diffamazione ai radicali – Politica – ANSA.it.

ARROGANZA: la parola del giorno, in riferimento al modello Formigoni (del PDL partito delle LORO libertà)


ARROGANZA: insolenza e asprezza di modi di chi, presumendo troppo di sè, vuol far sentire la sua superiorità (da Il vocabolario della lingua italiana, Treccani, 2009, pag. 129)

ARROGANTE: che dimostra insolente  asprezza e presunzione, ibidem

Modello Formigoni. Arrestato Zambetti, ex assessore della giunta Formigoni (del PdL partito delle LORO libertà): Avrebbe pagato 200 mila euro alla ‘ndrangheta per acquistare un pacchetto di 400 preferenze, Rainews24.it


Il Pirellone

Il Pirellone

Milano, 10-10-2012

Domenico Zambetti, assessore regionale delal Lombardia alla Casa della giunta Formigoni, è stato arrestato con l’accusa di voto di scambio.

Avrebbe pagato 200 mila euro alla ‘ndrangheta per acquistare un pacchetto di 400 preferenze: un pacchetto di preferenze per la sua elezione nelle Regionali 2010.

Rainews24.it.

Comunione e liberazione, Piero Daccò, la Fondazione Maugeri, il San Raffaele, Formigoni, e le accuse della procura di Milano


classificato in: Cattolici/Comunione e liberazione.E alla voce: ARROGANZA

“Fenyo invece è un massone dichiarato: è il gran maestro di una loggia di Lugano. Gli agganci bancari non gli mancano. Quindi accetta di aprire conti offshore per quella coppia di italiani. Le società-schermo sono collocate nei paradisi fiscali più in voga, come lo stato americano del Delaware, e qualcuna gestisce veri investimenti fuori dall’Europa. Tutte le altre però servono solo a mascherare gli effettivi beneficiari di nuovi depositi in Svizzera, come il conto “Hornblower” alla Bsi di Lugano, per un valore di almeno 20 milioni. Un fiume di denaro prosciugato in pochi mesi: gran parte dei soldi vengono prelevati in contanti da Daccò, proprio mentre in Italia esplode il calderone della sanità lombarda.

Nel 2011 diventa conclamato il dissesto del San Raffaele, che nonostante i massicci finanziamenti regionali (450 milioni all’anno solo dalla Lombardia) ha accumulato un passivo di ben 1,5 miliardi. Il 18 luglio si uccide il manager dell’ospedale privato, Mario Cal, e i suoi più stretti collaboratori cominciano a parlare ai pm di un incredibile vortice di fondi neri, tangenti di fornitori e appaltatori, buste di banconote tra Italia e Svizzera. Nel novembre 2011 Daccò finisce in carcere per la bancarotta del San Raffaele: è accusato di aver sottratto 5 milioni in contanti e altri 35 con vendite pilotate di aerei privati. E a fine anno si pente il primo gestore dei suoi conti esteri.”

da Tafanus: Giustizia in Lombardia offshore di Paolo Biondani, L’Espresso 4 ottobre 2012, pagg. 44-45

la concezione dell’etica dei cattolici di COMUNIONE E LIBERAZIONE: IL “SISTEMA DACCO’” FA IMPALLIDIRE ER BATMAN – NELLE TASCHE DEL “FACILITATORE” DEL PIRELLONE


la concezione dell’etica dei cattolici di COMUNIONE E LIBERAZIONE:

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