manifestazione a Modena dove vive il senatore del Pdl che aveva detto in una trasmissione alla radio: “Vedere due persone dello stesso sesso che si baciano è come vedere qualcuno che fa pipì in strada”
Pubblicato: 19 febbraio 2012 Filed under: cattolici, Coppie omosessuali, destre, omofobia 1 Commento »
l’avvocato Paniz (PDL partito delle Loro libertà) e Scilipoti (ex IDV italia dei valori di di pietro) fanno chiudere il sito www.vajont.info
Pubblicato: 19 febbraio 2012 Filed under: destre, Lobbies e corporazioni 2 Commenti »l’avvocato Paniz PDL partito delle Loro libertà) e Scilipoti (ex IDV italia dei valori di di pietro), a suon di avvocatesche querele, fanno chiudere il sito www.vajont.info
Paniz è quello che in parlamento disse che berlusconi effettivamente credeva che la minorenne fosse la nipote di mubarak
…
da ieri il portale www.vajont.info, che racconta tutta la storia del disastro del 1963 costato la vita a duemila persone, non esiste più sui nostri computer. Tutto per una presunta ingiuria nei confronti dei deputati del Pdl Domenico Scilipoti e Maurizio Paniz. Tutto per una frase decisamente antipatica e volgare verso i due deputati del Pdl che ha spinto proprio l’ onorevole Paniz a sporgere più di una querela nei confronti del titolare del sito, un bellunese di 54 anni. La decisione del giudice non si è fatta attendere. «Quanto stabilito dal gip è decisamente una decisione storica», garantisce Fulvio Sarzana di Sant’ Ippolito, legale di alcuni provider. E spiega: «Non è mai successo che per bloccare un sito fossero bloccati tutti i provider di accesso. In questo caso, poi, sarebbe stato sufficiente cancellare semplicemente una pagina del portale. Per questo con i miei clienti stiamo valutando di impugnare il provvedimento»
tutto l’articolo qui: Chiuso il sito sul Vajont. «Offende due deputati»
49 anni fa La strage Il 9 ottobre 1963 a ridosso del bacino idroelettrico artificiale del Vajont (fra le province di Belluno e Udine) si staccò dal monte Toc una frana che finì nel bacino. L’ onda che sollevò travolse i paesi a valle: quasi 2000 vittime La sentenzaIl gip di Belluno, Giancotti, ieri ha chiuso il sito www.vajont.info per un’ ingiuria nei confronti dei deputati del Pdl Domenico Scilipoti e Maurizio Paniz
Il comune di Salemi, di cui è sindaco Vittorio Sgarbi, va sciolto per «infiltrazioni mafiose».
Pubblicato: 7 febbraio 2012 Filed under: AGENDA della Politica italiana, corruzione, destre, Mafie Lascia un commento »alleanza politica di centrodestra: cosa pensa Calderoli di Alfano
Pubblicato: 5 febbraio 2012 Filed under: destre, Lega nord, Partiti e coalizioni 1 Commento »«Voi pensate cosa succede al PdL se candidano un siciliano a casa nostra…
Lo mandano a scopare il mare»
gli strani rapporti tra Di Pietro e i suoi uomini e la criminalità organizzata
Pubblicato: 24 gennaio 2012 Filed under: destre, populismo, sinistre 1 Commento »Non è la prima volta che si scoprono strani rapporti tra Di Pietro e i suoi uomini e la criminalità organizzata. fb.me/1BZaecaIn
da Tocqueville.it (tocqueville_it) su Twitter.
l’oggettiva alleanza fa Vendola e Lega Nord
Pubblicato: 24 gennaio 2012 Filed under: AGENDA della Politica italiana, destre, sinistre 1 Commento »la mostruosa alleanza di SEL di Vendola e Lega Nord CONTRO il governo Monti/NAPOLITANO
Pubblicato: 22 gennaio 2012 Filed under: AGENDA della Politica italiana, destre, Governo Monti 16 Novembre 2001-, Lega nord, Partiti e coalizioni, sinistre Lascia un commento »nella stessa giornata, la mostruosa alleanza di SEL di Vendola e Lega Nord CONTRO il governo Monti/NAPOLITANO.
Sel/ Vendola: Io e Di Pietro pronti, mettiamoci in viaggio
BOSSI:BERLUSCONI MOLLI GOVERNO O FACCIAMO CADERE LOMBARDIA
Ilvo Diamanti legge i quotidiani il giorno dopo il salvataggio di Nicola Cosentino (del Pdl, partito delle loro libertà), colluso con la camorra campana
Pubblicato: 13 gennaio 2012 Filed under: corruzione, destre, Lega nord, Mafie Lascia un commento »non dimenticare che i radicali e il PDL (partito delle loro libertà) erano CONTRARI all’arresto del capo del Pdl campano, che (secondo la magistratura) è direttamente collegato alla camorra napoletana. la Camera salva il “referente nazionale del clan dei Casalesi”. Decisiva la Lega e i radicali. Un insulto alla giustizia ed alla legalità
Pubblicato: 12 gennaio 2012 Filed under: ciclo politico 1994-2011, corruzione, destre, Lobbies e corporazioni, radicali 1 Commento »non dimenticare che i radicali e il PDL (partito delle loro libertà) erano a favore del capo del Pdl campano e (secondo la magistratura) direttamente collegato alla camorra napoletana.
Dire che erano CONTRARI vuol dire che una parte maggioritaria della casta dei deputati ritiene di impedire alla magistratura di procedere nei confronti di un indagato per camorra.
La Piovra è ormai annidata in una parte rilevante della politica italiana
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Cosentino, ultima vergogna
Il violento pressing di Berlusconi ha prodotto i suoi effetti: la Camera salva il “referente nazionale del clan dei Casalesi”. Decisivo il cambio di posizione della Lega. Un insulto alla giustizia, una vittoria dell’Italia peggiore
(12 gennaio 2012)

Decisivo è stato il pressing con cui l’ex presidente del Consiglio è riuscito a cambiare la posizione della Lega Nord: che in giunta aveva votato a favore dell’arresto mentre in Aula ha lasciato ‘libertà di coscienza’ ai suoi deputati. Libertà di coscienza che si è concretizzata nella salvezza per l’ex sottogretario, accusato di riciclaggio, falso, corruzione, violazione di norme bancarie e concorso esterno in associazione camorristica.
Berlusconi aveva deciso di giocare su Cosentino tutte le sue carte, di arrivare alla prima ‘prova di forza’ in Aula da quando è caduto il suo governo. Sono stati giorni di incontri frenetici, di telefonate e anche di minacce politiche. Ai deputati incerti il Cavaliere aveva anche fatto sapere di essere pronto a rovesciare il tavolo nel caso Cosentino fosse finito dietro le sbarre, arrivando a ipotizzare (attraverso Fabrizio Cicchitto) la caduta del governo e lo scioglimento anticipato delle Camere.
Cosentino, concretamente, è accusato di aver aiutato i clan ad ottenere finanziamenti per la costruzione di un centro commerciale nel casertano. Ma soprattutto di aver creato un sistema politico-mafioso che si basa sul dominio assoluto delle attività economiche del territorio. Un sistema che si preserva attraverso un circuito perfetto: l’organizzazione criminale crea consenso e rappresentanza politica, i politici collusi costruiscono «canali privilegiati» per dare il via ad attività industriali e commerciali, attraverso queste imprese si hanno i soldi e i posti di lavoro che rafforzano l’organizzazione sia da un punto di vista economico e di presa sul territorio sia in termini di controllo del consenso elettorale. http://s0.2mdn.net/3250395/03_Punto_gennaio_300x250.swf
L’ordinanza di arresto, di oltre mille pagine, elencava minuziosamente come funzionava il sistema secondo i giudici di Napoli. Ed è attraverso questo sistema che sarebbe maturata l’ascesa politica di ‘Nick ‘O American’ fin dalla metà defli anni Novanta, quando Cosentino iniziò come consigliere comunale a Casal di Principe, quindi consigliere provinciale a Caserta, fino all’ingresso in Parlamento nel 1996 e alla nomina a sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze del quarto governo Berlusconi. Carica quest’ultima dalla quale Cosentino si è dovuto dimettere nel luglio del 2010 proprio a seguito dell’indagine che ne metteva in luce gli stretti rapporti con la Camorra, pur rimanendo ai vertici del Pdl campano.
- Dossier
Tutti gli articoli dell’Espresso - Esclusivo
E’ cominciato tutto da qui - Carroccio
Lo stupidario sulle svolte della Lega - Pd
‘Ecco perché lo salvammo’ - Il pentito
‘Era a disposizione dei casalesi
La Camera respinge la richiesta di arresto per il deputato del Pdl Nicola Cosentino: 309 i voti contrari, 298 quelli a favore. altro
Umberto Bossi della Lega Nord Insulta pubblicamente il Presidente della Repubblica. Firma affinchè qualche Procura della Repubblica verifichi se è stato commesso il reato di vilipendio
Pubblicato: 31 dicembre 2011 Filed under: destre, Diritto Penale, Governo Monti 16 Novembre 2001-, Lega nord, Linguaggio, Lobbies e corporazioni, populismo, Presidente della Repubblica 1 Commento »
esposto alle Procure della Repubblica
per sapere se i grossolani e disgustosi insulti di Umberto Bossi della Lega Nord rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano configurino il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato.
In diritto penale si parla di vilipendio (dal latino vilipendere, composto da vilis, vile, e pendere, stimare: considerare vile) in riferimento ad alcuni reati che consistono in manifestazioni di disprezzo verbale rivolte a determinati soggetti (particolarmente le istituzioni dello Stato)
Fra i tipi di reato individuabili nel codice penale italiano c’è il :
Vilipendio del presidente della Repubblica (art. 278): Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni
Documentazione sui fatti:
ALBINO (Bergamo), festa “Berghem Frecc” 30 dicembre 2011 – Insulti, fischi e grevi ironie contro il premier Mario Monti ma soprattutto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, colpevole di aver fatto nascere il governo dei professori e di aver spinto sulle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Umberto Bossi, che ha chiesto ai militanti che gremivano il palazzetto di Albino di “mandare un saluto al presidente della Repubblica” (con il segno del dito): è partita una lunga serie di fischi, proseguita con un gruppo di leghisti che dal fondo ha scandito all’indirizzo del presidente del Consiglio lo slogan ‘Monti vaffa…’: “Magari gli piace”, ha osservato ridendo l’ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli.
“Il presidente della Repubblica – ha detto Umberto Bossi – è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del nord”.
Quanto al governo di Mario Monti, il Senatur ha tenuto a sottolineare che “è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo” (si tratta di una minaccia ritorsiva?).
Da chi gli stava vicino sul palco è arrivata anche una voce che indicava le origini napoletane di Napolitano: “Non sapevo che l’era un terun”, ha chiosato il leader del Carroccio.
PER FIRMARE LA PETIZIONE VAI A:
partiti familiari: la famiglia Antonio Di Pietro e le parole di Catone
Pubblicato: 30 dicembre 2011 Filed under: destre, italiani, Lobbies e corporazioni, Mafie, sinistre Lascia un commento »cum culpant alios, nemo sine criminis vivit.
Guardali, gli uomini,
come vivono,
mentre biasimano gli altri: nessuno
è senza colpa
Catone, Distici
Medusa editore
Traduzione di Giancarlo Pontiggia
Figli e cognati in Parlamento
E cioè di come anche i politici avanzino per discendenza dinastica. Con un pater familias potente che irradia il suo potere sui parenti, con lo stesso assolutismo di un Re. Certo, la sera in cui Umberto Bossi si è presentato a palazzo Grazioli ad uno dei vertici del centrodestra accompagnato dal figlio Renzo, Silvio Berlusconi è stato festosissimo e si può capire perché: per il Cavaliere il partito personale è sempre stata una vocazione e tanto meglio se diventa un modello. Naturalmente Silvio chiese di tornare, invito che i due Bossi hanno raccolto. Sorride Bruno Tabacci, un battitore libero che si è formato nella Prima Repubblica: «Ma ve l’immaginate Andreotti, Moro o Fanfani che si presentano ad un vertice con Nenni o Berlinguer portandosi dietro uno dei loro figli? E il buon Amintore di figli ne aveva otto… La verità – ma molti l’hanno dimenticata – è che nella Dc i figli dei leader non potevano entrare in politica sino a quando la parabola politica dei genitori non si fosse conclusa.
Una legge non scritta, ma ferrea». Vero. Rosa Russo Iervolino e Sergio Mattarella, Mario Segni ma anche Antonio Gava sono tutti entrati in scena quando ne erano usciti i loro importanti genitori. Nella Prima Repubblica, seppure con qualche eccezione (Giorgio La Malfa, figlio di Ugo, ebbe in dono il nomignolo di «Gesù Bambino»; Bobo Craxi fu fatto segretario milanese del Psi dal padre Bettino) si usava così. Certo, c’è il precedente memorabile di Galeazzo Ciano che sposò la figlia di Mussolini nel 1930 e, da adetto di ambasciata a Rio de Janeiro, nel giro di 5 anni sarebbe diventato ministro della Stampa e Propaganda e poi degli Esteri. Eppure la novità del familismo in politica scoppia in tutto il suo splendore nella Seconda Repubblica. Per prima cosa sono spuntati i partiti personali – Forza Italia, Rinnovamento Italiano di Dini, l’Italia dei Valori, l’Udeur di Mastella e anche la Lega.Partiti di tradizione democratica hanno smesso di tenere congressi alle scadenze statutarie (dentro An, erede del vivacissimo Msi, l’ultima conta risale a sei anni fa) e passo dopo passo, è spuntato il sottoprodotto del partito personale: la trasmissione dinastica della poltrona.
Che ha colpito tutti. L’ascetico Armando Cossutta che si è portato in Parlamento la figlia Maura, anche il vulcanico leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, che voluto con sé il fratello Marco, il quale ha avuto il coraggio di dire: «Non vedo dov’è lo scandalo. Io nasco calciatore, da qualche anno c’è un leader del centrosinistra che mi stima e mi vuole candidare: in fondo è lui ad averne un vantaggio». Nel 2005Clemente Mastella ha voluto che la moglie Sandra – fino a quel momento digiuna di politica – venisse inserita ed eletta d’ufficio nel listino del Governatore Bassolino e subito dopo ha chiesto che la sua signora presiedesse il parlamentino della Regione Campania, la più popolosa d’Italia dopo la Lombardia. Tra i tanti casi spuntati nel centrodestra, il più orginale è quello di Mariella Bocciardo, la prima moglie di Paolo Berlusconi. Promotrice a Milano di un ristorante, il «Mangia e ridi», rivelatosi poco redditizio (ma al quale si erano associati personaggi come Adriano Galliani e Paolo Romani), la «ex» è stata aiutata a trasferirsi in Parlamento. E Di Pietro? Certo, Cristiano continuerà a presidiare il territorio, ma a Roma – già da qualche mese e per non sentirsi solo – Tonino si è portato dietro il cognato. Gabriele Cimadoro, a Montecitorio era già entrato nel 1998: allora e oggi è noto per i suoi sigari.
dedicato a Roberto Calderoli: i diversi tipi di COGLIONI, secondo Carlo Emilio Gadda
Pubblicato: 30 dicembre 2011 Filed under: destre, Lega nord, Linguaggio 1 Commento »un mai bastevole elenco, osservando la scena pubblica che scorre nello schermo televisivo:
“babacio, macaco, tarlùcch, farlocch, bamba, pirla (con pirlott e pirlutón), ciula (da cui « grand-e-ciu-la», «ciulandari», ecc), sempi, erti, loffi, imbesuii, tripee, intreggh, martùff, asnón, minción, lendenón, pùvión, lasagnón, lùmagón, babión, baùsción, biciolan, gadan, bagian, giavan, trigoss, semo, gianduia, gandula, sgolgia, cucudrila, balabiott, ciaparatt, «fa’ minga el cucù»
da Alberto Arbasino, L’ingegnere in blu, Adelphi editore, pag. 121
Destre e Sinistre eversive in azione: Buste con proiettili a Monti e Berlusconi
Pubblicato: 16 dicembre 2011 Filed under: destre, sinistre, terroristi Lascia un commento »Buste con proiettili a Monti e Berlusconi dlvr.it/10lkkh
Destre eversive: Il gruppo di estrema destra Militia, dal 2008 stava cercando di raggruppare tutte le sigle neofasciste
Pubblicato: 16 dicembre 2011 Filed under: destre, terroristi 1 Commento »il linguaggio squadrista della Lega Nord
Pubblicato: 15 dicembre 2011 Filed under: destre, Lega nord, Linguaggio Lascia un commento »Maurizio Crozza sui deputati scelti dalla Italia dei Valori … di Di Pietro
Pubblicato: 13 dicembre 2011 Filed under: destre, sinistre 1 Commento »
I peggiori anni della nostra vita. Da Craxi alla caduta di Berlusconi, di Paolo Posteraro
Pubblicato: 7 dicembre 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, destre, LIBRI NEWS Lascia un commento »![]() |
Paolo Posteraro I peggiori anni della nostra vita. Da Craxi alla caduta di Berlusconi Tutto quello che avresti voluto sapere sulla politica italiana ma che nessuno ti ha mai raccontato Dagli scandali di Tangentopoli a quelli che hanno fatto crollare la Seconda Repubblica C’è un filo rosso che, da Craxi a Berlusconi, collega le classi dirigenti della Prima e della Seconda Repubblica: la mala-politica. Sono cambiate le sigle dei partiti ma tutto è come prima, anzi, peggio di prima. Tangentopoli ha ceduto il passo a una nuova epoca di corruzione. Il Parlamento che negli anni Novanta fu ripulito dalle indagini del pool di Milano oggi è popolato da condannati. (segue) |
Il programma politico di Gianfranco Fini, da http://www.bottegascriptamanent.it/
Pubblicato: 4 dicembre 2011 Filed under: destre Lascia un commento »- sta cercando di dar vita a una destra “moderna”, rispettosa delle “regole del gioco” democratiche, che vada oltre il populismo demagogico di cui si sono fatti portavoce in questo ultimo ventennio la Lega Nord, Forza Italia e il Pdl, puntando a ridisegnare in senso “gollista” il sistema politico italiano.
- Altro punto essenziale del programma politico finiano è la richiesta di una trasformazione in senso federalista dello stato, in quanto, secondo lo statista bolognese, essa è «una scelta obbligata e irreversibile e già adottata dalla maggior parte degli Stati democratici di grandi dimensioni». Fondamentale, a suo parere, sarà l’adozione di un efficace federalismo fiscale, che «dovrà necessariamente cambiare l’assetto della finanza pubblica» e comporterà una ridefinizione in senso liberale dei compiti delle istituzioni: «dobbiamo [...] passare da una concezione dello Stato interventista e “tuttofare” a una nuova visione in cui le funzioni statali coincidano con gli aspetti essenziali per il governo del sistema».
- di rilanciare un progetto europeo incentrato sia sulla sicurezza che sui diritti civili. Ad esempio, sarà necessario contrastare in modo sempre più efficace «il traffico di immigrati irregolari, controllato da organizzazioni criminali», ma nello stesso tempo semplificare «le procedure per la concessione del diritto d’asilo» nei confronti dei profughi che scappano dalle guerre o dalle dittature.
- In passato, Fini fu tra i promotori della severa legge n. 189 del 2002, meglio nota come “Bossi-Fini”, che prevedeva l’invio degli extracomunitari senza permesso di soggiorno nei Centri di permanenza temporanea e, dopo l’identificazione, la loro immediata espulsione verso i paesi di origine. Ne L’Italia che vorrei, al contrario, il leader del Fli assume posizioni più aperte, sostenendo che non c’è «una giustificazione alla chiusura ermetica delle frontiere» e che «non esistono più Nazioni che abbiano una popolazione omogenea dal punto di vista etnico». Pertanto, pur respingendo il relativismo culturale più radicale, Fini ritiene che non si possa imporre agli stranieri la rinuncia alla propria identità culturale, sebbene sia doveroso chiedere loro «di esprimerla in modo non conflittuale con gli altri [...] nel totale rispetto della legalità».
- non si devono, pertanto, enfatizzare per scopi meramente propagandistici «paure e insicurezze sociali», ma tenere sempre ben presente, sul piano legislativo, quanto previsto dall’articolo 6 della Carta dei diritti fondamentali della Ue: «Ogni individuo ha diritto alla libertà e alla sicurezza».
- Secondo Fini, è innegabile che la globalizzazione presenti aspetti negativi, come ad esempio «un aumento della precarietà e dell’incertezza sulle prospettive future». Nel contempo, però, egli ne mette in risalto anche i lati positivi, che a suo parer consistono soprattutto in quattro fattori: «la riduzione delle barriere alla circolazione di beni e fattori produttivi [...]; lo sviluppo dellainformation technology, con la disponibilità di informazioni in tempo reale; la liberalizzazione dei flussi commerciali e degli investimenti internazionali [...]; le privatizzazioni e i processi dideregulation che hanno creato nuove opportunità per gli investimenti diretti all’estero».
- riconosce l’importanza di garantire uno sviluppo armonico tra le due dimensioni economiche, «un equilibrio tra “globale” e “locale”», che, senza stravolgere le regole del libero commercio, attribuisca agli enti locali una maggiore autonomia amministrativa per potersi inserire nei mercati mondiali e garantire lo sviluppo economico del proprio territorio.
- Il leader del Fli considera la Costituzione «il “centro di gravità permanente” della nostra democrazia» e «la stella polare che può guidare la nostra società», asserendo che debba essere insegnata ai giovani per far loro comprendere «quali sono quei valori fondamentali in assenza dei quali il vivere civile è più complesso».
Come fa giustamente notare Giuliano Amato nella Prefazione, tuttavia, L’Italia che vorrei lascia irrisolto un interrogativo che scaturisce dall’intricato contesto politico dell’Italia odierna, cioè «se un destra liberale e pragmatica possa esplicare in Italia il suo ruolo nella collocazione che è per lei naturale o se [...] debba allearsi con il centro-sinistra». Per realizzare il suo progetto di trasformazione dello stato, infatti, il Fli dovrà necessariamente trovare alleanze solide e sarà costretto a confrontarsi non solo con le forze politiche di centro (Udc, Api, Mpa), ma anche con il Pd con cui potrebbe coalizzarsi alle prossime elezioni politiche, le quali, pur essendo previste per il 2013, potrebbero tenersi già nel 2012, se il governo Monti dovesse entrare presto in crisi).
Vedremo se il progetto politico finiano, finalizzato alla creazione di una destra liberale scevra dai retaggi del berlusconismo e del leghismo, riuscirà a ottenere adesioni consistenti e saprà proporsi come credibile alternativa alla destra populista più radicale, oppure se è destinato a smarrirsi nel clima di sfiducia e di disincanto che, in questo frangente, sta attanagliando gran parte dell’elettorato nostrano.
di Giuseppe Licandro
in http://www.bottegascriptamanent.it/?modulo=Articolo&id=1247&idedizione=62
I volti delle destre estreme: il varesino Umberto Bossi e il ticinese Giuliano Bignasca. E David Turoldo sul Volto
Pubblicato: 22 novembre 2011 Filed under: destre, Linguaggio, Svizzera Lascia un commento »
“… Il libro che più mi ispira è il volto umano, fino al punto che non riesco a parlare, e nemmeno a formulare un pensiero, se non mi sta davanti qualcuno: almeno uno, un essere vivente; allora sono sicuro che il discorso si snoda in tutta abbondanza, come un torrente, a volte in troppa piena. Mi succede così quando predico, ad esempio: pur dopo anni e anni di praticaccia. E’ così: non mi viene la parola se non mi rappresento qualcuno in ascolto o che mi parli. Anzi, è questa la ragione per cui quasi tutto il mio scrivere si svolge in forma di colloquio: è sul filo dell’io e del tu che si snoda il discorso. A osservare bene, tutta la mia poesia è un colloquio.
No, non c’è praticaccia che tenga: se non guardo in faccia la gente, non riesco a parlare.
Sì, il mio primo libro è la faccia dell’uomo. Sono uno dal colloquio a vivo, più che di lettura, anche se il desiderio di leggere mi perseguita con graffiante nostalgia: uno dei tanti desideri che mi lampeggiano dentro, da sempre.” (David Maria Turoldo, La mia vita per gli amici)
La cultura e il linguaggio delle destre: l’ex ministro Ignazio La Russa insulta l’attore Ascanio Celestini. Disgustoso (La Russa, naturalmente)
Pubblicato: 21 novembre 2011 Filed under: destre, Linguaggio Lascia un commento »I banchieri uniscono nella protesta estrema destra e estrema sinistra. Stessi slogan, stesse teorie,il più basso tasso d’interesse nazionale, da Ferruccio de Bortoli su Twitter
Pubblicato: 19 novembre 2011 Filed under: destre, Governo Monti 16 Novembre 2001-, sinistre Lascia un commento »I banchieri uniscono nella protesta estrema destra e estrema sinistra. Stessi slogan, stesse teorie, il più basso tasso d’interesse nazionale
da Ferruccio de Bortoli (debortolif) su Twitter.
l’ex comunista Giuliano Ferrara, ora pretoriano di Berlusconi, recita l’atto d’amore per il cav.
Pubblicato: 12 novembre 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, destre, Linguaggio Lascia un commento »
da http://www.linkiesta.it/ferrara-cala-il-sipario-sul-berlusconismo-nel-teatro-di-silvio-e-veronica
Ieri (forse) termina la carriera per il potere politico di Berlusconi. Di certo non termina il “berlusconismo”. Inoltre: memoria del contributo determinante di Veronica Lario
Pubblicato: 9 novembre 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, destre 9 Commenti »Ieri (forse) termina la carriera per il potere politico di Berlusconi. Per l’egemonia, come insegnava Antonio Gramsci.
Di certo non termina il “berlusconismo“, che è insito in una larga parte degli italiani. Giorgio Gaber con spirito profetico diceva: “ Non temo Berlusconi in sé, temo Berlusconi in me“
La cultura della sinistra ora crede (ha fede …) di avere ottenuto lei questo risultato. Ma, a mio parere, l’esito (parziale) è molto più dovuto alla sua ex moglie Veronica Lario qui recitata da Monica Guerritore:
Ce lo si dimentica troppo spesso.
Paolo Ferrario, 9 novembre 2011
Diciamo tutta la verità sul centrodestra di Guido Martinotti, Corriere della sera 8 novembre 2011
Pubblicato: 8 novembre 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, destre, Partiti e coalizioni Lascia un commento »“Dicono tutti che c’è la crisi ma i ristoranti sono pieni” … “Ci ritroviamo dunque a essere governati da uno qualunque, che quando pensa una fesseria qualunque la dice a tutti”, Michele Serra in L’AMACA del 05/11/2011
Pubblicato: 5 novembre 2011 Filed under: destre, Linguaggio Lascia un commento »“Dicono tutti che c’è la crisi ma i ristoranti sono pieni” è un classico dell’uomo della strada. Lo dice il tassista, lo dice l’avventore del bar, probabile che lo abbia detto ciascuno di noi in uno di quei momenti di spensierata dabbenaggine che costellano la vita di ogni persona qualunque. Sentire per la prima volta pronunciare quella frase al G20, da un capo di governo, è una svolta storica: vuoi dire che l’uomo della strada, con tutta la sua spensierata dabbenaggine, è arrivato al vertice. Ci ritroviamo dunque a essere governati da uno qualunque, che quando pensa una fesseria qualunque la dice a tutti. Probabile che alcuni italiani ne siano soddisfatti: “che bello, finalmente un pirla come me è al potere, questa sì che è democrazia”. Ma è probabile, anche, che altri italiani, tra i quali mi annovero, ne siano invece desolati. Forse suggestionati da vecchie letture scolastiche (Pericle, per esempio) pensavano che la democrazia fosse una selezione dei migliori. Aperta a tutti, ma destinata a individuare i migliori. Il vecchio concetto di classe dirigente, insomma. Ritrovarsi rappresentati nel mondo da uno che pensa e parla come l’ultimo di noi è un bruciante fallimento. Votare per uno “come noi” significa sprecare il voto e sprecare la democrazia. Vogliamo votare per uno che sia migliore di noi. Per questo – so-prattutto – non abbiamo mai votato Berlusconi.
Da La Repubblica del 05/11/2011.
il linguaggio delle destre: l’ex radicale on. Stracquadanio offende in modo insultante e sprezzante un giovane giornalista
Pubblicato: 3 novembre 2011 Filed under: destre, Linguaggio 4 Commenti »La rappresentazione visiva di Silvio Berlusconi nel mondo
Pubblicato: 12 ottobre 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, destre, Linguaggio Lascia un commento »LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica. Una rassegna all’interno del ciclo politico 1994-?, a cura di Paolo Ferrario
Pubblicato: 11 ottobre 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, destre, Linguaggio Lascia un commento »LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica
Dal 1994, con il dominio del berlusconismo, non solo inizia un nuovo ciclo della politica italiana ma si instaura, anche in relazione alla potenza informativa delle televisioni, un diverso tipo linguaggio della comunicazione politica.
Questo linguaggio funziona così:
- aggressività: tono alto della voce, digrignamento dei denti, insulti corredati da risate sgangherate
- denigrazione morale dell’avversario: consiste nello svilire PRIMA la persona parlante e POI i suoi argomenti
- indifferenza morale in rapporto agli esiti della denigrazione
- menzogna e disconferma: l’affermazione del giorno precedente viene smentita il giorno dopo: questo per ottenere l’effetto “schizzo di fango” (qualcosa resterà, anche se smentito
il linguaggio istituzionale delle destre berlusconiane
Pubblicato: 22 settembre 2011 Filed under: destre, Linguaggio Lascia un commento »La giornata di ieri era iniziata con l’attacco al Capo dello Stato del capogruppo alla Camera Reguzzoni, il sodale di Bossi che vorrebbe sorgere la Padania sulle ceneri dell’Italia, e per il quale «il popolo conta più di Napolitano». E finita con un Umberto Bossi ai limiti del cattivo gusto, «Napolitano mi è simpatico anche quando mi attacca, lo andrò a trovare». Per non dire dello stesso Berlusconi, che uscito dal Quirinale ha telefonato al ministro Galan e gli ha commentato così l’incontro: «La notizia è che il presidente della Repubblica non si dimette». Come Galan ha riferito, in diretta televisiva, ridendo: «E’ solo una battuta, solo un modo per dire che Berlusconi, a dimettersi, non ci pensa proprio»
da “Presidente, tutto sotto controllo” Il premier sconcerta il Colle- LASTAMPA.it.
Linguaggio: ministro delle Politiche sociali Maurizio Sacconi, la barzelletta delle suore violentate
Pubblicato: 9 settembre 2011 Filed under: destre, Linguaggio Lascia un commento »Silvio Forever, un film di Roberto Faenza e Filippo Macelloni, andato in onda su La7. Dibattito fra Enrico Mentana, Paolo Mieli, Giuliano Ferrara
Pubblicato: 8 settembre 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, destre, italiani, Linguaggio, Partiti e coalizioni, Storia d'Italia Lascia un commento »
Berlusconi: “La frase sul Paese di merda? Sì ma era notte…” | Blitz quotidiano
Pubblicato: 3 settembre 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, Culture politiche, destre, italiani, Linguaggio Lascia un commento »“La frase sul Paese di m.? Sì, ma son cose che si dicono a notte inoltrata”.
Non è facile per il premier di una nazione, grande o piccoloa che sia, giustificare una frase come quella riferita a Berlusconi e intercettata nelle sue conversazioni notturne con l’”amico” (le procure non riescono a dare altre definizioni pertinenti) Lavitola.
Per riuscire nell’impresa di auto-difendersi, il presidente del Consiglio sceglie l’attacco, come nel suo stile, unito alla lamentazione. Il contrario dello stile britannico (never explain, never complain): e infatti per quel “shitty country” (paese di merda) gli inglesi, dal Guardian al Financial Times, si chiedono solamente come mai durante i drammatici giorni dell’attacco speculativo all’Italia, il suo premier passava le notti a discutere con i suoi avvocati. O con i suoi amici.
da Berlusconi: “La frase sul Paese di merda? Sì ma era notte…” | Blitz quotidiano.
Silvio Berlusconi e Lavitola, direttore dell’Avanti:«Io sono assolutamente tranquillo… a me possono dire che scopo, è l’unica cosa che possono dire di me, è chiaro? Mi mettono le spie dove vogliono, mi controllano le telefonate… non me ne fotte niente… Io tra qualche mese me ne vado per i c… miei… da un’altra parte e quindi… vado via da questo Paese di m… di cui sono nauseato… punto e basta»
Pubblicato: 2 settembre 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, Culture politiche, destre, Linguaggio Lascia un commento »Da un lato il proprietario e direttore della testata Avanti! , che fu organo del Psi, si adoperava per aumentare le ansie giudiziarie del premier, e dall’altro provava a dirigere a proprio vantaggio le mosse processuali di Gianpaolo Tarantini, divenuto famoso per aver accompagnato donne a pagamento nelle residenze del capo del governo. E che al capo del governo poteva e potrebbe procurare qualche problema se dai fascicoli ancora segreti uscissero, nel processo barese a suo carico, le telefonate tra lui e Berlusconi; «ricordo che erano politicamente… mediaticamente pesanti», dice Tarantini a Lavitola in una telefonata.
È questo l’oggetto della trattativa nella quale Lavitola prendeva da Berlusconi i soldi per addomesticare Tarantini, ma al tempo stesso li nascondeva a Tarantini trattenendone per sé una buona fetta. Così si muoveva, nella ricostruzione dei pubblici ministeri napoletani, questo «soggetto senza scrupoli che non sembra fermarsi davanti a nulla», e nel suo ufficio romano di via del Corso tiene in bella vista le foto sue e del figlio in compagnia del premier.
«Nauseato da questo Paese»
Con Berlusconi Lavitola giocava al rialzo, puntando sui rischi che il presidente del Consiglio poteva correre nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P4, dove peraltro è indagato Lavitola e non Berlusconi. Che infatti gli dice: «Non me ne fotte niente, capito?».
È la conversazione intercettata il 13 luglio scorso, alle 11 e un quarto di sera, nella quale il premier si lancia in un autentico sfogo: «Io sono assolutamente tranquillo… a me possono dire che scopo, è l’unica cosa che possono dire di me, è chiaro? Mi mettono le spie dove vogliono, mi controllano le telefonate… non me ne fotte niente… Io tra qualche mese me ne vado per i c… miei… da un’altra parte e quindi… vado via da questo Paese di m… di cui sono nauseato… punto e basta».
Napoli, arrestato Tarantini con la moglie per estorsione a Berlusconi. Lavitola latitante | Blitz quotidiano
Pubblicato: 1 settembre 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, Culture politiche, destre, italiani, Linguaggio, Mafie Lascia un commento »L’inchiesta che ha portato all’arresto di Tarantini – l’imprenditore barese che nel 2008 aveva portato Patrizia D’Addario a palazzo Grazioli – era stata al centro di una anticipazione, il 24 agosto scorso, del settimanale Panorama. Nell’indagine anche Valter Lavitola, direttore ed editore del quotidiano online Avanti!, per il quale è stato chiesto l’arresto. L’inchiesta è condotta dai sostituti procuratori Henry John Woodcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli. Secondo Panorama, l’estorsione ai danni del Cavaliere sarebbe consistita in un versamento di 500 mila euro a Tarantini e in altre somme(20mila euro) versate ogni mese per pagare l’affitto della casa romana, forse quella in via Veneto dove oggi l’imprenditore barese e la moglie sono stati arrestati. Il presidente del Consiglio ha negato di essere vittima di un’estorsione e a Panorama ha dichiarato: ”Ho aiutato una persona (cioè Tarantini, ndr) e una famiglia con bambini che si è trovata e si trova in gravissime difficoltà economiche. Non ho fatto nulla di illecito, mi sono limitato ad assistere un uomo disperato non chiedendo nulla in cambio”.
L’ipotesi della procura di Napoli, secondo la ricostruzione di Panorama, è che Tarantini abbia ricevuto il compenso per continuare a dichiarare, nel processo barese in cui è indagato, che Berlusconi non sapeva di ospitare alle sue feste escort prezzolate dallo stesso imprenditore pugliese. Secondo l’accusa, il mezzo milione sarebbe dovuto servire, soprattutto, a convincere Tarantini a scegliere la strada del patteggiamento in un procedimento in cui sarebbe l’unico imputato, evitando così un processo pubblico con la conseguente diffusione di intercettazioni telefoniche ritenute imbarazzanti per il premier.
Renato Brunetta. Questo è il linguaggio del ministro della pubblica amministrazione del Governo Berlusconi: “voi non lavorate …. siete dei cretini …. cretino … cretino … cretino “, 27 luglio 2011
Pubblicato: 28 luglio 2011 Filed under: destre, Linguaggio, Ministeri, Pubblica Amministrazione Lascia un commento »Questo è il ministro della pubblica amministrazione del Governo Berlusconi: “voi non lavorate …. siete dei cretini ….”
La Svolta linguistica: il linguaggio della politica italiana nel sultanato berlusconiano. Una rassegna di parole e frasi 2000-2006
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: destre, Linguaggio, Televisione Lascia un commento »LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica
Dal 1994, con il dominio del berlusconismo, non solo inizia un nuovo ciclo della politica italiana ma si instaura, anche in relazione alla potenza informativa delle televisioni, un diverso tipo linguaggio della comunicazione politica.
Questo linguaggio funziona così:
- aggressività: tono alto della voce, digrignamento dei denti, insulti corredati da risate sgangherate
- denigrazione morale dell’avversario: consiste nello svilire PRIMA la persona parlante e POI i suoi argomenti
- indifferenza morale in rapporto agli esiti della denigrazione
- menzogna e disconferma: l’affermazione del giorno precedente viene smentita il giorno dopo: questo per ottenere l’effetto “schizzo di fango” (qualcosa resterà, anche se smentito
da: www.segnalo.it – Tracce – Svolta linguistica.
Il Presidente del consiglio Silvio Berlusconi e il rais della Libia Gheddafi
Pubblicato: 23 febbraio 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, destre, islamismo, Linguaggio Lascia un commento »Silvio Berlusconi, è «prigioniero del mondo che lui stesso ha creato», New York Times
Pubblicato: 25 gennaio 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, Culture politiche, destre, Linguaggio, Storia d'Italia Lascia un commento »
Come ogni soap opera che si rispetti, la locandina è melodrammatica: il protagonista, Silvio Berlusconi, è «prigioniero del mondo che lui stesso ha creato»; la donna dello scandalo, Ruby Rubacuori, ha un soprannome adatto alla parte e recita il copione strappalacrime con frasi del tipo «Ho inventato una vita parallela». IlNew York Times si è inventato questa vignetta-poster per corredare l’articolo sul caso Ruby – intitolato «Surreale: una soap opera con Berlusconi» – in cui si racconta l’apparizione televisiva della «bellissima ballerina da nightclub18enne»Karima el Mahroug al programma di Alfonso Signorini su Canale 5, Kalispera.

La performance di Ruby, scrive Rachel Donadio, è stata «l’ultima puntata di una tragicommedia surreale e molto italiana che mescola fatti e finzione, realtà e reality tv, in una terra in cui il confine tra apparenza e realtà è stato a lungo confuso, dentro e fuori la politica». Il Nyt riferisce della testimonianza di Ruby, che ha raccontato di non aver mai avuto rapporti sessuali con il premier.
L’indagine in corso– prosegue il Nyt – è l’ultimo episodio di un melodramma in onda da 17 anni, recitato da Berlusconi di fronte a un’audience «plasmata dalla cultura televisiva sensazionalistica» che lui ha contribuito a creare con la principale emittente privata italiana. «Oggi, la tensione drammatica sale». E Berlusconi sembra «sempre meno il leader di un Paese europeo occidentale e sempre più un personaggio di un dramma di fine impero romano, i cui attori sembrano ormai aver perso il controllo del loro destino».
Il New York Times pone la domanda che si fanno in molti, in Italia e all’estero:com’è possibile che Berlusconi sia ancora al potere? «La risposta è semplice: la politica». Secondo il Nyt «un numero crescente di italiani cambierebbero canale se ci fosse un’alternativa», ma la sinistra è debole e il centro sfocato. Per ora, il primo ministro ha una maggioranza parlamentare, anche se di stretta misura. Il suo destino è in mano alla Lega Nord, «sempre più irrequieta» e «nessuno ha escluso elezioni anticipate».
“Contestualizzare” il favoreggiamento della prostituzione minorile e della concussione?
Pubblicato: 19 gennaio 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, Culture politiche, destre, Diritto Penale, Linguaggio 3 Commenti »Qualche mese fa, dopo una bestemmia del presidente del consiglio Berlusconi alla fine di una sua barzelletta, un esponente della gerarchia cattolica, custode della morale, disse che bisognava “contestualizzare” l’evento.
«La bestemmia va contestualizzata” dichiarava Monsignor Fisichella». «Bisogna sempre in questi momenti saper contestualizzare le cose – proseguiva il presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della Nuova Evangelizzazione – Certamente non bisogna da un lato diminuire la nostra attenzione, quando siamo persone pubbliche, a non venir meno a quello che è il nostro linguaggio e la nostra condizione. D’altra parte credo che in Italia dobbiamo essere capaci di non creare delle burrasche ogni giorno per strumentalizzare
situazioni politiche che hanno già un loro valore piuttosto delicato. Ritengo anche che si debba fare di tutto per evitare il conflitto e dobbiamo quindi guardare a cose più importanti
In sostanza per la struttura del potere della chiesa cattolica una bestemmia in sede pubblica di Berlusconi non era da criticare.
In questi giorni l’accusa è di favoreggiamento della prostituzione minorile e di concussione. Probabilmente anche questi fatti “privati” dell’uomo più pubblico che ci sia andranno “contestualizzati” per l’altissimo prelato della chiesa cattolica?
Paolo Ferrario, 19 gennaio 2011
per memoria ricordo questo accorato messaggio di un parroco di campagna:
Pubblichiamo la lettera che il parroco di Antrosano, don Aldo Antonelli (già parroco di Poggio Filippo) ha inviato al Cardinale Bagnasco dopo le posizioni assunte dalla Chiesa sugli ultimi episodi che sono avvenuti in Italia (25 novembre 2010).
Signor Cardinale,
mi rivolgo a Lei come Presidente della Conferenza Episcopale Italiana per esprimerle il mio disagio e porle delle domande.
In questi ultimi tempi si è andata ingrossando la valanga di volgarità e di oscenità che già da tempo investe il paese Italia e che sta cancellando, ogni giorno di più, ogni traccia di pudore, senso del limite, coscienza di dignità e che ha imposto un degrado dell’etica pubblica, insomma tutte quelle virtù che con fatica noi parroci cerchiamo di impiantare e tener vive nell’anima dei nostri fedeli.
Da tempo anche i laici più avvertiti lamentano i pericoli di questa deriva, se già nel lontano 2007 Eugenio Scalfari su Repubblica denunciava il pericolo di un andazzo che “vellica gli istinti peggiori che ci sono in tutti gli esseri umani. Impastando insieme illusorie promesse, munificenza, bugie elette a sistema, tentazioni corruttrici, potere mediatico. Una miscela esplosiva, capace di manipolare e modificare in peggio l’antropologia di un intero paese” (Eugenio Scalfari su La Repubblica del 25.11.2007).
Il disagio di fronte a questo stato di cose è ancor più esacerbato dalle cene allegre del segretario di Stato, dalle parole equivoche di Mons. Fisichella e dal silenzio correo di Lei, presidente della CEI.
Soprattutto le parole di contestualizzazione di mons. Fisichella che mirano a giustificare ciò che invece bisognerebbe condannare e i Suoi silenzi prudenziali che tendono a “coprire” ciò che non si può più tacere, appaiono a noi, parroci di periferia, inequivocabilmente immorali e omicidi.
Noi, cui le bestemmie dei violenti fanno meno paura che il silenzio degli onesti.
Cosa altro deve avvenire perché finalmente si oda il Vostro grido e la Vostra condanna? Quale maledizione perché Voi Vescovi finalmente parliate? Il disagio, alla base, è grande.
E in questo disagio si fa strada lo smarrimento, lo sconcerto, la desertificazione degli orizzonti, il dubbio di non essere più all’altezza delle problematiche che la realtà impone. E sorgono delle domande, grosse e gravi come macigni.
Sinteticamente, per non trattenerla oltre il dovuto, ne enumero tre.
1. Circa le parole di mons. Fisichella, le chiedo: ci possono essere situazioni nelle quali la bestemmia diventa lecita? E, nel caso, quali sono? Noi parroci vorremmo conoscerle queste situazioni, individuare questi contesti, anche per risparmiare ai nostri fedeli inutili rimorsi di coscienza….
2. Sempre in tema di “contestualizzazione” le chiedo: perché questa “accortezza cautelativa” è stata usata per Berlusconi mentre è stata accantonata per casi ben più gravi e drammatici come per Welby ed Eluana Englaro? Forse che nell’applicazione della legge morale, anche nella Chiesa esistono corsie preferenziali per l’imperatore ed impraticabili ai comuni mortali?
Ricordo che per i funerali religiosi di Welby, vergognosamente vietati dalla chiesa, fui contattato dai familiari per una benedizione in aperta piazza; declinai l’invito, ricorrendo quel giorno la Domenica della Palme, ma anche per una mancanza di coraggio di cui oggi mi vergogno.
3. Quanto ai suoi silenzi, che sembrano programmati al fine di barattarli con vantaggi corposi circa, per es., il finanziamento delle scuole cattoliche, le chiedo: che differenza c’è tra una prostituta che vende il corpo per danaro ed una chiesa che, sempre per danaro, svende l’anima? Nella mia sensibilità morale una differenza c’è: una donna povera ha comunque il diritto a vivere, mentre la chiesa, per vivere, memore delle parole del suo Maestro, deve pur saper morire.
LA POLITICA DELL’INSULTO (e la conferma della volgarità e degradazione rafforzata dalla signora Santanchè) di CLAUDIO MAGRIS, 20 agosto 2010 – Corriere della Sera
Pubblicato: 20 agosto 2010 Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, destre, Linguaggio 4 Commenti »….
Volgarità e sconcezze, in questi giorni, arrivano da tutte le parti e da persone che si credono élite, classe dirigente, leader e maestri nell’arte della politica. Nei confronti delle donne le scemenze ingiuriose si scatenano con particolare indecenza, specie da parte di ex partner, e non valgono certo di più dell’insulto che qualsiasi ubriaco può indirizzare a una signora che in quel momento gli passa accanto; anche fra le donne, peraltro, c’è chi non è da meno nella gara alla scurrilità.
Ci si può chiedere come mai e perché alcune elementari regole del vivere civile sembrano scomparse. Quegli insulti divenuti abituali e assurti a linguaggio della politica sono inaccettabili, ma non solo perché si esprimono con quelle parole grossolane che tutti gli adolescenti hanno adoperato e adoperano e che non sono certo un peccato mortale. La violenza di questa degenerazione dei normali rapporti civili non risiede in una rozza maleducazione, ma nella sostanziale mancanza di rispetto che la genera.
…
Non è uno scandalo che esistano queste volgarità; il grave è che esse non destino scandalo, che i loro autori non paghino dazio per il loro smercio di porcherie. È avvenuto qualcosa, nella nostra società, che ha mutato radicalmente quelle che ritenevamo regole pacificamente e definitivamente acquisite al vivere civile. Certe indecenze dovrebbero venire automaticamente sanzionate; se vengo invitato a casa di qualcuno e mi metto a sputare per terra, parrebbe logico che, quanto meno, non mi si inviti più e si cerchi di tenermi alla larga.
…
È avvenuta una radicale trasformazione che, distruggendo le vecchie classi — la classica borghesia, il classico proletariato — in un processo che per altri aspetti è stato liberatorio, ha distrutto sensibilità, valori, regole che ritenevamo componenti essenziali del patrimonio genetico della nostra società e del nostro Paese.
…
È questa trasformazione che ha sconvolto pure la politica, cogliendo di sorpresa chi credeva che certi valori e certe regole fossero alla base del nostro vivere politico e civile e si è trovato spiazzato in un agone in cui quei valori e quelle regole non contano più. In tutto ciò vi è anche un elemento pacchianamente comico, come nei vecchi film che facevano ridere mostrando personaggi che andavano a gambe all’aria, finendo magari in liquami poco appetitosi. Forse oggi solo un artista comico — ad esempio il Benigni di certi inesorabili e umanissimi sketch — può aiutarci, sbeffeggiando questa realtà e permetterci quindi di superarla.
La letteratura avrebbe bisogno di un Gadda, l’unico genio in grado di narrare questo formaggio verminoso, di ritrarre quei visi dei o delle turpiloquenti che spesso, nella smorfia dell’insulto, rischiano di rivalutare le vecchie teorie di Lombroso sulla fisiognomica
Così risponde Claudio Magris alla signora Santanchè che ha voluto intervenire qui sulla sua analisi:
Ringrazio la signora Santanchè per l’attenzione e per la sua lettera che conferma il mio articolo. (c. m.)
Le leggi e le procedure NON sono uguali per tutti: il PDV (Partito dei Suvisti) usa la prepotenza e la tracotanza del Potere per alterare le regole
Pubblicato: 6 marzo 2010 Filed under: 2 - POLITICA ITALIANA, destre, Elezioni, Linguaggio 1 Commento »Grandi automobili adatte ai deserti ed alle strade sterrate sono, invece, usate in città quali segni di potere.
Sotto casa al pomeriggo una decina di queste automobili bloccano una via centrale della città: le mogli dei possessori di Suv vengono a prendere i loro pargoli ad una scuola privata. Sono i figli del potere.
Se piove queste automobili schizzano fango ed acqua su chi cammina lungo i marciapiedi. I guidatori, dalla loro postazione alta ridono.
Sono i Suvisti.
“Suvisti” è la metafora adatta a definire questi boiardi della politica italiana. Boiardi eletti da un 30% di voti fra cui anche persone “normali”, di reddito medio basso, pensionati.
Il PDL Partito delle Libertà (della LORO libertà) è in realtà PDV Partito dei Suvisti.
La mia domanda alla Sfinge è:
qual’è il voto alle prossime elezioni regionali del 28 e 29 marzo 2010 che più danneggia il PDV?
CORRIERE DELLA SERA: UN DECRETO PER LE LISTE PDL;
LA REPUBBLICA: LE LISTE PDL SALVE PER DECRETO;
LA STAMPA: CAOS LISTE, VARATO IL DECRETO;
IL FOGLIO: IL FALLIMENTO DEL PDL. DIETRO IL PASTICCIACCIO DELLE LISTE C’E’ UNA RESA DEI CONTI ANTICIPATA;
IL MESSAGGERO: CAOS LISTE, VARATO IL DECRETO;
IL SOLE 24 ORE: DECRETO PER SALVARE LE LISTE;
In ogni caso gli avvenimenti delle ultime ore sono destinati a lasciare un’impronta sulle istituzioni. È facile capire con quale spirito il presidente della Repubblica si sia accinto alla firma. Se lo ha fatto, è perché ha ritenuto di dover evitare un grave scontro istituzionale. Senza dubbio un ruolo lo ha svolto nelle ore cruciali il presidente della Camera e questo dimostra che Fini, al di là delle polemiche, ha compiti preziosi di raccordo tra i palazzi romani. Certo, dopo questa vicenda è difficile immaginare che destra e sinistra tornino a discutere a breve di riforme. La verità è che Berlusconi ha ottenuto il suo scopo, ma le macerie stanno aumentando.
Stefano Folli,
Il Sole 24 Ore
LIBERO: DECRETO SALVA-VOTO, SILVIO SFIDA TUTTI PER SVENTARE LA RAPINA;
EUROPA: IL DECRETO DEI DISPERATI NON PUO’ PIACERE A NAPOLITANO;
SECOLO D’ITALIA: SOLUZIONE POLITICA;
L’UNITA’: PARTITA TRUCCATA;
LA DISCUSSIONE: COMPROMESSO DI PALAZZI;
IL RIFORMISTA: DECRETO PER IL PDL;
LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica, www.segnalo.it
Pubblicato: 21 dicembre 2009 Filed under: destre, Linguaggio Lascia un commento »LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica
Dal 1994 non solo inizia un nuovo ciclo della politica italiana ma si instaura e diffonde come un virus, anche in relazione alla potenza informativa delle televisioni, un diversotipo linguaggio della comunicazione politica.
Questo linguaggio funziona così:
- aggressività: tono alto della voce, digrignamento dei denti, insulti corredati da risate sgangherate
- denigrazione morale dell’avversario: consiste nello svilire PRIMA la persona parlante e POI i suoi argomenti
- indifferenza morale in rapporto agli esiti della denigrazione
- menzogna e disconferma: l’affermazione del giorno precedente viene smentita il giorno dopo: questo per ottenere l’effetto “schizzo di fango” (qualcosa resterà, anche se smentito)
Paolo Ferrario: La svolta linguistica, Facebook
Pubblicato: 16 novembre 2009 Filed under: comunione e liberazione, destre, Linguaggio Lascia un commento »Intendo fare una ricerca abbastanza sistematica su quella che chiamo
LA SVOLTA LINGUISTICA DELLA NUOVA DESTRA
qui un primo repertorio dal 2000 al 2006:
http://www.segnalo.it/TRAC CE/svoltalingua/INDEX-SVOLTALINGUA.htm
Il linguaggio inaugurato dal 1994 ha questi tratti comunicativi:
- aggressività: tono alto della voce, digrignamento dei denti, insulti corredati da risate sgangherate
- denigrazione morale dell’avversario: consiste nello svilire PRIMA la persona parlante e POI i suoi argomenti
- indifferenza morale in rapporto agli esiti della denigrazione
- menzogna e disconferma: l’affermazione del giorno precedente viene smentita il giorno dopo: questo per ottenere l’effetto “schizzo di fango” (qualcosa resterà, anche se smentito)
Oggi è il cattolico di comunione e liberazione Renato Farina a fare una operazione di denigrazione morale, indifferente al possibile assassinio di Roberto Saviano per mano della camorra campana:
“Quello di Saviano è l’anatema di un guru diventato giannizzero“
C’è una notazione interessante:
i cattolici di comunione e liberazione decono di sè di essere “per la PERSONA“
Tuttavia loro intendono per “PERSONA” solo se stessiLa cultura della sinistra ha reagito alla svolta linguistica della nuova destra con una simmetrica comunicazione che ha questi tratti:
- aggressività: tono alto della voce, digrignamento dei denti, insulti corredati da risate sgangherate
- denigrazione morale dell’avversario: consiste nello svilire PRIMA la persona parlante e POI i suoi argomenti
- indifferenza morale in rapporto agli esiti della denigrazione
- “benaltrismo“: data la difficoltà a elaborare programmi credibili nella gran parte della opinione pubblica l’interiezione-chiave è “ma il problema è un altro“
Ma hanno fatto di ben peggio: le sinistre hanno intenzionalmente e strategicamente affossato i due governi Prodi (1998 e 2008), che erano l’unica prospettiva riformistica di una politica aggiornata di centrosinistra capace di competere sul piano dei programmi a quelli che sono poi stati vincenti ale elezioni.
Se siamo nella situazione in cui siamo le responsabilità sono lì sulla cronaca storica belle e chiare
Raffaele La Capria, Uovo di sinistra, gallina di destra, Corriere della Sera 4 novembre 2008
Pubblicato: 4 novembre 2008 Filed under: destre, sinistre Lascia un commento »Magari guardando ad un oggetto terzo.
Per esempio le campagne, la terra, le strade, la dipendenza energetica, la contabilità dello stato, gli arabi che se la ridono della crisi bancaria, i terroristi nostrani e musulmani che non hanno rinunciato alle “azioni esemplari” …
Così la racconta Raffaele La Capria:
Nella prima decade del Duemila l’ Italia era divisa in due partiti accanitamente opposti l’ uno all’ altro e decisi a farsi guerra a oltranza. Il primo di questi partiti, il partito di destra, sosteneva che era nata prima la gallina e poi l’ uovo. Il partito di sinistra, con argomenti altrettanto convincenti, sosteneva che era nato prima l’ uovo e poi la gallina. Queste due tesi contrapposte avevano dato origine a dispute interminabili non solo tra gli studiosi dell’ una e l’ altra parte, ma avevano appassionato anche il popolo e a volte avevano provocato manifestazioni, girotondi e cortei. Chi sosteneva che era nata prima la gallina diceva di affermare una cosa ovvia, evidente, perché è noto a tutti che è la gallina a far l’ uovo, non c’ è nemmeno da discutere su questo, solo quei pazzi della sinistra potevano dire che non era così, abituati com’ erano a negare l’ evidenza. Quelli del partito della gallina portavano a testimonianza la Bibbia. Non è scritto nella Genesi: «E Dio disse: produca la terra animali viventi secondo le loro specie»? E la gallina non è un animale? Sicuramente non è scritto: «E Dio disse; produca la terra le uova», come a Pasqua. La vantata origine divina dunque nobilitava la causa della destra e i sostenitori della primogenitura della gallina si sentivano superiori agli altri per questa ragione. La sinistra difendeva a spada tratta il primato dell’ uovo e ne proclamava innanzitutto la supremazia estetica, perché l’ uovo è bello, è una forma perfetta ma non ha l’ immobilità della perfezione, quella della sfera. Un uovo, rimanendo uovo, può mutare, può essere più gonfio o meno gonfio, più a punta o più rotondetto, insomma è bello, vario e perfetto e ha una struttura elicoidale. Inoltre è puro, concettuale e ha la bellezza di un ragionamento ben condotto, nessuno infatti può permettersi di cercare un pelo nell’ uovo. L’ uovo è metafisico, non è razzolante e prosaico come la gallina, non ha il cervello di una gallina, animale da cortile che pur avendo le ali non sa volare. È evidente, e tutti lo sanno, che dall’ uovo nasce il pulcino che diventerà un pollo o una gallina. Come si può dubitarne? Non c’ è nemmeno da discutere su questo, solo quei pazzi della destra potevano sostenere che non era così. Infine se la destra vanta l’ origine divina della gallina, la sinistra afferma dal canto suo che quando tutto ebbe inizio col Big Bang, quell’ evento altrettanto divino può essere solo paragonabile alla rottura dell’ uovo che precede la nascita. Cosa c’ è di più bello che pensare all’ Inizio di tutto come a un grande uovo cosmico che si dischiude e dà vita all’ universo? Soliti idealismi, astratti e inutilmente sublimi, dicevano a destra. Ma lo sanno o non lo sanno che solo quando è covato un uovo fa nascere il pulcino? E chi cova l’ uovo se non la gallina? Già – prontamente replicavano a sinistra – ma questo argomento lascia insoluto l’ altro, perché la gallina covatrice a sua volta è nata da un uovo e questo solo un deficiente di destra può metterlo in dubbio. E così questa disputa che andava per le lunghe senza una soluzione, un effetto lo produceva ugualmente perché esacerbava gli uni e gli altri e il sentimento più forte che produceva era l’ odio. L’ odio si manifestava in tanti modi, attraverso il discorso pubblico, le trasmissioni televisive, i titoli dei giornali, la satira allineata, le vignette di complemento. Quest’ odio aveva infettato gli estremisti dei due partiti e quelli di destra dicevano che l’ uovo era buono solo per fare una frittata, cioè a confondere le cose. E infine ricordassero bene, quelli di sinistra, che il loro uovo non era nato dal grembo del cosmo ma dal culo escrementizio di una gallina. La reciproca derisione era sempre più violenta e nelle dimostrazioni di piazza i più agitati di destra lanciavano uova sugli avversari di sinistra in segno di disprezzo per dimostrare che l’ unico uso che si poteva fare dell’ uovo era quello. Gli altri, quelli di sinistra, rispondevano al lancio con dei Chicchiricchiiiiiii!, alludendo con ciò all’ uso che il gallo fa della gallina. I sostenitori della priorità della gallina erano i fascisti, dicevano, che in realtà davano più importanza al gallo che alla gallina, al gallo stupratore. Dunque i sostenitori della gallina erano in realtà sostenitori del gallo maschilista e fascista e il Chicchiricchiiiiiiii! gridato nelle piazze dalla sinistra voleva alludere proprio a questo. E così mentre la crisi globale si annunciava tremenda come uno tsunami, a destra e a sinistra erano immersi fino al collo in questa disputa e dimenticavano tutto il resto. Uno diceva la gallina, l’ altro diceva l’ uovo, uno diceva «le nostre idee sono chiare», l’ altro diceva «siamo sereni», tra continue «pause di riflessione» e l’ assicurazione che «stavano lavorando», il Paese ormai diventato indifferente sia alla gallina che all’ uovo andava inesorabilmente chissà dove, chissà dove, chissà dove…














