è morto Oscar Luigi Scalfaro, Presidente della Repubblica nel periodo 1992-1999. Il ricordo di Walter Veltroni
Pubblicato: 29 gennaio 2012 Filed under: ciclo politico 1994-2011, eroi civili, Presidente della Repubblica, Storia d'Italia Lascia un commento »era un uomo severo e simpatico.
gli volevo molto bene.
ha difeso la democrazia e la costituzione quando non era semplice .
grazie, presidente.
Walter Veltroni
tramite: walter veltroni (veltroniwalter) su Twitter.
COSTA CONCORDIA, «TUTTI SALVI SE SCHETTINO NON AVESSE TARDATO A DARE L’ALLARME», da Ore 12 di Corriere.it
Pubblicato: 26 gennaio 2012 Filed under: italiani 1 Commento »COSTA CONCORDIA, «TUTTI SALVI SE SCHETTINO NON AVESSE TARDATO A DARE L’ALLARME»
Per l’ammiraglio Brusco la responsabilità è del comandante
http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_26/giglio-ammiraglio-capitanerie_0dbb9b82-4807-11e1-9901-97592fb91505.shtml
Giovedì 26 gennaio 2012
VAL di SUSA, 26 ARRESTI PER GLI SCONTRI DI LUGLIO
Pubblicato: 26 gennaio 2012 Filed under: italiani, Lega nord, Linguaggio, Lobbies e corporazioni, Mafie, populismo, sinistre, violenza urbana Lascia un commento »
Nel mirino leader dei No Tav e dell’area antagonistaI reati: lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale
http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_26/arresti-valsusa_49d72a9a-47e5-11e1-9901-97592fb91505.shtml
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finalmente la magistratura fa quello che DOVEVA fare
PFerrario
istigatori di violenza ed eversione: L’anatema di Beppe Grillo “Fuori Tutti! Destra, sinistra… o succederà l’ira di Dio!” – Agorà
Pubblicato: 19 gennaio 2012 Filed under: italiani, Linguaggio, Lobbies e corporazioni, Mafie, populismo, terroristi, violenza urbana 3 Commenti »la recessione è una malattia dell’economia che diventa malattia della psiche. La responsabilità raddoppia, di Michele Serra
Pubblicato: 13 gennaio 2012 Filed under: italiani 1 Commento »
IARUSSI, C’era una volta il futuro L’Italia della Dolce Vita
Pubblicato: 7 gennaio 2012 Filed under: Il Mulino, italiani, LIBRI NEWS, Storia d'Italia 1 Commento »|
O. IARUSSI C’era una volta il futuro L’Italia della Dolce Vita Collana “Intersezioni”
pp. 156, € 14,00 in libreria dal 03/11/2011 |
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“Che cosa c’era davvero in quel film sotto la patina dello scandalo? Quale Italia promettente e deludente raccontava? E che cosa ci è successo? L’Italia della Dolce Vita - sembra il titolo di un ‘progetto per il passato’, mentre la favola raccontata ai nostri figli riserva un incipit un po’ inquietante: c’era una volta il futuro…”. L’Italia che nel 1961 celebra i cent’anni dall’unità è un paese giovane, in preda a un’incontenibile voglia di crescita. Uscito sconfitto e immiserito dalla seconda guerra mondiale, si lancia in un vorticoso sviluppo industriale e dei consumi che mette in soffitta le memorie della sua identità contadina. Tra il 1959 e il 1963, la stagione del boom coincide con la cosiddetta “Dolce Vita”. Simbolo del vitalismo disordinato ed euforico dell’Italia del miracolo economico, il capolavoro di Fellini è un repertorio dei tic, delle contraddizioni, delle zone d’ombra di quell’esplosiva fame di futuro. Ma i grandi temi che attraversano il film -l’informazione, la cultura, la fede, la famiglia, l’eros – ci parlano a ben vedere della realtà di oggi, di un’Italia grottescamente più felliniana di Fellini, e soprattutto avvitata nella cupa sensazione di avere “un grande futuro dietro le spalle”. Oscar Iarussi, critico cinematografico, è giornalista della “Gazzetta del Mezzogiorno”. Insegna Storia del cinema americano nell’Università di Bari. Tra i suoi libri: “Lettera aperta. Sud, Nord e altre storie” (Manni, 2003), “L’infanzia e il sogno. Il cinema di Fellini” (Ente dello Spettacolo, 2009); ha curato inoltre “Viva l’Italia. Undici racconti per un paese da non dividere” (Fandango Libri, 2004) e il catalogo “Frontiere. La prima volta” (Laterza, 2011).
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Volumi – O. IARUSSI, C’era una volta il futuro.
partiti familiari: la famiglia Antonio Di Pietro e le parole di Catone
Pubblicato: 30 dicembre 2011 Filed under: destre, italiani, Lobbies e corporazioni, Mafie, sinistre Lascia un commento »cum culpant alios, nemo sine criminis vivit.
Guardali, gli uomini,
come vivono,
mentre biasimano gli altri: nessuno
è senza colpa
Catone, Distici
Medusa editore
Traduzione di Giancarlo Pontiggia
Figli e cognati in Parlamento
E cioè di come anche i politici avanzino per discendenza dinastica. Con un pater familias potente che irradia il suo potere sui parenti, con lo stesso assolutismo di un Re. Certo, la sera in cui Umberto Bossi si è presentato a palazzo Grazioli ad uno dei vertici del centrodestra accompagnato dal figlio Renzo, Silvio Berlusconi è stato festosissimo e si può capire perché: per il Cavaliere il partito personale è sempre stata una vocazione e tanto meglio se diventa un modello. Naturalmente Silvio chiese di tornare, invito che i due Bossi hanno raccolto. Sorride Bruno Tabacci, un battitore libero che si è formato nella Prima Repubblica: «Ma ve l’immaginate Andreotti, Moro o Fanfani che si presentano ad un vertice con Nenni o Berlinguer portandosi dietro uno dei loro figli? E il buon Amintore di figli ne aveva otto… La verità – ma molti l’hanno dimenticata – è che nella Dc i figli dei leader non potevano entrare in politica sino a quando la parabola politica dei genitori non si fosse conclusa.
Una legge non scritta, ma ferrea». Vero. Rosa Russo Iervolino e Sergio Mattarella, Mario Segni ma anche Antonio Gava sono tutti entrati in scena quando ne erano usciti i loro importanti genitori. Nella Prima Repubblica, seppure con qualche eccezione (Giorgio La Malfa, figlio di Ugo, ebbe in dono il nomignolo di «Gesù Bambino»; Bobo Craxi fu fatto segretario milanese del Psi dal padre Bettino) si usava così. Certo, c’è il precedente memorabile di Galeazzo Ciano che sposò la figlia di Mussolini nel 1930 e, da adetto di ambasciata a Rio de Janeiro, nel giro di 5 anni sarebbe diventato ministro della Stampa e Propaganda e poi degli Esteri. Eppure la novità del familismo in politica scoppia in tutto il suo splendore nella Seconda Repubblica. Per prima cosa sono spuntati i partiti personali – Forza Italia, Rinnovamento Italiano di Dini, l’Italia dei Valori, l’Udeur di Mastella e anche la Lega.Partiti di tradizione democratica hanno smesso di tenere congressi alle scadenze statutarie (dentro An, erede del vivacissimo Msi, l’ultima conta risale a sei anni fa) e passo dopo passo, è spuntato il sottoprodotto del partito personale: la trasmissione dinastica della poltrona.
Che ha colpito tutti. L’ascetico Armando Cossutta che si è portato in Parlamento la figlia Maura, anche il vulcanico leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, che voluto con sé il fratello Marco, il quale ha avuto il coraggio di dire: «Non vedo dov’è lo scandalo. Io nasco calciatore, da qualche anno c’è un leader del centrosinistra che mi stima e mi vuole candidare: in fondo è lui ad averne un vantaggio». Nel 2005Clemente Mastella ha voluto che la moglie Sandra – fino a quel momento digiuna di politica – venisse inserita ed eletta d’ufficio nel listino del Governatore Bassolino e subito dopo ha chiesto che la sua signora presiedesse il parlamentino della Regione Campania, la più popolosa d’Italia dopo la Lombardia. Tra i tanti casi spuntati nel centrodestra, il più orginale è quello di Mariella Bocciardo, la prima moglie di Paolo Berlusconi. Promotrice a Milano di un ristorante, il «Mangia e ridi», rivelatosi poco redditizio (ma al quale si erano associati personaggi come Adriano Galliani e Paolo Romani), la «ex» è stata aiutata a trasferirsi in Parlamento. E Di Pietro? Certo, Cristiano continuerà a presidiare il territorio, ma a Roma – già da qualche mese e per non sentirsi solo – Tonino si è portato dietro il cognato. Gabriele Cimadoro, a Montecitorio era già entrato nel 1998: allora e oggi è noto per i suoi sigari.
Giuseppe De Rita, “gli italiani hanno un difetto: prima danno una delega ampia, inconsueta, spontaneamente unica, ai politici, poi pretendono subito di controllarli moralmente. Pensi a…” (19 settembre 2007)
Pubblicato: 29 dicembre 2011 Filed under: De Rita Giuseppe, italiani 1 Commento »Professor Giuseppe De Rita, sentito cosa dice Romano Prodi?
“No, mi spiace, sono appena rientrato a casa: che dice?».
Sostiene che sì, certo, la politica deve dare l’esempio: anche se la società italiana non è esente da difetti.
“Ha ragione. Perfettamente ragione.
E le case comprate a prezzi stracciati dagli enti? E tutti gli sprechi descritti da Stella e Rizzo nel libro «La casta»? E i racconti di
Grillo sulle mille ingiustizie che…
“Sciocchezze. Quella di criticare i politici è una malattia antica degli italiani”
Professore, un’affermazione così…
«Vede, gli italiani hanno un difetto: prima danno una delega ampia, inconsueta, spontaneamente unica, ai politici, poi pretendono subito di controllarli moralmente. Pensi a…».
A Berlusconi?
«No, vada anche più indietro. Pensi a Mussolini. Lei crede che nei mercati popolari, nei bar, nelle sale dove si giocava a biliardo, al Duce fosse riservato un trattamento diverso? Un popolo che pure per lui riempiva in delirio le piazze, poi non esitava a criticarlo, a raccontare dei privilegi concessi a questo o quel gerarca, piuttosto che ai figli …”
Quindi lei sostiene che gli italiani, in qualche modo, siano vittime di se stessi.
«Dico che sono fatti così. Hanno questo rapporto conflittuale con coloro a cui concedono il potere. Anche se poi le persone che questo potere detengono, sono persone degnissime, di altissima statura morale ed etica».
A chi sta pensando?
«Ad Alcide De Gasperi. Contro di lui si abbattè con una virulenza inimmaginabile quel Guglielmo Giannini…».
L’Uomo Qualunque.
«Un qualunquista, appunto. Perché poi, vede, non è che gli italiani stiano lì con la lente d’ingrandimento a studiare il comportamento dei politici. Danno uno sguardo e poi…».
E poi?
«Attaccano con ingiurie e fischi».
L’elenco, in effetti, è lungo.
“Lungo? Lunghissimo . Tutti sono stati prima o poi, in varie epoche, accusati di cattiva condotta. Può partire dai gerarchi fascisti, dai tipi come Roberto Farinacci, e arrivare ai forchettoni democristiani…».
Ai socialisti…
«Certo, ai socialisti, a Craxi e giungere poi, come diceva lei prima, a Berlusconi. Il quale, due giorni dopo essere arrivato alla più grande maggioranza parlamentare che si ricordi negli ultimi anni, si è ritrovato accerchiato da Moretti che gli faceva intorno un girotondo di protesta»
Conclusione?
«Gli italiani imparino a dare ai politici meno potere. Non li mandino in Parlamento con una delega a vita. Cinque anni e poi li facciano tornare a casa».
Il contributo dei partiti politici alla formazione dell’identità nazionale, da Italiani e Europei
Pubblicato: 22 novembre 2011 Filed under: italiani Lascia un commento »La Fondazione Italianieuropei, la Fondazione Istituto Gramsci e l’Istituto Luigi Sturzo, in occasione del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, organizzano a Roma il 24 e il 25 novembre 2011 il convegno “Il contributo dei partiti politici alla formazione dell’identità nazionale”. L’appuntamento vuole essere un’occasione di riflessione storica e culturale su un tema particolarmente sensibile quale quello della funzione dei partiti politici.
da Il contributo dei partiti politici alla formazione dell’identità nazionale.
Franco Garelli, Religione all’italiana, L’anima del paese messa a nudo
Pubblicato: 18 novembre 2011 Filed under: cattolici, Il Mulino, italiani, LIBRI NEWS, religioni Lascia un commento »|
F. GARELLI Religione all’italiana L’anima del paese messa a nudo Collana “Contemporanea”
pp. 256, € 17,00 in libreria dal 03/11/2011 |
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“Secolarizzazione e voglia di sacro, crisi delle vocazioni e volontariato, bricolage religioso e potenza del carisma, fede dubbiosa e atei devoti, protagonismo della Chiesa e cattolicesimo su misura. Gli italiani tra religiosità tradizionale e ricerca di nuove spiritualità”. Da sempre nazione cattolica per antonomasia, in tempi recenti l’Italia ha distillato un cocktail religioso in cui agli ingredienti risaputi del passato si mescolano quelli insoliti del presente: una chiesa sempre (più) attiva nell’arena pubblica, che dà battaglia sui temi della vita, della famiglia e della bioetica, ma anche molte persone che si definiscono cattoliche pur vivendo in modo del tutto secolarizzato; l’emergere di individualismi religiosi e spiritualità alternative, accanto a una fede tradizionale riscoperta grazie agli immigrati musulmani; un sentimento religioso più diffuso e una maggior presenza ai riti rispetto ad altri paesi europei, ma anche la prevalenza di una fede dubbiosa su quella certa; una nuova voglia di sacro e di figure religiose carismatiche, insieme alla crescita di un’”appartenenza senza credenza”. Franco Garelli insegna Sociologia dei processi culturali e Sociologia della religione nell’Università di Torino. Tra i volumi pubblicati con il Mulino: “Forza della religione e debolezza della fede” (1996), “Sfide per la chiesa del nuovo secolo” (2003), “L’Italia cattolica nell’epoca del pluralismo” (2006) e “La Chiesa in Italia” (2007)
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Volumi – F. GARELLI, Religione all’italiana.
Claudio Magris … e anche la logica non si sente troppo bene di g.giossi
Pubblicato: 26 ottobre 2011 Filed under: Bioetica e Biopolitica, Culture, Culture politiche, italiani, Storia d'Italia Lascia un commento »Claudio Magris … e anche la logica non si sente troppo bene
Livelli di guardia (Garzanti) in uscita in questi giorni raccoglie una serie di riflessioni pubblicate sul Corriere della Sera da Claudio Magris tra il 2006 e il 2011. Sono pezzi dedicati alla Costituzione italiana e alla sua messa in discussione, alla laicità e al rapporto con la Chiesa cattolica, fino ai grandi fatti di cronaca che hanno diviso il paese come il caso Englaro e la vicenda di Welby. Un libro ricco e indignato che libera dagli stretti confini dell’attualità e aiuta a riflettere sul cambiamento di un mondo che oggi più che mai ha bisogno di profondità e di memoria per non perdere l’equilibrio.
Claudio Magris prende così spunto dall’attualità per darle il respiro del tempo storico: una distanza necessaria per degli scritti che sono sì figli dell’indignazione, ma che non tradiscono il bisogno di una riflessione che vada oltre l’angusto…
Rosario Livatino fu ucciso, in un agguato mafioso, la mattina del 21 settembre 1990
Pubblicato: 22 settembre 2011 Filed under: eroi civili, Mafie Lascia un commento »Rosario Livatino fu ucciso, in un agguato mafioso, la mattina del 21 settembre ’90 sul viadotto Gasena lungo la SS 640 Agrigento-Caltanissetta mentre – senza scorta e con la sua Ford Fiesta amaranto – si recava in Tribunale.
…
Oltre agli articoli su giornali e riviste nonché ai servizi radiotelevisivi, sulla figura di Livatino sono stati pubblicati:
- Nando Dalla Chiesa, Il giudice ragazzino, Einaudi, Torino 1992;
- Ida Abate, Il piccolo giudice. Profilo di Rosario Livatino, ILA Palma, Palermo 1992 – Armando Siciliano Editore, Messina 1997;
- Angelo La Vecchia, Fiaba vera, Ed. Meta, Canicattì 1997;
- Ida Abate, Rosario Livatino. Eloquenza della morte di un piccolo giudice, Armando Siciliano, Messina 1999;
- Maria Di Lorenzo “Rosario Livatino. Martire della giustizia“, Edizioni Paoline, Roma 2000;
- Ida Abate, Il piccolo giudice. Fede e Giustizia in Rosario Livatino, Editrice AVE, Roma 2005.
- Il film “Il giudice ragazzino“ (regia di Alessandro Di Robilant), 1993, è stato liberamente tratto dal saggio omonimo di Nando Dalla Chiesa “Il giudice ragazzino”;
- Il film documentario “Luce verticale. Rosario Livatino. Il martirio” del regista Salvatore Presti; vincitore nell’ottobre 2007 del premio nella sezione “Ritratti” alla decima edizione del “Religion Today Film Festival”.
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- Il CD Musicale “Il mio piccolo Giudice” prodotto e arrangiato da Fausto Mesolella con le voci di Maria Luisa Corbo, Peppe Servillo, Salvatore Nocera e del professore Giuseppe Peritore; da un’idea, progetto e produzione esecutiva di Giuseppe Cartella.
- La phonostoria “Qualcosa si è spezzato” su testi di Rosario Livatino; prodotto da Centro Europeo Risorse Umane e Multimedia San Paolo in collaborazione con Caritas Italiana, Ufficio Nazionale per i Problemi sociali ed il Lavoro, e Centro sportivo italiano.
L’Associazione “TECNOPOLIS”, editrice del mensile“Opinioni”, ha curato la pubblicazione in due distinti quaderni delle relazioni di Rosario Livatino “Il ruolo del Giudice nella società che cambia” del 7 aprile 1984 e “Fede e Diritto” del 30 aprile 1986″ che si sta cercando di far distribuire tramite il Consiglio Superiore della Magistratura, il Ministero di Grazia e Giustizia o la Presidenza di Camera e Senato e della Repubblica ai neo magistrati e neo avvocati con la semplice corresponsione di un minimo contributo per copia da destinare all’autofinanziamento delle spese dell’auspicato “Processo Diocesano di Canonizzazione”.Associazione Amici del Giudice Rosario Livatino.
Silvio Forever, un film di Roberto Faenza e Filippo Macelloni, andato in onda su La7. Dibattito fra Enrico Mentana, Paolo Mieli, Giuliano Ferrara
Pubblicato: 8 settembre 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, destre, italiani, Linguaggio, Partiti e coalizioni, Storia d'Italia Lascia un commento »
Berlusconi: “La frase sul Paese di merda? Sì ma era notte…” | Blitz quotidiano
Pubblicato: 3 settembre 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, Culture politiche, destre, italiani, Linguaggio Lascia un commento »“La frase sul Paese di m.? Sì, ma son cose che si dicono a notte inoltrata”.
Non è facile per il premier di una nazione, grande o piccoloa che sia, giustificare una frase come quella riferita a Berlusconi e intercettata nelle sue conversazioni notturne con l’”amico” (le procure non riescono a dare altre definizioni pertinenti) Lavitola.
Per riuscire nell’impresa di auto-difendersi, il presidente del Consiglio sceglie l’attacco, come nel suo stile, unito alla lamentazione. Il contrario dello stile britannico (never explain, never complain): e infatti per quel “shitty country” (paese di merda) gli inglesi, dal Guardian al Financial Times, si chiedono solamente come mai durante i drammatici giorni dell’attacco speculativo all’Italia, il suo premier passava le notti a discutere con i suoi avvocati. O con i suoi amici.
da Berlusconi: “La frase sul Paese di merda? Sì ma era notte…” | Blitz quotidiano.
Napoli, arrestato Tarantini con la moglie per estorsione a Berlusconi. Lavitola latitante | Blitz quotidiano
Pubblicato: 1 settembre 2011 Filed under: ciclo politico 1994-2011, Culture politiche, destre, italiani, Linguaggio, Mafie Lascia un commento »L’inchiesta che ha portato all’arresto di Tarantini – l’imprenditore barese che nel 2008 aveva portato Patrizia D’Addario a palazzo Grazioli – era stata al centro di una anticipazione, il 24 agosto scorso, del settimanale Panorama. Nell’indagine anche Valter Lavitola, direttore ed editore del quotidiano online Avanti!, per il quale è stato chiesto l’arresto. L’inchiesta è condotta dai sostituti procuratori Henry John Woodcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli. Secondo Panorama, l’estorsione ai danni del Cavaliere sarebbe consistita in un versamento di 500 mila euro a Tarantini e in altre somme(20mila euro) versate ogni mese per pagare l’affitto della casa romana, forse quella in via Veneto dove oggi l’imprenditore barese e la moglie sono stati arrestati. Il presidente del Consiglio ha negato di essere vittima di un’estorsione e a Panorama ha dichiarato: ”Ho aiutato una persona (cioè Tarantini, ndr) e una famiglia con bambini che si è trovata e si trova in gravissime difficoltà economiche. Non ho fatto nulla di illecito, mi sono limitato ad assistere un uomo disperato non chiedendo nulla in cambio”.
L’ipotesi della procura di Napoli, secondo la ricostruzione di Panorama, è che Tarantini abbia ricevuto il compenso per continuare a dichiarare, nel processo barese in cui è indagato, che Berlusconi non sapeva di ospitare alle sue feste escort prezzolate dallo stesso imprenditore pugliese. Secondo l’accusa, il mezzo milione sarebbe dovuto servire, soprattutto, a convincere Tarantini a scegliere la strada del patteggiamento in un procedimento in cui sarebbe l’unico imputato, evitando così un processo pubblico con la conseguente diffusione di intercettazioni telefoniche ritenute imbarazzanti per il premier.
Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze Pedagogiche a Virginio Colmegna, 1. presentazione di Duccio Demetrio; 2. Lectio Doctoralis di Don Virginio Colmegna
Pubblicato: 14 giugno 2011 Filed under: Culture politiche, Educazione e formazione, italiani, Laurea Sc. pedag., religioni, Servizi educativi Lascia un commento »
Italiani, facciamoci la festa, da VoceArancio » Blog Archive »
Pubblicato: 16 marzo 2011 Filed under: italiani, Storia d'Italia Lascia un commento »
Torino, Roma, Firenze e non solo: tutto il Paese celebrerà il suo 150esimo compleanno. I posti da visitare e gli eventi da non mancare per una notte tricolore indimenticabile
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«Il Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; noi abbiamo sanzionato e promulghiamo quanto segue. Articolo unico: “Il Re Vittorio Emanuele II assume per sé e suoi Successori il titolo di Re d’Italia. Ordiniamo che la presente, munita del Sigillo dello Stato, sia inserita nella raccolta degli atti del Governo, mandando a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato”. Torino, addì 17 marzo 1861» (legge n. 4671 del Regno di Sardegna, valida come proclamazione ufficiale del Regno d’Italia, promulgata il 17 marzo e pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 68 del 18 marzo 1861).Il 17 marzo 2011 è stato scelto dalle istituzioni come data simbolo per festeggiare i 150 anni dall’Unità d’Italia. Il nostro Paese nella sua storia ha già celebrato due anniversari: nel 1911 il cinquantenario (per l’occasione a Roma s’inaugurarono il Vittoriano, la Galleria nazionale d’arte Moderna, il Palazzo di Giustizia, il Palazzo delle Esposizioni, tre ponti sul Tevere ecc.), nel 1961 il centenario (le celebrazioni furono intitolate Italia61 e si tennero principalmente a Torino dal 6 maggio al 31 ottobre).
Con un decreto legge il governo ha stabilito che il 17 marzo sarà festa nazionale: scuole e uffici pubblici rimarranno chiusi. La festività e la conseguente chiusura dei luoghi di lavoro ha trovato d’accordo i lettori di VoceArancio. Il 75% di quanti hanno partecipato al nostro sondaggio (2716 in tutto) ritengono sia giusto celebrare l’anniversario dell’Unità nazionale lontano dal lavoro, uno su quattro, invece, pensa si possa festeggiare anche in ufficio. Giovedì 17, però, non sarà un festivo ai sensi dell’articolo 5 della legge che disciplina il trattamento economico da riservare alle festività, sarà una giornata festiva ma senza diritto alla retribuzione. Per equilibrare la giornata di festa senza retribuzione si è stabilito che per il solo anno 2011 gli effetti economici e gli istituti giuridici e contrattuali previsti per la festività soppressa del 4 novembre non si applicheranno a tale ricorrenza ma, in sostituzione, alla festa nazionale per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.
Il logo ufficiale del 150° anniversario dell’Unità è formato da tre bandiere tricolore che sventolano, a rappresentare i tre giubilei del 1911, 1961 e del 2011 in un collegamento ideale tra le generazioni.
Le celebrazioni sono distribuite durante tutto l’anno ma si concentrano in particolar modo nella giornata del 17 marzo. Ogni comune festeggerà con giochi pirotecnici, musei aperti il 16 marzo durante la Notte tricolore,musica nelle piazze ecc. Ecco gli eventi principali che si svolgeranno in alcune città della penisola (e relativi alberghi con stanze ancora libere).
Torino, città del Risorgimento per antonomasia, ha varato appositamente per l’anniversario il progettoEsperienza Italia, che comprende nove mesi di eventi. Per la Notte tricolore gli architetti Italo Lupi, Ico Migliore e Mara Servetto hanno vestito a festa la Mole antonelliana, il monumento simbolo della prima capitale, con un’installazione luminosa che verrà accesa la notte del 16 marzo e rappresenterà la bandiera tramite led di luce bianca, rossa e verde. Per i golosi, dalle 21 di mercoledì 16 marzo, partirà un’edizione straordinaria di Cioccolatò. In piazza Vittorio ci sarà un’Italia interamente di cioccolato lunga oltre 13 metri e dal peso di 14 tonnellate che riprodurrà in scala alcuni fra i suoi principali monumenti. Gli amanti della musica potranno ascoltare, sempre in piazza Vittorio dalle 21.30, artisti che si esibiranno per rappresentare la ricchezza delle diverse culture territoriali del nostro Paese: Roberto Vecchioni e Davide Van De Sfroos (Lombardia), Beppe Dettori dei Tazenda (Sardegna), Peppe Voltarelli (Calabria), Irene Fornaciari (Emilia Romagna), Syria (Lazio), Luigi Maieron (Friuli Venezia Giulia), i Buio Pesto (Liguria), i Tinturia (Sicilia), i Nidi d’Arac (Puglia), Lou Dalfin (Piemonte), Luca Morino dei Mau Mau (Piemonte) e Pisti (Piemonte). A seguire uno spettacolo pirotecnico che avrà come asse centrale il Ponte Vittorio Emanuele I. Infine, sempre a Torino, il 17 marzo s’inaugurano le mostre Fare gli Italiani. 150 anni di storia nazionale presso le Officine Grandi Riparazioni e La bella Italia. Arte e identità delle città capitali nella Venaria Reale, che raccontano la storia, l’arte, il gusto, la moda e il futuro del nostro Paese.
Due consigli per alloggiare a Torino: VitaminaM, bed&breakfast di design, in centro, vicino alla stazione di Porta Nuova (prezzi per camera matrimoniale, colazione compresa, da 100 a 120 euro) e Hotel Italia, un tre stelle sempre in zona centrale con tariffe per doppia o matrimoniale da 85 a 165 euro. Per informazioni turistiche su Torino e provincia c’è turismotorino.org, sul Piemonte piemonteitalia.eu. Per prenotare e vivereEsperienza Italia è nato anche il sito www.italia150travel.it.
A Firenze una bandiera di 15 metri sventolerà sul Campanile di Giotto, in piazza del Duomo, principale luogo delle celebrazioni con stand di artigianato e musica dal vivo. Anche nel capoluogo toscano nella notte i musei statali e comunali rimarranno aperti alle visite fino all’una e saranno gratuiti. Dalle 19 piazza Santa Croce in Gerusalemme diventerà un palco a cielo aperto per le letture pubbliche della Divina Commedia. Prima della cerimonia al nuovo Auditorium, alle 22.30, si esibiranno in piazza Signoria i ballerini di Maggio Danza. Per l’occasione sarà allestita una via del Tricolore, un percorso, da piazza Beccaria attraverso Borgo la Croce, passando da Borgo degli Albizi e via del Corso fino a piazza della Repubblica, completamente addobbato in bianco, rosso e verde. Per gli eventi in tutta la Toscana si può visitare il sitointoscana.it/150italiaunita.
Per un soggiorno a Firenze l’offerta degli alberghi è molto ampia. Nel centro storico della città, nel quattro stelle Calzaiuoli, una doppia standard si paga da 99 euro in su. Per una soluzione più economica ci si può rivolgere all’ostello Villa Camerata, ospitato in una villa del Quattrocento immersa nel verde ma vicina al centro storico. Qui si può dormire in una stanza per quattro persone con 20 euro a notte.
A Roma l’Unità d’Italia si festeggia in musica: il 16 marzo alle 20.30 all’Auditorium Conciliazione l’Orchestra sinfonica dell’Europa unita eseguirà Norma – Libera Fantasia e Variazioni per pianoforte e orchestra e il 17 alle 21, al Teatro dell’Opera, il maestro Riccardo Mutidirigerà il Nabucco di Verdi. Inoltre saranno aperti durante la sera e la notte del 16 musei, palazzi pubblici, spazi di cultura e biblioteche nelle zone interessate dai festeggiamenti: piazza del Campidoglio, via XX Settembre e via del Quirinale, piazza Venezia e via dei Fori Imperiali, piazza dei Cinquecento (Stazione Termini) e via Nazionale, piazza Vittorio, via Veneto, corso Vittorio Emanuele fino a Castel Sant’Angelo, Trastevere, via del Corso (da piazza Venezia a piazza Colonna). Per conoscere il programma completo delle iniziative ci sono il sito del comune di Roma e il call center culturale e turistico di Roma Capitale (060608), eccezionalmente attivo il 16 marzo fino alle due di notte.
Il presidente Napolitano celebrerà il 17 marzo alla Camera dei deputati. Salutato da un picchetto d’onore, il capo dello Stato sarà accolto all’ingresso di Montecitorio dai presidenti di Camera e Senato. Prima dell’inizio della seduta comune i presidenti visiteranno una mostra, allestita nel Transatlantico, di documenti storici relativi al 1861 e al 1948. In Aula la banda militare Interforze eseguirà l’Inno d’Italia e, subito dopo, Schifani, Fini e Napolitano pronunceranno il loro discorso d’omaggio al Paese.
Per dormire nel centro della Capitale a due passi da piazza di Spagna c’è l’hotel Doge, dove una stanza matrimoniale con colazione si può prenotare per 80 euro a notte. Un’alternativa può essere quella di alloggiare in una zona più periferica ma ben collegata: il b&b Pascià si trova a venti minuti dai principali monumenti, nel quartiere Pigneto, considerato tra i nuovi fulcri della vita artistica di Roma. Con 55 euro a notte si dorme e si fa colazione in due.
A Napoli un evento speciale al Teatro San Carlo celebra la Notte tricolore. Dalla mezzanotte del 17 l’étoile Roberto Bolle intepreterà in anteprima le più suggestive scene dei duelli di armi e d’amore del Roméo et Juliette di Amedeo Amodio su musiche dell’omonima sinfonia di Berlioz. L’evento, aperto al pubblico, verrà trasmesso con due collegamenti in diretta da Rai Uno nel corso della trasmissione condotta da Pippo Baudo per i festeggiamenti dell’Unità nazionale.
In piazza Dante, a partire dalle ore 14, sul palco si alterneranno artisti e musicisti tra cui Daniele Silvestri, Edoardo Bennato, i Rio, Francesco Baccini, gli Osanna, gli A’67 ecc. Previsti interventi di Raffaele Cantone, Sonia Alfano, Loris Mazzetti, Marco Ligabue, Sabina Guzzanti, Dario Vergassola, Bice Biagi ecc.
Per celebrare l’unità d’Italia il Grand Hotel Santa Lucia, situato sul lungomare partenopeo a ridosso di Caste dell’Ovo, ha preparato l’offerta speciale Italia Unita che prevede un omaggio e il 20% di sconto sulle normali tariffe per soggiorni di almeno tre notti. In alternativa nel centro di Napoli si può scegliere il b&bAlloggio Maria dall’ottimo rapporto qualità/prezzo: una doppia va dai 50 ai 75 euro per notte.
Il comune di Palermo ha organizzato, per i 150 anni dall’Unità, una sfilata di carrozze e militari a cavallo in divisa d’epoca che partirà il 17 marzo alle 9.30 per arrivare a Villa Travia, dove ci saranno un concerto e un saggio equestre dei reparti a cavallo delle Forze Armate. Alle 21 Salvo Piparo porterà sul palco del museo delle marionette Antonio Pasqualino, in piazzetta Niscemi, I racconti di notte tempo – Storia di Peppino Garibaldi per bocca di un guitto, il racconto delle memorie garibaldine dallo sbarco a Marsala all’arrivo a Calatafimi, una maniera originale di ricordare il Risorgimento.
Per dormire a Palermo ci sono posti disponibili nell’hotel Ucciardhome, tariffe da 99 euro a notte per camera con colazione inclusa, o all’hotel Joli, ospitato in un palazzo in stile liberty nel centro di Palermo, dove una doppia, con colazione e servizio wi-fi compresi nel prezzo, costa 69 euro.
A Cagliari i giovani saranno i principali protagonisti degli eventi in calendario.Gli appuntamenti spaziano dalle mostre tematiche alle visite guidate ai palazzi delle istituzioni e ai monumenti di maggiore interesse architettonico. Nella notte fra il 16 e il 17 marzo, dalle 19, tanti i concerti in giro per la città eseguiti da diverse bande, tra cui quello itinerante della banda musicale Stanislao Brigata di Samassi lungo le vie della Marina e quello della banda della Brigata Sassari lungo l’itinerario dove sono posizionate le Isole del Gusto (via Roma, largo Carlo Felice, via Manno, piazza Costituzione). Il 17 marzo avrà inizio con la cerimonia dell’alzabandiera in piazza Martiri d’Italia, inserita fra i Luoghi della Memoria censiti dall’Unità tecnica di missione della Presidenza del Consiglio dei ministri.
Per dormire a Cagliari: al quattro stelle T Hotel una doppia costa 129 euro a notte, al piccolo Albergo Aurora bastano 35 euro a persona.
da: VoceArancio » Blog Archive » Italiani, facciamoci la festa.
150 gli anni dell’Italia, Fondazione Corriere
Pubblicato: 31 gennaio 2011 Filed under: italiani, Milano, Storia contemporanea, Storia d'Italia Lascia un commento »![]() |
150 Gli anni dell’Italia
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da: Fondazione Corriere – Iniziative e Progetti.
Perché Ruby non cambia il consenso per Berlusconi?, un’analisi della corrispondente da Roma, Rachel Donadio,
Pubblicato: 24 gennaio 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, ciclo politico 1994-2011, italiani Lascia un commento »
da: ALTRI MONDI.
Eugenio Scalfari: Beppe Grillo impersona il peggio del carattere italiano
Pubblicato: 23 maggio 2008 Filed under: italiani, Linguaggio, populismo Lascia un commento »
Eugenio Scalfari, L’uomo che non credeva in dio, Einaudi 2008
Pubblicato: 8 maggio 2008 Filed under: italiani Lascia un commento »
- studio sull’Io
- come il vissuto della persona condiziona i pensieri e – viceversa – come i vissuti condizionano il pensiero
- il controllo sulla psiche nella relazione con il padre e la madre
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- tenere assieme il tetto della coppia genitoriale (sicurezza) espone al rischio di non sapersi confrontare con l’imprevedibilità della vita (rischio)
- la terza via costituita dalla sindrome del “genitore dei propri genitori”
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- da cui la soggettività mobile e la relatività dei giudizi
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Franco De Felice, NAZIONE E CRISI: LE LINEE DI FRATTURA, 2003
Pubblicato: 16 febbraio 2003 Filed under: italiani, Storia d'Italia Lascia un commento »Franco De Felice, NAZIONE E CRISI: LE LINEE DI FRATTURA, 2003
Carlo Tullio-Altan: Fondamenti della identità nazionale: epos, ethos, logos, genos, topos, oikos
Pubblicato: 16 novembre 1995 Filed under: Culture, italiani, Tullio - Altan Carlo (1916-2005) Lascia un commento »…
L’identità nazionale di un popolo, oltre ad essere determinata dalle condizioni materiali della sua economia e dall’efficienza e giustizia del sistema di norme di convivenza e di istituzioni, è vissuta anche come un valore simbolico di aggregazione: come Patria.
Il sentimento della identità nazionale, la Patria, di un popolo si fonda sopra la memoria storica del suo passato inteso comeepos, sull’insieme delle norme di convivenza e delle istituzioni vissute come valori che diventino parte integrante della coscienza dei cittadini, il suo ethos, sulla lingua parlata in comune, il suo logos, sui vincoli della parentela e della stirpe, il suo genos, sulla terra natale, la madre-patria, il suo topos o il suo oikos, cui un popolo si sente affettivamente legato.
Se noi teniamo presenti questi elementi per quanto riguarda il nostro paese, possiamo rilevare che non è possibile tener conto dei valori del nostro passato, se non in misura assai relativa, perché troppo lontani nel tempo dal nostro presente, ed anche perché noi dimostriamo, con i nostri concreti comportamenti, di provare uno scarso rispetto per il patrimonio artistico di cui siamo immeritatamente gli eredi. Per quanto riguarda l’amore per la nostra lingua comune si osserva che spesso la trascuriamo a favore dei nostri dialetti locali. Per quanto riguarda i rapporti sociali noi privilegiamo diffusamente i legami di famiglia, di parentela, di consorteria, a quelli che dovrebbero legarci alla comunità nazionale, e per finire, noi trascuriamo in modo deplorevole i valori naturali della terra in cui viviamo.
Ma in un punto siamo particolarmente carenti: quello del nostro ethos, e cioè sul terreno dei valori morali e civili della convivenza e della corresponsabilità alle sorti comuni che dovrebbero unirci nella comunità nazionale. Il nostro maggior difetto, come coscienza nazionale democratica sta proprio qui e continua a pesare negativamente sulle sorti del Paese anche dopo la sua unificazione politica….
DA: Carlo Tullio-Altan: Una religione civile per l’Italia d’oggi






