La Lega Nord sta in piedi con i soldi di Roma ladrona | Linkiesta.it

È grazie ai generosi rimborsi elettorali che la Lega Nord, al pari degli altri partiti italiani, gode di ottima salute. Dallo stato centrale sono arrivati, da inizio legislatura, oltre 80 milioni di euro, fra rimborsi elettorali e contributi a La Padania. Non solo, la Lega Nord ha pensato di investire 13,5 milioni di euro in una serie di operazioni “off shore”: dalla Tanzania a Cipro. Intanto spunta tutta una serie di società in orbita leghista liquidate o in via di dissolvimento. A partire dalla banca CredieuroNord, il casinò di Pola e il villaggio vacanze in Istria.

tutto l’articolo qui: La Lega Nord sta in piedi con i soldi di Roma ladrona | Linkiesta.it.


l’alleanza fra Lega e IDV (italia dei valori di di pietro)

Il Riformista
Sul decreto svuota-carceri

ilriformista.it

Per il leader dell’Idv è «una resa incondizionata dello Stato a criminali e delinquenti». Più moderato il segretario della Lega, per il quale «questi provvedimenti non hanno mai funzionato».

alleanza politica di centrodestra: cosa pensa Calderoli di Alfano

«Voi pensate cosa succede al PdL se candidano un siciliano a casa nostra…

Lo mandano a scopare il mare»


eversori legittimati dal voto minoritario del nord: I leghisti disertano incontro con Napolitano

I leghisti disertano incontro con Napolitano
altro

il Partito Democratico in Lombardia vota con la Lega contro le liberalizzazioni | Linkiesta.it

Partito Democratico ambiguo sulle liberalizzazioni volute dal governo Monti. Se a Roma il partito di Pierluigi Bersani sostiene l’esecutivo sulle nuove norme che daranno ai negozi la possibilità di avere orari di esercizio più flessibili, in Lombardia i democrat lombardi la pensano in maniera differente. Il gruppo consigliare piddino ha deciso così di votare una mozione della Lega Nord che dà la possibilità alla giunta regionale di Roberto Formigoni di presentare ricorso alla Corte Costituzionale (e contro l’esecutivo), proprio in materia di orari di esercizio: il governatore aveva spiegato nelle scorse settimane che la competenza era comunque statale. Gli unici a non votare tra i democratici sono stati Giuseppe Civati e Franco Mirabelli, già soprannominati nell’aula come i Monti Boys. A votare a favore anche Filippo Penati, ex presidente della provincia di Milano ora nel gruppo misto, fino a qualche anno fa capo della segreteria politica di Bersani. L’obiettivo della mozione è quello di proteggere l’autonomia degli enti locali sulla materia, una questione che sta interessando anche il comune di Milano che ha già avviato un incontro con le associazioni di categoria sull’argomento insieme con l’assessore al Commercio Franco D’Alfonso che auspica un percorso condiviso con le altre istituzioni per regolamentare il settore. 

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/Bersani-liberalizzazioni-lombardia-Pd-Civati#ixzz1l1QOzf00

 


Operazione della Polizia all’alba di stamani in tutta Italia contro esponenti dei Centro sociali, dell’area anarchica e dell’autonomia che hanno partecipato a manifestazioni No Tav in Val Susa la scorsa estate, lastampait

Blitz contro i violenti del “No Tav”
Operazione della Polizia all’alba di stamani in tutta Italia contro esponenti dei Centro sociali, dell’area anarchica e dell’autonomia che hanno partecipato a manifestazioni No Tav in Val Susa la scorsa estate. In 15 province sono state eseguite 26 ordinanze di custodia cautelare, una agli arresti domiciliari, quindici di obbligo di dimora e una di divieto di risiedere nella provincia di Torino. Sono lo sbocco di un’inchiesta della Digos della Questura di Torino e della Procura del capoluogo piemontese sulla guerriglia che si scatenò in Val Susa il 27 giugno e il 3 luglio dello scorso anno.
Ne discutiamo con Maurizio Tropeano. In studio Guido Tiberga. altro

VAL di SUSA, 26 ARRESTI PER GLI SCONTRI DI LUGLIO


Nel mirino leader dei No Tav e dell’area antagonistaI reati: lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale

http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_26/arresti-valsusa_49d72a9a-47e5-11e1-9901-97592fb91505.shtml

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finalmente la magistratura fa quello che DOVEVA fare

PFerrario


Roberto Formigoni: “Bossi faccia quel che vuole “. Due capponi amburghesi nel pollaio

Bossi faccia quel che vuole e noi faremo quel che dobbiamo.
Non possiamo stare qui a inseguire tutti i giorni le sue dichiarazioni.

la mostruosa alleanza di SEL di Vendola e Lega Nord CONTRO il governo Monti/NAPOLITANO

nella stessa giornata, la mostruosa alleanza di SEL di Vendola e Lega Nord CONTRO il governo Monti/NAPOLITANO.

Sel/ Vendola: Io e Di Pietro pronti, mettiamoci in viaggio

TM News - ‎2 ore fa‎
Roma, 22 gen. (TMNews) – Nichi Vendola insieme ad Antonio Di Pietro intende chiedere al Pd di rompere gli indugi e avviare un percorso comune per l’alleanza di centrosinistra. Lo ha annunciato il leader di Sel all’assemblea nazionale. 

 

BOSSI:BERLUSCONI MOLLI GOVERNO O FACCIAMO CADERE LOMBARDIA

AGI – Agenzia Giornalistica Italia
(AGI) Milano – Umberto Bossi invita Silvio Berlusconi a far cadere subito “l’infame governo Monti”.

Bossi istiga alla violenza: “Monti attento, che la gente ti viene a prendere a casa”

Bossi: “Monti attento, che la gente ti viene a prendere a casa”

spero che qualche magistrato individui in queste parole le premesse di una vera e propria istigazione alla violenza personale su Mario Monti

Eversione, dal latino “evertere”: abbattere

Insieme di atti violenti e criminosi, volti a creare disordine, sconvolgimento specialmente politico

Sfumature linguistiche: distruzione, abbattimento, rovina …

da IL VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA, Treccani

Paolo Ferrario


Promozione di esposto contro Umberto Bossi della Lega Nord per vilipendio del Presidente della Repubblica

Promozione di un esposto alle Procure della Repubblica
per sapere se i grossolani e disgustosi insulti di Umberto Bossi della Lega Nord rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano configurino il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato.
In diritto penale si parla di vilipendio (dal latino vilipendere, composto da vilis, vile, e pendere, stimare: considerare vile) in riferimento ad alcuni reati che consistono in manifestazioni di disprezzo verbale rivolte a determinati soggetti (particolarmente le istituzioni dello Stato)
Fra i tipi di reato individuabili nel codice penale italiano ci sono: Vilipendio del presidente della Repubblica (art. 278): Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni; Vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle forze armate (art. 290); Vilipendio alla nazione italiana (art. 291); Vilipendio alla bandiera italiana (art. 292)

Documentazione sui fatti:

ALBINO (Bergamo), festa “Berghem Frecc” 30 dicembre 2011 – Insulti, fischi e grevi ironie contro il premier Mario Monti ma soprattutto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, colpevole di aver fatto nascere il governo dei professori e di aver spinto sulle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Umberto Bossi, che ha chiesto ai militanti che gremivano il palazzetto di Albino di “mandare un saluto al presidente della Repubblica” (con il segno del dito): è partita una lunga serie di fischi, proseguita con un gruppo di leghisti che dal fondo ha scandito all’indirizzo del presidente del Consiglio lo slogan ‘Monti vaffa…’: “Magari gli piace”, ha osservato ridendo l’ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli.

“Il presidente della Repubblica – ha detto Umberto Bossi – è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del nord”.

Quanto al governo di Mario Monti, il Senatur ha tenuto a sottolineare che “è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo” (si tratta di una minaccia ritorsiva? dell’invito a compiere atti violenti nei confronti di Giorgio Napolitano?).

Da chi gli stava vicino sul palco è arrivata anche una voce che indicava le origini napoletane di Napolitano: “Non sapevo che l’era un terun”, ha commentato il cap del Carroccio Umberto Bossi, mentre il vicino Roberto Maroni (ex Ministro dell’Interno) sorrideva compiaciuto.

In questo video sono documentate le offese rivolte al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano:


EVERSIONE, situazione eversiva: taxisti, Lega di Maroni e Bossi, estremismo sindacale della Cgil di Camusso, contestazioni violente e minacce di morte a Pietro Ichino,violenze fisiche nei confronti di Equitalia, movimento dei forconi in Sicilia, il “succederà l’ira di dio” di Beppe Grillo, …

Eversione, dal latino “evertere”: abbattere

Insieme di atti violenti e criminosi, volti a creare disordine, sconvolgimento specialmente politico

Sfumature linguistiche: distruzione, abbattimento, rovina …

da IL VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA, Treccani

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Non si ferma la protesta del Movimento dei Forconi in Sicilia. Nell’isola ora scendono in piazza anche gli studenti, a fianco del movimento Forza d’Urto. Palermo il corteo degli studenti è partito verso le 10 da piazza Indipendenza e ha attraversato la città fino al porto, ormai chiuso da due giorni, dove i giovani si sono uniti al presidio del movimento. Momenti di tensione nel capoluogo siciliano dove è stata bruciata anche una bandiera italiana durante il corteo. Anche le altre città sono state teatro delle manifestazioni studentesche come a Catania, a Vittoria in provincia di Ragusa e a Canicattì in provincia di Agrigento.

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Umberto bossi della lega nord insulta pubblicamente il presidente della repubblica reato di vilipend

www.petizionionline.it

Umberto Bossi della Lega Nord Insulta pubblicamente il Presidente della Repubblica: reato di vilipendio, Crea la tua petizione online, cambiamo questo mondo dal basso. Firma per per le tue battaglie

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Tassisti “pronti alla guerra”. Lo Sciopero dei Taxi minaccia di 

www.infomotori.com/…/tassisti-pronti-alla-guerra-lo-sciopero-dei-tax
1 giorno fa – Lo Sciopero dei Taxi minaccia di bloccare Roma, Fiumicino e l’Italia. Monti in trattativa, Alle 12 incontro a Palazzo Chigi tra sindacati e governo 
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Camusso rompe con il governo – Corriere della Sera

www.corriere.it › Economia
19 dic 2011 – La leader della Cgil: «Situazione grave Ma quella di Monti non è la ricetta giusta». Camusso rompe con il governo: «Sulle pensioni un 
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  1. Ichino contestato all’Università

    Corriere del Mezzogiorno‎ – 30 minuti fa
    NAPOLI - Pietro Ichino contestato a Napoli. Il senatore Pd e giuslavorista era ospite oggi pomeriggio, venerdì, dell’ateneo Federico II.

    7 articoli correlati

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istigatori di violenza ed eversione: L’anatema di Beppe Grillo “Fuori Tutti! Destra, sinistra… o succederà l’ira di Dio!” – Agorà

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  1. Notizie relative a attentati equitalia


    Altopascio.info
    1. Equitalia sotto il tiro degli hacker

      Il Sole 24 Ore‎ – 9 ore fa
       alle manifestazioni di piazza, agli attentati anche sanguinosi,  Al punto che Equitalia, dopo aver cercato di respingerlo insieme a Sogei (il gestore 

      52 articoli correlati

  2. Nuovi attentati e minacce a Equitalia tre ordigni a Napoli, nessun 

    www.repubblica.it/…/napoli_nuovi_attacchi_a_equitalia_scoppiano_t…

    3 giorni fa – Le esplosioni, da bombe artigianali, nel capoluogo campano danneggiano alcune saracinesche. A Roma, manichini impiccati davanti a una 

  3. Fisco: Grillo, capire ragioni attentati Equitalia, Monti la chiuda 

    www.adnkronos.com › News › Politica

    2 gen 2012 – Roma, 2 gen. (Adnkronos) – “Continuano gli attentati contro gli uffici diEquitalia, nelle ultime ore sono avvenuti a Foggia e Modena. Si puo’ dire 


Bossi “ha proferito frasi e rivolto gesti di una gravità inaudita all’indirizzo delle più alte cariche dello Stato nonché dell’intera comunità nazionale”

si legge nella denuncia – “ha proferito frasi e rivolto gesti di una gravità inaudita allIndirizzo delle più alte cariche dello Stato nonché dell’intera comunità nazionale” (per via della insulto “terùn”). “Usciamo dall”Italia andiamocene via” aveva esordito il Senatùr al raduno di Albino. Fino a quel “mandiamo un saluto 
al Presidente della Repubblica “(facendo con la mano destra il gesto delle corna) . “D’altra parte nomen Oman… – aveva continuato – Si chiama napoletano… Oh no! Non sapevo che l’era un terùn”. 

Insulti a Napolitano e Monti per Bossi denunce in 10 città – Milano – Repubblica.it.


Il gesto di Bossi delle corna contro Giorgio Napolitano: Decine di cittadini italiani lo hanno denunciato per vilipendio al capo dello Stato e offese alle cariche istituzionali. La querela contro il segretario federale del Carroccio sarà depositata in dieci città: Verona (capofila), Vicenza, Bassano, Bergamo, Brescia, Trento, Milano, Roma, Napoli, Bari

 Il gesto delle corna per Giorgio Napolitano, apostrofato con la garbata definizione di terùn. Poi, sull’onda del coro dei militanti padani (“Monti vai a fare in c…”), una dedica raffinata anche al presidente del consiglio Mario Monti (“e magari gli piace, c…”"). Era la sera del 29 dicembre e nel gelo della kermesse leghista Berghem frecc di Albino (Bergamo), per scaldare il popolo verde Umberto Bossi, di fronte alle telecamere, si era esibito in un comizio parecchio disinvolto.

Quelle offese rivolte al capo dello Stato e al premier, però, potrebbero costargli care. Decine di cittadini italiani lo hanno denunciato per vilipendio al capo dello Stato e offese alle cariche istituzionali. La querela contro il segretario federale del Carroccio sarà depositata in dieci città: Verona (capofila), Vicenza, Bassano, Bergamo, Brescia, Trento, Milano, Roma, Napoli, Bari.

Una specie di class action politica – con una raccolta di firme geograficamente trasversale – in nome del rispetto e dell’onorabilità delle istituzioni. Il Senatore della Repubblbica ed ex ministro delle Riforme, Bossi – si legge nella denuncia – “ha proferito frasi e rivolto gesti di una gravità inaudita allIndirizzo delle più alte cariche dello Stato nonché dell’intera comunità nazionale” (per via della insulto “terùn”). “Usciamo dall”Italia andiamocene via” aveva esordito il Senatùr al raduno di Albino. Fino a quel “mandiamo un saluto
al Presidente della Repubblica “(facendo con la mano destra il gesto delle corna) . “D’altra parte nomen Oman… – aveva continuato – Si chiama napoletano… Oh no! Non sapevo che l’era un terùn”.

Secondo gli autori della denuncia non si è trattato di goliardia ma di un “attacco sovversivo contro l’Unità d’Italia e i suoi organi costituzionali”. I reati che si potrebbero prefigurare sono sovversione, vilipendio della Repubblica, delle istituzioni, nonché il reato di offesa all’Onore e al prestigio del presidente della Repubblica e vilipendio della nazione. L’iniziativa civile è partita da Verona, dove sono state raccolte le prime firme e presentate in Procura dagli avvocati. Il passaparola si è poi sparso nelle altre città.

La Procura competente – quella insomma che dovrà gestire il fascicolo sulle esternazioni di Bossi – è Bergamo: visto che gli eventuali reati, qualora dovessero essere accertati, si sono consumati a Albino, in Val Seriana, nella Bergamasca. Roccaforte leghista (la Provincia è guidata dal lumbard Ettore Pirovano), a Bergamo c’è stato però anche chi, e sono decine, non ha per niente gradito l’esuberanza anti italiana del leader della Lega, e il disprezzo dimostrato verso le istituzioni. Anche a Bergamo, come nelle altre città, le firme in calce sulla denuncia sono di cittadini comuni, estrazione sociale e appartenenza politica assortita, anche diversi immigrati.

(19 gennaio 2012)

 

da Insulti a Napolitano e Monti per Bossi denunce in 10 città – Milano – Repubblica.it.


Ilvo Diamanti legge i quotidiani il giorno dopo il salvataggio di Nicola Cosentino (del Pdl, partito delle loro libertà), colluso con la camorra campana


Meritocrazia e sistema politico degli ultimi 20 anni: i giovani laureati e Renzo Bossi


l’intelligenza anche linguistica di Mario Monti e la coglionaggine di Roberto Calderoli

Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.

Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.

Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.

Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.

Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).

La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.

Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.

Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.

D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.

Governo Italiano – Il Presidente del Consiglio dei Ministri.


Umberto Bossi della Lega Nord Insulta pubblicamente il Presidente della Repubblica. Firma affinchè qualche Procura della Repubblica verifichi se è stato commesso il reato di vilipendio


esposto alle Procure della Repubblica
per sapere se i grossolani e disgustosi insulti di Umberto Bossi della Lega Nord rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano configurino il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato.

In diritto penale si parla di vilipendio (dal latino vilipendere, composto da vilis, vile, e pendere, stimare: considerare vile) in riferimento ad alcuni reati che consistono in manifestazioni di disprezzo verbale rivolte a determinati soggetti (particolarmente le istituzioni dello Stato)

Fra i tipi di reato individuabili nel codice penale italiano c’è il :

Vilipendio del presidente della Repubblica (art. 278): Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni

Documentazione sui fatti:

ALBINO (Bergamo), festa “Berghem Frecc” 30 dicembre 2011 – Insulti, fischi e grevi ironie contro il premier Mario Monti ma soprattutto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, colpevole di aver fatto nascere il governo dei professori e di aver spinto sulle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Umberto Bossi, che ha chiesto ai militanti che gremivano il palazzetto di Albino di “mandare un saluto al presidente della Repubblica” (con il segno del dito): è partita una lunga serie di fischi, proseguita con un gruppo di leghisti che dal fondo ha scandito all’indirizzo del presidente del Consiglio lo slogan ‘Monti vaffa…’: “Magari gli piace”, ha osservato ridendo l’ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli.

“Il presidente della Repubblica – ha detto Umberto Bossi – è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del nord”.

Quanto al governo di Mario Monti, il Senatur ha tenuto a sottolineare che “è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo” (si tratta di una minaccia ritorsiva?).

Da chi gli stava vicino sul palco è arrivata anche una voce che indicava le origini napoletane di Napolitano: “Non sapevo che l’era un terun”, ha chiosato il leader del Carroccio.

PER FIRMARE LA PETIZIONE VAI A:

Umberto Bossi della Lega Nord Insulta pubblicamente il Presidente della Repubblica: reato di vilipendio – Petizioni Online – Raccolta Firme.


se questo grossolano e disgustoso insulto di Umberto Bossi della Lega Nord rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano configuri il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato

esposto alla Procura

per sapere se questo grossolano e disgustoso insulto di Umberto Bossi della Lega Nord rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano configuri il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato

In diritto penale si parla di vilipendio (dal latino vilipendere, composto da vilis, vile, e pendere, stimare: considerare vile) in riferimento ad alcuni reati che consistono in manifestazioni di disprezzo verbale rivolte a determinati soggetti (particolarmente le istituzioni dello Stato)

Le fattispecie individuabili nel codice penale italiano sono:

  • Vilipendio del presidente della Repubblica (art. 278): Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni
Documentazione:

ALBINO (Bergamo), festa “Berghem Frecc” 30 dicembre 2011 - Insulti, fischi e grevi ironie contro il premier Mario Monti ma soprattutto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, colpevole di aver fatto nascere il governo dei professori e di aver spinto sulle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Umberto Bossi, che ha chiesto ai militanti che gremivano il palazzetto di Albino di “mandare un saluto al presidente della Repubblica” (con il segno del dito): è partita una lunga serie di fischi, proseguita con un gruppo di leghisti che dal fondo ha scandito all’indirizzo del presidente del Consiglio lo slogan ‘Monti vaffa…’: “Magari gli piace”, ha osservato ridendo l’ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli.

“Il presidente della Repubblica – ha detto Umberto Bossi – è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del nord”.

Quanto al governo di Mario Monti, il Senatur ha tenuto a sottolineare che “è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo” (si tratta di una minaccia ritorsiva?).

Da chi gli stava vicino sul palco è arrivata anche una voce che indicava le origini napoletane di Napolitano: “Non sapevo che l’era un terun”, ha chiosato il leader del Carroccio.


dedicato a Roberto Calderoli: i diversi tipi di COGLIONI, secondo Carlo Emilio Gadda

un mai bastevole elenco, osservando la scena pubblica che scorre nello schermo televisivo:

“babacio,  macaco,  tarlùcch,  farlocch,  bamba,  pirla (con pirlott e pirlutón),  ciula (da cui « grand-e-ciu-la», «ciulandari», ecc),  sempi,  erti,  loffi,  imbesuii,  tripee,  intreggh,  martùff,  asnón,  minción,  lendenón,  pùvión,  lasagnón,  lùmagón,  babión,  baùsción,  biciolan,  gadan,  bagian,  giavan,  trigoss,  semo,  gianduia,  gandula,  sgolgia,  cucudrila,  balabiott,  ciaparatt,  «fa’ minga el cucù» 

da Alberto Arbasino, L’ingegnere in blu, Adelphi editore, pag. 121


la Lega è responsabile di quanto è accaduto in questi dieci anni, e che se la finanza del paese, l’indebitamento, l’occupazione e il resto si trovano nello stato in cui si trovano la responsabilità è anche sua, da ALTRI MONDI

la Lega è talmente incerta sul suo risultato delle prossime elezioni da aver deciso di praticare un’opposizione barricadera, come se fino a un mese fa non fosse stata al governo e non condividesse con Berlusconi la responsabilità intorno allo stato in cui si trova il Paese. La Lega è stata al governo con il Pdl, identificandosi perciò in una componente essenziale del centro-destra che abbiamo conosciuto fin qui, anche nella legislatura 2001-2006. Quindi non può far dimenticare a nessuno che è responsabile di quanto è accaduto in questi dieci anni, e che se la finanza del paese, l’indebitamento, l’occupazione e il resto si trovano nello stato in cui si trovano la responsabilità è anche sua

ALTRI MONDI.


il linguaggio squadrista della Lega Nord

Gianluca Pin a Gianfranco Fini: “Lei è un cialtrone”
“Lei è un cialtrone. La sua arroganza non ha veramente limiti”. Così il deputato della Lega Gianluca Pini si rivolge, in Aula alla Camera, al presidente di Montecitorio Gianfranco Fini. Pronta la replica, che arriva mentre si levano molti brusii nell’emiciclo: “Non le consento di insultare la presidenza…è proprio vero – aggiunge Fini – che ogni botte dà il vino che ha”. altro
Buonanno vs fini: “qua ci vuole il lancia fiamme”
15 12 2011 Buonanno vs fini: “qua ci vuole il lancia fiamme altro

il cretino irriformabile Fausto Bertinotti, perfetto alleato della Lega Nord: “Il governo Monti è stato imposto al Paese dal potere finanziario e da quello dell’Europa tecnocratica”

“Dal suo interno questo centrosinistra è irriformabile”. Non lascia spazio a fraintendimenti l’ex presidente della Camera Fausto Bertinotti. E l’analisi sulla situazione italiana è impietosa: “Il governo Monti è stato imposto al Paese dal potere finanziario e da quello dell’Europa tecnocratica”, spiega, “e ci traghetterà verso il grande Centro”. Secondo Bertinotti, quando il nuovo esecutivo avrà portato a termine il suo mandato “quel che rimane della politica italiana sarà profondamente diverso”. E l’amico Nichi Vendola? “Una risorsa per il Paese”, risponde, “ma anche lui deve fare i conti con l’irriformabilità del centrosinistra da posizioni interne”. La soluzione? “Rifondare la sinistra a partire dai movimenti. Dagli indignati alla Fiom, passando per gli studenti”.

Per cronaca storica il pensionato irriformabile Bertinotti è colui che mandò a puttane il primo governo Prodi, aprendo la strada a 11 anni di berlusconismo:


L’immaginario leghista. Genealogia, Mitologia, Clinica, Giovedì 13 e Venerdì 14 ottobre 2011 presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca, Edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano

L’immaginario leghista è un fenomeno che non può essere compreso all’interno dei canoni della razionalità politica perché si regge su elementi di differente natura e presenta caratteri originali.  L’evento si terrà Giovedì 13 e Venerdì 14 ottobre 2011 presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca, Edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano


Il male del Nord: Lega, localismo, secessione di Ilvo Diamanti, 1996 – Indice

 

vai a: Il male del Nord: Lega, localismo … – Ilvo Diamanti – Google Libri.


Napolitano riprende la Lega: «Secessione fuori dalla storia e dalla realtà» – Corriere della Sera www.corriere.it

www.corriere.it

Risposta anche a Standard & Poor’s: «Certi dati non rimpiccoliscono l’Italia»

il “pensiero” di Umberto Bossi sulla sessualità: “Omofobi? Persone normali, ingiusto essere severi” | Blitz quotidiano

”Non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un po’ disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola, anche in senso anche bonario”.
Cosi’ Umberto Bossi ha commentato la bocciatura dell’aggravante dell’omofobia, avvenuta nei giorni scorsi alla Camera anche con i voti della Lega Nord.

”Meno male – ha detto Bossi – che non è passata l’aggravante dell’omofobia, tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti. Meno male che ci siamo opposti a questa legge, perché non era giusta”.

Bossi: “Omofobi? Persone normali, ingiusto essere severi” | Blitz quotidiano.


Mario Borghezio (Lega Nord) sul killer di Oslo: “idee condivisibili”, da la Zanzara di Radio 24

Riusciremo a porre qualche limite al peggio?
Paolo Ferrario
Dichiarazione di Mario Borghezio (Lega Nord)  sul killer di Oslo: “idee condivisibili”
“Sono posizioni sicuramente condivisibili… in qualche caso ottime!”… questo il commento dell’onorevole leghista Mario Borghezio alle ragioni che hanno spinto il killer di Oslo, Breivik, a compiere la strage in Norvegia. Tratto da “La zanzara” di Radio24.

i costi della politica per la Lega Nord: Monza, inaugurate le sedi decentrate dei Ministeri (semplificazione, economia, riforme, turismo)

 Le sedi decentrate dei ministeri della Semplificazione, dell’Economia, delle Riforme e del Turismo saranno operativi dal prossimo settembre. Lo ha annunciato il ministro della Semplificazione Roberto Calderoli che, assieme al leader della Lega Umberto Bossi, al ministro Giulio Tremonti e a Michela Vittoria Brambilla hanno di fatto inaugurato oggi a Villa Reale di Monza i nuovi uffici. Si tratta di quattro locali posti alla destra del corpo centrale della Villa ristrutturati e arredati di tutto punto. Le scrivanie che tanto scalpore hanno suscitato nei giorni scorsi per la loro provenienza siciliana costano 340 euro l’una, come ha spiegato lo stesso ministro e su tutte campeggia una piccola statuetta di Alberto da Giussano. Alle pareti foto di Umberto Bossi e del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano accompagnate da alcune riproduzioni della Battaglia di Legnano. Presenti anche la bandiera italiana e quella dell’Unione europea

Monza, inaugurate le sedi decentrate dei Ministeri – monza, sedi, decentrate, ministeri, semplificazione, economia, riforme, turismo – Il Cittadino Online.


La scelta “identitaria” non paga alle urne – Roberto D’Alimonte su Il Sole 24 Ore – Ufficio Stampa – LUISS Guido Carli

LA SCELTA “IDENTITARIA” NON PAGA ALLE URNE – ROBERTO D’ALIMONTE SU IL SOLE 24 ORE

Il Prof. Roberto D’Alimonte si interroga, sulle pagine de Il Sole 24 Ore:

  • Il voto favorevole all’arresto di Papa apre o no un nuovo ciclo nella storia della Lega Nord?
  • vai all’ articolo

da La scelta “identitaria” non paga alle urne – Roberto D’Alimonte su Il Sole 24 Ore – Ufficio Stampa – LUISS Guido Carli.

Oggi non è possible rispondere con certezza a questa domanda. Forse nemmeno i leghisti sono in grado di valutare al momento le conseguenza di questo voto.Leggi l’articolo

Regione Lombardia. Tangenti: arrestato di nuovo Piergianni Prosperini, ex assessore leghista nella giunta Roberto Formigoni della Lombardia | Blitz quotidiano

L’ex assessore regionale al turismo e allo sport Piergianni Proseprini e’ finito agli arresti domiciliari con le accuse di corruzione e false fatturazioni in relazione a tangenti ricevute per favorire un imprenditore in una gara d’appalto per la promozione di eventi in Valtellina. L’inchiesta e’ condotta dalla procura di Milano. Prosperini era finito in carcere nel 2009 e aveva patteggiato una condanna a 3 anni e 5 mesi per altre vicende di tangenti.

I militari della Guardia di finanza, oltre a Prosperini, hanno notificato un provvedimento di arresti domiciliari a un imprenditore valtellinese. Le ordinanze di custodia cautelare sono state firmate dal gip Andrea Ghinetti, su richiesta del procuratore aggiunto Alfredo Robledo e del pm Paolo Storari. Ai due è stata contestata l’ipotesi di corruzione legata in particolare ad appalti per la costruzione di stand fieristici per la promozione di eventi in Valtellina in occasione della Borsa Internazionale del Turismo. Nell’indagine sono indagati anche altri due persone, in passato collaboratori dell’ex assessore Prosperini, in passato militante della Lega Nord e poi passato ad Alleanza Nazionale. Il primo, attualmente dirigente della Regione Lombardia, è accusato di truffa aggravata ai danni della Regione stessa; il secondo, funzionario del Consiglio regionale, è stato denunciato per ipotesi di corruzione. Contestualmente, sono in corso anche sequestri di denaro, per 250 mila euro, nei confronti di due emittenti televisive locali per aver ricevuto commesse regionali dal politico, a seguito di appalti manipolati. Il gip ha respinto la richiesta di arresto per Prosperini avanzata dalla Procura nella parte che riguarda presunto traffico di armi in Eritrea sostenendo che per questo filone di indagine non sussistono le esigenze cautelari.

Piergianni Prosperini ha dimostrato una elevata capacità a delinquere ed ha continuato a commettere reati anche quando sapeva gia’ di essere indagato. E’ quanto emerge dall’ordinanza firmata dal gip di Milano Ghinetti. Secondo il gip, l’ex assessore avrebbe continuato a delinquere anche quando sapeva di essere gia’ indagato. Con lui e’ finito ai domiciliari anche Luca Spagnolatti, ex assessore a Sondrio e gia’ agli arresti domiciliari nell’ambito di un’altra inchiesta della Procura di Sondrio. Gli inquirenti avrebbero trovato prova di una tangente da 10.000 euro legata alla promozione di alcuni eventi della Valtellina.

da Tangenti: arrestato di nuovo Piergianni Prosperini, ex assessore leghista in Lombardia | Blitz quotidiano.


La sfida del Carroccio dei sindaci – Il Sole 24 ORE

Per quanti sforzi siano stati fatti negli anni per creare una “Padania promessa” (e Ilvo Diamanti e Roberto Biorcio hanno dato conto di quanto ampie e ramificate siano state le reti associative gettate nel Mord per forgiare una comunità padana) alla fine l’unico mastice è quello economico.
Ma il terreno dell’economico è quanto di più friabile esista in politica: gli interessi vanno e vengono, le identità restano. La divaricazione tra l’identità autonomista forte dei veneti e quella debole dei lombardo-padani diventa visibile e foriera di tensioni solo qualora si associ alle altre linee divisorie interne. Se le pulsioni xenofobe e illiberali alla Borghezio vengono accolte da una di queste due componenti, il solco interno si approfondisce.
Per quanto nel passato i veneti siano stati identificati come “i duri e puri”, non è detto che oggi siano i più disposti a dar corso a una radicalizzazione su questa linea. La ragione è semplice: essendo i più radicati territorialmente (governano il 21% dei Comuni veneti contro il 12% in Lombardia e il 3% in Piemonte), e pertanto i più coinvolti nelle responsabilità amministrative e nelle difficoltà quotidiane, sono i meno disposti a rotture traumatiche e fughe in avanti.

D’altro lato, proprio partendo da questo aspetto è possibile intravedere una via d’uscita dall’impasse del Carroccio.
Il partito degli amministratori può essere infatti quell’elemento unificante che trascende le divisioni identitarie, rigetta la deriva estremista e si acconcia a un blando federalismo mettendo nel cassetto le fantasie separatiste. In altri contesti il partito degli amministratori è emerso come una componente decisiva per imporre un cambio di rotta (si pensi alla giovane leva dei borgomastri guidati da Willy Brandt nella socialdemocrazia tedesca della fine degli anni 50).
La scelta referendaria del presidente della Regione Veneto Luca Zaia – andare a votare e votare quattro sì – racchiude in sé tutte le contraddizioni della Lega, e forse indica anche una via d’uscita realista e accomodante. Vedremo se Pontida rappresenterà un momento di chiarimento o se la ritualità populista finirà per accantonare le scelte difficili. Che riguardano gli equilibri interni al Carroccio più che il rapporto con il Governo.

da:La sfida del Carroccio dei sindaci – Il Sole 24 ORE.


«Parentopoli leghista a Verona» Il Pd snocciola assunzioni e ruoli – Corriere del Veneto

«I parenti dei capi della Lega Nord hanno diritto come tutti di cercare e di trovare un lavoro: ma qui siamo davanti ad una vera e propria parentopoli veronese». Il Partito Democratico lancia un durissimo attacco contro il Carroccio, contro i presidenti di alcuni enti veronesi (in particolare l’Amia e le società ad esse collegate) e contro la giunta Tosi. In una conferenza stampa tenuta a Venezia, Franco Bonfante e Roberto Fasoli, affiancati dalla capogruppo Laura Puppato, hanno spiegato che «a partire dal 2007 (anno di elezione di Flavio Tosi a sindaco, ndr) a Verona si sono registrate numerose assunzioni senza selezione pubblica, senza trasparenza e senza l’imparzialità nella valutazione, previste dalla legge».

Bonfante ha snocciolato una lunga serie di nomi, tutti accompagnati dalla relativa «parentela».

intero articolo: «Parentopoli leghista a Verona» Il Pd snocciola assunzioni e ruoli – Corriere del Veneto.


Sotto la pelle dello Stato: rancore, cura operosità , di Aldo Bonomi, Feltrinelli, 2010

Nella palude. La fase attuale della politica italiana potrebbe essere efficacemente riassunta così: da una parte il populismo di territorio di marca leghista, dall’altra il populismo del sogno berlusconiano. Nel mezzo una sorta di populismo giustizialista, marcato dai segni inquietanti dell’invidia sociale. Il tratto comune di questi fenomeni sta nel rinserrarsi cieco nei propri egoismi territoriali, nelle invidie di vicinato, nel gossip televisivo

Mai come ora c’è stato bisogno di politica, in grado di ripensare i comportamenti collettivi nel contesto di spaesamento prodotto dalla globalizzazione.

Rancore, cura, operosità sono metafore sociali che indicano i modi differenti in cui i soggetti si relazionano di fronte alle difficili sfide poste dalla vita quotidiana. C’è un grave pericolo che bisogna evitare: la saldatura politica tra la “comunità del rancore”, con le sue paure già quotate da tempo al mercato della politica, e le preoccupazioni e le angustie degli “operosi” che pur con mille difficoltà fanno impresa nella globalizzazione. Solo coniugando insieme la “comunità di cura” figlia del welfare e fatta di operatori, medici, insegnanti, impresa sociale, volontariato, che quotidianamente si impegnano sul territorio per produrre inclusione sociale, con il mondo degli “operosi” si potrà costruire una società aperta. Sta in questo corno la sfida della fase attuale.

Parole chiave laFeltrinelli
volontariato,struttura e processi politici,economia del welfare,governo centrale,assistenza sociale e servizi sociali,italia­società,diritti civili e cittadinanza,stato sociale,cultura popolare,assistenza sociale
Genere
scienze sociali

Sotto la pelle dello Stato , libro di Aldo Bonomi su laFeltrinelli.it 9788807171994.


Comune di Preganziol, giunta con sindaco della Lega Nord: censurati e rubati i libri di Savian0?. La bibliotecaria, formalmente “richiamata”, rischi il licenziamento

La bibliotecaria convocata dai carabinieri

La bibliotecaria convocata dai carabinieri

Chiamata a deporre nell’inchiesta per furto dei libri. Zanata contro la giunta: «La colpa è loro»

6 febbraio 2011
Preganziol, in 200 per dire no alla censura di Saviano

Preganziol, in 200 per dire no alla censura di Saviano

Duecento persone in strada per dire «no» alla censura di Saviano da parte della giunta di Preganziol. Manifestazione davanti alla biblioteca. Un reading con gli scrittori del bando-Donazzan

27 gennaio 2011
Caso Saviano, la bibliotecaria non dorme più

Caso Saviano, la bibliotecaria non dorme più

L’assessore alla Cultura Roberto Zamberlan nega di voler licenziare la bibliotecaria Lucia Tundo per la quale, dopo il caso-Saviano, è probabile un richiamo formale. Per tutelarsi , la bibliotecaria avrebbe già nominato un legale di…

27 gennaio 2011
Saviano, il sindaco di Preganziol: Ricomprata copia di Gomorra

Saviano, il sindaco di Preganziol: “Ricomprata copia di Gomorra”

E’ stata riacquistata dal Comune di Preganziol la copia di “Gomorrà, il libro di Roberto Saviano che risultava essere sparito dalla biblioteca civica, con corollario di polemiche di chi sospettava potesse essersi trattato di un caso di…

25 gennaio 2011
«Eliminato per ordini superiori»

«Eliminato per ordini superiori»

Il giallo del Saviano sparito dalla biblioteca comunale di Preganziol: la dipendente rilancia le accuse di censura

25 gennaio 2011
Preganziol mette allindice Saviano

Preganziol mette all’indice Saviano

Conferenza stampa del sindaco di Preganziol Sergio Marton sul caso-Saviano: “Gomorra in biblioteca non c’è più ma noi non l’abbiamo censurato”. E il Comune sporge denuncia per furto contro ignoti

24 gennaio 2011
Il Pdl: mostruoso vietare Saviano

Il Pdl: mostruoso vietare Saviano

Durissimo Castro. E l’assessore Tronchin: mai deciso in giunta

24 gennaio 201


terrorismo leghista: Bossi alla sinistra: «I fucili sono sempre caldi»

«Non so cosa vuole la sinistra, noi siamo pronti, se vogliono fare gli scontri io ho trecentomila uomini sempre a disposizione, se vogliono accomodarsi»


da La Stampa

Sfregi alla Costituzione: la Lega Nord eversiva

Qualche appunto di diritto costituzionale

Già ci sono gli sfregi alla Costituzione.

Art. 92:
“Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri”

Succede invece che il Re riceve i suoi soci nella villa di Arcore e, dopo, un certo Bossi comunica alla stampa i nomi dei SUOIministri: se stesso alle riforme istituzionali, Maroni agli Interni, Calderoli vice presidente del Consiglio.

Chiamo questo “eversione”:
capovolgimento, rovesciamento.
insieme di atti violenti volti alla sovversione dell’ordine costituito.

Togliamo pure, per ora il “violenti”, ma di eversione si tratta.

E’ un film già visto nel 1994, quando il presidente della Repubblica Luigi Scalfaro dovette inviare una lettera al presidente incaricato Berlusconi con questo contenuto, fra altri di pari rilievo:

“colui che sarà proposto quale responsabile del ministero dell’Interno – ministero che ha ruolo preminente nel preservare l’unità d’Italia e il rispetto della legalità repubblicana – non dovrà assumere posizioni politiche in contrasto con i principi di libertà e di legalità, nonchè con il principio dell’Italia “una e indivisibile”, che sono fondamento e anima della nostra carta costituzionale”

9 maggio 1994


Kosovo e Padania libera

A due battute di elicottero e 3 ore di motoscafo dalla Puglia c’è un’area geopolitica, il cui presidente Thaci è capocordata di traffico della droga, che si chiama Kosovo e che da qualche giorno si è proclamata in modo unilaterale stato indipendente.
La prima reazione è del nazilocalista Borghezio che ha dichiarato: la prossima tappa sarà la Padania.
Ricordo che ad innescare il bagno di sangue genocida nella ex Jugoslavia fu la proclamazione unilaterale da parte del consiglio d’Europa della Slovenia.
Non  sarà indifferente avere a giro d’orizzonte uno stato che farà da base per i vari traffici criminali della attuale congiuntura storica (prostituzione, forza lavoro, droga).
Non ho una cultura di politica internazionale sufficiente per osservare e valutare questi passaggi.
Ma ho un consulente personale. Sì: un consulente personale che già mi aiutò a dipanare qualche filo della matassa sul terreno Israele e palestinesi. Si chiama Silendo: e consiglio di interpellarlo quando è necessario.
Gli ho chiesto una scheda sulla situazione.
La riporto qui, sul blocco degli appunti.

Ciao Silendo. Mi fai una scheda sulla situazione del Kosovo?

Il Kosovo è una provincia a maggioranza albanese inserita in uno stato slavo, la Serbia appunto.
Sicuramente ricorderai il recente passato fatto di scontri, vittime, vendette, pulizia etnica.
Maurizio Molinari  ha perfettamente ragione. Il Kosovo è di fatto uno Stato-mafia con un sistema economico legale ridotto al lumicino ed un sistema economico illegale di proporzioni consistenti.
La dirigenza è nella sostanza fatta di criminali, Thaci in primis.
Gli USA (e l’Unione Europea al seguito) spingendo (ed accettando) l’indipendenza hanno commesso un errore di cui pagheremo le conseguenze negli anni futuri.
Innanzitutto perchè viene meno il principio di sovranità statale che è alla base del sistema internazionale moderno. Si afferma, invece, il principio di auto-determinazione dei popoli. Questo implica che teoricamente tutte le minoranze (e l’Europa è un mosaico di minoranze) si potrebbero sentire legittimate a dichiarare la propria indipendenza.
Chi potrebbe, in via di principio, opporsi dopo il Kosovo ?
Ma non solo. Si sta venendo a creare uno Stato autonomo stile “Tortuga” alle porte di casa nostra con evidenti implicazioni riguardanti la sicurezza.
E’ un errore strategico di tali proporzioni che ancora stento a crederci.

E perchè gli Stati Uniti (presidenza Clinton) hanno promesso e poi sostenuto questa indipendenza unilaterale?

Perchè gli americani hanno spinto per avere un Kosovo indipendente ? Per frammentare la Serbia filo-russa.
Divide et impera, hai presente ?
A questo poi si legano interessi vari ma la motivazione di base, sia per l’Amministrazione Clinton che per quella Bush, è questa. A riprova, per inciso, che gli interessi geopolitici sono costanti e non variano a seconda delle Amministrazioni e dei Presidenti.
Sulla questione della razionalità, e più in generale, del processo decisionale, in materia di politica estera sono stati scritti fiòr di trattati e tanti ne verranno ancora scritti.
Il punto è che le scelte politiche non sono razionali. Sono frutto di un bilanciamento/scontro di interessi, di soggetti e di istituzioni diversi. Il risultato finale, quindi, non è quasi mai il “più giusto”, diversamente da quello che la maggior parte delle persone è portata a credere.
Tieni anche presente che l’orizzonte temporale sul quale ragionano i decisori non è quasi mai quello lungo. E’ quasi sempre, invece, quello medio o corto.
In sostanza si ragiona sulla base dell’interesse (quasi) immediato o comunque non sulla base di eventuali interessi di lungo periodo.
Gli USA, ad esempio, hanno tutto l’interesse ad avere una Serbia incapace e supina. Prestano poca attenzione al fatto che l’indipendenza del Kosovo potrebbe portare contraccolpi negativi in un futuro. E per giunta non a loro ma agli europei.
Mi spiego ?

I serbi, secondo me, possono fare poco. Tranne qualche dimostrazione diplomatica.
Per la Russia, invece, la situazione è più complessa e prescinde da elementi contigenti.
Mi spiego. La dirigenza moscovita non è anti-occidentale. Soprattutto non è anti-americana.
Solo che non ragiona in termini di subalternità. I russi si vedono ancora come un potenza internazionale. Puntano a condividere tale status con gli USA e non ad affermarlo in contrapposizione ad essi.
Il fatto è che la strategia di Bush (ed in parte anche quella di Clinton) punta invece a frammentare il più possibile la Russia, limitandone la forza e restringendone il campo d’azione.
Ora, questa cosa del Kosovo ovviamente viene letta dalla dirigenza come l’ennesimo rifiuto delle offerte (di condivisione) russe.
A prescindere quindi dalle contromosse contingenti il punto rilevante è l’effetto che questo avrà nell’atteggiamento, nel comportamento, da parte moscovita.
Tieni presente, infatti, che la dirigenza russa non è “monoblocco” granitico. Anche lì ci sono correnti di pensiero “imperiali” che vedono gli americani come nemici e non come partner.
Washington, negli ultimi anni, sta erodendo le posizioni filo-occidentali a vantaggio di quelle “imperiali”.

Eccoci al punto: l’Italia non produce energia per i suoi bisogni. La compera dalla Russia, dalla Libia, dalla Francia, perfino dalla Svizzera.
Ecco il futuro prossimo venturo.
Ed ecco un ottimo motivo per ridurre la natalità e non per aumentarla, come grida Maurizio Ferrara.