fra imbecilli e mascalzoni, da TecaLibri: Gesualdo Bufalino: Il malpensante


Fra imbecilli che vogliono cambiare tutto e mascalzoni che non vogliono cambiare niente, com’è difficile scegliere!

da TecaLibri: Gesualdo Bufalino: Il malpensante

Aforisma di Gesualdo Bufalino reiterato tutte le mattine di Radio3 Prima pagina dal giornalista Francesco Merlo

Matteo Renzi ad Amici, ha “fatto una cosa di sinistra”, che pochi, pochissimi nel Pd sanno fare: parlare alle masse | da Libertiamo.it


Nello studio del programma che, per definizione, incarna il trash televisivo, “Amici” di Maria De Filippi,Matteo Renzi ha fatto una cosa di sinistra, che pochi, pochissimi nel Pd sanno fare: parlare alle masse.Masse che non sono più identificabili né interpretabili in termini di classe, che rappresentano da tempo la maggioranza del Paese e che sfuggono alle categorizzazioni ideologiche tradizionali.

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Per il Pd è come se di sinistra (o di destra) si nascesse e non si potesse diventare e le prospettive di successo della sinistra fossero legate all’estinzione dell’Italia “sbagliata”. Come a dire, gli elettori di Berlusconi sono come Berlusconi. Gli unici elettori di centro-destra che ha senso inseguire sono quelli antropologicamente diversi dall’Italia che il berlusconismo ha prima costruito e poi rappresentato. Renzi ha invece deciso di invertire il paradigma ed è arrivato perfino a rivendicare il diritto di parlare ai ragazzi che guardano Amici,

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Renzi, andando dalla De Filippi, ha invece cercato di parlare il linguaggio nazional-popolare mandando al contempo un messaggio “di” e “da” sinistra.

Renzi ad Amici, una cosa di sinistra | Libertiamo.it.

l’attuale ingovernabilità e l’ex ministro Roberto Calderoli


Per ricordare che l’attuale crisi istituzionale da ingovernabilità  (elezioni con risultati dìversi per la Camera e per il Senato)  è dovuta alla legge elettorale promossa da questo ministro dei Governi Berlusconi:

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la politica della Banda Bassotti della destra di Berlusconi vorrebbe impedire il giudizio della magistratura in reati come la prostituzione minorile e la corruzione in Parlamento


E’ davvero triste.

E’ triste vivere in una fase politica che dura dal 1994 in cui un ricco crapulone e boss delle televisioni (Silvio Berlusconi):

1 è accusato di prostituzione minorile e si è inventato che la giovane prostituta era la nipote di un dittatore egiziano

2 è accusato di avere pagato milioni di euro per corrompere un grasso personaggio (ingaggiato alla politica da Antonio di Pietro e l’Italia dei suoi valori) fino a provocare la caduta del secondo governo Prodi (di fatto un colpo di stato tramite il voto)

3 è accusato di frode fiscale e di tanti altri reati

4 che, però, è stato presidente del consiglio per un intero ciclo della politica italiana

5 che, però, è stato rivotato da milioni di elettori

6 è difeso dai suoi pretoriani stipendiati che tentano un assalto eversivo al tribunale di Milano per impedire alla magistrata di turno Ilda Boccassini di fare la sua requisitoria per il suddetto reato di prostituzione minorile avvenute in orgie notturne

C’è davvero tanta tristezza in questa Polis alterata dalle visioni contrapposte e da un potere che che , con tracotanza e violenza linguistica, non vuole essere giudicato

Paolo Ferrario

AUTORI DI CRIMINI NEL PARLAMENTO 2008-2012

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TABELLE DA:   UN PARLAMENTO PULITO PER IL 2013? DI Riccardo Patrian in QuattroGatti info

il linguaggio di Guido Crosetto: Uno che nella vita non ha mai fatto un CAZZO di male, sentirsi crocifiggere da due giorni per una CAGATA che non ha nemmeno fatto, gli girano i COGLIONI


Guido Crosetto (prima Pdl e poi Fratelli d’Italia)

«Qualche volta ho detto delle bugie. Ma non si parla di cose pubbliche. Uno che nella vita non ha mai fatto un cazzo di male, sentirsi crocifiggere da due giorni per una cagata che non ha nemmeno fatto, gli girano i coglioni. In un mondo della politica dove c’è gente che ruba, mangiano ostriche e champagne, portano le puttane in parlamento».

Laurea finta, Crosetto: «In politica ladri e puttane» – YouTube.

Edward Luttwak sui comici in politica: “#Grillo è quello che ha difeso il presidente iraniano Ahmadinejad, dicendo che è stato mal tradotto in Occidente”


“Grillo rappresenta un populismo sfrenato, con l’aggiunta di qualche idea pazzoide. E’ l’unico attore della scena politica italiana che preoccupa veramente in America“. Così Edward Luttwak, storico e analista di geopolitica e intelligence, ai microfoni de “La Zanzara”, su Radio24, ha voluto smentire la notizia secondo la quale l’ambasciata degli Usa in Italia guarda con simpatia al Movimento 5 Stelle. “Grillo” – continua l’opinionista statunitense – “è lo stesso che ha difeso il presidente iraniano Ahmadinejad, dicendo che è stato mal tradotto in Occidente”. E imbastisce un paragone con gli altri leader politici italiani:

da   Luttwak: “Grillo? Populista con idee pazzoidi, un pericolo per gli USA” – Video Il Fatto Quotidiano TV.

i metodi stalinisti della deturpazione morale da parte del Pd e la risposta di Giulia Ichino


Uno dei metodi dello stalinismo storico era la deturpazione morale.
Bisognava distruggere l’immagine del “nemico”, prima ancora che le sue ragioni e motivazioni
Il vizio stalinista è molto radicato nella cultura di sinistra.
Pietro Ichino è abbandonato il Pd. E allora occorre distruggerlo anche attraverso sua figlia. Tipico anche dei loro nipotini delle brigate rosse. Gli stessi che vogliono fare la pelle a Pietro Ichino, dopo Enzo Biagi e Massimo D?Antona
Paolo Ferrario
Dal Blog di Pietro Ichino:
La notizia dell’Agenzia Adnkronos e il post di mia figlia Giulia su Facebook, 7 febbraio 2013, dopo la sconcertante accusa mossale da Chiara Di Domenico durante un incontro pubblico promosso a Roma dal Pd - Per parte mia posso solo aggiungere che non ho maispeso una sola parola per favorire in alcun modo l’assunzione di una persona da parte di un’impresa o di un ente pubblico; men che meno lo avrei fatto per mia figlia o per qualsiasi altro mio parente, per quanto stretto
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Giulia Ichino è in pratica costretta a racconatre come e effettivamente andata la sua vicenda lavorativa
Mia breve storia lavorativa, non perché pensi che possa appassionare qualcuno ma giusto per fare chiarezza.
Sono nata nell’aprile del 1978, quindi di anni oggi ne ho quasi 35.
Quando ne avevo 21, all’inizio del 2000, ho inviato il mio curriculum in Mondadori, mi hanno fatto fare una prova di correzione di bozze da casa. Ho lavorato come esterna, in ritenuta d’acconto, per un anno e nel 2001 mi è stato proposto di fare la sostituzione di una redattrice nel periodo del suo congedo di maternità: è stato allora che ho iniziato ad andare quotidianamente a Segrate, ed è stato un anno di lavoro con un contratto da co.co.co..
Al termine di quell’anno, anche a seguito del pensionamento di una collega che aveva improvvisamente lasciato scoperto un posto, mi è stata proposta l’assunzione: era il 2002 e mi è sembrata una proposta da accettare al volo. Avevo un inquadramento da impiegata, ho fatto la redattrice a lungo, poi sono diventata capo redattore di una collana e solo dopo qualche anno mi hanno proposto di fare la “junior editor” di Antonio Franchini. Dall’ottobre 2010 sono editor senior della narrativa italiana.
Sono fiera di aver fatto tutta la “gavetta” redazionale perché l’importanza della cura del testo, anche nei suoi aspetti più minuti, è uno dei cardini dell’editoria di qualità. Sotto la guida di Renata Colorni, Elisabetta Risari e Antonio Franchini, oltre che di tanti altri colleghi, ho imparato moltissimo prima di poter muovere, in anni più recenti, i primi passi autonomi nel lavoro di scelta e di publishing dei libri.
Ho lavorato al fianco di decine di scrittori, da Giuseppe Pontiggia e Carlo Fruttero a Margaret Mazzantini, Andrea Camilleri, Roberto Saviano, Francesco Guccini, Niccolò Ammaniti, Alessandro Piperno, Carmine Abate, Mauro Corona, Antonio Pennacchi, Chiara Gamberale, Daria Bignardi, Valerio Massimo Manfredi, Mario Desiati, Pietrangelo Buttafuoco, Paola Calvetti, Giuseppina Torregrossa, Fabio Genovesi e tanti tanti altri.
So bene di essere molto fortunata, e che la mia è una storia eccezionalmente felice per la generazione a cui appartengo. Ma se avessi voluto avere un percorso professionale agevolato da mio padre avrei studiato legge, e invece ho scelto un settore completamente diverso da quello in cui lui opera da sempre.
La mia è una storia positiva, che testimonia che qualche volta accade perfino nel nostro Paese che il merito e i giovani vengano valorizzati.
Spero che tutti noi italiani abbiamo l’intelligenza, il coraggio e lo slancio necessari a cambiare nel profondo il nostro mercato del lavoro, per redistribuire tra tutti i diritti e le tutele e porre fine al gravissimo, intollerabile apartheid che priva ogni giorno di dignità tanti lavoratori e famiglie. (g.i.)
IL COMMENTO DI PIETRO CITATI (Corriere della Sera del 9 febbraio 2013):
PORTARE UN COGNOME IMPORTANTE NON SIGNIFICA ESSERE RACCOMANDATI
Detesto il sistema di raccomandazioni che, dall’industria privata ai ministeri alla televisione alle banche ai giornali, ha riempito l’Italia di mediocrissimi funzionari, che hanno come solo merito quello di essere figli o nipoti o cugini o cognati di personaggi illustri. Ma forse i giornalisti dovrebbero stare attenti. Non è possibile confondere una redattrice editoriale straordinaria come Giulia Ichino con una raccomandata, solo perché è figlia di Pietro Ichino. Il Corriere della Sera (pagina 9) e la Repubblica (pagina 12) di ieri 8 febbraio 2013 informano che nei giorni scorsi c’è stata, a Roma, l’assemblea del Partito democratico. Durante l’assemblea Chiara Di Domenico, precaria di 36 anni, collaboratrice di diverse case editrici, ha detto: «Sono stanca di vedere assunti i figli di o le mogli di. Faccio i nomi: Giulia Ichino, assunta a 24 anni alla Mondadori». Riferimento che non può passare inosservato – scrive Alessandro Trocino sul Corriere – «perché il padre Pietro Ichino è un notissimo giuslavorista e perché ha da poco lasciato il Partito democratico per candidarsi con Monti». Il discorso ha entusiasmato la platea che ha applaudito freneticamente la Di Domenico, per otto minuti, e commosso Pier Luigi Bersani, che ha lasciato il suo posto per andare a abbracciarla.
Non so nulla di Chiara Di Domenico, ma credo che Bersani dovrebbe essere meglio informato prima di abbracciare i delegati del suo partito. Ho scritto una ventina di libri ho conosciuto alcuni redattori di case editrici che si sono occupati di questi libri. Due fra di essi sono stati curati, alla Mondadori, da Giulia Ichino, che era allora molto giovane. Non ho mai conosciuto un redattore più intelligente, sottile, colto, preparato, che possedesse così bene la lingua italiana e quelle straniere. Per me, è stata una fortuna lavorare con lei. Poi Giulia Ichino è diventata editrice e ha curato (consigliando, correggendo, riscrivendo) libri che hanno venduto milioni di copie. Mi pare giustissimo che oggi abbia un posto di rilievo alla Mondadori: lo avrebbe in qualsiasi casa editrice, qualsiasi posto occupasse.

lettera di #Santoro al comico #Grillo del “Siete morti” (catalogato: fascismo interiore)


“Se uno dei morti, di cui tanto parli, dicesse che La 7 va chiusa accadrebbe l’inferno. Invece tu lo hai detto e il pubblico ha riso. Il problema è che non si capisce se stai parlando seriamente o stai facendo una battuta. La satira è la tua forza. Dice Beppe Grillo che Giulia Innocenzi non è nessuno perché prende gli ordini da Santoro, anche Santoro non è nessuno perché prende gli ordini da Telecom che gli dice di parlare male di Grillo perché il leader del Movimento 5 Stelle è contro il capitalismo.”

“Quando parli puoi prendere anche 20milioni di voti, ma non si riesce a capire se parli seriamente o dici battute perchè la tua forza è la satira. E la satira si rende forte della denuncia dei difetti degli altri”. Il giornalista ha poi aggiunto: Dovresti saper riconoscere l’autonomia e l’intelligenza di Giulia Innocenzi. Chi non vede le qualità degli altri non è un leader, un comico sì. Un comico può anche non vederle”

7 febbraio 2013

Medici di famiglia contro Grillo: “Sparla senza saper di cosa parla”


Medici di famiglia contro Grillo: “Sparla senza saper di cosa parla” 


17 GEN - Il leader del Movimento a 5 Stelle lo scorso 11 gennaio a Repubblica

Tv aveva attaccato i medici di base: “Guadagnano più dei chirurghi. Vi sembra normale?”. E poi ha proposto di farli lavorare all’interno dell’ospedale per arginare le emergenze. Secca la replica dello Snami: “Dimostra di non aver consultato nemmeno un “Bignami” sulla medicina di famiglia. 

rieccolo … : Aldo Grasso sulla strategia comunicativa di Berlusconi. E ricordo del contributo determinante della sua ex moglie alla sua (tardiva) fine politica


Le sue strategie comunicative ormai sono note: l’uso massivo della tv generalista per riconquistare il «suo pubblico» (quello che in gran parte coincide con l’audience televisiva, composta in prevalenza da donne di una certa età), suadente quando gioca in casa e aggressivo fuori: «Lei non mi fa parlare, io me ne vado».

Sa che i voti si riconquistano così: facendo l’incantatore di serpenti con un pubblico che gli è più consono (al quale ha riservato gli attacchi più violenti nei confronti di Mario Monti cui, fino a poco tempo fa, lanciava lusinghe per arruolarlo) e giocando invece a fare la vittima «extra moenia». Se mai Berlusconi sarà ospite di Michele Santoro, c’è da giurarci che reciterà la parte dell’agnello sacrificale.

La Rai è da sempre il termometro dei cambiamenti politici in Italia e se uno come Massimo Giletti, cresciuto in quella scuola comportamentale che è Viale Mazzini, se uno come Massimo Giletti, eroe per caso, si è permesso di ribattere a Berlusconi significa solo che da quelle parti danno per spacciato il Rieccolo.

Il «Rieccolo» in tv e la saga del ritorno – Corriere.it

il 9 novembre terminava la carriera per il potere politico di Berlusconi. Di certo non terminava il “berlusconismo”, come si vede dalla spazzatura che viene inviata su questo post (la merda la si lava via: è per questo che i commenti insultanti sono cestinati)

il contributo determinante alla sua (tardiva) vita politica lo aveva dato la sua ex moglie Veronica Lario:

 

Veronica Berlusconi, lettera a Repubblica del 31 gennaio 2007
“Mio marito mi deve pubbliche scuse”

di VERONICA BERLUSCONI

<B>Veronica Berlusconi, lettera a Repubblica<br>"Mio marito mi deve pubbliche scuse"</B>Veronica e Silvio Berlusconi

Egregio Direttore,

con difficoltà vinco la riservatezza che ha contraddistinto il mio modo di essere nel corso dei 27 anni trascorsi accanto ad un uomo pubblico, imprenditore prima e politico illustre poi, qual è mio marito. Ho ritenuto che il mio ruolo dovesse essere circoscritto prevalentemente alla dimensione privata, con lo scopo di portare serenità ed equilibrio nella mia famiglia. Ho affrontato gli inevitabili contrasti e i momenti più dolorosi che un lungo rapporto coniugale comporta con rispetto e discrezione. Ora scrivo per esprimere la mia reazione alle affermazioni svolte da mio marito nel corso della cena di gala che ha seguito la consegna dei Telegatti, dove, rivolgendosi ad alcune delle signore presenti, si è lasciato andare a considerazioni per me inaccettabili: ” … se non fossi già sposato la sposerei subito” “con te andrei ovunque”.

Sono affermazioni che interpreto come lesive della mia dignità, affermazioni che per l´età, il ruolo politico e sociale, il contesto familiare (due figli da un primo matrimonio e tre figli dal secondo) della persona da cui provengono, non possono essere ridotte a scherzose esternazioni. A mio marito ed all´uomo pubblico chiedo quindi pubbliche scuse, non avendone ricevute privatamente, e con l´occasione chiedo anche se, come il personaggio di Catherine Dunne, debba considerarmi “La metà di niente”. Nel corso del rapporto con mio marito ho scelto di non lasciare spazio al conflitto coniugale, anche quando i suoi comportamenti ne hanno creato i presupposti. Questo per vari motivi: per la serietà e la convinzione con la quale mi sono accostata a un progetto familiare stabile, per la consapevolezza che, in parallelo alla modifica di alcuni equilibri di coppia che il tempo produce, è cresciuta la dimensione pubblica di mio marito, circostanza che ritengo debba incidere sulle scelte individuali, anche con il ridimensionamento, ove necessario, dei desideri personali. Ho sempre considerato le conseguenze che le mie eventuali prese di posizione avrebbero potuto generare a carico di mio marito nella sua dimensione extra familiare e le ricadute che avrebbero potuto esserci sui miei figli.

Questa linea di condotta incontra un unico limite, la mia dignità di donna che deve costituire anche un esempio per i propri figli, diverso in ragione della loro età e del loro sesso. Oggi nei confronti delle mie figlie femmine, ormai adulte, l´esempio di donna capace di tutelare la propria dignità nei rapporti con gli uomini assume un´importanza particolarmente pregnante, almeno tanto quanto l´esempio di madre capace di amore materno che mi dicono rappresento per loro; la difesa della mia dignità di donna ritengo possa aiutare mio figlio maschio a non dimenticare mai di porre tra i suoi valori fondamentali il rispetto per le donne, così che egli possa instaurare con loro rapporti sempre sani ed equilibrati.

RingraziandoLa per avermi consentito attraverso questo spazio di esprimere il mio pensiero, La saluto cordialmente.

(31 gennaio 2007)

 

Processo a Silvio Berlusconi (caso Ruby)


Processo a Silvio Berlusconi (caso Ruby)

Milano 17 dicembre 2012 - 39′ 27″

Linguaggio di MAFIA: Alfano: «Dell’Utri è un povero disgraziato» E il senatore: «Lui non ha le palle» – Corriere.it


DELL’UTRI – Alfano, «è persona brava e capace, ma non ha la maturità per aspirare al premierato», ha detto Dell’Utri in un’intervista rilasciata a Repubblica. «La segreteria Alfano non è mai esistita. Poveretto, non ha potuto cambiare niente, se siamo ridotti in questo stato è perché il partito è imploso, non si è rinnovato», ha spiegato il senatore siciliano.

ALFANO – Non si è fatta attendere la replica del segretario del Pdl: «Dell’Utri – ha detto durante la trasmissione tv “Porta a porta” – è un povero disgraziato per quello che gli sta succedendo. E parla a ruota libera permettendo agli osservatori di pensare che il suo sia il pensiero di Berlusconi e questo nuoce al presidente. Credo che Berlusconi debba porsi seriamente il problema della composizione delle liste».

LA NUOVA REPLICA – Passano pochi minuti ed arriva la controreplica di Dell’Utri: «Io ho già detto chiaramente quello che penso del segretario, un povero disgraziato l’ho detto io prima di lui e lui mi risponde con le stesse parole… Ho detto meno di quello che penso… Non mi va di replicare, Alfano si è già qualificato da sé per questa risposta piccata e fuori luogo. I guai del Pdl, purtroppo – insiste il senatore – vengono tutti dalla sua incapacità, dalla sua insipienza. Non ha le palle, non c’entra niente con noi».

viaAlfano: «Dell’Utri è un povero disgraziato» E il senatore: «Lui non ha le palle» – Corriere.it.

Ferruccio De Bortoli, “cronaca di ore drammatiche nella vita del Paese che mai avremmo voluto scrivere”


Il premier Mario Monti (Ansa)Il premier Mario Monti (Ansa)

(f. de b.) Questa è la cronaca di ore drammatiche nella vita del Paese che mai avremmo voluto scrivere. Un governo muore così. Nella Festa dell’Immacolata, a mercati chiusi, ma a occhi ben aperti di una comunità internazionale che non capisce e da lunedì ci farà pagare un prezzo assai alto. La ridiscesa in campo del Cavaliere aveva già prodotto, dalla convulsa serata di mercoledì, un terremoto inarrestabile, ma sono state le parole di Alfano pronunciate venerdì alla Camera a far cadere le ultime resistenze del Professore. Ricorda un dispiaciuto presidente della Repubblica al termine del lungo colloquio di ieri, nel quale il premier uscente gli ha manifestato, con cortesia e fermezza, la propria volontà di dimetters

segue  qui Monti: «In politica? Ora sono più libero» – Corriere.it.

2012-12-09_120820

 

ALFANO E IL PDL ALLA BATTAGLIA FINALE  MA IL PARTITO RISCHIA DI SPACCARSI

Oggi vertice ad Arcore per preparare la campagna elettorale

http://www.corriere.it/politica/12_dicembre_09/di-caro-alfano-pdl-battaglia-finale_505d791c-41d8-11e2-ae8d-6555752db767.shtml

Domenica 09 dicembre 2012

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L’EUROPA ORA TEME IL CAOS POLITICO  RITORNA L’IPOTESI DELLA RICHIESTA DI AIUTO

La domanda di Gurria (Ocse): perché l’Italia non chiede l’intervento della Bce?

http://www.corriere.it/economia/12_dicembre_09/fubini-europa-ora-teme-il-caos-politico_524ee632-41d5-11e2-ae8d-6555752db767.shtml

Domenica 09 dicembre 2012

Neri Marcorè recita Antonio Di Pietro (il politico della IDV, italia dei SUOI valori)


Un eccezionale Neri Marcorè.

10 minuti di intelligenza sia di recitazione che di temi politici. Arte al servizio della politica. Perchè è sbeffeggiando i potenti si può, FORSE, cambiarla. ma questo spetterebbe agli elettori. E qui è il problema

paolo ferrario del 1948

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storie di elettori e di italiani: nelle mani e sotto la guida del comico Grillo, 31 anni fa e oggi


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da un post di    http://www.youtube.com/watch?v=CFEK7wPlSD0&feature=plcp

Sabrina Giannini, giornalista di Report, spiega come ha ricostruito, CONTROLLANDO UNA PER UNA LE FONTI, le operazioni immobiliari del moralista Di Pietro (della italia dei Suoi valori)


Sabrina Giannini, giornalista di Report, spiega come ha ricostruito, CONTROLLANDO UNA PER UNA LE FONTI, le operazioni immobiliari del moralista Di Pietro (della italia dei Suoi valori)

“Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”: Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa. Catone, Distici nella traduzione di Giancarlo Pontiggia