pro memoria classificato in: Violenza politica, antipolitica, grillocrazia
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La verità sul processo a Beppe Grillo per omicidio colposo
Giornalettismo
Dopo l’intervista rilasciata da Cristina Giberti a Vanity Fair, Filippo
Facci su Libero ricostruisce la storia del processo a Beppe Grillo per
omicidio …
<http://www.giornalettismo.com/archives/753143/cristina-giberti-beppe-grillo/>
L’ampiezza del fenomeno Grillo non era stata prevista. Anche da noi, ammettiamolo. Ma questo soccorso ai vincitori, che non esclude grandi imprenditori e raffinati intellettuali, e il tentativo disperato del Pd di rivalutarli, all’improvviso, come costole della sinistra, ha qualcosa di patetico, di surreale
…
Il tentativo di Bersani, così com’è attualmente descritto, è però destinato al fallimento, anche per le opposizioni interne al suo partito. L’idea di una curiosa alleanza con i cinquestelle, non sembra incontrare il favore del Quirinale.
I populismi nascono come rivolta nel nome del popolo sovrano contro i meccanismi rappresentativi però poi si dimostrano incapaci di avviare qualcosa di alternativo e di partecipativo e scivolano nel leaderismo assoluto, nella fiducia concessa acriticamente al profeta.
Luttwak che, incalzato dal conduttore Giuseppe Cruciani, ha definito il comico genovese un populista “sfrenato” con qualche “idea pazzoide”: “L’unico attore sulla scena italiana che preoccupa veramente.”
Tv aveva attaccato i medici di base: “Guadagnano più dei chirurghi. Vi sembra normale?”. E poi ha proposto di farli lavorare all’interno dell’ospedale per arginare le emergenze. Secca la replica dello Snami: “Dimostra di non aver consultato nemmeno un “Bignami” sulla medicina di famiglia.
Sabrina Giannini, giornalista di Report, spiega come ha ricostruito, CONTROLLANDO UNA PER UNA LE FONTI, le operazioni immobiliari del moralista Di Pietro (della italia dei Suoi valori)
“Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”: Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa. Catone, Distici nella traduzione di Giancarlo Pontiggia
come circa il 30 % degli elettori italiani stanno riducendo la politica: il comico Grillo propone come Presidente della Repubblica l’immobiliarista Di Pietro
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L’inchiesta di Sabrina Giannini su Report, intitolata “Gli insaziabili”, ha evidenziato una serie di vicende poco chiare rispetto alla gestione dei fondi da parte dell’Italia dei Valori. La prima riguarda la gestione dei rimborsi elettorali, che tra il 2000 e il 2007 sarebbero stati trasmessi non direttamente al partito, che per legge dovrebbe esserne il legittimo percettore, ma a un’associazione composta da Di Pietro, sua moglie Susanna Mazzoleni e Silvana Mura, tesoriere del partito.
La seconda vicenda riguarda invece i soldi donati nel 1995 dalla contessa Borletti a Di Pietro e a Romano Prodi, che sarebbero stati utilizzati da Di Pietro per scopi personali. La storia, nota da tempo, è stata giustificata dallo stesso Di Pietro col fatto che si trattava di una donazione personale, poichè avvenne «prima che io mi mettessi a fare politica». L’ultima questione analizzata dal servizio riguarda la crescita esponenziale del numero di proprietà immobiliari, giustificata con i numerosi risarcimenti danni ottenuti da Di Pietro in sede civile per le diffamazioni subite.
…
La puntata di Report è solo l’ultimo dei casi che negli ultimi tempi hanno messo in questione la credibilità dell’IdV e di Di Pietro, a partire dalle candidature al Parlamento di
Sergio De Gregorio,
Antonio Razzi, che pronunciò questa frase: “
“‘Meno di un anno e ti entra il vitalizio. Tu che cazzo te ne fotte, dico io?”
fuoriusciti dal partito e passati al centrodestra tra molte polemiche, fino ai casi giudiziari più recenti che hanno coinvolto diversi esponenti del partito a livello locale: le inchieste sui due consiglieri regionali
Onorevole Donadi, partiamo dall’investitura di Grillo: Di Pietro al Quirinale.
È un investitura che mi vede del tutto estraneo e contrario. È evidente che è la risposta al necrologio che Di Pietro ha scritto sul Fatto di oggi, dichiarando morta l’Italia dei Valori.
Massimo Donadi, capogruppo dell’Idv alla Camera, è un moderato, nel suo partito. Da mesi si è intestato una linea critica verso Tonino Di Pietro. Vorrebbe un’alleanza col Pd, una alternativa di governo. A sentirlo, pare più bersaniano che dipietrista. Nella corrispondenza d’amorosi sensi (politici, s’intende) tra Tonino, nella sua intervista al Fatto, e Beppe Grillo (“Meriterebbe il Quirinale”), legge un salto di qualità. E affida a una intervista con l’Huffington Post il suo strappo.
Sta dicendo che c’è un patto Di Pietro-Grillo, per dar vita a un’alleanza degli arrabbiati.
È in atto, e pure in fase avanzata, una manovra, condotta da due politici navigati che poco hanno a che fare con la freschezza movimentista. Di Pietro porta in dote a Grillo l’Italia dei Valori, o meglio il suo necrologio, la fine di un’esperienza e Grillo lo benedice. A entrambi dico buona fortuna, ma io non ci sarò. E soprattutto auguro buona fortuna all’Italia.
Silvio Berlusconi al comizio videocratico del 27 ottobre 2012 e l’analisi clinica del professor Mauro Mancia del 7 dicembre 2012:
il tempo fermo della politica di questo ventennio
Paolo Ferrario
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Guardare l’espressione del viso:
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Guardare i movimenti delle mani:
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DOCUMENTAZIONE :
Una conferenza stampa di oltre un’ora e mezzo che ha sconvolto gli equilibri della politica italiana. Il ritorno di Berlusconi 1 - con la dichiarazione di guerra a magistrati, Merkel e Monti – ha provocato un mezzo terremoto innanzitutto nel Pdl. Spiazzando del tutto le colombe, sconfessando di fatto il segretario Angelino Alfano. L’ex ministro degli esteri, Franco Frattini, fa capire che pensa a una rottura nel caso in cui la deriva populista continuasse. Le primarie del centrodestra sono comunque oggettivamente declassate a evento politico minore. Questo mentre le “amazzoni” – le fedelissime dell’ex premier – provano a convincere il Cavaliere ad andare oltre. Fino all’ultimo ieri hanno sperato in un ritorno in campo per la premiership. E c’è chi parla della nascita, a breve, di una lista personale di stampo populista legata proprio a Berlusconi, con i pasdaran del centrodestra.
Gongola intanto Roberto Maroni (partito della LEGA IL NORD). L’attacco di Berlusconi a Monti è stato commentato così: “Mi compiaccio, è venuto sulle nostre posizioni”. Si parla di un incontro avvenuto negli ultimi giorni tra il Cavaliere e l’ex ministro dell’Interno. In cui sarebbe stata siglata l’intesa: Maroni candidato unico per il Pirellone, e alleanza politica tra il Carroccio e i berlusconiani alle prossime politiche.
La questione non è stata “Berlusconi”, ma gli italiani che per vent’anni lo hanno voluto e votato (e amato)
Qui si ascolta Silvio Berlusconi al cosiddetto “processo Ruby”, in qualità di imputato per concussione alla Questura di Milano e per prostituzione minorile
Non sono state le opposizioni a far vedere chi veramente fosse, ma la sua ex moglie, Veronica Lario, recitata da Monica Guerritore:
” … e per una strana alchimia il paese tutto, tutto concede, tutto giustifica al suo imperatore …”
Questo è il punto:
Anche se uscisse illeso dal processo, per mancanza di prove e di testimonianze coraggiose, la sua ex moglie aveva capito che era tutto vero.
Un fuorionda in televisione del Consigliere regionale emiliano – Giovanni Favia – scatena una bufera nel movimento Cinque Stelle. Favia parla di mancanza di democrazia nel Movimento di Grillo e spara a zero sul guru della comunicazione Casaleggio. http:///www.tg3.rai.it
Populismo giuridico. Con queste parole l’ex presidente della Camera, Luciano Violante, ha recentemente definito l’attacco a cui da tempo è sottoposto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Si tratta di un progetto politico portato avanti da diversi soggetti . Grillo, Di Pietro e Il Fatto quotidiano costituiscono infatti uno schieramento politico-mediatico che ha l’obiettivo di utilizzare i processi in corso contro il Quirinale e contro il governo. Vogliono abbattere Napolitano e Monti, i due pilastri che hanno saputo rimettere in carreggiata il Paese. Un disegno che punta alla destabilizzazione del sistema politico italiano».
Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ripete ormai in ogni occasione pubblica la linea del governo: “I sindaci della Val di Susa non possono cavalcare le spinte più estremiste pensando così di assolvere al loro mandato elettorale. Spero nel loro senso di responsabilità. Sono pronta ad ascoltarli ma nello stesso tempo vorrei che a loro fosse chiaro che non esistono margini di trattativa per bloccare i lavori della Tav”. Sulla proposta dell’ex titolare dell’Interno, Roberto Maroni, di mandare l’esercito in Val di Susa, “sono ipotesi tecniche che saranno valutate da chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico. Personalmente – afferma Cancellieri – ritengo che lì le forze dell’ordine siano in grado di svolgere il loro compito”. Del resto, oggi l’ex titolare dell’Interno, intervistato dal Fattoquotidiano.it ha ribadito: “Io ho mandato l’esercito. La violenza in sé è sbagliata. Chi predica la violenza, chi la pratica va isolato e colpito”.
appare in crisi la legittimazione stessa dei partiti in quanto tali. La fiducia nei loro confronti è, infatti, scesa a livelli mai toccati in passato (4%: Demos, gennaio 2012).
Per il leader dell’Idv è «una resa incondizionata dello Stato a criminali e delinquenti». Più moderato il segretario della Lega, per il quale «questi provvedimenti non hanno mai funzionato».
il Di Pietro della IDV (Italia dei SUOI valori) che protesta contro la modifica della legge elettorale, è lo stesso che si è inventato Domenico Scilipoti e Antonio Razzi
Operazione della Polizia all’alba di stamani in tutta Italia contro esponenti dei Centro sociali, dell’area anarchica e dell’autonomia che hanno partecipato a manifestazioni No Tav in Val Susa la scorsa estate. In 15 province sono state eseguite 26 ordinanze di custodia cautelare, una agli arresti domiciliari, quindici di obbligo di dimora e una di divieto di risiedere nella provincia di Torino. Sono lo sbocco di un’inchiesta della Digos della Questura di Torino e della Procura del capoluogo piemontese sulla guerriglia che si scatenò in Val Susa il 27 giugno e il 3 luglio dello scorso anno.
Ne discutiamo con Maurizio Tropeano. In studio Guido Tiberga. altro
Non si ferma la protesta del Movimento dei Forconi in Sicilia. Nell’isola ora scendono in piazza anche gli studenti, a fianco del movimento Forza d’Urto. A Palermo il corteo degli studenti è partito verso le 10 da piazza Indipendenza e ha attraversato la città fino al porto, ormai chiuso da due giorni, dove i giovani si sono uniti al presidio del movimento. Momenti di tensione nel capoluogo siciliano dove è stata bruciata anche una bandiera italiana durante il corteo. Anche le altre città sono state teatro delle manifestazioni studentesche come a Catania, a Vittoria in provincia di Ragusa e a Canicattì in provincia di Agrigento.
Umberto Bossi della Lega Nord Insulta pubblicamente il Presidente della Repubblica: reato di vilipendio, Crea la tua petizione online, cambiamo questo mondo dal basso. Firma per per le tue battaglie
1 giorno fa – Lo Sciopero dei Taxi minaccia di bloccare Roma, Fiumicino e l’Italia. Monti in trattativa, Alle 12 incontro a Palazzo Chigi tra sindacati e governo …
… alle manifestazioni di piazza, agli attentati anche sanguinosi, … Al punto che Equitalia, dopo aver cercato di respingerlo insieme a Sogei (il gestore …
2 gen 2012 – Roma, 2 gen. (Adnkronos) – “Continuano gli attentati contro gli uffici diEquitalia, nelle ultime ore sono avvenuti a Foggia e Modena. Si puo’ dire …
esposto alle Procure della Repubblica
per sapere se i grossolani e disgustosi insulti di Umberto Bossi della Lega Nord rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano configurino il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato.
In diritto penale si parla di vilipendio (dal latino vilipendere, composto da vilis, vile, e pendere, stimare: considerare vile) in riferimento ad alcuni reati che consistono in manifestazioni di disprezzo verbale rivolte a determinati soggetti (particolarmente le istituzioni dello Stato)
Fra i tipi di reato individuabili nel codice penale italiano c’è il :
Vilipendio del presidente della Repubblica (art. 278): Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni
Documentazione sui fatti:
ALBINO (Bergamo), festa “Berghem Frecc” 30 dicembre 2011 – Insulti, fischi e grevi ironie contro il premier Mario Monti ma soprattutto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, colpevole di aver fatto nascere il governo dei professori e di aver spinto sulle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Umberto Bossi, che ha chiesto ai militanti che gremivano il palazzetto di Albino di “mandare un saluto al presidente della Repubblica” (con il segno del dito): è partita una lunga serie di fischi, proseguita con un gruppo di leghisti che dal fondo ha scandito all’indirizzo del presidente del Consiglio lo slogan ‘Monti vaffa…’: “Magari gli piace”, ha osservato ridendo l’ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli.
“Il presidente della Repubblica – ha detto Umberto Bossi – è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del nord”.
Quanto al governo di Mario Monti, il Senatur ha tenuto a sottolineare che “è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo” (si tratta di una minaccia ritorsiva?).
Da chi gli stava vicino sul palco è arrivata anche una voce che indicava le origini napoletane di Napolitano: “Non sapevo che l’era un terun”, ha chiosato il leader del Carroccio.
“Mi serviva la pensione…” l’intervista ad Antonio Razzi e la ricostruzione della sua carriera politica nel servizio de Gli Intoccabili, in onda il mercoledì alle 21.10 su LA7