Maurizio Cucchi , recensione di Claudia Pozzo, L’ESILIO DEI FIGLI, Gremese editore, in La Stampa 21 febbraio 2013


Maurizio Cucchi, Come è difficile essere figli di rivoluzionari.

 In un romanzo di Claudia Pozzo la storia di un giovane milanese “esiliato” a Parigi i cui genitori erano vicini al terrorismo

giovedì 21 febbraio 2013: Repubblica, Corriere, Stampa | Zanzibar.

Luttwak: definisce il comico (imbianchino) #grillo un populista “sfrenato” con qualche “idea pazzoide”: “L’unico attore sulla scena italiana che preoccupa veramente.”


Luttwak che, incalzato dal conduttore Giuseppe Cruciani, ha definito il comico genovese un populista “sfrenato” con qualche “idea pazzoide”: “L’unico attore sulla scena italiana che preoccupa veramente.”

vai a   Luttwak stronca Grillo l’amerikano – Formiche.

Elsa Fornero: “a mia figlia sono arrivate minacce di morte con la stella a cinque punte delle Br”, La Stampa


Elsa Fornero rivela anche di aver subito attacchi personali violenti – “a mia figlia sono arrivate minacce di morte con la stella a cinque punte delle Br: è intollerabile” – e che a volte è venuta a mancare anche la solidarietà dei colleghi. E sulle gaffe: “Sono una professoressa, mi piace cercare di parlar chiaro e in politica questo non viene apprezzato”. 

La Stampa – Fornero: “Sì alla lista Monti, ma non mi candido”.

tutta l’intervista qui: http://www.ecostampa.com/servizi/utility/imgrsnew.asp?numart=1Q4WRI&annart=2013&usekey=B1RPIP71A5P2R

storie di elettori e di italiani: nelle mani e sotto la guida del comico Grillo, 31 anni fa e oggi


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da un post di    http://www.youtube.com/watch?v=CFEK7wPlSD0&feature=plcp

Relazioni industriali: Marchionne odiato in Italia e apprezzato da Obama negli USA


STRATEGIE DI OSSERVAZIONE DEI DATI

In Italia Marchionne è odiato fino al limite del linciaggio (c’è un progresso: negli anni ’70 i nipotini del comunismo gambizzavano ed uccidevano).

Negli Usa lo stesso Marchionne è usato da Obama per uno spot della sua campagna elettorale contro la destra repubblicana.

Mi limito ad osservare la coincidenza, lasciando a ciascuno il giudizio sulla cultura politica e sindacale che riempie i canali della televisione “cattiva maestra” (Karl Popper)

Paolo Ferrario

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La notizia

Barack Obama utilizza Sergio Marchionne come una sorta di testimonial in un video elettorale per dimostrare le bugie di Mitt Romney. Lo staff del presidente diffonde uno spot dal titolo ‘Romney Style: How to Destroy Your Campaign’s Credibility in Five Easy Steps’, cioe’ come Romney si e’ rovinato la reputazione con cinque errori banali. Uno di questi e’ aver spacciato come vera la notizia che il gruppo Fiat-Chrysler aveva deciso di spostare la produzione delle Jeep dagli Usa in Cina.

Giampaolo Pansa: Sotto la pelle dell’Italia ci sono di certo gruppi minoritari che non vedono l’ora di sparare. Non si e’ mai visto che, in una situazione come questa, i terroristi, soprattutto quelli rossi, un po’ meno quelli neri, non si facciano avanti


”Sono contrario alle primarie. Se vince Renzi, salta tutto. Io non vado a votare alle primarie, ma, se fossi obbligato con la pistola, voterei Renzi, anche se stimo Bersani”. Cosi’ il giornalista Giampaolo Pansa, parlando delle primarie del Pd ad Agora’, su Raitre.”Nessuno dei blocchi politici sa annusare quello che arrivera’ – ha aggiunto Pansa – perche’ arrivera’ un terremoto pazzesco.

Sotto la pelle dell’Italia ci sono di certo gruppi minoritari che non vedono l’ora di sparare. Non si e’ mai visto che, in una situazione come questa, i terroristi, soprattutto quelli rossi, un po’ meno quelli neri, non si facciano avanti. In questa situazione il centrodestra perde, prendera’ una stangata pazzesca. E la cosa terribile e’ che non vincera’ nessuno”

da Primarie: Pansa, se fossi obbligato con la pistola voterei Renzi – ASCA.it.

anche Pietro Ichino costituiva un obiettivo ‘politico’ della violenza eversiva del gruppo eversivo che si e’ riconosciuto nel Partito comunista politico-militare


“Cosi’ come tragicamente era stato per Massimo D’Antona, anche Pietro
Ichino costituiva un obiettivo ‘politico’ della violenza eversiva del
gruppo eversivo che si e’ riconosciuto nel Partito comunista
politico-militare”. Ad accomunare D’Antona, …
<http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201206121206-ipp-rt10080-nuove_br_giudici_ichino_obiettivo_come_d_antona>

Il linciaggio di Pietro Ichino da parte dei professionisti dell’odio Gad Lerner e Carla Cantone, da L’Infedele del 21 giugno 2012


a La7/ l’infedele del 21 giugno 2012 è andato in onda il linciaggio di Pietro Ichino da parte dei professionisti dell’odio Gad Lerner e Carla Cantone

Salvo, poi, fare una trasmissione di finta memoria quando (NON SIA MAI) sarà ammazzato, come gli promettono da 25 anni i nipotini del comunismo del secolo scorso (quelli del ciclo cha va da 1917 e termina con l’omicidio Moro del 1978)

Paolo Ferrario

vai a:

anche Pietro Ichino costituiva un obiettivo ‘politico’ della violenza eversiva del gruppo eversivo che si e’ riconosciuto nel Partito comunista politico-militare


“Cosi’ come tragicamente era stato per Massimo D’Antona, anche Pietro Ichino costituiva un obiettivo ‘politico’ della violenza eversiva del gruppo eversivo che si e’ riconosciuto nel Partito comunista politico-militare”. Ad accomunare D’Antona, ucciso il 20 maggio 1999, e Pietro Ichino e’ il giudice Fabio Tucci nelle motivazioni della sentenza d’appello bis sulle nuove Brigate rosse. 

da AGI.it – Nuove Br: giudici, “Ichino obiettivo come D’Antona”.

PIETRO ICHINO, TERRORISMO: PERCHÉ LA NOSTRA GIUSTIZIA NON LO CHIAMA COL SUO NOME?



Sulla sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano contro i membri delle “Nuove BR” leggi

il mio articolo pubblicato sul Corriere della Sera di martedì scorso. Sono on line anche

la mia dichiarazione davanti alla stessa Corte,

che è stata gratuitamente quanto incredibilmente storpiata dal sito Repubblica.it (nel post ho riportato anche quella dell’imputato Davanzo nel corso dell’udienza del 28 maggio) e l’articolo di Giancarlo Bosetti su la Repubblica di mercoledì,

I BR e il simbolo Ichino,

che mi è parso invece molto serio. In proposito v. anche l’

Appello dei giuslavoristi italiani

contro il ìterrorismo e l’intolleranza, redatto da Roberto Romei.

 

«nuove Brigate rosse», nipotini dei comunisti e minimizzati dai camussosauri della Cgil:: «Questo signore – cioè Pietro Ichino – rappresenta il capitalismo, lui è l’esecutore di questo sistema e noi eseguiremo il dovere di sbarazzarci di questo sistema». Dove «sbarazzarci» è evidentemente un eufemismo, mentre l’accento sinistro della frase sta tutto in quell’«eseguiremo»


scrive Pietro Ichino al Corriere della sera:

Caro direttore, fin dall’inizio, in primo grado, del processo contro gli appartenenti alle «nuove Brigate rosse», che si è concluso ieri con la seconda sentenza della Corte d’Assise d’Appello di Milano, ho proposto a ciascuno degli imputati di rinunciare alla mia costituzione in giudizio contro di loro, in cambio del puro e semplice riconoscimento del mio diritto a non essere aggredito.

Ieri, durante l’ultima udienza del processo, ho ripetuto quella mia offerta di conciliazione e di dialogo. La risposta del loro leader, Alfredo Davanzo, è stata: «Questo signore – che sarei io – rappresenta il capitalismo, lui è l’esecutore di questo sistema e noi eseguiremo il dovere di sbarazzarci di questo sistema». Dove «sbarazzarci» è evidentemente un eufemismo, mentre l’accento sinistro della frase sta tutto in quell’«eseguiremo». In ogni caso, la risposta alla mia proposta è stata chiara: «non ti riconosciamo il diritto a non essere aggredito». E la stessa minaccia ha numerosissimi destinatari, poiché di «esecutori di questo sistema» in giro per l’Italia ce ne sono evidentemente molti altri.

A questo punto qualcuno potrebbe sorprendersi che il processo si sia poi concluso con una sentenza che riconosce gli imputati colpevoli, sì, di associazione sovversiva (articolo 270 del codice penale), ma non di terrorismo (articolo 270-bis). Ma chi è addentro nelle cose della giustizia si è sorpreso un po’ meno di questo esito. È plausibile, infatti, che con questa decisione la Corte d’Assise d’Appello abbia inteso conformarsi alla sentenza con cui il 2 aprile scorso la Cassazione aveva annullato la prima decisione, del 2010, della stessa Corte d’Assise, nello stesso processo, nella quale invece le finalità di terrorismo erano state riconosciute. In sostanza, la Cassazione imputava alla Corte milanese di non avere sufficientemente individuato e dimostrato, nel comportamento di questi brigatisti, «il proposito di intimidire indiscriminatamente la popolazione, l’intenzione di esercitare costrizione sui pubblici poteri», oppure «la volontà di destabilizzare» o addirittura «distruggere gli assetti istituzionali del Paese». Dunque, progettare un attentato alla sede di un grande quotidiano nazionale e un agguato mirato a ferire o uccidere una persona qualsiasi, assunta quale «rappresentante del capitalismo», secondo questa nuova giurisprudenza, non è «terrorismo». Resta il problema di capire che cosa, allora, secondo la Corte di Cassazione, sia «terrorismo».

Se non è «terroristico» quel progetto dei nuovi brigatisti, ancor meno può qualificarsi come tale quello degli anarchici che a Genova hanno ferito il dirigente dell’Ansaldo di Genova Roberto Adinolfi. Questi ultimi infatti confessano di non credere nel valore politico della loro azione violenta, ma di farlo soltanto per motivi esistenziali e di auto-gratificazione: «impugnando la pistola abbiamo solo fatto un passo in più per uscire dall’alienazione»; «con una certa gradevolezza abbiamo armato le nostre mani, con piacere abbiamo riempito il caricatore scegliere e seguire l’obiettivo, coordinare mente e mano sono stati un passaggio obbligato, la logica conseguenza di un’idea di giustizia, il rischio di una scelta e nello stesso tempo un confluire di sensazioni piacevoli»; «non cerchiamo consenso, ma complicità». Qui c’è principalmente la soddisfazione di una qualche pulsione sadica, ma con un’esplicita rinuncia a perseguire concretamente e credibilmente effetti politici generali. Gli attentatori di Genova mostrano una piena consapevolezza della propria incapacità di «esercitare costrizione sui pubblici poteri» o, tanto meno, di «destabilizzare o addirittura distruggere gli assetti istituzionali del Paese».

Ancor meno, probabilmente, potrà ravvisarsi un siffatto intendimento politico nell’attentato di Brindisi contro un istituto scolastico, dal momento che chi l’ha compiuto non lo ha in alcun modo esplicitato: come potrebbe «destabilizzare o distruggere gli assetti istituzionali del Paese» un attentatore che neppure fa conoscere all’opinione pubblica tale suo preciso intendimento? Neppure lì, dunque, può essersi trattato di terrorismo. A ben vedere, questo è un bene per il Paese: tra le tante piaghe da curare, almeno questa del terrorismo non ce l’abbiamo più.

Pietro Ichino

29 maggio 2012

DA Terrorismo il coraggio di chiamarlo per nome – Corriere.it.

Pietro Ichino: appello di 50 giuslavoristi “non sia lasciato solo”


Ichino: appello di 50 giuslavoristi “non sia lasciato solo”
AGI – Agenzia Giornalistica Italia
(AGI) Roma – La comunita’ dei giuslavoristi italiani si mobilita a difesa
di Pietro Ichino e lancia un appello non solo “perche’ non sia lasciato
solo” ma anche a salvaguardia di “tutti i valori che tale termine incarna:
liberta’ di opinione e liberta’ …
<http://www.agi.it/cronaca/notizie/201206011659-cro-rt10201-ichino_appello_di_50_giuslavoristi_non_sia_lasciato_solo>

“Oggi il Fai è il vero terrorismo che può offendere il Paese». Lo afferma il capo della Polizia, Antonio Manganelli


«La minaccia anarcoinsurrezionalista è assolutamente da non sottovalutare. Oggi il Fai è il vero terrorismo che può offendere il Paese». Lo afferma il capo della Polizia, Antonio Manganelli

DA Manganelli: «Fai vero terrorismo» – Corriere.it.

il Ministro dell’Interno Cancellieri: Perché qualcuno mette una bomba vicino ad una scuola? Perché lo fa in una scuola intitolata a Falcone e proprio nel giorno dell’anniversario della sua morte?, da Rainews24.it


Interrogativi

Perché qualcuno mette una bomba vicino ad una scuola? Perché lo fa in una scuola intitolata a Falcone e proprio nel giorno dell’anniversario della sua morte?

Il ministro ha detto che per l’attentato di Brindisi c’è “una lettura terroristica” dell’accaduto ma “presto ci saranno novità sulle indagini”.

da Rainews24.it

Strage aggravata dal terrorismo 

Nel frattempo e’ cambiato il reato ipotizzato dalla procura di Brindisi per l’attentato: si indaga ora per strage aggravata dalla finalita’ di terrorismo. A confermare la nuova ipotesi di reato e’ stato il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso: “Una volta esclusa l’ipotesi di un movente personale nei confronti di una sola delle vittime – ha spiegato – non c’e’ dubbio che qualsiasi altra ipotesi ha un effetto intimidatorio, sia che il gesto provenga da un singolo isolato, sia da un pazzo, sia da un’organizzazione eversiva, sia dalla mafia o dalla Sacra Corona Unita”.

BRINDISI, BOMBA COLPISCE UNA SCUOLA MUORE UNA RAGAZZA, ALTRI 5 STUDENTI FERITI


L’esplosione nell’Istituto Morvillo Falcone, grave un’altra 16enne Bomba attivata a distanza con timer

http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_19/brindisi-esplode-ordigno-scuola-feriti_3c11fef0-a17f-11e1-8681-fb83092733eb.shtml

AGI – Agenzia Giornalistica Italia - ‎1 ora fa‎

(AGI) – Brindisi, 19 mag. – Una studentessa di 16 anni e’ morta, Melissa Bassi, un’altra e’ gravissime condizioni in ospedale. Altri sei giovani sono rimasti ferti. L’esplosione e’ stata provocata da tre ordigni rudimentali, costituiti da bombole di

Emergenza terrorismo, stralcio dalla relazione di Antonio Manganelli del 22 febbraio del 2012 alla Camera dei Deputati


Manganelli, infatti, oggi ha tenuto a ricordare che questo rigurgito era atteso. E infatti la relazione del 22 febbraio del 2012 alla Camera dei Deputati offre alcuni spunti interessanti.
Di quella relazione i media riportarono due concetti elementari:

  • il primo, che gli anarchici insurrezionalisti erano pronti al salto di qualità e cioè l’assassinio.
  • Il secondo che Manganelli chiedeva un reato ad hoc di tipo associativo per riuscire a fermare gruppi di persone che per la natura stessa della loro matrice di militanza sono difficilmente prevedibili o individuabili.

Così’ parlava Manganelli, testo preso dalla relazione nel resoconto stenografico.

L’anarco‐insurrezionalismo, a differenza della mafia, è molto più gentile nei nostri confronti perché ci racconta quello che ha fatto e che farà. Siccome, in questo momento, ci sta dicendo che sta per fare salti di qualità ‐ nello specifico, si parla di assassinio ‐ dobbiamo capire che fino ad oggi ciò non è accaduto solo perché abbiamo avuto fortuna. Infatti, se salta una pentola a pressione o si mette una bomba in un giardino, provocando l’intervento delle forze di polizia, per poi far scoppiare, due minuti dopo, un’altra bomba nelle vicinanze, è evidente che si intende colpire coloro che sono intervenuti. Peraltro, in Grecia l’assistente del Ministro dell’interno ha ricevuto un plico ed è morto.

Certo, potremmo dire che siamo in Italia, quindi non c’entra la Grecia, ma non è così. Infatti, un’altra interessante novità è che la Federazione anarchica informale (FAI) ‐ cioè aggregazione di anarchici di casa nostra ‐ ha ritenuto di aderire a una proposta dell’omologa organizzazione anarchica greca, la Cospirazione delle cellule di fuoco, che ha offerto all’organizzazione italiana e di altri Paesi di formare una sorta di network internazionale piuttosto agguerrito che potesse mettere in piedi delle violente azioni antisistema (le definiamo in questo modo per indicare il tradizionale desiderio anarchico). L’organizzazione anarchica italiana ha, quindi, aderito a questo network e vi sta partecipando.

da Emergenza terrorismo, vanificazione della politica ed effetti collaterali – E – il mensile online.

una nuova sindrome ossessiva psichiatrica: la “landinite dei camussosauri”. Maurizio Landini, segretario FIOM: “Bisogna fermare il governo”


una nuova sindrome ossessiva psichiatrica: la “landinite dei camussosauri”

per Maurizio Landini, segretario FIOM: “Bisogna fermare il governo”

come i legaioli e Storace

Lavoro, Landini: “L’articolo 18 non si cambia, punto”

il terrorismo al tempo del “lupo solitario”: individui, tipi anonimi, insospettabili (o quasi) ma preparati alla azione


“Lone wolf”. Lupo solitario.  Imparate il termine perché oggi potrebbe essere questo il nome del nuovo terrorista tipo. Del resto ormai è così da anni, e lo è ancora di più da quando i Navy Seals hanno posto fine in 14 minuti all’incubo Bin Laden. Non si parla più di gruppi ma di individui. Tipi anonimi, insospettabili (o quasi).  Frequentano le stesse comunità di molti islamici che con il terrorismo non hanno e non vorrebbero mai avere nulla a che fare.  Ma poi agiscono nell’ombra, anzi nella penombra azzurrina dello schermo di un pc. Si collegano alla grande rete del terrore, una ragnatela di website  jihadisti che per i servizi occidentali è praticamente impossibile penetrare (o quasi). E lì imbastiscono le loro trame per settimane, mesi, forse anni.  Ma lo scopo, prima o poi, è l’azione. Come far saltare in aria una sinagoga.

Non sappiamo se J.M. il giovanissimo marocchino arrestato oggi a Brescia sia uno di questi lupi solitari: ce lo diranno le indagini.  Certo, dovrà spiegare perché sul suo pc aveva i dettagli sui sistemi di sicurezza adottati dalla sinagoga di via Guastalla a Milano, sul personale di polizia impiegato, su blocchi eventuali e possibili vie di accesso.

Ma il punto è: per un potenziale attentatore individuato, quanti ce ne sono che non sono neppure sospettati? Che tengono contatti, organizzano incontri, si fanno mandare via mail manuali completi per costruire bombe micidiali, e tutto questo davanti al computer del salotto?  

Nell’ultimo allarme lanciato nella Relazione al Parlamento sulla politica dell’informazione per la sicurezza  la nostra intelligence parla di ”evidenze” riguardanti ”il trasferimento, verso le principali aree di crisi africane e asiatiche, di immigrati da tempo residenti in Europa ovvero europei di seconda/terza generazione che talvolta fanno ritorno nel Vecchio Continente a conclusione di iter addestrativi.  Tali soggetti sono risultati essere, per la maggior parte, assidui frequentatori di siti web jihadisti, tramite i quali avrebbero compiuto il proprio percorso di ‘autoradicalizzazione’ entrando, sovente, in contatto con elementi in grado di assicurare loro il sostegno necessario”.

l’intero articolo qui: Allarme a Milano, il terrorismo al tempo del “lupo solitario” | We The People.

Giampaolo Pansa sui No Tav: sono tutt’altro che “resistenti”: in Val di Susa “stanno nascendo i nuovi terroristi”


 In una delle puntate più faziose condotte da Santoro che si possano ricordare (e già questo di per sé è un record), i manifestanti No Tav sono diventati “pecorelle” e i poliziotti “criminali”. Secondo il teletribuno Santoro, quella in Valsusa, non è guerriglia, ma resistenza: i No Tav come modelli partigiani, impegnati nella battaglia per la difesa del territorio. Nell’accorata difesa dei violenti condotta dal teletribuno, hanno parlato anche Alberto Perino – leader dei No Tav – e Marco Bruno, il manifestante diventato famoso per il filmato in cui insultava il poliziotto, impassibile, dandogli della “pecorella”, del “malato”, del “pezzo di m…”. In un’intervista grottesca, da brividi, Bruno ha spiegato di aver insultato il poliziotto perché aveva paura, perché “mangio pane e No Tav da quando sono nato”, “per dafrmi la forza”. Il provocatore ha anche avuto il coraggio di paragonarsi a Peppino Impastato, il giovane siciliano ucciso negli anni ’80 dalla mafia per la sua lotta contro i clan. Troppo. Decisamente troppo anche per Servizio Pubblico e per il braccio destro di Santoro, Sandro Ruotolo, che ha ricordato al No Tav quanto il caso di Impastato fosse differente dal suo. Ma il tema che farà discutere della trasmissione di giovedì sera resta la presa di posizione di Santoro, che ha magnificato i violenti con l’etichetta di “resistenti”. Secondo Giampaolo Pansa sono tutt’altro che “resistenti”: in Val di Susa “stanno nascendo i nuovi terroristi”.

News / Pansa: “Nascono i nuovi terroristi” Ma per Santoro sono la “resistenza” | Ultimora Notizie.

Sandro Plano, portavoce dei No Tav, li implora di smetterla: i blocchi stradali rovinano la stagione sciistica nei paesi della valle, di Giorgio dell’Arti in ALTRI MONDI


se c’è effettivamente un movimento popolare dietro a questi contestatori oppure no.

La sensazione è che ci sia stato fino a poco tempo fa, e comunque solo a livello locale. Ma che non ci sia più adesso: Corriere Tv ha messo in rete un video in cui si vede un No Tav siciliano, con la barba, che insulta un carabiniere senza che questi muova un muscolo («Fatti riconoscere. Io non so chi sei. Parla. Noi ci divertiamo un sacco a guardare voi stronzi…»). Della vicenda parliamo più diffusamente anche nell’articolo qui a fianco. Il provocatore ha suscitato in Rete i commenti più indignati, parendo a tutti che, paradossalmente, la forza non stesse in quel caso particolare dalla parte del militare. Il No Tav in questione e i No Tav tutti da quando è iniziata questa storia, forse, tentano di trovare una vittima che gli permetta di proclamarsi martiri. Lo hanno fatto anche con il povero Luca Abbà, caduto dal traliccio dell’alta tensione lunedì e ancora in prognosi riservata: il filmato, infatti, mostra chiaramente che la polizia, in quell’incidente, non c’entra nulla. Uno dei capi dei No Tav, Alberto Perino, raggiunto al telefono da quelli de La Zanzara (Radio 24), non ha retto alle obiezioni che gli venivano fatte in merito a quell’episodio e a un certo punto è sbottato: «Voi siete delle iene, siete degli sciacalli, siete delle merde» e ha poi attaccato il telefono.

La storia del carabiniere che s’è lasciato insultare senza muovere un muscolo ha pure provocato un pestaggio.

Il carabiniere ha ricevuto un encomio solenne dal comandante generale dell’Arma, Leonardo Gallitelli, «per la fermezza e la compostezza professionale dimostrate» (il carabiniere ha risposto: «Ho fatto solo il mio dovere»). Ma bisogna dire che parte dei contestatori hanno reagito male anche a questo brutto episodio, definito «un autogol» da uno di loro. In una trentina hanno fermato allo svincolo di Chianocco dell’autostrada Torino-Bardonecchia la troupe di due persone che l’altro giorno aveva filmato il video. I due operatori hanno dovuto consegnare le chiavi della macchina, i documenti, due smartphone. I contestatori gli hanno pure tagliato le gomme dell’auto, al grido «sono degli sbirri». Minacce e aggressione ci sono state anche contro una troupe di TgCom24.

È tutto odioso, ma non dimostra ancora che il popolo non sia con loro.

Beh, un sondaggio di Sky, l’altro giorno, in cui si chiedeva se i lavori per l’Alta velocità dovessero o no continuare ha avuto il 65% di risposte positive. Lei ha visto una sollevazione di popolo in favore di questi antagonisti? Io no.

I sindaci della zona stanno dalla loro parte.

I sindaci che ieri sono stati ricevuti in prefettura hanno chiesto la sospensione dei lavori. Ma il loro portavoce, Sandro Plano, ha anche implorato i No Tav di smetterla, se no questi blocchi stradali rischiano di rovinare la stagione sciistica nei paesi della valle. Per un movimento rivoluzionario, porsi il problema della settimana bianca appare francamente contraddittorio.

Lo Stato non ha aspettato troppo a sgomberare le barricate?
 

Due giorni di blocco dell’autostrada… Il leghista Maroni ha invocato l’intervento dell’esercito. La preoccupazione del ministero dell’Interno è stata quella di evitare ad ogni costo il martire. Il tempo, in questi casi, gioca sempre a favore dei moderati. Ieri il ministro dell’Interno, Cancellieri, rispondendo ai sindaci della valle sulla questione di sospendere i lavori, ha detto: «Parliamone. Non solo io ma anche tutto il governo è pronto, per vedere se si può fare qualcosa in più, ferma restando la fermezza assoluta sulla realizzazione dell’opera. Si tratta di un’opera talmente importante per la Nazione e per le generazioni future che non è ripensabile l’impegno preso sulla sua realizzazione». Anche il governatore del Piemonte, Cota, un altro leghista, ha insistito sul punto: la Torino-Lione va fatta, non possiamo farci escludere dal corridoio. Se la protesta continua il governo mandi l’esercito.

da ALTRI MONDI.

Il ministro dell’Interno Cancellieri “I sindaci della Val di Susa non possono cavalcare le spinte più estremiste pensando così di assolvere al loro mandato elettorale,


Il ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri ripete ormai in ogni occasione pubblica la linea del governo: “I sindaci della Val di Susa non possono cavalcare le spinte più estremiste pensando così di assolvere al loro mandato elettorale. Spero nel loro senso di responsabilità. Sono pronta ad ascoltarli ma nello stesso tempo vorrei che a loro fosse chiaro che non esistono margini di trattativa per bloccare i lavori della Tav”. Sulla proposta dell’ex titolare dell’Interno, Roberto Maroni, di mandare l’esercito in Val di Susa, “sono ipotesi tecniche che saranno valutate da chi ha la responsabilità dell’ordine pubblico. Personalmente – afferma Cancellieri – ritengo che lì le forze dell’ordine siano in grado di svolgere il loro compito”. Del resto, oggi l’ex titolare dell’Interno, intervistato dal Fattoquotidiano.it ha ribadito: “Io ho mandato l’esercito. La violenza in sé è sbagliata. Chi predica la violenza, chi la pratica va isolato e colpito”.

da No Tav, cinque fermati e un arresto. Blitz nella sede Pd a Roma | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano.

Maurizio Azzolini, capo di gabinetto del vicesindaco Maria Grazia Guida della giunta del Comune di Milano Pisapia, era stato condannato per il coinvolgimento nell’omicidio del vicebrigadiere Antonio Custra, nel 1977 – Tg24 – Sky.it


il passato ritorna

è bene non dimenticare il passato

ho il vizio della MEMORIA STORICA

PFerrario

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E’ polemica a Milano per la nomina a capo di gabinetto del vicesindaco di Maurizio Azzollini a suo tempo condannato a cinque anni di carcere per coinvolgimento nell’omicidio del vicebrigadiere Antonio Custra nel 1977. A parlare della nomina è stato qualche giorno fa il
 Corriere della Sera. E proprio con un un’intervista al quotidiano Azzollini, che lavora a Palazzo Marino dagli anni Ottanta, assunto in seguito a un concorso, si giustifica spiegando di aver pagato il suo debito con la giustizia.

Ma, sempre sulle colonne del giornale di via Solferino, la vedova dell’agente ucciso spiega: “Nessun perdono, un errore l’incarico in Comune”.


La foto in via De Amicis -
 La foto più celebre di Azzollini è quella del 14 maggio 1977 che lo ritrae, allora 16enne, mentre impugna una pistola in via De Amicis e spara
Non colpì nessuno, il poliziotto Antonio Custra venne ucciso con un’altra arma. Azzollini fu condannato e dopo aver scontato la pena fu assunto in Comune, dove ora ricopre “la posizione di funzionario, che mantengo anche come capo di gabinetto di Maria Grazia Guida”.
ecco il giovanotto con la pistola di allora a rappresentare la istituzione comunale:
Il vicesindaco Guida difende la sua scelta perchè Azzollini “se ne intende molto di sociale” (affermazione sentita poco fa su Tg la 7).

«Ehi pecorella, vuoi sparare?» Insulti al carabiniere immobile – da Corriere.it


questo video è più eloquente di ogni altro discorso sulle ISTITUZIONI

da una parte il livido vigliacco e dall’altra il silenzio e la necessaria immobilità del poliziotto che fa solo il suo dovere

ISTITUZIONE, dal latino instituere, nel senso di stabilire qualcosa di una certa importanza e di durata stabile (DIZIONARIO ETIMOLOGICO ZANICHELLI)

PFerrario

Guardateli bene il No Tav e il carabiniere, fissate quel video di Corriere Tv, ascoltate le parole intrise di arroganza e disprezzo.

«Ehi, pecorella, sei venuto a sparare? Per quello che guadagni non ne vale la pena… ». Arrivano come uno sputo sulla visiera dell’uomo in divisa, provocano, irridono, sono la gratuita offesa di chi si ritiene impunito nei confronti di un servitore dello Stato chiamato a compiere il proprio dovere.

Non domandatevi nient’altro, adesso, non pensate all’Alta velocità o alla difesa della valle, fermatevi su una sequenza che più di ogni altra mostra dove può sfociare la cieca cattiveria di questi giorni in val di Susa. «Che Pecorella sei?», ripete il giovane manifestante appoggiato a un guard rail. «Hai un numero, un nome? Mi sa che sei illegale… Sei venuto per sparare, vuoi sparare?.. », chiede con una certa tracotanza al giovane carabiniere che lo fissa davanti.

segue qui: Giangiacomo Schiavi, «Ehi pecorella, vuoi sparare?» Insulti al carabiniere immobile – Corriere.it.

Avete facce di figli di papà.
Vi odio come odio i vostri papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete pavidi, incerti, disperati
(benissimo!) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori, sicuri e sfacciati:
prerogative piccolo-borghesi, cari.

I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono all’altra classe sociale.

A Valle Giulia, ieri, si è così avuto un frammento
di lotta di classe: e voi, cari (benché dalla parte
della ragione) eravate i ricchi,
mentre i poliziotti (che erano dalla parte
del torto) erano i poveri. Bella vittoria, dunque,
la vostra! In questi casi,
ai poliziotti si danno i fiori, cari.

….

i vostri orribili slogan vertono sempre
sulla presa di potere.
Leggo nelle vostre barbe ambizioni impotenti,
nei vostri pallori snobismi disperati,
nei vostri occhi sfuggenti dissociazioni sessuali,
nella troppa salute prepotenza, nella poca salute disprezzo

PIER PAOLO PASOLINI, IL PCI AI GIOVANI

l’assassino pluriomicida cesare battisti , condannato dai tribunali italiani a quattro ergastoli, festeggerà la sua impunità al carnevale di rio sghignazzando sul dolore delle vittime sopravvissute


l’assassino pluriomicida cesare battisti , condannato dai tribunali italiani a quattro ergastoli, festeggerà la sua impunità al carnevale di rio sghignazzando sul dolore delle vittime sopravvissute.

Ciò è dovuto a:

 

A.C.A.B. (film di Stefano Sollima, con Pierfrancesco Favino) e il principio di LEGALITA’


Il film ACAB racconta le vicende dei tre poliziotti Cobra, Negro e Mazinga, che hanno più di 40 anni e militano nel VII Nucleo di Polizia, un reparto speciale mobile in prima linea contro ultrà, black bloc, No Tav etc.

Tratto da un libro di Carlo Bonini il film il cui titolo è l’acronimo di All cops are Bastards (tutti i poliziotti sono bastardi) racconta la storia di questo gruppo di poliziotti del reparto celere con toni duri e violenti, raccontando da un punto di vista diverso manifestazione ed eventi pubblici dentro il casco di un poliziotto.

da A.C.A.B. – Film (2012)

 

Carlo Federico Grosso: Tav, punite le violenze personali, non il movimento – LASTAMPA.it


viviamo in uno Stato di diritto, nel quale è giustamente riconosciuto il diritto di esprimere, anche in forma dura, il proprio dissenso e la propria opposizione alle decisioni delle autorità, ma nel quale non è consentito usare la violenza contro persone o cose per affermare, e fare eventualmente prevalere, le proprie disapprovazioni.

D’altro canto, se si riscontra la commissione di reati, è dovere dell’autorità giudiziaria procedere secondo le regole stabilite dal codice di procedura penale: aprendo indagini, eventualmente arrestando, esercitando l’azione penale nei confronti di coloro a carico dei quali sono emersi sufficienti indizi di colpevolezza. Si tratta di un ulteriore profilo del principio di legalità sul quale si fonda lo Stato di diritto.

Proprio perché viviamo in uno Stato di diritto, a ciascun indagato (ed a ciascun arrestato) è d’altro canto riconosciuto il diritto di difendersi in un giusto processo, dimostrando la propria innocenza o la liceità di ciò che si è commesso e per il quale si è accusati.

….

le imputazioni configurate dalla Procura della Repubblica meritano qualche ulteriore riflessione.

Innanzitutto, mi sembra doveroso sottolineare che la Procura di Torino ha contestato, a soggetti singoli ed individuati, specifiche condotte che hanno cagionato lesioni personali o dato luogo a violenza o resistenza a pubblici ufficiali. In questa prospettiva è evidente che l’autorità giudiziaria non ha in nessun modo inteso criminalizzare il «movimento», o minacciare il diritto delle popolazioni interessate a dissentire o protestare contro l’Alta velocità. Ha, semplicemente, colpito singole persone che si sono rese individualmente responsabili di singole (o plurime) azioni illegali.

La preoccupazione che non si facesse confusione fra tali piani è apparsa d’altronde chiara nelle parole del Procuratore Caselli …

tutto l’articolo qui: Tav, punite le violenze non il movimento – LASTAMPA.it.

squadristi – taxisti aggrediscono Massimo Cacciari, Genova 20 gennaio 2012


Eversione, dal latino “evertere”: abbattere

Insieme di atti violenti e criminosi, volti a creare disordine, sconvolgimento specialmente politico

Sfumature linguistiche: distruzione, abbattimento, rovina …

da IL VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA, Treccani

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La rabbia dei tassisti a Genova: aggredito Massimo Cacciari
Nuova Venezia
La rabbia dei tassisti di Genova prende di mira l’ex sindaco Massimo
Cacciari. Un gruppo di tassisti infatti nel capoluogo ligure l’ha inseguito
e aggredito. Cacciari aveva appena partecipato a un convegno e stava
tornando in albergo col presidente …
<http://nuovavenezia.gelocal.it/cronaca/2012/01/21/news/la-rabbia-dei-tassisti-a-genova-aggredito-massimo-cacciari-1.3091427>

Cacciari aveva appena partecipato a un convegno e stava tornando in albergo col presidente della comunità ebraica Piero Dello Strologo e l’ex assessore all’urbanistica Mario Epifani. L’ex sindaco è riuscito a rifugiarsi all’interno dell’hotel Bristol grazie all’intervento dei vigili urbani.

Mentre ritornava in alberto, qualcuno ha riconosciuto Cacciari e ha cominciato a insultarlo. «Bravi, bravi, voi del Pd si avete fatto un bel regalo». Cacciari tira dritto. Non pensa neppure che quelle parole siano indirizzate proprio a lui. Dal gruppo di tassisti si stacca un drappello di esasperati. Inseguono i tre e quando imboccano i portici della Borsa li accerchiano. Cacciari si ferma. «Ma che vi ho fatto io?», fa segno con la mano. Continua a camminare. Una decina di tassisti lo accerchia, comincia a strattonarlo. Uno, con il volto coperto da una sciarpa si rivolge così a Dello Strologo. «Stavolta passi e non ti facciamo niente, ma sappi che se finisce male, diamo fuoco alla città».

Nel frattempo Cacciari ed Epifani hanno attraversato via Venti. Sono a poche decine di metri dal Bristol. Momenti di follia: scatta la caccia all’uomo. Cacciari a stento riesce a rifugiarsi dentro il Bristol e deve ringraziare i vigili che a fatica riescono a creare un cordone di sicurezza. Un operatore di una televisione locale viene spintonato e preso a calci da due manifestanti con il volto coperto. Quindi i tassisti minacciano gli altri cronisti e li «invitano» ad andarsene.

«Mi dispiace per quello che accaduto, mi sono scusato a nome della categoria con Cacciari e le persone che erano con lui», dice amareggiato Valter Centenaro, presidente della Cooperativa Radio Taxi di Genova.

Pietro Ichino contestato dai centri sociali a Napoli: i nipotini dello stalinismo si preparano a ripetere gli assassinii e le gambizzazioni degli anni ’70, Paolo Ferrario


i nipotini dello stalinismo si preparano a ripetere gli assassinii e le gambizzazioni degli anni ’70

Paolo Ferrario

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Ichino contestato dai centri sociali
Solidarietà da tutto il mondo politico tranne che da Pietro Rinaldi,
consigliere comunale della lista “Napoli è tua”, per il quale “Ichino è
uno di quelli che hanno portato alla fame il nostro Paese” Il professor
Pietro Ichino, senatore del Pd, …
<http://napoli.repubblica.it/cronaca/2012/01/20/news/ichino_contestato_dai_centri_sociali-28485199/>

EVERSIONE, situazione eversiva: taxisti, Lega di Maroni e Bossi, estremismo sindacale della Cgil di Camusso, contestazioni violente e minacce di morte a Pietro Ichino,violenze fisiche nei confronti di Equitalia, movimento dei forconi in Sicilia, il “succederà l’ira di dio” di Beppe Grillo, …


Eversione, dal latino “evertere”: abbattere

Insieme di atti violenti e criminosi, volti a creare disordine, sconvolgimento specialmente politico

Sfumature linguistiche: distruzione, abbattimento, rovina …

da IL VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA, Treccani

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Non si ferma la protesta del Movimento dei Forconi in Sicilia. Nell’isola ora scendono in piazza anche gli studenti, a fianco del movimento Forza d’Urto. Palermo il corteo degli studenti è partito verso le 10 da piazza Indipendenza e ha attraversato la città fino al porto, ormai chiuso da due giorni, dove i giovani si sono uniti al presidio del movimento. Momenti di tensione nel capoluogo siciliano dove è stata bruciata anche una bandiera italiana durante il corteo. Anche le altre città sono state teatro delle manifestazioni studentesche come a Catania, a Vittoria in provincia di Ragusa e a Canicattì in provincia di Agrigento.

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www.petizionionline.it

Umberto Bossi della Lega Nord Insulta pubblicamente il Presidente della Repubblica: reato di vilipendio, Crea la tua petizione online, cambiamo questo mondo dal basso. Firma per per le tue battaglie

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Tassisti “pronti alla guerra”. Lo Sciopero dei Taxi minaccia di 

1 giorno fa – Lo Sciopero dei Taxi minaccia di bloccare Roma, Fiumicino e l’Italia. Monti in trattativa, Alle 12 incontro a Palazzo Chigi tra sindacati e governo 
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Camusso rompe con il governo – Corriere della Sera

19 dic 2011 – La leader della Cgil: «Situazione grave Ma quella di Monti non è la ricetta giusta». Camusso rompe con il governo: «Sulle pensioni un 
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  1. Ichino contestato all’Università

    Corriere del Mezzogiorno‎ – 30 minuti fa
    NAPOLI - Pietro Ichino contestato a Napoli. Il senatore Pd e giuslavorista era ospite oggi pomeriggio, venerdì, dell’ateneo Federico II.

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istigatori di violenza ed eversione: L’anatema di Beppe Grillo “Fuori Tutti! Destra, sinistra… o succederà l’ira di Dio!” – Agorà

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  1. Notizie relative a attentati equitalia


    Altopascio.info
    1. Equitalia sotto il tiro degli hacker

      Il Sole 24 Ore‎ – 9 ore fa
       alle manifestazioni di piazza, agli attentati anche sanguinosi,  Al punto che Equitalia, dopo aver cercato di respingerlo insieme a Sogei (il gestore 

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  2. Nuovi attentati e minacce a Equitalia tre ordigni a Napoli, nessun 

    3 giorni fa – Le esplosioni, da bombe artigianali, nel capoluogo campano danneggiano alcune saracinesche. A Roma, manichini impiccati davanti a una 

  3. Fisco: Grillo, capire ragioni attentati Equitalia, Monti la chiuda 

    2 gen 2012 – Roma, 2 gen. (Adnkronos) – “Continuano gli attentati contro gli uffici diEquitalia, nelle ultime ore sono avvenuti a Foggia e Modena. Si puo’ dire