Cristina Giberti e Beppe #Grillo: la verità sul processo per omicidio raccontato da Filippo Facci, da Giornalettismo.it


“siete morti” è una delle frasi criminogene del comico #grillo

e lui di morti se ne intende:

vai a   Cristina Giberti e Beppe Grillo: la verità sul processo per omicidio.

pro memoria classificato in: Violenza politica, antipolitica, grillocrazia

=== News – 2 nuovi risultati relativi a [grillo cristina giberti vanity fair] ===

La verità sul processo a Beppe Grillo per omicidio colposo
Giornalettismo
Dopo l’intervista rilasciata da Cristina Giberti a Vanity Fair, Filippo
Facci su Libero ricostruisce la storia del processo a Beppe Grillo per
omicidio …
<http://www.giornalettismo.com/archives/753143/cristina-giberti-beppe-grillo/>

Beppe Grillo e l’incidente del 1981, Cristina chiede di incontrarlo
melty.it
Cristina Giberti inizia così la sua intervista a Vanity Fair, nella quale
dopo più di 30 anni chiede a Beppe Grillo il perché non si sia mai fatto
vivo con …
<http://www.melty.it/beppe-grillo-e-l-incidente-del-1981-cristina-chiede-di-incontrarlo-a108953.html>

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Pierluigi Battista sul magistrato Pietro D’amico, uscito devastato da una inchiesta di De Magistris, in Corriere della Sera 15 aprile 2013


Punti chiave:

  • il magistrato Pietro D’Amico si uccide tramite il suicidio assistito a Basilea
  • era stato inquisito dal magistrato De Magistris
  • ne era uscito prosciolto, ma devastato
  • macchina della gogna costruitagli addosso
  • innocente schiacciato da una giustizia malata
  • protagonismo forsennato di giudici che hanno bisogno di immagine mediatica
  • sul muro della vergogna senza avere commesso reati
  • credito eccessivo che le televisioni danno alle accuse inquisitrici
  • reputazione macchiata dalla macchina del fango
  • onnipotenza dell’accusa
  • crudeltà delle televisioni
  • paese feroce  e barbarica che demolisce l’immagine anche di chi si uccide per disperazione
  • paese perennemente attratto dalla ghigliottina

battista

G. PASSARELLI, D. TUORTO, Lega & Padania, Il Mulino


G. PASSARELLI, D. TUORTO

Lega & Padania

Storie e luoghi delle Camicie verdi

Collana “Contemporanea”

pp. 232, € 16,00
978-88-15-23777-4
anno di pubblicazione 2012

Visualizza anteprimaCopertina

Alla fine, Boni conclude chiarendo ancora una volta chi comanda nel partito del Carroccio: «Siamo un partito fortemente piramidale, quello che decide Bossi è legge per tutti. E in questo senso – sorride – siamo un partito leninista».

Partito tradizionale che cavalca i temi cari all’estrema destra, come l’immigrazione e la sicurezza; partito territoriale sul modello della Csu bavarese e degli autonomisti catalani; o, ancora, forza politica trasversale alla destra e alla sinistra, destinata a scompaginare i vetusti schieramenti ereditati dal Novecento. C’era un solo modo per sciogliere simili dubbi: dare la parola ai leghisti. È quello che fa il libro. Ripercorsa la storia del movimento, sfogliato l’atlante del suo insediamento elettorale, tracciati gli organigrammi interni (fazioni, posizionamento rispetto a Bossi), si delinea, al di là dei miti e delle fantasie giornalistiche, il popolo leghista. Militanti, eletti, ceto politico vivono oggi – con la crisi economico-finanziaria – una sofferta transizione, mentre ritornano i temi carsici del partito, dalla Padania alla secessione.

Gianluca Passarelli è assegnista di ricerca nel Dipartimento di Scienza politica dell’Università di Bologna e ricercatore dell’Istituto Cattaneo; fa parte di Itanes. Tra le sue pubblicazioni «Monarchi elettivi?» (Bononia University Press, 2008) e «Presidenti della Repubblica» (a cura di; Giappichelli, 2010). Dario Tuorto è ricercatore in Sociologia presso il Dipartimento di Scienze dell’educazione dell’Università di Bologna; fa parte di Itanes. Ha pubblicato per il Mulino «Apatia e protesta. L’astensionismo elettorale in Italia» (2006).

il linguaggio di Guido Crosetto: Uno che nella vita non ha mai fatto un CAZZO di male, sentirsi crocifiggere da due giorni per una CAGATA che non ha nemmeno fatto, gli girano i COGLIONI


Guido Crosetto (prima Pdl e poi Fratelli d’Italia)

«Qualche volta ho detto delle bugie. Ma non si parla di cose pubbliche. Uno che nella vita non ha mai fatto un cazzo di male, sentirsi crocifiggere da due giorni per una cagata che non ha nemmeno fatto, gli girano i coglioni. In un mondo della politica dove c’è gente che ruba, mangiano ostriche e champagne, portano le puttane in parlamento».

Laurea finta, Crosetto: «In politica ladri e puttane» – YouTube.

Luttwak: definisce il comico (imbianchino) #grillo un populista “sfrenato” con qualche “idea pazzoide”: “L’unico attore sulla scena italiana che preoccupa veramente.”


Luttwak che, incalzato dal conduttore Giuseppe Cruciani, ha definito il comico genovese un populista “sfrenato” con qualche “idea pazzoide”: “L’unico attore sulla scena italiana che preoccupa veramente.”

vai a   Luttwak stronca Grillo l’amerikano – Formiche.

lettera di #Santoro al comico #Grillo del “Siete morti” (catalogato: fascismo interiore)


“Se uno dei morti, di cui tanto parli, dicesse che La 7 va chiusa accadrebbe l’inferno. Invece tu lo hai detto e il pubblico ha riso. Il problema è che non si capisce se stai parlando seriamente o stai facendo una battuta. La satira è la tua forza. Dice Beppe Grillo che Giulia Innocenzi non è nessuno perché prende gli ordini da Santoro, anche Santoro non è nessuno perché prende gli ordini da Telecom che gli dice di parlare male di Grillo perché il leader del Movimento 5 Stelle è contro il capitalismo.”

“Quando parli puoi prendere anche 20milioni di voti, ma non si riesce a capire se parli seriamente o dici battute perchè la tua forza è la satira. E la satira si rende forte della denuncia dei difetti degli altri”. Il giornalista ha poi aggiunto: Dovresti saper riconoscere l’autonomia e l’intelligenza di Giulia Innocenzi. Chi non vede le qualità degli altri non è un leader, un comico sì. Un comico può anche non vederle”

7 febbraio 2013

storie di elettori e di italiani: nelle mani e sotto la guida del comico Grillo, 31 anni fa e oggi


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da un post di    http://www.youtube.com/watch?v=CFEK7wPlSD0&feature=plcp

Relazioni industriali: Marchionne odiato in Italia e apprezzato da Obama negli USA


STRATEGIE DI OSSERVAZIONE DEI DATI

In Italia Marchionne è odiato fino al limite del linciaggio (c’è un progresso: negli anni ’70 i nipotini del comunismo gambizzavano ed uccidevano).

Negli Usa lo stesso Marchionne è usato da Obama per uno spot della sua campagna elettorale contro la destra repubblicana.

Mi limito ad osservare la coincidenza, lasciando a ciascuno il giudizio sulla cultura politica e sindacale che riempie i canali della televisione “cattiva maestra” (Karl Popper)

Paolo Ferrario

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La notizia

Barack Obama utilizza Sergio Marchionne come una sorta di testimonial in un video elettorale per dimostrare le bugie di Mitt Romney. Lo staff del presidente diffonde uno spot dal titolo ‘Romney Style: How to Destroy Your Campaign’s Credibility in Five Easy Steps’, cioe’ come Romney si e’ rovinato la reputazione con cinque errori banali. Uno di questi e’ aver spacciato come vera la notizia che il gruppo Fiat-Chrysler aveva deciso di spostare la produzione delle Jeep dagli Usa in Cina.

la Fiat, Marchionne: «È la Fiom che si è divisa da sola. È incapace di adattarsi a una realtà in cui la maggioranza vuole lavorare e non farsi condizionare dalla minoranza. Non mi importano gli attacchi personali. Ma ai referendum ha vinto il lavoro. Sono quelle persone, sono i ragazzi di Pomigliano che io devo difendere. Gente che non mi ha mai mollato e che devo proteggere»


mentalmente schedato in: gli energumeni di Landini (che fra qualche mese faranno squadra con gli immobiliaristi della IDV, italia di SUOI valori)

Paolo Ferrario

il concetto è quello suo, è fare squadra. Con i sindacati e con il governo».

Ai primi, ossia a Cisl, Uil, Fismic e Ugl che con Fiat hanno firmato i nuovi modelli contrattuali, ha sostanzialmente detto: o anche voi vi impegnate attivamente per isolare le minoranze che «non fanno il bene del Paese e soprattutto dei lavoratori», o la competitività per l’export è a rischio. Non si stupisca se la Fiom dice che vuole dividere il sindacato. 

«È la Fiom che si è divisa da sola. È incapace di adattarsi a una realtà in cui la maggioranza vuole lavorare e non farsi condizionare dalla minoranza. Non mi importano gli attacchi personali. Ma ai referendum ha vinto il lavoro. Sono quelle persone, sono i ragazzi di Pomigliano che io devo difendere. Gente che non mi ha mai mollato e che devo proteggere».

Ne manda a casa 19 per far posto agli iscritti Fiom reintegrati dal giudice.

«È totalmente coerente. La cassa integrazione è arrivata anche lì. Non c’è lavoro sufficiente, dove metto anche solo un assunto in più? Risponda la Fiom. Ma non accetto lezioni di democrazia».

Problema di sindacato? 

«Problema di rappresentanza. Poi è vero che il sindacato in Italia è troppo frammentato: ma con Cisl, Uil, Fismic, Ugl condividiamo un progetto, hanno accettato di mettersi in gioco, la loro parte la fanno. Perché devono essere considerati servi di un padrone che non esiste più se non nella storia dell’Ottocento? Perché c’è chi va a fare comizi davanti all’Irisbus, costretta a chiudere perché da anni è senza commesse pubbliche, e poi però compera autobus in Turchia? E perché i media questo non lo raccontano?

l’intera intervista di Rafaello Polato a Marchionne è qui  «Possiamo farcela, ecco la svolta Fiat Investiamo in Italia, poi fusione Chrysler» – Corriere.it.

Di Pietro e l’IDV (Italia dei SUOI valori): Rai3/Report svela come ha investito una enorme quantità di quattrini in case e terreni


diceva per lui Catone:

“Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”:

Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa.

Catone, Distici

nella traduzione di Giancarlo Pontiggia

vai a: GLI INSAZIABILI, a cura di Sabrina Giannini in Rai3/Report, 28 ottobre 2012

A VOLTE RITORNANO: conferenza stampa di Berlusconi con la dichiarazione di guerra a magistrati, Merkel e Monti. L’ANALISI CLINICA del professor Mauro Mancia di vent’anni fa


a volte ritornano … (è il titolo di un racconto di Stephen King):

Silvio Berlusconi al comizio videocratico del 27 ottobre 2012 e l’analisi clinica del professor Mauro Mancia del 7 dicembre 2012:

il tempo fermo della politica di questo ventennio

Paolo Ferrario

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Guardare l’espressione del viso:

Guardare i movimenti delle mani:

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DOCUMENTAZIONE :

Una conferenza stampa di oltre un’ora e mezzo che ha sconvolto gli equilibri della politica italiana. Il ritorno di Berlusconi 1 - con la dichiarazione di guerra a magistrati, Merkel e Monti – ha provocato un mezzo terremoto innanzitutto nel Pdl. Spiazzando del tutto le colombe, sconfessando di fatto il segretario Angelino Alfano.  L’ex ministro degli esteri, Franco Frattini, fa capire che pensa a una rottura nel caso in cui la deriva populista continuasse.  Le primarie del centrodestra sono comunque oggettivamente declassate a evento politico minore. Questo mentre le “amazzoni” – le fedelissime dell’ex premier – provano a convincere il Cavaliere ad andare oltre. Fino all’ultimo ieri hanno sperato in un ritorno in campo per la premiership. E c’è chi parla della nascita, a breve, di una lista personale di stampo populista legata proprio a Berlusconi, con i pasdaran del centrodestra. 

Gongola intanto Roberto Maroni (partito della LEGA IL NORD). L’attacco di Berlusconi a Monti è stato commentato così: “Mi compiaccio, è venuto sulle nostre posizioni”. Si parla di un incontro avvenuto negli ultimi giorni tra il Cavaliere e l’ex ministro dell’Interno. In cui sarebbe stata siglata l’intesa: Maroni candidato unico per il Pirellone, e alleanza politica tra il Carroccio e i berlusconiani alle prossime politiche. 

Giampaolo Pansa: Sotto la pelle dell’Italia ci sono di certo gruppi minoritari che non vedono l’ora di sparare. Non si e’ mai visto che, in una situazione come questa, i terroristi, soprattutto quelli rossi, un po’ meno quelli neri, non si facciano avanti


”Sono contrario alle primarie. Se vince Renzi, salta tutto. Io non vado a votare alle primarie, ma, se fossi obbligato con la pistola, voterei Renzi, anche se stimo Bersani”. Cosi’ il giornalista Giampaolo Pansa, parlando delle primarie del Pd ad Agora’, su Raitre.”Nessuno dei blocchi politici sa annusare quello che arrivera’ – ha aggiunto Pansa – perche’ arrivera’ un terremoto pazzesco.

Sotto la pelle dell’Italia ci sono di certo gruppi minoritari che non vedono l’ora di sparare. Non si e’ mai visto che, in una situazione come questa, i terroristi, soprattutto quelli rossi, un po’ meno quelli neri, non si facciano avanti. In questa situazione il centrodestra perde, prendera’ una stangata pazzesca. E la cosa terribile e’ che non vincera’ nessuno”

da Primarie: Pansa, se fossi obbligato con la pistola voterei Renzi – ASCA.it.

ARROGANZA: la parola del giorno, in riferimento al modello Formigoni (del PDL partito delle LORO libertà)


ARROGANZA: insolenza e asprezza di modi di chi, presumendo troppo di sè, vuol far sentire la sua superiorità (da Il vocabolario della lingua italiana, Treccani, 2009, pag. 129)

ARROGANTE: che dimostra insolente  asprezza e presunzione, ibidem

Antonio Piazza di Lecco: Finisce sul Times il politico del Pdl (partito delle LORO libertà) che tagliò le gomme al disabile


Finisce sul Times il politico Pdl che tagliò le gomme al disabile


“Alleato di Berlusconi taglia le gomme a disabile dopo litigio per un parcheggio”

consigliere buca gomme disabile

Eccola l’Italia che finisce sul TimesAntonio Piazza, postino in aspettativa che guida una Jaguar, presidente in uscita dell’Aler di Lecco, ma meglio conosciuto per aver tagliato le gomme all’auto di un disabile.

associo questo disgustoso episodio (del tutto omogeneo alla cultura del berlusconismo) a questo monologo di marlon brando

Giampaolo Pansa. esercizio di futurologia. Grillo stravince e fa il governo. Nel giro di qualche mese l’Italia si sfascia. Ma forse succede prima. Quando Grillo è da pochi giorni a Palazzo Chigi, si svegliano i militari, i mitici colonnelli. Ossia i carabinieri, la polizia, la Guardia di finanza, i reparti speciali dell’esercito


la rabbia dell’italiano qualunque sta diventando un urlo che non si quieta mai e ogni giorno si leva sempre più forte. A torto o a ragione, i Signori Nessuno, che sono pur sempre il nerbo della società, vogliono vedere i politici appesi a un nuovo Piazzale Loreto. E per riuscirci sembrano disposti a tutto. Anche a votare per Beppe Grillo. Concludo con un esercizio di futurologia. Grillo stravince e fa il governo. Nel giro di qualche mese l’Italia si sfascia. Ma forse succede prima. Quando Grillo è da pochi giorni a Palazzo Chigi, si svegliano i militari, i mitici colonnelli. Ossia i carabinieri, la polizia, la Guardia di finanza, i reparti speciali dell’esercito. Tutti professionisti malpagati. E sempre snobbati dalla Casta. Che cosa fanno a quel punto? Non voglio  neppure immaginarlo. Un giorno, un politico saggio, forse era democristiano, disse: «Temete l’ira dei calmi». Speriamo che i calmi non indossino una divisa. E invece della scheda elettorale non imbraccino il fucile.

da Giampaolo Pansa in Libero del 23 settmbre 2012 in Frz40′s Blog.

Grillo e grillini: Giovanni Favia parla di mancanza di democrazia nel Movimento


Un fuorionda in televisione del Consigliere regionale emiliano – Giovanni Favia – scatena una bufera nel movimento Cinque Stelle. Favia parla di mancanza di democrazia nel Movimento di Grillo e spara a zero sul guru della comunicazione Casaleggio. http:///www.tg3.rai.it

Stefano Fassina: IL TALEBANO DEL PD E LA FATWA CONTRO IL MINISTRO DEL LAVORO ELSA FORNERO, da Newsletter Pietro Ichino – n. 213


E’ con questo stile da gulag e rieducazione cinese che il Pd, in alleanza con la Sel di Vendola e l’ex poliziotto amico della Cia Di Pietro intende vincere le prossime elezioni?

Paolo Ferrario

LA FATWA CONTRO IL MINISTRO DEL LAVORO
Leggi il mio editoriale telegrafico, a seguito dell’intervista alla Stampa del 26 agosto, nella quale il responsabile nazionale dell’Economia del Pd, Stefano Fassina, ha dichiarato che l’esclusione di Elsa Fornero e dei vertici della Fiom dai dibattiti alle feste democratiche sarebbe stata decisa dalla Segreteria nazionale del partito stesso. In argomento v. anche il durissimo fondo di Luigi La Spina sulla Stampa di mercoledì.

Eugenio Scalfari, Grillo e Berlusconi all’assalto del potere – da La Repubblica, 24 giugno 2012


“ Adesso scaricare sul futuro il debito pubblico è diventato impossibile. La nave non va più, la zavorra va buttata fuori bordo. E che cosa fa il popolo sovrano? Si innamora del demagogo di turno che promette di cacciar via il primo governo che sta tentando di riportarci a galla.


Per realizzare quest’obiettivo il demagogo di turno predica lo sfascio totale attaccando soprattutto un presidente della Repubblica che è riuscito a tener dritta la barra del timone nel mezzo d’una tempesta paurosa, uno tsunami che infuria da quattro anni nel mondo intero.

Il demagogo di turno utilizza la rabbia proveniente dai sacrifici ma anche la faziosità di chi si frega le mani col tanto peggio tanto meglio. E finisce col trovare convergenze con il demagogo che fu messo in libera uscita otto mesi fa ed ora cerca di riemergere inalberando la bandiera dell’anti-euro e del ritorno alla lira. 
Due demagoghi, quello di ieri che vuole tornare al timone e quello di oggi che se ne vuole impadronire con le stesse ricette. Il primo ci ha condotto al punto in cui siamo, il secondo per ora ha conquistato il Comune di Parma un mese fa e non è ancora riuscito a fare la giunta.”

da Grillo e Berlusconi all’assalto del potere – Repubblica.it.

la prepotenza del potere: La vigilessa che alcuni giorni fa impedì all’auto di Giuseppe De Mita – vicepresidente della giunta regionale della Campania e nipote di Ciriaco De Mita – di sostare in un’area del centro irpino di Pratola Serra pedonalizzata per una festa locale, è stata punita con un addebito disciplinare dal sindaco


La vigilessa che alcuni giorni fa impedì all’auto di Giuseppe De Mita – vicepresidente della giunta regionale della Campania e nipote di Ciriaco De Mita – di sostare in un’area del centro irpino di Pratola Serra pedonalizzata per una festa locale, è stata punita con un addebito disciplinare dal sindaco del paese, Antonio Aufiero, dell’Udc come De Mita. Eppure l’agente della polizia municipale, Carmen Pace Parrella, si era limitata a far rispettare proprio un’ordinanza sindacale

Il parcheggio di De Mita jr e la vigilessa sanzionata – Corriere.it.

Luciano Violante: c’è un disegno per abbattere Monti e Napolitano


Populismo giuridico. Con queste parole l’ex presidente della Camera, Luciano Violante, ha recentemente definito l’attacco a cui da tempo è sottoposto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. «Si tratta di un progetto politico portato avanti da diversi soggetti . Grillo, Di Pietro e Il Fatto quotidiano costituiscono infatti uno schieramento politico-mediatico che ha l’obiettivo di utilizzare i processi in corso contro il Quirinale e contro il governo. Vogliono abbattere Napolitano e Monti, i due pilastri che hanno saputo rimettere in carreggiata il Paese. Un disegno che punta alla destabilizzazione del sistema politico italiano».

da IL CASO/ 1. Violante: c’è un disegno per abbattere Monti e Napolitano.

Nazileghisti. Borghezio sui funerali di Giorgio Napolitano


Ci sarà qualche istituzione capace di porre un argine un argine alla violenza di cuore, linguistica e personale di questo neonazista che è stato applaudito al recente congresso della lega Nord?

Ci sono norme della Costituzione da tutelare e problemi di ordine pubblico

Paolo Ferrario

anche Pietro Ichino costituiva un obiettivo ‘politico’ della violenza eversiva del gruppo eversivo che si e’ riconosciuto nel Partito comunista politico-militare


“Cosi’ come tragicamente era stato per Massimo D’Antona, anche Pietro
Ichino costituiva un obiettivo ‘politico’ della violenza eversiva del
gruppo eversivo che si e’ riconosciuto nel Partito comunista
politico-militare”. Ad accomunare D’Antona, …
<http://www.agi.it/in-primo-piano/notizie/201206121206-ipp-rt10080-nuove_br_giudici_ichino_obiettivo_come_d_antona>

Il linciaggio di Pietro Ichino da parte dei professionisti dell’odio Gad Lerner e Carla Cantone, da L’Infedele del 21 giugno 2012


a La7/ l’infedele del 21 giugno 2012 è andato in onda il linciaggio di Pietro Ichino da parte dei professionisti dell’odio Gad Lerner e Carla Cantone

Salvo, poi, fare una trasmissione di finta memoria quando (NON SIA MAI) sarà ammazzato, come gli promettono da 25 anni i nipotini del comunismo del secolo scorso (quelli del ciclo cha va da 1917 e termina con l’omicidio Moro del 1978)

Paolo Ferrario

vai a:

anche Pietro Ichino costituiva un obiettivo ‘politico’ della violenza eversiva del gruppo eversivo che si e’ riconosciuto nel Partito comunista politico-militare


“Cosi’ come tragicamente era stato per Massimo D’Antona, anche Pietro Ichino costituiva un obiettivo ‘politico’ della violenza eversiva del gruppo eversivo che si e’ riconosciuto nel Partito comunista politico-militare”. Ad accomunare D’Antona, ucciso il 20 maggio 1999, e Pietro Ichino e’ il giudice Fabio Tucci nelle motivazioni della sentenza d’appello bis sulle nuove Brigate rosse. 

da AGI.it – Nuove Br: giudici, “Ichino obiettivo come D’Antona”.