PARTITO DEMOCRATICO E CGIL: un partito e un sindacato che ormai rappresentano solo i pensionali


Risulta dall’ analisi dei dati elettorali che la sola categoria di elettori nella quale il partito di Bersani ha preso più voti degli altri partiti maggiori è quella dei pensionati. Anche la Cgil è la confederazione sindacale che ha più pensionati tra i suoi tesserati. Forse, però, questo sarebbe stato un buon motivo per non scegliere come nuovo segretario del PD proprio l’ex-segretario della Cgil

vai Pietro Ichino |  IL PD, GUGLIELMO EPIFANI E I PENSIONATI.

La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio di Roberto Formigoni, ex Presidente della Regione Lombardia per associazione a delinquere e corruzione


La procura di Milano ha chiesto il rinvio a giudizio dell’ex Presidente della Regione Lombardia per associazione a delinquere e corruzione. La richiesta coinvolge altre dieci persone, tra cui l’intermediario Pierangelo Daccò, già condannato per il crac del San Raffaele, Alberto Perego, storico amico del Celeste, l’ex assessore regionale Antonio Simone. Secondo i magistrati, la Fondazione Maugeri avrebbe ottenuto negli anni, grazie a delibere ad hoc della giunta regionale, 200mln di euro in rimborsi indebiti per perstazione sanitarie. Di questi, circa 61mln sarebbero serviti a pagare viaggi e altri ricchi benefit all’allora Governatore. Stralciate le posizioni di Umberto Maugeri e altri ex dirigenti della Fondazione, che hanno chiesto il patteggiamento. Di questa vicenda Report si è occupato nelle recenti inchieste di Alberto Nerazzini: “Il papa re” del 4 novembre e “Do ut des” del 5 maggio.

da Report.

Enrico Letta: SUBITO UNA NUOVA LEGGE ELETTORALE, Corriere.it Social su Facebook


«Le elezioni sono andate come sappiamo, per colpa di una legge elettorale balorda si è creata ingovernabilità e va cambiata per non tornare a votare con una legge elettorale assurda». Secondo il premier: «Al più presto si deve abrogare la legge elettorale che c’è e tornare alla precedente, si può fare con una legge ordinaria ma la riduzione del numero dei parlamentari va fatto con una legge costituzionale quindi la procedura è più lunga. Volendo bastano 7-8 mesi ma bisogna farla con la maggior determinazione possibile». 

da   Corriere.it Social su Facebook.

il sistema della CORRUZIONE nella REGIONE LOMBARDIA, di Alberto Nerazzini da Rai 3 /Report del 05/05/2013, Video e Audio


VIDEO vai a: Video Rai.TV – Report 2012-2013 – Report del 05/05/2013

è la regione colpita da una «serie sconcertante di fenomeni corruttivi e concussivi nella pubblica amministrazione», come sottolinea il procuratore regionale della Corte dei Conti, per il quale la «piaga della corruzione è ben più grave rispetto a vent’anni fa», ai tempi di Mani Pulite. Roberto Formigoni, costretto a interrompere la sua quarta legislatura consecutiva, dopo quasi 18 anni di governo, proprio a causa delle inchieste e degli arresti che colpiscono i politici regionali, oggi fa il senatore della Repubblica. È l’indagato più importante: è accusato di associazione per delinquere, ma è ancora Commissario generale dell’Expo Milano 2015. La Lombardia riparte da Roberto Maroni e da una rinnovata alleanza Pdl-Lega. Qual è l’agenda politica? E soprattutto: la corruzione dilagante è una delle questioni sul tavolo? “Belli da morire” di Stefania Rimini, è il secondo servizio proposto dal programma di Milena Gabanelli. Con il patrimonio che abbiamo di natura, di arte, di cultura, enologico, gastronomico, dovremmo essere ricchi e felici. Com’è che non riusciamo a metterlo a frutto? Nonostante il made in Italy e la creatività per cui siamo famosi, le nuove imprese che ruotano intorno al patrimonio non riescono a partire, che siano a Milano o a Catania. Di chi è la responsabilità? Intanto gli amministratori dei nostri beni culturali regalano a Google la possibilità di digitalizzare i nostri tesori più belli, dagli Uffizi alle calli di Venezia, e le imprese italiane che fanno lo stesso lavoro vengono lasciate a becco asciutto. E ancora, chi sono i privati che fanno affari all’interno dei musei pubblici e chi raccomanda chi? Quando poi si tratta di turismo, il nostro Paese è talmente bello che noi pensiamo di poter vivere di rendita, perché chiunque nel mondo prima di morire, si diceva, dovesse venire a vedere l’Italia. Peccato che il mondo siacambiato, ci sono i social network e internet e il turista non è più lo stesso. Quando poi si tratta di paesaggio, nessuno ci batte. Abbiamo 121 paesaggi rurali e pastorali storici, dai castagneti monumentali della Toscana ai terrazzamenti della Liguria, ma sono anche i più minacciati dall’abbandono e dalle norme europee. Bisogna agire subito perché il nostro patrimonio è la strada per uscire dalla crisi.

 Audio




Report domenica 5 maggio 21.30 Rai3. Roberto Formigoni è accusato di associazione per delinquere, ma è ancora Commissario generale dell’Expo Milano 2015


domenica 5 maggio alle 21.30 su Rai3 andrà in onda la nuova puntata di Report.

Al centro della puntata le priorità per il nostro Paese: combattere ciò che ci affossa e curare invece ciò che ci permetterebbe di crescere. In “Do ut des” parliamo di corruzione: si annida dove girano i soldi, e in Lombardia ne girano di più.

“DO UT DES”
Di Alberto Nerazzini

La chiamano il motore trainante dell’economia: è la Lombardia, 10 milioni di abitanti, un quinto del PIL italiano. Ed è la regione colpita da una «serie sconcertante di fenomeni corruttivi e concussivi nella pubblica amministrazione», come sottolinea il procuratore regionale della Corte dei Conti, per il quale la «piaga della corruzione è ben più grave rispetto a vent’anni fa», ai tempi di Mani Pulite.

Roberto Formigoni, costretto a interrompere la sua quarta legislatura consecutiva – dopo quasi 18 anni di governo – proprio a causa delle inchieste e degli arresti che colpiscono i politici regionali, oggi fa il senatore della Repubblica.

È l’indagato più importante: è accusato di associazione per delinquere, ma è ancora Commissario generale dell’Expo Milano 2015. La Lombardia riparte da Roberto Maroni e da una rinnovata alleanza Pdl-Lega. Qual è l’agenda politica? E soprattutto: la corruzione dilagante è una delle questioni sul tavolo?

Relazione finale del gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali, Mario Mauro, Valerio Onida, Gaetano Quagliariello, Luciano Violante, 12 aprile 2013



relistituzindice1 indice2

Giuseppe De Rita, IL PROBLEMA DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA: cultura orizzontale e cultura verticale



Giuseppe De Rita, nato a Roma il 27 luglio 1932, è uno dei massimi sociologi italiani. È presidente del CENSIS (Centro Studi Investimenti Sociali), di cui è stato nel 1964 uno dei fondatori e dal 1974 segretario generale. È stato anche presidente del CNEL (Consiglio nazionale dell’economia e del lavoro) dal 1989 al 2000. È membro della Fondazione Italia USA. Svolge intensa attività di pubblicista ed è presente ai più importanti convegni e dibattiti sulle condizioni e le linee di sviluppo della società italiana. Il Rapporto annuale del CENSIS, da lui curato, è uno dei più importanti appuntamenti e uno strumento importantissimo per chi voglia decifrare le linee di tendenza della società italiana.

Fra i suoi libri: La chiesa galassia e l’ultimo concordato (con Gennaro Acquaviva), Rusconi, 1986; Manifesto per lo sviluppo locale. Dall’azione di comunità ai Patti territoriali (con Aldo Bonomi), Bollati Boringhieri, 1998;Capolinea a Nordest, (con Antonio Galdo), Marsilio, 2001; Il regno inerme. Società e crisi delle istituzioni, Einaudi, 2002; Che fine ha fatto la borghesia? Dialogo sulla nuova classe dirigente in Italia (con Aldo Bonomi e Massimo Cacciari), Einaudi, 2004; L’eclissi della borghesia, (con Antonio Galdo), Laterza, 2011.

la politica della Banda Bassotti della destra di Berlusconi vorrebbe impedire il giudizio della magistratura in reati come la prostituzione minorile e la corruzione in Parlamento


E’ davvero triste.

E’ triste vivere in una fase politica che dura dal 1994 in cui un ricco crapulone e boss delle televisioni (Silvio Berlusconi):

1 è accusato di prostituzione minorile e si è inventato che la giovane prostituta era la nipote di un dittatore egiziano

2 è accusato di avere pagato milioni di euro per corrompere un grasso personaggio (ingaggiato alla politica da Antonio di Pietro e l’Italia dei suoi valori) fino a provocare la caduta del secondo governo Prodi (di fatto un colpo di stato tramite il voto)

3 è accusato di frode fiscale e di tanti altri reati

4 che, però, è stato presidente del consiglio per un intero ciclo della politica italiana

5 che, però, è stato rivotato da milioni di elettori

6 è difeso dai suoi pretoriani stipendiati che tentano un assalto eversivo al tribunale di Milano per impedire alla magistrata di turno Ilda Boccassini di fare la sua requisitoria per il suddetto reato di prostituzione minorile avvenute in orgie notturne

C’è davvero tanta tristezza in questa Polis alterata dalle visioni contrapposte e da un potere che che , con tracotanza e violenza linguistica, non vuole essere giudicato

Paolo Ferrario

AUTORI DI CRIMINI NEL PARLAMENTO 2008-2012

indagatiindagati2

TABELLE DA:   UN PARLAMENTO PULITO PER IL 2013? DI Riccardo Patrian in QuattroGatti info

quando l’esito delle elezioni è un pareggio si fanno le GRANDI COALIZIONI. Tranne che in italia


Le solide democrazie europee (come la Germania del dopoguerra) funzionano così:

quando l’esito delle elezioni è un pareggio si fanno le GRANDI COALIZIONI

Devo concludere che quella italiana non è stata e non sarà mai una solida democrazia?

Paolo Ferrario

PARADOXA Rivista trimestrale della Fondazione Nova Spes


Paradoxa - I numeri
Aux urnes, citoyens!

PARADOXA

Rivista trimestrale della Fondazione Nova Spes
Sollecitare il confronto tra opinioni, mettere in questione stereotipi e abitudini, far incontrare linguaggi eterogenei significa rischiare il paradosso.
Paradoxa muove dalla convinzione che la cultura debba partecipare al dibattito pubblico assiduamente e apertamente, manifestandosi sia con le espressioni tipiche della ricerca specialistica sia con interventi in merito alle questioni che impegnano le istituzioni e l’opinione pubblica.
La rivista intende, dunque, occuparsi di ciò che riguarda la comunità, portando il conflitto dallo scontro ideologico al confronto qualificato che dia spazio, e sopratutto tempo, a questioni poste sul terreno dell’attualità ma che, tuttavia, reclamano risposte meditate.

Novaspes.

gli ELETTORI ITALIANI, conversazione fra Giuliano Amato – Claudia Mancina – Gianfranco Pasquino – Antonio Polito


«Paradoxa» 1/2013 ha tracciato l’identikit dell’elettore italiano, sfatando alcuni luoghi comuni: l’importanza dei programmi, l’onnipotenza della televisione, l’esistenza di un partito degli astensionisti, l’importanza delle quote rosa. Il risultato del voto conferma o smentisce le tesi avanzate? O obbliga ad un cambio di paradigma? Interventi di: Giuliano Amato – Claudia Mancina – Gianfranco Pasquino – Antonio Polito. 6 marzo 2013, ore 17,30 Istituto della Enciclopedia Italiana

A quando il governo? Tappe e passaggi del dopo voto, di Giulio Enea Vigevani


Quali sono i passaggi istituzionali che portano alla formazione del governo? Quali maggioranze sono necessarie alla Camera e al Senato? È possibile che il governo Monti, dimissionario, continui a rimanere in carica senza scadenza? Che influenza può avere il “semestre bianco” del presidente della Repubblica sulla costituzione del nuovo governo? Ci spiega tutto Giulio Enea Vigevani, professore associato di diritto costituzionale all’Università di Milano-Bicocca

A quando il governo? Tappe e passaggi del dopo voto – YouTube.

ex IDV (italia dei SUOI valori): Scilipoti e Razzi indagati per corruzione


I parlamentari Antonio Razzi e Domenico Scilipoti, eletti nelle ultime elezioni nel Pdl, sono iscritti nel registro degli indagati della Procura di Roma nell’indagine sul cambio di casacca in Parlamento avvenuto nel dicembre del 2010. Nei loro confronti si ipotizza il reato di corruzione. Il procedimento è stato avviato dal procuratore aggiunto Francesco Caporale.

Leggi il resto dell’articolo

Ferruccio De Bortoli, non si può restare appesi per settimane dopo il voto alle labbra di un capo politico (non c’è più nulla di comico) che se ne sta a casa sua o ai proclami millenaristi del suo guru


Ma in un Paese serio non si può restare appesi per settimane dopo il voto alle labbra di un capo politico (non c’è più nulla di comico) che se ne sta a casa sua o ai proclami millenaristi del suo guru, peraltro non votato da nessuno

da  Una nazione allo specchio – Corriere.it.

Ferruccio De Bortoli, il tentativo disperato del Pd di rivalutare il partito del comico #grillo come costole della sinistra, ha qualcosa di patetico, di surreale


L’ampiezza del fenomeno Grillo non era stata prevista. Anche da noi, ammettiamolo. Ma questo soccorso ai vincitori, che non esclude grandi imprenditori e raffinati intellettuali, e il tentativo disperato del Pd di rivalutarli, all’improvviso, come costole della sinistra, ha qualcosa di patetico, di surreale

Il tentativo di Bersani, così com’è attualmente descritto, è però destinato al fallimento, anche per le opposizioni interne al suo partito. L’idea di una curiosa alleanza con i cinquestelle, non sembra incontrare il favore del Quirinale.

….

da   Una nazione allo specchio – Corriere.it.

Riassumiamo. In cifre assolute il centrosinistra ha perso tre milioni e mezzo di voti, Berlusconi ne ha persi quasi sei; Grillo ha raggiunto otto milioni e mezzo


Riassumiamo. In cifre assolute il centrosinistra ha perso tre milioni e mezzo di voti, Berlusconi ne ha persi quasi sei; Grillo ha raggiunto otto milioni e mezzo.

Bersani-Vendola hanno 340 deputati alla Camera avendo superato il centrodestra con lo 0,4 per cento. Il Senato è ingovernabile. Quanto a Monti, il suo 10 per cento per metà gli viene da Fini (ormai scomparso dal Parlamento) e da Casini rimasto in brache di tela. Per l’altra metà gli viene da conservatori perbene che non amano i buffoni.

Eugenio Slafari in Difficilissimo uscire dalla tempesta perfetta – Repubblica.it.

Eugenio Scalfari, La sinistra di governo è composta da bolscevichi, Il grosso del ceto medio lombardo – salvo a Milano città – non voterà mai a sinistra


La Lega ha perso un terzo dei suoi voti ma in Lombardia ha superato – pur arretrando – il centrosinistra. I voti persi dalla Lega sono andati a Grillo. Il grosso del ceto medio lombardo – salvo a Milano città – non voterà mai a sinistra, quello è un confine invalicabile. La sinistra di governo è composta da bolscevichi; turandosi il naso la maggioranza degli artigiani, delle piccole e medie imprese e delle partite Iva vota qualunque cosa ma non per i bolscevichi.

da  Difficilissimo uscire dalla tempesta perfetta – Repubblica.it.

Claudio Petruccioli, Per mesi abbiamo sentito la litania secondo cui, col voto, sarebbe “tornata la politica”: ecco, è tornata, e vediamo tutti in che condizioni …


1 – Per mesi abbiamo sentito la litania secondo cui, col voto, sarebbe “tornata la politica”: ecco, è tornata, e vediamo tutti in che condizioni. Né poteva essere diversamente. A novembre del 2011 i due maggiori player lasciarono il campo al governo tecnico del Presidente e del Senatore Monti. Lo fecero non per generosità – come poi si è favoleggiato – ma perché non c’erano alternative. Berlusconi non ce la faceva più a governare; Bersani non se la sentiva di caricarsi immediatamente (in un’Europa dominata ancora dal duo Merkel-Sarkozy) di un onere tanto pesante.

Da allora la situazione è peggiorata; e molto. Il residuo tempo della legislatura doveva servire per cambiare una legge elettorale indecente, per varare qualche riforma che rendesse la politica stessa un po’ meno irritante e dissipatrice; non è stato fatto assolutamente nulla.

Per di più, la campagna elettorale ha confinato nel dimenticatoio due punti essenziali: la necessità di fare i conti con la crisi, e la volontà di farlo con l’Europa.

Con queste premesse, era inevitabile che la “politica che torna” fosse  peggiore di 15 mesi fa. Come è, sotto gli occhi di tutti.

2 – E’ finito il bipolarismo che ha preso corpo venti anni fa e che – con qualche variante – ha dominato la scena fino ad oggi. Non reggono più, non hanno più forza ordinatrice e ancor meno espansiva, i due fattori che hanno dato consistenza e impronta ai due raggruppamenti: a destra la persona, le risorse, le capacità di Silvio Berlusconi; a sinistra la robustezza e l’esperienza di un apparato derivato dal Pci, depositario di una concezione, di una pratica, di una cultura politica figlie di un altro tempo. Tuttavia, la destra sembra non sopravvivere senza Berlusconi; e la sinistra rimane stretta a quell’apparato che le impedisce di rinnovarsi.

Il rifiuto di questo immobilismo, sempre più sterile, è cresciuto in modo clamoroso. Le due liste nuove, diversissime fra loro sotto ogni punto di vista – M5S e Lista Monti – hanno accumulato il 36% dei voti validi; per la sola ragione di essere diverse dai due poli ventennali.

Da questa novità, tuttavia, non viene alcuna indicazione per un assetto più solido e produttivo al sistema. In particolare M5S, il primo partito alla Camera con oltre un quarto dei suffragi, respinge alleanze con altre forze presenti in Parlamento e sostegni a qualsivoglia governo. Gli altri escludono ogni collaborazione fra loro, anche per il timore di concedere altro vantaggio a Grillo e ai suoi. L’esito prevedibile è la paralisi.

segue qui   La politica che torna – qdR magazine.

Massimo Gramellini: I talk show sono diventati surreali, con il bersaniano che parla di #Grillo, il berlusconiano che parla di #Grillo e il montiano che vorrebbe parlare di #Grillo ma nessuno l’ascolta. #Grillo, lui parla solo con gli stranieri


I talk show sono diventati surreali, con il bersaniano che parla di Grillo, il berlusconiano che parla di Grillo e il montiano che vorrebbe parlare di Grillo ma nessuno l’ascolta. Grillo, lui parla solo con gli stranieri e sul suo blog, che le televisioni inquadrano come se fosse una persona. Ogni frase riportata lì sopra suscita bisticci interpretativi, dischiude e richiude scenari. Ieri a un certo punto sembrava che Grillo avesse chiesto Palazzo Chigi. Bersani gli ha pure risposto, poi si è capito che non era Grillo ad avere scritto ma un suo amico. Chissà le risate che si starà facendo. Da pennivendolo affiliato alla Casta non dovrei dirlo, ma ogni tanto mi scopro a sorridere anch’io. 

da La Stampa – Il signore non è in casa.