Mani pulite ha 20 anni, ma oggi in Italia c’è più o meno corruzione? di Giorgio dell’Arti

Era il 17 febbraio 1992, un lunedì, vent’anni fa esatti. Alle cinque e mezza del pomeriggio il capitano dei carabinieri Roberto Zuliani fece irruzione con i suoi uomini nell’ufficio di presidenza del Pio Albergo Trivulzio di Milano, l’ospizio dei poveri. Il presidente dell’istituto, Mario Chiesa, stava contando proprio in quel momento un pacco di banconote da 100 mila lire che gli stessi carabinieri avevano segnato. In una borsa c’erano altri 35 milioni, che Chiesa riuscì a buttare nel water. Fuori in auto aspettava il pm Antonio Di Pietro, ancora sconosciuto. Messo in galera, Chiesa parlò e si scoprì così che i partiti vivevano di mazzette, lo Stato era corrotto, il Paese era marcio: 4.520 persone coinvolte, 3.200 rinviate a giudizio, 661 condannate (inclusi 345 patteggiamenti). Cancellati dalla scena politica la Dc, il Psi e gli altri partiti, tranne l’ex Pci già trasformato in Pds e i fascisti del Msi, presto ribattezzati Alleanza Nazionale. La Lega c’era già, Berlusconi non era ancora sceso in campo. Per far capire meglio quella stagione, aggiungerò un paio di dati: il costo della corruzione nel periodo 1980-1992 è stato calcolato in 15-30 mila miliardi di lire, cioè 8-16 miliardi di euro l’anno; Transparency International, che a quell’epoca ci collocava al 33° posto tra i paesi corrotti (il primo posto è riservato al più virtuoso), ci piazza oggi al 69° posto su 182 paesi. Cioè siamo nettamente peggiorati.

l’intero articolo qui: ALTRI MONDI.


Evasione, corruzione, malcostume. Monti cambierà gli italiani?, Corradino Mineo su RaiNews24

Evasione, corruzione, malcostume. Monti cambierà gli italiani?
Corradino Mineo risponde ai commenti sul bloghttp://ilcaffe.blog.rainews24.it/2012/02/16/arriva-la-guardia-di-finanza/ altro

Umbria, arrestato Orfeo Goracci (rifondazione comunista), ex sindaco di Gubbio e vicepresidente del consiglio regionale | in Il Fatto Quotidiano

  •  Succede nella rossa Umbria, a Gubbio stamani sono stati arrestati tre componenti della giunta guidata da Orfeo Goracci, ex sindaco eugubino e attuale vicepresidente del consiglio regionale guidata da Catiuscia Marini. In manette con l’ex sindaco, anche il vicesindaco Maria Cristina Ercoli, l’assessore all’Ambiente Lucio Panfili, l’ex assessore Graziano Cappannelli e il dirigente comunale Lucia Cecili


  • A Goracci è contestato anche il reato di violenza sessuale aggravato dal fatto che sia stato commesso “nella sua qualità di pubblico ufficiale e all’interno del proprio ufficio di sindaco”. In particolare, si legge nell’ordinanza firmata dal gip di Perugia, “per avere in due distinte occasioni costretto una dipendente, alla quale inviava numerosi sms e pressanti inviti per intrattenere rapporti sessuali, a subire atti sessuali, baciandola, cingendole le spalle e tirandola a se’, contro la volonta’ della donna, commettendo il fatto nella sua qualita’ di pubblico ufficiale e all’interno del proprio ufficio di sindaco”.
  • Sono tutti accusati – nelle loro qualità di primo cittadino, amministratori e tecnici comunali – di aver dato vita e partecipato ad una associazione per delinquere, attiva dal 2002 “ed ancora in essere”, che avrebbe instaurato “un clima di intimidazione e di paura”, emarginando, danneggiando, minacciando le persone “invise o ostili” al sodalizio e “piegando lo svolgimento delle pubbliche funzioni all’interesse privato”.


  • Un’associazione, si legge nel capo di imputazione, finalizzata a commettere “una serie indeterminata” di reati di abuso d’ufficio, concussione, falso in atti pubblici e soppressione di atti pubblici. 

da Umbria, arrestato Orfeo Goracci vicepresidente del consiglio regionale | Redazione Il Fatto Quotidiano | Il Fatto Quotidiano.


Il comune di Salemi, di cui è sindaco Vittorio Sgarbi, va sciolto per «infiltrazioni mafiose».

Mafia a Salemi. Sgarbi si dimette.
Il comune di Salemi, di cui è sindaco Vittorio Sgarbi, va sciolto per «infiltrazioni mafiose». La proposta è contenuta nella relazione degli ispettori nominati dall’ex ministro Roberto Maroni dopo l’operazione su appalti e nomine nella sanità culminata con il sequestro di beni per 35 milioni riconducibile all’ex deputato regionale democristiano Giuseppe Giammarinaro

Rifondazione comunista: i rimborsi elettorali e i sorrisi di Ferrero e Giordano

Rifondazione comunista nel 2006 spese un milione e 636mila euro per la campagna elettorale, ma ricevette 34 milioni 932 mila euro di rimborsi elettorali, ovvero 6 milioni 987mila euro per ogni anno della legislatura, anche se quella finì anticipatamente nel 2008: ma la legge prevede il pagamento anche in caso di scioglimento anticipato delle Camere.

da Lo scandalo dei rimborsi elettorali – Ritagli – Blog – Repubblica.it


Sergio Tramma, Legalità illegalità, Laterza, 2012, p. 152

Legalità illegalità
Legalità illegalità
Edition: 2012
Series: BUL [650]
ISBN: 9788842098263
Subject area: Pedagogy and didactics

Luigi Lusi del Pd: più passano i giorni, più diventa chiara l’enormità di una situazione che ha visto “sparire” 13 milioni di euro senza che nessuno se ne sia accorto

L’ufficio di presidenza del gruppo Pd al Senato ha escluso il senatore Luigi Lusi. Stando a quanto si apprende, il senatore era stato invitato a dimettersi, non ha accettato e quindi il gruppo, all’unanimità, lo ha escluso. Luigi Lusi, ex tesoriere Margherita, indagato per essersi appropriato di 13 milioni di euro 1, ha proposto di patteggiare circa un anno di pena, ma i pm non la ritengono congrua. Per Lusi l’accordo potrebbe chiudersi con una condanna a 2 anni di reclusione, o un po’ meno (il massimo della pena è 3 anni), compresa sospensione condizionale. Intanto è in corso la trattativa per la restituzione dei soldi. Il parlamentare ha depositato in procura una bozza di fideiussione bancaria che copre circa cinque milioni di euro. L’ex tesoriere, che ha ammesso il prelievo del danaro dalle casse della Margherita, non è in grado di consegnare più di cinque milioni, tenendo conto che dei 13 milioni prelevati cinque sono stati versati all’erario per le operazioni immobiliari, ossia l’acquisto di un lussuoso appartamento nel centro di Roma ed una villa a Genzano, e per le operazioni finanziarie (soldi trasferiti in Canada) da lui svolte. I vertici della Margherita stanno valutando la copertura fideiussoria e, se la garanzia sarà ritenuta adeguata, potrebbero accettare la proposta. Subito dopo ci sarà la chiusura delle indagini del pm Stefano Pesci.

Per Enrico Letta, che dalla Margherita proviene, la vicenda dei soldi sottratti dall’ex tesoriere 2, è “incredibile”. Al punto che il vicesegretario del Pd chiede che “si riunisca al più presto l’organo di gestione della Margherita per chiarimenti e decisioni”. Ricorda Marco Stradiotto, senatore Pd ed ex esponente della Margherita: “So che quando servivano i soldi per le campagne elettorali non c’erano. Nel 2006 la campagna di Prodi l’abbiamo fatta coi fichi secchi, proprio perchè Lusi aveva chiuso i cordoni della borsa ‘tanto si vinceva lo stesso’. Se avessimo fatto una campagna più aggressiva invece di pareggire avremmo magari vinto. I soldi all’interno di un partito devono essere usati per fare politica. Ma se poi avvengono questi fatti la situazione fa riflettere”.
 

E in effetti più passano i giorni, più diventa chiara l’enormità di una situazione che ha visto “sparire” 13 milioni di euro senza che nessuno se ne sia accorto

tutto l’articolo qui: Lusi escluso da gruppo Pd a Palazzo Madama Letta: “Situazione incredibile” – Repubblica.it.


il senatore del PD Luigi Lusi e la profezia di Catone. Iscritto al registro degli indagati il senatore del Partito Democratico Luigi Lusi per il reato di appropriazione indebita: responsabile di aver sottratto per interessi “privatissimi” e “immobiliari” poco meno di 13 milioni di euro dal conto del partito di cui era il tesoriere

ammoniva CATONE:

“Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”: 

Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa. 

Catone, Distici, nella traduzione di Giancarlo Pontiggia

Il procuratore aggiunto Alberto Caperna ha infatti iscritto al registro degli indagati il senatore del Partito Democratico Luigi Lusi per il reato di appropriazione indebita. Con un’accusa che lo vede per giunta “reo confesso” e lo vuole responsabile di aver sottratto per interessi “privatissimi” e “immobiliari” poco meno di 13 milioni di euro dal conto del partito di cui era il tesoriere (la Margherita), in cui era continuato ad affluire fino al 2008 denaro pubblico, e su cui aveva conservato diritto ad operare con l’ex segretario Francesco Rutelli.

È una storia che comincia nel novembre scorso.

tutto l’articolo qui:L’ex tesoriere della Margherita è accusato di aver rubato 13 milioni di euro di rimborsi elettorali | Il Post.


senatore PDL Riccardo Conti ha comprato a 26 milioni e mezzo di euro un palazzo nel cuore di Roma e lo ha rivenduto lo stesso giorno a 44 milioni e mezzo all’ENPAP Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per Psicologi , da Tg La7

Tg La7 – ESCLUSIVA: IL SENATORE PDL CHE IN UN GIORNO COMPRA E RIVENDE UN PALAZZO GUADAGNANDO 18 MILIONI
L’ immobiliare del senatore pdl Riccardo Conti ha comprato a 26 milioni e mezzo di euro un palazzo nel cuore di Roma e lo ha rivenduto lo stesso giorno a 44 milioni e mezzo. altro

Falsi invalidi: Secondo gli inquirenti le trentadue persone in stato di arresto hanno riscosso pensioni di invalidità con accompagnamento per un valore complessivo di oltre un milione di euro – Corriere del Mezzogiorno

Falsi invalidi: un nuovo blitz dei carabinieri del comando provinciale di Napoli ha portato all’ arresto oggi, mercoledì 1 febbraio, di altre 32 persone accusate, a vario titolo, di truffa aggravata, contraffazione di pubblici sigilli e falso. Le misure cautelari sono il risultato delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli che nei mesi scorsi hanno portato all’arresto di ben 201 persone ed al sequestro di beni per 5 milioni di euro. All’Inps sono stati sequestrati i trattamenti pensionistici illegittimi.

UN MILIONE - Secondo gli inquirenti le trentadue persone in stato di arresto hanno riscosso pensioni di invalidità con accompagnamento per un valore complessivo di oltre un milione di euro. I 32 arrestati sono tutti residenti nella zona di Poggioreale, periferia orientale della città, che ricade nella IV Municipalità.

da Falsi invalidi, altri 32 arresti: truffa di oltre un milione di euro – Corriere del Mezzogiorno.


L’affare dell’ex ministro Fazio: come si buttano i soldi al San Raffaele, di Gianni Barbacetto | da www.infonodo.org

Nel 2005 il San Raffaele era ancora il regno incontrastato di don Luigi Verzè. Nessuno immaginava il baratro verso cui si stava incamminando, un buco da oltre un miliardo e mezzo di euro. Eppure erano già da tempo in moto i meccanismi che avrebbero portato l’ospedale all’epilogo attuale. Gestione allegra degli appalti, accumulo di fondi neri, strette connessioni con la politica. Tra i protagonisti di questa vicenda italiana che incrocia medicina e potere, religione e politica, ci sono anche due medici: Alberto Zangrillo e Ferruccio Fazio. Zangrillo è primario di anestesia e rianimazione cardio- vascolare del San Raffaele, ma è noto al grande pubblico soprattutto come medico personale di Silvio Berlusconi. Fazio nel 2005 è primario di medicina nucleare e radioterapia nell’ospedale di don Verzè e dal maggio 2008 entrerà a far parte del governo Berlusconi, prima come sottosegretario e poi come ministro della salute. Il 2 dicembre 2005, Zangrillo scrive al collega Fazio. In un messaggio e-mail gli accenna a un incontro per discutere su concorsi e finanziamenti a cui ha partecipato anche Mario Cal, il potente vicepresidente del San Raffaele, braccio destro di don Verzè (Cal si è poi tolto la vita, nel luglio scorso, dopo l’e- splosione dello scandalo). Al termine del suo messaggio, Zangrillo arriva al dunque: “Lunedì 5 dicembre ho organizzato un incontro nel mio studio tra Silvio e don Luigi in modo che quest’ultimo gli possa rappresentare le richieste finali per il maxiemendamento in Finanziaria… Speriamo!”. Ecco dunque la lobby dei “Raffaeliani” al lavoro: Zangrillo fa incontrare Berlusconi con don Verzè e questi gli porta le richieste da inserire del maxiemendamento della legge finanziaria che sarà approvata da lì a poco.

….

l’intero articolo è qui: Milano – L’affare dell’ex ministro Fazio: come si buttano i soldi al San Raffaele | www.infonodo.org.


La fedina penale della organizzazione amministrativa della Regione Lombardia, nominata da Roberto Formigoni, leader di Comunione e Liberazione /Compagnie delle Opere (le LORO opere)

Qui una documentazione sulla tela di ragno di Comunione e liberazione e Compagnia delle (LORO) opere


Roberto Formigoni e il sistema della corruzione nel sistema lombardia: Massimo Ponzoni, Franco Nicoli Cristiani, crac del San Raffaele, scandalo Santa Giulia nel 2009, presunte firme false per il listino personale del presidente alle regionali 2010, arresto di Piergianni Prosperini, …

Una nuova crepa si è aperta nelle fondamenta del Pirellone. L’arresto per bancarotta, concussione e finanziamento illecito ai partiti del pidiellino Massimo Ponzoni, ex assessore e ora ex membro dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale, è solo l’ultimo scossone che ha fatto traballare la Regione Lombardia. Poco più di un mese fa erano scattate le manette per tangenti per un altro esponente del Pdl, Franco Nicoli Cristiani, anche lui ex membro della giunta poi riciclato come vicepresidente del Consiglio regionale. 

l’intero articolo qui: Roberto Formigoni e il declino del sistema lombardia – ATTUALITA.


Ilvo Diamanti legge i quotidiani il giorno dopo il salvataggio di Nicola Cosentino (del Pdl, partito delle loro libertà), colluso con la camorra campana


non dimenticare che i radicali e il PDL (partito delle loro libertà) erano CONTRARI all’arresto del capo del Pdl campano, che (secondo la magistratura) è direttamente collegato alla camorra napoletana. la Camera salva il “referente nazionale del clan dei Casalesi”. Decisiva la Lega e i radicali. Un insulto alla giustizia ed alla legalità

non dimenticare che i radicali e il PDL (partito delle loro libertà) erano a favore del capo del Pdl campano e (secondo la magistratura) direttamente collegato alla camorra napoletana.

Dire che erano CONTRARI vuol dire che una parte maggioritaria della casta dei deputati ritiene di impedire alla magistratura di procedere nei confronti di un indagato per camorra.

La Piovra è ormai annidata  in una parte rilevante della politica italiana

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Cosentino, ultima vergogna

Il violento pressing di Berlusconi ha prodotto i suoi effetti: la Camera salva il “referente nazionale del clan dei Casalesi”. Decisivo il cambio di posizione della Lega. Un insulto alla giustizia, una vittoria dell’Italia peggiore

(12 gennaio 2012)

la risata del boss
Berlusconi è vivo e lotta insieme a noi. Anzi, insieme a loro: il clan dei Casalesi. Il cui «referente nazionale» Nicola Cosentino (parole del giudice di Napoli Egle Pilla) è stato salvato dalla richiesta di arresto, con 309 voti contro 298.

Decisivo è stato il pressing con cui l’ex presidente del Consiglio è riuscito a cambiare la posizione della Lega Nord: che in giunta aveva votato a favore dell’arresto mentre in Aula ha lasciato ‘libertà di coscienza’ ai suoi deputati. Libertà di coscienza che si è concretizzata nella salvezza per l’ex sottogretario, accusato di riciclaggio, falso, corruzione, violazione di norme bancarie e concorso esterno in associazione camorristica.

Berlusconi aveva deciso di giocare su Cosentino tutte le sue carte, di arrivare alla prima ‘prova di forza’ in Aula da quando è caduto il suo governo. Sono stati giorni di incontri frenetici, di telefonate e anche di minacce politiche. Ai deputati incerti il Cavaliere aveva anche fatto sapere di essere pronto a rovesciare il tavolo nel caso Cosentino fosse finito dietro le sbarre, arrivando a ipotizzare (attraverso Fabrizio Cicchitto) la caduta del governo e lo scioglimento anticipato delle Camere.

Cosentino, concretamente, è accusato di aver aiutato i clan ad ottenere finanziamenti per la costruzione di un centro commerciale nel casertano. Ma soprattutto di aver creato un sistema politico-mafioso che si basa sul dominio assoluto delle attività economiche del territorio. Un sistema che si preserva attraverso un circuito perfetto: l’organizzazione criminale crea consenso e rappresentanza politica, i politici collusi costruiscono «canali privilegiati» per dare il via ad attività industriali e commerciali, attraverso queste imprese si hanno i soldi e i posti di lavoro che rafforzano l’organizzazione sia da un punto di vista economico e di presa sul territorio sia in termini di controllo del consenso elettorale. http://s0.2mdn.net/3250395/03_Punto_gennaio_300x250.swf

L’ordinanza di arresto, di oltre mille pagine, elencava minuziosamente come funzionava il sistema secondo i giudici di Napoli. Ed è attraverso questo sistema che sarebbe maturata l’ascesa politica di ‘Nick ‘O American’ fin dalla metà defli anni Novanta, quando Cosentino iniziò come consigliere comunale a Casal di Principe, quindi consigliere provinciale a Caserta, fino all’ingresso in Parlamento nel 1996 e alla nomina a sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze del quarto governo Berlusconi. Carica quest’ultima dalla quale Cosentino si è dovuto dimettere nel luglio del 2010 proprio a seguito dell’indagine che ne metteva in luce gli stretti rapporti con la Camorra, pur rimanendo ai vertici del Pdl campano.

da http://espresso.repubblica.it/dettaglio/cosentino-ultima-vergogna/2171896
12 01 2012 Cosentino:la Camera vota NO all’arresto
La Camera respinge la richiesta di arresto per il deputato del Pdl Nicola Cosentino: 309 i voti contrari, 298 quelli a favore. altro
http://www.ilfattoquotidiano.it/ Con 298 sì e 309 no, l’aula di Montecitorio si è espressa sul caso del coordinatore del Pdl in Campania, accusato di avere legami di affari e politici con i clan dei Casalesi. Determinanti i voti della Lega, spaccata al suo interno, e dei radicali. Video di Manolo Lanaro altro

Massimo Cacciari, “don” Verzè e DON Milani, dal Blog di Alessandra Colla

quelle parole don Milani non le ha mai dette. Ha usato sì i termini “mani”, “pulite” e “tasca” — ma in tutt’altro ordine e contesto, e precisamente così: «che senso ha avere le mani pulite se si tengono in tasca?». …

Cacciari, Cacciari… Uno come lui che sbaglia le citazioni e soprattutto sbaglia le presenze ai funerali non è un buon segno. Io, per me, tengo don Milani. Don Verzè lo lascio volentieri a chi se lo vuol pigliare.

Archive Massimo Cacciari | Caos scritto.


Ciò che stringe il cuore, a ridosso dei funerali di “don” Verzè, è proprio l’immagine di un Massimo Cacciari che partecipa alle esequie accanto a Renato Pozzetto e ad Al Bano

è una contraddizione profonda che rischia di fare rivedere tutti i miei criteri di valutazione sulla intelligenza politica di Massimo Cacciari

Paolo Ferrario

 

Ciò che stringe il cuore, a ridosso dei funerali di don Verzè, è proprio l’immagine di un Massimo Cacciari che partecipa alle esequie accanto a Renato Pozzetto e ad Al Bano. Il pensiero che doveva essere critico, fortificato dalla lezione di negatività impartita da Schopenhauer e Nietzsche, disilluso e nemico d’ogni ingenuità al punto da dichiararsi postumo a se stesso, tanto profetico da riaccendersi di speranza in nome della fede in un inizio sganciato dalla storia e dalla sua processualità mondana, ebbene questo pensiero – presuntivamente consapevole della crisi e dell’abisso – era stretto tra il pecoreccio degli Anni ’80 e la canzonetta che pertugia nell’Amplifon delle nonne.
È il destino che ci attende tutti, si dirà, l’adagio sic transit gloria mundi vale per ognuno e nessuno ne può essere immune. Senz’altro è vero. Tuttavia, perché Cacciari, innanzi al conclamato abisso, non di fede, ma di fraudolenza, ha insistito a dire al Tg3 che don Verzé è stato un uomo dalla visione straordinaria, che pensava in grande? Non faceva corto circuito questa affermazione alle sue stesse orecchie, nell’istante in cui la pronunciava? Con che sguardo, d’ora in poi, i milanesi guarderanno l’angelo (nient’affatto necessario) sulla cupola del San Raffale? Per carità, non ci venga a parlare, Cacciari, della hybris che accompagna il fare.
Qui non è questione d’essere prometeici, ma impuniti o meno. Qui non si tratta di tirare in ballo il volontarismo prassistico del Faust, e di dedicargli una bella lezione nei pressi del residence Olgettina, ma di seguire d’ora in poi la lotta tra il perdurante mistero italiano e l’accertamento della verità giudiziaria. Con onestà intellettuale e con buona pace di chi, a suo tempo, riponeva fiducia in una sinistra de-ideologizzata, colta, bibliografica, eppure capace di “sporcarsi le mani”, e adesso deve ammettere che la barba dei suoi (falsi) profeti era anch’essa, più che sporca, tinta.

da: Don Verzé, sacerdote manager troppo dedito agli affari – ATTUALITA.


ancora sui funerali per “don” Luigi Verzè, di Paolo Ferrario in risposta ad un commento

egregio dottor pederiva
la ringrazio per questo suo commento (qui) che consente di chiarire anche a me stesso il pensiero politico su tutta questa schifosa vicenda
ho rilanciato l’articolo cui lei fa riferimento (qui) proprio perchè sono d’accordo con il comportamento di  massimo cacciari, che ha avuto non solo il coraggio di “parlare” del fu  “don” verzè, ma anche di andare al suo funerale.
è l’unico intellettuale “beneficiato” (diciamo così) che lo ha fatto.
cacciari si comporta secondo il criterio da lei indicato: riconosce la libertà di insegnamento che ha potuto esprimere nalla università privata del “don”. e si comporta di conseguenza
quello che , invece, Cacciari non ha capito (e questo lo trovo molto preoccupante)  è che un esperto in piovra del potere cone “don” verzè è (era) bravissimo a creare paraventi di eccellenza culturale (l’università) e farla convivere antieticamante con collaboratori di fiducia che facevano pederastia con le minorenni brasiliane: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=H6ZDO1TaJUw

Voglio dire che, in quel groviglio di ideologia religiosa, mazzette, collaborazione con pederasti, ci sta benissimo che l’università d san Raffaele fosse tenuta “libera”.

E’ questa una delle vicende della storia italiana che più dovrebbe far indignare i cittadini italiani
in questa penosa vicenda sono messe a prova le istituzioni: spero che la magistratura proceda e sveli l’intreccio di interessi sottostante a tutto l’impero ciellino di “don” verzè nascosto dall’enfasi caritatevole dei cattolici e delle loro parole d’ordine di “amore per il prossimo”
grazie ancora
paolo ferrario


il silenzio degli intellettuali su “don” Luigi Verzè: Emanuele Severino, Giovanni Reale, Roberta De Monticelli, Vito Mancuso – Europa

il silenzio e l’assenza degli intellettuali colpisce. Nel senso che all’università Vita- Salute insegnano da molti anni personaggi del calibro di Emanuele Severino, Giovanni Reale, Roberta De Monticelli, Vito Mancuso, alcuni dei quali non perdono occasione per esercitare pubblicamente il loro ruolo di intellettuali, polemisti e moralisti, ma che l’imbarazzante questione San Raffaele sembra aver consegnato al silenzio.
Ricordiamo tutti le parole della De Monticelli contro una battuta del vecchio rettore al momento della laurea di Barbara Berlusconi o gli articoli dedicati da Mancuso all’inopportunità di pubblicare i propri libri per la Mondadori, macchiata dalla colpa di essere di proprietà del Cavaliere. «Non in mio nome» scrisse indignata la filosofa alla Repubblica, mentre il suo collega annunciò il passaggio alla Fazi editore invitando i colleghi intellettuali a cambiare casa editrice. Entrambi, ovviamente, erano assenti lunedì alle esequie di don Verzé, il fondatore dell’ateneo che ha garantito loro in questi anni libertà di insegnamento.

Quello strano silenzio su don Verzè – Europa.


Il ciclo di “don Luigi Verzè e della fondazione san Raffaele

FOTO LAPRESSE

12:57 - Un anno travagliato il 2011 per il San Raffaele. C’è infatti un’inchiesta in corso alla procura di Milano per il crac da 1,5 miliardi dell’ospedale, che segue di qualche mese il suicidio del secondo grande protagonista della vicenda, il vicepresidente con le deleghe operative Mario Cal. Il procedimento giudiziario però, che conta una decina di indagati, non dovrebbe subire rallentamenti.
Queste le tappe dell’inchiesta.

30 giugno: la Procura di Milano accende un ‘faro’ sulla crisi del San Raffaele. Non ancora una vera e propria indagine ma il Pm Luigi Orsi avvia un ‘protocollo civile’ sulla ristrutturazione del debito dell’ospedale.

18 luglio: Si suicida Mario Cal, storico braccio destro di don Verze’ nella gestione del San Raffaele, qualche giorno prima era stato sentito come teste dal pm Orsi.

19 luglio: Al vaglio della procura l’ipotesi di avanzare un’istanza di fallimento.

21 luglio: Il nuovo Cda del San Raffaele, appena insediatosi, chiede alla procura tre mesi per presentare un concordato preventivo. Il Pm da come ‘ultimatum’ la scadenza del 15 settembre.

22 luglio: Il fascicolo d’inchiesta sul suicidio di Cal passa ai Pm Luigi Orsi e Laura Pedio. Gli stessi che hanno acceso ‘il faro’ sulla crisi finanziaria dell’ospedale.

20 settembre: La procura di Milano “prende atto” delle richieste dei rappresentantri del Cda che hanno promesso di presentare la richiesta di concordato preventivo il 10 ottobre.

29 settembre: Il Pm avanza la richiesta di fallimento per “arrestare ulteriori dissipazioni patrimoniali” e “perseguire – scrive il procuratore Edmondo Bruti Liberati – l’interesse pubblico nella sfera del quale rientra la posizione dei soggetti a vario titolo coinvolti in questo grave default, quali i creditori, i dipendenti, i collaboratori e gli stessi utenti del servizio sanitario gestito dalla fondazione”. I Pm scrivono anche che dalle carte di Cal sono emersi “fatti di reato” e che vi sono degli indagati fra i quali, l’unico in quel momento certo, il direttore finanziario Mario Valsecchi per il quale si ipotizza il falso in bilancio e false scritture. -

- 30 settembre: E’ ufficiale: i Pm Orsi e Pedio hanno avviato l’indagine per bancarotta, ostacolo agli organi di vigilanza e fatture false.

12 ottobre: Inizia l’udienza davanti al giudice fallimentare

- 28 ottobre: Il Tribunale fallimentare dichiara “ammissibile” il concordato preventivo presentato dai legali. I creditori vengono convocati per il 23 gennaio 2012.

16 novembre: parallelamente alla causa civile va avanti l’inchiesta penale e i Pm dispongono una ventina di perquisizioni; una decina gli indagati fra i quali Don Verze’, Valsecchi, Gianluca Zammarchi e Andrea Bezzicheri, esponenti della societa’ ‘Metodo srl’. Arrestato per concorso in bancarotta il ‘faccendiere’ Piero Daccò.

17 novembre: Daccò è accusato di aver ‘distratto’ dalla Fondazione circa 3,3 milioni di euro.

- 18 novembre: nuovi particolari sull’inchiesta: Stefania Galli, segretaria di Cal parla di buste con denaro che passavano dall’ufficio del vicepresidente dal 2005.

- 19 novembre: Il Gip Vincenzo Tuchinelli convalida il fermo di Daccò.

13 dicembre: Viene arrestato l’ex direttore amministrativo Valsecchi. A lui e ad altre 9 persone viene contestata anche l’associazione a delinquere. Decisive sarebbero state le dichiarazioni di tre imprenditori, uno dei queli, Pierino Zammarchi, parla di sovraffatturazione di costi a carico dell’ospedale e retrocessione dei soldi al San Raffaele tramite buste di contanti e bonifici per 4 milioni. Fondi neri che sarebbero stati costituiti a partire dal 1983.

16 dicembre: Daccò interrogato dal Gip respinge le accuse.

31 dicembre: muore don Verze’.


Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor: È morto “don” Luigi Verzé, aveva 91 anni. Il ricordo di Totò con “‘A Livella”: nuje simmo serie…appartenimmo à morte!

Don Luigi era nato il 14 marzo 1920 a Illasi, in provincia di Verona. Nel 1947 si era laureato in Lettere classiche e Filosofia con padre Gemelli all’Universitá Cattolica di Milano e nel 1948 è stato ordinato sacerdote. Successivamente è diventato segretario del santo don Giovanni Calabria. Nel 1958 ha fondato l’Associazione Monte Tabor e nella seconda metà degli anni Sessanta sono iniziati i lavori di costruzione dell’ospedale a Segrate, alle porte di Milano. Il 30 aprile 1970 è nata la Fondazione Centro San Raffaele del Monte Tabor, a cui viene conferito il San Raffaele in costruzione. Il 31 ottobre 1971 viene accolto il primo malato, mentre nel 1972 il San Raffaele viene riconosciuto Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e dal 1982 è diventato polo universitario della Facoltá di Medicina e Chirurgia dell’Universitá Statale di Milano.

L’OSPEDALE - Negli anni Ottanta, a fianco dell’ospedale, che oggi ha una capienza di circa 1.300 posti letto e una struttura di 11 dipartimenti e 45 specialità cliniche

da: È morto don Verzé, aveva 91 anni – Milano

Ogn’anno,il due novembre,c’é l’usanza
per i defunti andare al Cimitero.
Ognuno ll’adda fà chesta crianza;
ognuno adda tené chistu penziero.

Ogn’anno,puntualmente,in questo giorno,
di questa triste e mesta ricorrenza,
anch’io ci vado,e con dei fiori adorno
il loculo marmoreo ‘e zi’ Vicenza.

St’anno m’é capitato ‘navventura…
dopo di aver compiuto il triste omaggio.
Madonna! si ce penzo,e che paura!,
ma po’ facette un’anema e curaggio.

‘O fatto è chisto,statemi a sentire:
s’avvicinava ll’ora d’à chiusura:
io,tomo tomo,stavo per uscire
buttando un occhio a qualche sepoltura.

“Qui dorme in pace il nobile marchese
signore di Rovigo e di Belluno
ardimentoso eroe di mille imprese
morto l’11 maggio del’31″

‘O stemma cu ‘a curona ‘ncoppa a tutto…
…sotto ‘na croce fatta ‘e lampadine;
tre mazze ‘e rose cu ‘na lista ‘e lutto:
cannele,cannelotte e sei lumine.

Proprio azzeccata ‘a tomba ‘e stu signore
nce stava ‘n ‘ata tomba piccerella,
abbandunata,senza manco un fiore;
pe’ segno,sulamente ‘na crucella.

E ncoppa ‘a croce appena se liggeva:
“Esposito Gennaro – netturbino”:
guardannola,che ppena me faceva
stu muorto senza manco nu lumino!

Questa è la vita! ‘ncapo a me penzavo…
chi ha avuto tanto e chi nun ave niente!
Stu povero maronna s’aspettava
ca pur all’atu munno era pezzente?

Mentre fantasticavo stu penziero,
s’era ggià fatta quase mezanotte,
e i’rimanette ‘nchiuso priggiuniero,
muorto ‘e paura…nnanze ‘e cannelotte.

Tutto a ‘nu tratto,che veco ‘a luntano?
Ddoje ombre avvicenarse ‘a parte mia…
Penzaje:stu fatto a me mme pare strano…
Stongo scetato…dormo,o è fantasia?

Ate che fantasia;era ‘o Marchese:
c’o’ tubbo,’a caramella e c’o’ pastrano;
chill’ato apriesso a isso un brutto arnese;
tutto fetente e cu ‘nascopa mmano.

E chillo certamente è don Gennaro…
‘omuorto puveriello…’o scupatore.
‘Int ‘a stu fatto i’ nun ce veco chiaro:
so’ muorte e se ritirano a chest’ora?

Putevano sta’ ‘a me quase ‘nu palmo,
quanno ‘o Marchese se fermaje ‘e botto,
s’avota e tomo tomo..calmo calmo,
dicette a don Gennaro:”Giovanotto!

Da Voi vorrei saper,vile carogna,
con quale ardire e come avete osato
di farvi seppellir,per mia vergogna,
accanto a me che sono blasonato!

La casta è casta e va,si,rispettata,
ma Voi perdeste il senso e la misura;
la Vostra salma andava,si,inumata;
ma seppellita nella spazzatura!

Ancora oltre sopportar non posso
la Vostra vicinanza puzzolente,
fa d’uopo,quindi,che cerchiate un fosso
tra i vostri pari,tra la vostra gente”

“Signor Marchese,nun è colpa mia,
i’nun v’avesse fatto chistu tuorto;
mia moglie è stata a ffa’ sta fesseria,
i’ che putevo fa’ si ero muorto?

Si fosse vivo ve farrei cuntento,
pigliasse ‘a casciulella cu ‘e qquatt’osse
e proprio mo,obbj’…’nd’a stu mumento
mme ne trasesse dinto a n’ata fossa”.

“E cosa aspetti,oh turpe malcreato,
che l’ira mia raggiunga l’eccedenza?
Se io non fossi stato un titolato
avrei già dato piglio alla violenza!”

“Famme vedé..-piglia sta violenza…
‘A verità,Marché,mme so’ scucciato
‘e te senti;e si perdo ‘a pacienza,
mme scordo ca so’ muorto e so mazzate!…

Ma chi te cride d’essere…nu ddio?
Ccà dinto,’o vvuo capi,ca simmo eguale?…
…Muorto si’tu e muorto so’ pur’io;
ognuno comme a ‘na’ato é tale e quale”.

“Lurido porco!…Come ti permetti
paragonarti a me ch’ebbi natali
illustri,nobilissimi e perfetti,
da fare invidia a Principi Reali?”.

“Tu qua’ Natale…Pasca e Ppifania!!!
T”o vvuo’ mettere ‘ncapo…’int’a cervella
che staje malato ancora e’ fantasia?…
‘A morte ‘o ssaje ched”e?…è una livella.

‘Nu rre,’nu maggistrato,’nu grand’ommo,
trasenno stu canciello ha fatt’o punto
c’ha perzo tutto,’a vita e pure ‘o nomme:
tu nu t’hè fatto ancora chistu cunto?

Perciò,stamme a ssenti…nun fa”o restivo,
suppuorteme vicino-che te ‘mporta?
Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
nuje simmo serie…appartenimmo à morte!”


Maurizio Crozza: Il canto di Don Verzè, ItaliaLand 16 dicembre 2011

QUELLO E’ UN PRETE
VESTITO DI NERO
E HA UN NOME FAMOSO
CHE FA DON VERZE’
QUELLO SA COME FARE GLI AFFARI
STA AL SAN RAFFAELE DAL ’63
E AL CENTESIMO
APPALTO TRUCCATO
SI E’ COMPRATO
UN AEREO PRIVATO
UNA CUPOLA SULL’OSPEDALE
COSTATA MILIONI
MI CHIEDO PERCHE’
QUARANT’ANNI
TRA QUEI PADIGLIONI
CIELLINI, ASSESSORI
E SAPETE CHE C’E'?
VUOLE PASSARE DA UNA CRUNA DI UN AGO
ANCHE SENZA CAMMELLO
PERO’ COI DANE’
ALLA FINE QUAL’E’ LA MORALE?
SE NE OCCUPA GIA’ IL TRIBUNALE
STO BILANCIO TRUCCATO COS’E'?
HA UN NOME E COGNOME
DON LUIGI VERZE’
AH DON LUIGI VERZE’
QUELLO IN CARCERE
NON CI VA
CIRCONDATO
DA TUTTA UNA CRICCA
LA LOMBARDIA RICCA
LO PROTEGGERA’
IO CREDEVO
CHE PRETI E NOVIZIE
VIVESSERO SEMPRE
CON GRAN DIGNITA’
E POI SCOPRO
DA QUESTE NOTIZIE
CHE QUELLO
HA TENUTE FINO AL PARANA’
UN UFFICIO
CON SEI PAPPAGALLI
UN MANEGGIO CON CENTO CAVALLI
NON LO COPRE
NEMMENO L’INCENSO
LO SCANDALO IMMENSO
DI QUEL DON VERZE’
ORA CARO SIGNORE
TI PREGO
NESSUNO PUO’ DIRE
CHE IO ME NE FREGO
GIA’ UNA VOLTA
L’ABBIAMO SCACCIATO
MA QUELLO IMPERTERRITO
HA CONTINUATO
VOI CHE SIETE IL RE DEL PERDONO
QUESTA VOLTA VI CHIEDO UN DONO
BASTA UN LAMPO
E LO FATE FLAMBE’
E NOI SIAMO LIBERI
DA DON VERZE’
AH DON LUIGI VERZE’
QUELLO IN CARCERE NON CI VA
MA IL SIGNORE CON  UNA PAROLA
ALLA SAVONAROLA
LO PUO’ SISTEMARE
AH DON LUIGI VERZE’
LA GIUSTIZIA PROCEDERA’
SE PERO’
NON CI PENSA NESSUNO
ALLA GIORDANO BRUNO
SI PUO’ CONDANNAR
LI’ CI STANNO I MILIARDI
PER CUI FORMIGONI
NON VEDE E SI VOLTA PIU’ IN LA’
QUELLO HA TANTI COMPARI
PERFINO CACCIARI
CHE INSEGNA ALL’UNIVERSITA’
AGGIUNGETE GLI AFFARI
IN BRASILE
DI AL CAPONE
RICORDA LO STILE
HO GIA’ TANTI PROBLEMI DA ME
NON VOGLIO
ANCHE QUELLI DI DON LUIGI VERZE’
QUELLO HA TENTE
AMICIZIE IMPORTANTI
ENTRATURE, CONTATTI
E POI PAGA IN CONTANTI
VA DICENDO CHE HA UNA MISSIONE
E CHE LO CONDANNANO
A CROCIFISSIONE
E’ UN LADRONE
CHE SI CREDE CRISTO
 E’ PER QUESTO
CHE IO MI RATTRISTO
E’ SOSPESO DAL ’73
MA PORTA LA CROCE
ATTACCATA AL GILE’
AH DON LUIGI VERZE’
QUELLO IN CARCERE
NON CI VA
FORSE NON BASTA
UNA PREGHIERA
MA IN QUALCHE MODO
LA DEVE PAGARE
AH DON LUIGI VERZE
QUELLO IN CARCERE
NON CI VA
MA TROVIAMO
UNA PENA SUPREMA
TROVIAMO UN SISTEMA
PER FARLO SLOGGIARE
tratto da: http://www.youtube.com/watch?v=Ho8lvGgCXDQ&list=SL&feature=sh_e_top

il deputato Antonio Razzi (ex della Italia dei valori di Antonio Di Pietro) e cosa diceva Catone

Per l’Italia dei Valori di Di Pietro valgono ancora le parole di Catone:
“Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”,
Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa, Catone, Distici, nella traduzione di Giancarlo Pontiggia

Qui la puntata integrale de GLI INTOCCABILI su La 7, da cui è stato estratto (per sottolineare un  passaggio chiave)  il video: http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50244780


Il sistema corruttivo del San Raffaele di “don” Luigi Verzè, da un articolo di Ferrarella Luigi e Guastella Giuseppe per il Corriere della Sera

estratto da: «Il sistema San Raffaele: associazione per delinquere», di Ferrarella Luigi, Guastella Giuseppe per il Corriere della Sera:

Il «sistema San Raffaele: un’ associazione a delinquere». Non è il titolo di un giornale, ma di un capitolo dell’ ordinanza con la quale ora il giudice dell’ inchiesta sull’ ospedale di don Verzé ricostruisce il «programma di depredazione sistematica» che per anni, «forse decenni», ha sottratto milioni di euro al già malandato bilancio della Fondazione. Un «vero e proprio meccanismo finalizzato a creare» un fiume nero di contanti che spariva in mille rivoli, dei quali non è ancora chiara la destinazione, ma certamente serviti anche a «soddisfare esigenze economiche personali» dei vertici dell’ ospedale guidato da don Luigi Verzé e da Mario Cal, il vicepresidente suicidatosi a luglio. È il panorama che emerge dalle accuse che ieri portano in carcere l’ ex direttore finanziario del San Raffaele, Mario Valsecchi, e che procurano un secondo ordine d’ arresto per l’ intermediario Pierangelo Daccò, in cella da un mese per concorso nella bancarotta. 

da: «Il sistema San Raffaele: associazione per delinquere».


tutti i video Youtube su: LA VICENDA CORRUTTIVA DEL SAN RAFFAELE DI “DON” LUIGI VERZE’

Qui tutti i video Youtube su:

LA VICENDA CORRUTTIVA DEL SAN RAFFAELE DI “DON” LUIGI VERZE’:

http://www.youtube.com/results?search_query=san%20raffaele%20report


Deputati che vendono il voto per lo stipendio e la pensione: Razzi della Italia dei valori (di Di Pietro: i valori di Di Pietro) in primo luogo, a GLI INTOCCABILI di Nuzzi, LA7.TV Video

Deputati che vendono il voto per lo stipendio e la pensione: Razzi della Italia dei valori (di Di Pietro: i valori di Di Pietro) in primo luogo

LA7.TV Video

http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50244780


San Raffaele di “Don” Verzè: Una macchina da guerra che creava fondi neri

Don Verzè e l’ospedale dei miracoli
Una macchina da guerra che creava fondi neri, così viene descritto il San Raffaele di Don Verzè, che come si è appreso era al corrente di tutto, anzì ne è parte attiva. altro

L’ex vicepresidente del San Raffaele Mario Cal aveva creato “un sistema di denaro sporco”. Lo scrive il Gip del tribunale di Milano nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere dell’ex direttore amministrativo della Fondazione San Raffaele del Monte Tabor, Mario Valsecchi,

L’ex vicepresidente del  Mario Cal aveva creato “un sistema di denaro sporco”. Lo scrive il Gip del tribunale di Milano nell’ordinanza di custodia cautelare in carcere dell’ex direttore amministrativo della  del Monte Tabor, Mario Valsecchi, arrestato questa mattina nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Milano sul dissesto finanziario del gruppo ospedaliero fondato da  Verze’. 

da San Raffaele: Gip, Mario Cal aveva creato sistema “denaro sporco” | Radiocor, martedi’ 13 dicembre 2011 (articolo 1009335).


Il reticolo di potere dei cattolici di comunione e liberazione nella Regione Lombardia: una raccolta di schede informative

Vai alla raccolta di schede informative:


Maurizio Crozza su “don” Luigi Verzè, 13 dicembre 2011


Tangente da 100 mila euro, arrestato il vicepresidente del consiglio lombardo Franco Nicoli Cristiani (Pdl) – LASTAMPA.it

Dieci arresti per corruzione
e traffico di rifiuti illeciti: tra loro Franco Nicoli Cristiani
(Pdl) e un dirigente Arpa. Sequestrati due cantieri “Brebemi”, l’autostrada
Brescia- Bergamo- Milano

MILANO

Il vicepresidente del Consiglio della Regione Lombardia, il 68enne bresciano Franco Nicoli Cristiani (Pdl), è stato arrestato all’alba dai carabinieri di Brescia. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata emessa dal gip Bonamartini nell’ambito di un’inchiesta per una presunta tangente da 100 mila euro.

Le indagini, cominciate otto mesi fa e coordinate dai pm Silvia Bonardi e Carla Canaia, hanno portato anche al sequestro di alcuni cantieri della Brebemi in territorio di Milano e Bergamo.  Destinatarie di ordinanze di custodia cautelare anche altre nove persone, tra cui il coordinatore degli staff della direzione generale di Arpa Lombardia Giuseppe Rotondaro. Dei dieci provvedimenti di arresti, sei sono domiciliari e quattro in carcere. I reati contestati a vario titolo sono quelli di traffico illecito di rifiuti e corruzione.

Questa mattina 150 carabinieri del Comando provinciale di Brescia, supportati da personale del Ris e da un elicottero di Orio al Serio, stanno procedendo all’arresto di imprenditori, funzionari pubblici e politici. I reati contestati riguardano il traffico organizzato di rifiuti illeciti ed episodi di
corruzione.  Sequestrati la cava di Cappella Cantone (Cremona), destinata a discarica di amianto, un impianto di trattamento rifiuti a Calcinate (Bergamo) e due cantieri della Brebemi (l’autostrada
Brescia, Bergamo, Milano)a Cassano d’Adda (Milano) e Fara Olivana con Sola (Bergamo).

Nato a Breno (Brescia) l’11 settembre 1943, Franco Nicoli Cristiani è politico e imprenditore: è amministratore unico della Spas, società che commercializza prodotti per la medicina dello sport E’ stato collaboratore del ministero dell’Industria e del Commercio durante il primo governo Berlusconi. Nominato Coordinatore Provinciale di Forza Italia dal 1996 al 2000, è vicecoordinatore vicario del Coordinamento provinciale con delega agli Enti Locali dal 27 ottobre 2007. Il 13 gennaio 2009 ha  assunto la carica di vicecoordinatore regionale e responsabile della macroarea di Brescia-Bergamo-Mantova-Cremona. Consigliere regionale dal 1995, sia nella VI che nella VII legislatura ha ricoperto la carica di assessore regionale con delega in materia ambientale.

Rieletto nel 2005 (16.494 voti) ha ricoperto l’incarico di assessore al Commercio, Fiere e Mercati.

da Tangente da 100 mila euro, arrestato vicepresidente del consiglio lombardo – LASTAMPA.it.


Il potere dei giudici nella lectio magistralis di Montesquieu

Argomentazioni

Il “caso Pescara” dimostra che serve «molta prudenza» ma anche «una valutazione seria dei dati che va fatta nei confronti di tutta la magistratura». Lo afferma Luciano Violante commentando la scarcerazione del sindaco di Pescara Luciano D’Alfonso.

 

“E’ necessario prima di tutto intervenire sui modelli organizzativi della giustizia e capire perché le stesse norme hanno effetti diversi a secondo delle sedi in cui vengono applicate”, spiega Violante. Poi occorre fare luce sul momento a partire dal quale il Pm può cominciare le indagini. Una delicata questione democratica – ammonisce l’ex presidente della Camera -. I grandi poteri del Pm devono essere esercitati in base a presupposti chiari. Si arresta per cercare prove? O perché già ci sono?” ….”La politica non può rinunciare a esprimere un’autonoma valutazione sulla responsabilità dei propri esponenti. Se l’unica responsabilità – continua Violante – è quella penale, è evidente che i giudici espandano il loro ruolo”.

secondo il sindaco di Venezia, Massimo Cacciari.
Sindaco, a Pescara spiccano un mandato d’arresto per corruzione nei confronti di D’Alfonso, che si dimette. Una settimana dopo il gip lo scarcera. Qualche problema c’è…
«C’è un problema colossale, e sarebbe ora di mettere ordine nell’uso indiscriminato delle intercettazioni e di invitare la magistratura a procedere con maggior prudenza e accortezza. Non si può mettere in galera la gente, far dimettere un sindaco e imbastire procedimenti se non si è strasicuri che la costruzione accusatoria non vada a ramengo in una settimana» …. «La chiara distinzione dei poteri non va messa in discussione, perché è il principio che ci distingue dalle dittature. Non sono convinto che la separazione delle carriere cambierebbe granché, anzi forse un pm che fa il pm a vita diventerebbe anche meno attento di quanto sia ora. È difficile capire come intervenire, ed evitare le pulsioni a ridurre l’autonomia del magistrato. Ma che ci sia un problema di autocontrollo e di responsabilità della magistratura è chiaro. Non solo quella ordinaria ma anche quelle contabili, amministrative, eccetera: con il loro operato influenzano inevitabilmente l’azione politica, ma non sempre hanno presente il punto di vista del bene comune. Dire che nel condurre un’inchiesta su un’amministrazione comunale il magistrato dovrebbe porsi anche il problema dei danni che possono crearsi per i cittadini è ledere l’indipendenza del pm? A chi risponde il magistrato? Solo alla lettera della legge o anche al criterio di bene comune? In realtà, più che di nuove leggi c’è bisogno di una nuova cultura politica e giuridica».

 

 


Domande e ripasso

Quando deve cominciare una ‘azione giudiziaria?
Quando un reato è stato commesso? O quando c’è una eventuale intenzione di commettere un reato?

In breve: quando inizia un procedimento giudiziario?
Cosa succede dei giudici che fanno cadere il secondo governo Prodi con indagini fondate sul nulla indiziario o di quelli che azzoppano la giunta della regione Abruzzo o del comune di Pescara?

In breve: chi ha alterato il principio democratico a partire dal 1991?


Un breve ripasso di Montesquieu mi aiuta a mappare la situazione della politica italiana in questa congiuntura di fine anno.


Lettura

Sostiene Montesquieu:


Vi sono in ogni Stato tre specie di poteri: il potere legislativo, il potere esecutivociò che dipende dal diritto delle genti, ed il potere esecutivo, ciò che dipende dal diritto civile.
Grazie al primo, il principe o il magistrato fa delle leggi per un certo tempo o per sempre e emenda o abroga quelle che sono già fatte. Grazie al secondo, fa la pace o la guerra, invia o riceve ambasciate, organizza la difesa, previene le invasioni.Grazie al terzo, punisce i delitti, o giudica le controversie dei privati. Chiameremo quest’ultimo potere giudiziario e l’altro semplicemente potere esecutivo.
La libertà politica è quella tranquillità di spirito che la coscienza della propria sicurezza dà a ciascun cittadino; e condizione di questa libertà è un governo organizzato in modo tale che nessun cittadino possa temere un altro. Quando il potere legislativo è unito al potere esecutivo, non esiste libertà. E non vi è libertà neppure quando il potere giudiziario non è separato dal potere legislativo o da quello esecutivo. Tutto sarebbe perduto se un’unica persona o un unico corpo di notabili, di nobili o di popolo esercitasse questi tre poteri.
Poiché, in uno Stato libero, ogni uomo libero presumibilmente deve governarsi da sé, bisognerebbe che tutto il popolo esercitasse il potere legislativo. Ma essendo ciò impossibile occorre che il popolo lo faccia per mezzo dei suoi rappresentanti. Il grande vantaggio dei rappresentanti sta nel fatto che essi sono capaci di discutere i problemi di interesse pubblico. Il popolo non è per nulla adatto ad un tal compito, ed è questo uno dei grandi inconvenienti della democrazia. Il popolo deve occuparsi delle questioni del governo solo per scegliere i propri rappresentanti, il che è pienamente alla sua portata. Il corpo rappresentativo non deve essere scelto per prendere risoluzioni attive, cosa che non potrebbe far bene, ma per fare delle leggi o per garantire la buona esecuzione di quelle che egli ha fatto.
In uno Stato vi sono sempre delle persone che si distinguono per nascita, ricchezze ed onori, cioè i nobili: la parte che costoro hanno nella legislazione deve essere proporzionata agli altri vantaggi di cui godono nello Stato. A tale scopo essi debbono formare un corpo che abbia il diritto di arginare le azioni del popolo, così come il popolo ha il diritto di arginare le loro. Il potere legislativo sarà quindi affidato sia al corpo dei nobili, sia al corpo eletto per rappresentare il popolo.
Il potere legislativo e quello esecutivo hanno bisogno di un potere moderatore che li freni: sarà la parte del corpo legislativo composta di nobili ad assolvere adeguatamente tale funzione. Il potere esecutivo deve essere nelle mani di un monarca, perché questa parte del governo è amministrata meglio da uno solo che da molti; mentre il compito del potere legislativo spesso è assolto meglio da molti che non da uno solo. Se il potere esecutivo non ha il diritto di arrestare le azioni del corpo legislativo, questo diverrà dispotico. Ma non bisogna che, inversamente, il potere legislativo abbia la facoltà di arrestare il potere esecutivo. In uno Stato libero il potere legislativo ha il diritto e deve avere la facoltà di esaminare in qual modo le leggi che ha emanate siano state eseguite.

da Montesquieu (1689-1755), L’esprit des lois (lo spirito delle leggi)
in I grandi testi del pensiero politico – antologia a cura di Carlo Galli, Il Mulino, 2003, pagg.198-201