l’avvocato Paniz (PDL partito delle Loro libertà) e Scilipoti (ex IDV italia dei valori di di pietro) fanno chiudere il sito www.vajont.info
Pubblicato: 19 febbraio 2012 Filed under: destre, Lobbies e corporazioni 2 Commenti »l’avvocato Paniz PDL partito delle Loro libertà) e Scilipoti (ex IDV italia dei valori di di pietro), a suon di avvocatesche querele, fanno chiudere il sito www.vajont.info
Paniz è quello che in parlamento disse che berlusconi effettivamente credeva che la minorenne fosse la nipote di mubarak
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da ieri il portale www.vajont.info, che racconta tutta la storia del disastro del 1963 costato la vita a duemila persone, non esiste più sui nostri computer. Tutto per una presunta ingiuria nei confronti dei deputati del Pdl Domenico Scilipoti e Maurizio Paniz. Tutto per una frase decisamente antipatica e volgare verso i due deputati del Pdl che ha spinto proprio l’ onorevole Paniz a sporgere più di una querela nei confronti del titolare del sito, un bellunese di 54 anni. La decisione del giudice non si è fatta attendere. «Quanto stabilito dal gip è decisamente una decisione storica», garantisce Fulvio Sarzana di Sant’ Ippolito, legale di alcuni provider. E spiega: «Non è mai successo che per bloccare un sito fossero bloccati tutti i provider di accesso. In questo caso, poi, sarebbe stato sufficiente cancellare semplicemente una pagina del portale. Per questo con i miei clienti stiamo valutando di impugnare il provvedimento»
tutto l’articolo qui: Chiuso il sito sul Vajont. «Offende due deputati»
49 anni fa La strage Il 9 ottobre 1963 a ridosso del bacino idroelettrico artificiale del Vajont (fra le province di Belluno e Udine) si staccò dal monte Toc una frana che finì nel bacino. L’ onda che sollevò travolse i paesi a valle: quasi 2000 vittime La sentenzaIl gip di Belluno, Giancotti, ieri ha chiuso il sito www.vajont.info per un’ ingiuria nei confronti dei deputati del Pdl Domenico Scilipoti e Maurizio Paniz
Mani pulite ha 20 anni, ma oggi in Italia c’è più o meno corruzione? di Giorgio dell’Arti
Pubblicato: 18 febbraio 2012 Filed under: corruzione, Lobbies e corporazioni, Mafie 1 Commento »…
Era il 17 febbraio 1992, un lunedì, vent’anni fa esatti. Alle cinque e mezza del pomeriggio il capitano dei carabinieri Roberto Zuliani fece irruzione con i suoi uomini nell’ufficio di presidenza del Pio Albergo Trivulzio di Milano, l’ospizio dei poveri. Il presidente dell’istituto, Mario Chiesa, stava contando proprio in quel momento un pacco di banconote da 100 mila lire che gli stessi carabinieri avevano segnato. In una borsa c’erano altri 35 milioni, che Chiesa riuscì a buttare nel water. Fuori in auto aspettava il pm Antonio Di Pietro, ancora sconosciuto. Messo in galera, Chiesa parlò e si scoprì così che i partiti vivevano di mazzette, lo Stato era corrotto, il Paese era marcio: 4.520 persone coinvolte, 3.200 rinviate a giudizio, 661 condannate (inclusi 345 patteggiamenti). Cancellati dalla scena politica la Dc, il Psi e gli altri partiti, tranne l’ex Pci già trasformato in Pds e i fascisti del Msi, presto ribattezzati Alleanza Nazionale. La Lega c’era già, Berlusconi non era ancora sceso in campo. Per far capire meglio quella stagione, aggiungerò un paio di dati: il costo della corruzione nel periodo 1980-1992 è stato calcolato in 15-30 mila miliardi di lire, cioè 8-16 miliardi di euro l’anno; Transparency International, che a quell’epoca ci collocava al 33° posto tra i paesi corrotti (il primo posto è riservato al più virtuoso), ci piazza oggi al 69° posto su 182 paesi. Cioè siamo nettamente peggiorati.
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l’intero articolo qui: ALTRI MONDI.
Rifondazione comunista: i rimborsi elettorali e i sorrisi di Ferrero e Giordano
Pubblicato: 3 febbraio 2012 Filed under: corruzione, Lobbies e corporazioni, sinistre, Sistema politico 1 Commento »Rifondazione comunista nel 2006 spese un milione e 636mila euro per la campagna elettorale, ma ricevette 34 milioni 932 mila euro di rimborsi elettorali, ovvero 6 milioni 987mila euro per ogni anno della legislatura, anche se quella finì anticipatamente nel 2008: ma la legge prevede il pagamento anche in caso di scioglimento anticipato delle Camere.
da Lo scandalo dei rimborsi elettorali – Ritagli – Blog – Repubblica.it
il senatore del PD Luigi Lusi e la profezia di Catone. Iscritto al registro degli indagati il senatore del Partito Democratico Luigi Lusi per il reato di appropriazione indebita: responsabile di aver sottratto per interessi “privatissimi” e “immobiliari” poco meno di 13 milioni di euro dal conto del partito di cui era il tesoriere
Pubblicato: 1 febbraio 2012 Filed under: corruzione, Lobbies e corporazioni, Mafie, sinistre 2 Commenti »ammoniva CATONE:
“Si vitam inspicias hominum, si denique mores, cum culpam alios, nemo sine crimine vivit”:
Guardali, gli uomini, come vivono, mentre biasimano gli altri: nessuno è senza colpa.
Catone, Distici, nella traduzione di Giancarlo Pontiggia
Il procuratore aggiunto Alberto Caperna ha infatti iscritto al registro degli indagati il senatore del Partito Democratico Luigi Lusi per il reato di appropriazione indebita. Con un’accusa che lo vede per giunta “reo confesso” e lo vuole responsabile di aver sottratto per interessi “privatissimi” e “immobiliari” poco meno di 13 milioni di euro dal conto del partito di cui era il tesoriere (la Margherita), in cui era continuato ad affluire fino al 2008 denaro pubblico, e su cui aveva conservato diritto ad operare con l’ex segretario Francesco Rutelli.
È una storia che comincia nel novembre scorso.
tutto l’articolo qui:L’ex tesoriere della Margherita è accusato di aver rubato 13 milioni di euro di rimborsi elettorali | Il Post.
senatore PDL Riccardo Conti ha comprato a 26 milioni e mezzo di euro un palazzo nel cuore di Roma e lo ha rivenduto lo stesso giorno a 44 milioni e mezzo all’ENPAP Ente Nazionale di Previdenza e Assistenza per Psicologi , da Tg La7
Pubblicato: 1 febbraio 2012 Filed under: corruzione, Lobbies e corporazioni, psicologi 1 Commento »VAL di SUSA, 26 ARRESTI PER GLI SCONTRI DI LUGLIO
Pubblicato: 26 gennaio 2012 Filed under: italiani, Lega nord, Linguaggio, Lobbies e corporazioni, Mafie, populismo, sinistre, violenza urbana Lascia un commento »
Nel mirino leader dei No Tav e dell’area antagonistaI reati: lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale
http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_26/arresti-valsusa_49d72a9a-47e5-11e1-9901-97592fb91505.shtml
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finalmente la magistratura fa quello che DOVEVA fare
PFerrario
istigatori di violenza ed eversione: L’anatema di Beppe Grillo “Fuori Tutti! Destra, sinistra… o succederà l’ira di Dio!” – Agorà
Pubblicato: 19 gennaio 2012 Filed under: italiani, Linguaggio, Lobbies e corporazioni, Mafie, populismo, terroristi, violenza urbana 3 Commenti »non dimenticare che i radicali e il PDL (partito delle loro libertà) erano CONTRARI all’arresto del capo del Pdl campano, che (secondo la magistratura) è direttamente collegato alla camorra napoletana. la Camera salva il “referente nazionale del clan dei Casalesi”. Decisiva la Lega e i radicali. Un insulto alla giustizia ed alla legalità
Pubblicato: 12 gennaio 2012 Filed under: ciclo politico 1994-2011, corruzione, destre, Lobbies e corporazioni, radicali 1 Commento »non dimenticare che i radicali e il PDL (partito delle loro libertà) erano a favore del capo del Pdl campano e (secondo la magistratura) direttamente collegato alla camorra napoletana.
Dire che erano CONTRARI vuol dire che una parte maggioritaria della casta dei deputati ritiene di impedire alla magistratura di procedere nei confronti di un indagato per camorra.
La Piovra è ormai annidata in una parte rilevante della politica italiana
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Cosentino, ultima vergogna
Il violento pressing di Berlusconi ha prodotto i suoi effetti: la Camera salva il “referente nazionale del clan dei Casalesi”. Decisivo il cambio di posizione della Lega. Un insulto alla giustizia, una vittoria dell’Italia peggiore
(12 gennaio 2012)

Decisivo è stato il pressing con cui l’ex presidente del Consiglio è riuscito a cambiare la posizione della Lega Nord: che in giunta aveva votato a favore dell’arresto mentre in Aula ha lasciato ‘libertà di coscienza’ ai suoi deputati. Libertà di coscienza che si è concretizzata nella salvezza per l’ex sottogretario, accusato di riciclaggio, falso, corruzione, violazione di norme bancarie e concorso esterno in associazione camorristica.
Berlusconi aveva deciso di giocare su Cosentino tutte le sue carte, di arrivare alla prima ‘prova di forza’ in Aula da quando è caduto il suo governo. Sono stati giorni di incontri frenetici, di telefonate e anche di minacce politiche. Ai deputati incerti il Cavaliere aveva anche fatto sapere di essere pronto a rovesciare il tavolo nel caso Cosentino fosse finito dietro le sbarre, arrivando a ipotizzare (attraverso Fabrizio Cicchitto) la caduta del governo e lo scioglimento anticipato delle Camere.
Cosentino, concretamente, è accusato di aver aiutato i clan ad ottenere finanziamenti per la costruzione di un centro commerciale nel casertano. Ma soprattutto di aver creato un sistema politico-mafioso che si basa sul dominio assoluto delle attività economiche del territorio. Un sistema che si preserva attraverso un circuito perfetto: l’organizzazione criminale crea consenso e rappresentanza politica, i politici collusi costruiscono «canali privilegiati» per dare il via ad attività industriali e commerciali, attraverso queste imprese si hanno i soldi e i posti di lavoro che rafforzano l’organizzazione sia da un punto di vista economico e di presa sul territorio sia in termini di controllo del consenso elettorale. http://s0.2mdn.net/3250395/03_Punto_gennaio_300x250.swf
L’ordinanza di arresto, di oltre mille pagine, elencava minuziosamente come funzionava il sistema secondo i giudici di Napoli. Ed è attraverso questo sistema che sarebbe maturata l’ascesa politica di ‘Nick ‘O American’ fin dalla metà defli anni Novanta, quando Cosentino iniziò come consigliere comunale a Casal di Principe, quindi consigliere provinciale a Caserta, fino all’ingresso in Parlamento nel 1996 e alla nomina a sottosegretario di Stato all’Economia e alle Finanze del quarto governo Berlusconi. Carica quest’ultima dalla quale Cosentino si è dovuto dimettere nel luglio del 2010 proprio a seguito dell’indagine che ne metteva in luce gli stretti rapporti con la Camorra, pur rimanendo ai vertici del Pdl campano.
- Dossier
Tutti gli articoli dell’Espresso - Esclusivo
E’ cominciato tutto da qui - Carroccio
Lo stupidario sulle svolte della Lega - Pd
‘Ecco perché lo salvammo’ - Il pentito
‘Era a disposizione dei casalesi
La Camera respinge la richiesta di arresto per il deputato del Pdl Nicola Cosentino: 309 i voti contrari, 298 quelli a favore. altro
Massimo Cacciari, “don” Verzè e DON Milani, dal Blog di Alessandra Colla
Pubblicato: 5 gennaio 2012 Filed under: Cacciari Massimo, comunione e liberazione, corruzione, Lobbies e corporazioni 1 Commento »…
quelle parole don Milani non le ha mai dette. Ha usato sì i termini “mani”, “pulite” e “tasca” — ma in tutt’altro ordine e contesto, e precisamente così: «che senso ha avere le mani pulite se si tengono in tasca?». …
Cacciari, Cacciari… Uno come lui che sbaglia le citazioni e soprattutto sbaglia le presenze ai funerali non è un buon segno. Io, per me, tengo don Milani. Don Verzè lo lascio volentieri a chi se lo vuol pigliare.
Archive Massimo Cacciari | Caos scritto.
ancora sui funerali per “don” Luigi Verzè, di Paolo Ferrario in risposta ad un commento
Pubblicato: 5 gennaio 2012 Filed under: comunione e liberazione, corruzione, Lobbies e corporazioni Lascia un commento »egregio dottor pederiva
la ringrazio per questo suo commento (qui) che consente di chiarire anche a me stesso il pensiero politico su tutta questa schifosa vicenda
ho rilanciato l’articolo cui lei fa riferimento (qui) proprio perchè sono d’accordo con il comportamento di massimo cacciari, che ha avuto non solo il coraggio di “parlare” del fu “don” verzè, ma anche di andare al suo funerale.
è l’unico intellettuale “beneficiato” (diciamo così) che lo ha fatto.
cacciari si comporta secondo il criterio da lei indicato: riconosce la libertà di insegnamento che ha potuto esprimere nalla università privata del “don”. e si comporta di conseguenza
quello che , invece, Cacciari non ha capito (e questo lo trovo molto preoccupante) è che un esperto in piovra del potere cone “don” verzè è (era) bravissimo a creare paraventi di eccellenza culturale (l’università) e farla convivere antieticamante con collaboratori di fiducia che facevano pederastia con le minorenni brasiliane: http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=H6ZDO1TaJUw
Voglio dire che, in quel groviglio di ideologia religiosa, mazzette, collaborazione con pederasti, ci sta benissimo che l’università d san Raffaele fosse tenuta “libera”.
E’ questa una delle vicende della storia italiana che più dovrebbe far indignare i cittadini italiani
in questa penosa vicenda sono messe a prova le istituzioni: spero che la magistratura proceda e sveli l’intreccio di interessi sottostante a tutto l’impero ciellino di “don” verzè nascosto dall’enfasi caritatevole dei cattolici e delle loro parole d’ordine di “amore per il prossimo”
grazie ancora
paolo ferrario
Umberto Bossi della Lega Nord Insulta pubblicamente il Presidente della Repubblica. Firma affinchè qualche Procura della Repubblica verifichi se è stato commesso il reato di vilipendio
Pubblicato: 31 dicembre 2011 Filed under: destre, Diritto Penale, Governo Monti 16 Novembre 2001-, Lega nord, Linguaggio, Lobbies e corporazioni, populismo, Presidente della Repubblica 1 Commento »
esposto alle Procure della Repubblica
per sapere se i grossolani e disgustosi insulti di Umberto Bossi della Lega Nord rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano configurino il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato.
In diritto penale si parla di vilipendio (dal latino vilipendere, composto da vilis, vile, e pendere, stimare: considerare vile) in riferimento ad alcuni reati che consistono in manifestazioni di disprezzo verbale rivolte a determinati soggetti (particolarmente le istituzioni dello Stato)
Fra i tipi di reato individuabili nel codice penale italiano c’è il :
Vilipendio del presidente della Repubblica (art. 278): Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni
Documentazione sui fatti:
ALBINO (Bergamo), festa “Berghem Frecc” 30 dicembre 2011 – Insulti, fischi e grevi ironie contro il premier Mario Monti ma soprattutto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, colpevole di aver fatto nascere il governo dei professori e di aver spinto sulle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.
Umberto Bossi, che ha chiesto ai militanti che gremivano il palazzetto di Albino di “mandare un saluto al presidente della Repubblica” (con il segno del dito): è partita una lunga serie di fischi, proseguita con un gruppo di leghisti che dal fondo ha scandito all’indirizzo del presidente del Consiglio lo slogan ‘Monti vaffa…’: “Magari gli piace”, ha osservato ridendo l’ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli.
“Il presidente della Repubblica – ha detto Umberto Bossi – è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del nord”.
Quanto al governo di Mario Monti, il Senatur ha tenuto a sottolineare che “è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo” (si tratta di una minaccia ritorsiva?).
Da chi gli stava vicino sul palco è arrivata anche una voce che indicava le origini napoletane di Napolitano: “Non sapevo che l’era un terun”, ha chiosato il leader del Carroccio.
PER FIRMARE LA PETIZIONE VAI A:
partiti familiari: la famiglia Antonio Di Pietro e le parole di Catone
Pubblicato: 30 dicembre 2011 Filed under: destre, italiani, Lobbies e corporazioni, Mafie, sinistre Lascia un commento »cum culpant alios, nemo sine criminis vivit.
Guardali, gli uomini,
come vivono,
mentre biasimano gli altri: nessuno
è senza colpa
Catone, Distici
Medusa editore
Traduzione di Giancarlo Pontiggia
Figli e cognati in Parlamento
E cioè di come anche i politici avanzino per discendenza dinastica. Con un pater familias potente che irradia il suo potere sui parenti, con lo stesso assolutismo di un Re. Certo, la sera in cui Umberto Bossi si è presentato a palazzo Grazioli ad uno dei vertici del centrodestra accompagnato dal figlio Renzo, Silvio Berlusconi è stato festosissimo e si può capire perché: per il Cavaliere il partito personale è sempre stata una vocazione e tanto meglio se diventa un modello. Naturalmente Silvio chiese di tornare, invito che i due Bossi hanno raccolto. Sorride Bruno Tabacci, un battitore libero che si è formato nella Prima Repubblica: «Ma ve l’immaginate Andreotti, Moro o Fanfani che si presentano ad un vertice con Nenni o Berlinguer portandosi dietro uno dei loro figli? E il buon Amintore di figli ne aveva otto… La verità – ma molti l’hanno dimenticata – è che nella Dc i figli dei leader non potevano entrare in politica sino a quando la parabola politica dei genitori non si fosse conclusa.
Una legge non scritta, ma ferrea». Vero. Rosa Russo Iervolino e Sergio Mattarella, Mario Segni ma anche Antonio Gava sono tutti entrati in scena quando ne erano usciti i loro importanti genitori. Nella Prima Repubblica, seppure con qualche eccezione (Giorgio La Malfa, figlio di Ugo, ebbe in dono il nomignolo di «Gesù Bambino»; Bobo Craxi fu fatto segretario milanese del Psi dal padre Bettino) si usava così. Certo, c’è il precedente memorabile di Galeazzo Ciano che sposò la figlia di Mussolini nel 1930 e, da adetto di ambasciata a Rio de Janeiro, nel giro di 5 anni sarebbe diventato ministro della Stampa e Propaganda e poi degli Esteri. Eppure la novità del familismo in politica scoppia in tutto il suo splendore nella Seconda Repubblica. Per prima cosa sono spuntati i partiti personali – Forza Italia, Rinnovamento Italiano di Dini, l’Italia dei Valori, l’Udeur di Mastella e anche la Lega.Partiti di tradizione democratica hanno smesso di tenere congressi alle scadenze statutarie (dentro An, erede del vivacissimo Msi, l’ultima conta risale a sei anni fa) e passo dopo passo, è spuntato il sottoprodotto del partito personale: la trasmissione dinastica della poltrona.
Che ha colpito tutti. L’ascetico Armando Cossutta che si è portato in Parlamento la figlia Maura, anche il vulcanico leader dei Verdi Alfonso Pecoraro Scanio, che voluto con sé il fratello Marco, il quale ha avuto il coraggio di dire: «Non vedo dov’è lo scandalo. Io nasco calciatore, da qualche anno c’è un leader del centrosinistra che mi stima e mi vuole candidare: in fondo è lui ad averne un vantaggio». Nel 2005Clemente Mastella ha voluto che la moglie Sandra – fino a quel momento digiuna di politica – venisse inserita ed eletta d’ufficio nel listino del Governatore Bassolino e subito dopo ha chiesto che la sua signora presiedesse il parlamentino della Regione Campania, la più popolosa d’Italia dopo la Lombardia. Tra i tanti casi spuntati nel centrodestra, il più orginale è quello di Mariella Bocciardo, la prima moglie di Paolo Berlusconi. Promotrice a Milano di un ristorante, il «Mangia e ridi», rivelatosi poco redditizio (ma al quale si erano associati personaggi come Adriano Galliani e Paolo Romani), la «ex» è stata aiutata a trasferirsi in Parlamento. E Di Pietro? Certo, Cristiano continuerà a presidiare il territorio, ma a Roma – già da qualche mese e per non sentirsi solo – Tonino si è portato dietro il cognato. Gabriele Cimadoro, a Montecitorio era già entrato nel 1998: allora e oggi è noto per i suoi sigari.
Giovanni Sartori: “lo strapotere della nostra casta di politici di professione non si imbatte in vere controforze che lo combattono”
Pubblicato: 28 dicembre 2011 Filed under: Lobbies e corporazioni, Sistema politico 3 Commenti »da noi mancano le controforze politiche, manca un vero pluralismo politico. Il fascismo ha favorito lo sviluppo di quelle che oggi ci siamo abituati a chiamare lobbies , ovvero corporazioni di interessi economici. Dopodiché il dopoguerra ci ha restituito un sindacalismo largamente massimalista. Mentre nel 1959 i sindacati tedeschi ripudiavano a Bad Godesberg il sindacalismo rivoluzionario e da allora collaborano con le aziende, noi continuiamo il rito di inutili e dannosi scioperi.
Il punto è, allora, che lo strapotere della nostra casta di politici di professione non si imbatte in vere controforze che lo combattono.
da Prima Pagina.






