Il mio voto alle elezioni regionali in Lombardia: Lista Monti, e cioè MOVIMENTO LOMBARDIA CIVICA


anche laddove tu non riesca a definire un senso, puoi cercare di agire come se in quel momento ne andasse della tua vita nella sua interezza. Noi siamo chiamati comunque a decidere, a risolverci. L’interrogarci è una risoluzione“, Massimo Cacciari

Fino a cinque minuti fa ero per il VOTO DISGIUNTO alle elezioni regionali in Lombardia: voto alla lista Monti e voto al Presidente Ambrosoli.

Poi ho visto con minuziosa attenzione le liste che sostengono Ambrosoli Presidente e ho capito che NON POSSO VOTARE una coalizione che contiene al suo interno partiti ideologici del tutto opposti tra di loro e del tutto culturalmente incapaci a tenere sul lungo periodo una alleanza di governo.

lombCS

Sono cosciente che l’esito elettorale sarebbe una spaventosa Lombardia legaiola. Ma i partiti di sinistra-centro (non di centro-sinistra) dovevano pensarci prima e offrire una vera alternativa a Formigoni. Che non è certo quella di una rinnovata “gioiosa macchina da guerra” , sia pur guidata da un (quotidianamente ricattabile) galantuomo come Umberto Ambrosoli.

In queste condizioni mi resta solo la possibilità di misurare la consistenza, anche in Regione Lombardia della lista Monti

I partiti che mi disgustano e obbligano a votare la Lista Monti ed il suo candidato presidente sono, nell’ordine:

  • Di Pietro Italia dei valori: perchè i magistrati che fanno politica alterano il principio democratico dell’equilibrio fra i poteri e perchè Di Pietro è anche colui che ha selezionato i Scilipoti e i Razzi

Una testa e un voto.

Questa volta c’è una offerta politica alternativa alle due coalizioni antagoniste (destre e sinistre) che stanno avvelenando il sistema politico italiano.

Paolo Ferrario

sceltaqcivica

 

cribioli

 

cardinale Bagnasco (Cei): “Non si può mandare alla malora i sacrifici di un anno” e “ciò che lascia sbigottiti è l’irresponsabilità di quanti pensano a sistemarsi mentre la casa sta ancora bruciando”


Anche i preti hanno perso la santa pazienza

Paolo Ferrario

10 dicembre 2012

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In un´intervista al Corriere della Sera, il presidente della Cei, Bagnasco, dice che “non si può mandare alla malora i sacrifici di un anno” e senza nominare Berlusconi parla di irresponsabilità…

“Non si può mandare alla malora i sacrifici di un anno” e “ciò che lascia sbigottiti è l’irresponsabilità di quanti pensano a sistemarsi mentre la casa sta ancora bruciando”. Lo afferma in un´ intervista al ‘Corriere della Sera’ il presidente della Cei, cardinale Angelo Bagnasco che si dice preoccupato per la “tenuta del nostro paese e la coesione sociale”.

Bagnasco ricorda che “un anno fa il problema era di mettere in sicurezza l’Italia in una crisi di sistema a lungo sottovalutata e di fronte a una classe politica incapace di riforme effettive. Il governo tecnico ha messo al riparo da capitolazioni umilianti. Non si possono mandare in malora i sacrifici di un anno”. Di fatti, aggiunge, “la chiusura anticipata della legislatura è sempre un segnale negativo per la politica e per un Paese”.

da  Berlusconi irresponsabile. Parola del cardinale Bagnasco (Cei).

Giovanni Sartori, per decenni ho sostenuto che mentre il maggioritario a un turno avrebbe frantumato il nostro sistema partitico, era invece il maggioritario a due turni che ci avrebbe avvicinati al bipartitismo – in Corriere.it


tra gli anni 50 e 60, abbiamo avuto un Gianburrasca, per l’esattezza Marco Giacinto Pannella, che si impadronì dal 1967 in poi, e oramai si direbbe a vita, del Partito radicale e che affascinò, tra i tanti, anche Mariotto Segni. Pannella riuscì a persuadere Segni (e molti altri, si intende) che l’Italia doveva adottare un sistema maggioritario secco (puro e semplice) che avrebbe immancabilmente prodotto un sistema bipartitico all’inglese. Mai tesi fu più campata in aria. Ho scritto e riscritto senza sosta, nei decenni, che Pannella e i suoi si sbagliavano di grosso. E per decenni ho sostenuto che mentre il maggioritario a un turno avrebbe frantumato il nostro sistema partitico, era invece il maggioritario a due turni che ci avrebbe avvicinati al bipartitismo.

Ma come resistere alla prepotenza e ai digiuni di Pannella? Vinse anche la viltà della Dc che, sfaldandosi, preferì il meno pericoloso (ritenne) Mattarellum , un sistema misto, maggioritario secco per tre quarti e proporzionale per un quarto. Con il Mattarellum cominciò così la nostra scivolata elettorale verso il peggio e la ingovernabilità. L’alibi invocato dai difensori del Mattarellum è di addebitare la moltiplicazione dei partiti al quarto proporzionale di quella legge. Ridicolo. Quella moltiplicazione fu dovuta alle «desistenze»: i partitini che non potevano vincere nella contesa uninominale ricattavano i partiti maggiori chiedendo in cambio dei loro voti una serie di collegi sicuri per sé.

Grazie al Mattarellum siamo così arrivati alla frantumazione partitica che si è conclusa nella grande ammucchiata del secondo governo Prodi. E il rimedio fu ancora peggiore del male che si doveva curare, fu l’ancor vigente legge Calderoli, il Porcellum .

Nel frattempo erano tornate alla ribalta le preferenze che poco più di 20 anni prima avevamo ripudiato a furor di popolo. Fortuna vuole che ora si scopra che i voti di preferenza si comprano anche a Milano. Aggiungi che le preferenze ricreano i partiti di corrente, o di fazioni, addetti appunto a catturare le preferenze che poi, in realtà, il popolo non sa dare o a chi dare.

Eppure un sistema che consente e anzi produce una genuina espressione delle preferenze degli elettori esiste: è il maggioritario a doppio turno. L’ho proposto più volte. Ma no; i nostri legislatori non lo vogliono. Né vogliono capire che il doppio turno è anche un indicatore di preferenze. Lo debbo rispiegare? Per amor di patria (si dice ancora?) forse sì.

Comincio dal ricordare che il sistema maggioritario a doppio turno (che funziona bene da sempre nella V Repubblica francese) è, al primo turno, come un sistema proporzionale: ogni elettore esprime liberamente la sua prima preferenza e, così facendo, immette la sua scelta nel meccanismo elettorale. Meccanismo che conta i voti, che scarta le preferenze dei meno, e che ovviamente non è comprabile.

Supponiamo, per esempio, che la mia prima preferenza sia Marco Giacinto Pannella. So benissimo che il mio sarà un voto perduto. Ma lo voto lo stesso e nessuno potrà dire che non mi è stata data la libertà di preferire e di scegliere. Al secondo turno, la seconda volta, mi toccherà invece scegliere un candidato di mia seconda preferenza, o anche il meno sgradito. Ma anche questa è una scelta mia, non del partito o della mafia. In nessun caso sono mai un sovrano spodestato. Dunque, se le preferenze si vogliono le possiamo avere così. Ma il maggioritario a doppio turno (proposto, ma a sprazzi e senza troppa convinzione, soltanto dal Pd) non piace a nessun altro. Forse per ignoranza, non infrequente nei nostri legislatori; ma soprattutto, sospetto, perché manderebbe troppa gente a casa.

da Tanto semplice che non si farà – Corriere.it.

il manifesto del gruppo FERMARE IL DECLINO


La classe politica emersa dalla crisi del 1992-94 – tranne poche eccezioni individuali – ha fallito: deve essere sostituita perché è parte e causa di quel declino sociale che vogliamo fermare. L’Italia può e vuole crescere nuovamente.

Per farlo deve generare mobilità sociale e competizione, rimettendo al centro lavoro, professionalità, libera iniziativa e merito individuale. Affinché l’interesse di chi lavora – o cerca di farlo, come i giovani e tante donne – diventi priorità bisogna smantellare la rete di monopoli e privilegi che paralizzano il paese. I problemi odierni sono gli stessi di vent’anni fa, solo incancreniti: l’inefficienza dell’apparato pubblico e il peso delle tasse che lo finanziano stanno stremando l’Italia. Perdendo lavoro e aziende, migliaia di persone non sono più in grado di produrre e milioni di giovani non lo saranno mai.

Tagliare e rendere più efficiente la spesa, ridurre le tasse su chi produce, abbattere il debito anche attraverso la vendita di proprietà pubbliche, premiare il merito tra i dipendenti pubblici, promuovere liberalizzazioni e concorrenza anche nei servizi e nel sistema formativo, eliminare i conflitti di interesse, liberare e liberalizzare l’informazione, dare prospettive e fiducia agli esclusi attraverso un mercato del lavoro più flessibile ed equo. Sono queste le discriminanti che separano chi vuole conservare l’esistente da chi vuole cambiarlo per far sì che il paese goda i benefici dell’integrazione economica europea e mondiale. Nessuno, fra i partiti esistenti, si pone neanche lontanamente questi obiettivi. Noi vogliamo che si realizzino.

Per questo motivo auspichiamo la creazione di una nuova forza politica – completamente diversa dalle esistenti – che induca un rinnovamento nei contenuti, nelle persone e nel modo di fare politica. Cittadini, associazioni, corpi intermedi, rappresentanze del lavoro e dell’impresa esprimono disagio e chiedono cambiamento, ma non trovano interlocutori. Ci rivolgiamo a loro per avviare un processo di aggregazione politica libero da personalismi e senza pregiudiziali ideologiche, mirato a fare dell’Italia un paese che prospera e cresce. Invitiamo a un confronto aperto le persone e le organizzazioni interessate, per costruire quel soggetto politico che 151 anni di storia unitaria ci hanno sinora negato e di cui abbiamo urgente bisogno.

Le nostre proposte

I promotori:

Michele Boldrin, Sandro Brusco, Alessandro De Nicola, Oscar Giannino, Andrea Moro, Carlo Stagnaro, Luigi Zingales

da  Cambiare la Politica, Fermare il Declino, Tornare a Crescere | Fermare il Declino.

la prepotenza del potere: La vigilessa che alcuni giorni fa impedì all’auto di Giuseppe De Mita – vicepresidente della giunta regionale della Campania e nipote di Ciriaco De Mita – di sostare in un’area del centro irpino di Pratola Serra pedonalizzata per una festa locale, è stata punita con un addebito disciplinare dal sindaco


La vigilessa che alcuni giorni fa impedì all’auto di Giuseppe De Mita – vicepresidente della giunta regionale della Campania e nipote di Ciriaco De Mita – di sostare in un’area del centro irpino di Pratola Serra pedonalizzata per una festa locale, è stata punita con un addebito disciplinare dal sindaco del paese, Antonio Aufiero, dell’Udc come De Mita. Eppure l’agente della polizia municipale, Carmen Pace Parrella, si era limitata a far rispettare proprio un’ordinanza sindacale

Il parcheggio di De Mita jr e la vigilessa sanzionata – Corriere.it.

Massimo Cacciari ad Affaritaliani.it: “Credo che per il Paese la cosa migliore sarebbe un Monti bis con un gabinetto del tutto politicamente responsabile e con una forte maggioranza reale in Parlamento


Credo che per il Paese la cosa migliore sarebbe un Monti bis con un gabinetto del tutto politicamente responsabile e con una forte maggioranza reale in Parlamento”. Ma arrivare a questo per Cacciari sarà “arduo se non impossibile visto che Bersani dovrà convincere Vendola e Casini a stare con lui. Ma come fa Casini a mettersi con Vendola? Si chiede il filosofo? “C’è il rischio che entrambi perdano la metà dei voti e che rilancino il Centrodestra berlusconiano.

DA Massimo Cacciari ad Affaritaliani.it: “Dopo le elezioni ancora Monti” – Affaritaliani.it.

Luca Ricolfi: “Né Bersani, né Alfano, né Grillo – leader delle tre principali forze in campo – sono stati finora capaci di offrire una alternativa convincente, ossia chiara ed articolata, alla linea del professore. Né Bersani, né Alfano, né Grillo – leader delle tre principali forze in campo – sono stati finora capaci di offrire una alternativa convincente, ossia chiara ed articolata, alla linea del professore. “, da L’irresistibile inadeguatezza della politica – LASTAMPA.it


Nessuno sa quanto è probabile che l’euro crolli, o che lo Stato italiano fallisca e ci trascini tutti nel baratro. Però questa eventualità, che era decisamente remota fino a qualche tempo fa, ora non è più trascurabile. Può succedere. Speriamo di no, ma può succedere. Questa settimana, o fra un mese, o fra un anno.

Non è inutile ricordare che cosa l’eventualità di un default si porterebbe dietro.

Primo: una considerevole erosione dei propri risparmi, per chi ne ha; un crollo del valore degli immobili; l’impossibilità – in caso di necessità – di venderli a un prezzo decente.

Secondo: un taglio dell’importo delle pensioni, per chi non lavora più; difficoltà di conservare il posto di lavoro, per operai e impiegati; difficoltà di tenere aperte attività economiche, per imprenditori, commercianti, artigiani.

Terzo: riduzione della quantità e della qualità delle cure, per i malati; per tutti, problemi di approvvigionamento energetico, perché benzina, riscaldamento, luce elettrica scarseggerebbero e costerebbero di più.

di fronte a tutto questo – che fortunatamente non è né certo né probabile, e tuttavia sta diventando sempre più possibile – le forze politiche paiono avere completamente smarrito il senso della misura, delle proporzioni, o meglio ancora delle priorità. …

Da qualche giorno si riparla della possibilità di votare subito, ad ottobre, e non sappiamo ancora nulla.

Non sappiamo se dovremo rivotare con le liste bloccate del “porcellum” oppure ci sarà una nuova legge elettorale. Non sappiamo se chi ha condanne definitive potrà essere eletto in Parlamento.

Non sappiamo quali saranno le forze politiche in campo.

Non sappiamo che alleanze faranno i partiti.

Non sappiamo chi saranno i candidati premier.

Ma soprattutto non abbiamo ancora ascoltato alcuna proposta precisa in materia di politica economica, salvo quella dei cosiddetti montiani, che propongono di andare avanti così, completando le riforme dell’agenda Monti.

Ma attenzione, quando dico che avremmo il diritto di sapere, non mi riferisco ai soliti elenchi di impegni generici, velleitari, o privi di copertura finanziaria. Oggi meno che mai, come elettori, possiamo accontentarci del consueto minestrone elettorale: crescita, coesione sociale, equità, sgravi fiscali, lotta all’evasione fiscale, riduzione degli sprechi, federalismo, rilancio del mezzogiorno. I progetti delle forze politiche che si candidano a governare il paese dovrebbero essere dettagliati e finanziariamente sostenibili, e soprattutto chiari nel loro rapporto con quel che Monti ha fatto fin qui.

Non sono fra quanti pensano che Monti abbia fatto il massimo possibile, e anzi ritengo che abbia commesso qualche notevole sbaglio. Ma mi spaventa di più la completa mancanza di analisi credibili da parte delle forze che lo criticano, o lo sostengono fra mille distinguo e prese di distanza. Né Bersani, né Alfano, né Grillo – leader delle tre principali forze in campo – sono stati finora capaci di offrire una alternativa convincente, ossia chiara ed articolata, alla linea del professore. Quel che si intuisce è soltanto che Grillo non esclude il ritorno alla lira, ad Alfano non sono piaciuti gli aumenti delle tasse, a Bersani non sono piaciute le riduzioni di spesa. Quanto al partito di Montezemolo, l’unica lista che potrebbe competere con le tre forze maggiori, non si sa neppure se sarà presente alle prossime elezioni.

Forse è anche per questo – perché capiamo che i suoi critici farebbe meno e peggio – che sempre più insistentemente si sente parlare di una lista Monti, o di una continuazione del montismo con altri mezzi. …

L’Italia avrebbe bisogno di un governo politico, dotato di visione, di coraggio e di legittimazione elettorale, che la portasse fuori dalla palude in cui si è cacciata. Ma il ceto politico vecchio e nuovo appare così debole, così incosciente, così inconcludente e cialtrone, che in molti cominciamo a pensare che, tutto sommato, un nuovo governo Monti sarebbe meglio che riconsegnarci a forze politiche che non saprebbero dove portarci. Con una piccola complicazione, però: che i governi li fa il parlamento, e tutto fa pensare che il nuovo parlamento non sarà molto migliore di quello che ci lasceremo alle spalle.

tutto l’articolo qui: L’irresistibile inadeguatezza della politica – LASTAMPA.it.

L’AGENDA MONTI AL CENTRO DELLA PROSSIMA LEGISLATURA, Documento sottoscritto da quindici parlamentari del PD (Alessandro Maran, Antonello Cabras, Claudia Mancina, Enrico Morando, Giorgio Tonini, Magda Negri, Marco Follini, Marilena Adamo, Paolo Gentiloni, Paolo Giaretta, Pietro Ichino, Salvatore Vassallo, Stefano Ceccanti, Umberto Ranieri, Vinicio Peluffo)


DEL PROGRAMMA DELL’ATTUALE GOVERNO IL PARTITO DEMOCRATICO DEVE FARE CON COERENZA IL PROPRIO PROGRAMMA DI GOVERNO PER LA PROSSIMA SCADENZA ELETTORALE, COLLOCANDOLO IN UNA PROSPETTIVA ALMENO DECENNALE

Documento sottoscritto da quindici parlamentari democratici, pubblicato sul Corriere della Sera il 10 luglio 2012, per la convocazione di una prima assemblea nazionale di discussione su questi temi, che si svolgerà a Roma venerdì 20 luglio 2012, alle Scuderie di Palazzo Ruspoli, via di Fontanella Borghese n. 56/b - Scroll down towards the bottom of the page for English

Il Governo Monti ha assunto un ruolo da protagonista in Europa: dagli interventi immediati per far fronte all’emergenza, fino ad un nuovo ambizioso piano di unione fiscale, finanziaria e politica, sono le proposte e le iniziative italiane a informare di sé il confronto, le possibili soluzioni, le tappe di un credibile percorso di avvicinamento agli obiettivi.

Per noi, che siamo tra quanti hanno prima proposto e poi attivamente operato perché il Governo Monti nascesse, si tratta di una conferma attesa: l’azione sviluppata dal presidente del Consiglio e dal suo Governo in questi mesi – sia in Italia, sia nell’Unione Europea e nel più ampio contesto globale – può essere coronata da successo e deve quindi essere sostenuta, con piena convinzione, fino alla scadenza naturale della legislatura, nella primavera del 2013.

I termini essenziali dell’agenda riformatrice dei prossimi mesi sono chiari: incisiva e coraggiosa revisione della spesa pubblica, per conseguire il pareggio strutturale di bilancio, per ridurre l’imposizione fiscale sul lavoro e l’impresa, per tornare a investire sulla formazione del capitale umano, sulla ricerca e sull’infrastrutturazione del Paese, per
introdurre maggiori elementi di equità intergenerazionale nel sistema del welfare, affrontando la fase transitoria  con soluzioni coerenti e non regressive rispetto alla logica della riforma. Nel breve, devono derivare da risparmi di spesa le risorse necessarie per centrare l’obiettivo del pareggio strutturale senza ricorrere – dal primo ottobre prossimo – al già deliberato aumento delle aliquote Iva, che finirebbe per approfondire la recessione in atto.

È in questo contesto che noi vogliamo operare, nell’immediato, per il pieno superamento, nel Partito democratico – che ha avuto il merito di concorrere in modo determinante a questa decisiva svolta politica – di ogni residua ambiguità sul giudizio circa l’azione svolta fino ad oggi dal Governo Monti.  Al sostegno, col voto parlamentare, delle iniziative di riforma, si sono troppo spesso accompagnate critiche aspre e manifestate intenzioni di revisione non ispirate al superamento delle lacune certamente presenti, ma all’obiettivo di inaccettabili inversioni della direzione di marcia.

Di più: considerato che la fase di crisi e di difficoltà non si concluderà in tempi brevi e che i processi virtuosi avviati (pensiamo solo allo spostamento di prelievo dai redditi da lavoro ai patrimoni) daranno i loro frutti solo attraverso una
pluriennale azione di governo, noi intendiamo promuovere nel Pd una trasparente discussione sulle strade che vanno
intraprese perché obiettivi e principi ispiratori dell’agenda del Governo Monti – collocati dentro un disegno almeno decennale di cambiamento del paese – possano travalicare i limiti temporali di questa legislatura e permeare di sé la prossima. Siamo infatti convinti che debba essere in primo luogo il Pd – quale partito asse dello schieramento riformatore – a rendere credibile questo proposito, che corrisponde alle aspettative della maggioranza degli italiani.

Su questo tema, abbiamo pensato di convocare una prima assemblea di discussione a Roma, venerdì 20 luglio alle ore 16.30, presso le Scuderie di Palazzo Ruspoli, ingresso via della Fontanella Borghese n. 56/b.

Alessandro Maran
Antonello Cabras
Claudia Mancina
Enrico Morando
Giorgio Tonini
Magda Negri
Marco Follini
Marilena Adamo
Paolo Gentiloni
Paolo Giaretta
Pietro Ichino
Salvatore Vassallo
Stefano Ceccanti
Umberto Ranieri
Vinicio Peluffo

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THE MONTI AGENDA AS THE ITALIAN AGENDA FOR THE NEXT DECADE

Monti’s Government has obtained the role of a major player in the European scenario. Starting from the immediate interventions to challenge the economic emergency, up to a new ambitious plan for fiscal,
financial and political union, Italy has achieved a leading role in the debate thanks to its  proposals and initiatives, such as suggesting potential solutions and creating credible and affordable schedules to approach
steadily a set of step-by-step goals.

In our position of members of those who firstly suggested the establishment of Monti’s Government, and who actively worked towards this objective, we perceive these circumstances like an awaited confirmation.  The success of the program developed by the Prime Minister and his Government in the last few months, inside Italy,in the European Union, and in the wider global context, must be recognised and fully supported, by open encouragement and endorsement, until the natural expiration date of the Parliamentary term in 2013.

The essential elements of the reform agenda for the next months are clearly set as follows: firstly, to implement an effective and deep revision of public expenditure  in order to attain to the structural budget balance (according to the Constitutional amendment of sect. 81); secondly, to reduce  labour costs and business taxes; thirdly, to restart investing in education and in strengthening   human capital and the related training activities,  as well as in research and infrastructures; furthermore, to  convey more elements of inter-generational fairness in the welfare system. This should be attained through a transitional phase in which coherent and non-regressive solutions are carried on without altering the  already issued pensions and labour reforms.

In the near future, the goal of a structural budget balance should be reached by means of the revenues from spending cuts, thus preventing the already planned VAT increase, which should be implemented on the 1st of October 2013, but would make the current recession worse.

In this context, it is our goal to operate and to cooperate in order to overcome completely any remaining ambiguity about the opinion and the evaluation of the Italian Democratic Party, which played a crucial role in this decisive political turning point, on the actions taken by Monti’s Government.

The reform initiatives, albeit resolved by Parliamentary vote,  often faced bitter criticism and explicit intensions of revision, whose true but unacceptable purpose was a diversion from the set course of action, rather than
the fair amendment of their faults (which indeed were existing). Therefore, we want to promote a transparent discussion within the Democratic Party on ways and paths that we need to follow in order to make the objectives and core principles of Monti’s Government lasting through this Parliamentary term and the upcoming one, since they are part of a program which needs to be spanning over a decade at least, to obtain significant changes in Italy.
This consideration follows the awareness that the period of crisis will not end in the near future, and that the ongoing consistent reform processes will only be effective after several years from their enforcement. This comes to be clear when we think of the shift from labour taxes to the increase in property taxes.

It is our belief that the Democratic Party, in its position of Party of the reform coalition, should give to this goal a base of strong credibility, this being  identified with the expectations of the majority of Italians. For these reasons we have summoned an assembly to discuss this fundamenatal issue. The open conference will take place in Rome on Friday, July 20th, at 4:30 p.m. at ‘Scuderie di Palazzo Ruspoli’ (entrance in Via della Fontanella Borghese 56/b.

Alessandro Maran
Antonello Cabras
Claudia Mancina
Enrico Morando
Giorgio Tonini
Magda Negri
Marco Follini
Marilena Adamo
Paolo Gentiloni
Paolo Giaretta
Pietro Ichino
Salvatore Vassallo
Stefano Ceccanti
Umberto Ranieri

Vinicio Peluffo

da Pietro Ichino |  L’AGENDA MONTI AL CENTRO DELLA PROSSIMA LEGISLATURA.

 

COLLABORARE AL SUCCESSO DELL’ASSEMBLEA DEL 20 LUGLIO PROSSIMO, A SOSTEGNO DELL’APPELLO PER “L’AGENDA MONTI AL CENTRO DELLA PROSSIMA LEGISLATURA”

Lettera a tutti gli iscritti alla Newsletter, 15 luglio 2012.
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Cari amici,
come forse avrete già letto su qualche quotidiano nei giorni scorsi, venerdì prossimo si svolgerà a Roma un’assemblea di elettori del Pd (attuali o potenziali) che condividono il documento firmato da 15 parlamentari democratici pubblicato sul Corriere della Sera del 10 luglio. Questo documento e l’iniziativa pubblica del 20 luglio appaiono tanto più importanti, quanto più incerta e contrastata è stata la risposta dell’Assemblea nazionale del Pd svoltasi sabato a Roma a questi interrogativi:
- consideriamo, o no, di importanza vitale per il nostro Paese il successo dell’ardito e complesso disegno che Mario Monti sta perseguendo sul piano internazionale?
- consideriamo, o no, di vitale importanza per il futuro del Paese e dei nostri figli (oltre che per il successo di quel disegno di politica estera) gli obiettivi di riforma strutturale che il Governo Monti sta perseguendo sul piano interno, in materia di welfare, dimercato del lavoro, di struttura delle amministrazioni pubbliche?
- intendiamo risolvere i problemi transitori nascenti da queste riforme (riguardino essi i sessantenni senza lavoro e pensione, oppure le eccedenze di organico nelle strutture statali o regionali, o altro) ritornando indietro, o sperimentando soluzioni coerenti con gli obiettivi di fondo perseguiti?
- siamo consapevoli del rischio gravissimo che il nostro Paese sta correndo? se sì, abbiamo una strategia migliore rispetto all’Agenda Monti per evitarlo? se non abbiamo una strategia migliore, che cosa aspettiamo a esplicitare il nostro impegno a perseguire fino in fondo quella che Mario Monti sta perseguendo?

La non chiarezza della risposta a questi interrogativi da parte di chi si candida a governare nella XVII legislatura riduce la credibilità del Paese sul piano internazionale e in qualche misura compromette l’esito stesso delle riforme che il Governo sta attuando. Ildocumento L’Agenda Monti al centro della prossima legislatura e l’assemblea con esso convocata per il 20 luglio mirano a sollecitare il Pd alla chiarezza su questo punto cruciale, che finora nelle sue prese di posizione ufficiali ha fatto difetto.

All’assemblea hanno già annunciato la propria partecipazione numerosi esponenti di aree politiche interne o vicine al Pd, da Luigi Covatta direttore di Mondoperaio ad Antonio Funiciello di LibertaEguale, ai repubblicani Luciana Sbarbati e Antonio Del Pennino, a Mariapia Garavaglia e altri parlamentari e dirigenti democratici, Benedetto Della Vedova (FLI), Linda Lanzillotta e Bruno Tabacci (API),  e numerosi altri. Probabilmente verrà anche Emma Bonino.
L’assemblea si svolgerà il 20 luglio, con inizio alle 16.30, alle Scuderie di Palazzo Ruspoli, in via della Fontanella Borghese 56/b.
Questa lettera è indirizzata agli oltre 10.000 iscritti alla mailinglist della Newsletter di questo sito. A tutti coloro, fra questi, che vi siano interessati chiedo di dare una mano a me e agli altri firmatari del documento, per il successo di questa iniziativa, in uno o più dei modi che seguono:

. - partecipando all’assemblea del 20 luglio a Roma: in tal caso vi prego di informarcene subito (per esigenze logistiche) con un messaggio indirizzato esclusivamente a questo indirizzo: ichino_p@posta.senato.it;

. - anche non potendo partecipare all’assemblea, comunicando l’adesione all’iniziativacon un messaggio indirizzato esclusivamente allo stesso indirizzo:ichino_p@posta.senato.it;

. – last but not leastinoltrando questo invito a tutti gli amici e conoscenti che possano essere interessati a fare altrettanto.

Vi ringrazio vivamente per quello che vorrete e potrete fare per darci una mano, anche soltanto comunicando la vostra adesione all’iniziativa, e vi saluto tutti molto cordialmente
. Pietro Ichino

il sondaggio di Alessandra Ghisleri che sta determinando l’ipotesi della nuova discesa in campo di Berlusconi


«ECCO IL SONDAGGIO CHE HA CONVINTO  IL CAVALIERE A MUOVERSI»

La nuova discesa in campo di Berlusconi


«Ecco il sondaggio che ha convinto il Cavaliere a muoversi» – Corriere.it.

come funziona il sistema che negli anni ha raggirato l’abolizione del finanziamento pubblico? – Quattrogatti.info


A quando una riforma dei rimborsi elettorali? – NUOVO VIDEO RIPRESO DAL FATTO QUOTIDIANO


Ormai saprete sicuramente cosa hanno in comune Luigi Lusi, ex capo dei boy scout italiani, e Francesco Belsito, ex buttafuori nelle discoteche della riviera ligure. Quello che forse non tutti sanno, invece, è che delle 39 proposte di riforma tuttora in parlamento, nemmeno una propone una diminuzione dei rimborsi elettorali per i partiti.

Ma soprattutto, come funziona il sistema che negli anni ha raggirato l’abolizione del finanziamento pubblico?

È quanto cerchiamo di spiegare nell’ultimo video di quattrogatti.info, che è stato ripubblicato anche dal Fatto Quotidiano.

Pierferdinando Casini: il più coerente sostenitore di una linea politica che continui l’esperienza del Governo Monti/NAPOLITANO


Bersani: «Elezioni anticipate? Non voglio vincere sulle macerie del Paese» – Corriere.it


Non vogliamo «vincere sulle macerie del nostro Paese. Non si può destabilizzare un Paese che è ancora in piena crisi». Così il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani a SkyTg24, sulla possibilità di giocare la partita di elezioni anticipate se, con la vittoria di Hollande in Francia, dovesse tornare a spirare un vento favorevole alla sinistra in Europa

Bersani: «Elezioni anticipate? Non voglio vincere sulle macerie del Paese» – Corriere.it.

Massimo Cacciari: ” non c’entro niente con Verso Nord e l’ho ribadito cento volte. Sono degli amici”


Si dice che movimento Verso Nord, di cui fanno parte tra gli altri, ex leghisti come Cé e Fistarol si presenterà alle prossime Amministrative a Belluno e Cantù. Ce lo conferma?

“Non ne so nulla. Io non c’entro niente con Verso Nord e l’ho ribadito cento volte. Sono degli amici e una volta ho partecipato a un loro dibattito. Ma non ho idea di che cosa vogliano fare”.

da Massimo Cacciari ad Affaritaliani.it: “Montezemolo? Sarà una riserva della politica” – Affaritaliani.it.

Qualche tabella sulle PENSIONI dei politici della prima e seconda Repubblica


Ho sostenuto con convinzione tutte le riforme pensionistiche che sono state approvate a partire dagli anni ’90.

Con l’esito (GIUSTO DAL PUNTO DI VISTA DELLE POLITICHE SOCIALI) che andrò in pensione a 66 anni solo quando avrò raggiunto l’età anagrafica. Nessuna pensione di anzianità per me. E, ripeto è GIUSTO così.

Tuttavia queste tabelle fanno girare i coglioni. Tanto più che alcuni sono quelli che ancora inquinano la politica nazionale e che fra di essi c’è un istigatore di assassinii politici. E’ un livido professore di Padova che rideva quando gambizzarono il suo collega Guido Petter

Paolo Ferrario (1948 – ), NON pensionato, formatore in regime di libera professione dal 1994. E dunque “prevecchio precario”

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Qualche tabella sulle PENSIONI dei politici della prima e seconda Repubblica

(con il cursore sopra ad ogni diapositiva si può fermarla e leggerla con attenzione)

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Da associare a:

Berlusconi: è possibile si vada elezioni a ottobre

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(TMNews) - "E' possibile che si vada a elezioni a ottobre". E' quanto ha detto il presidente del Pdl, Silvio Berlusconi, durante un incontro alla Camera con i coordinatori regionali del partito, secondo quanto viene riferito da alcune fonti.

Dal canto suo, Alfano ha affermato che "dobbiamo attrezzarci per una grande campagna elettorale che si articolerà su tre pilastri: la rete - abbiamo costruito la Political Digital Accademy, iniziative centrali da portare avanti su territorio anche grazie a una parte dei soldi provenienti dal tesseramento che saranno riversati sul territorio per iniziative centrali e locali e dichiarazioni programmatiche per spiegare obiettivi e intenti".

pessima a notizia l’aborto provocato del governo monti/NAPOLITANO

Parisi: (Pd): “Il Partito Democratico ha fallito, serve un nuovo Prodi”

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Intervistato oggi sul Foglio da Claudio Cerasa, Arturo Parisi spiega perchè il Pd ha fallito e perchè oggi sarebbe importante avere un nuovo Romano Prodi.

«Ormai direi che la questione è chiara, e francamente mi sembra evidente che in questa particolare fase della nostra legislatura sta prendendo forma un nuovo bacino politico che non si riconosce più in nessun movimento, che non si riconosce più in nessuna coalizione, che non si riconosce più in nessun leader di partito ma che al contrario dei ‘grillinos incazzados’, per dire, sente un bisogno matto e disperato di essere rappresentato da una nuova forma di politica attiva: quasi da un nuovo soggetto politico», dice Parisi.

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sono stato un sostenitore accanito di prodi (nel voto, nelle analisi, nella documentazione) . ma prodi metteva assieme l'impossibile (dal sovversivismo di bertinotti dei centri sociali mondialisti ai residui al moderatismo democristiano contrario alle libertà individuali, come il testamento biologico). non so che farmene di un sistema politico che ripropone questa minestra già digerita (e fatta vomitare dai bertinottismi) per quanto mi riguarda c'è bisogno di una offerta politica che, perlomeno per 10 anni, mandi avanti le riforme del governo monti/NAPOLITANO Paolo Ferrario

Roberto D’Alimonte, 6 elettori su 10 disponibili sul “mercato del voto” – LUISS Guido Carli


Il Prof. Roberto D’Alimonte illustra sulle pagine del Sole 24 Ore il forte disorientamento degli elettori, con sei elettori su 10 disponibili sul “mercato del voto”:

  • Il maggior partito italiano oggi è un partito che non c’è, e che probabilmente non ci sarà. Ma gli attuali partiti non possono consolarsi con l’idea che alle prossime elezioni non troveranno Monti come competitore. Anche senza Monti ci saranno delle novità perché un mercato elettorale aperto, con tanti elettori disponibili, alimenta appetiti e ambizioni“.
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da Sondaggio Cise-Il Sole 24 Ore – Ufficio Stampa – LUISS Guido Carli.

Giampaolo PANSA presenta: TIPI SINISTRI, i gironi infernali della casta rossa, Rizzoli, 2012


Massimo Cacciari, il Partito della Nazione puo’ diventare il primo partito in poco tempo


 ”Penso che il Partito della Nazione sia una ipotesi molto concreta. Perche’ se Casini trova un raccordo forte con l’area Monti diventa il secondo o anche il primo Polo nel giro di poco tempo. E questo lo sanno benissimo sia il Pdl che il Pd”.

Lo ha detto Massimo Cacciari al programma di Radio2 ‘Un Giorno da Pecora’.

A quali partiti toglierebbe voti la nuova formazione del leader Udc? ”Secondo me -ha detto Cacciari- puo’ prendere voti sia all’area ex Margherita del Pd, sia all’area cattolico liberale del Pdl. Sia a destra che a sinistra”. E quale partito resterebbe il piu’ forte? ”Oggi e’ sicuramente il centrosinistra, se il Pd si presenta con Vendola e Di Pietro”.

A lei piacerebbe entrare nel Partito della Nazione? ”No, basta partiti, non voglio piu’ far parte di partiti finche’ vivo”, ha concluso Cacciari.

DA Nuovo polo: Cacciari, puo’ diventare primo partito in poco tempo.

VERSO NORD: è nata la “Lega di Monti” – da Europa


Nati nel 2010 quando il governo Monti era solo un’idea nella mente di Zeus-Napolitano da un’intuizione di Massimo Cacciari e oggi anello di congiunzione tra il “montismo” e la rete di Italia futura di Montezemolo, quelli di Verso Nord (Un’Italia più vicina all’Europa) possono essere oggi considerati, a tutti gli effetti, “il partito di Monti”: se possibile, più montiani di Monti stesso.

vai a: È nata la Lega di Monti – Europa.

c’è una parte del Paese, quella più dinamica e produttiva, che continua a non riuscire a far sentire la sua voce, né con la Lega né senza, né prima di Monti né con Monti di LUCA RICOLFI da La Stampa del 7 aprile 2012 | Quinto Stato


se la Lega scomparirà non sarà perché troppo estremista o radicale, bensì per la ragione opposta, perché troppo presto contaminata con i peggiori meccanismi della politica, e perciò dimentica della sua primaria ragione di esistenza. Chi è sempre stato anti-leghista ne gioirà, perché ha sempre considerato gli aspetti peggiori della Lega: l’ostilità al Mezzogiorno, il linguaggio volgare, la demonizzazione degli immigrati. Chi invece ha sempre visto anche le buone ragioni della Lega, ossia la critica del parassitismo e dell’eccesso di pressione fiscale, potrà solo consolarsi pensando che quelle buone ragioni la Lega le aveva ormai dimenticate da tempo.

Ma tutti, amici e nemici della Lega, almeno di un fatto dovremmo renderci conto: c’è una parte del Paese, quella più dinamica e produttiva, che continua a non riuscire a far sentire la sua voce, né con la Lega né senza, né prima di Monti né con Monti. 

da “Chi difende le ragioni del Nord” di LUCA RICOLFI da La Stampa del 7 aprile 2012 | Quinto Stato.

Casini: “Nel 2013 non esisterà l’Udc e non ci sarà il mio nome” | Intoccabili


”Sto lavorando ad un partito che vada oltre Casini, l’Udc e il Terzo Polo – risponde Casini – e che non abbia nel simbolo il mio nome, una grande forza capace di unificare il paese.

Dedichero’ tutte le mie energie nel prossimo anno a questo”

tratto da: Casini: “Nel 2013 non esisterà l’Udc e non ci sarà il mio nome” | Intoccabili.