I centristi vero ago della bilancia. L’area stimata dall’11 al 15 per cento – Corriere.it.
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Parole nel vuoto. Renato Mannheimer: in questa fase i sondaggi non hanno un rilevante valore previsivo
“Meet the Prof”, il prof. D’Alimonte sulle elezioni politiche del 24-25 febbraio – News – LUISS Guido Carli
Roberto D’Alimonte, 6 elettori su 10 disponibili sul “mercato del voto” – LUISS Guido Carli
Il Prof. Roberto D’Alimonte illustra sulle pagine del Sole 24 Ore il forte disorientamento degli elettori, con sei elettori su 10 disponibili sul “mercato del voto”:
- “Il maggior partito italiano oggi è un partito che non c’è, e che probabilmente non ci sarà. Ma gli attuali partiti non possono consolarsi con l’idea che alle prossime elezioni non troveranno Monti come competitore. Anche senza Monti ci saranno delle novità perché un mercato elettorale aperto, con tanti elettori disponibili, alimenta appetiti e ambizioni“.
- Leggi l’articolo
da Sondaggio Cise-Il Sole 24 Ore – Ufficio Stampa – LUISS Guido Carli.
Sondaggi per le Elezioni Amministrative 2012, in Bi Di Media
Varrebbe oltre il 20% dei consensi un eventuale partito di Mario Monti: una formazione di stampo centrista e laica
Varrebbe oltre il 20% dei consensi un eventuale partito di
Mario Monti. La previsione e’ di Renato Mannheimer, presidente dell’Ispo.
Il partito del premier e’ delineato come formazione di stampo
centrista, laica che si presenterebbe nel 2013 come partito nuovo in grado di competere con il vecchio sistema dei partiti italiani
da Governo: Mannheimer, oltre 20% il partito di Super Mario – Milano Finanza Interactive Edition.
una ipotetica “lista Monti” (del governo Monti/NAPOLITANO) al 24% (primo partito), di ILVO DIAMANTI – Atlante Politico di Demos da La Repubblica del 19 marzo 2012
SULLA scena politica italiana del nostro tempo si confrontano partiti senza leader (autorevoli) e un leader senza partiti. Quest´immagine è emersa nei primi quattro mesi del governo guidato da Mario Monti.
E appare largamente confermata – e precisata – dal sondaggio dell´Atlante Politico di Demos, realizzato nei giorni scorsi.
- 1. La fiducia nel governo Monti, anzitutto. Espressa (con un voto pari o superiore al 6) da quasi il 62% del campione della popolazione.
Il dato più alto dopo la fase di avvio, in novembre.
- Insieme all´auspicio, condiviso da circa 7 italiani su 10, che la sua attenzione non si limiti ai temi strettamente economici ma si allarghi a tutte le questioni importanti del Paese.
- Riforma elettorale, giustizia e sistema radiotelevisivo compresi. Il 27% degli intervistati, inoltre, vorrebbe che Monti, dopo le prossime elezioni, succedesse a se stesso. Indipendentemente dal risultato.
2. Ancora più elevato è il grado di considerazione “personale” verso il Premier e i suoi ministri più conosciuti.
- Nella classifica dei leader, Monti è saldamente in testa, con il 67% di giudizi positivi (espressi con un voto pari o superiore a 6).
Lo seguono (a debita distanza) i ministri Elsa Fornero (51%) e Corrado Passera (49%). Gli altri leader – istituzionali e di partito – sono dietro. Sensibilmente lontani. Bersani, Alfano, Di Pietro, Vendola, Casini e Fini. Tutti in calo, soprattutto gli ultimi due. (Un segno che il governo e Monti stanno occupando lo spazio del Terzo Polo.) In fondo alla classifica: Berlusconi e Bossi, i leader del precedente governo. Bossi, in particolare, è largamente sopravanzato da Maroni (40%). Nella popolazione. Ma anche nell´elettorato leghista. Tra gli elettori della Lega, infatti, il 50% valuta positivamente Bossi, il 73% Maroni. Segno che il peso di Maroni nella “Lega di opposizione” si è rafforzato ulteriormente.
- 3. Di certo, oggi è in crisi la legittimità del “politico di professione” mentre si rafforza la credibilità dei “tecnici”.
Come Monti, appunto. Insieme ai suoi ministri. Oltre il 60% degli italiani, infatti, ritiene i tecnici più adatti a governare rispetto a “politici esperti”.
4. È interessante osservare come questi atteggiamenti risentano in misura – ancora – limitata delle valutazioni di merito, nei confronti di specifici provvedimenti. Che sollevano, in alcuni casi, grande insoddisfazione. In particolare, una larga maggioranza di persone si dice contraria a modifiche sostanziali dell´articolo 18. Ma ciò non è sufficiente a modificare in modo sostanziale il giudizio sul governo dei tecnici, sui tecnici e sul Tecnico per eccellenza. Monti. Almeno per ora.
- 5. L´impopolarità dei leader di partito riflette la – e si riflette nella – sfiducia nei partiti (solo il 4% del campione esprime “molta fiducia” nei loro confronti).
Dal punto di vista elettorale, tuttavia, non si rilevano grandi variazioni negli ultimi mesi. Il PD si attesta circa al 27% e il PdL al 24%. Insieme arrivano al 50%. Venti punti meno che alle elezioni del 2008. La Lega si conferma al 10%, come l´UdC. L´IdV all´8%. Mentre SEL è più indietro, intorno al 6%. Avvicinata dal Movimento 5 Stelle di Grillo. L´unica opposizione davvero extra-parlamentare. Movimentista. La No Tav come bandiera. Forse anche per questo premiata, in questa fase. L´esperienza del governo Monti ha, dunque, congelato gli orientamenti elettorali, ma li ha anche frammentati. Complicando le alleanze – precedenti e future.
6. Il PD, che all´inizio aveva beneficiato dell´esperienza del governo Monti, ora sembra soffrirne. Più dei partiti della vecchia maggioranza di Centrodestra, in lieve ripresa, nelle stime di voto.
- Gli elettori del PD, d´altra parte, continuano a garantire un alto grado di consenso al governo Monti. (Ha il merito di aver “sostituito” Berlusconi).
Tuttavia, nella percezione degli italiani, ha mutato posizione politica. Certo, la maggioranza degli elettori (57%) continua a considerarlo “al di fuori e al di sopra” degli schieramenti politici. Ma una quota ampia e crescente di essi (20%) lo ritiene prevalentemente orientato a centro-destra.
7. Il PD risente, inoltre, del conflitto interno fra i partigiani dell´alleanza con le forze di Sinistra e i sostenitori dell´intesa con il Centro. Ma i suoi elettori appaiono turbati anche dalla tentazione di tradurre l´attuale Grande Coalizione di governo in un progetto più duraturo. Un´ipotesi che, tradotta sul piano elettorale, si fermerebbe al 47%. Cioè, circa 13 punti in meno rispetto ai consensi di cui sono accreditati i partiti dell´attuale maggioranza. Per contro, la Lega salirebbe al 19% e la Sinistra oltre il 33%. A pagare il prezzo più caro di questa ipotetica intesa sarebbe, appunto, il PD. Visto che oltre metà dei suoi elettori si sposterebbe sulla coalizione di Sinistra oppure si asterrebbe.
- 8. Non sorprende, allora, che, una “ipotetica” Lista Monti in una “ipotetica” competizione con gli attuali partiti, nelle intenzioni di voto degli intervistati, sia accreditata di oltre il 24% dei voti. Il che significa: il primo partito in Italia. Davanti al PdL, che, in questo scenario, otterrebbe il 19%. Il PD, terzo con il 18%, risulterebbe il più penalizzato.
Perderebbe, infatti, oltre un quarto della base elettorale a favore della lista Monti. La quale, peraltro, intercetterebbe consensi trasversali. Ma, soprattutto, convincerebbe quasi un terzo degli elettori ancora incerti oppure orientati all´astensione. Sul totale degli elettori: circa il 10%.
9. Naturalmente, si tratta di una simulazione. Influenzata, peraltro, dalla popolarità di Monti in questo specifico momento. Conferma, però, lo scenario delineato all´inizio. Evoca, cioè, una Terza Repubblica che oppone Presidenti e Partiti (come suggerì, alcuni anni fa, Mauro Calise in un saggio pubblicato da Laterza). Mentre il Berlusconismo aveva imposto il modello del “Partito personale”, che oggi è in declino, insieme alla Persona che lo aveva incarnato.
10.
- Il Montismo ne ha modificato sostanzialmente il modello. In particolare, nello “stile personale”: ha affermato la Tecnica e la Competenza al posto dell´Imitazione-della-gente-comune.
L´aristocrazia democratica al posto della democrazia populista. Tuttavia, Monti non si può definire un Presidente “contro” i Partiti, perché i partiti (maggiori) lo sostengono. Anche se qualcuno scorge, alle sue spalle, l´ombra di un nuovo “Partito personale”, egli appare, in effetti, un “Presidente senza partito”. Legittimato dal “voto” dei mercati, dal “vuoto” della politica – e dalla conferma dei sondaggi. Ma anche dalla sua distanza dai partiti. Il che sottolinea l´ultimo paradosso post-italiano (per echeggiare Eddy Berselli). Una Repubblica dove coabitano due Presidenti forti, molti partiti deboli. E un Parlamento quantomeno fragile. Una Repubblica bi-presidenziale.
da “Un presidente senza partiti” di ILVO DIAMANTI da La Repubblica del 19 marzo 2012 | Quinto Stato.
un “partito di Monti”: 59%. Pdl (partito delle LORO libertà) sotto il 20 %, Pd lacerato, la Lega diventata ladrona … di Giorgio dell’Arti
Nessuno può far cadere il governo. I sondaggi dicono che se si votasse adesso e corresse un «partito del Presidente», cioè un partito di Monti, prenderebbe il 22% dei voti come minimo. I sondaggi dedicati dicono che il premier è gradito al 59% degli italiani. Una percentuale enorme. Sull’altro lato l’apprezzamento verso i partiti è ridotto all’8%. Il Pdl sta sotto al 20% dei consensi, il Pd è lacerato dalle sue molte anime, si avvertono segnali di sgretolamento anche intorno alla Lega: l’affare delle tangenti in Lombardia, le dichiarazioni folli di Bossi e la guerra fratricida tra i barbari di Maroni e il cerchio magico e anche una prima consapevolezza dell’opera di risanamento portata avanti da questo governo stanno facendo scendere il consenso anche intorno al Carroccio. Quindi nessun partito può permettersi di far cadere Monti. L’elettorato lo farebbe a pezzi. E i segretari lo sanno. Il gesto di Alfano, che vuole riaffermare una specie di primato, è frutto soprattutto della disperazione.
da 08/03/2012 – Ma i partiti in subbuglio possono far cadere Monti?
cresce la fiducia nel Governo Monti/NAPOLITANO: è al 62%, sondaggio EMG per TG LA7
ILVO DIAMANTI: La fiducia nei loro confronti è, infatti, scesa a livelli mai toccati in passato: 4% (Demos, gennaio 2012)
appare in crisi la legittimazione stessa dei partiti in quanto tali. La fiducia nei loro confronti è, infatti, scesa a livelli mai toccati in passato (4%: Demos, gennaio 2012).
FIDUCIA NEGLI (ATTUALI) PARTITI: 8%. HANNO POCO/POCHISSIMA FIDUCIA: 91%
coalizione guidata da Monti, composta da PD, Popolo della Libertà, Psi e Terzo Polo 51.8% (52.3%), da Sondaggi Politico Elettorali
| Domanda : ORA LE ELENCHERO’ DELLE POSSIBILI COALIZIONI PER LE PROSSIME ELEZIONI POLITICHE, PER QUALE DELLE SEGUENTI COALIZIONI POTREBBE VOTARE PER LA CAMERA DEI DEPUTATI. | ||||||||||||
| Risposta: La coalizione di sinistra, composta da Italia dei Valori, Sinistra, Ecologia e Libertà, Verdi, Rifondazione e comunisti italiani 22.7% (20.8%) La coalizione guidata da Monti, composta da PD, Popolo della Libertà, Psi e Terzo Polo 51.8% (52.3%) La Lega Nord 13.4% (13.3%) Il movimento cinque stelle di Grillo 4.8% (5.8%) Altre liste 7.3% (7.8%) Indecisi sul voto 14.8% (15.4%) Scheda bianca 3.0% (2.5%) Affluenza 65.5% (66.6%)
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giudizio su Mario Monti positivo per il 59 %, a Ballarò del 7 febbraio| Termometro Politico
Verso Mario Monti il 59% degli intervistati ha dato un parere positivo (due punti in più rispetto a due settimane fa), contro il 37% di pareri negativi.
Ballarò minuto per minuto 7/02/2012 [diretta] | Termometro Politico.
cresce la fiducia nel Governo Monti/Napolitano, 6 febbraio 2012
crisi della rappresentanza politica, solo l’8 % dichiara di avere fiducia nei PARTITI. Il 78% ha fiducia nel Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano , SONDAGGIO ISPO
Parlano chiaro i dati dell’ultimo sondaggio realizzato dall’Istituto di ricerca Ispo, diretto dal professor Renato Mannheimer: gli italiani non hanno più fiducia nei partiti politici. L’ultimo durissimo colpo è stato inferto sicuramente dallo scandalo che ha coinvolto la Margherita e in particolare Luigi Lusi, ex tesoriere del partito.
Gli italiani insomma sono critici contro il sistema dei partiti e il dato dei (pochi) coraggiosi che dichiarano di avere fiducia in questa istituzione è pari solo all’8% (in calo rispetto al 12% della precedente rilevazione effettuata ad ottobre) a fronte di un 91% che dischiara di avere poca o pochissima fiducia. Sono soprattutto i giovani a mostrare questo senso di sfiducia e dagli elettori dell’Idv o da quella compagine sempre più ampia che dichiara di volersi astenere dal voto.
Forte calo anche per il Parlamento: il18% ottenuto nelle rilevazioni Ispo non è certo positivo se si pensa al 22% di ottobre e al 35% di luglio. Il trend negativo non interessa invece l’ormai inossidabile Capo dello stato che ottiene il 78% e il Presidente del Consiglio che ottiene invece il 58%: entrambi i dati sono in crescita nelle ultime settimane.
Eppure, solo 1 italiano su 5 vorrebbe che le attuali forze politiche lasciassero il campo ad altre più nuove, e solo il 18% è convinta che la soluzione sarebbe un cambio ai vertici dei partiti. Il 56% ritiene infatti che serva un vero e proprio mutamento nel modo stesso di fare politica.
da SONDAGGIO ISPO, FIDUCIA NELLE ISTITUZIONI: I PARTITI POLITICI CROLLANO ALL’8% | Clandestinoweb.
Rivelazione Swg: Pdl crolla al 22% e Terzo Polo in crescita costante al 20% | Generazione Italia
“Se si votasse in questo momento, il Pdl non prenderebbe piu’ del 22-25%, mentre la Lega Nord si attesta tra il 7 e il 9%. I partiti di opposizione tengono perche’ guardano ai propri serbatoi di consensi eanche perche’ perdura la chiave anti-berlusconiana (punto sul quale Bossi ci sta mettendo del suo). Il Partito Democratico si attesta attorno al 25% e molto probabilmente sarebbe la prima forza in caso di elezioni, anche perche’ gli scandali come quello di Penati sono molto sfumati. Ma attenzione, in questa fase c’e’ una grande indecisione e un’ottima possibilita’ di successo per chi scegliesse di entrare in campo”. Montezemolo? “Se scendesse in politica adesso farebbe danni a tutti, soprattutto al centrodestra. E’ gia’ stato fatto un errore clamoroso di sottovalutazione del Terzo Polo, che alle ultime Amministrative e’ andato benissimo nelle citta’ piccole (tra il 14 e il 19%). Con Montezemolo leader potrebbe arrivare tranquillamente sopra il 20%”.
Rivelazione Swg: Pdl crolla al 22% e Terzo Polo in crescita costante al 20% | Generazione Italia.
In tutti i paesi avanzati il confronto si concentra sul voto mobile e moderato che, privo di condizionamenti ideologici, determina in larga misura il successo elettorale. Il cosiddetto “sfondamento al centro” è dappertutto un fattore fondamentale per ancorare l’agenda ai bisogni e agli interessi concreti dei cittadini – ItaliaFutura.it
Le grandi città hanno sorpreso, rifiutando la militarizzazione del voto che era stata cercata dai protagonisti di un bipolarismo ormai zoppicante. Il berlusconismo “da battaglia” è palesemente in crisi per la prima volta da anni, la Lega è al palo, il Partito democratico cresce solo al prezzo di un rafforzamento della componente più estrema e giustizialista della sinistra, il terzo polo, con pochissime eccezioni, rimane ben al di sotto delle due cifre, la protesta antipolitica cresce di intensità. Il voto mobile e moderato si muove, come avviene in tutte le democrazie nei momenti di passaggio, ma non trova ancora un approdo chiaro in grado di farsi maggioranza. Intanto si chiude un’ennesima, bruttissima campagna elettorale che segna un nuovo record in termini di distanza tra politica e paese reale.
Solo pochi giorni fa un’approfondita analisi svolta dal Sole 24 Ore aveva individuato nel lavoro e nella crescita economica gli obiettivi su cui la maggioranza degli italiani auspicava che si concentrasse la politica. Eppure nessun partito sembra in grado di raccogliere questa domanda.In tutti i paesi avanzati il confronto si concentra sul voto mobile e moderato che, privo di condizionamenti ideologici, determina in larga misura il successo elettorale. Il cosiddetto “sfondamento al centro” è dappertutto un fattore fondamentale per ancorare l’agenda ai bisogni e agli interessi concreti dei cittadini. Lo è stato nelle più incisive operazioni di cambiamento degli ultimi anni (Tony Blair in Gran Bretagna, Angela Merkel in Germania, Barack Obama negli USA) dove la conquista del “centro riformista” è stato obiettivo e strumento decisivo per aprire grandi stagioni di innovazione. In Italia è successo l’opposto, i due grandi partiti “moderati” hanno ostinatamente cercato la radicalizzazione del confronto.
La storia della Seconda Repubblica è stata una storia di estremismi contrapposti che si sono sorretti a vicenda sulla pelle della nazione. Di questo ventennio di guerra civile a bassa intensità oggi le vittime sono proprio PD e PDL. Il primo turno delle elezioni amministrative archivia le residue ambizioni maggioritarie dei due partiti principali di centro destra e centro sinistra e certifica la crisi del bipolarismo all’italiana. Laddove destra e sinistra non sono molto lontane nelle soluzioni concrete che talvolta propongono, la retorica tutta identitaria della contrapposizione ad ogni costo che impedisce di riconoscere legittimità all’avversario e prova a costringere gli elettori a schierarsi ogni volta gli uni contro gli altri, ha indebolito l’offerta politica nei confronti dei cittadini moderati. Cittadini che in stragrande maggioranza non hanno il coltello tra i denti, non vivono la propria identità politica come fondamentalismo irriducibile. Quei cittadini si accontenterebbero di qualche decisione politica efficace su lavoro e crescita economica. Qualche promessa mantenuta tra gli annunci della rivoluzione liberale o di una risurrezione morale del paese. Qualche risultato da paese normale, in buona sostanza.
Eppure qualcosa sta cambiando, come segnala anche questo voto amministrativo.Cresce il convincimento, trasversale, che questa situazione di guerra civile a bassa intensità sia più pericolosa per il paese persino della vittoria dello schieramento avversario. Il rincorrersi dei dati negativi riguardanti ogni settore della società ha radicato la convinzione di un generale declino dell’Italia. Nel paese reale, ma non ancora nella politica, si fronteggiano forze moderate e razionali, largamente maggioritarie, che guardano al futuro e forti correnti emotive che spingono verso il passato. Le prossime elezioni politiche dimostreranno se sapremo finalmente superare questa transizione infinita che blocca il paese.
Ma perché questo accada dovranno affermarsi innovazioni vere e significative nell’offerta politica che sappiano compattare un ampio fronte razionale e moderato, mobilitando forze nuove della società civile insieme alle personalità più capaci e responsabili dei due schieramenti politici.
Un grande movimento popolare che abbia l’ambizione e la forza per puntare alla conquista della leadership del paese ricompattando il voto moderato, piuttosto che il modesto obiettivo di riesumare la politica dei due forni. Un fronte dei razionali che condivida la visione della politica come una “forza tranquilla”, che metta al centro i temi della crescita e della solidarietà, e sia capace di rimettere in moto il paese liberando le tante eccellenze di cui l’Italia è ricca nei più diversi settori della sua vita sociale ed economica.
DA: Un’Italia di moderati in cerca di rappresentanza – ItaliaFutura.it.
Pdl indebolito, Pd “convalescente”, terzo polo al 14,7% – Roberto D’alimonte su Il Sole 24 Ore – Ufficio Stampa – LUISS Guido Carli
- Le alleanze:
Si conferma che il centro-sinistra è avanti, ma il 40% dei voti Pd va a sinistra in caso d’intesa con l’Udc
- I grandi in crisi:
Il partito del premier scende al 28,6% ma resta il primo. Democratici al 27,8%. Sorpresa Vendola: 7,1%
Montezemolo: il 36% degli intervistati si è detto disposto a votare il partito guidato da Montezemolo, | Newnotizie
Potrebbe arrivare lontano la macchina elettorale guidata da Luca Cordero di Montezemolo. Stando alle stime elaborate da unsondaggio realizzato da Swg in collaborazione conAffaritaliani.it, infatti, più di un italiano su due (59%) benedice la discesa in campo del numero uno della Ferrari e circa il 36% si dice pronto a votarlo. Più interessati risultano gli elettori di centrosinistra (82% del campione), ma ad esplicita domanda: dove crede si possa collocare politicamente l’ex presidente di Confindustria, il 32%degli intervistati risponde al centro.
Un imprenditore in politica - Da quando Luca Cordero di Montezemolo ha aperto alla possibilità di scendere in campo per tentare una “second life” politica, è tutto un turbinare di ipotesi e analisi scalcinate. Per dare più consistenza alle varie valutazioni abbozzate, la Swg in collaborazione conAffaritaliani.it ha realizzato un sondaggio volto a comprendere le reali change del presidente della Ferrari. L’indagine, realizzata tra il 7 e l’8 aprile su un campione nazionale di 1.500 soggetti maggiorenni, ha consegnato informazioni interessanti e per certi versi inattese. Il 59% delle persone interpellate ha, infatti,benedetto la discesa in politica di Montezemolo, mentre il 35%l’ha bocciata. A dare maggior credito all’industriale sono stati glielettori di centrosinistra (82%), mentre il 59% di quelli dicentrodestra ha tradito un atteggiamento critico.
Pronto a vincere – Ma la vera sorpresa riguarda gli ipotetici risultati elettorali che l’ex presidente di Confindustria potrebbe centrare: secondo il sondaggio di Swg, infatti, il 36% degli intervistati si è detto disposto a votare il partito guidato da Montezemolo
da: Montezemolo incoronato dai sondaggi: con lui 36% intervistati | Newnotizie.
L’opposizione tutta insieme batterebbe il centrodestra, ma non governerebbe neppure un anno. Lo insegna la cronologia dei governi Prodi, abbattuti da Fausto Bertinotti e le sinistre massimaliste e sfasciste per due volte, Paolo Ferrario
Marcello Sorgi, Se anche i sondaggi non contano più – LASTAMPA.it
Il Pdl, attorno al 30 per cento o appena più sotto, non ha risentito (o ha risentito pochissimo) del caso Ruby. Il Pd, che oscilla tra il 24 e il 26, di conseguenza non ne ha beneficiato. La Lega è sempre forte, 11-12. Il Terzo polo può arrivare al 13, ma mentre l’Udc è stabile attorno al 6, Fli si muove su una banda larga che va dal 3,5 all’8. Allo stesso modo Vendola e la sinistra radicale, attualmente fuori dal Parlamento, sono quotati, in caso di voto, fino al 15 per cento.
…
Ma a un certo punto Mannheimer Ghisleri e Weber hanno tirato fuori l’ultimo dato, relativo agli elettori che non si pronunciano, arrivati addirittura al 40 per cento. Se la metà ci ripensa, spiegavano – e non è affatto impossibile che accada, specie in caso di elezioni politiche -, dalle urne usciranno sorprese imprevedibili. Così, per la prima volta, davanti al record degli italiani nauseati dalla politica che sono diventati il primo partito, i sondaggisti hanno dovuto ammettere che anche i loro stessi sondaggi ormai non contano più.
Tabella sondaggi elettorali Dicembre 2010, da SONDAITALIA
DA: SONDAITALIA sondaggi elettorali: Tabella sondaggi elettorali Dicembre 2010.
Se dovesse recarsi a votare oggi, quale partito politico sceglierebbe? al 17 dicembre 2010
Tracking Politico Elettorale per la trasmissione televisiva “In Onda” (sab.-dom. ore 20.30, canale La7) – Rilevazione 13
Pubblicato il 10/1/2011.
| Autore: |
| CFI Group |
| Committente/ Acquirente: |
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Telecom Italia Media – La7 TV
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| Criteri seguiti per la formazione del campione: |
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Campione rappresentativo della popolazione italiana maggiorenne (>=18 anni) per sesso, età, regione, classe d’ampiezza demografica dei comuni, con quote marginali per Titolo di Studio e Professione
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| Metodo di raccolta delle informazioni: |
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Rilevazione telefonica (CATI)
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| Numero delle persone interpellate e universo di riferimento: |
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Numero casi: 805 Universo, popolazione italiana maggiorenne: 50.112.703 (ISTAT a 1° gennaio 2010)
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| Data in cui è stato realizzato il sondaggio: |
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Tra il 16/12/2010 ed il 17/12/2010
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| QUESTIONARIO |
| QUESITO n.1 |
| Domanda : Se dovesse recarsi a votare oggi, quale partito politico sceglierebbe?. |
![]() Risposte spontanee. Risultati dei partiti al netto dei “Non so” e dei “Non intendo andare a votare”: tali percentuali sono espresse in “Area del non voto” |
sondaggio EMG che vede il centrodestra (senza Fli di Fini) al 41,6%
FEDERAZIONE DELLE SINISTRE: 1,2%
Intenzioni di voto, Sondaggio Ipsos per BALLARO’
| Intenzioni di voto | ||||||
| 27 Ott 2010 | 2 Nov 2010 | 9 Nov 2010 |
16 Nov 2010 | 23 Nov 2010 |
30 Nov 2010 |
|
| Popolo della Libertà | 29,0 | 28,3 |
26,5 |
26,3 |
26,6 |
27,1 |
| Partito Democratico | 24,2 | 24,0 | 23,4 | 23,3 |
23,8 | 23,6 |
| Lega Nord | 11,3 | 11,8 | 11,6 |
11,8 |
12,2 |
11,7 |
| Italia dei Valori | 8,3 | 8,0 | 7,6 |
7,6 |
7,4 |
7,6 |
| Sinistra, Ecologia e Libertà | 6,1 | 6,0 | 7,0 | 7,6 |
7,9 |
8,0 |
| UDC | 6,0 | 6,0 | 5.8 | 6,3 |
6,2 |
5,8 |
| Futuro e Libertà | 5,3 | 5,7 | 7,7 |
7,3 |
6,7 |
7,1 |
| Movimento 5stelle | 3,7 | 3,6 | 4,0 |
3,3 |
2,8 |
2,5 |
| PRC-PDCI | 2,3 | 2,4 | 2,5 | 2,6 |
2,4 |
2,5 |
| La Destra | 1,3 | 1,3 | 1,4 |
1,1 |
1,2 |
1,0 |
| Altro | 2,5 | 2,5 | 2.5 |
1,6 |
1,6 |
1,9 |
SONDAITALIA sondaggi elettorali: Tabella con tutti i sondaggi elettorali sulle intenzioni di voto del mese di Novembre
Ai minimi storici le preferenze per il PdL (26.3%), 24° Atlante Politico
| La possibile costituzione di un “terzo polo” di centro, oggi stimabile intorno al 16%, determina, per la prima volta negli ultimi anni, un cambiamento dei rapporti di forza tra centrodestra (37.3%) e centrosinistra (40.2%). Nelle intenzioni di voto, il Pd arretra ulteriormente (24,8%), ma beneficia della crescita dei consensi per i potenziali alleati: l’IdV (6,8%) e, soprattutto, SEL (6,6%). Continua la progressione di Fli (8.1%). Ai minimi storici le preferenze per il PdL (26.3%) e l’apprezzamento per il premier Berlusconi (32%). Vendola guida la classifica dei leader politici (48%). | |||||
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| NOTA METODOLOGICA L’Atlante Politico è realizzato da Demos & Pi e curato da Ilvo Diamanti, insieme a Fabio Bordignon e Roberto Biorcio, con la collaborazione di Natascia Porcellato. Il sondaggio è stato condotto nei giorni 13-16 novembre 2010 da Demetra (metodo CATI; supervisione: Andrea Suisani). Il campione, di 939 persone, è rappresentativo per i caratteri socio-demografici e la distribuzione territoriale della popolazione italiana di età superiore ai 18 anni. Le stime sulle intenzioni di voto (basate su un campione più ampio di circa 3600 casi rilevati tra il 4 e il 16 novembre)sono curate da Roberto Biorcio e sono state realizzate tenendo sotto controllo la distribuzione territoriale, i caratteri socio-demografici e i precedenti comportamenti elettorali dei rispondenti. Documentazione completa su www.sondaggipoliticoelettorali.it |
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Ilvo Diamanti, L’Ulivo sorpassa il Pdl e Fini raggiunge l’8%, Repubblica.it
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Anche se Berlusconi continua a dire che il 60% degli italiani “è con lui”, a noi - e non solo a noi - risulta un dato assai diverso: 32%. Meno di un terzo degli italiani. È ciò che emerge dal sondaggio dell’Atlante Politico di Demos, condotto negli ultimi giorni. Un grado di fiducia inferiore a quello di Bersani, ma anche di Tremonti, Casini, Fini. Solo Bossi è meno “amato” di lui. Ma il leader della Lega è, da sempre, uomo di “fazione” e di “frazione”. Più che unire, divide.
Si tratta, per Berlusconi, del livello più basso negli ultimi due anni.
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le stime elettorali di Demos. Che vedono il Pdl ridotto al 26%. (Meno di Forza Italia - da sola - nel 2001.) Mentre la Lega frena, pur superando il 10%. Insieme il centrodestra supererebbe di poco il 37%. Mentre il Pd, fermo alla soglia del 25%, insieme all’Idv, Sel (entrambe intorno al 7%) e alle altre formazioni di sinistra (Rc e Pdci), toccherebbe il 40%. Con questa legge elettorale, quindi, un centrosinistra “formato Ulivo” potrebbe perfino vincere (grazie al cedimento altrui), conquistando la maggioranza assoluta dei seggi. Alla Camera, almeno.
Al Senato, invece, il sistema elettorale non permetterebbe a nessuna coalizione di ottenere la maggioranza dei seggi. Vista l’ampiezza raggiunta, secondo le stime elettorali, dal Polo di Centro. Circa il 16%, contando, oltre all’Udc, il partito di Fini (e altre formazioni minori: Mpa e Api). Fli, in particolare, continua a crescere. Oggi è intorno all’8%. A (e con) dispetto del Cavaliere e dei suoi uomini.
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Naturalmente, i sondaggi non sono elezioni. Ma, in effetti, Berlusconi li sa interpretare - e usare - molto bene. Magari li comunica “a modo suo”.
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L’alleanza privilegiata con il polo di Centro - secondo i dati dell’Atlante Politico - appare, invece, scarsamente apprezzata dagli elettori di Centrosinistra.
Reciprocamente, gli elettori di Centro non sembrano attratti da un’intesa con il Centrosinistra. Preferiscono di gran lunga l’autonomia. Correre da soli. Fare il Terzo Polo. Alla guida di Casini oppure di Fini. In misura molto più limitata, di Luca Cordero di Montezemolo (apprezzato, anche da una quota significativa di elettori del Pd).
Insomma, il sistema politico appare incerto e aperto, come mai lo era stato negli ultimi anni. Almeno dal 1994-96. Tutto appare in movimento.
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da: L’Ulivo sorpassa il Pdl e Fini raggiunge l’8% – Repubblica.it.
Sondaggio elettorale, da TG la/ del 15 novembre 2010
PDL: 28,5
Lega Nord: 11,4
La Destra: 1,2
FLI: 5,9
UDC: 6,1
MPA: 0,8
API: 1,5
PD: 25,9
IDV: 5,8
SEL: 6,0
PSI: 0,9
Verdi: 0,4
Federazione della sinistra: 1,6
Radicali: 0,7
Movimento 5 Stelle: 2,5
Ballarò, sondaggio elettorale al 9 novembre 2010
Durante la puntata di Ballaro’ del 09/11/2010 Paglioncelli diffonde il suo ultimo sondaggio politco elettorale.
Molto interessante il sondaggio elettorale sull’ipotesi della formazione del terzo polo. Ad oggi se gli italiani venissero chiamati a votare dovendo scegliere tra il polo di centrodestra, centro e centrosinistra vincerebbe il centrosinistra.
PD: 23,4
Lega Nord: 11,6
IDV: 7,6
UDC: 5,8
SEL: 7,0
FLI: 7,7
Movimento 5 Stelle: 4
Federazione delle sinistre: 2,5
La Destra: 1,4
Altri: 2,5
Fiducia nei leader:%
Napolitano: 82
Trenonti: 50
Montezemolo: 50
Marcegaglia: 50
Fini: 48
Vendola: 42
Draghi: 44
Bersani: 43
Casini: 40
Berlusconi: 37
Marchionne: 40
Grillo: 38
Di Pietro: 36
Schifani: 32
Bossi: 29






















