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ELEZIONI AMMINISTRATIVE 15 , 16 MAGGIO 2011, da Newsletter Legautonomie n. 21/2011


ELEZIONI AMMINISTRATIVE 15 , 16 MAGGIO 2011
Affluenza alle urne e risultati elettorali
Istituto Cattaneo

da: Newsletter Legautonomie n. 21/2011 – pamalteo@gmail.com – Gmail.

Massimo Cacciari: Un asse Formigoni-Pisapia per assicurare alla Regione la gestione di Expo 2015 e permettere al candidato sindaco del centrosinistra di concludere con successo la corsa per Palazzo Marino


Un asse Formigoni-Pisapia per assicurare alla Regione la gestione di Expo 2015 e permettere al candidato sindaco del centrosinistra di concludere con successo la corsa per Palazzo Marino.

La suggestiva strategia che, scrive MF, potrebbe ridurre le chance di recupero del sindaco Letizia Moratti e’ molto piu’ che un’ipotesi per Massimo Cacciari, filosofo e professore ex primo cittadino di Venezia e mente critica all’interno del Pd, prima dell’appoggio al candidato del Terzo Polo Manfredi Palmeri nell’ultima tornata di amministrative milanesi. Cacciari ha confermato a MF-Milano Finanza l’invito rivolto all’elettorato di centro, che e’ uscito ridimensionato dal primo turno elettorale (Palmeri ha raggiunto il 5,5% delle preferenze), di sostenere Giuliano Pisapia in occasione del ballottaggio del prossimo fine settimana, nonostante a livello nazionale dal trio Casini-Fini-Rutelli sia arrivato il via libera alla scelta di coscienza dei propri elettori. “Credo che l’elettorato del Terzo Polo debba ragionare politicamente e dare sostegno a Pisapia, perche’ a Milano c’e’ la concreta possibilita’ di cambiare le sorti dell’intero governo”. red/lab

da: MF Dow Jones – Economic Indicator – Borsa Italiana.

Massimo Cacciari, Una coalizione che potrà funzionare per Milano e magari vincere, come mi auguro. Ma che non potrà mai assurgere a modello nazionale, Corriere della Sera


li filosofo Massimo Cacciari «Il Pd non pensi di aver vinto Il modello Ulivo non va più» MILANO — Il dissidente Massimo Cacciari plaude più al «tracollo di una Moratti decotta» che all’«inaspettato exploit» di Pisapia. L’avvocato ha strappato il ballottaggio all’ex sindaco ed è avanti di parecchi punti percentuali. «Nessuno se lo aspettava. A essere ottimisti si poteva prevedere un distacco ridotto fra i due, ma non certo questa sonora caduta del Pdl». Cosa dimostrano i dati? «Una plateale debolezza della Moratti. Nel centrodestra in molti ne erano già consapevoli, soprattutto i leghisti». E il centrosinistra? «Con un gioco diverso si poteva vincere al primo turno: il nome perfetto sarebbe stato Gabriele Albertini, con una coalizione formata da Pd, Nuovo polo e la lista civica a suo nome. Questa squadra sarebbe stata la Waterloo del centrodestra».

Ma la volata sulla Moratti è targata Pisapia. Con un’alleanza che corre dal Pd a Sinistra e libertà più Verdi, Radicali e Idv. «Una coalizione che potrà funzionare per Milano e magari vincere, come mi auguro. Ma che non potrà mai assurgere a modello nazionale

….

E pensare a una riedizione dell’Ulivo significa votarsi a una sonora sconfitta». Lei si era schierato per Manfredi Palmeri, Nuovo polo: che giudizio dà di Pisapia? «Si è mosso con grande intelligenza, non ha mai dato l’impressione di essere un candidato estremista e, radicatissimo nella borghesia milanese, è stato abile nel nascondere il marchio politico di coalizione. Palmeri, invece, ha pagato il prezzo di un polo con debolissima leadership nazionale e radicamento nullo in città». Il centrosinistra può sperare di espugnare Milano? «Se il Pd pensa di aver vinto, perderemo. Pisapia dovrà circondarsi di persone, a partire da Boeri, rassicuranti per i moderati. E aprire un canale privilegiato con Palmeri più che col Nuovo polo. Ma dipende tutto dall’intelligenza di Pisapia, di cui non dubito, e dall’intelligenza del Pd, di cui non faccio che dubitare».

da: Corriere della Sera – Intervista a Massimo Cacciari – “Il Pd non pensi di aver vinto Il modello Ulivo non va più”.

Elezioni amministrative del 14-15 Maggio 2011: rassegne stampa di Radio 3, a cura di Stefano Folli


In tutti i paesi avanzati il confronto si concentra sul voto mobile e moderato che, privo di condizionamenti ideologici, determina in larga misura il successo elettorale. Il cosiddetto “sfondamento al centro” è dappertutto un fattore fondamentale per ancorare l’agenda ai bisogni e agli interessi concreti dei cittadini – ItaliaFutura.it


Le grandi città hanno sorpreso, rifiutando la militarizzazione del voto che era stata cercata dai protagonisti di un bipolarismo ormai zoppicante. Il berlusconismo “da battaglia” è palesemente in crisi per la prima volta da anni, la Lega è al palo, il Partito democratico cresce solo al prezzo di un rafforzamento della componente più estrema e giustizialista della sinistra, il terzo polo, con pochissime eccezioni, rimane ben al di sotto delle due cifre, la protesta antipolitica cresce di intensità. Il voto mobile e moderato si muove, come avviene in tutte le democrazie nei momenti di passaggio, ma non trova ancora un approdo chiaro in grado di farsi maggioranza. Intanto si chiude un’ennesima, bruttissima campagna elettorale che segna un nuovo record in termini di distanza tra politica e paese reale.

Solo pochi giorni fa un’approfondita analisi svolta dal Sole 24 Ore aveva individuato nel lavoro e nella crescita economica gli obiettivi su cui la maggioranza degli italiani auspicava che si concentrasse la politica. Eppure nessun partito sembra in grado di raccogliere questa domanda.In tutti i paesi avanzati il confronto si concentra sul voto mobile e moderato che, privo di condizionamenti ideologici, determina in larga misura il successo elettorale. Il cosiddetto “sfondamento al centro” è dappertutto un fattore fondamentale per ancorare l’agenda ai bisogni e agli interessi concreti dei cittadini. Lo è stato nelle più incisive operazioni di cambiamento degli ultimi anni (Tony Blair in Gran Bretagna, Angela Merkel in Germania, Barack Obama negli USA) dove la conquista del “centro riformista” è stato obiettivo e strumento decisivo per aprire grandi stagioni di innovazione. In Italia è successo l’opposto, i due grandi partiti “moderati” hanno ostinatamente cercato la radicalizzazione del confronto.

La storia della Seconda Repubblica è stata una storia di estremismi contrapposti che si sono sorretti a vicenda sulla pelle della nazione. Di questo ventennio di guerra civile a bassa intensità oggi le vittime sono proprio PD e PDL. Il primo turno delle elezioni amministrative archivia le residue ambizioni maggioritarie dei due partiti principali di centro destra e centro sinistra e certifica la crisi del bipolarismo all’italiana. Laddove destra e sinistra non sono molto lontane nelle soluzioni concrete che talvolta propongono, la retorica tutta identitaria della contrapposizione ad ogni costo che impedisce di riconoscere legittimità all’avversario e prova a costringere gli elettori a schierarsi ogni volta gli uni contro gli altri, ha indebolito l’offerta politica nei confronti dei cittadini moderati. Cittadini che in stragrande maggioranza non hanno il coltello tra i denti, non vivono la propria identità politica come fondamentalismo irriducibile. Quei cittadini si accontenterebbero di qualche decisione politica efficace su lavoro e crescita economica. Qualche promessa mantenuta tra gli annunci della rivoluzione liberale o di una risurrezione morale del paese. Qualche risultato da paese normale, in buona sostanza.

Eppure qualcosa sta cambiando, come segnala anche questo voto amministrativo.Cresce il convincimento, trasversale, che questa situazione di guerra civile a bassa intensità sia più pericolosa per il paese persino della vittoria dello schieramento avversario. Il rincorrersi dei dati negativi riguardanti ogni settore della società ha radicato la convinzione di un generale declino dell’Italia. Nel paese reale, ma non ancora nella politica, si fronteggiano forze moderate e razionali, largamente maggioritarie, che guardano al futuro e forti correnti emotive che spingono verso il passato. Le prossime elezioni politiche dimostreranno se sapremo finalmente superare questa transizione infinita che blocca il paese.

Ma perché questo accada dovranno affermarsi innovazioni vere e significative nell’offerta politica che sappiano compattare un ampio fronte razionale e moderato, mobilitando forze nuove della società civile insieme alle personalità più capaci e responsabili dei due schieramenti politici.

Un grande movimento popolare che abbia l’ambizione e la forza per puntare alla conquista della leadership del paese ricompattando il voto moderato, piuttosto che il modesto obiettivo di riesumare la politica dei due forni. Un fronte dei razionali che condivida la visione della politica come una “forza tranquilla”, che metta al centro i temi della crescita e della solidarietà, e sia capace di rimettere in moto il paese liberando le tante eccellenze di cui l’Italia è ricca nei più diversi settori della sua vita sociale ed economica.

DA: Un’Italia di moderati in cerca di rappresentanza – ItaliaFutura.it.

I risultati delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio


Sono on line i risultati delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio. Due le sezioni del sito del Ministero dell’interno.
La prima dedicata alle elezioni Provinciali:
I Link alle Province: e
  • Vercelli
  • Treviso
  • Pavia
  • Mantova
  • Ravenna
  • Lucca
  • Macerata
  • Campobasso
  • Reggio Calabria
La seconda è invece dedicata alle comunali :
Affluenza alle urneScrutinio


Comizio conclusivo di Manfredi Palmeri, il candidato del Terzo Polo a Milano


Comizio conclusivo di Manfredi Palmeri, il candidato del Terzo Polo a Milano. “Chi andrà a Palazzo Marino come sindaco di Milano deve essere come l’ultimo dei cittadini e deve dare risposte a chi vive in periferia, a chi ha i veri problemi amministrando e governando con senso civico”, ha sottolineato Palmeri, nel suo comizio di chiusura della campagna elettorale. In sostegno della sua candidatura hanno parlato Italo Bocchino, Giuseppe Valditara, Savino Pezzotta, Emanuela Baio, Pasquale Salvatore, Cristiana Muscardini e Benedetto Della Vedova. Tra i simpatizzanti anche Sara Giudice la ex consigliera di zona del Pdl nota per la campagna anti-Minetti. Tutti hanno insistito sulla “necessità di occuparsi delle persone normali e di non farsi condizionare dai palazzinari e dai poteri forti”. di Giovanni Lucci, da Il Fatto Quotidiano

Riformista e “moderato”? Nel loro ciclo di vita le persone cambiano. Tuttavia, per memoria storica occorre ricordare che Giuliano Pisapia, nel 1998, contribuì a far cadere il primo Governo Prodi. Anche se la fondamentale responsabilità soggettiva ed oggettiva di quella decisione sciagurata fu e rimane di Fausto Bertinotti


Le elezioni politiche del 1996 vengono vinte dall’Ulivo, coalizione guidata da Romano  Prodi, che prevale così sul Polo per le Libertà di Silvio Berlusconi. L’Ulivo di Prodi riesce a ottenere un’ampia maggioranza al Senato ma non altrettanto alla Camera dei Deputati dove necessita dell’appoggio di Rifondazione comunista

vai al Video di La Storia siamo noi: La vittoria dell’Ulivo

Nel 1996 Giuliano Pisapia venne eletto in Parlamento, come deputato indipendente nelle liste di Rifondazione Comunista.

il 9 Ottobre del 1998 il partito della Rifondazione comunista di Fausto Bertinotti fece cadere il primo Governo Prodi.

Questa la cronaca di quell’evento istituzionale che ha condizionato tutta la politica italiana dei successivi 15 anni.

La Camera nega al Governo la fiducia chiesta da Romano Prodi per battere la opposizione (interna alla sua coalizione) di Fausto Bertinotti e Rifondazione comunista alla manovra economica. Prodi si dimette.

Il Presidente della Repubblica Scalfaro dà l’incarico a Massimo D’Alema che ha il sostegno parlamentare dell’UDR di Cossiga, oltre che della coalizione dell’Ulivo, ma non quello di Rifondazione comunista.

Cade così, definitivamente, il primo Governo Prodi, cioè l’unica prospettiva realistica e credibile della politica italiana dopo lo sconquasso istituzionale degli anni ’90.

Dal sito La Storia siamo noi:

sabato 3 ottobre

il Comitato Politico Nazionale di “Rifondazione Comunista” decide di togliere il sostegno al Governo di centro-sinistra, guidato da Romano Prodi. Già da diversi mesi, gli scontri fra “Rifondazione” e il Governo, sulla politica economica e sulla politica estera, hanno raggiunto un livello di conflittualità che ha messo in pericolo il futuro della maggioranza. Il Segretario del Partito, Fausto Bertinotti, propone di votare contro la legge finanziaria presentata dal Governo. “Rifondazione” approva la linea politica del Segretario, ma su questa decisione il Partito si spacca. Oliviero Diliberto e Armando Cossutta lasceranno “Rifondazione” per fondare un nuovo Partito: quello dei Comunisti italiani.


venerdì 9 ottobre

con 313 no il governo Prodi viene battuto, per un solo voto, alla Camera dei Deputati. E’ la prima volta nella storia della Repubblica che un governo cade in Parlamento. L’Ulivo ricandida Prodi, mentre il Polo chiede le elezioni anticipate.


mercoledì 21 ottobre

dopo il rifiuto di Romano Prodi di guidare un nuovo Governo, il Presidente Scalfaro affida l’incarico a Massimo D’Alema, segretario dei DS. Nel nuovo Governo, oltre ai sostenitori di quello precedente, entrano i “Comunisti italiani” di Cossutta e Diliberto e l’UDR, l’Unione Democratica per la Repubblica, il Partito fondato dall’ex Presidente della Repubblica Francesco Cossiga.

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntata.aspx?id=52

Comunali di Milano, Casini: “Le elezioni di Milano sono un test nazionale” – Affaritaliani.it


“il voto a Manfredi Palmeri è l’unico realmente utile a costruire una nuova idea della politica di cui questo Paese e anche Milano hanno bisogno. Per il resto il nostro candidato sindaco fa benissimo a non parlare delle subordinate in caso di ballottaggio: la nostra sfida è essere parte della contesa finale”. Lo afferma in una nota il leader dell’Udc Pier Ferdinando Casini.

intero articolo qui: Comunali, Casini: “Le elezioni di Milano sono un test nazionale” – Affaritaliani.it.

informazioni sulle Elezioni amministrative e referendum 2011, Ministero dell’Interno


Elezioni amministrative e referendum 2011
Tutte le informazioni e gli appuntamenti per il voto di primavera. Amministrative: quando si vota, come si vota, il corpo elettorale, la tessera elettorale e i fac-simile delle schede elettorali

Le province e i comuni al voto; 5 e 16 maggio 2011, 29 e 30 maggio


è scattato il meccanismo che porterà alle votazioni per le elezioni amministrative fissate per il 15 e 16 maggio 2011. Gli eventuali ballottaggi sono previsti per il 29 e 30 maggio.

Quando si vota, come si vota, il corpo elettorale, la tessera elettorale

Le province e i comuni al voto

Negli stessi giorni si voterà anche:

  • in Valle d’Aosta per l’elezione del sindaco e del consiglio comunale di 1 comune (Ayas, solo domenica)
  • in Friuli Venezia Giulia per le elezioni provinciali di 2 province (Gorizia e Trieste) nonché per le elezioni comunali in 40 comuni, di cui 2 capoluogo di provincia (Pordenone e Trieste)
  • in Sardegna per le elezioni comunali in 97 comuni, di cui 5 capoluogo di provincia (Cagliari, Carbonia, Iglesias, Olbia e Villacidro).

Come disposto nell’ultima legge finanziaria per contenere la spesa degli enti locali, il numero dei consiglieri e degli assessori, comunali e provinciali, è stato ridotto. Il Dipartimento per gli affari interni e territoriali ha per questo diramato una circolare a tutti i prefetti che illustra le disposizioni che entreranno in vigore con le prossime consultazioni amministrative.

La Direzione centrale per i servizi elettorali mette a disposizione on line due pubblicazioni che contengono le schede informative in cui si trovano tutte le informazioni utili; dalle fonti normative, a come si attribuiscono i seggi, dall’orario di votazione fino ai modelli delle schede di votazione per le provinciali, per i comuni con popolazione sino a 15.000 abitanti e per quelli con popolazione superiore a 15.000 abitanti, e per gli eventuali ballottaggi.

Informazioni sulle elezioni provinciali

Informazioni sulle elezioni comunali


Referendum

referendum_2011Domenica 12 e lunedì 13 giugno 2011 i cittadini italiani saranno chiamati al voto per esprimersi su quattro referendum popolari per l’abrogazione di disposizioni di leggi statali.
Le denominazioni sintetiche, formulate dall’Ufficio centrale per il referendum costituito presso la Corte Suprema di Cassazione, in relazione a ciascuno dei quattro quesiti referendari dichiarati ammissibili, sono:

a) referendum popolare n. 1 – Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica. Abrogazione;
b) referendum popolare n. 2 – Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all’adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma;
c) referendum popolare n. 3 – Nuove centrali per la produzione di energia nucleare. Abrogazione parziale di norme;
d) referendum popolare n. 4 – Abrogazione di norme della legge 7 aprile 2010, n. 51, in materia di legittimo impedimento del Presidente del Consiglio dei Ministri e dei Ministri a comparire in udienza penale, quale risultante a seguito della sentenza n. 23 del 2011 della Corte Costituzionale.

I decreti del Presidente della Repubblica del 23 marzo 2011, di indizione dei referendum, sono stati pubblicati nella Gazzetta Ufficiale n.77 del 4 aprile 2011.

da: Ministero Dell’Interno – Scheda Editoriale.

IL PASSO INDIETRO CHE CHIEDE MILANO di UMBERTO AMBROSOLI, Da “Il Corriere della Sera” di martedì 19 aprile 2011


Le parole del presidente Napolitano non lasciano dubbi sulla «vergogna senza attenuanti» dei manifesti anti Procura di Milano. Non possono cadere nel vuoto in una città dove tra meno di un mese si terranno le elezioni per il sindaco e per il consiglio comunale.

Roberto Lassini, candidato al Consiglio comunale nelle liste del Pdl, ha deformato di prepotenza il tema del confronto con lo slogan: «Via le Br dalle Procure». Tale pensiero non riguarda certo i programmi per l`amministrazione dì Milano, tuttavia ora coinvolge e smarrisce la città: nella sua dignità e storia, nella memoria dei suoi cittadini, dei molti che hanno combattuto il terrorismo vivendo appieno la propria responsabilità, facendo fino in fondo il proprio dovere, credendo nelle leggi e nelle istituzioni e rimanendovi fedeli. Cittadini: come quelli che hanno operato in quegli anni nelle aule dei tribunali.o nelle Procure della Repubblica. Alcuni di essi, proprio per tale ragione, hanno perso la vita; altri, raccogliendone il testimone, hanno deciso di lasciare dimensioni. più tranquille e si sono impegnati ed esposti in prima persona per evitare che si affermasse la barbara legge della violenza contro la democrazia.

Per queste ragioni quella frase scellerata coinvolge direttamente la città e ben lo hanno a mente i candidati sindaci che subito l`hanno censurata.

È importante che anche il sindaco Moratti, rappresentante della città prima che candidato per il Pdl, abbia dichiarato: «Sono comportamenti che vanno stigmatizzati perché tutte le istituzioni vanno rispettate».

Di più, Letizia Moratti ha dichiarato «Via Lassini dalla lista», cosa che può dire con una certa autorità visto che questi è candidato nelle file del partito del quale fa parte la stessa Moratti, partito che la vuole nuovamente primo cittadino. Pare, però, che ci sia un certo imbarazzo nel Pdl e, di fatto, ad oggi l`autore di quello slogan scellerato è incredibilmente ancora in corsa per il consiglio comunale.

Mai come ora il sindaco di Milano può imporre la propria posizione e vivere la propria responsabilità: senza giri di parole, distinguo, titubanze, imbarazzi o equilibrismi.

Può, a volerlo, pronunciare parole semplici e chiare, del tipo: caro Pdl, fai fare un passo indietro all`autore, o agli autori, di quei pensieri deliranti che io non condivido affatto, altrimenti il passo indietro devo farlo io e lasciamo ad altri la città.

Poche chiare parole, talmente semplici da non capire perché ancora non siano state dette. Ma oggi è ancora in tempo.

da: Governo Italiano – Rassegna stampa.

Elezioni Amministrative 2011 – tutti i comuni e le province al voto


Elezioni Amministrative 2011

Le elezioni amministrative 2011 si terranno il 1516 maggio. Per i comuni con più di 15.000 abitanti e per le amministrazioni provinciali, l’eventuale turno di ballottaggio è previsto per il 29 e30 maggio.

Sono 1.343comuni interessati al voto per l’elezione del sindaco ed il rinnovo del consiglio comunale. Di questi, 31 sono capoluogo di provincia. Le grandi città coinvolte sono MilanoNapoliTorino eBologna.

Le 11 province in cui saranno rinnovati gli organi istituzionali sono: CampobassoGorizia,LuccaMacerataMantovaPaviaRavennaReggio CalabriaTrevisoTriesteVercelli.

L’unica regione italiana interessata alle regionali nel 2011 è il Molise, ma la consultazione elettorale è prevista per novembre.

Una circolare del Ministero degli Interni (prot. 2915 del 18/02/2011) prevede la riduzione del 20% del numero di consiglieri e degli assessori, comunali e provinciali.

Tabella con la variazione del numero dei Consiglieri e degli Assessori comunali.

Popolazione residente
(ultimo censimento 2001)
Num. Consiglieri
Comunali
prima
Num. Consiglieri
Comunali
dopo
Max Assessori
Comunali
prima
Max Assessori
Comunali
dopo
comuni >1.000.000 ab 60 48* 12 12*
comuni >500.000 ab 50 40 12 11
comuni >250.000 ab 46 36 12 10
comuni >100.000 ab 40 32 12 9
comuni >30.000 ab 30 24 10 7
comuni >10.000 ab 20 16 7 5
comuni >3.000 ab 16 12 6 4
comuni <3.000 ab 12 9 4 3

(*): salvo modifiche del D.L. 29/12/2010, n. 225 (c.d. milleproroghe).

Tabella con la variazione del numero dei Consiglieri e degli Assessori provinciali.

Popolazione residente
(ultimo censimento 2001)
Num. Consiglieri
Provinciali
prima
Num. Consiglieri
Provinciali
dopo
Max Assessori
Provinciali
prima
Max Assessori
Provinciali
dopo
province >1.400.000 ab 45 36 12 10
province >700.000 ab 36 28 12 8
province >300.000 ab 30 24 10 7
province <300.000 ab 24 19 8 5

Il numero dei consiglieri e degli assessori comunali e provinciali del Friuli-Venezia Giuliadifferisce dallo schema riportato nelle tabelle in alto. Le elezioni amministrative si svolgeranno secondo le normative introdotte dalla legge regionale 29/12/2010, n.22 (Legge finanziaria 2011). La circolare n.2/EL dell’8 marzo 2011, riporta nel dettaglio le nuove composizioni dei consigli e delle giunte comunali e provinciali del Friuli-Venezia Giulia.

(ultimo aggiornamento: 29 marzo 2011)

Pagine correlate

da: Elezioni Amministrative 2011 – tutti i comuni e le province al voto.

Sondaggio Ghisleri: la Moratti vince al primo turno. Formigoni: “Ma non sottovalutiamo l’avversario” – Affaritaliani.it


Complimenti agli elettori delle primarie milanesi che hanno fatto prevalere, nello schieramento della sinistra-centro,  l’avvocato Pisapia, uno dei principali oppositori e del primo Governo Prodi. Ricordo il dito verso il basso, come si faceva nel Colosseo quando il popolo decideva chi far soccombere.

Non fa parte del Dna della sinistra (manifestina) apprendere dall’esperienza

Paolo Ferrario

 

Secondo un sondaggio di Alessandra Ghisleri, il sindaco di Milano Letizia Moratti vincerebbe le prossime elezioni al primo turno, con un’affermazione del centrodestra del 52%.

Stando alle rilevazioni, il Pdl sarebbe intorno al 32%, il Carroccio al 14% a cui va aggiunto il 6,5% di alcune liste politiche minori e di tre liste civiche ispirate al sindaco e che La Russa ha considerato come “la terza gamba della coalizione”. Il centrosinistra non supererebbe invece il 35%, Futuro e Libertà sarebbe all’1% e l’Udc intorno al 3. “Questo dimostra che Fli a Milano è inconsistente – ha concluso Lupi – e che il Terzo Polo in città non esiste”.

….

 

da: Sondaggio Ghisleri: la Moratti vince al primo turno. Formigoni: “Ma non sottovalutiamo l’avversario” – Affaritaliani.it.

Albertini scende in pista con il terzo polo


Milano potrebbe essere il primo banco di prova per il Terzo polo costituito da Fli, Udc, e Api di Francesco Rutelli. Con l’ex sindaco, Gabriele Albertini primo attore. Ancora non c’è nulla di ufficiale ma la trasferta romana, ieri, di Albertini a tutta l’aria di una prima verifica di fattibilità. Il parlamentare europe vicino ai finiani, ex primo cittadino, ha avuto tre diversi colloqui con Gianfranco Fini, Pier Ferdinando Casini e Francesco Rutelli. Al termine dei quali non ha confermato nulla e si è limitato a precisare: «abbiamo soltanto parlato, la situazione è molto delicata». Di certo per ora c’è la data per un’uscita pubblica, a Milano il 27 novembre al teatro Franco Parenti, per una tavola rotonda organizzara dal centro di formazione politica di Massimo Cacciari. Interverranno Luca Cordero di Montezemolo, Pier Ferdinando Casini, Francesco Rutelli, Benedetto Della Vedova e, appunto, Gabriele Albertini.

Che Albertini potesse scendere in campo se alle primarie avesse vinto Giuliano Pisapia, lo dicevano in molti, già prima del voto nel centrosinistra di domenica scorsa. E ora i tempi sono davvero maturi per l’outing


in: Albertini scende in pista con il terzo polo. E Penati lascia la segreteria del Pd – Il Sole 24 ORE.

Primarie del PD per la elezione del Sindaco e del Consiglio comunale nel 2011: cronologia di una sconfitta voluta ed anticipata


da: Gianni Riotta in http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-11-16/vincere-milano-lungo-digiuno-081917.shtml?uuid=AYskW4jC :

….

L’ultimo sindaco di sinistra nella città madre del riformismo italiano fu Borghini, 1993 (Clinton era da poco alla Casa Bianca, i campioni Obi e Pato, giocatori delle due squadre milanesi oggi in campo, Inter e Milan, avevano 2 e 4 anni). Da allora la sinistra ha provato con tanti candidati, persone perbene e brillanti, più populiste (Dalla Chiesa) o attente ai ceti medi (Fumagalli). Ma ha perduto. E mentre grandi città hanno visto solo la sinistra al potere, Venezia, Torino, Napoli, e altre l’alternanza destra-sinistra, Roma, Palermo, Catania, perfino Bologna, Milano no, Milano ha sempre visto prevalere centro-destra e Lega. La risposta al dilemma è semplice: basta rileggere con pazienza il tabellone raccolto dal Sole. La proposta del centro-sinistra non parla a chi vive e vota davvero a Milano. Può commuovere i militanti severi, animare i veterani del bar Giamaica, far battere il cinque all’architetto Tizio e alla professoressa Caia, dar tono a chi vive di glorie in bianco e nero, ma non vince le elezioni. Non vince in una città spaventata dal futuro e fiera del passato, ma concentrata sul presente. Che non è moralista ma, dal cardinal Martini a Tettamanzi, ha una sua spiritualità unica. Impegnata (vedi il fondo sociale della Diocesi) e le mille attività di volontariato laiche. Dove tantissimi sanno che posto fisso e tuta blu non sono più la realtà della vecchia cinta urbana. Una sinistra capace di parlare a chi vive a Milano come a Silicon Valley, a chi chiede giustizia ma anche progresso, a chi non crede che l’ambizione di crescere come persona, start up, azienda, sia un peccato dov’è? Capace di attrarre chi adora un bicchiere di rosso nell’osteria Slow Food, ma ha nell’armadio un tailleur griffato. Che spera di diventar ricco ma per questo non si sente Paperone. Gente che la troppo tetragona divisione di una sinistra un po’ alla moda e un po’ chiusa non sa capire

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da: Andrea Romano, La vittoria di Pisapia e la sinistra che a Milano non sa ancora guardare al futuro – Il Sole 24 ORE:

….

la candidatura di Pisapia, con i contenuti che ad oggi l’hanno caratterizzata, può ambire a riportare al voto esclusivamente gli astenuti di sinistra. Coloro che attendevano qualcuno che sapesse almeno leggere e scrivere, rispetto all’insipienza di una leadership massimalista che nel 2008 è riuscita nell’impresa di essere espulsa dal Parlamento.

Ma non sarà Pisapia, così come non sarà Vendola, a dare una risposta convincente ai nuovi “astenuti consapevoli” che arrivano al non voto proveniendo sia dal centro-sinistra che dal centro-destra. Perché il vendolismo, anche nella sua accezione milanese, rimane parte di un gioco a somma zero che si svolge interamente all’interno del centro-sinistra e che solo la disponibilità del Pd a farsi oggetto passivo delle scorribande altrui rende per la prima volta competitivo.

da: La vittoria di Pisapia e la sinistra che a Milano non sa ancora guardare al futuro – Il Sole 24 ORE.

Primarie del PD Partito Democratico, si candida Onida


“Questa iniziativa che nasce da un piccolo gruppo di persone vuole accendere un di più di speranza per Milano”.

Con queste parole l’ex presidente della Corte Costituzionale, Valerio Onida, ha commentato a caldo la sua decisione di partecipare alle primarie del centrosinistra per la scelta del candidato per il sindaco di Milano, incoronata questa sera dal comitato della società civile ‘Milano riparte’.

Il costituzionalista ha spiegato che la ragione per la quale ha accettato quella che lui stesso ha definito “una scelta folle”, vale a dire candidarsi nell’agone politico a 74 anni, sta nella volontà di contribuire a un rinnovamento del rapporto tra rappresentati e rappresentanti.

“Vogliamo convincere gli elettori che non siamo qua per utilizzare il loro voto – ha detto Onida – per fare gli interessi nostri ma per rendere la città più vivibile”.

Per questo il presidente emerito della Consulta si è augurato che le primarie rappresentino un momento di elaborazione e di confronto sulle proposte per una Milano diversa.

“Conosco e ho stima di Giuliano Pisapia e di Stefano Boeri – ha detto Onida – eviteremo che le primarie diventino una lotta fratricida ma un momento di arricchimento e mi auguro che l’insieme delle forze politiche oggi abbiano più qualcosa in più da dire rispetto a ieri”

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