CORTE DEI CONTI Sezioni riunite in sede di controllo – Relazione sul Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2011


CORTE DEI CONTI
Sezioni riunite in sede di controllo – Relazione sul Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2011
Sezioni riunite in sede di controllo – Relazione sul Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2011Relazione in udienza del Presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo, Mazzillo
Sezioni riunite in sede di controllo – Relazione sul Rendiconto generale dello Stato per l’esercizio finanziario 2011Relazione in udienza del Presidente di coordinamento delle Sezioni riunite in sede di controllo, Meloni

Audizione della Corte dei conti sul disegno di delega per la riforma fiscale e assistenziale


L’11 ottobre scorso, presso la Commissione permanente Finanze della Camera dei deputati, si è svolta l’audizione della Corte dei conti sul disegno di legge delega per la riforma fiscale e assistenziale. Il Presidente della Corte dei conti, Luigi Giampaolino, ha evidenziato come l’iniziativa del Governo risponda a rinnovate esigenze e a crescenti preoccupazioni. Le prime riflettono l’insoddisfazione per un sistema tributario in cui la contraddizione fra il rendimento in termini di gettito e il tasso di evasione alimenta conflitti distributivi, in presenza di un’elevata pressione fiscale e di una distribuzione del prelievo che penalizza i fattori produttivi rispetto alla tassazione dei consumi, dei patrimoni e delle rendite. Le preoccupazioni, invece, traggono origine dalle forti incertezze che dominano la situazione economica e che rischiano di aggravare gli squilibri di finanza. Per il Presidente dell’Istituto si è in presenza di un d.d.l. che, pur richiedendo una maggiore precisazione dei criteri direttivi, conserva la sua attualità negli obiettivi di riforma del sistema tributario, in linea con le esigenze di ripresa. Vi è, però, necessità di tempi rapidi per l’approvazione, anche dei decreti attuativi. (mll)

Corte dei Conti sulla Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale, 11 ottobre 2011


11 ottobre 2011 – Sezioni riunite in sede di controllo – Audizione del Presidente della Corte dei conti presso la VI Commissione Finanze Camera dei deputatiElementi per l’audizione sull’A.C. 4566 “Delega al Governo per la riforma fiscale e assistenziale”

 

Corte dei conti – Sezione delle Autonomie: relazione 2009/2010 sulla gestione finanziaria delle Regioni



La Sezione delle Autonomie della Corte dei conti ha pubblicato la Relazione sulla gestione finanziaria delle Regioni negli esercizi 2009-2010. I risultati della finanza regionale, osserva la Corte, si inquadrano in un contesto di finanza pubblica che ha risentito degli effetti della crisi economica nel quale, pur emergendo un quadro meno critico rispetto al precedente esercizio, permangono difficoltà che si proiettano sui prossimi esercizi per via della limitata crescita. Dai risultati di contabilità nazionale emerge che il contributo delle amministrazioni locali (Regioni, Enti locali e Sanità) all’indebitamento complessivo è in lieve aumento rispetto all’esercizio precedente. Ciò in presenza del contenimento delle spese complessive3 degli enti e a fronte della riduzione delle entrate da trasferimenti. Comunque, il risultato del 2010 appare migliore di quelli dei precedenti esercizi nei quali si erano verificate inadempienze in particolare con riferimento all’obiettivo di cassa. Nelle Regioni a Statuto ordinario l’obiettivo degli impegni – scrive la magistratura contabile – “è stato raggiunto sia con riferimento all’aggregato complessivo, sia considerato nei diversi aggregati delle aree geografiche (Nord, Centro, Sud). Tale risultato è influenzato positivamente dall’aggregato delle Regioni del Sud che riporta un ampio margine positivo per quanto riguarda il limite agli impegni. Il margine positivo di competenza risulta meno esteso al nord e al centro e maggiore al Sud. Molte Regioni hanno riportato, scostamenti ridotti dall’obiettivo degli impegni del Patto, mentre sono risultati più significativi quelli raggiunti nelle Regioni del Sud. L’incidenza della spesa sanitaria sulla spesa corrente è ancora molto elevata, tanto da ridurre la spesa sottoposta al patto a circa il 16% della spesa corrente complessiva”. (mll)

Corte dei conti – Relazione sulla gestione finanziaria degli Enti locali, esercizi 2009-2010



La Corte dei conti ha riferito sulla gestione finanziaria 2009-2010 degli Enti locali. La finanza locale nell’esercizio 2010 evidenzia la crescita delle entrate tributarie, sia nelle province che nei comuni. L’aumento delle entrate fiscali assume per i comuni un carattere non episodico e trova riscontro anche in un incremento dei trasferimenti, che, invece, sono in sostanzioso calo nelle province. Ad un buon andamento delle entrate correnti nei comuni si contrappone una perdurante flessione delle entrate correnti nelle province, per le quali si registra anche un calo della spesa corrente e, in modo più evidente, di quella per investimenti. Tale ultimo decremento, ripetendosi negli ultimi esercizi, desta preoccupazione provocando un crollo nella realizzazione degli investimenti. Analoga la dinamica delle spese in conto capitale dei comuni. Tra le componenti della spesa corrente, delle province e dei comuni, quella per il personale risulta ridursi per effetto dei vincoli introdotti dalla normativa vigente, con particolare riguardo al blocco della contrattazione e ai limiti al turn over. I risultati del patto di stabilità per il 2010 hanno dimostrato che sia le province che i comuni si sono complessivamente adeguati agli obiettivi imposti, realizzando ancora scarti positivi rispetto alla correzione richiesta, ma in misura inferiore a quella del 2009. (mll)

Corte dei conti – Il controllo sui bilanci 2008 delle aziende sanitarie piemontesi



La Sezione regionale di controllo per il Piemonte, avvalendosi di questionari trasmessi dai collegi sindacali delle aziende sanitarie regionali ha verificato il perseguimento degli equilibri di bilancio e la conformità, tanto alle prescrizioni dettate dalle leggi nazionali, quanto alle direttive ed agli obiettivi regionali. Pur in assenza di irregolarità tali da potersi definire gravi e dunque suscettibili di specifica pronuncia, dal referto della Corte emergono criticità di ordine contabile e finanziario riscontrate nelle gestioni delle singole aziende, oltre a disfunzioni rilevate sotto il profilo strettamente gestionale. I principali profili che la Sezione ha ritenuto di segnalare all’Amministrazione Regionale riguardano: i rischi legati ad un sistema di copertura limitato alle sole componenti monetarie della perdita; la tendenza, deresponsabilizzante per le aziende, a tenere una gestione delle spese non correlata strettamente alle risorse esistenti, confermata ed aggravata dai ritardi nell’adozione ed approvazione dei bilanci; la disomogeneità nei dati riguardanti i costi ed i proventi relativi all’intramoenia; gli aumenti dei costi di produzione complessivi, nonché in particolare di quelli di alcune realtà aziendali; la rilevanza della determinazione di specifici obiettivi per la spesa farmaceutica, atteso anche il superamento dei tetti programmati per quella complessiva e per quella ospedaliera; il mancato rispetto da parte di varie aziende dei limiti previsti per le spese di personale; la rilevanza della spesa per consulenze e altre collaborazioni di tipo sanitario e socio sanitario, in particolare da privato, nonché gli incrementi dei costi per premi assicurativi nonostante l’avvio da parte della Regione, dal 2007, di un programma di assicurazione assistita; la rilevanza e vetustà dei crediti delle aziende, fattore che incide sulla liquidità delle stesse; il persistere di una rilevante situazione debitoria e di interessi moratori, nonché di una generalizzata crisi di liquidità delle aziende, e ciononostante la mancata costituzione di fondi per interessi moratori. La Corte, inoltre, sottolinea i fortissimi ritardi nell’adozione ed approvazione dei bilanci relativi al 2008, rispettivamente, da parte delle aziende e della Regione. “Tali ritardi” – osserva la magistratura contabile – “vanno stigmatizzati per le importanti conseguenze sulla programmazione del servizio sanitario regionale, a livello regionale ed aziendale, oltre che sui relativi controlli”. (mll)

Il controllo sulla gestione finanziaria dell’INPS, esercizio finanziario 2008


Il controllo sulla gestione finanziaria dell’INPS, esercizio finanziario 2008

La gestione finanziaria dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (INPS) chiude in positivo, grazie ai principali effetti della confermata dinamica espansiva delle contribuzioni e all’incremento dei trasferimenti statali, pari a un terzo delle entrate, migliorando l’avanzo finanziario, quello di amministrazione e il netto patrimoniale. L’avviata riorganizzazione dell’ Istituto ha comportato la riduzione da 28 a 12 degli uffici di vertice della Direzione generale, l’ampliamento dei compiti delle Direzioni regionali e l’eliminazione di quelle sub-provinciali, ma per la Corte tanti sono ancora i punti di criticità. Il personale è passato negli ultimi 15 anni da 45 mila a 27 mila dipendenti riducendosi, quindi, drasticamente e producendo, conseguentemente, sovraccarichi di lavoro. La conseguenza di una tale riduzione è che accanto alle attività ordinarie possono essere messe a rischio anche quelle più delicate, quali le ispezioni-antisommerso. La Corte richiama l’attenzione sui conti che registrano un deficit ancora imponente e sulla necessità di una maggiore riflessione sulla sostenibilità della spesa previdenziale obbligatoria che quest’anno costerà il 15% del Pil e che per i prossimi anni prevede una crescita dell’1,8%, a cui vanno aggiunti gli interventi extra imposti dalla frenata dell’economia. Inoltre, la Corte, mette in evidenza come la tenuta del bilancio dell’istituto previdenziale, nel breve e medio periodo, risulta esposta alla rallentata dinamica delle entrate contributive, alla mancata dilatazione strutturale delle pensioni e alla forte pressione delle prestazioni a sostegno del reddito, almeno sino al miglioramento dell’attuale quadro macroeconomico. Rimane priorità dell’Ente la dismissione del proprio patrimonio immobiliare che registra ancora una negatività pari a 123,4 miliardi. La Corte auspica una ulteriore revisione della governance dell’Istituto, una rivisitazione delle regole previdenziali, un innalzamento dell’età pensionabile, e un aumento del peso delle collaborazioni con i Caf, gli enti locali e gli altri istituti previdenziali.

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