Archivi categoria: Città Metropolitane
Il riordino delle province e delle città metropolitane, Servizio studi Camera
Massimo Cacciari: la tomba del federalismo, province e città metropolitane, in Corriere del Venetom 8 luglio 2012
FERRARI G.F., GALEONE P. (a cura di), Città a confronto
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FERRARI G.F., GALEONE P. (a cura di) Città a confronto Le istituzioni metropolitane nei paesi occidentali Collana “Studi e ricerche Anci”
pp. 240, € 20,00 in libreria dal 27/01/2011 |
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La globalizzazione ha rilanciato il ruolo delle città soprattutto di quelle di dimensione metropolitana. Esse sono i nodi delle reti di relazione economiche, sociali e culturali che attraversano il mondo e sono le protagoniste della competizione economica, le principali motrici di sviluppo, le generatrici di ricchezza e di innovazione. Ma i grandi poli urbani sono anche i punti di accumulazione di tensioni e conflitti, i luoghi dove si concentrano esclusione sociale e insicurezza. Questo ruolo rinnovato delle città sta trovando risposte istituzionali adeguate? Stanno emergendo forme di governo metropolitano in grado di affrontare fenomeni nuovi per dimensione e complessità? Il volume cerca di rispondere a queste domande attraverso l’analisi di sette esperienze nazionali: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Spagna, Portogallo, Francia e Italia. La collocazione delle istituzioni metropolitane nel complessivo assetto istituzionale, le specifiche forme di governo, i diversi regimi finanziari sono i passaggi attraverso i quali viene fornito un quadro dello stato dell’arte del governo metropolitano in Occidente. Una riflessione che offre spunti interessanti per l’Italia dove, dopo un ventennio segnato dal tormentato avvicendarsi di soluzioni legislative prive di attuazione, le aree metropolitane sono ancora in attesa di un adeguato assetto di governo. Giuseppe Franco Ferrari, professore ordinario di Diritto pubblico comparato nell’Università Commerciale Luigi Bocconi di Milano, è presidente dell’Istituto per la Finanza e l’Economia Locale (Ifel).Pierciro Galeone è segretario generale di Cittalia, Centro europeo di studi e ricerche per i comuni e le città. |
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La riforma metropolitana e i suoi dilemmi di Massimo Allulli
Scoppetta Cecilia, Gli “in-between spaces” Elementi caratterizzanti della metropoli contemporanea, Paper pubblicato da Cittalia
pubblicato in Cittalia, Centro studi dell’Anci
Disposizioni in materia di determinazione dei costi e dei fabbisogni standard di Comuni, Città metropolitane e Province, DECRETO LEGISLATIVO 26 novembre 2010, n. 216
DECRETO LEGISLATIVO 26 novembre 2010, n. 216
(GU n. 294 del 17-12-2010)
Paolo Ferrario, Città e lavori “green” per la salvezza della Terra, in Muoversi Insieme di Stannah
La Terra ha quattro miliardi di anni, l’uomo ha cominciato a conquistarla e a dominarla duecentomila anni fa ed è dal 1950 che sono state provocatele più radicali alterazionisugli equilibri che si sono lentamente formati nel corso delle precedenti ere temporali.
La questione fondamentale dei prossimi decenni è riassunta in questadomanda: vogliamo invertire la rotta e salvare il nostro habitat?
Il recente film Home, La nostra terra, attraverso la bellezza delle immagini riprese dall’alto, narra in irripetibile forma visiva la vicenda evolutiva prima riassunta e flebilmente sostiene che è ancora possibile.
C’è dunque da riporre fiducia nelle Green Economies, ossia nelle economie che usano con efficienza le energie e le materie prime e che sono capaci di intervenire sugli ecosistemi senza danneggiarli.
In fondo, si tratta di tornare alle origini e ai valori della stessa “economia”la cui radice etimologica è amministrazione della casa …
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leggi l’intero articolo qui:
Atlante dei Piccoli Comuni 2010, a cura du Citalia
Atlante dei Piccoli Comuni 2010
Cittalia, in collaborazione con l’Area Piccoli Comuni, Unioni, Associazionismo e Status Amministratori dell’ANCI, presenterà a Riccione il 23 e 24 settembre - in occasione di “Piccolo è grande” - la seconda edizione dell’Atlante dei Piccoli Comuni italiani. L’Atlante dei Piccoli Comuni 2010, fornisce elementi conoscitivi sui caratteri distintivi dei piccoli centri, peculiarità distintiva del nostro paese, non solo perché rappresentano più della metà del territorio nazionale, ma soprattutto perché vi si trovano patrimoni paesaggistici, culturali ed artistici inestimabili. I paesaggi, i musei, ma anche i prodotti tipici e l’artigianato sono punti di forza dei Piccoli Comuni, nei quali la qualità della vita si coniuga con un forte senso di identità locale. È in questi comuni, infatti, che prevale, più facilmente, il sentimento di appartenenza ad un insieme di valori, ad una storia collettiva. È sempre in questi comuni che, più facilmente che altrove, si dà origine e si sperimentano pratiche virtuose.
Per approfondimenti
DECRETO LEGISLATIVO 17 settembre 2010, n. 156 Disposizioni recanti attuazione dell’articolo 24 della legge 5 maggio 2009, n. 42, in materia di ordinamento transitorio di Roma Capitale (GU n. 219 del 18-9-2010)
Frammenti Sociali Tra racconto e rappresentazione Una settimana anomala nella città di Milano 14 Giugno – 22 Giugno 10 Luogo: Triennale di Milano
La Triennale di Milano si è posta come luogo di rappresentazione delle dinamiche sociali che investono Milano e la sua area metropolitana, quel polo metropolitano italiano maggiormente esposto ai processi di modernizzazione accelerata che stanno investendo il Paese e che qui generano probabilmente il laboratorio più avanzato in termini di ricadute economiche, sociali, politiche e culturali.Con l’obiettivo di “continuare a cercare per continuare a capire” La Triennale di Milano promuove e organizza una settimana dedicata alle ricadute sociali dei fenomeni di modernizzazione utilizzando due registri di racconto delle trasformazioni: quello fatto di testimonianze, di esperienze, di riflessioni, che troveranno spazio nel calendario seminariale e quello cinematografico-documentaristico.Il programma degli incontri a cura di Aldo Bonomi affronta i temi sociali legati al territorio: Via Padova, uno dei luoghi più emblematici della dialettica tra flussi e luoghi.Una riflessione sulla città, su quali siano i dispositivi sociali, istituzionali, politici e culturali che possano accrescere il senso di sicurezza.
all’interno di questa settimana uno spazio è specificamente dedicato alla salute mentale attraverso il convegno
MAL DI CITTA’: AMBIENTE URBANO E DISAGIO PSICHICO TRA BISOGNI LOCALI E TENSIONI GLOBALI
18 giugno, a cura del sottoscritto per Provincia di Milano, Contatto Onlus e WAPR Italia
http://www.triennale.it/index.php?idq=1246
Nasce Comuniverso.it, il portale degli Enti Locali
Comuniverso.it è il nuovo motore di ricerca della Pubblica Amministrazione locale. Un servizio web che non chiede nulla e da moltissimo. Nelle pagine web sono disponibili anche tutti i dati aggiornali sulle elezioni Comunali, Provinciali e Regionali e tutte le notizie sugli amministratori locali in carica. Con un solo click l’utente potrà fare centro su tutti i Comuni italiani, per ottenere quello che è utile conoscere e che è difficile o impossibile trovare nel web: dati territoriali, demografici, politici, amministrativi, economici e finanziari, con indici, grafici, raffronti e andamenti storici. In Comuniverso.it sono raccolti tutti i dati relativi agli Organi di Governo locale: i contatti, i recapiti, le e-mail, le pec e i siti web; tutte le aree naturali del nostro Paese, con migliaia di foto, viste, mappe di prossimità geografica e altro ancora. Sono migliaia i link di Comuniverso, che sono stati accuratamente selezionati e aggiornati per poter viaggiare sicuri nel web, senza perdere mai l’orientamento e il tempo.Nasce Comuniverso.it, il portale degli Enti Locali
Le politiche urbane in Italia. Tra adattamento e frammentazione, in http://www.cittalia.com
Le sfide e le domande di intervento pubblico che hanno portato la questione urbana ad occupare uno spazio rilevante all’interno delle agende politiche dell’Unione Europea e dei suoi stati membri presentano anche nel contesto italiano problemi in cerca di soluzioni.
Gli studi sulle politiche urbane in Italia hanno fin qui evidenziato la loro assenza dall’agenda politica nazionale fino al 1990 e la successiva frammentazione delle iniziative pubbliche, a causa della mancanza di strumenti certi di coordinamento e di governance.Lo scopo di questo paper è quello di proporre un’analisi al contempo descrittiva ed esplicativa delle politiche urbane attivate in Italia. Il caso Italiano viene letto alla luce della comparazione con i casi presi in esame nella ricerca sulle politiche urbane degli stati europei coordinata da E. d’Albergo (2009), nell’ambito della quale il presente testo è stato redatto, utilizzando il modello tipologico in essa proposto.
In questa sede le politiche urbane italiane verranno prese in esame in forma comparativa, per formulare delle risposte alle questioni qui di seguito: i) Quando, come e perché la questione urbana è entrata nell’agenda politica nazionale in Italia? ii) Esiste una politica urbana nel caso italiano e di quale tipo? iii) Quali sono gli elementi di omogeneità e di differenziazione delle politiche urbane in Italia, rispetto ad altri paesi europei e da quali fattori sono determinati?
Scarica il documento (Pdf)
Le Politiche Urbane in Italia. Tra adattamento e frammentazione (Clicca qui per ingrandire)
Nuovo paper Cittalia “Le politiche urbane in Italia. Tra adattamento e frammentazione”
Contro il Partito dei Suvisti
Municipium. I parametri sociali della città, di Giuseppe Roma, FrancoAngeli
| Municipium. I parametri sociali della città | |||||||||||||||
| Autori e curatori: | Rur | ||||||||||||||
| Contributi: | Giuseppe Roma | ||||||||||||||
| Collana: | Rur | ||||||||||||||
| Argomenti: | Politiche urbane e territoriali - Politica, società italiana - Sociologia dell’ambiente, del territorio e del turismo | ||||||||||||||
| Livello: | Studi, ricerche | ||||||||||||||
| Dati: | pp. 96, 1a edizione 2010 (Cod.1336.12) | ||||||||||||||
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| In breve | Il Rapporto RuR, realizzato in collaborazione con il Censis, si focalizza sulle domande sociali espresse dai cittadini (servizi, sicurezza, mobilità, casa), sul grado di consenso alla realizzazione delle infrastrutture, e comprende una classifica delle città più amate dagli italiani e degli architetti più conosciuti. Nell’ambito della ricerca è stato effettuato un approfondimento su Roma, Milano e Napoli. | ||||||||||||||
| Presentazione del volume: |
Il paradigma del localismo italiano si avvia verso una profonda ridefinizione. Il tradizionale policentrismo dei sistemi locali di piccole e medie città si trasforma progressivamente in un “megacentrismo territoriale”, con grandi conglomerati di insediamenti metropolitani dove si progetta, si produce, si smista, si vende, si abita, fuori da maglie ordinate o da schemi percepibili attraverso specifici segni. La città rischia di perdere la sua forma, e con essa il senso di comunità territoriale. Il Rapporto RuR, realizzato in collaborazione con il Censis, si focalizza sulle domande sociali espresse dai cittadini (servizi, sicurezza, mobilità, casa), sul grado di consenso alla realizzazione delle infrastrutture, e comprende una classifica delle città più amate dagli italiani e degli architetti più conosciuti. Nell’ambito della ricerca è stato effettuato un approfondimento su Roma, Milano e Napoli. |
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| Indice: | Giuseppe Roma, Introduzione. Verso la città-contenitore Il sociale urbano decisivo per la competitività Le città viste e valutate dagli italiani (La città come traino dei processi di sviluppo; La percezione della vivibilità; Bellezza e carattere degli abitanti più importanti dell’economia urbana; L’allarme sociale: disoccupazione e criminalità ai primi posti; Il sempre troppo sottovalutato problema della mobilità sostenibile; Convogliare risorse su sicurezza e igiene urbana; Nella fiducia dei cittadini, il volontariato torna a battere le istituzioni) La mobilità urbana (Pendolari a quattro ruote; Tempi e costi degli spostamenti; Conto il congestionamento più autobus e piste ciclabili) La sicurezza urbana (Paure diffuse reali e percepite; L’esposizione crescente ai reati predatori; Il rischio di insicurezza anche per le diverse forme di degrado sociale) La condizione abitativa: livello di soddisfazione e aspirazioni future (Per gli italiani stanziali il sogno è vivere dove risiedono; La casa ideale è in proprietà e vicina al lavoro) Socialità, partecipazione e media (L’impegno nel volontariato come pratica diffusa; Le medie città luogo di partecipazione; La forza mediatica dei telegiornali regionali; Sull’immigrazione un paese diviso in due) Il nodo delle infrastrutture (Sviluppo al Sud, salvaguardia nel Nord-Est; La diffidenza delle piccole città del buon vivere; Una questione di sfiducia) Architettura e città, un bene fisico con cultura collettiva (Le città che attraggono; Nonostante i grandi nomi, resta di nicchia l’interesse per l’architettura). |
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AI MARGINI DELLO SVILUPPO URBANO. UNO STUDIO SU QUARTO OGGIARO a cura di Rossana Torri e Tommaso Vitale Bruno Mondadori 2009 pp. 192 ISBN 978-88-615-9397-8
AI MARGINI DELLO SVILUPPO URBANO.
UNO STUDIO SU QUARTO OGGIARO
a cura di Rossana Torri e Tommaso Vitale
Bruno Mondadori 2009 pp. 192 ISBN 978-88-615-9397-8
Quarto Oggiaro, Milano. Pochi quartieri delle città del Nord Italia sono considerati così emblematici per il cumulo di
problemi e di svantaggi sociali. Poche periferie sono state così stigmatizzate e discusse attraverso i mass media. Eppure
Quarto Oggiaro non è solo questo. Nato per accogliere l’immigrazione del boom economico, il quartiere è oggi
attraversato da profondi cambiamenti ed è al centro di ben più ampie trasformazioni urbane.
Quali sono i nessi empirici tra fattori sociali e fattori economici nello sviluppo di questo luogo? I meccanismi che ne
hanno prodotto la marginalità sono gli stessi che l’hanno mantenuta nel tempo? I principali mutamenti urbani vengono
subiti dagli abitanti del quartiere o sono letti come opportunità? Le scuole presenti nel territorio riducono o amplificano le
disuguaglianze sociali? Il basso valore degli immobili si configura ancora come meccanismo di segregazione o costituisce
un elemento capace di attrarre nuove popolazioni produttive? Sono queste alcune delle domande a cui il libro prova a
rispondere, attraverso i risultati di uno studio effettuato con molteplici tecniche di indagine, in un dialogo continuo e
riflessivo con i protagonisti del quartiere.
Prefazione
di Giambattista Armelloni (Presidente delle Acli della Lombardia)
Introduzione
Quartieri fragili: costruzioni politiche e dilemmi della ricerca
di Rossana Torri
1. Il ciclo di vita di Quarto Oggiaro di Daniele Pennati
2. Intrappolamenti di Giulia Cordella
3. Economie emergenti ai margini di Milano di Daniele Pennati e Samantha Belotti
4. Quarto Oggiaro e lo sviluppo esogeno di Daniele Pennati e Samantha Belotti
5. Processi di marginalizzazione e meccanismi attivi di cambiamento di Tommaso Vitale
6. Indicatori per l’analisi delle ripartizioni di quartiere di Tommaso Vitale, Renato Carletti ed Enrico Claps
Ringraziamenti
Bibliografia
TORTORELLA W. (a cura di), Città d’Italia, Il Mulino
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TORTORELLA W. (a cura di) Città d’Italia Le aree urbane tra crescita, innovazione ed emergenze Collana “Studi e ricerche Anci”
pp. 352, € 26,00 in libreria dal 11/02/2010 |
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“La città, in quanto oggetto di studio, è da tempo un costrutto molto dibattuto nelle scienze sociali. […] Il concetto di città è complesso, impreciso e connotato da specifici significati storici e, in quanto tali, variabili”: così Saskia Sassen introduce questo volume. “Città d’Italia” è il tentativo di riportare al centro dell’attenzione il dibattito sulle aree urbane, ormai annegato nella globalizzazione dell’ultimo decennio e nella recente crisi economico-finanziaria. Le città costituiscono sempre più uno spazio nodale nell’economia globale, ma rappresentano, al contempo, contenitori in cui si amplificano problematiche che vanno dalla sicurezza alla marginalità sociale. L’importanza crescente delle aree urbane come driver di sviluppo per il paese pone la necessità di generare una politica nazionale capace di sostenere le fonti della crescita economica urbana e progettare interventi che valorizzino i potenziali delle città, senza trascurare le forti contraddizioni sociali ed economiche che ne derivano. Questo volume fornisce uno spaccato, in un contesto giuridico-normativo ancora in transizione, ampio e dettagliato delle città metropolitane italiane, avendo cura di porre la dovuta attenzione alle peculiarità di volta in volta riscontrate e alle nuove sfide di policy emergenti. Walter Tortorella, economista, direttore dell’Ufficio Studi della Fondazione Cittalia, è esperto di politiche pubbliche e amministrazione locale. E’ stato Direttore sviluppo della Fondazione Rosselli e Segretario generale della Fondazione Cotec. Tra le sue pubblicazioni più recenti: “L’offerta teatrale in Italia: modelli di marketing e nuove soluzioni organizzative e gestionali” (Carocci, 2004), “Oltre i limiti del turismo all’italiana” (con F. Traclò, Il Mulino 2007). E’ inoltre autore di numerosi articoli in materia di organizzazione e promozione territoriale. |
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Cittalia – Nelle città metropolitane si realizza oltre un quinto del Pil nazionale
Le città metropolitane concentrano il 15% della popolazione nazionale e contribuiscono alla formazione di oltre un quinto della ricchezza prodotta dal Paese. Sono in testa Roma e Milano, che contribuiscono per il 60% al Pil delle 11 città e per il 12,5% al Pil nazionale. Milano è in pole position anche per il Pil pro capite, seguita da Roma e Bologna.
Sono i dati pubblicati nel volume curato da Cittalia “Città d’Italia. Le aree urbane tra crescita, innovazione ed emergenze”, dove si concentra l’attenzione sulle grandi aree metropolitane, che già da qualche anno sono tornate a rappresentare uno spazio fondamentale all’interno dell’economia mondiale. “Le città moderne non sono solo una concentrazione di risorse e persone, sono hub commerciali, culturali di informazioni e industrie, i luoghi dove si concentrano le maggiori funzioni dell’economia globale. Nei paesi sviluppati esse producono oltre l’80% del Pil”.
Interessanti i dati relativi al contributo delle città metropolitane rispetto al Pil delle relative province: a Roma e Genova l’80% del Pil provinciale è realizzato dal Comune capoluogo, il restante 20% nell’area provinciale. Diversa la situazione per le altre città: a Milano, Torino, Palermo, Cagliari e Bologna la percentuale varia tra il 47% e il 55%, Venezia, Napoli e Firenze mostrano una percentuale inferiore al 45%. A Bari poco meno di un quarto del Pil provinciale è prodotto nel Comune capoluogo.
Singolari anche i dati relativi all’innovazione. Nella classifica delle città italiane capoluogo di provincia sono le metropoli a detenere la componente maggiore di capitale creativo, con Roma che guida con il 24,62% seguita da Genova (23,99%), Napoli (23,38%) e Bologna (23,26%). Nel confronto internazionale appare però che il livello europeo di classe creativa oscilla tra l’ottimo di Stoccolma (45,75%) e il minimo di Atene (20,94%), passando per il 37,25% di Sapporo, il 27,79% di Sydney e il 24,37% di Barcellona.
Su queste basi le città italiane mostrano di essere in media più vicine alle altre metropoli europee piuttosto che alle città tecnologicamente più evolute a livello mondiale. Tuttavia, sul piano pratico, trasferendo il confronto dal sistema delle città al sistema paese, i risultati non appaiono incoraggianti: secondo lo European Innovation Scoreboard 2006 della Commissione Europea, l’Italia si trova al quart’ultimo posto nella classifica dell’innovazione in Europa, USA e Giappone, con un indice sintetico di innovazione pari a 0,34 (la Svezia al primo posto registra uno 0,73) seguita da Spagna, Portogallo e Grecia.
In termini di ricerca e innovazione il nostro paese sconta un divario significativo rispetto alle altre realtà industrializzate europee e mondiali. Le cause? “Una serie di elementi strutturali del sistema produttivo nazionale e la bassa propensione del nostro sistema a dare vita a una nuova conoscenza attraverso l’investimento di risorse in attività di ricerca, un discorso – si legge nel volume di Cittalia – che è valido sia per le imprese che per la pubblica amministrazione. Qualche cifra? Sul piano della competitività globale ilWorld Competitive Yearbook 2007 pone l’Italia al 42esimo posto nella scala della competitività rispetto alle 61 economie mondiali considerate. E che dire dell’investimento in ricerca e sviluppo da parte delle imprese? In Italia supera di poco il 52%, mentre in Germania le imprese dedicano alla ricerca il 70% della spesa, quelle francesi il 64% e quelle britanniche il 63%


