Governo Letta, l’elenco dei ministri – Corriere.it


Dichiarazione del Presidente Napolitano al termine dell’incontro con il Presidente incaricato Enrico Letta

Palazzo del Quirinale, 27/04/2013

Vorrei dire solo semplicissime parole a commento della presentazione del governo fatta dal Presidente Enrico Letta. Innanzitutto non c’è bisogno di alcuna formula speciale per definire la natura di questo governo : è un governo politico, formato nella cornice istituzionale e secondo la prassi della nostra democrazia parlamentare; è un governo nato dall’intesa politica fra le forze parlamentari che insieme potevano garantire e garantiranno al governo la fiducia nelle due Camere, come prescrive la nostra Costituzione ; era ed è l’unico governo possibile, un governo la cui costituzione non poteva tardare oltre nell’interesse del nostro paese e nell’interesse dell’Europa; infine è il frutto di uno sforzo paziente e tenace del Presidente incaricato e dei leader delle forze politiche che hanno scelto la strada della collaborazione, nonostante tutte le difficoltà incontrate e prevedibili, e nonostante l’indispensabile supplemento di volontà di seria collaborazione da tutte le parti.

Le caratteristiche di novità, di freschezza, di competenza che questo governo offre vi sono state già rappresentate dall’Onorevole Letta. Voglio ringraziarlo vivamente, perché è stato il Presidente incaricato l’artefice della nascita di questo governo, e ho assecondato il suo tentativo, il suo impegno, dopo averne dato le motivazioni nel mio discorso dinanzi alle Camere riunite lunedì scorso.

Concludo con un auspicio che è anche una certezza, non soltanto un atto di fiducia: l’auspicio che questo governo si metta a lavorare rapidamente in spirito di fervida coesione. Credo che tutte le persone chiamate a farne parte diano a noi tutti la garanzia di voler lavorare insieme, senza conflittualità pregiudiziali e con il massimo impegno a trovare le soluzioni giuste ai problemi, rispondenti all’interesse generale. A ciascuno spetterà dare il contributo dal proprio punto di vista, ma – ripeto – in uno spirito di assoluta indispensabile coesione e reciproco rispetto.

Grazie, buon lavoro a tutti, e buon lavoro soprattutto al Presidente del Consiglio, Onorevole Enrico Letta.

Il 28 aprile al Quirinale il giuramento dei componenti il nuovo governo

Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha ricevuto al Palazzo del Quirinale, l’onorevole Enrico Letta, il quale, sciogliendo la riserva formulata il 24 aprile, ha accettato di formare il nuovo Governo. Il giuramento dei componenti il Governo avrà luogo il 28 aprile alle ore 11.30 al Palazzo del Quirinale


Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio - Filippo Patroni Griffi
Interni e Vicepremier- Angelino Alfano
Difesa - Mario Mauro
Esteri - Emma Bonino
Giustizia - Anna Maria Cancellieri
Economia - Fabrizio Saccomanni
Riforme istituzionali - Gaetano Quagliariello
Sviluppo - Flavio Zanonato
Trasporti Infrastrutture - Maurizio Lupi
Poliche Agricole - Nunzia Di Girolamo
Istruzione, Università e ricerca- Maria Chiara Carrozza
Salute - Beatrice Lorenzin
Lavoro e Politiche sociali - Enrico Giovannini
Ambiente - Andrea Orlando
Beni culturali e Turismo- Massimo Bray
Coesione territoriale - Carlo Trigilia
Affari europei - Enzo Moavero Milanesi
Affari regionali - Graziano Delrio
Pari opportunità, sport, politiche giovanili - Josefa Idem
Rapporti con il Parlamento - Dario Franceschini
Integrazione - Cecile Kyenge

Pubblica Amministrazione- Giampiero D’Alia

da Governo Letta, l’elenco dei ministri – Corriere.it.

Relazione finale del gruppo di lavoro sulle riforme istituzionali, Mario Mauro, Valerio Onida, Gaetano Quagliariello, Luciano Violante, 12 aprile 2013



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AgenParl – Agenzia Parlamentare per l’informazione politica ed economica, presentazione del sito


L’AGENPARL - Agenzia parlamentare per l’informazione politica ed economica – è un’agenzia di stampa che si occupa specificatamente di informazione parlamentare, con notizie aggiornate in tempo reale su:

· i lavori del Parlamento (Aula, Commissioni permanenti, bicamerali e d’inchiesta, Giunte);
· l’iter dei provvedimenti legislativi;
· gli atti di indirizzo e di controllo;
· le schede di approfondimento del Servizio Studi della Camera dei Deputati e del Senato;
· gli studi e i documenti di analisi  di altre Istituzioni, enti pubblici e privati e associazioni
    di categoria;
· altre attività del Parlamento, come convegni, conferenze stampa, dibattiti, seminari
    e giornate di studio.
Fondata dal giornalista parlamentare Francesco Lisi, negli anni l’AGENPARL ha conquistato una posizione di primissimo piano in Parlamento.
Il notiziario AGENPARL è dedicato specificatamente ai lavori della Camera dei Deputati e del Senato e all’attività dei singoli parlamentari in Aula e nelle Commissioni, con l’intento di dare risalto ai loro interventi e valorizzare la loro attività legislativa e di sindacato ispettivo. E insieme con l’obiettivo, grazie ad un linguaggio semplice e mai specialistico, di avvicinare all’informazione parlamentare quei settori dell’elettorato meno adusi alla politica e alle sue regole.
Oltre ai lavori del Parlamento, l’AGENPARL presta particolare attenzione alle attività del Governo, delle amministrazioni dello Stato e dei vari settori produttivi del Paese.
Fornisce, inoltre, delle basi di lavoro e di discussione non solo per gli operatori della comunicazione, ma anche per le istituzioni, gli operatori economici, i centri studi, le associazioni.

Negli anni l’AGENPARL ha sviluppato e implementato anche la Sezione multimediale: oggi produce Tg parlamentari e servizi video di approfondimento, interviste e inchieste.

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Il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato una volta compiuto l’adempimento dell’approvazione della Legge di Stabilità


Il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato una volta compiuto l’adempimento dell’approvazione della Legge di Stabilità

Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto questa sera in Quirinale il Presidente del Consiglio, on. Silvio Berlusconi, accompagnato dal Sottosegretario dott. Gianni Letta. All’incontro ha partecipato il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Consigliere Donato Marra.

Il Presidente del Consiglio ha manifestato al Capo dello Stato la sua consapevolezza delle implicazioni del risultato del voto odierno alla Camera ; egli ha nello stesso tempo espresso viva preoccupazione per l’urgente necessità di dare puntuali risposte alle attese dei partner europei con l’approvazione della Legge di Stabilità, opportunamente emendata alla luce del più recente contributo di osservazioni e proposte della Commissione europea.

Una volta compiuto tale adempimento, il Presidente del Consiglio rimetterà il suo mandato al Capo dello Stato, che procederà alle consultazioni di rito dando la massima attenzione alle posizioni e proposte di ogni forza politica, di quelle della maggioranza risultata dalle elezioni del 2008 come di quelle di opposizione.

da Notizia.

Lettera del Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio sul decentramento delle sedi dei Ministeri sul territorio


“Mi risulta che il Ministro delle riforme per il federalismo e il Ministro per la semplificazione normativa, con decreti in data 7 giugno 2011 – peraltro non pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale – hanno provveduto a istituire proprie “sedi distaccate di rappresentanza operativa”; ho appreso altresì che analoghe iniziative verrebbero assunte a breve anche dal Ministro del turismo e dal Ministro dell’economia e delle finanze (quest’ultimo titolare di un importante Dicastero, anziché Ministro senza portafoglio come gli altri tre).” Inizia così la lettera inviata ieri dal Presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sul tema del decentramento delle sedi dei Ministeri sul Territorio.

“Come ho già avuto occasione di sottolineare al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dott. Letta – continua il Capo dello Stato – la dislocazione di sedi ministeriali in ambiti del territorio diversi dalla città di Roma deve tener conto delle disposizioni contenute nel regio decreto n. 33 del 1871, ancora pienamente vigente, che nell’istituire, all’articolo 1, Roma quale capitale d’Italia ha altresì previsto che in essa abbiano sede il Governo ed i Ministeri.

E’ altresì noto che la scelta di Roma capitale è stata costituzionalizzata con la riforma del titolo V della nostra Carta che, con la nuova formulazione dell’articolo 114, terzo comma, ha da una parte introdotto un bilanciamento con le più ampie funzioni attribuite agli enti territoriali e dall’altra ha posto un vincolo che coinvolge tutti gli organi costituzionali, compresi ovviamente il Governo e la Presidenza del Consiglio: vincolo ribadito dalla legge n. 42 del 2009, che all’art. 24 prevede un primo ordinamento transitorio per Roma capitale diretto “a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli Organi Costituzionali”.

Infine, recentemente e sia pure in un contesto non univoco, nel corso dell’esame parlamentare del d.l. n. 70 del 2011, sono stati discussi e votati diversi ordini del giorno finalizzati ad escludere ipotesi di delocalizzazione dei Ministeri pur nell’accoglimento, senza voto, di un o.d.g. (Cicchitto ed altri) di contenuto autorizzatorio.

Quanto al contenuto dei citati decreti istitutivi devo rilevare che i Ministri emananti, Ministri senza portafoglio, hanno provveduto autonomamente ad istituire sedi distaccate, rispettivamente, di un Dipartimento e di una Struttura di missione, che costituiscono parte dell’ordinamento della Presidenza del Consiglio.

Poiché ai fini di una eventuale sua elasticità, il decreto legislativo n. 303 del 1999, all’articolo 7, attribuisce al Presidente del Consiglio la facoltà di adottare con DPCM le misure per il miglior esercizio delle sue funzioni istituzionali, ritengo che l’autorizzazione ad una eventuale diversa allocazione di sedi o strutture operative, e non già di semplice rappresentanza, dovrebbe più correttamente trovare collocazione normativa in un atto avente tale rango, da sottoporre alla registrazione della Corte dei Conti per i non irrilevanti profili finanziari, come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 221 del 2002.

Peraltro l’apertura di sedi di mera rappresentanza costituisce scelta organizzativa da valutarsi in una logica costi-benefici che, in ogni caso, dovrebbe improntarsi, nell’attuale situazione economico-finanziaria, al più rigido contenimento delle spese e alla massima efficienza funzionale.

Tutt’altra fattispecie, prevista dalla stessa Costituzione e da numerose leggi attuative, è quella della esistenza, storicamente consolidata, di uffici periferici (come ad esempio i Provveditorati agli studi e le Sovraintendenze ai beni culturali e ambientali), che non può quindi confondersi in alcun modo con lo spostamento di sede dei Ministeri; spostamento non legittimato né dalla Costituzione che individua in Roma la capitale della Repubblica, né dalle leggi ordinarie, quale ad esempio l’articolo 17, comma 4-bis, della legge n. 400 del 1988, che consente di intervenire con regolamento ministeriale solo sull’individuazione degli uffici centrali e periferici e non sullo spostamento di sede dei Ministeri. Inoltre, il rapporto tra tali uffici periferici e gli enti locali va assicurato sull’intero territorio nazionale nell’ambito dei già delineati uffici territoriali di Governo.

Va peraltro rilevato che a fronte della scelta, non avente connotati di particolare rilievo istituzionale, di aprire meri uffici di rappresentanza, non giova alla chiarezza una recente nota della Presidenza del Consiglio, che inquadra tale iniziativa nell’ambito di “intese già raggiunte sugli uffici decentrati e di rappresentanza di alcuni ministeri sia al Nord che al Sud, come già in essere per molti altri ministeri”, così preludendo ad ulteriori dispersioni degli assetti organizzativi dei Ministeri tanto da consentire la prefigurazione, da parte di esponenti dello stesso Governo, di casuali localizzazioni in vari siti regionali o municipali delle amministrazioni centrali.

E’ necessario ribadire che tale evoluzione confliggerebbe con l’articolo 114 della Costituzione che dichiara Roma Capitale della Repubblica, nonché con quanto dispongono le leggi ordinarie attuative già precedentemente citate.

La pur condivisibile intenzione di avvicinare l’amministrazione pubblica ai cittadini, pertanto, non può spingersi al punto di immaginare una “capitale diffusa” o ” reticolare” disseminata sul territorio nazionale, in completa obliterazione della menzionata natura di Capitale della città di Roma, sede del Governo della Repubblica.

Ho ritenuto doveroso, onorevole Presidente, prospettarle queste riflessioni di carattere istituzionale – conclude il Presidente Napolitano – al fine di evitare equivoci e atti specifici che chiamano in causa la mia responsabilità quale rappresentante dell’unità nazionale e garante di princìpi e precetti sanciti dalla Costituzione”.

 Documento in formato PDF

Lettera del Presidente della Repubblica al Presidente del Consiglio sul decentramento delle sedi dei Ministeri sul territorio


“Mi risulta che il Ministro delle riforme per il federalismo e il Ministro per la semplificazione normativa, con decreti in data 7 giugno 2011 – peraltro non pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale – hanno provveduto a istituire proprie “sedi distaccate di rappresentanza operativa”; ho appreso altresì che analoghe iniziative verrebbero assunte a breve anche dal Ministro del turismo e dal Ministro dell’economia e delle finanze (quest’ultimo titolare di un importante Dicastero, anziché Ministro senza portafoglio come gli altri tre).” Inizia così la lettera inviata ieri dal Presidente della Repubblica,Giorgio Napolitano, al Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, sul tema del decentramento delle sedi dei Ministeri sul Territorio.

“Come ho già avuto occasione di sottolineare al Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dott. Letta – continua il Capo dello Stato – la dislocazione di sedi ministeriali in ambiti del territorio diversi dalla città di Roma deve tener conto delle disposizioni contenute nel regio decreto n. 33 del 1871, ancora pienamente vigente, che nell’istituire, all’articolo 1, Roma quale capitale d’Italia ha altresì previsto che in essa abbiano sede il Governo ed i Ministeri.

E’ altresì noto che la scelta di Roma capitale è stata costituzionalizzata con la riforma del titolo V della nostra Carta che, con la nuova formulazione dell’articolo 114, terzo comma, ha da una parte introdotto un bilanciamento con le più ampie funzioni attribuite agli enti territoriali e dall’altra ha posto un vincolo che coinvolge tutti gli organi costituzionali, compresi ovviamente il Governo e la Presidenza del Consiglio: vincolo ribadito dalla legge n. 42 del 2009, che all’art. 24 prevede un primo ordinamento transitorio per Roma capitale diretto “a garantire il miglior assetto delle funzioni che Roma è chiamata a svolgere quale sede degli Organi Costituzionali”.

Infine, recentemente e sia pure in un contesto non univoco, nel corso dell’esame parlamentare del d.l. n. 70 del 2011, sono stati discussi e votati diversi ordini del giorno finalizzati ad escludere ipotesi di delocalizzazione dei Ministeri pur nell’accoglimento, senza voto, di un o.d.g. (Cicchitto ed altri) di contenuto autorizzatorio.

Quanto al contenuto dei citati decreti istitutivi devo rilevare che i Ministri emananti, Ministri senza portafoglio, hanno provveduto autonomamente ad istituire sedi distaccate, rispettivamente, di un Dipartimento e di una Struttura di missione, che costituiscono parte dell’ordinamento della Presidenza del Consiglio.

Poiché ai fini di una eventuale sua elasticità, il decreto legislativo n. 303 del 1999, all’articolo 7, attribuisce al Presidente del Consiglio la facoltà di adottare con DPCM le misure per il miglior esercizio delle sue funzioni istituzionali, ritengo che l’autorizzazione ad una eventuale diversa allocazione di sedi o strutture operative, e non già di semplice rappresentanza, dovrebbe più correttamente trovare collocazione normativa in un atto avente tale rango, da sottoporre alla registrazione della Corte dei Conti per i non irrilevanti profili finanziari, come affermato dalla sentenza della Corte Costituzionale n. 221 del 2002.

Peraltro l’apertura di sedi di mera rappresentanza costituisce scelta organizzativa da valutarsi in una logica costi-benefici che, in ogni caso, dovrebbe improntarsi, nell’attuale situazione economico-finanziaria, al più rigido contenimento delle spese e alla massima efficienza funzionale.

Tutt’altra fattispecie, prevista dalla stessa Costituzione e da numerose leggi attuative, è quella della esistenza, storicamente consolidata, di uffici periferici (come ad esempio i Provveditorati agli studi e le Sovraintendenze ai beni culturali e ambientali), che non può quindi confondersi in alcun modo con lo spostamento di sede dei Ministeri; spostamento non legittimato né dalla Costituzione che individua in Roma la capitale della Repubblica, né dalle leggi ordinarie, quale ad esempio l’articolo 17, comma 4-bis, della legge n. 400 del 1988, che consente di intervenire con regolamento ministeriale solo sull’individuazione degli uffici centrali e periferici e non sullo spostamento di sede dei Ministeri. Inoltre, il rapporto tra tali uffici periferici e gli enti locali va assicurato sull’intero territorio nazionale nell’ambito dei già delineati uffici territoriali di Governo.

Va peraltro rilevato che a fronte della scelta, non avente connotati di particolare rilievo istituzionale, di aprire meri uffici di rappresentanza, non giova alla chiarezza una recente nota della Presidenza del Consiglio, che inquadra tale iniziativa nell’ambito di “intese già raggiunte sugli uffici decentrati e di rappresentanza di alcuni ministeri sia al Nord che al Sud, come già in essere per molti altri ministeri”, così preludendo ad ulteriori dispersioni degli assetti organizzativi dei Ministeri tanto da consentire la prefigurazione, da parte di esponenti dello stesso Governo, di casuali localizzazioni in vari siti regionali o municipali delle amministrazioni centrali.

E’ necessario ribadire che tale evoluzione confliggerebbe con l’articolo 114 della Costituzione che dichiara Roma Capitale della Repubblica, nonché con quanto dispongono le leggi ordinarie attuative già precedentemente citate.

La pur condivisibile intenzione di avvicinare l’amministrazione pubblica ai cittadini, pertanto, non può spingersi al punto di immaginare una “capitale diffusa” o ” reticolare” disseminata sul territorio nazionale, in completa obliterazione della menzionata natura di Capitale della città di Roma, sede del Governo della Repubblica.

Ho ritenuto doveroso, onorevole Presidente, prospettarle queste riflessioni di carattere istituzionale – conclude il Presidente Napolitano – al fine di evitare equivoci e atti specifici che chiamano in causa la mia responsabilità quale rappresentante dell’unità nazionale e garante di princìpi e precetti sanciti dalla Costituzione”.

Ministero dell’Interno, Portale delle Prefetture


Il portale delle Prefetture-UTG

Restyling per il sito web delle Prefetture

Il Ministero dell’Interno ha realizzato un nuovo sito web per le Prefetture – Uffici territoriali del Governo e per i Commissariati del Governo per le province di Trento e di Bolzano.

Frutto di un notevole lavoro interdisciplinare, il sito web risponde all’esigenza di dare alla collettività un prodotto omogeneo ed in grado di rispondere alle esigenze di informazione dell’utenza con particolare riguardo alle tematiche di aspetto squisitamente legato al territorio provinciale in cui operano le strutture periferiche del Ministero dell’Interno.

La nuova interfaccia, caratterizzata da una grafica accattivante e da una notevole rapidità e semplicità di accesso, rende la navigazione più intuitiva, mirata e maggiormente fruibile da parte degli utenti, ferma restando la facoltà di personalizzazione delle singole Sedi in base alle esigenze locali.

Inoltre, layout gradevole, colori riposanti e grafica curata, in linea con il portale www.interno.it, garantiscono la massima usabilità ed il rispetto dei requisiti di accessibilità, secondo quanto imposto dalla legge n. 4/2004 e dai relativi decreti attuativi.

I servizi delle Prefetture ai cittadini, alle imprese, agli enti pubblici e privati passano anche sul web: è sufficiente cliccare sui collegamenti di questa pagina per accedere direttamente alle Prefetture – Uffici territoriali del Governo di tutta Italia, direttamente dal proprio personal computer

da: Home page – Il portale delle Prefetture-UTG.

Federalismo fiscale: via libero definitivo al decreto sui fabbisogni standard


Il decreto legislativo sui fabbisogni standard di regioni, province e comuni è stato approvato in via definitiva dal Consiglio dei ministri del 18 novembre scorso. Spesa storica e fabbisogni standard, efficienza dei servizi e risparmi di spesa, è su questi parametri che nei prossimi anni si potrà valutare l’attuazione concreta del federalismo fiscale nei servizi erogati dalle amministrazioni pubbliche. Il processo di determinazione dei fabbisogni standard punta a soddisfare le esigenze dei cittadini promuovendo un uso più efficiente delle risorse pubbliche. Per valutare l’efficienza, l’efficacia e l’adeguatezza dei servizi erogati al fine di migliorarli a vantaggio di cittadini ed imprese servono però indicatori significativi. Il procedimento di individuazione di questi indicatori è affidato alla Società per gli studi di settore-Sose, con la collaborazione di altri soggetti qualificati, come l’Ifel, l’Istat e la Ragioneria dello Stato. La determinazione dei fabbisogni standard per regioni, province, comuni e città metropolitane rappresenta dunque un passaggio fondamentale nel percorso di attuazione del federalismo fiscale. L’avvio della fase transitoria per il superamento della spesa storica è prevista a partire dal 2012 e terminerà nel 2017. Il passaggio sarà graduale per gruppi di funzioni, le quali vengono individuate in via provvisoria dal decreto sui fabbisogni standard in attesa del varo della Carta delle Autonomie. Il fabbisogno standard sarà determinato con riferimento a ciascuna funzione fondamentale, ad un singolo servizio, o ad aggregati di servizi, in relazione alla natura delle singole funzioni fondamentali.

Paolo Lucchino, Una manovra da 25 miliardi


Lo scorso 31 Maggio, il Governo ha varato una manovra economica da 25 miliardi di Euro. – Cos’è una manovra economica? – Perché si è fatta questa manovra? – Quali sono i punti principali della manovra? – Se ne poteva fare una migliore?

leggi la scheda di Paolo Lucchino qui:

Una manovra da 25 miliardi

Ilvo Diamanti, La leggenda del premier eletto dal popolo – Politica – Repubblica.it


Alle elezioni politiche del 2008 il partito di cui è leader Berlusconi, il Pdl, ha, infatti, ottenuto il 37,4% dei voti validi, ma il 35,9% dei votanti e il 28,9% degli aventi diritto. Intorno a un terzo del “popolo”, insomma. Peraltro, prima di unirsi con An, fino al 2006, il partito di Berlusconi era Forza Italia, che non ha mai superato il 30% dei voti (validi). Al risultato del Pdl si deve, ovviamente, aggiungere il 10% (o l’8%, a seconda della base elettorale prescelta) ottenuto dalla Lega. I cui elettori, però, non hanno votato per Berlusconi. Visto che al Nord la Lega ha sottratto voti al Pdl, di cui è alleata e concorrente. E quando ha partecipato al governo (come in questa fase) si è sempre preoccupata di fare “opposizione”. Questa considerazione risulta ancor più evidente se si fa riferimento al risultato delle recenti europee. Dove si è votato con il proporzionale e con le preferenze personali. Il Pdl, il partito di Berlusconi, ha infatti ottenuto il 35,3% dei voti validi, ma il 33% dei votanti e il 21,9% degli aventi diritto. Lui, il Presidente, ha personalmente ottenuto 2.700.000 preferenze. Il 25% dei voti del Pdl, ma meno del 9% dei votanti. Il risultato “personale” più limitato, dal 1994 ad oggi.

La leggenda del premier eletto dal popolo – Politica – Repubblica.it

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Il libro bianco del welfare, ripubblicato come inserto speciale sul Sole 24 ore del 13 settembre 2009


Il Libro Bianco sul futuro del modello socia­le è il un documento di «valori e visioni» (per riprendere le parole del ministro) che traccia le linee culturali di politica sociale culturali del centrodestra.

Il Documento è costituito dal testo finale delle consultazioni pubbliche, durate quasi un anno,  sulle tesi contenute nel precedente Libro Verde.

il Libro si struttura attorno ai seguenti temi:

  • Previdenza
  • rafforza­mento del secondo pilastro pensionistico
  • sanità
  • idea di un servizio sanitario in cui – una volta ridefiniti i livelli essenziali delle pre­stazioni – al sostegno pubblico possono unir­si una copertura assicurativa privata
  • norme sul lavoro
  • Statuto dei lavori, con il nuovo sistema di tutele «a cerchi concentri­ci» calibrato sull’anzianità di servizio e il re­ale grado di dipendenza dei lavoratori, e la volontà forte di arrivare ad assetti contrat­tuali decentrati
  • assisten­za e integrazione sociale
  • red­dito di ultima istanza

Concetto di fondo ricorrenti sono la «sostenibilità del modello» e la «presa in carico».

Poteri e respon­sabilità vanno il più possibile decentrati a Regioni e enti locali (processo che andrà completato in parallelo all’attuazione del fe­deralismo fiscale). E agli attori classici della concertazione sociale (sindacati e associa­zioni imprenditoriali) si uniscono le comu­nità e le famiglie.

Scheda di presentazione di Paolo Ferrario che verrà ampiata nel corso delle lezioni.

Vai al testo:

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UN ANNO DI GOVERNO BERLUSCONI – PARTE II, La Voce.Info


Proseguiamo il bilancio dei 12 mesi del governo in carica con una seconda serie di schede, ciascuna delle quali dedicata a una materia. Quali sono stati i provvedimenti dell’esecutivo? Quali i loro effetti nel tempo? E le occasioni mancate?

POLITICHE PER LE FAMIGLIE, di Daniela Del Boca
FEDERALISMO, di Massimo Bordignon
FISCO, di Silvia Giannini e Mari Cecilia Guerra
INFORMAZIONE, di Michele Polo
INFRASTRUTTURE, di Andrea Boitani
LAVORO, di Pietro Garibaldi
SANITA, di Nerina Dirindin e Gilberto Turati
PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, di Carlo Dell’Aringa

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Avvisatore: agenda politica Parlamento e Governo


Avvisatore.it un giornale on-line confezionato prevalentemente con le interrogazioni parlamentari che giorno per giorno vengono presentate alla Camera ed al Senato. Di queste interrogazioni ed interpellanze la redazione si limita alla scelta del titolo. La redazione ed i collaboratori curano inoltre le sezioni dei commenti e delle notizie. Il Press Release redatto sulla base dei comunicati stampa dei clienti e degli amici di Itinera, una societ che si occupa di consulenza di comunicazione e servizi di relazioni pubbliche che pubblica questo giornale on-line. Itinera Srl una societ leader nei servizi di monitoraggio parlamentare. La redazione a disposizione dei lettori per ogni ulteriore informazione e per fornire, ove richiesto, la risposta alle interrogazioni pubblicate.

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governi italiani: V Legislatura (5 giugno 1968 – 28 febbraio 1972) elezioni politiche il 19 maggio 1968


V Legislatura (5 giugno 1968 – 28 febbraio 1972) elezioni politiche il 19 maggio 1968

Governo Andreotti

Governo Colombo

Governo Rumor III

Governo Rumor II

Governo Rumor

Governo Leone II

viaGoverno Italiano – I governi italiani.

governi italiani: VIII Legislatura (20 giugno 1979 – 4 maggio 1983) elezioni politiche il 3 giugno 1979


VIII Legislatura (20 giugno 1979 – 4 maggio 1983) elezioni politiche il 3 giugno 1979

Governo Fanfani V

Governo Spadolini II

Governo Spadolini

Governo Forlani

Governo Cossiga II

Governo Cossiga

viaGoverno Italiano – I governi italiani.