Banca dati del Consiglio Regionale della Lombardia

banca dati del Consiglio Regionale della Lombardia   

All’interno della banca dati sono presenti tutte le leggi e i regolamenti della Regione Lombardia.

La consultazione delle leggi e dei regolamenti avviene nel testo vigente: viene infatti fornito sempre l’ultimo testo in vigore a disposizione.

Ove disponibili e non particolarmente complessi sotto il profilo tecnico e/o grafico sono forniti anche i documenti allegati ai testi normativi.

E’ offerta anche la possibilità di consultazione del testo storico inizialmente approvato e dei vari testi previgenti intervenuti nel corso del tempo (al momento questa opportunità è offerta, in modo completo, per i soli testi pubblicati e promulgati, oppure modificati, a partire dal 1995\VI legislatura); i vari testi sono anche confrontabili fra loro con evidenziate le parti oggetto di modifica.

E’ inoltre disponibile il “link” alle norme citate nel testo consultato, siano esse regionali o nazionali (collegamento al sito “http://www.normattiva.it”, cui la Regione collabora attraverso le iniziative assunte dalla Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome) ed è possibile visualizzare i riferimenti attivi e passivi (vale a dire le disposizioni normative modificate dal testo normativo consultato o modificanti il testo stesso).
Avviso: i riferimenti attivi e passivi sono generati e gestiti automaticamente dal programma e potrebbero, in alcuni casi, contenere indicazioni non perfettamente coerenti.

I provvedimenti sono classificati per legislatura e per anno nonché per varie tipologie (materia, status ecc); attraverso il menù ad albero posto a sinistra dello schermo è possibile consultare rapidamente i documenti d’interesse. Per ricerche più approfondite è possibile utilizzare le funzioni di Ricerca semplice o di Ricerca avanzata.

La maschera di ricerca contiene i diversi criteri sulla base dei quali si può effettuare la ricerca dei testi normativi. In alcuni campi la maschera presenta una serie di opzioni, che possono essere selezionate o de-selezionate con il mouse.

Si precisa che si sono considerate abrogate solo le disposizioni per le quali vi è stata una puntuale ed espressa indicazione da parte del legislatore, dando anche conto, ove possibile, sia nelle classificazioni che nelle note, delle abrogazioni sottoposte a condizione.

I testi contengono inoltre note in merito ad eventuali interventi operati dalla Corte costituzionale

Banca dati del Consiglio Regionale della Lombardia.


Reform è un servizio interamente gratuito, finanziato e gestito dallaProvincia di Pisa tramite la sua partecipata Reform srl. La sua finalità prevalente è quella di aiutare gli operatori della funzione pubblica locale, lavoratori e amministratori, a sostenere la evoluzione delle competenze professionali, così come richiesto dai processi di riforma che sono in atto nel nostro Paese

On line troverà un sito completamente rinnovato. Supportato da una piattaforma completamente nuova e da una grafica al passo con i tempi. Potrà navigare in maniera rapida e intuitiva grazie ai moduli di navigazione semantica, senza però rinunciare alle possibilità di ricerca più tradizionali, come il sistema di archiviazione che abbiamo conservato, portando nella nuova release decine e decine di migliaia di link.

Per sfruttare a pieno le nuove funzionalità la invitiamo ad accedere alla pagina di registrazione e reinserire le proprie credenziali, confermando la mail che successivamente le sarà inviata.

Come lei saprà, Reform è un servizio interamente gratuito, finanziato e gestito dallaProvincia di Pisa tramite la sua partecipata Reform srl. La sua finalità prevalente è quella di aiutare gli operatori della funzione pubblica locale, lavoratori e amministratori, a sostenere la evoluzione delle competenze professionali, così come richiesto dai processi di riforma che sono in atto nel nostro Paese.

Nelle prossime settimane saranno attivati nuovi servizi, con l’intento di favorire la partecipazione degli utenti alla costruzione dei nuovi asset, per mettere a punto lo strumento e per focalizzarlo ancora di più sulle reali necessità di chi opera nella Pubblica Amministrazione. Già fino da ora è gradito, ma forse è indispensabile, il suo aiuto: ci scriva le sue opinioni, le sue osservazioni, le sue critiche all’indirizzo reform@reform.it.
Ne terremo conto.

Fabiano Corsini
Direttore di Reform



Paolo Ferrario, AUDIO LEZIONE su ANALISI DELLE RIFORME: METODI E TECNICHE


vademecum «Dalla parte del paziente. Privacy: le domande più frequenti», a cura del Garante per la protezione dei dati personali da parte di pazienti e personale sanitario

In tema di privacy e salute, sono tante le domande che vengono quotidianamente poste all’attenzione del Garante per la protezione dei dati personali da parte di pazienti e personale sanitario. Per agevolare le attività degli operatori del settore sanitario e migliorare la qualità dei servizi offerti a chi accede a studi medici, ospedali, farmacie e a qualunque altro luogo di analisi o cura, il Garante ha pubblicato il vademecum «Dalla parte del paziente. Privacy: le domande più frequenti», è suddiviso in sette parti: – Il paziente informato; – Informazioni sulla salute; – In attesa; – Telecamere e internet; – La salute dei dipendenti; – HIV; – Sanità elettronica. Al termine della guida è stato inserito un breve ma utilissimo glossario che spiega i termini tecnici maggiormente utilizzati. Chi vuole approfondire gli aspetti legati alla tutela della privacy in ambito sanitario può consultare il Codice della privacy, la documentazione e i provvedimenti pubblicati sul sito internet www.garanteprivacy.it oppure contattare direttamente gli uffici del Garante.


Normattiva’: il finale di una storia infinita?, di Daniele Marongiu

è la banca dati istituzionale di tutta la legislazione nazionale dal ‘46 ad oggi nel testo vigente. Chiaramente, un servizio di questa natura è ben noto ai giuristi di professione, che però sono portati a considerarla una rivoluzione relativa, dal momento che essi già avevano accesso, per ovvie esigenze professionali, alle banche dati legislative a pagamento; viceversa, i cittadini non-giuristi difficilmente sono a conoscenza di questo strumento, e, paradossalmente, è proprio per essi che esso può aprire nuovi scenari, tenuto anche conto dell’intuitività d’uso. Occorre comunque fare un passo indietro, per capire la reale portata di un servizio come “Normattiva”, e per non dimenticare quanto sia stato faticoso arrivarci. Fino alla fine degli anni novanta, le banche dati della legislazione vigente erano rigorosamente a pagamento, e costituivano un business consolidato, che nessuno aveva interesse ad intaccare, nemmeno il Parlamento, anche perché lo Stato era esso stesso, similmente ad alcuni editori privati, gestore di servizi di documentazione normativa che erano piuttosto onerosi per gli utenti, e quindi fonte di entrate sicure per le casse pubbliche. La volontà di superare questo sistema è stata espressa in modo netto nel 2000, attraverso la legge n. 388 (la “finanziaria 2001”), che all’articolo 107 istituiva “un fondo destinato al finanziamento di iniziative volte a promuovere l’informatizzazione e la classificazione della normativa vigente al fine di facilitarne la ricerca e la consultazione gratuita da parte dei cittadini”. Gli elementi c’erano dunque tutti: la banca dati doveva riguardare la normativa “vigente” e doveva essere “gratuita”. Tuttavia, sono stati necessari dieci anni perché tale legge trovasse attuazione. Nel frattempo ci sono stati alcuni tentativi di divulgazione gratuita delle leggi vigenti, tuttavia poco funzionali, come il celebre “normeinrete”, che all’inizio entusiasmava ma che è durato relativamente poco, e che comunque non era una banca-dati, ma un motore di ricerca delle leggi pubblicate in una molteplicità di siti istituzionali, con criteri quindi molto eterogenei. Oppure, vi è stata la creazione di banche dati settoriali nei siti dei principali ministeri, non sempre però all’altezza. Alcune, sicuramente, molto valide, come quella del Ministero dei trasporti, o quella della sanità, o ancora quella delle finanze, le quali comunque avevano il difetto intrinseco di essere parziali. Altre decisamente poco affidabili: basti pensare che vi sono siti di ministeri di primo piano nei quali – ancora oggi – se si va nella sezione “legislazione” e si cerca, per esempio, la legge n. 241 del 1990, si ottiene sì l’atto, ma quello della prima stesura del ‘90, senza alcun avvertimento circa il fatto che si tratti del testo storico (anzi, tutto lascerebbe pensare all’utente di avere di fronte la versione attuale della norma). In definitiva: l’unico modo per essere certi di avere a che fare con banche dati affidabili, prima, era quello di conoscere in anticipo i testi delle leggi, e così risultava vanificata pressoché tutta l’utilità di tali servizi per l’utenza dei non-professionisti.


Vantaggi
“Normattiva”, da questo punto di vista, ha un’affidabilità molto elevata: occorre darne atto. Il servizio, che era stato accolto all’inizio con opportuno scetticismo dai più attenti osservatori, oggi si rivela più efficiente di quanto le premesse lasciassero sperare. Il testo di ogni norma è aggiornato pressoché in tempo reale rispetto alle ultime modifiche, e la banca dati è completa non solo di tutti gli atti con forza di legge dal ‘46 ad oggi, ma anche di una mole significativa di regolamenti. A ciò si aggiunge il fatto che, oltre alla funzione di ricerca del testo vigente, è possibile ottenere (su specifica opzione) il testo storico, e anche il testo “vigente ad una certa data”: opzione particolarmente utile, che fino a pochi mesi fa era prerogativa assoluta dei servizi a pagamento. Inoltre, vi sono diverse funzioni-corollario fra cui quella che permette di ottenere le circolari collegate ad ogni articolo di legge. Il merito di una realtà “stranamente efficiente” è ovviamente distribuito, sia nel tempo fra coloro che si sono avvicendati nella sua creazione (e nel rompere le resistenze), che fra i soggetti che oggi vi contribuiscono (si tratta però di un lavoro fondamentalmente tecnico, che trascende i cambi di legislatura).


Limitazioni
Il servizio ha alcuni limiti. Anzitutto, non contiene le leggi precedenti al ‘46, e ciò comporta “vuoti” non accettabili: manca per esempio il testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (il R.D. n. 773 del 1931). In secondo luogo, “Normattiva” non contiene le leggi regionali, ma si limita ad un rimando alle relative banche dati che, come è noto, hanno performance piuttosto eterogenee. In terzo luogo si ha il limite, forse più criticato dagli osservatori, che è quello relativo alla non-ufficialità dei testi, e alla prevalenza, in caso di discordanze, della versione in gazzetta ufficiale. In effetti, la vera “rivoluzione” la si avrà quando il testo on line avrà carattere di ufficialità; tuttavia, questo profilo di debolezza ha due attenuanti: la prima, è che, poiché il sito è curato dal Poligrafico, in un’ottica pragmatica si può presumere che il testo originario sia il medesimo per la pubblicazione on-line e per quella cartacea, e che quindi la probabilità di discordanze sia molto bassa; la seconda attenuante è che, comunque, il passo avanti che si è fatto con la gratuità è di per sé notevole, per cui si può accettare una certa gradualità che veda l’ufficialità come un passo successivo. Ilprincipale limite, però, è di essere poco conosciuto da chi ne dovrebbe essere il principale utente, ossia il cittadino in cerca di una mappa nella Biblioteca di Babele del sistema legislativo italiano.


Daniele Marongiu

da: eGov – Scenari – ‘Normattiva’: il finale di una storia infinita?.


La leggenda dei costi standard

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In un lungo articolo sul Corriere della Sera di domenica 20 febbraio, Sergio Rizzo e Mario Sensini hanno proposto una loro interpretazione dei nuovi costi standard sanitari contemplati nel decreto in discussione in Parlamento: “Se il prezzo di una siringa è, poniamo, di 5 centesimi, lo Stato rimborserà solo quella cifra. Chi vuole spendere di più, si arrangi”. Semplice, chiaro, di una efficacia spietata. Peccato che non sia così.
E sì perché nel decreto sul federalismo fiscale regionale e i costi standard sanitari non c’è scritto niente di tutto questo.
La vera novità dei costi standard, infatti, sta nell’individuazione, oggi assente, di Regioni modello o benchmark, la cui spesa faccia da riferimento per stabilire, non il costo standard ottimale per singola prestazione o singolo dispositivo medico, quanto “la spesa standard ottimale per grandi funzioni di spesa” alla quale dovranno adeguarsi tutte le Regioni.

Eppure attorno al modello di costo standard evocato da Rizzo e Sensini si sta costruendo una leggenda politica che vuole finalmente vincente i buoni, cioè chi spende meno e meglio, contro i cattivi, quelli che spendono male e tanto per la stessa cosa. Una siringa, per l’appunto.
Una visione assolutamente lontana dalla realtà. Non solo perché la legge in discussione non parla di questo. E anche se lo facesse, almeno per il momento, non sarebbe applicabile, vista l’assenza di dati confrontabili per singola prestazione o per singolo costo di una tecnologia o presidio medico, con l’eccezione dei farmaci per i quali da sempre c’è un prezzo di rimborso uguale per tutti. Quanto per il fatto che la grossa parte della spesa sanitaria non è fatta di acquisti di beni e servizi (fermo restando che è ovvio come si debba in ogni caso arrivare ad avere prezzi e costi di riferimento confrontabili per tutti i beni e i servizi sanitari) ma dal complesso delle spese per tutti i servizi sanitari e assistenziali erogati che, al netto di farmaci e beni e servizi, assorbono più o meno il 60% della spesa del Ssn.

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l’intero articolo qui:

http://www.quotidianosanita.it/cronache/articolo.php?articolo_id=2932&&cat_1=1&&cat_2=0&&tipo=articolo


Piano Sanitario Nazionale 2011-2013”

Piano sanitario nazionale approvato dal Consiglio dei Ministri

Il Piano Sanitario Nazionale (PSN) 2011-2013 approvato, su proposta del Ministro della salute, dal Consiglio dei Ministri nella seduta del 21 gennaio 2010, è basato sui principi di responsabilità pubblica per la tutela del diritto di salute della comunità e della persona; di eguaglianza e di equità d’accesso alle prestazioni; di libertà di scelta; di informazione e di partecipazione dei cittadini; di gratuità delle cure nei limiti stabiliti dalla legge, di globalità della copertura assistenziale come definito dai livelli essenziali di assistenza (LEA). Il Piano Sanitario Nazionale valorizza le eccellenze del servizio sanitario e investe in settori strategici, come la prevenzione, la ricerca, le innovazioni mediche. La salute è un bene collettivo da conquistare e tutelare attraverso l’integrazione tra le azioni che competono alle Istituzioni ed alla società. Tra le novità: ambulatori aperti 24 ore gestiti dai medici di famiglia, per i casi meno gravi, evitando il ricorso al pronto soccorso degli ospedali. Tra gli obiettivi da raggiungere nel Piano triennale, vanno promossi e sviluppati una serie di interventi, quali, fra l’altro: prestazioni sulla base del quadro clinico del paziente; percorsi diagnostici terapeutici (Pdt), fissati i relativi tempi massimi di attesa; gestione degli accessi attraverso l’uso del sistema Cup; vigilanza sistematica delle situazioni di sospensione della prenotazione e dell’erogazione delle prestazioni; comunicazione sulle liste d’attesa attraverso campagne informative e apertura di Uffici relazioni con il pubblico,ecc.


sanità e federalismo, diritti e risorse. Le proposte della Cgil 1dicembre

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la massima preoccupazione dei cittadini in questi anni è stata la sicurezza dei servizi sanitari.

La fotografia degli ultimi quattordici anni di sanità non lascia dubbi: la massima preoccupazione  dei cittadini in questi anni è stata la sicurezza dei servizi sanitari. I numeri parlano chiaro: nei 14 anni considerati dal Rapporto Pit presentato oggi (18 novembre 2010 – ndr), dal 1996 al 2009, in media la sicurezza – intesa come presunti errori di diagnosi e terapia, sangue infetto, infezioni ospedaliere, condizioni delle strutture, negligenze del personale sanitario e reazioni a cure farmacologiche – ci ha fatto registrare il 28% delle segnalazioni e ancora nel 2009 risulta la problematica più segnalata.

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segue qui:

Diritti: non solo sulla carta.


Ministero della salute e Conferenza delle Regioni, Piano sanitario nazionale 2011-2013

La Conferenza delle Regioni del 18 novembre ha licenziato, come preannunciato dal Presidente Vasco Errani, il documento concertato con il Ministero della salute, relativo al Piano sanitario nazionale 2011-2013. Il Piano sarà prossimamente iscritto, nella sua versione definitiva, all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni.
Il testo integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it. Il link è:
http://www.regioni.it/upload/181110_per_PSN.pdf
Si riporta di seguito il testo della “premessa” e l’indice del documento
PREMESSA
Il Piano Sanitario Nazionale (PSN) 2011-2013 pone le proprie fondamenta nei principi di responsabilità pubblica per la tutela del diritto di salute della comunità e della persona; di universalità, di eguaglianza e di equità d‟accesso alle prestazioni; di libertà di scelta; di informazione e di partecipazione dei cittadini; di gratuità delle cure nei limiti stabiliti dalla legge; di globalità della copertura assistenziale come definito dai LEA (in attesa del nuovo documento).
Il PSN s‟inserisce in un quadro istituzionale e normativo, nazionale ed internazionale, altamente complesso ed articolato che vede la necessità di armonizzare il servizio sanitario rispetto sia ai princìpi della Comunità Europea sia ad un contesto nazionale che si connota per una progressiva evoluzione verso la devoluzione, improntata alla sussidiarietà, di poteri dallo Stato alle Regioni. Tale processo, avviato con la modifica al Titolo V della Costituzione, la quale ha posto in capo allo Stato la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza e alle Regioni la responsabilità della loro effettiva applicazione nel proprio territorio, vede, nella fase contemporanea, l‟attuazione delle disposizioni in materia di federalismo fiscale contenute nell‟articolo 119 della Costituzione, in conformità a quanto sancito dal Patto di Stabilità tra Stato e Regioni. La modifica del quadro costituzionale ha inoltre generato significativi cambiamenti del sistema di governance, sempre più orientato verso un approccio di concertazione tra Stato e Regioni che si concretizza principalmente attraverso l‟utilizzo dello strumento “pattizio”.
Con l‟approvazione del riparto delle disponibilità finanziarie del Servizio Sanitario Nazionale per l‟anno 2010 si è chiusa una complessa fase di programmazione economico-finanziaria e di regolazione del SSN che si era aperta con le previsioni del decreto legge n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008, all‟art. 79, n. 1 bis, il quale prevede che “per gli anni 2010 e 2011 l‟accesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato derivante da quanto disposto dal comma 1, rispetto al livello di finanziamento previsto per l‟anno 2009, è subordinato alla stipula di una specifica intesa fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano (…)”. Tale intesa, com‟è noto, è in seguito slittata, su istanza delle Regioni, all‟anno 2009, nel corso del quale si è lavorato alla definizione del Patto per la salute, sancito dalla Conferenza Stato Regioni in data 3 dicembre 2009. L‟incertezza del quadro finanziario in materia sanitaria, conseguenza delle vicende sopra esposte, ha suggerito il differimento al triennio 2011-2013 del nuovo Piano Sanitario Nazionale già previsto per il triennio 2009-2011.
All‟interno dello scenario sopra descritto il PSN pone come macro obiettivo del Servizio Sanitario Nazionale non solo quello della promozione “della salute dei cittadini”, bensì quello della promozione del “benessere e della salute dei cittadini e delle comunità”, nella consapevolezza che “la vera ricchezza del sistema sanitario è la salute dei cittadini”. In questo ambito occorre che il SSN assuma anche il ruolo di facilitatore di una strategia di coordinamento tra le diverse istituzioni e d‟integrazione degli indirizzi delle politiche intersettoriali ai fini di orientare positivamente ed in maniera sinergica i determinanti della salute e del benessere, in conformità alle direttive della Carta di Tallinn (2008) dell‟OMS. L‟efficacia del Piano, pertanto, è strettamente correlata alla capacità dei diversi soggetti istituzionali, tra i quali gli Enti Locali, di cooperare e di trasformare operativamente, tenendo in considerazione le specificità locali, gli indirizzi in esso riportati.
Le grandi sfide assistenziali che caratterizzano la programmazione nazionale – primi tra tutti 6
i problemi di assistenza socio sanitaria connessi alla non autosufficienza, l‟elevata presenza di anziani e grandi anziani, le disponibilità di terapie/diagnosi ad alto costo indirizzate a specifiche coorti di assistiti – oltre a richiedere un‟efficace integrazione delle politiche, degli indirizzi e degli interventi da parte delle diverse aree del welfare, necessitano anche di un sistema coeso che porti alla convergenza dei finanziamenti, provenienti dai diversi settori coinvolti, su obiettivi ed ambiti tematici condivisi e delineati.
In considerazione dell‟elevata crescita di risorse assorbite, derivante soprattutto dalle suddette sfide assistenziali, la sostenibilità economica del SSN deve essere garantita attraverso un sistema di governance multilivello (nazionale, regionale ed aziendale) capace di assicurare un costante equilibrio tra il sistema delle prestazioni e quello dei finanziamenti. Tale equilibrio deve essere mantenuto in un contesto evolutivo altamente dinamico dei sistemi sanitari regionali e nazionali e deve contemperare i requisiti di efficacia con quelli di efficienza, attraverso il rispetto di criteri di costi definiti nell‟ambito dei rapporti di Stato-Regioni. La sostenibilità del sistema risulta pertanto direttamente collegata ad azioni di governance volte al recupero di efficienze e di appropriatezza nell‟erogazione degli attuali LEA, al livello di coerenza degli indirizzi nazionali di politica sanitaria con il quadro delle risorse economiche rese disponibili, al grado di collegamento delle azioni d‟integrazione delle strategie a tutela della salute con la messa a disposizione dei corrispettivi finanziamenti da parte dei vari soggetti coinvolti.
Obiettivi specifici, che rappresentano anche la sfida del PSN, sono da un lato, quelli di valorizzare gli elementi d‟eccellenza del Servizio Sanitario e di investire in settori strategici quali la prevenzione, le nuove tecnologie, i sistemi informatici ed informativi, laclinical governance e la sicurezza delle cure, la ricerca e le innovazioni mediche; dall’altro, quelli di affrontare le criticità del sistema, con particolare attenzione al recupero di efficienze e di appropriatezza e al miglioramento della qualità percepita da parte dei cittadini, il tutto in un quadro di sostenibilità.
In considerazione di quanto sopra, e dell‟importanza crescente che stanno assumendo altri strumenti di progettazione, quali Accordi ed Intese definiti nella Conferenza Stato-Regioni, è necessario compiere una riflessione sul ruolo che s‟intende assegnare al PSN all‟interno del Servizio Sanitario Nazionale.
In uno scenario che si connota per la presenza di una molteplicità di soggetti e di strumenti di programmazione, il PSN rappresenta lo strumento di definizione delle macro linee d‟indirizzo della programmazione sanitaria. Esso, pertanto, costituisce:
• una cornice di sintesi all‟interno della quale vanno ricondotti i diversi Accordi, piani e programmi, con evidenza degli elementi di coordinamento, integrazione e sinergia tra di essi. Le macro linee d‟indirizzo definite dal PSN, e frutto del processo di concertazione con le Regioni, trovano declinazione operativa nelle attività, nei documenti e negli accordi prodotti dai tavoli tecnici e dalle commissioni;
• l‟elemento di garanzia dell’uniforme applicazione degli obiettivi e dei LEA a livello nazionale nella salvaguardia delle specificità territoriali, in rispondenza alle analisi dei bisogni e delle risorse di ciascun contesto locale.
Indice
PREMESSA 5
1. IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE NEL CONTESTO EUROPEO E STRATEGIE D’INTERNAZIONALIZZAZIONE 7
1.1 SFIDE EUROPEE DEL SSN 7
1.1.2 ESPERIENZE INTERNAZIONALI 8
1.2 SFIDE ASSISTENZIALI DEL SSN ITALIANO 9
1.2.1 GARANZIA DEI DIRITTI 10
1.2.2 LINEE PRIORITARIE DI SVILUPPO 11
1.2.3 SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA E COSTI STANDARD 13
1.2.4 RAPPORTO CON I CITTADINI E PARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI 14
1.3 GOVERNANCE DEL SSN 16
1.4 PUNTI DI FORZA DEL SSN 17
1.5 CRITICITÀ DEL SISTEMA E PROSPETTIVE DI MIGLIORAMENTO 17
1.5.1 MIGLIORAMENTO DELL‟APPROPRIATEZZA 19
1.5.2 MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ PERCEPITA 20
1.5.3 MIGLIORAMENTO DELLA PRESA IN CARICO DEL CITTADINO 20
1.6 RISORSE UMANE DEL SSN 21
2. AZIONI PER LO SVILUPPO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 24
2.1 RILANCIARE LA PREVENZIONE 24
2.2 AZIONI PER IL CONTROLLO DEI DETERMINANTI AMBIENTALI 26
2.3 AZIONI PER LA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO 27
2.4 SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA E BENESSERE ANIMALE 29
2.5 SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E NUTRIZIONE 31
2.6 HEALTH IMPACT ASSESSMENT 35
2.7 CENTRALITÀ DELLE CURE PRIMARIE E DELLE STRUTTURE TERRITORIALI 37
2.7.1 CURE PRIMARIE 37
2.7.2 CONTINUITÀ DELLE CURE ED INTEGRAZIONE OSPEDALE TERRITORIO 39
2.7.3 RETE ASSISTENZIALE TERRITORIALE 40
2.8 RIORGANIZZAZIONE DELLA MEDICINA DI LABORATORIO E DELLA DIAGNOSTICA DI LABORATORIO E PER IMMAGINI 44
2.9 RETI OSPEDALIERE 47
2.9.1 PROBLEMATICA DEI PICCOLI OSPEDALI 48
2.9.2 RIORGANIZZAZIONE DELLE RETI OSPEDALIERE REGIONALI 49
2.9.3 RETE DELL‟EMERGENZA URGENZA 50
2.10 RIABILITAZIONE 52
2.11 VALUTAZIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE SANITARIE 54 3
2.11.1 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT: LOGICA DI APPROPRIATEZZA E SOSTENIBILITÀ DELLE CURE 54
2.11.2 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT: METODOLOGIA 55
2.11.3 ATTUAZIONE DELL‟HTA IN ITALIA 56
2.12 INVESTIMENTI PER L’AMMODERNAMENTO STRUTTURALE E TECNOLOGICO DEL SSN 57
3. MONITORAGGIO, APPROPRIATEZZA ED UNIFORMITÀ DEI LEA 61
3.1.1 LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA) 61
3.1.2 LISTE DI ATTESA 62
3.1.3 INTEGRAZIONE SANITARIA E SOCIO SANITARIA 65
3.1.4 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE 67
3.2 NUOVO SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO: STRUMENTO DI RIFERIMENTO NAZIONALE PER LA MISURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA 69
3.3 APPROPRIATEZZA 70
3.3.1 CLINICAL GOVERNANCE 71
4. TEMATICHE DI SISTEMA 74
4.1 RICERCA ED INNOVAZIONE SANITARIA 74
4.2 INFORMATION AND COMMUNICATION TECHNOLOGY 75
4.3 ASSISTENZA FARMACEUTICA 78
4.4 DISPOSITIVI MEDICI 80
4.5 ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE D’OFFERTA 82
4.6 FASI DELLA VITA 84
4.6.1 IL PERCORSO NASCITA 84
4.6.2 ETÀ SENILE 87
5. VALUTAZIONE DEL PSN 90
5.1 GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE ATTUALMENTE PRESENTI NELL’ORDINAMENTO 90
5.2 GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE DI UN SISTEMA PROGRAMMATO E DINAMICO 92
ALLEGATI 95
A. MUTAMENTI DEMOGRAFICI ED EPIDEMIOLOGICI 95
A.1 MUTAMENTI DEMOGRAFICI 95
A.2 MUTAMENTI EPIDEMIOLOGICI 96
B. PATOLOGIE RILEVANTI 98 4
B.1 MALATTIE CARDIOVASCOLARI 98
B.2 MALATTIE ONCOLOGICHE 100
B.2.1 CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE 101
B.3 MALATTIE RESPIRATORIE CRONICHE 102
B.4 OBESITÀ 103
B.5 DIABETE 105
B.6 SALUTE MENTALE 106
B.7 DIPENDENZE PATOLOGICHE 107
B.7.1 ABUSO DI ALCOL 107
B.7.2 TOSSICODIPENDENZE 108
B.8 MALATTIE INFETTIVE 109
B.9 MALATTIE RARE 111
B.10 PAZIENTI AD ALTO GRADO DI TUTELA 113
Documento integrale: www.regioni.it/upload/181110_per_PSN.pdf
(red/23.11.10)

DA :Newsletter n. 1691 del martedì 23 novembre 2010.


CAMPEDELLI M., CARROZZA P., PEPINO L. (a cura di), Diritto di welfare

CAMPEDELLI M., CARROZZA P., PEPINO L. (a cura di)

Diritto di welfare

Manuale di cittadinanza e istituzioni sociali

Collana “Collana del centro di ricerca Wiss”

pp. 624, € 42,00
978-88-15-13919-1
anno di pubblicazione 2010

in libreria dal 14/10/2010

Copertina 13919


Il volume è frutto di un confronto multidisciplinare svoltosi nell’arco di più di un anno fra giuristi, economisti, sociologi ed esperti di politiche comunitarie impegnati a vario titolo nel welfare. Esso si propone in primo luogo di offrire a ricercatori e operatori del diritto – funzionari pubblici, magistrati, avvocati – una base “giuridicamente riconoscibile” degli elementi del sistema di welfare, dato che nel quadro di questo sistema essi sempre più sono chiamati ad operare. Si propone inoltre di riaffermare, in un momento in cui la crisi economica e finanziaria mette in discussione o a rischio molti aspetti del welfare, i principi e i valori sociali del sistema costituzionale italiano, e l’intangibilità dei diritti sociali che su quei principi e valori si fondano. Tre sono le parti in cui la ricerca si articola: globalizzazione ed europeizzazione; le istituzioni del welfare; l’effettività dei diritti sociali nella crisi del welfare. Al loro interno viene dedicata speciale attenzione a temi e questioni di perdurante attualità, quali i livelli essenziali delle prestazioni, la normazione del terzo settore, le ricadute del federalismo sul welfare, il diritto dei migranti.

Massimo Campedelli dirige il laboratorio di Epidemiologia di cittadinanza del Consorzio Mario Negri Sud ed è vice coordinatore del Laboratorio di Ricerca WISS – Welfare, Innovazione, Servizi e Sviluppo della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa. Paolo Carrozzaè professore ordinario di Diritto costituzionale nella Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, dove coordina anche il Laboratorio di Ricerca WISS. Livio Pepino, magistrato di Cassazione, è direttore della rivista “Questione giustizia” e presidente dell’Associazione studi giuridici Giuseppe Borrè.

Volumi – CAMPEDELLI M., CARROZZA P., PEPINO L. (a cura di), Diritto di welfare.


Paolo Ferrario, Carte dei servizi, una tutela in più per il benessere individuale, in Blog di Stannah | Muoversi Insieme

Carte dei servizi, una questione di qualità,  introduzione di Alessandra Cicalini

Una società evoluta si riconosce dall’attenzione del cittadino alla qualità dei servizi che utilizza. Chi li eroga dovrebbe tenerne conto adottando regole comprensibili per tutti. A questo scopo sono natele Carte dei servizi, sulle quali si sofferma Paolo Ferrario nell’articolo che pubblichiamo oggi nell’area Magazine, settore Diritti dei consumatori. Il nostro esperto ricostruisce le origini sociali e legislative di questo importante strumento adottato in Italia dagli anni Novanta in poi da moltissime strutture pubbliche e private (pensate che di “carte” oggi ce ne sono oltre quindicimila!). Soprattutto invita a soffermarsi sul significato di “servizio”, soggetto a subire metamorfosi al mutare degli interessi degli stessi cittadini-consumatori. Oggi, per esempio, la stessa parola “qualità” ha assunto molteplici sfumature, di qui la necessità di comunicare con chiarezza gli obiettivi del servizio che si sta offrendo (per esempio nell’ambito sanitario, ma si potrebbe dire lo stesso per quel che si prefigge il Terzo settore) sia tra chi lo organizza sia tra chi ne fruisce. In altri termini, il controllo sulla corrispondenza tra quanto riportato nella Carta e quanto attuato nella pratica spetta anche al cittadino: più si è informati e consapevoli, più la società funziona e, se possibile, evolve. Voi che cosa ne pensate? Conoscevate l’esistenza delle Carte dei servizi? Sareste contenti di scoprire che i servizi che usate normalmente sono annoverati in una delle quindicimila già esistenti? Leggete l’articolo di Paolo Ferrario e poi raccontateci la vostra esperienza.


LEGGE 8 ottobre 2010, n. 170 Nuove norme in materia di disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico


Le osservazioni di Anci Lombardia al piano socio-sanitario regionale 2010-2014

Le osservazioni di Anci Lombardia al piano socio-sanitario regionale 2010-2014
Rilevati obiettivi ambiziosi e di miglioramento della qualità, ma anche uno scarso coinvolgimento delle autonomie locali nell’attuazione del Piano.
IN ALLEGATO: il piano socio-sanitario regionale (PSSR) 2010-2014 e le osservazioni di Anci Lombardia.

Il più che positivo giudizio che gli esperti e l’opinione pubblica del nostro Paese danno del sistema sanitario, socio-sanitario e sociale Lombardo pone i presupposti per valutare positivamente il nuovo PSSR 2010-2014 dove si rilevano obiettivi ambiziosi e di miglioramento che sicuramente porteranno la Lombardia ad aumentare ancora il numero delle eccellenze già esistenti sul territorio.
Tuttavia Anci Lombardia ritiene che un maggiore coinvolgimento delle rappresentanze delle Autonomie Locali, nell’attuazione del Piano e di tutti gli strumenti ad esso declinabili, sia doveroso e ponga una condizione irrinunciabile: che nell’iter di approvazione del PSSR possano trovare spazio ed essere recepite le nostre osservazioni che come sempre vogliono essere esclusivamente propositive.

Sulla legislazione ospedaliera: risposta ad una lettera firmata

Gentile dott.sa ….

le dò qualche suggerimento veloce.
Come avrà verificato nei miei corsi sono un fautore della LETTURA DIRETTA DEI TESTI LEGISLATIVI per conoscere gli assetti istituzionali dei servizi.
Per cui le consiglio di ripassare la legislazione sanitaria degli anni ’90. Infatti la normativa non è cambiata nei recenti 10 anni
se proprio vuole consulti un qualsiasi manuale di legislazione sanitaria (quelli dell’editore simone tendono ad essere aggiornati). se invece preferisce un trattato di recente e ampio approfondimento la rimando a:
il secondo consiglio è di ristudiare i piani sanitari della regione lombardia. Non c’è fonte più ravvicinata ed utile per comprendere le politiche ospedaliere della nostra regione. ne trova tracce qui:
infine le consiglio di tenere larga la sua griglia di studio e analizzare la RETE DEI SERVIZI SANITARI, SOCIOSANITARI E SOCIALI IN LOMBARDIA. Qui la fonte è la legge regionale n. 3/2008. Trova tracce (fra cui alcune mie lezioni ed audio qui):
(trascuri pure la mia intervista al quotidiano il Manifesto, che è troppo semplificata rispetto alla mia analisi. e si concentri – se vuole –  sulle lezioni che ho tenuto quest’anno al scienze pedagogiche)

quanto ai corsi di aggiornamento: vivo su committenze. e fin quando gli enti preposti (provincia di milano e università) non mi affidano corsi, purtroppo non ne realizzo
colgo l’occasione per salutarla con cordialità e augurarle buon futuro
paolo ferrario


Legge 328/2000: politiche legislative attuative delle Regioni, da www.segnalo.it

E’ sostanzialmente un “blocco appunti”: non ho la possibilità di fare ricerche più sistematiche. Ma colloco in queste pagine tutto quanto ho intercettato nel mio lavoro. Se avete segnalazioni vi prego di inviarle a: p.ferrario@tin.it


Vai anche a:
RICERCHE


REGIONI
PIEMONTE

VALLE D’AOSTA
  • LR N. 18 4/9/2001, PIANO INTEGRATO SOCIO-SANITARIO 2002/2004
LOMBARDIA
LIGURIA
PROVINCIA DI TRENTO
  • DGP N. 581 22/2/3/2002, PIANO SOCIALE ASSISTENZIALE PER LA PROVINCIA DI TRENTO 2002-2003: LINEE GUIDA E MISURE ATTUATIVE
PROVINCIA DI BOLZANO
  • PIANO SOCIALE PROVINCIALE 2000-2002, 13 DICEMBRE 1999
VENETO
  • LR N. 22/2002, AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITARIE E SOCIALI

  • DGR N.  1764/2004, LINEE GUIDA PER LA PREDISPOSIZIONE DEI PIANI DI ZONA


FRIULI – VENEZIA GIULIA
  • Marina Guglielmi, Annamaria Carli, Il nuovo sistema di welfare in Friuli Venezia Giulia, in Prospettive sociali e sanitarie n. 13 2005, p. 1-3
EMILIA – ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
  • DCR N. 759 20/12/1999, PIANO SOCIALE REGIONALE 2000-2002

  • DGR N. 142/2001, ATTO DI INDIRIZZO PER LA PROGRAMMAZIONE SOCIALE DI TERRITORIO

MARCHE
ABRUZZO
MOLISE
  • PIANO SOCIALE REGIONALE 2004/2006
LAZIO
  • LR N. 41/2003, NORME IN MATERIA DI AUTORIZZAZIONE ALL’APERTURA E AL FUNZIONAMENTO DI STRUTTURE CHE PRESTANO SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI

  • DGR N. 1408/2002, PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE REGIONALE 2002/2004

  • DGR N. 318/2004, PROPOSTA DI PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE 2003/2005 E RELATIVI INDIRIZZI AI PIANI DI ZONA


CAMPANIA
BASILICATA
  • DCR N. 1280, 1999, PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE REGIONALE 2000/2002
PUGLIA
CALABRIA
SICILIA

Gaetano De Luca, Anziani in difficoltà, le leggi che li aiutano | Muoversi Insieme

Nel corso della vita può accadere di avere bisogno di un supporto, di un aiuto per poter affrontare e superare momenti di difficoltà dovuti alle più diverse cause.

Per poter rispondere a queste situazioni di bisogno e di difficoltà, il nostro ordinamento, in virtù del dovere che la nostra Costituzione impone ai pubblici poteri di rimuovere gli ostacoli che impediscono il pieno sviluppo della persona umana (articolo 3 Costituzione), prevede la predisposizione di un sistema di servizi.

Si tratta del sistema dei servizi sociali che la normativa definisce come l’insieme delle “attività destinate a rimuovere e superare le situazioni di bisogno e di difficoltà che la persona umana incontra nel corso della sua vita” (articolo 128 Decreto legislativo 112/1998).

….

segue qui:

Anziani in difficoltà, le leggi che li aiutano | Muoversi Insieme.


Paolo Ferrario, Dispense ed audio sul sistema dei servizi nella Regione Lombardia, 2010

21 aprile 2010

10,30-12,30

Paolo Ferrario

  • La politica dei servizi nella Regione Lombardia e il governo delle reti sanitarie, socio-sanitarie e sociali (con particolare riferimento alla LR n. 3/2008 e LR n. 33/2009)


Ho diviso il commento audio di questa dispensa in quattro parti

  • AUDIO 1:


  • AUDIO 2:



da: Università di Milano – Bicocca corso di Politiche  sociali II al corso di laurea in Scienze pedagogiche 2009/2010.


Dossier “Normattiva è on line”

Dal 19 marzo 2010 è on line ‘Normattiva’. Si tratta di una banca dati, accessibile a tutti e consultabile gratuitamente, che contiene i testi delle leggi statali vigenti aggiornate in tempo reale. Le leggi presenti nella banca dati “Normattiva” potranno essere consultate nel loro testo originario, come pubblicato nella Gazzetta Ufficiale; nel testo vigente, e quindi effettivamente applicabile, alla data di consultazione della banca dati e nel testo vigente a qualunque data pregressa indicata dall’utente. Il cittadino sarà aiutato con strumenti che consentono la ricerca per concetti e per classi di materie. Normattiva è il frutto della collaborazione tra le principali istituzioni dello Stato, con il coordinamento del Ministro per la semplificazione normativa. La Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Senato della Repubblica e la Camera dei deputati – in collaborazione con la Corte di Cassazione – curano gli adempimenti per la realizzazione del programma e lo sviluppo del sito. L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ne cura la gestione e provvede all’alimentazione della correlata Banca Dati. Normattiva, infatti, è anche un sito in evoluzione. L’intero corpus della normativa statale verrà inserito gradualmente, secondo un programma già definito, e le funzionalità di ricerca verranno progressivamente arricchite. Attualmente sono disponibili per i cittadini tutti gli atti normativi pubblicati dal primo gennaio 1980 ad oggi.

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Normattiva, Governo Italiano – Dossier

Da oggi ‘Normattiva’, la banca dati delle leggi vigenti nel nostro Paese è on line, liberamente consultabile da tutti i cittadini che potranno accedervi gratuitamente per conoscere non solo le norme vigenti ma anche le precedenti versioni modificate o abrogate da norme successive.

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Legge n. 38 del 15 marzo 2010, Disposizioni per garantire l’accesso alle cura palliative e alla terapia del dolore (G.U. n. 65 del 19.03.2010)

Legge n. 38 del 15 marzo 2010, Disposizioni per garantire l’accesso alle cura palliative e alla terapia del dolore (G.U. n. 65 del 19.03.2010)
la legge tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore; in particolare è tutelato e garantito l’accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore da parte del malato nell’ambito dei livelli essenziali di assistenza, al fine di assicurare il rispetto della dignità e dell’autonomia della persona umana, il bisogno di salute, l’equità nell’accesso all’assistenza, la qualità delle cure e la loro appropriatezza riguardo alle specifiche esigenze. Nel provvedimento si precisa che le strutture sanitarie che erogano cure palliative e terapia del dolore devono assicurare un programma di cura individuale per il malato e per la sua famiglia, al fine di garantire: la tutela della dignità e dell’autonomia del malato, senza alcuna discriminazione; la tutela e promozione della qualità della vita fino al suo termine; un adeguato sostegno sanitario e socio-assistenziale della persona malata e della famiglia. Vengono definite alcune disposizioni e azioni per la realizzazione dell’obiettivo: – la realizzazione nel triennio 2010-2012 di campagne istituzionali di comunicazione destinate a informare i cittadini sulle modalità e sui criteri di accesso alle prestazioni e ai programmi di assistenza in materia di cure palliative e di terapia del dolore connesso alle malattie neoplastiche e a patologie croniche e degenerative, anche attraverso il coinvolgimento e la collaborazione dei medici di medicina generale e dei pediatri di libera scelta, delle farmacie pubbliche e private nonché delle organizzazioni private senza scopo di lucro impegnate nella tutela dei diritti in ambito sanitario; – la predisposizione, al fine di consentire il costante adeguamento delle strutture e delle prestazioni sanitarie alle esigenze del malato, di una specifica rilevazione sui presidi ospedalieri e territoriali e sulle prestazioni assicurate in ciascuna regione dalle strutture del Servizio sanitario nazionale nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore; – l’individuazione delle figure professionali con specifiche competenze ed esperienza nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore, anche per l’età pediatrica, con particolare riferimento ai medici di medicina generale e ai medici specialisti in anestesia e rianimazione, geriatria, neurologia, oncologia, radioterapia, pediatria, ai medici con esperienza almeno triennale nel campo delle cure palliative e della terapia del dolore, agli infermieri, agli psicologi e agli assistenti sociali nonché alle altre figure professionali ritenute essenziali; – l’individuazione delle tipologie di strutture nelle quali le due reti si articolano a livello regionale, nonché le modalità per assicurare il coordinamento delle due reti a livello nazionale e regionale; – la definizione entro tre mesi dei requisiti minimi e delle modalità organizzative necessari per l’accreditamento delle strutture di assistenza ai malati in fase terminale e delle unità di cure palliative e della terapia del dolore domiciliari presenti in ciascuna regione, al fine di definire la rete per le cure palliative e la rete per la terapia del dolore, con particolare riferimento ad adeguati standard strutturali qualitativi e quantitativi; – l’attivazione presso il Ministero della salute di un organo di monitoraggio per le cure palliative e per la terapia del dolore connesso alle malattie neoplastiche e a patologie croniche e degenerative (per la valutazione dell’andamento della prescrizione dei farmaci utilizzati per la terapia del dolore, del livello di attuazione delle linee guida, lo stato di realizzazione e di sviluppo delle due reti su tutto il territorio nazionale, con particolare riferimento alle disomogeneità territoriali e all’erogazione delle cure palliative in età neonatale, pediatrica e adolescenziale).

da: Rassegna legislativa.


Legge regionale 5 febbraio 2010 n. 7, Interventi normativi per l’attuazione della programmazione regionale e di modifica ed integrazione di disposizioni legislative

Legge regionale 5 febbraio 2010 n. 7, Interventi normativi per l’attuazione della programmazione regionale e di modifica ed integrazione di disposizioni legislative


Normattiva.it

Normattiva è un nuovo servizio che lo Stato italiano fornisce ai cittadini. Si tratta di una banca dati, accessibile a tutti e consultabile gratuitamente, che contiene i testi delle leggi statali vigenti aggiornate in tempo reale.

 

Normattiva è il frutto della collaborazione tra le principali istituzioni dello Stato, con il coordinamento del Ministro per la semplificazione normativa. La Presidenza del Consiglio dei Ministri – in collaborazione con il Senato della Repubblica, la Camera dei deputati e la Corte di Cassazione – cura gli adempimenti per la realizzazione del programma e lo sviluppo del sito. L’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato ne cura la gestione e provvede all’alimentazione delle correlate Banche Dati.

 

Normattiva, infatti, è anche un sito in evoluzione. L’intero stock della normativa statale verrà inserito gradualmente, secondo un programma già definito, e le funzionalità di ricerca verranno progressivamente arricchite. Il sistema di ricerca disponibile in questa prima versione del sito è molto semplice: gli atti possono essere cercati sia attraverso i loro estremi, sia per parole, contenute nel titolo o nel testo della legge.

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Legge Regionale 30 dicembre 2009, N. n. 33 Testo unico delle leggi regionali in materia di sanità (BURL n. 52, 3° suppl. ord. del 31 Dicembre 2009 )

Vai a:

ingloba, aggiorna ed integra  la Legge regionale 11 luglio 1997, n. 31 (Norme per il riordino del servizio sanitario regionale e sua integrazione
con le attività dei servizi sociali)

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Gruppo Solidarietà – Centro documentazione Corso di formazione I servizi sociosanitari nella legislazione nazionale e della regione Marche 4ª edizione

Gruppo Solidarietà – Centro documentazione

Corso di formazione

I servizi sociosanitari nella legislazione  nazionale e della regione Marche
4ª edizione

www.grusol.it/eventi/11-05-10.asp

Moie di Maiolati (AN)
Marzo 2010

Programma

Martedì, 2 marzo 2010

Legislazione sociale e sanitaria. La normativa nazionale

Martedì, 9 marzo 2010

Prestazioni e servizi sociosanitari. La normativa nazionale

Martedì, 16 marzo 2010

Legislazione sociale e sanitaria. La normativa nelle Marche

Martedì, 23 marzo 2010

Prestazioni e servizi sociosanitari. La normativa nelle Marche

Obiettivi e Contenuti del Corso. Far conoscere la normativa nazionale e della regione Marche in tema di sanità e assistenza sociale. Nello specifico si analizzerà la legislazione regionale riguardante i servizi sociosanitari. In particolare si cercherà di verificare come la normativa risponde ai bisogni, alle esigenze ai diritti di quei soggetti che necessitano in maniera temporanea o permanente del sistema dei servizi.

Destinatari. Il corso è rivolto a tutti coloro che lavorano a vario titolo all’interno del sistema dei servizi sanitari e sociali.

DocentiFranco Pesaresi, Dirigente assessorato servizi sociali Comune di Ancona; Fabio Ragaini, Gruppo Solidarietà.

Note tecniche. Il corso si svolgerà a Moie di Maiolati Spontini, via Fornace 23 (biblioteca comunale, sala J. Lussu), dalle ore 15.30 alle 18.00. Il primo incontro avrà inizio alle 15.00. Dalle 15.00 alle 15.30 sarà aperta la segreteria. Si rilascia attestato di frequenza. Verrà distribuito per ogni incontro materiale di approfondimento.  

Iscrizioni. Il numero massimo di partecipanti previsto è di 25. Il costo di partecipazione è di 65 euro (Studenti in regola con l’iscrizione: 50 euro) da versare su ccp 10878601 intestato a Gruppo Solidarietà – Castelplanio. L’iscrizione verrà registrata  al momento dell’avvenuto versamento (inviare fotocopia della ricevuta). Prima di effettuare il versamento accertarsi che ci siano posti disponibili.

Per informazioni: Gruppo Solidarietà, Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (AN). Tel e fax 0731-703327, e-mail grusol@grusol.itwww.grusol.it

www.grusol.it

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Zaglio, Trattato di Legislazione Ospedaliera, Piccin.it – Piccin Nuova Libraria

Autore/i: Zaglio
Titolo: Trattato di Legislazione Ospedaliera
Mese/Anno: marzo 2009
ISBN: 978-88-299-1987-1
Altri dati: 1396 pagine, marzo 2009



PRESENTAZIONE dell’On. Dott.ssa Francesca Martini Questo trattato di legislazione ospedaliera è completo, autorevole ed aggiornato. Il testo è una novità assoluta a livello nazionale e potrà essere un utile strumento di lavoro per gli studiosi e per quanti operano in ambito sanitario. Il dottor Angelo Zaglio ha ideato e coordinato il Trattato di Legislazione Ospedaliera, alla cui stesura ha contribuito con altri 50 autori, fra i quali manager, medici, universitari, giuristi esperti di Sanità, ricercatori e rappresentanti delle associazioni di tutela dei malati. Il sistema sanitario e le conoscenze dei professionisti che in essa operano sono in rapida evoluzione. Oggigiorno le prestazioni sanitarie erogate devono essere oggettive poiché non esiste più l’autoreferenzialità dei processi sanitari. Una buona conoscenza delle norme sanitarie consente di acquisire elementi fondamentali come l’accreditamento istituzionale, la governance clinica, la qualità della prestazione sanitaria nel rispetto dei limiti di spesa. Spesso, tuttavia, la ricerca di tali leggi risulta difficile ed, in molti casi, incompleta. Il Trattato di Legislazione Ospedaliera, soddisfa questo bisogno di conoscenza. Di fatto riporta, commentandole e proponendo spunti di riflessione, le leggi fondamentali, definibili come dati di origine esterna, che governano le attività ospedaliere sanitarie. Questo trattato costituisce quindi un autorevole punto di riferimento sia per i professionisti sanitari sia per i livelli apicali amministrativi. Francesca Martini Sottosegretario di Stato Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali

Piccin.it – Piccin Nuova Libraria.


Autonomie locali e servizi sociali: 1, aprile 2009

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Legislazione statale, Siti di ricerca legislativa a cura di Diritto & Diritti – rivista giuridica on line

Ricerca di leggi nazionali

  1. Leggi della XIII legislatura (sito Parlamento Italiano)
  2. Motore del Parlamento Italiano per la ricerca di leggi e decreti legislativi
  3. La Gazzetta Ufficiale (tutte le serie) degli ultimi 60 giorni per esteso pubblicata dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato
  4. Gazzetta Ufficiale (sito Comune di Jesi)
  5. Gazzetta Ufficiale (sito Didattica)
  6. Gazzetta Ufficiale sito Sting 
  7. Gazzetta Ufficiale (sitoTaxline)
  8. Gazzetta Ufficiale (Servizio per la Documentazione e Pubblicazioni Univ. Palermo)
  9. Gazzetta Ufficiale 4 Serie Speciale Concorsi
  10. Infoleges.it
  11. Tutta la legislazione costituzionale dal 1948 ad oggi.
  12. Cerca nel motore di Cittadino Lex
  13. Provvedimenti del Consiglio dei Ministri (archivi e motore di ricerca) 
  14. Codice della strada OnLine
  15. EDIZIONI GIURIDICHE sas www.tutticodici.it ha messo a disposizione dei visitatori la consultazione gratuita di leggi e decreti dal 1998 ad oggi.
  16. Minerva
  17. Le leggi per esteso dal 1969 al 2001 della Guida al diritto di Supereva
  18. Ipertesto Normativo
  19. Sito Fit-cisl
  20. Cerca nei quotidiani online (sito Metanews)
  21. Normativa disponibile nella Rivista
  22. Gazzettanoproblem
  23. Arlex,  banca dati in rete che contiene leggi su lavoro, formazione, istruzione e sviluppo locale

  24. Selezione di leggi su: diritti della persona, temi della società, diritto e procedura civile e penale, pubblica amministrazione, organi costituzionali, formazione e lavoro (link al Ced Cassazione)
  25. Notizie dalla gazzetta ufficiale sull’Ansa
  26. Sito MDM Juris: Legislazione italiana
  27. Il Sole 24 Ore: Norme e documenti ufficiali ( Ambiente, Biotecnologie, Diritto d’autore, Firma digitale, Internet e commercio elettronico, Privacy, Telecomunicazioni) le gazzette , qui http://www.ilsole24ore.it/gu/cerca.htm e qui http://www.ilsole24ore.it/gu/default.shtm
  28. Nel sito della Giustizia Amministrativa il codice ipertestuale della Giustizia Amministrativa

Codici e Costituzione

  1. La Costituzione (Sito Corte Cost) ***** (Sito Giurcost)

  2. Costituzione e tutti i Codici nel sito InfoLeges 

  3. Codice Civile (sito StudioCelent@no.it)

  4. Codice Civile (Sito TuttiCodici)

  5. Codice Civile online

  6. Codice di Procedura Civile (sito StudioCelent@no.it)

  7. Codice di Procedura Civile (Sito TuttiCodici)

  8. Codice Penale (sito StudioCelent@no.it)

  9. Codice Penale (Sito TuttiCodici)

  10. Il codice di procedura penale nel sito Camera penale di Bologna “Franco Bricola”

  11. Codice di Procedura Penale (sito StudioCelent@no.it)

  12. Codice di Procedura Penale (Sito TuttiCodici)

  13. Sito MDM Juris: Codice Civile

  14. Sito MDM Juris: Codice di Procedura Civile

  15. Codice della Strada (TuttiCodici)

  16. I 4 codici italiani per esteso (sito I Codici D’Italia)

  17. Nel sito della Casa Editrice Simone si trovano per esteso:
    Costituzione
    - Codice civile
    - Codice di procedura civile

  18. Nel sito sulla Giustizia Militare:
    Codice Penale Militare di Pace
    - Codice Penale Militare di Guerra
    - Ordinamento Giudiziario Militare

  19. Il CODICE TRIBUTARIO nel sito Portale delle aziende.it

  20. Tutti i codici nel sito Leggiweb

  21. Tutti i codici nel sito Notarlex

  22. Nel sito del SULPM: Codice della Strada

  23. Codice in materia di protezione dei dati personali commentato(sito StudioCelent@no.it)

  24. Codice delle comunicazioni elettroniche (sito StudioCelent@no.it)

  25. Codice deontologico forense (sito StudioCelent@no.it)

  26. Codici penali militari di pace e di guerra (sito StudioCelent@no.it)

Normativa tributaria

  1. Banca dati della normativa tributaria nel sito del Ministero delle Finanze

Ricerca di leggi ambientali

  1. Leggi Ambientali (sito Enea)
  2. Ecoserver
  3. Ambiente on line
  4. Diritto e Ambiente (Procura presso la Pretura di Venezia)
  5. EcoLex realizzata da Elabora con il coordinamento scientifico del dott. Maurizio Santoloci
  6. Tutto Ambiente

Ricerca di progetti e disegni di legge del parlamento nazionale

  1. Senato della Repubblica Italiana – disegni di legge
  2. Senato della Repubblica Italiana – Notiziario Settimanale
  3. Resoconti stenografici delle sedute della Camera dei deputati.
  4. La Buvette
  5. Jus Et Internet

Ricerca di direttive della Comunità Europea

  1. Il sito Eurlex

  2. Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee
  3. Trattati
  4. Legislazione – testi consolidati
  5. Normativa Europea nel sito InfoLeges 
  6. Un nuovo sito del Ministero del Tesoro dedicato ad una selezione ragionata della normativa comunitaria: è possibile trovare, a partire dal 1° Gennaio 1999, i testi normativi di maggior interesse per il pubblico italiano, distinti per quattro grandi aree: L’Area istituzionale e giuridica, L’Area dei diritti, L’ Area dell’economia, dello sviluppo e dell’ambiente, L’ Area della cultura, della scienza e dell’ informazione
  7. l’accesso tema per tema ai testi giuridici in vigore e alle informazioni concernenti le attività legislative in corso. 
  8. Università di Valencia
  9. Legal Advisory Board (L.A.B.)
  10. Minerva
  11. Versione consolidata del trattato che istituisce la Comunità europea (Cittadino Lex)
  12. Versione consolidata del trattato sull’Unione europea (Cittadino Lex)
  13. Trattato di Amsterdam che modifica il trattato sull’Unione europea, i trattati che istituiscono le Comunità europee e alcuni atti connessi (Cittadino Lex)

Ricerca di leggi regionali

  1. Indici delle Leggi di tutte le Regioni (sito Abramo)
  2. Le leggi di tutte le Regioni nel sito della Camera
  3. Leggi Regionali nel sito InfoLeges 
  4. Abruzzo: (sito Regione);
  5. Basilicata: (sito Regione);
  6. Gazzetta Ufficiale (sito InfoLeges) 
  7. Calabria:
  8. Campania: (Sito Regione);
  9. Emilia Romagna: (Sito Regione);
  10. Friuli Venezia Giulia : (sito Regione);
  11. Lazio (sito Regione)
  12. Liguria: (sito Regione);
  13. Lombardia (sito Regione)
  14. Marche: (sito Regione);
  15. Molise (sito Regione)
  16. Piemonte: (sito Regione);
  17. Puglia (sito Regione)
  18. Umbria (sito Regione)
  19. Sardegna (sito Regione)
  20. Sicilia: Sito Regione Sicilia
  21. Toscana: (sito Regione);
  22. Trentino (sito Regione)
  23. Valle D’Aosta (sito Regione)
  24. Veneto (sito Regione)

I Bollettini Ufficiali delle Regioni




















punto elenco Abruzzo
punto elenco Basilicata
punto elenco Calabria
punto elenco Campania
punto elenco Emilia-romagna
punto elenco Friuli Venezia Giulia
punto elenco Lazio
punto elenco Lombardia
punto elenco Liguria
punto elenco Marche
punto elenco Molise
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punto elenco Sardegna
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punto elenco Trentino-Alto Adige
punto elenco Umbria
punto elenco

Veneto

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Dossier: “la sanità nelle manovre finanziarie”

Dossier: “la sanità nelle manovre finanziarie”

Newsletter n. 1285 del mercoledì 14 gennaio 2009.


Grusol, Leggi sociali

Leggi sociali

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Grusol, al dicembre 2008

Rassegna legislativa

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Stato: leggi sociali e sanitarie

Rassegna legislativa.


Legge 9 gennaio 2006, n. 7, Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile (G.U. n. 14 del 18.01.2006)

Legge 9 gennaio 2006, n. 7, Disposizioni concernenti la prevenzione e il divieto delle pratiche di mutilazione genitale femminile (G.U. n. 14 del 18.01.2006)
La legge definisce le misure necessarie per prevenire, contrastare e reprimere le pratiche di mutilazione genitale femminile quali violazioni dei diritti fondamentali all’integrità della persona e alla salute delle donne e delle bambine (come stabilito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione adottati a Pechino il 15 settembre 1995 nella quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle Donne). Il provvedimento prevede: – la realizzazione di campagne informative rivolte agli immigrati dai Paesi in cui sono effettuate le pratiche di mutilazione genitale femminile, al momento della concessione del visto presso i consolati italiani e del loro arrivo alle frontiere italiane, dirette a diffondere la conoscenza dei diritti fondamentali della persona, in particolare delle donne e delle bambine e del divieto vigente in Italia delle suddette pratiche; – la promozione di iniziative di sensibilizzazione (con la partecipazione delle organizzazioni di volontariato, delle organizzazioni no profit, delle strutture sanitarie e con le comunità di immigrati) per sviluppare l’integrazione socio – culturale nel rispetto dei diritti fondamentali della persona; – l’organizzazione di corsi di informazione per le donne infibulate in stato di gravidanza, finalizzati ad una corretta preparazione al parto; – programmi di aggiornamento per gli insegnanti delle scuole dell’obbligo; – il monitoraggio presso le strutture sanitarie e i servizi sociali, – l’organizzazione di progetti di formazione e informazione diretti a scoraggiare tali pratiche, nonché a creare centri antiviolenza presso le popolazioni locali di Paesi dove continuano ad essere praticate le mutilazioni genitali femminili (con il coinvolgimento di Governi interessati). Si stabilisce inoltre, entro tre mesi dall’entrata in vigore del provvedimento, l’emanazione di linee guida destinate alle figure professionali sanitarie (con un finanziamento di euro 2,5 milioni) e l’istituzione di un numero verde finalizzato a ricevere segnalazioni da parte di chiunque venga a conoscenza della effettuazione, sul territorio italiano, delle pratiche di mutilazione genitale femminile (con un finanziamento di euro 0,5 milioni). La legge stabilisce l’inserimento degli art. 583-bis (indicazione delle pene per chi cagiona mutilazioni degli organi genitali femminili) e art. 583-ter (pena accessoria dell’interdizione dalla professione contro l’esercente una professione sanitaria per questi delitti).

da: Rassegna legislativa.

Art. 1.
(Finalita)

1. In attuazione degli articoli 2, 3 e 32 della Costituzione e di quanto sancito dalla Dichiarazione e dal Programma di azione adottati a Pechino il 15 settembre 1995 nella quarta Conferenza mondiale delle Nazioni Unite sulle donne, la presente legge detta le misure necessarie per prevenire, contrastare e reprimere le pratiche di mutilazione genitale femminile quali violazioni dei diritti fondamentali all’integrita’ della persona e alla salute delle donne e delle bambine.

Art. 2.
(Attivita’ di promozione e coordinamento)

1. La Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento per le pari opportunita’ promuove e sostiene, nell’ambito degli ordinari stanziamenti di bilancio, il coordinamento delle attivita’ svolte dai Ministeri competenti dirette alla prevenzione, all’assistenza alle vittime e all’eliminazione delle pratiche di mutilazione genitale femminile.
2. Ai fini dello svolgimento delle attivita’ di cui al comma 1, la Presidenza del Consiglio dei ministri-Dipartimento per le pari opportunita’ acquisisce dati e informazioni, a livello nazionale e internazionale, sull’attivita’ svolta per la prevenzione e la repressione e sulle strategie di contrasto programmate o realizzate da altri Stati.

Art. 3.
(Campagne informative)

1. Allo scopo di prevenire e contrastare le pratiche di cui all’articolo 583-bis del codice penale, il Ministro per le pari opportunita’, d’intesa con i Ministri della salute, dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca, del lavoro e delle politiche sociali, degli affari esteri e dell’interno e con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, predispone appositi programmi diretti a:
a) predisporre campagne informative rivolte agli immigrati dai Paesi in cui sono effettuate le pratiche di cui all’articolo 583-bis del codice penale, al momento della concessione del visto presso i consolati italiani e del loro arrivo alle frontiere italiane, dirette a diffondere la conoscenza dei diritti fondamentali della persona, in particolare delle donne e delle bambine, e del divieto vigente in Italia delle pratiche di mutilazione genitale femminile;
b) promuovere iniziative di sensibilizzazione, con la partecipazione delle organizzazioni di volontariato, delle organizzazioni no profit, delle strutture sanitarie, in particolare dei centri riconosciuti di eccellenza dall’Organizzazione mondiale della sanita’, e con le comunita’ di immigrati provenienti dai Paesi dove sono praticate le mutilazioni genitali femminili per sviluppare l’integrazione socio-culturale nel rispetto dei diritti fondamentali della persona, in particolare delle donne e delle bambine;
c) organizzare corsi di informazione per le donne infibulate in stato di gravidanza, finalizzati ad una corretta preparazione al parto;
d) promuovere appositi programmi di aggiornamento per gli insegnanti delle scuole dell’obbligo, anche avvalendosi di figure di riconosciuta esperienza nel campo della mediazione culturale, per aiutarli a prevenire le mutilazioni genitali femminili, con il coinvolgimento dei genitori delle bambine e dei bambini immigrati, e per diffondere in classe la conoscenza dei diritti delle donne e delle bambine; e) promuovere presso le strutture sanitarie e i servizi sociali il monitoraggio dei casi pregressi gia’ noti e rilevati localmente.
2. Per l’attuazione del presente articolo e’ autorizzata la spesa di 2 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2005.

Art. 4.
(Formazione del personale sanitario)

1. Il Ministro della salute, sentiti i Ministri dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca e per le pari opportunita’ e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, emana, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, linee guida destinate alle figure professionali sanitarie nonche’ ad altre figure professionali che operano con le comunita’ di immigrati provenienti da Paesi dove sono effettuate le pratiche di cui all’articolo 583-bis del codice penale per realizzare un’attivita’ di prevenzione, assistenza e riabilitazione delle donne e delle bambine gia’ sottoposte a tali pratiche.
2. Per l’attuazione del presente articolo e’ autorizzata la spesa di 2,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2005.

Art. 5.
(Istituzione di un numero verde)

1. E’ istituito, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, presso il Ministero dell’interno, un numero verde finalizzato a ricevere segnalazioni da parte di chiunque venga a conoscenza della effettuazione, sul territorio italiano, delle pratiche di cui all’articolo 583-bis del codice penale, nonche’ a fornire informazioni sulle organizzazioni di volontariato e sulle strutture sanitarie che operano presso le comunita’ di immigrati provenienti da Paesi dove sono effettuate tali pratiche.
2. Per l’attuazione del presente articolo e’ autorizzata la spesa di 0,5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2005.

Art. 6.
(Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili)

1. Dopo l’articolo 583 del codice penale sono inseriti i seguenti:
“Art. 583-bis. – (Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili). – Chiunque, in assenza di esigenze terapeutiche, cagiona una mutilazione degli organi genitali femminili e’ punito con la reclusione da quattro a dodici anni. Ai fini del presente articolo, si intendono come pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili la clitoridectomia, l’escissione e l’infibulazione e qualsiasi altra pratica che cagioni effetti dello stesso tipo. Chiunque, in assenza di esigenze terapeutiche, provoca, al fine di menomare le funzioni sessuali, lesioni agli organi genitali femminili diverse da quelle indicate al primo comma, da cui derivi una malattia nel corpo o nella mente, e’ punito con la reclusione da tre a sette anni. La pena e’ diminuita fino a due terzi se la lesione e’ di lieve entita’. La pena e’ aumentata di un terzo quando le pratiche di cui al primo e al secondo comma sono commesse a danno di un minore ovvero se il fatto e’ commesso per fini di lucro. Le disposizioni del presente articolo si applicano altresi’ quando il fatto e’ commesso all’estero da cittadino italiano o da straniero residente in Italia, ovvero in danno di cittadino italiano o di straniero residente in Italia. In tal caso, il colpevole e’ punito a richiesta del Ministro della giustizia.
Art. 583-ter. – (Pena accessoria). – La condanna contro l’esercente una professione sanitaria per taluno dei delitti previsti dall’articolo 583-bis importa la pena accessoria dell’interdizione dalla professione da tre a dieci anni. Della sentenza di condanna e’ data comunicazione all’Ordine dei medici chirurghi e degli odontoiatri”.
2. All’articolo 604 del codice penale, al primo periodo, le parole: “da cittadino straniero” sono sostituite dalle seguenti: “dallo straniero” e, al secondo periodo, le parole: “il cittadino straniero” sono sostituite dalle seguenti: “lo straniero”.

Art. 7.
(Programmi di cooperazione internazionale)

1. Nell’ambito dei programmi di cooperazione allo sviluppo condotti dal Ministero degli affari esteri e in particolare nei programmi finalizzati alla promozione dei diritti delle donne, in Paesi dove, anche in presenza di norme nazionali di divieto, continuano ad essere praticate mutilazioni genitali femminili, e comunque senza nuovi o maggiori oneri per lo Stato, sono previsti, in accordo con i Governi interessati, presso le popolazioni locali, progetti di formazione e informazione diretti a scoraggiare tali pratiche nonche’ a creare centri antiviolenza che possano eventualmente dare accoglienza alle giovani che intendano sottrarsi a tali pratiche ovvero alle donne che intendano sottrarvi le proprie figlie o le proprie parenti in eta’ minore.

Art. 8.
(Modifiche al decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231)

1. Dopo l’articolo 25-quater del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, e’ inserito il seguente: “Art. 25-quater. 1. – (Pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili). – 1. In relazione alla commissione dei delitti di cui all’articolo 583-bis del codice penale si applicano all’ente, nella cui struttura e’ commesso il delitto, la sanzione pecuniaria da 300 a 700 quote e le sanzioni interdittive previste dall’articolo 9, comma 2, per una durata non inferiore ad un anno. Nel caso in cui si tratti di un ente privato accreditato e’ altresi’ revocato l’accreditamento.
2. Se l’ente o una sua unita’ organizzativa viene stabilmente utilizzato allo scopo unico o prevalente di consentire o agevolare la commissione dei delitti indicati al comma 1, si applica la sanzione dell’interdizione definitiva dall’esercizio dell’attivita’ ai sensi dell’articolo 16, comma 3”.

Art. 9.
(Copertura finanziaria)

1. Agli oneri derivanti dagli articoli 3, comma 2, 4, comma 2, e 5, comma 2, pari a 5 milioni di euro annui a decorrere dall’anno 2005, si provvede mediante corrispondente riduzione dello stanziamento iscritto, ai fini del bilancio triennale 2005-2007, nell’ambito dell’unita’ previsionale di base di parte corrente “Fondo speciale” dello stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze per l’anno 2005, allo scopo parzialmente utilizzando, quanto a euro 5.000.000 per l’anno 2005, a euro 769.000 per l’anno 2006 e a euro 1.769.000 a decorrere dall’anno 2007, l’accantonamento relativo al Ministero della salute, quanto a euro 4.231.000 per l’anno 2006, l’accantonamento relativo al Ministero degli affari esteri e quanto a euro 3.231.000 a decorrere dall’anno 2007, l’accantonamento relativo al Ministero dell’istruzione, dell’universita’ e della ricerca.
2. Il Ministro dell’economia e delle finanze e’ autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio. La presente legge, munita del sigillo dello Stato, sara’ inserita nella Raccolta ufficiale degli atti normativi della Repubblica italiana.

E’ fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla osservare come legge dello Stato.

Data a Roma, addi’ 9 gennaio 2006

CIAMPI

Berlusconi, Presidente del Consiglio dei Ministri

Visto, il Guardasigilli: Castelli


Ferrario Paolo, “Stato e linee di tendenza della legislazione nazionale in materia di coordinamento e integrazione fra servizi socio-assistenziali e sanitari”, in Ministero dell’Interno – Direzione generale dei servizi civili, Coordinamento e integrazione dei servizi socio-assistenziali con i servizi sanitari studio condotto dall’Istituto di ricerca sociale, Roma 1984, pagg. 11-42

  • Ferrario Paolo, “Stato e linee di tendenza della legislazione nazionale in materia di coordinamento e integrazione fra servizi socio-assistenziali e sanitari”, in Ministero dell’Interno – Direzione generale dei servizi civili, Coordinamento e integrazione dei servizi socio-assistenziali con i servizi sanitari studio condotto dall’Istituto di ricerca sociale, Roma 1984, pagg. 11-42

Da   Paolo Ferrario Politica dei servizi sociali  Pubblicazioni.


Ferrario Paolo, “La programmazione dei servizi socio-assistenziali : Lombardia”, in Ministero dell’Interno op.cit., pagg.125-146, 1984

  • Ferrario Paolo, “La programmazione dei servizi socio-assistenziali : Lombardia”, in Ministero dell’Interno op.cit., pagg.125-146

Da   Paolo Ferrario Politica dei servizi sociali  Pubblicazioni.


Ferrario Paolo, “Il distretto socio-sanitario di base : scheda analitica e problemi aperti”, in IRER- Istituto di Ricerca Sociale, I servizi di base nelle Ussl, Angeli, Milano 1984 , pagg 205-228

  • Ferrario Paolo, “Il distretto socio-sanitario di base : scheda analitica e problemi aperti”, in IRER- Istituto di Ricerca Sociale, I servizi di base nelle Ussl, Angeli, Milano 1984 , pagg 205-228

Da  Paolo Ferrario Politica dei servizi sociali  Pubblicazioni.


Ferrario Paolo, “Analisi delle funzioni e attivita’ del distretto di base”, in IRER Istituto di Ricerca Sociale, op.cit., pagg 325-346

  • Ferrario Paolo, “Analisi delle funzioni e attivita’ del distretto di base”, in IRER Istituto di Ricerca Sociale, op.cit., pagg 325-346

Da  Paolo Ferrario Politica dei servizi sociali  Pubblicazioni.


Ferrario Paolo, “Sanita’: l’attuazione della riforma nelle grandi città’, rapporto di ricerca redatto da : Emanuele Ranci Ortigosa, Paolo Ferrario, Silvana Appiano, Angelo Strada. pubblicato in: ISAP – Istituto per la Scienza dell’amministrazione pubblica, LE RELAZIONI CENTRO-PERIFERIA, Giuffré, Milano 1984, vol. secondo, pagg.1553-1678

da: Paolo Ferrario Politica dei servizi sociali  Pubblicazioni.


Ferrario Paolo, “Ruolo medico, salute e qualità’ della vita”, in La voce di Como (rivista promossa dalla Federazione del PCI di Como) n. 2 1983

da: Paolo Ferrario Politica dei servizi sociali  Pubblicazioni.