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Aree metropolitane – Vicenza, nasce il governo della “città metropolitana”, coinvolti 13 Comuni
Convegno ”Regimi e forme di finanziamento delle aree metropolitane nel diritto comparato” venerdì 05 febbraio 2010
Si svolgerà a Roma venerdì 5 febbraio (alle ore 9 presso la Biblioteca del Senato “Giovanni Spadolini”- Sala degli Atti Parlamentari), il convegno organizzato da Ifel e Cittalia dal titolo “Regimi e forme di finanziamento delle aree metropolitane nel diritto comparato”. La discussione sulle tematiche della globalizzazione e della multilevel governance non può prescindere dall’analisi delle nuove prospettive delle aree metropolitane e in particolare degli assetti istituzionali e organizzativi idonei a governarne i processi decisionali. È opinione ormai consolidata quella che vede nelle città e nelle aree metropolitane i “nodi” delle nuove “reti globali di relazione” di tipo economico, sociale e culturale. Anche il nostro Paese è coinvolto in questi processi anche se il dibattito – non solo politico ma anche culturale e scientifico – non sembra aver raggiunto un adeguato grado di consapevolezza della portata di questi fenomeni e delle sfide nuove che pongono ai sistemi istituzionali. Le città metropolitane sono entrate nel nostro ordinamento nel 1990 eppure questa innovazione istituzionale non ha ancora prodotto nessuna concreta esperienza istituzionale. L’obiettivo della giornata di studio, quindi,è quello di analizzare le esperienze istituzionali di alcune città europee e statunitensi, per meglio definire i contorni e le caratteristiche delle singole aree o regioni metropolitane mettendo, infine, a disposizione una lettura dell’evoluzione del fenomeno nel nostro Paese ma anche in prospettiva comparata, con un approccio in grado di cogliere le specificità delle singole aree metropolitane.
Convegno ”Regimi e forme di finanziamento delle aree metropolitane nel diritto comparato”
venerdì 05 febbraio 2010
Le novità introdotte dalla riforma costituzionale del 2001 e, da ultimo, il disegno di legge di delega sul federalismo fiscale approvato dal Senato lo scorso 29 aprile, hanno restituito una prospettiva di cambiamento e sembrano poter rianimare il dibattito sulle nuove sulle città e le aree metropolitane. Si apre dunque una fase di definizione di percorsi di istituzione delle città metropolitane così come dovranno essere inaugurati nuovi “cantieri” locali di costruzione di modelli giuridici e organizzativi. Rivolgere una particolare attenzione all’esperienza degli altri Paesi europei e degli Stati uniti po’ essere di grande utilità non solo per arricchire il dibattito scientifico e culturale ma anche per alimentare il lavoro di definizione dei nuovi assetti metropolitani che vedrà impegnate le istituzioni nazionali e i comuni italiani.
IL CODICE DELLE AUTONOMIE SALVA LE PROVINCE, LaVoce.Info
Dossier “Riforma enti locali e codice delle autonomie”
Riforma Enti Locali e Codice delle Autonomie
Il Consiglio dei Ministri del 19 novembre 2009, ha approvato in via definitiva il disegno di legge di riforma degli organi e delle funzioni degli enti locali e il Codice delle autonomie locali, che stabilisce le funzioni fondamentali degli enti locali e chiarisce “chi fa cosa”, eliminando la sovrapposizione di funzioni ed individuando i relativi finanziamenti. Gradualmente saranno ridotti enti ed organismi, consentendo una migliore qualità dei servizi e risparmi di spesa. Diminuiranno i componenti degli organi delle amministrazioni esistenti. Grazie alla Carta delle autonomie verrà riordinata tutta la materia degli enti locali. Il provvedimento prevede: – l’individuazione delle funzioni amministrative fondamentali che spettano a comuni, province e città metropolitane; – l’obbligo dell’esercizio di alcune funzioni fondamentali in forma associata per i comuni sotto i 3.000 abitanti; – la razionalizzazione dell’amministrazione provinciale e periferica dello Stato; – l’eliminazione di enti e organismi, quali il difensore civico, le comunità montane le circoscrizioni di decentramento comunale (salvo che nei comuni con più di 250.000 abitanti), i consorzi di enti locali (compresi i Bacini imbriferi montani), i consorzi di bonifica; – la riduzione del numero di consiglieri e assessori locali, e la nomina del direttore generale solo nei comuni più grandi, che sono capoluogo di città metropolitana; – la semplificazione dei documenti finanziari e contabili nei piccoli comuni; – l’adeguamento delle regole del patto di stabilità; – il potenziamento dei controlli di tipo amministrativo, finanziario e contabile.
L’eliminazione delle province: più dubbi che certezze. riflessioni a margine dei lavori parlamentariFederica Fabrizzi (09-09-2009)
Soppressione delle province e nuovo Titolo V, Tania Groppi (05-08-2009)
Anci: abolire le Province nelle aree metropolitane
Riforma dello Stato: la “mobilitazione” delle Province
Il 30 gennaio, in tutto il Paese, si terranno Consigli provinciali (aperti anche alla partecipazione dei sindaci, delle forze sociali e politiche, dei rappresentanti di Parlamento e Regioni, agli imprenditori e ai cittadini) per discutere delle riforme che dovranno portare alla riorganizzazione dello Stato, alla definizione delle funzioni di ciascuna istituzione, all’eliminazione degli enti strumentali e alla semplificazione del sistema, a partire dal Federalismo Fiscale e dal Codice delle Autonomie.
http://www.upinet.it/upinet/contr_edit.bfr