ISTITUTO NAZIONALE DI STATISTICA
Archivi categoria: Pubblica Amministrazione
ISTAT, presentazione del censimento delle ISTITUZIONI PUBBLICHE
PREFETTO, Una parola dello Zingarelli al giorno
prefetto / superprefetto
La parola del giorno dello Zingarelli e la sua pronuncia sono disponibili all’indirizzo http://dizionari.zanichelli.it/parola-del-giorno/
♦prefètto / preˈfɛtto/
[vc. dotta, lat. praefĕctu(m), part. pass. di praefĭcere ‘mettere a capo’, comp. di prae- ‘pre-’ e făcere ‘fare’ ☼ av. 1292]
s. m.
1 nell’antica Roma, funzionario che, per delega di un magistrato, aveva varie competenze amministrative, politiche o militari: prefetto del pretorio
2 (f. -a, disus. -éssa (V.)) pubblico funzionario rappresentante del governo nella provincia
3 titolo di ciascuno dei cardinali che presiedono le Congregazioni della Curia romana | regolare che, in alcuni ordini religiosi, ha particolari incombenze | Prefetto apostolico, ecclesiastico che, nominato dalla Congregazione per l’evangelizzazione dei popoli, è a capo di missioni e di fedeli, con diritti e facoltà di vescovo, in territori di missione non eretti in diocesi
4 chi è a capo di una camerata in collegi, seminari e sim. | Prefetto degli studi, chi è a capo dell’insegnamento nei collegi
superprefètto / superpreˈfɛtto/
[comp. di super- e prefetto ☼ 1963]
s. m.
● prefetto al quale sono stati conferiti poteri eccezionali, spec. nella lotta contro la criminalità organizzata
La parola è tratta da:
lo Zingarelli 2013
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli
Zanichelli editore
Regione Sicilia: l’ex dirigente Felice Crosta pretende (IN TEMPI DI CRISI) una pensione da 1400 euro al giorno
Spending review, Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6-7-2012
Spending review, il testo in Gazzetta Ufficiale
Gazzetta Ufficiale n. 156 del 6-7-2012
SPENDING REVIEW: CNEL – Osservazioni e proposte
Pubblico impiego. Ecco la riforma che l’avvicina al lavoro privato. Il testo della delega
05 GIU - Il contratto a tempo indeterminato resterà “dominante”, assicura il Governo, ma l’obiettivo è avvicinare le regole del mercato del lavoro pubblico con quelle del lavoro privato. Per la sanità arrivano discipline specifiche di lavoro flessibile.
Ecco il testo della bozza di Ddl delega atteso a breve sul tavolo del Cdm.
Marco Boschini, Viaggio nell’Italia della buona politica – I piccoli comuni virtuosi, www.tecalibri.it
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Nell’ottobre del 2004, nella mia Colorno, organizzammo una sorta di «numero zero» dei Comuni Virtuosi, un convegno aperto a tutte le amministrazioni italiane che volevano incontrarsi e condividere buone idee. Parteciparono una trentina di sindaci del Nord e del Centro Italia, oltre al sindaco di Melpignano in rappresentanza del Sud. In quell’occasione, oltre ad approfondire nuovi progetti e a tessere una fitta rete di legami e contatti, condividemmo una bozza di Statuto e redigemmo un Manifesto dei Comuni Virtuosi, documento che ancora oggi è «inciso» nelle delibere di approvazione che ogni comune deve approvare in consiglio per diventare socio della rete. Il presente Manifesto rappresenta i Comuni e i cittadini che aspirano a convertire in progetti concreti i sogni e le utopie realizzabili. Il comune virtuoso ama il proprio territorio, ha a cuore la salute, il futuro e la felicità dei propri cittadini. Il comune virtuoso adotta tutte quelle misure che diffondono nuove consapevolezze e vuole soddisfare bisogni ed esigenze concrete nel campo della sostenibilità ambientale, urbanistica e sociale. Intervenire a difesa dell’ambiente, migliorare la qualità della vita e tutelare i Beni Comuni, intesi come beni naturali e relazionali indisponibili che appartengono all’umanità, è possibile. Questa possibilità la vogliamo vivere non piú come uno slogan ma come possibilità concreta, consapevoli che la sfida di oggi è rappresentata dal passaggio dalla pur importante enunciazione di principi alla prassi quotidiana. I Comuni Virtuosi hanno dimostrato che: - è possibile (ed economicamente conveniente) aspirare a una ottimalegestione del territorio, all’insegna del principio ispiratore del «no consumo di suolo» (opzione cementificazione zero, recupero e riqualificazione aree dismesse, progettazione e programmazione del territorio partecipata, bioedilizia, ecc.); - è possibile (ed economicamente conveniente) ridurre l’ impronta ecologica della macchina comunale attraverso misure e interventi concreti ed efficienti (efficienza energetica, acquisti verdi, mense biologiche, ecc.); - è possibile (ed economicamente conveniente) ridurre l’inquinamento atmosferico promuovendo politiche e progetti concreti di mobilità sostenibile (car sharing, car pooling, trasporto pubblico integrato, piedibus, scelta di carburanti alternativi al petrolio e meno inquinanti, ecc.); - è possibile (ed economicamente conveniente) promuovere una correttagestione dei rifiuti, visti non piú come un problema ma come risorsa, attraverso la raccolta differenziata «porta a porta» e l’attivazione di progetti concreti tesi alla riduzione della produzione dei rifiuti (progetti per la riduzione dei rifiuti e riuso, ecc.), in una politica che aspira al traguardo «rifiuti zero»; - è possibile incentivare nuovi stili di vita negli enti locali e nelle loro comunità, attraverso politiche e progettazioni atte a stimolare nella cittadinanza scelte quotidiane sobrie e sostenibili (autoproduzione, filiera corta, cibo biologico e di stagione, sostegno alla costituzione di gruppi di acquisto, turismo e ospitalità sostenibili, promozione della cultura della pace, cooperazione e solidarietà, disimballo dei territori, diffusione del commercio equo e solidale, banche del tempo, autoproduzione, finanza etica, ecc.), favorendo il piú possibile l’autoproduzione di beni e lo scambio di «servizi», sottraendoli al mercato per una società della sobrietà ispirata ai temi della decrescita. Maturammo in quei giorni la consapevolezza che dovevamo dotarci di un coordinamento nazionale, per riuscire a incidere con maggior forza nella realtà e far conoscere i nostri progetti e le sperimentazioni avviate. Tutti, infatti, ognuno per il proprio ruolo e per la propria esperienza territoriale, ci eravamo accorti che nel sistema politico attuale e nei partiti tradizionali, di destra come di sinistra, non c’era grande spazio e sensibilità per le questioni a noi care. L’ambiente era un corollario, confinato negli uffici e sulle scrivanie di assessori spesso isolati dal resto del gruppo, che avevano l’opportunità di portare avanti singoli progetti anche significativi nel contesto però di un’azione di giunta complessiva che spesso si rimangiava i pochi risultati conseguiti dal singolo con un governo della città decisamente impattante e insostenibile… Fu allora che ci mettemmo insieme: Colorno, Monsano, Melpignano e Vezzano Ligure, i famosi «quattro amici al bar» della canzone di Gino Paoli. Il 23 maggio del 2005, nella sala consiliare del municipio di Vezzano, davanti a un notaio della zona, nacque l’Associazione nazionale dei Comuni Virtuosi. Quattro comuni molto distanti tra loro, diversissimi per dimensioni e caratteristiche sociali, economiche, culturali. Quattro esperienze diverse, portate avanti da altrettanti amministratori che si erano conosciuti quasi per caso solo pochi mesi prima in un luogo improbabile sulle colline tra Gubbio e Perugia. È cosí che nascono i Comuni Virtuosi, una rete che oggi conta una sessantina di iscritti in tutto il territorio nazionale per circa 440 000 abitanti residenti. |
Fra aspettative e permessi sindacali nel 2010 è come se 4.569 lavoratori pubblici non avessero lavorato per un anno: un dipendente ogni 550 in servizio, rapporto-choc della Corte dei Conti – Corriere.it
Fra aspettative e permessi sindacali nel 2010 è come se 4.569 lavoratori pubblici non avessero lavorato per un anno: un dipendente ogni 550 in servizio. Il costo per l’erario è stato stimato in 151 milioni. Lo afferma la Corte dei Conti. È quanto segnala la sua relazione sul costo del lavoro pubblico
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Censimento Personale degli Enti Locali Pubblicazioni 2010
Censimento Personale degli Enti Locali
Pubblicazioni 2010
Pubblicazione dei dati relativi al Censimento generale del personale in servizio presso gli enti locali (Dati aggiornati al 31 dicembre 2010).

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- Riepilogo Organico regionali e provinciali
- Riepilogo Personale in servizio regionali e provinciali
- Riepilogo Assunzioni – Cessazioni regionali e provinciali
- Riepilogo Modalità di gestione servizi regionali e provinciali
Relazione al Parlamento sullo stato della Pubblica Amministrazione – Anni 2010-2011, in Newsletter Legautonomie n. 42/2011
l’Istat ha predisposto l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche, i cui conti concorrono alla costruzione del Conto economico consolidato delle Amministrazioni Pubbliche
In base al sistema europeo dei conti, l’Istat ha predisposto l’elenco delle unità istituzionali che fanno parte del settore delle Amministrazioni Pubbliche, i cui conti concorrono alla costruzione del Conto economico consolidato delle Amministrazioni Pubbliche.
L’Istat è tenuto ai sensi della legge di contabilità e di finanza pubblica n.196 del 31/12/2009 a pubblicare annualmente tale lista sulla Gazzetta Ufficiale. Elenco che infatti è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale – Serie Generale n. 228 del 30 settembre 2011 e le unità classificate nel Settore delle Amministrazioni Pubbliche sono:
a) gli organismi pubblici che gestiscono e finanziano un insieme di attività,
principalmente consistenti nel fornire alla collettività beni e servizi non destinabili
alla vendita;
b) le istituzioni senza scopo di lucro che agiscono da produttori di beni e servizi
non destinabili alla vendita, che sono controllate e finanziate in prevalenza da
amministrazioni pubbliche;
c) gli enti di previdenza.
Elenco delle Amministrazioni Pubbliche
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Renato Brunetta. Questo è il linguaggio del ministro della pubblica amministrazione del Governo Berlusconi: “voi non lavorate …. siete dei cretini …. cretino … cretino … cretino “, 27 luglio 2011
Questo è il ministro della pubblica amministrazione del Governo Berlusconi: “voi non lavorate …. siete dei cretini ….”
Reform è un servizio interamente gratuito, finanziato e gestito dallaProvincia di Pisa tramite la sua partecipata Reform srl. La sua finalità prevalente è quella di aiutare gli operatori della funzione pubblica locale, lavoratori e amministratori, a sostenere la evoluzione delle competenze professionali, così come richiesto dai processi di riforma che sono in atto nel nostro Paese
On line troverà un sito completamente rinnovato. Supportato da una piattaforma completamente nuova e da una grafica al passo con i tempi. Potrà navigare in maniera rapida e intuitiva grazie ai moduli di navigazione semantica, senza però rinunciare alle possibilità di ricerca più tradizionali, come il sistema di archiviazione che abbiamo conservato, portando nella nuova release decine e decine di migliaia di link.
Per sfruttare a pieno le nuove funzionalità la invitiamo ad accedere alla pagina di registrazione e reinserire le proprie credenziali, confermando la mail che successivamente le sarà inviata.
Come lei saprà, Reform è un servizio interamente gratuito, finanziato e gestito dallaProvincia di Pisa tramite la sua partecipata Reform srl. La sua finalità prevalente è quella di aiutare gli operatori della funzione pubblica locale, lavoratori e amministratori, a sostenere la evoluzione delle competenze professionali, così come richiesto dai processi di riforma che sono in atto nel nostro Paese.
Nelle prossime settimane saranno attivati nuovi servizi, con l’intento di favorire la partecipazione degli utenti alla costruzione dei nuovi asset, per mettere a punto lo strumento e per focalizzarlo ancora di più sulle reali necessità di chi opera nella Pubblica Amministrazione. Già fino da ora è gradito, ma forse è indispensabile, il suo aiuto: ci scriva le sue opinioni, le sue osservazioni, le sue critiche all’indirizzo reform@reform.it.
Ne terremo conto.
Fabiano Corsini
Direttore di Reform
il ministro Brunetta ai precari della pubblica amministrazione: “Siete l’Italia peggiore”
Pietro Ichino – LA RESA INCONDIZIONATA DEL MINISTRO BRUNETTA AI SINDACATI
LA RESA INCONDIZIONATA DEL MINISTRO BRUNETTA AI SINDACATI
- Lettera sul lavoro pubblicata dal Corriere della Sera di oggi propone una traduzione dal buro-sindacalese in italiano
- dell’Intesa firmata venerdì dal Governo con Cisl, Uil e Ugl:
una vera e propria capitolazione, che segna la fine ingloriosa della riforma delle amministrazioni pubbliche del 2009.
Sull’insabbiamento della legge-Brunetta v. anche l’articolo di Pietro Micheli su lavoce.info di martedì.
I siti web delle pubbliche amministrazioni: le nuove regole tecnico-legali per comunicare on line – pamalteo@gmail.com – Gmail
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Norme tecniche
e giuridiche dopo le Linee Guida Brunetta |
Prefazione di A. Cianci,Consigliere del Ministro per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione |
| I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI |
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Questo nuovo Manuale fornisce il quadro sistematico e aggiornato di tutti gli aspetti di cui occorre tenere conto per migliorare la qualità dei siti web della P.A. e per conseguire benefici in termini di efficienza e trasparenza, senza incorrere nella violazione di obblighi normativi con conseguenti responsabilità e sanzioni. Razionalizzare i contenuti on line, eliminare i siti obsoleti ed elevare gli standard qualitativi con cui vengono realizzati i siti Internet della PA: attività da svolgere con cognizione di causa, seguendo i criteri tecnico-legali indicati nel volume, indispensabile per definire i livelli di qualità necessari a realizzare un “buon” sito Internet per gli Enti pubblici.Il volume parte dall’analisi delle “Linee Guida sui siti Web delle P.A.” per illustrare le disposizioni normative vigenti e fornire gli schemi operativi utili a pianificare operazioni di adeguamento dei contenuti e dei servizi offerti via Internet:
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Dossier Privacy e web: in arrivo le Linee guida del Garante per le PA
Il Garante della privacy è tornato ancora una volta sulla pubblicazione via web dei cosiddetti dati sensibili. A seconda se l’obiettivo è quello della trasparenza, o della pubblicità e informazione, le amministrazioni pubbliche sono tenute al rispetto di alcune regole: esattezza, contestualizzazione dei dati e durata nel tempo. Le regole approvate dal Garante in via preliminare il 22 dicembre saranno emanate al termine di una consultazione che si concluderà il 31 gennaio 2011. Le “Linee guida” hanno lo scopo di definire quali accorgimenti le pubbliche amministrazioni devono adottare per la pubblicazione sui propri siti web istituzionali di dati personali per finalità di: – trasparenza; – pubblicità dell’azione amministrativa; – consultazione di atti su iniziativa di singoli soggetti. A seconda del fine perseguito, le pubbliche amministrazioni dovranno valutare di volta in volta l’effettiva necessità di diffusione di dati personali, nonché utilizzare strumenti e accorgimenti tecnici diversi al fine assicurare forme corrette e proporzionate di conoscibilità di tali informazioni, impedendone lindiscriminata e incondizionata reperibilità in Internet. Nel caso in cui la disciplina di settore stabilisca un limite temporale alla pubblicazione degli atti, le PA dovranno assicurarsi che tale limite sia rispettato; al contrario, nel caso in cui tale limite non sia stabilito a priori, sarà cura delle PA stabilire un limite in relazione alle esigenze di volta in volta perseguite; evitando la duplicazione massiva dei file contenenti dati personali.
Regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante «Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, Decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n.207
sulla Gazzetta Ufficiale n. 288 del 10-12-2010 – Suppl. Ordinario n.270, è stato pubblicato il Decreto del Presidente della Repubblica 5 ottobre 2010, n.207 “ Regolamento di esecuzione ed attuazione del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163, recante «Codice dei contratti pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE».”
Sul sito di Appalti&Contratti sono già disponibili i primi commenti dei nostri esperti.
I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI DOPO LE “LINEE GUIDA BRUNETTA” Norme, obblighi e sanzioni, tecnologie e modelli organizzativi Bologna, martedì 14 dicembre 2010 » Hotel Europa
I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI
DOPO LE “LINEE GUIDA BRUNETTA”
Norme, obblighi e sanzioni, tecnologie
e modelli organizzativi
Bologna, martedì 14 dicembre 2010 » Hotel Europa
Ai partecipanti sarà consegnata una copia del volume
“I SITI WEB DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI”
Guida alle norme tecniche e giuridiche alla luce delle Linee Guida Brunetta.
di ERNESTO BELISARIO – GIANLUIGI COGO – ROBERTO SCANO.
Il convegno offre ai partecipanti degli schemi operativi per pianificare una operazione di adeguamento e razionalizzazione dei contenuti on line a partire dalle indicazioni contenute nelle Linee Guida. L’obiettivo è di fornire gli elementi indispensabili per migliorare la qualità dei siti Web della PA sia sotto il profilo dei contenuti offerti che rispetto alla prospettive dell’integrazione di strumentazione web 2.0, di servizi di e-government e di sistemi di knowledge management.
Prendendo come spunto le “Linee Guida Brunetta” pubblicate il 26 luglio 2010, questo convegno si propone di illustrare la normativa rilevante in materia di siti Web pubblici e di offrire gli schemi operativi per pianificare una operazione di adeguamento e razionalizzazione dei contenuti e dei servizi offerti sul Web da parte delle Amministrazioni Pubbliche.
Alla luce dei recenti interventi legislativi, gli Enti hanno infatti bisogno di un quadro sistematico ed aggiornato degli aspetti di cui tenere conto in tutte le attività collegate ai Website pubblici; una loro mancata valutazione – oltre ad impedire all’Amministrazione di conseguire gli attesi benefici in termini di efficienza e trasparenza – rappresenta una violazione degli obblighi normativi ed espone la PA e gli agenti pubblici a sanzioni e responsabilità.
Relatori:
Claudio Forghieri, Direttore Scientifico E-GOV
Ernesto Belisario, Avvocato Studio Legale Belisario, Università della Basilicata
Gianluigi Cogo, Rete InnovatoriPA
Roberto Scano, Iwa Italy
Lo stato della pubblica amministrazione: relazione 2009
Lo stato della pubblica amministrazione: relazione 2009
Se il 2008 è stato lanno in cui sono state poste le condizioni per il cambiamento, il 2009 è stato quello dellazione legislativa: i principi di produttività, trasparenza, meritocrazia, valutazione e responsabilità sono entrati, con la riforma Brunetta, nellordinamento giuridico. E quanto si legge nella presentazione della relazione sullo stato della pubblica amministrazione, presentata il 22 ottobre 2019 dal ministro Brunetta. In particolare, la riforma Brunetta ha rafforzato, da un lato, il rapporto tra il dirigente e i suoi collaboratori, responsabilizzando ciascuno in ordine ai risultati della propria performance, individuale e di gruppo, dallaltro, ha posto le basi per valutare e premiare i risultati in base al merito, istituendo il sistema di valutazione della performance e avviando lattività della Commissione per lintegrità e la trasparenza nelle pubbliche amministrazioni. Le necessità imposte dalla crisi economica hanno rafforzato la convinzione che, in attesa che quei principi comincino ad esplicare la loro portata innovatrice, sia doveroso intervenire sotto altri due diversi profili, quello delle economie di gestione e quello della semplificazione amministrativa. In questo contesto s’inserisce la Carta dei Doveri, in esame da parte del Parlamento, tesa a chiarire quali siano i diritti ma anche, e soprattutto, i doveri dei pubblici dipendenti. Infine, non si dimentichi che il 2009 è stato anche l’anno del contrasto allassenteismo e agli sprechi di denaro pubblico (per es.: riduzione della carta e delle auto blu).
Come avere sotto controllo l’iter dei documenti amministrativi
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| Cedaf S.r.l. Via A. Meucci, 17 – 47100 Forlì Tel. 0543 727011 – Fax 0543 727401 e-mail: cedaf@cedaf.it – www.cedaf.it |
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C. Giurdanella, C.E. Guarnaccia, La riforma del processo amministrativo: il rito in vigore dal 16 settembre 2010
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’esposizione manualistica della |
Con tabella riassuntiva dei termini processuali e testo integrale del D.Lgs. 104/2010 |
| LA RIFORMA DEL PROCESSO AMMINISTRATIVO Il rito amministrativo applicabile dal 16 settembre 2010 con l’entrata in vigore del D.Lgs. 2 luglio 2010, n. 104 (Codice del processo amministrativo) |
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Epocale la riforma recata dai 137 articoli del nuovo Codice, con importanti modifiche riguardanti tra l’altro: l’ampliamento delle materie di giurisdizione esclusiva, l’inderogabilità della competenza territoriale, il superamento “temperato” della pregiudiziale amministrativa, le misure cautelari ante causam, la riserva facoltativa d’appello avverso le sentenze non definitive. Per la prima volta, viene definita legislativamente la disciplina amministrativa, da sempre sotto il controllo della giustizia amministrativa stessa, trasformando i principi di derivazione giurisprudenziale in veri e propri istituti di diritto processuale e attribuendo ad essi pari dignità rispetto ai cardini del processo civile. Proprio attraverso l’analisi istituto per istituto, questo autentico Manuale sviluppa il nuovo processo nel contesto di una trattazione organica dell’intero diritto processuale amministrativo vigente, non limitandosi al semplice commento del D.Lgs. 104/2010. Realizzato da esperti avvocati amministrativisti, il volume costituisce pertanto guida completa al nuovo rito, che illustra nel dettaglio dei seguenti argomenti:
C. Giurdanella, C.E. Guarnaccia, Avvocati amministrativisti, si occupano di consulenza e contenzioso dinanzi ai TAR. |
Le riforme Brunetta nelle aziende sanitarie (parte IV)
Stefano Simonetti, Le riforme Brunetta nelle aziende sanitarie (parte I)
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A sei mesi dall’entrata il vigore del decreto legislativo 150 del 2009, comunemente definito “riforma Brunetta”, può essere effettuato un primo bilancio delle innovazioni normative, tenendo però conto che una sostanziale parte del decreto non è ancora a regime. Preliminarmente ricordiamo alcuni passi propedeutici all’adozione del decreto 150. Il Governo Berlusconi si insediò a fine aprile 2008 e diede subito segnali di voler rivedere tutto in tema di pubblico impiego, iniziando una manovra accerchiante costituita da iniziative legislative e continui dibattiti sui mass media sulla figura dello “statale”. Ad appena una settimana dalla presentazione del d.d.l. governativo per la riforma dell’impiego pubblico, viene adottato improvvisamente un decreto-legge corposissimo che contiene in pratica un anticipo della manovra finanziaria e costituisce il supporto – di effetto immediato e “violento” – per l’inizio della strategia riformista. Nella manovra di mezza estate 2008 troviamo numerosi spunti di interesse per le aziende sanitarie, con particolare riguardo alla gestione del personale. Bisogna subito dire che al di là di una consolidata capacità dei governi guidati da Silvio Berlusconi di adottare provvedimenti che sono di forte impatto mediatico e comunicativo, questa volta vi si trova molta sostanza.
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vai a:
eGov – Inchiesta – Le riforme Brunetta nelle aziende sanitarie (parte I).
Dossier “Donne pubblico impiego: equiparazione età pensionabile”
A seguito della sentenza della Corte europea che condanna l’Italia per discriminazione tra uomo donna in materia di età pensionabile, il Consiglio dei Ministri del 10 giugno scorso ha approvato una norma che innalza l’età pensionabile delle donne del pubblico impiego a 65 anni a partire dal 1° gennaio 2012.
La norma prende la forma di un emendamento da presentare in sede di conversione del decreto- legge sulla manovra finanziaria anti-crisi attualmente all’esame del Senato. Il sacrificio che l’Europa chiede alle dipendenti statali italiane sarà compensato da un investimento nei servizi alla famiglia, nelle strutture per l’infanzia e nella non-autosufficienza. Ho chiesto e ottenuto – ha dichiarato il ministro per le Pari opportunità, Mara Carfagna, nel corso della conferenza stampa al termine del Consiglio dei Ministri – che i risparmi liberati dall’innalzamento dell’età pensionabile siano destinati a interventi reali che permettano alle lavoratrici di conciliare con meno difficoltà la vita professionale con quella familiare. L’equiparazione – ha tenuto a precisare il ministro del Lavoro e delle politiche sociali Maurizio Sacconi – riguarda unicamente le dipendenti del settore pubblico. Da qui al 2019 saranno, secondo i calcoli del Ministro del Lavoro, circa 25 mila le donne interessate.
Dossier “Donne pubblico impiego: equiparazione età pensionabile”
Istat, Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche
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Note informative
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Conto economico trimestrale delle Amministrazioni pubbliche
Sirna Cesare Augusto – Sirna Antonino – Sirna Marco, Pubblica Amministrazione. Affidamenti incarichi dirigenziali. Ipotesi di spoils system di fatto legiferate. Riflessioni sulla costituzionalità delle medesime, in Diritto.it
- Vai a: Sirna Cesare Augusto – Sirna Antonino – Sirna Marco, Pubblica Amministrazione. Affidamenti incarichi dirigenziali. Ipotesi di spoils system di fatto legiferate. Riflessioni sulla costituzionalità delle medesime
“I cittadini e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche” elaborato da Cittadinanzattiva nell’ambito di un accordo con il SAeT, il Servizio Anticorruzione e Trasparenza del Dipartimento della Funzione Pubblica
Trasparenza nella PA: presentato il report di Cittadinanzattiva e SAeT
È consultabile il report “I cittadini e la trasparenza delle amministrazioni pubbliche” elaborato da Cittadinanzattiva nell’ambito di un accordo con il SAeT, il Servizio Anticorruzione e Trasparenza del Dipartimento della Funzione Pubblica.
Guida operativa alla riforma Brunetta: uno strumento per conoscere il lavoro pubblico che cambia, Legautonomie.it
La “Guida operativa alla riforma Brunetta”: uno strumento per conoscere il lavoro pubblico che cambiaLa “Guida operativa alla riforma Brunetta” è la prima pubblicazione della Collana editoriale dedicata agli strumenti per le autonomie locali, promossa da Legautonomie in collaborazione con la casa editrice Dike Giuridica. Il volume analizza il decreto legislativo 150/09, cosiddetto Decreto Brunetta, indicando novità giuridiche e organizzative che vengono introdotte dalla nuova normativa. Il costo a copia è di 20 Euro (per l’acquisto di oltre dieci copie si applica lo sconto del 20%).![]()
In allegato i materiali per effettuare l’ordine di acquisto, la copertina della Guida, l’indice e il capitolo n.3 sugli adempimenti amministrativi. Ordine di acquisto ( 24,42 kB )
La copertina della “Guida operativa alla riforma Brunetta” ( 120,07 kB )
L’indice generale del volume ( 120,02 kB )
Il capitolo n.3 sugli adempimenti amministrativi ( 212,74 kB )







