E’ partito lunedì 1° ottobre 2012 il progetto “Café della Memoria”, un’iniziativa finanziata dalle Fondazioni Comunitaria del VCO e Vita Vitalis e gestita dal Consorzio dei Servizi Sociali del Verbano in collaborazione con Vita Vitalis, l’Associazione Familiari Alzheimer e l’ASL del VCO,Verbania


COMUNICATO STAMPA

Si è aperto il “Cafè della Memoria”

E’ partito lunedì 1° ottobre 2012 il progetto “Café della Memoria”, un’iniziativa finanziata dalle Fondazioni Comunitaria del VCO e Vita Vitalis e gestita dal Consorzio dei Servizi Sociali del Verbano in collaborazione con Vita Vitalis, l’Associazione Familiari  Alzheimer e l’ASL del VCO.

Al primo incontro, tenutosi a Pallanza dalle 15 alle 18,  presso il Centro diurno Centroanch’io (viale Azari 104), hanno partecipato oltre trenta persone, tra anziani con disturbi della memoria, familiari e badanti.  L’incontro si è aperto con  una breve introduzione sulle finalità dell’iniziativa, che si svolgerà ogni primo e terzo lunedì di ogni mese per un periodo sperimentale di dieci mesi, fatta dal Direttore del CISS di Verbania Dott.ssa Chiara Fornara e dai rappresentanti degli altri partners del progetto, la Fondazione Vita Vitalis, l’Associaz. Familiari Alzheimer e l’ASL-VCO.

I partecipanti si sono quindi divisi in tre gruppi: i malati, i familiari e le badanti.

I primi venivano intrattenuti da personale specializzato, in parte già conosciuto come assistenti domiciliari, con attività di stimolazione cognitiva e relazionale, psicomotorie (compresi giochi a carte e alle bocce sul terrazzo), gestione del vagabondaggio, e, dal prossimo incontro, “pet therapy”, “doll therapy” e altro.

Per i familiari erano allestiti angoli di relax (dalle poltrone massaggianti ai massaggi shiatsu) e di confronto, con il contributo di esperti per offrire sostegno psicologico, informazioni sulla malattia, attività di benessere, letture e ascolto di musica.

Inoltre chi ne avesse necessità può ritagliare un tempo per la spesa o altre urgenti incombenze.

Le assistenti familiari hanno potuto fruire di momenti di socializzazione e sostegno emotivo,  informazioni sulle buone pratiche assistenziali e sulla gestione della cura.

Il tutto intramezzato dalla degustazione di un buon caffè, tè, bibite e pasticcini, dall’ascolto di musica rilassante, da momenti in cui sfogliare una rivista o leggere un libro. Le tre ore di incontro sono passate velocemente, in un ambiente cordiale e rilassato, fino a che,  giunto l’orario di chiusura, gli ospiti, provenienti per lo più da Verbania ma anche da Baveno, Stresa, Cannobio ed altri centri, sono rientrati a domicilio accompagnati dai familiari o dal servizio di trasporto (da e a domicilio)

Al momento dei saluti i partecipanti, che per lo più non si conoscevano, si sono dati un affettuoso appuntamento al prossimo incontro di lunedì 15 ottobre prossimo.

I partners del progetto, riunitisi dopo l’incontro per le opportune valutazioni, (erano presenti una dozzina di persone tra responsabili, operatori e volontari), espressa una generale soddisfazione per il primo incontro di “rodaggio”, comunicano che

la possibilità di partecipare ai successivi incontri (totalmente gratuita) è ancora aperta, per cui si invitano gli interessati a  contattare gli operatori del Consorzio dei Servizi Sociali di Verbania ai seguenti numeri:

 

348.7018890 – 334.2236409 – 3488095381

 

Verbania 2.10.2012

 

Quale medicina cura?, Convegno a cura del Gruppo Abele, Università degli studi di Bergamo e movimento Slow Medicine, 20 e 21 aprile 2012


E’ un convegno sulla cura che si terrà a fine Aprile, in un luogo molto suggestivo, sopra Torino.
E’ organizzato come Università degli Studi di Bergamo con il Gruppo Abele e il movimento Slow Medicine. L’idea è che si possano far incontrare professionisti del mondo della cura, con la voglia di condividere sperimentazioni e di tenersi in contatto, per non sentirsi soli, nello sforzo di migliorarsi e migliorare i servizi, ma anche nel pensare e immaginare nuove e più rispettose strade per la medicina e l’assistenza di oggi.Il convegno è accreditato ECM, ed essenzialmente not for profit, ovviamente.
Il Gruppo Abele vorrebbe offrire questo monastero appena ristrutturato come luogo caldo di incontro e confronto periodico anche sui temi della cura a chi volesse accettare questa provocazione e lasciarsi coinvolgere in una rete di reciproco sostegno e motivazione al cambiamento.

Quale medicina cura?

Il perchè di una domanda
“Quale medicina cura?”. Una domanda trasversale, sofferta, diffusa tra i mondi della cura con le loro professioni che si rendono conto di avere molte sfide in comune e si chiedono come farne un discorso pubblico, ma anche una leva di cambiamento per una medicina giusta, appropriata, sobria, sostenibile. Una domanda segnata dalla crisi finanziaria, ma che rilancia l’urgenza di non ragionare solo in termini finanziari. La crisi non può essere un alibi per non affrontare i problemi, piuttosto un’occasione per ripensare le pratiche della medicina. Mentre abbiamo da difendere, nonostante sprechi e manchevolezze, l’attuale sistema sociosanitario, c’è molto da fare per ripensare quale medicina oggi sia di aiuto in una società attraversata da fenomeni enormi come l’invecchiamento, l’appesantirsi delle sofferenze urbane, l’aumento di bambini e ragazzi con fatiche legate allo sviluppo psicofisico e al loro inserimento socio-educativo, i casi di anoressia o bulimia… Tutti problemi che mettono in gioco professioni e organizzazioni diverse, in quanto non sono delegabili a una sola disciplina e organizzazione. La cura è un evento collettivo, un bene comune che necessita di cooperazione nel pensare e nell’agire qui e ora, in questa situazione e contesto. Per farlo le professioni e i mondi organizzativi del socio-sanitario e del sociale sono chiamati a “sospendere” le loro appartenenze professionali e i loro atteggiamenti difensivi entro protocolli e mansionari per mettere al centro la domanda di partenza nelle sue diverse declinazioni: come può essere reimmaginata e arricchita la medicina oggi perché sia giusta, appropriata, sobria, sostenibile? E dunque come evitare che la cura diventi un’ulteriore sofferenza per chi vive, come paziente o come familiare, la condizione di vulnerabilità e di malattia? Come, invece, sviluppare interventi che recuperino il significato profondo della dicitura socio-sanitario? Come tutto ciò può divenire risorsa per un nuovo assetto di welfare volto a garantire l’universalità della cura e il coinvolgimento attivo delle persone, anche in un periodo di crisi economica?
Sono interrogativi che sollecitano ad aprirsi a orizzonti sempre meno “dipendenti” dalle necessarie diagnosi, dai protocolli di intervento, dalla specializzazione delle cure, per farsi sempre più protesi verso l’integrazione e la risignificazione degli interventi a fianco del soggetto vulnerabile e della sua famiglia. Come, per fare un passo avanti, costruire percorsi di cura sostenibili e integrati, evitando l’eccesso di cure, ma anche l’abbandono, facilitando scelte consapevoli e adeguate alla realtà di vita della persona e della sua famiglia?

L’invito a una ricerca partecipata e sperimentale
Problemi enormi perché coinvolgono cambiamenti a livello di politiche, ma anche, a nostro avviso, un diverso uso (un “buon uso”) delle innumerevoli competenze e risorse esistenti. Gli stessi tagli, se vanno contrastati là dove offendono i diritti delle persone, possono essere letti come un appello improrogabile a generare risorse attraverso cambiamenti che possono alleggerire le sofferenze umane e che, per non pochi versi, dipendono dalle scelte degli operatori, dal loro modo di “esserci” nel servizio, dal loro ripensare le relazioni con le persone e le famiglie, ma anche dai luoghi fisici della cura in modo che siano accoglienti e (perché no?) belli, dal collaborare tra professioni per arricchire la “densità di cura” della medicina.
Per avviare i lavori si è scelto di privilegiare una precisa angolatura da cui vedere i problemi e costruire delle ipotesi di lavoro: la radicale riorganizzazione delle cure primarie. A nostro avviso, il futuro delle politiche sanitarie è nelle cure primarie, sul cui ammodernamento devono concentrarsi gli sforzi dei decisori e dei professionisti. Il momento di particolare difficoltà potrebbe contribuire a superare con forza quegli ostacoli che finora hanno impedito una sostanziale riorganizzazione.
Alla luce di queste considerazioni, la Certosa vuol essere un luogo dove medici e infermieri, pediatri e geriatri, medicina del territorio e medicina ospedaliera, assistenti sociali e psicologi, psichiatri ed educatori possono ricavarsi “momenti di sosta e di pensiero”, con l’intento di attivare nei territori delle sperimentazioni da rielaborare poi insieme. Un percorso partecipato entro cui possono confrontarsi  letture, ipotesi  politiche e strategie, attenti alla loro trasferibilità sui terri-
tori. Un percorso pertanto sperimentale, alla luce delle ipotesi che si andranno a maturare, che impegna a mettere in atto localmente quei cambiamenti relazionali, fisici e organizzativi che possono avvicinare la medicina ai cittadini.

Tre laboratori
Nei lavori preliminari al seminario sono emerse tre aree-problema che sembra importante affrontare nel corso della riflessione e nei laboratori che potrebbero prendere l’ avvio in tale occasione. Altre
potranno emergere fra i partecipanti.
Le cure primarie
La riorganizzazione delle cure primarie è l’orizzonte entro cui collocare l’interrogativo iniziale “Quale medicina cura?” e pertanto è trasversale a tutto il percorso e a tutti i laboratori, ma può anche essere visto come oggetto specifico di riflessione. La prima area si pone quindi  l’obiettivo di unificare la figura del medico del territorio, superare il lavoro in solitudine dello stesso, sviluppare la sanità di iniziativa, mettere lo specialista al servizio dei percorsi di diagnosi e cura (anche coinvolgendo i professionisti ospedalieri), individuare punti di riferimento sul territorio che affianchino – e sostituiscano quando possibile – la struttura ospedaliera (strutture di comunità, case della salute,
ecc., aperte tutto il giorno).
La vecchiaia pesante
Una seconda area è quella degli anziani la cui salute con il passare degli anni vede il convergere della medicina di territorio, della medicina ospedaliera, ma anche dell’assistenza sociale e delle reti di prossimità. Come accompagnare gli anziani in un percorso umano per quanto possibile autonomo, attraverso la collaborazione degli stessi anziani e della famiglia, degli operatori professionali e  delle reti di prossimità, con gli interrogativi etici ed esistenziali, oltre che sanitari e sociali, che l’invecchiamento porta con sé?
L’infanzia fragile
Una terza area è quella che rimanda all’infanzia fragile, a volte fin dalla nascita, altre volte con problemi di salute che esplodono nell’arco dopo pochi mesi o anni a livello non solo fisico, ma anche emotivo, relazionale, cognitivo. Problemi che non sono confinabili nel mondo
degli specialisti ma chiamano sulla scena la medicina del territorio e quella specialistica, l’assistenza sociale, la scuola, le associazioni, chiedendo loro di uscire dalla logica della suddivisione dei compiti per farsi insieme prossimi alle situazioni.

PROGRAMMA
Venerdì 20 aprile 2012 – Ore 9,00-13
Organizzazioni che hanno scelto di uscire dai loro confini per interrogarsi sulla medicina che cura
Lucia Bianco

DIALOGO SULLA MEDICINA CHE CURA
* Tra riconversione delle risorse e micro-innovazioni
Nerina Dirindin
* Per una medicina giusta, appropriata, sobria
Andrea Gardini
* “Esserci” con le persone o sconfiggere malattie?
Ivo Lizzola
* Coordina: Vittorio De Micheli

PROSPETTIVE DI LAVORO A PARTIRE DAL “DIALOGO SULLA CURA”
Discussione coordinata da Silvana Quadrino e Marco Zanchi
Ore 14.30-19.00
Lavoro in gruppi-laboratorio
Introduce Silvana Quadrino
Il seminario propone tre aree di lavoro partecipato.
* Cure primarie
* Vecchiaia pesante
* Infanzia fragile
Nel corso dei lavori, ogni area terrà presenti quattro interrogativi.
- La delega e la dipendenza nei confronti del sistema sanitario sono un “effetto collaterale” di processi di cura impoveriti e impoverenti?
- La relazione paziente-professionista è oggi substrato portante della cura o semplicemente un atto di compassione asimmetrica?
- Di chi è il problema del riconoscimento e sviluppo delle capacità del paziente per divenire risorsa a se stesso?
- Come la macro sfida dell’integrazione tra sanitario e sociale, può essere una sfida di cui farsi carico nel lavoro quotidiano, con micro esperimenti significativi e sostenibili?

Sabato 21 aprile 2012 – Ore 9.00-14.00
Le cure primarie sul territorio come orizzonte strategico
Da dove ripartire e verso dove incamminarsi?
Serafino Zucchelli

RESTITUZIONE IN PLENARIA
dei materiali dei gruppi-laboratorio
Pensare e sviluppare nel territorio una medicina che cura
Le questioni trasversali sollevate dai tre gruppi-laboratorio
Riletture di Leopoldo Grosso, Eleonora Artesio, Giorgio Bert, Nerina Dirindin
Proposte organizzative per una ricerca partecipata
Lucia Bianco e Silvana Quadrino
Intervengono:
Eleonora Artesio – Consigliera Regionale Regione Piemonte
Giorgio Bert – Slow Medicine
Lucia Bianco – Certosa Gruppo Abele
Vittorio De Micheli – ASL Alessandria
Nerina Dirindin – Università di Torino e CORIPE Piemonte
Andrea Gardini – Slow Medicine
Leopoldo Grosso – Gruppo Abele
Ivo Lizzola – Università di Bergamo
Silvana Quadrino – Istituto Change
Marco Zanchi – Università di Bergamo
Serafino Zucchelli – Fondazione Pietro Paci

Quota di iscrizione 100 euro. Vitto e alloggio 80 euro. Sono previsti sconti del 20% per giovani sotto i 26 anni.

Per informazioni e prenotazioni:
tel:  011 3841083
fax   011 3841091
cell: 331 5753858

mail: certosagruppoabele@gruppoabele.org

da Gruppo Abele – Quale medicina cura?

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Prendersi cura della relazione di cura: corso di formazione per operatori socio sanitari a Novara, a cura del Centro Maderna


La Provincia di Novara in collaborazione con il Centro Maderna organizza un percorso formativo gratuito rivolto agli operatori dei Servizi socio-sanitari.
Nell’ambito del lavoro quotidiano di cura e assistenza svolto nei servizi socio-sanitari si crea, inevitabilmente, un rapporto di circolarità e di reciprocità tra il disagio degli utenti e quello degli operatori. In seguito alle attività laboratoriali realizzate con i coordinatori di Servizi nell’ambito del Progetto “Ridisegnare la relazione di cura con i pazienti affetti da demenza e Alzheimer”, realizzata nel 2011 insieme alla Provincia di Novara, sono emerse alcune proposte relative ai possibili contenuti della formazione, indirizzate a superare la percezione di “logoramento” alla quale gli operatori della cura sono esposti.
Il presente percorso formativo è stato pensato per cercare di dare risposta al bisogno di confronto degli operatori e alla necessità di sviluppare consapevolezza in merito alle complesse dinamiche che si instaurano tra operatori, utenti e familiari nel contesto dei servizi. Intende, inoltre, focalizzare l’attenzione su alcune strategie utili a costruire relazioni umane dotate di senso e di significato in un’ottica di miglioramento dell’assistenza offerta alla persona malata e della vita nei servizi. Mira, infine, a sviluppare abilità di coping e a promuoverne l’utilizzo nell’ambito dei contesti lavorativi, nell’ottica di prevenire il disagio e il burn out degli operatori.
Il corso “Prendersi cura della relazione di cura“, articolato in cinque incontri, si svolgerà presso l’Istituto Omar di Novara con inizio l’11 Aprile 2012 dalle ore 9.30 alle ore 13.30.
Per iscrizioni scaricare la scheda dedicata al corso (nella sezione “note” del corso scelto), compilarla e inviarla a formazione@centromaderna.it.
Si accettano fino a 25 iscrizioni per ogni corso. Verrà data precedenza alle persone che operano sul territorio novarese.

 

Per maggiori approfondimenti:http://www.centromaderna.it/formazione_calendario.php

File allegato: Prendersi cura della relazione di cura Novara.pdf

da Centro Maderna 08-03-2012 “Prendersi cura della relazione di cura”: corso di formazione per operatori socio sanitari a Novara.

si è dimesso l’assessore alla Sanità Caterina Ferrero


 L’assessore alla Tutela della salute e Sanità, Edilizia sanitaria, Politiche sociali e Politiche per la famiglia della Regione Piemonte Caterina Ferrero si è dimessa dalla carica di assessore regionale. A darne notizia, ieri, nel tardo pomeriggio, il presidente della Regione Roberto Cota. In una nota, il presidente ha precisato “di aver accettato le dimissioni di Ferrero che, il 27 maggio scorso, aveva già rimesso tutte le sue deleghe, che avevo assunto io”. Nella mattinata di ieri, fa sapere la Regione, “la Procura di Torino aveva disposto nei confronti di Caterina Ferrero gli arresti domiciliari con l’accusa di turbativa d’asta”.

da QS – Quotidiano Sanità: Regioni e Asl – Piemonte: si è dimesso l’assessore alla Sanità Caterina Ferrero.

Terra di nessuno? La distanza dai luoghi di cura. 17 giugno 2011 – Presentazione


Terra di nessuno? La distanza dai luoghi di cura.

17 giugno 2011. Sala Congressi Borsa, via Ravizza, 10 Novara.

Lavorando con i familiari degli ospiti, durante la fase di accoglienza, emerge chiaramente quale sia il modo in cui la società guarda le strutture residenziali per anziani (RAA, RAF, RSA).
Sono luoghi nei quali si crede di operare un “colpevole abbandono” nei confronti del proprio caro.
Concepire questi ambienti nel modo appena descritto, porta con sé l’effetto di renderli alternative impensabili, vere e proprie “catastrofi” da evitare ad ogni costo.

Tutto questo non può non avere delle pesanti implicazioni sul modo in cui gli anziani e le loro famiglie affronteranno la transizione in struttura, che troppo spesso avviene a seguito di un doloroso percorso di ricerca di alternative, che si è spinto ben oltre le risorse del sistema familiare.

Occorre, quindi, iniziare a riflettere su quali strumenti e pratiche poter sviluppare al fine di rendere pensabili le strutture, riducendo la grande distanza che le separa dalle famiglie, che non hanno altra alternativa per rispondere ai propri bisogni.

Iniziare a concepire le strutture residenziali, non più come luoghi in cui si è travolti dalla sofferenza o dove quest’ultima viene negata, ma come spazi in cui il dolore è riconosciuto, accolto ed affrontato.
Ciò significa permettere a coloro che ne necessitano di accedervi attraverso il supporto e l’accompagnamento di   persone qualificate e attente ai bisogni psicologici e emotivi di ospiti e familiari.

Le attività e le esperienze presentate sono frutto di indagini e ricerche svolte direttamente sul campo da operatori ed esperti che lavorano nel settore da diversi anni.

da: Terra di nessuno? La distanza dai luoghi di cura. 17 giugno 2011 – Presentazione.

I tagli ai fondi statali per il sociale, decisi con l’ultima manovra finanziaria, mettono in discussione il futuro dei servizi e degli interventi sociali, discutono sulle prospettive del avoro sociale: L’appuntamento è per il 27 e 28 maggio al Cinema Massimo di Torino (via Verdi 18). Interverranno Chiara Saraceno (sociologa dell’Istituto di scienze sociali di Berlino, editorialista de “la Repubblica”), Nadia Urbinati (politologa, docente di scienze politiche alla Columbia University di New York, editorialista de “la Repubblica”), Franca Olivetti Manoukian (psicosociologa dello Studio Aps di Milano), Nerina Dirindin (docente di Economia pubblica all’Università di Torino), Eleonora Artesio (ex assessore alla Sanità della Regione Piemonte), don Luigi Ciotti (presidente del Gruppo Abele e di Libera), Eugène Enriquez(psicosociologo, docente emerito dell’Università di Parigi VII), Pietro Buffa (direttore del carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino), Leopoldo Grosso(vicepresidente del Gruppo Abele), Piergiorgio Reggio (pedagogista dell’Università Cattolica di Milano), Giulio Caio (pedagogista dell’Università di Bergamo),Francesco d’Angella (psicosociologo dello Studio Aps di Milano), Franco Floris (direttore della rivista Animazione Sociale)


I tagli ai fondi statali per il sociale, decisi con l’ultima manovra finanziaria, mettono in discussione il futuro dei servizi e degli interventi sociali. Scorrendo le cifre relative al 2011, i tagli risultano eclatanti: quest’anno saranno destinati circa 300 milioni di euro al Fondo nazionale per le politiche sociali (quello che serve a finanziare la rete integrata dei servizi sociali territoriali). Nel 2009 il bilancio di previsione per i fondi statali di carattere sociale superavano nel complesso i 2 miliardi e 500 milioni. È stato completamente azzerato il Fondo per la non autosufficienza (finalizzato a garantire su tutto il territorio nazionale l’attuazione dei livelli essenziali delle prestazioni assistenziali in favore delle persone non autosufficienti).

Ridimensionate di oltre il 70 per cento rispetto al 2010 le risorse da destinare a politiche famigliari, poco più di 50 milioni, con buona pace di tanta retorica sulla necessità di un welfare più attento alle esigenze delle famiglie. Non va meglio per le politiche giovanili, che subiscono una riduzione di fondi superiore al 60 per cento, mentre il fondo per l’inclusione sociale degli immigrati era già stato azzerato nel 2010.

«La crescita dei problemi sociali non sta solo nei tagli alle politiche sociali ma nel modo in cui i problemi vengono affrontati -sottolinea don Luigi Ciotti-. Nel migliore dei casi con “soluzioni tampone”, che agiscono sui sintomi ma non sulle cause. Nel peggiore con la rimozione, la distorsione, la demagogia. Sull’immigrazione e sul carcere stiamo assistendo a un’impressionante deriva del disumano. Va ribadito che solo le politiche sociali, culturali, educative sono l’antidoto più forte all’emarginazione e quindi spesso alla delinquenza. E’ questo scatto culturale che chiediamo».

«Queste cifre al ribasso -commenta Roberto Camarlinghi, vicedirettore di Animazione Sociale, la rivista che ha organizzato la due giorni di riflessione sul futuro del lavoro sociale-  hanno ricadute pesanti sulla vita di molte persone, in particolare sulle vite più fragili. C’è il rischio che i bambini maltrattati o abusati non vengano più inviati nelle comunità di accoglienza perché mancano i soldi per pagare le rette. O che gli anziani non autosufficienti vedano drasticamente ridotti i servizi di sostegno domiciliare».

È importante oggi capire come non arrendersi a questa progressiva erosione dei diritti delle persone a ricevere un sostegno nei momenti di difficoltà della vita. Tanto più in un periodo in cui i cittadini dovrebbero poter contare su una rete di servizi territoriali per affrontare le conseguenze della crisi economica. Per dar voce alla vitalità di questo mondo (fatto di comunità di accoglienza, di cooperative sociali di inserimento lavorativo di persone svantaggiate, di servizi sociali contro il disagio e la povertà… gestito dall’Ente pubblico come dal Terzo settore), che ogni giorno è concretamente vicino alle persone nell’aiutarle a far fronte alle difficoltà del vivere oggi, la rivista Animazione Sociale promuove due giorni di confronto e di scambio di pensieri e saperi.

«Non possiamo, come sociale -prosegue don Ciotti- accettare di continuare nel ruolo di “tappabuchi”, delegati a una solidarietà che non incide sulle cause profonde dell’ingiustizia. Solidarietà e giustizia sociale sono indivisibili, devono saldarsi nel segno dei diritti e della Costituzione, carta da trasformare in “carne”, vita quotidiana e legame sociale».

L’Appuntamento nazionale, dal titolo “E’ ancora pensabile un futuro del lavoro sociale? Idee per non arrendersi a un tempo di scarsità”, intende rilanciare il valore del welfare, che è fattore di coesione sociale, di sviluppo economico e fondamento di democrazia. Di fronte al preoccupante aumento delle diseguaglianze nel nostro Paese, è fondamentale non tagliare ma investire in politiche sociali capaci di tutelare la dignità di tutti i cittadini. Scongiurando il ritorno della beneficenza e della carità o l’estendersi di politiche di tolleranza zero per chi vive situazioni di marginalità sociale.

Consapevole del periodo di difficoltà attuale, Animazione Sociale propone due giorni di confronto tra quanti lavorano e sono impegnati nel sociale (assistenti sociali, educatori, psicologi, amministratori pubblici, volontari e non solo. Per costruire una analisi del momento presente e mettere a fuoco idee per pensare un futuro del lavoro e dell’impegno sociale.

L’appuntamento è per il 27 e 28 maggio al Cinema Massimo di Torino (via Verdi 18). Interverranno Chiara Saraceno (sociologa dell’Istituto di scienze sociali di Berlino, editorialista de “la Repubblica”), Nadia Urbinati (politologa, docente di scienze politiche alla Columbia University di New York, editorialista de “la Repubblica”), Franca Olivetti Manoukian (psicosociologa dello Studio Aps di Milano), Nerina Dirindin (docente di Economia pubblica all’Università di Torino), Eleonora Artesio (ex assessore alla Sanità della Regione Piemonte), don Luigi Ciotti (presidente del Gruppo Abele e di Libera), Eugène Enriquez(psicosociologo, docente emerito dell’Università di Parigi VII), Pietro Buffa (direttore del carcere “Lorusso e Cutugno” di Torino), Leopoldo Grosso(vicepresidente del Gruppo Abele), Piergiorgio Reggio (pedagogista dell’Università Cattolica di Milano), Giulio Caio (pedagogista dell’Università di Bergamo),Francesco d’Angella (psicosociologo dello Studio Aps di Milano), Franco Floris (direttore della rivista Animazione Sociale).

da: Il lavoro sociale ha un futuro? Don Ciotti: “Carcere e immigrazione, la deriva del disumano” — VolontariatOggi.info.

Comune di Torino – Settore Minori, Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi


Deliberazione della Giunta Comunale n° 02403/019 del 3 maggio 2011 formato pdf, 39 KB
Oggetto: Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi.

Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi, a cura di Comune di Torino Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie – Settore Minori


Deliberazione della Giunta Comunale n° 02403/019 del 3 maggio 2011 formato pdf, 39 KB
Oggetto: Accreditamento sociale strutture residenziali e semiresidenziali per minori e interventi alternativi. Criteri per gli inserimenti. Aggiornamento rette e corrispettivi. Proroga accordi.

da: Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie – Settore Minori.

LA L.328: DOPO IL DECENNALE, LA PROSPETTIVA. UNA RIFORMA MANCATA O UN’OPPORTUNITÀ DA INCREMENTARE, 23 marzo 2011, Torino


Seminario del 23 Marzo 2011

LA L.328: DOPO IL DECENNALE, LA PROSPETTIVA.

UNA RIFORMA MANCATA O UN’OPPORTUNITÀ DA INCREMENTARE

a TORINO -  presso il Gruppo Abele, Corso Trapani 91


La rivista Animazione Sociale e la Provincia di Torino invitano al convegno nazionale Ci si puo’ affezionare al lavoro sociale? Se gli operatori si fanno ricercatori dell’orizzonte del loro lavoro, in programma a Torino presso la Fabbrica delle “e” (corso Trapani 91/b) il 25 febbraio dalle 9.00 alle 17.00


La scuola della vita Incontro con Gian Piero Quaglino, Lunedì 21 febbraio | ore 18.00, Torino Spiritualità


media pagina

Lunedì 21 febbraio | ore 18.00
La scuola della vita
Incontro con Gian Piero Quaglino

In occasione dell’uscita di La scuola della vita. Manifesto della terza formazione (Raffaello Cortina), Gian Piero Quaglino sostiene l’idea di una nuova formazione, non più orientata esclusivamente alle mutevoli esigenze organizzative e al “mondo esteriore” ma capace anche di parlare di ciò che più ci sta a cuore: il corso della nostra stessa vita. Questo manifesto della terza formazione è dunque la proposta di un cammino di apprendimento per coltivare noi stessi attraverso un esercizio di riflessione e interpretazione, verso un traguardo sempre nuovo di formazione e trasformazione personale.

Ingresso libero fino a esaurimento posti.

Gli Amici di Torino Spiritualità possono riservare 30 posti entro il venerdì precedente all’appuntamento.

Info e prenotazioni 011 4326827
info@circololettori.it

da: Torino Spiritualità.

Corte dei conti – Il controllo sui bilanci 2008 delle aziende sanitarie piemontesi



La Sezione regionale di controllo per il Piemonte, avvalendosi di questionari trasmessi dai collegi sindacali delle aziende sanitarie regionali ha verificato il perseguimento degli equilibri di bilancio e la conformità, tanto alle prescrizioni dettate dalle leggi nazionali, quanto alle direttive ed agli obiettivi regionali. Pur in assenza di irregolarità tali da potersi definire gravi e dunque suscettibili di specifica pronuncia, dal referto della Corte emergono criticità di ordine contabile e finanziario riscontrate nelle gestioni delle singole aziende, oltre a disfunzioni rilevate sotto il profilo strettamente gestionale. I principali profili che la Sezione ha ritenuto di segnalare all’Amministrazione Regionale riguardano: i rischi legati ad un sistema di copertura limitato alle sole componenti monetarie della perdita; la tendenza, deresponsabilizzante per le aziende, a tenere una gestione delle spese non correlata strettamente alle risorse esistenti, confermata ed aggravata dai ritardi nell’adozione ed approvazione dei bilanci; la disomogeneità nei dati riguardanti i costi ed i proventi relativi all’intramoenia; gli aumenti dei costi di produzione complessivi, nonché in particolare di quelli di alcune realtà aziendali; la rilevanza della determinazione di specifici obiettivi per la spesa farmaceutica, atteso anche il superamento dei tetti programmati per quella complessiva e per quella ospedaliera; il mancato rispetto da parte di varie aziende dei limiti previsti per le spese di personale; la rilevanza della spesa per consulenze e altre collaborazioni di tipo sanitario e socio sanitario, in particolare da privato, nonché gli incrementi dei costi per premi assicurativi nonostante l’avvio da parte della Regione, dal 2007, di un programma di assicurazione assistita; la rilevanza e vetustà dei crediti delle aziende, fattore che incide sulla liquidità delle stesse; il persistere di una rilevante situazione debitoria e di interessi moratori, nonché di una generalizzata crisi di liquidità delle aziende, e ciononostante la mancata costituzione di fondi per interessi moratori. La Corte, inoltre, sottolinea i fortissimi ritardi nell’adozione ed approvazione dei bilanci relativi al 2008, rispettivamente, da parte delle aziende e della Regione. “Tali ritardi” – osserva la magistratura contabile – “vanno stigmatizzati per le importanti conseguenze sulla programmazione del servizio sanitario regionale, a livello regionale ed aziendale, oltre che sui relativi controlli”. (mll)

Legge 328/2000: politiche legislative attuative delle Regioni, da www.segnalo.it


E’ sostanzialmente un “blocco appunti”: non ho la possibilità di fare ricerche più sistematiche. Ma colloco in queste pagine tutto quanto ho intercettato nel mio lavoro. Se avete segnalazioni vi prego di inviarle a: p.ferrario@tin.it


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REGIONI
PIEMONTE

VALLE D’AOSTA
  • LR N. 18 4/9/2001, PIANO INTEGRATO SOCIO-SANITARIO 2002/2004
LOMBARDIA
LIGURIA
PROVINCIA DI TRENTO
  • DGP N. 581 22/2/3/2002, PIANO SOCIALE ASSISTENZIALE PER LA PROVINCIA DI TRENTO 2002-2003: LINEE GUIDA E MISURE ATTUATIVE
PROVINCIA DI BOLZANO
  • PIANO SOCIALE PROVINCIALE 2000-2002, 13 DICEMBRE 1999
VENETO
  • LR N. 22/2002, AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITARIE E SOCIALI

  • DGR N.  1764/2004, LINEE GUIDA PER LA PREDISPOSIZIONE DEI PIANI DI ZONA


FRIULI – VENEZIA GIULIA
  • Marina Guglielmi, Annamaria Carli, Il nuovo sistema di welfare in Friuli Venezia Giulia, in Prospettive sociali e sanitarie n. 13 2005, p. 1-3
EMILIA – ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
  • DCR N. 759 20/12/1999, PIANO SOCIALE REGIONALE 2000-2002

  • DGR N. 142/2001, ATTO DI INDIRIZZO PER LA PROGRAMMAZIONE SOCIALE DI TERRITORIO

MARCHE
ABRUZZO
MOLISE
  • PIANO SOCIALE REGIONALE 2004/2006
LAZIO
  • LR N. 41/2003, NORME IN MATERIA DI AUTORIZZAZIONE ALL’APERTURA E AL FUNZIONAMENTO DI STRUTTURE CHE PRESTANO SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI

  • DGR N. 1408/2002, PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE REGIONALE 2002/2004

  • DGR N. 318/2004, PROPOSTA DI PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE 2003/2005 E RELATIVI INDIRIZZI AI PIANI DI ZONA


CAMPANIA
BASILICATA
  • DCR N. 1280, 1999, PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE REGIONALE 2000/2002
PUGLIA
CALABRIA
SICILIA

ELENA LOEWENTHAL, Unioni di fatto. Le ragioni dell’amore – LASTAMPA.it


Poeti e filosofi lo dicono da millenni. In fondo, non ci dicono altro, da che mondo è mondo. Eppure ci sono volute duemilacinquecento firme (raccolte da associazioni radicali e laiche) e relativa delibera di iniziativa popolare, per far sì che se ne accorgesse anche la politica: che l’amore è un vincolo. Non un capriccio né un passatempo, prima ancora che passione.

E così, finalmente, attraverso una buona politica – che soddisfazione poter ogni tanto usare questo binomio di parole – approda all’anagrafe di Torino la dicitura «vincolo affettivo» come riconoscimento di unione civile. La delibera è stata approvata a larga maggioranza e con la consapevolezza che si tratta di un passo d’inizio verso una tutela più ampia e sostanziale. D’ora in poi, a Torino gli impiegati dell’anagrafe saranno autorizzati a rilasciare un attestato di famiglia anagrafica basato su una storia vecchia come il mondo: il vincolo affettivo

Vai all’intero articolo: Unioni di fatto Le ragioni dell’amore – LASTAMPA.it.

Comune di Torino, Divisione Servizi Sociali e Rapporti con le Aziende Sanitarie


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ADOLESCENTI OGGI TRA ILLUSIONI E SPERANZE, a cura di: ASL VCO e l’Associazione Contorno Viola; venerdì 11 giugno ore 21 Baveno, sala consigliare


IL COMUNE DI BAVENO

in collaborazione con ASL VCO e l’Associazione Contorno Viola hanno il piacere di invitarvi ad una serata di discussione aperta alla cittadinanza “ADOLESCENTI OGGI TRA ILLUSIONI E SPERANZE” Spunti di riflessione per genitori, insegnanti ed educatori sul tema dell’adolescenza. venerdì 11 giugno ore 21 Baveno, sala consigliare Interverranno Andrea Gnemmi, psicologo e operatore dell’Associazione di volontariato Contorno Viola e Mauro Croce, psicologo e dirigente UO Educazione alla Salute ASL VCO Piemonte. Ingresso gratuito

“DATEMI INDIETRO I MIEI VENT’ANNI…”: gioventù bruciata o gioventù negata?, GIOACCHINO LAVANCO, Professore di Psicologia di Comunità presso l’Università degli Studi di Palermo, giovedì 22 aprile ore 21.00 Auditorium Sant’Anna Verbania


In occasione dell’evento I GIOVANI PER LES JEUNES,
 i promotori, in collaborazione con Comune di Verbania e Provincia del Verbano Cusio Ossola,
hanno il piacere di invitarvi ad una serata di discussione aperta alla cittadinanza

giovedì 22 aprile ore 21.00 Auditorium Sant’Anna Verbania

GIOACCHINO LAVANCO,
 Professore di Psicologia di Comunità presso l’Università degli Studi di Palermo
 e Presidente del Centro Siciliano Sturzo,
 offrirà un’appassionante riflessione sul tema dell’adolescenza come terra di mezzo da scoprire e valorizzare:
 
“DATEMI INDIETRO I MIEI VENT’ANNI…”: gioventù bruciata o gioventù negata?
 
Ingresso gratuito
Si prega di dare massima diffusione al comunicato.
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Nei giorni 21 – 25 aprile circa 200 giovani di tre nazionalità si incontreranno a Verbania nella fase intermedia di due progetti transnazionali italo-svizzero e italo-francese.


Nei giorni 21 – 25 aprile circa 200 giovani di tre nazionalità si incontreranno a Verbania
nella fase intermedia di due progetti transnazionali italo-svizzero e italo-francese.
In questa occasione i promotori dell’evento hanno organizzato,
con la collaborazione del Comune di Verbania e della provincia del Verbano Cusio Ossola, 
opportunità aperte alla popolazione verbanese.

In allegato la locandina degli eventi.

L’ingresso alle iniziative è gratuito.

info 346 9780665
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LA RIFORMA SANITARIA DI OBAMA, Mercoledì 21 aprile ore 18,30, Dipartimento di Storia dell’Università degli Studi di Torino


Mercoledì 21 aprile ore 18,30

Dipartimento di Storia dell’Università degli Studi di Torino

Centro Interuniversitario di Studi Americani ed Euro-Americani “Piero Bairati”

presentano: Il destino di una Presidenza

LA RIFORMA SANITARIA DI OBAMA

Intervengono: Maurizio Vaudagna (Università del Piemonte Orientale), Prima di Obama: storia del Welfare State in America

Antonio Soggia (Università di Torino), La riforma sanitaria: iter, contenuto e significato della nuova legge

Giangiacomo Migone (Università di Torino), La riforma sanitaria nel contesto della presidenza Obama

Coordina: Francesca Sforza (Caporedattore Esteri – La Stampa)

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Piemonte: dati sulla salute mentale « forumsalutementale.it


In Piemonte 2 persone ogni 10 (840.000) sono interessate da disturbi mentali (lievi, medi, gravi). Oltre 40.000 ogni anno (1,5% della popolazione), invece, sono i pazienti con patologie piu’ gravi in carico ai Servizi di salute mentale. Circa 1.500 persone, in particolare, risultano ”intrappolate” per sempre nella malattia e sono sottoposte al fenomeno del ”revolving door” che le fa entrare e uscire senza sosta dalle varie strutture deputate alla cura. Sono alcuni dati emersi durante il convegno nazionale Fenascop svoltosi a Torino dal tema. Dei 40.000 piemontesi con patologie piu’ gravi, circa 2.000 effettuano percorsi riabilitativi residenziali o semiresidenziali nell’ambito del Dipartimento di salute Mentale e strutture afferenti. Sono invece 5.500 i ricoveri in casa di cura, mentre 7.500 quelli ospedalieri negli S.P.D.C. (Servizio psichiatrico diagnosi e cura): di questi ultimi 13.000, il 60% e’ ricoverato una sola volta il 20% 2 volte e il restante 20% piu’ di 2 volte.

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NUOVI SGUARDI DI SALUTE TRA DIRITTI DI CITTADINANZA E DIRITTO ALLA CURA, Torino 25 febbraio, dalle 9.00 alle 17.00, presso l’Aula Magna dell’Istituto Rosmini, in Via Rosmini 4/A,


NUOVI SGUARDI DI SALUTE TRA DIRITTI DI CITTADINANZA E DIRITTO ALLA CURA

Si terrà a Torino il prossimo 25 febbraio, dalle 9.00 alle 17.00, presso l’Aula Magna dell’Istituto Rosmini, in Via Rosmini 4/A, il Seminario/Convegno “Nuovi sguardi di salute tra diritti di cittadinanza e diritto alla cura. Ipotesi per contrastare la sanitarizzazione dei cittadini fragili”. Si prega di confermare la propria partecipazione entro il 10 febbraio all’indirizzo: angelica.palma@aress.piemonte.it oppure, via fax al n. 011.5612160.

Scarica il depliant in PDF

segnalato da: Prospettive Sociali e Sanitarie

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Marcello Sorgi, Tra i due litiganti il terzo gode – LASTAMPA.it


Berlusconi puntava al taglio dell’Irap, la tassa più invisa agli imprenditori, ma ha dovuto rassegnarsi a rinviarlo. Quanto a Tremonti, che mirava alla promozione a vicepresidente del Consiglio e alla competenza esclusiva sulla politica economica del governo, ha finito con l’accontentarsi di un incarico di partito. In un partito, per di più, in cui l’unico ruolo che conta veramente è quello del Cavaliere. Bossi invece ha centrato in pieno gli obiettivi che si era assegnato in questa partita. Ha portato a casa la candidatura leghista per il futuro governatore del Veneto, e un’analoga promessa per il Piemonte.

il resto dell’articolo qui:

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Piemonte, Deliberazione della Giunta Regionale Piemonte 5/10/2009 n. 2812295 Approvazione delle Linee guida per la predisposizione dei Piani di Zona ai sensi dell’art. 17 della Legge regionale 8 gennaio 2004, n. 1 – Triennio 2010 – 2012


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