Veneto: Cure domiciliari per la non autosufficienza e disabilità


Veneto. Servizi socio-sanitari. Cure domiciliari faranno riferimento a paniere unico e Lea 


03 MAG - Il tutto grazie ad una delibera di Giunta che ha altresì istituito l’impegnativa di cura domiciliare (per la non autosufficienza e disabilità) con cui, dal prossimo 1° luglio, saranno unificati nelle Ulss gli interventi secondo uno schema di cinque categorie di risposta al bisogno. 

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CoHousing per anziani. Un palazzo di Campo dei sassi, a Mestre, quartiere Altobello sperimenta un nuovo modello di assistenza


Ci sarà la badante (assistente familiare) di condominio ad Altobello. Con tanto di appartamento per lei. Anzi due appartamenti perché non è detto che una badante (assistente familiare) sia sufficiente per 24 anziani. E siccome si tratta di un esperimento per ora unico nel suo genere, il Comune di Venezia ha intenzione di procedere a piccoli passi per vedere come va. 

Ma il progetto che verrà attuato nei condomini ristrutturati di Campo dei sassia Mestrequartiere Altobello, è estremamente interessante ed è stato studiato nei dettagli. 

Prevede che gli anziani siano seguiti al meglio, con occhi elettronici e occhi umani, quelli della badante (assistente familiare). Vuol dire che per quanto riguarda la parte sanitaria, ad esempio, gli anziani potranno attivare una micro-telecamera e parlare direttamente con infermieri e medici, mentre per quanto riguarda i piccoli bisogni quotidiani, potranno rivolgersi alla badante (assistente familiare), che alloggerà nello stesso condominio. Tra microtelecamere, rilevatori di posizione, videocitofoni, telesoccorso e sistemi di misurazione automatica della pressione, insomma, i nonnetti (le persone anziane) saranno monitorati giorno e notte.

«È un modello che vogliamo sperimentare a partire da settembre, quando i lavori di ristrutturazione di Campo dei sassi saranno conclusi – spiega il vicesindaco e assessore alle Politiche sociali, Sandro Simionato 

tutto l’articolo qui  Un palazzo di Mestre con 24 anziani, il Comune lancia la badante di condominio - Il Gazzettino.

esempio di ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE DELLA CASA DI RIPOSO PER ANZIANI AUTOSUFFICIENTI D(CDR) ISTITUTI DI SOGGIORNO “SAN GREGORIO” VALDOBBIADENE.


AZIENDA UNITÀ LOCALE SOCIO – SANITARIA N. 8 – Azienda ULSS 8
Direttore dei Servizi Sociali.

ACCREDITAMENTO ISTITUZIONALE DELLA CASA DI RIPOSO PER ANZIANI. AUTOSUFFICIENTI D(CDR) ISTITUTI …
<http://www.ulssasolo.ven.it/index.php/content/download/26588/165476/version/1/file/0_DELIBERA.PDF>

rapporto 2012 sulla cooperazione sociale in Veneto, realizzato dalla Cooperativa sociale Solidarietà di Padova, dal Co.Ge.S., dal Consorzio Rebus e dalla Fondazione Nord Est


rapporto 2012 sulla cooperazione sociale in Veneto, realizzato dalla Cooperativa sociale Solidarietà di Padova, dal Co.Ge.S., dal Consorzio Rebus e dalla Fondazione Nord Est,

VAI A Fondazione Nord Est – Innovare la tradizione: come coniugare solidarietà e competitività.

Regione Veneto, Approvato Piano Sociosanitario


Veneto.  Zaia: “Approvato Piano Sociosanitario”  
21 GIU - “Dopo l’approvazione dello Statuto siamo di fronte ad un nuovo passaggio fondamentale della stagione di riforme che abbiamo avviato assieme”. Così il governatore Luca Zaia ha commentato  l’approvazione in Consiglio regionale del 

nuovo Piano Sociosanitario Leggi…

Servizio sociale dei Comuni – Ambito distrettuale Basso Isontino. Albo dei soggetti accreditati a svolgere il servizio di assistenza domiciliare nei Comuni


Servizio sociale dei Comuni – Ambito distrettuale Basso Isontino.

Albo dei soggetti accreditati a svolgere il servizio di assistenza domiciliare nei Comuni …
<http://www.serviziosociale.bassoisontino.it/cm/ambienti/servizio_sociale/unica/allegati/struttura_portale/20124171413310.doc20120417142827.pdf>

Regione Veneto, ULSS 21 di Legnago, REGOLAMENTO PER IL RILASCIO dell’autorizzazione e accreditamento delle strutture socio-sanitarie e sociali


Regione Veneto, ULSS 21 di Legnago, REGOLAMENTO PER IL RILASCIO dell’autorizzazione e accreditamento delle strutture socio-sanitarie e sociali

Regione Veneto: Riordino della rete degli ospedali La giunta approva il nuovo piano – Corriere del Veneto


 Il nuovo piano socio-sanitario del Veneto, approvato dalla giunta regionale, è stato illustrato dall’assessore alla Sanità, Luca Coletto, che l’ha definito «un lavoro di squadra, di cui parliamo almeno da un anno, e che finalmente ha portato ai risultati grazie al lavoro degli uffici». Il presidente, Luca Zaia commenta «Sono assolutamente soddisfatto – ha detto – perchè non si tratta di un blitz, ma di un percorso costruito, che arriva all’approvazione dopo sedici anni. E abbiamo introdotto, in quello che forse è il più grande documento programmatorio, elementi unici, che daranno il via a cicli virtuosi, come le gerarchie degli ospedali o l’introduzione dei costi standard». Zaia ha poi spiegato che si tratta di un percorso «a cascata»: «La presentazione di tutte le schede è la logica conseguenza del piano e avverrà a settembre. È la procedura, ma questo è il passaggio più importante, più duro e più in salita. È come aver fatto il codice della strada: adesso mancano solo i segnali».

Riordino rete ospedaliera. Coletto ha iniziato dal riordino della rete degli ospedali, per la quale è stata stabilita la nuova gerarchia: ospedali della dorsale (sette, uno per capoluogo), collegati in rete con tutte le province; ospedali nodo di rete (con presidi di base per bacini da 200.000 abitanti), ospedali di rete e medicina del territorio. «Anche le Università – ha spiegato l’assessore – saranno più vicine alla Regione, per suggerire le reali necessità del territorio, anche nella preparazione dei nostri medici e nella ricerca di un modello condiviso».

Valorizzazione professionale. Altro punto importante sottolineato da Coletto, la valorizzazione organizzativa e professionale delle professioni sanitarie. «In altri Paesi, determinati tecnici possono, ad esempio, fare le radiografie: dobbiamo puntare a sollevare i medici da mansioni tecniche, tornando a concentrarli sul loro ruolo di medico». L’assessore ha poi sottolineato «l’accelerazione assoluta dell’informatica per la sanità, per poter ritirare sempre più gli esiti delle analisi da casa» e per creare il fascicolo sanitario digitale per ogni cittadino entro il 2012.

Costi standard. Uno dei punti più importanti, per il presidente Zaia, è quello dell’introduzione dei costi standard. «Come ci sono difformità a livello nazionale per i costi della sanità – ha commentato Coletto – così ce ne sono anche a livello regionale». Quanto alle Usl, «il libro bianco ha anticipato il piano e l’importante è rilevare che, per un funzionamento corretto, l’identità delle Usl deve essere di 200-300.000 abitanti: nessuno vuole sollevare il Consiglio dal proprio ruolo, ma solo sottoporgli dati che riteniamo importanti». Quanto alle strutture di ricovero, «cercheremo – ha detto – di dimettere il malato finita la fase acuta, visto che può essere curato meglio in siti fatti su misura più vicini a casa. Questo ci permetterà anche la riconversione di ospedali per acuti che non fanno più parte della rete, con utilità sia economica che per la riabilitazione». Per le cure palliative, invece, viene posta partic9olare attenzione per i malati terminili istituendo una struttura specifica per ogni Uls.

Nuovi ruoli per la medicina generale. Nel nuovo piano si valorizzano infine i centri servizi e si potenziano medicina generale e pediatri di base, oltre alla rete di prevenzione. L’assessore ha evidenziato l’importanza della creazione di un nuovo modello organizzativo per l’attività dei medici di base e si prevede la costituzione di medicine di gruppo integrate con presenza del medico 24 ore su 24 e sette giorni su sette. (Ansa)Riordino della rete degli ospedali La giunta approva il nuovo piano – Corriere del Veneto.

delibera della Regione Veneto che permette anche alle donne di 50 anni di età di sottoporsi alla fecondazione assistita in regime di servizio pubblico


La Società italiana di ostetricia e ginecologia (Sigo) e la Società Italiana Ospedaliera Sterilità (Sios) criticano la delibera della Regione Veneto che permette anche alle donne di 50 anni di età di sottoporsi alla fecondazione assistita in regime di servizio pubblico

vai a: QS – Quotidiano Sanità: Scienza e Farmaci – Pma a 50 anni. Gli esperti: “Troppi rischi. Risorse vanno investite per proteggere la fertilità”.

Prima ricerca sulla cooperazione sociale in Veneto, realizzata dalla Cooperativa sociale Solidarietà di Padova con la Fondazione Nord Est, venerdì 10 giugno presso il Centro Conferenze alla Stanga della Camera di Commercio I.A.A. di Padova


Gli esiti della Prima ricerca sulla cooperazione sociale in Veneto, realizzata dalla Cooperativa sociale Solidarietà di Padova con la Fondazione Nord Est, saranno presentati venerdì 10 giugno presso il Centro Conferenze alla Stanga della Camera di Commercio I.A.A. di Padova.
A disposizone nel sito della Fondazione il programma nonchè la scheda di partecipazione che permette la registrazione e l’accesso in sala.

Vai al programma e alla scheda di partecipazione

«Parentopoli leghista a Verona» Il Pd snocciola assunzioni e ruoli – Corriere del Veneto


«I parenti dei capi della Lega Nord hanno diritto come tutti di cercare e di trovare un lavoro: ma qui siamo davanti ad una vera e propria parentopoli veronese». Il Partito Democratico lancia un durissimo attacco contro il Carroccio, contro i presidenti di alcuni enti veronesi (in particolare l’Amia e le società ad esse collegate) e contro la giunta Tosi. In una conferenza stampa tenuta a Venezia, Franco Bonfante e Roberto Fasoli, affiancati dalla capogruppo Laura Puppato, hanno spiegato che «a partire dal 2007 (anno di elezione di Flavio Tosi a sindaco, ndr) a Verona si sono registrate numerose assunzioni senza selezione pubblica, senza trasparenza e senza l’imparzialità nella valutazione, previste dalla legge».

Bonfante ha snocciolato una lunga serie di nomi, tutti accompagnati dalla relativa «parentela».

intero articolo: «Parentopoli leghista a Verona» Il Pd snocciola assunzioni e ruoli – Corriere del Veneto.

Regione Veneto LEGGE REGIONALE del 22/01/2010 Prevenzione e contrasto dei fenomeni di mobbing e tutela della salute psico-sociale della persona sul luogo del lavoro


Regione Veneto

LEGGE REGIONALE del 22/01/2010

Prevenzione e contrasto dei fenomeni di mobbing e tutela della salute psico-sociale della persona sul luogo del lavoro. (G. U. n.3 del 22-01-2011)

Festival dei Matti seconda edizione Legàmi Incontri e invenzioni dentro la follia Venezia, 7-8 9 ottobre 2010


cid:image002.jpg@01CB5E3D.3BD85380Festival  dei Matti seconda edizione

Legàmi

Incontri  e invenzioni dentro la follia

Venezia, 7-8 9  ottobre 2010

Io credo che non esista libertà se non nel legàme che ci aiuta a lottare contro tutto ciò che ci divide”

Franca Ongaro Basaglia

Legàme è una parola che tiene insieme il doppio senso, porta in scena una contesa di significati.  Da un lato, vincolo,  laccio, chiusura.  Dall’altro, sodalizio, alleanza, complicità.

Libertà è una parola  che pare fuori luogo tra i legàmi. Quelli che chiudono perché la soffocano. Quelli che uniscono  perché la limitano.

Ma allora  come può esistere una libertà nei legàmi o  addirittura essere  la sola libertà possibile? E’ possibile una libertà che non si strappi a qualcuno per garantire qualcun’ altro?  Che non sopprima le diversità tra gli uomini costruendo muri e prigionieri dentro i muri?

Cosa c’entrano i matti in tutto questo?

Il Festival dei Matti, che quest’anno intitoliamo ai Legàmi,  prenderà le mosse da queste domande. E lo farà avventurandosi nella città dei matti, quella che “c’era una volta”,  raccontata da Marco Turco nella sua fiction sul lavoro di  Franco Basaglia  e sul movimento che ha condotto in Italia alla chiusura dei manicomi. Entrerà di nuovo in quella storia, con chi l’ha riattraversata per portarla in scena  e con chi l’ha vissuta in prima persona : Fabrizio Gifuni, Nico Casagrande, Peppe Dell’Acqua.

Lo farà attraverso i film di Follie d’archivio , costruiti con  materiali “perduti” in cineteche, pubbliche e private, dagli studenti del Laboratorio video documentario dello Iuav tenuto da Marco Bertozzi, restituendo senso a fotogrammi graffiati dal tempo e dall’incuria degli uomini, gravidi di storie e di racconti, per “follie” belliche e politiche, razziali e medicali, mediali e tecnologiche, industriali e paesaggistiche.

Seguirà le “Oscillazioni” di Vitaliano Trevisan, nel sottosuolo di una normalità che smania libertà senza lègami, bramando di reciderli prima ancora di conoscerli e incontrarli.

Incontrerà giornalisti (Liliana Boranga, Sergio Buonadonna, Santo Della Volpe,Claudia Fornasier, Antonello Francica, Giuseppe Giulietti, Carlo Gnetti, Kenka Lekovich, Roberto Natale, Paolo Navarra Dina,Toni Jop, Federico Scarpa) e studenti  in un “Laboratorio su diritti e comunicazione”, condotto da Alberta Basaglia (Fondazione Franco e Franca Basaglia)  Nico Pitrelli (Sissa), e Mara Mazzola (giornalista free lance) per domandarsi come si parla di queste storie, come “corre voce” e come si ferma nelle fabbriche dell’informazione o ricomincia a muoversi nel mondo della rete.

Entrerà nei vicoli ciechi della paura e della paura della diversità, sosterà sull’ ambiguità dei lègami e sulle responsabilità individuali e collettive nel farne strumenti di dominio o di emancipazione, di salute o di malattia insieme a Roberto Escobar, Giovanna Gallio, Pieraldo Rovatti.

A trent’anni dalla morte di Franco Basaglia, il Festival dei Matti è dedicato a Franca e Franco Basaglia, in questa città che li ha tenuti a battesimo,  per questo legàme che ci lega a loro e ci fa sentire tutti un po’ più liberi.

Vi aspettiamo.

Conferenza stampa

Lunedì 4 ottobre

Cà Farsetti

Saranno presenti:

Tiziana Agostini, Assessora Attività Culturali Comune di Venezia , Roberto Ellero, Direttore della Direzione Centrale Attività e Produzioni Culturali,  Spettacolo, Sistema Bibliotecario, Anna Poma, Presidente Con-Tatto, Laura Barozzi, Cooperativa Con-Tatto, Alberta Basaglia, Vicepresidente Fondazione Franca e Franco Basaglia, Paolo Dalla Bella, Direttore Generale Socioculturale, Silvia Buziol, Presidente Fondazione Claudio Buziol, Renzo di Renzo, Direttore  Artistico Fondazione Claudio Buziol, Stefano Cecconi, Cgil nazionale, Elena Di Gregorio, Cgil Veneto.

Ideazione e progettazione: Cooperativa Con-Tatto

In collaborazione con: Assessorato alle Attività culturali del Comune di Venezia, Cooperativa Socioculturale,  Fondazione Franca e Franco Basaglia, Fondazione Claudio Buziol

Con il sostegno di : Cgil nazionale e veneto, Bisol viticoltori in Valdobbiadene, Bcc Credito cooperativo di Marcon-Venezia, Ire Venezia, Replay,Scuola Grande S.Teodoro ,Vincenzo Casali Studio, Hotel Ca’ Sagredo, Hotel Papadopoli, Hotel Principe, E. Rosa Salva, Rizzo, Micoud, I Parrucchieri Trolese, Macelleria Bisiol, Al Nono Risorto, Hello Venezia

Con il Patrocinio della Provincia di Venezia

Comitato Scientifico:

Anna Poma, Laura Barozzi, Alessia Vergolani, Nico Pitrelli

Info:

Cooperativa Con-Tatto,   041 5242009 / 338 8603921

www.festivaldeimatti.org

www.comune.venezia.it

www.fondazioneclaudiobuziol.org

Università Ca’ Foscari Venezia Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze MASTER SULL’IMMIGRAZIONE


Università Ca’ Foscari Venezia
Dipartimento di Filosofia e Teoria delle Scienze
MASTER SULL’IMMIGRAZIONE

ANNO ACCADEMICO 2010-2011 – 10a edizione

SONO APERTE LE ISCRIZIONI

Giovanni Del Zanna, Il ponte di Calatrava a Venezia? Ancora inaccessibile | Muoversi Insieme


Venezia, il ponte del nuovo millennio, il quarto ponte sul Canal Grande: il “Ponte della Costituzione” – firmato dal rinomato architetto Santiago Calatrava – un ponte bellissimo, ma che ha suscitato molte polemiche, anche in materia di accessibilità.

Difficile fare una sintesi di una vicenda lunga e complessa (la cronologia in fondo potrebbe aiutarvi), ci sembra utile però tornare sull’argomento, proprio a due anni dall’inaugurazione, per analizzare e riflettere sul modo in cui nel nostro paese si affronta il tema dell’accessibilità.

Il caso del Ponte di Venezia, infatti, è esemplare, sotto molti aspetti, del modo “all’italiana” di concepire un problema di natura innanzitutto culturale prima ancora che tecnica.

Diciamo subito che, al di là delle polemiche e dei costi esorbitanti, il ponte – a nostro avviso – è un progetto riuscito: l’oggetto – un mix di architettura, struttura ingegneristica, scultura – si inserisce bene nel contesto urbano di Venezia, crea un nuovo percorso di accesso al centro storico (tra l’altro molto frequentato) e ha indubbiamente un grande fascino estetico (vedi foto in alto a sinistra).

La nostra riflessione, quindi, non parte da una posizione critica a priori. Tuttavia, ciò non vuol dire che il ponte sia esente da critiche o che lo sviluppo del progetto possa essere un esempio positivo da seguire.

La questione sull’accessibilità nasce, da subito, con riferimento alla normativa, in merito alla percorribilità del ponte da parte delle persone con disabilità in carrozzina.

….

L’intero articolo qui:

via Il ponte di Calatrava a Venezia? Ancora inaccessibile | Muoversi Insieme.

Legge 328/2000: politiche legislative attuative delle Regioni, da www.segnalo.it


E’ sostanzialmente un “blocco appunti”: non ho la possibilità di fare ricerche più sistematiche. Ma colloco in queste pagine tutto quanto ho intercettato nel mio lavoro. Se avete segnalazioni vi prego di inviarle a: p.ferrario@tin.it


Vai anche a:
RICERCHE


REGIONI
PIEMONTE

VALLE D’AOSTA
  • LR N. 18 4/9/2001, PIANO INTEGRATO SOCIO-SANITARIO 2002/2004
LOMBARDIA
LIGURIA
PROVINCIA DI TRENTO
  • DGP N. 581 22/2/3/2002, PIANO SOCIALE ASSISTENZIALE PER LA PROVINCIA DI TRENTO 2002-2003: LINEE GUIDA E MISURE ATTUATIVE
PROVINCIA DI BOLZANO
  • PIANO SOCIALE PROVINCIALE 2000-2002, 13 DICEMBRE 1999
VENETO
  • LR N. 22/2002, AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITARIE E SOCIALI

  • DGR N.  1764/2004, LINEE GUIDA PER LA PREDISPOSIZIONE DEI PIANI DI ZONA


FRIULI – VENEZIA GIULIA
  • Marina Guglielmi, Annamaria Carli, Il nuovo sistema di welfare in Friuli Venezia Giulia, in Prospettive sociali e sanitarie n. 13 2005, p. 1-3
EMILIA – ROMAGNA
TOSCANA
UMBRIA
  • DCR N. 759 20/12/1999, PIANO SOCIALE REGIONALE 2000-2002

  • DGR N. 142/2001, ATTO DI INDIRIZZO PER LA PROGRAMMAZIONE SOCIALE DI TERRITORIO

MARCHE
ABRUZZO
MOLISE
  • PIANO SOCIALE REGIONALE 2004/2006
LAZIO
  • LR N. 41/2003, NORME IN MATERIA DI AUTORIZZAZIONE ALL’APERTURA E AL FUNZIONAMENTO DI STRUTTURE CHE PRESTANO SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI

  • DGR N. 1408/2002, PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE REGIONALE 2002/2004

  • DGR N. 318/2004, PROPOSTA DI PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE 2003/2005 E RELATIVI INDIRIZZI AI PIANI DI ZONA


CAMPANIA
BASILICATA
  • DCR N. 1280, 1999, PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE REGIONALE 2000/2002
PUGLIA
CALABRIA
SICILIA

Guy Brown, Una vita senza fine? invecchiamento, morte, immortalità (The Living End, 2008), edizione italiana a cura di Edoardo Boncinelli, traduzione di Gianbruno Guerrerio, Raffaello Cortina, Milano 2009


La ricerca di Guy Brown, con una potente griglia argomentativa che spazia  fra biologia cellulare e incursioni nella statistica e ancora nelle mitologie della storia umana, va oltre ciascuno di questi approcci. E ci indica i problemi: con le piccole dita della mano ci fa vedere le immensità.
Sono certo che potrà costituire un ottimo aiuto all’esercizio di compiti professionali di chi si occupa di persone anziane o disabili, ma anche un libro da comodino per chi sta invecchiando e verifica sul proprio corpo e sulla propria psiche i processi transizionali che sfumano dalla vita a quel territorio che ciascuno avrà la ventura di attraversare.
Un testo miliare e originale che va al cuore della questione:
la medicina è stata efficace nell’allontanare la morte, ma poco sa o può fare per le patologia gravemente invalidanti che – dunque – riverberano il loro peso su tipi di servizio o su famiglie non più allenate a sostenerne la quotidianità ed il passare dei giorni

Paolo Ferrario


dalla prefazione di Edoardo Boncinelli:

Ogni essere vivente è come una bolla di ordine che si genera e si sostiene per qualche tempo in un mare di disordine.
Quando parte è piccola e incerta; poi cresce e si stabilizza. Dopo una breve permanenza nel suo optimum – e dopo aver dato inizio, se tutto va bene, a qualche altra avventura vitale – la bolla comincia a dare segni di instabilità ed entra in contrazione, funzionale se non strutturale. Infine finisce, progressivamente o di schianto. Nei secoli, senza remissione.
Questa potrebbe essere la parabola della vita e della morte, una parabola con il pregio della lucidità, se non della poeticità. E senza indulgenze e ammiccamenti.
Se la bolla rappresenta un animale, è tutto qui. Poiché quello non sa che finirà e non sa nemmeno che è vivo. Che alternativa esiste infatti per lui all’essere vivo? Essere vivo è l’unico suo stato possibile. Essere vivo ed essere impegnato a mantenersi tale, sempre e comunque. In barba alla morte, che è estranea alla vita vissuta.
Diverso è il caso nostro, perché noi possiamo “vivere” la morte. Se la bolla corrisponde a un essere umano, essa si anima allora di aspettative, di speranze e di timori. E qui casca l’asino! Tutti sappiamo che gli uomini muoiono, ma a nessuno appare chiarissimo che anche lui morirà. Soprattutto perché non sa quando. Perché anche noi un po’ animali siamo e l’unico stato concepibile è quello di vivente, e magari impegnatissimo. Ciononostante, “sappiamo” che prima o poi dovremo morire, con la spiacevole complicazione che dovremo invecchiare.


Che se ne parli ogni giorno o che non se ne parli mai, il pensiero della morte, e dell’invecchiamento, non ci abbandona mai, non fosse altro che perché siamo circondati da tanti altri esseri umani con i quali interagiamo a vario titolo. Forse, allora, è meglio affrontarlo direttamente l’argomento, in forma mitica, in forma poetica o dal punto di vista scientifico.
La nostra è l’epoca della scienza e della tecnologia, e anche di un certo grado di pianificazione sociale. E’ naturale, quindi, che anche della morte, dei suoi prodromi e delle sue conseguenze se ne parli scientificamente e con un occhio al sociale. Senza mai dimenticare il versante poetico e mitologico, immaginati dalla fragile bolla.
E quello che fa questo libro dove non manca nulla. Ognuno potrà trovarvi quello a cui è più interessato, dalle parole del Libro dei Morti dell’antico Egitto alle insidie della malattia di Alzheimer, dal mito di Aurora e Titone ai meccanismi dell’invecchiamento cellulare, dalla saga di Gilgames alle ragioni dell’incredibile allungamento della vita che stiamo tutti vivendo.
Eccezionalmente aggiornato dal punto di vista scientifico, dotto e ben documentato, è il libro su tutti gli aspetti della morte, almeno di quelli che si possono concepire in vita. La morte e l’invecchiamento sono girati e rigirati da tutti i lati e guardati con occhio attento e appassionato. Come dire che si tratta del meglio che si possa fare, con questo come con molti altri argomenti. Chi cerca l’”essenza” della morte, o magari della vita o di tutte le altre cose che interessano i vivi, dovrà però rinunciare. O cercarsela da sé.
Il bello della vita è che la si vive una volta sola, non ha antecedenti e va in scena senza un’ora di prove. “La morte si sconta vivendo“, ha detto Ungaretti.


INDICE


Prefazione {Edoardo Boncinelli)


1. Inizi e fini
Interludio 1
Breve storia della morte e della dannazione


2. La faccia mutevole della morte
Interludio 2
Il significato della morte


3. Un calcio al secchio
Interludio 3
La ricerca dell’immortalità


4. La morte si frantuma
Interludio 4
Gli immortali di Luggnagg


5. Perdere il senno
Interludio 3
L’anima mortale


6. L’Io digitale
Interludio 6
La paura della morte


7. La morte cellulare
Interludio 7
Quando diventiamo vecchi?


8. Invecchiamento
Interludio 8
Dobbiamo resistere alla morte?


9. Immortalità
Poscritto
Come dovremmo morire?

da Antologia del tempo che resta: Guy Brown, Una vita senza fine? invecchiamento, morte, immortalità (The Living End, 2008), edizione italiana a cura di Edoardo Boncinelli, traduzione di Gianbruno Guerrerio, Raffaello Cortina, Milano 2009

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Asl e Aziende Ospedaliere nella Regione Veneto


Aziende sanitarie

Az. Osp. Padova Azienda Ospedaliera di Padova (PD)

Az. Osp. Verona Azienda Ospedaliera di Verona (VR)

Ulss 1 Belluno Azienda Ulss N. 1 Belluno (BL)

Ulss 2 Feltre Azienda Ulss N. 2 Feltre (BL)

Ulss 3 Bassano del Grappa Azienda Ulss N. 3 Bassano Del Grappa (VI)

Ulss 4 Alto Vicentino Azienda Ulss N. 4 Alto Vicentino (VI)

Ulss 5 Ovest Vicentino Azienda Ulss N. 5 Ovest Vicentino (VI)

Ulss 6 Vicenza Azienda Ulss N. 6 Vicenza (VI)

Ulss 7 Pieve di Soligo AziendaUlss N. 7 Pieve di Soligo (TV)

Ulss 8 Asolo Azienda Ulss N. 8 Asolo (TV)

Ulss 9 Treviso Azienda Ulss N. 9 Treviso (TV)

Ulss 10 S.Donà Azienda Ulss N. 10 Veneto Orientale (VE)

Ulss 12 Veneziana Azienda Ulss N. 12 Veneziana (VE)

Ulss 13 Mirano Azienda Ulss N. 13 Mirano (VE)

Ulss 14 Chioggia Azienda Ulss N. 14 Chioggia (VE)

Ulss 15 Alta Padovana Azienda Ulss N. 15 Alta Padovana (PD)

Ulss 16 Padova Azienda Ulss N. 16 Padova (PD)

Ulss 17 Este Azienda Ulss N. 17 Este (PD)

Ulss 18 Rovigo Azienda Ulss N. 18 Rovigo (RO)

Ulss 19 Adria Azienda Ulss N. 19 Adria (RO)

Ulss 20 Verona Azienda Ulss N. 20 Verona (VR)

Ulss 21 Legnago Azienda Ulss N. 21 Legnago (VR)

Ulss 22 Bussolengo Azienda Ulss N. 22 Bussolengo (VR)

ARSS

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Regione Veneto, Accreditamento strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali: integrazioni e modifiche settore dei servizi alla prima infanzia, DGR n° 674, del 17.03.2009


DGR n° 674, del 17.03.2009.
Accreditamento strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali: integrazioni e modifiche settore dei servizi alla prima infanzia

Autorizzazione e accreditamento delle strutture sanitarie, socio-sanitarie e sociali. Commissione tecnico consultiva–ambito socio sanitario e sociale: modifiche ed integrazioni alla dgr n.84del 16.01.07–settore servizi alla prima infanzia.L.R.n.22/02

Con DGR n. 84 del 16.01.2007 la Regione del Veneto ha definito requisiti e relativi standard per autorizzare all’esercizio ed accreditare a livello istituzionale le strutture socio sanitarie e sociali. Con successiva DGR n. 2631 del 7.08.07, è stata istituita presso la Direzione Regionale per i Servizi Sociali, con il coordinamento dell’Agenzia Regionale Socio Sanitaria (ARSS), una commissione tecnico consultiva, preposta a: 

  • analisi di problemi interpretativi
  • analisi di casi specifici
  • studi relativi a proposte di modifica e/o integrazioni delle unità di offerta e dei relativi requisiti/standard
  • individuazione dei criteri su attribuzione punteggi per l’accreditamento 
  • il monitoraggio sull’applicazione della normativa stessa.

A distanza di circa due anni dall’applicazione di quanto previsto nella deliberazione n. 84/07, si è presentata la necessità di apportare alcune integrazioni e modifiche nel settore dei servizi alla prima infanzia. In particolare il requisito di cui al punto au-2.5 prevede i casi di deroga alla disposizione generale che i servizi alla prima infanzia debbano essere situati al piano terra della struttura.

Con il presente provvedimento la Giunta Regionale approva la modifica del requisito au-2.5, contenuto nell’Allegato A della DGR n. 84/07, secondo la seguente dicitura: “Eccezionalmente potrà essere consentita l’istituzione di servizi in locali ubicati oltre il piano terra, purchè posti in edifici esistenti, siti nei centri storici e negli altri centri urbani dei Comuni o presso i luoghi di lavoro. In ogni caso, dovranno essere garantite le condizioni di abitabilità e rispetto delle norme igieniche e di sicurezza”. Stabilisce che, relativamente ai riferimenti tecnici relativi alle garanzie minime di sicurezza da applicarsi per tutti i servizi alla prima infanzia posti oltre il piano terra, per quanto non in contrasto con la DGR n. 84/07, si rinvia alla DGR n. 1083/03 “Linee guida per la progettazione degli asili nido nonché dei micronidi nei luoghi di lavoro” punti III A), B) e C) dell’Allegato A

Inoltre approva la modifica della capacità ricettiva minima dell’unità d’offerta “Nido Aziendale”, prevista nell’Allegato A della DGR n. 84/07, così come riportato: “Capacità ricettiva: minimo 12 massimo 60 bambini” e stabilisce che la scadenza per la prima domanda di autorizzazione all’esercizio ex L.R. n. 22/02, relativamente alle strutture per la prima infanzia già autorizzate ai sensi della L.R. n. 32/90, venga prorogata al 6 settembre 2009.

NB: Al seguente link è possibile scaricare la DGR 1083/2003 – Riferimenti tecnici per le garanzie minime di sicurezza da applicarsi a tutti i servizi alla prima infanzia posti oltre il piano terra, per quanto non in contrasto con la DGR 84/2007. Si vedano i punti III A, B e C dell’Allegato A.

File di testo pdf DGR n.674 del 17.03.2009 (circa 41 KB)

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Scheda: Registro pubblico regionale degli assistenti familiari | Rete degli URP del Veneto


Registro pubblico regionale degli assistenti familiari

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dvd allo scopo di far conoscere ai familiari e far conoscere alla propria badante gli elementi di base su come effettuare una buona assistenza alla persona anziana non autosufficiente , Regione Veneto


Badanti. Realizzato DVD in 5 lingue inviato a circa 5.000 famiglie per dare informazioni su buona assistenza

Invio di DVD a domicilio per fare conoscere ai familiari e alle badanti come effettuare una buona assistenza alla persona anziana non autosufficiente.

A circa 5000 famiglie che godono dell’assegno di cura per assistere a casa anziani non autosufficienti con l’ausilio di badanti, la Giunta regionale del Veneto, sta inviando a domicilio due dvd allo scopo di far conoscere ai familiari e far conoscere alla propria badante gli elementi di base su come effettuare una buona assistenza alla persona anziana non autosufficiente (come fare l’igiene, come alimentare, come mobilizzare, come affrontare le situazioni di emergenza) e quali sono i diritti e doveri previsti dal contratto di lavoro.

Il DVD è stato realizzato nelle seguenti lingue: italiano, polacco, russo, spagnolo e inglese. “Da sempre la qualità della vita dei nostri anziani e delle persone fragili – spiega l’Assessore regionale alle politiche sociali – è alla base dell’attenzione e dell’azione della Regione Veneto. A fianco della recente approvazione della legge regionale istitutiva del Fondo regionale per la non autosufficienza, la Regione ha voluto anche rilanciare un forte impegno per una qualificazione delle assistenti familiari, attraverso regole chiare e trasparenti per l’incontro tra chi richiede un lavoro e chi necessita di assistenza.

E’ necessario assicurare azioni concrete per dare servizi efficienti e sostenibili per le famiglie, anche dal punto di vista economico, i servizi di cura per l’assistenza dei propri cari da parte di badanti. I dvd sono strumenti semplici ed efficaci per chiarire aspetti pratici di base del rapporto tra badanti e assistiti. La Regione sta anche promuovendo una rete di operatori accreditati, pubblici e privati, in grado di supportare le famiglie e di formare le assistenti familiari e creando un albo delle assistenti familiari qualificate”. Per eventuali informazioni è possibile consultare il sito internet www.venetolavoro.it

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VENETO: COMUNIONE E LIBERAZIONE SCEGLIE LEGA. E RAFFREDDA I RAPPORTI COL PDL


In Veneto Comunione e Liberazione ha scelto, e ha scelto ancora una volta centrodestra. Nessuna novità, all’apparenza, ma Cl, e il suo braccio secolare, la Compagnia delle Opere, aveva una alternativa di area cattolica nella corsa alla presidenza della regione “bianca” per eccellenza. Si tratta del candidato dell’Udc, unica lista dichiaratamente confessionale in lizza, Antonio De Poli. A ciò va aggiunto che il candidato del Pdl in Veneto è Luca Zaia, il ministro leghista delle politiche agricole dal forte appeal mediatico. Ma pur sempre leghista, espressione quindi di un partito che ai vertici della Chiesa pone più di qualche interrogativo in materia di solidarietà sociale, accoglienza ai migranti, ordine pubblico, rapporti con l’Islam, tutela delle minoranze. Ma si sa, Cl è sempre stato un movimento molto secolarizzato dal punto di vista delle scelte politiche, nonostante il suo integralismo in campo ecclesiale. E infatti anche in Veneto, dove pure ha quasi sempre sostenuto candidati di destra, è capitato che il movimento fondato da don Giussani abbia fatto convergere i propri voti anche sul centrosinistra. Per esempio a Padova, dove il sindaco del Pd Flavio Zanonato (invitato al meeting di Rimini nel 2008) ha ricevuto, un po’ a sorpresa, un secondo mandato da parte dei suoi concittadini anche grazie al sostegno di Comunione e Liberazione. E poi c’è la questione di Venezia, dove pare che il movimento cattolico sia orientato a sostenere Giorgio Orsoni, candidato dal Pd (cattolico praticante e primo procuratore della Basilica di San Marco) a fronteggiare l’esponente Pdl (nonché ministro della Funzione Pubblica) Renato Brunetta (laico, ex socialista) per la corsa alla poltrona di sindaco della Laguna. Ma anche il fatto che, nonostante la sua appartenenza a Cl, il patriarca di Venezia, card. Angelo Scola, che è anche presidente della Conferenza episcopale del Triveneto, in questi anni, ha intrattenuto ottime relazioni con il governatore uscente Giancarlo Galan (Pdl); coltivando, di pari passo, cordiali rapporti con il sindaco uscente Massimo Cacciari.

“Il nostro atto di fiducia non è una scelta di campo definitiva né tantomeno un’adesione generalizzata alla politica della Lega”, ha puntualizzato al Mattino di Padova (10/3) Graziano Debellini, leader storico dei ciellini veneti, primo presidente della Compagnia delle Opere, già consigliere di amministrazione del Sabato: “Diciamo che, al contrario del Pdl che è autoreferenziale, la visione comunitaria di Zaia confida nell’individuo e chiama la libertà con l’equivalente semantico della sussidiarietà. Non risponde a una logica statalista, è dalla parte dell’uomo, in fiducia e ottimismo”. Il sostegno a Zaia, insomma, farebbe pendant con l’allontanamento del movimento di Giussani dal Pdl del Veneto, di cui si parla da tempo.

L’INTERA SCHEDA QUI: Adista

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Città di Venezia – Comune – Bilancio


Città di Venezia – Comune – Bilancio

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DGR n° 157, del 26.01.2010. Nuove linee guida regionali sui Piani di Zona (DGR 157 del 26 gennaio 2010)


DGR n° 157, del 26.01.2010.
Nuove linee guida regionali sui Piani di Zona (DGR 157 del 26 gennaio 2010)

La Regione del Veneto ha avviato un percorso di accompagnamento per le Aziende ULSS del Veneto sui processi di valutazione dei piani di zona. Tale attività ha fatto emergere, tra l’altro, alcune criticità legate alle linee guida regionali…

Considerato che l’adozione delle nuove linee guida richiederanno la realizzazione di azioni per la promozione e diffusione della conoscenza delle stesse, al fine di supportare i territori nelle fasi di costruzione dei nuovi piani di zona e che l’elaborazione di questi ultimi impegnerà i territori per tutto l’anno 2010, la
Giunta Regionale con provvedimento n. 1809 del 16 giugno 2009: “Piani di Zona dei servizi alla persona 2007/2009: proroga della validità al 31 dicembre 2010 ((L. n. 328/2000, LL.RR. n. 56/1994, n. 5/1996, n. 11/2001, DGR n. 1764/2004, DGR n. 1560/2006, DGR n. 3702/2006)”, ha stabilito di prorogare la validità dei piani di zona 2007/2009 al 31 dicembre 2010.
Nello specifico, le nuove linee guida, frutto del confronto attivato tra la Direzione Regionale ai Servizi Sociali, alcuni Direttori dei Servizi Sociali delle Aziende ULSS ed i Dirigenti dei Servizi Sociali dei Comuni Capoluogo della Regione Veneto, mirano a rendere il piano di zona uno strumento ancor più centrale per
programmare a livello territoriale le risposte ai problemi di salute delle persone e delle comunità locali.
Il documento, sviluppato a partire da quanto indicato nelle linee guida per la predisposizione dei piani di zona del 2006 (DGR 3702/2006) e dalle esperienze di programmazione che ne sono conseguite, presenta alcuni importanti aspetti innovativi che mirano a sostenere il processo di integrazione nella programmazione, sia tra i diversi livelli istituzionali, sia tra i diversi soggetti locali che intervengono a vario titolo nel sistema di welfare. Tra le innovazioni più rilevanti introdotte, si evidenziano in particolare le seguenti:

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Veneto Linee di indirizzo per l’istituzione del Registro pubblico regionale degli assistenti familiari e della Rete degli sportelli di assistenza familiare


Veneto
Linee di indirizzo per l’istituzione del Registro pubblico regionale degli assistenti familiari e della Rete degli sportelli di assistenza familiare

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Veneto: Fondo straordinario non autosufficienza, Dgr del 15 dicembre 2009 n. 3904


Veneto: Fondo straordinario non autosufficienza   12/01/2010
il Consiglio regionale del Veneto con la legge di assestamento del bilancio n. 21 del 13 agosto 2009 ha istituito un apposito capitolo di spesa “Fondo Regionale straordinario per la non autosufficienza“ disponendo uno stanziamento di euro 8.200.000

Dgr del 15 dicembre 2009 n. 3904

da: Anaste – Associazione Nazionale Strutture Terza Età

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Marcello Sorgi, Tra i due litiganti il terzo gode – LASTAMPA.it


Berlusconi puntava al taglio dell’Irap, la tassa più invisa agli imprenditori, ma ha dovuto rassegnarsi a rinviarlo. Quanto a Tremonti, che mirava alla promozione a vicepresidente del Consiglio e alla competenza esclusiva sulla politica economica del governo, ha finito con l’accontentarsi di un incarico di partito. In un partito, per di più, in cui l’unico ruolo che conta veramente è quello del Cavaliere. Bossi invece ha centrato in pieno gli obiettivi che si era assegnato in questa partita. Ha portato a casa la candidatura leghista per il futuro governatore del Veneto, e un’analoga promessa per il Piemonte.

il resto dell’articolo qui:

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