Category Archives: Stati Uniti d’America

Come si spiega la crescita economica degli Stati Uniti? La flessibilità del lavoro, dello stato e della mentalità degli imprenditori, di Massimo Gaggi Corriere della Sera, mercoledì 24 dicembre 2014


Come si spiega la crescita economica degli Stati Uniti? La flessibilità del lavoro, dello stato e della mentalità degli imprenditori. Come nel caso della trasmissione del calo delle quotazioni del petrolio ai prezzi della benzina alla pompa: gli americani, che l’anno scorso hanno speso 370 miliardi di dollari per il carburante, quest’anno hanno già risparmiato ben 80 miliardi: reddito in più da spendere per le famiglie. Una poderosa manovra a sostegno di economia e consumi. E in Italia?
Corriere della Sera, mercoledì 24 dicembre 2014
Un messaggio di speranza e un’occasione di riflessione per chi continua a pensare che l’economia di mercato abbia un fondo patologico. E tende a… [leggi qui]

Massimo Gaggi

da Le notizie del 24 Dicembre 2014.

il potere economico del XXI secolo: la Cina è la metà degli Stati Uniti, da Josef Joffe, PERCHE’ L’AMERICA NON FALLIRA’, politica, economia e mezzo secolo di FALSE PROFEZIE, Utet, 2014


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Emanuele Severino: riflessioni sulla situazione della politica degli italiani, ritagli da Il fatto quotidiano del 15 dicembre 2013


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vai a il fattoquodidiano. http://www.ilfattoquotidiano.it/2013/12/17/emanuele-severino-ecco-perche-la-giovane-italia-sta-andando-in-malora/816682/

24 ottobre 1929 Il giovedì nero di Wall Street


24 ottobre 1929

Il giovedì nero di Wall Street

Un’ondata di vendite porta in tre giorni la Borsa di New York

al collasso.
I piccoli risparmiatori sono rovinati, ma anche i ricchi piangono.

È l’inizio della grande crisi: tutto il mondo ne risente, compresa l’Italia di Mussolini

Il collasso della borsa di New York provoca una crisi mondiale. All’inizio la stampa estera se ne compiace («Il famoso mercato della prosperità di cui tutti gli americani erano orgogliosi è crollato» scrive il Daily telegraph). Ma ben presto anche l’Europa si trova a mal partito. Mussolini, capo del governo, nel discorso inaugurale del Consiglio nazionale delle corporazioni è costretto ad annunciare un aumento dei fallimenti e della disoccupazione e una diminuzione delle entrate statali

da I Cinquantamila giorni dell’Italia unita.

Siria, Obama apre al piano russo: “Assad deve muoversi in fretta. La nostra pressione sul regime resta costante”


Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, apre al piano di Mosca sul disarmo della Siria ma a patto che sia effettivo e in tempi stretti: “Assad deve muoversi in fretta. La nostra pressione sul regime resta costante”. In un’intervista al canale Fox News il presidente Usa promette: “Seguiremo ogni via diplomatica. Ma il problema non è aver fiducia ma verificare la loro validità. Capire se fanno sul serio”.

da  Siria, Obama apre al piano russo: “Assad consegni le armi in fretta” | Blitz quotidiano.

sui principi e sulle guerre, da un articolo di Ernesto Galli della Loggia, Corriere della sera 8 settembre 2013


questo carattere generale e programmatico dell’appello papale alla pace – oggi in palese sintonia con un orientamento profondo proprio dello spirito pubblico dell’intera Europa continentale – solleva però almeno tre grandi ordini di problemi, che sarebbe ipocrita tacere.
l) L’ostilità di principio alla guerra (fatto salvo, immagino, il caso di una guerra di pura difesa, tuttavia non facilmente definibile: la guerra dichiarata dalla Gran Bretagna e dalla Francia alla Germania nel 1939, per esempio, era di difesa o no?) cancella virtualmente dalla storia la categoria stessa di «nemico» (e quella connessa di «pericolo»). Cioè di un qualche potere che è ragionevole credere intento a volere in vari modi il nostro male; e contro il quale quindi è altrettanto ragionevole cercare di premunirsi (per esempio mantenendo un esercito). Chi oggi dice no alla guerra è davvero convinto che l’Europa e in genere l’Occidente non abbiano più nemici? E se pensa che invece per entrambi di nemici ve ne siano, che cosa suggerisce di fare oltre a essere «contro la guerra»?
2) In genere, poi, chi si pronuncia in tal senso è tuttavia favorevole all’esistenza di un’Europa unita quale vero soggetto politico. Un’Europa perciò che abbia una politica estera. La questione che si pone allora è come sia possibile avere una tale politica rinunciando ad avere insieme una politica militare, un esercito e degli armamenti (e quindi anche delle fabbriche d’armi). È immaginabile un qualunque ruolo internazionale di un minimo rilievo non avendo alcuna capacità di sanzione? Altri Stati senza dubbio tale capacità l’avranno: si deve allora lasciare campo libero ad essi? Ma con quale guadagno per la pace? 

3) C’è infine un argomento molto usato per dirsi in generale contro la guerra: «La guerra non ha mai risolto alcun problema». Nella sua perentorietà l’argomento è però palesemente falso. Dipende infatti dalla natura dei problemi: non pochi problemi la guerra li ha risolti eccome (penso a tante guerre per l’indipendenza nazionale, ad esempio); per gli altri bisogna intendersi su che cosa significa «risolvere» (tenendo presente che nella storia è rarissimo che per qualunque genere di questioni vi sia una soluzione definitiva, «per sempre»)

da L’improbabile espulsione – Corriere.it.

Daniel Pipes, gli islamisti sono la minaccia più grande per gli Stati Uniti


gli islamisti sono la minaccia più grande per gli Stati Uniti

di Daniel Pipes
28 giugno 2013

http://it.danielpipes.org/blog/2013/06/sondaggio-islamisti-minaccia-stati-uniti

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