Tutte le bufale scientifiche di Beppe Grillo – Wired.it

Grillo ha disseminato in tutti questi anni una lunga lista di bufale scientifiche. In alcuni casi innocue, in altre un po’ meno. Daily Wired  deciso di stilarne un elenco:

L’Aids non esiste

Screening, esami e diagnosi precoci sono pericolosi

I vaccini sono inutili

Pomodoro geneticamente modificato ha ucciso 60 ragazzi 

ha descritto Luigi Di Bella come un martire che cura da 30 anni il cancro

Il Nobel rubato da Rita Levi Montalcini (definita  “è una puttana”) )

Biowashball, la palla che cancella le macchie

tutto l’articolo qui: Tutte le bufale scientifiche di Beppe Grillo – Wired.it.


culture politiche: il prefascista Grillo e l’affermazione (post nazista) “Faremo una Norimberga dei partiti”. Associato a Marinetti e Mussolini

Grillo: “Faremo una Norimberga dei partiti”
Durante un comizio a Borgomanero Beppe Griillo propone un processo pubblico ai politici …
altro
DA MARINETTI A MUSSOLINI:

linguaggio di Rutelli: «Mo’ basta, non mi rompete le palle! Non ho preso un centesimo»

È stata una bella battaglia con l’ Annunziata, penso che sia stato utile incavolarsi difendendo le proprie ragioni…». Alle sei di sera, a telecamere spente, Francesco Rutelli chiude su Facebook lo scontro con la giornalista a «In mezz’ ora», su RaiTre. Lucia Annunziata lo incalzava sui presunti finanziamenti che l’ ex tesoriere della Margherita, Luigi Lusi, avrebbe versato alla fondazione Cfs, di cui Rutelli è presidente. E lui ha perso la pazienza: «Mo’ basta, non mi rompete le palle! Non ho preso un centesimo». Ma la conduttrice insisteva e il leader dell’ Api ha alzato il tono: «Vuol farsi querelare anche lei?»

Rutelli-Annunziata, lite in diretta «Mo’ basta rompere…».


linguaggio di ROBERTO FORMIGONI, presidente della Regione Lombardia: “pirla, informati tu, pirla”. E, in precedenza: “Inculata la sinistra, fantastico!”

Formigoni:  dà del ”pirla”
Duro scambio polemico al consiglio regionale lombardo fra il governatore Roberto Formigoni e il consigliere Stefano Zamponi, capogruppo dell’Idv.
Durante il dibattito sulla cosiddetta ‘mozione Boni’ (Davide Boni, l’esponente leghista finito sotto inchiesta), Formigoni ha urlato “pirla, informati tu, pirla” all’indirizzo di Zamponi, che lo aveva accusato di non aver mai lavorato. Poi, richiesto di scusarsi dal presidente di turno Carlo Saffioti, Formigoni ha preso la parola: “Mi correggo, lei è un bugiardo”.
“Pirla”, la definizione di Formigoni
Battibecco in consiglio regionale in Lombardia altro

Formigoni all’Udc: “Inculata la sinistra, fantastico!” il video in http://intoccabili.wordpress.com/2012/03/13/formigoni-alludc-inculata-la-sinistra-fantastico-il-video/


la Mussolini (Alessandra) “fine” come suo nonno (Benito): “Un figlio che vede due uomini che si rotolano nel letto…”

la Mussolini (Alessandra) “fine” come suo nonno (Benito)

Mussolini sulle adozioni ai gay: “Un figlio che vede due uomini che si rotolano nel letto…”
Alessandra Mussolini si scontra con Paola Concia sui diritti alle coppie gay. L’onorevole Mussolini ha sempre dichiarato la sua contrarietà all’adozione dei bambini da parte delle coppie gay. Guarda tutti i video su:
http://www.rai.tv altro

Stile Monti: linguaggio e comunicazione pubblica

Sarà forse un accessorio della sobrietà, il sarcasmo di Mario Monti. Lui, il presidente del Consiglio, se ne serve per zittire con eleganza gli euroscettici britannici (“Ovviamente solo una profondamente superficiale cultura insulare può ingenuamente pensare…”), per bacchettare i parlamentari in Aula (“Se dovete fare una scelta, ascoltate, non applaudite”) o per rispondere a certe ‘minacce’ (“Staccare la spina al governo? Non ci consideriamo un apparecchio elettrico e non saprei se dovremmo essere un rasoio o un polmone artificiale”).
Ma non è solo nei suoi discorsi che il premier sfodera uno stile garbatamente pungente. Perché esso traspare anche in certi comunicati stampa di Palazzo Chigi. Nei quali si avverte l’impronta del professore.

tutto l’articolo qui: Monti e la comunicazione. Il sarcasmo sbarca a palazzo Chigi – Tg24 – Sky.it.


Roberto Maroni: “La Lega all’inizio veniva percepita un po’ come xenofoba e razzista. Su questo ci abbiamo marciato”

«La Lega all’inizio veniva percepita un po’ come xenofoba e razzista. Su questo ci abbiamo marciato. Aumentavano i consensi». Così Roberto Maroni, esponente del Carroccio ed ex ministro dell’Interno, durante una sua lezione sulla comunicazione politica agli studenti dell’Università dell’Insubria. 

Se Maroni comincia a scaricare «i baluba» | Futuro e Libertà online.

una occasione per segnalare di nuovo:

culture politiche: l’IDIOTA IN POLITICA, antropologia della Lega Nord


il NOI DIVISO della cultura di sinistra: Paolo Flores D’Arcais ieri dal palco Fiom ha dato del “faccia da culo” a Bersani

il NOI DIVISO della cultura di sinistra:

Paolo Flores D’Arcais ieri dal palco Fiom ha dato del “faccia da culo” a Bersani

E’ interessante osservare, sotto il profilo etologico,  la qualità dei rapporti umani all’interno di questa famiglia

PFerrario

Classificato in sinistre e linguaggio

Connesso a Comunicazione tramite deturpazione  morale


per la serie L’IDIOTA IN POLITICA: ritagli sulla cultura politica della lega nord attraverso Marco Reguzzoni

per la serie Lynda Dematteo, L’IDIOTA IN POLITICA, antropologia della Lega Nord, Feltrinelli editore, 2011:

ritagli sulla cultura politica della lega nord attraverso Marco Reguzzoni


culture politiche: l’IDIOTA IN POLITICA, antropologia della Lega Nord

L’antropologia è la scienza umana che nei secoli scorsi studiava gli uomini primitivi.

Oggi si occupa di alcuni gruppi sociali contemporanei.

La definizione di IDIOTI IN POLITICA viene da:

Lynda Dematteo, L’IDIOTA IN POLITICA, antropologia della Lega Nord, Feltrinelli editore, 2011, pag. 16

L’uso della parola “idiota” impone qualche precisazione. Idiota, in senso etimologico, significa “uomo del luogo” ed è un termine la cui radice greca vuol dire “particolare“. Per gli antichi greci idiota era colui che non aveva accesso alla dimensione universalequello che viveva ancora nella caverna, o meglio, nella sua caverna.

Secondo gli ateniesi, i più stupidi erano i loro vicini più prossimi, quelli che abitavano ai margini della polis. Il termine fu appositamente coniato per definire quei soggetti, tuttavia gli ateniesi sapevano di avere degli “idioti” anche all’interno della loro città: i cinici. Idiota è dunque il soggetto votato alla più irriducibile autoctonia e al ripiego identitario


stile mario monti e gli “idioti in politica” della lega nord in padania

La Padania di ieri dedicava un articolo molto polemico a Mario Monti e a una sua “casa fantasma” in Svizzera, dicendo che non risultano sue proprietà in Svizzera mentre è noto che il presidente del Consiglio è solito passarci le vacanze estive. Monti ha risposto così:

«Pur non essendo ovviamente tenuto a fornire informazioni di questa natura – nello spirito di reciproca e crescente fiducia che avverto nei rapporti con i cittadini del Nord – intendo informare gli eventuali lettori della Padania che una delle affermazioni figuranti nell’articolo (“non risulterebbero dichiarazioni di Monti per proprietà in Svizzera”) è corretta. Infatti né io, né i miei familiari possediamo proprietà in Svizzera»

da Monti e gli “eventuali” lettori della Padania | Il Post.

la definizione di IDIOTI IN POLITICA del titolo viene da:

Lynda Dematteo, L’IDIOTA IN POLITICA, antropologia della Lega Nord, Feltrinelli editore, 2011, pag. 16

L’uso della parola “idiota” impone qualche precisazione. Idiota, in senso etimologico, significa “uomo del luogo” ed è un termine la cui radice greca vuol dire “particolare“. Per gli antichi greci idiota era colui che non aveva accesso alla dimensione universale, quello che viveva ancora nella caverna, o meglio, nella sua caverna.

Secondo gli ateniesi, i più stupidi erano i loro vicini più prossimi, quelli che abitavano ai margini della polis. Il termine fu appositamente coniato per definire quei soggetti, tuttavia gli ateniesi sapevano di avere degli “idioti” anche all’interno della loro città: i cinici. Idiota è dunque il soggetto votato alla più irriducibile autoctonia e al ripiego identitario


Bossi dixit: “Monti rischia la vita”. Bossi, dopo, dixit: “Non ho detto che Monti rischia la vita” #bossi

Bossi (e il suo maestro Berlusconi): la negazione del principio di non contraddizione.

PER LORO UNA COSA PUO’ ESSERE AFFERMATA E CONTEMPORANEAMENTE NEGATA

Bossi: “Monti rischia la vita”:

Bossi: “Non ho detto che Monti rischia la vita”:


il linguaggio MAFIOSO di Bossi: Monti: «Rischia la vita perchè il Nord lo farà fuori»

Bossi su Monti: «Rischia la vita perchè il Nord lo farà fuori»


Roberto Formigoni contestato alla presentazione della riqualificazione della Darsena, un luogo simbolo di Milano, in vista di Expo 2015

Complimenti a Roberto Formigoni che, con stile istituzionale, ha tenuto bordone al teppismo, sempre insito nei fischi e nelle aggressioni.

Non sono un votante di Formigoni, come testimoniano i post qui raccolti,  ma il teppismo è teppismo. Da qualsiasi parte politica si stia.

paolo ferrario

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Operazione della Polizia all’alba di stamani in tutta Italia contro esponenti dei Centro sociali, dell’area anarchica e dell’autonomia che hanno partecipato a manifestazioni No Tav in Val Susa la scorsa estate, lastampait

Blitz contro i violenti del “No Tav”
Operazione della Polizia all’alba di stamani in tutta Italia contro esponenti dei Centro sociali, dell’area anarchica e dell’autonomia che hanno partecipato a manifestazioni No Tav in Val Susa la scorsa estate. In 15 province sono state eseguite 26 ordinanze di custodia cautelare, una agli arresti domiciliari, quindici di obbligo di dimora e una di divieto di risiedere nella provincia di Torino. Sono lo sbocco di un’inchiesta della Digos della Questura di Torino e della Procura del capoluogo piemontese sulla guerriglia che si scatenò in Val Susa il 27 giugno e il 3 luglio dello scorso anno.
Ne discutiamo con Maurizio Tropeano. In studio Guido Tiberga. altro

VAL di SUSA, 26 ARRESTI PER GLI SCONTRI DI LUGLIO


Nel mirino leader dei No Tav e dell’area antagonistaI reati: lesioni, violenza e resistenza a pubblico ufficiale

http://www.corriere.it/cronache/12_gennaio_26/arresti-valsusa_49d72a9a-47e5-11e1-9901-97592fb91505.shtml

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finalmente la magistratura fa quello che DOVEVA fare

PFerrario


Stile Mario Monti, secondo Mario Morcellini e Alessandra Ghisleri, in FORMICHE.NET

Per descrivere lo stile comunicativo atipico di Mario Monti, il Prof. Morcellini parla di “Monti style” definendolo come «una dimostrazione di capacità comunicative per molti versi innovative della nostra scena politica». Tra gli elementi pregnanti che caratterizzano il nuovo premier, Morcellini mette in risalto «la sua voluta antispettacolarità che intende marcare in modo chiaro ed eccezionale la differenza con Silvio Berlusconi in quanto precedente inquilino di Palazzo Chigi». Secondo Morcellini il Presidente del Consiglio non appare interessato a seguire «le orme del berlusconismo, e proprio in questo risiede la sua capacità di parlare al popolo dell´antipolitica. Con il passare del tempo, infatti, la vera alternativa al mainstream sembra essere uno stile argomentativo sobrio e lontano dalla politica urlata, pieno di contenuti e lontano dal rincorrersi degli slogan».
….
Il video di Monti a “Porta a Porta”
Il video di Monti a “Che tempo che fa”
Il video di Monti a “Mezz’ora”

vai all’intero articolo: FORMICHE.NET.


Bossi istiga alla violenza: “Monti attento, che la gente ti viene a prendere a casa”

Bossi: “Monti attento, che la gente ti viene a prendere a casa”

spero che qualche magistrato individui in queste parole le premesse di una vera e propria istigazione alla violenza personale su Mario Monti

Eversione, dal latino “evertere”: abbattere

Insieme di atti violenti e criminosi, volti a creare disordine, sconvolgimento specialmente politico

Sfumature linguistiche: distruzione, abbattimento, rovina …

da IL VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA, Treccani

Paolo Ferrario


EVERSIONE, situazione eversiva: taxisti, Lega di Maroni e Bossi, estremismo sindacale della Cgil di Camusso, contestazioni violente e minacce di morte a Pietro Ichino,violenze fisiche nei confronti di Equitalia, movimento dei forconi in Sicilia, il “succederà l’ira di dio” di Beppe Grillo, …

Eversione, dal latino “evertere”: abbattere

Insieme di atti violenti e criminosi, volti a creare disordine, sconvolgimento specialmente politico

Sfumature linguistiche: distruzione, abbattimento, rovina …

da IL VOCABOLARIO DELLA LINGUA ITALIANA, Treccani

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Non si ferma la protesta del Movimento dei Forconi in Sicilia. Nell’isola ora scendono in piazza anche gli studenti, a fianco del movimento Forza d’Urto. Palermo il corteo degli studenti è partito verso le 10 da piazza Indipendenza e ha attraversato la città fino al porto, ormai chiuso da due giorni, dove i giovani si sono uniti al presidio del movimento. Momenti di tensione nel capoluogo siciliano dove è stata bruciata anche una bandiera italiana durante il corteo. Anche le altre città sono state teatro delle manifestazioni studentesche come a Catania, a Vittoria in provincia di Ragusa e a Canicattì in provincia di Agrigento.

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Umberto bossi della lega nord insulta pubblicamente il presidente della repubblica reato di vilipend

www.petizionionline.it

Umberto Bossi della Lega Nord Insulta pubblicamente il Presidente della Repubblica: reato di vilipendio, Crea la tua petizione online, cambiamo questo mondo dal basso. Firma per per le tue battaglie

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Tassisti “pronti alla guerra”. Lo Sciopero dei Taxi minaccia di 

www.infomotori.com/…/tassisti-pronti-alla-guerra-lo-sciopero-dei-tax
1 giorno fa – Lo Sciopero dei Taxi minaccia di bloccare Roma, Fiumicino e l’Italia. Monti in trattativa, Alle 12 incontro a Palazzo Chigi tra sindacati e governo 
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Camusso rompe con il governo – Corriere della Sera

www.corriere.it › Economia
19 dic 2011 – La leader della Cgil: «Situazione grave Ma quella di Monti non è la ricetta giusta». Camusso rompe con il governo: «Sulle pensioni un 
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  1. Ichino contestato all’Università

    Corriere del Mezzogiorno‎ – 30 minuti fa
    NAPOLI - Pietro Ichino contestato a Napoli. Il senatore Pd e giuslavorista era ospite oggi pomeriggio, venerdì, dell’ateneo Federico II.

    7 articoli correlati

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istigatori di violenza ed eversione: L’anatema di Beppe Grillo “Fuori Tutti! Destra, sinistra… o succederà l’ira di Dio!” – Agorà

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  1. Notizie relative a attentati equitalia


    Altopascio.info
    1. Equitalia sotto il tiro degli hacker

      Il Sole 24 Ore‎ – 9 ore fa
       alle manifestazioni di piazza, agli attentati anche sanguinosi,  Al punto che Equitalia, dopo aver cercato di respingerlo insieme a Sogei (il gestore 

      52 articoli correlati

  2. Nuovi attentati e minacce a Equitalia tre ordigni a Napoli, nessun 

    www.repubblica.it/…/napoli_nuovi_attacchi_a_equitalia_scoppiano_t…

    3 giorni fa – Le esplosioni, da bombe artigianali, nel capoluogo campano danneggiano alcune saracinesche. A Roma, manichini impiccati davanti a una 

  3. Fisco: Grillo, capire ragioni attentati Equitalia, Monti la chiuda 

    www.adnkronos.com › News › Politica

    2 gen 2012 – Roma, 2 gen. (Adnkronos) – “Continuano gli attentati contro gli uffici diEquitalia, nelle ultime ore sono avvenuti a Foggia e Modena. Si puo’ dire 


Il gesto di Bossi delle corna contro Giorgio Napolitano: Decine di cittadini italiani lo hanno denunciato per vilipendio al capo dello Stato e offese alle cariche istituzionali. La querela contro il segretario federale del Carroccio sarà depositata in dieci città: Verona (capofila), Vicenza, Bassano, Bergamo, Brescia, Trento, Milano, Roma, Napoli, Bari

 Il gesto delle corna per Giorgio Napolitano, apostrofato con la garbata definizione di terùn. Poi, sull’onda del coro dei militanti padani (“Monti vai a fare in c…”), una dedica raffinata anche al presidente del consiglio Mario Monti (“e magari gli piace, c…”"). Era la sera del 29 dicembre e nel gelo della kermesse leghista Berghem frecc di Albino (Bergamo), per scaldare il popolo verde Umberto Bossi, di fronte alle telecamere, si era esibito in un comizio parecchio disinvolto.

Quelle offese rivolte al capo dello Stato e al premier, però, potrebbero costargli care. Decine di cittadini italiani lo hanno denunciato per vilipendio al capo dello Stato e offese alle cariche istituzionali. La querela contro il segretario federale del Carroccio sarà depositata in dieci città: Verona (capofila), Vicenza, Bassano, Bergamo, Brescia, Trento, Milano, Roma, Napoli, Bari.

Una specie di class action politica – con una raccolta di firme geograficamente trasversale – in nome del rispetto e dell’onorabilità delle istituzioni. Il Senatore della Repubblbica ed ex ministro delle Riforme, Bossi – si legge nella denuncia – “ha proferito frasi e rivolto gesti di una gravità inaudita allIndirizzo delle più alte cariche dello Stato nonché dell’intera comunità nazionale” (per via della insulto “terùn”). “Usciamo dall”Italia andiamocene via” aveva esordito il Senatùr al raduno di Albino. Fino a quel “mandiamo un saluto
al Presidente della Repubblica “(facendo con la mano destra il gesto delle corna) . “D’altra parte nomen Oman… – aveva continuato – Si chiama napoletano… Oh no! Non sapevo che l’era un terùn”.

Secondo gli autori della denuncia non si è trattato di goliardia ma di un “attacco sovversivo contro l’Unità d’Italia e i suoi organi costituzionali”. I reati che si potrebbero prefigurare sono sovversione, vilipendio della Repubblica, delle istituzioni, nonché il reato di offesa all’Onore e al prestigio del presidente della Repubblica e vilipendio della nazione. L’iniziativa civile è partita da Verona, dove sono state raccolte le prime firme e presentate in Procura dagli avvocati. Il passaparola si è poi sparso nelle altre città.

La Procura competente – quella insomma che dovrà gestire il fascicolo sulle esternazioni di Bossi – è Bergamo: visto che gli eventuali reati, qualora dovessero essere accertati, si sono consumati a Albino, in Val Seriana, nella Bergamasca. Roccaforte leghista (la Provincia è guidata dal lumbard Ettore Pirovano), a Bergamo c’è stato però anche chi, e sono decine, non ha per niente gradito l’esuberanza anti italiana del leader della Lega, e il disprezzo dimostrato verso le istituzioni. Anche a Bergamo, come nelle altre città, le firme in calce sulla denuncia sono di cittadini comuni, estrazione sociale e appartenenza politica assortita, anche diversi immigrati.

(19 gennaio 2012)

 

da Insulti a Napolitano e Monti per Bossi denunce in 10 città – Milano – Repubblica.it.


istigatori di violenza ed eversione: L’anatema di Beppe Grillo “Fuori Tutti! Destra, sinistra… o succederà l’ira di Dio!” – Agorà


L’anatema di Beppe Grillo “Fuori Tutti! Destra, sinistra… o succederà l’ira di Dio!” – Agorà
“Non si tocca la casa a nessuno! Perché se tocchi la casa a qualcuno che non ha più un lavoro, non ha più un futuro, non ha speranze… tirano fuori il fucile. Ma lo devono capire! Stanno rischiando veramente forte. Fuori tutti! Destra, sinistra… che non si permettano di ripresentarsi nel 2013 perché veramente succederà l’ira di Dio!” Tratto da Agorà del 19/01/2011 – Guarda la puntata integrale e tutti i video su:http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/page/Page-bc01d867-c5fe-429a-83ad-24e4e5f6dea6.html?set=ContentSet-2378ce3b-bb78-4d22-8d32-a1f08a1240f6&type=V altro

l’intelligenza anche linguistica di Mario Monti e la coglionaggine di Roberto Calderoli

Il Presidente del Consiglio ha appreso da fonti di stampa che il Senatore Roberto Calderoli avrebbe presentato in data odierna un’interrogazione a risposta scritta con la quale chiede di dar conto delle modalità di svolgimento della cena del 31 dicembre 2011 del medesimo Presidente del Consiglio.

Il Presidente Monti precisa che non c’è stato alcun tipo di festeggiamento presso Palazzo Chigi, ma si è tenuta presso l’appartamento, residenza di servizio del Presidente del Consiglio, una semplice cena di natura privata, dalle ore 20.00 del 31 dicembre 2011 alle ore 00.15 del 1° gennaio 2012, alla quale hanno partecipato: Mario Monti e la moglie, a titolo di residenti pro tempore nell’appartamento suddetto, nonché quali invitati la figlia e il figlio, con i rispettivi coniugi, una sorella della signora Monti con il coniuge, quattro bambini, nipoti dei coniugi Monti, di età compresa tra un anno e mezzo e i sei anni.

Tutti gli invitati alla cena, che hanno trascorso a Roma il periodo dal 27 dicembre al 2 gennaio, risiedevano all’Hotel Nazionale, ovviamente a loro spese.

Gli oneri della serata sono stati sostenuti personalmente da Mario Monti, che, come l’interrogante ricorderà, ha rinunciato alle remunerazioni previste per le posizioni di Presidente del Consiglio e di Ministro dell’economia e delle finanze.

Gli acquisti sono stati effettuati dalla signora Monti a proprie spese presso alcuni negozi siti in Piazza Santa Emerenziana (tortellini e dolce) e in via Cola di Rienzo (cotechino e lenticchie).

La cena è stata preparata e servita in tavola dalla signora Monti. Non vi è perciò stato alcun onere diretto o indiretto per spese di personale.

Il Presidente Monti non si sente tuttavia di escludere che, in relazione al numero relativamente elevato degli invitati (10 ospiti), possano esservi stati per l’Amministrazione di Palazzo Chigi oneri lievemente superiori a quelli abituali per quanto riguarda il consumo di energia elettrica, gas e acqua corrente.

Nel dare risposta al Senatore Calderoli, il Presidente Monti esprime la propria gratitudine per la richiesta di chiarimenti, poiché anche a suo parere sarebbe “inopportuno e offensivo verso i cittadini organizzare una festa utilizzando strutture e personale pubblici”. Come risulta dalle circostanze di fatto sopra indicate, non si è trattato di “una festa” organizzata “utilizzando strutture e personale pubblici”.

D’altronde il Presidente Monti evita accuratamente di utilizzare mezzi dello Stato se non per ragioni strettamente legate all’esercizio delle sue funzioni, quali gli incontri con rappresentanti istituzionali o con membri di governo stranieri. Pertanto, il Presidente, per raggiungere il proprio domicilio a Milano, utilizza il treno, a meno che non siano previsti la partenza o l’arrivo a Milano da un viaggio ufficiale.

Governo Italiano – Il Presidente del Consiglio dei Ministri.


Umberto Bossi della Lega Nord Insulta pubblicamente il Presidente della Repubblica. Firma affinchè qualche Procura della Repubblica verifichi se è stato commesso il reato di vilipendio


esposto alle Procure della Repubblica
per sapere se i grossolani e disgustosi insulti di Umberto Bossi della Lega Nord rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano configurino il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato.

In diritto penale si parla di vilipendio (dal latino vilipendere, composto da vilis, vile, e pendere, stimare: considerare vile) in riferimento ad alcuni reati che consistono in manifestazioni di disprezzo verbale rivolte a determinati soggetti (particolarmente le istituzioni dello Stato)

Fra i tipi di reato individuabili nel codice penale italiano c’è il :

Vilipendio del presidente della Repubblica (art. 278): Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni

Documentazione sui fatti:

ALBINO (Bergamo), festa “Berghem Frecc” 30 dicembre 2011 – Insulti, fischi e grevi ironie contro il premier Mario Monti ma soprattutto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, colpevole di aver fatto nascere il governo dei professori e di aver spinto sulle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Umberto Bossi, che ha chiesto ai militanti che gremivano il palazzetto di Albino di “mandare un saluto al presidente della Repubblica” (con il segno del dito): è partita una lunga serie di fischi, proseguita con un gruppo di leghisti che dal fondo ha scandito all’indirizzo del presidente del Consiglio lo slogan ‘Monti vaffa…’: “Magari gli piace”, ha osservato ridendo l’ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli.

“Il presidente della Repubblica – ha detto Umberto Bossi – è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del nord”.

Quanto al governo di Mario Monti, il Senatur ha tenuto a sottolineare che “è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo” (si tratta di una minaccia ritorsiva?).

Da chi gli stava vicino sul palco è arrivata anche una voce che indicava le origini napoletane di Napolitano: “Non sapevo che l’era un terun”, ha chiosato il leader del Carroccio.

PER FIRMARE LA PETIZIONE VAI A:

Umberto Bossi della Lega Nord Insulta pubblicamente il Presidente della Repubblica: reato di vilipendio – Petizioni Online – Raccolta Firme.


se questo grossolano e disgustoso insulto di Umberto Bossi della Lega Nord rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano configuri il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato

esposto alla Procura

per sapere se questo grossolano e disgustoso insulto di Umberto Bossi della Lega Nord rivolto al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano configuri il reato di offesa all’onore e al prestigio del Capo dello Stato

In diritto penale si parla di vilipendio (dal latino vilipendere, composto da vilis, vile, e pendere, stimare: considerare vile) in riferimento ad alcuni reati che consistono in manifestazioni di disprezzo verbale rivolte a determinati soggetti (particolarmente le istituzioni dello Stato)

Le fattispecie individuabili nel codice penale italiano sono:

  • Vilipendio del presidente della Repubblica (art. 278): Chiunque offende l’onore o il prestigio del Presidente della Repubblica e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni
Documentazione:

ALBINO (Bergamo), festa “Berghem Frecc” 30 dicembre 2011 - Insulti, fischi e grevi ironie contro il premier Mario Monti ma soprattutto il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, colpevole di aver fatto nascere il governo dei professori e di aver spinto sulle celebrazioni per i 150 anni dell’Unità d’Italia.

Umberto Bossi, che ha chiesto ai militanti che gremivano il palazzetto di Albino di “mandare un saluto al presidente della Repubblica” (con il segno del dito): è partita una lunga serie di fischi, proseguita con un gruppo di leghisti che dal fondo ha scandito all’indirizzo del presidente del Consiglio lo slogan ‘Monti vaffa…’: “Magari gli piace”, ha osservato ridendo l’ex ministro delle Riforme Roberto Calderoli.

“Il presidente della Repubblica – ha detto Umberto Bossi – è venuto a riempirci di tricolori, sapendo che non piacciono alla gente del nord”.

Quanto al governo di Mario Monti, il Senatur ha tenuto a sottolineare che “è stato voluto e messo lì dal presidente della Repubblica, non ce ne dimenticheremo” (si tratta di una minaccia ritorsiva?).

Da chi gli stava vicino sul palco è arrivata anche una voce che indicava le origini napoletane di Napolitano: “Non sapevo che l’era un terun”, ha chiosato il leader del Carroccio.


dedicato a Roberto Calderoli: i diversi tipi di COGLIONI, secondo Carlo Emilio Gadda

un mai bastevole elenco, osservando la scena pubblica che scorre nello schermo televisivo:

“babacio,  macaco,  tarlùcch,  farlocch,  bamba,  pirla (con pirlott e pirlutón),  ciula (da cui « grand-e-ciu-la», «ciulandari», ecc),  sempi,  erti,  loffi,  imbesuii,  tripee,  intreggh,  martùff,  asnón,  minción,  lendenón,  pùvión,  lasagnón,  lùmagón,  babión,  baùsción,  biciolan,  gadan,  bagian,  giavan,  trigoss,  semo,  gianduia,  gandula,  sgolgia,  cucudrila,  balabiott,  ciaparatt,  «fa’ minga el cucù» 

da Alberto Arbasino, L’ingegnere in blu, Adelphi editore, pag. 121


dopo anni di polemiche la Cgil (Camusso) e la Cisl (Bonanno) trovano nella ministra Fornero il bersaglio comune da demolire con la tecnica stalinista della denigrazione morale

da un articolo di Pierluigi Battista, Corriere della sera 20 dicembre 2011


la ministra del Lavoro Fornero: “dispiaciuta e sorpresa per un linguaggio che pensavo appartenessa a un passato del quale non possiamo andare certo orgogliosi”

 

“Sono rimasta  dispiaciuta e sorpresa per un linguaggio che pensavo appartenessa a un passato del quale non possiamo andare certo orgogliosi”,  ha aggiunto il ministro riferendosi alle lotte sindacali dei decenni scorsi.

La Fornero ha poi stigmatizzato la “personalizzazione dell’attacco che non fa merito a chi lo ha condotto”


il linguaggio squadrista della Lega Nord

Gianluca Pin a Gianfranco Fini: “Lei è un cialtrone”
“Lei è un cialtrone. La sua arroganza non ha veramente limiti”. Così il deputato della Lega Gianluca Pini si rivolge, in Aula alla Camera, al presidente di Montecitorio Gianfranco Fini. Pronta la replica, che arriva mentre si levano molti brusii nell’emiciclo: “Non le consento di insultare la presidenza…è proprio vero – aggiunge Fini – che ogni botte dà il vino che ha”. altro
Buonanno vs fini: “qua ci vuole il lancia fiamme”
15 12 2011 Buonanno vs fini: “qua ci vuole il lancia fiamme altro

La degradazione del linguaggio dei politici selezionati nel 2008: Storace definisce Pardi (della Italia dei valori di Di Pietro) come uno “Scilipoti”, il senatore Idv gli risponde “sei un rifiuto umano”

Trenta secondi: il meglio e il peggio della tv – Storace definisce Pardi come uno “Scilipoti”, il senatore Idv gli risponde “sei un rifiuto umano”


Scilipoti, della Italia dei Valori di Di Pietro insulta i manifestanti per i diritti dei disabili

Scilipoti parla con i manifestanti. Poi li insulta
13 12 2011 Scilipoti parla con i manifestanti. Poi li insulta
Erano cittadini che manifestavano davanti Montecitorio per i diritti dei disabili. Messo sotto pressione dalle domande e dalle accuse incalzanti, il deputato di Popolo e Territorio è passato alle offese

I volti delle destre estreme: il varesino Umberto Bossi e il ticinese Giuliano Bignasca. E David Turoldo sul Volto

“… Il libro che più mi ispira è il volto umano, fino al punto che non riesco a parlare, e nemmeno a formulare un pensiero, se non mi sta davanti qualcuno: almeno uno, un essere vivente; allora sono sicuro che il discorso si snoda in tutta abbondanza, come un torrente, a volte in troppa piena. Mi succede così quando predico, ad esempio: pur dopo anni e anni di praticaccia. E’ così: non mi viene la parola se non mi rappresento qualcuno in ascolto o che mi parli. Anzi, è questa la ragione per cui quasi tutto il mio scrivere si svolge in forma di colloquio: è sul filo dell’io e del tu che si snoda il discorso. A osservare bene, tutta la mia poesia è un colloquio.

No, non c’è praticaccia che tenga: se non guardo in faccia la gente, non riesco a parlare.

Sì, il mio primo libro è la faccia dell’uomo. Sono uno dal colloquio a vivo, più che di lettura, anche se il desiderio di leggere mi perseguita con graffiante nostalgia: uno dei tanti desideri che mi lampeggiano dentro, da sempre.” (David Maria Turoldo, La mia vita per gli amici)


La cultura e il linguaggio delle destre: l’ex ministro Ignazio La Russa insulta l’attore Ascanio Celestini. Disgustoso (La Russa, naturalmente)


l’ex comunista Giuliano Ferrara, ora pretoriano di Berlusconi, recita l’atto d’amore per il cav.

da   http://www.linkiesta.it/ferrara-cala-il-sipario-sul-berlusconismo-nel-teatro-di-silvio-e-veronica


“Dicono tutti che c’è la crisi ma i ristoranti sono pieni” … “Ci ritroviamo dunque a essere governati da uno qualunque, che quando pensa una fesseria qualunque la dice a tutti”, Michele Serra in L’AMACA del 05/11/2011

Dicono tutti che c’è la crisi ma i ristoranti sono pieni” è un classico dell’uomo della strada. Lo dice il tassista, lo dice l’avventore del bar, probabile che lo abbia detto ciascuno di noi in uno di quei momenti di spensierata dabbenaggine che costellano la vita di ogni persona qualunque. Sentire per la prima volta pronunciare quella frase al G20, da un capo di governo, è una svolta storica: vuoi dire che l’uomo della strada, con tutta la sua spensierata dabbenaggine, è arrivato al vertice. Ci ritroviamo dunque a essere governati da uno qualunque, che quando pensa una fesseria qualunque la dice a tutti. Probabile che alcuni italiani ne siano soddisfatti: “che bello, finalmente un pirla come me è al potere, questa sì che è democrazia”. Ma è probabile, anche, che altri italiani, tra i quali mi annovero, ne siano invece desolati. Forse suggestionati da vecchie letture scolastiche (Pericle, per esempio) pensavano che la democrazia fosse una selezione dei migliori. Aperta a tutti, ma destinata a individuare i migliori. Il vecchio concetto di classe dirigente, insomma. Ritrovarsi rappresentati nel mondo da uno che pensa e parla come l’ultimo di noi è un bruciante fallimento. Votare per uno “come noi” significa sprecare il voto e sprecare la democrazia. Vogliamo votare per uno che sia migliore di noi. Per questo – so-prattutto – non abbiamo mai votato Berlusconi.

Da La Repubblica del 05/11/2011.


il linguaggio delle destre: l’ex radicale on. Stracquadanio offende in modo insultante e sprezzante un giovane giornalista


Eversione: la telefonata di Silvio Berlusconi al faccendiere Valter Lavitola (direttore del quotidiano L’Avanti)

EVERSIONE: Ogni azione e movimento che impiega mezzi violenti anche terroristici per rovesciare il potere costituito


La rappresentazione visiva di Silvio Berlusconi nel mondo


L’immaginario leghista. Genealogia, Mitologia, Clinica, Giovedì 13 e Venerdì 14 ottobre 2011 presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca, Edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano

L’immaginario leghista è un fenomeno che non può essere compreso all’interno dei canoni della razionalità politica perché si regge su elementi di differente natura e presenta caratteri originali.  L’evento si terrà Giovedì 13 e Venerdì 14 ottobre 2011 presso l’Università degli Studi di Milano – Bicocca, Edificio U6, Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano


LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica. Una rassegna all’interno del ciclo politico 1994-?, a cura di Paolo Ferrario

LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica

Dal 1994, con il dominio del berlusconismo, non solo inizia un nuovo ciclo della politica italiana ma si instaura, anche in relazione alla potenza informativa delle televisioni, un diverso tipo linguaggio della comunicazione politica.

Questo linguaggio funziona così:
aggressività: tono alto della voce, digrignamento dei denti, insulti corredati da risate sgangherate
denigrazione morale dell’avversario: consiste nello svilire PRIMA la persona parlante e POI i suoi argomenti
indifferenza morale in rapporto agli esiti della denigrazione
menzogna e disconferma: l’affermazione del giorno precedente viene smentita il giorno dopo: questo per ottenere l’effetto “schizzo di fango” (qualcosa resterà, anche se smentito

i link sottostanti rimandano al lavoro di analisi che effettuavo sul sito www.segnalo.it e terminano nel 2006.  Negli anni successivi il miserabile (ma necessario) monitoraggio di questa degradazione linguistica si sposta qui: http://polser.wordpress.com/category/3-politica-italiana/linguaggio/ Oggi occorrerebbe includere in questa ricerca il linguaggio dell’attore gheddafiano  Grillo  e agli esponenti del suo personalistico movimento che si chiama, credo, “il popolo viola” . Ma il disgusto è troppo profondo per dedicargli troppo tempo:  ”Non ragioniam di lor, ma guarda e passa”, Dante, La divina commedia

 

2006

2005

2004

2003

2002

2000


il linguaggio istituzionale delle destre berlusconiane

La giornata di ieri era iniziata con l’attacco al Capo dello Stato del capogruppo alla Camera Reguzzoni, il sodale di Bossi che vorrebbe sorgere la Padania sulle ceneri dell’Italia, e per il quale «il popolo conta più di Napolitano». E finita con un Umberto Bossi ai limiti del cattivo gusto, «Napolitano mi è simpatico anche quando mi attacca, lo andrò a trovare». Per non dire dello stesso Berlusconi, che uscito dal Quirinale ha telefonato al ministro Galan e gli ha commentato così l’incontro: «La notizia è che il presidente della Repubblica non si dimette». Come Galan ha riferito, in diretta televisiva, ridendo: «E’ solo una battuta, solo un modo per dire che Berlusconi, a dimettersi, non ci pensa proprio»

da “Presidente, tutto sotto controllo” Il premier sconcerta il Colle- LASTAMPA.it.


Linguaggio: ministro delle Politiche sociali Maurizio Sacconi, la barzelletta delle suore violentate


Silvio Forever, un film di Roberto Faenza e Filippo Macelloni, andato in onda su La7. Dibattito fra Enrico Mentana, Paolo Mieli, Giuliano Ferrara

http://www.silvioforever.it/


Berlusconi: “La frase sul Paese di merda? Sì ma era notte…” | Blitz quotidiano

 “La frase sul Paese di m.? Sì, ma son cose che si dicono a notte inoltrata”.

Non è facile per il premier di una nazione, grande o piccoloa che sia, giustificare una frase come quella riferita a Berlusconi e intercettata nelle sue conversazioni notturne con l’”amico” (le procure non riescono a dare altre definizioni pertinenti) Lavitola.

Per riuscire nell’impresa di auto-difendersi, il presidente del Consiglio sceglie l’attacco, come nel suo stile, unito alla lamentazione. Il contrario dello stile britannico (never explain, never complain): e infatti per quel “shitty country” (paese di merda) gli inglesi, dal Guardian al Financial Times, si chiedono solamente come mai durante i drammatici giorni dell’attacco speculativo all’Italia, il suo premier passava le notti a discutere con i suoi avvocati. O con i suoi amici.

da Berlusconi: “La frase sul Paese di merda? Sì ma era notte…” | Blitz quotidiano.


Silvio Berlusconi e Lavitola, direttore dell’Avanti:«Io sono assolutamente tranquillo… a me possono dire che scopo, è l’unica cosa che possono dire di me, è chiaro? Mi mettono le spie dove vogliono, mi controllano le telefonate… non me ne fotte niente… Io tra qualche mese me ne vado per i c… miei… da un’altra parte e quindi… vado via da questo Paese di m… di cui sono nauseato… punto e basta»

Da un lato il proprietario e direttore della testata Avanti! , che fu organo del Psi, si adoperava per aumentare le ansie giudiziarie del premier, e dall’altro provava a dirigere a proprio vantaggio le mosse processuali di Gianpaolo Tarantini, divenuto famoso per aver accompagnato donne a pagamento nelle residenze del capo del governo. E che al capo del governo poteva e potrebbe procurare qualche problema se dai fascicoli ancora segreti uscissero, nel processo barese a suo carico, le telefonate tra lui e Berlusconi; «ricordo che erano politicamente… mediaticamente pesanti», dice Tarantini a Lavitola in una telefonata.

È questo l’oggetto della trattativa nella quale Lavitola prendeva da Berlusconi i soldi per addomesticare Tarantini, ma al tempo stesso li nascondeva a Tarantini trattenendone per sé una buona fetta. Così si muoveva, nella ricostruzione dei pubblici ministeri napoletani, questo «soggetto senza scrupoli che non sembra fermarsi davanti a nulla», e nel suo ufficio romano di via del Corso tiene in bella vista le foto sue e del figlio in compagnia del premier.

«Nauseato da questo Paese»

Con Berlusconi Lavitola giocava al rialzo, puntando sui rischi che il presidente del Consiglio poteva correre nell’ambito dell’inchiesta sulla cosiddetta P4, dove peraltro è indagato Lavitola e non Berlusconi. Che infatti gli dice: «Non me ne fotte niente, capito?».

È la conversazione intercettata il 13 luglio scorso, alle 11 e un quarto di sera, nella quale il premier si lancia in un autentico sfogo: «Io sono assolutamente tranquillo… a me possono dire che scopo, è l’unica cosa che possono dire di me, è chiaro? Mi mettono le spie dove vogliono, mi controllano le telefonate… non me ne fotte niente… Io tra qualche mese me ne vado per i c… miei… da un’altra parte e quindi… vado via da questo Paese di m… di cui sono nauseato… punto e basta».

da  «Ricatti e affari, il sistema Lavitola» E il premier: io spiato, via dall’Italia – Corriere della Sera.


Napoli, arrestato Tarantini con la moglie per estorsione a Berlusconi. Lavitola latitante | Blitz quotidiano

L’inchiesta che ha portato all’arresto di Tarantini – l’imprenditore barese che nel 2008 aveva portato Patrizia D’Addario a palazzo Grazioli – era stata al centro di una anticipazione, il 24 agosto scorso, del settimanale Panorama. Nell’indagine anche Valter Lavitola, direttore ed editore del quotidiano online Avanti!, per il quale è stato chiesto l’arresto. L’inchiesta è condotta dai sostituti procuratori Henry John Woodcock, Francesco Curcio e Vincenzo Piscitelli. Secondo Panorama, l’estorsione ai danni del Cavaliere sarebbe consistita in un versamento di 500 mila euro a Tarantini e in altre somme(20mila euro) versate ogni mese per pagare l’affitto della casa romana, forse quella in via Veneto dove oggi l’imprenditore barese e la moglie sono stati arrestati. Il presidente del Consiglio ha negato di essere vittima di un’estorsione e a Panorama ha dichiarato: ”Ho aiutato una persona (cioè Tarantini, ndr) e una famiglia con bambini che si è trovata e si trova in gravissime difficoltà economiche. Non ho fatto nulla di illecito, mi sono limitato ad assistere un uomo disperato non chiedendo nulla in cambio”.

L’ipotesi della procura di Napoli, secondo la ricostruzione di Panorama, è che Tarantini abbia ricevuto il compenso per continuare a dichiarare, nel processo barese in cui è indagato, che Berlusconi non sapeva di ospitare alle sue feste escort prezzolate dallo stesso imprenditore pugliese. Secondo l’accusa, il mezzo milione sarebbe dovuto servire, soprattutto, a convincere Tarantini a scegliere la strada del patteggiamento in un procedimento in cui sarebbe l’unico imputato, evitando così un processo pubblico con la conseguente diffusione di intercettazioni telefoniche ritenute imbarazzanti per il premier.

da Napoli, arrestato Tarantini con la moglie per estorsione a Berlusconi. Lavitola latitante | Blitz quotidiano.


il “pensiero” di Umberto Bossi sulla sessualità: “Omofobi? Persone normali, ingiusto essere severi” | Blitz quotidiano

”Non era giusto aumentare le pene per quelli che si sentono anche un po’ disturbati da certe manifestazioni, persone normali che a volte si lasciano scappare qualche parola, anche in senso anche bonario”.
Cosi’ Umberto Bossi ha commentato la bocciatura dell’aggravante dell’omofobia, avvenuta nei giorni scorsi alla Camera anche con i voti della Lega Nord.

”Meno male – ha detto Bossi – che non è passata l’aggravante dell’omofobia, tutti sperano di avere figli che stanno dalla parte giusta, questo è un augurio che facciamo a tutti. Meno male che ci siamo opposti a questa legge, perché non era giusta”.

Bossi: “Omofobi? Persone normali, ingiusto essere severi” | Blitz quotidiano.


Renato Brunetta. Questo è il linguaggio del ministro della pubblica amministrazione del Governo Berlusconi: “voi non lavorate …. siete dei cretini …. cretino … cretino … cretino “, 27 luglio 2011

Questo è il ministro della pubblica amministrazione del Governo Berlusconi: “voi non lavorate …. siete dei cretini ….”

Il ministro Brunetta insulta parte del pubblico…, posted with vodpod
Ancora uno scontro tra il ministro della Pubblica Amministrazione Renato Brunetta e un gruppo di contestatori. Invitato lunedì scorso a Viterbo a ‘Medioera’, il festival della cultura digitale di Viterbo, il ministro è stato fischiato dal pubblico mentre veniva intervistato dal direttore del quotidiano ‘Il Tempo’ Mario Sechi. 
“Ma non vi rendete conto di quanto siete disperati e disgraziati? Ogni urlo che fate dimostra la vostra cretineria. Ho il consenso di 60 milioni di italiani e posso tollerare qualche cretino”, ha detto il ministro al gruppo di contestatori.

il ministro Brunetta ai precari della pubblica amministrazione: “Siete l’Italia peggiore”


il metodo “sinistro” del linciaggio tramite la parola: “Veronesi propaganda il nucleare nelle scuole” . La tecnica è quella della deturpazione morale

E’ tipico della cultura di sinistra. prima portano in palmo di mano qualcuno, finchè gli serve (in questo caso Umberto Veronesi). Poi quando questa sgarra dagli ordini ideologico culturali lo linciano e scannano. L’ho già provato sulla mia pelle. Ed è per questo che ora sono altrove.

Paolo Ferrario

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Da eroe della sinistra a bersaglio. Da simbolo della battaglia antioscurantista, a favore della dignità della donna, della fecondazione assistita, di un fine vita dignitoso, a «propagandista» che «indossa la maglia degli ultras». Il problema è uno solo: Veronesi non è contrario al nucleare. E — a un mese dal referendum—ambientalisti, dipietristi e adesso pure giornali vicini al Pd non glielo perdonano.

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da: “Veronesi propaganda il nucleare nelle scuole” | Notizie Politica.


La Svolta linguistica: il linguaggio della politica italiana nel sultanato berlusconiano. Una rassegna di parole e frasi 2000-2006

LA SVOLTA LINGUISTICA: comunicazione e politica

Dal 1994, con il dominio del berlusconismo, non solo inizia un nuovo ciclo della politica italiana ma si instaura, anche in relazione alla potenza informativa delle televisioni, un diverso tipo linguaggio della comunicazione politica.

Questo linguaggio funziona così:
aggressività: tono alto della voce, digrignamento dei denti, insulti corredati da risate sgangherate
denigrazione morale dell’avversario: consiste nello svilire PRIMA la persona parlante e POI i suoi argomenti
indifferenza morale in rapporto agli esiti della denigrazione
menzogna e disconferma: l’affermazione del giorno precedente viene smentita il giorno dopo: questo per ottenere l’effetto “schizzo di fango” (qualcosa resterà, anche se smentito

2006

2005

2004

2003

2002

2000

da: www.segnalo.it – Tracce – Svolta linguistica.