ASL Aziende Sanitarie Locali della Regione Lombardia

Elenco delle ASL della Regione Lombardia

ASL Bergamo

 


Il servizio sociale ospedaliero: un fattore di qualità nel percorso di cura, Convegno a cura dell’Ordine degli assistenti sociali della Regione Lombardia e della Fondazione Caà Granda/Ospedale Maggiore Policlinico, Aula Magna Clinica Mangiagalli, Via della Commenda, 12, 20122 Milano

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Il Sole 24 Ore – Sanità

Il Sole 24 ORE Sanità, uno strumento utile alla Sua professione.Una fonte inesauribile di informazioni, notizie, approfondimenti e suggerimenti:

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Una struttura editoriale completa e funzionale.

Il Sole 24 Ore Sanità, con un’organizzazione fluida e razionale dei contenuti, Le permette di seguire ogni settimana il settore sanitario nel suo complesso, unendo la praticità delle informazioni contenute all’opportunità di approfondimento.
Le rubriche dedicate alle novità e all’analisi dei temi di maggiore attualità:
  • Primo piano, le tematiche più attuali e rilevanti del settore
    sanitario corredate da commenti e autorevoli opinioni.
  • Dal Governo, leggi, decreti e provvedimenti approvati
    dall’esecutivo e dagli organi istituzionali.
  • Focus, approfondita analisi di una tematica “sensibile”.
  • Dibattiti, riflessioni su temi delicati e controversi
    con il contributo di autorevoli esperti e professionisti.
  • Speciali, dossier monografici su argomenti di particolare interesse.
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Uno sguardo attento a quello che succede fuori dall’Italia:

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    dell’Unione Europea con il confronto tra i diversi sistemi sanitari.
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La presenza di due vere e proprie “riviste specialistiche nella rivista”:

  • Aziende&Territorio: linee guida per l’applicazione dei nuovi
    criteri di gestione aziendale, casi pratici e sperimentazione.
  • Lavoro&Professione: problemi previdenziali e fiscali, concorsi.
    Informazioni utili per sviluppare la propria attività.
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Le rubriche dedicate ai mercati, agli aspetti legislativi,
ai consigli pratici e alle informazioni operative ai lettori:
  • Mercati&News: le informazioni dalle case farmaceutiche.
    Le notizie di interesse specifico.
  • Giurisprudenza: le massime, le sentenze, le interpretazioni,
    le leggi e i regolamenti che riguardano il settore.
  • Servizi: le tabelle dei concorsi del Servizio Sanitario Nazionale
    e le risposte alle domande dei lettori.
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La rivista è arricchita dagli SPECIALI e dai SUPPLEMENTI che
le assicurano un’informazione ancora più completa ed esauriente.
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da Il Sole 24 Ore – Sanità.


Regione Lombardia: Sono state emesse e pubblicate le valutazioni dei Direttori generali delle Ao, delle Asl e dell’Areu, relative all’anno 2010

Sono state emesse e pubblicate le valutazioni dei Direttori generali delle Ao, delle Asl e dell’Areu, relative all’anno 2010. I punteggi (massimo 100) sono stati assegnati in base al raggiungimento degli obiettivi, modulati secondo diversi parametri. La migliore Asl è risultata quella di Lecco (88,6), mentre la migliore Ao è stato il Niguarda (90,3). Leggi…


Regione Lombardia: Riparto sanità, 353 milioni più del 2010

La Lombardia avrà a disposizione 17 miliardi e 51 milioni di euro per il funzionamento della sanita e dei servizi socio sanitari per l’anno 2011.

E’ quanto stabilito dall’accordo sul riparto del Fondo Sanitario Nazionale ufficializzato oggi a Roma nel corso della conferenza Stato-Regioni. Per Regione Lombardia, che aumenta la propria disponibilita finanziaria per la sanità di 353 milioni di euro rispetto al 2010, la trattativa e stata condotta dall’assessore alle Finanze Romano Colozzi, su delega del Presidente Roberto Formigoni.

“L’accordo non era affatto scontato – spiega il Presidente Fomigoni – Le Regioni sono arrivate ad un’intesa difficile dimostrando ancora una volta una maturità istituzionale notevole che ha permesso di superare difficoltà e posizioni apparentemente inconciliabili.

“Nel corso della trattativa – spiega l’assessore Romano Colozzi – il rischio di rottura si é manifestato in più di una occasione. Ma ha prevalso il senso di responsabilita. La Lombardia ha ottenuto un ottimo risultato, pur mantenendo il proprio impegno solidale nei confronti delle Regioni in difficolta e per la tenuta del sistema”.

da: Regione :: Riparto sanità, 353 milioni più del 2010.


Asl Como, Documento programmazione e coordinamento dei servizi sanitari e socio sanitari anno 2011

da: Asl Como – azienda – Programmaz./Bilancio Aziendale.


Lidianna Degrassi e Raffaele Mozzanica, La disciplina dei servizi sociali nella Regione Lombardia, in IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010

La disciplina dei servizi  sociali nella Regione Lombardia

di Lidianna   DegrassiRaffaele Mozzanica

  • Da una “legge regionale di sistema” (LR 1/86) a una “legge regionale di rete” (LR 3/2008)
  • Finalità e principi
  • Assetto istituzionale e organizzativo
  • Governo della rete: gli ambiti sociale e sociosanitario
  • Assetto finanziario

in:

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

Continuità, riassestamenti, prospettive

A cura di Giuliana CarabelliCarla Facchini

Franco Angeli, 2010, p. 256

da: IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010 « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete.


Continuità e discontinuità nel welfare lombardo La l.r. 3/2008 e le ricadute sul Servizio sociale Venerdì 21 gennaio 2011, ore 9 – 13 Auditorium – U 12, via Vizzola 5, Milano, FACOLTÀ DI SOCIOLOGIA Corso di laurea in Servizio sociale

Convegno in occasione della pubblicazione del volume

Il modello lombardo di welfare. Continuità, riassestamenti e prospettive,

a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Milano, FrancoAngeli, 2011

vai alla scheda analitica del libro: http://polser.wordpress.com/2010/12/02/12575/

UNIVERSITA’ DI MILANO BICOCCA

Facoltà di sociologia

corso di SERVIZIO SOCIALE


Continuità e discontinuità nel welfare lombardo

La l.r. 3/2008 e le ricadute sul Servizio sociale

Venerdì 21 gennaio 2011, ore 9 – 13

Auditorium – U 12, via Vizzola 5, Milano

PROGRAMMA

Ore 9 Apertura dei lavori

Saluti del Preside Antonio de Lillo

Introduce Carla Facchini

Ore 9.20 Presiede Alberto Giasanti

L. Bifulco, Il modello di welfare lombardo

P. Ferrario, Integrazione o separazione delle reti?

R. Mozzanica, Profili innovativi e linee di continuità nella l.r. 3/2008

P. Bonetti, L’accesso ai diritti sociali nella legge regionale

Ore 10.40 – 11.10 pausa caffè

G. Carabelli, L’accreditamento dei servizi sociali

C. Previdi, Il segretariato sociale

M. Tognetti, La dirigenza: prospettive alla luce della legge regionale

A. Campanini, Politiche neoliberistiche e servizio sociale

Ore 12.20 Dibattito

Conclude Carla Facchini

Ore 13 Chiusura dei lavori


Ø Sono stati richiesti 4 Crediti per la formazione continua obbligatoria all’Ordine degli assistenti Sociali della Regione Lombardia


Cristiano Gori (cur.), Come cambia il welfare lombardo Una valutazione delle politiche regionali, Maggioli editore, da LombardiaSociale.it

[copertina] L’ultimo decennio ha visto il welfare lombardo mutare profondamente. L’amministrazione regionale ha introdotto numerose novità, tese a costruire un peculiare modello da proporre a tutto il Paese. I cambiamenti sono stati avviati all’inizio del decennio e tradotti in pratica attraverso due legislature regionali (2000-2005 e 2005-2010). È tempo di chiedersi quali risultati abbiano prodotto. Il volume propone una valutazione dell’esperienza lombarda basata sui dati, che parte dall’ultima legislatura e si estende all’esame del complessivo decennio. Si ricostruisce come sono mutati i servizi socio-sanitari, sociali e socio-educativi lombardi in seguito alle novità introdotte dalla Giunta e si discutono le conseguenze queste hanno prodotto. Prosegue così il percorso iniziato con l’analisi compiuta alla conclusione della precedente legislatura regionale (Politiche sociali di centro-destra. La riforma del welfare lombardo, 2005).

Per accedere a una breve descrizione dei singoli capitoli e poter scaricare i capitoli e le appendici in formato PDF vai a:


Paolo Ferrario, Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione, in IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010

Paolo Ferrario, Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione

  • Integrazione e reti
  • Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
  • Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
  • Il governo delle tre reti

pubblicato in: IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE Continuità, riassestamenti, prospettive, A cura di Giuliana CarabelliCarla Facchini, Franco Angeli, 2010, p. 256

vai alla scheda dell’intero libro:

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010 « Politica dei servizi sociali: ricerche in rete.


IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE. Continuità, riassestamenti, prospettive, a cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini, Franco Angeli, 2010

IL MODELLO LOMBARDO DI WELFARE

Continuità, riassestamenti, prospettive

A cura di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

Franco Angeli, 2010, p. 256

Introduzione, di Giuliana Carabelli e Carla Facchini

  • Il crescente rilievo delle politiche regionali
  • Specificità della Lombardia
  • Momenti della costruzione del modello lombardo
  • I diversi sguardi disciplinari
  • La struttura di contenuto del volume
  • I possibili effetti di questa ricerca sulla formazione universitaria

Parte prima: La legge nel suo contesto

1. Il cambiamento della morfologia sociale come matrice di nuovi rischi. Il caso Lombardia

di Carla Facchini e Enzo Mingione

  • le trasformazioni del sistema occupazionale: flessibilizzazione del lavoro e aumento dell’occupazione femminile
  • l’impatto dell’immigrazione dai paesi meno sviluppati
  • i mutamenti demografici e il processo di invecchiamento
  • le trasformazioni delle tipologie familiari e l’incremento degli anziani soli
  • la pluralizzazione dei contesti familiari e le ripercussioni sui minori

2.  Quasi-mercato e sussidiarietà come pilastri del modello lombardo di welfare

di Lavinia Bifulco

  • Cronistoria
  • I quasi-mercati
  • Sussidiarietà
  • Lavori in corso: a ridosso della riforma
  • Voucher: quale libertà?
  • La programmazione: quale integrazione?
  • Il modello di governante

3. La disciplina dei servizi  sociali nella Regione Lombardia

di Lidianna   Degrassi e Raffaele Mozzanica

  • Da una “legge regionale di sistema” (LR 1/86) a una “legge regionale di rete” (LR 3/2008)
  • Finalità e principi
  • Assetto istituzionale e organizzativo
  • Governo della rete: gli ambiti sociale e sociosanitario
  • Assetto finanziario

4. Profili costituzionali dell’accesso ai diritti sociali nella legge regionale lombarda 3/2008

    di Paolo Bonetti

    • Servizi sociosanitari e servizi sociali e principi costituzionali di solidarietà e di eguaglianza
    • Potestà legislativa regionale sui servizi sociali e potestà legislativa statale sui livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti sociali
    • Diverse nozioni di livelli essenziali delle prestazioni concernenti l’assistenza sociale
    • Organizzazione e svolgimento delle funzioni amministrative concernenti i servizi sociali: potestà regolamentare regionale e locale e sussidiarietà orizzontale
    • Rapporti tra la legge 328/2000 e la legge regionale 3/2008
    • Limiti derivanti dalle norme comunitarie e statali in materia di condizione giuridica degli stranieri
    • La LR 3/2008 di fronte allo statuto regionale della Lombardia e i provvedimenti attuativi della legge
    • Diritti delle “persone che accedono alla rete” delle unità di offerta sociali e sociosanitarie
    • Bisogni da soddisfare prioritariamente

    Parte seconda: Attori e processi

    5.  La partecipazione alle politiche sociali in Lombardia: arene deliberative e processi di coordinamento

    di Tommaso Vitale

    • Società civile e costruzione del consenso in un governo monocratico
    • Terzo settore e competenze critiche
    • Implementazione della legge fra partecipazione e conflitto
    • Debolezze delle arene deliberative a livello locale

    6. Governo della rete o governo delle reti? Il nodo irrisolto dell’integrazione

    di Paolo Ferrario

    • Integrazione e reti
    • Il sistema dell’integrazione sociosanitaria: processi istituzionali
    • Il “modello lombardo” dei servizi sanitari e sociosanitari
    • Il governo delle tre reti

    7.  L’accreditamento dei servizi sociosanitari e sociali in Lombardia

    di Giuliana Carabelli

    • Concetto di accreditamento: origini, contesto, trasmigrazioni
    • Introduzione e cammino dell’accreditamento in Italia
    • Accreditamento dei servizi sociosanitari in Lombardia
    • Accreditamento dei servizi sociali tra competizione e partnership

    8.  Il segretariato sociale tra organizzazione e professione

    di Chiara Previdi e Paolo Rossi

    • Segretariato sociale tra informazione e comunicazione
    • Evoluzione organizzativa e professionale
    • Segretariato sociale nel sistema dei servizi: ruolo e potenzialità
    • Dall’accesso alla presa in carico: tre livelli istituzionali
    • Implementazione interistituzionale del segretariato sociale come elemento di innovazione
    • Segretariato sociale, reti e inclusione sociale

    Parte terza: Le professioni sociali a confronto con la legge

    9. L’assistente sociale

    di Anna Maria Campanini

    10. L’educatore professionale

    di Sergio Tramma

    11. Lo psicologo

    di Luca Vecchio

    12. La dirigenza

    di Maria Cacioppo e Mara Tognetti

    Appendice.

    I provvedimenti   attuativi della legge regionale n. 3/2008

    Bibliografia di riferimento

    Autori


    Ministero della salute e Conferenza delle Regioni, Piano sanitario nazionale 2011-2013

    La Conferenza delle Regioni del 18 novembre ha licenziato, come preannunciato dal Presidente Vasco Errani, il documento concertato con il Ministero della salute, relativo al Piano sanitario nazionale 2011-2013. Il Piano sarà prossimamente iscritto, nella sua versione definitiva, all’ordine del giorno della Conferenza Stato-Regioni.
    Il testo integrale è stato pubblicato nella sezione “Conferenze” del sito www.regioni.it. Il link è:
    http://www.regioni.it/upload/181110_per_PSN.pdf
    Si riporta di seguito il testo della “premessa” e l’indice del documento
    PREMESSA
    Il Piano Sanitario Nazionale (PSN) 2011-2013 pone le proprie fondamenta nei principi di responsabilità pubblica per la tutela del diritto di salute della comunità e della persona; di universalità, di eguaglianza e di equità d‟accesso alle prestazioni; di libertà di scelta; di informazione e di partecipazione dei cittadini; di gratuità delle cure nei limiti stabiliti dalla legge; di globalità della copertura assistenziale come definito dai LEA (in attesa del nuovo documento).
    Il PSN s‟inserisce in un quadro istituzionale e normativo, nazionale ed internazionale, altamente complesso ed articolato che vede la necessità di armonizzare il servizio sanitario rispetto sia ai princìpi della Comunità Europea sia ad un contesto nazionale che si connota per una progressiva evoluzione verso la devoluzione, improntata alla sussidiarietà, di poteri dallo Stato alle Regioni. Tale processo, avviato con la modifica al Titolo V della Costituzione, la quale ha posto in capo allo Stato la garanzia dei Livelli essenziali di assistenza e alle Regioni la responsabilità della loro effettiva applicazione nel proprio territorio, vede, nella fase contemporanea, l‟attuazione delle disposizioni in materia di federalismo fiscale contenute nell‟articolo 119 della Costituzione, in conformità a quanto sancito dal Patto di Stabilità tra Stato e Regioni. La modifica del quadro costituzionale ha inoltre generato significativi cambiamenti del sistema di governance, sempre più orientato verso un approccio di concertazione tra Stato e Regioni che si concretizza principalmente attraverso l‟utilizzo dello strumento “pattizio”.
    Con l‟approvazione del riparto delle disponibilità finanziarie del Servizio Sanitario Nazionale per l‟anno 2010 si è chiusa una complessa fase di programmazione economico-finanziaria e di regolazione del SSN che si era aperta con le previsioni del decreto legge n. 112/2008, convertito in legge n. 133/2008, all‟art. 79, n. 1 bis, il quale prevede che “per gli anni 2010 e 2011 l‟accesso al finanziamento integrativo a carico dello Stato derivante da quanto disposto dal comma 1, rispetto al livello di finanziamento previsto per l‟anno 2009, è subordinato alla stipula di una specifica intesa fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano (…)”. Tale intesa, com‟è noto, è in seguito slittata, su istanza delle Regioni, all‟anno 2009, nel corso del quale si è lavorato alla definizione del Patto per la salute, sancito dalla Conferenza Stato Regioni in data 3 dicembre 2009. L‟incertezza del quadro finanziario in materia sanitaria, conseguenza delle vicende sopra esposte, ha suggerito il differimento al triennio 2011-2013 del nuovo Piano Sanitario Nazionale già previsto per il triennio 2009-2011.
    All‟interno dello scenario sopra descritto il PSN pone come macro obiettivo del Servizio Sanitario Nazionale non solo quello della promozione “della salute dei cittadini”, bensì quello della promozione del “benessere e della salute dei cittadini e delle comunità”, nella consapevolezza che “la vera ricchezza del sistema sanitario è la salute dei cittadini”. In questo ambito occorre che il SSN assuma anche il ruolo di facilitatore di una strategia di coordinamento tra le diverse istituzioni e d‟integrazione degli indirizzi delle politiche intersettoriali ai fini di orientare positivamente ed in maniera sinergica i determinanti della salute e del benessere, in conformità alle direttive della Carta di Tallinn (2008) dell‟OMS. L‟efficacia del Piano, pertanto, è strettamente correlata alla capacità dei diversi soggetti istituzionali, tra i quali gli Enti Locali, di cooperare e di trasformare operativamente, tenendo in considerazione le specificità locali, gli indirizzi in esso riportati.
    Le grandi sfide assistenziali che caratterizzano la programmazione nazionale – primi tra tutti 6
    i problemi di assistenza socio sanitaria connessi alla non autosufficienza, l‟elevata presenza di anziani e grandi anziani, le disponibilità di terapie/diagnosi ad alto costo indirizzate a specifiche coorti di assistiti – oltre a richiedere un‟efficace integrazione delle politiche, degli indirizzi e degli interventi da parte delle diverse aree del welfare, necessitano anche di un sistema coeso che porti alla convergenza dei finanziamenti, provenienti dai diversi settori coinvolti, su obiettivi ed ambiti tematici condivisi e delineati.
    In considerazione dell‟elevata crescita di risorse assorbite, derivante soprattutto dalle suddette sfide assistenziali, la sostenibilità economica del SSN deve essere garantita attraverso un sistema di governance multilivello (nazionale, regionale ed aziendale) capace di assicurare un costante equilibrio tra il sistema delle prestazioni e quello dei finanziamenti. Tale equilibrio deve essere mantenuto in un contesto evolutivo altamente dinamico dei sistemi sanitari regionali e nazionali e deve contemperare i requisiti di efficacia con quelli di efficienza, attraverso il rispetto di criteri di costi definiti nell‟ambito dei rapporti di Stato-Regioni. La sostenibilità del sistema risulta pertanto direttamente collegata ad azioni di governance volte al recupero di efficienze e di appropriatezza nell‟erogazione degli attuali LEA, al livello di coerenza degli indirizzi nazionali di politica sanitaria con il quadro delle risorse economiche rese disponibili, al grado di collegamento delle azioni d‟integrazione delle strategie a tutela della salute con la messa a disposizione dei corrispettivi finanziamenti da parte dei vari soggetti coinvolti.
    Obiettivi specifici, che rappresentano anche la sfida del PSN, sono da un lato, quelli di valorizzare gli elementi d‟eccellenza del Servizio Sanitario e di investire in settori strategici quali la prevenzione, le nuove tecnologie, i sistemi informatici ed informativi, laclinical governance e la sicurezza delle cure, la ricerca e le innovazioni mediche; dall’altro, quelli di affrontare le criticità del sistema, con particolare attenzione al recupero di efficienze e di appropriatezza e al miglioramento della qualità percepita da parte dei cittadini, il tutto in un quadro di sostenibilità.
    In considerazione di quanto sopra, e dell‟importanza crescente che stanno assumendo altri strumenti di progettazione, quali Accordi ed Intese definiti nella Conferenza Stato-Regioni, è necessario compiere una riflessione sul ruolo che s‟intende assegnare al PSN all‟interno del Servizio Sanitario Nazionale.
    In uno scenario che si connota per la presenza di una molteplicità di soggetti e di strumenti di programmazione, il PSN rappresenta lo strumento di definizione delle macro linee d‟indirizzo della programmazione sanitaria. Esso, pertanto, costituisce:
    • una cornice di sintesi all‟interno della quale vanno ricondotti i diversi Accordi, piani e programmi, con evidenza degli elementi di coordinamento, integrazione e sinergia tra di essi. Le macro linee d‟indirizzo definite dal PSN, e frutto del processo di concertazione con le Regioni, trovano declinazione operativa nelle attività, nei documenti e negli accordi prodotti dai tavoli tecnici e dalle commissioni;
    • l‟elemento di garanzia dell’uniforme applicazione degli obiettivi e dei LEA a livello nazionale nella salvaguardia delle specificità territoriali, in rispondenza alle analisi dei bisogni e delle risorse di ciascun contesto locale.
    Indice
    PREMESSA 5
    1. IL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE NEL CONTESTO EUROPEO E STRATEGIE D’INTERNAZIONALIZZAZIONE 7
    1.1 SFIDE EUROPEE DEL SSN 7
    1.1.2 ESPERIENZE INTERNAZIONALI 8
    1.2 SFIDE ASSISTENZIALI DEL SSN ITALIANO 9
    1.2.1 GARANZIA DEI DIRITTI 10
    1.2.2 LINEE PRIORITARIE DI SVILUPPO 11
    1.2.3 SOSTENIBILITÀ DEL SISTEMA E COSTI STANDARD 13
    1.2.4 RAPPORTO CON I CITTADINI E PARTECIPAZIONE DEGLI UTENTI 14
    1.3 GOVERNANCE DEL SSN 16
    1.4 PUNTI DI FORZA DEL SSN 17
    1.5 CRITICITÀ DEL SISTEMA E PROSPETTIVE DI MIGLIORAMENTO 17
    1.5.1 MIGLIORAMENTO DELL‟APPROPRIATEZZA 19
    1.5.2 MIGLIORAMENTO DELLA QUALITÀ PERCEPITA 20
    1.5.3 MIGLIORAMENTO DELLA PRESA IN CARICO DEL CITTADINO 20
    1.6 RISORSE UMANE DEL SSN 21
    2. AZIONI PER LO SVILUPPO DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE 24
    2.1 RILANCIARE LA PREVENZIONE 24
    2.2 AZIONI PER IL CONTROLLO DEI DETERMINANTI AMBIENTALI 26
    2.3 AZIONI PER LA SALUTE E SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO 27
    2.4 SANITÀ PUBBLICA VETERINARIA E BENESSERE ANIMALE 29
    2.5 SICUREZZA DEGLI ALIMENTI E NUTRIZIONE 31
    2.6 HEALTH IMPACT ASSESSMENT 35
    2.7 CENTRALITÀ DELLE CURE PRIMARIE E DELLE STRUTTURE TERRITORIALI 37
    2.7.1 CURE PRIMARIE 37
    2.7.2 CONTINUITÀ DELLE CURE ED INTEGRAZIONE OSPEDALE TERRITORIO 39
    2.7.3 RETE ASSISTENZIALE TERRITORIALE 40
    2.8 RIORGANIZZAZIONE DELLA MEDICINA DI LABORATORIO E DELLA DIAGNOSTICA DI LABORATORIO E PER IMMAGINI 44
    2.9 RETI OSPEDALIERE 47
    2.9.1 PROBLEMATICA DEI PICCOLI OSPEDALI 48
    2.9.2 RIORGANIZZAZIONE DELLE RETI OSPEDALIERE REGIONALI 49
    2.9.3 RETE DELL‟EMERGENZA URGENZA 50
    2.10 RIABILITAZIONE 52
    2.11 VALUTAZIONE DELLE NUOVE TECNOLOGIE SANITARIE 54 3
    2.11.1 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT: LOGICA DI APPROPRIATEZZA E SOSTENIBILITÀ DELLE CURE 54
    2.11.2 HEALTH TECHNOLOGY ASSESSMENT: METODOLOGIA 55
    2.11.3 ATTUAZIONE DELL‟HTA IN ITALIA 56
    2.12 INVESTIMENTI PER L’AMMODERNAMENTO STRUTTURALE E TECNOLOGICO DEL SSN 57
    3. MONITORAGGIO, APPROPRIATEZZA ED UNIFORMITÀ DEI LEA 61
    3.1.1 LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA (LEA) 61
    3.1.2 LISTE DI ATTESA 62
    3.1.3 INTEGRAZIONE SANITARIA E SOCIO SANITARIA 65
    3.1.4 MONITORAGGIO E VALUTAZIONE 67
    3.2 NUOVO SISTEMA INFORMATIVO SANITARIO: STRUMENTO DI RIFERIMENTO NAZIONALE PER LA MISURA DEI LIVELLI ESSENZIALI DI ASSISTENZA 69
    3.3 APPROPRIATEZZA 70
    3.3.1 CLINICAL GOVERNANCE 71
    4. TEMATICHE DI SISTEMA 74
    4.1 RICERCA ED INNOVAZIONE SANITARIA 74
    4.2 INFORMATION AND COMMUNICATION TECHNOLOGY 75
    4.3 ASSISTENZA FARMACEUTICA 78
    4.4 DISPOSITIVI MEDICI 80
    4.5 ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE D’OFFERTA 82
    4.6 FASI DELLA VITA 84
    4.6.1 IL PERCORSO NASCITA 84
    4.6.2 ETÀ SENILE 87
    5. VALUTAZIONE DEL PSN 90
    5.1 GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE ATTUALMENTE PRESENTI NELL’ORDINAMENTO 90
    5.2 GLI STRUMENTI DI VALUTAZIONE DI UN SISTEMA PROGRAMMATO E DINAMICO 92
    ALLEGATI 95
    A. MUTAMENTI DEMOGRAFICI ED EPIDEMIOLOGICI 95
    A.1 MUTAMENTI DEMOGRAFICI 95
    A.2 MUTAMENTI EPIDEMIOLOGICI 96
    B. PATOLOGIE RILEVANTI 98 4
    B.1 MALATTIE CARDIOVASCOLARI 98
    B.2 MALATTIE ONCOLOGICHE 100
    B.2.1 CURE PALLIATIVE E TERAPIA DEL DOLORE 101
    B.3 MALATTIE RESPIRATORIE CRONICHE 102
    B.4 OBESITÀ 103
    B.5 DIABETE 105
    B.6 SALUTE MENTALE 106
    B.7 DIPENDENZE PATOLOGICHE 107
    B.7.1 ABUSO DI ALCOL 107
    B.7.2 TOSSICODIPENDENZE 108
    B.8 MALATTIE INFETTIVE 109
    B.9 MALATTIE RARE 111
    B.10 PAZIENTI AD ALTO GRADO DI TUTELA 113
    Documento integrale: www.regioni.it/upload/181110_per_PSN.pdf
    (red/23.11.10)

    DA :Newsletter n. 1691 del martedì 23 novembre 2010.


    Nota Informativa LA TUTELA GIURIDICA E L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

    Nota Informativa

    LA TUTELA GIURIDICA E L’AMMINISTRAZIONE DI SOSTEGNO

    La Legge prevede una serie di strumenti per la tutela di tutte quelle persone che, per effetto di una infermità o di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità di provvedere autonomamente ai propri interessi, di amministrare le proprie risorse, di compiere gli atti necessari a curare la propria salute, di fare progetti per garantirsi una adeguata qualità della vita, ogni cura e assistenza necessaria per il proprio benessere. Per aiutare ad affrontare queste esigenze, la Legge n. 6 del 09 gennaio 2004, ha istituito la figura dell’Amministratore di Sostegno.

    Chi sono, quindi, i beneficiari dell’Amministrazione di Sostegno?

    Ai sensi dell’art. 404 del Codice Civile sono le persone che, per effetto di un’infermità ovvero di una menomazione fisica o psichica, si trovano nell’impossibilità anche parziale o temporanea di provvedere ai propri interessi.

    Sono quindi tutte quelle persone con difficoltà o impossibilità a compiere gli atti con valore giuridico necessari a garantire il soddisfacimento delle proprie necessità: persone anziane, persone con disabilità, ma anche persone dipendenti da sostanze e da comportamenti negativi, malati terminali o anche autonome ma che prevedono una propria eventuale futura incapacità.

    Pertanto L’Amministratore di Sostegno può rappresentare sia persone dotate di capacità giuridica parziale (in possesso di capacità di intendere e di volere, sebbene assai limitata), sia persone totalmente incapaci di agire, affiancandole, aiutandole o sostituendosi a loro in base alla necessità, ovvero a quanto stabilito dal Giudice Tutelare.

    Come si attiva la richiesta (ricorso) di nomina di un Amministratore di Sostegno?

    La richiesta si effettua, di norma senza la necessità dell’assistenza di un Ufficio Legale, con una richiesta (ricorso) da depositare alla Cancelleria del Giudice Tutelare competente per territorio, con riferimento al luogo in cui il soggetto beneficiario vive (residenza o domicilio). L’Amministratore di Sostegno viene nominato dal Giudice Tutelare e scelto, dove è possibile, nello stesso ambito familiare dell’assistito. Possono diventare quindi amministratori di sostegno il coniuge, purchè non separato legalmente, la persona stabilmente convivente, il padre, la madre, il figlio o il fratello, la sorella e comunque un parente entro il quarto grado. In assenza di parenti il Giudice Tutelare provvede a nominare un’altra persona, con la possibilità di sceglierla anche tra quelle che vengono proposte da chi presenta la richiesta (ricorso).

    Chi può presentare la richiesta (ricorso)?

    Ai sensi dell’art. 406 del Codice Civile, il ricorso per la nomina dell’Amministratore di Sostegno può essere presentato da:

    • lo stesso soggetto che ne sarà beneficiario;
    • il coniuge o la persona stabilmente convivente;
    • i parenti entro il 4° grado (genitori, figli, fratelli/sorelle, nonni, bisnonni, zii, nipoti, cugini) e affini entro il 2° grado (suoceri, genero /nuora, cognati);
    • il Pubblico Ministero;
    • il Tutore ed il Curatore, con la richiesta di revoca dell’interdizione o inabilitazione;
    • i responsabili dei servizi sanitari e sociali direttamente impegnati nella cura e nell’assistenza della persona, anche attraverso una segnalazione al Pubblico Ministero, quando ne ravvisino la necessità.

    A chi rivolgersi per avere orientamenti, consigli e aiuto?

    Per essere aiutati a presentare domanda (ricorso) per la nomina di un Amministratore di Sostegno al Giudice Tutelare, oltre che ai Servizi Sociali e Socio-Sanitari Territoriali (Comune, Ufficio di Piano e Distretto A.S.L.) e ai Servizi di segretariato sociale delle Associazioni che assistono o supportano persone anziane o con disabilità, è possibile anche rivolgersi direttamente all’Ufficio per la Promozione delle Tutele e dell’Amministratore di Sostegno, istituito presso la Direzione Sociale della A.S.L. della Provincia di Como dalla Regione Lombardia (Legge Regionale 12 marzo 2008 N. 3, art. 9 – Legge Regionale 30 dicembre 2009 N. 33, art. 16).

    L’Ufficio, competente per tutto il territorio della Provincia di Como, fornirà gratuitamente ogni utile informazione, orientamento e sostegno di necessità per promuovere adeguati interventi di protezione giuridica e, in particolare, per l’istruzione del ricorso per la nomina di un Amministratore di Sostegno, alla persona interessata, alla sua famiglia e ai Servizi Sanitari e Sociali pubblici o privati che l’hanno in carico direttamente, ovvero alla Residenza sanitaria, assistenziale, clinica o terapeutica che la ospita e che la assiste, nonché a chiunque ne abbia interesse. Inoltre, sul “sito internet” della A.S.L. (www.asl.como.it), sono disponibili informazioni e modulistica utile per presentare al Giudice Tutelare la richiesta di nomina di un Amministratore di Sostegno.

    l’Ufficio potrà facilitare tutti i necessari contatti con gli Uffici Giudiziari e con i Servizi comunali del territorio provinciale competenti per l’ eventuale presa in carico della persona beneficiaria degli interventi, verificando che si realizzi, ove necessario, l’effettiva attivazione delle consulenze informative personalizzate e delle procedure per pervenire ad adeguati provvedimenti di assistenza, tutela e protezione giuridica. L’Ufficio si propone anche per supportare gli Amministratori di Sostegno nello svolgimento della loro funzione.

    Ufficio per la Promozione delle Tutele e dell’Amministratore di Sostegno

    (ricevimento del pubblico su appuntamento, da richiedere telefonicamente)

    Recapiti

    telefoni diretti: 031 370292 – 031 370297

    Cellulare: 349 6844863

    Segreteria della Direzione Sociale: 031 370379 – 031 370223

    fax: 031 370248

    e-mail:

    sbarbaro.francesco@asl.como.it

    protezione.giuridica@asl.como.it

    Operatore di riferimento

    Dott. Francesco Sbarbaro

    Dirigente Responsabile della Struttura a cui afferisce l’Ufficio

    (Area Amministrativa e Coordinamento Piani di Zona/Accreditamento Vigilanza e Controllo)

    Dott. Adriano Lunini

    Sede

    presso la Direzione Sociale della Azienda Sanitaria Locale della Provincia di Como

    Via Pessina n. 6, 22100 COMO

    (Ala A – 3° piano – possibilità di ricevimento del pubblico al piano terreno)


    Le riforme Brunetta nelle aziende sanitarie (parte IV)


    Stefano Simonetti, Le riforme Brunetta nelle aziende sanitarie (parte I)

    A sei mesi dall’entrata il vigore del decreto legislativo 150 del 2009, comunemente definito “riforma Brunetta”, può essere effettuato un primo bilancio delle innovazioni normative, tenendo però conto che una sostanziale parte del decreto non è ancora a regime. Preliminarmente ricordiamo alcuni passi propedeutici all’adozione del decreto 150. Il Governo Berlusconi si insediò a fine aprile 2008 e diede subito segnali di voler rivedere tutto in tema di pubblico impiego, iniziando una manovra accerchiante costituita da iniziative legislative e continui dibattiti sui mass media sulla figura dello “statale”. Ad appena una settimana dalla presentazione del d.d.l. governativo per la riforma dell’impiego pubblico, viene adottato improvvisamente un decreto-legge corposissimo che contiene in pratica un anticipo della manovra finanziaria e costituisce il supporto – di effetto immediato e “violento” – per l’inizio della strategia riformista. Nella manovra di mezza estate 2008 troviamo numerosi spunti di interesse per le aziende sanitarie, con particolare riguardo alla gestione del personale. Bisogna subito dire che al di là di una consolidata capacità dei governi guidati da Silvio Berlusconi di adottare provvedimenti che sono di forte impatto mediatico e comunicativo, questa volta vi si trova molta sostanza.

    ….

    vai a:

    eGov – Inchiesta – Le riforme Brunetta nelle aziende sanitarie (parte I).


    Legge 328/2000: politiche legislative attuative delle Regioni, da www.segnalo.it

    E’ sostanzialmente un “blocco appunti”: non ho la possibilità di fare ricerche più sistematiche. Ma colloco in queste pagine tutto quanto ho intercettato nel mio lavoro. Se avete segnalazioni vi prego di inviarle a: p.ferrario@tin.it


    Vai anche a:
    RICERCHE


    REGIONI
    PIEMONTE

    VALLE D’AOSTA
    • LR N. 18 4/9/2001, PIANO INTEGRATO SOCIO-SANITARIO 2002/2004
    LOMBARDIA
    LIGURIA
    PROVINCIA DI TRENTO
    • DGP N. 581 22/2/3/2002, PIANO SOCIALE ASSISTENZIALE PER LA PROVINCIA DI TRENTO 2002-2003: LINEE GUIDA E MISURE ATTUATIVE
    PROVINCIA DI BOLZANO
    • PIANO SOCIALE PROVINCIALE 2000-2002, 13 DICEMBRE 1999
    VENETO
    • LR N. 22/2002, AUTORIZZAZIONE E ACCREDITAMENTO DELLE STRUTTURE SANITARIE, SOCIO-SANITARIE E SOCIALI

    • DGR N.  1764/2004, LINEE GUIDA PER LA PREDISPOSIZIONE DEI PIANI DI ZONA


    FRIULI – VENEZIA GIULIA
    • Marina Guglielmi, Annamaria Carli, Il nuovo sistema di welfare in Friuli Venezia Giulia, in Prospettive sociali e sanitarie n. 13 2005, p. 1-3
    EMILIA – ROMAGNA
    TOSCANA
    UMBRIA
    • DCR N. 759 20/12/1999, PIANO SOCIALE REGIONALE 2000-2002

    • DGR N. 142/2001, ATTO DI INDIRIZZO PER LA PROGRAMMAZIONE SOCIALE DI TERRITORIO

    MARCHE
    ABRUZZO
    MOLISE
    • PIANO SOCIALE REGIONALE 2004/2006
    LAZIO
    • LR N. 41/2003, NORME IN MATERIA DI AUTORIZZAZIONE ALL’APERTURA E AL FUNZIONAMENTO DI STRUTTURE CHE PRESTANO SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI

    • DGR N. 1408/2002, PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE REGIONALE 2002/2004

    • DGR N. 318/2004, PROPOSTA DI PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE 2003/2005 E RELATIVI INDIRIZZI AI PIANI DI ZONA


    CAMPANIA
    BASILICATA
    • DCR N. 1280, 1999, PIANO SOCIO-ASSISTENZIALE REGIONALE 2000/2002
    PUGLIA
    CALABRIA
    SICILIA

    GAD Lerner, Il modello Formigoni

    Il modello Formigoni tra affari e capiclan
    mercoledì, 21 luglio 2010
    Rassegna Stampa

    Questo articolo è uscito su “Repubblica”.
    Il ciclo ventennale di egemonia della destra sulla regione Lombardia e sul comune di Milano sta degenerando in un esito sorprendente, su cui il primo a riflettere dovrebbe essere il suo protagonista indiscusso, Roberto Formigoni. Leader politico di Comunione e Liberazione, affiancato sul piano culturale dal medico Giancarlo Cesana che ha sostituito Carlo Tognoli alla presidenza del Policlinico di Milano, Formigoni è il condottiero che ha rovesciato la supremazia del cattolicesimo sociale interpretato da uomini come Piero Bassetti e Giuseppe Guzzetti; mentre nel capoluogo lombardo veniva meno il buongoverno del riformismo socialista.
    Qual è il lascito della virata a destra, che dapprima ha portato al potere i militanti integralisti della restaurazione antisessantotto, per poi spartirlo con il populismo della Lega sotto l’ombrello protettivo oligarchico di Berlusconi?
    Il risultato è sotto gli occhi di tutti, a partire dal fiore all’occhiello del ventennio formigoniano: il modello lombardo della sanità convenzionata.
    E’ di ieri la notizia che anche il direttore generale dell’Azienda sanitaria di Monza e Brianza risulta coinvolto nell’inchiesta sulle infiltrazioni politiche della ‘ndrangheta, come già il suo collega di PaviaEntrambi trattavano gli appalti con il capoclan dei calabresi Pino Neri, sostenitore di Giancarlo Abelli (per anni regista occulto della sanità lombarda, prima di assumere l’incarico di vice-coordinatore nazionale del Pdl), fotografato dagli inquirenti insieme al leghista recordman delle preferenze Angelo Ciocca. Questi manager gestiscono centinaia di milioni di budget e sovrintendono a una lottizzazione in cui i ciellini si sono rivelati maestri, quando si tratti di occupare gli incarichi ospedalieri, mentre cedevano spazio agli imprenditori privati nell’incasso delle convenzioni. Lo stesso Umberto Bossi in un primo tempo aveva incaricato un suo uomo, Alessandro Cè, di opporsi a tale andazzo, per poi esautorarlo e adeguarvisi.
    Così l’affarismo ha finito per coinvolgere la Compagnia delle Opere, suscitando non poco malessere nelle stesse file cielline. Grazie alle commesse pubbliche è cresciuta una leva di imprenditori sconosciuti ma bene introdotti al Pirellone, come il monopolista delle bonifiche ambientali Giuseppe Grossi, imputato per associazione a delinquere e disposto a versare 17 milioni di euro come patteggiamento per uscire dall’inchiesta. Grossi non è un affiliato di Cl ma è considerato intimo dei vertici del movimento, oltre che sostenitore di Giancarlo Abelli e socio di sua moglie Rosanna Gariboldi.
    La destra lombarda ha cavalcato il tradizionalismo cattolico, scontrandosi più volte con i vertici della Chiesa ambrosiana, facendo sue le pulsioni reazionarie di una società impaurita, senza erigere distinzioni di valore e sottomettendosi al senso comune leghista: ben di più premeva a Formigoni consolidare la rete delle “opere” rispetto a quella della solidarietà. Per lo stesso motivo ha lasciato che si sbizzarrissero al suo fianco i politici procacciatori di licenze e appalti, imprenditori in proprio o per conto terzi. Ciò ha contribuito all’affermazione di gruppi di potere famelici contrapposti l’uno all’altro. Le risse intorno all’Expò 2015, l’insignificanza cui è ridotta l’Assalombarda, il prodigarsi dei vari La Russa e Podestà in soccorso a Ligresti, sono solo conseguenze di tale caos che nessuno, tanto meno Berlusconi, è in grado di governare.
    Ma la speranza di Formigoni –stipulare un duplice compromesso con la concorrenza politica della Lega e con la spregiudicatezza affaristica dei numerosi clan berlusconiani- lungi dal propiziarne un ruolo di leadership nazionale, oggi lo costringe a fare i conti con una implosione del sistema che gli è sfuggita di mano, rivelando un tasso di illegalità diffusa non più gestibile.
    La Lombardia, un tempo considerata locomotiva d’Italia, si scopre epicentro di traffici criminali. Qui converge, grazie alle collusioni della politica, il riciclaggio dei fatturati della ‘ndrangheta e il suo tentativo, in parte già portato a compimento, di penetrare nei gangli dell’economia legale oltre che nei vertici del potere amministrativo. L’inchiesta coordinata dalla Procura della Repubblica milanese scuote il governo del Pirellone, denota una ramificazione dei clan nella società lombarda impressionante, ma non sorprende: alcuni dei consiglieri regionali che intrattenevano rapporti organici con i capobastone erano già sotto inchiesta, ma nonostante ciò avevano ottenuto nell’aprile scorso la ricandidatura perché sono parte organica del sistema di potere. Imprescindibili, altro che semplici mele marce.
    Quando, alla fine del mese, si riunirà in seduta straordinaria il Consiglio regionale della Lombardia, con all’ordine del giorno l’emergenza ‘ndrangheta e le infiltrazioni nella politica e negli appalti, alla presenza del presidente della Commissione parlamentare antimafia Giuseppe Pisanu, toccherà a Formigoni trarre le conseguenze di questo bilancio fallimentare.
    Il modello lombardo della destra di governo è mortificante sia in termini di valori civili che di servizi resi ai cittadini.

    GAD Lerner, Il modello Formigoni : ISintellettualistoria2


    “Le mani sulla sanità lombarda grazie al direttore Asl di Pavia” – Repubblica.it

    Le mani della ‘ndrangheta sulla Sanità Lombarda non sono un luogo comune dopo quest’indagine coordinata dai procuratori Boccassini e Pignatone: “Uno degli uomini più influenti della sanità lombarda” era parte integrante della ‘ndrangheta trapiantata al nord. Il suo nome è Carlo Chiriaco, classe 1950, di Reggio Calabria. Qualche problema con la giustizia l’ha avuto e alla vigilia di Natale dell’anno scorso, senza sapere di avere il telefono sotto controllo, racconta: “Il primo processo l’ho avuto a 19 anni per tentato omicidio… comunque la legge è incredibile… quando tu fai una cosa puoi star certo che ti assolvono, se non la commetti rischi di essere condannato. Quella roba lì è vero che gli abbiamo sparato (bestemmia) È vero che gli abbiamo sparato non per ammazzarlo, però è anche vero che l’abbiamo mandato all’ospedale. Sono stato assolto per non aver commesso il fatto. Dopodiché io sono un angioletto… Io sono veramente un miracolato, sono stato in mezzo a tanti di quei casini”.

    Non si stupirà, dunque, di essere anche lui tra i destinatari di un ordine d’arresto per associazione di stampo mafioso, in questa retata scattata nella notte

    “Le mani sulla sanità lombarda grazie al direttore Asl di Pavia” – Repubblica.it.


    Bilancio di missione – Il Pensiero Scientifico Editore

    Bilancio di missione
    Anno: 2010
    Autore/Curatore: Marco Biocca
    Pagine: 300
    978-88-490-0316-1
    € 28,00
    Render conto del perseguimento degli obiettivi di salute assegnati alle Aziende sanitarie, andando oltre la “semplice” contabilità dei risultati finanziari, è l’esigenza cui si propone di rispondere uno strumento come il Bilancio di missione. Il libro raccoglie le esperienze e le riflessioni dei dirigenti e operatori che hanno avviato la sperimentazione dei Bilanci di missione in Emilia-Romagna tra il 2004 e il 2008, insieme ai commenti dei destinatari e utilizzatori nelle Aziende sanitarie. Un testo che si rivolge, quindi, non solo a coloro che producono (o vorrebbero produrre) questo genere di strumenti, ma anche a coloro che li ricevono (o li dovrebbero ricevere) e li utilizzano, come amministratori, componenti di associazioni sociali e politiche, dirigenti sanitari; uno strumento importante anche per docenti e studenti nel campo della programmazione e della gestione delle politiche, soprattutto di quelle sanitarie, e della comunicazione istituzionale.


    ASL MILANODUE: Organigramma e Funzionigramma

    ASL MILANODUE:


    ASL MilanoDue, Piano di organizzazione aziendale, approvato con Deliberazione n. 70 del 3/3/2010

    • ASL MilanoDue, Piano di organizzazione aziendale, approvato con Deliberazione n. 70 del 3/3/2010

    Vai a: POA ASL MI 2


    A.S.L. COMO


    I livelli essenziali delle prestazioni sociali alla luce della recente giurisprudenza costituzionale e dell’evoluzione interpretativa, di Guiglia Giovanni Editore: Cedam

    I livelli essenziali delle prestazioni sociali alla luce della recente giurisprudenza costituzionale e dell'evoluzione interpretativa

    I livelli essenziali delle prestazioni sociali alla luce della recente giurisprudenza costituzionale e dell’evoluzione interpretativa

    Editore: Cedam
    Anno: 2007
    Pagine: IV-140
    Prezzo: € 13,00 IVA Assolta dall’editore

    DA: Libri – I livelli essenziali delle prestazioni sociali alla luce della recente giurisprudenza costituzionale e dell’evoluzione interpretativa di Guiglia Giovanni. Editore Cedam.