Le Fondazioni di Comunità in Italia: uno sguardo d’insieme, di Lorenzo Bandera, in secondowelfare.it

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la FONDAZIONE I BAMBINI DELLE FATE per de DISABILITA’ INFANTILI, Castelfranco Veneto (TV)

La disabilità infantile è una delle prigioni più terribili in cui ci si possa trovare.

Per aiutare davvero, qualche sporadica donazione non basta. Siamo una fondazione senza scopo di lucro, con finalità sociali ed umanitarie, a sostegno delle disabilità infantili. Il nostro obiettivo è una nuova libertà, garantita nel tempo.

La nostra gestione è imprenditoriale e la nostra visione è a medio e lungo termine; con un sistema organizzativo consolidato, colleghiamo direttamente le risorse della tua impresa al mondo del sociale garantendo e tutelando i tuoi investimenti; ecco ci siamo:

Presidente: Franco Antonello

Vice Presidente: Ruggero Grigatti

Amministrazione: Ugolina Vial

Grafica / Marketing: Genny Meneghello – Giulio Brignani

Programmi delle “Fate”
Da SETTEMBRE 2006 la Fondazione ha attivato importanti segnali per un aiuto immediato con alcuni progetti a cui le Aziende possono partecipare in pool coordinato dalla Fondazione o finanziando un intero progetto. Ecco le più significative tra le Associazioni finanziate ed i loro progetti

Associazione “Angsa Veneto” Onlus – Vicenza

Progetto di integrazione sociale ed attività ludico – sportive coordinate e realizzate con Centri Sportivi specializzati, sia presso le diverse strutture locali, sia con la programmazione di uscite esterne.Costo annuo € 89.700,00. Fondi erogati al 31/12/2010: € 108.648,00


Cooperativa Sociale Agorà – Trebaseleghe

Progetto diurno e residenziale per bambini autistici,diversamente abili. Un’ottica residenziale e funzionale allo apprendimento e svolgimento di alcuni lavori, miranti a migliorare le abilità dei partecipanti, con il costante ausilio di operatori specializzati. Costo annuo € 170.556,00.



Progetto “Autonomia: Cosa Fare “

Associazione “Autismo Padova”
Progetto per l’attivazione di percorsi personalizzati di Autonomia per ragazzi adolescenti ed adulti con DGS, disegnati in spazi naturali di crescita di queste persone e supportati da educatori specificamente formati. Costo annuo € 111.000,00.

Progetto “Terapia ed integrazione sociale “

Associazione “Amici del Centro Vittorio di Capua” Milano
Progetto sviluppatosi all’interno dell’Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano, il Centro è specializzato nell’erogazione di prestazioni riabilitative utilizzando il cavallo (RE) a soggetti in età evolutiva affetti da disabilità motorie o psichiche. Costo annuo € 141.000,00. 

Associazione “FARCELA” Castelfranco Veneto

L’attività di FARCELA si svolge in due blocchi di iniziative: a) laboratori rivolti ai ragazzi delle famiglie iscritte e non; b) attività rivolte alle famiglie (genitori, fratelli, ambiente sociale ….) L’Associazione funge da riferimento per un territorio molto ampio e si avvale della collaborazione di numerose Associazioni locali.


Associazione “ViViAutismo” Padova

L’Associazione ViViAutismo di Padova si pone l’obiettivo di far nascere il primo Centro Multisistemico per la cura dell’Autismo nel Veneto. L’ambizioso progetto ha trovato l’appoggio dell’Unione Industriali di Padova e di numerose Associazioni Imprenditoriali del territorio.


Università degli Studi di Padova

Presso il Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova, Laboratorio Diagnosi e Studio Malattie Rare, (Centro per la ricerca e l’innovazione della diagnostica e caratterizzazione geneticoo-molecolare delle malattie rare dell’età evolutiva) si svilupperà questo importante progetto che prevede investimenti in strumentazioni e ricerca per un 


Ospedali Civili di Vicenza

Presso l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda ULSS n° 6 di Vicenza verrà effettuata una intercettazione precoce di soggetti con autismo e con gravi disturbi della comunicazione. Sono 3.500 i bambini iscritti alla ULSS n°6 di Vicenza che saranno sottoposti a visite non invasive allo scopo di stanare la malattia, Le Associazioni della Provincia, in collaborazione con la Neuropsichiatria e 40 Pediatri coordineranno l’intervento per un totalepreventivato di spesa pari a 120.000,00 euro il primo anno.


Spedali Civili di Brescia

All’interno della U.O. di Neuropsichiatria Infantile dell’Infanzia e dell’Adolescenza, sono seguiti circa 130 bambini affetti da Autismo, Autismo Atipico, Autismo ad alto funzionamento e Sindrome di Asperger. Destinatari di questo progetto sono circa 30 bambini nella fascia di 2-6 anni per un intervento precoce ed intensivo, e circa 25 bambini con autismo ad alto funzionamento.

vai al sito della FONDAZIONE I BAMBINI DELLE FATE

Fondazione I Bambini delle Fate
Piazza della Serenissima, 20
31033 Castelfranco Veneto (TV)
Telefono 0423.425499
Telefax 0423.425498
E-mail: info@ibambinidellefate.it


FONDAZIONE PROVINCIALE DELLA COMUNITA’ COMASCA

STATUTO della Fondazione Comasca.


Fondazione Socialità e Ricerche

la Fondazione Socialità e Ricerche Onlus ha dato avvio ad una serie di Newsletter informative mensili per offrire spazio a riflessioni e confronti sull’aiuto ai soggetti più fragili.

La Fondazione ha lo scopo di promuovere studi e ricerche, connessi in particolare con la vita della persona che invecchia, su problematiche sanitarie, psicologiche, etiche, economiche, filosofiche e sociali.
Attualmente, la Fondazione sta curando la ricerca “Spesa per anziani e crescita economica”, che vuole affrontare il tema, non ancora oggetto di attenzione nel nostro Paese, dell’impatto della spesa per l’assistenza agli anziani sul reddito e sull’occupazione.
Nelle Newsletter troverà informazioni sulle attività della Fondazione, nonché sulle attività recenti svolte da altre istituzioni. Sono inoltre pubblicati lavori e riflessioni dei maggiori esperti del settore.


FONDAZIONI, scheda didattica


La fondazione è regolata dagli articoli che vanno dal 12 al 35 del Codice civile. A differenza dell’associazione -che ha carattere personalistico – l’elemento base della fondazione è il patrimonio.

La fondazione di solito è costituita con un atto unilatera­le (un testamento o una donazione) attraverso il quale un patrimonio è devoluto al raggiungimento di un determi­nato scopo (di solito di pubblica utilità).

La fondazione gode sempre di personalità giuridica. Il riconoscimento avviene con decreto del presidente della Repubblica o del presidente della Regione (se l’ambito d’azione è quel­lo regionale). La fondazione non è una struttura demo­cratica e gli organi (gli amministratori e il collegio dei revisori) sono deputati solo all’amministrazione del pa­trimonio. Per la rilevanza dell’elemento patrimoniale, i controlli dell’autorità pubblica sono molto stringenti.

Le fondazioni pos­sono svolgere direttamente attività volte a perseguire i fini statutari, oppure possono occuparsi esclusivamente della gestione del patrimonio, finanziando altri soggetti che svolgono attività ritenute meritevoli dagli ammini­stratori.

Merita un approfondimento una diversa fattispecie di fondazione, regolata con il decreto legislativo n. 153 del 1998, la fondazione bancaria.

La legge Amato del 1993 prevede che le fondazioni ban­carie non abbiano più partecipazioni di maggioranza nelle casse di risparmio, per evitare che la maggior par­te del patrimonio risulti ad esse vincolato e per far sì che la loro attenzione si fecalizzi sul raggiungimento di sco­pi di utilità sociale.

Con una recente modifica del loro statuto, in base al dlgs 153/98, le fondazioni bancarie devono per legge devol­vere una percentuale dei proventi del loro patrimonio in attività o progetti di rilevanza sociale. Il decreto indivi­dua sei settori rilevanti, nei quali la fondazione può sce­gliere di impiegare il proprio patrimonio: assistenza e sanità; ricerca scientifica; attività culturali; arte; am­biente; istruzione. Essa può decidere di erogare denaro ad organizzazioni non profit che operano nei sei settori individuati, oppure può decidere di svolgere direttamen­te attività d’impresa nei suddetti settori, un’attività stru­mentale al raggiungimento dello scopo di utilità sociale.


Fabio Ferrucci, Capitale sociale e partnership tra pubblico, privato e terzo settore. Vol. II Il caso delle fondazioni di comunità

Capitale sociale e partnership tra pubblico, privato e terzo settore. Vol. II Il caso delle fondazioni di comunità
Autori e curatori: Fabio Ferrucci
Collana: Sociologia, cambiamento e politica sociale – Ricerche
Argomenti: Politiche e servizi sociali
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 272,     1a edizione  2010  (Cod.1534.2.24)
Capitale sociale e partnership tra pubblico, privato e terzo settore. Vol. II Il caso delle fondazioni di comunità
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 30,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856834833
Tipologia: E-book
Prezzo: € 24,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856842203
Formato: PDF per Digital Editions
Dimensione: 1121 KB
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In breve I risultati di una ricerca che aveva come obiettivo quello di verificare se e a quali condizioni le partnership tra soggetti pubblici, privati e di terzo settore sono in grado di generare capitale sociale. In particolare, sono analizzate alcune partnership che hanno visto coinvolte, a vario titolo, le fondazioni comunitarie della Lombardia.
Presentazione
del volume:
Le fondazioni di comunità sono una novità nel panorama delle forme organizzative del terzo settore italiano. Nate da un progetto avviato nella seconda metà degli anni ’90 in Lombardia, con la finalità di promuovere la cultura del dono, esse si stanno diffondendo anche in altre regioni. La loro peculiarità consiste nel coniugare la creazione di vari tipi di fondi (patrimoniali e non) con erogazioni finalizzate a sostenere l’azione del terzo settore, a livello locale, in una pluralità di ambiti. E stanno già concorrendo allo sviluppo di una forte società civile basata sui principi della solidarietà e della sussidiarietà. Quale ruolo potrebbero però svolgere le fondazioni di comunità nella transizione a più innovative configurazioni di welfare?
Il volume, dopo un ampio inquadramento teorico del fenomeno, presenta i risultati di una ricerca esplorativa volta a verificare se e a quali condizioni le partnership tra soggetti pubblici, privati e di terzo settore generano capitale sociale. Sono in particolare analizzate alcune partnership che hanno visto coinvolte, a vario titolo, le fondazioni di comunità lombarde. L’indagine, effettuata con una metodologia qualitativa, mette in luce le dinamiche soggettive e strutturali che condizionano le interazioni da cui dipendono la generazione e la valorizzazione del capitale sociale nelle sue forme bonding e bridging.
I risultati mostrano come né la creazione di un network formalizzato di collaborazione fra partner né l’efficacia e/o l’efficienza dimostrata dalle partnership nel conseguire i propri obiettivi comporti di per sé l’emergere del capitale sociale. I processi che lo generano necessitano di una specifica intenzionalità dei partner orientata a valorizzarne le relazioni reciproche.
Oltre che agli studiosi, il testo è rivolto a quanti operano nelle fondazioni di comunità e nell’ambito delle partnership sociali.

Fabio Ferrucci insegna Sociologia dei processi culturali presso l’Università del Molise. Ha partecipato a diverse ricerche nazionali sulle culture del terzo settore e sul capitale sociale, occupandosi principalmente del ruolo delle fondazioni. Tra i suoi saggi più recenti sull’argomentoLe fondazioni comunitarie in Italia (2006) e La promozione del welfare societario a livello locale: il ruolo delle fondazioni comunitarie (2008).

Indice
Introduzione
Welfare societario e nuove forme di solidarietà: scenari e attori dell’incerta transizione
(Gestire le differenze: nuove sfide e vecchi modelli di welfare; Forme plurali della solidarietà: la prospettiva del welfare societario; “Sono forse io il custode di mio fratello?”. Il welfare societario in cerca di attori; Ripartire dalla comunità nell’epoca della modernizzazione riflessiva?; Terzo settore e welfare societario in Italia; Dall’homo civicus all’homo reciprocus; Lo scenario attuale e l’ipotesi di fondo della ricerca)
Le fondazioni di comunità: nuovi attori del welfare locale
(La diffusione delle fondazioni di comunità in Italia; Mission, funzioni e pratiche operative delle fondazioni di comunità; Quale ruolo per le fondazioni di comunità?; Fondazioni di comunità e capitale sociale; Le fondazioni di comunità come intermediari fiduciari; “Attrattori strani”. Fondazioni di comunità e cultura del dono)
Partnership e capitale sociale: i concetti e il disegno della ricerca
(Le ipotesi guida della ricerca; La partnership: da espediente retorico a oggetto di studio; Tra network e organizzazione: come definire una partnership?; La partnership come soggetto generativo di capitale sociale; La metodologia della ricerca e i suoi limiti)
Una partnership sociale “incompiuta”: la Sovvenzione Globale CRES
(Presentazione del caso; La genesi della partnership sociale CRES e la sua fase iniziale; La fase di sviluppo della partnership sociale; Un bilancio della partnership sociale CRES; Un’ipotesi interpretativa)
La partnership sociale Intessere: dal “walking together” al “working together”
(Presentazione del caso; La genesi della partnership e la sua fase iniziale; L’implementazione della PS Intessere e la generazione di capitale sociale; La fase attuale e l’impatto della PS sulla comunità locale; Un’ipotesi interpretativa)
Conclusioni. Nuove prospettive di azione per le fondazioni di comunità: tra cultura del dono e cultura associazionale
Appendice
Bibliografia di riferimento

da: Capitale sociale e partnership tra pubblico, privato e terzo settore. Vol. II Il caso delle fondazioni di comunità.


I nuovi media e il Web 2.0. Cittadinanza: Fiorella De Cindio parla di cittadinanza digitale nella realtà veneta, in UniBicocca

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Elisa Bortoluzzi Dubach , Lavorare con le fondazioni. Guida operativa

Lavorare con le fondazioni. Guida operativa Autori e curatori: Elisa Bortoluzzi Dubach Collana: Manuali Argomenti: Management pubblico, no profit Livello: Testi per professional Dati: pp. 304,   1a ristampa 2010,    1a edizione  2009  (Cod.1060.162)
Lavorare con le fondazioni. Guida operativa
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 29,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788846496003

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In breve Per la prima volta un manuale che si rivolge al variegato pubblico degli operatori attivi in ambito sociale e culturale interessati ai finanziamenti e alla collaborazione con le fondazioni erogatrici. Cosa sono le fondazioni erogatrici, come lavorano, quali condizioni rispettare per ottenere un finanziamento: il mondo delle fondazioni esplorato anche attraverso una panoramica dei principali attori in Italia, Germania, Svizzera, Austria e Liechtenstein.

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Presentazione
del volume:
Per la prima volta un manuale si rivolge all’ampio e variegato pubblico degli operatori attivi in ambito sociale e culturale interessati ai finanziamenti e alla collaborazione con le fondazioni erogatrici.
Si tratta di un libro fortemente orientato alla prassi, che introduce i lettori al mondo delle fondazioni attraverso capitoli articolati in modo sistematico.
I lettori apprendono passo dopo passo che cosa sono le fondazioni erogatrici, come lavorano, quali sono le condizioni da osservare se si desidera ottenere e mantenere nel tempo la loro collaborazione nel sostenere un progetto, finanziandolo o diventandone partner.
Ogni capitolo si chiude con tabelle riassuntive, numerose check-list ed esempi che presentano il tema in modo efficace e consentono un’immediata applicazione delle nozioni teoriche nell’operatività del lavoro.
Una panoramica di alcuni dei principali attori di questo mondo in Italia, Germania, Svizzera, Austria e Liechtenstein, e un ampio indirizzario di fonti di informazione, ne fanno un manuale di immediata consultazione per tutti coloro che hanno interesse a questa specifica tematica.
L’autrice, consulente di sponsoring e comunicazione, collabora da anni con fondazioni e responsabili di progetti culturali, e conosce il mondo delle fondazioni sia dal punto di vista di chi è alla ricerca di fondi, sia di chi li assegna.

Elisa Bortoluzzi Dubach, dottore in lingue e letterature straniere ed in relazioni pubbliche, consulente diplomato federale di relazioni pubbliche, consulente di comunicazione e sponsoring, risiede a Zugo (Svizzera) ed è iscritta all’Albo professionale svizzero delle Relazioni Pubbliche. È co-autrice della fortunatissima guida Sponsoring – Der Leitfaden für die Praxis (ormai giunta alla quarta edizione, 2007, Berna), e di numerosi contributi specialistici apparsi su quotidiani, riviste e manuali. È docente presso varie università e istituti di studi superiori in Svizzera, Germania e Italia. Indice:
Premessa
Introduzione
Definizione del problema
L’analisi della situazione
(Analisi della propria istituzione; Analisi del progetto; Analisi dei punti di forza e di debolezza; Analisi dell’ambiente; Analisi dei concorrenti; Analisi delle opportunità e dei rischi; Conclusioni)
Quali fondazioni fanno al caso nostro?
(Criteri per l’elargizione di contributi da parte delle fondazioni; Come condurre la ricerca della fondazione appropriata)
Uno sguardo d’insieme sul panorama delle fondazioni in Italia
(Il panorama delle fondazioni in Italia; Tipologie di fondazioni erogative; Alcune delle fondazioni protagoniste sulla scena italiana; Centri di cultura e ricerca sull’attività delle fondazioni; Pubblicazioni)
Come le fondazioni esprimono la propria filosofia
(Che cos’è una fondazione erogativa?; Quando si costituiscono le fondazioni erogative)
La richiesta di finanziamento, ovvero: che cosa potete offrire a una fondazione erogativa
(L’arte di scrivere richieste valide; Raccomandazioni per la stesura di una richiesta; La lettera di accompagnamento; Struttura della richiesta; Esempi)
Le trattative con la fondazione erogativa selezionata
(Come predisporre al meglio la fondazione erogativa all’invio della richiesta; Il contatto scritto; L’esame della vostra richiesta; Se la fondazione non mostra interesse; Se la fondazione mostra interesse; Come decidono le fondazioni erogative)
La realizzazione del vostro progetto
(La comunicazione in fase di realizzazione del progetto; Realizzare progetti, costruire la fiducia; Che cosa potete aspettarvi dalle fondazioni erogative)
Richiedenti, fondazioni e diritto
(I fondamenti giuridici in materia di fondazioni; Aspetti fiscali; L’importanza degli accordi contrattuali; Problemi giuridici frequenti nell’interazione con le fondazioni; Quali opportunità per le fondazioni e per i richiedenti?)
La collaborazione con consulenti esterni
(Fare da sé o interpellare un consulente?; Che cosa possono fare per voi i consulenti; Come individuare l’agenzia giusta; Criticità e potenzialità nella collaborazione con i consulenti)
Il controllo dei risultati
(Perché il controllo dei risultati?; Le principali procedure di valutazione; Perché i controlli dei risultati sono particolarmente importanti per le fondazioni erogative; Relazione di fine progetto e valutazione)
Appendici
Fondazioni erogative in Svizzera, Germania, Austria e Liechtenstein
(Il panorama delle fondazioni in Svizzera; Il panorama delle fondazioni in Germania; Il panorama delle fondazioni in Austria; Il panorama delle fondazioni in Liechtenstein)
Indirizzario
(Associazioni di categoria; Formazione e specializzazione; Centri di documentazione e di ricerca; Agenzie di consulenza; Altre istituzioni; Siti Internet)
Bibliografia
Riviste specialistiche.


CODICE DEGLI ENTI NON PROFIT. ENTI NON COMMERCIALI, TERZO SETTORE, ONLUS, VOLONTARIATO, IMPRESA SOCIALE, di Gregorio Pietro D’Amato, Halley Editrice srl

CODICE DEGLI ENTI NON PROFIT. ENTI NON COMMERCIALI, TERZO SETTORE, ONLUS, VOLONTARIATO, IMPRESA SOCIALE
Autore: Gregorio Pietro D’Amato
Editore: Halley Editrice srl
Collana: Enti Locali
Pagine: 3264
Formato: 17 x 24 cm
Anno: giugno 2008
Codice ISBN: 978-88-7589-262-3
Prezzo (di copertina): 49,00 Euro

PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lenonprofit.htm

Il volume raccoglie la normativa sino ad ora emanata riguardante il c.d. Settore del non profit in senso generale; tale mondo rappresenta ancora un coacervo di norme soprattutto di natura tributaria rispetto ad una organica normativa generale di individuazione dell’Ente e conseguentemente dell’applicazione specifica tributaria per la sua tipologia: infatti, ancora oggi, è soprattutto la norma tributaria che denota la tipologia e qualificazione di un Ente rispetto ad un altro. Il testo è corredato da annotazioni di rimando ad altra normativa correlata, alla giurisprudenza e alla prassi amministrativa, soprattutto tributaria, distinguendo per singola norma le varie categorie di Enti.

Il piano dell’opera è così strutturato:
- introduzione di carattere generale (Costituzione e riconoscimento delle persone giuridiche);
- tipologie di Enti non profit (enti ecclesiastici, organizzazioni non governative, associazioni di volontariato, cooperative sociali, associazioni sportive dilettantistiche, fondo antiusura, fondazioni musicali, organizzazioni non lucrative di utilità sociale, associazioni di promozione sociale, corpo nazionale soccorso alpino e speleologico, istituti di patronato e di assistenza sociale, trust, imprese sociali, fondazioni universitarie, ecc.): norme ad essi applicabili e direttamente connesse, specifica disciplina tributaria, giurisprudenza, circolari ministeriali;
- la disciplina del lavoro e la disciplina tributaria generale per gli Enti non profit e le agevolazioni previste;
- i settori d’intervento degli Enti non profit (adozione e affidamento, agriturismo, ambiente, beni culturali e istituzioni, cooperazione e sviluppo, disabilità fisiche e mentali, immigrazione, infanzia e adolescenti, obiezioni di coscienza, pari opportunità, protezione animali, protezione civile, sanità, servizio sociale, tossicodipendenza, usura, ecc.);
- tipologie di bilancio per gli Enti del terzo settore e raccomandazioni emanate dal Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti.

GREGORIO PIETRO D’AMATO, Dottore Commercialista, Revisore Contabile. Cultore c/o cattedra Istituzione di Diritto Pubblico, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Salerno. Abilitato all’insegnamento nelle scuole superiori nelle discipline di Diritto ed Economia. Relatore in convegni in materia di ONLUS e Trust. Conciliatore Professionista per le controversie societarie di cui al D.Lgs. n. 5/2003 con Ente di Conciliazione riconosciuto dal Ministero della Giustizia e svolge in qualità Docente-Formatore corsi per Conciliatori Professionisti per conto di Ente di Formazione per Conciliatori accreditato e riconosciuto dal Ministero della Giustizia. Ha ricoperto incarichi di revisore in Enti Locali e ricopre il compito di Sindaco Revisore Contabile in società di capitali. Svolge, altresì attività di consulenza fiscale e societaria, due diligence, e consulenza per gli Enti Non Profit, contenzioso tributario e penale-tributario, per concordati preventivi fallimentari e accordi di ristruttura
zione per l’ammissione al concordato preventivo.

TARGET
Enti Locali (Servizi sociali), Province, Regioni, Professionisti (dottori commercialisti, ragionieri, avvocati, notai). Operatori del settore, associazioni e fondazione del non profit. Prefetture, Agenzie delle Entrate, Direzioni regionali, Comandi Guardia di Finanza, Agenzia per le Onlus. Studenti e docenti universitari.

PER APPROFONDIMENTI O PER ACQUISTARLO: http://www.archimagazine.com/bookshop/lenonprofit.htm

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IL CAPITALE UMANO DEL TERZO SETTORE, Maggioli editore


IL CAPITALE UMANO DEL TERZO SETTORE


IL CAPITALE UMANO DEL TERZO SETTORE

Questo volume colma la distanza tra il terzo settore e la psicologia del lavoro e delle organizzazioni, illustrando prima gli aspetti specifici che caratterizzano il suddetto settore in materia di gestione delle risorse umane e formazione, poi approfondendo i seguenti aspetti cruciali:
a) la relazione tra la cultura organizzativa e il capitale umano del terzo settore,
b) la formazione e la gestione delle risorse umane dei dirigenti,
c) lo “stato di salute lavorativa” del non profit secondo i criteri del benessere organizzativo, del burnout e della percezione di precarietà di vita.

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Esperienze di buone prassi operative: la raccolta fondi (fund raising) come atto di donazione verso la comunità, 11 dicembre 2009, Sala convegni fondazione S. Maria della Neve Via Romanino 18 Pisogne (Brescia)

 

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Rapporto sulla Sussidiarietà | Fondazione per la Sussidiarietà

Il Rapporto sulla sussidiarietà è un’indagine condotta annualmente su un aspetto della vita sociale, economica, o istituzionale del Paese analizzato secondo la particolare ottica della sussidiarietà.
Il Rapporto è pubblicato nella Collana “Sussidiarietà e…” edita da Mondadori Università.

I rapporti finora pubblicati sono:
Sussidiarietà e… educazione” (2006)
Sussidiarietà e… riforme istituzionali” (2007)
Sussidiarietà e… piccole e medie imprese” (2008)

Rapporto sulla Sussidiarietà | Fondazione per la Sussidiarietà

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Fondazione Exodus, ACCENDIAMO I FUOCHI, Rapporto 2007/2008

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HELMUT K. ANHEIER, GIOVANNA ROSSI e LUCIA BOCCACIN, The Social Generative Action of the Third Sector. Comparing International Experiences.


The Social Generative Action of the Third Sector. Comparing International Experiences.

Il volume, a cura di HELMUT K. ANHEIER, GIOVANNA ROSSI e LUCIA BOCCACIN, mette in evidenza i più recenti sviluppi sociali, culturali ed istituzionali del terzo settore in Europa e negli Stati Uniti. È un testo interdisciplinare che raccoglie i contributi di studiosi appartenenti a diverse aree nell’ambito delle scienze sociali (sociologi, esperti in scienze politiche, giuristi).

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Le fondazioni di origine bancaria come formazioni sociali

Le fondazioni di origine bancaria come formazioni socialiBeniamino Caravita di Toritto (19-02-2008)La storia delle Fondazioni di origine bancaria è relativamente recente: il riconoscimento di questi nuovi soggetti, la cui nascita ed evoluzione verrà di seguito analizzata nel dettaglio, si collega ad alcuni fenomeni più ampi che hanno coinvolto il nostro ordinamento nell’ultimo ventennio del secolo scorso; e, invero, dobbiamo fare riferimento da un lato all’avvio in molti settori di importanti processi di liberalizzazione e di privatizzazione, dall’altro dobbiamo tener conto della graduale crisi – in tutta Europa, oltre che in Italia – dei modelli statalisti, incentrati sull’idea che lo Stato (unitario e nazionale, di matrice ottocentesca) fosse l’unico depositario dei poteri di comando, direzione e controllo di ogni attività di rilievo collettivo: l’incrocio di questi fenomeni ha permesso un forte (e, in alcuni casi, inaspettato) recupero della capacità di autonomia di molti soggetti che avevano vissuto in sordina, quasi nascondendosi, la fase dell’onnipotenza del soggetto Stato…

Le fondazioni di origine bancaria come formazioni sociali – autonomie funzionali – dottrina – Le fondazioni di origine bancaria come formazioni sociali

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ACRI, Le fondazioni di origine bancaria

Edizione 2008

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Luciana Quaia, Sostenere la domiciliarità: un progetto sperimentale per le famiglie che assistono un malato Alzheimer, in I Luoghi della Cura n. 1, 2005, pagg 19-25