Giovanni Del Zanna, Abitare per Essere | in Muoversi Insieme

Tutti abbiamo una casa, ci sembra normale, scontato. Nella realtà, però non è proprio così, altrimenti non parleremmo di homeless (senza casa). Per la maggior parte di noi, però, abitare in una casa è un fatto così normale che raramente ci fermiamo a considerare – anche dal punto di vista dei significati profondi – la nostra casa nella sua dimensione vitale, il significato che assume per il nostro “essere”.
Da architetto mi sento molto coinvolto dal tema della casa. Si considera, infatti che il lavoro dell’architetto sia quello di “fare” le case, anche se poi di fatto chi realizza le case, nella loro concretezza, non è di certo il progettista, ma le diverse maestranze che, secondo le specifiche competenze, mettono insieme i molti elementi che costituiscono una casa. 
Eppure il ruolo di chi pensa (progetta) questo spazio assume indubbiamente un
 ruolo fondamentale nel determinare lo spazio, la struttura, che serve da sostanza per la costruzione della casa, come luogo individuale per ciascuno di noi.

La casa non è un oggetto, un insieme di strutture, materiali e impianti. Non bastano soluzioni tecniche e funzionali a spiegare il senso della casa, il significato del luogo in cui abitiamo. Essa è importante: un bene essenziale e costoso, per molti una meta lontana da raggiungere con mutui e sforzi significativi. Un bene primario

vai all’intero articolo qui: Abitare per Essere | Muoversi Insieme.


come Patrick Commecy rende belli i muri delle città: da “non luogo” a “luogo”, attraverso la pittura murale

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Cohousing: i risvolti sociali, architettonici e sostenibili del fenomeno da « leanworkspace

In linea generale si tratta di comunità composte dalle 20 alle 40 unità abitative, che si sono scelte, quindi si parla di sistema elettivo; solitamente non sono comunità legate da qualche particolare ideologia (cosa differente dagli eco villaggi in cui l’ideologia green assume un ruolo predominante) né religione, mentre invece sentono l’importanza di creare una comunità più sicura dove vivere tra persone che si conoscono e poter far crescere i loro figli; la struttura non gerarchica della comunità e la gestione locale del sistema, unitamente ai benefici economici derivanti dall’uso in comune di alcuni spazi, ne fanno un organismo economicamente peculiare e a volte capace di mantenersi in modo autonomo, con una gestione attenta che garantisce agli abitanti una sicurezza anche in questo campo.

per l’interra scheda vai a: Cohousing: i risvolti sociali, architettonici e sostenibili del fenomeno « leanworkspace.


Riscoprire il buon vicinato con l’idea del co-housing, www.cohousingsolidaria.org – Cronaca – La Nuova Ferrara

 

Come è spiegato nel sito dell’associazione, www.cohousingsolidaria.org, il progetto riguarda «14 alloggi immersi in un parco di circa un ettaro, attraverso il recupero delle strutture esistenti». Tra gli “optional” a cui si può accedere ci sono: «alta efficienza energetica ed elevata sostenibilità, spazi condivisi, orti e giardini in comune, ritrovi, feste, eventi culturali e una pista ciclabile per raggiungere la città lasciando a casa l’automobile». Accanto agli appartamenti sono previsti «spazi comuni che potrebbero diventare una sala e biblioteca, ciclofficina, laboratorio, stanza morbida per bambini, orto comune, area giochi o quanto altro decideranno i cohousers che vi abiteranno», precisa un comunicato dell’associazione.

Il progetto preliminare, già presentato all’amministrazione comunale, prevede «la realizzazione di uno dei primi cohousing in Italia, costituito da 15 unità immobiliari ricavate da una vecchia corte colonica, fienile e forno con circa 7.000 mq di verde».

…. da Riscoprire il buon vicinato con l’idea del co-housing – Cronaca – La Nuova Ferrara.


Domotica e sicurezza ambientale| di Giovanni Del Zanna in Muoversi Insieme

Domotica e sicurezza ambientale.

Di Domotica abbiamo già parlato più volte. Pensiamo che sia utile tenere viva l’attenzione su questo argomento almeno per due motivi: si tratta di una tecnologia in forte sviluppo, di cui sentiamo parlare, ma non sempre riusciamo a capirne l’utilità  (anche perché molte volte non viene spiegata). In secondo luogo la Domotica, come la tecnologia in genere, offre molte possibilità e soluzioni per l’autonomia, (ovvero per il vivere in modo più comodo, sicuro, con maggiore qualità della vita) ma per utilizzarle al meglio è importante conoscere, sperimentare e iniziare ad utilizzare queste soluzioni.  >>

Domotica e sicurezza ambientale. | Muoversi Insieme.


Mantenere la Casa in perfetta funzione | di Giovanni Del Zanna in Muoversi Insieme

La casa è luogo dell’intimità e degli affetti, ambiente in cui ci possiamo “spogliare” delle nostre difese, dei nostri ruoli sociali per ritrovarsi protetti e a proprio agio. Uno spazio “nostro” in cui sentirsi “padroni” (diciamo infatti che ciascuno è padrone a casa sua), da curare secondo le nostre esigenze e i nostri gusti
La casa vera, quella che rispecchia il nostro essere, non è un “oggetto bello” da mostrare agli ospiti per far figura, ma lo “spazio” nel quale vivere in modo comodo e gradevole.

Nella casa raccogliamo gli oggetti e i ricordi della nostra vita che pian piano si stratificano e sedimentano il nostro vissuto, ricordi del tempo che passa, della storia familiare. Allo stesso tempo 
la “casa” evolve e si adatta alle nuove esigenze; viene modificata per voglia di cambiamento o per necessari rinnovamenti “epocali”. 

 

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segue qui:  Mantenere la Casa in perfetta funzione | Muoversi Insieme.


Luciana Quaia, Psicologia della casa | pubblicato in Muoversi Insieme di Stannah, 2011

Ci troviamo spesso, su queste pagine, a trattare argomenti che riguardano sicurezza e tecnologia della casa , con proposte utili a raggiungere comfort e accessibilità anche quando le forze del corpo fisico si allentano. Questo per garantire ad ogni persona il diritto ad abitare il proprio spazio vitale nonostante gli impedimenti che sovente, con dolore, impongono il trasferimento in una struttura assistita.

In questo articolo si cercherà di approfondire il significato simbolico e psicologico che la casa riveste per l’essere umano, al di là del suo aspetto meramente materiale. La dimora, infatti, oltre a costituire riparo e protezione dalle avversità del mondo esterno, rappresenta dal punto di vista psicologico il nostro primo universo e spazio privilegiato per la nostra individuazione

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leggi tutto l’articolo qui:


Storie di “domotica felice”, una realtà per Milano e provincia! – di Giovanni Del Zanna in Blog di Stannah | Muoversi Insieme


La casa era silenzio e il mondo era calma, di Stevens Wallace, letta da Domenico Pelini

—>La casa era silenzio e il mondo era calma Lettura di Domenico Pelini<—

LA CASA ERA SILENZIO, di Stevens Wallace

La casa era silenzio e il mondo era calma
Il lettore divenne il libro; e la notte estiva

Era il sentire del libro
La casa era silenzio e il mondo era calma

Le parole furono dette come se il libro non ci fosse
Se non che il lettore era chino sulla pagina,

Voleva stare chino, voleva molto tanto essere
Lo studioso a cui il suo libro dice il vero, a cui

La notte estiva è come una perfezione del pensiero.
La casa era silenzio perchè così doveva essere.

Il silenzio era parte del senso, parte della mente:
Il passaggio che conduce la perfezione alla pagina.

E il mondo era calmo. La verità in un mondo calmo.
In cui non c’è altro senso,essa stessa

E’ calma, essa stessa è estate e notte, essa stessa
E’ il lettore che a tarda ora chino legge.


Giovanni Del Zanna, Casa dolce casa… a misura di anziano | Muoversi Insieme

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La casa è infatti il contenitore in cui la famiglia organizza la sua vita. E’ il luogo protetto in costante dialogo con l’ambiente esterno. Al suo interno, le persone e le famiglie consolidano la propria storia. Ed è per questo che “perdere la casa” (magari anche in seguito a un trasloco) diventa sinonimo di straniamento personale e sociale. Privati del proprio ambiente domestico abituale, ci si sente senza punti di riferimento.
Considerazioni del genere ci inducono a pensare a “nuovi stili di vita”, ossia a riprogettare gli spazi della casa attraverso unadeguamento graduale che tenga conto dell’evolversi dell’età prima di esserne costretti dagli eventi.

intero articolo qui: Casa dolce casa… a misura di anziano | Muoversi Insieme.


Marche, le imprese della regione pensano e studiano un domani migliore per una popolazione longeva, con un’età media altissima, le cui prospettive di vita impongono un’organizzazione quasi manageriale della vecchiaia. | Italia Futura Marche | ItaliaFutura.it

Quadruplica in Italia il numero di imprese che ha investito in ricerca e nel settore delle nanotecnologie. Le Marche, non sono da meno.

In particolare le imprese della regione pensano e studiano un domani migliore per una popolazione longeva, con un’età media altissima, le cui prospettive di vita impongono un’organizzazione quasi manageriale della vecchiaia. Un sistema sanitario che funzioni, un sistema assistenziale pronto alle loro esigenze, un habitat adeguato e rispondente alle difficoltà legate all’età.

Le imprese non pensano dunque solamente a portare nei negozi prodotti innovativi come gli occhiali con le lenti che cambiano colore a seconda dell’intensità della luce, il cemento che abbatte gli inquinanti o tessuti hi-tech più resistenti e adatti a temperature estreme, oltre a farmaci sempre più mirati, ma anche ad accelerare le conoscenze in campi inesplorati. Per farlo servono uomini e mezzi. Da qui la possibilità per le piccole e medie imprese che operano nel campo industriale e dell’artigianato di usufruire di un finanziamento a fondo perduto del 35% e il 10% in conto interessi sul totale dell’investimento da effettuare.

l’intero articolo qui:  Marche, la casa del futuro | Italia Futura Marche | ItaliaFutura.it.


Nuove forme dell’abitare: tra co-housing e comunità di vita – nella sede di Ariele, Via Montepulciano 11, Milano, Martedì 24 maggio 11 dalle 18,30 alle 20,30

Il  secondo incontro del ciclo dedicato alle nuove forme del sociale si terrà nella sede di Ariele, Via Montepulciano 11, Milano,

Martedì 24 maggio 11 dalle 18,30 alle 20,30,

e avrà come oggetto il co-housing e i progetti di vita comunitari. Di seguito un breve cenno al programma della serata:

NUOVE FORME DELL’ABITARE: TRA CO-HOUSING E COMUNITA’ di  VITA

Il co-housing non è solo condivisione di spazi ma anche e soprattutto condivisione di valori e nuove forme di reciprocità sociale fondate su uno spirito comunitario. Le “comunità di vita” presenti in numero sempre maggiore sul territorio sono esperienze sociali complesse che superano le tradizionali barriere del vivere quotidiano – per esempio, la netta divisione tra lavoro, tempo libero e famiglia – e diventano piattaforme progettuali per nuove forme di legame sociale.

All’incontro, coordinato da Paolo Romagnoli, partecipano Gianni Ghidini, della Fondazione ICARE a cui aderisce l’associazione Mondo di Comunità e Famiglia e Giordana Ferri, docente del Politecnico di Milano, che da tempo sviluppa progetti di co-housing sul territorio.

Una riflessione di Gino Pagliarani sulla polis introduce al tema dell’incontro:

Se la “patologia “ che connota il nostro secolo è quella del narcisismo, con un ripiegamento del soggetto su se stesso e una sempre minore capacità di ascolto autentico dell’altro , l’approccio psicosocioanalitico pone, con la sua modalità di ricerca intervento, uno sguardo privilegiato sulla polis, nell’intento di    ricostituire una visione etica ed estetica del vivere sociale, il sentirsi parte di un tutto, la capacità di integrare i propri bisogni con quelli degli altri, in un progetto di vita che possa essere collettivo e non solo individuale.”

La partecipazione è gratuita. I posti sono limitati: si prega di confermare la vostra presenza rispondendo a questa mail

Per ulteriori informazioni contattare ariele@psicosocioanalisi.it


STRATEGIE LOCALI DI LOTTA ALLA POVERTÀ: CITTÀ A CONFRONTO Ministero del lavoro – Cittalia



Vivere in cohousing, cosa vuol dire? L’incontro di Parma, 7 maggio 2011 | Eco-vicinato – ilCambiamento.it

Il 7 maggio scorso si è tenuto a Parma un incontro finalizzato a dare visibilità al fenomeno del cohousing e mettere a confronto le diverse realtà che si occupano di questa soluzione abitativa. Una soluzione che in Italia sta prendendo piede più velocemente che negli altri Paesi europei. Di seguito il report dell’incontro.

di Francesco Neri – 13 Maggio 2011

vai all’intero articolo qui: Vivere in cohousing, cosa vuol dire? L’incontro di Parma | Eco-vicinato – ilCambiamento.it.


Istat, Le interrelazioni del settore agricolo con l’ambiente, scheda a cura della Cgil

L’urbanizzazione eccessiva sta minacciando le risorse agricole e naturali del nostro Paese, privo di un qualsiasi sistema di monitoraggio e di controllo in grado di fornire, sulla base di un unico sistema omogeneo, gli elementi conoscitivi e valutare l’entità del fenomeno.
Si ritiene perciò necessario assicurare una conoscenza scientifica e sistematica di quanto suolo viene consumato, della sua qualità e degli usi che lo stesso suolo aveva prima di essere trasformato come propongono, tra le varie iniziative, l’Osservatorio nazionale sui consumi di suolo, a cura del Politecnico di Milano, Istituto nazionale di urbanistica (Inu) e Legambiente. L’Osservatorio ha l’obiettivo di raccogliere dati sui volumi costruiti e sulle coperture dei suoli nelle diverse province e regioni, di definire metodi ed indicatori comuni per il monitoraggio dei consumi di suolo e di pubblicare un rapporto annuale sui consumi di suolo.
Alcune iniziative dell’Ispra evidenziano un rinnovato interesse sui temi dell’urbanizzazione e del consumo di suolo agricolo. Tali iniziative, finalizzate anche alla comprensione delle cause dei processi analizzati, possono
contribuire a costituire le basi conoscitive utili all’impostazione di politiche di pianificazione del territorio più attente alla salvaguardia delle risorse naturali. Si sente tuttavia la mancanza di una legge nazionale che
preveda limiti, o almeno controlli, del consumo di suolo, sull’esempio di esperienze di altri paesi europei.
Molto è lasciato nelle mani delle amministrazioni locali, che, tranne alcune, poche, eccezioni, non sentono purtroppo il bisogno di cambiare direzione né la responsabilità delle ricadute delle loro scelte sul patrimonio collettivo dell’ambiente, del suolo e dei beni paesistici e culturali.
In tal senso una proposta di legge è stata presentata al Senato l’8 novembre 2006, con il titolo ”Principi fondamentali in materia di pianificazione del territorio” (il testo è stato elaborato e proposto dal sito Eddyburg,
che si occupa di urbanistica, società e politica): tra gli obiettivi è indicato il contenimento dell’utilizzazione del territorio non urbanizzato, sia in prevalente condizione naturale sia oggetto di attività agricola o forestale, per
realizzarvi nuovi insediamenti di tipo urbano o ampliamenti di quelli esistenti, ovvero nuovi elementi infrastrutturali, nonché attrezzature puntuali, e comunque manufatti diversi da quelli strettamente funzionali
all’esercizio dell’attività agro-silvo-pastorale. Viene affermato (articolo 7, comma 1) che “nuovi impegni di suolo a fini insediativi e infrastrutturali sono consentiti esclusivamente qualora non sussistano alternative di riuso e
riorganizzazione degli insediamenti e delle infrastrutture esistenti”. E allo stesso fine vengono dettati (articolo 7, commi 2 e seguenti) i principi fondamentali da rispettarsi nella legislazione regionale per disciplinare le
trasformazioni (fisiche e/o funzionali) ammissibili nel territorio non urbanizzato, riproponendo un modello di disciplina già sperimentato, seppure a diversi livelli di compiutezza e di rigore, in diverse regioni (Calabria, Campania, Lazio, Emilia-Romagna, Piemonte, Sardegna, Toscana, Umbria, Veneto, Provincia autonoma di Bolzano). Anche l’Osservatorio nazionale sui consumi di suolo ha redatto una proposta di legge con analoghe
finalità, sia a livello nazionale, sia per la regione Lombardia

Giovanni del Zanna, La psicologia degli oggetti | Muoversi Insieme

Possiamo parlare di psicologia degli oggetti di uso quotidiano? Tutti i giorni utilizziamo, afferriamo, tocchiamo una moltitudine di “cose” di diverso tipo e natura (utensili, ausili, dispositivi tecnologici, componenti edilizi, e così via). Certo che se parliamo agli oggetti forse qualcuno può pensare, a ragione, che non siamo molto a posto. Ma gli oggetti, in qualche modo, ci parlano, ci raccontano di loro, della loro funzione, del modo di essere utilizzati e entrano in relazione con noi.
Una dimensione particolare del rapporto uomo/ambiente è stata analizzata con attenzione da Donald Norman, noto professore californiano di psicologia e scienze cognitive, nel suo libro La caffettiera del masochista, nel quale analizza la “psicologia degli oggetti quotidiani” o, per meglio dire la “psico-patologia”, ossia l’analisi delle difficoltà di rapporto che molte volte abbiamo con gli oggetti.

l’intero articolo qui:

La psicologia degli oggetti | Muoversi Insieme.


negli ultimi anni si stanno moltiplicando in tutta Europa (e questa volta l’Italia non fa eccezione) gli esempi di Social Housing

Esempi di social housing ecologico si trovano a Londra, Berlino e anche in Italia

Questo cambio di popolazione all’interno delle case popolari o Social House, come viene chiamato il fenomeno, ha portato ad un cambio anche delle richieste e delle necessità di questi nuovi inquilini oggi più inclini a dare alla propria casa un valore diverso. Succede così che negli ultimi anni si stanno moltiplicando in tutta Europa (e questa volta l’Italia non fa eccezione) gli esempi di Social Housing Ecologico.

da: News.


Ugo Albano, CASA dolce CASA – viaggio nell’amore domestico-

L’amore vero è l’amore maturo, vale a dire quello agito ogni giorno e non solo quello astrattamente dichiarato. Amarsi non è solo un sentimento fatuo, ma una quotidiana applicazione pratica della mediazione non solo tra i due partner, ma anche tra questi ed il mondo esterno. Lo stesso “clima di coppia” è sempre più determinato dalle condizioni di vita, le quali non possono che essere economiche. Ma che c’entra l’economia con l’amore? Che c’entra il vile soldo con il sublime affetto?  A dire il vero c’è sempre centrato, anzi oggi c’entra ancor di più. Se una volta bastava sposarsi un “buon partito”, oggi, con la crisi economica che c’è, la buona coppia è invitata a “stare nei limiti”. Si tratta di uno sforzo tutt’altro che inutile, anzi esso può rappresentare una dimensione cementificante non solo della famiglia al suo interno, ma anche tra la stessa ed il mondo esterno. Tentiamo quindi questo viaggio partendo dall’amore e finendo agli stili di consumo: un viaggio non solo materiale, ma anche spirituale.

.….per leggere tutto, clicca qui.

da: Ugo Albano.


Giovanni Del Zanna, Domotica sociale, quando la casa ci tiene in palmo di mano | Muoversi Insieme

Quando si parla di domotica, non dobbiamo pensare solo alla dimensione iper-tecnologica, che piace soprattutto alle persone più benestanti, di solito amanti degli effetti speciali. Se alla parola doppia, composta dai vocaboli casa e informatica, associamo infatti l’aggettivo “sociale”, ci accorgiamo che l’uso della medesima può riguardare moltissima gente, compresigli anziani. Questi ultimi non si identificano più con la fascia di popolazione più refrattaria alle tecnologie, come poteva accadere fino a una decina di anni fa. Gli anziani di oggi, al contrario, possono essere il pubblico privilegiato della progettazione moderna della casa, spesso dotata già in partenza di dispositivi automatizzati, di uso sempre più facile e intuitivo. È del resto proprio questo l’obiettivo della domotica ad uso sociale. Ma che cosa intendiamo di preciso con questa espressione?

segue qui:


Cohousing e home sharing, nuove forme di coesione sociale

La crisi economica favorisce lo sviluppo di nuove soluzioni di condivisione abitativa e lo sviluppo di nuove e inedite forme di socialità. La formula dell’home sharing si è sviluppata fortemente negli ultimi anni negli Stati Uniti ed in particolare in New Jersey, dove si concentra il maggior numero di agenzie specializzate che aiutano gli over 60 a trovare coinquilini fidati con cui condividere le spese dell’affitto.“Le richieste aumentano in continuazione, anno dopo anno – spiega il direttore esecutivo della principale agenzia di Home sharing Renee Drell – ma il picco lo abbiamo registrato nel pieno della crisi economica”. Soltanto negli ultimi due anni negli Usa è cresciuto del 19% il numero di anziani che si rivolge a questo tipo di agenzie, soprattutto per far fronte al disagio economico ma anche per ottenere vantaggi e intrecciare nuove relazioni sociali.


Giovanni del Zanna, Vita felice nel condominio… accessibile! | Muoversi Insieme

Chi vive in condominio lo sa: la condivisione regala gioie e dolori. I momenti più drammatici, in genere, si verificano quando sono necessari lavori nella nostra proprietà che però richiedano l’approvazione degli altri condomini, per esempio nel caso dell’abbattimento delle barriere architettoniche.
Come già sottolineato altre volte, la questione “accessibilità” non riguarda solo le persone in carrozzina. Di solito, invece, quanti la ritengono unaqualità del costruito? Ci rendiamo conto che un condominio più accessibile, più fruibile, risulta piùcomodo per tutti? Percepiamo che la qualità ha unvalore e che un condominio accessibile vale di più proprio perché “ha un marcia in più”, soprattutto in caso di bisogno (provvisorio o duraturo) per noi o per un nostro familiare (magari semplicemente per un nonno che deve venire a casa a trovarci per le feste)?
Possiamo considerare che ci siano due tipi di interventi per l’accessibilità nei condomini:

segue qui:

Vita felice nel condominio… accessibile! | Muoversi Insieme.


A Milano arriva il cohousing, il nuovo modo di vivere in comunità | Eleonora Bianchini | Il Fatto Quotidiano

l capoluogo lombardo è la prima città in cui sbarca la modalità abitativa volta a condividere spazi e servizi pur mantenendo la propria abitazione privata: dall’orto collettivo alla baby sitter in comune fino al car sharing

Pannelli fotovoltaici per risparmiare sulle bollette di luce e gas, banca del tempo per garantirsi la baby sitter gratis e palestra con bagno turco inclusi nel prezzo d’acquisto dell’immobile. Ma anche un orto per far crescere le verdure bio, la possibilità di organizzarsi con il car sharing e soprattutto la certezza di potersi fidare dei propri vicini di casa. Tutto questo e molto di più è il cohousing, la modalità abitativa volta a condividere spazi e servizi pur mantenendo la propria abitazione privata. In Italia, sebbene sia ancora agli albori, èCohousing.it la community che ha l’ha tradotta in realtà. Nata a Milano, attraverso la società di servizi Cohousing Ventures, ha curato i nuclei abitativi partecipati di Urban Village Bovisa 01Cosycoh in città, e TerraCielo, complesso di 60 appartamenti a Rodano, pronto per l’estate 2011.

A differenza delle imprese immobiliari non chiede una percentuale sulla vendita, ma il pagamento di una quota associativa (2.500 euro per l’acquisto, 500 per l’affitto) per retribuire gli stipendi di impiegati e psicologi che seguono gli acquirenti dalla prima riunione di programmazione partecipata. E’ l’unica impresa italiana, per ora, che prima presenta il progetto di cohousing e poi raccoglie le adesioni. Il contrario di quanto fanno i gruppi spontanei, nuclei di famiglie che si conoscono ma che raramente arrivano all’obiettivo. “Dalla presentazione alle chiavi in mano passano circa due anni”, spiega Nadia Simionato di Cohousing.it. “Chi è interessato ci contatta via web e con la newsletter teniamo aggiornati sulle abitazioni in vendita o in affitto”. E le adesioni negli ultimi anni sono in aumento. “Nel 2006 abbiamo lanciato una ricerca su Internet, da cui è emerso che le esigenze di socialità e le buone pratiche della convivenza oggi sono prioritarie. In 3 settimane oltre 3500 persone hanno manifestato interesse per il cohousing”.

Un boom che riproduce modelli collaborativi del passato, attraverso la relazione con il vicino di casa con cui oggi, specie nelle grandi città, non si interagisce. “I più resistenti al cohousing sono gli over 50, che hanno già una vita stabile, figli adolescenti e non sono disposti a cambiare quartiere”, prosegue Simionato. “Le giovani coppie e i single invece cercano un grado maggiore di interazione da cui possono ricavare beneficio: tra i residenti qualcuno è disposto a fare da babysitter o a gestire un piccolo asilo nido interno e per ripagare il servizio, ad esempio, ci si organizza per fare la spesa”.

E i vantaggi della vita comune portano anche a risparmi importanti: “Nel nuovo complesso di Rodano saranno costruite anche sauna e palestra e i residenti risparmieranno sull’abbonamento. Potranno disporre di un’area verde da coltivare e per 20 anni, grazie ai pannelli fotovoltaici, dovranno pagare solo la bolletta elettrica”, aggiunge Michele Bonelli di Cohousing Ventures. “Visto che tutti si conoscono e si fidano reciprocamente non sarà necessario chiudere la porta di casa. Di solito per andare al lavoro si organizzano spontaneamente con il car-sharing e aderiscono ai gas (gruppi di acquisto solidale, ndr) per comprare biologico e accorciare la filiera distributiva”. Una vita basata su etica e sostenibilità che anche l’imprenditore che avanza il progetto deve condividere visto che non sposa la speculazione. “Le proposte che arrivano dai privati o dalle aziende sono numerose”, puntualizza Bonelli, “perché l’idea del cohousing risponde a un bisogno di fare comunità che sul mercato oggi ha più possibilità di incontrare acquirenti”.

Tuttavia i committenti possono anche essere amministrazioni pubbliche. Ma gli ostacoli sono tanti: “Alcune si sono ispirate a noi per modelli di social housing, quello che un tempo erano le ‘case popolari’ – prosegue Bonelli – Ci chiedono assistenza per progetti che prima o poi partiranno. Al momento a bloccare l’avvio sono i cavilli burocratici. E anche i grandi speculatori, dal Gruppo Ligresti al comparto edile coinvolto nell’Expo 2015, godono di un mondo di relazioni a cui non abbiamo accesso”.

E il cohousing, nonostante le economie di scala, non è sostenibile per tutti: “Qui a Rodano costa 3000 euro al metro quadro – sottolinea Bonelli – anche se i pannelli solari permettono di risparmiare 1000 euro l’anno di riscaldamento per un appartamento di 100 mq”.

Ma la strada è ancora lunga: “Il nostro sogno”, conclude, “è fare accedere i giovani e creare abitazioni in affitto con l’opzione di riscatto. Proprio come se fosse un mutuo sociale”.

da: A Milano arriva il cohousing, il nuovo mododi vivere in comunità | Eleonora Bianchini | Il Fatto Quotidiano.


Co-housing: L’ultimo di cui abbiamo notizia è quello inaugurato a Seregno (MB) lo scorso dicembre: si chiama Maison d’Elite ed è stato presentato dall’architetto Luigi Filocca

Di progetti legati al co-housing ne sono nati tantissimi in Italia negli ultimi anni, in particolare nei pressi delle grandi città di Milano e Roma.

L’ultimo di cui abbiamo notizia è quello inaugurato a Seregno (MB) lo scorso dicembre: si chiama Maison d’Elite ed è stato presentato dall’architetto Luigi Filocca.

“Quella del co-housing”, ci racconta, “è una formula che oggi si rende quasi indispensabile per dare la possibilità soprattutto a famiglie disgregate o a persone che cercano di ritrovare una dimensione famigliare, o che vivono situazioni sociali non ben definite di ritrovare una risposta importante”

Nel co-housing, però, oltre all’aspetto sociale ce n’è anche uno ambientale, legato all’efficienza energetica degli edifici…
“Esatto, è proprio un aspetto caratterizzante di questo tipo di intervento: in classe A e pensato con un consumo di 19 kWh/mq annuo. Per intenderci: su 100 mq d’appartamento, la spesa presunta per il riscaldamento sarebbe di soli 190,00 euro l’anno…”

Cos’ha di diverso la Maison d’Elite rispetto agli altri progetti di co-housing?

“L’aspetto sociale: l’accesso alla alla struttura è a canone concordato a prezzi calmierati.
E poi, oltre a essere un complesso tecnologicamente avanzato, che sfrutta fonti rinnovabili come l’energia geotermica, le pompe di calore, i pannelli solari e parabole a inseguimento solare per il riscaldamento dell’acqua, c’è anche uno sfruttamento di parti di edificio in condivisione, con piscina, palestra, spazi per gli eventi e i compleanni, sala internet, sala cucina, biblioteca, camere per gli ospiti e appartamenti messi a disposizione per i visitatori che vogliono apprendere questa filosofia”.

Ma queste case sono solo in affitto? Non vengono vendute?

“E’ un’iniziativa un po’ particolare. La vendita avviene virtualmente, ed è possibile prenotare le quote relative all’acquisto della copia identica dell’appartamento nel quale si abita.”

In parole povere?

“Le persone che andranno ad occupare le abitazioni nel contesto Maison d’Elite, potranno acquistare le quote di una casa identica, concepita già oggi virtualmente. L’abitazione che utilizzano a canone concordato ha un valore di mercato, le quote corrispondono al valore della casa in cui si sta ad abitare. Comprando queste quote, il sistema garantisce una rendita che è equivalente all’affitto che si paga. La persona che utilizza queste case a livello sperimentale, di fatto non paga l’affitto perché comprando le quote della copia identica che poi commissionerà al sistema, ha una rendita sull’investimento che gli consente di pagare l’affitto e nel giro di 3 anni di modellare la casa su misura.”

In pratica: una persona va ad abitare alla Maison d’Elite e pagando l’affitto paga delle quote sostitutive di una casa virtuale, prenotata sul sito maisonvirtual.eu, identica a quella che già occupa ma che sarà costruita in un secondo momento. Una volta che la persona si è scelta i vicini e quindi si è formato il nucleo di nuovi co-houser, si trasferisce nella nuova casa, che a questo punto è acquistata (per una parte o per intero).

“Questo intervento sperimentale”, conclude Filocca, “offre un trampolino di lancio per le iniziative dei nuovi gruppi di co-houser che si formeranno con l’intento di ripetere questa esperienza: forte riduzione dell’inquinamento, bassissimo consumo energetico, uso delle rinnovabili, creazione di spazi condivisi, gestione intelligente degli impianti. Per diffondere sempre di più un modo di abitare che rispetta la dimensione sociale e l’ambiente.”

Showroom via San Vitale 13, Seregno

da: LifeGate | Co-housing: roba d’élite?.


Rapporto Cittalia 2010. Cittadini sostenibili

altNel Rapporto Cittalia 2010 – Cittadini sostenibili si delinea un quadro dei comportamenti quotidiani dei cittadini, misurati in termini di emissioni carboniche. La carbon foot del cittadino, “termometro” della qualità dell’aria (e quindi della vita) nelle nostre città, pone in risalto due tendenze: da un lato la crescita, in termini quantitativi, delle emissioni di Co2 nelle 15 città metropolitane prese in esame, e dall’altro, invece, l’affermarsi di una “coscienza ambientale” attraverso comportamenti sempre più eco-friendly. Se si prende in considerazione, inoltre, il dato secondo il quale nelle città si concentra circa la metà della popolazione mondiale è chiaro che stili di vita più green possono incidere non solo sull’ambiente, ma anche influenzare le scelte produttive delle imprese avviando un circolo virtuoso. La nuova ricerca parte dall’esame di quattro aree di riferimento: consumi elettrici domestici, consumi di gas, produzione e trattamento dei rifiuti e trasporto privato di persone (con l’unica eccezione del trasporto pubblico).


Giovanni Del Zanna, Una casa calda, ma… green! | Muoversi Insieme

sentiamo parlare, da più parti, di risparmio energetico, di fonti rinnovabili, di comportamenti “green”, ovvero “verdi” o ecologicamente corretti.
Certamente non basta dipingere di verde una casa per farla diventare “green”, né è sufficiente mettere mettere un po’ di piante sul tetto per renderlo più eco-compatibile!
Tuttavia, non è sempre facile orientarsi tra le molte comunicazioni “ecologiche” che ci raggiungono e scegliere correttamente.
Anzitutto è necessario fare una basilare distinzione tra la sostenibilità per le nuove costruzioni e gli interventi per il risparmio energetico negli edifici esistenti.
Da un lato, infatti, è necessario – e doveroso – che le nuove costruzioni siano progettate con i criteri nuovi della certificazione energetica, volti in primo luogo a ridurre il fabbisogno di energia e all’utilizzo di fonti energetiche “pulite” e, per quanto possibile, rinnovabili.

l’intero articolo è qui:

Una casa calda, ma… green! | Muoversi Insieme.


Michela Bolis, Giovani coppie e modi di abitare

Giovani coppie e modi di abitare
Autori e curatori: Michela Bolis
Contributi: Italo Piccoli
Collana: Sociologia
Argomenti: Sociologia della famiglia
Livello: Studi, ricerche
Dati: pp. 208,     1a edizione  2010  (Cod.1520.675)
Giovani coppie e modi di abitare
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 26,00
Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856831429
Tipologia: E-book
Prezzo: € 21,00
Possibilità di stampa: No
Possibilità di copia: No
Possibilità di annotazione: Si
Portabilità: Si
Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856828658
Formato: PDF per Digital Editions
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In breve Il volume si concentra sulle giovani coppie che hanno appena messo su casa e analizza la loro relazione con l’abitare. In particolare, vengono presentati i risultati di una ricerca empirica attraverso la quale è stato ricostruito il percorso affrontato da coloro che hanno deciso di staccarsi, non senza difficoltà, dalla propria “famiglia lunga” per costruire un nuovo nucleo abitativo e familiare indipendente.
Presentazione
del volume:
L’abitazione costituisce per la sociologia un oggetto di studio privilegiato. La casa rappresenta infatti un importante strumento per raccontare la propria identità individuale e familiare: parla dei suoi abitanti, racconta chi sono, come vivono, quali esperienze hanno fatto e quali si preparano a fare.
Il volume si concentra sulle giovani coppie che hanno appena messo su casa e analizza la loro relazione con l’abitare. In particolare, vengono presentati i risultati di una ricerca empirica attraverso la quale è stato ricostruito il percorso affrontato da coloro che hanno deciso di staccarsi, non senza difficoltà, dalla propria “famiglia lunga” per costruire un nuovo nucleo abitativo e familiare indipendente.
Quali sono i criteri che guidano le giovani coppie nella scelta di quella che diventerà la loro abitazione? E, una volta scelta la casa, come la personalizzano? Come la arredano? Come la “consumano”? Come la gestiscono? Come la vivono?
Il volume, cercando di rispondere a queste domande, giunge alla costruzione di una tipologia di “stili del mettere su casa”, ciascuno dei quali si caratterizza per un diverso modo di vivere nell’abitazione e di vivere l’abitazione.

Michela Bolis ha conseguito il dottorato di ricerca in Sociologia e Metodologia della ricerca sociale presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, dove attualmente è assegnista di ricerca in Sociologia economica presso la Facoltà di Economia. Da diversi anni si occupa di Sociologia dei consumi e di tematiche legate all’abitare.

Indice:
Italo Piccoli, Prefazione
Introduzione. Essere è abitare
House. I dati strutturali sull’abitazione italiana
(Premessa; Proprietà o “accesso”?; Le spese per l’abitazione; Caratteristiche delle abitazione e della zona di residenza; Conclusioni)
Home. Il significato dell’abitazione nella società contemporanea
(Premessa; Lo spazio domestico italiano: storia ed evoluzione; L’abitazione contemporanea; Casa, bisogni e cultura nella società contemporanea; Identità e consumo: un rapporto in cambiamento; Conclusioni)
La ricerca empirica
(Premessa; Le ipotesi della ricerca; La scelta degli intervistati; La metodologia; Caratteristiche strutturali degli intervistati e delle loro abitazioni)
Verso la casa: il percorso dei giovani tra ostacoli e aiuti
(Premessa; Diventare adulti; La “famiglia lunga” italiana; Il ruolo dell’abitazione; La casa e la famiglia d’origine; Ereditare i modelli abitativi; Conclusioni)
Ci siamo e ci abitiamo: le giovani coppie e la casa
(Premessa; La scelta dell’abitazione; Personalizzazione e individualizzazione; Come si vive la casa?; La casa: vissuti maschili e vissuti femminili; Abitazione e progettualità)
Conclusioni. Gli scenari emergenti
(Gli “stili del mettere su casa”; Osservazioni conclusive)
Appendice statistica
Appendice metodologica
(La traccia dell’intervista; La scheda di raccolta dei dati strutturali)
Riferimenti bibliografici.

Giovani coppie e modi di abitare.


Giovanni Del Zanna, Sfumature nell’accessibilità? Affidiamoci alla logica | Muoversi Insieme

….

Conosciamo tutti l’Accessibilità, ma cos’è la Fuzzy Logic? E che cosa c’entra con il nostro argomento?
Letteralmente fuzzy logic significa “logica sfumata”, polivalente, ovvero – a differenza della “logica matematica” – una logica che non considera solo due condizioni Vero/Falso bensì anche quelle intermedie tra i due estremi. In breve potremmo dire che la realtà, che per la logica matematica è bianca o nera, per quella “fuzzy” è fatta di una sfumatura di grigi (a sinistra, lo schema che ne illustra il meccanismo).
Torniamo all’Accessibilità. Ci domandiamo: se in Italia abbiamo una buona normativa – e sono in molti a ritenere che sia così – perché abbiamo cattive applicazioni? Perché c’è poca Accessibilità? Perché siamo pieni di Barriere Architettoniche?
Le risposte non sono semplici.


vai a:  Sfumature nell’accessibilità? Affidiamoci alla logica | Muoversi Insieme.


Antonella Sapio (a cura di) Famiglie, reti familiari e cohousing. Verso nuovi stili del vivere, del convivere e dell’abitare

Famiglie, reti familiari e cohousing. Verso nuovi stili del vivere, del convivere e dell’abitare
Autori e curatori: Antonella Sapio
Contributi: Linda Antonini, Orazio Carpenzano, Charles Durrett, Manuela Dviri Vitali Norsa, Carla Facchini, Donata Francescato, Laura Fruggeri, Simonetta Grilli, Matthieu Lietaert, Consuelo Mameli, Anna Laura Zanatta, Marco Zucchini
Collana: La società – Saggi
Argomenti: Sociologia della famiglia
Livello: Saggi, scenari, interventi
Dati: pp. 256,     1a edizione  2010  (Cod.1420.1.115)
Famiglie, reti familiari e cohousing. Verso nuovi stili del vivere, del convivere e dell’abitare
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 28,00

Famiglie, reti familiari e cohousing. Verso nuovi stili del vivere, del convivere e dell’abitare.


Spunti in tema di “COHOUSING”

Buongiorno professore,
sono una studentessa della Progest che ha seguito il suo corso di Legislazione nell’Anno Accademico 2007/2008.
Mi scusi tanto se la disturbo, ma so che lei è un docente esperto in vari ambiti del lavoro sociale e ho pensato di chiedere il suo aiuto.

Sto cominicando il mio lavoro di tesi, che intendo fare sul tema dell’HOUSING SOCIALE. Sono davvero all’inizio, per cui sto iniziando ora a cercare il materiale da leggere per poi definire bene gli aspetti specifici da approfondire.
Le scrivo appunto per chiederle se per caso lei conosce qualche testo o documento sull’argomento che sarebbe utile leggere.

Se per caso le viene in mente qualche titolo da suggerirmi, gliene sarei davvero molto grata.
Se così non fosse, non si preoccupi affatto.

Mi scusi ancora tantissimo per il disturbo e la ringrazio moltissimo, in ogni caso, per la sua disponibilità.
Cordiali saluti,
(lettera firmata)

gentile dott.sa ….

da qualche tempo sto mettendo in osservazione quel particolare modo di concepire, la casa, l’habitat e le relazioni di coabitazione che si è convenuto di chiamare “cohousing

per ora catalogo le tracce informative in questo scaffale del mio blog polser:

non ho messo ancora a punto una mia scaletta argomentativa sull’argomento, tuttavia se dovessi farlo partirebbe da qui:

  • il significato della casa dal punto di vista psicologico, relazionale, sociale
  • lo sviluppo della politica urbanistica in italia per decenni
  • cosa dicono gli architetti
  • le esperienze francesi: in particolare la socilogia urbana di chombart de lauwe
  • una esperienza storica: il servizio sociale nei quartieri (con particolare riferimento all’ISCAL)
  • ….

è una prima lista del tutto associativa e spontanea che andrebbe sviluppata ed intersecata con altre prospettive

per ora non conosco libri che trattano l’argomento, tuttavia se ce ne fossero li troverà sullo scaffale del link che le ho segnalato

colgo l’occasione per saìutarla con cordialità e augurarle buon futuro

paolo ferrario


PAOLO FERRARIO, Il Genius Loci come angelo del luogo, Pubblicato in: Angelicamente, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, 2010, pagg. 45-57

PAOLO FERRARIO, Il Genius loci come angelo del luogo

pubblicato in : angelicamente, a cura di Baldo Lami, Zephyro edizioni, 2010

INDICE DEL SAGGIO:
1. L’evento
2. Relazioni fra gli angeli e gli uomini
3. Il Genius loci
4. I luoghi concreti
5. Gli elementi dei luoghi
6. Ritorno a casa

Bibliografia:

Amman R., Il giardino come spazio interiore, Bollati Boringhieri, Torino 2008

Bachelard G., La terra e il riposo, le immagini della intimità (1948), Red Edizioni, Como 1994

Benjamin W., Il viaggiatore solitario e il flâneur, Il Nuovo Melangolo, Genova 1988

Berger P. L., Il brusio degli angeli, Il Mulino, Bologna 1969

Bevilacqua F., Genius Loci. Il dio dei luoghi perduti, Rubbettino, Catanzaro 2010

Calvino I., Lezioni americane, Mondadori, Milano 2000

Demetrio D., Filosofia del camminare. Esercizi di meditazione mediterranea, Raffaello Cortina, Milano 2005

Demetrio D., Ascetismo metropolitano. L’inquieta religiosità dei non credenti, Ponte alle Grazie, Firenze 2009

Galli M., Edgar Reitz, Il Castoro Cinema, Milano 2006

Guardini R., Rainer Maria Rilke: le Elegie duinesi come interpretazione dell’esistenza (1953), Morcelliana, Brescia 1974

Hillman J., Il piacere di pensare, conversazione con Silvia Ronchey, Rizzoli, Milano 2001

Hillman J., L’anima dei luoghi, conversazioni con Carlo Truppi, Rizzoli, Milano 2004

Jonas H, Memorie. Conversazioni con Rachel Salamander, Il Melangolo, Genova 2009

Michael J., Il giardino allo specchio. Percorsi tra pittura, cinema e fotografia, Bollati Boringhieri, Torino 2009

Moore T., L’incanto quotidiano, Sonzogno, Milano 1997

Peregalli R., I luoghi e la polvere. Sulla bellezza dell’imperfezione, Bompiani, Milano 2010

Rilke R.M., Elegie Duinesi, (1922), Le Lettere, Scandicci 1992

Stevens W., L’angelo necessario, SE/ES, Milano 2000

Wenders W., Stanotte vorrei parlare con l’angelo. Scritti 1968-1988, Ubulibri, Milano 1988

Paolo Ferrario è sociologo e formatore in tema di politica dei servizi sociali. Attraversa il suo Destino nell’ultimo tratto di vita tra partecipazione alla Polis e necessità esistenziale di ancorarsi in un Luogo, che si è concretizzato a Coatesa sul Lario. Ha scritto solo libri tecnici e questa è la sua prima escursione nella ricerca simbolica. Tiene un “diario reticolare”  sul Blog  Segni di Paolo del 1948. Pubblica articoli sul BlogZine Muoversi Insieme di Stannah.   In Tracce e sentieri. Luogo Tempo Eros Polis Destino si trovano altri segni del suo percorso individuativo.


Persone diverse per età ed esperienze, tutte accomunate da un unico progetto di vita, che trova realizzazione concreta in una nuova formula abitativa, quella del co-housing. Spazi comuni, dall’orto alla lavanderia, servizi di mutua assistenza

Persone diverse per età ed esperienze, tutte accomunate da un unico progetto di vita, che trova realizzazione concreta in una nuova formula abitativa, quella del co-housing. Spazi comuni, dall’orto alla lavanderia, servizi di muta assistenza, dal car sharing alla “portineria intelligente” che si occupa anche delle bollette e della spesa, micronidohobby room ,piscina e giardino: nel co-housing, privacy e relazioni sociali trovano un equilibrio armonico, il cui precipitato è un’invidiabile qualità della vita.

«Io e la mia compagna cercavamo casa – ci racconta Paolo Stagnoli, 39 anni – quando navigando in rete abbiamo scoperto la realtà del cohousing, che ci è subito piaciuta. Dalla prima riunione di gruppo all’acquisto sono passati pochi mesi». Entusiasmo ed equilibrio razionale: Paolo ci parla con passione della sua esperienza senza edulcorare nulla. «Giovane, moderno, divertente: eppure il loft non era esattamente il tipo di casa – continua – che io e la mia compagna consideravamo adatta a essere suddivisa in vista di figli piccoli. Anche il prezzo non era allineato con quelli di mercato e la Bovisa, poi, dove sorge l’Urban Village in cui ora abitiamo, è una zona di Milano in crescita, sì, ma per ora sulla carta: eppure il progetto era cosìentusiasmante che abbiamo aderito nonostante il margine di rischio che comporta l’acquisto di una quota parte di spazi comuni, un impegno economico che non si può considerare un investimento».

Remore superate di slancio, a tutt’oggi senza ripensamenti di sorta: «Fino a che non ci vivevo dovevo crederci, adesso che ci vivo lo so: la risposta che il cohousing sta dando èall’altezza delle aspettative che avevamo. Questa è proprio la dimensione di vita, sociale e di coabitazione che desideravamo – continua Paolo -. Ècome in un piccolo paese, dov’è normale darsi una mano. Se qualcuno di noi va a fare acquisti all’Ikea , dà una voce agli altri inviando un messaggio al newsgroup: “Domani vado lì, qualcuno ha bisogno di qualcosa?”». Sono una trentina gli appartamenti all’Urban Village della Bovisa, divisi al 50% tra nuclei familiari e single. L’età media viaggia intorno ai 30-40 anni. «Ovviamente ci sono sfumature di partecipazione nel gruppo – sottolinea Paolo -: un 30% di partecipanti entusiasti cerca continuamente sinergie con gli altri e porta avanti progetti comuni, il 50% dei partecipanti passivi gode dei frutti della collaborazione ma offre aiuto solo se espressamente richiesto di farlo, la restante percentuale non sta sfruttando il cohousing e lo vive come un normale condominio. È fondamentale sapere che ci sono fatiche aggiuntive da affrontare, ampiamente ripagate. E che non si può delegare ad altri la responsabilità delle scelte».

In un clima assembleare permanente, molto anni Settanta, le decisioni non si prendono a maggioranza: «Si discute anche per ore, com’è accaduto per decidere se installare o no l’antenna della tv. Ma poi si arriva al dunque senza ricorrere a votazioni anche grazie a chi, nel gruppo, è più abile nel disinnescare i conflitti e le contrapposizioni muro contro muro». Dovendo condividere lavanderia, officina, sala comune e soprattutto momenti di confronto è facile diventare amici dei propri cohousers «ma l’amicizia – precisa Paolo – è indipendente dalla relazione cooperativa e collaborativa».

Tutti insieme appassionatamente – Donna – Libero News.


Terra Nuova Edizioni Shop – Cohousing e condomini solidali – Libro + Dvd

Cohousing e condomini solidali - Libro + Dvd

Guida pratica alle nuove forme di vicinato e di vita in comune con allegato il documentario “Vivere in cohousing”.
Che cos’è il cohousing?
Una particolare forma di vicinato dove coppie e singoli, ognuno nel proprio appartamento, decidono di condividere alcuni spazi e servizi comuni come il mangiare, la gestione dei bambini, la cura del verde, ecc. Le esperienze raccolte in questo libro provengono da Paesi dove il fenomeno è ormai ben radicato e diffuso.
Stimolanti e vivide sono infine le testimonianze raccolte nel DVD allegato, girato in diversi cohousing in Belgio, Svezia, Olanda, Gran Bretagna e Germania. Un documentario inedito che fa conoscere le facce e le storie personali di chi da anni e con grande soddisfazione ha scelto il cohousing.Leggi la recensione del libro

Autore: Matthieu Lietaert
Editore: Terra Nuova Edizioni
Pagine: 192
Codice: EA018


Giovanni Del Zanna, Alla ricerca dell’ospitalità turistica… accessibile! | Muoversi Insieme

La tematica del turismo accessibile è di attualità ormai da molti anni, soprattutto in un Paese, come il nostro, in cui il turismo è (o dovrebbe essere) al centro dell’attenzione.

Centrale è la questione degli “alberghi accessibili” perché il turista cerca, per prima cosa, una struttura ricettiva in grado di accoglierlo. Il discorso non si limita agli alberghi o hotel in senso stretto, ma riguarda anche villaggi turistici, ostelli, piccole pensioni; insomma tutte le strutture per l’ospitalità turistica.

Dobbiamo chiarire subito, però, che possono esserci due diverse visioni dell’accessibilità: una prettamente normativa (si veda il box in fondo all’articolo), per cui è necessario adeguarsi ai dettami di legge solo per ottenere le dovute autorizzazioni, l’altra, più attenta e creativa, che coglie l’accessibilità come uno stimolo per prestare maggiore attenzione alla persona/cliente al fine di offrire un servizio migliore.

Vai all’intero articolo qui: Alla ricerca dell’ospitalità turistica… accessibile! | Muoversi Insieme.


Giovanni del Zanna, Domotica: la casa in punta di telecomando | Muoversi Insieme

Il telecomando ormai è un oggetto tecnologico di uso comune e in effetti è molto comodo, specialmente per chi ha qualche difficoltà nei movimenti. Come dice la parola, il “tele-comando” ci permette di inviare un comando da lontano (tele = a distanza).
Così, standocene tranquillamente sdraiati sul divano, possiamo accendere la tv, spegnerla, cambiare canale, alzare o abbassare il volume. Quella che è solo un comfort per alcuni, diventa invece per altri una necessità. Questo ci riporta, in parte, ad alcune considerazioni sugli oggetti d’uso, sul sottile confine tra utensile e ausilio, tutte questioni che ben si adattano al telecomando, specie a quello della casa domotica.
La domotica – o casa informatica – integra con grande facilità i telecomandi e così diventa possibile gestire la casa “in punta di telecomando” con la stessa semplicità e facilità d’uso con cui gestiamo un televisore

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Castel Merlino: l’E-CoHousing sbarca in Emilia-Romagna | Telesanterno

Un piccolo borgo nell’Appennino fra Bologna e Firenze. Sette famiglie, spazi in comune e gestione collettiva dei servizi. Non è un reality show di ambientazione rurale, ma il primo progetto italiano di E-CoHousingSi chiama E-CoHousing, ed è una particolare forma di vicinato in cui si decide di mettere in comune alcuni spazi e di gestire in maniera collettiva alcuni servizi essenziali.L’esperienza è nata in Danimarca verso la fine degli Anni Sessanta, si è progressivamente sviluppata negli Stati Uniti e in Europa, ed è arrivata anche in provincia di Bologna, a Castel Merlino, un piccolo borgo nel Comune di Monzuno sull’Appennino al confine fra l’Emilia-Romagna e la provincia di Firenze.

segue qui:

Castel Merlino: l’E-CoHousing sbarca in Emilia-Romagna | Telesanterno

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Giovanni del Zanna, Architetto e terapista occupazionale: una squadra per l’accessibilità | Muoversi Insieme Stannah

[...] il terapista occupazionale analizza il legame tra l’uomo e l’ambiente in cui vive, cercando di ristabilire il giusto equilibrio tra l’uno e l’altro. Lavorando con l’architetto, quindi, collabora alla trasformazione della casa in un luogo realmente accessibile.
Accessibilità significa assicurare alla persona la massima autonomia. E siccome non esiste un massimo in astratto, bisogna sempre confrontarsi con le caratteristiche particolari – siamo tutti diversi! – della persona e le condizioni particolari dell’ambiente in cui vive.
Una sola professionalità, dunque, non basta. E’ necessario unire le forze di chi ha competenze diverse:[...]

l’intero articolo qui: Una squadra per l’accessibilità | Muoversi Insieme

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2° INCONTRO GRUPPO CO-HOUSERS BOLOGNESI: SABATO 26 GENNAIO 2008 ORE 16.30 c/o Federazione Verdi – Via Galliera 2 , BOLOGNA

2° INCONTRO GRUPPO CO-HOUSERS BOLOGNESI:
SABATO 26 GENNAIO 2008 ORE 16.30
c/o Federazione Verdi – Via Galliera 2 , BOLOGNA

PROGRAMMA:
ILLUSTRAZIONE DEL PROGETTO BOLOGNESE


PRESENTAZIONE DEL LIBRO

“Cohousing e condomini solidali. Guida pratica alle nuove forme alternative di coabitazione”
PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO ‘Vivere in cohousing’

INTERVENTI DI:
Matthieu Lietaert
Autore e Consigliere I.S.P.Co (Istituto nazionale per lo Studio e la Promozione del Cohousing)
Susy Pirinei
E-Co-Abitare – promozione di progetti di co-housing sostenibile
Nicola e Ursula Sgalaberni
Condominio solidale di Salvaro Via Salvaro 67\69 – Pioppe di salvaro (Bo)
Coordina Roberta Rendina
Ecologisti spa- Verdi Bologn

PER INFO: www.ecologistispa.it -
  <!-- var prefix = 'mailto:'; var suffix = ''; var attribs = ''; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addy55460 = 'cohousing' + '@'; addy55460 = addy55460 + 'ecologistispa' + '.' + 'it'; document.write( '' ); document.write( addy55460 ); document.write( '' ); //--> cohousing@ecologistispa.it  <!-- document.write( '' ); //--> Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  <!-- document.write( '' ); //--> 

span>cohousing@ecologistispa.itspan>

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VERSO LA “RETE NAZIONALE PER IL COHOUSING E L’ABITARE SOLIDALE” « ACF Toscana

Negli ultimi anni il cohousing si è diffuso anche in Italia come opzione privilegiata tra le forme possibili del convivere; nell’arco dell’ultimo triennio sono sorte infatti alcune decine di associazioni ed è in crescita il numero dei gruppi spontanei in cerca di idonee abitazioni.La evidente disparità tra la motivazione delle persone interessate al cohousing e la scarsa disponibilità da parte degli Enti pubblici a fornire sia beni del patrimonio pubblico (strutture dismesse, immobili ecc.) sia forme di sostegno normativo, così come le tante difficoltà operative preposte alla realizzazione di strutture di cohousing, pongono l’esigenza di raccordare le esperienze esistenti per rinforzare il comune impegno e pervenire a maggiori concretezze.

l’intera scheda qui: VERSO LA “RETE NAZIONALE PER IL COHOUSING E L’ABITARE SOLIDALE” « ACF Toscana

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La domotica per l’autonomia in un seminario a Milano – Blog di Stannah | Muoversi Insieme

“Domotica per l’autonomia” è il titolo di un seminario che si terrà a Milano il prossimo 16 marzo, in via Livigno numero 2. Dalle 16

via La domotica per l’autonomia in un seminario a Milano – Blog di Stannah | Muoversi Insieme.


Cooperativa Numero Zero è quindi diventata proprietaria dell’immobile situato a Porta Palazzo: primo cohousing del capoluogo piemontese

la Cooperativa Numero Zero è quindi diventata a tutti gli effetti proprietaria dell’immobile situato a Porta Palazzo, quartiere storico di Torino! (vedi AAM Terra Nuova “Porta Palazzo: un cohousing a Torino” Luglio/Agosto 2009) destinato ad ospitare il primo cohousing del capoluogo piemontese.


ARCHITETTI.COM – Progetto e immagine digitale Cohousing, condividere per abitare meglio

A pochi metri dalla sede del Politecnico di via Durando e a ridosso dell’area che ospiterà la nuova Accademia di Brera, in un ex-opificio che un tempo ospitava una vecchia fabbrica di barattoli, nascerà un residence in cohousing di 33 unità abitative. Nell’area si articoleranno anche 400 mq di giardino a corte, 140 mq di locali da destinare alla vita e ai servizi della comunità (living condominiale, lavanderia con area stiro, hobby room, deposito biciclette, area barbecue), una piscina all’aperto di 12 metri con solarium e all’esterno alcuni posti auto, ma in modica misura, per incentivare a un uso responsabile dei mezzi. Il progetto dell’architetto Luca Beverina prevede unità residenziali (loft, mansarde, duplex e appartamenti) con soluzioni che variano dai 53 ai 140 mq, accorpabili con tipologie e tagli diversi per creare una comunità residenziale viva e intergenerazionale. L’approccio architettonico non stravolge l’originaria struttura industriale, sfruttando gli ampi spazi per rivestirli di luce e utilizzarli come supporto per i pannelli solari, impianti centralizzati di riscaldamento a basso consumo e isolamento ad alto rendimento. All’interno lo spazio è modulato con soluzioni open-space e soppalchi che contribuiscono a movimentare l’ambiente, guadagnando così spazi funzionali e pienamente fruibili. La comunità ha collaborato con progettisti e architetti alla definizione della “Carta costituzionale” dell’Urban Village, decidendo arredo e corredo degli spazi condivisi, sistemazione della corte e “forme di governo” della loro comunità. La ristrutturazione del complesso è attualmente in corso e la consegna degli appartamenti è confermata per luglio 2009.

Articolo di Andrea Cantini e Massimiliano Bertoni

ARCHITETTI.COM – Progetto e immagine digitale Cohousing, condividere per abitare meglio -

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I comuni e l’housing sociale

1 febbraio 2010
“I comuni e l’housing sociale”
Genova

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Silvia Pochettino, La vita a tempo pieno (senior coHousing)

Arriva in Italia la proposta di co-residenze per gli over 50. Complessi abitativi per chi si avvicina alla terza età, con spazi per attività culturali, ludiche e di impegno. Si chiama “senior cohousing“, già diffuso nel nord Europa. Con un risultato sorprendente: un’indipendenza prolungata di 6-8 anni.”Un maggiore benessere psico-fisico e un’indipendenza prolungata di 6-8 anni rispetto a chi vive da solo”. Questi i risultati della ricerca condotta da Daphe Albers della Wageningen University, in Olanda, che ha comparato la condizione di vita di cento persone di più di 50 anni che vivono in co-residenza con un campione di terza età che vive individualmente. “La vita in co-residenza permette contatti sociali più frequenti e una vita più attiva” sostiene ancora la ricerca, che mette in luce come il 76% dei cosiddetti “senior cohouser” coltivi almeno un hobby contro il 25% della media nazionale.

vai all’intero articolo

Volontari per lo sviluppo – La vita a tempo pieno

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Cohousing Sostenibile: una esperienza innovativa nella città metropolitana è possibile? | Zoes – zona equosostenibile

Venerdì 22 alle ore 18.00, presso la libreria Rinascita, Viale Agosta 36, Roma, un incontro sul Cohousing Sostenibile promosso dall’Associazione E-Co-Abitare e con la partecipazione dell’Associazione “La Casa sull’Albero”.

Il cohousing non è un utopia ma l’esperienza quotidiana di migliaia di persone in tutto il mondo che hanno scelto di vivere in una comunità residenziale a servizi condivisi. Nell’occasione verrà presentato lo studio “Cohousing nell’area metropolitana di Roma” a cura dell’Ass. Mida e proiettato il  documentario “Vivere in cohousing” dI Matthieu Lietaert.


Pubblicato il Lunedì, 18 Gennaio, 2010 – 17:30

in:
Cohousing Sostenibile: una esperienza innovativa nella città metropolitana è possibile? | Zoes – zona equosostenibile

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CoHousing: Braziers Park, « R0bert076′s Blog

…. Braziers è una valida esperienza di cohousing, visto che i residenti condividono spazi comuni nell’edificio principale, come la cucina, la sala da pranzo, la stanza per i computer, la connessione a internet, lo studio, la lavanderia, la biblioteca. Oltre a questo edificio, la community ha anche un vasto territorio, con boschi e pascoli, un frutteto, e un orto di discrete dimensioni e una serra. Il tentativo di rivalutare quei valori di solidarietà, cooperazione, convivialità e condivisione dei villaggi di un tempo è basilare ….


vai a: Braziers Park « R0bert076′s Blog

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Ennio Alessandro Rossi, CoHousing: IL condominio del futuro

…   E’ un modello di coabitazione nato nei Paesi del Nord Europa da diversi anni. L’ “identikit” dei fruitori è il più disparato ; conta la visione partecipativa e non l’età ; chi non lo conosce tende a relegarlo a realtà riservata ad anziani, ma non è così. A parere di chi scrive è una innovazione moderna e trasversale ; famiglie tradizionali, handicappati, separati, single, giovani appassionati di internet, anziani, vivono in complessi residenziali composti da 20 a 40 nuclei familiari, condividendo le decisioni e la partecipazione alle attività sociali. Si vive meglio e si spende meno. Il Italia ci sono già alcune esperienze attive ed il modello è in progressiva ascesa; Ogni soggetto ha una sua abitazioni esclusiva dove ritirarsi nei momenti in cui gradisce restare solo, meditare, ascoltare musica. Altre necessità sono condivise; il modello avrà un futuro di sicuro successo perchè coniuga esigenze individuali con il bisogno di socialità, di sicurezza, di protezione e di risparmio.

Si progettano e si mettono in comune l’ autovettura, spazi per cinema e televisione, per dipingere, l’ asilo e il nido, lavanderia, giardino, cortili per animali domestici, spazi per discussioni e confronti culturali o per iniziative legate alle nuove tecnologie (es. internet e co-working ) ; si organizzano gruppi d’acquisto per ogni tipo di merce al fine di spuntare prezzi migliori ( dai prodotti alimentari biologici, all’arredo, agli elettrodomestici); si condividono non solo beni ma anche servizi esterni quali p.es. infermieristico, baby sitter, badanti etc.; le possibilità sono illimitate come la fantasia del gruppo.

il resto delll’articolo qui:

CoHousing: IL condominio del futuro

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Del Zanna Giovanni, Oggetti utili, ma anche gradevoli | Muoversi Insieme, Stannah

Spesso siamo portati a distinguere tra oggetti decorativi (belli) e oggetti funzionali (utili), quasi non sia possibile coniugare i due aspetti. Cosa ancora più evidente quando consideriamo gli “ausili”, quegli oggetti che ci aiutano e ci supportano nella vita quotidiana. Anzi, quando parliamo di “ausili” scatta subito una sorta di repulsione, nel nostro immaginario vediamo oggetti brutti, dall’aspetto ospedaliero; oggetti che riteniamo debbano essere utilizzati da chi non può farne a meno, da chi “è messo male”.Quale distinzione poniamo tra utensili e ausili? Il significato della parola ausilio (dal latino auxilium) è quello di oggetto che aumenta e rafforza le nostre capacità

per l’intero articolo vai a:
Oggetti utili, ma anche gradevoli | Muoversi Insieme

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Verso il Cohousing , incontri formativi a Como, Gennaio-Marzo 2010

A partire dal grande interesse riscontrato durante l’ultima Fiera e nelle richieste di approfondimento pervenuteci, L’isola che c’è – con il progetto LuoghiCOmuni – e DES Varese – con il progetto CoVabito – ha avviato un percorso formativo Verso il Cohousing con l’obiettivo di stimolare la formazione di gruppi per la realizzazione di futuri progetti di coabitazione sostenibile.
I prossimi appuntamenti:
* Sabato 23 gennaio, ore 10-17 (pranzo autogestito): Il metodo del consenso: la maggioranza esprime la migliore delle soluzioni possibili?
Presso: casa dei Padri Comboniani a Como – Rebbio (Via Varesina, all’altezza di Via Lissi)
I processi decisionali nella progettazione partecipata: il metodo del consenso
Conduce e facilita: Anna Fazi, Rete Lilliput
* Sabato 6 febbraio, ore 10-17 (pranzo autogestito): La progettazione partecipata come processo sociale inclusivo
Un’esperienza concreta di progettazione partecipata con… un risultato finale!
Conduce e facilita: Architetto Rossella Bearzatto, consulente in progettazione partecipata
* Sabato 27 febbraio, ore 16 (cena autogestita): La casa ecologica
Autocostruzione e autorecupero, utilizzo di materiali innovativi, pannelli solari e geotermia, sono solo alcune delle tematiche che verranno trattate in questo brainstorming sulla casa ecologica.
Conducono: professionisti del tavolo Bioedilizia (DES Varese), Ing. Marco Tornaghi (Thermogea) e Ing. Francesco Tampellini (Rete Solare per l’Autocostruzione)
* Sabato 20 marzo: Gita a Castelmerlino (BO)
Visita al cohousing in costruzione di Castelmerlino (BO) e incontro con l’associazione E’-cohousing.
Il luogo e gli orari degli incontri saranno comunicati di volta in volta. Per i pranzi o le cene in autogestione ognuno è invitato a portare qualcosa da condividere. È richiesto un contributo di €30 a testa per l’intero ciclo di incontri (€50 per le coppie)

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http://www.lisolachece.org/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=137&Itemid=615

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Giovanni Del Zanna, Un letto… non solo per dormire | Muoversi Insieme

Il letto però non viene utilizzato solo di notte, ma è utile anche per la pennichella pomeridiana o, nel corso della giornata, per assumere una posizione che permetta di distendere la schiena.
Possiamo passare a letto lunghi periodi per una malattia, o per delicate condizioni di salute.
Non solo, ma spesso, prima di dormire, ci troviamo sdraiati a guardare la tv, sentire la musica, leggere un libro, parlare al telefono con un amico.
Ripensare al letto in quest’ottica ci porta a prestare più attenzione a questo arredo basilare, utilizzato da tutti.

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Un letto… non solo per dormire | Muoversi Insieme

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La qualità dei dati – Conoscere il censimento

La qualità dei dati – Conoscere il censimento

14° Censimento generale della popolazione e delle abitazioni

La qualità dei dati – Conoscere il censimento

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