Cohousing: i risvolti sociali, architettonici e sostenibili del fenomeno da « leanworkspace

In linea generale si tratta di comunità composte dalle 20 alle 40 unità abitative, che si sono scelte, quindi si parla di sistema elettivo; solitamente non sono comunità legate da qualche particolare ideologia (cosa differente dagli eco villaggi in cui l’ideologia green assume un ruolo predominante) né religione, mentre invece sentono l’importanza di creare una comunità più sicura dove vivere tra persone che si conoscono e poter far crescere i loro figli; la struttura non gerarchica della comunità e la gestione locale del sistema, unitamente ai benefici economici derivanti dall’uso in comune di alcuni spazi, ne fanno un organismo economicamente peculiare e a volte capace di mantenersi in modo autonomo, con una gestione attenta che garantisce agli abitanti una sicurezza anche in questo campo.

per l’interra scheda vai a: Cohousing: i risvolti sociali, architettonici e sostenibili del fenomeno « leanworkspace.


Riscoprire il buon vicinato con l’idea del co-housing, www.cohousingsolidaria.org – Cronaca – La Nuova Ferrara

 

Come è spiegato nel sito dell’associazione, www.cohousingsolidaria.org, il progetto riguarda «14 alloggi immersi in un parco di circa un ettaro, attraverso il recupero delle strutture esistenti». Tra gli “optional” a cui si può accedere ci sono: «alta efficienza energetica ed elevata sostenibilità, spazi condivisi, orti e giardini in comune, ritrovi, feste, eventi culturali e una pista ciclabile per raggiungere la città lasciando a casa l’automobile». Accanto agli appartamenti sono previsti «spazi comuni che potrebbero diventare una sala e biblioteca, ciclofficina, laboratorio, stanza morbida per bambini, orto comune, area giochi o quanto altro decideranno i cohousers che vi abiteranno», precisa un comunicato dell’associazione.

Il progetto preliminare, già presentato all’amministrazione comunale, prevede «la realizzazione di uno dei primi cohousing in Italia, costituito da 15 unità immobiliari ricavate da una vecchia corte colonica, fienile e forno con circa 7.000 mq di verde».

…. da Riscoprire il buon vicinato con l’idea del co-housing – Cronaca – La Nuova Ferrara.


Nuove forme dell’abitare: tra co-housing e comunità di vita – nella sede di Ariele, Via Montepulciano 11, Milano, Martedì 24 maggio 11 dalle 18,30 alle 20,30

Il  secondo incontro del ciclo dedicato alle nuove forme del sociale si terrà nella sede di Ariele, Via Montepulciano 11, Milano,

Martedì 24 maggio 11 dalle 18,30 alle 20,30,

e avrà come oggetto il co-housing e i progetti di vita comunitari. Di seguito un breve cenno al programma della serata:

NUOVE FORME DELL’ABITARE: TRA CO-HOUSING E COMUNITA’ di  VITA

Il co-housing non è solo condivisione di spazi ma anche e soprattutto condivisione di valori e nuove forme di reciprocità sociale fondate su uno spirito comunitario. Le “comunità di vita” presenti in numero sempre maggiore sul territorio sono esperienze sociali complesse che superano le tradizionali barriere del vivere quotidiano – per esempio, la netta divisione tra lavoro, tempo libero e famiglia – e diventano piattaforme progettuali per nuove forme di legame sociale.

All’incontro, coordinato da Paolo Romagnoli, partecipano Gianni Ghidini, della Fondazione ICARE a cui aderisce l’associazione Mondo di Comunità e Famiglia e Giordana Ferri, docente del Politecnico di Milano, che da tempo sviluppa progetti di co-housing sul territorio.

Una riflessione di Gino Pagliarani sulla polis introduce al tema dell’incontro:

Se la “patologia “ che connota il nostro secolo è quella del narcisismo, con un ripiegamento del soggetto su se stesso e una sempre minore capacità di ascolto autentico dell’altro , l’approccio psicosocioanalitico pone, con la sua modalità di ricerca intervento, uno sguardo privilegiato sulla polis, nell’intento di    ricostituire una visione etica ed estetica del vivere sociale, il sentirsi parte di un tutto, la capacità di integrare i propri bisogni con quelli degli altri, in un progetto di vita che possa essere collettivo e non solo individuale.”

La partecipazione è gratuita. I posti sono limitati: si prega di confermare la vostra presenza rispondendo a questa mail

Per ulteriori informazioni contattare ariele@psicosocioanalisi.it


Vivere in cohousing, cosa vuol dire? L’incontro di Parma, 7 maggio 2011 | Eco-vicinato – ilCambiamento.it

Il 7 maggio scorso si è tenuto a Parma un incontro finalizzato a dare visibilità al fenomeno del cohousing e mettere a confronto le diverse realtà che si occupano di questa soluzione abitativa. Una soluzione che in Italia sta prendendo piede più velocemente che negli altri Paesi europei. Di seguito il report dell’incontro.

di Francesco Neri – 13 Maggio 2011

vai all’intero articolo qui: Vivere in cohousing, cosa vuol dire? L’incontro di Parma | Eco-vicinato – ilCambiamento.it.


negli ultimi anni si stanno moltiplicando in tutta Europa (e questa volta l’Italia non fa eccezione) gli esempi di Social Housing

Esempi di social housing ecologico si trovano a Londra, Berlino e anche in Italia

Questo cambio di popolazione all’interno delle case popolari o Social House, come viene chiamato il fenomeno, ha portato ad un cambio anche delle richieste e delle necessità di questi nuovi inquilini oggi più inclini a dare alla propria casa un valore diverso. Succede così che negli ultimi anni si stanno moltiplicando in tutta Europa (e questa volta l’Italia non fa eccezione) gli esempi di Social Housing Ecologico.

da: News.


Cohousing e home sharing, nuove forme di coesione sociale

La crisi economica favorisce lo sviluppo di nuove soluzioni di condivisione abitativa e lo sviluppo di nuove e inedite forme di socialità. La formula dell’home sharing si è sviluppata fortemente negli ultimi anni negli Stati Uniti ed in particolare in New Jersey, dove si concentra il maggior numero di agenzie specializzate che aiutano gli over 60 a trovare coinquilini fidati con cui condividere le spese dell’affitto.“Le richieste aumentano in continuazione, anno dopo anno – spiega il direttore esecutivo della principale agenzia di Home sharing Renee Drell – ma il picco lo abbiamo registrato nel pieno della crisi economica”. Soltanto negli ultimi due anni negli Usa è cresciuto del 19% il numero di anziani che si rivolge a questo tipo di agenzie, soprattutto per far fronte al disagio economico ma anche per ottenere vantaggi e intrecciare nuove relazioni sociali.


A Milano arriva il cohousing, il nuovo modo di vivere in comunità | Eleonora Bianchini | Il Fatto Quotidiano

l capoluogo lombardo è la prima città in cui sbarca la modalità abitativa volta a condividere spazi e servizi pur mantenendo la propria abitazione privata: dall’orto collettivo alla baby sitter in comune fino al car sharing

Pannelli fotovoltaici per risparmiare sulle bollette di luce e gas, banca del tempo per garantirsi la baby sitter gratis e palestra con bagno turco inclusi nel prezzo d’acquisto dell’immobile. Ma anche un orto per far crescere le verdure bio, la possibilità di organizzarsi con il car sharing e soprattutto la certezza di potersi fidare dei propri vicini di casa. Tutto questo e molto di più è il cohousing, la modalità abitativa volta a condividere spazi e servizi pur mantenendo la propria abitazione privata. In Italia, sebbene sia ancora agli albori, èCohousing.it la community che ha l’ha tradotta in realtà. Nata a Milano, attraverso la società di servizi Cohousing Ventures, ha curato i nuclei abitativi partecipati di Urban Village Bovisa 01Cosycoh in città, e TerraCielo, complesso di 60 appartamenti a Rodano, pronto per l’estate 2011.

A differenza delle imprese immobiliari non chiede una percentuale sulla vendita, ma il pagamento di una quota associativa (2.500 euro per l’acquisto, 500 per l’affitto) per retribuire gli stipendi di impiegati e psicologi che seguono gli acquirenti dalla prima riunione di programmazione partecipata. E’ l’unica impresa italiana, per ora, che prima presenta il progetto di cohousing e poi raccoglie le adesioni. Il contrario di quanto fanno i gruppi spontanei, nuclei di famiglie che si conoscono ma che raramente arrivano all’obiettivo. “Dalla presentazione alle chiavi in mano passano circa due anni”, spiega Nadia Simionato di Cohousing.it. “Chi è interessato ci contatta via web e con la newsletter teniamo aggiornati sulle abitazioni in vendita o in affitto”. E le adesioni negli ultimi anni sono in aumento. “Nel 2006 abbiamo lanciato una ricerca su Internet, da cui è emerso che le esigenze di socialità e le buone pratiche della convivenza oggi sono prioritarie. In 3 settimane oltre 3500 persone hanno manifestato interesse per il cohousing”.

Un boom che riproduce modelli collaborativi del passato, attraverso la relazione con il vicino di casa con cui oggi, specie nelle grandi città, non si interagisce. “I più resistenti al cohousing sono gli over 50, che hanno già una vita stabile, figli adolescenti e non sono disposti a cambiare quartiere”, prosegue Simionato. “Le giovani coppie e i single invece cercano un grado maggiore di interazione da cui possono ricavare beneficio: tra i residenti qualcuno è disposto a fare da babysitter o a gestire un piccolo asilo nido interno e per ripagare il servizio, ad esempio, ci si organizza per fare la spesa”.

E i vantaggi della vita comune portano anche a risparmi importanti: “Nel nuovo complesso di Rodano saranno costruite anche sauna e palestra e i residenti risparmieranno sull’abbonamento. Potranno disporre di un’area verde da coltivare e per 20 anni, grazie ai pannelli fotovoltaici, dovranno pagare solo la bolletta elettrica”, aggiunge Michele Bonelli di Cohousing Ventures. “Visto che tutti si conoscono e si fidano reciprocamente non sarà necessario chiudere la porta di casa. Di solito per andare al lavoro si organizzano spontaneamente con il car-sharing e aderiscono ai gas (gruppi di acquisto solidale, ndr) per comprare biologico e accorciare la filiera distributiva”. Una vita basata su etica e sostenibilità che anche l’imprenditore che avanza il progetto deve condividere visto che non sposa la speculazione. “Le proposte che arrivano dai privati o dalle aziende sono numerose”, puntualizza Bonelli, “perché l’idea del cohousing risponde a un bisogno di fare comunità che sul mercato oggi ha più possibilità di incontrare acquirenti”.

Tuttavia i committenti possono anche essere amministrazioni pubbliche. Ma gli ostacoli sono tanti: “Alcune si sono ispirate a noi per modelli di social housing, quello che un tempo erano le ‘case popolari’ – prosegue Bonelli – Ci chiedono assistenza per progetti che prima o poi partiranno. Al momento a bloccare l’avvio sono i cavilli burocratici. E anche i grandi speculatori, dal Gruppo Ligresti al comparto edile coinvolto nell’Expo 2015, godono di un mondo di relazioni a cui non abbiamo accesso”.

E il cohousing, nonostante le economie di scala, non è sostenibile per tutti: “Qui a Rodano costa 3000 euro al metro quadro – sottolinea Bonelli – anche se i pannelli solari permettono di risparmiare 1000 euro l’anno di riscaldamento per un appartamento di 100 mq”.

Ma la strada è ancora lunga: “Il nostro sogno”, conclude, “è fare accedere i giovani e creare abitazioni in affitto con l’opzione di riscatto. Proprio come se fosse un mutuo sociale”.

da: A Milano arriva il cohousing, il nuovo mododi vivere in comunità | Eleonora Bianchini | Il Fatto Quotidiano.


Co-housing: L’ultimo di cui abbiamo notizia è quello inaugurato a Seregno (MB) lo scorso dicembre: si chiama Maison d’Elite ed è stato presentato dall’architetto Luigi Filocca

Di progetti legati al co-housing ne sono nati tantissimi in Italia negli ultimi anni, in particolare nei pressi delle grandi città di Milano e Roma.

L’ultimo di cui abbiamo notizia è quello inaugurato a Seregno (MB) lo scorso dicembre: si chiama Maison d’Elite ed è stato presentato dall’architetto Luigi Filocca.

“Quella del co-housing”, ci racconta, “è una formula che oggi si rende quasi indispensabile per dare la possibilità soprattutto a famiglie disgregate o a persone che cercano di ritrovare una dimensione famigliare, o che vivono situazioni sociali non ben definite di ritrovare una risposta importante”

Nel co-housing, però, oltre all’aspetto sociale ce n’è anche uno ambientale, legato all’efficienza energetica degli edifici…
“Esatto, è proprio un aspetto caratterizzante di questo tipo di intervento: in classe A e pensato con un consumo di 19 kWh/mq annuo. Per intenderci: su 100 mq d’appartamento, la spesa presunta per il riscaldamento sarebbe di soli 190,00 euro l’anno…”

Cos’ha di diverso la Maison d’Elite rispetto agli altri progetti di co-housing?

“L’aspetto sociale: l’accesso alla alla struttura è a canone concordato a prezzi calmierati.
E poi, oltre a essere un complesso tecnologicamente avanzato, che sfrutta fonti rinnovabili come l’energia geotermica, le pompe di calore, i pannelli solari e parabole a inseguimento solare per il riscaldamento dell’acqua, c’è anche uno sfruttamento di parti di edificio in condivisione, con piscina, palestra, spazi per gli eventi e i compleanni, sala internet, sala cucina, biblioteca, camere per gli ospiti e appartamenti messi a disposizione per i visitatori che vogliono apprendere questa filosofia”.

Ma queste case sono solo in affitto? Non vengono vendute?

“E’ un’iniziativa un po’ particolare. La vendita avviene virtualmente, ed è possibile prenotare le quote relative all’acquisto della copia identica dell’appartamento nel quale si abita.”

In parole povere?

“Le persone che andranno ad occupare le abitazioni nel contesto Maison d’Elite, potranno acquistare le quote di una casa identica, concepita già oggi virtualmente. L’abitazione che utilizzano a canone concordato ha un valore di mercato, le quote corrispondono al valore della casa in cui si sta ad abitare. Comprando queste quote, il sistema garantisce una rendita che è equivalente all’affitto che si paga. La persona che utilizza queste case a livello sperimentale, di fatto non paga l’affitto perché comprando le quote della copia identica che poi commissionerà al sistema, ha una rendita sull’investimento che gli consente di pagare l’affitto e nel giro di 3 anni di modellare la casa su misura.”

In pratica: una persona va ad abitare alla Maison d’Elite e pagando l’affitto paga delle quote sostitutive di una casa virtuale, prenotata sul sito maisonvirtual.eu, identica a quella che già occupa ma che sarà costruita in un secondo momento. Una volta che la persona si è scelta i vicini e quindi si è formato il nucleo di nuovi co-houser, si trasferisce nella nuova casa, che a questo punto è acquistata (per una parte o per intero).

“Questo intervento sperimentale”, conclude Filocca, “offre un trampolino di lancio per le iniziative dei nuovi gruppi di co-houser che si formeranno con l’intento di ripetere questa esperienza: forte riduzione dell’inquinamento, bassissimo consumo energetico, uso delle rinnovabili, creazione di spazi condivisi, gestione intelligente degli impianti. Per diffondere sempre di più un modo di abitare che rispetta la dimensione sociale e l’ambiente.”

Showroom via San Vitale 13, Seregno

da: LifeGate | Co-housing: roba d’élite?.


Antonella Sapio (a cura di) Famiglie, reti familiari e cohousing. Verso nuovi stili del vivere, del convivere e dell’abitare

Famiglie, reti familiari e cohousing. Verso nuovi stili del vivere, del convivere e dell’abitare
Autori e curatori: Antonella Sapio
Contributi: Linda Antonini, Orazio Carpenzano, Charles Durrett, Manuela Dviri Vitali Norsa, Carla Facchini, Donata Francescato, Laura Fruggeri, Simonetta Grilli, Matthieu Lietaert, Consuelo Mameli, Anna Laura Zanatta, Marco Zucchini
Collana: La società – Saggi
Argomenti: Sociologia della famiglia
Livello: Saggi, scenari, interventi
Dati: pp. 256,     1a edizione  2010  (Cod.1420.1.115)
Famiglie, reti familiari e cohousing. Verso nuovi stili del vivere, del convivere e dell’abitare
Tipologia: Edizione a stampa
Prezzo: € 28,00

Famiglie, reti familiari e cohousing. Verso nuovi stili del vivere, del convivere e dell’abitare.


Spunti in tema di “COHOUSING”

Buongiorno professore,
sono una studentessa della Progest che ha seguito il suo corso di Legislazione nell’Anno Accademico 2007/2008.
Mi scusi tanto se la disturbo, ma so che lei è un docente esperto in vari ambiti del lavoro sociale e ho pensato di chiedere il suo aiuto.

Sto cominicando il mio lavoro di tesi, che intendo fare sul tema dell’HOUSING SOCIALE. Sono davvero all’inizio, per cui sto iniziando ora a cercare il materiale da leggere per poi definire bene gli aspetti specifici da approfondire.
Le scrivo appunto per chiederle se per caso lei conosce qualche testo o documento sull’argomento che sarebbe utile leggere.

Se per caso le viene in mente qualche titolo da suggerirmi, gliene sarei davvero molto grata.
Se così non fosse, non si preoccupi affatto.

Mi scusi ancora tantissimo per il disturbo e la ringrazio moltissimo, in ogni caso, per la sua disponibilità.
Cordiali saluti,
(lettera firmata)

gentile dott.sa ….

da qualche tempo sto mettendo in osservazione quel particolare modo di concepire, la casa, l’habitat e le relazioni di coabitazione che si è convenuto di chiamare “cohousing

per ora catalogo le tracce informative in questo scaffale del mio blog polser:

non ho messo ancora a punto una mia scaletta argomentativa sull’argomento, tuttavia se dovessi farlo partirebbe da qui:

  • il significato della casa dal punto di vista psicologico, relazionale, sociale
  • lo sviluppo della politica urbanistica in italia per decenni
  • cosa dicono gli architetti
  • le esperienze francesi: in particolare la socilogia urbana di chombart de lauwe
  • una esperienza storica: il servizio sociale nei quartieri (con particolare riferimento all’ISCAL)
  • ….

è una prima lista del tutto associativa e spontanea che andrebbe sviluppata ed intersecata con altre prospettive

per ora non conosco libri che trattano l’argomento, tuttavia se ce ne fossero li troverà sullo scaffale del link che le ho segnalato

colgo l’occasione per saìutarla con cordialità e augurarle buon futuro

paolo ferrario


Persone diverse per età ed esperienze, tutte accomunate da un unico progetto di vita, che trova realizzazione concreta in una nuova formula abitativa, quella del co-housing. Spazi comuni, dall’orto alla lavanderia, servizi di mutua assistenza

Persone diverse per età ed esperienze, tutte accomunate da un unico progetto di vita, che trova realizzazione concreta in una nuova formula abitativa, quella del co-housing. Spazi comuni, dall’orto alla lavanderia, servizi di muta assistenza, dal car sharing alla “portineria intelligente” che si occupa anche delle bollette e della spesa, micronidohobby room ,piscina e giardino: nel co-housing, privacy e relazioni sociali trovano un equilibrio armonico, il cui precipitato è un’invidiabile qualità della vita.

«Io e la mia compagna cercavamo casa – ci racconta Paolo Stagnoli, 39 anni – quando navigando in rete abbiamo scoperto la realtà del cohousing, che ci è subito piaciuta. Dalla prima riunione di gruppo all’acquisto sono passati pochi mesi». Entusiasmo ed equilibrio razionale: Paolo ci parla con passione della sua esperienza senza edulcorare nulla. «Giovane, moderno, divertente: eppure il loft non era esattamente il tipo di casa – continua – che io e la mia compagna consideravamo adatta a essere suddivisa in vista di figli piccoli. Anche il prezzo non era allineato con quelli di mercato e la Bovisa, poi, dove sorge l’Urban Village in cui ora abitiamo, è una zona di Milano in crescita, sì, ma per ora sulla carta: eppure il progetto era cosìentusiasmante che abbiamo aderito nonostante il margine di rischio che comporta l’acquisto di una quota parte di spazi comuni, un impegno economico che non si può considerare un investimento».

Remore superate di slancio, a tutt’oggi senza ripensamenti di sorta: «Fino a che non ci vivevo dovevo crederci, adesso che ci vivo lo so: la risposta che il cohousing sta dando èall’altezza delle aspettative che avevamo. Questa è proprio la dimensione di vita, sociale e di coabitazione che desideravamo – continua Paolo -. Ècome in un piccolo paese, dov’è normale darsi una mano. Se qualcuno di noi va a fare acquisti all’Ikea , dà una voce agli altri inviando un messaggio al newsgroup: “Domani vado lì, qualcuno ha bisogno di qualcosa?”». Sono una trentina gli appartamenti all’Urban Village della Bovisa, divisi al 50% tra nuclei familiari e single. L’età media viaggia intorno ai 30-40 anni. «Ovviamente ci sono sfumature di partecipazione nel gruppo – sottolinea Paolo -: un 30% di partecipanti entusiasti cerca continuamente sinergie con gli altri e porta avanti progetti comuni, il 50% dei partecipanti passivi gode dei frutti della collaborazione ma offre aiuto solo se espressamente richiesto di farlo, la restante percentuale non sta sfruttando il cohousing e lo vive come un normale condominio. È fondamentale sapere che ci sono fatiche aggiuntive da affrontare, ampiamente ripagate. E che non si può delegare ad altri la responsabilità delle scelte».

In un clima assembleare permanente, molto anni Settanta, le decisioni non si prendono a maggioranza: «Si discute anche per ore, com’è accaduto per decidere se installare o no l’antenna della tv. Ma poi si arriva al dunque senza ricorrere a votazioni anche grazie a chi, nel gruppo, è più abile nel disinnescare i conflitti e le contrapposizioni muro contro muro». Dovendo condividere lavanderia, officina, sala comune e soprattutto momenti di confronto è facile diventare amici dei propri cohousers «ma l’amicizia – precisa Paolo – è indipendente dalla relazione cooperativa e collaborativa».

Tutti insieme appassionatamente – Donna – Libero News.


Terra Nuova Edizioni Shop – Cohousing e condomini solidali – Libro + Dvd

Cohousing e condomini solidali - Libro + Dvd

Guida pratica alle nuove forme di vicinato e di vita in comune con allegato il documentario “Vivere in cohousing”.
Che cos’è il cohousing?
Una particolare forma di vicinato dove coppie e singoli, ognuno nel proprio appartamento, decidono di condividere alcuni spazi e servizi comuni come il mangiare, la gestione dei bambini, la cura del verde, ecc. Le esperienze raccolte in questo libro provengono da Paesi dove il fenomeno è ormai ben radicato e diffuso.
Stimolanti e vivide sono infine le testimonianze raccolte nel DVD allegato, girato in diversi cohousing in Belgio, Svezia, Olanda, Gran Bretagna e Germania. Un documentario inedito che fa conoscere le facce e le storie personali di chi da anni e con grande soddisfazione ha scelto il cohousing.Leggi la recensione del libro

Autore: Matthieu Lietaert
Editore: Terra Nuova Edizioni
Pagine: 192
Codice: EA018


Castel Merlino: l’E-CoHousing sbarca in Emilia-Romagna | Telesanterno

Un piccolo borgo nell’Appennino fra Bologna e Firenze. Sette famiglie, spazi in comune e gestione collettiva dei servizi. Non è un reality show di ambientazione rurale, ma il primo progetto italiano di E-CoHousingSi chiama E-CoHousing, ed è una particolare forma di vicinato in cui si decide di mettere in comune alcuni spazi e di gestire in maniera collettiva alcuni servizi essenziali.L’esperienza è nata in Danimarca verso la fine degli Anni Sessanta, si è progressivamente sviluppata negli Stati Uniti e in Europa, ed è arrivata anche in provincia di Bologna, a Castel Merlino, un piccolo borgo nel Comune di Monzuno sull’Appennino al confine fra l’Emilia-Romagna e la provincia di Firenze.

segue qui:

Castel Merlino: l’E-CoHousing sbarca in Emilia-Romagna | Telesanterno

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2° INCONTRO GRUPPO CO-HOUSERS BOLOGNESI: SABATO 26 GENNAIO 2008 ORE 16.30 c/o Federazione Verdi – Via Galliera 2 , BOLOGNA

2° INCONTRO GRUPPO CO-HOUSERS BOLOGNESI:
SABATO 26 GENNAIO 2008 ORE 16.30
c/o Federazione Verdi – Via Galliera 2 , BOLOGNA

PROGRAMMA:
ILLUSTRAZIONE DEL PROGETTO BOLOGNESE


PRESENTAZIONE DEL LIBRO

“Cohousing e condomini solidali. Guida pratica alle nuove forme alternative di coabitazione”
PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO ‘Vivere in cohousing’

INTERVENTI DI:
Matthieu Lietaert
Autore e Consigliere I.S.P.Co (Istituto nazionale per lo Studio e la Promozione del Cohousing)
Susy Pirinei
E-Co-Abitare – promozione di progetti di co-housing sostenibile
Nicola e Ursula Sgalaberni
Condominio solidale di Salvaro Via Salvaro 67\69 – Pioppe di salvaro (Bo)
Coordina Roberta Rendina
Ecologisti spa- Verdi Bologn

PER INFO: www.ecologistispa.it -
  <!-- var prefix = 'mailto:'; var suffix = ''; var attribs = ''; var path = 'hr' + 'ef' + '='; var addy55460 = 'cohousing' + '@'; addy55460 = addy55460 + 'ecologistispa' + '.' + 'it'; document.write( '' ); document.write( addy55460 ); document.write( '' ); //--> cohousing@ecologistispa.it  <!-- document.write( '' ); //--> Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.  <!-- document.write( '' ); //--> 

span>cohousing@ecologistispa.itspan>

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VERSO LA “RETE NAZIONALE PER IL COHOUSING E L’ABITARE SOLIDALE” « ACF Toscana

Negli ultimi anni il cohousing si è diffuso anche in Italia come opzione privilegiata tra le forme possibili del convivere; nell’arco dell’ultimo triennio sono sorte infatti alcune decine di associazioni ed è in crescita il numero dei gruppi spontanei in cerca di idonee abitazioni.La evidente disparità tra la motivazione delle persone interessate al cohousing e la scarsa disponibilità da parte degli Enti pubblici a fornire sia beni del patrimonio pubblico (strutture dismesse, immobili ecc.) sia forme di sostegno normativo, così come le tante difficoltà operative preposte alla realizzazione di strutture di cohousing, pongono l’esigenza di raccordare le esperienze esistenti per rinforzare il comune impegno e pervenire a maggiori concretezze.

l’intera scheda qui: VERSO LA “RETE NAZIONALE PER IL COHOUSING E L’ABITARE SOLIDALE” « ACF Toscana

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Cooperativa Numero Zero è quindi diventata proprietaria dell’immobile situato a Porta Palazzo: primo cohousing del capoluogo piemontese

la Cooperativa Numero Zero è quindi diventata a tutti gli effetti proprietaria dell’immobile situato a Porta Palazzo, quartiere storico di Torino! (vedi AAM Terra Nuova “Porta Palazzo: un cohousing a Torino” Luglio/Agosto 2009) destinato ad ospitare il primo cohousing del capoluogo piemontese.


ARCHITETTI.COM – Progetto e immagine digitale Cohousing, condividere per abitare meglio

A pochi metri dalla sede del Politecnico di via Durando e a ridosso dell’area che ospiterà la nuova Accademia di Brera, in un ex-opificio che un tempo ospitava una vecchia fabbrica di barattoli, nascerà un residence in cohousing di 33 unità abitative. Nell’area si articoleranno anche 400 mq di giardino a corte, 140 mq di locali da destinare alla vita e ai servizi della comunità (living condominiale, lavanderia con area stiro, hobby room, deposito biciclette, area barbecue), una piscina all’aperto di 12 metri con solarium e all’esterno alcuni posti auto, ma in modica misura, per incentivare a un uso responsabile dei mezzi. Il progetto dell’architetto Luca Beverina prevede unità residenziali (loft, mansarde, duplex e appartamenti) con soluzioni che variano dai 53 ai 140 mq, accorpabili con tipologie e tagli diversi per creare una comunità residenziale viva e intergenerazionale. L’approccio architettonico non stravolge l’originaria struttura industriale, sfruttando gli ampi spazi per rivestirli di luce e utilizzarli come supporto per i pannelli solari, impianti centralizzati di riscaldamento a basso consumo e isolamento ad alto rendimento. All’interno lo spazio è modulato con soluzioni open-space e soppalchi che contribuiscono a movimentare l’ambiente, guadagnando così spazi funzionali e pienamente fruibili. La comunità ha collaborato con progettisti e architetti alla definizione della “Carta costituzionale” dell’Urban Village, decidendo arredo e corredo degli spazi condivisi, sistemazione della corte e “forme di governo” della loro comunità. La ristrutturazione del complesso è attualmente in corso e la consegna degli appartamenti è confermata per luglio 2009.

Articolo di Andrea Cantini e Massimiliano Bertoni

ARCHITETTI.COM – Progetto e immagine digitale Cohousing, condividere per abitare meglio -

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I comuni e l’housing sociale

1 febbraio 2010
“I comuni e l’housing sociale”
Genova

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Silvia Pochettino, La vita a tempo pieno (senior coHousing)

Arriva in Italia la proposta di co-residenze per gli over 50. Complessi abitativi per chi si avvicina alla terza età, con spazi per attività culturali, ludiche e di impegno. Si chiama “senior cohousing“, già diffuso nel nord Europa. Con un risultato sorprendente: un’indipendenza prolungata di 6-8 anni.”Un maggiore benessere psico-fisico e un’indipendenza prolungata di 6-8 anni rispetto a chi vive da solo”. Questi i risultati della ricerca condotta da Daphe Albers della Wageningen University, in Olanda, che ha comparato la condizione di vita di cento persone di più di 50 anni che vivono in co-residenza con un campione di terza età che vive individualmente. “La vita in co-residenza permette contatti sociali più frequenti e una vita più attiva” sostiene ancora la ricerca, che mette in luce come il 76% dei cosiddetti “senior cohouser” coltivi almeno un hobby contro il 25% della media nazionale.

vai all’intero articolo

Volontari per lo sviluppo – La vita a tempo pieno

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Cohousing Sostenibile: una esperienza innovativa nella città metropolitana è possibile? | Zoes – zona equosostenibile

Venerdì 22 alle ore 18.00, presso la libreria Rinascita, Viale Agosta 36, Roma, un incontro sul Cohousing Sostenibile promosso dall’Associazione E-Co-Abitare e con la partecipazione dell’Associazione “La Casa sull’Albero”.

Il cohousing non è un utopia ma l’esperienza quotidiana di migliaia di persone in tutto il mondo che hanno scelto di vivere in una comunità residenziale a servizi condivisi. Nell’occasione verrà presentato lo studio “Cohousing nell’area metropolitana di Roma” a cura dell’Ass. Mida e proiettato il  documentario “Vivere in cohousing” dI Matthieu Lietaert.


Pubblicato il Lunedì, 18 Gennaio, 2010 – 17:30

in:
Cohousing Sostenibile: una esperienza innovativa nella città metropolitana è possibile? | Zoes – zona equosostenibile

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CoHousing: Braziers Park, « R0bert076′s Blog

…. Braziers è una valida esperienza di cohousing, visto che i residenti condividono spazi comuni nell’edificio principale, come la cucina, la sala da pranzo, la stanza per i computer, la connessione a internet, lo studio, la lavanderia, la biblioteca. Oltre a questo edificio, la community ha anche un vasto territorio, con boschi e pascoli, un frutteto, e un orto di discrete dimensioni e una serra. Il tentativo di rivalutare quei valori di solidarietà, cooperazione, convivialità e condivisione dei villaggi di un tempo è basilare ….


vai a: Braziers Park « R0bert076′s Blog

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Ennio Alessandro Rossi, CoHousing: IL condominio del futuro

…   E’ un modello di coabitazione nato nei Paesi del Nord Europa da diversi anni. L’ “identikit” dei fruitori è il più disparato ; conta la visione partecipativa e non l’età ; chi non lo conosce tende a relegarlo a realtà riservata ad anziani, ma non è così. A parere di chi scrive è una innovazione moderna e trasversale ; famiglie tradizionali, handicappati, separati, single, giovani appassionati di internet, anziani, vivono in complessi residenziali composti da 20 a 40 nuclei familiari, condividendo le decisioni e la partecipazione alle attività sociali. Si vive meglio e si spende meno. Il Italia ci sono già alcune esperienze attive ed il modello è in progressiva ascesa; Ogni soggetto ha una sua abitazioni esclusiva dove ritirarsi nei momenti in cui gradisce restare solo, meditare, ascoltare musica. Altre necessità sono condivise; il modello avrà un futuro di sicuro successo perchè coniuga esigenze individuali con il bisogno di socialità, di sicurezza, di protezione e di risparmio.

Si progettano e si mettono in comune l’ autovettura, spazi per cinema e televisione, per dipingere, l’ asilo e il nido, lavanderia, giardino, cortili per animali domestici, spazi per discussioni e confronti culturali o per iniziative legate alle nuove tecnologie (es. internet e co-working ) ; si organizzano gruppi d’acquisto per ogni tipo di merce al fine di spuntare prezzi migliori ( dai prodotti alimentari biologici, all’arredo, agli elettrodomestici); si condividono non solo beni ma anche servizi esterni quali p.es. infermieristico, baby sitter, badanti etc.; le possibilità sono illimitate come la fantasia del gruppo.

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CoHousing: IL condominio del futuro

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Verso il Cohousing , incontri formativi a Como, Gennaio-Marzo 2010

A partire dal grande interesse riscontrato durante l’ultima Fiera e nelle richieste di approfondimento pervenuteci, L’isola che c’è – con il progetto LuoghiCOmuni – e DES Varese – con il progetto CoVabito – ha avviato un percorso formativo Verso il Cohousing con l’obiettivo di stimolare la formazione di gruppi per la realizzazione di futuri progetti di coabitazione sostenibile.
I prossimi appuntamenti:
* Sabato 23 gennaio, ore 10-17 (pranzo autogestito): Il metodo del consenso: la maggioranza esprime la migliore delle soluzioni possibili?
Presso: casa dei Padri Comboniani a Como – Rebbio (Via Varesina, all’altezza di Via Lissi)
I processi decisionali nella progettazione partecipata: il metodo del consenso
Conduce e facilita: Anna Fazi, Rete Lilliput
* Sabato 6 febbraio, ore 10-17 (pranzo autogestito): La progettazione partecipata come processo sociale inclusivo
Un’esperienza concreta di progettazione partecipata con… un risultato finale!
Conduce e facilita: Architetto Rossella Bearzatto, consulente in progettazione partecipata
* Sabato 27 febbraio, ore 16 (cena autogestita): La casa ecologica
Autocostruzione e autorecupero, utilizzo di materiali innovativi, pannelli solari e geotermia, sono solo alcune delle tematiche che verranno trattate in questo brainstorming sulla casa ecologica.
Conducono: professionisti del tavolo Bioedilizia (DES Varese), Ing. Marco Tornaghi (Thermogea) e Ing. Francesco Tampellini (Rete Solare per l’Autocostruzione)
* Sabato 20 marzo: Gita a Castelmerlino (BO)
Visita al cohousing in costruzione di Castelmerlino (BO) e incontro con l’associazione E’-cohousing.
Il luogo e gli orari degli incontri saranno comunicati di volta in volta. Per i pranzi o le cene in autogestione ognuno è invitato a portare qualcosa da condividere. È richiesto un contributo di €30 a testa per l’intero ciclo di incontri (€50 per le coppie)

vai a:

http://www.lisolachece.org/index.php?option=com_content&task=blogcategory&id=137&Itemid=615

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Bagni per la terza età

14 Dicembre 2009


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www.terzaeta.com

 

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CoHousing, Milano

COSYCOH: 8 appartamenti in affitto con opzione di acquisto (ma affrettatevi)

In molti avevate chiesto un progetto di cohousing in affitto… Al più presto… Adesso c’è!
COSYCOH  è il primo progetto di cohousing in affitto in Europa: giovane e allegro, in città, con tutte le comodità vicine (in Via Ripamonti) ma in una via senza traffico sotto casa e senza rumore (Via Alamanni 20).
10€/mq per i primi 4 anni di locazione(con opzione di acquisto a favore dei conduttori esercitabile dal secondo al quarto anno), in cohousing, con una bellissima sala comune di 65 mq  al quinto piano e una splendida terrazza da godersi nel periodo estivo… Un sogno, a Milano! Ma non per gli otto fortunati che ci andranno a vivere. A Cosycoh hanno già prenotato le loro casa delle giovani coppie, alcune con bambini piccoli: questo è insomma un cohousing a dimensione di famiglia giovane!!! Otto gli appartamenti disponibili in totale, solo 4 quelli ancora disponibili (e ancora per poco)…
Il cantiere è nelle sue fasi conclusive (gli appartamenti, nuovi e non arredati, saranno consegnati il 1 aprile 2010), la progettazione partecipata comincerà a febbraio 2010.
Se dunque siete dei giovani con meno di 36 anni, questa è la vostra occasione! Non c’è tempo da perdere: la possibilità di vedere Cosycoh e di prenotare il proprio appartamento ci sarà solo nei giorni: mercoledì 16 dicembre e venerdì 18 dicembre alle ore 13.00. Per visitare il cantiere è necessario prenotare la propria visita: manifestate perciò il vostro interesse alla pagina dedicata al progetto all’indirizzo http://cohousing.it/cosycoh/ . Riceverete una email di conferma contenente il prospetto informativo e una telefonata che vi confermerà l’appuntamento per vedere Cosycoh.  Non perdete questa occasione, gli ultimi quattro appartamenti saranno affittati entro Natale (e non ci capiterà un’altro progetto come questo nei prossimi mesi)… è un regalo da mettere sotto l’albero!

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cohousing.it

Benvenuti nel sito italiano del cohousing, un nuovo modo di abitare con spazi e servizi condivisi tra persone amiche che avete scelto e con cui avete progettato la vostra comunità residenziale. Chi vive in cohousing – sono più di mille gli insediamenti di questo tipo nel mondo – vive una vita più semplice. meno costosa e meno faticosa decidendo innanzitutto cosa condividere: un micronido per i bambini, un orto o una serra, un living condominiale, un servizio di car sharing o una portineria intelligente che paga le bollette e ritira la spesa. Solo per fare qualche esempio.

cohousing.it – home

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Marco Santarelli, Casa: storie di social housing, Radio 3 Scienza 30 marzo 2009

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Giovanni Del Zanna, Accessibilità Universale, ovvero per tutti | Muoversi Insieme, Stannah

Si sente parlare spesso di “Accessibilità”, ma nello specifico cosa intendiamo con questo termine?
Accessibilità economica, dell’informazione, dei siti web… tante possono esserne le accezioni. Quando però ci riferiamo al tema della casa, della città, individuiamo nella Accessibilità quella qualità dell’ambiente costruito che permette a tutti

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L’IDEA del “CONDOMINIO SOLIDALE” : l’idea e la struttura

L’IDEA del “CONDOMINIO SOLIDALE”

Ogni costruzione di società, come ogni suo cambiamento, non può avvenire che attraverso luoghi in cui si diventa amici, si condivide un’esperienza umana totale, si cerca insieme il senso della vita e, soprattutto, si costruiscono relazioni. Questo luogo noi lo chiamiamo “condominio solidale” piuttosto che comunità, per non usare parole troppo impegnative e inflazionate.

In Lombardia, e altrove, la “corte” [ampio spazio di uso comune interno alle cascine agricole] era una realtà molto importante per la sopravvivenza delle famiglie, in quanto viveva di piccoli gesti di solidarietà quotidiana; ora si tratta di farla rivivere con regole nuove, poche, ma fondamentali.

ACF: l’idea e la struttura

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Casa alla Fontana – Home Page

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Vita in comune, è boom dei condomini solidali

A Milano nascono nuove comunità in cascine o edifici ristrutturati. Una formula per condividere spazi abitativi, stipendi e problemi

Vivere in comunità: è il sogno del Terzo Millennio di tante famiglie milanesi,

Vivimilano.it – Vita in comune, è boom dei condomini solidali

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