Una biblioteca condominiale a Milano
Il civico numero 12 di via Rembrandt è diventato la sede della prima biblioteca condominiale di Milano grazie all’impegno
del suo fondatore, il Signor Roberto Chiappello, ed alle numerose donazioni private. L’obiettivo di quest’ iniziativa non è solo
quello di offrire un servizio alla comunità , ma soprattutto quello di consolidare la rete di relazioni di quartiere.
“Bisogna riprendere in mano la vita sociale del proprio quartiere, questo è solo il primo passo”
Esperienze simili già esistono in molte grandi città estere, prima fra tutte New York dove, dopo la piscina condominiale, è
proprio la biblioteca condominiale ad essere diventata il nuovo valore aggiunto di un’abitazione.
Ma c’è una differenza tra queste biblioteche, create al fine di aumentare il valore economico degli immobili che le ospitano, e
l’ niziativa milanese. Il signor Chiappello, parlando delle ragioni alla base della sua iniziativa, spiega infatti che “Abbiamo
cercato di abbattere le distanze tra gli inquilini del palazzo, di dialogare con i condomini per verificare se anche da parte loro
ci fosse la volontà di creare finalmente un nostro spazio, adibito al dialogo e al confronto”
Leggi tutto
http://www.labsus.org/index.php?option=com_content&view=article&id=3820&Itemid=30
(fonte newsletter labsus.org)
Archivi categoria: Urbanistica
Como: OBIETTIVO CITTÀ MURATA, Tavola rotonda organizzata dall’associazione Chiave di Volta, 24 novembre 2012
OBIETTIVO CITTÀ MURATA
Palazzo Volpi, via Diaz 84, dalle 9, ingresso libero
Tavola rotonda organizzata dall’associazione Chiave di Volta. Programma:
- ore 9 registrazione dei partecipanti;
- ore 9.15 saluto delle autorità;
- ore 9.30 Città murata, patrimonio culturale. Il tracciato romano sottostante la città murata, oggetto degli studi di Gianfranco Caniggia negli anni Sessanta e Settanta, haa avuto verifiche, conferme e negazioni negli scavi archeologici. Quali sono stati negli ultimi quattro decenni gli approfondimenti teorici e applicativi? Alcuni centri storici di fondazione romana sono tati valorizzati mettendo in luce porzioni consistenti di archeologia antica, in Italia e all’estero. Intervengono Isabella Nobile, direttrice Musei civici di Como con Aggiornamenti su Como romana; Marco annazaro, Università Cattolica di Milano e Brescia con Esperienze di archeologia urbana a Brescia, possibile modello per il recupero della memoria storica di una città di antica fondazione;
- ore 10 La città storica: restauri e interventi, studi e ricerche.Interviene Maria Grazia Soldini, architetto, restauratore di Palazzo Odescalchi;
- ore 10.15 Idee giovani: contributi di neolaureati, dottorandi, ricercatori. Roberta Macchia: Sotto il parcheggio le terme romane? Tesi di laurea Università Cattolica Milano; Filippo Magatti e Nicolò Zugnino: Percorsi medioevali a Como. Tesi di laurea Politecnico di Milano; Elena Rizzi: Dipinti ottocenteschi sul centro storico. Tesi di laurea, Università Cattolica, Milano; Lucia Tenconi: La Cortesella e la politica del “piccone demolitore” 1933 – 1939. Dottorato Politecnico di Torino; Lara Giamminola: Street art, Tesi di laurea Università Statale, Milano;
- ore 11.15 pausa caffè
- ore 11.30 Urbanistica e tutela per il centro storico, prima e dopo di Darko Pandakovic;
- ore 11.45 Significato della città murata. Significati diversi per chi ci abita, lavora, va a scuola, è di passaggio, fa shopping, compra o vende immobili, apre o chiude negozi, affitta o gestisce bed & breakfast, visita monumenti di storia e di arte contemporanea. Interventi di Alessio Brunialti, Gerardo Monizza, Milly Pozzi, Elena Di Raddo e Giusy Lucini;
- ore 12.30 Significato della città murata e aspettative:contributi di soci e simpatizzanti
NdA: giusto! Oggi la Città Murata, domani il mondo…
http://www.chiavedivolta.org
![]() |
IL LAGO DI COMO, L’ANTICO LARIO, devastato dai nuovi ricchi e da comunità locali prive di passione per la memoria « Coatesa sul Lario … e dintorni
L’equilibrio dei secoli scorsi fra la natura del Lario e gli uomini è dovuto a due fattori.
Il primo è la geografia: le montagne si tuffano direttamente nel lago, determinando una sottile linea fra terra e acqua come unico e scarso spazio dove si può costruire e alimentare quella pulsione del “far diventar altro”, che è tipica della cultura dell’Occidente. Così, nonostante la voglia di costruire indotta dal dettato religioso “popolate la terra”, NON E’ SPAZIALMENTE POSSIBILE consumare territorio oltre certi limiti.
Il secondo fattore è l’antica povertà di questi luoghi. Era una economia di autoconsumo che si muoveva fra terrazze di grano, orti, castagne del bosco e pesca. Il popolo del Lario è stato sempre migrante per cercare lavoro.
Quasti due caratteri hanno salvaguardato un territorio meraviglioso e DIVERSO da quello degli altri laghi prealpini, dove il maggior digradare della montagna ha favorito l’antropizzazione priva di gusto estetico.
Quasi tutto, però, sta cambiando con l’arrivo dei NUOVI RICCHI degli anni ’80 e seguenti.
Le strette strade del Lario sono quotidianamente occupate da quei grossi camion/betoniera, tipici dei professionisti dei grandi scavi (le cronache parlano di un monopolio del n’drangheta calabrese emigrata al Nord per queste tecniche e questi macchinari).
Il risultato di questo andirivieni è questo:
1. distruzionie di paesaggio a Lezzeno:
- questa violenza al paesaggio del Lago di Como, l’antico Lario, è presentata così dai costruttori/venditori: http://www.bellagiolakeresort.it/; www.bellagiolakeresort.it/download/brochure-lezzeno.pdf
2. Distruzioni di paesaggio nel territorio prospicente sul lago, al confine fra Laglio e Brienno:
- anche qui la violenza al paesaggio del Lago di Como, l’antico Lario, è presentata così dagli stessi costruttori/venditori di prima: http://www.comolakeresort.it/
Sono tante le cose che impressionano.
Impressiona la volgarità della esibizione di quelle terrazze a lago, quasi ad mostrare con tracotanza un “dominio di luogo” che si impone a qualunque altro abitatore.
Impressiona il torbido gusto architettonico. Basta guardare con occhi attenti le vecchie case di lago: tutte sono con tetti spioventi (e sotto travi di legno) ricoperte con tegole color mattone. L’equilibrio in questo caso è dato dalla amalgama fra il grigio verde dell’acqua, il verde dei monti e, per l’appunto, i tetti arancioni. Le nuove case dei nuovi ricchi hanno il tetto piatto e non stabiliscono NESSUNA RELAZIONE con la struttura urbane pre-esistente e con la cultura abitativa che l’ha caratterizzata lungo i secoli.
Impressiona, infine, che tutto questo è probabilmente legale. Ci sono giunte, sindaci e commissioni che hanno approvato. Ci sono sopraintendenze alla belle arti che non hanno fatto obiezioni. Ci sono comunità locali che, non solo hanno sostenuto, ma hanno incoraggiato con la speranza di qualche rendita di contesto.
Il risultato è uno STUPRO ALLA BELLEZZA.
Ma c’è di più ed oltre. Qui viene violata la memoria che le generazioni hanno trasmesso lungo il corso del tempo a quel rapporto fra natura e persone, che – miracolosamente – aveva creato quella bellezza che fa del Lario uno dei luoghi più conosciuto nel mondo.
Inoltre, viene a galla la NEGAZIONE DELLA RESPONSABILITA’ che le attuali generazioni dovrebbero avere per quelle future. La responsabilità di trasferire un ambiente vivibile, MA ANCHE BELLO, per loro.
Se la tendenza è quella rappresentata dai due obbrobri segnalati, rimane un unico argine: quello della geografia. Solo in luoghi protetti da un ambiente ostile al cemento (e un ambiente è ostile al cemento se non arrivano automobili) si potrà avere un simulacro del vecchi, antico, eterno paesaggio del Lario, violentato dai nuovi ricchi e della schiera dei loro alleati.
Eterotopie, di Video di Diotima
Leonardo Benevolo, La fine della città
“La fine della città”. I cambiamenti in atto nella dimensione urbana
Cosa è diventata la città oggi e come sarà la città del futuro? Questa è la domanda a cui prova a rispondere Leonardo Benevolo, storico dell’architettura, nel suo nuovo libro con intervista di Francesco Erbani “La fine della città” che esplora la nuova dimensione urbana fondendo la riflessione sullo stato della città e quella della biografia intellettuale e politica dello studioso. La città non è più uno spazio circoscritto entro certi limiti, una definizione valida per il passato, forse, chiarisce l’autore. Oggi la città “straborda”, esce dai suoi confini invadendo il territorio circostante. In occidente il fenomeno è chiaramente visibile, scompare la linea di confine tra territorio e città, mentre in Africa, Sudamerica e Asia immense baraccopoli spuntano ai margini delle città. Si manifesta la volontà dell’uomo di dominare lo spazio, “di organizzare l’infinità”, rimarca Benevolo.
Giovanni del Zanna, Accessibilità, i bollini non bastano | Muoversi Insieme
Se il mondo fosse totalmente accessibile, non ci sarebbe alcun bisogno di normative, soluzioni “speciali” e simboli di alcun genere.
Purtroppo, però, non viviamo nel paese delle meraviglie e dobbiamo fare i conti con la realtà, senza rimpianti. A questo scopo, da tempo vengono redatte delle “guide all’accessibilità” – prima in forma cartacea, ormai sempre più in forma digitale, disponibili in rete – per fornire al cittadino (abitante, visitatore, turista) indicazioni precise sull’effettivo grado di fruibilità di edifici, attrezzature e servizi.
Spesso si tratta di indicatori a “tre livelli”, come per i semafori: verde, giallo, rosso, ossia pienamente accessibile, parzialmente accessibile, non accessibile.
Questa comunicazione – spesso visualizzata con bollini (come nella foto in alto a sinistra) opittogrammi (foto qui a destra) – è semplice eimmediata, ma non sempre del tutto funzionale.
Infatti,
….
segue qui:
da: Accessibilità, i bollini non bastano | Muoversi Insieme.
“Rapporto Cittalia 2010 – Cittadini sostenibili”. Qualcosa sta cambiando nello stile di vita dei cittadini
“Rapporto Cittalia 2010 – Cittadini sostenibili”. Qualcosa sta cambiando nello stile di vita dei cittadini
Il nuovo Rapporto stilato da Cittalia sulle 15 realtà metropolitane italiane mira ad evidenziare due trend, nello stesso tempo, antitetici. Da un lato i dati crescenti sulle emissioni di C02 delle 15 città metropolitane prese in esame e dall’altro un cambiamento di rotta, in fieri, nei comportamenti individuali dei singoli cittadini. Infatti, si manifesta una sempre più evidente “coscienza ambientale” lontana da mode passeggere. Tanto più in un contesto di crisi come quello attuale in cui il ruolo dei cittadini attivi e coscienziosi è il primo passo, a costo zero, verso città più sostenibili e in maggior misura vivibili. L’ambiente come valore diventa l’imperativo del cambiamento, un’esigenza strutturale imprescindibile per il miglioramento della qualità della vita. Nello specifico la ricerca ha misurato l’impatto ambientale in termini di emissione di CO2 generate dai consumi e dai comportamenti quotidiani dei singoli cittadini residenti nelle 15 città. Quattro le aree analizzate: consumi elettrici domestici, consumi residenziali di gas, trattamento di rifiuti e trasporto privato di persone (escluso il trasporto pubblico).
Per approfondimenti
Giovanni Del Zanna, Sfumature nell’accessibilità? Affidiamoci alla logica | Muoversi Insieme
….
Conosciamo tutti l’Accessibilità, ma cos’è la Fuzzy Logic? E che cosa c’entra con il nostro argomento?
Letteralmente fuzzy logic significa “logica sfumata”, polivalente, ovvero – a differenza della “logica matematica” – una logica che non considera solo due condizioni Vero/Falso bensì anche quelle intermedie tra i due estremi. In breve potremmo dire che la realtà, che per la logica matematica è bianca o nera, per quella “fuzzy” è fatta di una sfumatura di grigi (a sinistra, lo schema che ne illustra il meccanismo).
Torniamo all’Accessibilità. Ci domandiamo: se in Italia abbiamo una buona normativa – e sono in molti a ritenere che sia così – perché abbiamo cattive applicazioni? Perché c’è poca Accessibilità? Perché siamo pieni di Barriere Architettoniche?
Le risposte non sono semplici.
vai a: Sfumature nell’accessibilità? Affidiamoci alla logica | Muoversi Insieme.



