lo stato ex comunista dell’UCRAINA ha deciso di ripulire le strade da cani e gatti randagi, in vista degli Europei di Calcio 2012. E gli umani esecutori di tale disposizione hanno iniziato a fare a gara tra chi riesce ad adottare i sistemi di soppressione più cruenti e dolorosi

Le umane autorità ucraine hanno deciso di ripulire le strade da cani e gatti randagi, in vista degli Europei di Calcio 2012. E gli umani esecutori di tale disposizione hanno iniziato a fare a gara tra chi riesce ad adottare i sistemi di soppressione più cruenti e dolorosi: bastonate, randellate, pietrate, spari con la pistola e con il fucile, soffocamento, avvelenamento con gas o con cibo, seppellimento da vivi, bruciamento da vivi in forni crematori mobili.
Animali massacrati a decine di migliaia. Forse ventimila.
Uno sterminio bestiale (questa volta sì il termine è d’obbligo) senza precedenti. Una sorta di strage di Erode abbattutasi su chi ha la sola colpa di essere (nato o diventato per sua sfortuna) randagio, orfano della pietà di un padrone disposto a proteggerlo, in balia di un uomo “dal grande sviluppo del cervello e dalle elevate attività psichiche” incapace di accoglierlo nella sua razza.
Da mesi gli animalisti di tutta Europa lottano disperatamente per fermare quest’assurda sagra delle crudeltà umana. Lancia in resta Andrea Cisternino, delegato OIPA, animalista e fotografo italiano residente a Kiev.

Le autorità ucraine avevano promesso di fermarsi, ma non è stato così e la caccia agli animali è continuata indefessa, senza sosta né parvenza di pietà.

da Lottiamo contro lo sterminio dei cani in Ucraina.


Affidamenti fra viventi animali


Giorgio Vallortigara presenta il suo ultimo libro “La mente che scodinzola” dedicato alla cognizione animale e alla cognizione umana


zooantropologia, da Spaziopernoi

La zooantropologia è una disciplina che studia il rapporto tra l’essere umano e le altre specie.

Secondo la zooantropologia gli animali non umani sono portatori di prospettive sul mondo del tutto nuove per la persona e proprio per questo utili da acquisire per allargare lo spazio di realizzazione della condizione umana: secondo la zooantropologia la persona ha assunto e assume le sue qualità umane relazionandosi con le altre specie, cioè imparando da loro.

La zooantropologia  pertanto si propone di far conoscere la straordinaria importanza della relazione con gli animali,  di valorizzare il ruolo dell’animale come alterità, evitando la reificazione  e l’antropomorfizzazione: quindi l’animale diviene soggetto che possiede caratteristiche e necessità profondamente differenti da quelle della persona umana.

 alterità: interlocutore portatore di una prospettiva diversa e nuova

 L’animale viene allora riconosciuto come “referenza”, quindi come un punto di riferimento e  come termine di confronto costruttivo. L’animale diviene “referente” se lasciamo che, all’interno di una relazione corretta, diventi un sostegno ma anche un propositore di modelli e di domande a cui rispondere.

 Nelle relazioni che si instaurano fra persone e animali l’apporto principale non è la performance  ma il  contributo di cambiamento che è reso  disponibile dal dialogo aperto e consapevole che si puo’ instaurare fra loro.

Ma quando una relazione con l’animale può dirsi corretta?

Prova a confrontare la relazione con il tuo animale con questa proposta.

La relazione deve essere congrua: adeguata alle caratteristiche di specie;

consapevole: le attribuisco il giusto valore e l’impegno necessario;

equilibrata: tengo conto di tutte le istanze e potenzialità della relazione, non racchiudendole in eccessi performativi o estetici;

responsabile: tengo in grande considerazione le esigenze dell’animale come individuo ma anche gli effetti che la nostra presenza può provocare nell’ambiente sociale.

Questa proposta è anche una sfida, che vogliamo accettare ogni giorno per portare all’eccellenza questa strordinaria opportunità.

da Spaziopernoi


Naoto Matsumura, agricoltore da cinque generazioni, sfida le radiazioni e si prende cura degli animali abbandonati – Corriere della Sera

per amor loro ha deciso di rimanere a Tomioka. E di non abbandonarli al loro destino. Il piano di evacuazione ordinato dal governo giapponese parla chiaro: tutti coloro che abitano nel raggio di venti chilometri dai reattori della centrale danneggiata dall’accoppiata killer terremoto/tsunami dell’11 marzo scorso vanno immediatamente allontanati. Ma c’è un uomo di nome Naoto Matsumura, agricoltore da cinque generazioni, che decide di non stare alle regole.

RIBELLE - Naoto inizia la sua disobbedienza proprio il giorno dopo il terremoto. Mentre i 78 mila residenti nell’area a maggiore rischio di contaminazione radioattiva lasciano le loro case, il cinquantaduenne ribelle di Fukushima organizza la sua resistenza nel nome dei suoi amati animali,

Fukushima, sfida le radiazioni e si prende cura degli animali abbandonati – Corriere della Sera.


Ucraina, prosegue lo sterminio dei cani randagi in vista degli Europei 2012 – Corriere della Sera

il comandamento delle religioni: crescete e moltiplicatevi

all’ordine biblico manca un pezzo:  …. distruggendo tutte le altre forme viventi

paolo f

 

 

 

 CorrieredellaSera 

Ucraina, prosegue lo sterminio dei cani randagi in vista degli Europei 2012 – Corriere della Sera  via

 

CorrieredellaSera (corriereit) su Twitter.


diritti degli animali, diritti troppo spesso calpestati dagli stessi “umani” che a volte proprio umani non sono, RaiNews24

Parliamo di diritti degli animali
Parliamo di diritti degli animali, diritti troppo spesso calpestati dagli stessi “umani” che a volte proprio umani non sono. In studio con Luce Tommasi e Josephine Alessio Massimo Comparotto, presidente di Oipa, l’Organizzazione internazionale per la Protezione degli Animali e Marinella Meroni, giornalista di settore che scrive su Libero, sul mensile 4 Zampe e cura su “Ciao Como Radio” una rubrica intitolata “Vivere con gli animali”. Partecipa alla trasmissione anche Davide Lucia, un volontario di Oipa che opera a Saxa Rubra e sul territorio romano. altro

L’uomo e l’animale … l’animale e l’uomo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scrivono su Suoni Ribelli:

Questa è una foto vera, come è vera la storia di quest’uomo ricoverato in ospedale in stato terminale, che ha chiesto ed ottenuto di avere accanto a sè
l’unico vero amico a cui importava davvero della sua vita!

da: https://www.facebook.com/SuoniRibelli


Video shock, Tutto questo succede per una scatoletta di tonno,da Twitter Greenpeace

 Greenpeace Italia 

Attenzione. Video shock. Tutto questo succede per una scatoletta di tonno  

COMUNE DI MILANO – Adozione, l’emozione della libertà

Ovviamente il modo migliore per aiutare un cane o un gatto che vive nel Parco Canile è… adottarlo. Avere un animale in casa è motivo di grande gioia, ma sapere di averlo portato via da un canile e aver così contribuito a dargli una nuova possibilità di vita ci procurerà un’emozione davvero unica e irripetibile, ancor più se l’animale che si adotta non è più in giovane età.

Per evitare scelte sbagliate ed esperienze negative sia alle famiglie richiedenti che agli animali ospiti del canile, il personale responsabile delle adozioni effettuerà un colloquio preventivo che aiuterà a decidere quale sia l’animale più idoneo alle proprie esigenze e caratteristiche. Saranno effettuati controlli pre e/o post-affido presso le famiglie adottanti, in modo da poter verificare se ci siano problematiche connesse alla presenza del nuovo “ingresso”.

Il nuovo Rifugio di Milano è una bella struttura, dove gli animali sono amati e ben curati, ma è pur sempre un canile, e niente può sostituire l’affetto e il calore che solo una famiglia umana può essere in grado di dare e di cui i cani e i gatti ospiti della struttura, hanno un disperato bisogno…

Chi intende adottare un cane o un gatto ospite del Rifugio del Comune di Milano, deve rivolgersi direttamente al Parco-Canile e prendere accordi con il personale responsabile delle adozioni. I cani e i gatti dati in adozione sono tutti vaccinati, sterilizzati e microchippati.

A chi rivolgersi?

Per adottare un cane un gatto potete recarvi direttamente al Parco-Canile.

Parco-Canile

via Aquila, 81

20134 – Milano

tel. 02.884.46310 – fax 02.884.46314

Orari di apertura:

- dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 16.00

- sabato e domenica dalle 14.00 alle 18.00

Fusi per le fusa

da: COMUNE DI MILANO – Adozione, l’emozione della libertà.


LunaCorre-Progetto casa famiglia per cani abbandonati Convinti che un cane libero stia meglio di un cane imprigionato, http://lunacorre.myblog.it

Nel 2011 due volontari dell’associazione antispecista LunaCorre rilevano una casa con un grande giardino con l’intento di realizzare un progetto di accoglienza per cani abbandonati. L’idea, tanto semplice quanto inusuale, è quella di realizzare una piccola struttura atta a dare una casa, in attesa di un’ adozione definitiva, ad alcuni di quei cani che seguono da anni nei vari canili nei quali sono impegnati. Una casa in cui abituare i cani alla vita in famiglia; una casa in cui possano da subito iniziare a costruire le basi per proficue convivenze con umani; una casa in cui iniziare a sentirsi liberi. Convinti per averlo vissuto intensamente sulla loro pelle che, se davvero si amano e conoscono i cani, non si possa parlare di vero benessere per animali rinchiusi in quei luoghi di concentramento chiamati canili. 
 
Convinti che un cane libero stia meglio di un cane imprigionato.
 
Se vuoi aiutarci con offerte, adozioni a distanza o donazioni di cibo coperte e cuccie…o confrontarti con noi contatta Rebecca e Davide al numero di telefono 348-9325374 o alla maillunacorre@hotmail.it.
 
Tutti i cani che vedete nel blog lunacorre.myblog.it non beneficiano di sovvenzioni pubbliche, e noi ci occupiamo di loro: curandoli e mantenendoli con cibo, vaccinazioni, sterilizzazioni, visite veterinarie, operazioni quando necessitano e naturalmente cerchiamo per ognuno di loro una famiglia che non li abbandoni più.
 
Come vedete, durante questo anno in cui sono diminuite le nostre segnalazioni e relative richieste di aiuto in merito ad animali in difficoltà, sono cresciuti però i nostri progetti futuri! 
Con anche il vostro sostegno confidiamo di poter realizzare un sogno, affinchè la nostra casa famiglia per cani abbandonati diventi una realtà sempre più efficiente e sempre più bella da vivere, per i cani e per voi. Abbiamo in programma per dopo le vacanze una serie di iniziative dove potrete toccare con mano ciò che sta nascendo; alcune giornate in cui richiederemo la partecipazione dei nostri sostenitori. Un connubio tra la nostra irrinunciabile azione di cura e i nostri nuovi progetti culturali antispecisti, nel corso dei quali indagare la radice della annosa questione animale. Tra una passeggiata con i nostri cani nel bosco e qualche chiacchierata di approfondimento, potrete  supportare la causa della casa famiglia ‘LunaCorre’. 
Vi faremo sapere le prossime date e il luogo…Allora a presto!!
 
Aiutateci intanto con le adozioni a distanza! Contattateci per sapere come fare!
 
Ti aspettano Coda Lunga, Zingara, Maya, Teresina, Ivy, Ornella, Margot, Diana, Tamarindo, Pacco, Gino e i nostri prossimi coinquilini a quattro zampe


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http://lunacorre.myblog.it


prosegue la lotta della Task Force per la tutela degli animali d’affezione

 prosegue la lotta della Task Force per la tutela degli animali d’affezione, la lotta al randagismo e ai canili lager voluta dal sottosegretario alla Salute, che ricorda come l’abbandono dei cani oltre a essere un’ignobile piaga è un reato penale. Per questo è partita la Campagna di Comunicazione del ministero dal titolo “Chi abbandona un cane lo condanna”. 


Jonathan Safran Foer, Se niente importa: Perché mangiamo gli animali?, www.tecalibri.it

Copertina
Autore Jonathan Safran Foer
Titolo Se niente importa
Sottotitolo Perché mangiamo gli animali?
Edizione Guanda, Parma, 2010, , pag. 368, cop.fle., dim. 14x22x3 cm , Isbn 978-88-6088-113-7
Originale Eating Animals [2009]
Traduttore Irene Abigail Piccinini
Lettore Sara Allodi, 2011
Classe alimentazioneanimali domesticiecologiamedicinanarrativa statunitensepaesi: USA
PrimaPagina
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Indice


Raccontare storie                             9

Tutto o niente o qualcos'altro               27

Parole / Significato                         51

Nascondere / Cercare                         88

Influenza / Ammutolimento                   129

Fette di Paradiso / Pezzi di merda          163

Ci sono                                     217

Raccontare storie                           263

Ringraziamenti                              287
Note                                        289
Indice analitico                            349

 

vai a: www.tecalibri.it.


Puglia regalata ai cacciatori

La Giunta Regionale pugliese, con l’approvazione del Presidente Vendola, ha segnato un duro colpo per la vita e la libertà degli uccelli: ha approvato la caccia in deroga agli Storni. Non solo. Ha prolungato il periodo di caccia a Tordi, Beccacce e Cesene. Come se non bastasse, sarà possibile cacciare anche nel Parco delle Gravine. Sei anche tu deluso da queste scelte in controtendenza per chi ha a cuore l’ecologia? Vuoi fermare l’uccisione di migliaia di uccelli?

Scrivi al Presidente Vendola! Clicca qui.


protezione degli animali da compagnia, LEGGE 4 novembre 2010, n. 201

LEGGE 4 novembre 2010, n. 201 Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987, nonché norme di adeguamento dell’ordinamento interno


A moralità gli animali stanno meglio di noi, MONICA MAZZOTTO PER LA STAMPA

Gorilla compassionevoli, ratti altruisti, pipistrelli che prestano volontariato, lupi rispettosi delle regole e scimpanzé onesti, a volte anche più di noi. Ogni anno la linea che divide gli uomini dagli altri animali viene spostata e adesso, dopo le abilità cognitive e quelle emotive, è la volta della moralità.
«Mi piace pensare – spiega Marc Bekoff, professore di Ecologia e Biologia evolutiva all’Università di Colorado-Boulder – che il motto per la continuità evolutiva tra gli uomini e gli altri animali sia: se noi l’abbiamo, allora anche loro ce l’hanno. Già Charles Darwin sosteneva che la differenza tra le specie è una differenza per grado e non per qualità: a definire noi e gli altri animali è una scala di grigi, mai il bianco e il nero. È buffo che siamo pronti ad accettare questa continuità in fisiologia e in anatomia, ma che non riusciamo ad accettarla in campo emotivo e morale».
Professore, lei è autore, con Jessica Pierce, del libro La vita morale degli animali: che cosa intende esattamente per moralità?
«Definisco la moralità come un’insieme di comportamenti correlati e indirizzati verso gli altri, volti ad ampliare e regolare le complesse relazioni all’interno dei gruppi sociali».
Una cooperazione che, però, nel mondo animale può essere spiegata con “l’egoistico” vantaggio che si ricava geneticamente nell’aiutare i parenti o qualcuno che prima o poi ricambierà il favore. Perché e quando scomodare la moralità?
«Sono d’accordo che non basti rilevare i comportamenti cooperativi o altruistici, altrimenti potremmo attribuire la moralità anche ad api e formiche. Al contrario, bisogna considerare morali gli animali che mostrano forme complesse di cooperazione. I requisiti minimi devono essere un certo grado di complessità sociale, la presenza di norme comportamentali stabilite, capacità cognitive avanzate, oltre che l’abilità di prendere decisioni basate sulla percezione del passato e del futuro».
Può fare qualche esempio?
«Una ricerca ha evidenziato come i ratti mostrino un altruismo generalizzato, ossia aiutano un ratto sconosciuto a ottenere del cibo, se a loro volta in passato sono stati aiutati da un estraneo. E, per quanto riguarda la cooperazione, è stata osservata una femmina di pipistrello che aiutava a partorire un’altra femmina non imparentata, mostrandole il modo corretto di stare appesa».
Sono esempi singoli, ma esiste un comportamento generico che, secondo lei, rappresenti al meglio il suo concetto di moralità animale?

«Uno degli esempi che preferisco è quello del gioco. Quando gli animali giocano, cercano di capire e rispettare le regole, tentando di comunicare nel modo più leale le proprie intenzioni. Nel gioco onesto ci sono quattro regole fondamentali: chiedi se il tuo compagno vuole giocare, sii onesto, segui le regole e, se sbagli, ammetti l’errore. Quando i lupi giocano, si mordono, si montano, si spintonano, usano comportamenti che sono usati anche durante lotte e accoppiamenti. Perciò, visto che queste azioni possono essere mal interpretate, è fondamentale che gli animali siano chiari su cosa vogliono e cosa si aspettano».

E se uno infrange le regole?
«È raro, ma succede. Diverse ricerche che ho condotto sui coyote hanno dimostrato che chi non gioca onestamente paga un conto salato. Viene emarginato dal gruppo».
Sembra emergere un legame tra moralità e socialità. È così?
«Assolutamente sì. La moralità è un collante, è una strategia adattativa per la vita sociale: esiste quindi un legame stretto tra evoluzione morale e sociale. La mia ipotesi è che un’aumentata complessità sociale sia legata a comportamenti morali elaborati e ricchi di sfumature».
Oltre al gioco, in quali comportamenti c’è moralità?
«Ho suddiviso i comportamenti morali in tre categorie correlate: il gruppo della cooperazione, quello dell’empatia e quello della giustizia. Nel primo rientrano comportamenti quali l’altruismo, la reciprocità, la lealtà e la fiducia; nel secondo la compassione, il dispiacere e la capacità di consolare; nel terzo la condivisione, l’equità, la correttezza e la capacità di perdonare».
È necessario capire un altro individuo, ossia provare empatia, per comportarsi moralmente?
«In un certo senso sì. Penso a una ricerca sui cercopitechi: le scimmie venivano addestrate a inserire un gettone in una fessura per ricevere del cibo. La femmina più anziana non riusciva a svolgere questo compito. Il partner, dopo aver assistito a diversi tentativi a vuoto, ha raccolto il gettone e l’ha inserito nella macchina. Poi ha lasciato la ricompensa alla femmina. Avrebbe potuto tenere per sé il premio, ma non l’ha fatto. Aveva capito le intenzioni della femmina e l’aveva aiutata senza alcun tornaconto».
Tra i comportamenti morali, quello più difficile da accettare è quello sulla giustizia. Come si può dire se un animale distingue ciò che è giusto da ciò che è sbagliato?
«Esistono numerosi esperimenti sui primati focalizzati sull’avversione per l’ingiustizia, una reazione negativa che insorge quando vengono violate le aspettative sulla distribuzione equa delle ricompense. La difficoltà ad accettare questa caratteristica è dovuta al modo in cui la giustizia è intesa nel nostro sistema culturale, come un insieme di concetti astratti. La moralità, tuttavia, come la giustizia per gli animali, non è una questione astratta. Comprende, infatti, comportamenti molto “pratici”: come le punizioni degli imbroglioni, degli scrocconi e dei bugiardi».

Per esempio?
«Nello zoo di Arnhem, in Olanda, gli scimpanzé sgridano quelli che arrivano in ritardo per il pasto, perché nessuno può mangiare se non sono tutti presenti».
E quindi qual è la conclusione?
«La giustizia si manifesta in relazione con le specifiche aspettative sociali di una specie e di un individuo e non da standard universali. Quello che è giusto per uno scimpanzé non è detto che lo sia anche per l’uomo».

Se gli animali sono morali, possono essere anche immorali?
«Le vite degli animali sono delle vere soap operas. Come noi, creano delle amicizie, mentono, rubano, fanno delle brutte figure quando vengono scoperti, flirtano e vanno in bianco, litigano e chiedono scusa. Insomma anche tra loro ci sono le mele marce e i cittadini onesti. Ma voglio sottolineare che la maggior parte dei loro comportamenti sono di tipo cooperativo. Nonostante i documentari vogliono farci credere in una natura con i denti insanguinati, tra gli animali regna molto di più la collaborazione che la competizione. Alcuni studi sulle proscimmie hanno mostrato che il 93% delle relazioni sociali sono di natura positiva, mentre nei gorilla la percentuale sale al 95%».
Lei pensa che in un’ipotetica gara tra l’uomo e gli altri animali, sul campo della moralità, perderemmo di diverse lunghezze?

«Sotto un certo punto di vista, sì. Gli animali possono comportarsi bene o male, ma non c’è la “malvagità” dell’uomo. La nostra moralità in certi casi è più sofisticata, soprattutto grazie al linguaggio e a complessi codici morali e alla nostra razionalità e coscienza. Inoltre la nostra corteccia prefrontale, responsabile del pensiero razionale e del potere decisionale, è più sviluppata. L’uomo, in fondo, è un mammifero dotato di un gran cervello, egocentrico, arrogante e invasivo. Gli animali non hanno il tempo e il lusso di essere così crudeli. In natura c’è un prezzo altissimo da pagare, quando si è scorretti. Se se sei un coyote e decidi di non giocare secondo le regole, attaccando un compagno, corri il rischio di essere a tua volta ferito. Al contrario, se noi decidiamo di lanciare un missile non mettiamo a repentaglio la nostra incolumità. Perciò, se lei mi chiede se gli animali sono più morali di noi, le rispondo: sì!».

da: ALTRI MONDI.


Introdotte pene severe per il traffico illegale di cuccioli

Introdotte pene severe per il traffico illegale di cuccioli

Approvata definitivamente dalla Camera il 27 ottobre 2010 la ratifica della Convenzione di Strasburgo del 13 novembre 1987, che introduce norme a protezione degli animali da compagnia, intendendo per animale da compagnia (come si legge nella Convenzione) «ogni animale tenuto o destinato ad essere tenuto dall’uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico, per suo diletto e compagnia». La Convenzione “introduce principi e sanzioni penali”, in particolare: il divieto di causare inutilmente ad un animale da compagnia dolore, sofferenza o angoscia; – il divieto di maltrattare o abbandonare un animale da compagnia; – il diritto degli animali al benessere e a interventi chirurgici o medici, fatti con tutte le caratteristiche per evitare sofferenze. Chiunque tenga un animale da compagnia o se ne occupi, deve provvedere alla sua installazione e fornirgli cure ed attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni etologici, secondo la sua specie e la sua razza; in particolare deve: rifornirlo in quantità sufficiente di cibo e di acqua, procurargli adeguate possibilità di esercizio, prendere ogni provvedimento per impedirne la fuga. La novità più importante è l’introduzione di nuovi reati: del traffico illecito di cani e gatti; del taglio della coda, delle orecchie, e di altre mutilazioni non motivate da esigenze terapeutiche.


Il Parlamento Europeo ha approvato il testo finale per la Direttiva 86/609/CEE che regolamenta l’utilizzo degli animali per fini scientifici: Queste alcune delle nuove chicche, in pratica (questo il testo della Direttiva 86/609/CEE: Permessa la sperimentazione sui randagi cani e gatti. Permesso l’utilizzo di specie in via di estinzione, anche catturate in natura; Permessa la sperimentazione senza anestesia; Permesse le prove fisiche di sforzo fino alla morte (es. nuoto); Permessa la soppressione per inalazione con l’utilizzo di anidride carbonica che provoca grave sofferenza; Permesso il “riutilizzo” degli stessi animali già torturati per un esperimento

Il Parlamento Europeo ha approvato il testo finale per la Direttiva 86/609/CEE che regolamenta l’utilizzo degli animali per fini scientifici. Come se ci fosse da regolamentare, e quindi da approvare, la vivisezione! Che già il nome fa ribrezzo: sezionare da vivo.

Le prove sugli animali, oltre a essere crudelissime, sono oltre tutto controproducenti, perchè inattendibili. Noi non reagiamo come un cane, un gatto, un topo (ma spesso peggio).

Queste alcune delle nuove chicche, in pratica (questo il testo della Direttiva 86/609/CEE:

Permessa la sperimentazione sui randagi cani e gatti.
Permesso l’utilizzo di specie in via di estinzione, anche catturate in natura;
Permessa la sperimentazione senza anestesia;
Permesse le prove fisiche di sforzo fino alla morte (es. nuoto);
Permessa la soppressione per inalazione con l’utilizzo di anidride carbonica che provoca grave sofferenza;
Permesso il “riutilizzo” degli stessi animali già torturati per un esperimento.

Non ho parole, davvero. Alla faccia, anche, delle specie protette e tutte le buffonate che dicono i politici (occidentali) per la difesa del pianeta.

Questa è la petizione che potete firmare e verrà inoltrata al Parlamento Europeo. Io l’ho già fatto, questione di un minuto. E voi che aspettate?

Di seguito un video della LEAL, la lega contro la vivisezione.
Non preoccupatevi, niente visioni orrende, non ne metto qui. Mi basta la lista degli Europarlamentari pro vivisezione che leggete di seguito: si vede che sulle porcherie in Italia ci si mette tutti d’accordo, destra, centro e “sinistra”!

1 – Gabriele ALBERTINI ( PPE – PdL)

2 – Magdi Cristiano ALLAM ( PPE – Io Amo l’Italia)

3 – Roberta ANGELILLI ( PPE – PdL)

4 – Antonello ANTINORO ( PPE – UDC)

5 – Alfredo ANTONIOZZI ( PPE – PdL)

6 – Pino ARLACCHI ( ALDE/ADLE – IdV)

7 – Raffaele BALDASSARRE ( PPE – PdL)

8 – Paolo BARTOLOZZI ( PPE – PdL)

9 – Sergio BERLATO ( PPE – PdL)

10 – Luigi BERLINGUER ( S&D – PD)

11 – Mara BIZZOTTO ( EFD – Lega Nord)

12 – Vito BONSIGNORE ( PPE – PdL)

13 – Mario BORGHEZIO ( EFD – Lega Nord)

14 – Antonio CANCIAN ( PPE – PdL)

15 – Carlo CASINI ( PPE – UDC)

16 – Sergio Gaetano COFFERATI ( S&D – PD)

17 – Giovanni COLLINO ( PPE – PdL)

18 – Lara COMI ( PPE – PdL)

19 – Paolo DE CASTRO ( S&D – PD)

20 – Luigi Ciriaco DE MITA ( PPE – UDC)

21 – Herbert DORFMANN ( PPE – SVP)

22 – Carlo FIDANZA ( PPE – PdL)

23 – Lorenzo FONTANA ( EFD – Lega Nord)

24 – Elisabetta GARDINI ( PPE – PdL)

25 – Roberto GUALTIERI ( S&D – PD)

26 – Salvatore IACOLINO ( PPE – PdL)

27 – Vincenzo IOVINE ( ALDE/ADLE – IdV)

28 – Giovanni LA VIA ( PPE – PdL)

29 – Clemente MASTELLA ( PPE – UDE)

30 – Barbara MATERA ( PPE – PdL)

31 – Mario MAURO ( PPE – PdL)

32 – Erminia MAZZONI ( PPE – PdL)

33 – Claudio MORGANTI ( EFD – Lega Nord)

34 – Alfredo PALLONE ( PPE – PdL)

35 – Pier Antonio PANZERI ( S&D – PD)

36 – Aldo PATRICIELLO ( PPE – PdL)

37 – Mario PIRILLO ( S&D – PD)

38 – Gianni PITTELLA ( S&D – PD)

39 – Vittorio PRODI ( S&D – PD)

40 – Fiorello PROVERA ( EFD – Lega Nord)

41 – Licia RONZULLI ( PPE – PdL)

42 – Oreste ROSSI ( EFD – Lega Nord)

43 – Potito SALATTO ( PPE – PdL)

44 – Matteo SALVINI ( EFD – Lega Nord)

45 – Amalia SARTORI ( PPE – PdL)

46 – David-Maria SASSOLI ( S&D – PD)

47 – Giancarlo SCOTTÀ ( EFD – Lega Nord)

48 – Marco SCURRIA ( PPE – PdL)

49 – Sergio Paolo Francesco SILVESTRIS ( PPE – PdL)

50 – Francesco Enrico SPERONI ( EFD – Lega Nord)

51 – Salvatore TATARELLA ( PPE – PdL)

52 – Iva ZANICCHI ( PPE – PdL)

Quegli animali al Parlamento Europeo » Orientalia4All.



Paolo Ferrario, Il Genius Loci come Angelo del Luogo, in Baldo Lami, Angelicamente. Il senso dell’angelo nel nostro tempo, Zephyro edizioni, 2010

sono l’Angelo necessario della terra,


poiché chi vede me vede di nuovo


la terra, libera dai ceppi della mente, dura,
caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto
monotono levarsi in liquide lentezze e affiorare
in sillabe d’acqua

Wallace Stevens, da Angel Surrounded By Paysan
Paolo Ferrario, Il Genius Loci come Angelo del Luogo
Paragrafi del saggio:

1. L’evento

2. Relazioni fra gli angeli e gli uomini

3. Il Genius Loci

4. I luoghi concreti

5. Gli elementi dei luoghi

6. Ritorno a casa


Prefazione di Baldo Lami

Nella crisi di passaggio che caratterizza il nostro secolo in cui, recisi i legami col passato,speranza e futuro sembrano col lassare in un presente sempre più mutevole e indistinto,l’ange lo torna a far parlare di sé.
Ma come possiamo intenderlo nel clamore delle voci e delle immagini che lo sovrastano?
Un ampio numero di persone, tra studiosi, ricercatori o semplici professionisti in diversi settori dell’attività umana, si sono ritro vati a parlarne nel campo ideale del progetto di questo libro, secondo la loro personale esperienza o il loro peculiare modo di vedere e pensare. Ne esce unquadro molto eterogeneo e poli cromo ricco di suggestioni, per un viaggio memorabile nel tempo caduco dell’uomo odierno, ma condotto sulle ali senza tempo dell’angelo.
Essendo anche un autore di questo libro, oltreché curatore, non dirò nulla degli sviluppi che ciascun autore ha consegnato alle pagine di questo libro sulla figura dell’angelo, lasciando che siano i lettori stessi a scoprirli, verificando vicinanze e lontanan ze, linee e punti di contatto (connessioni angeliche), sia tra gli autori stessi che tra autori e lettori.
Dirò come è nato il progetto.
Un rapporto con la realtà di quanto percepivo oltre la soglia del visibile ce l’ho sempre avuto, ma il mio vero e proprio incontro con l’angelo come figu ra specifica dell’immaginario l’ho avuto con le opere di Pietro Gentili, una delle quali, grazie alla concessione di sua figlia Emanuela, ho voluto che figurasse in copertina – di cui però l’e ditore ha saggiamente riprodotto solo un particolare dell’ala, per l’impossibilità di rendere con una fotografia e in uno spazio così ridotto la magnificenza dell’opera.
Conobbi Pietro a Milano negli anni ottanta quando andai da lui per una consulenza astrologica, di cui aveva una conoscenza intuitiva straordinaria, e da allora diventammo amici ricono scendoci in una comune fratellanza. Artista eccelso, grande mistico, personaggio raro, gli ultimi anni della sua vita dipingeva solo angeli e porte del cielo. In questo libro ripubblico anche un articolo che mi diede nel 2000 per una rivista che allora diri gevo. La prima ispirazione per la realizzazione di questo saggio la devo certamente a lui.

Poi c’è stata una lentissima incubazione finché a un incrocio tra diversi percorsi trovai l’indicazione giusta, che si presentò quando all’inizio del 2009 decisi di inserirmi in un noto social network per esplorarne le potenzialità. Sorprendentemente mi trovai quasi subito in corrispondenza con alcuni amici total mente sconosciuti, personaggi anch’essi straordinari che mi hanno riempito di curiosità e stupore, in cui cominciò presto a evidenziarsi il tema dell’angelo.
Mi sembrò una chiamata, che quando si formulò in un dise gno più preciso rivolsi a loro, rivolgendola al contempo anche agli amici conosciuti, colleghi e anche compagni di ricerca che costituirono il terreno sicuro d’elezione per la concreta realizza zione del progetto.
Ciascun autore, a cui va tutto il mio ringraziamento, ha svol to il proprio compito nella più assoluta autonomia, conoscendo dei temi trattati dagli altri autori solo una breve traccia descritti va, cosa che è stata molto apprezzata.
Questo libro non pretende di essere esaustivo su questo sog getto, sarebbe impossibile, e non era neppure nelle mie inten zioni, ma intende meditarne gli aspetti più essenziali e recondi ti, aspetti anche inaspettati e inediti, persino critici, che ciascun autore ha affrontato con l’utilizzo di codici diversi di decifrazio ne, ma con il comune sforzo di pensarlo anche al di là degli stessi, nella vita di tutti i giorni e nella realtà attuale, come icona ancorché problematica della complessità contemporanea che sottende nel beneonel male una possibile nuova prefigurazio ne umana.
Ai lettori l’invito ad accogliereidiversi contributi che com pongono il saggio come brani sincronici di un’unica partitura musicale, ascoltandone la polifonia, porta dell’ascolto del cuore, riflesso di quell’ harmonia caelestis che le più alte schiere angeli­che continuano a comporre coniloro cori e i loro liuti dall’ini zio della creazione del mondo. Poiché è solo questo concerto che lo fa esistere e ricreare.


‘What Is That’, di Constantin Pilavios

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La LAV ha elaborato il documento programmatico PIANO REGIONALE DIRITTI ANIMALI 2010-2015

La LAV ha elaborato il documento programmatico PIANO REGIONALE DIRITTI ANIMALI 2010-2015 sul quale è stata chiesta l’adesione a tutti i partiti ed ai candidati in lizza. Così, grazie alle risposte pervenute – impegni che verificheremo personalmente nei prossimi cinque anni di attività regionale- e anche in base alle attività svolte dai candidati uscenti nel corso del loro mandato, è stata compilata una “Lista positiva” ed una “Lista negativa”.

Queste segnalazioni non costituiscono una “patente di animalismo” per i singoli candidati indicati positivamente, ma l’indicazione concreta di chi potrà fornire un apporto positivo in caso di elezione.

La LAV ed i temi animalisti devono diventare maggioranza anche nelle decisioni della Regione che tanto decide sulla vita o la morte degli animali, per questi motivi invitiamo i soci e i simpatizzanti della LAV a votare e/o non votare i seguenti candidati. 

Per approfondimenti sulle attività dei Consiglieri regionali, consultare l’Osservatorio Politico Regionale

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LOMBARDIA PER GLI ANIMALI – BILANCIO LAV BOCCIA AMMINISTRAZIONE FORMIGONI

LOMBARDIA PER GLI ANIMALI – BILANCIO LAV BOCCIA AMMINISTRAZIONE FORMIGONI

LA LOMBARDIA PER GLI ANIMALI.  COSA E’ STATO FATTO DALLA REGIONE LOMBARDIA PER GLI ANIMALI NEGLI ULTIMI 5 ANNI. QUALI IMPEGNI PER LA PROSSIMA AMMINISTRAZIONE.
NEL BILANCIO STILATO DALLA LAV, BOCCIATA L’AMMINISTRAZIONE FORMIGONI.

 

 

Cani&Gatti – voto: 5

11 luglio 2006, con 15 anni di ritardo la Regione Lombardia è l’ultima regione a dare attuazione alla Legge quadro 281/1991 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”. La legge regionale approvata, la n.16/06 (poi inserita nel T.U. 33/2009)  è indubbiamente una delle più efficaci in materia e  tra le novità più rilevanti vanno ricordate l’ istituzione della Consulta Regionale per la lotta al randagismo e la tutela degli animali d’affezione; la previsione di un Piano triennale regionale per gli interventi di educazione sanitaria e zoofila, di controllo demografico della popolazione animale e di prevenzione del randagismo; la clausola valutativa per la effettiva rendicontazione triennale degli interventi effettuati, delle iniziative attuate e dei risultati che si sono ottenuti; la previsione di istituire Uffici Tutela Animali nei Comuni.

Tuttavia, proprio nell’implementazione degli aspetti più significativi introdotti con la legge “randagismo” la Regione manifesta ancora una volta lo scarso interesse sul tema: la Consulta Regionale, di cui LAV è componente, è istituita presso la Direzione Generale Sanità con un anno e mezzo di ritardo, e convocata nella sua prima seduta solo dopo due anni dall’approvazione della legge. Il Piano Triennale di intervento, che la Consulta ha elaborato e che sarebbe dovuto servire per sbloccare 6 milioni di euro che la Regione non ha mai speso nell’attuazione della legge quadro, è calendarizzato nei lavori consiliari (per il parere preventivo prima della successiva approvazione definitiva da parte della Giunta) solo a gennaio 2010 e così, la Regione Lombardia ha concluso il mandato senza spendere nemmeno un euro dei 6 milioni disponibili.


Caccia e fauna selvatica – voto: 0

In questa materia la Regione Lombardia è stata una delle regioni più prolifiche da un punto di vista legislativo, ma non per  tutelare la fauna selvatica bensì per abbatterla: 15 le leggi regionali per la liberalizzazione indiscriminata della caccia; 2 le leggi regionali sentenziate illegittime dalla Corte Costituzionale (sentenze 250 e 405 del 2008); 1 la legge regionale (la 24/2008) ancora all’esame della Corte Costituzionale; 1 Ordinanza del Presidente della   Corte di Giustizia Europea che ha ordinato all’Italia di sospendere immediatamente  la caccia  in “deroga” autorizzata dalla Lombardia; decine i progetti di legge pro-caccia-selvaggia presentati dai Consiglieri Regionali di maggioranza ma anche da alcuni consiglieri di opposizione.

A differenza del tema “cani&gatti” la “caccia” ha beneficiato di parecchia attenzione da parte dell’istituzione regionale, al punto che in più occasioni  pur di arrivare all’approvazione di leggi finalizzate all’ampliamento delle specie cacciabili, il Consiglio Regionale è stato convocato anche in sedute straordinarie notturne e nei fine-settimana.

Notevole l’impegno di alcuni consiglieri, con l’avvallo della Giunta, nel derogare alle norme comunitarie di tutela delle specie migratrici pur di inserirle nei calendari venatori al fine di soddisfare gli appetiti dei cacciatori.

Circhi – voto: 4

Nel 2000 il Ministero dell’Ambiente ha emanato, tramite la Commissione Scientifica CITES e ai sensi della legge 150/92 sul commercio internazionale di specie di fauna e flora in via di estinzione, le Linee Guida per il corretto mantenimento di molti degli animali che continuano ad essere prigionieri del circo (Linee Guida integrate in data 19 aprile 2006 con prot. DPN/10/2006/11106). Tuttavia, grandi felini, elefanti, scimmie orsi ecc. continuano ad essere detenuti in condizioni che violano palesemente tali disposizioni, e sempre più frequenti sono le pronunce della magistratura in materia.

Nessun interesse dimostrato dalla Regione rispetto alle istanze LAV di fare rispettare ai circhi le disposizioni minime individuate dal Ministero dell’Ambiente, finalizzate alla tutela degli animali esotici che ancora oggi sono sfruttati in queste forme di spettacolo.

Vivisezione – voto: 4

Nel triennio 2004 -2006 (dati pubblicati su G.U. n.243 del 16-10-2008 ai sensi del decreto legislativo 116/92) rispetto ai tre anni precedenti  in Italia è sensibilmente aumentato l’utilizzo a fini sperimentali di:

- cavalli e asini (221 nel triennio 2004-2006 contro i 90 nel 2001-2003) 

- suini (8.097 nel 2004-2006 contro i 6.840 nel 2001-2003)

- bovini (2.795 nel 2004-2006 contro i 1.584 nel 2001-2003) 

- uccelli (90.493 nel 2004-2006 contro gli 85.651 nel 2001-2003) 

- pesci (45.418 nel 2004-2006 contro i 7.979 nel 2001-2003).

Le specie più rappresentate continuano a essere topi (1.664.294 nel triennio 2004-006) e ratti (820.143), seguono altri roditori (7.100) e conigli (32.314), animali largamente impiegati per il loro costo ridotto e per la facilità cui si maneggiano, piuttosto che per ragioni strettamente scientifiche.

Non si rileva nessuna tendenza progressiva nella riduzione del numero totale di animali utilizzati, anche se il quadro scientifico e legislativo europeo prevede la promozione dei metodi alternativi alla sperimentazione animale. 

C’è stato un lieve calo nel 2006, ma la “media” dell’ultimo triennio è più alta di 282 animali rispetto alla media del precedente. Si è passati infatti da 911.680,6 (2001-2003) a 911.962,3 (2004-2006), con un totale di ben 2.735.887 animali che, nei tre anni in esame, sono stati rinchiusi in gabbie, sfruttati per esperimenti di ogni tipo e soppressi.

Il dato numerico, già di per sé allarmante, è fortemente sottostimato visto che non rientrano nelle statistiche invertebrati, embrioni, feti e animali utilizzati già soppressi.

Dal Rapporto LAV elaborato su dati diffusi dal Ministero della Salute, risulta inoltre che dei quasi 600 stabilimenti utilizzatori (dove si pratica vivisezione) presenti in Italia, 130 sono nella sola Lombardia, mentre per quanto riguarda gli allevamenti di animali per la vivisezione, tra gli 8 dei più importanti, 4 sono in Lombardia.

 

2 le proposte di legge presentate in Consiglio Regionale e finalizzate alla promozione dei metodi sostitutivi a quelli che prevedono l’uso degli animali, ma mai inserire all’ordine del giorno dei lavori delle commissioni consiliari.

 


LEGGI LE INDICAZIONI DI VOTO DELLA LAV

LAV

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Ginnastica mentale, come allenare il cervello delle Residenze, di G.C. Giuliani, M.G. Pisa, M.C. Inchiostro Esposito

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Alessandra Cicalini, Cani o gatti, “musi differenti” che fanno bene all’anima – Blog di Stannah | Muoversi Insieme

Cani o gatti, “musi differenti” che fanno bene all’anima

Cani o gatti, “musi differenti” che fanno bene all’anima – Blog di Stannah | Muoversi Insieme

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Quaia Luciana, Pet Therapy: benefici dei dottori a quattro zampe, in Muoversi Insieme BlogMagazine, Stannah, 18 gennaio 2010

… Ancora qualche dubbio sull’efficacia terapeutica? La reciprocità nella coppia essere umano/animale agisce sul piano psico-emozionale, favorisce i rapporti interpersonali, stimola il sorriso, la giocosità, la fantasia, la creatività, il buonumore, le reazioni positive. E’ un riequilibratore psicologico.
Perfeziona lo stato fisico, sociale, emotivo e cognitivo ed è cardioprotettivo.
Migliora deambulazione, comunicazione, linguaggio, equilibrio, coordinazione, percezione dello spazio.
Resta solo da decidere che tipo di animale scegliersi come “dottore” ….
Il cane …
….
Il gatto …

per l’intero articolo vai a:

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Istituto Superiore di Sanità Terapie e attività assistite con gli animali: analisi della situazione italiana e proposta di linee guida, A cura di Francesca Cirulli e Enrico Alleva 2007

Istituto Superiore di Sanità
Terapie e attività assistite con gli animali: analisi della situazione italiana e proposta di linee guida. (pdf, 506 KB)
A cura di Francesca Cirulli e Enrico Alleva 2007, 38 p. Rapporti ISTISAN 07/35

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Legge Regionale Toscana 20/10/2009 n. 59 (BUR 21/10/2009 n. 42)

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Mombelli Monica, Matteo Iato, Animali in condominio, una convivenza a volte difficile, Corriere di Novara, 24 ottobre 2009

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Benessere animali di affezione, ordinanza 16 luglio 2009

Benessere animali di affezione

In G.U. n. 207 del 07/09/2009 è pubblicata l’ordinanza 16 luglio 2009 recante: Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163

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Nuove norme a tutela degli animali da compagnia, 2009

Approvato dal Consiglio dei ministri del 2 ottobre scorso il disegno di legge per la ratifica della Convenzione di Strasburgo del 13 novembre 1987, che introduce norme particolarmente severe a protezione degli animali da compagnia, cosa che riguarda direttamente milioni di famiglie italiane. In particolare: il divieto di causare inutilmente dolori, sofferenze o angosce ad un animale da compagnia; il divieto di maltrattare o abbandonare un animale da compagnia ma anche il diritto degli animali al benessere e a interventi chirurgici o medici, che siano fatti con tutte le caratteristiche per evitare sofferenze. Nessuna sostanza deve essere somministrata ad un animale da compagnia, nessun trattamento deve essergli applicato, per elevare o diminuire il livello naturale delle sue prestazioni nel corso di competizioni né in alcun altro momento, qualora ciò possa mettere a repentaglio la salute ed il benessere dell’animale. Comunque, la novità più importante è l’introduzione di nuovi reati: del traffico illecito di cani e gatti, con particolare riferimento al traffico di cuccioli; del taglio della coda, delle orecchie, e di altre mutilazioni non motivate da esigenze terapeutiche. Sono previste sanzioni anche per chiunque introduca nel territorio nazionale cani e gatti non identificati e senza certificazione sanitaria. Con questo provvedimento finalmente si stronca in Italia il vergognoso traffico dei cuccioli dall’Est, fonte di rischi sanitari, come la reintroduzione della rabbia, ma anche di evasione fiscale.

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Pio D’Emilia, Dove il mare è rosso, L’Espresso 1 ottobre 2009

Ogni anno a Taiji, una delle più protette e nascoste insenaturedell’arcipelago giapponese, vengono massacrati, lontano da occhi indiscreti,migliaia di delfini. Una mattanza che alimenta un ricchissimo business. Ma un documentario, ‘The Cove’, ne ha filmato l’orrore. E ha sconvolto i giapponesi

Vai:

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Dossier “Misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione”

Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali ha emanato il 16 luglio 2009 l’Ordinanza, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 207 del 7 settembre 2009 per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione. L’Ordinanza dispone: L’affidamento del servizio di mantenimento e gestione, da parte dei Comuni, dei cani randagi, deve tener conto della natura di esseri senzienti degli animali. I Comuni sono tenuti: ad assicurare la microchippatura dei cani e la contestuale iscrizione nell’anagrafe canina, la sterilizzazione entro il termine di sessanta giorni e, comunque, sempre prima dell’eventuale trasferimento in altro Comune; ad evitare lo stress degli animali di affezione dovuto a trasporti su lunga distanza; ad assicurare il possesso, da parte della struttura individuata, di requisiti strutturali e condizioni di mantenimento non inferiori a quelli previsti dalle leggi regionali e dei regolamenti attuativi del territorio di provenienza dei cani; a far sì che la struttura individuata, inclusi eventuali moduli contigui alla struttura, non abbia una capacità superiore alle duecento unità di animali; ad assicurare la restituzione dell’animale al proprietario che ne faccia richiesta, prevedendo la precisa indicazione delle procedure e delle modalità per assicurare tale restituzione; a garantire attività che aumentino l’adottabilità dei cani e l’apertura al pubblico almeno tre giorni a settimana, di cui uno festivo o prefestivo, per almeno quattro ore al giorno. Da parte sua la struttura individuata deve prevedere l’accesso e la presenza delle associazioni riconosciute in conformità alla vigente normativa regionale, onlus o enti morali, aventi come obiettivo la protezione degli animali, al fine di favorire l’adozione. I cani non ancora sterilizzati all’entrata in vigore dell’Ordinanza presenti in strutture convenzionate con i Comuni, devono essere sottoposti all’intervento di sterilizzazione entro novanta giorni dall’entrata in vigore dell’Ordinanza stessa a cura del servizio veterinario dell’azienda sanitaria locale territorialmente competente o di medici veterinari liberi professionisti convenzionati, con spese a carico dei Comuni proprietari dei cani.

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