Religioni e strage degli agnelli a Pasqua, da Animal Equality Italia


la fede è “argumentum non apparentium”, è cioè l’argomento che la volontà umana dà alle cose che non sono di per se stesse evidenti. 

ma la conseguenza delle fedi è anche quella di macellare in modo rituale gli animali senza stordimento e facendoli MOLTO soffrire.

Questo soprattutto e solo per stabilire il primato della specie umana su tutte le altre forme viventi

Paolo Ferrario

Sono tutti cuccioli di circa un mese, o comunque sempre di età inferiore ai 3 mesi di vita, gli agnellini che ogni anno, in occasione delle festività di Pasqua, subiscono una fine atroce, tra crudeli e spesso inutili sofferenze, solo per finire sulle tavole degli italiani. 800 mila per la precisione, come denuncia Animal Equality,

attenzione, sono immagini veramente DOLOROSE e insopportabili (tranne che per i religiosi e loro seguaci):

Ecco la strage degli agnelli a Pasqua”, la campagna shock di Animal Equality | Fanpage.

CHE GATTI, di Alessandra Cicalini, libro prodotto nell’ambito del workshop Print Yourself ideato e condotto da Daniele Cirimpini e Demetrio Mancini, 2012


chegatti1012 chegatti2014

Chi ama i gatti conosce i tanti benefici che essi  aggiungono alla vita quotidiana.

La loro presenza nella casa è portatrice sia di intimità che di educazione alla indipendenza. I gatti insegnano che nelle relazioni si può e si deve essere vicini e nello stesso tempo autonomi. E che è proprio questo uno dei segreti della buona convivenza.

Lo sanno bene i tantissimi che ne hanno raccontato le vite e le storie. Come la scrittrice inglese  Doris Lessing, l’etologo Giorgio Celli, il filosofo del “come vivere” Michel Montaigne che sapientemente osserva:

“Quando mi trastullo con la mia gatta, chi sa se essa non faccia di me il proprio passatempo più di quanto io faccia con lei?”

Sfogliando il libro di Alessandra Cicalini CHE GATTI, leggendone i testi e guardando le fotografie del gatto Nino e della gatta Bice  ritrovo, come se le distanze geografiche fossero annullate (io sul lago di Como, lei a Fermo nel centro Italia), le stesse e precise sensazioni provate negli ultimi venti anni, cioè da quando Fulvia partorì nel nostro giardino i suoi cinque piccoli:

Le emozioni del  primo incontro.

L’osservazione dei loro comportamenti

I lunghissimi sonni  (e tuttavia la loro vigilanza anche se le palpebre sembrano chiuse)

I giochi autoreferenziali.

Le attitudini politiche e le ostilità ai cambiamenti: “Se avessero il diritto di voto, è piuttosto probabile che quei due starebbero con i conservatori” (pag.40)

Il loro teppismo.

La loro corporeità giocata sulle espressioni del muso e delle zampe.

Il vuoto che lasciano quando muoiono.

Insomma: è un vero piacere leggere il libro fotografico di Alessandra,   soffermarsi su alcune splendide istantanee, riflettere su come lei intreccia la sua biografia personale  aiutata dai due vitalissimi ed autocentrati animali che abitano la loro casa.

E’ bello arricchire il mio scaffale delle storie di gatti con quest’ultimo dono della cara Alessandra che scrive su questi Blog:

Paolo Ferrario

Per acquistare CHE GATTI  scrivere a alessandracicalini@gmail.com

Per una critica della filosofia del mattatoio


Al punto di arrivo comune. Per una critica della filosofia del mattatoio

Perugia 14 dicembre 2012 - 1h 32′ 43″
Al punto di arrivo comune. Per una critica della filosofia del mattatoio Presentazione del libro di Francesco Pullia edito da Mimesis

“Barbarie dell’uomo” l’ultimo libro di Cinthia De Luca racconta delle barbarie sugli animali in Europa


In un’Europa che si dichiara moderna e civilizzata, si verificano ancora fenomeni “agghiaccianti” come quello che riguarda le famigerate Perreras (canili-gattili lager), moderne Auschwitz per animali, in un paese che si dichiara evoluto e progressista come la Spagna. Qui gli animali vengono impiccati, impalati, bruciati vivi nei forni crematori che lavorano ininterrottamente accanto alle celle. Le Comunidades Spagnole sono disposte a pagare, in un’epoca di crisi, fino ad 80 euro per ogni  “esecuzione”.
In alcune Comunidades è lecita l’uccisione in strada di randagi, pagata dagli enti locali, da parte degli stessi veterinari comunali, con iniezioni letali.
Famosa è la “pila dei morti”: 6 tonnellate di cadaveri di cani e gatti nella sola Madrid, alla fine del 2010. In Spagna questa vergogna è già conosciuta, senza che abbia però provocato una petizione popolare, massiva e decisiva, che basterebbe forse da sola, ad arrestare questa “macchina di morte”.
In Ucraina è stata attivata un’ ulteriore “macchina di sterminio” con uccisioni di massa dei randagi, spesso sepolti ancora vivi nel cemento, in vista degli Europei di Calcio 2012, una manifestazione sportiva che avrebbe dovuto unire e non creare invece logiche di morte sistematizzata.
Nonostante la petizione al Parlamento Europeo nello scorso novembre e l’interessamento di numerose Associazioni animaliste e di volontari, l’Italia vergognosamente tace, assieme a tutta l’Unione Europea, sconfessando i principi espressi nella “Dichiarazione dei Diritti dell’Animale” redatta a Parigi il 15 Ottobre 1978, presso la sede dell’Unesco, difendendo appieno il “Diritto alla Vita” di tutte le specie nell’ambito dell’equilibrio.
“La grandezza di una nazione ed il suo progresso morale si possono giudicare dal modo in cui tratta gli animali” diceva Gandhi.

Recentemente anche Striscia la notizia ha dedicato alcune puntate sull’argomento:


http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?12961


http://www.striscialanotizia.mediaset.it/video/videoextra.shtml?12971


Cinthia De Luca, medico chirurgo presso la “Facoltà di Medicina e Chirurgia” della Sapienza di Roma, attivista O.I.P.A. (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), rivela tutto ciò nel suo ultimo saggio “Barbarie dell’uomo”, edito da Abelbooks.net, documentando con un’attenta e comprovata documentazione scientifica come la vivisezione, inutile da un punto di vista medico, sia a volte anche lesiva per il raggiungimento di risultati fallaci.

La tesi che esponi nel tuo “Lo sterminio – La barbarie dell’uomo sugli animali” è che dietro allo sterminio generalizzato perpetrato ai danni di molte specie animali non ci siano solo interessi economici o commerciali, ma qualcosa di più profondo. Cosa?
Credo fermamente che ci sia la profonda volontà, anche a livello governativo, in molti stati, di annichilire di annientare ogni aspirazione di giustizia e di verità, anche attraverso una profonda “desensibilizzazione delle coscienze”. E alla “morte degli ideali” incoraggiata dalla società stessa, si è sostituita una naturale “barbarie di ritorno”, caratterizzata dalla voglia di fare del male, gratuitamente, in un tempo accelerato, fortemente autodistruttivo, in cui la nostra umanità sta scomparendo come esile ombra di un’epoca ormai finita, di un sogno perduto. Naturalmente anche gli interessi economici hanno un loro peso in tutta questa allucinante situazione. Sapevate, ad esempio, che molte marche, anche conosciute, producono i loro cibi per animali, nell’ambito della cosiddetta industria del Pet–Food, proprio con la carne di questi cani e gatti così brutalmente uccisi o con carne di animali malati ed addirittura “eutanasizzati” per patologia tumorale? E’ utile documentarsi, per poter conoscere le tante verità nascoste; forse, chissà, questo sterminio di massa  serve ad alimentare anche l’industria del Pet–Food? E’ stato ipotizzato anche questo e credo che in una società senza più valori tutto sia possibile.

Qual è la tua posizione – come medico – nei confronti della vivisezione?
La mia posizione è molto chiara ed origina da un cammino tortuoso. Nelle scelte che facciamo per cercare di migliorare il mondo (è un’utopia?) o comunque per dare testimonianza non possono esserci vie di mezzo. Ho dovuto conseguentemente rifiutare tutte le opportunità di lavoro, e sono tante, che comportavano protocolli di ricerca sulle cavie di qualsiasi genere. Devi sapere che la maggior parte dei Dottorati di Ricerca medica si fondano ancora sull’uso di cavie, anche se fortunatamente si stanno affacciando metodologie alternative molto più valide, come è esposto nel libro, che forse negli anni rivoluzioneranno questo settore. Comunque per me il primo passo è stato non scendere a compromessi; non potrei infatti torturare ed uccidere un essere vivente e senziente come me e poi avere la “coscienza pulita”. Non sarebbe nemmeno intelligente, ben sapendo che sperimentando su sistemi biologici profondamente diversi, non si otterrà mai nulla. Naturalmente anche il problema vivisezione è ampiamente trattato nel libro. Il secondo passo, fondamentale, è quello di creare più informazione possibile, attraverso volantini, opuscoli, trattati scientifici altamente attendibili, e ce ne sono; basti pensare all’attività del dott. Stefano Cagno, uno dei più preparati ed attivi medici antivivisezionisti italiani (LIMAV). Naturalmente l’informazione deve raggiungere tutti, ma forse soprattutto i colleghi, che spesso sono disinformati al riguardo e sono stati abituati a considerare gli “animali non umani” – sia per educazione che per formazione – come oggetti animati invece che come esseri viventi, senzienti. E’ fondamentale inoltre proporre, soprattutto ai giovani, l’idea dell’obiezione di coscienza, ossia la possibilità di scegliere, di conoscere le mille nuove opportunità che la tecnologia propone, i mille metodi alternativi di ricerca, pienamente esistenti ed adottati già con successo in alcuni Centri sia italiani, che della Gran Bretagna, spesso invece abilmente nascosti. Un esempio per tutti è  rappresentato dalla famosa “Fondazione Grigioni” di Milano per la ricerca sul Parkinson, all’avanguardia in tutti i sensi.

Dopo aver letto il tuo libro, cosa può fare una persona comune per lottare contro questo massacro, per cambiare le cose?
Non ci sono “persone comuni”, concedimi l’espressione, in quanto ognuno di noi è unico e speciale e può portare un proprio prezioso contributo: un primo passo sicuramente utile è collegarsi ai siti delle varie associazioni. Personalmente consiglio l’OIPA (Organizzazione Internazionale Protezione Animali), alla quale mi sono rivolta dopo tante delusioni; naturalmente questo non vuol dire che non esistano altre Associazioni serie. È solo che quest’ultima ha sicuramente carattere più risolutivo; si tratta infatti di un’Associazione che cerca di risolvere sia i grandi problemi, anche a livello governativo con vari interventi, inviando anche i propri delegati sul luogo per mesi. Basti pensare alla strage canina e felina avvenuta in Ucraina in vista degli Europei di Calcio in questi ultimi due anni: sono state prese numerose iniziative in proposito, in primo luogo i delegati che combattevano, nel senso letterale del termine, a fianco della popolazione locale, che veniva anche maltrattata se mostrava di aiutare i randagi; si è arrivati più volte infatti anche allo scontro fisico con le autorità stesse che sparavano o malmenavano i cittadini inermi; poi  gli importanti incontri con le autorità locali stesse. Inoltre, per chiunque voglia, come ad esempio avveniva quest’estate per il massacro in Ucraina, è possibile la collaborazione sia attiva, con manifestazioni, che a distanza, comprensiva della possibilità di inviare “lettere preformate”, dunque già preparate, agli indirizzi governativi indicati, che hanno costituito, ad esempio, una protesta massiva, che insieme agli altri interventi, sta mitigando un poco le cose in quei luoghi o ha contribuito a fermare completamente altri massacri che avvenivano fino a poco tempo fa in Romania.
Utili, a mio avviso, anche i convegni informativi, o la proposta dell’ “obiezione di coscienza”, di cui parlavo prima, per cui occorrerebbe una campagna di conoscenza e sensibilizzazione.
Infine, qualunque rifugio serio, che proponga di salvare, anche una sola vita, è da sostenere, perché è la “coscienza sociale” quella che conta in fondo e che forse cambierà il mondo.

2000 domande di adozione per i cuccioli di Green Hill


Caso Green Hill: sono duemila le domande di adozione già arrivate per i beagle. Venerdì saranno consegnati i primi cuccioli. Roberta Badaloni.
Guarda tutte le videonotizie su 
http://www.rai.tv
 altro
Green Hill 2001 è un’azienda situata aMontichiari (Brescia) che alleva cani beagle per i laboratori di vivisezione. Da questo allevamentopiù di 250 cani ogni mese finiscono negli stabulari, tra le mani dei vivisettori e sui tavoli operatori. Cani nati per morire e condannati a soffrire.

ANIMALI DA COMPAGNIA: TUTELE – DIRITTI – RESPONSABILITA’, di E. Bassoli, Maggioli



ANIMALI DA COMPAGNIA: TUTELE - DIRITTI - RESPONSABILITA'


• Condominio
• Maltrattamenti
• Circolazione stradale

ANIMALI DA COMPAGNIA:
TUTELE – DIRITTI – RESPONSABILITA’

Dal maltrattamento alla responsabilità del veterinario, dal danno da morte dell’animale al rapporto tra condomini: alla luce dei Trattati (D.U.D.A., Trattato di Amsterdam, Trattato di Lisbona) che nel corso degli anni hanno introdotto la tutela dell’animale nella legislazione internazionale ed europea, questa nuovissima Opera approfondisce le problematiche relative ai diritti degli animali anche nella legislazione italiana, che ha visto il passaggio da una concezione esclusivamente utilitaristica(animale tutelato in quanto proprietà di qualcuno) fino ad arrivare all’affermazione di diritti propri dell’animale in quanto tale. 

Di grande chiarezza espositiva, il Manuale – ricchissimo di giurisprudenza – fornisce un inquadramento sistematico delle implicazioni amministrative e penali connesse ai reati in materia, nel dettaglio di 10 capitoli:

1. Origini dell’idea di diritto animale
• Introduzione a un’idea del diritto degli animali nella filosofia greca
• Introduzione a un’idea del diritto degli animali nella cultura romana
• Il Medioevo: secoli bui per gli animali
• I diritti degli animali nel Rinascimento
• L’Illuminismo e il diritto degli animali
• L’800 e il Darwinismo
• L’animalismo contemporaneo
• Conclusioni

2. D.U.D.A. e diritto internazionale degli animali
• Introduzione
• Trattati
• Dichiarazione universale dei diritti degli animali (D.U.D.A.)
• Trattato di Amsterdam (UE)
• Trattato di Lisbona (UE)
• Conclusioni

3. La tutela degli animali nell’ordinamento europeo
• Introduzione. Le novità introdotte dal Trattato di Lisbona
• La tutela degli animali nei Trattati
• Il piano d’azione per il benessere degli animali 2006-2010
• Diritto derivato: la protezione degli animali negli allevamenti
• Diritto derivato: il benessere degli animali durante il trasporto
• Segue. Il trasporto di animali da compagnia: il passaporto europeo
• Diritto derivato: la protezione degli animali in occasione della macellazione
• Conclusioni

4. La legislazione italiana sui diritti degli animali
• Introduzione
• La Convenzione di Strasburgo
• La legge di esecuzione
• Le sanzioni amministrative
• I reati del codice penale
• Combattimenti e scommesse
• Il CITES (Convention on International Trade in Endangered Species)
• La normativa regionale
• Considerazioni finali

5. Animali e condominio
• Animali e condominio
- Animali e disturbo della quiete pubblica
- Animali randagi negli spazi pubblici e condominiali
- Brevi cenni sul regolamento condominiale contrattuale
• La detenzione di animali pericolosi
• Il risarcimento del danno causato a terzi, il danno in generale
- Qualifiche soggettive, causa secundum o contra naturam e nesso di casualità
- La prova liberatoria
- Animali e danno

6. Maltrattamenti su animali
• Breve excursus storico del reato di maltrattamento di animali
• La legge 189/2004
- L’art. 1: modifiche al codice penale
- Le altre modifiche introdotte dalla l. 189/2004
• La Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia e la legge di ratifica
• Casistica
• Vivisezione: un difficile caso di contemperamento di interessi
• Polizia veterinaria

7. Animali selvatici, randagismo e circolazione stradale
• Animali selvatici
- Animali selvatici e risarcimento danni
• Randagismo
- Randagi e risarcimento danni
• Gli animali nella circolazione stradale
- La legge 120/2010 e le modifiche al codice della strada
- La legge 201/2010 per la ratifica della Convenzione europea del 1987 e le modifiche al codice della strada

8. La responsabilità per il danno cagionato dagli animali
• Introduzione
• L’attuale disciplina codicistica
- La disposizione e la sua interpretazione tradizionale
- Critica dell’impostazione tradizionale
• Le nozioni di proprietario e utente
- Il proprietario
- L’utente
• Il nesso di causalità
• La prova liberatoria
• Cenni di ulteriori ipotesi di concorso tra disposizioni e l’art. 2052 c. c.
- Il rapporto con l’art. 2050 c.c.
- Il rapporto con l’art. 2054 c.c.
- Rapporto con ipotesi di responsabilità contrattuale

9. Il danno da morte dell’animale domestico
• Premessa
• L’orientamento giurisprudenziale antecedente alle cosiddette sentenze di San Martino
• Le sentenze di San Martino
• L’orientamento giurisprudenziale successivo
• La legittimazione attiva
• La prova del danno
• Uno sguardo comparatistico
• Conclusioni

10. La responsabilità del veterinario
• Introduzione
• La responsabilità contrattuale del veterinario libero professionista
• La tipologia dell’obbligazione del veterinario: obbligazione di mezzi o obbligazione di risultato?
• La colpa professionale
• L’obbligazione di particolare difficoltà
• L’onere della prova
• La responsabilità del veterinario inquadrato nel S.S.N.
• Conclusioni

» E. Bassoli, Avvocato. Presidente ANGIF (Associazione Nazionale Giuristi Informatici e Forensi) è Docente presso l’Università di Genova, l’Università del Piemonte Orientale e la Statale di Milano

da ANIMALI DA COMPAGNIA: TUTELE – DIRITTI – RESPONSABILITA’.

lo stato EX COMUNISTA dell’UCRAINA ha deciso di ripulire le strade da cani e gatti randagi, in vista degli Europei di Calcio 2012. E gli umani esecutori di tale disposizione hanno iniziato a fare a gara tra chi riesce ad adottare i sistemi di soppressione più cruenti e dolorosi


Le umane autorità ucraine hanno deciso di ripulire le strade da cani e gatti randagi, in vista degli Europei di Calcio 2012. E gli umani esecutori di tale disposizione hanno iniziato a fare a gara tra chi riesce ad adottare i sistemi di soppressione più cruenti e dolorosi: bastonate, randellate, pietrate, spari con la pistola e con il fucile, soffocamento, avvelenamento con gas o con cibo, seppellimento da vivi, bruciamento da vivi in forni crematori mobili.
Animali massacrati a decine di migliaia. Forse ventimila.
Uno sterminio bestiale (questa volta sì il termine è d’obbligo) senza precedenti. Una sorta di strage di Erode abbattutasi su chi ha la sola colpa di essere (nato o diventato per sua sfortuna) randagio, orfano della pietà di un padrone disposto a proteggerlo, in balia di un uomo “dal grande sviluppo del cervello e dalle elevate attività psichiche” incapace di accoglierlo nella sua razza.
Da mesi gli animalisti di tutta Europa lottano disperatamente per fermare quest’assurda sagra delle crudeltà umana. Lancia in resta Andrea Cisternino, delegato OIPA, animalista e fotografo italiano residente a Kiev.

Le autorità ucraine avevano promesso di fermarsi, ma non è stato così e la caccia agli animali è continuata indefessa, senza sosta né parvenza di pietà.

da Lottiamo contro lo sterminio dei cani in Ucraina.

zooantropologia, da Spaziopernoi


La zooantropologia è una disciplina che studia il rapporto tra l’essere umano e le altre specie.

Secondo la zooantropologia gli animali non umani sono portatori di prospettive sul mondo del tutto nuove per la persona e proprio per questo utili da acquisire per allargare lo spazio di realizzazione della condizione umana: secondo la zooantropologia la persona ha assunto e assume le sue qualità umane relazionandosi con le altre specie, cioè imparando da loro.

La zooantropologia  pertanto si propone di far conoscere la straordinaria importanza della relazione con gli animali,  di valorizzare il ruolo dell’animale come alterità, evitando la reificazione  e l’antropomorfizzazione: quindi l’animale diviene soggetto che possiede caratteristiche e necessità profondamente differenti da quelle della persona umana.

 alterità: interlocutore portatore di una prospettiva diversa e nuova

 L’animale viene allora riconosciuto come “referenza”, quindi come un punto di riferimento e  come termine di confronto costruttivo. L’animale diviene “referente” se lasciamo che, all’interno di una relazione corretta, diventi un sostegno ma anche un propositore di modelli e di domande a cui rispondere.

 Nelle relazioni che si instaurano fra persone e animali l’apporto principale non è la performance  ma il  contributo di cambiamento che è reso  disponibile dal dialogo aperto e consapevole che si puo’ instaurare fra loro.

Ma quando una relazione con l’animale può dirsi corretta?

Prova a confrontare la relazione con il tuo animale con questa proposta.

La relazione deve essere congrua: adeguata alle caratteristiche di specie;

consapevole: le attribuisco il giusto valore e l’impegno necessario;

equilibrata: tengo conto di tutte le istanze e potenzialità della relazione, non racchiudendole in eccessi performativi o estetici;

responsabile: tengo in grande considerazione le esigenze dell’animale come individuo ma anche gli effetti che la nostra presenza può provocare nell’ambiente sociale.

Questa proposta è anche una sfida, che vogliamo accettare ogni giorno per portare all’eccellenza questa strordinaria opportunità.

da Spaziopernoi

Naoto Matsumura, agricoltore da cinque generazioni, sfida le radiazioni e si prende cura degli animali abbandonati – Corriere della Sera


per amor loro ha deciso di rimanere a Tomioka. E di non abbandonarli al loro destino. Il piano di evacuazione ordinato dal governo giapponese parla chiaro: tutti coloro che abitano nel raggio di venti chilometri dai reattori della centrale danneggiata dall’accoppiata killer terremoto/tsunami dell’11 marzo scorso vanno immediatamente allontanati. Ma c’è un uomo di nome Naoto Matsumura, agricoltore da cinque generazioni, che decide di non stare alle regole.

RIBELLE - Naoto inizia la sua disobbedienza proprio il giorno dopo il terremoto. Mentre i 78 mila residenti nell’area a maggiore rischio di contaminazione radioattiva lasciano le loro case, il cinquantaduenne ribelle di Fukushima organizza la sua resistenza nel nome dei suoi amati animali,

Fukushima, sfida le radiazioni e si prende cura degli animali abbandonati – Corriere della Sera.

Ucraina, prosegue lo sterminio dei cani randagi in vista degli Europei 2012 – Corriere della Sera


il comandamento delle religioni: crescete e moltiplicatevi

all’ordine biblico manca un pezzo:  …. distruggendo tutte le altre forme viventi

paolo f

 

 

 

 CorrieredellaSera 

Ucraina, prosegue lo sterminio dei cani randagi in vista degli Europei 2012 – Corriere della Sera  via

 

CorrieredellaSera (corriereit) su Twitter.

diritti degli animali, diritti troppo spesso calpestati dagli stessi “umani” che a volte proprio umani non sono, RaiNews24


Parliamo di diritti degli animali, diritti troppo spesso calpestati dagli stessi “umani” che a volte proprio umani non sono. In studio con Luce Tommasi e Josephine Alessio Massimo Comparotto, presidente di Oipa, l’Organizzazione internazionale per la Protezione degli Animali e Marinella Meroni, giornalista di settore che scrive su Libero, sul mensile 4 Zampe e cura su “Ciao Como Radio” una rubrica intitolata “Vivere con gli animali”. Partecipa alla trasmissione anche Davide Lucia, un volontario di Oipa che opera a Saxa Rubra e sul territorio romano. altro

L’uomo e l’animale … l’animale e l’uomo


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Scrivono su Suoni Ribelli:

Questa è una foto vera, come è vera la storia di quest’uomo ricoverato in ospedale in stato terminale, che ha chiesto ed ottenuto di avere accanto a sè
l’unico vero amico a cui importava davvero della sua vita!

da: https://www.facebook.com/SuoniRibelli

COMUNE DI MILANO – Adozione, l’emozione della libertà


Ovviamente il modo migliore per aiutare un cane o un gatto che vive nel Parco Canile è… adottarlo. Avere un animale in casa è motivo di grande gioia, ma sapere di averlo portato via da un canile e aver così contribuito a dargli una nuova possibilità di vita ci procurerà un’emozione davvero unica e irripetibile, ancor più se l’animale che si adotta non è più in giovane età.

Per evitare scelte sbagliate ed esperienze negative sia alle famiglie richiedenti che agli animali ospiti del canile, il personale responsabile delle adozioni effettuerà un colloquio preventivo che aiuterà a decidere quale sia l’animale più idoneo alle proprie esigenze e caratteristiche. Saranno effettuati controlli pre e/o post-affido presso le famiglie adottanti, in modo da poter verificare se ci siano problematiche connesse alla presenza del nuovo “ingresso”.

Il nuovo Rifugio di Milano è una bella struttura, dove gli animali sono amati e ben curati, ma è pur sempre un canile, e niente può sostituire l’affetto e il calore che solo una famiglia umana può essere in grado di dare e di cui i cani e i gatti ospiti della struttura, hanno un disperato bisogno…

Chi intende adottare un cane o un gatto ospite del Rifugio del Comune di Milano, deve rivolgersi direttamente al Parco-Canile e prendere accordi con il personale responsabile delle adozioni. I cani e i gatti dati in adozione sono tutti vaccinati, sterilizzati e microchippati.

A chi rivolgersi?

Per adottare un cane un gatto potete recarvi direttamente al Parco-Canile.

Parco-Canile

via Aquila, 81

20134 – Milano

tel. 02.884.46310 – fax 02.884.46314

Orari di apertura:

- dal lunedì al venerdì dalle 14.00 alle 16.00

- sabato e domenica dalle 14.00 alle 18.00

Fusi per le fusa

da: COMUNE DI MILANO – Adozione, l’emozione della libertà.

LunaCorre-Progetto casa famiglia per cani abbandonati Convinti che un cane libero stia meglio di un cane imprigionato, http://lunacorre.myblog.it


Nel 2011 due volontari dell’associazione antispecista LunaCorre rilevano una casa con un grande giardino con l’intento di realizzare un progetto di accoglienza per cani abbandonati. L’idea, tanto semplice quanto inusuale, è quella di realizzare una piccola struttura atta a dare una casa, in attesa di un’ adozione definitiva, ad alcuni di quei cani che seguono da anni nei vari canili nei quali sono impegnati. Una casa in cui abituare i cani alla vita in famiglia; una casa in cui possano da subito iniziare a costruire le basi per proficue convivenze con umani; una casa in cui iniziare a sentirsi liberi. Convinti per averlo vissuto intensamente sulla loro pelle che, se davvero si amano e conoscono i cani, non si possa parlare di vero benessere per animali rinchiusi in quei luoghi di concentramento chiamati canili. 
 
Convinti che un cane libero stia meglio di un cane imprigionato.
 
Se vuoi aiutarci con offerte, adozioni a distanza o donazioni di cibo coperte e cuccie…o confrontarti con noi contatta Rebecca e Davide al numero di telefono 348-9325374 o alla maillunacorre@hotmail.it.
 
Tutti i cani che vedete nel blog lunacorre.myblog.it non beneficiano di sovvenzioni pubbliche, e noi ci occupiamo di loro: curandoli e mantenendoli con cibo, vaccinazioni, sterilizzazioni, visite veterinarie, operazioni quando necessitano e naturalmente cerchiamo per ognuno di loro una famiglia che non li abbandoni più.
 
Come vedete, durante questo anno in cui sono diminuite le nostre segnalazioni e relative richieste di aiuto in merito ad animali in difficoltà, sono cresciuti però i nostri progetti futuri! 
Con anche il vostro sostegno confidiamo di poter realizzare un sogno, affinchè la nostra casa famiglia per cani abbandonati diventi una realtà sempre più efficiente e sempre più bella da vivere, per i cani e per voi. Abbiamo in programma per dopo le vacanze una serie di iniziative dove potrete toccare con mano ciò che sta nascendo; alcune giornate in cui richiederemo la partecipazione dei nostri sostenitori. Un connubio tra la nostra irrinunciabile azione di cura e i nostri nuovi progetti culturali antispecisti, nel corso dei quali indagare la radice della annosa questione animale. Tra una passeggiata con i nostri cani nel bosco e qualche chiacchierata di approfondimento, potrete  supportare la causa della casa famiglia ‘LunaCorre’. 
Vi faremo sapere le prossime date e il luogo…Allora a presto!!
 
Aiutateci intanto con le adozioni a distanza! Contattateci per sapere come fare!
 
Ti aspettano Coda Lunga, Zingara, Maya, Teresina, Ivy, Ornella, Margot, Diana, Tamarindo, Pacco, Gino e i nostri prossimi coinquilini a quattro zampe


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http://lunacorre.myblog.it

prosegue la lotta della Task Force per la tutela degli animali d’affezione


 prosegue la lotta della Task Force per la tutela degli animali d’affezione, la lotta al randagismo e ai canili lager voluta dal sottosegretario alla Salute, che ricorda come l’abbandono dei cani oltre a essere un’ignobile piaga è un reato penale. Per questo è partita la Campagna di Comunicazione del ministero dal titolo “Chi abbandona un cane lo condanna”. 

Jonathan Safran Foer, Se niente importa: Perché mangiamo gli animali?, www.tecalibri.it


Copertina
Autore Jonathan Safran Foer
Titolo Se niente importa
Sottotitolo Perché mangiamo gli animali?
Edizione Guanda, Parma, 2010, , pag. 368, cop.fle., dim. 14x22x3 cm , Isbn 978-88-6088-113-7
Originale Eating Animals [2009]
Traduttore Irene Abigail Piccinini
Lettore Sara Allodi, 2011
Classe alimentazioneanimali domesticiecologiamedicinanarrativa statunitensepaesi: USA
PrimaPagina
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Indice


Raccontare storie                             9

Tutto o niente o qualcos'altro               27

Parole / Significato                         51

Nascondere / Cercare                         88

Influenza / Ammutolimento                   129

Fette di Paradiso / Pezzi di merda          163

Ci sono                                     217

Raccontare storie                           263

Ringraziamenti                              287
Note                                        289
Indice analitico                            349

 

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Puglia regalata ai cacciatori


La Giunta Regionale pugliese, con l’approvazione del Presidente Vendola, ha segnato un duro colpo per la vita e la libertà degli uccelli: ha approvato la caccia in deroga agli Storni. Non solo. Ha prolungato il periodo di caccia a Tordi, Beccacce e Cesene. Come se non bastasse, sarà possibile cacciare anche nel Parco delle Gravine. Sei anche tu deluso da queste scelte in controtendenza per chi ha a cuore l’ecologia? Vuoi fermare l’uccisione di migliaia di uccelli?

Scrivi al Presidente Vendola! Clicca qui.

A moralità gli animali stanno meglio di noi, MONICA MAZZOTTO PER LA STAMPA


Gorilla compassionevoli, ratti altruisti, pipistrelli che prestano volontariato, lupi rispettosi delle regole e scimpanzé onesti, a volte anche più di noi. Ogni anno la linea che divide gli uomini dagli altri animali viene spostata e adesso, dopo le abilità cognitive e quelle emotive, è la volta della moralità.
«Mi piace pensare – spiega Marc Bekoff, professore di Ecologia e Biologia evolutiva all’Università di Colorado-Boulder – che il motto per la continuità evolutiva tra gli uomini e gli altri animali sia: se noi l’abbiamo, allora anche loro ce l’hanno. Già Charles Darwin sosteneva che la differenza tra le specie è una differenza per grado e non per qualità: a definire noi e gli altri animali è una scala di grigi, mai il bianco e il nero. È buffo che siamo pronti ad accettare questa continuità in fisiologia e in anatomia, ma che non riusciamo ad accettarla in campo emotivo e morale».
Professore, lei è autore, con Jessica Pierce, del libro La vita morale degli animali: che cosa intende esattamente per moralità?
«Definisco la moralità come un’insieme di comportamenti correlati e indirizzati verso gli altri, volti ad ampliare e regolare le complesse relazioni all’interno dei gruppi sociali».
Una cooperazione che, però, nel mondo animale può essere spiegata con “l’egoistico” vantaggio che si ricava geneticamente nell’aiutare i parenti o qualcuno che prima o poi ricambierà il favore. Perché e quando scomodare la moralità?
«Sono d’accordo che non basti rilevare i comportamenti cooperativi o altruistici, altrimenti potremmo attribuire la moralità anche ad api e formiche. Al contrario, bisogna considerare morali gli animali che mostrano forme complesse di cooperazione. I requisiti minimi devono essere un certo grado di complessità sociale, la presenza di norme comportamentali stabilite, capacità cognitive avanzate, oltre che l’abilità di prendere decisioni basate sulla percezione del passato e del futuro».
Può fare qualche esempio?
«Una ricerca ha evidenziato come i ratti mostrino un altruismo generalizzato, ossia aiutano un ratto sconosciuto a ottenere del cibo, se a loro volta in passato sono stati aiutati da un estraneo. E, per quanto riguarda la cooperazione, è stata osservata una femmina di pipistrello che aiutava a partorire un’altra femmina non imparentata, mostrandole il modo corretto di stare appesa».
Sono esempi singoli, ma esiste un comportamento generico che, secondo lei, rappresenti al meglio il suo concetto di moralità animale?

«Uno degli esempi che preferisco è quello del gioco. Quando gli animali giocano, cercano di capire e rispettare le regole, tentando di comunicare nel modo più leale le proprie intenzioni. Nel gioco onesto ci sono quattro regole fondamentali: chiedi se il tuo compagno vuole giocare, sii onesto, segui le regole e, se sbagli, ammetti l’errore. Quando i lupi giocano, si mordono, si montano, si spintonano, usano comportamenti che sono usati anche durante lotte e accoppiamenti. Perciò, visto che queste azioni possono essere mal interpretate, è fondamentale che gli animali siano chiari su cosa vogliono e cosa si aspettano».

E se uno infrange le regole?
«È raro, ma succede. Diverse ricerche che ho condotto sui coyote hanno dimostrato che chi non gioca onestamente paga un conto salato. Viene emarginato dal gruppo».
Sembra emergere un legame tra moralità e socialità. È così?
«Assolutamente sì. La moralità è un collante, è una strategia adattativa per la vita sociale: esiste quindi un legame stretto tra evoluzione morale e sociale. La mia ipotesi è che un’aumentata complessità sociale sia legata a comportamenti morali elaborati e ricchi di sfumature».
Oltre al gioco, in quali comportamenti c’è moralità?
«Ho suddiviso i comportamenti morali in tre categorie correlate: il gruppo della cooperazione, quello dell’empatia e quello della giustizia. Nel primo rientrano comportamenti quali l’altruismo, la reciprocità, la lealtà e la fiducia; nel secondo la compassione, il dispiacere e la capacità di consolare; nel terzo la condivisione, l’equità, la correttezza e la capacità di perdonare».
È necessario capire un altro individuo, ossia provare empatia, per comportarsi moralmente?
«In un certo senso sì. Penso a una ricerca sui cercopitechi: le scimmie venivano addestrate a inserire un gettone in una fessura per ricevere del cibo. La femmina più anziana non riusciva a svolgere questo compito. Il partner, dopo aver assistito a diversi tentativi a vuoto, ha raccolto il gettone e l’ha inserito nella macchina. Poi ha lasciato la ricompensa alla femmina. Avrebbe potuto tenere per sé il premio, ma non l’ha fatto. Aveva capito le intenzioni della femmina e l’aveva aiutata senza alcun tornaconto».
Tra i comportamenti morali, quello più difficile da accettare è quello sulla giustizia. Come si può dire se un animale distingue ciò che è giusto da ciò che è sbagliato?
«Esistono numerosi esperimenti sui primati focalizzati sull’avversione per l’ingiustizia, una reazione negativa che insorge quando vengono violate le aspettative sulla distribuzione equa delle ricompense. La difficoltà ad accettare questa caratteristica è dovuta al modo in cui la giustizia è intesa nel nostro sistema culturale, come un insieme di concetti astratti. La moralità, tuttavia, come la giustizia per gli animali, non è una questione astratta. Comprende, infatti, comportamenti molto “pratici”: come le punizioni degli imbroglioni, degli scrocconi e dei bugiardi».

Per esempio?
«Nello zoo di Arnhem, in Olanda, gli scimpanzé sgridano quelli che arrivano in ritardo per il pasto, perché nessuno può mangiare se non sono tutti presenti».
E quindi qual è la conclusione?
«La giustizia si manifesta in relazione con le specifiche aspettative sociali di una specie e di un individuo e non da standard universali. Quello che è giusto per uno scimpanzé non è detto che lo sia anche per l’uomo».

Se gli animali sono morali, possono essere anche immorali?
«Le vite degli animali sono delle vere soap operas. Come noi, creano delle amicizie, mentono, rubano, fanno delle brutte figure quando vengono scoperti, flirtano e vanno in bianco, litigano e chiedono scusa. Insomma anche tra loro ci sono le mele marce e i cittadini onesti. Ma voglio sottolineare che la maggior parte dei loro comportamenti sono di tipo cooperativo. Nonostante i documentari vogliono farci credere in una natura con i denti insanguinati, tra gli animali regna molto di più la collaborazione che la competizione. Alcuni studi sulle proscimmie hanno mostrato che il 93% delle relazioni sociali sono di natura positiva, mentre nei gorilla la percentuale sale al 95%».
Lei pensa che in un’ipotetica gara tra l’uomo e gli altri animali, sul campo della moralità, perderemmo di diverse lunghezze?

«Sotto un certo punto di vista, sì. Gli animali possono comportarsi bene o male, ma non c’è la “malvagità” dell’uomo. La nostra moralità in certi casi è più sofisticata, soprattutto grazie al linguaggio e a complessi codici morali e alla nostra razionalità e coscienza. Inoltre la nostra corteccia prefrontale, responsabile del pensiero razionale e del potere decisionale, è più sviluppata. L’uomo, in fondo, è un mammifero dotato di un gran cervello, egocentrico, arrogante e invasivo. Gli animali non hanno il tempo e il lusso di essere così crudeli. In natura c’è un prezzo altissimo da pagare, quando si è scorretti. Se se sei un coyote e decidi di non giocare secondo le regole, attaccando un compagno, corri il rischio di essere a tua volta ferito. Al contrario, se noi decidiamo di lanciare un missile non mettiamo a repentaglio la nostra incolumità. Perciò, se lei mi chiede se gli animali sono più morali di noi, le rispondo: sì!».

da: ALTRI MONDI.

Introdotte pene severe per il traffico illegale di cuccioli


Introdotte pene severe per il traffico illegale di cuccioli

Approvata definitivamente dalla Camera il 27 ottobre 2010 la ratifica della Convenzione di Strasburgo del 13 novembre 1987, che introduce norme a protezione degli animali da compagnia, intendendo per animale da compagnia (come si legge nella Convenzione) «ogni animale tenuto o destinato ad essere tenuto dall’uomo, in particolare presso il suo alloggio domestico, per suo diletto e compagnia». La Convenzione “introduce principi e sanzioni penali”, in particolare: il divieto di causare inutilmente ad un animale da compagnia dolore, sofferenza o angoscia; – il divieto di maltrattare o abbandonare un animale da compagnia; – il diritto degli animali al benessere e a interventi chirurgici o medici, fatti con tutte le caratteristiche per evitare sofferenze. Chiunque tenga un animale da compagnia o se ne occupi, deve provvedere alla sua installazione e fornirgli cure ed attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni etologici, secondo la sua specie e la sua razza; in particolare deve: rifornirlo in quantità sufficiente di cibo e di acqua, procurargli adeguate possibilità di esercizio, prendere ogni provvedimento per impedirne la fuga. La novità più importante è l’introduzione di nuovi reati: del traffico illecito di cani e gatti; del taglio della coda, delle orecchie, e di altre mutilazioni non motivate da esigenze terapeutiche.

Il Parlamento Europeo ha approvato il testo finale per la Direttiva 86/609/CEE che regolamenta l’utilizzo degli animali per fini scientifici: Queste alcune delle nuove chicche, in pratica (questo il testo della Direttiva 86/609/CEE: Permessa la sperimentazione sui randagi cani e gatti. Permesso l’utilizzo di specie in via di estinzione, anche catturate in natura; Permessa la sperimentazione senza anestesia; Permesse le prove fisiche di sforzo fino alla morte (es. nuoto); Permessa la soppressione per inalazione con l’utilizzo di anidride carbonica che provoca grave sofferenza; Permesso il “riutilizzo” degli stessi animali già torturati per un esperimento


Il Parlamento Europeo ha approvato il testo finale per la Direttiva 86/609/CEE che regolamenta l’utilizzo degli animali per fini scientifici. Come se ci fosse da regolamentare, e quindi da approvare, la vivisezione! Che già il nome fa ribrezzo: sezionare da vivo.

Le prove sugli animali, oltre a essere crudelissime, sono oltre tutto controproducenti, perchè inattendibili. Noi non reagiamo come un cane, un gatto, un topo (ma spesso peggio).

Queste alcune delle nuove chicche, in pratica (questo il testo della Direttiva 86/609/CEE:

Permessa la sperimentazione sui randagi cani e gatti.
Permesso l’utilizzo di specie in via di estinzione, anche catturate in natura;
Permessa la sperimentazione senza anestesia;
Permesse le prove fisiche di sforzo fino alla morte (es. nuoto);
Permessa la soppressione per inalazione con l’utilizzo di anidride carbonica che provoca grave sofferenza;
Permesso il “riutilizzo” degli stessi animali già torturati per un esperimento.

Non ho parole, davvero. Alla faccia, anche, delle specie protette e tutte le buffonate che dicono i politici (occidentali) per la difesa del pianeta.

Questa è la petizione che potete firmare e verrà inoltrata al Parlamento Europeo. Io l’ho già fatto, questione di un minuto. E voi che aspettate?

Di seguito un video della LEAL, la lega contro la vivisezione.
Non preoccupatevi, niente visioni orrende, non ne metto qui. Mi basta la lista degli Europarlamentari pro vivisezione che leggete di seguito: si vede che sulle porcherie in Italia ci si mette tutti d’accordo, destra, centro e “sinistra”!

1 – Gabriele ALBERTINI ( PPE – PdL)

2 – Magdi Cristiano ALLAM ( PPE – Io Amo l’Italia)

3 – Roberta ANGELILLI ( PPE – PdL)

4 – Antonello ANTINORO ( PPE – UDC)

5 – Alfredo ANTONIOZZI ( PPE – PdL)

6 – Pino ARLACCHI ( ALDE/ADLE – IdV)

7 – Raffaele BALDASSARRE ( PPE – PdL)

8 – Paolo BARTOLOZZI ( PPE – PdL)

9 – Sergio BERLATO ( PPE – PdL)

10 – Luigi BERLINGUER ( S&D – PD)

11 – Mara BIZZOTTO ( EFD – Lega Nord)

12 – Vito BONSIGNORE ( PPE – PdL)

13 – Mario BORGHEZIO ( EFD – Lega Nord)

14 – Antonio CANCIAN ( PPE – PdL)

15 – Carlo CASINI ( PPE – UDC)

16 – Sergio Gaetano COFFERATI ( S&D – PD)

17 – Giovanni COLLINO ( PPE – PdL)

18 – Lara COMI ( PPE – PdL)

19 – Paolo DE CASTRO ( S&D – PD)

20 – Luigi Ciriaco DE MITA ( PPE – UDC)

21 – Herbert DORFMANN ( PPE – SVP)

22 – Carlo FIDANZA ( PPE – PdL)

23 – Lorenzo FONTANA ( EFD – Lega Nord)

24 – Elisabetta GARDINI ( PPE – PdL)

25 – Roberto GUALTIERI ( S&D – PD)

26 – Salvatore IACOLINO ( PPE – PdL)

27 – Vincenzo IOVINE ( ALDE/ADLE – IdV)

28 – Giovanni LA VIA ( PPE – PdL)

29 – Clemente MASTELLA ( PPE – UDE)

30 – Barbara MATERA ( PPE – PdL)

31 – Mario MAURO ( PPE – PdL)

32 – Erminia MAZZONI ( PPE – PdL)

33 – Claudio MORGANTI ( EFD – Lega Nord)

34 – Alfredo PALLONE ( PPE – PdL)

35 – Pier Antonio PANZERI ( S&D – PD)

36 – Aldo PATRICIELLO ( PPE – PdL)

37 – Mario PIRILLO ( S&D – PD)

38 – Gianni PITTELLA ( S&D – PD)

39 – Vittorio PRODI ( S&D – PD)

40 – Fiorello PROVERA ( EFD – Lega Nord)

41 – Licia RONZULLI ( PPE – PdL)

42 – Oreste ROSSI ( EFD – Lega Nord)

43 – Potito SALATTO ( PPE – PdL)

44 – Matteo SALVINI ( EFD – Lega Nord)

45 – Amalia SARTORI ( PPE – PdL)

46 – David-Maria SASSOLI ( S&D – PD)

47 – Giancarlo SCOTTÀ ( EFD – Lega Nord)

48 – Marco SCURRIA ( PPE – PdL)

49 – Sergio Paolo Francesco SILVESTRIS ( PPE – PdL)

50 – Francesco Enrico SPERONI ( EFD – Lega Nord)

51 – Salvatore TATARELLA ( PPE – PdL)

52 – Iva ZANICCHI ( PPE – PdL)

Quegli animali al Parlamento Europeo » Orientalia4All.

Paolo Ferrario, Il Genius Loci come Angelo del Luogo, in Baldo Lami, Angelicamente. Il senso dell’angelo nel nostro tempo, Zephyro edizioni, 2010


sono l’Angelo necessario della terra,


poiché chi vede me vede di nuovo


la terra, libera dai ceppi della mente, dura,
caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto
monotono levarsi in liquide lentezze e affiorare
in sillabe d’acqua

Wallace Stevens, da Angel Surrounded By Paysan
Paolo Ferrario, Il Genius Loci come Angelo del Luogo
Paragrafi del saggio:

1. L’evento

2. Relazioni fra gli angeli e gli uomini

3. Il Genius Loci

4. I luoghi concreti

5. Gli elementi dei luoghi

6. Ritorno a casa


Prefazione di Baldo Lami

Nella crisi di passaggio che caratterizza il nostro secolo in cui, recisi i legami col passato,speranza e futuro sembrano col lassare in un presente sempre più mutevole e indistinto,l’ange lo torna a far parlare di sé.
Ma come possiamo intenderlo nel clamore delle voci e delle immagini che lo sovrastano?
Un ampio numero di persone, tra studiosi, ricercatori o semplici professionisti in diversi settori dell’attività umana, si sono ritro vati a parlarne nel campo ideale del progetto di questo libro, secondo la loro personale esperienza o il loro peculiare modo di vedere e pensare. Ne esce unquadro molto eterogeneo e poli cromo ricco di suggestioni, per un viaggio memorabile nel tempo caduco dell’uomo odierno, ma condotto sulle ali senza tempo dell’angelo.
Essendo anche un autore di questo libro, oltreché curatore, non dirò nulla degli sviluppi che ciascun autore ha consegnato alle pagine di questo libro sulla figura dell’angelo, lasciando che siano i lettori stessi a scoprirli, verificando vicinanze e lontanan ze, linee e punti di contatto (connessioni angeliche), sia tra gli autori stessi che tra autori e lettori.
Dirò come è nato il progetto.
Un rapporto con la realtà di quanto percepivo oltre la soglia del visibile ce l’ho sempre avuto, ma il mio vero e proprio incontro con l’angelo come figu ra specifica dell’immaginario l’ho avuto con le opere di Pietro Gentili, una delle quali, grazie alla concessione di sua figlia Emanuela, ho voluto che figurasse in copertina – di cui però l’e ditore ha saggiamente riprodotto solo un particolare dell’ala, per l’impossibilità di rendere con una fotografia e in uno spazio così ridotto la magnificenza dell’opera.
Conobbi Pietro a Milano negli anni ottanta quando andai da lui per una consulenza astrologica, di cui aveva una conoscenza intuitiva straordinaria, e da allora diventammo amici ricono scendoci in una comune fratellanza. Artista eccelso, grande mistico, personaggio raro, gli ultimi anni della sua vita dipingeva solo angeli e porte del cielo. In questo libro ripubblico anche un articolo che mi diede nel 2000 per una rivista che allora diri gevo. La prima ispirazione per la realizzazione di questo saggio la devo certamente a lui.

Poi c’è stata una lentissima incubazione finché a un incrocio tra diversi percorsi trovai l’indicazione giusta, che si presentò quando all’inizio del 2009 decisi di inserirmi in un noto social network per esplorarne le potenzialità. Sorprendentemente mi trovai quasi subito in corrispondenza con alcuni amici total mente sconosciuti, personaggi anch’essi straordinari che mi hanno riempito di curiosità e stupore, in cui cominciò presto a evidenziarsi il tema dell’angelo.
Mi sembrò una chiamata, che quando si formulò in un dise gno più preciso rivolsi a loro, rivolgendola al contempo anche agli amici conosciuti, colleghi e anche compagni di ricerca che costituirono il terreno sicuro d’elezione per la concreta realizza zione del progetto.
Ciascun autore, a cui va tutto il mio ringraziamento, ha svol to il proprio compito nella più assoluta autonomia, conoscendo dei temi trattati dagli altri autori solo una breve traccia descritti va, cosa che è stata molto apprezzata.
Questo libro non pretende di essere esaustivo su questo sog getto, sarebbe impossibile, e non era neppure nelle mie inten zioni, ma intende meditarne gli aspetti più essenziali e recondi ti, aspetti anche inaspettati e inediti, persino critici, che ciascun autore ha affrontato con l’utilizzo di codici diversi di decifrazio ne, ma con il comune sforzo di pensarlo anche al di là degli stessi, nella vita di tutti i giorni e nella realtà attuale, come icona ancorché problematica della complessità contemporanea che sottende nel beneonel male una possibile nuova prefigurazio ne umana.
Ai lettori l’invito ad accogliereidiversi contributi che com pongono il saggio come brani sincronici di un’unica partitura musicale, ascoltandone la polifonia, porta dell’ascolto del cuore, riflesso di quell’ harmonia caelestis che le più alte schiere angeli­che continuano a comporre coniloro cori e i loro liuti dall’ini zio della creazione del mondo. Poiché è solo questo concerto che lo fa esistere e ricreare.

La LAV ha elaborato il documento programmatico PIANO REGIONALE DIRITTI ANIMALI 2010-2015


La LAV ha elaborato il documento programmatico PIANO REGIONALE DIRITTI ANIMALI 2010-2015 sul quale è stata chiesta l’adesione a tutti i partiti ed ai candidati in lizza. Così, grazie alle risposte pervenute – impegni che verificheremo personalmente nei prossimi cinque anni di attività regionale- e anche in base alle attività svolte dai candidati uscenti nel corso del loro mandato, è stata compilata una “Lista positiva” ed una “Lista negativa”.

Queste segnalazioni non costituiscono una “patente di animalismo” per i singoli candidati indicati positivamente, ma l’indicazione concreta di chi potrà fornire un apporto positivo in caso di elezione.

La LAV ed i temi animalisti devono diventare maggioranza anche nelle decisioni della Regione che tanto decide sulla vita o la morte degli animali, per questi motivi invitiamo i soci e i simpatizzanti della LAV a votare e/o non votare i seguenti candidati. 

Per approfondimenti sulle attività dei Consiglieri regionali, consultare l’Osservatorio Politico Regionale

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LOMBARDIA PER GLI ANIMALI – BILANCIO LAV BOCCIA AMMINISTRAZIONE FORMIGONI


LOMBARDIA PER GLI ANIMALI – BILANCIO LAV BOCCIA AMMINISTRAZIONE FORMIGONI

LA LOMBARDIA PER GLI ANIMALI.  COSA E’ STATO FATTO DALLA REGIONE LOMBARDIA PER GLI ANIMALI NEGLI ULTIMI 5 ANNI. QUALI IMPEGNI PER LA PROSSIMA AMMINISTRAZIONE.
NEL BILANCIO STILATO DALLA LAV, BOCCIATA L’AMMINISTRAZIONE FORMIGONI.

 

 

Cani&Gatti – voto: 5

11 luglio 2006, con 15 anni di ritardo la Regione Lombardia è l’ultima regione a dare attuazione alla Legge quadro 281/1991 “Tutela degli animali d’affezione e prevenzione del randagismo”. La legge regionale approvata, la n.16/06 (poi inserita nel T.U. 33/2009)  è indubbiamente una delle più efficaci in materia e  tra le novità più rilevanti vanno ricordate l’ istituzione della Consulta Regionale per la lotta al randagismo e la tutela degli animali d’affezione; la previsione di un Piano triennale regionale per gli interventi di educazione sanitaria e zoofila, di controllo demografico della popolazione animale e di prevenzione del randagismo; la clausola valutativa per la effettiva rendicontazione triennale degli interventi effettuati, delle iniziative attuate e dei risultati che si sono ottenuti; la previsione di istituire Uffici Tutela Animali nei Comuni.

Tuttavia, proprio nell’implementazione degli aspetti più significativi introdotti con la legge “randagismo” la Regione manifesta ancora una volta lo scarso interesse sul tema: la Consulta Regionale, di cui LAV è componente, è istituita presso la Direzione Generale Sanità con un anno e mezzo di ritardo, e convocata nella sua prima seduta solo dopo due anni dall’approvazione della legge. Il Piano Triennale di intervento, che la Consulta ha elaborato e che sarebbe dovuto servire per sbloccare 6 milioni di euro che la Regione non ha mai speso nell’attuazione della legge quadro, è calendarizzato nei lavori consiliari (per il parere preventivo prima della successiva approvazione definitiva da parte della Giunta) solo a gennaio 2010 e così, la Regione Lombardia ha concluso il mandato senza spendere nemmeno un euro dei 6 milioni disponibili.


Caccia e fauna selvatica – voto: 0

In questa materia la Regione Lombardia è stata una delle regioni più prolifiche da un punto di vista legislativo, ma non per  tutelare la fauna selvatica bensì per abbatterla: 15 le leggi regionali per la liberalizzazione indiscriminata della caccia; 2 le leggi regionali sentenziate illegittime dalla Corte Costituzionale (sentenze 250 e 405 del 2008); 1 la legge regionale (la 24/2008) ancora all’esame della Corte Costituzionale; 1 Ordinanza del Presidente della   Corte di Giustizia Europea che ha ordinato all’Italia di sospendere immediatamente  la caccia  in “deroga” autorizzata dalla Lombardia; decine i progetti di legge pro-caccia-selvaggia presentati dai Consiglieri Regionali di maggioranza ma anche da alcuni consiglieri di opposizione.

A differenza del tema “cani&gatti” la “caccia” ha beneficiato di parecchia attenzione da parte dell’istituzione regionale, al punto che in più occasioni  pur di arrivare all’approvazione di leggi finalizzate all’ampliamento delle specie cacciabili, il Consiglio Regionale è stato convocato anche in sedute straordinarie notturne e nei fine-settimana.

Notevole l’impegno di alcuni consiglieri, con l’avvallo della Giunta, nel derogare alle norme comunitarie di tutela delle specie migratrici pur di inserirle nei calendari venatori al fine di soddisfare gli appetiti dei cacciatori.

Circhi – voto: 4

Nel 2000 il Ministero dell’Ambiente ha emanato, tramite la Commissione Scientifica CITES e ai sensi della legge 150/92 sul commercio internazionale di specie di fauna e flora in via di estinzione, le Linee Guida per il corretto mantenimento di molti degli animali che continuano ad essere prigionieri del circo (Linee Guida integrate in data 19 aprile 2006 con prot. DPN/10/2006/11106). Tuttavia, grandi felini, elefanti, scimmie orsi ecc. continuano ad essere detenuti in condizioni che violano palesemente tali disposizioni, e sempre più frequenti sono le pronunce della magistratura in materia.

Nessun interesse dimostrato dalla Regione rispetto alle istanze LAV di fare rispettare ai circhi le disposizioni minime individuate dal Ministero dell’Ambiente, finalizzate alla tutela degli animali esotici che ancora oggi sono sfruttati in queste forme di spettacolo.

Vivisezione – voto: 4

Nel triennio 2004 -2006 (dati pubblicati su G.U. n.243 del 16-10-2008 ai sensi del decreto legislativo 116/92) rispetto ai tre anni precedenti  in Italia è sensibilmente aumentato l’utilizzo a fini sperimentali di:

- cavalli e asini (221 nel triennio 2004-2006 contro i 90 nel 2001-2003) 

- suini (8.097 nel 2004-2006 contro i 6.840 nel 2001-2003)

- bovini (2.795 nel 2004-2006 contro i 1.584 nel 2001-2003) 

- uccelli (90.493 nel 2004-2006 contro gli 85.651 nel 2001-2003) 

- pesci (45.418 nel 2004-2006 contro i 7.979 nel 2001-2003).

Le specie più rappresentate continuano a essere topi (1.664.294 nel triennio 2004-006) e ratti (820.143), seguono altri roditori (7.100) e conigli (32.314), animali largamente impiegati per il loro costo ridotto e per la facilità cui si maneggiano, piuttosto che per ragioni strettamente scientifiche.

Non si rileva nessuna tendenza progressiva nella riduzione del numero totale di animali utilizzati, anche se il quadro scientifico e legislativo europeo prevede la promozione dei metodi alternativi alla sperimentazione animale. 

C’è stato un lieve calo nel 2006, ma la “media” dell’ultimo triennio è più alta di 282 animali rispetto alla media del precedente. Si è passati infatti da 911.680,6 (2001-2003) a 911.962,3 (2004-2006), con un totale di ben 2.735.887 animali che, nei tre anni in esame, sono stati rinchiusi in gabbie, sfruttati per esperimenti di ogni tipo e soppressi.

Il dato numerico, già di per sé allarmante, è fortemente sottostimato visto che non rientrano nelle statistiche invertebrati, embrioni, feti e animali utilizzati già soppressi.

Dal Rapporto LAV elaborato su dati diffusi dal Ministero della Salute, risulta inoltre che dei quasi 600 stabilimenti utilizzatori (dove si pratica vivisezione) presenti in Italia, 130 sono nella sola Lombardia, mentre per quanto riguarda gli allevamenti di animali per la vivisezione, tra gli 8 dei più importanti, 4 sono in Lombardia.

 

2 le proposte di legge presentate in Consiglio Regionale e finalizzate alla promozione dei metodi sostitutivi a quelli che prevedono l’uso degli animali, ma mai inserire all’ordine del giorno dei lavori delle commissioni consiliari.

 


LEGGI LE INDICAZIONI DI VOTO DELLA LAV

LAV

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Istituto Superiore di Sanità Terapie e attività assistite con gli animali: analisi della situazione italiana e proposta di linee guida, A cura di Francesca Cirulli e Enrico Alleva 2007


Istituto Superiore di Sanità
Terapie e attività assistite con gli animali: analisi della situazione italiana e proposta di linee guida. (pdf, 506 KB)
A cura di Francesca Cirulli e Enrico Alleva 2007, 38 p. Rapporti ISTISAN 07/35

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