Direttive anticipate di trattamento e testamento biologico, a cura del Comune di Bolzano


L’Assessorato alla Sanità della Provincia Autonoma di Bolzano ha pubblicato un esauriente opuscolo (in formato PDF) redatto dal Comitato Etico Provinciale dal titolo:

Pianificazione preventiva dei trattamenti sanitari. Direttive anticipate di trattamento

in cui vengono dati anche alcuni esempi pratici sulle modalità di compilazione del proprio “testamento biologico

da  Il testamento biologico.

Dal sito del Comune di Bolzano:

Testamento biologico

Che cosa accadrebbe se alla fine della vita non fossi più in grado di decidere in maniera autonoma? Esiste un modo per definire in anticipo le proprie volontà? E importante dare delle direttive anticipate? Quando si parla di testamento biologico si affontano questioni molto delicate e personali.

Qui potete scaricare l’opuscolo sul testamento biologico: “Pianificazione preventiva dei trattamenti sanitari. Direttive anticipate di trattamento”.

Cliccate qui per scaricare un esempio di modulo da compilare per eventuali direttive anticipate di trattamento.

Il testamento biologico nel Codice civile svizzero | infoinsubria


In Svizzera dal 1. gennaio il Codice civile svizzero prevede la possibilità di esprimere direttive vincolanti sui provvedimenti medici che si rifiuta o si desidera nel caso si dovesse perdere la capacità di discernimento. Il cosiddetto testamento biologico riceve così una base legale.

Il provvedimento riconosce all’individuo la possibilità di esprimere la propria volontà in materia di fine di vita, garantendo che i propri desideri e i propri valori vengano rispettati. La legge prevede anche che si possa designare una persona fisica che discuta i provvedimenti medici con il medico curante e decida in suo nome nel caso in cui divenga incapace di discernimento.

Gli specialisti consigliano di redigere le direttive facendosi consigliare da una persona di fiducia, per esempio il medico di famiglia, presso il quale il documento potrebbe anche conservato. In ogni caso la legge prevede che la volontà presente prevalga su quella presunta.

I problemi si pongono naturalmente nel caso di perdita di discernimento. Chi assisterà il paziente non sarà quindi esentato dall’assumersi decisioni difficili, ma almeno potrà farlo sulla base di indicazioni precise e con un interlocutore scelto dal paziente.

da   Il testamento biologico nel Codice civile svizzero | infoinsubria.

LA BELLA ADDORMENTATA DI MARCO BELLOCCHIO, audio della trasmissione La bella addormentata e l’Italia clericale, a La 7 l’Infedele del 10 settembre 2012


Interventi audio della trasmissione La bella addormentata e l’Italia clericale, La7 l’Infedele del 10 settembre 2012:

  • Lella Costa legge


Caro zio,
zietto come mi piaceva chiamarti negli ultimi anni quando la malattia ha fugato il tuo naturale pudore verso la manifestazione dei sentimenti questo è il mio ultimo, intimo saluto.

Quando venerdì il tuo feretro è arrivato in Duomo la prima persona, tra i fedeli presenti, che ti è venuta incontro era un giovane in carrozzina, mi è parso affetto da Sla.
D’improvviso sono stata colta da una profondissima commozione, un’onda che saliva dal più profondo e mi diceva: «Lo devi fare per lui» e per tutti quei tantissimi uomini e donne che avevano iniziato a sfilare per darti l’estremo saluto, visibilmente carichi dei loro dolori e protesi verso la speranza.
Lo sento, Tu vorresti che parlassimo dell’agonia, della fatica di andare incontro alla morte, dell’importanza della buona morte.
Morire è certo per noi tutti un passaggio ineludibile, come d’altro canto il nascere e, come la gravidanza dà, ogni giorno, piccoli nuovi segni della formazione di una vita, anche la morte si annuncia spesso da lontano. Anche tu la sentivi avvicinare e ce lo ripetevi, tanto che per questo, a volte, ti prendevamo affettuosamente in giro.

Poi le difficoltà fisiche sono aumentate, deglutivi con fatica e quindi mangiavi sempre meno e spesso catarro e muchi, che non riuscivi più a espellere per la tua malattia, ti rendevano impegnativa la respirazione. Avevi paura, non della morte in sé, ma dell’atto del morire, del trapasso e di tutto ciò che lo precede.

Ne avevamo parlato insieme a marzo e io, che come avvocato mi occupo anche della protezione dei soggetti deboli, ti avevo invitato a esprimere in modo chiaro ed esplicito i tuoi desideri sulle cure che avresti voluto ricevere. E così è stato. Avevi paura, paura soprattutto di perdere il controllo del tuo corpo, di morire soffocato. Se tu potessi usare oggi parole umane, credo ci diresti di parlare con il malato della sua morte, di condividere i suoi timori, di ascoltare i suoi desideri senza paura o ipocrisia.

Con la consapevolezza condivisa che il momento si avvicinava, quando non ce l’hai fatta più, hai chiesto di essere addormentato. Così una dottoressa con due occhi chiari e limpidi, una esperta di cure che accompagnano alla morte, ti ha sedato.

Seppure fisicamente non cosciente – ma il tuo spirito l’ho percepito ben presente e recettivo - l’agonia non è stata né facile, né breve. Ciò nonostante, è stato un tempo che io ho sentito necessario, per te e per noi che ti stavamo accanto, proprio come è ineludibile il tempo del travaglio per una nuova vita.

È di questo tempo dell’agonia che tanto ci spaventa, che sono certa tu vorresti dire e provo umilmente a dire per te. La chiave di volta – sia per te che per noi – è stata l’abbandono della pretesa di guarigione o di prosecuzione della vita nonostante tutto. Tu diresti «la resa alla volontà di Dio».
A parte le cure palliative di cui non ho competenza per dire è l’atmosfera intorno al moribondo che, come avevo già avuto modo di sperimentare, è fondamentale.

Chi era con te ha sentito nel profondo che era necessaria una presenza affettuosa e siamo stati insieme, nelle ultime ventiquattro ore, tenendoti a turno la mano, come tu stesso avevi chiesto. Ognuno, mentalmente, credo ti abbia chiesto perdono per eventuali manchevolezze e a sua volta ti abbia perdonato, sciogliendo così tutte le emozioni negative.

In alcuni momenti, mentre il tuo respiro si faceva, con il passare delle ore, più corto e difficile e la pressione sanguigna scendeva vertiginosamente, ho sperato per te che te ne andassi; ma nella notte, alzando gli occhi sopra il tuo letto, ho incontrato il crocefisso che mi ha ricordato come neppure il Gesù uomo ha avuto lo sconto sulla sua agonia.
Eppure quelle ore trascorse insieme tra silenzi e sussurri, la recita di rosari o letture dalla Bibbia che stava ai piedi del tuo letto, sono state per me e per noi tutti un momento di ricchezza e di pace profonda.

Si stava compiendo qualcosa di tanto naturale ed ineludibile quanto solenne e misterioso a cui non solo tu, ma nessuno di coloro che ti erano più vicini, poteva sottrarsi. Il silenzio interiore ed esteriore i movimenti misurati l’assenza di rumori ed emozioni gridate – ma soprattutto l’accettazione e l’attesa vigile – sono stati la cifra delle ore trascorse con te.
Quando è arrivato l’ultimo respiro ho percepito, e non è la prima volta che mi accade assistendo un moribondo, che qualcosa si staccava dal corpo, che lì sul letto rimaneva soltanto l’involucro fisico. Lo spirito, la vera essenza, rimaneva forte, presente seppure non visibile agli occhi. Grazie Zio per averci permesso di essere con te nel momento finale. Una richiesta: intercedi perché venga permesso a tutti coloro che lo desiderano di essere vicini ai loro cari nel momento del trapasso e di provare la dolce pienezza dell’accompagnamento.

Giulia Facchini Martini







E per non dimenticare

Qui l’intera puntata:

Testamento biologico, come farlo (e farlo valere) – da Wired.it


I modi per lasciare un testamento biologico (nella speranza che venga tenuto in considerazione) sono tanti. Si può sottoscrivere una dichiarazione privata da tenere nel portafoglio o in un cassetto di casa, esplicitare il proprio pensiero alle persone care, scaricare i moduli messi in Rete da diversi enti e associazioni, come la Consulta di bioetica onlus, la Fondazione Veronesi, A buon diritto, registrare un video ed eventualmente caricarlo online, per esempio sul network LaMiaScelta.it. Si può postare su Facebook o su Twitter. E persino optare per tatuarsi sul corpo una scritta del tipo “ Non rianimare”, com’è già in voga fare negli Stati Uniti. Un’altra soluzione, meno bizzarra, è depositare le proprie volontà al sindaco, presso uno dei registri dei testamenti biologici istituiti in decine di comuni italiani (qui la mappa aggiornata). Oppure, si può licenziare la pratica all’ ufficio postale, in presenza di un testimone e un fiduciario (la persona delegata a far valere le volontà del soggetto), come spiega l’Associazione Coscioni.

Il paradosso è che tutti i metodi sono validi e, alla fine, nessuno. Almeno fino alla sentenza dei tribunali. Che finora hanno sempre dato ragioni ai malati. “ I verdetti espressi dalle Corti di giustizia stabiliscono che le volontà sul fine vita, se documentate e accertate, valgono. Di più, valgono anche contro il parere dei medici”, ribadisce Santosuosso: “ Questo in virtù di svariati principi costituzionali, tra cui l’ articolo 13, che sancisce la libertà personale come diritto inviolabile, e l’ articolo 32, in base al quale nessuno può essere sottoposto a trattamenti sanitari contro la propria volontà”.
tutto l’articolo qui Testamento biologico, come farlo (e farlo valere) – Wired.it.

Biotestamento. Da oggi si può fare via Web



15 MAG È l’ultima iniziativa in ordine di tempo quella che l’Associazione Luca Coscioni sta intraprendendo in queste ore per riportare l’attenzione sul testamento biologico. Da questa notte è possibile sottoscrivere su di un

 

le proprie indicazioni sul fine vita. Oltre 250 i testamenti raccolti 

Fine vita. Fadoi: “Non serve una legge. La scelta sia lasciata al rapporto medico-paziente”


Fine vita. Fadoi: “Non serve una legge. La scelta sia lasciata al rapporto medico-paziente” 

08 MAG - È questo il monito lanciato dai medici internisti a conclusione del XVII Congresso Nazionale Fadoi svolto a Rimini. Ma servono anche più Hospice non oncologici, per rispondere al continuo aumento dei pazienti con malattie cronico degenerative. Leggi…

Testamento biologico: convegno, Sabato 21 aprile, dalle 9 alle 13, presso l’Aula Arcari della Facoltà di Giurisprudenza in via S. Ignazio da Laconi, a Cagliari


Sabato 21 aprile, dalle 9 alle 13, presso l’Aula Arcari della Facoltà di Giurisprudenza in via S. Ignazio da Laconi,  a Cagliari, si terrà un Convegno su “Il Testamento Biologico- Dichiarazioni Anticipate di Trattamento” organizzato dalla sezione di Cagliari della F.I.D.A.P.A. (Federazione Italiana Donne Arti Professioni e Affari) in collaborazione con l’AIMOS (Associazione Interdisciplinare Medici Ospedalieri Sardi) e la Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Cagliari.

La F.I.D.A.P.A. di Cagliari, da molti anni impegnata come movimento di opinione sui diritti civili si propone con questo convegno di tenere alta l’attenzione dei cittadini  sui nodi cruciali del discusso disegno di legge sul Testamento Biologico  approvato alla Camera la scorsa estate dopo un lungo e tormentato iter e che per il varo definitivo dovrà tornare al Senato. Interverranno come relatori Angela Quaquero, Carlo Pilia, Grazia Maria De Matteis, Pinella Loria, Massimo Simbula, Luigi Arru, Paolo Sanna e Ada Anchisi. Per la F.I.D.A.P.A. saranno presenti Paola Melis, presidente della sezione di Cagliari, Elena Burrai, presidente del Distretto Sardegna, Elena Madeddu, referente della commissione Igiene e Sanità della sezione di Cagliari. I lavori saranno  preceduti dal saluto delle autorità: l’Assessore Regionale Simona De Francisci, il Presidente della Provincia Angela Quaquero, il Consigliere Regionale Marco Espa.

da Testamento biologico, un convegno a Giurisprudenza | Casteddu online.

Lorella Lotto, Andrea Manfrinati, Davide Rigoni, Rino Rumiati, Giuseppe Sartori, Niels Birbaumer, Attitudes Towards End-of-Life: Decisions and the Subjective Concepts of Consciousness. An Empirical Analysis – Atteggiamenti verso il fine vita: decisioni e concetti soggettivi della coscienza: un’analisi empirica, in PLoS ONE


Non è la lettura dell’elettroencefalogramma o di un qualsiasi esame clinico a fare la differenza. Tanto più si crede nel principio della “libera scelta”, tanto meno si considera viva una persona colpita da una malattia che limita lo stato di coscienza. Uno studio targato Università di Padova si inserisce nel dibattito sul testamento biologico, innescato dal caso di Eluana Englaro e non ancora giunto ad una conclusione che metta d’accordo le “fazioni” in lotta. La ricerca dimostra che la concezione di vita e morte non dipende da dati oggettivi, ma da un giudizio di valore precedente.

Una rivoluzione copernicana nel modo di intendere il dibattito sul fine vita, che spiega le difficoltà di raggiungere posizioni condivise. A tre anni dalla morte di Eluana Englaro non si è ancora spento l’eco del dibattito sul “diritto a morire”: è stato giusto interrompere l’alimentazione forzata, oppure sarebbe stato giusto tenerla artificialmente in vita perché, dal punto di vista clinico, Eluana era viva?

A questi interrogativi ha tentato di rispondere uno studio condotto da Lorella Lotto, Andrea Manfrinati, Davide Rigoni, Rino Rumiati e Giuseppe Sartori del dipartimento di Psicologia dell’Università di Padova, in collaborazione con l’Università di Tubinga, appena pubblicato sulla rivista “Plos one”.

PER L’ARTICOLO VAI A: PLoS ONE: Attitudes Towards End-of-Life Decisions and the Subjective Concepts of Consciousness: An Empirical Analysis.

Commemorazione di Piergiorgio Welby in occasione del quinto anniversario della sua morte | RadioRadicale.it


La morte di Piergiorgio Welby è avvenuta il 20 dicembre 2006.

Nel corso della conferenza stampa viene presentato il progetto artistico “Ora sulla mia vita decido io! Per il diritto al testamento biologico” con il contributo degli artisti che hanno voluto onorare la memoria della battaglia di Piero per l’eutanasia legale e il diritto a una morte “opportuna”

Vai all’ AUDIO  Welby2011

da Commemorazione di Piergiorgio Welby in occasione del quinto anniversario della sua morte | RadioRadicale.it.

Il nuovo testamento biologico in Italia secondo il disegno di legge approvato alla Camera


… E’ utile riassumere i punti salienti del disegno di legge:

1) Le dichiarazioni anticipate di trattamento (DAT) non sono vincolanti per i medici ed escludono la possibilità di sospendere nutrizione ed idratazione al paziente, salvo in casi terminali.

2) Le dichiarazioni anticipate di trattamento sarebbero applicabili solo qualora il paziente dimostrasse un’accertata assenza di attività cerebrale.

Il testo legislativo si compone di otto articoli. ….

SEGUE QUI: Il nuovo testamento biologico in Italia secondo il disegno di legge approvato alla Camera.

Paolo Becchi Il testamento biologico Sui limiti delle «Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento» In Appendice disegno di legge con emendamenti


Paolo Becchi

Il testamento biologico
Sui limiti delle «Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento»

In Appendice disegno di legge con emendamenti

DESCRIZIONE: Queste pagine fotografano lo stato attuale della discussione sul cosiddetto testamento biologico, esaminando la proposta di legge «Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento», riportato in Appendice. Ci si sofferma in particolare su tre nodi fondamentali: il momento in cui le dichiarazioni anticipate di trattamento assumono rilievo; il limite entro il quale sono vincolanti; il problema di idratazione e alimentazione artificiali. Per ciascuno di questi punti la soluzione adottata appare insoddisfacente e l’autore, con un’analisi puntuale del testo, ne spiega il motivo di fondo: se la disciplina dovesse rimanere questa, le dichiarazioni sarebbero meramente orientative e comporterebbero una forte limitazione della libertà di autodeterminazione dei singoli. Andando oltre questo rilievo critico, si offrono qui concrete proposte per migliorare il disegno di legge.

COMMENTO: A partire dalla controversa legge sul testamento biologico una proposta innovativa che può trovare consensi sia tra i laici che tra i cattolici.

PAOLO BECCHI insegna Filosofia pratica e Bioetica all’Università degli Studi di Genova. Tra le sue pubblicazioni, presso Morcelliana: Morte cerebrale e trapianto di organi(2008); Il principio dignità umana (2009); Hans Jonas. Un profilo (2010); ha curato, di Jonas, Morire dopo Harvard (2009).

COLLANA: Il Pellicano Rosso n. 139

ANNO: 2011

PAGINE: 120

CODICE ISBN: 978-88-372-2558-2

da Morcelliana, antico e nuovo testamento, sacra scrittura, teologia, filosofia, letteratura cristiana antica, esegesi biblica.

Osservazioni CGIL sul testo del Disegno di Legge (ddl 10b) “Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento


BIODIRITTO: IL DIFFICILE RAPPORTO TRA SCIENZA E LEGGE, di Carlo Casonato | Periodico Unitn


BIODIRITTO: IL DIFFICILE RAPPORTO TRA SCIENZA E LEGGE

Tutelare la dignità delle persone e il diritto alla salute tenendo conto delle nuove acquisizioni scientifiche

di Carlo Casonato

da BIODIRITTO: IL DIFFICILE RAPPORTO TRA SCIENZA E LEGGE | Periodico Unitn.

Lega degli enti locali per il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento (dat)


Sono oltre un’ ottantina in tutta Italia i Comuni schierati in difesa dei Registri per depositare il testamento biologico, in attesa che veda la luce la legge che regolamenterà il cosiddetto biotestamento. Una vera e propria alleanza da ieri formalizzata sotto il nome di «Lega degli enti locali per il registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento (dat)», per tutelare le «dat» espresse dai cittadini nei municipi (da Torino a Cagliari, passando per capoluoghi, piccoli centri e grandi città), e far sì che abbiano valore giuridico, anche nel caso fosse approvato l’ attuale Ddl sul testamento biologico in discussione al Senato (nonostante una circolare del 2010 firmata dai ministri della Salute Ferruccio Fazio, del Welfare Maurizio Sacconi e degli Interni Roberto Maroni, indirizzata proprio ai Comuni, definisca tali strumenti «privi di qualunque efficacia giuridica»). L’ iniziativa rappresenta l’ ultima tappa di un processo iniziato dai radicali e dall’ associazione Luca Coscioni, mobilitati dopo il caso di Eluana Englaro, la donna in stato vegetativo, alimentata e idratata attraverso un sondino, che ha cessato di vivere nel 2009 in seguito all’ applicazione di una sentenza giudiziaria che autorizzò il padre Beppino a interrompere il trattamento

da L’ alleanza di ottanta Comuni per i registri con il biotestamento.

Biotestamento. La Camera approva e ora si ricomincia dal Senato


Governo e Parlamento
Biotestamento. La Camera approva e ora si ricomincia dal Senato 
12 LUG - La Camera ha approvato tra forti polemiche la proposta di legge che norma le Dichiarazioni anticipate di trattamento. Ora il provvedimento dovrà tornare all’esame del Senato (quasi certamente a settembre) che aveva già licenziato un testo oggi profondamento rivisto da Montecitorio. Gioisce la maggioranza alla quale si è aggiunto il voto favorevole dell’Udc, mentre Pd e Idv gridano alla legge scandalo e promettono battaglia. Leggi…

Governo e Parlamento
Biotestamento. Roccella: “Referendum andrà come per legge 40″ 
12 LUG - Qualora per la legge sul testamento biologico si decidesse di indire un referendum, questo “finirà come quello per la legge 40”. A dirlo è il sottosegretario Eugenia Roccella rispondendo al senatore Pd, Ignazio Marino, che oggi ha preannunciato una raccolta di firme per un referendum abrogativo. E intanto la maggioranza difende il provvedimento ormai in via di approvazione alla Camera. Leggi…

Governo e Parlamento
Biotestamento. Turco (Pd): “E’ una vendetta postuma contro Eluana Englaro”
12 LUG - “In Parlamento contano i numeri e questa legge passerà, ma ormai è stata del tutto svuotata: le Dat non ci sono più perché la maggioranza è animata da un pessimismo antropologico che la spinge a credere che in Italia ci sia una deriva eutanasica”. Così Livia Turco (Pd) in questa intervista sulla legge sul biotestamento che la Camera si appresta a licenziare oggi. Una legge animata dal  “duo inossidabile Roccella-Binetti” che ha sfiducia nelle persone, nei medici e nella società. Leggi…

Governo e Parlamento
Biotestamento. Marino (Pd) prepariamoci a raccogliere le firme per un referendum 
12 LUG - Il Parlamento sta scrivendo “una legge con cui si dice al medico che se il paziente è morto si possono sospendere le cure”. Così il senatore del Pd Ignazio Marino, nel corso di una conferenza stampa insieme a Beppino Englaro e Mina Welby. “Dobbiamo prepararci a raccogliere le firme per un referendum perché bisogna dare il segno a questa politica che non può calpestare i diritti delle persone”. Leggi…

Lavoro e Professioni
Biotestamento. Cozza (Fp Cgil Medici): “Ddl stravolge l’atto medico. Fazio intervenga” 
12 LUG - “Se il medico non ottempera a quanto gli viene imposto dalla legge, rischia di essere incriminato con accusa di omicidio”. Per questo, secondo la Fp Cgil Medici, il ddl sul biotestamento in vocazione alla Camera sta “stravolgendo l’atto medico” rispetto a quanto dettato dal codice deontologico e dall’alleanza terapeutica con il paziente. Chiesto l’intervento del ministro della Salute “prima che il testo vada in discussione al Senato” Leggi…

Umberto Veronesi, noi promotori originari del testamento biologico in Italia dichiariamo che è meglio nessuna legge che una legge traditrice, e chiediamo di fermare un iter legislativo che, anche qualora sfociasse nella approvazione di Camera e Senato, non potrà che ritornare nelle Corti e creare cause su cause e ricorsi su ricorsi – LASTAMPA.it


Ho avviato sei anni fa in Italia la campagna di sensibilizzazione a favore del Testamento Biologico, per allineare l’Italia ai Paesi civilmente avanzati – ad esempio gli Usa, la Francia, la Germania, la Gran Bretagna – come è, e sempre è stato il nostro.

È stata per me una battaglia culturale per l’evoluzione di un pensiero in cui credo da sempre: il pensiero laico, libero, trasversale. Ho scritto, come autore unico o insieme ad alcuni dei nostri migliori giuristi, cinque libri sul tema della libertà e il diritto di accettare o rifiutare le cure in ogni circostanza, sulla base delle convinzioni personali. Questo è infatti l’obiettivo del Biotestamento ovunque nel mondo: mettere sempre al centro di ogni decisione la volontà della persona.

Avevo anche qualche ambizione in più. Ho sempre pensato che il testamento biologico – cioè l’espressione anticipata delle proprie volontà circa le cure che si vogliono o non si vogliono ricevere, in caso di perdita della facoltà di esprimersi di persona – potesse avere anche un valore educativo, perché obbliga ognuno ad affrontare i temi esistenziali, a dibatterli con altri e a interrogare se stesso su come vorrebbe concludere il proprio ciclo biologico, nel caso tale evento grave si realizzasse. Un dibattito utile quindi alla formazione di una personalità consapevole e cosciente sul grande tema dell’autonomia di decisione. La discussione su questi argomenti inizia nel mondo nel 1983, a seguito dell’incidente di Nancy Cruzan, che a soli 26 anni la fece piombare in uno stato vegetativo permanente irreversibile.

La sua famiglia, dopo varie petizioni e ricorsi, ottenne nel 1990 l’autorizzazione della Corte Suprema degli Stati Uniti alla sospensione della nutrizione artificiale. Da qui nacque il movimento right-to-die, per il diritto di morire, e i successivi movimenti civili per riappropriarsi delle decisioni di fine vita, di fronte a una medicina che stava diventando sempre più potente e invasiva, capace addirittura di tenere artificialmente in vita (se vita la possiamo definire) un corpo ridotto a un vegetale, senza coscienza, senza percezioni visive e uditive, né percezione del dolore.

Prima ancora, nel 1978, l’olandese Van den Berg scrisse «Medical Power and Medical Ethics», che in vari Paesi ha portato all’introduzione del «living will», la volontà di vivere, tradotto in italiano appunto «testamento biologico». In realtà la discussione sulla bioetica nasce in precedenza, negli Anni 70, quando l’americano Van Potter, con il libro «Bioethics, bridge to the future», coniò questo termine con un significato preciso: l’etica medica deve ispirarsi alla biologia della vita dell’uomo e opporsi all’invasione della tecnologia nella medicina.

Credo che molti bioeticisti non conoscano l’origine e il significato del pensiero di Van Potter. Cosa c’è di più tecnologico e artificiale che mantenere in vita forzatamente un insieme di organi? Eppure questo farà il disegno di legge approvato ieri, caso unico nel mondo occidentale: ci imporrà per legge la vita artificiale. E così chi, come me, si impegna per il progresso della cultura viene profondamente tradito. Ed è soprattutto tradita un’ampia parte della popolazione che si affida con fiducia alle istituzioni e alle persone che guidano il proprio Paese. La gente è molto più consapevole, cosciente e pronta all’autodeterminazione di quanto si possa pensare e, come rivelano tutti i sondaggi, è a favore del testamento biologico come strumento di espressione di volontà individuale.

Di fronte a questa realtà noi promotori originari del testamento biologico in Italia dichiariamo che è meglio nessuna legge che una legge traditrice, e chiediamo di fermare un iter legislativo che, anche qualora sfociasse nella approvazione di Camera e Senato, non potrà che ritornare nelle Corti e creare cause su cause e ricorsi su ricorsi. Il disegno di legge attuale infatti calpesta con evidenza l’articolo 31 della Costituzione italiana, oltre che la volontà della maggioranza dei cittadini. Senza questa legge, la questione di fine vita invece uscirebbe dai tribunali e ritornerebbe a essere discussa caso per caso, in scienza e coscienza dai medici e in libertà dai cittadini. Da tutti i cittadini, da chi crede nella sacralità della sua vita e la considera un dono di Dio e un bene non disponibile, e da chi invece crede nella sua inviolabile responsabilità e libertà.

da Così si apre la strada a tante cause legali – LASTAMPA.it.

Biotestamento in discussione alla Camera



27 GIU - L’assemblea di Montecitorio da domani inizierà la discussione, con votazione, sul progetto di legge Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento. È possibile che l’esame vada avanti per tutta la settimana. 

Leggi…

Biotestamento. Eurispes: calano i favorevoli ad una legge


rispetto all’anno precedente coloro che si dicono favorevoli al testamento biologico sono diventati il 77,2%, facendo registrare un calo del 4,2%, mentre sono aumentati al 14,2%, il 3,3% in più nel giro di un anno, coloro che si schierano contro la sua istituzione a mezzo di un’apposita legge”.

Dunque il campione intervistato, ovvero 1.532 cittadini tra fine 2010 e inizio 2011, fa registrare un calo nel gradimento di un testo sul testamento biologico.

….

vai a: QS – Quotidiano Sanità: cronache – Biotestamento. Eurispes: calano i favorevoli ad una legge.

Maria Antonietta Farina Coscioni (dei radicali Italiani): ” E’ una legge contro il testamento biologico stesso, perché le volontà del dichiarante posso essere disattese”


Maria Antonietta Farina Coscioni (dei radicali Italiani eletta nelle liste del Pd), boccia senza mezzi termini la legge: “E’ una legge contro il testamento biologico stesso, perché le volontà del dichiarante posso essere disattese. Vogliamo una legge che dica semplicemente che una persona è libera, per il proprio fine vita, di disporre della propria volontà”.

Linee guida sugli Stati Vegetativi all’ordine del giorno della Conferenza Unificata


Un sistema integrato, che costruisca un percorso di “dimissione protetta” riducendo al minimo, per quanto consentito dalle condizioni cliniche del paziente, la permanenza nei reparti di rianimazione e intensivi e favorisca al più presto il trasferimento negli ambienti più adeguati a fornire ai pazienti un’assistenza più attenta agli aspetti funzionali e riabilitativi e al benessere delle loro famiglie. Questi gli obiettivi delle Linee guida sugli Stati Vegetativi all’ordine del giorno della Conferenza Unificata

BIOETICA COME STORIA A CURA DI LUCETTA SCARAFFIA Edizioni Lindau, LaFolla.it


Come cambia il modo di affrontare le questioni bioetiche nel tempo? Nel nuovo illuminante saggio curato da Lucetta Scaraffia, Andrea Possieri, Lorenza Gattamorta, Giulia Galeotti, Francesco Tanzilli e Emanuele Colombo discutono i mutamenti di orientamento dell’opinione pubblica (e della sinistra) rispetto a temi come l’aborto, la contraccezione, la procreazione assistita, il controllo delle nascite, la disabilità, e dimostrano come le grandi questioni bioetiche che il progresso delle tecnoscienze ci impone di affrontare, abbiano in realtà profonde radici nel nostro passato, più o meno recente. «Tra gli anni Settanta e gli anni Novanta il Partito comunista italiano ha modificato radicalmente il proprio modo di guardare alle questioni morali connesse con la vita umana. Un giovane storico, Andrea Possieri, già autore di un eccellente lavoro sugli ultimi anni del PCI, ha ora studiato come è avvenuto, passo dopo passo, questo Cambiamento di senso comune sui temi bioetici.» Paolo Mieli, «Corriere della sera», 3 maggio 2011

le Edizioni Lindau hanno l’onore di presentare

BIOETICA COME STORIA
A CURA DI LUCETTA SCARAFFIA
Edizioni Lindau | «I Leoni» | pp. 247 | euro 23 | ISBN 978887180719-5| 2011
DAL 5 MAGGIO IN LIBRERIA

Chiedersi quando e come si sono prospettati per la prima volta temi tanto attuali quali l e politiche di controllo delle nascite, il dibattito filosofico sull’animazione dei corpi, il ricorso all’eutanasia, il rapporto con l’handicap… ci aiuta a comprendere come stiamo cambiando, a quali pressioni sia sottoposta la nostra facoltà di decisione etica e, soprattutto, in quale direzione agiscano su di noi le pressioni mediatiche e culturali. Perché in realtà, anche affrontando nuovissime questioni bioetiche, ci portiamo dietro il fardello del passato che influenza sempre, a volte anche pesantemente, le nostre decisioni.

Questa lettura storica dei problemi bioetici ci pone innanzi tutto di fronte a un effetto che si ripete, quello che Jacques Ellul ne Il sistema tecnico ha chiamato «slittamento morale», cioè la tendenza, tipica delle società tecnologiche, ad accettare in modo acritico le innovazioni tecniche, anche se, alla nascita, sono state oggetto di condanna generale. Dopo un certo lasso di tempo, in genere cinque o dieci anni, la novità sembra divenuta inevitabile e la spinta a essere moderni fa il resto inducendoci ad accettarla, anche se le riserve non sono sciolte.

Vi è poi la tendenza a fare della scienza un’ideologia, forse l’unica sopravvissuta, e quindi ad affidare alla tecnica il compito di creare nuovi valori, una nuova etica del comportamento. Il progressismo etico, l’entusiasmo per le tecnoscienze, ogni tecnologia che sembri confermare e rafforzare le libertà si sono infatti rivelati utili per riempire il vuoto ideologico con cui si è trovata improvvisamente a fare i conti la sinistra, e sono quindi stati accolti con favore dalle stesse persone che fino a poco tempo prima li guardavano con diffidenza.

I saggi qui raccolti tentano un percorso di taglio divulgativo, aperto anche al lettore non specialista. È una scelta di metodo, che rimanda alle singole ricerche svolte da ciascun ricercatore. Se il testo presenta un apparato ridotto, quindi, lo si deve alla volontà di cercare una via media tra studi rigorosi e una forma di scrittura più scorrevole. Questo volume vuol essere un’agile introduzione, che solleciti ad approfondire e comprendere la materia in modo appropriato, nello spirito di altre iniziative già svolte.

Certamente le lettura di questi saggi può contribuire a costruire una nuova consapevolezza delle questioni bioetiche, a renderle più comprensibili ai non addetti ai lavori, e soprattutto a far capire che non sono problemi da demandare agli «esperti», cioè agli scienziati, ma che possiamo e dobbiamo affrontarli tutti. La scienza, infatti, non è un’etica e non basta che una scoperta sia superficialmente attraente per renderla moralmente accettabile o raccomandabile; serve una profonda riflessione in proposito, che non può non affondare le radici anche nel nostro passato.

Lucetta Scaraffia (Torino 1948) insegna storia contemporanea all’Università di Roma La Sapienza. Si è occupata soprattutto di storia delle donne e di storia del cristianesimo, con particolare attenzione alla religiosità femminile. La sua opera più recente è Due in una carne. Chiesa e sessualità nella storia, con M. Pelaja, Laterza, 2008. È membro del Comitato nazionale di bioetica. Insieme con monsignor Timothy Verdon e Andrea Gianni fa parte del direttivo dell’associazione Imago Veritatis. L’arte come via spirituale, che ha organizzato la mostra presso la reggia di Venaria Reale (Torino) Il Volto e il corpo di Cristo. Collabora con «L’Osservatore Romano», «Il Foglio», «Il Sole24ore», «Il Riformista» e con diverse riviste.

I ricercatori coinvolti fanno infatti parte di un’unità di ricerca finanziata dal CUC (Centro universitario cattolico), cui vanno i ringraziamenti di tutti i partecipanti. Emanuele Colombo insegna Storia della Chiesa alla DePaul University, Chicago. Giulia Galeotti collabora con il Dipartimento di Studi storici dell’Università di Roma «La Sapienza». Lorenza Gattamorta è ricercatrice di Sociologia dei processi culturali presso l’Università di Bologna. Andrea Possieri collabora con il Dipartimento di Scienze storiche dell’Università degli Studi di Perugia. Francesco Tanzilli collabora con il Dipartimento di Storia dell’economia, della società e di scienze del territorio «Mario Romani» presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano.

da: LaFolla.it – “Bioetica come storia”.

Testamento biologico: la Lega lascierà libertà di coscienza



Rondini (Lnp): “E’ una buona legge. Ma la Lega lascierà libertà di coscienza”
09 MAGDopo le opinioni di Livia TurcoDomenico Di VirgilioAntonio PalagianoPierfrancesco Dauri, ecco il parere di Marco Rondini della Lega che ritiene la legge sul testamento biologico il “frutto di una buona mediazione”, in grado di interpretare le diverse istanze in campo per la tutela la v ita e il contrasto all’accanimento terapeutico. Per questo “la Lega prenderà una posizione favorevole al provvedimento ma non verrà imposta una linea ai singoli parlamentari”. Leggi…

Bioetica, Giulia Bongiorno, esponente di Fli e presidente della commissione Giustizia della Camera: ”Il ddl alla Camera è una legge contro volontà individuale” – Adnkronos Edicola


Il ddl sul testamento biologico approvato dal Senato e ora in discussione alla Camera “è una legge contro la volontà dell’individuo, una legge che finge di voler regolare il testamento biologico per, in verità, svuotarlo di ogni contenuto”. Lo scrive Giulia Bongiorno, esponente di Fli e presidente della commissione Giustizia della Camera, in un intervento su ‘La Repubblica’, nel quale non risparmia critiche al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, intervenuto recentemente in difesa del provvedimento.


“L’urgenza con cui invoca l’approvazione della legge – scongiurare il pericolo che ancora una volta i giudici usurpino il Parlamento – è rivelatrice: il suo convincimento, alimentato da vicende personali, secondo cui la magistratura abuserebbe sistematicamente dei propri poteri, gli impedisce di porsi dinanzi a una materia controversa e delicata con la serenita’ necessaria”.

“Quella liberta’ invocata sistematicamente dal premier, talora persino a sproposito, stride non poco – insiste Bongiorno – con la sua scelta di sostenere una legge che la nega nel momento più drammatico della vita umana”.

Nel merito, “la questione su cui a mio avviso dovremmo interrogarci -spiega la presidente della commissione Giustizia della Camera, è: per chi deve effettuare una scelta di fine-vita, essere sottoposto ad alimentazione o a idratazione artificiale oppure a cure mediche in senso stretto fa davvero differenza? In entrambi i casi, bisognerebbe avere il diritto di opporre un rifiuto”.

DA:  Bioetica, Bongiorno: ”Il ddl alla Camera è una legge contro volontà individuale” – Adnkronos Edicola.

Testamento biologico, Camera.it – Documenti, al 20 aprile 2011


Testamento biologico
In tema di bioetica il dibattito parlamentare si è concentrato essenzialmente sui temi del consenso informato e delle dichiarazioni anticipate di trattamento, mediante l’esame di diverse proposte di legge che, approvate dal Senato, sono attualmente all’esame della Camera dei deputati. Si tratta di temi fortemente connessi al diritto costituzionale alla salute ed alle sue implicazioni sulle problematiche del “fine vita”.

informazioni aggiornate a mercoledì, 20 aprile 2011

Il testamento biologico

Sui temi riconducibili alla generale categoria della bioetica, ed in particolare su quelli concernenti la fine della vita e il “diritto a morire con dignità”, si è sviluppato, negli ultimi anni nel nostro Paese, un intenso dibattito dottrinario e giurisprudenziale che non ha lasciato indifferente il legislatore. Il dibattito è fondato sul riconoscimento del diritto alla salute, di cui all’articolo 32 della Costituzione, quale diritto fondamentale e del principio del consenso informato quale presupposto di ogni trattamento sanitario. Peraltro, il principio del consenso informato viene sancito anche dalla Convenzione di Oviedo – ratificata dalla legge n. 145 del 28 marzo 2001 -, dal codice di deontologia medica e da specifiche disposizioni normative.

Si fa riferimento, da un lato, al ricorso agli analgesici per alleviare il dolore e, più in generale, alle cure palliative, dall’altro al rifiuto o alla sospensione di trattamenti eccezionali, che non hanno più valore di terapia. Particolari problemi sorgono inoltre quando il paziente non sia più in grado di esprimere la propria volontà e di opporsi a determinati trattamenti.

Nell’ottobre 2008 il Senato ha avviato l’esame, concluso, in prima lettura, il 26 marzo 2010, del testo unificato di varie proposte di legge (A.S. 10 ed abb.) recante disposizioni sul consenso informato e sulle dichiarazioni anticipate di trattamento. Nel corso del dibattito parlamentare non sono mancate prese di posizione varie e contrastanti tra i diversi schieramenti politici e anche all’interno degli stessi, frutto di differenti concezioni etiche e giuridiche.

Il provvedimento  è stato esaminato, in sede referente, dalla XII Commissione affari sociali della Camera che ne ha concluso l’esame, con la votazione del mandato al relatore, il 1° marzo scorso. Conclusa la fase della discussione, nella quale sono intervenuti molti  deputati, e terminato lo  svolgimento di  audizioni informali di associazioni ed esperti del settore, la XII Commissione ha adottato,  come testo base per il seguito dell’esame, il testo della proposta di legge n. 2350, approvata dal Senato, che ha subito varie modifiche a seguito dell’approvazione di emendamenti. Il provvedimento, sul quale l’Assemblea della Camera ha svolto la discussione generale il 7 e il 9 marzo scorso, e che è ora all’esame della medesima Assemblea per la votazione degli emendamenti, sancisce preliminarmente i principi della tutela della vita umana e della dignità della persona, del divieto dell’eutanasia e dell’accanimento terapeutico, e del consenso informato quale presupposto di ogni trattamento sanitario. Provvede quindi alla disciplina, con una norma di carattere generale, del consenso informato, sempre revocabile e preceduto da una corretta informazione medica, e delinea le caratteristiche e i principi essenziali della dichiarazione anticipata di trattamento. Tale dichiarazione consiste nella manifestazione di volontà, con determinate formalità, con cui il dichiarante si esprime in merito ai trattamenti sanitari in previsione di un’eventuale futura perdita della propria capacità di intendere e di volere, espressa prima dell’insorgere della condizione di incapacità. Tuttavia, dall’oggetto di tale dichiarazione, vengono escluse l’alimentazione e idratazione, che devono essere mantenute fino al terminedella vita,  salvo che non risultino più efficaci nel fornire al paziente i fattori nutrizionali necessari alle funzioni fisiologiche del corpo. Viene inoltre sancita la non obbligatorietà, per il medico, delle dichiarazioni anticipate, la cui validità è fissata a cinque anni, e stabilita la piena revocabilità, rinnovabilità e modificabilità di esse. Viene poi qualificata come livello essenziale di assistenza l’assistenza  ai soggetti in stato vegetativo. E’ rimessa al Ministro della salute, previa intesa in sede di Conferenza stato-regioni, la definizione di linee guida i n tale ambito cui si conformano le regioni.  Vengono poi disciplinati il ruolo del fiduciario e del medico ed  è infine stabilita l’istituzione di un Registro delle dichiarazioni anticipate di trattamento nell’ambito di un archivio unico nazionale informatico.

da: Camera.it – Documenti – Temi dell’Attività parlamentare.