Gilbert Simondon L’INDIVIDUAZIONE ALLA LUCE DELLE NOZIONI DI FORMA E D’INFORMAZIONE

PREZZO: €48,00 €40,80

PAGINE:1014

DATA PUBBLICAZIONE: 2011

ISBN:9788857502663

A CURA DI:Giovanni Carrozzini

PREFAZIONE DI: Jacques Garelli

Gilbert Simondon

L’INDIVIDUAZIONE

ALLA LUCE DELLE NOZIONI DI FORMA E D’INFORMAZIONE

Vol. 1: G. Simondon, L’individuazione;

Vol. 2: G. Carrozzini, Simondoniana.

Questo testo costituisce la prima traduzione italiana integrale del capolavoro di Gilbert Simondon (1924-1989): la tesi di dottorato principale. In questo saggio fondamentale, l’Autore promuove una puntuale critica alle classiche concezioni filosofiche delle nozioni di individuo e soggetto, ripensandone le definizioni a partire dal processo che sottende alla loro costituzione ed elaborazione. A tale scopo, Simondon sviluppa alcune significative suggestioni provenienti dalla tradizione della fenomenologia francese, dalla Gestaltpsychologie, dalla Teoria dell’Informazione e dalla Fisica quantistica, articolando, al contempo, una riflessione autonoma e sistematica, atta a ripensare l’individualità alla luce dei contributi delle più recenti teorie scientifiche. Il primo volume di quest’opera consta della traduzione italiana del monumentale saggio simondoniano, con Prefazione di Jacques Garelli; questa edizione ripresenta nella sua unitarietà complessiva l’opera simondoniana. Il secondo volume raccoglie l’Introduzione, le note, l’apparato al testo e il commento storico-critico-analitico di Giovanni Carrozzini, curatore della presente edizione italiana.

Gilbert Simondon (Saint-Étienne, 1924-Palaiseau, 1989) è il massimo filosofo della tecnologia del ‘900. Nella sua opera, ha articolato un’originale interpretazione filosofica del processo ontogenetico che sottende alla costituzione dell’individualità, sviluppando un interesse scientificamente documentato per la dimensione culturale delle tecniche e delle tecnologie. Docente di Psychologie générale alla Sorbona dal 1964 al 1984, fondatore e direttore del Laboratoire de Psychologie générale et Technologie, è autore, oltre che de L’individuation à la lumière des notions de forme et d’information, del saggio Du mode d’existence des objets techniques(Aubier, 1958).

Giovanni Carrozzini (Lecce, 1981), Dottore di ricerca in discipline storico-filosofiche all’Università del Salento, è uno dei maggiori studiosi del pensiero simondoniano. Si occupa di epistemologia e di storia e filosofia delle scienze e delle tecniche. Oltre ai volumi Gilbert Simondon: per un’assiomatica dei saperi. Dall’“ontologia dell’individuo” alla filosofia della tecnologia (2006) e Gilbert Simondon filosofo della mentalité technique (Mimesis, 2011), ha curato un numero monografico della rivista «Il Protagora» (di cui è segretario di redazione), Gilbert Simondon filosofo delle tecniche (2008). È collaboratore scientifico del Centro Internazionale Insubrico “Carlo Cattaneo” e “Giulio Preti”.

da L’individuazione | Centro Internazionale Insubrico | Collane | Mim-Edizioni S.r.L..



Aldo Bonomi, Città, competitività e nuovi bisogni, Convegno Anci Cittalia dei Giovani amministratori, 2010


Il “voto di vastità” di Alessandro Bergonzoni: allargare i confini della comunicazione artistica e culturale, per riflettere anche sul lavoro di servizio, a cura di Asi a

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Luciana Quaia, ARTE E POESIE CHE CURANO | Muoversi Insieme

Sarà perché, come scrive il filosofo Emanuele Severino, “la poesia dà ai mortali l’ultimo e più alto bagliore della felicità”, o perché affidare al canto poetico la nostra capacità visionaria di interpretare il mondo ci illude di renderlo immortale e di poterlo consegnare all’umanità di tutti i tempi, di fatto, nell’incertezza dei nostri giorni, la poesia torna ad essere luminosa protagonista, come dimostrano i numerosi siti che abitano la rete: W la poesiaPoesia creativaPoetarePoeti per caso, per nominarne solo alcuni. Oltretutto, in quanto creazione artistica, la poesia si sta rivelando anche un utile strumento terapeutico. Come mai?
Ammettiamolo. Almeno una volta nella vita ci è successo di affidare alle parole poetiche un malessere, uno stato d’animo in dissonanza con ciò che ci circonda, una celebrazione con la Terra e la natura, una necessità di raccoglimento e di silenzio, di segreta introversione.
Scrivere poesie, dunque, è un gesto nostro, un atto creativo che non richiede obbligatoriamente un destinatario. La poesia di per sé non deve essere per forza definita  ….

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Paolo Ferrario, Lo schema interpretativo BDO bisogni/domanda/offerta, risposta audio a una studentessa del corso di SCIENZE PEDAGOGICHE

Risposta in forma audio ad una studentessa della facoltà di SCIENZE PEDAGOGICHE, in tema di:
lo schema BDO bisogni/domanda/offerta
trattato sia nel libro Politica dei servizi sociali, Carocci Faber editore, pagg. 37-40,
sia in forma più approfondita durante il corso del 2010 e successive dispense ed audio
(cliccando sul blu si può scaricare il file informato mp3 leggibile in qualsiasi supporto audio)
colgo l’occasione per fare i  miei migliori auguri per la transizione al nuovo anno
grazie per l’attenzione e cordiali saluti
Paolo Ferarrio

Claudio Risè, La tecnica al servizio della regressione

Una messicana cinquantenne ha partorito la settimana scorsa un bambino concepito col seme del proprio figlio. Non si tratta però, tecnicamente, di incesto, ma delle possibilità dell’ingegneria genetica di realizzare i desideri. Il figlio della madre-nonna, infatti, è un imprenditore trentunenne omosessuale, e il bimbo è stato concepito in provetta con il suo seme e con un ovocita donato da un’amica. La donna ha offerto il proprio utero per farlo nascere. Una storia di dono e generosità.
La nonna voleva un nipotino, e l’ha avuto. L’uomo voleva un figlio, ed è accontentato. L’amica ha donato il suo uovo con piacere. Lo scenario, molto postmoderno, è quello di una molteplicità di desideri in sé difficili, realizzati attraverso la cooperazione di persone che si vogliono bene e della sapiente ingegneria riproduttiva.
In questa fiaba tecnoscientifica, che la nonna-mamma ha detto di essere ansiosa di poter raccontare al bambino per mostrargli questa sua storia così speciale e meravigliosa, c’è però un furto. Inequivocabile, sicuro, per certi versi autonomo delle variegate obiezioni morali che molti muoveranno a questo evento, e ai suoi protagonisti. Si tratta del furto della madre.

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Walden. Dieci anni di analisi dei valori degli italiani

Walden. Dieci anni di analisi dei valori degli italiani Stampa E-mail
Scritto da red
Lun 12 Luglio 2010

Chi sono gli italiani? Quali sono i loro valori di fondo? Quali sono i loro atteggiamenti di fronte ai mutamenti in corso nella società?

Syn-thesis Walden è un osservatorio permanente dell’opinione pubblica italiana che SWG sta realizzando dal 1997. Oltre un decennio di analisi e studi del Paese che oggi divengono una peculiare banca dati che ripercorre longitudinalmente la recente storia italica. Un ampio lavoro che traccia l’identità profonda, politica e sociale, che si sta costruendo nel nostro Paese.

Syn-thesis è uno studio dell’universo opinionale nostrano che porta alla luce come e perché il nostro Paese sta mutando identità; che illustra quali sono i problemi e gli item valoriali che si stanno consolidando e quelli che stanno perdendo peso e spazio.

Una ricerca nel tempo che si costruisce come un racconto del Paese che c’è, con le sue luci ed ombre, con le sue pulsioni e paure e che consente anche di intravedere, in controluce, il Paese che si sta consolidando, quello che verrà. Nel corso di oltre 10 anni si sono verificati profondi cambiamenti. L’incedere dei mutamenti è costante e solo un’osservazione continua, articolata e sofisticata può dar conto delle realtà in cui viviamo e delle persone con cui ci relazioniamo.

Syn-thesis offre al lettore tante sfaccettature dell’universo italiano. Consente di leggere le dinamiche del mondo giovanile, come di quello femminile; i cambiamenti lungo l’asse destra-sinistra, come quelli tra Nord e Sud del Paese; la condizione del mondo delle imprese e dei lavoratori, nonché il quadro delle dinamiche dei segmenti agiati e di quelli in difficoltà. Syn-thesis non è solo un volume di analisi, ma uno strumento che può essere agilmente utilizzato da soggetti istituzionali, politici, economici e sociali per capire come si sta muovendo l’Italia, quali sono le dinamiche in atto, le problematiche a forte sensibilità e le attese per il futuro.

SYNTHESIS WALDEN 2009

Le analisi

GLI SCENARI: una fotografia sintetica dell’Italia di oggi. Tra pulsioni e tensioni, tra tendenze divergenti e dicotomie, tra impegno e riununcia.

I CLUSTER: gentes, tribù e sciami. I molteplici clan in cui si dividono gli italiani, il racconto di quali sono le tribù sentimental-politiche, in cui si raggruppa il nostro Paese.

LE TRAIETTORIE: le ipotesi politiche per il futuro del Paese che aleggiano nelle viscere dell’universo nazionale

Le aree valoriali

IL CLIMA: il sentiment del Paese

Qual è l’animus che aleggia nel paese: tra paure e disincanto, contestazione e rabbia, insicurezze sociali, economiche e di ordine pubblico. Uno step che racconta il sentiment diffuso tra gli italiani

GLI ORIZZONTI: local-global

Il senso dell’Europa, il valore della patria, la globalizzazione,l’antiamericanismo, Sud e Nord. Il modulo porta alla luce le traiettorie dell’opinione pubblica italiana, lungo l’asse local-global

I VALORI: mutamenti in corso

Come stanno evolvendo i valori degli italiani? Da quelli fondanti la Repubblica alle nuove libertà individuali, dal cattolicesimo al rapporto con le religioni, dalle genetica all’ambiente, al rapporto con ‘l’altro’. Una mappatura del tracciato valoriale della società italiana, dei giovani, delle donne, degli imprenditori

LA POLITICA: ruolo, immagine, impegno

Come cambia il ruolo della politica? Quali sono le nuove determinat del voto? Un capitolo che analizza la fiducia e sfiducia nei partiti;la spinta alla partecipazione e ai movimenti; il bisogno di decisionismo o riformismo. Un’originale mappatura che proietta uno sguardo verso le nuove tendenze.

LA SOCIETA’: gli asset strategici del futuro

I grandi temi dello sviluppo italiano e i loro mutamenti: il welfare, la scuola, le tecnologie, la ricerca, la semplificazione, il valore del privato e del pubblico, il ruolo dei territori e il confronto intergenerazionale. Un’ampia analisi degli asset strategici per l’Italia di domani.

LE PERSONE : le rivoluzioni del sé

Come si raccontano gli italiani. Il lavoro, la voglia di rischiare, il senso di inadeguatezza competitiva, il bisogno di meritocrazia: una disamina delle grandi linee di mutamento tra bisogno di autenticità e leggerezza; tra la voglia di cambiare e assuefazione.

Clicca qui per scaricare l’intero volume:

synthesis_walden.pdf

Walden. Dieci anni di analisi dei valori degli italiani.


Il senso della sconfitta di Claudio Risè

Claudio Risé, da “Il Mattino di Napoli” del lunedì, 21 aprile 2008, www.ilmattino.it

Che fare della sconfitta? Per ognuno di noi, si tratta di un’esperienza non evitabile. Anche la persona di maggior successo, ogni tanto subisce il gusto amaro della sconfitta. Churchill, uno dei vincitori del secolo scorso, fu sconfitto più volte. Anche i vincenti di oggi, politici, sportivi, scienziati, a volte vengono clamorosamente battuti nelle loro prove. A ben guardare, anzi, si scopre che ciò che fa di qualcuno un vincitore è proprio la sua capacità di perdere, e di rialzarsi.
Cos’è, però, che aiuta a trasformare la sconfitta in un momento di potente ricarica? Il primo fattore, indispensabile, è l’amore per la vita. Chi ama la vita in quanto tale, è aiutato nel volgere in positivo ogni esperienza, perché, dato che è la vita che gliela offre, la considera sempre un dono, di qualsiasi cosa si tratti, sconfitta compresa. Chi ama la vita così com’è non sta a discuterla in continuazione. Egli sa bene che ogni cosa se l’è meritata, e gli capita per insegnargli qualcosa. Come un generale lucido, non perde tempo ad esecrare il nemico vincitore, ma analizza con cura l’elenco dei propri errori.
La sconfitta, che arriva spesso dopo un periodo di vittorie e successi, diventa così un prezioso riequilibratore dell’umore e del senso della realtà del soggetto, che prima tendeva a sbilanciarsi dal lato dell’euforia e dell’ottimismo, camminando nelle nuvole dei propri sogni, e dimenticando di verificarli con la dura realtà.
Per amare la vita così com’è, con le sue difficoltà, e non come vorremmo che fosse, per mettere a frutto le esperienze di scacco che la vita quotidiana ci offre, è necessario uscire dal mito moderno secondo il quale la vita sarebbe una successione di acquisizioni, di vittorie, e che quando così non è ciò significa che sei soltanto un “perdente”. Teoria falsa e diseducativa (anche se molto in voga nella psicologia troppo facile), che quando va bene ti ubriaca col successo e ti fa perdere il contatto con la realtà, e quando poi arriva l’inevitabile legnata ti precipita nella depressione.
In realtà, più che le acquisizioni e le vittorie, ciò che ti tempra più saldamente sono appunto le sconfitte e le perdite. E’ nel confronto con quei momenti difficili che la personalità cresce davvero, e che le tentazioni del narcisismo (se affronti la situazione con coraggio e realismo) si sciolgono una volta per tutte. E’ allora, tra l’altro, che si costruisce una vera e salda autostima, in grado di sorreggerti stabilmente.
Da questo punto di vista, una sconfitta elaborata positivamente è molto più utile e formativa di tante terapie, con il loro rischio di farti vedere che, in fondo, sei tu che hai ragione (il che può anche essere, ma tanto è la sconfitta la vera prova di realtà), impedendoti così di cambiare e di addestrarti per bene per la prossima occasione.
Nella vita di ognuno di noi, la figura più adatta a trasmetterci il sapere della perdita è il padre, così come la madre ci trasmette il sapere opposto: quello dell’avere, dell’ottenere, di soddisfare i nostri bisogni. E’ anche per questo che, nel nostro mondo occidentale di padri assenti, o allontanati da casa dalle separazioni e divorzi, è sempre più difficile trovare chi sa trasformare la sconfitta in un’esperienza positiva.
Tuttavia, in ogni momento di sconfitte diffuse, come ad esempio il dopo elezioni, consola vedere che qualcuno che sa perdere bene c’è sempre. Come riconoscerlo? E’ chi non dà la colpa ai vincitori, o alla gente che non l’ha votato, ma, senza parlar tanto, si mette a pensare, e cerca di capire. Sono tipi così, quelli che in futuro potranno vincere.