“Noi, le famiglie senza diritti”, di Tommaso Cerno – l’Espresso
Pubblicato: 4 aprile 2012 Filed under: Coppie omosessuali Lascia un commento »Conviventi. Gay. Divorziati: le unioni di fatto aumentano anche nel nostro Paese, eppure lo stato continua a non riconoscerle, mentre le leggi su Pacs e i matrimoni omosessuali vengono rinviate da oltre vent’anni
tutto l’articolo qui: “Noi, le famiglie senza diritti” – l’Espresso.
La coppia omosessuale è “titolare del diritto alla vita familiare” come qualsiasi altra coppia coniugata, sentenza della Corte di Cassazione 4184
Pubblicato: 17 marzo 2012 Filed under: Coppie omosessuali Lascia un commento »…
La coppia omosessuale è “titolare del diritto alla vita familiare” come qualsiasi altra coppia coniugata formata da marito e moglie. A dirlo non è un’associazione gay ma addirittura la Cassazione, che si è trovata a decidere sulla richiesta di una coppia gay romana che si è sposata all’Aja e che adesso chiede la trascrizione del contratto di matrimonio anche nel nostro Paese.
La prima sezione civile con la sentenza 4184 ha detto no alla trascrizione delle nozze celebrate all’estero ma ha stabilito che anche per le coppie gay devono valere gli stessi diritti assicurati dalla legge a qualsiasi coppia etero. In particolare, la suprema Corte spiega che “i componenti della coppia omosessuale, conviventi in stabile relazione di fatto, se secondo la legislazione italiana non possono far valere nè il diritto a contrarre matrimonio nè il diritto alla trascrizione del matrimonio contratto all’estero, tuttavia -a prescindere dall’intervento del legislatore in materia- quali titolari del diritto alla ‘vita familiare’ e nell’esercizio del diritto inviolabile di vivere liberamente una condizione di coppia e del diritto alla tutela giurisdizionale di specifiche situazioni, segnatamente alla tutela di altri diritti fondamentali, possono adire i giudici comuni per far valere, in presenza di specifiche situazioni, il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata”.
Quanto al fatto che il matrimonio gay celebrato all’estero non può avere validità nel nostro paese, la suprema Corte chiarisce che “è stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per cosi’ dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimonio”.
Il no alla trascrizione delle nozze gay nel nostro Paese, dunque, chiarisce la Cassazione “non dipende più dalla loro inesistenza e neppure dalla loro invalidità, semplicemente dalla loro inidoneità a produrre, quali atti di matrimonio, qualsiasi effetto giuridico nell’ordinamento italiano”.
…La Cassazione ‘apre’ alle coppie gay “Hanno diritto a una vita familiare” – Quotidiano Net.
manifestazione a Modena dove vive il senatore del Pdl che aveva detto in una trasmissione alla radio: “Vedere due persone dello stesso sesso che si baciano è come vedere qualcuno che fa pipì in strada”
Pubblicato: 19 febbraio 2012 Filed under: cattolici, Coppie omosessuali, destre, omofobia 1 Commento »
lungo bacio collettivo delle coppie omossessuali (e non) contro l’affermazione anti-gay di Carlo Giovanardi (secondo il quale vedere due donne che si baciano per strada equivale a vedere qualcuno che fa pipì in pubblico)
Pubblicato: 14 febbraio 2012 Filed under: Coppie omosessuali, omofobia Lascia un commento »Daniel Harris: la morte della cultura gay?, da cadavrexquis
Pubblicato: 28 novembre 2011 Filed under: Coppie omosessuali Lascia un commento »sul libro: Daniel Harris, intitolato The Rise and Fall of Gay Culture
Quando si parla di omosessualità – e, in particolare, di cultura omosessuale -, ci si muove sempre un po’ tra due poli: a un’estremità la subcultura gay, all’altra ilmainstream (che, in quanto tale, minaccia – o promette, a seconda dei punti di vista – di assorbire in sé la prima, annullandola). C’è chi ritiene valga la pena preservare la subcultura (elevata allo status di “cultura gay” tout court) in quanto tale e chi invece ritiene che il superamento di questo stato e la fusione nella cultura di massa sia il segno auspicabile di un’avvenuta “normalizzazione” dell’omosessualità, che finirebbe per essere una caratteristica tra tante. E c’è anche chi pensa che questo sia, in larga parte, già avvenuto e che ciò che oggi sopravvive come “cultura gay” non sia altro che una forma esteriore di nostalgia per quel passato in cui essere gay significava essere partecipi di un’alterità assoluta rispetto ai valori della maggioranza. Una nostalgia che si nutre di riti e involucri privi di sostanza che, proprio per questo motivo, non avrebbero più lo stesso valore della “cosa originaria”, cioè di quella subcultura dei tempi passati. …. segue
da cadavrexquis: Daniel Harris: la morte della cultura gay?.
dibattito in studio sulle famiglie italiane, eterosessuali e omosessuali, tra la deputata del Pd Paola Concia e il sottosegretario alle Politiche della Famiglia del Pdl Carlo Giovanardi, a partire dalle polemiche scatenate dal manifesto di Ikea raffigurante una coppia gay, in “Coffee Break”
Pubblicato: 29 aprile 2011 Filed under: Coppie omosessuali, differenze di genere, Famiglie Lascia un commento »“Cos’è l’informazione corretta? … per esempio dire che succede ai gay nell’islam”, intervista a Angelo Pezzana | l’Occidentale
Pubblicato: 16 febbraio 2011 Filed under: Coppie omosessuali, Geopolitica e Politica internazionale, islamismo, sessualità, Violenza, Maltrattamenti, Vita/Morte Lascia un commento »
Quest’anno Informazione Corretta festeggia dieci anni e noi, che a certe rappresentazioni mediatiche siamo particolarmente allergici, abbiamo chiesto al suo fondatore, Angelo Pezzana, di raccontarci com’è andata quest’esperienza. Con verve da polemista e grande educazione, Pezzana mette in guardia dall’antisemitismo travestito da antisionismo e dalla insorgenza islamica in Europa. Denunciando la questione gay nel mondo arabo-musulmano, lui che nel ’71 fu tra gli animatori del “Fuori”, il fronte unitario omosessuale rivoluzionario italiano. Oggi quella battaglia civile si è spostata su altri fronti.
Pezzana, un bilancio e delle prospettive su Informazione Corretta
In questi dieci anni siamo diventati un punto di riferimento per i giornalisti italiani che si occupano di esteri. Arriva un nuovo corrispondente a Gerusalemme e pubblichiamo la sua foto, sbagliata. Subito una email ci segnala l’errore. Significa che veniamo letti, sia da chi ci condivide sia da quelli che criticano. Il nostro obiettivo è sempre stato portare acqua al mulino della buona informazione.
5.000 abbonati, 30.000 pezzi all’anno; ci crede al giornalismo partecipativo sul web?
Abbiamo un grande archivio per parole chiave aperto ai lettori, è un altro punto di forza. Del giornalismo su Internet penso che la Rete sia spesso un paravento anonimo per pubblicare delle oscenità politiche, ma al tempo stesso non si può negare l’accelerazione impressa dal web al sistema dell’informazione, come pure la condivisione delle notizie. Pensi alle “lettere dei lettori”, nel cartaceo vengono quasi sempre cestinate, i direttori dei grandi giornali sono degli intoccabili. Per noi è diverso.
Perché c’era bisogno di un osservatorio su Israele e il Medio Oriente?
L’odio contro Israele ha semplicemente sostituito l’odio contro gli ebrei. Dopo la Shoah non si può più essere contro gli ebrei ma contro Israele sì, lo si può attaccare, delegittimare, se ne può mettere in discussione l’esistenza, con la scusa di criticare questo o quel governo in carica. Il presidente Napolitano è stato molto netto spiegando che l’antisionismo è solo una forma di antisemitismo.
E’ più pericoloso l’antisemitismo di destra o quello di sinistra?
Il primo è fascista, rozzo, ignorante, violento. L’antisemitismo di sinistra è più pericoloso perché si esprime nella forma dell’odio verso il sionismo, usando sempre come premessa la memoria della shoah… i moderni antisemiti di sinistra festeggiano la Giornata della Memoria. Li fa godere ricordare lo sterminio degli ebrei. E’ una specie di sadismo realizzato.
La stampa di sinistra in Italia si è accorta dell’antisemitismo nel mondo arabo?
Si guardano bene dal dire che una brigata nazista palestinese ha combattuto nell’esercito di Hitler. Ma sappiamo che il nuovo razzismo è l’antisemitismo arabo.
Indymedia descrive Informazione Corretta come uno “spin di origini israeliane con finanziamenti americani e delle lobby evangeliche”. Si citano come fonti l’americano LaRouche e l’italiano Moffa. I cospirazionisti sono pericolosi? E quanto?
Sono pericolosi anche per colpa della magistratura italiana. Penso al professor Moffa che ha denunciato per diffamazione il Centro di Documentazione Ebraica solo perché si erano permessi di spiegare quali sono le sue attività.
Claudio Moffa ha una cattedra universitaria a Teramo
I professori vanno dalle fondazioni bancarie e gli propongono un bel festival della Storia, tanto utile quanto mistificatorio; i docenti sono al riparo del loro ruolo, le banche sganciano migliaia di euro. Pensi al professor Angelo D’Orsi, insegna storia contemporanea a Torino…
Ne abbiamo scritto sull’Occidentale. Si usano strumentalmente scrittori e giornalisti israeliani dissenzienti per alimentare la palestinolatria
Sono israeliani compiacenti, che hanno tutto il diritto di criticare Israele e che magari fanno anche bene il loro lavoro quando sono in Patria – una democrazia che non si sognerebbe mai di metterli a tacere. Quando vengono in Italia invece li accogliamo come dei santi.
Qualche altro esempio?
Paolo Mieli che sul Corriere della Sera dedica due pagine al libro di Shlomo Sand sulla “invenzione del popolo ebraico”. Mieli può anche recitare la parte dell’ebreo italiano critico verso Israele ma quando sei in guerra – e Israele lo è sempre stato fin dalla sua fondazione – certe raffinatezze lasciano il tempo che trovano.
Lei negli anni settanta ha militato nel movimento omosessuale. Nel ’77 denunciava le condizioni di vita dei gay in Unione Sovietica. Oggi che succede nell’islam?
Mi sforzo di essere un buon liberale. Sono antinazista, antifascista, anticomunista. Alla fine degli anni Settanta sono andato nel paradiso dei lavoratori, che era una prigione a cielo aperto, per denunciare la prigionia del regista Paradzanov. Fu un lavoro che ebbe buona eco in America e Gran Bretagna, meno in Italia. Oggi c’è una recrudescenza di omofobia nell’islam e le ONG che operano nel mondo arabo e musulmano si guardano bene dal denunciarla. Fino a quando gli operatori umanitari stanno al caldo nei resort di Gerusalemme possono sparare a zero sullo stato ebraico, ma provate a raccontare la vita dei gay iraniani scrivendo una corrispondenza da Teheran.
In Iraq i gay vengono ammazzati per strada a bastonate
Almeno Saddam era un dittatore laico, ora avanza la dittatura della teocrazia, la sharia. David Kato Kisule era venuto in Italia a parlare di questi temi con l’associazione radicale “Certi Diritti”, poi è tornato in Uganda e l’hanno ammazzato. Era uno dei leader del Sexual Minorities Uganda. Un paio di pezzi su Repubblica e la Stampa ed è finito tutto.
Vale solo per i paesi islamici?
Anche per quei paesi europei dove si sono radicate vaste comunità islamiche. Essere omosessuali riconoscibili, non sto dicendo travestiti, parlo semplicemente di girare mano nella mano, vuol dire venire aggrediti per strada. Si faccia un giro ad Amsterdam. In Olanda, in Danimarca, Svezia.
E in Italia? I gay vengono perseguitati solo dai musulmani?
Se vuole inquadrarla in termini più generali, la questione dell’omofobia in Italia può essere assimilata alla categoria della delinquenza, si tratta di episodi isolati, serve il codice penale non una legge speciale. Abbiamo bisogno di vere campagne culturali, maggiore comunicazione e informazioni. Il ministro Carfagna su questo ha fatto un buon lavoro.
L’Egitto incombe. Ci crede all’islam moderato e alla twitter revolution?
Se esiste un islam moderato mi sembra che sia in silenzio. Panebianco sbaglia quando parla di islamici democratici, nell’islam non c’è alcuna differenza fra religione e stato. Per quanto riguarda la twitter revolution, va da sé che i giovani arabi sono stufi di vivere in paesi senza libertà, ma non hanno alternative, e soprattutto la democrazia non nasce da un giorno all’altro, è una conquista.
In tv la rivoluzione del Nilo è stata raccontata un po’ diversamente
Piazza Tahrir è stata governata da Al Jazeera. Mentre i reporter e i corrispondenti occidentali guardavano cosa stava accadendo dai balconi degli alberghi, l’emittente del Qatar istruiva la piazza sulle prossime mosse: ”Ecco che si stanno dirigendo verso il palazzo presidenziale”, e la gente si muoveva verso la residenza di Mubarak. La folla, i feriti con i volti coperti di sangue, El Baradei il coraggioso…
Una specie di orientalismo di marca orientale…
Al Jazeera si fa strumento di Hamas e Hamas è una costola dei Fratelli Musulmani. La fratellanza ha tenuto un basso profilo in piazza, non ha bisogno di gridare. Sanno che la conquista avverrà “attraverso l’utero”, come dicono a Gaza.
La rivolta in Tunisia ha riproposto il problema dello sbarco di immigrati clandestini sulle nostre coste. L’islam italiano deve preoccuparci?
In Italia il nome più diffuso fra i bambini appena nati è Mohammad. Se nel 2011 nascono più bambini musulmani che italiani, tra vent’anni la maggioranza dei giovani avrà origine arabe. Nel 2050, non è così lontano, l’Italia avrà 35 milioni di abitanti, la metà di adesso. Se penso che Rotterdam ha già un sindaco musulmano posso dire che le previsioni di Bat Ye’Or sono più che realistiche.
Come mai nessuno ne parla?
Il professor Sartori ha scritto due o tre editoriali sull’argomento ed è l’unico a dire quello che succede. E’ un liberal, un progressista. Un’altra voce nel deserto.
da: “Cos’è l’informazione corretta? Dire che succede ai gay nell’islam” | l’Occidentale.
Nel censimento 2011 anche le coppie gay, MARIA NOVELLA DE LUCA PER LA REPUBBLICA
Pubblicato: 22 gennaio 2011 Filed under: Coppie omosessuali, Popolazione, Unioni civili Lascia un commento »| Nel censimento 2011 anche le coppie gay |
| January 21, 2011 at 11:53 AM |
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MARIA NOVELLA DE LUCA PER LA REPUBBLICA -
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F. Calzaretti, Coppie di persone dello stesso sesso: quali prospettive? – in Quaderni costituzionali
Pubblicato: 15 giugno 2010 Filed under: Coppie omosessuali, Diritto Costituzionale Lascia un commento »Scopo di queste brevi note non è l’analisi e il commento delle decisioni adottate e delle
motivazioni addotte dalla Corte costituzionale nella sentenza 138/2010, bensì una analisi
delle conseguenze di questa sentenza e delle prospettive che si aprono e/o si chiudono
per le coppie di persone dello stesso sesso.
l’intero saggio qui:
Coppie di persone dello stesso sesso: quali prospettive? – F. Calzaretti



