Category Archives: CULTURE

Emanuele Severino su Occidente e Islam, da violenza e morte nel nome di dio, al Death Studies Master dicembre 2015


violenza e morte nel nome di dio, al Death Studies Master dicembre 2015

Emanuele Severino su Occidente e Islam. Grazie a Vasco Ursini per avere rintracciato questa preziosa traccia che conferma un mia convinzione datata 11 settembre 2001: l’INFERIORITA’ CULTURALE dell’islam
Il relativismo culturale (ogni cultura è “buona” in sè) è un ERRORE.
Ci sono valori di civiltà (in particolare quelli delle soggettività individuali e delle progressive libertà individuali) che sono SUPERIORI ad altri modi di fare cultura

Paolo Ferrario, 30 dicembre 2015

 

Valori


in:

Carl Umberto Galimberti, I vizi capitali e i nuovi vizi, Feltrinelli, 2003
p. 75-84, La tirannia dei valori, Adelphi, 2008

BARNAVI ELIE, Religioni assassine, Bompiani, 2007


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le fedi secondo FRANÇOIS CAVANNA (fra i fondatori di CHARLIE HEBDO): … Tutti voi, che vi siete fabbricati un dio “perfetto” e “buono” tanto stupido, tanto meschino, tanto sanguinario, tanto geloso, tanto avido di lodi quanto il più stupido, il più meschino, il più sanguinario, il più geloso, il più avido di lodi tra voi. Voi, oh, tutti voi NON ROMPETECI I COGLIONI!!!


Antologia del tempo che resta

FRANÇOIS CAVANNA (1923-2014, scrittore e vignettista, fondatore di Charlie Hebdo):
“Voi, i cristiani, gli ebrei, i musulmani, i buddisti, gli scintoisti, gli avventisti, i panteisti, i testimoni di questo e di quello,

i satanisti, i guru, i maghi, le streghe, i santoni,

quelli che tagliano la pelle del pistolino ai bambini, quelli che cuciono la passerina alle bambine,

quelli che pregano ginocchioni, quelli che pregano a quattro zampe, quelli che pregano su una gamba sola,

quelli che non mangiano questo e quello, quelli che si segnano con la destra, quelli che si segnano con la sinistra,

quelli che si votano al Diavolo, perché delusi da Dio, quelli che pregano per far piovere, quelli che pregano per vincere al lotto, quelli che pregano perché non sia Aids,

quelli che si cibano del loro Dio fatto a rondelle, quelli che non pisciano mai controvento, quelli che fanno l’elemosina per guadagnarsi il cielo,

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ogni religione è, per sua originaria natura un’altra cosa rispetto allo spirito liberale! La religione “lega” prima di “liberare”, di Maurizio Tiriticco in Edscuola Press


Intendo soltanto dire che ogni religione è, per sua originaria natura un’altra cosa rispetto allo spirito liberale! La religione “lega” prima di “liberare”! E quando poi una religione è monoteista, cominciano i guai. Ciascuna sostiene che solo il suo dio è vero!

da

Sorgente: Ormai è guerra… ricordando Valeria « Edscuola Press

I bambini che crescono in famiglie molto religiose tendono a essere meno altruisti di quelli che provengono da famiglie non religiose o atee – da Le Scienze, 5 novembre 2015


I bambini che crescono in famiglie molto religiose tendono a essere meno altruisti di quelli che provengono da famiglie non religiose o atee. E’ il risultato di una ricerca su 1170 bambini di sei paesi che contraddice la diffusa convinzione che la religiosità sia correlata a una maggiore inclinazione verso i comportamenti morali e che i bambini con una robusta formazione religiosa siano più sensibili alle difficoltà altrui

vai all’intero articolo:

Sorgente: Bambini più altruisti nelle famiglie non religiose – Le Scienze

I nostri antenati venivano dalla Siberia, di Giovanni Sabato – l’Espresso 7 maggio 2015


I nostri antenati venivano dalla SiberiaTre ondate migratorie. Tribù venute dall’Africa, dal Medio Oriente. E oggi si scopre anche dall’Eurasia. Il Dna svela chi sono gli antenati degli europei. E chi ne ha creato le lingue

Sorgente: I nostri antenati venivano dalla Siberia – l’Espresso

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I SEMINARI TRANSCULTURALI DELLA FONDAZIONE CECCHINI PACE DI MILANO, 2015


Ciclo di Seminari 2015
IL VALORE AGGIUNTO DELL’APPROCCIO TRANSCULTURALE
ECM psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, educatori, infermieri
C.F. assistenti sociali
Ciclo di  seminari con docenti esperti con approcci teorici e metodologici adatti
al sistema sociale del nuovo millennio, in costante cambiamento ed ibridazione.

La reciproca influenza tra l’uomo ed il suo ambiente: i contributi di geografia, psicologia e antropologia
26 settembre, ore 9.30-18, Dino Gavinelli, Eleonora Riva, Luca Ciabarri

Minori stranieri, non accompagnati, richiedenti asilo e nomadi: percorsi identitari e futuri possibili
10 Ottobre, ore 9.30 -18, Nives Martini, Loris Panzeri

Detenuti stranieri e dipendenze: una lettura transculturale
6 Novembre, ore 14-18, Marica Livio,  Eleonora Riva

Identità e società: esperienze dalla Francia e dal Giappone
20 Novembre,  ore 14-18, Daria Rostirolla
21 Novembre ore 9.30-13,
 Makoto Sekimura, ore 14-18, Rossella Menegazzo

Dépliant

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I SEMINARI.

a proposito dei fratelli rom che hanno falciato nove passanti uccidendone una. Cinque giorni per trovarli e appena due per liberarli, di Massimo Gramellini in Diritto romano – La Stampa 5 giugno 2015


Immaginate cosa starà pensando il capo della Mobile di Roma a proposito dei fratelli rom che hanno falciato nove passanti uccidendone una. Cinque giorni per trovarli e appena due per liberarli, ecco cosa starà pensando. Già scarcerato Samuel, il maggiorenne, perché le testimonianze autorevolissime degli altri familiari concordano nell’addossare tutte le responsabilità sul minorenne, destinato a pene più lievi. 

….

tutto l’articolo qui:

Diritto romano – La Stampa.

CORSO DI SPECIALIZZAZIONE IN PSICOLOGIA TRANSCULTURALE, a cura dell’Istituto transculturale per la salute, Fondazione Cecchini Pace, venerdì 19 giugno 2015


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Se il Papa legge solo Repubblica, di Eugenia Roccella, 27 maggio 2015 | l’Occidentale


per il tag “religioni monoteiste”

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Se il Papa legge solo Repubblica | l’Occidentale.

bambina di 12 anni picchiata da un senegalese perché indossava una collanina con un crocifisso, Terni 16 maggio 2015 – da Libero Quotidiano


Una bambina di 12 anni picchiata da un senegalese perché indossava una collanina con un crocifisso. E’ successo a Terni ieri pomeriggio, quando davanti a una scuola media un coetaneo della ragazzina l’ha picchiata davanti alla madre. La dodicenne ha riportato una contusione toracica guaribile in venti giorni.

da Terni, bambina di 12 anni picchiata da un coetaneo perchè indossava un crocifisso – Italia – Libero Quotidiano.

islamici: la CRISTIANOFOBIA, da Adriano Prosperi, Il martirio silenzioso della cristianità, in La Repubblica 23 marzo 2015


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VITO MANCUSO, Il dolore innocente. L’handicap, la natura e Dio, prefazione di Edoardo Boncinelli, Mondadori , 2002


Giuseppe Laras: “strategia fallimentare” di chi crede di “facilitare una pace culturale e religiosa con l’islam politico” cominciando col “lasciar soli gli ebrei e lo Stato di Israele” e proseguendo lasciando indifesi i cristiani


ROMA, 20 gennaio 2015 – Del viaggio in Asia di papa Francesco resta nella memoria ciò che ha detto sui massacri di Parigi, quando ha mostrato di comprendere la reazione violenta di chi vede insultata e irrisa la propria fede: “Se un amico mi dice una parolaccia contro la mia mamma, gli arriva un pugno! È normale! È normale!”.

Queste sue parole hanno fatto il giro del mondo e sono suonate come musica per tanta parte del mondo musulmano, che solidarizza con l’assassinio degli empi disegnatori di “Charlie Hebdo”.

Nella stessa conferenza stampa, però, Francesco ha detto anche dell’altro: “Sempre, per me, il miglior modo di rispondere è la mitezza. Essere mite, umile come il pane, senza fare aggressione”.

E queste altre sue parole sono suonate come un comandamento per i cristiani in terra musulmana: porgere l’altra guancia, anche quando il nemico non solo li offende e irride, ma li uccide nel nome di Allah.

In un vibrante commento sul “Corriere della Sera” del 13 gennaio, un rabbino italiano dei più stimati, Giuseppe Laras, 79 anni, già amico fraterno del cardinale Carlo Maria Martini, ha messo in guardia dalla “strategia fallimentare” di chi crede di “facilitare una pace culturale e religiosa con l’islam politico” cominciando col “lasciar soli gli ebrei e lo Stato di Israele” e proseguendo lasciando indifesi i cristiani:

“È una strategia fallimentare che i cristiani arabi provarono con il panarabismo e l’antisionismo. Gli esiti sono ben noti. Dopo che quasi tutti i Paesi islamici si sono sbarazzati dei ‘loro’ ebrei, si sono concentrati con violenze e massacri sulle ben nutrite minoranze cristiane. È una storia che si ripropone e che va dal genocidio armeno (un secolo fa) ai cristiani copti di Egitto, ai cristiani etiopi e nigeriani, sino a Mosul. E molti Paesi europei, un’intera classe di intellettuali e molti cristiani di Occidente hanno le mani grondanti del sangue dei cristiani di Oriente, dato che sono stati disposti a sacrificarli sugli altari del pacifismo, dell’opportunità politica, di un malinteso concetto di tolleranza, della cultura benpensante e radical chic, della buona coscienza”.

 

segue qui

Cristiani in terra d’islam. Beati i perseguitati.

Islamisti: #parigisottoattacco su Twitter


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Tweet per l’hashtag #parigisottoattacco su Twitter.

Fedi e violenza: “se i cristiani uccidessero chi insulta il loro dio, le osterie venete sarebbero un cimitero”


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da INFORMAZIONE LIBERA.

PERICOLI E POTENZIALITA’ NELL’ERA DIGITALE. Risposte concrete e operative a bisogni emergenti, corso Erickson, 6-7 febbraio 2015, a Trento


Corso di Formazione
PERICOLI E POTENZIALITÀ NELL’ERA DIGITALE

PERICOLI E POTENZIALITÀ NELL’ERA DIGITALE
Risposte concrete e operative a bisogni emergenti


Durata e sede del corso

6 – 7 febbraio 2015
Formazione in presenza (Trento, Centro Studi Erickson)


Presentazione

Troppo spesso il tema delle tecnologie della comunicazione viene trattato in modo impreciso; internet non è il male dei nostri tempi, anzi, è forse il mezzo più potente e affascinante che l’umanità abbia mai avuto a disposizione. È fondamentale quindi prendere atto della rivoluzione digitale che stiamo vivendo e che colpisce tutte le generazioni, cercando di favorire quel senso critico che va ben oltre il dare delle regole per l’utilizzo del computer ai propri figli.


Obiettivi

– Fornire una panoramica completa sulle tematiche inerenti l’Era Digitale, da un punto di vista didattico, pedagogico e psicologico.
– Offrire elementi pratici e pragmatici utili alla vita quotidiana di genitori, educatori e insegnanti

Il corso sarà costruito anche sui bisogni concreti dei partecipanti:

  • Prendono in giro mio figlio su WhatsApp, cosa faccio?
  • Nello spogliatoio le mie studentesse si fotografano, come mi comporto?
  • Mi devo rivolgere alle forze dell’ordine se…?
  • Quando internet non è più un gioco ma forse una dipendenza?

Invia ora la tua domanda ai nostri esperti. Scrivici a: formazione@erickson.it


A chi si rivolge

Insegnanti di scuole di ogni ordine e grado, genitori, psicologi, educatori, membri delle forze dell’ordine o di servizi socio-educativi o assistenziali.


Docenti

Mauro Berti (Sovrintendente della Polizia di Stato, Responsabile Ufficio Indagini Pedofilia del Compartimento Polizia Postale e delle Comunicazioni del Trentino – Alto Adige)
Michele Facci (Psicologo, Trento)
Giuseppe Maiolo (Psicologo, psicoterapeuta, Libera Università di Bolzano)

SCOPRI DI PIÙ
Iscrizioni
Il costo del corso è di € 185,00 IVA inclusa
ISCRIVITI SUBITO

 

Sulla strada di una società più integrata, di Massimiliano Fanni Canelles | da SocialNews


Storicamente, il rapporto con Rom e Sinti si configura come uno dei più complessi per la nostra società. Differenze di stili di vita, lingua e cultura non hanno facilitato il contatto. Tuttavia, i tempi sono maturi per superare i pregiudizi e costruire insieme una società multiculturale.
Sebbene gravino ancora molti problemi, alcuni dei quali verranno esposti ed approfonditi in questo numero, la questione non può essere ridotta a semplici stereotipie.
Sicuramente la cosiddetta “emergenza” campi e la facile associazione Rom-criminalità rappresentano criticità evidenti. In alcune zone d’Italia, come a Roma, esse hanno portato i cittadini all’esasperazione e le amministrazioni in grave difficoltà.
Ciononostante, è necessario reagire ai problemi in maniera costruttiva affinché sia possibile, attraverso l’informazione, la conoscenza reciproca e le attività quotidiane procedere sulla strada dell’integrazione. Esistono tante occasioni per percorrere insieme questa strada. Prima di tutte, la scuola, luogo di crescita e formazione. Potrebbe davvero riacquistare parte del suo tradizionale ruolo di plasmare le generazioni future. Insegnare ai bambini, una volta in più, che siamo tutti uguali anche se il colore della pelle, la casa in cui abitiamo o la lingua che parliamo con i genitori sembrano portarci gli uni lontani dagli altri sarebbe un importante passo in avanti.
La scuola permette alla diversità di svanire di fronte ad una lezione e nei piccoli giochi e “complotti” tra compagni di banco. Le stesse complicità si possono, poi, portare fuori, a ricreazione o al campetto.

Lo sport rappresenta una seconda occasione di aggregazione

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Sulla strada di una società più integrata | SocialNews | SocialNews.

Esercizi per una migliore conoscenza dei Rom | a cura di Alessandro Pistecchia Esperto UNAR – Dipartimento per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri, in SocialNews


Oltre ad un diffuso rigetto verso i gruppi eterodefiniti “zingari”, con una connotazione etimologica ed una rappresentazione generalmente negativa, emerge una tendenza nella quale Rom e Sinti apparterebbero tout court a categorie socialmente svantaggiate (cfr. Eurobarometro 263/2007). Secondo tale visione, una marginalità universale, mitica, ancestrale caratterizza i “popoli delle discariche”(Piasere 2005).
Viceversa, come riportato in vari studi, tendenze etnocentriche caratterizzano le comunità rom, nella convinzione di una superiorità morale dei propri modelli culturali su quelli gagé (i non Rom, Stewart 1997). Alcuni studiosi hanno definito i mondi romanì le culture della resistenza, la reazione allo stile di vita maggioritario.

Per mostrare la complessità di questa relazione ambigua e storicamente complessa, analizziamo i risultati del progetto “Comici Integrati contro il razzismo”, promosso dall’Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) nel 2013 presso le scuole di alcune Regioni.

tutto l’articolo qui:

Esercizi per una migliore conoscenza dei Rom | SocialNews | SocialNews.

ROM , il punto di vista di Massimiliano Fedriga Capogruppo Lega Nord alla Camera dei Deputati e segretario regionale della Lega Nord FVG| da SocialNews


Il nostro Paese ospita circa 120-150.000 Rom, metà dei quali – circa 70.000 – in possesso della cittadinanza italiana. Secondo il più recente censimento condotto dal Viminale, essi vivono in 167 accampamenti, 124 dei quali abusivi e appena 43 autorizzati. Il totale europeo ammonta, invece, a 9-10 milioni di persone.
Da questi pochi dati emergono alcuni interessanti spunti di riflessione. Da un lato, è fuori discussione che l’Italia non sia uno dei Paesi maggiormente toccati dalla questione; non si può, però, sottovalutare il fattore abusivismo. A dispetto delle dichiarazioni ufficiali della Commissione Europea e delle leggi regionali che impongono la creazione di spazi adatti a ospitare campi nomadi, non ci troviamo di fronte ad una violazione dell’articolo 21 della Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea. Da parte del nostro Paese non vi è, dunque, alcuna discriminazione nei confronti delle minoranze nomadi, siano esse stanziali o in transito.

Si percepisce la distanza tra il palazzo e la strada nel momento in cui si effettuano sopralluoghi negli insediamenti: personalmente, ne ho condotti cinque nel corso del mio mandato di parlamentare e la realtà nella quale mi sono imbattuto è ben diversa da quella che vuol far credere l’Unione Europea. Il degrado e l’isolamento che caratterizzano l’esistenza dei Rom sul nostro territorio sono figli di una precisa scelta, tutta loro, di rifiutare ogni tipo di integrazione nel tessuto sociale e urbano, con evidenti ricadute sulla salute pubblica e sulla sicurezza. Si tratta di persone che, il più delle volte, non hanno, e nemmeno cercano, un impiego, giovani che non ricevono neppure un’istruzione elementare e donne ridotte in schiavitù da un sistema fortemente patriarcale. Tutt’altro rispetto a ciò che vuole dipingere l’Unione Europea: essa vede la comunità rom discriminata dalla noncuranza o, peggio, dall’intolleranza degli Stati membri.

tutto l’articolo qui

Capovolgere il problema per essere tutti più sicuri | SocialNews | SocialNews.

La donna che canta | di Denis Villeneuve, con Lubna Azabal, Mélissa Désormeaux-Poulin, Maxim Gaudette, Rémy Girard, 2010


La donna che cantaIncendiesCan.Fr. 2010GENERE: Dramm. DURATA: 130′ VISIONE CONSIGLIATA: GCRITICA: PUBBLICO: 3REGIA: Denis VilleneuveATTORI: Lubna Azabal, Mélissa Désormeaux-Poulin, Maxim Gaudette, Rémy Girard

Alla lettura del testamento della madre, i gemelli Jeanne e Simon scoprono di avere un fratello di cui ignoravano l’esistenza e un padre che credevano morto. Decisa a ritrovarli entrambi e a dare finalmente una spiegazione ai silenzi delle ultime settimane di vita di sua madre, Jeanne decide di partire dal Canada dove è cresciuta per il Medio Oriente, contro il parere di Simon, che ancora non riesce a perdonare la durezza e la mancanza di affettività della madre. Il viaggio di Jeanne, raggiunta in un secondo tempo dal fratello, sarà doloroso e scioccante. Tratto dall’omonima pièce di Wajdi Mouawad, è un film teso e potente come una tragedia greca trasposta nella drammatica situazione del Libano moderno, quello degli anni della guerra civile tra cristiani maroniti e arabi musulmani. Ottimi interpreti dai volti intensi, ben diretti da un Villeneuve che sa quel che fa

da La donna che canta | Il film del giorno | Zanichelli Dizionari più.

ALTRE SCHEDE:

http://it.wikipedia.org/wiki/La_donna_che_canta

http://www.mymovies.it/film/2010/ladonnachecanta/

http://www.sentieridelcinema.it/recensione.asp?ID=1436

http://www.cinecriticaweb.it/film/la-donna-che-canta-incendies

http://www.paoline.it/Effetto-cinema/GENITORI-E-FIGLI/articoloRubrica_arb1372.aspx

http://www.semprelastessastoria.com/la-donna-che-canta-incendies/

Arabia Saudita. Sposa moglie a distanza, la guarda in faccia…e chiede divorzio | Blitz quotidiano


ROMA – Prima ha sposato la moglie, ordinandola a distanza. Poi nel giorno delle nozze, e proprio durante i festeggiamenti, ha chiesto alla sposa di togliersi il velo e quello che ha visto non è stato di suo gradimento. Appena lo sposo ha visto il volto della neo-sposa ha subito inoltrato la su richiesta di divorzio, scatenando ansia e panico tra i parenti degli sposini in Arabia Saudita.

Arabia Saudita. Sposa moglie a distanza, la guarda in faccia…e chiede divorzio | Blitz quotidiano.

Un bambino di 7 anni e suo padre sono morti nella notte in un incidente stradale alle porte di Roma. A travolgerli una Opel Tigra guidata da un romeno quarantenne con due connazionali a bordo di 37 e 20 anni, 22 ottobre 2014


Un bambino di 7 anni e suo padre sono morti nella notte in un incidente stradale alle porte di Roma intorno alle 23.30 di martedì. Il loro scooter è stato travolto su via Nomentana, a Fonte Nuova, da un’auto che ha invaso la carreggiata opposta forse per la troppa velocità. A quanto ricostruito dai carabinieri, tornavano a casa dalla partita all’Olimpico. Il padre Stefano De Amicis 38enne, era uno steward dello stadio. Avrebbe compiuto otto anni la prossima settimana, invece, il piccolo Cristian (che portava lo stesso nome del figlio del capitano della Roma, Francesco Totti). A travolgerli una Opel Tigra guidata da un romeno quarantenne con due connazionali a bordo di 37 e 20 anni.

da Nomentana, scooter travolto da auto muoiono padre e figlio 7 anni – Corriere.it.

Umberto Eco, MONOTEISMI E POLITEISMI, in l’Espresso, 9 ottobre 1914


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Chihade Abboud: i musulmani e l’adozione, lezione tenuta a Cucciago (CO),19 Ottobre 2014


«l’adozione per i musulmani è proibita fin da quando Maometto, il Profeta, invaghitosi della moglie del figlio adottivo, per poterla sposare decise di annullare l’adozione. Per quanto riguarda l’eredità, la donna nel mondo musulmano vale la metà dell’uomo, e questo vale anche per le divisioni ereditarie».

da Il Corriere di Como 19 ottobre 2014  Chihade Abboud, Isis, minaccia mondiale, Cucciago (CO),19 Ottobre 2014 « POLITICHE SOCIALI e SERVIZI.

Chihade Abboud è dottore in diritto canonico e parroco di nostra signora ad Harasta, in Damasco

Chihade Abboud, Isis, minaccia mondiale, ospite a Cucciago (CO),19 Ottobre 2014



ora anche il parroco Bergoglio ha capito che il pericolo è mondiale.

dovrà spiegarlo ai “pacifisti” di assisi


 

«Il dialogo con i musulmani in Siria non è possibile»
Il dialogo con i musulmani in Siria non è possibile».
È secco, chiaro e conciso, il giudizio di Padre Dottore Chihade Abboud, riguardo la situazione nel Paese mediorientale da anni, ormai, in preda ad una guerra interna, nata come rivolta nei confronti del regime di Assad, trasformatasi poi nella più classica “Guerra Santa” da parte dei musulmani radicali, che vogliono impiantare uno Stato islamico. E in parte ci sono anche riusciti, visto che ampie zone della Siria e del vicino Irak sono nelle loro mani.

Perché anche prima non è che i cristiani, di qualunque confessione, avessero vita facile.
«I problemi erano legati a temi quali l’adozione, l’eredità, il matrimonio», dice Chihade. Che spiega, senza troppi fronzoli diplomatici, che «l’adozione per i musulmani è proibita fin da quando Maometto, il Profeta, invaghitosi della moglie del figlio adottivo, per poterla sposare decise di annullare l’adozione. Per quanto riguarda l’eredità, la donna nel mondo musulmano vale la metà dell’uomo, e questo vale anche per le divisioni ereditarie». 

da Il Corriere di Como 19 ottobre 2014  Isis, minaccia mondiale.

Chihade Abboud è dottore in diritto canonico e parroco di nostra signora ad Harasta, in Damasco

la chiesa cattolica su gay e divorziati, 19 ottobre 2014


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un classico della antropologia culturale: EDWARD T. HALL, Il linguaggio silenzioso (1959), Garzanti, 1969


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Premio Nobel per la Pace a MALALA: per i talebani “la Sharia dice che anche un bambino può essere ucciso se fa propaganda contro l’Islam”, Fiamma Nirenstein in Informazione Corretta


Finalmente ce l’ha fatta la sussiegosa giuria del premio Nobel. Mentre l’anno scorso l’aveva snobbata nonostante Malala avesse quasi dato la vita per aprire la strada verso le scuole a tutte le bambine in un mondo di Talebani assassini, quest’anno il Premio Nobel per la Pace le è stato assegnato.

Anche a Oslo si sono accorti che è ormai difficile sopportare la violenza islamista contro le donne, la proibizione di tutte le libertà sin dall’infanzia, sono tempi in cui ogni giorno giungono notizie di donne rapite, stuprate, uccise. E così Malala è tornata all’attenzione della giuria come eroina di tutte le ragazze che vogliono studiare. Ha ancora 17 anni nonostante la sua vita piena di traumatiche esperienze, e il suo visino rotondo ci ricorda che ha avuto un’infanzia negata.

Malala è rimasta a lungo fra la vita e la morte, si è ripresa in Inghilterra dove si trova. IL suo premio irrita i conservatori pachistani: il leader del partito religioso Liaqat Baloch ha rilevato che la ragazza “è molto seguita all’estero… e questo insospettisce”.Dal Pakistan si è suggerito che l’attentato sia opera della CIA. I talebani, hanno definito Malala “una spia americana”. Ma spiegano anche che “è il Corano che impone di uccidere chi fa propaganda contro l’Islam ” e che “la Sharia dice che anche un bambino può essere ucciso se fa propaganda contro l’Islam”.

da Informazione Corretta.

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