Marocchino decapita l’amante ucraina: accanto e lei mi sentivo impuro
Pubblicato: 21 febbraio 2012 Filed under: islamismo, religioni, totalitarismi Lascia un commento »per la serie islamisti e religioni
Marocchino decapita l’amante ucraina: accanto e lei mi sentivo impuro
Arthur Schopenhauer (1788-1860): Il Corano, questo cattivo libro …
Pubblicato: 9 febbraio 2012 Filed under: islamismo, religioni Lascia un commento »“Il Corano, questo cattivo libro, fu sufficiente per fondare una religione mondiale, per soddisfare il bisogno metafisico di milioni e milioni di uomini, per definire il fondamento della loro morale – e di un notevole disprezzo della morte, ma anche per esaltarli convolgendoli in guerre sanguinose e nelle conquiste più estese.
Nel Corano troviamo la forma più squallida e più povera di teismo…
In quest’opera, io non sono riuscito a scoprire nemmeno un pensiero dotato di valore”
Arthur Schopenhauer (1788-1860)
Noto, per inciso, che oggi per molto meno i vittimisti perdenti radicali mettono a ferro e fuoco le democrazie occidentali e sgozzano i loro apostati
minaccia dell’integralismo islamico cala su Edizioni Anordest, la casa editrice di Villorba che quasi un anno fa ha mandato in stampa «I fiori del Giardino di Allah». Obiettivo della fatwa è l’autore del testo, Attar Fartid al Shahid, pseudonimo dietro il quale si nasconde un intellettuale iraniano contrario alla dittatura degli ayatollah – Cronaca – la Tribuna di Treviso
Pubblicato: 9 febbraio 2012 Filed under: islamismo, multiculturalismo, terroristi, totalitarismi 1 Commento »La minaccia dell’integralismo islamico cala su Edizioni Anordest, la casa editrice di Villorba che quasi un anno fa ha mandato in stampa «I fiori del Giardino di Allah». Obiettivo della fatwa è l’autore del testo, Attar Fartid al Shahid, pseudonimo dietro il quale si nasconde un intellettuale iraniano contrario alla dittatura degli ayatollah. Ed è per la condanna pubblica risuonata durante la predica di un noto rappresentante del clero sciita in Iran che oggi sono finiti sotto sorveglianza la società e il suo direttore editoriale Mario Tricarico.
Il dipositivo è stato attivato martedì pomeriggio dopo il via libera dato dal comitato ordine e sicurezza in prefettura. E’ durante quel vertice infatti che questore e Digos hanno reso noti i risultati di un’attività di indagine e verifica nazionale e internazionale scattata la scorsa estate. A dare il via all’attività di intelligence è stato il ritrovamento di un volantino nei dintorni di viale Jenner, la zona di Milano dove ha sede quello che forse è uno dei centri islamici più importanti dle Nord Italia. L’opuscolo, battuto a macchina in doppia lingua, riportava la condanna dell’ayatollah iraniano contro il libro e il suo autore, una vera e propria fatwa lanciata a seguito di quanto scritto. Da lì, gli agenti della polizia hanno attivato una serie di verifiche che a Roma, centro dell’attività investigativa terroristica, hanno portato a considerare la minaccia «fondata».
Da giovedì quindi la questura di Treviso ha deciso di mettere sotto controllo la sede della casa editrice, in viale fratelli Rosselli a Villorba (a poche decine di metri dal locale centro islamico), ma anche la casa del direttore editoriale Mario Tricarico, diventati potenziali obiettivi
da Fatwa islamica editore sotto protezione – Cronaca – la Tribuna di Treviso.
religioni e terrorismo
Pubblicato: 3 febbraio 2012 Filed under: religioni, terroristi Lascia un commento »tutto l’articolo qui: Se la religione fa terrore
unità informativa connessa a:
Christopher Hitchens, DIO NON E’ GRANDE, come la religione avvelena ogni cosa, Einaudi
http://mappeser.com/?s=Christopher+Hitchens%2C+DIO+NON+E%27+GRANDE
gli stranieri sono l’8 % della popolazione
Pubblicato: 1 febbraio 2012 Filed under: migranti, Migrazioni, multiculturalismo 1 Commento »gli islamisti e le donne: CANADA, AFGHANO UCCIDE LE TRE FIGLIE PER ONORE (Guido Olimpio, Corriere della Sera)
Pubblicato: 31 gennaio 2012 Filed under: islamismo, multiculturalismo, religioni, totalitarismi 2 Commenti »da CANADA, AFGHANO UCCIDE LE TRE FIGLIE PER ONORE (Guido Olimpio, Corriere della Sera).
Boko Haram, che vuol dire “l’educazione occidentale è proibita”, lotta dal 2002 per imporre in tutta la Nigeria la shari’a nella sua interpretazione più rigorosa | l’Occidentale
Pubblicato: 28 gennaio 2012 Filed under: islamismo, religioni 1 Commento »Sale la tensione in Nigeria dopo un nuovo comunicato minaccioso di Boko Haram, i terroristi islamici che il 2 gennaio, dopo le stragi compiute a Natale, hanno dato tre giorni di tempo ai cristiani per lasciare gli stati del nord, a maggioranza islamica. Da allora è stato un susseguirsi di attentati e di aggressioni culminati tra il 20 e il 24 in una serie di attacchi messi a segno, e rivendicati da Boko Haram, a Kano e a Bauchi, capitali degli omonimi stati settentrionali. Nella sola Kano le vittime in poche ore sono state quasi 200.
Boko Haram, che vuol dire “l’educazione occidentale è proibita”, lotta dal 2002 per imporre in tutta la Nigeria la shari’a nella sua interpretazione più rigorosa, cosa che lo ha portato a colpire talvolta anche degli islamici ritenuti poco ortodossi o troppo tolleranti nei confronti delle comunità cristiane.
vai a: In Nigeria Goodluck Jonathan è costretto a fare i conti con Boko Haram | l’Occidentale.
Alessandro Russo, “l’immagine della nave reclinata sui bassi fondali del Giglio è destinata a rimanere a lungo nell’immaginario collettivo “, in Ponza Racconta
Pubblicato: 27 gennaio 2012 Filed under: Culture, emozioni, Intersoggettività, Simboli 1 Commento »….
Ma a parte lo specifico isolano, l’immagine della nave reclinata sui bassi fondali del Giglio è destinata a rimanere a lungo nell’immaginario collettivo come, in diversi contesti, le immagini dell’attentato alle Torri Gemelle (11 sett. 2001), quelle dello Tsunami in Asia del 24 dicembre 2004 e di quello più recente del Giappone (marzo 2011).
E come il più emblematico e metaforico di tutti i naufragi: quello delTitanic del 15 aprile 1912 (1523 vittime dei 2223 inbarcati).
Molto si è letto in questi giorni dei correlati profondi del naufragio di una nave con la condizione umana, e di come un evento del genere scateni interesse ed emozioni al di là del fatto in sé. Tutti coloro che hanno seguito la vicenda si sono sentiti naufraghi nella notte; come tutti hanno sentito il peso della responsabilità del comando e — al di là delle manifestazioni di cattivo gusto — vissuto dentro di sé il profondo dramma dei responsabili, scampati al naufragio, ma con il carico di una colpa non espiabile.
Il pensiero di molti sarà andato a quel capolavoro della letteratura marinara che è Lord Jim di Joseph Conrad (1900),
“Lord Jim”: il romanzo di Joseph Conrad (1899-1900) e il film di Richard Brooks (1965)
Nel romanzo, Lord Jim è ….
l’intero articolo è qui: Naufragi di uomini « Ponza Racconta.
Giovanni Sartori: concessione della residenza permanente trasferibile ai figli, ma pur sempre revocabile – Corriere della Sera
Pubblicato: 27 gennaio 2012 Filed under: migranti, multiculturalismo, Politica delle migrazioni, religioni Lascia un commento »….
Inghilterra e Francia sono a oggi i Paesi più «invasi» (anche per via della loro eredità coloniale) e oramai accomodano una terza generazione di immigrati da tempo accettati come cittadini. La sorpresa è stata che una parte significativa di questa terza generazione non si è affatto «integrata». Vive in periferie ribelli e ridiventa, o sempre più diventa, islamica. Si contava di assorbirli e invece si scopre che i valori etico-politici dell’Occidente sono più che mai rifiutati.
Che senso ha, allora, trasformare automaticamente in cittadini tutti coloro che nascono in Italia, oppure, dopo qualche anno, chi risiede in Italia?
Questa è stata, finito il comunismo, la tesi della nostra sinistra, sostenuta dall’argomento che chi lavora e paga le tasse in un Paese si paga, per ciò stesso, il diritto di cittadinanza. Ma non è così. Le tasse pagano i servizi (polizia, pompieri, manutenzione delle strade e simili) dei quali qualsiasi residente usufruisce e che non paga, o meglio che paga, appunto, pagando le tasse.
E vengo alla mia idea. Da sempre il diritto di cittadinanza è fondato sui due principi del ius soli (diventi cittadino di dove nasci) oppure del ius sanguinis (mantieni la cittadinanza dei tuoi genitori). Vorrei proporre un terzo principio: la concessione della residenza permanente trasferibile ai figli, ma pur sempre revocabile. Chiunque entri in un Paese legalmente, con le carte in regola e un posto di lavoro non dico assicurato ma quantomeno promesso o credibile, diventa residente a vita (senza fastidiosi e inutili rinnovi). In attesa di scoprire quanti saremo, se li possiamo assorbire o meno, questa formula dà tempo e non fa danno.
…
Una soluzione di buon senso – Corriere della Sera.
minacce di gruppi integralisti cristiani allo spettacolo di Romeo Castellucci “Sul concetto di volto del figlio di Dio”, programmato al teatro Franco Parenti per il 24 gennaio
Pubblicato: 21 gennaio 2012 Filed under: cattolici, religioni 1 Commento »In seguito alle minacce di gruppi integralisti cristiani di bloccare lo spettacolo di Romeo Castellucci / Socìetas Raffaello Sanzio
Sul concetto di volto del figlio di Dio,
programmato al teatro Franco Parenti per il 24 gennaio e alle polemiche che ne sono seguite, un gruppo di critici di teatro ha scritto questo appello, che riporto con le firme raccolte nel primo giorno.
Vedi anche la pagina facebook Io sostengo Romeo Castellucci, con il video della conferenza stampa del 18 gennaio, con la notizia di un intervento del poeta Tonino Guerra che dice “Romagnoli vi chiedo di stare accanto al nostro grande regista teatrale Romeo Castellucci”, chiedendo ai sindaci romagnoli di intervenire per sostenerlo. Vedi anche la mia intervista su Doppiozero.comUn appello per Castellucci. Dal blog Controscene di Massimo Marino. Corriere di Bologna.
Servizio civile, alt ai progetti restano a casa 18.000 giovani – Milano – Repubblica.it
Pubblicato: 19 gennaio 2012 Filed under: multiculturalismo, Servizio civile Lascia un commento »…
Tutti i progetti di volontariato sono stati sospesi dall’ufficio nazionale per effetto di una sentenza del tribunale del lavoro di Milano. L’ordinanza è quella del 9 gennaio, che ha accolto il ricorso di uno studente pachistano di 25 anni (da 15 residente in Italia) al quale era stato impedito di partecipare al servizio “perché straniero”. Con una sentenza senza precedenti, il giudice ha ritenuto la norma discriminatoria e ha imposto la riformulazione del bando per consentire anche ai non italiani di parteciparvi.
“A questo punto non possiamo far altro che posticipare le partenze dei ragazzi – spiega Paolo Molinari, direttore vicario dell’ufficio nazionale del servizio civile – Abbiamo già fatto ricorso, ma i tempi per l’udienza d’appello non saranno brevissimi. Fino a quel momento non possiamo far altro che sospendere tutto”. Se l’iter giudiziario dovesse protrarsi, il blocco dei nuovi progetti rischierebbe di durare diversi mesi. Per questo, nei prossimi giorni, si cercherà una soluzione di compromesso. “Potremmo decidere di non avvalerci dell’ordinanza – spiega Alberto Guariso, il legale che ha predisposto il ricorso al tribunale del lavoro – a patto che si avvii, anche sotto impulso del ministero per l’Integrazione, un percorso giuridico che già dal prossimo anno accolga gli stranieri nei progetti di volontariato”.
….
da Servizio civile, alt ai progetti restano a casa 18.000 giovani – Milano – Repubblica.it.
bambino di due anni abbandonato in auto dai genitori, una coppia di turisti russi, che si erano allontanati per fare shopping – La Provincia di Como
Pubblicato: 16 gennaio 2012 Filed under: Culture, Famiglie, Violenza, Maltrattamento 1 Commento »Paura in mattinata in piazzale Santa Teresa a Como per un bambino di due anni abbandonato in auto dai genitori, una coppia di turisti russi, che si erano allontanati per fare shopping. Un automobilista che aveva appena parcheggiato la sua vettura, richiamato dal pianto del bambino, si è accorto che era solo nell’auto. Dopo venti minuti di attesa vana dell’arrivo dei genitori l’uomo ha chiamato i carabinieri. Per aprire la portiera sono intervenuti i vigili del fuoco che hanno rotto un deflettore e consegnato il bambino, che comunque era in buone condizioni di salute, alle cure del 118. I genitori si sono presentati dopo oltre un’ora e hanno spiegato che si erano allontanati per andare a fare shopping lì vicino. Entrambi sono stati denunciati per abbandono di minore.
Abbandonano il figlio di 2 anni E se ne vanno a fare shopping – Cronaca – La Provincia di Como.
Afghanistan, la sposa bambina Sahar Gul torturata dal marito e dalla sua famiglia, da un articolo di Monica Ricci Sargentini
Pubblicato: 8 gennaio 2012 Filed under: Culture, differenze di genere, Familismo amorale, islamismo, Maschile/Femminile, multiculturalismo 1 Commento »
Afghanistan, la sposa bambina torturata dal marito diventa un simbolo dei diritti umani
Sahar Gul è una ragazzina afghana di 15 anni che ha quasi rischiato di essere uccisa dal marito perché non voleva prostituirsi. La scorsa settimana è arrivata in un ospedale di Kabul nelle condizioni che vedete nella foto qui sopra. Gli occhi talmente gonfi di botte da essere semi-chiusi, il collo tumefatto, un orecchio bruciato da un ferro da stiro, il corpo così debilitato da essere costretto su una sedia a rotelle, le mani ricoperte di croste nere al posto delle unghie strappate dai suoi torturatori. Sahar era stata data in sposa sette mesi fa al soldato Gulam Sakhi che, con la complicità della sua famiglia, ha reso la sua vita un inferno. Quattro mesi fa la sposa-bambina era riuscita a fuggireed aveva chiesto aiuto a dei vicini di casa: “Se siete dei musulmani dovete dire alle autorità quello che mi sta succedendo – aveva detto disperata -, vogliono farmi prostituire”. La polizia di Puli Khumri, la città nella provincia di Baghlan dove è avvenuto il fatto, è stata avvisata ma non ha fatto altro che restituire la povera ragazza alla famiglia torturatrice dietro la promessa che gli abusi non sarebbero più continuati. Invece, come da copione, è accaduto l’esatto contrario. Sahar è stata chiusa in un seminterrato dove è stata picchiata e affamata per altri tre mesi finché un parente lontano arrivato a far visita non ha fatto scoppiare lo scandalo. Ma anche allora le autorità hanno cercato di trovare un accordo con il marito per evitare che la vicenda finisse sulla stampa. Un comportamento che, purtroppo, non è una novità in Afghanistan
Istat, Più anziani e più stranieri. È il quadro che emerge dal report sul futuro demografico del Paese pubblicato dall’Istat
Pubblicato: 28 dicembre 2011 Filed under: ISTAT, migranti, Migrazioni, Politica delle migrazioni, Popolazione 2 Commenti »Più anziani e più stranieri. È il quadro che emerge dal report sul futuro demografico del Paese pubblicato dall’Istat. Il primo elemento di novità riguarda la popolazione straniera, destinata ad aumentare in modo considerevole nei prossimi anni: passerà dagli attuali 4,6 milioni a 14,1 milioni nel 2065, con una forbice compresa tra i 12,6 e i 15,5 milioni.
ETA’ MEDIA - Allo stesso tempo, l’età media della popolazione è destinata ad aumentare, dai 43,5 anni nel 2011 fino ad un massimo di 49,8 anni nel 2059. Dopo tale anno l’età media si dovrebbe stabilizzare sul valore di 49,7 anni, a indicare una presumibile conclusione del processo di invecchiamento della popolazione. Molto accentuato è anche l’aumento del numero di anziani: gli ultra 65enni, oggi pari al 20,3% del totale, nello scenario centrale aumentano fino al 2043, anno in cui oltrepasseranno il 32%.
CALO DELLA FORZA LAVORO - Diminuisce anche la popolazione in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni: passerà dall’attuale 65,7% al 62,8% nel 2026. Nel lungo termine la riduzione sarà ancora più accentuata, fino a un minimo del 54,3% nel 2056, anno dopo il quale l’indicatore si stabilizza a 54,7% nel 2065.
da Istat, triplicati gli immigrati entro il 2065 – Corriere della Sera.
Minori stranieri non accompagnati, Cittalia-Anci presentano i numeri del rapporto 2011
Pubblicato: 23 dicembre 2011 Filed under: migranti, minori di origine straniera, Politica delle migrazioni 1 Commento »…
Nel Rapporto emerge il dato secondo cui i comuni con minori contattati o presi in carico sono 845 su 5951, ovvero il 14,2 per cento. Nel 2010 i minori assistiti per più di un mese sono stati il 59 per cento mentre diminuisce il dato sugli allontanamenti. Se infatti nel 2006 sei minori su dieci si sono allontanati, nel 2010 il dato scende: solo tre su dieci. La prima settimana di accoglienza si rivela essere quella più problematica, per questo motivo – sottolineano gli esperti intervenuti alla presentazione del Rapporto – è nella prima fase dell’accoglienza che bisogna intervenire con maggiore efficacia. Nell’accoglienza dei minori un ruolo decisivo è svolto anche dal Programma nazionale di protezione dei minori stranieri non accompagnati, finanziato dal Ministero del lavoro e realizzato dall’Anci, attivo dal 2008. Infatti nei 32 comuni coinvolti nel Programma sono 351 i posti disponibili, mentre 2652 sono stati i minori accolti e 140 quelli affidati a famiglie sia straniere che italiane. Se nel 2008 solo il 36 per cento dei minori sono stati affidati, nel 2010 la percentuale cresce arrivando fino al 65 per cento. Questo significa che è necessario puntare non solo sulla prima fase dell’accoglienza per ridurre gli abbandoni ma anche sul sistema dell’affido una modalità qualificata di accoglienza e integrazione. A tal proposito è interessante notare il dato secondo cui il 64 per cento dei minori è stato affidato a famiglie provenienti dallo stesso paese del minore.
da: Minori stranieri non accompagnati, Cittalia-Anci presentano i numeri del rapporto 2011.
Rapporto sugli alunni con cittadinanza non italiana nel sistema scolastico nazionale – a.s. 2010/2011
Pubblicato: 14 dicembre 2011 Filed under: Educazione e formazione, migranti, Politica delle migrazioni, Scuola e istruzione Lascia un commento »La storia del ragionier Gianluca Casseri, pistoiese di 50 anni che a Firenze s’è messo a sparare sui senegalesi di piazza Dalmazia e poi del mercato San Lorenzo due morti, almeno 4 feriti e alla fine Casseri s’è tirato un colpo in bocca, di Giorgio Dell’Arti in ALTRI MONDI
Pubblicato: 14 dicembre 2011 Filed under: migranti, multiculturalismo, Vittime e crimini Lascia un commento »La storia del ragionier Gianluca Casseri, pistoiese di 50 anni che a Firenze s’è messo a sparare sui senegalesi di piazza Dalmazia e poi del mercato San Lorenzo due morti, almeno 4 feriti e alla fine Casseri s’è tirato un colpo in bocca, somiglia alla storia di cui parliamo anche nelle notizie tascabili a fianco del saldatore marocchino Nordine Amrani, di 32 anni che quasi nelle stesse ore tirava granate sui pacifici cittadini di Liegi, e poi li mitragliava a colpi di kalashnikov 5 morti, più l’assassino che alla fine s’è tolto la vita. Sono storie a loro volta imparentate con quella del massacratore norvegese Anders Behring Breivik e, per il profilo culturale di Casseri, anche con la vicenda dell’assalto agli zingari della Continassa, in Torino, per via di una sedicenne che si credeva a torto stuprata.
Dobbiamo raccontare bene il fatto di Casseri.
Un tipo tozzo, grosso, che però in una foto di qualche anno fa appare ben più magro e con la barba. S’era trasferito a Firenze da poco. Aveva fondato una rivista, La Soglia, dedicata al fantasy. Aveva scritto di se stesso sul web: «Nasce a Cireglio PT nel 1961, mentre l’uomo va nello spazio e il cielo si eclissa per la massima eclissi del XX secolo. All’età di dodici anni, folgorato dall’incontro con H.P. Lovecraft, si aliena definitivamente dal cosmo ordinato che ci circonda. I suoi molteplici interessi nel fantastico, tutti rigorosamente inattuali, spaziano da Flash Gordon al cinema di fantascienza degli anni Cinquanta, dagli autori di Weird Tales ai film di Val Newton e oltre. Nel 2001, in pieno trionfo di Internet, ha la geniale idea di fondare una rivista cartacea, La Soglia, dove sfoga le sue manie multimediali. Per distrarsi dalle cose serie pare che faccia il ragioniere». Frequentava Casapound, rete di circoli culturali fascisteggianti, che però hanno preso le distanze dalla strage e sul loro sito hanno messo la frase: «Nel dna di Casapound la xenofobia non è contemplata».
Com’è andata la sparatoria?
Casseri doveva aver litigato con qualcuno, forse uno di quegli ambulanti senegalesi ma non è detto, fatto sta che ieri intorno all’una appare in piazza Dalmazia la sua Polo bianca. Casseri la lascia in seconda fila e va dagli ambulanti, impugna una Magnum 357, spara, abbatte tre di quei poveretti due morti e un ferito e poi fa per tornare alla macchina. Gli si para davanti Gabriele, l’edicolante, che vuole fermarlo. Lui gli agita la pistola sotto al naso e gli intima: «Fossi in te ci penserei bene…». La Polo scappa via, intanto i senegalesi si mettono in corteo contro il razzismo e la polizia fa partire la caccia all’assassino. Non lo trovano, ma dopo due ore eccolo in piazza San Lorenzo, al mercato. Ha parcheggiato nel sotterraneo ed è a caccia di africani. Ne trova uno davanti a una pizzeria e gli spara, quello è ferito e scappa, Casseri lo insegue, infine torna alla macchina e qui trova la polizia. Sulle ultime sequenze indaga adesso la magistratura, ma la versione ufficiale dice che la polizia colpisce l’auto e che, vedendosi perso, Casseri porta l’arma alla bocca e fa fuoco.
Noto prima di tutto che è una scena frequente in America, ma che da noi non s’era mai vista.
Giusto, e la cosa impressiona anche me. È poi ovvio parlare di razzismo, anche se a Liegi ha fatto le stesse cose un marocchino contro i belgi e in Norvegia il fascista Breivik sparava contro bianchi scandinavi come lui. Dunque il razzismo, in questa luce, può essere una causa scatenante come un’altra. Breivik, per esempio, non perdonava alle sue vittime la loro fede socialista. Quindi una causa vale l’altra, e quello che si vede davvero dietro a tutto è l’odio di cui l’uomo è capace, la sua ferocia e il terribile orgoglio di credersi superiori, giustizieri, inviati di Dio e salvatori della civiltà.
Questo dipende dall’epoca in cui viviamo? Un tempo queste cose non succedevano?
Siamo seduti su montagne di cadaveri provocati dall’odio di tutti i tempi. Un sentimento che ha attraversato ogni epoca.
La strage di Firenze non le fa venire il dubbio che in ogni caso da noi un po’ di razzismo ci sia?
Tra i giovani di 18-29 anni ci sarebbero, secondo un’indagine Swg, un 45 per cento di persone che amano poco gli stranieri. Maltollerati soprattutto i romeni-rom-albanesi. Di questi, l’area autenticamente razzista, i duri e puri della xenofobia, sono il 10,7 per cento. Sono numeri ancora troppo alti, per il mio modo di vedere, pure non dimentichiamo che la folla a Firenze ha cercato di fermare l’assassino, sconvolta per quei poveri morti di colore, e l’edicolante Gabriele ha rischiato anche la pelle. Nel quadro vanno considerati anche loro. L’integrazione tra persone diverse è una cosa tanto difficile.
da ALTRI MONDI.
Presentazione del VII Rapporto annuale sulla Secolarizzazione in Italia, da Radio Radicale
Pubblicato: 14 dicembre 2011 Filed under: cattolici, religioni 1 Commento »Presentazione del VII Rapporto annuale sulla Secolarizzazione in Italia
IL MOSAICO ROM Specificità culturali e governance multilivello, di Serena Baldin, Moreno Zago (a cura di) , FrancoAngeli
Pubblicato: 13 dicembre 2011 Filed under: Popolazione, Rom e Sinti 1 Commento »
| Serena Baldin, Moreno Zago (a cura di) IL MOSAICO ROM Specificità culturali e governance multilivello pp. 256, Euro 33,00; E-book Euro 26,00, Cod. 907.46, Collana: ISMU |
Diciasettesimo Rapporto sulle migrazioni 2011, a cura dell’Ismu, FrancoAngeli
Pubblicato: 6 dicembre 2011 Filed under: Culture, FrancoAngeli, LIBRI NEWS, migranti, Politica delle migrazioni, Popolazione Lascia un commento »
In questa sede il fenomeno dell’immigrazione è approfondito tenendo conto degli eventi che hanno caratterizzato il 2011, anno della “Primavera araba” che ha causato nuove migrazioni dal Nord Africa verso l’Italia e l’Europa. Il 2011 è però anche l’anno in cui la crisi economica, ancora in corso, colpisce soprattutto le fasce deboli della popolazione, tra cui gli immigrati.
Come di consueto sono presi in considerazione alcuni ambiti di particolare rilievo come il lavoro, la sanità, la situazione abitativa, gli orientamenti degli italiani verso l’immigrazione, la scuola, dove gli alunni di cittadinanza non italiana continuano ad aumentare. Il Rapporto presenta inoltre utili approfondimenti su altri temi: l’accesso degli stranieri al credito, la devianza, la conoscenza della lingua, il contratto di integrazione in Italia e in alcuni paesi europei.
Il libro è strutturato in quattro sezioni: “Il quadro generale”, le “Aree di attenzione”, gli “Approfondimenti” e “Lo scenario internazionale”.
Migrazioni 2011: uno sguardo d’insieme
Parte I. Il quadro generale
Il linguaggio dei numeri
L’Italia nello spazio migratorio europeo
Gli aspetti normativi
Gli orientamenti comunitari
Parte II. Aree di attenzione
Il lavoro
La scuola
La salute
Abitare e insediarsi
Gli italiani e l’immigrazione
Criminalità e devianza degli immigrati
Parte III. Approfondimenti
Immigrazione e credito
La conoscenza della lingua del paese di destinazione: uno strumento di integrazione
Il decreto flussi 2010-2011
Immigrazione, opinione pubblica e sistema politico italiano
Parte IV. Lo scenario internazionale
Immigrazione dal Nord Africa: la Primavera del 2011
Multiculturalismo, politiche d’integrazione e big society nel Regno Unito
Impatti delle nuove politiche di integrazione in Germania: il ruolo della conoscenza della lingua
Integrare senza un modello: l’integrazione degli stranieri in Spagna
Documenti di viaggio e dinamiche di movimento nella regione asiatica
Il contratto d’integrazione in Francia: un’esperienza quinquennale
Riferimenti bibliografici
Allegato. La cronaca del 2011.
Diciasettesimo Rapporto sulle migrazioni 2011.
Franco Garelli, Religione all’italiana, L’anima del paese messa a nudo
Pubblicato: 18 novembre 2011 Filed under: cattolici, Il Mulino, italiani, LIBRI NEWS, religioni Lascia un commento »|
F. GARELLI Religione all’italiana L’anima del paese messa a nudo Collana “Contemporanea”
pp. 256, € 17,00 in libreria dal 03/11/2011 |
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“Secolarizzazione e voglia di sacro, crisi delle vocazioni e volontariato, bricolage religioso e potenza del carisma, fede dubbiosa e atei devoti, protagonismo della Chiesa e cattolicesimo su misura. Gli italiani tra religiosità tradizionale e ricerca di nuove spiritualità”. Da sempre nazione cattolica per antonomasia, in tempi recenti l’Italia ha distillato un cocktail religioso in cui agli ingredienti risaputi del passato si mescolano quelli insoliti del presente: una chiesa sempre (più) attiva nell’arena pubblica, che dà battaglia sui temi della vita, della famiglia e della bioetica, ma anche molte persone che si definiscono cattoliche pur vivendo in modo del tutto secolarizzato; l’emergere di individualismi religiosi e spiritualità alternative, accanto a una fede tradizionale riscoperta grazie agli immigrati musulmani; un sentimento religioso più diffuso e una maggior presenza ai riti rispetto ad altri paesi europei, ma anche la prevalenza di una fede dubbiosa su quella certa; una nuova voglia di sacro e di figure religiose carismatiche, insieme alla crescita di un’”appartenenza senza credenza”. Franco Garelli insegna Sociologia dei processi culturali e Sociologia della religione nell’Università di Torino. Tra i volumi pubblicati con il Mulino: “Forza della religione e debolezza della fede” (1996), “Sfide per la chiesa del nuovo secolo” (2003), “L’Italia cattolica nell’epoca del pluralismo” (2006) e “La Chiesa in Italia” (2007)
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Volumi – F. GARELLI, Religione all’italiana.
Homo ridens è una performance pensata come esperimento su campione, un test sul pubblico-cavia chiamato a reagire a determinati stimoli che attengono al riso e ai suoi meccanismi – Teatro Sotterraneo
Pubblicato: 9 novembre 2011 Filed under: Culture, emozioni, riso, Teatro Lascia un commento »Homo ridens è una performance pensata come esperimento su campione, un test sul pubblico-cavia chiamato a reagire a determinati stimoli che attengono al riso e ai suoi meccanismi. Il progetto rivede e aggiorna i risultati delle proprie ricerche in ogni città e di conseguenza ne prende il nome. L’intento è quello d’indagare l’attitudine umana alla risata, misurandone i limiti e la complessità. Nel riso rinunciamo alla funzione vitale del respiro, nel riso è la parte aggressiva di noi che ci fa digrignare i denti, nel riso è l’intrattenimento del potere ma anche la rivolta popolare. Sappiamo che la coscienza di sé permette all’uomo di vedersi dall’esterno. Sappiamo che la coscienza di sé rende l’uomo consapevole della morte. Ma cosa c’è da ridere?
Homo ridens > PRODUZIONI < – Teatro Sotterraneo.
Le talpe riflessive. Il mondo sotterraneo dell’introversione, Autori e curatoriLuigi Anepeta ContributiLisa Cecchi, Marcello Di Fiore, Maria Rossi
Pubblicato: 9 novembre 2011 Filed under: Culture, FrancoAngeli, LIBRI NEWS, Salute mentale Lascia un commento »
La Repubblica Il talento dei timidi (di Vera Schiavazzi)… Leggi tutto

In Timido, docile, ardente… (FrancoAngeli, 2007) l’autore ha tentato di illustrare i valori e i limiti del modo di essere introverso in termini teorici, senza alcun accenno a esperienze individuali.
Questo libro di testimonianze, tratte dal Forum della Lega Italiana per la Tutela degli Introversi, fornisce le prove che la teoria non è campata in aria (come spesso accade).
In esso gli introversi stessi raccontano la loro vicenda umana, spesso duramente segnata dall’incontro con il pregiudizio sociale che grava sul loro modo di essere, facilmente identificabile fin dall’infanzia.
Ne viene fuori un quadro con luci ed ombre: l’empatia, la sofferenza, il rapporto critico con la normalità dominante, la presa di posizione nei confronti dell’esistente, l’utopia di un mondo fatto a misura d’uomo, la passione per la cultura e la ricerca intellettuale.
I commenti mirano a dare un senso a queste vicissitudini socialmente invisibili, nell’attesa che il mondo prenda coscienza di una diversità preziosa.
Luigi Anepeta, psichiatra critico, si è dedicato alla psicoterapia, alla formazione di operatori e alla ricerca. Ha pubblicato La politica del Super-io (Armando, 1992), Il mondo stregato (Armando, 1995), Abracadabra (Edizioni Libreria Croce, 2000), Miseria della neopsichiatria. Sul delirio e sulla predisposizione schizofrenica (FrancoAngeli, 2001), Star male di testa (Edizioni Libreria Croce, 2002), Abbecedario di scienze umane e sociali (FrancoAngeli, 2007), Timido, docile, ardente(FrancoAngeli, 2008). Nel 2006 ha fondato la LIDI (Lega Italiana per i Diritti degli Introversi: www.legaintroversi.it), di cui è presidente, il cui intento è di intervenire nelle fasi evolutive dello sviluppo al fine di scongiurare il pericolo di un disagio psichico.
Hanno collaborato Lisa Cecchi, Marcello Di Fiore, Maria Rossi, soci della LIDI.
Per cominciare
L’introversione secondo gli introversi
(Messaggi; Nota, Tra natura e cultura)
La famiglia alle prese con il figlio introverso
(Messaggi; Nota. La famiglia come agenzia sociale)
Scuola e socializzazione
(Messaggi; Nota. La scuola come istituzione totale)
Isolamento, solitudine, affettività e sessuale
(Messaggi; Nota. La dura lex)
Emozioni sociali
(Messaggi; Imbarazzo e vergogna; Rabbia; Invidia e disprezzo; Perfezionismo; Rassegnazione; Nota. Il tribunale interiore)
Gli introversi al lavoro
(Messaggi; Nota. Logica strumentale, logica vocazionale)
La mente che cerca
(Messaggi; Nota. Al di là dell’adattamento)
La creatività degli introversi
(Appena un cenno; Poesie; Racconti)
Appendice
(Vademecum sull’introversione; Elenco dei nicknames degli autori dei messaggi).
Claudio Magris … e anche la logica non si sente troppo bene di g.giossi
Pubblicato: 26 ottobre 2011 Filed under: Bioetica e Biopolitica, Culture, Culture politiche, italiani, Storia d'Italia Lascia un commento »Claudio Magris … e anche la logica non si sente troppo bene
Livelli di guardia (Garzanti) in uscita in questi giorni raccoglie una serie di riflessioni pubblicate sul Corriere della Sera da Claudio Magris tra il 2006 e il 2011. Sono pezzi dedicati alla Costituzione italiana e alla sua messa in discussione, alla laicità e al rapporto con la Chiesa cattolica, fino ai grandi fatti di cronaca che hanno diviso il paese come il caso Englaro e la vicenda di Welby. Un libro ricco e indignato che libera dagli stretti confini dell’attualità e aiuta a riflettere sul cambiamento di un mondo che oggi più che mai ha bisogno di profondità e di memoria per non perdere l’equilibrio.
Claudio Magris prende così spunto dall’attualità per darle il respiro del tempo storico: una distanza necessaria per degli scritti che sono sì figli dell’indignazione, ma che non tradiscono il bisogno di una riflessione che vada oltre l’angusto…
Seminario: “VIE PER LA SALUTE. IL CONTRIBUTO DELL’ ETNOPSICHIATRIA” Piero Coppo Neuropsichiatra, Organizzazione Interdisciplinare Sviluppo e Salute. Che si terrà Venerdì 18 novembre 2011, ore 9.30 –13.00 e 14.00- 17.30 presso la Fondazione Cecchini Pace
Pubblicato: 15 ottobre 2011 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Culture, Salute mentale Lascia un commento »Seminario:
“VIE PER LA SALUTE. IL CONTRIBUTO DELL’ ETNOPSICHIATRIA”
Piero Coppo
Neuropsichiatra, Organizzazione Interdisciplinare Sviluppo e Salute.
Che si terrà Venerdì 18 novembre 2011, ore 9.30 –13.00 e 14.00- 17.30 presso la Fondazione Cecchini Pace.
Nella prima parte del seminario saranno presentate alcune chiavi di lettura sulle costanti e diversità delle vie per la salute nelle varie culture per ciò che riguarda la prevenzione, la cura e la terapia. In particolare e per ciò che riguarda l’ambito “psichico”, verrà sottolineata la diversità tra società “polifasiche “ e società “monofasiche”, e le conseguenze che questi diversi assetti hanno nella definizione e trattamento dell’area della psicopatologia.
Nella seconda parte del seminario un documento video che illustra l’uso sapiente di “transe liturgiche” servirà da stimolo per la discussione e per verificare nel lavoro di gruppo la fruibilità delle chiavi di lettura proposte..
Cordiali saluti,
Prof. Rosalba Terranova-Cecchini
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Prof. Rosalba Terranova-Cecchini
Premio Milano Donna 2009, Comune di Milano.
Libero Docente in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali
Presidente della Fondazione Cecchini Pace
Direttore del Corso di Specializzazione in Psicoterapia transculturale
via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano
I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune … presidente della Cei cardinale Angelo Bagnasco al Consiglio permanente della Conferenza Episcopale Italiana
Pubblicato: 26 settembre 2011 Filed under: AGENDA della Politica italiana, cattolici, Culture politiche, religioni Lascia un commento »… è l’esibizione talora a colpire. Come colpisce l’ingente mole di strumenti di indagine messa in campo su questi versanti, quando altri restano disattesi e indisturbati. E colpisce la dovizia delle cronache a ciò dedicate. Nessun equivoco tuttavia può qui annidarsi. La responsabilità morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano. I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. Tanto più ciò è destinato ad accadere in una società mediatizzata, in cui lo svelamento del torbido, oltre a essere compito di vigilanza, diventa contagioso ed è motore di mercato. Da una situazione abnorme se ne generano altre, e l’equilibrio generale ne risente in maniera progressiva. È nota la difficoltà a innescare la marcia di uno sviluppo che riduca la mancanza di lavoro, ed è noto il peso che i provvedimenti economici hanno caricato sulle famiglie; non si può, rispetto a queste dinamiche, assecondare scelte dissipatorie e banalizzanti. La collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l’immagine del Paese all’esterno ne viene pericolosamente fiaccata. Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi, e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono né vincitori né vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne darà atto.
Solo comportamenti congrui ed esemplari, infatti, commisurati alla durezza della situazione, hanno titolo per convincere a desistere dal pericoloso gioco dei veti e degli egoismi incrociati.
9. La questione morale, complessivamente intesa, non è un’invenzione mediatica: nella dimensione politica, come in ciascun altro ambito privato o pubblico, essa è un’evenienza grave, che ha in sé un appello urgente. Non è una debolezza esclusiva di una parte soltanto e non riguarda semplicemente i singoli, ma gruppi, strutture, ordinamenti, a proposito dei quali è necessario che ciascuna istituzione rispetti rigorosamente i propri ambiti di competenza e di azione, anche nell’esercizio del reciproco controllo. Nessuno può negare la generosa dedizione e la limpida rettitudine di molti che operano nella gestione della cosa pubblica, come pure dell’economia, della finanza e dell’impresa: a costoro vanno rinnovati stima e convinto incoraggiamento. Si noti tuttavia che la questione morale, quando intacca la politica, ha innegabili incidenze culturali ed educative. Contribuisce, di fatto, a propagare la cultura di un’esistenza facile e gaudente, quando questa dovrebbe lasciare il passo alla cultura della serietà e del sacrificio, fondamentale per imparare a prendere responsabilmente la vita.
…
da Il testo integrale dell’intervento di Bagnasco - Il Messaggero
Veronica Lario e Silvio Berlusconi
da 27/09/2011 – Perché il cardinal Bagnasco adesso critica Berlusconi? di Giorgio Dell’Arti
Prima di tutto: chi è Bagnasco?
Esiste la Conferenza episcopale italiana. Che cos’è? È l’assemblea permanente dei vescovi italiani, che ha il compito di studiare i problemi che interessano la vita della Chiesa in Italia, di dare orientamento nel campo dottrinale e pastorale, di mantenere i rapporti con le pubbliche autorità italiane, di gestire direttamente il Concordato con l’Italia. Il presidente di questo organismo molto importante è appunto il cardinale Angelo Bagnasco, scelto a quella carica dallo stesso Benedetto XVI.Che cosa ha detto esattamente, a proposito di Berlusconi, il cardinale Bagnasco?
Ribadisco che la parola “Berlusconi” non è stata mai pronunciata. Le parole in questione sono queste: «I comportamenti licenziosi e le relazioni improprie sono in se stessi negativi e producono un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà. Ammorbano l’aria e appesantiscono il cammino comune. Mortifica dover prendere atto di comportamenti non solo contrari al pubblico decoro ma intrinsecamente tristi e vacui. Non è la prima volta che ci occorre di annotarlo: chiunque sceglie la militanza politica, deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta, come anche la nostra Costituzione ricorda. Si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rivelano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica. La collettività guarda con sgomento gli attori della scena pubblica e l’immagine del Paese all’esterno ne viene pericolosamente fiaccata. Quando le congiunture si rivelano oggettivamente gravi e sono rese ancor più complicate da dinamiche e rapporti cristallizzati e insolubili, tanto da inibire seriamente il bene generale, allora non ci sono né vincitori né vinti: ognuno è chiamato a comportamenti responsabili e nobili. La storia ne darà atto». Bagnasco parlava al consiglio permanente dei vescovi, riuniti ieri a Roma.Sento qualcosa dietro la frase «non è la prima volta che ci occorre di annotarlo…»
Bagnasco risponde ai tanti, cattolici e no, che hanno accusato la Chiesa di star zitta davanti alla libidine fuori controllo del premier. L’ultima a richiamare i vescovi è stata Barbara Spinelli, su Repubblica: «Che altro deve fare il capo di governo, perché i custodi del cattolicesimo dicano la nuda parola: “Ora basta”? Qualcosa succede nel loro animo quando leggono le telefonate di un Premier che traffica favori, nomine, affari, con canaglie e strozzini?». Gian Antonio Stella, sul «Corriere», ha poi scritto, in un articolo in cui si ricordano le tante volte che il premier ha preteso di essere ben più che un cattolico e un’anima pia, addirittura un santo («l’unto dal Signore»): «Il Cavaliere, oltre che il premier, fa anche il cattolico “a tempo perso”? Le autorità vaticane sembrano aver scelto di tacere, per ora, su quel pollaio di finte infermiere e squillo russe e ballerine sudamericane che emerge dalle intercettazioni». E già un anno fa Micromega aveva raccolto le dichiarazioni di undici sacerdoti, tutte dirette contro il silenzio della Chiesa.Berlusconi commenterebbe che si tratta dei soliti preti comunisti.
Avrebbe torto, perché se prima il papa e poi Bagnasco hanno deciso di parlare significa che lo spettacolo ha superato i limiti. Del resto, ogni settimana i sondaggi segnalano una caduta di consensi per Berlusconi e per i due partiti del centro-destra. Galli della Loggia, in un editoriale sul «Corriere», ha invitato gli uomini del centro-destra a darsi una mossa, se non vogliono sparire. La mossa, appunto, sarebbe quella di procedere a un rinnovamento profondo e veloce verso una classe dirigente votabile.Al cardinale vanno bene i magistrati che realizzano centomila intercettazioni su una vicenda che non è neanche certo abbia risvolti penali?
No, il cardinale si dichiara colpito dall’«ingente mole di strumenti di indagine messa in campo» e dalla «dovizia delle cronache a ciò dedicate». Questo però non assolve Berlusconi: «Nessun equivoco tuttavia può qui annidarsi. La responsabilità morale ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé»
”Ogni cinque minuti un cristiano viene ucciso a causa della sua fede. Nel 2011 si stima che saranno 105 mila le vittime della persecuzione contro i cristiani. Tra il 2000 e il 2010 le vittime sono state 160 mila all’anno, mentre nel XX secolo sono stati 45 milioni i cristiani uccisi a motivo della loro religione”.
Pubblicato: 25 settembre 2011 Filed under: islamismo, religioni Lascia un commento »”Ogni cinque minuti un cristiano viene ucciso a causa della sua fede. Nel 2011 si stima che saranno 105 mila le vittime della persecuzione contro i cristiani. Tra il 2000 e il 2010 le vittime sono state 160 mila all’anno, mentre nel XX secolo sono stati 45 milioni i cristiani uccisi a motivo della loro religione”. Citando queste stime, che dicono che i cristiani sono ”i piu’ perseguitati al mondo”, Massimo Introvigne, direttore Cesnur e rappresentante dell’Osce per la lotta alla discriminazione, al razzismo e alla xenofobia, ha lanciato l’allarme per quella che è diventata ”una vera e propria emergenza umanitaria, che non riguarda solo i cristiani ma tutta la società civile e le istituzioni internazionali”. L’occasione è quella del convegno ”I buoni saranno martirizzati. La persecuzione ai cristiani nel XXI secolo” promosso alla pontificia università Lateranense da ”Luci sull’Est” e a cui hanno preso parte, oltre a Introvigne, il vescovo di San Marino e Montefeltro, mons. Luigi Negri, il direttore di Asianews, padre Bernardo Cervellera e l’eurodeputato Magdi Allam. ”Se ci sono delle vittime ci sono anche degli assassini – ha spiegato Introvigne -. E proprio il Papa ce li ha indicati in un celebre discorso del 5 gennaio scorso. Il Papa ha parlato del fondamentalismo islamico in Paesi come il Pakistan e l’Egitto, aggravato nel primo caso dalla legge sulla blasfemia e nel secondo dall’errore che si fa di mettere sullo stesso piano libertà di culto e libertà religiosa; ci sono poi i regimi comunisti come la Corea del Nord; i Paesi dei nazionalismi religiosi come l’India. Infine – ha aggiunto – Benedetto XVI ci dice che la discriminazione religiosa esiste anche in Occidente” in forme diverse, come quella ”dell’intolleranza verso il Papa o dell’odio ideologico” che, ha avvertito, ”non sono meno pericolose”.
da 2011, 105mila cristiani vittime – LASTAMPA.it.
Dati storici ed empirici: Violenza e terrorismo nascono nelle moschee – di Magdi Cristiano Allam, in ilGiornale.it
Pubblicato: 5 settembre 2011 Filed under: ciclo 11 settembre 2001, islamismo, religioni, terroristi Lascia un commento »Appello fraterno da italiano che ama l’Italia ai connazionali succubi dell’ideologia del multiculturalismo e folgorati dalla moscheamania. Fate una semplice ricerca all’interno del sito dell’Ansa, la principale agenzia nazionale d’informazione, inserendo il nome «moschea». Scoprirete che il 99 per cento delle notizie riguarda attentati terroristici e azioni violente che si verificano nelle moschee in tutti i Paesi del mondo, sia quelli dove i musulmani sono maggioranza sia quelli dove sono minoranza, sia quelli dichiaratamente integralisti islamici che consideriamo radicali sia quelli formalmente laici che definiamo moderati; mentre il restante 1 per cento riguarda l’annuncio delle nuove moschee che si vorrebbero costruire in Italia.
Ebbene, il peso della connotazione totalmente negativa delle moschee nel mondo è tale da far apparire noi italiani come chi ostinatamente e ciecamente è votato al suicidio. Mi limiterò a indicare i fatti concernenti le moschee nel mondo degli ultimi mesi. Il 3 settembre a Londra l’imam della moschea di Finsbury Park, il libanese cieco Maymoun Ghandi Zarzour, è stato assassinato all’interno della moschea. Quando nel 1998 conobbi il fondatore della moschea di Finsbury Park, l’imam egiziano Abu Hamza Al Masri, mi confessò candidamente che la moschea organizzava pubblicamente corsi ideologici e militari per la Guerra santa islamica a Crowborough, alla periferia di Londra.
Il 30 agosto a Copenaghen, all’uscita dei fedeli dalla moschea dopo la celebrazione dell’Eid al-Fitr, la festa islamica che conclude il mese di digiuno del Ramadan, uno di loro è stato ucciso in una sparatoria. Il 28 agosto a Bagdad un terrorista suicida si è fatto esplodere nella moschea sunnita di Oum al-Qura, uccidendo 29 persone e ferendone gravemente altre 35. La moschea colpita è diretta dall’imam Ahmed Abdel Ghafour che ha ripetutamente condannato i terroristi islamici. Il 27 agosto a Damasco le forze di sicurezza siriane hanno dato l’assalto a una moschea affollata di fedeli, provocando un morto e 20 feriti.
Il 26 agosto in Afghanistan una bomba viene fatta esplodere nel cortile di una moschea della provincia nord-occidentale di Faryab, uccidendo 4 persone e ferendone altre 14. Il 19 agosto in Pakistan un terrorista suicida di appena 16 anni si è fatto esplodere all’interno di una moschea nel distretto tribale di Khyber, provocando il massacro di 53 persone e oltre 120 feriti. Il 17 agosto in Siria nove persone vengono uccise dalle forze di sicurezza dopo aver inscenato una manifestazione di fronte alla moschea di Fatima a Homs. L’11 agosto l’artiglieria dell’esercito siriano colpisce la moschea Uthman ben Affan a Dayr az Zor, 450 km a nord-est di Damasco e capoluogo della regione confinante con l’Irak, abbattendone il minareto. Per il regime siriano l’epicentro della rivolta popolare sono proprio le moschee. Il 15 luglio nella Tunisia che sarebbe finalmente liberata dalla dittatura di Ben Ali e consegnata alla democrazia, le forze dell’ordine fanno irruzione in una moschea di Tunisi alla ricerca degli autori di attentati terroristici contro le caserme della polizia che si ripetono nel Paese.
Il 14 luglio in Afghanistan ci sono state due esplosioni nella moschea di Kandahar, mentre aveva luogo una funzione religiosa per il fratello del presidente Hamid Karzai ucciso due giorni prima, con un bilancio di 4 morti. Il 10 giugno in Afghanistan un terrorista suicida islamico si è fatto esplodere davanti ad una moschea a Kunduz City, dove si svolgeva un rito in memoria del generale della polizia Dadu Daud, colpito a fine maggio dai talebani nella provincia di Takhar, uccidendo 4 agenti di polizia. Il 3 giugno nello Yemen il presidente Ali Abdallah Saleh resta gravemente ferito in un attentato all’interno della moschea del Palazzo presidenziale dove stava pregando, costato la vita ad altre 7 persone. Il 3 giugno in Irak 17 persone sono rimaste uccise e almeno 50 ferite in un attentato a una moschea di Tikrit.
La bomba che ha provocato la strage era contenuta in un barile di benzina lasciato vicino all’ingresso della moschea durante la preghiera del venerdì. Voglio evidenziare che gli autori degli efferati crimini sono musulmani, così come sono musulmane le vittime del terrorismo islamico. Voglio ricordare che queste atrocità perpetrate all’interno delle moschee sono sempre accadute da quando esiste l’islam, che si conferma come una religione intrinsecamente violenta e storicamente conflittuale. Pensate che ben tre dei primi quattro successori di Maometto, i cosiddetti «califfi ben guidati», furono assassinati (Umar ibn al-Khattab, Uthman ibn Affan e Ali ibn Abi Talib) e due di loro (Umar e Ali) furono assassinati mentre pregavano in moschea.
Mi era già capitato in passato di fare ciò che ho appena fatto, ossia registrare gli attentati che si perpetrano nelle moschee, ed è sempre emerso lo stesso risultato: le moschee nel mondo generano violenza. Se le vogliamo significa che siamo propri votati al suicidio.
da Violenza e terrorismo nascono nelle moschee – Esteri – ilGiornale.it.
Burka e Nudismo, da post di cadavrexquis: Burka, Niqab e “giustizieri” solitari
Pubblicato: 27 agosto 2011 Filed under: Culture, islamismo, religioni Lascia un commento »una ottima argomentazione dell’ottimo cadavrexquis
P.F.
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E’ vero che, come sostiene qualcuno, per ora la legge che impedisce di indossareniqab o burka in pubblico non c’è – purtroppo, aggiungo io -, ma è altrettanto vero che la legge del 1975 che impedisce, per motivi di sicurezza, di girare mascherati è tuttora in vigore e può quindi essere applicata. Tanto basterebbe, in teoria, per chiedere alla forza pubblica di “smascherare” le donne che indossano quelle gabbie di tessuto, ma non ne verrebbe disinnescata la giustificazione culturale-religiosa. Io ritengo invece che un’ulteriore legge sia necessaria, proprio per stabilire una questione di principio: chi viene a vivere qui – e sceglie di stabilirsi nel nostro paese – deve accettare determinate regole di base della nostra società, tra le quali quella di mostrare il proprio volto quando si rivolge agli altri e quando è in pubblico. Sottolineo il “deve” – e non “può, se vuole”. Credo che su certe faccende occorra essere intransigenti e, da parte della legge, ci debba essere un intervento proattivo. Non è questione di libertà individuale, come ha sostenuto indignata tale Sumaya Abdel Qader, “mediatrice culturale” giordano-palestinese. Se una donna vuol proprio scegliere di andarsene in giro bardata come una mummia (perché glielo impongono le sue tradizioni culturali o religiose), può farlo tranquillamente in quei paesi dove è consentito – o, per meglio dire, obbligatorio – farlo, come l’Arabia Saudita, per esempio. Se ognuno potesse andare in giro conciato come vuole, allora potremmo cominciare a uscire nudi per strada: basterebbe invocare ilnudismo o il naturismo come articolo di fede di una nostra personalissima religione. Scommettiamo che nessuno si sognerebbe, se venissimo fermati per oltraggio al pubblico pudore, di protestare perché sono stati lesi i nostri diritti individuali?
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da: cadavrexquis: Burka, Niqab e “giustizieri” solitari.
Psicologia del viaggiatore di Luciana Quaia, in Stannah MuoversiInsieme
Pubblicato: 26 agosto 2011 Filed under: ambiente, Bisogni, Comunicazione e relazioni interpersonali, Culture, Muoversi Insieme Stannah, Quaia Luciana Lascia un commento »
E’ estiva l’abitudine di partire alla ricerca di luoghi che consentano di scoprire nuove realtà lontane dalla consuetudine del vivere quotidiano e dei suoi ritmi doveristici. Un modo per “d imenticarsi” chi si è, dove si abita, chi ti vive accanto e, per un misurato lasso di tempo, poter respirare aria diversa, sperimentare altri spazi, culture, costumi. Il viaggio condotto nell’epoca moderna, diventato ormai routine, ha radicalmente mutato la figura storico-sociale del viaggiatore, così come lo si può riscontrare nelle diverse etimologie che nel corso del tempo hanno sottolineato le ristrutturazioni di tale termine.
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segue qui : Psicologia del viaggiatore
La lezione inglese: il multiculturalismo è sbagliato
Pubblicato: 12 agosto 2011 Filed under: Culture, Geopolitica e Politica internazionale, islamismo, Migrazioni, religioni Lascia un commento »Gli episodi di violenza scatenatisi a Londra e in altre città del Regno Unito ad opera di giovani immigrati e di inglesi figli di immigrati dimostrano semplicemente un fatto: il fallimento del multiculturalismo.
Ci sono senza dubbio tante motivazioni dietro le devastazioni avvenute in vari quartieri e tra queste forse l’ultima è la religione, mentre al primo posto sta il degrado economico e sociale, un po’ come accaduto nelle banlieu parigine nel 2005. Tuttavia, la responsabilità principale ricade sul modello britannico di integrazione, fondato, per l’appunto, sul multiculturalismo, ovvero su una strutturazione della società a “compartimenti stagni”, con tanti ghetti privi di comunicazione tra loro. Una tipologia, questa, ben diversa dal semplice pluralismo, cioè la coesistenza armonica di più culture all’interno di uno stesso Stato. Insomma, un conto è la multiculturalità, che è un dato di fatto innegabile e inevitabile, altro è il multiculturalismo, che è invece un’ideologia ben precisa.
segue qui: La lezione inglese: il multiculturalismo è sbagliato.
Mini-moschee sotto casa: in dieci quartieri ci sono già – Milano – ilGiornale.it
Pubblicato: 11 agosto 2011 Filed under: islamismo, Migrazioni, religioni Lascia un commento »«Pensiamo prima a tante piccole parrocchie nei quartieri e poi al duomo». Non c’è fretta per una grande moschea ha assicurato nei giorni scorsi il direttore del centro islamico di viale Jenner, Abdel Hamid Shaari. Ma Islam.it ieri traduceva bene la politica dei piccoli passi intrapresa due giorni fa intorno al tavolo di Palazzo Marino tra il vicesindaco Maria Grazia Guida e gli esponenti delle associazioni musulmane coordinate da Davide Piccardo, ex candidato di Sel da cui gli Islamici Moderati rimasti fuori dalla porta hanno già preso le distanza («non ci rappresenta e non può prendere impegni a nome nostro»). «Sembra che finalmente nel 2012 la moschea a Milano si farà – scriveva Islam.it -. Verrà costruita su un lotto già ora sede di una sala di preghiera in una zona non centrale della città. Certo non risolverà il problema degli spazi di culto a Milano, ma è un segnale importante e una prova di dialogo fra islam e istituzioni». Sarebbe la seconda dopo Roma. Un progetto c’è già e porta in via Meda, di fianco alla sala di preghiera Al Wahid, l’unica che può davvero fregiarsi del nome di moschea: è gestita dal Coreis di Yahja Pallavicini, ha tutte le autorizzazioni in ordine, è riservata solo agli associati quasi tutti italiani convertiti
……
da Mini-moschee sotto casa: in dieci quartieri ci sono già – Milano – ilGiornale.it.
diceva Oriana Fallaci:
“tre punti che considero cruciali
Punto numero uno. [...] l’immigrazione [...] il Cavallo di Troia che ha penetrato l’Occidente e trasformato l’Europa in ciò che chiamo Eurabia. [...].
Punto numero due. Non credo nella fandonia del cosiddetto pluriculturalismo. [...] E ancor meno credo nella falsità chiamata Integrazione. [...] gli immigrati mussulmani materializzano così bene l’avvertimento che nel 1974 ci rivolse all’ONU il loro leader algerino Boumedienne. «Presto irromperemo nell’emisfero Nord. E non vi irromperemo da amici, no. Vi irromperemo per conquistarvi. E vi conquisteremo popolando i vostri territori coi nostri figli. Sarà il ventre delle nostre donne a darci la vittoria. [...].
Punto numero tre. Soprattutto non credo alla frode dell’Islam Moderato. [...] E continuerò a ripetere: «Sveglia, Occidente, sveglia! Ci hanno dichiarato la guerra, siamo in guerra! E alla guerra bisogna combattere»”
(Oriana Fallaci, Discorso in occasione della consegna dell’Annie Taylor Award, «Un tuffo sulle cascate del Niagara», in «Il Foglio», 3.12.2005)
ma come sono buoni gli islamici … ma come hanno attraversato tutte le tappe della civiltà dei diritti, dall’umanesimo, all’illuminismo, alla democrazia, alla divisione dei poteri ,,, Accecata… ma non dalla vendetta – Ameneh perdona il suo carnefice
Pubblicato: 1 agosto 2011 Filed under: Culture, dittatori, islamismo, religioni Lascia un commento »Il potere dei cattolici: don Luigi Verzé che, costretto a lasciare il timone del San Raffaele per il miliardo di debiti accumulati, si rifugia nell’ ateneo fondato nel 1996
Pubblicato: 27 luglio 2011 Filed under: cattolici, religioni Lascia un commento »Don Luigi Verzé e i suoi fedelissimi (i Sigilli) si arroccano nell’ Università Vita Salute. Con un blitz ieri nel consiglio di amministrazione dell’ ateneo il prete-manager ha proposto una modifica dello statuto che di fatto gli attribuisce tutte le prerogative di nomina. È una leva di potere fortissima sull’ ospedale e sulla scelta dei primari. È il nuovo azzardo di don Luigi Verzé che, costretto a lasciare il timone del San Raffaele per il miliardo di debiti accumulati, si rifugia nell’ ateneo fondato nel 1996. L’ obiettivo? Farlo diventare l’ ultima roccaforte del suo potere. Dopo l’ ingresso della Santa Sede nel consiglio di amministrazione della Fondazione che guida il gruppo, il prete-manager si trova emarginato dalla guida dell’ impero sanitario e dai business alternativi. Con il cambio di statuto dell’ Università non ci saranno più consiglieri nominati dalla Fondazione. D’ ora in avanti i componenti del cda dell’ ateneo saranno incaricati direttamente da don Verzé tramite l’ Associazione Monte Tabor, ovvero il ristretto entourage del sacerdote. È un modo indiretto per controllare anche la vita dell’ ospedale dal momento che i 60 docenti sono primari e clinici del complesso sanitario. In cda (nove membri, presidente don Verzé) le modifiche vengono lette nel silenzio e avallate. Del resto, sotto la cupola dal diametro di 43 metri (più grande di San Pietro), non è usanza contraddire i voleri del prete-manager.
…. segue La mossa di don Verzé per controllare l’ università.
norvegese, definito oggi dalla polizia un «fondamentalista cristiano», compie una strage in un campus di giovani laburisti, Oslo e isola di Utoeya, 22 luglio 2011
Pubblicato: 23 luglio 2011 Filed under: religioni, terroristi Lascia un commento »
Un’esplosione investe la sede
del governo, poche ore più tardi
un uomo fa una strage sull’isola
al meeting dei giovani socialisti
furia omicida del killer, definito oggi dalla polizia un «fondamentalista cristiano». Non è andata altrettanto bene a tanti, troppi, altri giovani come loro: nella notte è salito a 85 il numero dei corpi senza vita recuperati tra i boschi e le spiagge della piccola isola, che si aggiungono ai 7 morti nella capitale per un totale di 92. Ma il bilancio potrebbe essere ancora più pesante: una ventina delle persone ricoverate dopo gli attacchi sono in condizioni disperate
lo scenario era proprio quello di una guerra. In mattinata, con la luce del giorno, sono riprese le perlustrazioni nell’isola, alla ricerca di eventuali altri corpi e di ordigni inesplosi, come quelli che gli artificieri hanno rinvenuto già nella notte. L’attentato è stato pianificato minuziosamente, l’obiettivo era uccidere quante più persone possibile. Un solo uomo è stato fermato dopo il blitz ad Utoya, un norvegese legato agli ambienti dell’estrema destra, il 32enne Anders Behring Breivik, che nel proprio profilo Facebook si definisce «single, cristiano, conservatore e anti-islamico». Proprietario anche di una fattoria, nelle settimane scorse aveva acquistato grandi quantità di un fertilizzante a base di nitrato di ammonio, sostanza che può essere usata per fabbricare esplosivi. Potrebbe anche avere agito da solo, in entrambi i casi: la polizia dice che una telecamera di sicurezza lo ha inquadrato anche nella zona dell’attentato al palazzo del governo, sempre in divisa da poliziotto, la stessa che ha utilizzato per presentarsi indisturbato e armi in pugno al campus dei giovani laburisti. Ma forse ci sono anche dei complici, come rivelano ai media norvegesi alcuni dei superstiti della sparatoria di Utoya, secondo cui i tiratori erano quasi sicuramente più di uno
Il premier: «È un incubo nazionale» Sale a 92 il bilancio delle vittime – Corriere della Sera
Anders Behring Breivik, l’uomo arrestato e ritenuto responsabile dei due attacchi ad Oslo e sull’isola di Utoya ha 32 anni, è biondo, alto, si definisce “single, cristiano e conservatore” con idee di estrema destra e anti-islamico.
E’ il profilo pubblicato sulla pagina di Facebook appena pochi giorni fa. Oltre alla foto, anche gli interessi relativi alla caccia e ai videogiochi come ‘World of Warcraft’ e ‘Modern Warfare 2′. Su Twitter anche una citazione del filosofo inglese, John Stuart Mill: “Una persona con una fede ha la forza di 100.000 che hanno solo interessi”.
Il giovane, secondo quanto scrivono i media norvegesi, è il proprietario di una fattoria a 150 km da Oslo, la Breivik Geofarm, nella regione di Hedmark, il cuore agricolo del Paese dove ha avuto la possibilità di acquistare una grande quantità di fertilizzante di nitrato di ammonio, un ingrediente che può essere usato per fabbricare esplosivi.
La polizia ha perquisito l’appartamento del giovane ad ovest nella capitale norvegese, nella zona ricca della città, che ha lasciato un mese fa per trasferirsi nella fattoria. Una curiosità: la stessa fattoria, nel 2006, venne chiusa dopo la scoperta di una piantagione di mariujana.
Secondo i media norvegesi, gli interventi di Anders Behring Breivik sul sito www.document.no riflettono le opinioni nazionaliste e la sua opposizione a una società multiculturale, ma secondo la televisione pubblica NRK, ha anche preso le distanze dal neo-nazismo. Le liste fiscali, che in Norvegia sono aperte alla consultazione pubblica, non mostrano alcun reddito per il 2009 e somme estremamente modeste nel corso degli anni precedenti.
Breivik, è anche un membro della loggia massonica norvegese di San Giovanni Olaus dei tre pilastri. E’ quanto riporta sul suo sito internet il quotidiano del Paese scandinavo Dagbladet. Il motto della loggia, di cui Breivik è membro del terzo livello su dieci, è ‘E tenebris ad lucem’, dalle tenebre alla luce. Il portavoce della loggia, Helge Qvigstad, ha preso le distanze dall’attentatore, sottolineando che “non abbiamo modo di esprimere un parere su individui o incidenti relativi a tutti i membri”.
Inoltre, Breivik è un ex membro del Partito del progresso, una formazione di destra d’impronta populista che si batte tra le altre cose per introdurre maggiori restrizioni in materia di immigrazione. Breivik ha fatto parte dal 2004 al 2006 della formazione politica, il secondo partito nel parlamento norvegese, e ha militato anche nelle fila del sua sezione giovanile, dal 1997 al 2006/07. “Non è più un membro del partito – ha affermato Siv Jensen, leader della formazione di destra – e mi rende molto triste il fatto che lo sia stato in passato. Non è mai stato un membro molto attivo e abbiamo molte difficoltà a trovare qualcuno che sappia molto di lui”.
da http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/mondo/2011/07/23/visualizza_new.html_782348651.html
1° Congresso Nazionale “PSICHIATRIA E CULTURA NELL’ITALIA MULTIETNICA” 28 e 29 OTTOBRE 2011
Pubblicato: 22 luglio 2011 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Culture, Migrazioni, Milano, Salute mentale, Servizi psichiatrici 1 Commento »In seguito allo stimolante pensiero di alcuni studiosi come Ernesto De Martino e psichiatri come Michele Risso, di cui commemoriamo il trentesimo anniversario della scomparsa, che hanno messo in evidenza il peso della cultura nell’esperienza soggettiva della malattia e nella costruzione del significato sociale dei percorsi di cura, negli ultimi 30 anni si sono sviluppate diverse correnti di pensiero che hanno dato origine a interessanti iniziative di ricerca e trattamento su tutto il territorio nazionale. Diversi sono gli approcci sviluppatisi, e obiettivo di questo convegno è mettere in contatto tali realtà e costruire uno spazio di dialogo e di sviluppo sinergico, approfondendo inoltre l’analisi delle modalità con cui esse possono impattare in maniera stabile sulla pratica psichiatrica. Ciò nell’ottica di costituire una massa critica di pensiero utile a promuovere una sempre più ampia diffusione dei modelli clinici transculturali italiani all’intero paese e in ambito internazionale, e di consentire l’ingresso della clinica transculturale a tutti gli effetti nelle politiche sanitarie in salute mentale.
PROGRAMMA
28 ottobre mattina: Psichiatria e cultura nella storia e nel mondo
Ore 8.30-9.00 Registrazione
9.00-9.30 Interventi delle Autorità e saluto del Presidente
9.30-10.00 Virginia De Micco, Caserta: “Michele Risso e l’attualità del suo pensiero”
La cultura delle classi subalterne italiane emigrate in Svizzera e i loro deliri di sortilegio. (Testo: Sortilegio e delirio di M.Risso e W. Böker, traduzione di V. De Micco, a cura di V. Lanternari, V. De Micco, G. Cardamone. Liguori, Napoli, 1992.)
10.00-10.30 Goffredo Bartocci, WACP: “Storia e nuove frontiere della psichiatria culturale: il panorama internazionale.”
Fondamenti del pensiero su psichiatria e cultura negli studi internazionali L’emergenza delle neuroscienze a supporto dell’embodiment dell’esperienza culturale. (Testo: (a cura di), edizione italiana di W.S. Tseng (2002), Handbook of Cultural Psychiatry, CIC. Ed. Internazionali, Roma 2003).
10.30-11.00 Rosalba Terranova-Cecchini, Fondazione Cecchini Pace- Istituto Transculturale per la Salute: “Storia italiana
della clinica della migrazione: focus sull’Io culturale.”
Lo sviluppo del tema psichiatria e cultura nella clinica dell’immigrazione in Italia: lavoro dell’Io culturale per l’adjustement transculturale. (Testo: P. Inghilleri, R. Terranova-Cecchini, Avanzamenti in psicologia transculturale, Franco Angeli, Milano, 1991).
Coffee Break e Sessione Poster
11.30-12.00 Mariella Pandolfi, Univ.di Montreal: “Dalla sofferenza alla compassione: il labirinto umanitario.”
Biopolitica, biopotere, l’ordine terapeutico e la “nuda vita” degli “Enfermès dehors”: gli immigrati. (Testo: M. Pandolfi,
V. Crapanzano, Passions politiques. Anthropologie et Sociètès, Spec. Iss. 32,3,2008)
12.00-12.30 Alfredo Ancora, ASL Roma B: “L’atto di cura culturalmente sensibile: la formazione degli operatori.”. Sdoganando il nostro pensiero di ricercatori e di terapeuti della multiculturalità; gli insegnamenti dell’altrove degli Altri (Testo: I costruttori di trappole del vento, Franco Angeli, Milano, 2006)
12.30-13.30 Dibattito
Nella pausa pranzo rimarrà aperta la Sessione Poster
28 ottobre pomeriggio – Workshop: teoria, ricerca e dispositivi terapeutici
| 1. Teorie e formazione |
2. Modelli e tecniche |
3. Percorsi di cura e |
4. Servizio pubblico e |
|
| CHAIRMAN | C. Zaiontz, N. Martini |
F. de Cordova, A. Iossa |
E. Riva, M. Aliverti |
E. Re, M. Fontana |
| 14.30-16.00 | C. Zaiont, Studio VenostaM. Da Prato, CeRISC onlus
D. Bruno, Univ. Pavia |
D. Berardi, I. Tarricone, Univ. Bologna G.Hassan, Osp. Fatebenefratelli, Roma Interventi dal pubblico |
E. Riva, Univ. MilanoV. Infante, WACP
F. Casadei, Ce.R.I.S.C. Interventi dal pubblico |
N. Salvi, Osp. Fatebenefratelli, RomaA. Gaddini, ASP Reg. Lazio, E. Re, WAPR Italia
A. Lo Russo, Dip. Dipendenze, Az. Ulss 12, Venezia Interventi dal pubblico |
| 16.00-16.30 |
Break e Sessione Poster |
|||
| 16.30-18.00 | E. Caroppo, Dip.Psichiatria, Az. Asl Rm B, Roma
F.De Marco, DSM Az. ULSS Fr/3, Frosinone N. Martini, AIPsiT Interventi dal pubblico |
S. Carta, Univ., Cagliari A. Tabanelli, Univ., PaviaInterventi dal pubblico | S. Zorzetto, Azienda USL 4 PratoC. Pagani Dip
Psichiatria, Osp. Maggiore Niguarda, Milano Interventi dal pubblico |
A. Costantino, S.C. Neuropsich. Inf., Osp. Maggiore Policlinico, Milano, A. Bassetti, Fondaz. L’Aliante.Marta Castiglioni, Cooperativa Kantara
A. Callari, Ass. Atos Interventi dal pubblico |
29 ottobre sabato mattina: Modelli teorici per il presente e per il futuro
ore 9.00-9.30 Gian Giacomo Rovera, Univ. di Torino: “Il modello di rete e il soggetto transculturale.”
Culture e sottoculture: la complementarità individuo-gruppo-più gruppi-sottogruppi. Lo schema relazionale flessibile per curare per mezzo della cultura (Testo (a cura di): L’approccio transculturale in psichiatria. 1984 Atti del Convegno S.I.P.T., Torino).
9.30-10.00 Clara Gallini, EdM: “Il pensiero di Ernesto De Martino: strutturazione e dramma della presenza umana nel
mondo.”
L’antropologia delle genti subalterne, il rischio della presenza e le apocalissi culturali. L’essere al mondo garantito per ciascuno. (Testo ( a cura di): Ernesto de Martino, La fine del mondo Einaudi 2002, Torino)
10.00-10.30 Roberto Beneduce, Univ.di Torino: “La prospettiva antropologica nella pratica clinica e le premesse di un’etnopsichiatria critica”
L’incontro dell’Altro tra contraddizioni, ambivalenza, legami, memorie, appartenenze. I traumi storici, politici e quelli della vita nomade al centro della parola, del suo ascolto e delle pratiche di cura: verso la differenza riconosciuta. (Testo: Beneduce R., Pulman B., Roudinesco E. Etnopsicoanalisi Bollati Boringhieri, 2005, Torino)
10.30-11.00 Salvatore Inglese, Asl 7, Catanzaro, Giuseppe Cardamone, Usl 9, Grosseto: “La matrice spezzata: istanze
critiche della psicopatologia geoclinica”
L’etnopsichiatria… ha anche un altro compito da svolgere di cui cominciamo appena a prendere davvero coscienza: mettere a punto l’insegnamento e la pratica di una psicoterapia…fondata… sulla percezione corretta della cultura (Devereux G., L’ etnopsichiatria come quadro di riferimento nella ricerca e nella pratica clinica (1952) in: Etnopsichiatria Generale,pag. 113, Armando, Roma, 2007)
11.00-11.20 Coffee Break
11.20-11.50 Maria E. Castiglioni, Fondazione Cecchini Pace, GTTT1, Milano: La prospettiva transculturale nella pratica
clinica
Dagli studiosi non occidentali quali I. Sow all’uomo “singolare-plurale” di Kaës, verso la clinica della disgiunzione conflittuale dei soggetti transculturali quali noi oggi siamo (Testo: Passaggi, n. 17 e n. 18, 2009).
11.50-12.20 V. Berlincioni, Pavia: “Forme di intervento clinico: specificità e universalità dei modelli.”
Lo studio dell’identità basato su movimenti interdisciplinari (tra i numerosi autori gli antropologi Fabietti e Remotti) è
un costrutto essenziale per l’atto di cura e un momento universalmente sensibile della psicoterapia.
12.20-12.50 Dibattito
12.50-13.20 Paolo Inghilleri, Univ. di Milano: “Questo Congresso e il futuro che ci attende.”
La psicologia culturale a supporto delle attuali dinamiche dell’Io: l’artefatto, i memi, il culturotipo nell’esperienza soggettiva, ovvero l’uomo singolare/plurale di Kaes. (Testo: (a cura di) Psicologia culturale, Raffaello Cortina, 2009, Milano)
13.20-13.30 Rosalba Terranova-Cecchini, Saluti del Presidente
Sessione Poster:
Durante tutta la giornata di venerdì 28 sarà aperta una sessione poster, in cui verranno esposti lavori inerenti servizi e/o progetti di clinica transculturale sviluppati sul territorio nazionale, sia in ambito pubblico sia nel privato sociale.
E’ possibile sottoporre il proprio lavoro inviando un abstract a: fondazione@fondazionececchinipace.it entro e non oltre il 1 settembre 2011. L’accettazione dei lavori verrà comunicata entro il 30 settembre. L’accettazione dei poster richiede l’avvenuta iscrizione di almeno uno degli autori entro tale data.
Il poster deve essere di formato cm 70-80 x 100-120. I poster devono essere affissi entro le ore 10,30 e ritirati alla fine della giornata di venerdì.
L’ABSTRACT deve contenere: titolo; autore/i; affiliazione/i; presentazione sintetica del lavoro (teorie di riferimento, osservazioni cliniche, e pensiero originale che ne scaturisce, tipo e numero partecipanti/pazienti, equipe di lavoro,luogo di applicazione, durata, esiti). Max 200 parole.
E’ stato richiesto l’accreditamento ECM per medici e psicologi
§§§§§
Tu lascerai ogni cosa diletta
Più caramente; e questo è quello strale Che l’arco dell’esilio pria saetta.
Tu proverai si come sa di sale
Lo pane altrui, e com’è duro calle
Lo scendere e il salir per l’altrui scale
Dante Alighieri, La Divina Commedia, Paradiso Canto 17°, terzine 55-58 edizione curata da Eugenio Camerini, Società Editrice Sonzogno, 1900, Milano
1
Il Comitato Scientifico
Alfredo Ancora, Coordinatore dell’Unità di Consulenza Familiare e Transculturale della Asl Roma B; professore a contratto di psichiatria transculturale presso l’Università degli Studi di Siena.
Vanna Berlincioni, Università di Pavia, docente di etnopsichiatria al corso di specializzazione in psichiatria; ricercatrice al Laboratorio di Psichiatria-Cultura- Ambiente.
Giuseppe Cardamone, Direttore dell’Unità Funzionale di Salute Mentale Adulti Azienda USL 9 Grosseto; professore a contratto di Psichiatria Transculturale presso l’Università degli Studi di Bergamo.
Paolo Inghilleri, Professore Ordinario di Psicologia Sociale, Direttore del Dipartimento di Geografia e Scienze Umane dell’Ambiente, la Facoltà di Lettere e Filosofia, Università degli Studi di Milano.
Edoardo Re, Fondazione Cecchini Pace, Milano. Segretario per l’Italia della World Association for Psychosocial Rehabilitation. Eleonora Riva, Dipartimento di Geografia e Scienze Umane dell’Ambiente, Università degli Studi di Milano; Fondazione Cecchini-Pace; Associazione Italiana di Psicoterapia Transculturale.
e il Presidente, Professoressa Rosalba Terranova-Cecchini
ringraziano per il Patrocinio: il Collegio dei Dottori della Biblioteca Ambrosiana, Silvio Garattini, Direttore dell’Istituto Mario Negri, Milano, il Direttore Generale dell’Ospedale Sacco, il Comune di Milano, i Rettori delle Università di Milano e Pavia, Nives Martini Presidente della Società Italiana di Psicoterapia Transculturale (SIPsiT), Loris Panzeri Presidente del Gruppo per le Relazioni Transculturali (GRT) ong, il Presidente della Società Italiana di Psicoterapia Medica, Edoardo Re, Segretario della World Association for Psychosocial Rehabilitation (WAPR)-Italia, Goffredo Bartocci, Presidente della World Association of Cultural Psychiatry (WACP) e Presidente della Sezione di Psichiatria Transculturale della Società Italiana di Psichiatria (S.I.P.)
Centro Congressi Fast, Piazzale Morandi 2, 20121 Milano
(da Piazza Cavour in via del Vecchio Politecnico), tel: 02.77790.304-305, fax: 02.782485
| Mezzi pubbliciMetropolitana linea 1 (rossa), fermata Palestro
Metropolitana linea 3 (gialla), fermata Turati o Montenapoleone Bus 94 e 61 fermata Cavour Tram 1 e 2 fermata Cavour Raggiungibile da: - Stazione Centrale (Km. 1) tram linea 1 (Greco-Castelli) da via Vitruvio. - Stazione Cadorna (Km. 2) tram linea 1(Castelli-Greco) da Foro Bonaparte. - Aereoporto Milano Linate (8 Km) linea ATM 73 e X/73 o linee autobus aereoportuali, fino alla Stazione Centrale. - Aereoporto Milano Malpensa (49 Km) treno Malpensa Express fino alla Stazioni Cadorna o Centrale; diverse lineee autobus aereoportuali fino alla Stazioni Cadorna o Centrale |
Segreteria di Presidenza: sig.ra Pinuccia Pala, fondazione@fondazionececchinipace.it (nei due giorni del Congresso: 340.8343447)
Segreteria Scientifica: Dott. Edoardo Re, Dott.ssa Eleonora Riva, Dott.ssa Simona Ponzini,
segreteriacorso@fondazionececchinipace.it
Informazioni in loco: al Banco Iscrizioni e Fondazione Cecchini Pace, al Banco AIPsiT e al Banco GRT
Librerie e editori presenti: Aleph, Azalai, Franco Angeli.
|
Fondazione Cecchini Pace |
1° Congresso Nazionale
“PSICHIATRIA E CULTURA NELL’ITALIA MULTIETNICA”
28 e 29 OTTOBRE 2011
SCHEDA DI ISCRIZIONE
da compilare e inviare a fondazione@fondazionececchinipace.it o via fax 02.58311389
scaricabile in formato word dal sito : www.fondazionececchinipace.it
Cognome …………………………………………………………………………………………………………….
Nome …………………………………………………………………………………………………………………
Data e luogo di nascita ………………………………………………………………………. (prov.) ………..
C.F ………………………………………………….. P. IVA………………………
Professione…………………………………………………………………………………………………………..
Indirizzo …………………………..
Città…………………………………………………………………………………… (prov.)………………………
CAP………………… Tel………………………………………. Cell. ………………………………………………
Fax E-mail ………………
Indicare una sessione preferenziale (le sessioni verranno riempite in ordine di arrivo delle iscrizioni)
□ Teorie e formazione □ Modelli e tecniche di ricerca
□ Percorsi di cura e clinica nei servizi □ Servizio pubblico e rete del privato sociale
Quota di partecipazione: (barrare)
Entro il 10 settembre 2011 Dopo il 10 settembre 2011
□ € 150,00= medici □ € 200,00= medici
□ € 100,00= psicologi □ € 150,00= psicologi
□ € 70,00= altre professioni □ € 100,00= altre professioni
□ € 30,00= studenti □ € 50,00= studenti
□ utenti e loro familiari (gratuito) □ utenti e loro familiari (gratuito)
L’Ammissione avverrà fino ad esaurimento posti, verranno considerate solo le richieste di iscrizione complete di scheda e versamento della quota di iscrizione.
Versamento a mezzo:
□ conto corrente postale ccp. 30065205 intestato a Fondazione Cecchini Pace
□ bonifico bancario presso la Cariparma Crèdit Agricole, fil.339, via Molino delle Armi 23, 20123 Milano -IBAN IT21E0623009487000046269742
(si allega copia del pagamento effettuato)
Causale: Congresso nazionale del 28-29 ottobre 2011
Data………………………… Firma…………………………………………
ATTENZIONE
TUTELA DELLA PRIVACY D.lgs. 196/2003: tutela delle persone e di altri soggetti rispetto al trattamento di dati personali. Le informazioni da Lei fornite verranno da noi registrate e custodite elettronicamente ed utilizzate al solo scopo di promuovere l’informazione e la raccolta fondi a favore delle attività della Fondazione. I dati che la riguardano verranno conservati con la massima riservatezza e non verranno divulgati senza il suo consenso. Lei può in ogni momento verificarli e chiederne la variazione, l’integrazione ed anche l’eventuale cancellazione, rivolgendosi alla Segreteria della Fondazione Cecchini Pace, via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano.
Gran Bretagna: 17,000 donne, queste le stime dell’Association of Chief Police Officers, vittime ogni anno di violenze “d’onore” e 8.000 costrette ad accettare “forced marriage” (secondo una ricerca condotta dal Dipartimento per l’Educazione britannico)
Pubblicato: 12 luglio 2011 Filed under: islamismo, Migrazioni, Regno Unito, religioni Lascia un commento »La Gran Bretagna alza la testa e dopo anni di asservimento alla causa del multiculturalismo potrebbe dire ‘no’ ai matrimoni forzati. 17,000 donne, queste le stime dell’Association of Chief Police Officers, vittime ogni anno di violenze “d’onore” e 8.000 costrette ad accettare “forced marriage” (secondo una ricerca condotta dal Dipartimento per l’Educazione britannico) sono troppe – e pare si tratti, secondo i detective inglesi, solo della “punta dell’iceberg” – per continuare a chiudere gli occhi di fronte a un fenomeno che potrebbe essere definito un vero e proprio reato.
Specie in un contesto in cui molti paesi europei, Germania e (per l’appunto) Inghilterra, hanno dichiarato il crollo del modello “multikulti” e la conseguente volontà di “voltare pagina”, come dichiarato dallo stesso premier inglese David Cameron, sulle politiche fallite del paese.
Pare che il numero reale del fenomeno dei matrimoni forzati, diffusi soprattutto tra gli immigrati musulmani dell’Asia meridionale, del Medio Oriente e Africa settentrionale e occidentale, sia nella realtà ancora più alto perché molte vittime hanno paura di farsi avanti e denunciare. Nel 2010 1.735 vittime – tra cui bambine di 13 anni e donne con disabilità fisiche e mentali – hanno cercato l’aiuto nel Forced Marriage Unit, un’agenzia speciale istituita dal governo britannico. Una cifra spaventosa.
Un altro studio intitolato A Statistical Study to Estimate the Prevalence of Female Genital Mutilation in England and Wales rileva che oltre 65.000 donne in Gran Bretagna hanno subito mutilazioni genitali come condizione prematrimoniale, e almeno 15.000 ragazze di età inferiore ai 15 anni rischiano di essere sottoposte a questa pratica. E anche se questa è vietata nel Regno Unito dal Female Genital Mutilation Act del 2003, fino ad oggi nessuno è stato di fatto processato per questo reato. Tanto più che, secondo un sondaggio della BBC, un giovane asiatico britannico su dieci ritiene che gli omicidi d’onore possano essere giustificati.
da La Gran Bretagna alza la testa e dice ‘no’ ai matrimoni forzati | l’Occidentale.
1° Congresso nazionale “Psichiatria e Cultura nell’Italia multietnica”
Pubblicato: 24 giugno 2011 Filed under: CONVEGNI, INCONTRI, FESTIVAL, Culture, Migrazioni, Milano, Salute mentale, Servizi psichiatrici Lascia un commento »programma del 1°Congresso Nazionale:
“PSICHIATRIA E CULTURA NELL’ITALIA MULTIETNICA“
Nel trentesimo anniversario dalla scomparsa di Michele Risso
Centro Congressi FAST, Milano
28 e 29 ottobre 2011
Vengono convocati – per la prima volta a livello nazionale – gli operatori della salute mentale multiculturale, sia degli utenti immigrati che delle varie culture italiane, per evidenziare la linea di pensiero della pratica italiana in questo campo. L’obiettivo è il confronto, la riflessione, l’individuazione di un pensiero scientifico “forte” e condiviso.
Vi preghiamo di voler contribuire a diffondere questa importante iniziativa, un’opportunità di partecipazione per tutti gli operatori del settore, attraverso i vs. canali d’informazione.
Vi ringraziamo per l’attenzione, cordiali saluti,
Prof. Rosalba Terranova-Cecchini
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Prof. Rosalba Terranova-Cecchini
Premio Milano Donna 2009, Comune di Milano.
Libero Docente in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali
Presidente della Fondazione Cecchini Pace
Direttore del Corso di Specializzazione in Psicoterapia transculturale
via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano
Asia Bibi, la fede nell’inferno del carcere. Un libro racconta la sua storia
Pubblicato: 22 giugno 2011 Filed under: islamismo, religioni Lascia un commento »“Ho bisogno di voi”: è l’appello di Asia Bibi, pakistana di 45 anni, madre di cinque figli, cristiana, condannata a morte per impiccagione con l’accusa di blasfemia. La donna attende ora il processo di appello presso l’Alta Corte di Lahore. Da due anni in prigione, è lei stessa a raccontare la sua storia nel libro, uscito in questi giorni ed edito da Mondadori, “Blasfema. Condannata a morte per un sorso d’acqua”. Scritto con la giornalista francese Anne-Isabelle Tollet, il testo ripercorre la sua drammatica vicenda, fatta di momenti di disperazione ma anche di fede e di attimi di gioia, come quando ebbe la notizia dell’appello del Papa per la sua liberazione. Il servizio è di Debora Donnini:
“Vi scrivo dal fondo del mio carcere, a Sheikhupura, in Pakistan, dove sto vivendo i miei ultimi giorni. Forse le mie ultime ore. Così ha deciso il tribunale che mi ha condannata a morte. Ho paura”. Questo grido di dolore è l’incipit del libro “Blasfema”, dove Asia Bibi ricostruisce la sua vicenda. Quella di una donna cristiana, analfabeta, una contadina di un piccolo villaggio del Punjab. Una donna che non ha mai ucciso o rubato eppure è stata condannata a morte. L’accusa: blasfemia, nella quale rientra l’offesa in qualche modo al Corano o a Maometto. Sono innocente, rispetto il profeta – dice Asia – ma in Pakistan con l’accusa di blasfemia “si può togliere di mezzo chiunque, quali che siano il suo credo religioso o le sue idee”. “Secondo i giornalisti, dieci milioni di pakistani sarebbero pronti a uccidermi con le loro mani”, racconta e un mullah ha promesso a chi la ucciderà 500 mila rupie: una fortuna in Pakistan. Le vittime dell’accusa sono i musulmani stessi, non sono solo i cristiani, gli indù e i seguaci di una setta non riconosciuta dal governo come musulmana, gli ahmadi.
“Le lacrime sono le mie compagne di cella”, racconta Asia che da due anni si trova in carcere, lontano dal suo amatissimo marito e dai suoi cinque figli. Tutto inizia un giorno d’estate, con 45 gradi: da una domenica di lavoro nei campi per 250 rupie e dal desiderio di bere un po’ d’acqua da un pozzo. Alcune donne dicono che così ha contaminato l’acqua, in quanto cristiana. Quindi nasce una discussione nella quale Asia Bibi viene accusata di blasfemia. La situazione precipita. Asia viene incarcerata. Arrivano gli oltraggi e le umiliazioni nella cella sporca e buia e la consapevolezza che né lei né la sua famiglia avrà più pace. Un calvario spezzato da attimi di gioia, come quando le raccontano dell’appello che Benedetto XVI ha fatto per lei all’udienza generale del 17 novembre 2010: “Chiedo – disse il Papa – che, al più presto, le sia restituita la piena libertà”. O come quando vanno a farle visita in carcere il governatore del Punjab, la regione dove abita, Salman Taseer, e Shahbaz Bhatti, cattolico, ministro per le Minoranze religiose, che vive il suo impegno come una testimonianza della fede in Cristo. Entrambi si sono battuti per la sua liberazione e si sono opposti alla legge sulla blasfemia. Per questo hanno pagato con la vita: uccisi nei primi mesi del 2011. “Un musulmano e un cristiano, che versano il loro sangue per la stessa causa: forse in questo c’è un messaggio di speranza”, dice Asia. La sensazione dopo questi eventi è di essere perduta, ma il suo avvocato le ricorda che c’è ancoraPaul Bhatti, il fratello di Shahbaz, che ha deciso di continuare la sua battaglia ed è diventato consigliere speciale del primo ministro del Pakistan per gli Affari delle minoranze religiose. A lui abbiamo chiesto cosa si sta facendo per Asia Bibi in questo momento:
“Ci stiamo muovendo indirettamente o attraverso il governo. Abbiamo seguito la sua famiglia, che è chiaramente un po’ nascosta. Quello che ora stiamo facendo, lo stiamo facendo con le forze diplomatiche, in modo tale che questo, diciamo, non ci esponga ad ulteriori rischi e, quindi, per cercare di liberarla in maniera più mite: senza creare problemi. Noi, insieme a tanti altri politici e insieme anche alle persone che la pensano alla stessa maniera, stiamo facendo la nostra parte per Asia Bibi”.
“Supplico la Vergine Maria di aiutarmi a sopportare un altro minuto senza i miei figli”. Il suo è, infatti, soprattutto un libro di un combattimento nella fede, racconta di una donna che continua ad avere fiducia nell’amore di Dio, sapendo di essere un innocente. A volte subentra la disperazione ma poi la certezza: “Se oggi, nonostante tutto, sono ancora viva, certamente non è per caso, ma perché Dio mi ha affidato una missione”. Ma Asia Bibi, con i suoi grandi occhi neri, chiede qualcosa, a tutti i lettori: “Fate sapere quello che mi è capitato… Ho bisogno di voi! Salvatemi!”.
da RADIO VATICANA: Asia Bibi, la fede nell’inferno del carcere. Un libro racconta la sua storia.
Farah Hatim, la ragazza cattolica costretta a convertirsi all’islam. Mons. Tomasi: tutelare le minoranze
Pubblicato: 22 giugno 2011 Filed under: islamismo, religioni Lascia un commento »Angoscia e inquietudine continuano ad animare la comunità cristiana del Pakistan per la sorte di Farah Hatim, la ragazza cattolica rapita nel sud Punjab, costretta a sposare un uomo musulmano e a convertirsi all’islam. Con il passare dei giorni è cresciuta la pressione della società civile e della comunità internazionale. La Chiesa pakistana è in prima linea nel chiederne la liberazione con la Commissione “Giustizia e Pace”, che sta ultimando la sua indagine sul caso. Mons. Silvano Tomasi, osservatore permanente della Santa Sede presso l’Ufficio Onu di Ginevra, ha auspicato un intervento dell’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani. L’opinione del presule al microfono di Marco Guerra:
R. – Il primo passo da fare è avere i dati precisi e le informazioni sicure su questa situazione, perché finora nessuno è riuscito a parlare con questa ragazza. C’è perciò bisogno di provvedere un meccanismo che permetta in questi casi di sequestro, di forzatura, di abbandono della propria fede di poter avere degli avvocati o dei rappresentanti dello Stato o persone della famiglia per poter parlare direttamente con le ragazze e sapere esattamente come stanno le cose. Secondo: penso che tutto il sistema educativo deve portare al rispetto delle persone, anche se sono minoritarie nella loro cultura o nella loro fede. Terzo, penso che sia importante che il sistema giudiziario in questi Paesi non ignori le minoranze, ma risponda non tanto alle pressioni di persone influenti, quando alle esigenze del rispetto dei diritti umani fondamentali di ogni persona.
D. – Come lei ha accennato, su questo caso si riapre la questione del sistema giudiziario pakistano e anche, direi, della legge sulla blasfemia…
R. – Sia in Pakistan che fuori, da parte di persone musulmane o cristiane, si è d’accordo che l’attuale legge sulla blasfemia non funziona: è solo usata come strumento di persecuzione per alcune persone o come abuso di potere o come scusa per sistemare problemi di altro genere, che non hanno niente a che vedere con la religione. Per cui l’urgenza è modificare ed abolire questo tipo di legge, in modo che la libertà religiosa possa essere praticata con serenità da parte di tutti. E’ un cammino difficile, perché in questo momento – certo – la maggioranza e l’opinione pubblica è particolarmente suscettibile a non accettare alcuna modifica di questa legge. Lentamente, però, bisognerà educare e camminare in questa direzione.
D. – In molti casi, dietro a questo fenomeno, troviamo persino minori rapiti e costretti in stato di schiavitù. Questo è stato più volte denunciato in Pakistan, dove spesso le giovani vittime appartengono alla minoranza cristiana…
R. – Sta avvenendo da anni che delle ragazze cristiane vengano costrette a sposare ragazzi musulmani e – in questo procedimento – obbligate a rinunciare alla loro fede contro la loro volontà e forzate a confessare la fede islamica. Sono circa 700 le ragazze che, ogni anno, vengono sottoposte a questo tipo di conversioni forzate. (mg)
Laurea Magistrale Honoris Causa in Scienze Pedagogiche a Virginio Colmegna, 1. presentazione di Duccio Demetrio; 2. Lectio Doctoralis di Don Virginio Colmegna
Pubblicato: 14 giugno 2011 Filed under: Culture politiche, Educazione e formazione, italiani, Laurea Sc. pedag., religioni, Servizi educativi Lascia un commento »
Motori di ricerca e religioni monoteiste
Pubblicato: 8 giugno 2011 Filed under: Culture, religioni, WEB 2.0 Lascia un commento »Come in tutti gli ambiti dove esiste concorrenza un prodotto funziona se offre qualcosa di diversoo prestazioni migliori degli altri. Dato che le prestazioni di Google sono probabilmente le migliori in quanto a completezza, occorre fornire qualcosa di diverso. È sicuramente quello che fanno i motori di ricerca “religiosi”. Jewogle è specializzato in servizi per ebrei. La grafica è una parodia di Google, una sorta di via di mezzo tra un motore di ricerca e una wikipedia ebraica. Si trovano informazioni sull’ebraismo e sugli ebrei nel mondo, oltre a un indice di ristoranti kosher. Ha anche una sezione news, che a differenza di Google News (dove si inserisce una parola e si cercano risultati recenti legati a quella parola), funziona come una sorta di sito di informazioni su tematiche ebraiche.
Servizio simile è Imhalal.com, per i musulmani, che esclude tutto ciò che è contrario alla Sharia,mentre Seekfind è quello dei Cristiano-evangelici. Il nome viene da un versetto del Vangelo di Matteo (il 7,7):Ask and it will be given to you; seek and you will find (chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete). Nonostante le diversità nelle tre religioni monoteiste, i tre siti hanno in comune l’esclusione di risultati moralmente inaccettabili.
da: VoceArancio » Blog Archive » Google, e non solo.
Presenza di rom e sinti nei paesi europei
Pubblicato: 19 maggio 2011 Filed under: Rom e Sinti Lascia un commento »|
La mappa mostra la presenza in valore assoluto di individui di etnia rom e sinti nell’Unione Europea al 2010. Tale valore deriva da stime svolte dal Consiglio d’Europa. Al 2010 possiamo subito notare come esista una zona a più alta presenza di tali gruppi ed una a bassa o nulla presenza tzigana.
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Inclusione dei rom, conferenza finale del progetto + Respect coordinato da Cittalia-Anci
Pubblicato: 19 maggio 2011 Filed under: Rom e Sinti Lascia un commento »
Le strategie locali per favorire l’inclusione abitativa e la partecipazione dei rom sono state al centro della conferenza finale del progetto + Respect, organizzata presso la sede della Provincia di Roma di Palazzo Valentini da Cittalia-ANCI Ricerche, capofila del progetto.
Rom e Sinti, le esperienze italiane di uscita dai campi
Pubblicato: 19 maggio 2011 Filed under: Rom e Sinti Lascia un commento »
Lo scontro sulle strategie di inclusione e accoglienza dei rom a Roma ha riacceso il dibattito sulla precarietà delle condizioni abitative in cui vive la maggioranza dei rom e sinti in Italia ma in tutto il paese non mancano le esperienze di superamento del sistema dei campi nomadi, inadatti a garantire un effettivo miglioramento delle condizioni di vita di coloro che vi risiedono stabilmente da tempo.

![[ Le trasformazioni dei servizi sociali ]](http://polser.files.wordpress.com/2012/02/copertina-edelstein.jpg?w=640)








