Category Archives: CULTURE

RAZZISMO: la definizione oggettiva


il termine RAZZISMO è da riferire alla seguente definizione oggettiva:

ricondurre il comportamento dell’individuo alla razza cui cui esso appartiene e indurre alla credenza della superiorità di una razza rispetto alle altre

dal Dizionario di politica diretto da Norberto Bobbio, Nicola Matteucci, Gianfranco Pasquino,Utet

 

Pertanto informare, denunciare, prendere le distanze, combattere comportamenti che sono del tutto estranei ai criteri di convivenza corrispondenti ai livelli raggiunti dalla civiltà dei diritti (libertà, rispetto degli esseri viventi, eguaglianza) non è razzismo.

Maometto il profeta di dio…chi era veramente – da Bubblews


vai a: Maometto il profeta di dio…chi era veramente – Bubblews.

Eurabia e medioevo prossimo venturo: gli obiettivi degli islamisti


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10.08.2014 E’ il Califfato l’obiettivo delle guerre islamiste
di Ugo Volli

Testata: Shalom
Data: 10 agosto 2014
Pagina: 14
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Tante guerre un solo obbiettivo: dall’Himalaya all’Oceano Atlantico creare un grande Califfato islamico»

 

Riprendiamo da SHALOM di luglio-agosto 2014, a pagg. 14-15, l’articolo di Ugo Volli dal titolo “Tante guerre un solo obbiettivo: dall’Himalaya all’Oceano Atlantico creare un grande Califfato islamico “:http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=157&sez=120&id=54763

Il califfato è una forma di governo, a capo della quale si trova il califfo. Il termine proviene dall’in arabo: خلافة (khilāfa), che significa “successione”, “luogotenenza” e si riferisce al sistema di governo adottato dal primissimo Islam, il giorno stesso della morte di Maometto e intende rappresentare l’unità politica dei musulmani, ovvero la Umma.

 

Come se fosse la prima volta che gli arabi tentano di costituire una “Grande Siria” dall’Iraq fino a Israele, passando per Siria Libano e Giordania. In realtà ci provarono appena sollevati dal giogo turco durante la prima guerra mondiale, spinti anche dalla Gran Bretagna (era il piano di Lawrence d’Arabia, che Londra continuò a perseguire prima in funzione antifrancese e poi antisraeliana fino agli anni Cinquanta). Quell’ ʿIzz al-Dīn al-Qassām da cui prendono nome le “brigate” terroriste di Hamas e anche i razzi che usano contro i civili israeliani, per esempio, era un terrorista di origini siriane, formato religiosamente in Egitto e militarmente nell’esercito turco, che sostenne la guerra contro l’Italia in Libia, poi combatté contro i francesi in Libano, partecipò alle stragi contro gli ebrei del mandato britannico e fu ucciso dagli inglesi a Jenin negli anni Trenta. I percorsi sono gli stessi, solo con un notevole ampliamento fino all’Himalaya da un lato e all’Oceano Atlantico dall’altro. Uguale è l’ideologia, la crudeltà dei metodi di lotta, il fanatismo, l’odio per i non musulmani. Uguali le linee strategiche, spesso anche le basi e gli avversari.

l’idea che nei musei si debba cambiare il concetto di “biglietto singolo” trasformandolo in un “abbonamento annuale”, Lettera aperta di Livia Cornaggia del Museo Tattile a Philippe Daverio , da Press-IN


Se il museo avesse un biglietto annuale?

Lettera aperta di Livia Cornaggia del Museo Tattile a Philippe Daverio 

Gentile Professor Daverio,
ieri sera ero una delle oltre 600 persone che si trovavano al teatro Fraschini di Pavia per ascoltare la sua conferenza. Al di là di condividere sostanzialmente tutte le riflessioni che lei ha fatto nel corso della serata e di ritenere che sia stata una straordinaria opportunità per tutti noi presenti per imparare da lei come si dovrebbe parlare e ‘pensare’ in materia di arte, di urbanistica, di gestione museale, ecc. credo che l’elemento sul quale riflettere sia lo spunto che lei ha dato in merito a come si dovrebbe permettere ai visitatori di accedere ad un museo. 
Suggerendo l’idea che nei musei si debba cambiare il concetto di “biglietto singolo” trasformandolo in un “abbonamento annuale” che permetta al visitatore di tornare tutte le volte che vuole, non solo si aprirebbe la strada ad una fruizione più approfondita e ‘sensata’ delle opere che sono contenute nei musei italiani, ma soprattutto si creerebbero le condizioni perché i musei venissero vissuti come degli spazi ‘amichevoli’, da frequentare come si trattasse di una casa di amici, tali da dar vita a delle conversazioni del tipo: “Senti, ti va oggi pomeriggio di venire a fare un salto con me al Poldi Pezzoli? Ho voglia di andare a trovare il ritratto di giovane dama del Pollaiolo…”. Parlo per esperienza quasi diretta. Tre anni e mezzo fa, insieme ad altri due soci, ho creato il Museo Tattile Varese, un esempio per adesso unico di conservazione di modelli tattili in legno a prevalente soggetto artistico ed architettonico. Quando abbiamo avuto questa idea, tutti ci hanno detto che pensare di realizzare un progetto così a Varese era da perfetti visionari. Visionari lo saremo anche stati, ma il Museo Tattile Varese (grazie anche ad una amministrazione comunale che ha talmente creduto nella nostra ‘visionarietà’ da metterci a disposizione una sede straordinaria) )esiste da 3 anni, viene visitato da più o meno 3000 persone all’anno e ha ospitato altrettanti bambini che hanno partecipato ai laboratori museali. E nel nostro museo – e qui torniamo al punto – le persone ritornano. E ritornano più volte, magari da sole, magari in compagnia, magari per vedere qualcosa che sembra loro di non avere visto bene….e quando qualcuno ritorna non viene penalizzato con un nuovo biglietto, in genere lo ringraziamo, semmai.

Insomma, da questo spunto che lei ieri sera ci ha dato, faccio io a lei una proposta: perché non pensa di creare una ‘rete’ di musei che siano disposti ad avere ‘visitatori annuali’ e non visitatori usa-e-getta? Probabilmente all’inizio aderirebbero a questa “rete museale” solo i musei piccolini, oppure quelli un po’ ‘strani’ come il nostro, ma poi sono convinta che arriverebbero anche i ‘grandi’, cioè anche quei musei che per eccesso di storia e di bellezza si portano appresso anche un po’ di spocchia.

da Press-IN.

Rawan, sposa bambina in Yemen, Muore a 8 anni, durante la prima notte di matrimonio per emorragia interna


ISLAMICI/CULTURA DELLA FAMIGLIA:

Si chiamava Rawan, viveva ad Al Hardh, regione nord orientale dello Yemen al confine con l’Arabia Saudita ed aveva 8 anni, di più non sappiamo. Ha perso la vita durante la prima notte di matrimonio con uno sposo la cui età era cinque volte la sua, a causa di un’emorragia interna, secondo alcuni attivisti.

Gli attivisti stanno chiedendo che lo sposo, che dovrebbe avere intorno ai 40 anni, e la famiglia della bambina, vengano arrestati e portati a giudizio. Purtroppo non è il primo caso e anzi ricorda un’altra storia recente, simile in tutto se non per l’età della vittima, Ilham, che in questo caso era una tredicenne. Mentre nel 2010, una bimba di 12 anni è morta durante il travaglio del parto.

da Rawan, sposa bambina in Yemen, Muore a 8 anni, durante la prima notte di matrimonio

VAI ANCHE A: http://attivissimo.blogspot.it/2013/09/antibufala-la-sposa-di-8-anni-morta.html

Svezia, una scuola, nella civilissima Svezia che ha appena eletto la prima eurodeputata femminista e rom, in cui tutte le bambine di una classe sono state sottoposte alla mutilazione genitale. Per 28 di queste piccole la mutilazione è avvenuta nella sua forma peggiore: l’infibulazione | da Blitz quotidiano


C’è una scuola, nella civilissima Svezia che ha appena eletto la prima eurodeputata femminista e rom, in cui tutte le bambine di una classe sono state sottoposte alla mutilazione genitale. Per 28 di queste piccole la mutilazione è avvenuta nella sua forma peggiore: l’infibulazione, con asportazione della clitoride e delle grandi labbra e la cucitura quasi totale della vulva, in modo da rendere molto dolorosi i rapporti sessuali.

A scoprirlo sono stati i servizi sanitari di Norrköping, città di 80 mila abitanti della Svezia orientale: durante i colloqui periodici con le studentesse è venuto fuori che 60 bambine tra i 4 e i 14 anni hanno subito queste mutilazioni, e la metà di loro frequenta la stessa classe.

Nella Svezia meta di migranti da tutto il mondo, la pratica è vietata dal 1982: chi trasgredisce rischia dai quattro e i dieci anni di carcere. E dal 1999 è reato anche quando viene praticata quando icittadini svedesi sono in altri Paesi. E’ frequente che gli immigrati africani sottopongano le proprie figlie a questa menomazione quando tornano nei propri Paesi d’origine, magari durante le vacanze. Le conseguenze sono pesanti: gravi infezioni, disturbi psichici, sterilità, crampi e il piacere sessuale annientato.

Secondo le stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità sono 125 milioni le bambine e le donne che sono state sottoposte a mutilazioni genitali femminili nei 29 Paesi di Africa e Medio Oriente, dove questa pratica è più frequente. L’età più frequente in cui avvengono le mutilazioni è sotto i 15 anni.

da Svezia, in una scuola 60 bambine sottoposte a mutilazione genitale femminile | Blitz quotidiano.

India, un’altra ragazza impiccata Donna resiste a stupro: uccisa – Corriere.it


India, un’altra ragazza impiccata Donna resiste a stupro: uccisa – Corriere.it.

Ilaria Simonelli, Maria Giovanna Caccialupi, Le mutilazioni genitali femminili. Rappresentazioni sociali e approcci sociosanitari, “i Quid” n.11, Prospettive Sociali e Sanitarie, 2014 | da Scambi di Prospettive


Ilaria Simonelli, Maria Giovanna Caccialupi, Le mutiliazioni genitali femminili. Rappresentazioni sociali e approcci sociosanitari, “i Quid” n.11, Prospettive Sociali e Sanitarie, 2014.

vai a:  Le mutiliazioni genitali femminili | in Scambi di Prospettive.

 

immagini e foto di Mutilazioni genitali femminili

BARNARD Alan , Antropologia sociale delle origini umane, Il Mulino, 2014


A. BARNARD

Antropologia sociale delle origini umane

Collana “Saggi”

pp. 264, € 25,00
978-88-15-25104-6
anno di pubblicazione 2014

in libreria dal 13/03/2014

Copertina 25104


Proprio perché l’essere umano nasce quale animale sociale, la ricostruzione delle sue origini non può prescindere dal contributo di una scienza come l’antropologia sociale. Le conoscenze che questa disciplina ha accumulato sui diversi tipi di società sono essenziali per comprendere appieno le prime forme di produzione e scambio, la conquista di manufatti e tecnologie, le strutture della famiglia e della parentela, l’origine del linguaggio e dell’arte, dei rituali e delle credenze. Attraverso una limpida esposizione, l’antropologia sociale e culturale ritrova voce in questo saggio nell’esuberante dialogo tra le discipline – archeologia, paletnologia, linguistica, genetica – che studiano l’affascinante vicenda dell’evoluzione umana.

Alan Barnard è docente di Antropologia nell’Università di Edimburgo. Con J. Spencer ha curato l’«Encyclopedia of Social and Cultural Anthropology» (1996). Il Mulino ha pubblicato la sua «Storia del pensiero antropologico» (2001).

Volumi – A. BARNARD, Antropologia sociale delle origini umane.

Domenico Quirico, Pierre Piccinin Da Prata, IL PAESE DEL MALE. 152 giorni in ostaggio in Siria, Neri Pozza, 2014


Originally posted on Paolo del 1948:

Gli islamici

Per ricordare che la cultura di sinistra (Rifondazione comunista, Comunisti italiani, Sel, centri sociali, no tav; …

non hanno mai capito il segno delle torri gemelle di New York e hanno sempre sostenuto le “ragioni” dell’islamismo radicale.

Sono reduci della rivoluzione d’ottobre e alla ricerca dl “nuovo proletariato” per ripetere il secolo breve dl quale hanno nostalgia
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Un approccio transculturale al cittadino globale: teorie e strumenti per la relazione di cura, Ciclo di Seminari Transculturali, Milano


per il 2014 proponiamo come evento aperto a tutti gli operatori del territorio, il ciclo di Seminari con ECM:

 

“Un approccio transculturale al cittadino globale: teorie e strumenti per la relazione di cura”

Abbiamo chiesto l’accreditamento per  l’evento con ECM per psicologi, psicoterapeuti, medici psichiatri, educatori professionali e infermieri e Crediti formativi per gli Assistenti sociali: siamo riusciti a proporre un buon numero di crediti ad un costo davvero competitivo, in modo da rimanere attrattivi sia come costi sia come qualità dell’offerta e permettere così al maggior numero di persone interessate di iscriversi.

Si tratta di una vera novità per noi e vi chiediamo un aiuto nel diffondere l’iniziativa  ai vostri colleghi e nei  Servizi di cui fate parte, con diffusione ove lo riteniate necessario anche personalizzata.

Non esitate a chiamarci per ogni ulteriore informazione, alleghiamo depliant e scheda di iscrizione.

Cordialmente,

Rosalba Terranova-Cecchini

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Prof. Rosalba Terranova-Cecchini

 

Premio Minerva 2013, per l’Impegno sociale.

Premio Milano Donna 2009, Comune di Milano.

Libero Docente in Clinica delle Malattie Nervose e Mentali

Presidente emerito della Fondazione Cecchini Pace

Direttore del Corso di Specializzazione in Psicoterapia transculturale

 

via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano

tel.02.58310299 – fax 02.58311389

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La religione cattolica e le nuove forme della famiglia e della sessualità: questionario per il sinodo del 2014


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Ogni giorno 20mila bambine diventano mamme: Una su quattro è ancora adolescente


Il rapporto dell’Onu

Ogni giorno 20mila bambine diventano mamme

Una su quattro è ancora adolescente, mentre la maggior parte proviene da Paesi in via di sviluppo. Le cifre nel rapporto del Fondo delle Nazioni Unite per la popolazione (Unfpa)Ogni giorno 20mila bambine diventano mamme.

Tim Spector, Uguali ma diversi: quello che i nostri geni non controllano, Bollati Boringhieri


Tim Spector

         Uguali ma diversi

Quello che i nostri geni non controllano

 

In libreria 24 ottobre

 

 

 

 

Le scelte quotidiane che facciamo e quelle che hanno fatto i nostri antenati si fondono coi geni che abbiamo ereditato e ci plasmano come individui. Non solo la genetica, quindi, ma anche qualcosa che sta «a fianco» della genetica – l’epigenetica – concorre a determinare chi siamo veramente.

 

 

Cosa ci rende così diversi dai nostri fratelli (anche se sono gemelli identici)? Perché votiamo un certo partito, restiamo fedeli ai nostri partner, crediamo in Dio, amiamo l’insalata, siamo eterosessuali, sviluppiamo una forma di depressione, amiamo lo sport o mettiamo su peso? Attraverso il più grande studio mai fatto sui gemelli identici, in corso da oltre vent’anni, Tim Spector ci svela che niente è predestinato. Non siamo solo organi e cellule controllati dai nostri geni, ma menti e corpi molto plastici, dinamici, in continuo divenire, guidati da processi non ancora del tutto chiariti ma sui quali si inizia a fare luce. Ciò che ci rende unici non è dovuto al caso o al destino, ma a meccanismi più complessi, che Spector espone con chiarezza e verve.

 

Tim Spector è professore di Epidemiologia Genetica al King’s College di Londra. Nel 1993 ha istituito il Registro dei gemelli del Regno Unito, il più grande al mondo, che dirige a tutt’oggi. Ha al suo attivo oltre 500 pubblicazioni accademiche ed è apparso in numerosi documentari televisivi.

clandestìno, La parola è tratta da: lo Zingarelli 2014 Vocabolario della lingua italiana di Nicola Zingarelli Zanichelli editore


La parola di oggi è: clandestino / clandestinità

La parola del giorno dello Zingarelli e la sua pronuncia sono disponibili all’indirizzo http://dizionari.zanichellipro.it/parola-del-giorno/

Sillabazione: clan–de–stì–no
clandestìno / klandesˈtino/
[fr. clandestin, dal lat. clandestīnu(m), da clăm ‘di nascosto’  1476]
A agg.
1 che si fa in segreto, spec. in violazione di leggi, divieti e sim.contratto clandestino;matrimonio clandestinopubblicazione clandestinabisca clandestina | movimento clandestino, gruppo di azione politica clandestino | lotto clandestino, gioco del lotto tenuto da un privato, ma regolato sul lotto pubblico | coppia clandestina, che si incontra in segreto per nascondere ad altri la propria relazione amorosa
2 che vive e opera nascostamente, in modo occulto: combattente clandestinoorganizzazione clandestina | che è entrato e vive in un Paese in modo illegale: immigrato, lavoratore clandestini
|| clandestinaménte, avv.
B s. m. (f. -a)
1 passeggero imbarcato nascostamente su nave o aereo: c’è un clandestino a bordo | (est.) chi viaggia senza pagare il biglietto
2 militante in un’organizzazione politica che opera in modo segreto, occulto
3 immigrato clandestino: sanatoria per i clandestini
SFUMATURE illegale

Sillabazione: clan–de–sti–ni–tà
clandestinità / klandestiniˈta*/
[1832]
s. f. inv.
 condizione di chi (o di ciò che) è clandestino

La parola è tratta da:
lo Zingarelli 2014
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli
Zanichelli editore

STRANIERI A SCUOLA: GUARDIAMO IN FACCIA I PROBLEMI, di Andrea Ichino, settembre 2013


STRANIERI A SCUOLA: GUARDIAMO IN FACCIA I PROBLEMI
I dati mostrano che l’inserimento di un immigrato ha per lo più l’effetto temporaneo di un rallentamento dell’attività didattica. 

Perché questo effetto possa essere neutralizzato occorre non rifiutarne l’esistenza, ma al contrario discuterne apertamente: le soluzioni non mancano.

Da uno studio condotto con Rosario Ballatore e Margherita Fort (“The Tower of Babel in the classroom”, www.andreaichino.it) emerge che sostituendo un nativo con un immigrato in una classe della seconda elementare, la frazione di risposte corrette dei nativi nei test Invalsi si riduce del 12% in italiano e del 7% in matematica (dati relativi al 2009-10). La buona notizia è che questo sensibile effetto negativo (comparabile ad esempio a quello di avere genitori disoccupati o con un diploma non superiore alla scuola superiore) sparisce nelle quinte elementari: la scuola italiana riesce ad integrare gli stranieri ma in tempi relativamente lunghi, che devono assolutamente essere accorciati.

 

Leggi tutto l’articolo qui  http://www.pietroichino.it/?p=28163

Eleonora Cantamessa, per l’omicidio arrestato un indiano, fratello del ragazzo pestato – da Il Fatto Quotidiano


Novità sull’omicidio di Eleonora Cantamessa, la dottoressa travolta e uccisa da un’auto nella notte fra domenica e lunedì a Bergamo, mentre tentava di soccorrere Kamur Baldev, un ragazzo indiano vittima di un pestaggio da parte di alcuni suoi connazionali (e anch’egli deceduto). Per ilduplice omicidio è stato fermato un indiano di 25 anni: si tratta del fratello di Baldev.

L’indiano si trova in carcere a Bergamo in attesa dell’interrogatorio di convalida: è accusato diomicidio volontario, ma solo di Eleonora Cantamessa. L’autopsia sulla salma di Baldev chiarirà infatti se l’indiano sia morto nella rissa o nell’investimento. Altri sette cittadini indiani sono stati indagati in stato di libertà: sono in corso accertamenti per capire quale reato addebitare a ciascuno, se il concorso nell’omicidio o nella rissa.

Kamur Baldev, infatti, era stato pestato a colpi di spranga e coltellate da un gruppo di suoi connazionali. Lasciato esanime sull’asfalto, era stato soccorso dalla dottoressa 44enne. Ma mentre la donna cercava di aiutarlo, una Golf con a bordo quattro persone è tornata indietro e ha “falciato” entrambi, probabilmente nell’intento di “finire” l’indiano pestato in precedenza.  

da  Eleonora Cantamessa, per l’omicidio arrestato fratello del ragazzo pestato – Il Fatto Quotidiano.

Matrimoni temporanei nella Siria dei ribelli jidaisti | PourFemme


Matrimoni temporanei nella Siria dei ribelli jidaisti

In seguito alla Fatwa lanciata dallo sceicco Al-Harifi per legittimare il matrimonio temporaneocon i ribelli jidaisti siriani, alcune ragazze tunisine si sono offerte sessualmente ai combattenti, che possono così soddisfare i loro appetiti sul campo di battaglia! Le giovani si sono convinte a sacrificarsi in nome di Allah per ottenere qualche beneficio spirituale, raggirate dalle parole del famoso sceicco che di Fatwe controverse ne sa qualcosa! Grazie alla stessa Fatwa è stato legittimato anche lo stupro contro le siriane con la scusa del matrimonioa breve termine, che raggira ovviamente la legge islamica. Tramite la legittimazione religiosa eattraverso i matrimoni combinati si stanno così verificando violenze inaccettabili sulle donnein contrasto con ogni diritto femminile.

da   Matrimoni temporanei e turismo sessuale in Egitto e in Siria | PourFemme.

Matrimoni temporanei in Egitto: cosa sono e perché si diffondono | PourFemme


Matrimoni temporanei in Egitto: cosa sono e perché si diffondono

matrimoni temporanei, secondo quanto riportato da Inter press Service, sono una triste realtà in continua crescita. Si tratta di una vera e propria forma di violenza sessuale che trova il suo massimo esponente di riferimento in Egitto. E’ qui infatti che durante l’estate si verifica la maggiore affluenza di facoltosi uomini di affari del Golfo in cerca di ragazze da sposare per qualche giorno. La severa legge islamica viene così raggirata dato che non contempla il sesso prematrimoniale. Si stima che l’81% dei fruitori provenga dall’Arabia Saudita, il 10% dagli Emirati Arabi e il 4% dal Kuwait. I “matrimoni estivi” costano da 2.800 a 10.000 dollari, ma per chi avesse fretta c’è sempre la possibilità di effettuare un matrimonio giornaliero alla modica cifra di 115 dollari. Tra i principali motivi che inducono le famiglie a vendere le ragazze c’è la povertà, acuita dalla drammatica crisi che sta investendo il paese negli ultimi tempi

da Matrimoni temporanei e turismo sessuale in Egitto e in Siria | PourFemme.

Giovanni Sartori: i Paesi che più contribuiranno al disastro demografico saranno in prevalenza Paesi africani (Nigeria in testa); ma anche l’India sorpasserà la Cina


disastro demografico

Cento anni fa eravamo meno di due miliardi. Oggi siamo più di sette miliardi; e mentre le previsioni erano che fino a poco tempo fa questa crescita si sarebbe arrestata a circa 9,6 miliardi di persone nel 2050, l’ultima previsione o meglio proiezione della Agenzia ad hoc delle Nazioni Unite è che nel 2100 saremo quasi 11 miliardi.

 i Paesi che più contribuiranno a questo disastro saranno in prevalenza Paesi africani (Nigeria in testa); ma anche l’India sorpasserà la Cina (che ha attuato un controllo delle nascite) arrivando a un miliardo e 600 milioni di persone. Ma non voglio tediare il lettore con troppi numeri. Però qualcuno dovrebbe occuparsene e preoccuparsene. In Italia noi abbiamo testé creato un ministero dell’Integrazione retto dalla simpatica figura di Cécile Kyenge, che però di integrazione non sa niente. Il suo chiodo fisso è lo ius soli ; e la conseguenza di questa irresponsabile fissazione sarà una ingente crescita, prevalentemente africana, della popolazione italiana.

Ma allora perché non creare per lei un nuovo ministero dell’Immigrazione? O meglio ancora dell’Immigrazione e dell’Occupazione? Essendo professionalmente una oculista la nostra ministra Kyenge dovrebbe allungare la vista sugli italiani che sono già tali e che non trovano lavoro

tutto l’articolo qui Previsioni del tempo – Corriere.it.

▶Burqa al supermercato Bennet


Uccide la moglie a coltellate dopo una lite – Corriere.it


Uccide la moglie a coltellate dopo una lite – Corriere.it.

La vittima è una donna di 33 anni, Irma Hadai, casalinga di origine albanese, uccisa a coltellate dal marito, Lulzim Hadai, 36 anni, muratore

Amina: nuova foto a seno nudo, la giovane attivista tunisina: contro le “lezioni della morale”


Amina, la giovane attivista tunisina contro le “lezioni della morale”

vai a  Amina: nuova foto a seno nudo, la giovane attivista tunisina non si arrede… e cambia look (FOTO, VIDEO).

BRICS – India, ondata di stupri sulle bambine: “violentata, torturata e mutilata nei genitali”


Ancora una volta l’India si ritrova a fare i conti con un malessere sociale che forse esiste da tempo, ma che non era mai riuscito a sfondare il velo di silenzio e omertà che avvolge il tabù sessuale.

Quando i medici hanno esaminato la piccola, imprigionata per due giorni dal suo aguzzino in una stanza di Gandhi Nagar, un povero rione nell’est della capitale, sono rimasti impressionati dalla brutalità delle ferite. La bambina è stata violentata, torturata e mutilata nei genitali. Dai segni sul collo sembra anche che l’aggressore abbia tentato di strangolarla. Il responsabile dello Swami Dayanand Hospital, dove è stata portata per le prime cure, ha riferito tra lo sconcerto che « è stata trovata una bottiglietta di 200 ml e due o tre pezzi di candele inseriti nelle sue parti intime».

Anche il ‘’branco’’ che aveva violentato la ventitreenne ‘’Nirbhaya’’ (in hindi ‘’senza paura’’) le aveva provocato orrende lesioni addominali che hanno poi portato alla morte dopo una agonia di nove giorni. Da ieri New Delhi sta rivivendo lo stesso incubo. Si vedrà nei prossimi giorni se ci sara’ anche una mobilitazione popolare come quella di fine dicembre che ha poi obbligato il governo a varare una legge anti-stupro

DA   La Stampa – India, ondata di stupri sulle bambine La folla si ribella, sit-in all’ospedale.

BRICS: Una bambina di cinque anni è in fin di vita dopo essere stata brutalmente violentata e mutilata a New Delhi. Lo riferiscono oggi le televisioni indiane. Ieri nello stato dell’Uttar Pradesh,


New Delhi, 19-04-2013

Una bambina di cinque anni è in fin di vita dopo essere stata brutalmente violentata e mutilata a New Delhi.

un’altra bimba di sei anni era stata trovata morta in una discarica con segni di strangolamento e di sospetto stupro. La piccola era stata rapita dalla sua casa di Gandhi Nagar, nel sud est della capitale alcuni giorni fa. E’ stata trovata solo oggi con i genitali mutilati e diverse ferite sul corpo.

Rainews24.it.

Quattro mesi dopo l’orrendo stupro e uccisione di ‘’Nirbhaya’’ su un autobus nella metropoli di New Delhi, si è consumata ieri un’altra bestiale violenza contro una bambina di cinque anni ridotta in fin di vita da un folle maniaco. Il giorno prima un’altra bimba di sei anni era stata violentata, strangolata e gettata in una discarica della città di Aligarh, a 140 chilometri dalla capitale.

 

Ancora una volta l’India si ritrova a fare i conti con un malessere sociale che forse esiste da tempo, ma che non era mai riuscito a sfondare il velo di silenzio e omertà che avvolge il tabù sessuale.

Quando i medici hanno esaminato la piccola, imprigionata per due giorni dal suo aguzzino in una stanza di Gandhi Nagar, un povero rione nell’est della capitale, sono rimasti impressionati dalla brutalità delle ferite. La bambina è stata violentata, torturata e mutilata nei genitali.

da http://www.lastampa.it/2013/04/20/esteri/india-ondata-di-stupri-sulle-bambine-la-folla-si-ribella-sit-in-all-ospedale-5pSzwBJ9TIBzjwYf5WLixK/pagina.html?wtrk=cpc.social.Twitter&utm_source=Twitter&utm_medium=&utm_campaign=

LA “ZONA GRIGIA” DELLA LEGALITA’, Convegno alla Università di Milano Bicocca, 7 febbraio 2013, ore 8.30 Edificio U6, Aula 4 – Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano, Evento organizzato da Centro Studi SAO – Saveria Antiochia Omicron


1. Il confine pedagogico fra legalità e illegalità — intervento di Sergio Tramma (Docente di pedagogia generale e sociale, Università degli Studi di Milano-Bicocca):

2. Collusione, corruzione, indifferenza, “zona grigia” — intervento di Nando Dalla Chiesa (Docente di Sociologia della Criminalità organizzata, Università degli Studi di Milano):

3. intervento di don Luigi Ciotti (Presidente di Libera):

4. Stefania Pellegrini (Docente di ‘Mafie e Antimafia’, Facoltà di Giurisprudenza, Università di Bologna)

5. Modelli pedagogici che favoriscono o contrastano la corruzione — intervento di Piergiorgio Reggio (Docente di Scienze pedagogiche, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano)

6. La cultura della legalità e della responsabilità nel mondo della scuola — intervento di Alessandro Cavalli (Presidente Centre for Study and Research on Higher Education Systems, Pavia)

7. I diritti dei cittadini e i difficili rapporti tra politica e magistratura nell’Italia repubblicana — intervento di Armando Spataro (Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano)

8. La cultura della legalità e della responsabilità nel mondo del lavoro — intervento di Graziano Gorla (Direttore Osservatorio contro le mafie, Milano)

 

Giovedì 7 febbraio 2013, ore 8.30

Edificio U6, Aula 4 – Piazza dell’Ateneo Nuovo 1, Milano

follaEsiste nella società una “zona grigia” che viola i diritti dei cittadini e contribuisce a creare un clima di rassegnazione e di indifferenza, favorendo la mafia.

Obiettivi del seminario:

  • Informare sulla presenza e sulle caratteristiche della “zona grigia” nell’attuale contesto sociale, in Italia e in Lombardia.
  • Analizzare gli elementi della pedagogia paramafiosa o premafiosa nella famiglia e nella società e presentare i necessari antidoti.
  • Riflettere sul rispetto dei valori della convivenza civile e sulle modalità di una pedagogia alternativa alle mafie.

Partecipano:

  • Susanna Mantovani – Prorettore
  • Silvia Kanisza – Direttore del Dipartimento di Scienze Umane della Formazione
  • Jole Garuti – Direttrice Centro Studi SAO
  • Sergio Tramma – Docente di pedagogia generale e sociale, Università degli Studi di Milano Bicocca
  • Nando Dalla Chiesa – Docente di Sociologia della Criminalità organizzata, Università degli Studi di Milano
  • Armando Spataro – Procuratore aggiunto presso il Tribunale di Milano
  • don Luigi Ciotti – Presidente di Libera
  • Vincenzo Viola – Cons Direttivo SAO, Coordinatore de L’Indice della scuola
  • Piergiorgio Reggio – Docente di Scienze pedagogiche, Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano
  • Alessandro Cavalli – Presidente Centre for Study and Research on Higher Education Systems, Pavia
  • Girolamo Lo Verso – Docente di psicoterapia e psicologia del fenomeno mafioso’, Università di  Palermo
  • Stefania Pellegrini – Docente di ‘Mafie e Antimafia’, Facoltà di Giurisprudenza, Università di  Bologna
  • Graziano Gorla – Direttore Osservatorio contro le mafie, Milano

La partecipazione è gratuita e al termine verrà rilasciato un attestato

Le iscrizioni devono essere inviate entro giovedì 31 gennaio 2013 a info@centrostudisao.org oppure al fax 02 36563480

Per ulteriori informazioni consultare il sito internet www.centrostudisao.org Immagine Link Esterno

Allegati:

 

giornata di mobilitazione in difesa di Amina Tyler: «Il corpo è mio e non appartiene a nessun altro»


«Il nostro seno è più pericoloso delle vostre pietre». Così le Femen, movimento di protesta ucraino divenuto famoso su scala mondiale, lanciano una giornata di mobilitazione in difesa di Amina Tyler, la giovane attivista tunisina che osò postare su Facebook una sua foto a seno nudo sfidando apertamente il costume del suo Paese. «Il corpo è mio e non appartiene a nessun altro», diceva la scritta disegnata sulla pelle della diciannovenne, prima attivista araba del gruppo.

Per lei gli Imam avevano chiesto la quarantena (la «malattia»  potrebbe divenire epidemia e quindi potenzialmente coinvolgere altre ragazze), la fustigazione (magari in pubblico, per dare l’esempio), invocato la lapidazione, addirittura (rischio che però Amina non corre, poiché i tribunali della Tunisia non applicano la sha’ria). Per giorni, della ragazza non si è più saputo nulla. La famiglia ha pubblicamente condannato il gesto. Secondo alcuni siti arabi Amina sarebbe stata ricoverata in un ospedale psichiatrico della capitale, le Femen denunciavano che fosse stata sottoposta a elettrochoc. Fonti giornalistiche la danno nascosta in casa, sedata con barbiturici in attesa che le acque si calmino, per impedirle di tornare a connettersi e proseguire il suo “attivismo”.A seno nudo, nel nome di Allah | La ventisettesima ora.

Religioni e strage degli agnelli a Pasqua, da Animal Equality Italia


la fede è “argumentum non apparentium”, è cioè l’argomento che la volontà umana dà alle cose che non sono di per se stesse evidenti. 

ma la conseguenza delle fedi è anche quella di macellare in modo rituale gli animali senza stordimento e facendoli MOLTO soffrire.

Questo soprattutto e solo per stabilire il primato della specie umana su tutte le altre forme viventi

Paolo Ferrario

Sono tutti cuccioli di circa un mese, o comunque sempre di età inferiore ai 3 mesi di vita, gli agnellini che ogni anno, in occasione delle festività di Pasqua, subiscono una fine atroce, tra crudeli e spesso inutili sofferenze, solo per finire sulle tavole degli italiani. 800 mila per la precisione, come denuncia Animal Equality,

attenzione, sono immagini veramente DOLOROSE e insopportabili (tranne che per i religiosi e loro seguaci):

Ecco la strage degli agnelli a Pasqua”, la campagna shock di Animal Equality | Fanpage.

Famiglie gay. Cassazione: un “mero pregiudizio” sostenere che “sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”


La Cassazione apre ai figli nelle coppie gay, mettendo nero su bianco che non è altro che un “mero pregiudizio” sostenere che “sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale”. In particolare, la Prima sezione civile(sentenza 601) si è espressa affrontando il caso scatenato da una causa di affidamento tra un padre di religione islamica, E.T. S., che aveva avuto un figlio con una donna italiana I.B., residente a Brescia, e che successivamente era andata a convivere con la compagna.

L’uomo, in Cassazione, ha contestato l’esclusivo affidamento del figlio accordato alla madre dalla Corte d’appello di Brescia (26 luglio 2011), sulla base del fatto che il bimbo era inserito in una famiglia gay per cui avrebero potuto esserci “ripercussioni negative sul bambino”. A suffragio di questa tesi, la difesa dell’uomo ha citato l’art.29 della Costituzione sui ‘diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio.

La Cassazione ha respinto il ricorso dell’uomo

vai all’intero articolo qui   Famiglie gay, la Cassazione: “Nessun pregiudizio verso i figli delle coppie omosessuali”. Arcigay: “Sentenza storica”

vedi anche:

Figli e coppie gay. Cassazione: “Nessun danno per i bambini” 
11 GEN – Secondo la Corte sostenere che “sia dannoso per l’equilibrato sviluppo del bambino il fatto di vivere in una famiglia incentrata su una coppia omosessuale” non è altro che un “mero pregiudizio”. Con una sentenza  confermato l’affidamento esclusivo di un bimbo alla madre che convive con un’altra donna. Leggi…

Approfondimenti

Chirurgia con implicazioni sociali e religiose. L’operazione di circoncisione lascia danni permanenti Medico e padre condannati – Il Giorno – Como


Una condanna a due anni per Kasem El Masri, 62 anni di Cabiate, medico chirurgo di origine Siriana specialista in Pediatria, nel luglio 2009 aveva eseguito un intervento di circoncisione in anestesia locale a un bimbo di 6 anni residente a TorinoUn anno e dieci mesi la condanna per il padre del piccolo. Il bimbo – che andò incontro a lunghe complicazioni e a danni permanenti – fu portato dal padre che avrebbe approfittato del temporaneo affidamento per fare l’intervento, nonostante più volte gli fosse stato negato il consenso durante la causa di separazione.

L’operazione non andò come avrebbe dovuto: pochi giorni dopo, il piccolo fu nuovamente operato all’ospedale di Torino, senza però riuscire a risolvere completamente la complicanza, e andò incontro a problemi depressivi e comportamentali. I due imputati erano accusati di lesioni aggravate in concorso. Il medico rispondeva anche di falso, per aver redatto un certificato medico in cui per giustificare l’intervento. Il Tribunale di Como ha accolto la richiesta del pubblico ministero Massimo Astori, inasprendo di quattro mesi la condanna per il padre: «Parliamo di un atto di chirurgia – aveva precisato il magistrato nella sua requisitoria – seppure con implicazioni sociali e religiose, ma questo è un processo per lesioni.

da   L’operazione per la circoncisione lascia danni permanenti Medico e padre condannati – Il Giorno – Como.

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