Chirurgia con implicazioni sociali e religiose. L’operazione di circoncisione lascia danni permanenti Medico e padre condannati – Il Giorno – Como


Una condanna a due anni per Kasem El Masri, 62 anni di Cabiate, medico chirurgo di origine Siriana specialista in Pediatria, nel luglio 2009 aveva eseguito un intervento di circoncisione in anestesia locale a un bimbo di 6 anni residente a TorinoUn anno e dieci mesi la condanna per il padre del piccolo. Il bimbo – che andò incontro a lunghe complicazioni e a danni permanenti – fu portato dal padre che avrebbe approfittato del temporaneo affidamento per fare l’intervento, nonostante più volte gli fosse stato negato il consenso durante la causa di separazione.

L’operazione non andò come avrebbe dovuto: pochi giorni dopo, il piccolo fu nuovamente operato all’ospedale di Torino, senza però riuscire a risolvere completamente la complicanza, e andò incontro a problemi depressivi e comportamentali. I due imputati erano accusati di lesioni aggravate in concorso. Il medico rispondeva anche di falso, per aver redatto un certificato medico in cui per giustificare l’intervento. Il Tribunale di Como ha accolto la richiesta del pubblico ministero Massimo Astori, inasprendo di quattro mesi la condanna per il padre: «Parliamo di un atto di chirurgia – aveva precisato il magistrato nella sua requisitoria – seppure con implicazioni sociali e religiose, ma questo è un processo per lesioni.

da   L’operazione per la circoncisione lascia danni permanenti Medico e padre condannati – Il Giorno – Como.

corso: Cultura e Psicopatologia: come si costruisce un setting transculturale per il paziente italiano e straniero?”, Fondazione Cecchini Pace via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano


Egregi Dottori,

 

desideriamo informarvi della programmazione del corso:

 

Cultura e Psicopatologia: come si costruisce un setting transculturale per il paziente italiano e  straniero?

Prof. M.C.Ambrosi Zaiontz,  sabato 10 e 24 novembre 2012,

specifica formazione che si propone di fornire strumenti clinico-applicativi atti allo sviluppo del quadro psicopatologico del paziente indipendentemente dalla propria nazionalità e linee guida per la costruzione di un setting transculturale.

 

Vi inviamo il programma del corso e la scheda di iscrizione con preghiera di diffusione attraverso i vs. canali, a medici e psicologi.

 

L’iscrizione è da effettuarsi entro il 30 settembre, in modo da avere i tempi tecnici necessari per la richiesta dei crediti ECM.

 

Vi ringraziamo anticipatamente per l’attenzione che vorrete dare a questa attività, cordiali saluti,

Pinuccia Galli

___________________________

Fondazione Cecchini Pace

via Molino delle Armi 19 – 20123 Milano

tel.02.58310299

l’atleta iraniano che si rifiuta di stringere alla Duchessa di Cambridge la mano in quanto donna


Paralimpiadi di Londra 2012 – Vince l’oro alle paralimpiadi ma non stringe la mano alla Duchessa di Cambridge. E’ successo a Londra durante la premiazione per la gara del lancio del disco vinta dall’iraniano Mehrdad Karam Zadeh. L’atleta si porta la mano al petto invece di tenderla a Kate perché la consuetudine iraniana prevede che vengano evitati contatti, compresa la stretta di mano, fra uomini e donne.

Ramadan della fede (volontà di potenza) islamista: Francia, I quattro animatori sono stati sospesi dal servizio in quanto il loro contratto di lavoro prevedeva di alimentarsi a sufficienza per evitare casi, già successi in passato, di incidenti sul posto di lavoro dovuti alla pratica del digiuno


In Francia quattro animatori di un centro estivo per ragazzi hanno riacceso le polemiche sulla volontà di seguire le consuetudini imposte dalla religione sul posto di lavoro. La fede islamica prevede, nel corso del mese del Ramadan che quest’anno durerà fino al 18 agosto, lo stretto digiuno nelle ore di luce, lasciando però la possibilità di nutrirsi nelle ore di buio.

I quattro animatori sono stati sospesi dal servizio in quanto il loro contratto di lavoro prevedeva di alimentarsi a sufficienza per evitare casi, già successi in passato, di incidenti sul posto di lavoro dovuti alla pratica del digiuno. Nello stesso centro estivo, infatti, qualche anno prima l’autista del minibus, in seguito a un malore dovuto al digiuno, aveva provocato un incidente in cui erano rimasti feriti due bambini.
In seguito alle polemiche sulla libertà religiosa, tuttavia, la sospensione dei due lavoratori è stata revocata.

Il problema però resta, e si fa sentire specie in quei Paesi nordici dove le ore di luce sono oggettivamente poche, ad esempio in Finlandia. Talora le locali comunità islamiche usano regolarsi sull’orario della Mecca: espediente, questo, che ha comunque fatto discutere le frange più conservatrici. 

da Globalist.it | Lavoratori a digiuno: polemiche sul Ramadan.

Afghanistan: Lal Bibi è stata “disonorata” e sarà costretta a uccidersi, come afferma pubblicamente lei stessa, a meno che i suoi aguzzini verranno consegnati alla giustizia per restituirle onore e dignità


Per cinque giorni la diciottenne Lal Bibi è stata rapita, violentata, torturata e incatenata al muroda un gruppo di potenti ufficiali della polizia afgana. Ma lei ha deciso di fare quel che alle donne afgane è vietato: sta reagendo, e insieme possiamo aiutare lei e tutte le donne afgane a ottenere giustizia.

Secondo una tradizione ancestrale, come donna che ha subìto violenza, Lal Bibi è stata “disonorata” e sarà costretta a uccidersi, come afferma pubblicamente lei stessa, a meno che i suoi aguzzini verranno consegnati alla giustizia per restituirle onore e dignità. In genere il sistema giudiziario afgano non persegue casi simili e fino a questo momento i maggiori sospettati nel caso di Lal Bibi non sono stati chiamati a giudizio, probabilmente nella speranza che l’attenzione internazionale si attenui. Ogni giorno che passa senza che avvenga alcun arresto spinge sempre più Lal Bibi al suicidio, ma c’è ancora speranza.

Questo fine settimana è previsto che Stati Uniti, Gran Bretagna, Giappone e altri importanti donatori si impegneranno a devolvere 4 miliardi di dollari all’Afghanistan, soldi destinati proprio a finanziare le stesse forze di polizia responsabili delle violenze nei confronti di Lal Bibi. Una protesta globale può però indurre i donatori ad agire, ponendo come condizione alle loro sovvenzioni un’azione forte per combattere le violenze e proteggere le donne. Non ci rimane molto tempo: clicca sotto per chiedere il cambiamento che può salvare la vita di Lal Bibi e la nostra petizione sarà consegnata proprio alla conferenza dei donatori a Tokyo: 

https://secure.avaaz.org/it/justice_for_lal_bibi_c/?bHbCHab&v=15792 

Le usanze locali in alcune zone dell’Afghanistan impongono che le donne che subiscono violenze sessuali, poiché disonorate, debbano commettere suicidio per ristabilire l’onore della loro famiglia per generazioni. Incredibilmente però Lal Bibi e la sua famiglia stanno tentando con coraggio di salvarle la vita insistendo nel voler perseguire i suoi torturatori e spostando su di loro la colpa, agli occhi della società.

Le forze di polizia afgane responsabili della violenza dipendono fortemente da finanziamenti esteri che verranno promessi questo fine settimana, quando tutti i maggiori benefattori si riuniranno a Tokyo. I paesi donatori possono e devono pretendere che i fondi non vengano spesi per potenziare forze di polizia che agiscono con vergognosa impunità e che gli ufficiali di polizia lavorino per proteggere le donne, non per aggredirle!

In tutto l’Afghanistan ci sono centinaia di donne e ragazze che sono soggette alla stessa “giustizia tribale” inflitta a Lal Bibi. Altre migliaia stannoseguendo con attenzione la vicenda per vedere in che modo il governo afgano e il mondo intero risponderanno alla ragazza che sta reagendo rifiutandosi di morire in silenzio. Sosteniamola: firma la petizione qui sotto e dillo a tutti:

https://secure.avaaz.org/it/justice_for_lal_bibi_c/?bHbCHab&v=15792 

La guerra globale alle donne è implacabile. Più volte la nostra comunità si è però unita per combatterla. Abbiamo aiutato a fermare la lapidazione illegale di Sakineh Ashtiani in Iran e combattuto perché le sopravvissute agli stupri in Libia, Marocco e Honduras ottenessero giustizia. Mostriamo il potere globale della nostra comunità per aiutare Lal Bibi e milioni di donne in Afghanistan a ottenere giustizia.

Con speranza e determinazione, 

Dalia, Emma, Alaphia, Ricken, Laura, Antonia e il resto del team di Avaaz 


Per maggiori informazioni: 

Afghanistan, la conferenza di Tokyo. I diritti delle donne prima di tutto (La Repubblica)
http://www.repubblica.it/solidarieta/cooperazione/2012/07/03/news/afghanistan_la_conferenza_di_tokyo_i_diritti_delle_donne_prima_di_tutto-38453746/

Afghanistan: stupro, madre avverte, “giustizia o ci immoliamo” (Articolo Tre)
http://www.articolotre.com/2012/06/afghanistan-stupro-madre-avverte-giustizia-o-ci-immoliamo/92037 

Un caso di stupro in Afghanistan focalizza l’attenzione sulla polizia locale [EN] (New York Times)
http://www.nytimes.com/2012/06/28/world/asia/afghan-rape-case-turns-focus-on-local-police.html?pagewanted=all 

straniero / strangio / estraneo – da Una parola dello Zingarelli al giorno


La parola di oggi è: straniero / strangio / estraneo

La parola del giorno dello Zingarelli e la sua pronuncia sono disponibili all’indirizzohttp://dizionari.zanichelli.it/parola-del-giorno/


stranièro / straˈnjɛro/ stranièrespec. nel sign. B
[dall'ant. fr. estrangier, da estrange ‘estraneo’. V. strangio  1266]
A agg.
1 Che è proprio di un Paese, di una nazione e sim. diversa dalla propria: terra stranieralingue straniereusi stranieriaccento stranieropopolo straniero.
2 (dir.) Relativo ad altro soggetto di diritto internazionale: deliberare un provvedimento giurisdizionale straniero | Che ha la cittadinanza di uno Stato estero:turisti stranieriCFR. xeno-.
3 Relativo a un popolo nemico e invasore: esercito stranieroinvasione, occupazione, dominazione straniera.
4 (lett.) Estraneo: sentirsi straniero in un luogogiovani madri che a straniero latte / non concedean gl’infanti (U. Foscolo).
5 Strano.
6 Alieno, nella loc. straniero da qlco.
B s. m.
1 (f. -a) Cittadino di altro Stato: lo straniero ha diritto d’asilo.
2 Popolo nemico e invasore: essere oppressi dallo stranieroessere soggetti allo stranierolanguire sotto lo stranierocacciare lo stranieromorte allo straniero!

stràngio / ˈstrandʒo/
[dall'ant. fr. estrange, dal lat. estrāneu(m) ‘strano’. V. estraneostrano  av. 1348]
agg. s. m.
 (raro) Straniero, forestiero.


estràneo / esˈtraneo/ o (poet.strànoestrànioestrànoistràneo,istrànostràgno, (poet.strànio
[vc. dotta, lat. extrāneu(m) ‘di fuori’, da ĕxtra ‘extra-’  av. 1294]
A agg.
1 Che appartiene a Stato, società, ambiente o famiglia diversi da quelli cui appartiene chi parla (+ a)persona estranea al nostro mondoCFR. xeno-.
2 (est.) Che è al di fuori di un luogo, di un lavoro e sim. (+ a)essere estraneo auna attività, a una iniziativamantenersi, dichiararsi estranei a un movimento politico.
3 (fig.) Che ha natura, struttura, significato e sim., diversi da quelli dell’oggetto o dell’elemento considerato (+ a)discorso estraneo all’argomento | corpo estraneo, frammento di varia natura e sim. penetrato in un organismo animato.
4 Forestiero, straniero | Strano, inusitato: qual che si fosse / de l’estrania prigion l’ordigno e l’arte (T. Tasso).
|| estraneaménte, avv. (raro) In maniera estranea.
B s. m. (f. -a)
1 Persona estranea: ingresso vietato agli estranei.
2 Straniero.

La parola è tratta da:
lo Zingarelli 2012
Vocabolario della lingua italiana
di Nicola Zingarelli

Zanichelli editore

da Una parola dello Zingarelli al giorno: straniero / strangio / estraneo – pamalteo@gmail.com – Gmail.

Dossier sull’islam in Italia – da UAAR Ultimissime


Dossier sull’islam in Italia

Due interessanti dossier sono stati diffusi negli ultimi giorni da due importanti quotidiani italiani. Ieri La Stampa ha pubblicato un’inchiesta di Francesca Paci sull’”esercito di italiani che prega Allah”, focalizzato sui cittadini italiani che sono diventati musulmani.

Il loro numero è stimato in cinquantamila, e le esperienze precedenti alla conversione sono diversissime. Ma diversa è anche l’estrazione sociale, nonché la maniera di vivere la nuova fede. L’inchiesta è corredata da quattro interviste: a una ex cristiana praticante, a un grafico incantato dal sufismo, a un ex comunista e a un consulente di impresa con barba e moglie velata.

Anche Repubblica ha pubblicato, sulla sua edizione online, un ampio dossier dal titolo significativo: Taliban, Italia, dedicato alle donne che “lasciano Paesi a maggioranza islamica con le loro famiglie verso uno a maggioranza cristiana. Eppure, per molte donne musulmane, la condizione una volta arrivate dentro i nostri confini peggiora rispetto alle proprie terre di origine”.

Segregazioni, maltrattamenti, matrimoni combinati. Quindicimila i rapporti poligamici. Un fenomeno anch’esso in crescita, e che le autorità italiane, perennemente oscillanti tra la tentazione dell’uso del pugno duro (che tuttavia colpisce in modo indiscriminato) e l’approccio comunitarista (che finisce invece per cristallizzare le discriminazioni) sembrano incapaci anche solo di affrontare.

da: Dossier sull’islam in Italia – UAAR Ultimissime.

in Francia gli stranieri sono ormai di terza o quarta generazione e sono più a loro agio con i conservatori, di Antonio Picasso | in Multitalians


Sarkozy ieri ha detto che il Trattato di Schengen va rivisto. Troppo tardi? Troppo elettoralmente tardi! Parigi tenta una nuova rotta in materia di immigrazione e integrazione. Il presidente sente il fiato di Marine Le Pen sul collo, la quale protesta per la troppa carne halal macellata in Francia e intanto erode l’elettorato di destra che potrebbe tornare utile a Sarko a maggio. Troppo tardi per chiudere le frontiere e ripudiare Schengen. Troppo tardi perché certe decisioni possano davvero spostare i voti a favore dell’attuale inquilino dell’Eliseo.
Puntare il dito contro gli immigrati ha un senso. Tatticamente però. Nicolas Sarkozy è libero di abbracciare razzismo e xenofobia, propri del Front National, e scommettere sulla destra borghese e provinciale dell’Esagono. Il problema è che così le preferenze restano ingessate. La destra, a questo punto sempre meno moderata, prende molti voti oggi che domani potrebbero sparire. Strategicamente, infatti, è un piano che fa acqua un po’ da tutte le parti. Prima è la questione etica. «Fuori gli immigrati dalla Francia!» Non si dice. Soprattutto se si è il presidente di una nazione che, ormai un secolo, fa il pieno di immigrazione e che, grazie agli stranieri, ha costruito un edificio culturale esemplare per tutti. L’Eliseo ha un’immagine. Il primo a doverla rispettare e promuovere è il presidente.
Seconda cosa: in Francia gli stranieri sono ormai di terza o quarta generazione. Non sta scritto da nessuna parte che votino tutti contro Sarkozy. Anzi. Lo straniero di fede islamica e praticante si trova più a suo agio a parlare con politici cattolici, o comunque conservatori, anziché con laici o addirittura atei. È vero: è nel Dna delle tante anime democratiche l’apertura dei confini. Ma lo straniero, una volta sbarcato in Europa, è posto davanti a questioni morali (divorzio e aborto) che per fede non sono fonte di discussione. Il che potrebbe avvicinarlo alle linee più tradizionaliste della politica europea. 

Leggi il resto: http://www.linkiesta.it/blogs/multitalians/sarkozy-e-le-promesse-svantaggiose#ixzz1oysypkiM

Zakia è una delle 150 vittime l’anno ustionate dai loro mariti con l’acido in Pakistan. Il chirurgo Mohammed Jawad tenta di ricostruirle il volto | La ventisettesima ora


pensando alla cultura degli islamisti tanto amati dalla sinistra massimalista italiana (perchè li pensano come il nuovo proletariato)  e da studiosi che odiano la cultura occidentale e vivono in condomini protetti da portinerie blindate

P. Ferrario

—————————————–

Metà del volto di Zakia è stata cancellata dall’acido gettatole in faccia dal marito. Cio’ che resta – l’occhio destro, parte del naso, la bocca – lo nasconde il niqab. E’ una delle 150 vittime l’anno (dichiarate) di attacchi con l’acido in Pakistan. Il chirurgo Mohammed Jawad tenta di ricostruirle il volto, lei cerca giustizia in tribunale. Lo racconta Saving Face (salvare la faccia),documentario co-diretto da una regista pachistanavincitore ieri dell’Oscar per “miglior documentario cortometraggio”.

Salvare la faccia delle donne pachistane Premio Oscar. E la battaglia continua | La ventisettesima ora.

Cecilia Edelstein, Le trasformazioni dei servizi sociali nell’era dei flussi migratori, Carocci, 2011


Cecilia Edelstein, Le trasformazioni dei servizi sociali nell’era dei flussi migratori, Carocci, 2011

[ Le trasformazioni dei servizi sociali ]

Edelstein presenta una ricerca nata allo scopo di capire come i Servizi sociali stiano evolvendo di fronte al mutamento dell’utenza dovuto al progressivo aumento del flusso migratorio che sempre piu’ sta trasformando la societa’ italiana in una societa’ multietnica. L’Area Minori (Servizi sociali territoriali e Servizio Migrazioni del comune di Bergamo) sono stati i servizi analizzati nel corso del triennio di lavoro, mentre l’utenza e’ composta da famiglie con almeno un figlio minore a carico che si rivolgono ai servizi in maniera volontaria o in modalita’ coatta con procedimento del Tribunale dei minori.

da: http://analisiqualitativa.voxmail.it/nl/jimzr/hi4mh5?_t=cd76e3dc

minaccia dell’integralismo islamico cala su Edizioni Anordest, la casa editrice di Villorba che quasi un anno fa ha mandato in stampa «I fiori del Giardino di Allah». Obiettivo della fatwa è l’autore del testo, Attar Fartid al Shahid, pseudonimo dietro il quale si nasconde un intellettuale iraniano contrario alla dittatura degli ayatollah – Cronaca – la Tribuna di Treviso


La minaccia dell’integralismo islamico cala su Edizioni Anordest, la casa editrice di Villorba che quasi un anno fa ha mandato in stampa «I fiori del Giardino di Allah». Obiettivo della fatwa è l’autore del testo, Attar Fartid al Shahid, pseudonimo dietro il quale si nasconde un intellettuale iraniano contrario alla dittatura degli ayatollah. Ed è per la condanna pubblica risuonata durante la predica di un noto rappresentante del clero sciita in Iran che oggi sono finiti sotto sorveglianza la società e il suo direttore editoriale Mario Tricarico.

Il dipositivo è stato attivato martedì pomeriggio dopo il via libera dato dal comitato ordine e sicurezza in prefettura. E’ durante quel vertice infatti che questore e Digos hanno reso noti i risultati di un’attività di indagine e verifica nazionale e internazionale scattata la scorsa estate. A dare il via all’attività di intelligence è stato il ritrovamento di un volantino nei dintorni di viale Jenner, la zona di Milano dove ha sede quello che forse è uno dei centri islamici più importanti dle Nord Italia. L’opuscolo, battuto a macchina in doppia lingua, riportava la condanna dell’ayatollah iraniano contro il libro e il suo autore, una vera e propria fatwa lanciata a seguito di quanto scritto. Da lì, gli agenti della polizia hanno attivato una serie di verifiche che a Roma, centro dell’attività investigativa terroristica, hanno portato a considerare la minaccia «fondata».

Da giovedì quindi la questura di Treviso ha deciso di mettere sotto controllo la sede della casa editrice, in viale fratelli Rosselli a Villorba (a poche decine di metri dal locale centro islamico), ma anche la casa del direttore editoriale Mario Tricarico, diventati potenziali obiettivi

da Fatwa islamica editore sotto protezione – Cronaca – la Tribuna di Treviso.

gli islamisti e le donne: CANADA, AFGHANO UCCIDE LE TRE FIGLIE PER ONORE (Guido Olimpio, Corriere della Sera)


Volevano una vita normale, con le piccole e grandi libertà rivendicate dai giovani. Uno stile occidentale sgradito al patriarca, il severo Muhammad. Che, davanti a quella che riteneva una mancanza di rispetto e una sfida insolente, ha deciso una punizione estrema. Senza appello. 

» Leggi tutto

da CANADA, AFGHANO UCCIDE LE TRE FIGLIE PER ONORE (Guido Olimpio, Corriere della Sera).

Giovanni Sartori: concessione della residenza permanente trasferibile ai figli, ma pur sempre revocabile – Corriere della Sera


….

Inghilterra e Francia sono a oggi i Paesi più «invasi» (anche per via della loro eredità coloniale) e oramai accomodano una terza generazione di immigrati da tempo accettati come cittadini. La sorpresa è stata che una parte significativa di questa terza generazione non si è affatto «integrata». Vive in periferie ribelli e ridiventa, o sempre più diventa, islamica. Si contava di assorbirli e invece si scopre che i valori etico-politici dell’Occidente sono più che mai rifiutati.

Che senso ha, allora, trasformare automaticamente in cittadini tutti coloro che nascono in Italia, oppure, dopo qualche anno, chi risiede in Italia?
Questa è stata, finito il comunismo, la tesi della nostra sinistra, sostenuta dall’argomento che chi lavora e paga le tasse in un Paese si paga, per ciò stesso, il diritto di cittadinanza. Ma non è così. Le tasse pagano i servizi (polizia, pompieri, manutenzione delle strade e simili) dei quali qualsiasi residente usufruisce e che non paga, o meglio che paga, appunto, pagando le tasse.
E vengo alla mia idea. Da sempre il diritto di cittadinanza è fondato sui due principi del ius soli (diventi cittadino di dove nasci) oppure del ius sanguinis (mantieni la cittadinanza dei tuoi genitori). Vorrei proporre un terzo principio: la concessione della residenza permanente trasferibile ai figli, ma pur sempre revocabile. Chiunque entri in un Paese legalmente, con le carte in regola e un posto di lavoro non dico assicurato ma quantomeno promesso o credibile, diventa residente a vita (senza fastidiosi e inutili rinnovi). In attesa di scoprire quanti saremo, se li possiamo assorbire o meno, questa formula dà tempo e non fa danno.

Una soluzione di buon senso – Corriere della Sera.

Servizio civile, alt ai progetti restano a casa 18.000 giovani – Milano – Repubblica.it


Tutti i progetti di volontariato sono stati sospesi dall’ufficio nazionale per effetto di una sentenza del tribunale del lavoro di Milano. L’ordinanza è quella del 9 gennaio, che ha accolto il ricorso di uno studente pachistano di 25 anni (da 15 residente in Italia) al quale era stato impedito di partecipare al servizio “perché straniero”. Con una sentenza senza precedenti, il giudice ha ritenuto la norma discriminatoria e ha imposto la riformulazione del bando per consentire anche ai non italiani di parteciparvi.

“A questo punto non possiamo far altro che posticipare le partenze dei ragazzi – spiega Paolo Molinari, direttore vicario dell’ufficio nazionale del servizio civile – Abbiamo già fatto ricorso, ma i tempi per l’udienza d’appello non saranno brevissimi. Fino a quel momento non possiamo far altro che sospendere tutto”. Se l’iter giudiziario dovesse protrarsi, il blocco dei nuovi progetti rischierebbe di durare diversi mesi. Per questo, nei prossimi giorni, si cercherà una soluzione di compromesso. “Potremmo decidere di non avvalerci dell’ordinanza – spiega Alberto Guariso, il legale che ha predisposto il ricorso al tribunale del lavoro – a patto che si avvii, anche sotto impulso del ministero per l’Integrazione, un percorso giuridico che già dal prossimo anno accolga gli stranieri nei progetti di volontariato”.

….

da Servizio civile, alt ai progetti restano a casa 18.000 giovani – Milano – Repubblica.it.

Afghanistan, la sposa bambina Sahar Gul torturata dal marito e dalla sua famiglia, da un articolo di Monica Ricci Sargentini


Afghanistan Womens Rights

Afghanistan, la sposa bambina torturata dal marito diventa un simbolo dei diritti umani

DONNE|

Sahar Gul è una ragazzina afghana di 15 anni che ha quasi rischiato di essere uccisa dal marito perché non voleva prostituirsi. La scorsa settimana è arrivata in un ospedale di Kabul nelle condizioni che vedete nella foto qui sopra. Gli occhi talmente gonfi di botte da essere semi-chiusi, il collo tumefatto, un orecchio bruciato da un ferro da stiro, il corpo così debilitato da essere costretto su una sedia a rotelle, le mani ricoperte di croste nere al posto delle unghie strappate dai suoi torturatori. Sahar era stata data in sposa sette mesi fa al soldato Gulam Sakhi che, con la complicità della sua famiglia, ha reso la sua vita un inferno.  Quattro mesi fa la sposa-bambina era riuscita a fuggireed aveva chiesto aiuto a dei vicini di casa: “Se siete dei musulmani dovete dire alle autorità quello che mi sta succedendo – aveva detto disperata -, vogliono farmi prostituire”. La polizia di Puli Khumri, la città nella provincia di Baghlan dove è avvenuto il fatto, è stata avvisata ma non ha fatto altro che restituire la povera ragazza alla famiglia torturatrice dietro la promessa che gli abusi non sarebbero più continuati. Invece, come da copione, è accaduto l’esatto contrario. Sahar è stata chiusa in un seminterrato dove è stata picchiata e affamata per altri tre mesi finché un parente lontano arrivato a far visita non ha fatto scoppiare lo scandalo. Ma anche allora le autorità  hanno cercato di trovare un accordo con il marito per evitare che la vicenda finisse sulla stampa. Un comportamento che, purtroppo, non è una novità in Afghanistan

da Afghanistan, la sposa bambina torturata dal marito diventa un simbolo dei diritti umani | Le persone e la dignità.

La storia del ragionier Gianluca Casseri, pistoiese di 50 anni che a Firenze s’è messo a sparare sui senegalesi di piazza Dalmazia e poi del mercato San Lorenzo due morti, almeno 4 feriti e alla fine Casseri s’è tirato un colpo in bocca, di Giorgio Dell’Arti in ALTRI MONDI


La storia del ragionier Gianluca Casseri, pistoiese di 50 anni che a Firenze s’è messo a sparare sui senegalesi di piazza Dalmazia e poi del mercato San Lorenzo due morti, almeno 4 feriti e alla fine Casseri s’è tirato un colpo in bocca, somiglia alla storia di cui parliamo anche nelle notizie tascabili a fianco del saldatore marocchino Nordine Amrani, di 32 anni che quasi nelle stesse ore tirava granate sui pacifici cittadini di Liegi, e poi li mitragliava a colpi di kalashnikov 5 morti, più l’assassino che alla fine s’è tolto la vita. Sono storie a loro volta imparentate con quella del massacratore norvegese Anders Behring Breivik e, per il profilo culturale di Casseri, anche con la vicenda dell’assalto agli zingari della Continassa, in Torino, per via di una sedicenne che si credeva a torto stuprata.

Dobbiamo raccontare bene il fatto di Casseri.

Un tipo tozzo, grosso, che però in una foto di qualche anno fa appare ben più magro e con la barba. S’era trasferito a Firenze da poco. Aveva fondato una rivista, La Soglia, dedicata al fantasy. Aveva scritto di se stesso sul web: «Nasce a Cireglio PT nel 1961, mentre l’uomo va nello spazio e il cielo si eclissa per la massima eclissi del XX secolo. All’età di dodici anni, folgorato dall’incontro con H.P. Lovecraft, si aliena definitivamente dal cosmo ordinato che ci circonda. I suoi molteplici interessi nel fantastico, tutti rigorosamente inattuali, spaziano da Flash Gordon al cinema di fantascienza degli anni Cinquanta, dagli autori di Weird Tales ai film di Val Newton e oltre. Nel 2001, in pieno trionfo di Internet, ha la geniale idea di fondare una rivista cartacea, La Soglia, dove sfoga le sue manie multimediali. Per distrarsi dalle cose serie pare che faccia il ragioniere». Frequentava Casapound, rete di circoli culturali fascisteggianti, che però hanno preso le distanze dalla strage e sul loro sito hanno messo la frase: «Nel dna di Casapound la xenofobia non è contemplata».

Com’è andata la sparatoria?

Casseri doveva aver litigato con qualcuno, forse uno di quegli ambulanti senegalesi ma non è detto, fatto sta che ieri intorno all’una appare in piazza Dalmazia la sua Polo bianca. Casseri la lascia in seconda fila e va dagli ambulanti, impugna una Magnum 357, spara, abbatte tre di quei poveretti due morti e un ferito e poi fa per tornare alla macchina. Gli si para davanti Gabriele, l’edicolante, che vuole fermarlo. Lui gli agita la pistola sotto al naso e gli intima: «Fossi in te ci penserei bene…». La Polo scappa via, intanto i senegalesi si mettono in corteo contro il razzismo e la polizia fa partire la caccia all’assassino. Non lo trovano, ma dopo due ore eccolo in piazza San Lorenzo, al mercato. Ha parcheggiato nel sotterraneo ed è a caccia di africani. Ne trova uno davanti a una pizzeria e gli spara, quello è ferito e scappa, Casseri lo insegue, infine torna alla macchina e qui trova la polizia. Sulle ultime sequenze indaga adesso la magistratura, ma la versione ufficiale dice che la polizia colpisce l’auto e che, vedendosi perso, Casseri porta l’arma alla bocca e fa fuoco.
 
Noto prima di tutto che è una scena frequente in America, ma che da noi non s’era mai vista.

Giusto, e la cosa impressiona anche me. È poi ovvio parlare di razzismo, anche se a Liegi ha fatto le stesse cose un marocchino contro i belgi e in Norvegia il fascista Breivik sparava contro bianchi scandinavi come lui. Dunque il razzismo, in questa luce, può essere una causa scatenante come un’altra. Breivik, per esempio, non perdonava alle sue vittime la loro fede socialista. Quindi una causa vale l’altra, e quello che si vede davvero dietro a tutto è l’odio di cui l’uomo è capace, la sua ferocia e il terribile orgoglio di credersi superiori, giustizieri, inviati di Dio e salvatori della civiltà.
 
Questo dipende dall’epoca in cui viviamo? Un tempo queste cose non succedevano?

Siamo seduti su montagne di cadaveri provocati dall’odio di tutti i tempi. Un sentimento che ha attraversato ogni epoca.
 
La strage di Firenze non le fa venire il dubbio che in ogni caso da noi un po’ di razzismo ci sia?

Tra i giovani di 18-29 anni ci sarebbero, secondo un’indagine Swg, un 45 per cento di persone che amano poco gli stranieri. Maltollerati soprattutto i romeni-rom-albanesi. Di questi, l’area autenticamente razzista, i duri e puri della xenofobia, sono il 10,7 per cento. Sono numeri ancora troppo alti, per il mio modo di vedere, pure non dimentichiamo che la folla a Firenze ha cercato di fermare l’assassino, sconvolta per quei poveri morti di colore, e l’edicolante Gabriele ha rischiato anche la pelle. Nel quadro vanno considerati anche loro. L’integrazione tra persone diverse è una cosa tanto difficile.

da ALTRI MONDI.