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Category Archives: CULTURE

Chihade Abboud: i musulmani e l’adozione, lezione tenuta a Cucciago (CO),19 Ottobre 2014


«l’adozione per i musulmani è proibita fin da quando Maometto, il Profeta, invaghitosi della moglie del figlio adottivo, per poterla sposare decise di annullare l’adozione. Per quanto riguarda l’eredità, la donna nel mondo musulmano vale la metà dell’uomo, e questo vale anche per le divisioni ereditarie».

da Il Corriere di Como 19 ottobre 2014  Chihade Abboud, Isis, minaccia mondiale, Cucciago (CO),19 Ottobre 2014 « POLITICHE SOCIALI e SERVIZI.

Chihade Abboud è dottore in diritto canonico e parroco di nostra signora ad Harasta, in Damasco

Chihade Abboud, Isis, minaccia mondiale, ospite a Cucciago (CO),19 Ottobre 2014



ora anche il parroco Bergoglio ha capito che il pericolo è mondiale.

dovrà spiegarlo ai “pacifisti” di assisi


 

«Il dialogo con i musulmani in Siria non è possibile»
Il dialogo con i musulmani in Siria non è possibile».
È secco, chiaro e conciso, il giudizio di Padre Dottore Chihade Abboud, riguardo la situazione nel Paese mediorientale da anni, ormai, in preda ad una guerra interna, nata come rivolta nei confronti del regime di Assad, trasformatasi poi nella più classica “Guerra Santa” da parte dei musulmani radicali, che vogliono impiantare uno Stato islamico. E in parte ci sono anche riusciti, visto che ampie zone della Siria e del vicino Irak sono nelle loro mani.

Perché anche prima non è che i cristiani, di qualunque confessione, avessero vita facile.
«I problemi erano legati a temi quali l’adozione, l’eredità, il matrimonio», dice Chihade. Che spiega, senza troppi fronzoli diplomatici, che «l’adozione per i musulmani è proibita fin da quando Maometto, il Profeta, invaghitosi della moglie del figlio adottivo, per poterla sposare decise di annullare l’adozione. Per quanto riguarda l’eredità, la donna nel mondo musulmano vale la metà dell’uomo, e questo vale anche per le divisioni ereditarie». 

da Il Corriere di Como 19 ottobre 2014  Isis, minaccia mondiale.

Chihade Abboud è dottore in diritto canonico e parroco di nostra signora ad Harasta, in Damasco

la chiesa cattolica su gay e divorziati, 19 ottobre 2014


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un classico della antropologia culturale: EDWARD T. HALL, Il linguaggio silenzioso (1959), Garzanti, 1969


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Premio Nobel per la Pace a MALALA: per i talebani “la Sharia dice che anche un bambino può essere ucciso se fa propaganda contro l’Islam”, Fiamma Nirenstein in Informazione Corretta


Finalmente ce l’ha fatta la sussiegosa giuria del premio Nobel. Mentre l’anno scorso l’aveva snobbata nonostante Malala avesse quasi dato la vita per aprire la strada verso le scuole a tutte le bambine in un mondo di Talebani assassini, quest’anno il Premio Nobel per la Pace le è stato assegnato.

Anche a Oslo si sono accorti che è ormai difficile sopportare la violenza islamista contro le donne, la proibizione di tutte le libertà sin dall’infanzia, sono tempi in cui ogni giorno giungono notizie di donne rapite, stuprate, uccise. E così Malala è tornata all’attenzione della giuria come eroina di tutte le ragazze che vogliono studiare. Ha ancora 17 anni nonostante la sua vita piena di traumatiche esperienze, e il suo visino rotondo ci ricorda che ha avuto un’infanzia negata.

Malala è rimasta a lungo fra la vita e la morte, si è ripresa in Inghilterra dove si trova. IL suo premio irrita i conservatori pachistani: il leader del partito religioso Liaqat Baloch ha rilevato che la ragazza “è molto seguita all’estero… e questo insospettisce”.Dal Pakistan si è suggerito che l’attentato sia opera della CIA. I talebani, hanno definito Malala “una spia americana”. Ma spiegano anche che “è il Corano che impone di uccidere chi fa propaganda contro l’Islam ” e che “la Sharia dice che anche un bambino può essere ucciso se fa propaganda contro l’Islam”.

da Informazione Corretta.

Islamismo. Sul libro: Michael Cook, Ancient Religions, Modern Politics: The Islamic case in comparative perspective, edito da Princeton University Press, 2014


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su Amazon: http://www.amazon.it/Ancient-religions-modern-politics-Comparative/dp/0691144907/ref=sr_1_4?ie=UTF8&qid=1412924406&sr=8-4&keywords=Michael+Cook

Che cosa distingue l’Islam dalle altre religioni? Cosa lo rende diverso e in qualche modo unico nel panorama mondiale, soprattutto per quanto attiene al rapporto con la politica? Un autorevole studioso inglese, Michael Cook, ha appena pubblicato un libro su questo tema: Ancient Religions, Modern Politics: The Islamic case in comparative perspective, edito da Princeton University Press. Riccardo Chiaberge ne discute con l’islamista Massimo Campanini e con il direttore di Limes Lucio Caracciol

Dipak R. Pant, Into the Extreme Lands, in search of Sustainability (sottotitoli in italiano)


Trailer del docufilm “Into the extreme lands, in search of sustainability” (sottotitoli in italiano) sulle spedizioni scientifiche in Mongolia per missioni di osservazione, ricerca e formazione sul campo ed in itinere per comprendere gli assetti ambientali, socio-culturali ed economici dei popoli e per elaborare immagini alternative del futuro dei contesti osservati (field survey and scenario planning). Le spedizioni si pongono tre obiettivi principali:
1.l’osservazione diretta di sistemi economici ed i loro contesti sociali ed ambientali;
2.la formazione inter-disciplinare sui metodi di ricerca sul campo e sull’elaborazione degli scenari futuri;
3.la formazione inter-culturale alla capacità di adattamento e leadership in condizioni non ordinarie;

L’ Extreme Lands Program è un programma che si pone come obiettivo la ricerca e la progettazione sperimentale per lo sviluppo locale sostenibile nelle comunità delle aree più remote e marginali del pianeta (tundra, taiga, alture, deserti, steppe, savana, foreste, paludi, etc…), zone di frontiera tra territori antropizzati e spazi senza presenze umane (no man’s land).

Le terre estreme svolgono funzioni vitali per la conservazione degli eco-sistemi e degli assetti idrogeologici. Contengono concentrazioni di bio-diversità e residui di arcaicità culturale (etno-diversità). Sono una testimonianza di strategie adattive in condizioni avverse, da cui è possibile trarre ipotesi scientifiche ed indicazioni metodologiche per principi e pratiche di sostenibilità. Nelle terre estreme vivono comunità vulnerabili che, se non supportate, tendono a spopolarsi, facendo venire meno il presidio umano del territorio e la preservazione di forme culturali e di saperi antichi. L’Extreme Lands Program intende anche implementare progetti per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con le organizzazioni locali in base alle loro esigenze e richieste

 

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