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Category Archives: CULTURE

Premio Nobel per la Pace a MALALA: per i talebani “la Sharia dice che anche un bambino può essere ucciso se fa propaganda contro l’Islam”, Fiamma Nirenstein in Informazione Corretta


Finalmente ce l’ha fatta la sussiegosa giuria del premio Nobel. Mentre l’anno scorso l’aveva snobbata nonostante Malala avesse quasi dato la vita per aprire la strada verso le scuole a tutte le bambine in un mondo di Talebani assassini, quest’anno il Premio Nobel per la Pace le è stato assegnato.

Anche a Oslo si sono accorti che è ormai difficile sopportare la violenza islamista contro le donne, la proibizione di tutte le libertà sin dall’infanzia, sono tempi in cui ogni giorno giungono notizie di donne rapite, stuprate, uccise. E così Malala è tornata all’attenzione della giuria come eroina di tutte le ragazze che vogliono studiare. Ha ancora 17 anni nonostante la sua vita piena di traumatiche esperienze, e il suo visino rotondo ci ricorda che ha avuto un’infanzia negata.

Malala è rimasta a lungo fra la vita e la morte, si è ripresa in Inghilterra dove si trova. IL suo premio irrita i conservatori pachistani: il leader del partito religioso Liaqat Baloch ha rilevato che la ragazza “è molto seguita all’estero… e questo insospettisce”.Dal Pakistan si è suggerito che l’attentato sia opera della CIA. I talebani, hanno definito Malala “una spia americana”. Ma spiegano anche che “è il Corano che impone di uccidere chi fa propaganda contro l’Islam ” e che “la Sharia dice che anche un bambino può essere ucciso se fa propaganda contro l’Islam”.

da Informazione Corretta.

Islamismo. Sul libro: Michael Cook, Ancient Religions, Modern Politics: The Islamic case in comparative perspective, edito da Princeton University Press, 2014


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su Amazon: http://www.amazon.it/Ancient-religions-modern-politics-Comparative/dp/0691144907/ref=sr_1_4?ie=UTF8&qid=1412924406&sr=8-4&keywords=Michael+Cook

Che cosa distingue l’Islam dalle altre religioni? Cosa lo rende diverso e in qualche modo unico nel panorama mondiale, soprattutto per quanto attiene al rapporto con la politica? Un autorevole studioso inglese, Michael Cook, ha appena pubblicato un libro su questo tema: Ancient Religions, Modern Politics: The Islamic case in comparative perspective, edito da Princeton University Press. Riccardo Chiaberge ne discute con l’islamista Massimo Campanini e con il direttore di Limes Lucio Caracciol

Dipak R. Pant, Into the Extreme Lands, in search of Sustainability (sottotitoli in italiano)


Trailer del docufilm “Into the extreme lands, in search of sustainability” (sottotitoli in italiano) sulle spedizioni scientifiche in Mongolia per missioni di osservazione, ricerca e formazione sul campo ed in itinere per comprendere gli assetti ambientali, socio-culturali ed economici dei popoli e per elaborare immagini alternative del futuro dei contesti osservati (field survey and scenario planning). Le spedizioni si pongono tre obiettivi principali:
1.l’osservazione diretta di sistemi economici ed i loro contesti sociali ed ambientali;
2.la formazione inter-disciplinare sui metodi di ricerca sul campo e sull’elaborazione degli scenari futuri;
3.la formazione inter-culturale alla capacità di adattamento e leadership in condizioni non ordinarie;

L’ Extreme Lands Program è un programma che si pone come obiettivo la ricerca e la progettazione sperimentale per lo sviluppo locale sostenibile nelle comunità delle aree più remote e marginali del pianeta (tundra, taiga, alture, deserti, steppe, savana, foreste, paludi, etc…), zone di frontiera tra territori antropizzati e spazi senza presenze umane (no man’s land).

Le terre estreme svolgono funzioni vitali per la conservazione degli eco-sistemi e degli assetti idrogeologici. Contengono concentrazioni di bio-diversità e residui di arcaicità culturale (etno-diversità). Sono una testimonianza di strategie adattive in condizioni avverse, da cui è possibile trarre ipotesi scientifiche ed indicazioni metodologiche per principi e pratiche di sostenibilità. Nelle terre estreme vivono comunità vulnerabili che, se non supportate, tendono a spopolarsi, facendo venire meno il presidio umano del territorio e la preservazione di forme culturali e di saperi antichi. L’Extreme Lands Program intende anche implementare progetti per lo sviluppo sostenibile in collaborazione con le organizzazioni locali in base alle loro esigenze e richieste

 

Rotherdham, Regno Unito, abusi sessuali su 1.400 bambini. Gli aggressori però non erano preti cattolici o star dell’establishment, ma membri delle comunità pachistana e islamica


“Le autorità hanno fallito per paura di essere tacciate di ‘razzismo’”. Anche Paul Valley del Guardian ci va giù duro sull’incredibile caso di Rotherham, una città di 117 mila abitanti nel nord dell’Inghilterra famosa per il carbone, teatro di abusi e violenze sessuali dal 1997 al 2013. Le vittime erano bambini da undici a sedici anni con problemi mentali, emozionali o familiari. Sarebbero oltre mille. Gli aggressori però non erano preti cattolici o star dell’establishment come Jimmy Savile, ma membri delle comunità pachistana e islamica. Così era stato tutto messo a tacere. Ieri il politico laburista Denis MacShane ha detto di non aver voluto indagare, sebbene fosse a conoscenza degli abusi, perché, “da lettore del Guardian e liberal di sinistra”, aveva paura di “affondare il barcone multiculturale”. Alexis Jay, incaricata dalle autorità di far luce su quanto era successo, ha trovato responsabilità di polizia, politici e assistenti sociali che non hanno voluto, pur sapendo, fermare le violenze. I funzionari “temevano di denunciare l’origine etnica di chi era coinvolto” col timore di essere definiti come “razzisti”. da http://www.ilfoglio.it/articoli/v/120436/rubriche/il-pedofilo-politicamente-corretto.htm

la notizia qui: Rotherdham, Regno Unito, abusi sessuali su 1.400 bambini in una sola città – Corriere.it, 2014 « POLITICHE SOCIALI e SERVIZI

ANNOTAZIONE DI PAOLO FERRARIO:

il termine RAZZISMO è da riferire alla seguente definizione oggettiva:

ricondurre il comportamento dell’individuo alla razza cui cui esso appartiene e indurre alla credenza della superiorità di una razza rispetto alle altre

dal Dizionario di politica diretto da Norberto Bobbio, Nicola Matteucci, Gianfranco Pasquino,Utet

 

Pertanto informare, denunciare, prendere le distanze, combattere comportamenti che sono del tutto estranei ai criteri di convivenza corrispondenti ai livelli raggiunti dalla civiltà dei diritti (libertà, rispetto degli esseri viventi, eguaglianza) non è razzismo

DA http://mappeser.com/2014/08/19/razzismo-la-definizione-oggettiva/

RAZZISMO: la definizione razionale ed oggettiva oggettiva sulla base dei criteri delle scienze politiche


il termine RAZZISMO è da riferire alla seguente definizione oggettiva:

ricondurre il comportamento dell’individuo alla razza cui cui esso appartiene e indurre alla credenza della superiorità di una razza rispetto alle altre

dal Dizionario di politica diretto da Norberto Bobbio, Nicola Matteucci, Gianfranco Pasquino,Utet

 

Pertanto informare, denunciare, prendere le distanze, fa valere il principio di legalità e combattere comportamenti che sono del tutto estranei ai criteri di convivenza corrispondenti ai livelli raggiunti dalla civiltà dei diritti (libertà, rispetto degli esseri viventi, eguaglianza) non è razzismo.

Maometto il profeta di dio…chi era veramente – da Bubblews


vai a: Maometto il profeta di dio…chi era veramente – Bubblews.

Eurabia e medioevo prossimo venturo: gli obiettivi degli islamisti


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10.08.2014 E’ il Califfato l’obiettivo delle guerre islamiste
di Ugo Volli

Testata: Shalom
Data: 10 agosto 2014
Pagina: 14
Autore: Ugo Volli
Titolo: «Tante guerre un solo obbiettivo: dall’Himalaya all’Oceano Atlantico creare un grande Califfato islamico»

 

Riprendiamo da SHALOM di luglio-agosto 2014, a pagg. 14-15, l’articolo di Ugo Volli dal titolo “Tante guerre un solo obbiettivo: dall’Himalaya all’Oceano Atlantico creare un grande Califfato islamico “:http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=157&sez=120&id=54763

Il califfato è una forma di governo, a capo della quale si trova il califfo. Il termine proviene dall’in arabo: خلافة (khilāfa), che significa “successione”, “luogotenenza” e si riferisce al sistema di governo adottato dal primissimo Islam, il giorno stesso della morte di Maometto e intende rappresentare l’unità politica dei musulmani, ovvero la Umma.

 

Come se fosse la prima volta che gli arabi tentano di costituire una “Grande Siria” dall’Iraq fino a Israele, passando per Siria Libano e Giordania. In realtà ci provarono appena sollevati dal giogo turco durante la prima guerra mondiale, spinti anche dalla Gran Bretagna (era il piano di Lawrence d’Arabia, che Londra continuò a perseguire prima in funzione antifrancese e poi antisraeliana fino agli anni Cinquanta). Quell’ ʿIzz al-Dīn al-Qassām da cui prendono nome le “brigate” terroriste di Hamas e anche i razzi che usano contro i civili israeliani, per esempio, era un terrorista di origini siriane, formato religiosamente in Egitto e militarmente nell’esercito turco, che sostenne la guerra contro l’Italia in Libia, poi combatté contro i francesi in Libano, partecipò alle stragi contro gli ebrei del mandato britannico e fu ucciso dagli inglesi a Jenin negli anni Trenta. I percorsi sono gli stessi, solo con un notevole ampliamento fino all’Himalaya da un lato e all’Oceano Atlantico dall’altro. Uguale è l’ideologia, la crudeltà dei metodi di lotta, il fanatismo, l’odio per i non musulmani. Uguali le linee strategiche, spesso anche le basi e gli avversari.

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