Un uomo di 26 anni, pregiudicato per spaccio, litiga con moglie e suocera e come reazione lancia il figlioletto di 16 mesi nelle acque del Tevere, in una mattina gelida di una Roma insolitamente coperta di neve. Colto da raptus, si dice.
Ma dietro al raptus c’è sempre dell’altro, ravvisabile nello stile di vita, nel carattere, nel tipo di relazioni che una persona intrattiene con i propri familiari e con il mondo, nel suo equilibrio psichico. In questo caso emerge una personalità immatura e vendicativa tipica di un uomo incapace di controllare i propri impulsi, con una visione strumentale delle altre persone.
Come Medea, anche se di sesso maschile, questo giovane padre ha colpito la moglie attraverso il figlioletto, come se il piccolo fosse un oggetto, una sua proprietà e non invece una persona a pieno titolo con le sue necessità, la sua individualità e i suoi diritti, tra cui in primo luogo quello di vivere.
Questo caso ripropone in maniera esasperata e tragica il problema dell’atteggiamento di alcuni genitori nei confronti dei figli che diventano un terreno di guerra quando i rapporti tra di loro si fanno critici.
Una condizione che emerge molto chiaramente in alcune cause di separazione e di divorzio dove i figli vengono usati in maniera strumentale come armi di ricatto, come spie o come ostaggi contro l’ex, senza preoccuparsi delle sofferenze che vengono loro inflitte e delle conseguenze che tali dolori precoci potranno avere sulla loro vita futura.
Proprio perché sui bambini si investono forti sentimenti, colpendo i bambini si ha la certezza non solo di colpire il partner al cuore, ma anche di distruggere l’idea stessa di famiglia e tutto ciò che si è realizzato insieme.
La nota psicoanalista Alice Miller spiegava nei suoi scritti come i figli, in particolare i più piccoli, corrano dei forti rischi quando il genitore ha una personalità immatura, non ha risolto problemi legati alla propria infanzia, è egocentrico e incapace di gestire le proprie dinamiche emotive.
Essi diventano facilmente le vittime designate in quanto prossimi al genitore e impossibilitati a difendersi. Ma colpendo il proprio figlio un genitore rivela anche il desiderio di colpire se stesso e se non ne ha una coscienza immediata, perché travolto dall’emozione e dall’azione violenta, dovrà prenderne atto successivamente.
Cosa fare per mettere in sicurezza i bambini da situazioni e dinamiche a rischio che, anche se non così estreme, potranno lasciare una ferita psichica per il resto della vita.
E’ di estrema importanza che si affermi in modo diffuso una cultura dell’infanzia in cui i bambini non siano visti come proprietà dei genitori, come loro appendici di cui disporre a piacimento.
Non bisogna infatti confondere l’amore con il possesso, le cure con il blocco dell’autonomia e la mancanza di rispetto. Alcune famiglie poi, come quella al centro di questa tragica vicenda, andrebbero seguite da vicino specialmente quando i genitori vivono nell’illegalità e/o quando emergono condizioni di forte conflittualità tra i partner.
Serpelloni G.; Diana M.; Gomma M.; Rimondo C.
20 Gennaio 2011
Aspetti tossicologici, neuropsichici, medici, sociali e linee di indirizzo per la prevenzione e il trattamento.
Estratto della Presentazione
Con questa pubblicazione si è voluto mettere a fuoco una serie di informazioni scientifiche sugli effetti della cannabis e dei suoi derivati da poter offrire a tutti gli operatori del settore e a quelle persone che vogliono rendersi conto di quanto una sostanza di questo genere possa essere pericolosa per la salute.
Nello svolgimento della pubblicazione si sono approfonditi aspetti legati alla disciplina delle neuroscienze ma anche alla psicologia del comportamento e della sociologia. Si è potuto così approfondire una serie di conoscenze strutturandole in una sequenza di articoli che rappresentano un’aggiornata e ricca bibliografia e sitografia per chi volesse ulteriormente approfondire la materia.
Dott. Giovanni Serpelloni
Capo Dipartimento Politiche Antidroga
Presidenza del Consiglio dei Ministri
Codice di autoregolamentazione
Indicazioni per lo svolgimento dei programmi radiotelevisivi che trattano il tema dell’uso di droghe e dell’abuso di alcol, con particolare riferimento alla tutela delle persone minori
Sessanta miliardi di euro: a tanto ammontava nel solo 2010 il fatturato che le mafie italiane avrebbero ricavato dal traffico di droga. Una fonte di ricchezza fondamentale, che se venisse a mancare potrebbe letteralmente mettere in ginocchio il crimine organizzato. Nell’ultimo lavoro di Quattro-gatti, Stefano Gurciullo analizza proprio il legame fra le mafie e le politiche di contrasto al narco-traffico.
Franco Prina (a cura di) CONSUMO DI DROGHE E SANZIONI AMMINISTRATIVE Un bilancio sull’applicazione dell’art. 75 del DPR 309/90
pp. 320, Euro 35,00; E-book Euro 28,00, Cod. 1525.45, Collana: Sociologia del diritto – fondata da R. Treves
La riabilitazione alcologica nelle strutture residenziali lombarde tra vecchi schemi e nuove esigenze.
Seminario
23 novembre 2011 dalle ore 09.00 alle 0re 16.30
Nuovo Spazio Guicciardini
VIA Macedonio Melloni, 3 – Milano
L’intervento dei moduli specialistici per alcoldipendenti nelle CT della Lombardia sta uscendo dalla fase sperimentale con un bagaglio di esperienze e di modelli che consentono una riflessione a tutto campo sulle strategie operative e sulle esigenze che l’attuale utenza presenta.
In questo seminario la Provincia di Milano, in collaborazione con la SIA Lombardia, propone agli operatori del settore e a tutti gli specialisti dei SerT e dei Servizi di Alcologia della Regione, un momento di approfondimento sulle esperienze che si vanno consolidando ma anche sulle nuove esigenze che l’utenza alcoldipendente pone, ormai da tempo, all’attenzione dei servizi e delle comunità.
Droga, pubblicato il censimento delle strutture socio-riabilitative per il recupero dei tossicodipendenti
Lo studio, a cura della Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno, fotografa la situazione in Italia al 31 marzo 2010
Una fotografia sulla consistenza delle strutture private operanti in Italia nel campo del recupero dei tossicodipendenti è disponibile grazie ad uno studio curato periodicamente dalla Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno.
Le informazioni sulle strutture sono disaggregate a livello regionale e provinciale e suddivise in base alla tipologia (residenziale, semi-residenziale e ambulatoriale) e riporta la sede legale e sociale, con l’indirizzo, i recapiti telefonici e di fax delle singole strutture, nonché l’eventuale iscrizione all’albo, le convenzioni, la ricettività ed il numero di utenti in carico, alla data del 31 marzo dell’anno di riferimento.
LE COMUNITÀ TERAPEUTICHE
La nascita e la diffusione delle comunità terapeutiche è stata una delle risposte che la società ha fornito rispetto alla diffusione del fenomeno della tossicodipendenza in Italia. I modelli terapeutici proposti e le metodologie su cui si basa l’offerta terapeutica delle comunità costituiscono una risposta efficace ed articolata al problema droga.
La diversità di soluzioni proposte dagli operatori delle comunità deriva anche dai contesti socio-culturali delle diverse tipologie di utenti ed ogni strategia operativa presuppone una filosofia sull’origine della tossicodipendenza e un conseguente approccio terapeutico.
Alcune comunità ancora oggi interpretano il fenomeno come originato dal disagio psicologico vissuto nelle prime fasi di vita e nell’adolescenza degli individui, per altre la tossicodipendenza sarebbe originata dall’insoddisfazione o dall’inadeguatezza di personalità particolarmente fragili alla realtà sociale; alcune comunità si pongono come famiglie sostitutive che aiutano gli individui a diventare autonomi e ad assumersi delle responsabilità nei confronti della propria esistenza, altre invece si pongono come realtà micro sociali alternative.
Le strutture socio-riabilitative a volte utilizzano come metodologia di cura la condivisione di un modello di vita e puntano sulla costruzione di personalità libere dalla droga che siano in grado, una volta terminato il percorso terapeutico, di trasferire anche all’esterno gli ideali acquisiti ed interiorizzati. Di queste, una parte danno un grande rilievo all’attività lavorativa, con l’obiettivo di far crescere i tossicodipendenti, bloccati dalla droga in uno stadio adolescenziale, attraverso l’acquisizione di competenze ed assunzione di responsabilità personali da utilizzare una volta terminato il percorso terapeutico.
Altre ancora, con l’ausilio della psicoanalisi e delle tecniche di psicoterapia individuale e di gruppo, puntano sulla presa di coscienza, da parte delle persone in trattamento, dei conflitti profondi che hanno determinato i loro comportamenti devianti: l’obiettivo di quest’ultimo approccio è di far acquisire agli individui la capacità di riconoscere e gestire le proprie tensioni inconsce. In alcune comunità tali approcci differenti possono coesistere.
In questa sezione ci sono dati e documenti sulle attività della Direzione Centrale per i servizi antidroga, della Direzione Investigativa Antimafia e della Stradale.
Nelle pagine dedicate al Ministero dell’Interno sono presenti i rapporti sullo stato della sicurezza in Italia.
Dalla Colombia all’Italia fino all’Europa e agli Stati Uniti: viaggio in presa diretta nel traffico dell’oro bianco
Tutto l’illecito della cocaina documentato passo dopo passo.
Un’inchiesta durata più di due anni, dall’oscura foresta colombiana ai paesi dell’Aspromonte calabrese, per ricostruire i misteri di un potere criminale feroce, ricchissimo, efficiente e ormai globalizzato.. (segue)
La cocaina viaggia, sempre di più, sotto il mare. E se fino a poco tempo fa i trafficanti sudamericani disponevano di sottomarini artigianali e poco capienti, ora, grazie all’enorme disponibilità di denaro, alla tecnologia e alla complicità di tecnici compiacenti, sono in grado di fabbricare natanti grandi, veloci e sofisticati, in grado di coprire anche lunghe distanze. La Dea, l’Agenzia antidroga americana, ha di recente lanciato l’allarme e messo in guardia i colleghi di mezzo mondo. Perché si teme che i cartelli siano già in grado di trasportare la coca dal Sudamerica alle coste africane e addirittura nel Mediterraneo. Anzi, stando ad alcune fonti di intelligence, le nuove rotte sarebbero già state sperimentate. E, i messicani soprattutto, già signori della droga nelle Americhe e in Australia, potrebbero d’ora in poi controllare direttamente anche il florido mercato europeo. Con conseguenze immaginabili vista l’efferatezza che li contraddistingue.
Fino a qualche anno fa le ‘dipendenze’ erano quasi esclusivamente associate all’abuso di sostanze. Oggi, invece, si parla sempre più di “nuove dipendenze” per definire alcuni comportamenti o abitudini, spesso legati a contesti socialmente accettati, dei quali non possiamo fare a meno: loshopping, il gioco, internet, sono solo alcuni esempi. Nel volume “Le nuove dipendenze. Analisi e pratiche di intervento”, pubblicato da Cesvot e a cura di Valentina Albertini e Francesca Gori (Cesvot, “I Quaderni”, n. 52, luglio 2011, 185 pp.), una approfondita e aggiornata analisi del fenomeno ma anche esperienze di intervento e prevenzionerealizzate grazie all’impegno sinergico di associazioni, gruppi di auto-aiuto e servizi territoriali. Infine storie, racconti e testimonianze.
Il consumo di droga e alcol nel nostro paese continua a scendere, confermando il trend positivo registrato negli ultimi tre anni. La relazione annuale sulluso di sostanze stupefacenti è stata presentata dal sottosegretario Giovanardi nel corso di una conferenza stampa a Palazzo Chigi il 28 giugno scorso. Tutte le sostanze stupefacenti trovano sempre un minor uso da parte della popolazione giovanile che, soprattutto negli ultimi anni, sembra esprimere, nella maggioranza dei casi, un atteggiamento più consapevole e responsabile, nei confronti della necessità e dellopportunità di evitare qualsiasi uso di droghe. I dati emersi dimostrano, infatti, una maggiore consapevolezza sui rischi legati alluso di droga. Per quanto riguarda la mortalità, da tempo si registra un decremento dei decessi droga correlati (nel 1999 i decessi sono stati 1.002, mentre nel 2010 sono stati 374), in percentuale maggiore rispetto alla media europea. Da notare un aumento delletà media del decesso e un incremento dei decessi delle donne rispetto agli uomini (9,0% nel 2009 11,2% nel 2010). LUmbria risulta essere la Regione più critica, con un tasso medio di mortalità acuta droga correlata cinque volte superiore a quello nazionale e in aumento rispetto al 2009. Quando alle strategie antidroga seguono con coerenza una serie di azioni permanenti e capillari contro il consumo delle droghe, con i controlli, con la prevenzione, con linformazione, con lazione di contrasto, i risultati, pian piano, sicuramente emergono.
una sentenza della Cassazione ha sdoganato il “pollice verde” di tantissimi consumatori di cannabis. Secondo i giudici della Cassazione, la coltivazione di una piantina di marijuana “non ha alcuna portata offensiva”.
I coltivatori improvvisati di “erba” potranno abbandonare coperture improbabili e serre arrangiate, ed esibire sul terrazzo di caso la loro piantina anche quando germoglia senza preoccuparsi di essere fotografati e scoperti dalle forze dell’ordine.
I giudici della Cassazione hanno respinto il ricorso con il quale il procuratore generale della Corte di Appello di Catanzaro ha protestato contro l’assoluzione di un ragazzo di 23 anni sorpreso con una piantina di “maria” sul balcone della sua abitazione a Scalea (Cosenza). i giudici hanno di fatto ribaltato la giurisprudenza tradizionale, secondo la quale deve essere sempre punita la coltivazione di sostanza stupefacente.
In particolare la Cassazione ha fatto riferimento a un principio giuridico che “sebbene timidamente ha già” fatto capolino nella giurisprudenza di merito e di legittimità, tira in ballo la necessità che il possesso limitato di piante o principi droganti sia in grado di procurare danni.
Dunque, quando la “modestia dell’attività posta in essere” – è scritto nella sentenza – emerge da circostanze oggettive di fatto, come in questo caso la coltivazione di una piantina in un piccolo vaso sul terrazzo di casa con un principio attivo di mg 16, il comportamento dell’imputato deve essere ritenuto del tutto inoffensivo e non punibile anche in presenza di specifiche norme di segno contrario.
In conclusione, ha osservato la Cassazione, non solo non è punibile alcun comportamento non previsto dalla legge come reato, ma non è punibile nemmeno il reato che non procura danni a nessuno: in altre parole “nullum crimen sine lege” ma anche “nullum crimen sine iniuria”.
L’eroina risulta l’ultima fase di un percorso di uso o abuso di sostanze, che inizia con fumo e alcol nell’adolescenza e continua poi con marijuana, amfetamine, ecstasy, cocaina.
Da notare che c’è una motivazione personale, nella maggioranza dei casi è il paziente stesso che decide di curarsi, anche aiutato da parenti o amici, soprattutto perché preoccupato per la sua salute e poi per voglia di normalità e senso di responsabilità (rispetto a perdita del lavoro, malattie, ecc). I due terzi sono in cura con metadone, un quarto con il farmaco che combina buprenorfina e naloxone, il 13% con buprenorfina. “L’80% si dichiara soddisfatto della terapia che viene vista come un alleato per ottenere una vita normale, una salute migliore e la scomparsa del craving” rileva Stefania Fregosi, direttore Ricerche quantitative Dipartimento Healthcare Gfk Eurisko. “In quest’ottica è particolarmente positivo che il 71% riceva il farmaco in affido, anche se per brevi periodi, che consente una gestione autonoma e dà fiducia al soggetto, è visto come un’alleanza terapeutica tra medico e paziente (i medici nella ricerca concordano nel giudizio positivo). Fondamentali sono anche la terapia psicologica e il counselling, sette pazienti su dieci ricevono questo approccio integrato e nove su dieci ne riconoscono l’utilità. Infine l’80% ritiene la propria condizione stabile e il 93% è soddisfatto del servizio”.
Emergono anche due aspetti negativi: la diversione e il misuso. Un terzo dei pazienti ammette cioè di aver venduto il farmaco sul mercato nero e il 15% di esserselo somministrato in modo improprio cioè iniettandolo (per sballare, per abitudine, per crisi di astinenza).
Droga. Global Commission: “Legalizzarla perché non si può sconfiggere” È l’inaspettata proposta della Global Commission on Drug Policy, secondo la quale 50 anni di guerra alla droga sono stati un completo fallimento ed è ora di ammetterlo. E di “iniziare a trattare i tossicodipendenti come malati e non come criminali”, perché “le politiche repressive rivolte al consumatore hanno finora impedito di mettere in atto misure di sanità pubblica per ridurre l’Hiv, le vittime dell’overdose e altre pericolose conseguenze dell’uso della droga”. Leggi…
la domanda e l’offerta di droga rimangono elevate. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale relativo al traffico delle sostanze stupefacenti nel 2010 che è stato presentato oggi dalla Direzione centrale per i servizi antidroga.
I dati, nel dettaglio, mostrano che nel 2010 sono stati sequestrate più di 31 tonnellate di sostanze proibite e denunciate più di 39 mila persone, di cui 12 mila stranieri e 1.139 minori, in oltre 22 mila operazioni antidroga.
Il mercato degli stupefacenti attraversa una fase di evoluzione e diversificazione: accanto alle droghe tradizionali, eroina, cocaina e cannabis, aumenta, infatti, la diffusione di quelle sintetiche, soprattutto tra i più giovani.
Il Rapporto 2010 è composto di due parti: la prima dedicata al narcotraffico internazionale, la seconda sulla situazione italiana e l’attività di contrasto della Polizia di Stato.
Approvata dalle Nazioni Unite a Vienna la risoluzione presentata dall’Italia: Prevenzione, riabilitazione e reinserimento, così si combattono gli effetti negativi delle droghe e si recuperano le persone tossicodipendenti.
il “ponte” non lo farebbe la sostanza, cannabis o altro, ma il temperamento della persona che prova e
rischia, e che è attratta da tutto ciò con cui si può stimolare o alterare (la cosiddetta personalità “tossicofilica”). Da uno studio dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (Degenhardt, 2010) si rileva un dato invece più chiaro: il
cambiamento della diffusione della nicotina, per effetto delle leggi restrittive negli USA, non ha influenzato l’uso delle
droghe che erano successive alla nicotina nella sequenza precedente. Così, sembra che le persone che tendono a usare droghe
inizino con una più “leggera” e poi passino ad una più pesante, ma senza scegliere di preciso quale. Per prevedere i rischi
di abuso di droghe in età adulta sono importanti: l’uso di una qualsiasi droga, l’età di inizio di una qualsiasi droga, e la
presenza di un disturbo mentale prima dei 15 anni. Non parrebbe che quindi ci siano “droghe-ponte”, ma “temperamenti-ponte”, cioè le persone passano da una droga all’altra più
di quanto le droghe creino dei ponti per le persone. I “ponti” potrebbero esserci in un senso diverso: alcune droghe potrebbero creano una predisposizione biologica, accorciando
i tempi con cui, passando ad una sostanza diversa, si sviluppa un legame di dipendenza.
Manuale di psicologia dello sviluppo
e dell’adolescenza
A cura di C. Faliva, Psicologa e psicoterapeuta,
insegna presso Università Tor Vergata, Roma, responsabile della U.O.S.D. Educazione alla salute ASL Rm C, collabora con numerosi enti tra cui ISS, ASP Lazio e MIUR, docente e direttore di corsi per la promozione della salute.
TRA NORMALITA’
E RISCHIO
Spesso enigmatico e sconcertante, il comportamento trasgressivo degli adolescenti colpisce profondamente anche per la loro apparente incapacità di prevedere le conseguenze delle azioni.
Giocare con il pericolo è qualcosa che si lega indissolubilmente con l’adolescenza.
Solo facendo i conti con questa realtà si possono dare risposte ai quesiti che l’adolescente si pone: Chi sono? Dove vado? Perché vivo?
Per rispondere a queste domande come operatori sanitari non è sufficiente ricorrere alla propria cultura scientifica ma bisogna dare spazio alla creatività terapeutica, che permette di andare oltre il pensiero cognitivo, assunto spesso come unico riferimento scientifico.
Nato da un preciso confronto di linee e aspetti teorici di riferimento, questo nuovo volume, valido strumento di studio e di lavoro per l’approfondimento della preparazione professionale, affronta il tema dell’adolescenza oggi, esaminando disturbi del comportamento alimentare (DCA) e dipendenze (alcol, tabacco e droghe), e presenta il counselling, strumento e tecnica di relazione tra l’operatore sanitario e l’adolescente:
1.
Lo sviluppo dell’individuo
Cenni storici.
Le teorie dello sviluppo.
Definizione sistemica dello sviluppo.
Le caratteristiche dello sviluppo.
I più grandi studiosi del XX secolo.
Jean Piaget.
Lev Semënovič Vygotskij.
Jerome Seymour Bruner.
John Bowlby.
Donald Woods Winnicott.
2.
I tre ambiti dello sviluppo
Lo sviluppo cognitivo.
Lo sviluppo affettivo.
Lo sviluppo sociale.
3.
Lo sviluppo nell’infanzia
Accrescimento e sviluppo nel bambino.
Le tappe principali della crescita.
La valutazione dell’accrescimento in età pediatrica.
Sviluppo e scelte alimentari.
4.
Lo sviluppo nell’adolescenza
Cenni storici.
L’età del cambiamento.
Adolescenza: evoluzione o crisi?
Adolescenza e identità.
La nuova adolescenza.
5.
L’adolescenza e il rischio
Emotività e trasgressione.
Atteggiamenti e comportamenti.
I fattori di protezione e i fattori di rischio in adolescenza.
La sindrome dei comportamenti rischiosi.
Comunicare con gli adolescenti.
6.
L’adolescenza e la sessualità
La pubertà.
Sessualità e comportamenti rischiosi.
La salute sessuale e riproduttiva: i servizi adolescent-friendly.
7.
L’adolescenza e i disturbi del comportamento alimentare (DCA)
I disturbi del comportamento alimentare: cenni introduttivi.
Il quadro diagnostico dei disturbi del comportamento alimentare.
I disturbi dell’alimentazione ad esordio infantile.
I disturbi alimentari atipici.
I DCA “in rete”.
8.
L’adolescenza e l’alcol
L’alcol etilico: cenni introduttivi.
Assorbimento ed eliminazione dell’alcol.
L’alcolemia.
Gli effetti dannosi dell’alcol.
L’alcolismo: diagnosi e tipologie alcoliche.
L’alcol, i giovani e le nuove tendenze.
Alcol e guida: aspetti normativi.
Alcol: falsi miti… e luoghi comuni.
9.
L’adolescenza e l’uso di sostanze
Tossicodipendenza: diagnosi e personalità.
Le sostanze: classificazione ed effetti.
Tossicodipendenza e aspetti normativi.
L’uso di sostanze in adolescenza: il gruppo dei pari e la famiglia.
10.
L’adolescenza e il tabagismo
E pidemiologia.
Tabacco e dipendenza.
Polidipendenza e tabagismo: elementi diagnostici.
Tabacco e comorbilità psichiatrica.
I rischi per la salute.
Tutela dei non fumatori e della salute pubblica: il quadro normativo.
11.
L’adolescenza e le nuove dipendenze
Dipendenze e nuove dipendenze: sviluppo in termini psicosociali.
Dipendenza da gioco d’azzardo.
Dipendenza da nuove tecnologie.
Dipendenza da shopping.
Dipendenza da sport (exercise addiction).
12.
Le competenze di base del counselling nella relazione con gli adolescenti in ambito sanitario
Le competenze relazionali.
L’intervento di counselling in ambito sanitario.
Le competenze di base del counselling nella relazione professionale tra operatore sanitario e adolescente.
Schema processuale dell’intervento di counselling in ambito sanitario.
La formazione dell’operatore sanitario sulle competenze di base del counselling.
Per ricevere TRA NORMALITA’ E RISCHIO
Maggioli Editore – Novità aprile 2011
Pagine 232 – F.to cm. 17×24 – ISBN 6625.8
Il traffico di stupefacenti in Ticino nel 2010 rivela una sostanziale stabilità del mercato con cocaina e cannabis che
registrano i maggiori consumi. Il bilancio della Polizia Cantonale è chiaro. Tuttavia, particolarmente preoccupante, tanto
che il legislatore sta approntando opportune soluzioni, è il consumo delle smart drug. Sostanze molto pericolose che hanno
effetti simili alle droghe convenzionali ma che non sono iscritte come stupefacenti nella relativa ordinanza e che quindi non
soggiacciono alla Legge federale sugli stupefacenti. Si tratta di sostanze che sono di fatto delle droghe sintetiche attualmente ancora legali e facilmente ottenibili a prezzi
concorrenziali via Internet. La loro diffusione è un problema crescente ed è anche un ulteriore monito di come l’innovazione
sul mercato illegale richieda un controllo continuo e la capacità di prendere rapide contromisure. È altrettanto preoccupante
la possibilità di assistere in futuro a una crescita del numero di nuove droghe derivanti da prodotti farmaceutici esistenti. Il consumo – I maggiori consumi in Ticino riguardano i derivati della canapa, seguiti dalla cocaina, mentre il consumo di
eroina, che tocca essenzialmente i tossicomani cronici, rimane stabile. Al contrario di quanto avviene in altri cantoni
svizzeri e nazioni europee, non si registra un consistente traffico di ecstasy e di anfetamine. I traffici di cocaina non
hanno un asse di transito privilegiato. Invece il pendolarismo tra Zurigo ed il Ticino rimane il canale di approvvigionamento
preferito per l’eroina. Lo spaccio – In Ticino non si può parlare di vere e proprie organizzazioni criminali ma di piccole bande o gruppi con una
struttura “fai da te” che generano comunque traffici importanti e redditizi. Il narcotraffico è gestito ai piani alti della
gerarchia criminale da sudamericani per la cocaina e da persone provenienti dall’ex Jugoslavia per l’eroina. Questi gruppi
trovano la mano d’opera per i trasporti reclutandola tra soggetti che vivono nella povertà e sono attratti da un facile e
redditizio guadagno, mentre per la vendita sul territorio fanno capo ai richiedenti d’asilo avvicinati da connazionali una volta giunti in Ticino, o già partiti dal loro paese per collaborare con queste organizzazioni. Il coinvolgimento dei cittadini nigeriani nello smercio locale è alto e rispecchia la situazione registrata in altre nazioni europee.
Lo spaccio della cocaina in strada continua a essere gestito da richiedenti l’asilo provenienti dall’Africa centro occidentale, spesso con una statuto di Nem (Non entrata in materia). La cocaina spacciata in ambienti meno osservabili, quali
esercizi pubblici e discoteche, è per contro ad appannaggio di trafficanti domenicani, residenti in Ticino, che ne smerciano svariati chili.
La diffusione delle droghe (vecchie e nuove) continua a riproporre un problema che è al tempo stesso sociale e giuridico, sanitario, psicologico, educativo. La droga è inoltre il classico tema forte, strumento di consenso sul piano politico, con tutti i rischi di ideologizzazione ed elettoralismi che ciò comporta. Un discorso razionale sulle droghe, lungi dal considerare la questione prevalentemente sotto l´aspetto dell´ordine pubblico, deve invece ripartire dalla fondamentale distinzione fra consumo e dipendenza, e deve avere l´obiettivo principale di sottrarre alla clandestinità la sofferenza delle persone. In tale ambito sono necessarie politiche attente, flessibili e pragmatiche, che in vari Stati sono state effettivamente avviate: il volume rappresenta proprio un´analisi comparata delle molte soluzioni legislative individuate e adottate da diversi paesi dell´Unione Europea e dalla Svizzera: un serio punto di partenza, dunque, per la ricerca di nuove proposte. Il libro nasce anche da esperienze sul campo – in particolare di Carlo Alberto Romano – condotte all´interno del progetto Carcere e cooperazione sociale di CGM, Consorzio Nazionale della Cooperazione Sociale Gino Mattarelli.
le indico qui sotto alcune tracce per la sua ricerca e studio:
periodizzazione delle regole normative statali in tema di dipendenze e tossicodipendenze (alcuni link sono direttamente cliccabili, altri sono facilmente reperibili in rete. il testo base resta il dpr 309/1990):
Con la legge 21 febbraio 2006 n. 49 è cambiata la disciplina sanzionatoria penale e amministrativa delle sostanze stupefacenti, con effetti estesi anche alla fase della esecuzione della pena e del recupero del tossicodipendente. Il disposto del D.P.R. 9 ottobre 1990 n. 309 ne è uscito completamente cambiato. Il presente lavoro, preceduto qualche tempo fa da un breve commento delle più recenti novità normative (“Le modifiche alla normativa sugli stupefacenti”), mira a ricostruire, sviluppando, rimeditando e approfondendo detto lavoro, le novità introdotte dalla riforma del 2006 e a rivedere in toto, con i necessari aggiornamenti, tutti gli aspetti della disciplina delle sostanze stupefacenti o psicotrope che maggiormente interessano l’operatore pratico (autorità giudiziaria, avvocatura, autorità amministrativa, forze di polizia). In questa prospettiva, se pure si tratta dell’aggiornamento dell’edizione 2005 del nostro “Stupefacenti. Teoria e pratica”, il volume si riallaccia anche, costituendone la naturale evoluzione e la completa rivisitazione, ad altri lavori sulla disciplina delle sostanze stupefacenti da noi pubblicati: “Teoria e pratica degli stupefacenti” e “Droga e attività di polizia”. L’autore è magistrato, in servizio presso la Procura della Repubblica di Roma.
LEGGE n. 94 del 15 luglio 2009, DISPOSIZIONI IN MATERIA DI SICUREZZA PUBBLICA Modifica gli artt. 186 e 187 del D.L.gs n. 285/1992 per guida in stato di ebbrezza o sotto l’effetto di droghe, gli artt.75 e 75 bis del D.P.R. 309/9
DM 14 giugno 2002
Disposizioni di principio sull’organizzazione e sul funzionamento dei servizi per le tossicodipendenze delle Aziende unità sanitarie locali – Ser.T., di cui al decreto ministeriale 30 novembre 1990, n. 444
2000
Consiglio dei ministri 28 gennaio 2000, Progetto obiettivo per la lotta contro l’AIDS
1999
Accordo Stato – Regioni 21 gennaio 1999, Riorganizzazione del sistema di assistenza ai tossicodipendenti
Decreto Presidente Consiglio dei ministri 10 settembre 1999, Atto di indirizzo e coordinamento alle Regioni sui criteri generali per la valutazione e il finanziamento di progetti finalizzati alla prevenzione e al recupero delle tossicodipendenze
Circolare Ministero della sanità 30 settembre 1994 n. 20, Linee – guida per il trattamento della dipendenza da oppiacei con farmaci sostitutivi
Decreto del Presidente della repubblica 7 aprile 1994, Approvazione del Progetto – obiettivo “AIDS 1994-1996”
1993
Decreto Ministero della sanità 19 febbraio 1993, Approvazione dello schema – tipo di convenzione tra unità sanitarie locali ed enti, società, cooperative o associazioni che gestiscono strutture per la riabilitazione dei soggetti dipendenti da sostanze stupefacenti o psicotrope
Decreto del Presidente della repubblica 5 giugno 1993 n. 171, Abrogazione parziale, a seguito di referendum popolare, del Testo unico delle leggi in materia di disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza approvato con Decreto del Presidente della repubblica n. 309/1990
Legge 14 luglio 1993 n. 122, Disposizioni urgenti relative al trattamento di persone detenute affette da HIV e di tossicodipendenti
1991
Decreto del Presidente della repubblica 14 settembre 1991, Atto di indirizzo e coordinamento alle regioni per l’attivazione dei servizi per il trattamento a domicilio dei soggetti affetti da Aids e patologie correlate
Ministero della sanità 7 novembre 1991, Atto di intesa tra Stato e Regioni per la definizione di indirizzi ai fini di una organica distribuzione dei compiti tra le strutture ospedaliere e i servizi territoriali della attività di prevenzione e assistenza delle infezioni da HIV
1990
Legge 5 giugno 1990 n. 135, Programma di interventi urgenti per la prevenzione e la lotta contro l’AIDS
Legge 26 giugno 1990 n. 162, Aggiornamento, modifiche ed integrazioni della Legge n. 685/1975, recante Disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope, prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossicodipendenza
Decreto Ministero della sanità 28 settembre 1990, Norme di protezione dal contagio professionale da HIV nelle strutture sanitarie ed assistenziali pubbliche e private
Decreto Ministro sanità 30 novembre 1990 n. 444, Regolamento concernente la determinazione dell’organico e delle caratteristiche organizzative e funzionali dei servizi per le tossicodipendenze da istituire presso le unità sanitarie locali
1981
Legge 25 maggio 1981 n. 385, Adesione alla convenzione sulle sostanze psicotrope adottata a Vienna
1980
Decreto Ministero della sanità 7 agosto 1980 Regolamentazione dell’impiego dei farmaci ad azione analgesica narcotica nel trattamento dei tossicodipendenti
Decreto Ministero della sanità 10 ottobre 1980, Impiego dei preparati a base di metadone e morfina per il trattamento dei tossicodipendenti
1975
Legge 22 dicembre 1975 n. 685, Disciplina degli stupefacenti e sostanze psicotrope. Prevenzione, cura e riabilitazione dei relativi stati di tossico dipendenza
Franca Beccaria, Paola Carbone, Elisa Casini, Franco Cavallo, Lorena Charrier, Carla Collicelli, Michele Contel, Amedeo Cottino, Giuseppe De Rita, Antonella Ermacora, Maurizio Fea, Anna Ferrari, Laura Marinaro, Maria Antonia Modolo, Antonio Mosti, Sara Rolando, Angelo Romano, Robin Room, Daniele Rossi
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 23,00 Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856833232
In breve
Il volume offre una lettura articolata del “pianeta alcol”, integrando saperi e approcci disciplinari diversi. Dopo una ricostruzione della presenza delle bevande alcoliche nella storia del nostro Paese e degli stili e dei modelli culturali del consumo, il testo affronta i temi nodali della dimensione collettiva e sociale dell’alcol (economico, normativo e autoregolativo) e guarda al mondo dei giovani, descrivendo alcune significative esperienze di prevenzione e promozione della salute.
Presentazione
del volume:
A venti anni dalla sua fondazione, l’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcol propone un’approfondita riflessione sul tema oggetto del suo impegno. Il tentativo è quello di offrire una lettura articolata e, insieme, critica del “pianeta alcol”, integrando saperi e approcci disciplinari diversi.
L’itinerario presenta quattro tappe. La prima propone una ricostruzione del significato della presenza delle bevande alcoliche nella storia del nostro Paese e degli stili e dei modelli culturali del consumo. Insieme presenta una riflessione sullo stato della ricerca sul rapporto tra giovani e bevande alcoliche, con riferimento sia alle indagini di tipo quantitativo sia alle ricerche di carattere qualitativo. La seconda tappa affronta i temi nodali della dimensione collettiva e sociale dell’alcol: quello economico, quello normativo e quello molto complesso dei meccanismi di autoregolazione attivabili in una società di fronte a fenomeni problematici (come l’uso e l’abuso di alcol). La terza tappa guarda al mondo dei giovani, al loro modo di vivere il rapporto con le bevande alcoliche, alla percezione del rischio ad esse correlato, descrivendo alcune significative esperienze di prevenzione, di promozione della salute, di trattamento dei problemi alcol-correlati. L’ultima tappa presenta una riflessione sulle tendenze internazionali dei modelli di consumo di bevande alcoliche, tra globalizzazione omologante e persistenza del modello mediterraneo e dei fattori “protettivi” che lo caratterizzano, limitando i danni alcolcorrelati.
Franco Prina, PhD, professore di Sociologia della devianza e di Sociologia del diritto all’Università degli studi di Torino. Membro del Laboratorio Scientifico dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcol, ha condotto e coordinato numerose ricerche sul tema alcol e dipendenze, con particolare attenzione alle norme e alle politiche. Enrico Tempesta, già professore associato di Neuropsicofarmacologia all’ Università Cattolica Sacro Cuore di Roma e responsabile del Servizio per il trattamento delle dipendenze farmacologiche del Policlinico Gemell è presidente del Laboratorio Scientifico dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool.
Indice:
Giuseppe De Rita, Editoriale Franco Prina, Enrico Tempesta, Introduzione Saggi Carla Collicelli, Stili di vita e culture del bere in Italia Lorena Charrier, Franco Cavallo, I dati quantitativi su consumi e abuso di alcol tra i giovani: una rassegna critica Franca Beccaria, Stili del bere delle giovani generazioni: vent’anni di ricerche qualitative Daniele Rossi, Economie dell’alcol e contesto giovanile Franco Prina, Le norme sulle bevande alcoliche e la loro applicazione: un bilancio nella prospettiva socio-giuridica Michele Contel, Ammonire senza reprimere. La promozione dell’autoregolazione in contesti di policy responsabili ed efficaci Maria Antonia Modolo, L’attenzione all’alcol nei programmi di promozione dell’agio e della salute dei giovani Maurizio Fea, Evoluzione dei servizi di cura: indicazioni e prospettive Confronti Franco Prina, L’alcologia in una prospettiva multi e inter-disciplinare Esperienze Antonio Mosti, I giovani per i giovani: diario di bordo di un progetto nazionale di prevenzione alcologica nella scuola Sara Rolando, Franca Beccaria, Antonella Ermacora, Laura Marinaro, Alcol e guida: la formazione dei “moltiplicatori dell’azione preventiva” Paola Carbone, Elisa Casini, Anna Ferrari, Giovani, alcol e incidenti: una proposta di prevenzione Prospettive internazionali Robin Room, Culture “asciutte” e culture “bagnate” nell’epoca della globalizzazione Commenti Amedeo Cottino, Culture “asciutte” e culture “bagnate”: un De Profundis? Angelo Romano, Bevevamo alla nord-europea Note Attualità
Laboratorio Scientifico dell’OPGA
L’identità dell’Osservatorio Permanente sui Giovani e l’Alcool: per un’alcologia sociale.
In cosa consiste il binge drinking?
Nel bere una grande quantità d’alcool nel minore tempo possibile fino a stordirsi. Gli effetti di questo fenomeno sono noti si va dal coma etilico alla perdita del controllo delle proprie azioni e si diventa pericolosi per se stessi e per gli altri, per non parlare degli effetti negativi sulla salute che rischiano di essere permanenti. Il Binge drinking rischio di essere solo un inizio perché è frequentemente associato all’uso di sostanze stupefacenti.
In qualità di genitore, cosa fare?
Cercare di metterli in guardia e di responsabilizzare i ragazzi, ma il compito non è facile in un periodo in cui l’appartenenza a un gruppo è molto forte, l’adolescenza è un momento particolare in cui l’aspetto ribellione è necessario, segna il passaggio all’età adulta. Bisogna trovare le parole e il tono giusto per comunicare con i ragazzi.
Non c’è bisogno di assumere un tono paternalistico o moralistico, non lo accetterebbero, bisogna evitare le frasi fatte come “Non è bene quello che fai”, “Mi fa male vederti ridotto così”, “Cosa penseranno gli altri?”“Non sai il dispiacere che dai alla tua mamma” avrebbero solo l’effetto opposto, parlargli dei rischi della salute come la cirrosi epaticao cancro del fegato non serve a molto a un ragazzo o una ragazza di 14 anni è un problema che non arriva, che non sente suo.
Bisogna trovare aspetti negativi più diretti e vicini, dico quello che faccio io, “Il consumo di alcol fa avere un aspetto brutto, sporco e trasandato”, “Alcol ti fa puzzare non ti si avvicina nessuno”, “Alcol ti fa avere un alito cattivo, se hai un alito cattivo nessuno ti bacia, figurati fare altro!”“Alcool diminuisce la libido”.Lasciate in giro, senza dare a vedere , in casa opuscoli sulle storie di giovani e incidenti stradali.
Alcol la prima causa di morte tra i 15-24 anni, la prevenzione In effetti gli incidenti stradali è la principale causa di morte tra i 15-24 anni, il 50% degli incidenti stradali sono causati da persone che hanno i valori alcolmetrici alti e fuori dalla norma, con 2 bicchieri di alcool, i rischi di incidenti è moltiplicato per 2, con 3 bicchieri per 10, con 5 bicchieri di 35. Infine, è possibile anche mettere in guardia sui pericoli del coma etilico. Al di là del fatto che essi richiedono un ricovero ospedaliero non è raro la morte per soffocamento da vomito ….
Cannabis e danni alla salute è il titolo della pubblicazione, presentata il 20 gennaio 2011 a Palazzo Chigi dal sottosegretario Giovanardi e dal capo del Dipartimento per le politiche antidroga, Serpelloni. Essa prende in esame la cannabis e i danni derivanti dal suo utilizzo, relativamente agli aspetti tossicologici, psicologici, medici, sociali, illustrando le linee di indirizzo per la prevenzione e il trattamento. In particolare, lo studio esamina le alterazioni a livello celebrale provocate dall’uso di tali sostanze soprattutto durante la fase di sviluppo adolescenziale; i danni provocati al feto dall’uso di cannabis da parte della madre; le alterazioni sulle capacità cognitivi quali deficit nellattenzione, nellapprendimento, nella memoria, nella flessibilità mentale e nella velocità di processamento delle informazioni; i danni derivanti dalla tossicità su importanti funzioni, quali quella sessuale e riproduttiva. Sono descritte, infine, le conseguenze su organi e apparati. Per quanto riguarda l’utilizzo e lo smercio di cannabinoidi sintetici e smart drugs, dopo lallerta lanciata dal Dipartimento Politiche Antidroga, si è intensificata l’attività di controllo e verifica negli smart shop da parte delle forze dell’ordine: tra i risultati ottenuti, oltre al sequestro di smart drugs, la chiusura di diversi smart shop in 17 città italiane. Inoltre nel corso del 2010 si è giunti alla tabellazione di due cannabinoidi sintetici di recente creazione e di unaltra pericolosa sostanza: mefedrone, JWH-018 (noto come N-joy) e JWH-073 (comunemente chiamato Spice). Le ultime due sostanze sono state responsabili di numerosi ricoveri per intossicazione.
Volendo fare un esempio di quelle che sono le Nuove Dipendenze possiamo citare il gioco d’azzardo patologico, lo shopping compulsivo, la dipendenza affettiva, la dipendenza da lavoro e la dipendenza da Internet.
In particolare sono in aumento le problematiche di dipendenza da Internet.
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era già usato nella terapia di malati di AIDS, ma ora è stato testato su soggetti omosessuali sani, a rischio di contagio AIDS per via sessuale. La sperimentazione internazionale, condotta fra il 2007 e il 2009 ha coinvolto 11 centri di ricerca in 6 paesi del mondo (Sudafrica, Thailandia, Perù Brasile, Stati Uniti) e ha dimostrato che Trouvada, se assunto quotidianamente da adulti sessualmente attivi, è capace di ridurre il rischio di infezioni fino al 70%.
Gli esperti italiani interpellati sull’uso preventivo del farmaco, sollevano però obiezioni: Stefano Vella, direttore del Dipartimento del Farmaco dell’Iss, l’istituto Superiore di Sanità esclude che il Trouvada possa essere somministrato in maniera generalizzata, inoltre il farmaco andrebbe assunto cronicamente e finirebbe per dare effetti collaterali al rene e al fegato, inoltre ha un notevole costo. Vella ribadisce che la strada maestra per battere l’AIDS è il vaccino, che la virologa italiana Barbara Ensoli sta sviluppando con la seconda fase del protocollo di sperimentazione sull’uomo, assistita da lauti finanziamenti governativi.
Gianni Rezza epidemiologo dell’Iss ritiene che Trouvada non possa essere usato come unico “profilattico” farmacologico, perché sarebbe come dare la patente per avere rapporti sessuali non protetti, disinvolti e di conseguenza rischiosissimi, soprattutto per i giovani e le categorie più a rischio di AIDS.
Ogni anno il 1° dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS, istituita nel 1998 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, allo scopo di ricordare i progressi compiuti nella cura, nella prevenzione e nell’informazione dell’HIV/AIDS e al contempo di sensibilizzare la comunità internazionale e i singoli individui all’impegno verso le nuove sfide che l’epidemia ci pone e gli obiettivi non ancora raggiunti.
La data del 1° dicembre è stata scelta perché il primo caso di AIDS è stato diagnosticato il 1° dicembre 1981 negli USA. In questi 30 anni l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi.
Nonostante l’efficacia dei nuovi farmaci non è ancora possibile guarire dall’Aids, e la curva dei nuovi casi non ha mai smesso di crescere. In particolare, si sono registrati negli ultimi mesi dei veri e propri allarmi nel milanese e nel varesotto con medie di due infezioni al giorno, riguardanti in buona parte ragazzi molto giovani che hanno contratto il virus durante rapporti eterosessuali.
Contorno Viola e Arcigay sono due associazioni da anni impegnate nel territorio sul tema della prevenzione Aids:
Da oltre dieci anni l’Associazione Contorno Viola, in collaborazione con l’Asl VCO, ha promosso momenti formativi in tutte le scuole superiori della provincia, avvalendosi della tecnica della peer education e raggiungendo diverse migliaia di studenti.
Arcigay da oltre 26 anni si occupa in tutta Italia di prevenzione all’HIV e a tutte le malattie sessualmente trasmissibili.
La nuova campagna per il primo dicembre “Fate l’Amore. E la guerra all’AIDS” ci ricorda l’importanza fondamentale della prevenzione nei rapporti sessuali.
Arcigay Nuovi Colori e Contorno Viola saranno presenti con un gazebodomenica 5 dicembre a Verbania Intra in via baiettini dalle ore 11:00 alle ore 17:00 per la distribuzione gratuita di materiale informativo e preservativi.
Anche in futuro, con l’aiuto delle Istituzioni, continueremo ad impegnarci per contrastare questo grave, e mediaticamente sottovalutato, fenomeno.
Non più l’eroina, né la cocaina, c’è un’altra sostanza che, secondo alcuni studi, si starebbe affermando nel nostro Paese e nel mondo intero: il gioco d’azzardo. E’ una dipendenza più subdola della classica “roba”, proprio perché pensata in una pratica popolare, quale è il gioco. E’ d’altra parte una dipendenza in cui è facile cadere, in quanto la “sostanza” in questione non è né vietata, né farmacologicamente rilevante. E’ una “dipendenza senza sostanza”, eppur capace di stravolgere la vita di chi ne è interessato. Tale dipendenza inizia ora ad afferire anche ai servizi specialistici,.
…
Sul piano specifico della dipendenza patologica alcuni ser.t. si stanno attrezzando, esistono già in giro per l’Italia diverse realtà di auto mutuo aiuto, stanno già nascendo“comunità terapeutiche” per questo tipo di popolazione. Ecco che allora la natura di questi servizi cambia: il loro oggetto di lavoro non è più la tossicodipendenza (vale a dire la dipendenza da sostanze tossiche), ma la dipendenza in sé (in quanto comportamento). Si passa cioè dalla sostanza (spesso vietata) all’uso-comportamento (permesso, anzi di regola incoraggiato e pure pubblicizzato dallo Stato)
Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari
Dati:
pp. 192, 1a edizione 2010 (Cod.435.19)
Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 22,00 Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856830279
Tipologia: E-book Prezzo: € 18,00 Possibilità di stampa: No Possibilità di copia: No Possibilità di annotazione: Si Portabilità: Si Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856828504 Formato: PDF per Digital Editions Dimensione: 1276 KB Informazioni sugli e-book
Informazioni essenziali sulle droghe ricreative, spiegazioni delle tappe significative della crescita dei giovani, istruzioni su come fronteggiare fattori di rischio e sviluppare fattori di protezione: un volume per genitori, insegnanti, educatori alla ricerca di strumenti nuovi per lavorare “con” e “per” i giovani. Nella trattazione sono indicati in modo semplice e chiaro gli strumenti più idonei per contrastare la dipendenza e favorire il benessere mentale dei giovani.
Presentazione
del volume:
Il volume si rivolge a genitori, insegnanti, educatori alla ricerca di strumenti nuovi per lavorare “con” e “per” i giovani.
È sempre più difficile, per chi svolge una funzione educativa, aiutare il giovane ad affrontare con equilibrio le numerose sfide del mondo contemporaneo. Esercitare il ruolo dell’adulto significa conoscere tali sfide, sapersi destreggiare tra i dubbi e le paure che le stesse suscitano, trasmettere messaggi positivi e rassicuranti.
Centrale è il confronto con le droghe ricreative, le droghe che hanno invaso lo spazio vitale del giovane, quel momento ricreativo così importante per il senso di appartenenza, la relazione con l’altro e la verifica di sé.
Cannabis, anfetamina, L.S.D., ecstasy, ketamina, smart drugs (droghe furbe) e designer drugs (droghe su progetto) sono illustrate come “risposte” mascherate ai bisogni della crescita. L’uso ricreativo è un’espressione complessa dell’incontro con la droga, un mix di desiderio e bisogno che avvicina il piacere alla ricerca d’identità, all’atto dimostrativo, al superamento della solitudine e della paura del futuro.
Nella trattazione sono indicati in modo semplice e chiaro gli strumenti più idonei per contrastare la dipendenza e favorire il benessere mentale della giovane generazione: informazioni essenziali sulle droghe ricreative, spiegazioni delle tappe significative della crescita, istruzioni su come fronteggiare fattori di rischio e sviluppare fattori di protezione.
Riflessioni, testimonianze e indicazioni pratiche predispongono un percorso variamente adattabile ai propri mezzi e al proprio ruolo, favorendo un nuovo modo di operare per la prevenzione, dove al centro è collocato l’adulto che fiancheggia il giovane e non più la delega all’esperto.
Franco Riboldi, medico chirurgo, specialista in Igiene e Medicina preventiva, è specialista in Criminologia clinica, psicoterapeuta e responsabile del Servizio territoriale dipendenze di Merate (ASL di Lecco). È autore dei volumi: Stop alla dipendenza da fumo (De Vecchi, 2008); Stop alla dipendenza dall’eroina (De Vecchi, 2008); Stop alla dipendenza dall’Alcol (De Vecchi, 2009). Enrico Magni, psicologo presso il Centro Psico-Sociale di Bellano (Azienda Ospedaliera di Lecco), è psicoterapeuta, sessuologo, specialista in Criminologia clinica e docente di Criminologia presso l’Université des Sciences de l’Homme Paris, Dipartimento italiano, Padova. È autore di diversi saggi sul disagio giovanile tra cui il Il male di vivere (Sapere, 2003); La discarica dei folli (Sapere, 2005); L’atto violento: aspetti biologici, psichici, psichiatrici (Sapere, 2006).
Indice
Mauro Borelli, Premessa
Introduzione
(Perché droghe ricreative; A chi è rivolto questo libro; Come utilizzare questo strumento in famiglia; Come utilizzare questo strumento a scuola; La droga come risposta; Fattori di rischio e fattori di protezione; L’immaginario giovanile; Il percorso modulare)
Spinello e incertezza d’identità
(Scopri la trappola: il serpente infelice; Guardati allo specchio: a cosa pensi?; Esplora il mondo che ti circonda: Il gruppo dei pari; Metti a fuoco i fattori di rischio: Le relazioni negative; Sviluppa i fattori di protezione: Gestione dello stress; I passaggi chiave della prevenzione)
Anfetamine e bisogno dimostrativo
(Scopri la trappola: Il cavaliere nero; Guardati allo specchio: sai riconoscere i tuoi limiti?; Esplora il mondo che ti circonda: Le strade da seguire; Metti a fuoco i fattori di rischio: La sensation seeking; Sviluppa i fattori di protezione: Controllo delle emozioni; I passaggi chiave della prevenzione)
LSD e ripiegamento su di sé
(Scopri la trappola: Il fiore del deserto;Guardati allo specchio: Sei felice?;Esplora il mondo che ti circonda: La famiglia e i suoi cambiamenti; Metti a fuoco i fattori di rischio: Le distrazioni dell’adulto; Sviluppa i fattori di protezione: Creatività; I passaggi chiave della prevenzione)
Ecstasy e ricerca di contatto
(Scopri la trappola: La maschera d’oro; Guardati allo specchio: Come ti rapporti con gli altri?; Esplora il mondo che ti circonda: Le suggestioni della moda; Metti a fuoco i fattori di rischio: Gli spazi dell’incontro; Sviluppa i fattori di protezione: comunicazione efficace; I passaggi chiave della prevenzione)
Ketamina e unità mente-corpo
(Scopri la trappola: La porta segreta; Guardati allo specchio: Che voto ti dai?; Esplora il mondo che ti circonda: L’incontro con l’altro sesso; Metti a fuoco i fattori di rischio: Il rifiuto di sé; Sviluppa i fattori di protezione: Autostima; I passaggi chiave della prevenzione)
Nuove droghe e paure del futuro
(Scopri la trappola: La stella senza luce; Guardati allo specchio: Cosa vuoi fare da grande?; Esplora il mondo che ti circonda: L’inserimento nella società; Metti a fuoco i fattori di rischio: La mancanza di riferimenti; Sviluppa i fattori di protezione: Problem solving; I passaggi chiave della prevenzione)
Conclusioni
Bibliografia
Allegato.
Anche in Italia (come negli altri grandi paesi europei), nell’ultimo anno si è finalmente registrato un significativo calo dei consumi di tutti i principali stupefacenti. Si è così invertita quella costante tendenza all’aumento all’uso di droga che preoccupava molti, dai genitori più attenti alla Ue.
Sono dati che danno speranza. Per la cannabis, ad esempio, la droga di «decollo» verso tutte le altre (oltre che la più usata nel mondo), il consumo negli ultimi 12 mesi è diminuito nella popolazione generale del 63%, ed in quella degli studenti dai 15 ai 19 anni del 21% (per l’eroina il calo è stato del 15.4, e per la cocaina del 16.7). Non è solo per la crisi; altri consumi ”ricreativi“ giovanili non sono diminuiti. È qui evidente, invece, l’effetto dei drug test per i lavoratori con mansioni rischiose, per chi chiede la patente o patentino; dei test su strada (finalmente si fanno in più di 30 dei maggiori comuni italiani: ma non basta).
Questi interventi hanno mostrato alla popolazione che lo Stato (non solo a parole) è davvero contrario a che le persone si droghino, e determinato a controllare il fenomeno non solo con saltuarie operazioni di polizia, ma con controlli sistematici sulla vita dei cittadini. Come era già accaduto in altri Paesi, a cominciare dagli Usa, la popolazione ha reagito, cominciando ad allontanarsi dai comportamenti vietati.
Gentilissimo professore,
so che forse mi sto muovendo troppo presto per la tesi di terzo anno, visto che inizio il terzo anno tra poco, ma mi chiedevo se fosse possibile lavorare con lei alla sua realizzazione.
Ho già incontrato la prof. (..) la quale mi ha chiarito un pochino le idee spiegandomi sia meglio attingere idee da una tematica già trattata, ad esempio nel corso del tirocinio. Ho poi contattato il Dott. /…) (mio supervisore di tirocinio) e lavorato con lui sul possibile tema.
Mi piacerebbe, per la tesi, analizzare il fenomeno dell’abuso alcolico tra i teenagers, presentare magari i risultati di un questionario somministrato nelle scuole, per poi giungere a rispondere alla domanda che mi sono posta al termine del tirocinio: al NOA giungono soprattutto uomini e donne di mezza età, ma i ragazzi che abusano di alcol dove vanno? Quali sono i servizi che si prendono cura di questo problema? Quali le politiche legislative di contrasto al problema?
Questa ovviamente è solo un’idea, cosa ne pensa?
Anticipatamente ringrazio e distintamente saluto.
RISPONDO
gentile (..)
l’idea di PENSARE la tesi per tempo è ottima.
la costruzione di un testo scritto è sempre come un lungo viaggio.
vedrai che la tua scaletta iniziale cambierà e verrà regolarmente aggiornata ed integrata con altre connessioni e filoni di indagine professionale
la profsa (..) è una delle maggiori esperte italiane in metodologia della ricerca e sarà in grado di darti tutti i suggerimenti necessari per definire il questionario e le sue modalità di somministrazione ed analisi
(..) è professionalizzato da tempo sul tema delle dipendenze e (…) ha lavorato per anni nelle alcoldipendenze
dunque avrai ogni supporto possibile
quanto a me il mio lavoro di “consulenza” consiste nell’offrire a tantissimi studenti italiani dei servizi fonti informative e selezionate in tema di politica dei servizi sociali
leggerò dunque volentieri i tuoi semilavorati
nel frattempo posso dirti che la tua ipotesi di ricerca è molto buona
secondo me le giovani generazioni non distinguono fra uso ed abuso di sostanze alcoliche.
il comportamento estremo è tipico dei post-adolescenti. e dato oggi le adolescenze sono molto lunghe la sitazione è quella di un mimetismo dentro comportamenti vissuti come normali. bassa percezione del rischio, allentamento delle grandi istituzioni educative, sollecitazione del mondo esterno sono tutti fattori che congiurano ad abbassare le autodifese della propria salute
alcuni di loro, poi arriveranno ai servizi sociosanitari quando l’alcol avrà cominciato ad incidere sui loro corpi. ed allora i servizi faranno, come potranno, il loro lavoro
dunque l’orizzonte del tuo argomento dovrebbe indagare sul tema più generale delle “dipendenze” (perchè si manifestano in modo diffuso questi comportamenti?) al cui interno ci sono le forme particolari di tossicodipendenza (da alcol, da nuove sostanze ecc,)
Testi per insegnanti, operatori sociali e sanitari. Testi per psicologi clinici, psicoterapeuti
Dati:
pp. 272, 1a edizione 2010 (Cod.1350.35)
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Tipologia: Edizione a stampa Prezzo: € 29,00 Disponibilità: Buona
Codice ISBN 13: 9788856823851
Tipologia: E-book Prezzo: € 23,00 Possibilità di stampa: No Possibilità di copia: No Possibilità di annotazione: Si Portabilità: Si Ottimizzazione: per PC, Mac, NoteBook, NetBook
Codice ISBN 13: 9788856827248 Formato: PDF per Digital Editions Dimensione: 1314 KB Informazioni sugli e-book
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In breve
Al fine di migliorare la qualità dei trattamenti per i pazienti cocainomani che afferiscono al sistema dei Servizi per le dipendenze della Regione Emilia-Romagna, il volume descrive alcune buone pratiche in relazione al trattamento e all’organizzazione dei Servizi nei confronti delle persone con problemi connessi all’uso di cocaina. Presenta inoltre i risultati di due studi sui percorsi terapeutici, realizzati su due coorti di consumatori problematici di cocaina, per valutare lo stato di salute dei pazienti nel lungo periodo.
Il consumo di cocaina e i problemi sanitari e sociali correlati sono in crescita esponenziale: circa il 7% della popolazione italiana di età compresa tra i 15 e i 54 anni ha dichiarato di aver assunto cocaina almeno una volta nella vita; è la sostanza illecita più usata dopo la cannabis; è la seconda sostanza per la quale gli utenti accedono ai servizi per le dipendenze dopo l’eroina.
La Regione Emilia-Romagna in questi ultimi anni ha puntato sull’innovazione e la verifica dei risultati del trattamento, in un settore dove gli interventi clinici terapeutici non sono ancora consolidati e dove è richiesto un processo dinamico di valutazione e di individuazione di modelli di cura nuovi ed efficaci. I Servizi pubblici e privati si sono riorganizzati per far fronte ai nuovi bisogni emergenti, non solo tra i servizi più tradizionalmente deputati alla cura delle dipendenze, ma anche attraverso una rivisitazione degli interventi di prossimità o a bassa soglia.
L’obiettivo di questo volume è di migliorare la qualità e l’efficacia dei trattamenti per i pazienti cocainomani che afferiscono al sistema dei Servizi per le dipendenze della Regione Emilia-Romagna, valorizzando un approccio basato sulla sperimentazione degli interventi, accompagnato da un processo di valutazione dei risultati ottenuti. A tal fine vengono descritte alcune buone pratiche, in relazione al trattamento e all’organizzazione dei Servizi nei confronti delle persone con problemi connessi all’uso di cocaina. Nel contempo vengono presentati i risultati di due studi longitudinali sui percorsi terapeutici realizzati su due coorti di consumatori problematici di cocaina per valutare gli esiti degli interventi e lo stato di salute dei pazienti nel lungo periodo.
Mila Ferri, psichiatra, responsabile Servizio Salute Mentale, Dipendenze Patologiche, Salute nelle Carceri, Regione Emilia-Romagna. Alessio Saponaro, sociologo sanitario, responsabile Osservatorio regionale sulle dipendenze e Sistema informativo del Servizio Salute Mentale, Dipendenze Patologiche, Salute nelle Carceri, Regione Emilia-Romagna. Michele Sanza, psichiatra, direttore del Dipartimento Salute Mentale e Dipendenze patologiche, Azienda USL di Cesena. Cristina Sorio, sociologa sanitaria, responsabile Osservatorio Epidemiologico Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale e Dipendenze Patologiche, Azienda USL di Ferrara.
Indice:
Mila Ferri, Angelo Fioritti, Introduzione Parte I. Modelli e esperienze di trattamento sui pazienti cocainomani Mila Ferri, Alessio Saponaro, Un quadro fenomenologico sulla diffusione della cocaina e le sue conseguenze. Alcuni elementi base per la programmazione delle politiche di intervento Umberto Nizzoli, Modelli assistenziali, percorsi terapeutici e trattamenti integrati sulla cocaina Alessio Saponaro, Difficoltà e best practice nel trattamento di utenti cocainomani. Quattro esperienze in Emilia-Romagna Paolo Baroncini, Claudia Bianchi, Patrizia Casali, Alessandro Dionigi, Daniele Gambini, Roberto Ragazzi, La rete per il trattamento dei consumatori di cocaina. Esperienze significative sul territorio dell’AUSL di Bologna Daniela Casalboni, Manuela Tattini, Modelli di accoglienza e trattamento dei cocainomani al SerT di Rimini. Il progetto “Rompiamo le righe” Enrico Frozzi, Loredana Liverotti, Cinzia Veronesi, L’approccio cognitivo comportamentale: l’esperienza di Ferrara Angiolina Dodi, Ivan Mario Cipressi, Il progetto “no cocaina” del Centro di solidarietà di Reggio Emilia Parte II. Studio longitudinale sugli esiti dei programmi terapeutici per il consumo problematico e la dipendenza da cocaina Cristina Sorio, Gabriella Antolini, Il disegno di studio Giampiero Montanari, Il profilo dei soggetti in carico al SerT per il consumo di cocaina Gianni Morandi, Monica Malagoli, I percorsi terapeutici e i trattamenti integrati Cristina Sorio, Gabriella Antolini, Valutazione degli esiti dei percorsi terapeutici: analisi dei fattori predittivi di adesione al trattamento e dei rischi associati all’interruzione della terapia Parte III. Follow up sulle condizioni di salute degli utenti in trattamento per uso di cocaina Alessio Saponaro, Michele Sanza, Sabrina Molinaro, Il disegno dello studio Valentina Lorenzoni, Olivia Curzio, Daniela Casalboni, Tempi di sopravvivenza dei primi programmi: analisi degli esiti Sabrina Molinaro, Valentina Lorenzoni, Olivia Curzio, Monica Teodorani, Marcella Fanelli, Valutazione dell’effetto delle caratteristiche socio-demografiche e tossicologiche dei pazienti sugli esiti dei trattamenti Olivia Curzio, Sabrina Molinaro, Valentina Lorenzoni, Matilde Karakachoff, Michele Sanza, Follow up sulle condizioni di salute della popolazione in studio: i ricoveri ospedalieri e la mortalità Francesca Nasuelli, Luca Bastiani, Marco Scalese, Lucia Lupo, Sabrina Drei, Paolo Ugolini, Michele Sanza, La valutazione dell’efficacia degli interventi attraverso l’utilizzo dell’EuropAsi: studio prospettico su un campione di consumatori di cocaina Allegati Alessandro Mariani D’Altri, Francesca Nasuelli, Sabrina Molinaro, Matilde Karakachoff, Olivia Curzio, La popolazione in studio Valentina Lorenzoni, Olivia Curzio, Le curve di sopravvivenza Mila Ferri, Conclusioni: strategie regionali per gli interventi sulla cocaina
Bibliografia di riferimento
Autori.
Quanti genitori hanno figli adolescenti e sono preoccupati che possano fare uso di droghe? Quanti sono preparati a scoprirlo? Quanti hanno ricevuto informazioni su come conoscere e gestire i pericoli che possono incontrare, durante la loro crescita, i giovani d’oggi? Alla difficoltà di affrontare problemi di questo tipo si aggiunge la profonda trasformazione che il consumo di stupefacenti ha subito nell’ultimo decennio: dai luoghi alle modalità di assunzione, dai significati sociali attribuiti all’uso all’analisi dei danni, psicologici e fisici, provocati dalle dipendenze, il «mondo delle sostanze» è talmente cambiato da rendere molto difficile distinguere, oggi, una trasgressione adolescenziale da un comportamento a rischio. Il fenomeno droga, non più circoscrivibile come un tempo a determinati ambienti, classi sociali o fasce d’età, è diventato ormai un costume esteso tra giovani e giovani adulti, tale da poter essere incluso nella normalità più che nella devianza.Sballo è una pratica guida che intende fornire conoscenze e strumenti a chiunque — genitori, ma anche educatori, insegnanti, operatori del settore — voglia orientarsi nell’universo della «generazione x» tra disagio, perdita di valori e percezione di nuovi rischi, nell’intenzione di proporre indicazioni e orientamenti spendibili nella difficile partita educativa che si gioca su questo terreno.Dal libro«Bevo per fare il grande, anche per fare alcune cose di cui mi vergogno, per non essere lucido»«Cannabis vuol dire trasgressione, significa spingersi in avanti per conoscere un nuovo mondo, che poi in realtà non esiste…»«Inizialmente la coca mi faceva un effetto diverso, cioè, era una cosa nuova, ma poi pian piano cominci ad aumentare le dosi… la compri dappertutto, praticamente ormai chiunque ce l’ha! Quando ci sei dentro alla grande, proprio che consumi tutti i giorni, lì per farti non guardi in faccia a nessuno, vai a rubare anche al tuo migliore amico»«Avevo un fidanzato che ne faceva uso con il suo gruppo di amici. Una sera siamo usciti, loro ce l’avevano dietro e mi hanno chiesto se volevo provare… Li avevo visti farlo tante volte, e mi sono detta “fammi provare cosa sarà mai ‘sta cosa!…“»
In tempi in cui un cantante (Morgan) ha tenuto banco sui talk show televisivi sulla sua dipendenza da cocaina ed in cui è considerato un genio della musica uno che canta il demenziale “voglio una vita esagerata…“, vale le pena di leggere e stamparsi nella memoria il modo in cui questa coppi ha torturato e poi ucciso il bambimnetto di otto mesi
Paolo Ferrario
Restano in carcere Katerina Mathas, 26 anni, la madre del piccolo Alessandro, e Giovanni Antonio Rasero, 29 anni, accusati di aver ucciso il bimbo di otto mesi in una notte di sballo, fra cocaina e hashish. Il gip di Genova Vincenzo Papillo ha confermato l’arresto e la custodia in carcere richiesta dal pm Marco Airoldi ma non ha sciolto il nodo delle due versioni contrastanti, l’uomo e la donna infatti si accusano a vicenda. Il gip ritiene responsabili entrambi. I due, scrive nell’ordinanza, erano sotto l’effetto della coca e non sopportavano il pianto per fame del bambino: «in questa situazione di esasperazione gli indagati, verosimilmente in momenti successivi, con condotte e intensità crescente, delle quali non sono stati in grado di comprendere la gravità, usarono violenza nei confronti di Alessandro, dal morso al pizzicotto allo scuotimento fino ai colpi inferti alla testa, per indurlo al silenzio».
…. Mathas e Rasero sono rimasti aggrappati alle loro opposte versioni. Lei ha detto di essersi assentata da mezzanotte all’una e mezza dal residence per cercare droga, la circostanza è confermata dalle telecamere della sorveglianza ai cancelli. Indirettamente accusa l’uomo di aver ucciso il bambino in quel periodo. Rasero dichiara di essersi svegliato fra le 2 e le 2 e 15 e di aver visto la donna «in piedi davanti al divano mentre sollevava il bambino in alto con le braccia (col volto del bambino rivolto verso di lui) e quindi lo scagliava a terra». …. Solo la mattina, dopo essere uscito a fare colazione, avrebbe visto che il piccolo era «freddo e rigido».
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Una stanza di venti metri quadrati, moquette nocciola, pareti beige, un letto matrimoniale incastrato in una testiera anni Settanta, luci fioche, una finestra con tende pesanti e la porta di un piccolo bagno. E’ il monolocale adibito a «scannatoio» del residence Vittoria dove lunedì notte Alessandro Mathas, otto mesi, è stato ucciso in un crescendo di botte e sevizie, bruciature e morsi, un parossismo scatenato dal suo pianto sempre più disperato perché aveva fame. E’ così che inizia la ricostruzione della notte del 16 marzo nell’ordinanza con cui il gip Vincenzo Papillo conferma l’arresto in carcere di Aikaterini Mathas (per tutti Katerina), e Giovanni Antonio Rasero. Per concorso in omicidio volontario.
E’ verosimile, scrive il giudice che «a causa del consumo di cocaina e hashish… gli indagati si siano trovati in una condizione di stordimento e di perdita delle capacità di autocontrollo che li rendeva insofferenti al pianto e alle richieste del bambino e interessati solo a ottenere il suo silenzio. E’ da rilevare al riguardo che Alessandro non risulta aver mangiato dal pomeriggio del 15 marzo e perciò è estremamente verosimile che la mancanza di cibo lo rendesse incline al pianto». Quello che Mathas e Rasero hanno fatto ad Alessandro per farlo tacere è dettagliato nell’esame esterno e autoptico dalle «ampie aree ecchimotiche di color viola scuro al capo e al volto, estese alla quasi totalità del cuoio capelluto» a un raggelante elenco di lividi e ustioni «a stampo superficiale e recente da sigaretta» nell’orecchio e all’inguine, ai segni dei denti sul piedino destro «lesività ecchimotiche a stampo di morsicatura compatibile con uno o più morsi», fino alla violenza finale. Quando Alessandro viene afferrato e sbattuto «con un’azione contundente molto violenta con urti ripetuti, almeno due, contro superfici rigide e a margini smussi comprendendo il pavimento o le sponde del letto visionate nell’appartamento». Segni di «presa manuale» anche sulle cosce, probabilmente il piccolo è stato scrollato tenendolo per le gambe.
«Non oltre mezz’ora» scrive il medico legale per valutare quanto il bambino è rimasto agonizzante sul divano, avvolto nella copertina azzurra di pile. Ma in questa notte da sballo, di cocaina e violenza, in cui il sesso è solo fonte di frustrazione perché la donna troppo stordita si nega e l’uomo si infuria per i tentativi respinti di avere un rapporto, come si possono separare con la precisione richiesta dal codice penale le responsabilità? Entrano in gioco da una parte i testimoni dall’altra i «riscontri oggettivi» come i tabulati telefonici e le registrazioni video del residence in quella notte.
Giallo a Nervi dopo un coca party. Fermati la madre e il compagno
“Secondo gli investigatori il movente dell’omicidio sarebbe un raptus della follia dovuto all’ uso di cocaina. Secondo quanto emerso, sul corpo del piccolo sono state riscontrate fratture plurime sulla parte posteriore del cranio, bruciature da sigaretta in un padiglione auricolare, e lividi sul collo, provocati probabilmente da pizzicotti.”
Dopo la strage di Duisburg, nell’agosto del 2007, il mondo sembra finalmente essersi accorto della ‘ndrangheta. Eppure la potente organizzazione criminale calabrese esiste indisturbata da decenni, o da decenni c’è chi quotidianamente rischia la vita per combatterla. Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, è certamente una delle personalità più controverse e affascinanti coinvolte in questa guerra. Spesso criticato per la durezza dei suoi metodi, Gratteri è nato in Calabria e dalla sua regione d origine non ha mai voluto andarsene, anche a costo di grossissime rinunce. Una vita interamente dedicata alla giustizia, a prezzo di scelte difficili, come per esempio quella di perseguire penalmente persone in passato vicine, magari amici di infanzia o compagni di scuola. In questo libro il grande investigatore anti-’ndrangheta si racconta ad Antonio Nicaso.
Nella sesta Relazione al Parlamento sugli interventi realizzati ai sensi della legge quadro in materia di alcol e problemi alcolcorrelati, presentata dal Ministro della Salute, Ferruccio Fazio, emerge che l’Italia è ancora un Paese in cui l’assunzione moderata di alcol e in particolare di vino costituisce un comportamento molto diffuso, socialmente accettato e ben radicato nella tradizione culturale alimentare; ma una buona parte della popolazione maschile di età anziana consuma alcolici e soprattutto vino senza rispettare la moderazione richiesta per l’età, non attenendosi alle linee guida proposte dagli organi di tutela della salute. Inoltre i giovani, anche attraverso i contatti sempre più intensi con gli altri Paesi dell’Europa non mediterranea, stanno adottando modelli di consumo alcolico nuovi e di notevole potenziale di rischio, quali i consumi fuori pasto, i consumi occasionali ad alta intensità (binge drinking), la ricerca dell’ubriachezza. I giovani italiani consumano alcol per la prima volta ad un’età che è la più bassa in Europa, poco più di 12 anni; e al di sotto dei 13 anni consumano bevande alcoliche con una prevalenza tra le più alte d’Europa. Nel tempo i giovani consumatori appaiono in costante aumento e fra i giovani al di sotto dell’età legale i consumatori sono più del 17%; la diffusione dei consumi fuori pasto è alta in entrambi i sessi e quella del binge drinking è alta fra i maschi.
Paolo Ferrario, Tracce per tesi e tesine in materia di regolazione normativa sulle TOSSICODIPENDENZE
Pubblicato: 8 febbraio 2011 | Autore: Paolo Ferrario (1948 - ) | Filed under: AGENDA DELLE POLITICHE SOCIALI, Bibliografie, dipendenze, Ferrario Paolo, Lettere, Commenti, Conversazioni, Politica dei servizi sociali | Lascia un commento »buongiorno a lei, ….
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