Cina, i boss giustiziati in diretta tv – Corriere.it


È uscito dal braccio della morte all’ora di pranzo, circondato da poliziotti con l’elmetto, la divisa nera e i guanti bianchi. Lo hanno portato davanti alla telecamera della tv di Stato cinese, gli hanno tolto le manette dai polsi, gli hanno piegato le braccia dietro la schiena e gli hanno passato una corda intorno al collo, costringendolo quasi a inginocchiarsi. Poi gli hanno messo le catene ai piedi e lo hanno portato via. Sorrideva, o forse era solo un ghigno per farsi coraggio quello del birmano Naw Kham, che pochi minuti dopo è stato giustiziato con un’iniezione letale. Stessa sorte per tre complici, un thailandese, un laotiano e un apolide.

COME UN BALZO NEL PASSATO - Per la Cina è stato un balzo nel passato, ai tempi delle esecuzioni pubbliche. Naw Kham, 44 anni, era birmano e per anni era stato il Padrino del Mekong, capo di una banda di un centinaio di trafficanti di droga e rapitori che lavoravano sul grande fiume. segue qui   Cina, i boss giustiziati in diretta tv – Corriere.it.

Massimo Carlotto, Gianrico Carofiglio, Giancarlo De Cataldo, COCAINA, einaudi


 tre storie in apparenza distanti dialogano e si fanno eco, per costruire – attraverso l’accostamento di punti di vista e «lenti» diverse – un quadro complesso e sfaccettato dell’universo (soprattutto umano) che ruota attorno alla cocaina. Il risultato è un noir magistrale e un documento agghiacciante sul nostro tempo.

Massimo Carlotto, Gianrico Carofiglio, Giancarlo De Cataldo, «Cocaina» < Speciali < Einaudi.

Sostanze stupefacenti, Il Ministero aggiorna le tabelle contenenti l’indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope :, da Gazzetta Informa News settimana 11/15 febbraio 2013


Sostanze stupefacenti, Il Ministero aggiorna le tabelle contenenti l’indicazione delle sostanze stupefacenti e psicotrope :

A partire dal 23.2.2013 sono illegali anche i medicinali di origine vegetale a base di Cannabis (sostanze e preparazioni vegetali, inclusi estratti e tinture). È stato pubblicato sulla Gazzetta uffici… 

Continua a leggere 


(Decreto del 23.1.2013, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 33 del 8.2.2013)

Consumo di gruppo, la Cassazione precisa


Dopo la sentenza con la quale le Sezioni Unite penali della Cassazione, la scorsa settimana, hanno stabilito l’irrilevanza penale dell’acquisto di droga per uso di gruppo, l’ufficio stampa dei supremi giudici chiarisce che comunque sono sempre applicabili le sanzioni amministrative per chi acquista o detiene stupefacenti per uso personale o collettivo. Lo rende  noto un comunicato dell’Ufficio stampa della Suprema Corte. ”Con la nuova decisione del 31 gennaio scorso, in corso di deposito, le Sezioni Unite – spiega l’Ufficio Stampa della Cassazione – hanno ritenuto che le modifiche introdotte con la legge di conversione del decreto legge numero 272 del 30 settembre 2005 non siano rilevanti al fine di ritenere incriminabili l’acquisto o la de tenzione comuni di sostanze stupefacenti finalizzati ad un uso personale”. ”La irrilevanza penale di simili condotte, negli stretti termini definiti dalla precedente sentenza delle Sezioni Unite del 1997 – prosegue la nota – non toglie che esse siano vietate e che il trasgressore sia assoggettabile a sanzione amministrativa”. Pertanto ”resta dunque fermo che in ogni caso di acquisto o di detenzione per uso personale di sostanze stupefacenti, effettuati in forma sia individuale sia comune, conservano piena applicabilità le sanzioni amministrative previste dagli artt. 75 e 75 bis” del dpr numero 309 del 1990. 

La Cassazione ha stabilito che è «penalmente irrilevante» il consumo di gruppo di sostanze stupefacenti, 2013


La Cassazione ha stabilito che è «penalmente irrilevante» il consumo di gruppo di sostanze stupefacenti, sia nell’ipotesi di «mandato all’acquisto», sia in quella del «acquisto comune».  Sull’uso di gruppo, dopo l’introduzione della legge Fini-Giovanardi, nel 2006, era sorto un contrasto giurisprudenziale: se la Cassazione, in passato, lo aveva sempre ritenuto penalmente irrilevante, vi erano state, in tempi più recenti, decisioni più severe secondo cui questo, invece, era reato.

La Suprema corte ha deciso in Camera di consiglio che non è reato

da    Droga, in gruppo non è reato – CRONACA.

Pubblicate le nuove linee guida EU, per il monitoraggio dei trattamenti dei tossicodipendenti, Dipartimento per le politiche antidroga – OEDT


Pubblicate le nuove linee guida EU, per il monitoraggio dei trattamenti dei tossicodipendenti

immagine rappresentativa della notiziaDrog@News - L’agenzia europea sulle droghe (OEDT) ha recentemente pubblicato “Treatment demand indicator (TDI) standard protocol 3.0″. Questo volume è da considerarsi come nuove linee guida, per il monitoraggio (a livello europeo) del trattamento dei soggetti con problemi di tossicodipendenza. La documentazione proposta dall’European Monitoring Centre for Drugs and Drug Addiction (EMCDDA) riflette al meglio le diverse sfaccettature del problema droga e dei cambiamenti nei servizi e nei sistemi di monitoraggio dati nel vecchio continente. Inoltre, introduce una serie di chiarimenti circa la definizione di “caso” e di “trattamento farmacologico”.

Dipartimento per le politiche antidroga – OEDT.

Cannabis terapeutica, la Toscana approva la prima legge italiana. Il testo


Cannabis terapeutica, la Toscana approva la prima legge italiana. Il testo

Il provvedimento prevede la somministrazione dei farmaci cannabinoidi presso le strutture del servizio sanitario regionale, le Asl, e le strutture private. Per garantire la continuita’ terapeutica, previsto anche il trattamento domiciliare, dopo la dimissione del paziente

La buprenorfina è attualmente utilizzata con il nome di Subutex o Subuxone (associata a naloxone)


La buprenorfina è attualmente utilizzata con il nome di Subutex o Subuxone (associata a naloxone).

Che cosa è la BPN e come funziona?

Si tratta di una sostanza chimica che agisce sul sistema degli “interruttori” (recettori) del nostro cervello che normalmente servono a far funzionare il sistema degli “oppioidi interni”, o “morfine interne”. In parte agisce in maniera simile alla morfina e all’eroina, cioè sugli stessi interruttori, in parte invece agisce in un modo diverso. Grazie a questa combinazione può essere usata, come il metadone, nel trattamento della tossicodipendenza da morfina ed eroina (oppiacei in generale). La BPN si lega ad un gran numero di recettori in maniera tenace, e quando arriva l’eroina le impedisce di legarsi agli stessi interruttori, cioè viene difficilmente “scalzata”. Mentre è legata, produce uno stimolo sulle cellule.
Il farmaco è fatto per essere assunto per via sottolinguale, in questo modo si assorbe lentamente e può essere impiegato per scopi terapeutici, cosa che non sarebbe possibile con altre vie di somministrazione.

da: http://www.medicitalia.it/minforma/Psichiatria/569/Subutex-buprenorfina-sublinguale-domande-e-risposte

Vedi anche:

Anna Oliverio Ferraris: Un uomo di 26 anni, pregiudicato per spaccio, litiga con moglie e suocera e come reazione lancia il figlioletto di 16 mesi nelle acque del Tevere


Un uomo di 26 anni, pregiudicato per spaccio, litiga con moglie e suocera e come reazione lancia il figlioletto di 16 mesi nelle acque del Tevere, in una mattina gelida di una Roma insolitamente coperta di neve. Colto da raptus, si dice.

  • Ma dietro al raptus c’è sempre dell’altro, ravvisabile nello stile di vita, nel carattere, nel tipo di relazioni che una persona intrattiene con i propri familiari e con il mondo, nel suo equilibrio psichico. In questo caso emerge una personalità immatura e vendicativa tipica di un uomo incapace di controllare i propri impulsi, con una visione strumentale delle altre persone.

Come Medea, anche se di sesso maschile, questo giovane padre ha colpito la moglie attraverso il figlioletto, come se il piccolo fosse un oggetto, una sua proprietà e non invece una persona a pieno titolo con le sue necessità, la sua individualità e i suoi diritti, tra cui in primo luogo quello di vivere.

  • Questo caso ripropone in maniera esasperata e tragica il problema dell’atteggiamento di alcuni genitori nei confronti dei figli che diventano un terreno di guerra quando i rapporti tra di loro si fanno critici.

Una condizione che emerge molto chiaramente in alcune cause di separazione e di divorzio dove i figli vengono usati in maniera strumentale come armi di ricatto, come spie o come ostaggi contro l’ex, senza preoccuparsi delle sofferenze che vengono loro inflitte e delle conseguenze che tali dolori precoci potranno avere sulla loro vita futura.

  • Proprio perché sui bambini si investono forti sentimenti, colpendo i bambini si ha la certezza non solo di colpire il partner al cuore, ma anche di distruggere l’idea stessa di famiglia e tutto ciò che si è realizzato insieme.
  • La nota psicoanalista Alice Miller spiegava nei suoi scritti come i figli, in particolare i più piccoli, corrano dei forti rischi quando il genitore ha una personalità immatura, non ha risolto problemi legati alla propria infanzia, è egocentrico e incapace di gestire le proprie dinamiche emotive.

Essi diventano facilmente le vittime designate in quanto prossimi al genitore e impossibilitati a difendersi. Ma colpendo il proprio figlio un genitore rivela anche il desiderio di colpire se stesso e se non ne ha una coscienza immediata, perché travolto dall’emozione e dall’azione violenta, dovrà prenderne atto successivamente.

Cosa fare per mettere in sicurezza i bambini da situazioni e dinamiche a rischio che, anche se non così estreme, potranno lasciare una ferita psichica per il resto della vita.

  • E’ di estrema importanza che si affermi in modo diffuso una cultura dell’infanzia in cui i bambini non siano visti come proprietà dei genitori, come loro appendici di cui disporre a piacimento.

Non bisogna infatti confondere l’amore con il possesso, le cure con il blocco dell’autonomia e la mancanza di rispetto. Alcune famiglie poi, come quella al centro di questa tragica vicenda, andrebbero seguite da vicino specialmente quando i genitori vivono nell’illegalità e/o quando emergono condizioni di forte conflittualità tra i partner.

fonte: Il Messaggero

Legalizzare le droghe: uno strumento per la lotta alle mafie? – Newsletter – Quattrogatti.info


E’ uscita la nuova presentazione “Legalizzare le droghe: uno strumento per la lotta alle mafie?

Sessanta miliardi di euro: a tanto ammontava nel solo 2010 il fatturato che le mafie italiane avrebbero ricavato dal traffico di droga. Una fonte di ricchezza fondamentale, che se venisse a mancare potrebbe letteralmente mettere in ginocchio il crimine organizzato. Nell’ultimo lavoro di Quattro-gatti, Stefano Gurciullo analizza proprio il legame fra le mafie e le politiche di contrasto al narco-traffico.

Un caro saluto,

quattrogatti.info

CONSUMO DI DROGHE E SANZIONI AMMINISTRATIVE Un bilancio sull’applicazione dell’art. 75 del DPR 309/90, di Franco Prina (a cura di), FrancoAngeli


Franco Prina (a cura di) 
CONSUMO DI DROGHE E SANZIONI AMMINISTRATIVE
Un bilancio sull’applicazione dell’art. 75 del DPR 309/90
pp. 320, Euro 35,00; E-book Euro 28,00, Cod. 1525.45, Collana: Sociologia del diritto – fondata da R. Treves

censimento delle strutture socio-riabilitative per il recupero dei tossicodipendenti Lo studio, a cura della Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno, fotografa la situazione in Italia al 31 marzo 2010, da Ministero Dell’Interno – Notizie


Droga, pubblicato il censimento delle strutture socio-riabilitative per il recupero dei tossicodipendenti

Lo studio, a cura della Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno, fotografa la situazione in Italia al 31 marzo 2010

Una fotografia sulla consistenza delle strutture private operanti in Italia nel campo del recupero dei tossicodipendenti è disponibile grazie ad uno studio curato periodicamente dalla Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno.

Le informazioni sulle strutture sono disaggregate a livello regionale e provinciale e suddivise in base alla tipologia (residenziale, semi-residenziale e ambulatoriale) e riporta la sede legale e sociale, con l’indirizzo, i recapiti telefonici e di fax delle singole strutture, nonché l’eventuale iscrizione all’albo, le convenzioni, la ricettività ed il numero di utenti in carico, alla data del 31 marzo dell’anno di riferimento.

LE COMUNITÀ TERAPEUTICHE

La nascita e la diffusione delle comunità terapeutiche è stata una delle risposte che la società ha fornito rispetto alla diffusione del fenomeno della tossicodipendenza in Italia. I modelli terapeutici proposti e le metodologie su cui si basa l’offerta terapeutica delle comunità costituiscono una risposta efficace ed articolata al problema droga.

La diversità di soluzioni proposte dagli operatori delle comunità deriva anche dai contesti socio-culturali delle diverse tipologie di utenti ed ogni strategia operativa presuppone una filosofia sull’origine della tossicodipendenza e un conseguente approccio terapeutico.

Alcune comunità ancora oggi interpretano il fenomeno come originato dal disagio psicologico vissuto nelle prime fasi di vita e nell’adolescenza degli individui, per altre la tossicodipendenza sarebbe originata dall’insoddisfazione o dall’inadeguatezza di personalità particolarmente fragili alla realtà sociale; alcune comunità si pongono come famiglie sostitutive che aiutano gli individui a diventare autonomi e ad assumersi delle responsabilità nei confronti della propria esistenza, altre invece si pongono come realtà micro sociali alternative.

Le strutture socio-riabilitative a volte utilizzano come metodologia di cura la condivisione di un modello di vita e puntano sulla costruzione di personalità libere dalla droga che siano in grado, una volta terminato il percorso terapeutico, di trasferire anche all’esterno gli ideali acquisiti ed interiorizzati. Di queste, una parte danno un grande rilievo all’attività lavorativa, con l’obiettivo di far crescere i tossicodipendenti, bloccati dalla droga in uno stadio adolescenziale, attraverso l’acquisizione di competenze ed assunzione di responsabilità personali da utilizzare una volta terminato il percorso terapeutico.

Altre ancora, con l’ausilio della psicoanalisi e delle tecniche di psicoterapia individuale e di gruppo, puntano sulla presa di coscienza, da parte delle persone in trattamento, dei conflitti profondi che hanno determinato i loro comportamenti devianti: l’obiettivo di quest’ultimo approccio è di far acquisire agli individui la capacità di riconoscere e gestire le proprie tensioni inconsce. In alcune comunità tali approcci differenti possono coesistere.

Ministero Dell’Interno – Notizie.

dati e documenti sulle attività della Direzione Centrale per i servizi antidroga, della Direzione Investigativa Antimafia e della Stradale


Dati sulla Sicurezza

In questa sezione ci sono dati e documenti sulle attività della Direzione Centrale per i servizi antidroga, della Direzione Investigativa Antimafia e della Stradale.
Nelle pagine dedicate al Ministero dell’Interno sono presenti i rapporti sullo stato della sicurezza in Italia.

2011
Antidroga
Dia

2010
Antidroga
Dia

2009
Antidroga
Dia

2008
Antidroga
Dia

2007
Ministero dell’Interno
Antidroga
Dia

2006
Ministero dell’Interno
Antidroga

Dia

Dati sulla Sicurezza.

Andrea Amato L’impero della cocaina, Newton Compton editori


Andrea Amato
L’impero della cocaina

Dalla Colombia all’Italia fino all’Europa e agli Stati Uniti: viaggio in presa diretta nel traffico dell’oro bianco

Tutto l’illecito della cocaina documentato passo dopo passo.

Un’inchiesta durata più di due anni, dall’oscura foresta colombiana ai paesi dell’Aspromonte calabrese, per ricostruire i misteri di un potere criminale feroce, ricchissimo, efficiente e ormai globalizzato.. (segue)

La coca sotto il mare – l’Espresso


La cocaina viaggia, sempre di più, sotto il mare. E se fino a poco tempo fa i trafficanti sudamericani disponevano di sottomarini artigianali e poco capienti, ora, grazie all’enorme disponibilità di denaro, alla tecnologia e alla complicità di tecnici compiacenti, sono in grado di fabbricare natanti grandi, veloci e sofisticati, in grado di coprire anche lunghe distanze. La Dea, l’Agenzia antidroga americana, ha di recente lanciato l’allarme e messo in guardia i colleghi di mezzo mondo. Perché si teme che i cartelli siano già in grado di trasportare la coca dal Sudamerica alle coste africane e addirittura nel Mediterraneo. Anzi, stando ad alcune fonti di intelligence, le nuove rotte sarebbero già state sperimentate. E, i messicani soprattutto, già signori della droga nelle Americhe e in Australia, potrebbero d’ora in poi controllare direttamente anche il florido mercato europeo. Con conseguenze immaginabili vista l’efferatezza che li contraddistingue.

da La coca sotto il mare – l’Espresso.

I Sert sono un valido aiuto. Ma 1 paziente su 3 vende il metadone sul mercato nero, tratto da QS – Quotidiano Sanità: cronache


L’eroina risulta l’ultima fase di un percorso di uso o abuso di sostanze, che inizia con fumo e alcol nell’adolescenza e continua poi con marijuana, amfetamine, ecstasy, cocaina.

Da notare che c’è una motivazione personale, nella maggioranza dei casi è il paziente stesso che decide di curarsi, anche aiutato da parenti o amici, soprattutto perché preoccupato per la sua salute e poi per voglia di normalità e senso di responsabilità (rispetto a perdita del lavoro, malattie, ecc). I due terzi sono in cura con metadone, un quarto con il farmaco che combina buprenorfina e naloxone, il 13% con buprenorfina. “L’80% si dichiara soddisfatto della terapia che viene vista come un alleato per ottenere una vita normale, una salute migliore e la scomparsa del craving” rileva Stefania Fregosi, direttore Ricerche quantitative Dipartimento Healthcare Gfk Eurisko. “In quest’ottica è particolarmente positivo che il 71% riceva il farmaco in affido, anche se per brevi periodi, che consente una gestione autonoma e dà fiducia al soggetto, è visto come un’alleanza terapeutica tra medico e paziente (i medici nella ricerca concordano nel giudizio positivo). Fondamentali  sono anche la terapia psicologica e il counselling, sette pazienti su dieci ricevono questo approccio integrato e nove su dieci ne riconoscono l’utilità. Infine l’80% ritiene la propria condizione stabile e il 93% è soddisfatto del servizio”.

Emergono anche due aspetti negativi: la diversione e il misuso. Un terzo dei pazienti ammette cioè di aver venduto il farmaco sul mercato nero e il 15% di esserselo somministrato in modo improprio cioè iniettandolo (per sballare, per abitudine, per crisi di astinenza). 

….

vai a QS – Quotidiano Sanità: cronache – Droga. I Sert sono un valido aiuto. Ma 1 paziente su 3 vende il metadone sul mercato nero.

Droga, presentato dalla Polizia il rapporto annuale sulle sostanze stupefacenti, da Ministero Dell’Interno – Notizie


la domanda e l’offerta di droga rimangono elevate. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale relativo al traffico delle sostanze stupefacenti nel 2010 che è stato presentato oggi dalla Direzione centrale per i servizi antidroga.

I dati, nel dettaglio, mostrano che nel 2010 sono stati sequestrate più di 31 tonnellate di sostanze proibite e denunciate più di 39 mila persone, di cui 12 mila stranieri e 1.139 minori, in oltre 22 mila operazioni antidroga.

Il mercato degli stupefacenti attraversa una fase di evoluzione e diversificazione: accanto alle droghe tradizionali, eroina, cocaina e cannabis, aumenta, infatti, la diffusione di quelle sintetiche, soprattutto tra i più giovani.

Il Rapporto 2010 è composto di due parti: la prima dedicata al narcotraffico internazionale, la seconda sulla situazione italiana e l’attività di contrasto della Polizia di Stato.

da: Ministero Dell’Interno – Notizie.

C. Faliva, Tra normalità e rischio: il nuovo Manuale di psicologia dello sviluppo e dell’adolescenza


Novità aprile 2011
in offerta speciale on line
Manuale di psicologia dello sviluppo
e dell’adolescenza
TRA NORMALITA' E RISCHIO A cura di C. Faliva, Psicologa e psicoterapeuta,
insegna presso Università Tor Vergata, Roma, responsabile della U.O.S.D. Educazione alla salute ASL Rm C, collabora con numerosi enti tra cui ISS, ASP Lazio e MIUR, docente e direttore di corsi per la promozione della salute.
TRA NORMALITA’
E RISCHIO

Spesso enigmatico e sconcertante, il comportamento trasgressivo degli adolescenti colpisce profondamente anche per la loro apparente incapacità di prevedere le conseguenze delle azioni.

Giocare con il pericolo è qualcosa che si lega indissolubilmente con l’adolescenza.

Solo facendo i conti con questa realtà si possono dare risposte ai quesiti che l’adolescente si pone: Chi sono? Dove vado? Perché vivo?

Per rispondere a queste domande come operatori sanitari non è sufficiente ricorrere alla propria cultura scientifica ma bisogna dare spazio alla creatività terapeutica, che permette di andare oltre il pensiero cognitivo, assunto spesso come unico riferimento scientifico.

Nato da un preciso confronto di linee e aspetti teorici di riferimento, questo nuovo volume, valido strumento di studio e di lavoro per l’approfondimento della preparazione professionale, affronta il tema dell’adolescenza oggi, esaminando disturbi del comportamento alimentare (DCA) e dipendenze (alcol, tabacco e droghe), e presenta il counselling, strumento e tecnica di relazione tra l’operatore sanitario e l’adolescente:

1.
Lo sviluppo dell’individuo
Cenni storici.
Le teorie dello sviluppo.
Definizione sistemica dello sviluppo.
Le caratteristiche dello sviluppo.
I più grandi studiosi del XX secolo.
Jean Piaget.
Lev Semënovič Vygotskij.
Jerome Seymour Bruner.
John Bowlby.
Donald Woods Winnicott.

2.
I tre ambiti dello sviluppo
Lo sviluppo cognitivo.
Lo sviluppo affettivo.
Lo sviluppo sociale.

3.
Lo sviluppo nell’infanzia
Accrescimento e sviluppo nel bambino.
Le tappe principali della crescita.
La valutazione dell’accrescimento in età pediatrica.
Sviluppo e scelte alimentari.

4.
Lo sviluppo nell’adolescenza
Cenni storici.
L’età del cambiamento.
Adolescenza: evoluzione o crisi?
Adolescenza e identità.
La nuova adolescenza.

5.
L’adolescenza e il rischio
Emotività e trasgressione.
Atteggiamenti e comportamenti.
I fattori di protezione e i fattori di rischio in adolescenza.
La sindrome dei comportamenti rischiosi.
Comunicare con gli adolescenti.

6.
L’adolescenza e la sessualità
La pubertà.
Sessualità e comportamenti rischiosi.
La salute sessuale e riproduttiva: i servizi adolescent-friendly.

7.
L’adolescenza e i disturbi del comportamento alimentare (DCA)
I disturbi del comportamento alimentare: cenni introduttivi.
Il quadro diagnostico dei disturbi del comportamento alimentare.
I disturbi dell’alimentazione ad esordio infantile.
I disturbi alimentari atipici.
I DCA “in rete”.

8.
L’adolescenza e l’alcol
L’alcol etilico: cenni introduttivi.
Assorbimento ed eliminazione dell’alcol.
L’alcolemia.
Gli effetti dannosi dell’alcol.
L’alcolismo: diagnosi e tipologie alcoliche.
L’alcol, i giovani e le nuove tendenze.
Alcol e guida: aspetti normativi.
Alcol: falsi miti… e luoghi comuni.

9.
L’adolescenza e l’uso di sostanze
Tossicodipendenza: diagnosi e personalità.
Le sostanze: classificazione ed effetti.
Tossicodipendenza e aspetti normativi.
L’uso di sostanze in adolescenza: il gruppo dei pari e la famiglia.

10.
L’adolescenza e il tabagismo
E pidemiologia.
Tabacco e dipendenza.
Polidipendenza e tabagismo: elementi diagnostici.
Tabacco e comorbilità psichiatrica.
I rischi per la salute.
Tutela dei non fumatori e della salute pubblica: il quadro normativo.

11.
L’adolescenza e le nuove dipendenze
Dipendenze e nuove dipendenze: sviluppo in termini psicosociali.
Dipendenza da gioco d’azzardo.
Dipendenza da nuove tecnologie.
Dipendenza da shopping.
Dipendenza da sport (exercise addiction).

12.
Le competenze di base del counselling nella relazione con gli adolescenti in ambito sanitario
Le competenze relazionali.
L’intervento di counselling in ambito sanitario.
Le competenze di base del counselling nella relazione professionale tra operatore sanitario e adolescente.
Schema processuale dell’intervento di counselling in ambito sanitario.
La formazione dell’operatore sanitario sulle competenze di base del counselling.

Per ricevere
TRA NORMALITA’ E RISCHIO
Maggioli Editore – Novità aprile 2011
Pagine 232 – F.to cm. 17×24 – ISBN 6625.8

Dalla droga all’esoterismo: il disagio dei ragazzi normali che esplode nel weekend


….

Ragazzi normali di famiglie normali, che nel week end si scatenano alla ricerca dello sballo, che cadono nella rete dell’

esoterismo o all’improvviso si lasciano andare, abbandonano la scuola e il sogno di un futuro migliore. E’ questa la Roma

“invisibile” del disagio giovanile, una città popolata da adolescenti apparentemente senza problemi ma a un passo dall’

oltrepassare il limite, giovani non ancora da servizi sociali che, però, necessitano ugualmente di assistenza. E in fretta.

“È una fascia che urge di essere presa in carico – racconta don Giovanni Carpentieri, assistente ecclesiale dell’associazione

“FuoriDellaPorta” nel quartiere Cinecittà – “Non hanno una problematica chiara e visibile. Sono ragazzi che studiano e

portano avanti una vita apparentemente normale e che, però, hanno un fine settimana tragico, che fanno uso di alcol o

cocaina”.

da: Cufrad – Dalla droga all’esoterismo: il disagio dei ragazzi normali che esplode nel weekend.

Canton Ticino: in aumento il consumo di smart drugs. Lo spaccio della cocaina in strada continua a essere gestito da richiedenti l’asilo provenienti dall’Africa centro occidentale


Il traffico di stupefacenti in Ticino nel 2010 rivela una sostanziale stabilità del mercato con cocaina e cannabis che

registrano i maggiori consumi. Il bilancio della Polizia Cantonale è chiaro. Tuttavia, particolarmente preoccupante, tanto

che il legislatore sta approntando opportune soluzioni, è il consumo delle smart drug. Sostanze molto pericolose che hanno

effetti simili alle droghe convenzionali ma che non sono iscritte come stupefacenti nella relativa ordinanza e che quindi non

soggiacciono alla Legge federale sugli stupefacenti. 
Si tratta di sostanze che sono di fatto delle droghe sintetiche attualmente ancora legali e facilmente ottenibili a prezzi

concorrenziali via Internet. La loro diffusione è un problema crescente ed è anche un ulteriore monito di come l’innovazione

sul mercato illegale richieda un controllo continuo e la capacità di prendere rapide contromisure. È altrettanto preoccupante

la possibilità di assistere in futuro a una crescita del numero di nuove droghe derivanti da prodotti farmaceutici esistenti. 
Il consumo – I maggiori consumi in Ticino riguardano i derivati della canapa, seguiti dalla cocaina, mentre il consumo di

eroina, che tocca essenzialmente i tossicomani cronici, rimane stabile. Al contrario di quanto avviene in altri cantoni

svizzeri e nazioni europee, non si registra un consistente traffico di ecstasy e di anfetamine. I traffici di cocaina non

hanno un asse di transito privilegiato. Invece il pendolarismo tra Zurigo ed il Ticino rimane il canale di approvvigionamento

preferito per l’eroina.
Lo spaccio – In Ticino non si può parlare di vere e proprie organizzazioni criminali ma di piccole bande o gruppi con una

struttura “fai da te” che generano comunque traffici importanti e redditizi. Il narcotraffico è gestito ai piani alti della

gerarchia criminale da sudamericani per la cocaina e da persone provenienti dall’ex Jugoslavia per l’eroina. Questi gruppi

trovano la mano d’opera per i trasporti reclutandola tra soggetti che vivono nella povertà e sono attratti da un facile e

redditizio guadagno, mentre per la vendita sul territorio fanno capo ai richiedenti d’asilo avvicinati da connazionali una volta giunti in Ticino, o già partiti dal loro paese per collaborare con queste organizzazioni. Il coinvolgimento dei cittadini nigeriani nello smercio locale è alto e rispecchia la situazione registrata in altre nazioni europee.

Lo spaccio della cocaina in strada continua a essere gestito da richiedenti l’asilo provenienti dall’Africa centro occidentale, spesso con una statuto di Nem (Non entrata in materia). La cocaina spacciata in ambienti meno osservabili, quali

esercizi pubblici e discoteche, è per contro ad appannaggio di trafficanti domenicani, residenti in Ticino, che ne smerciano svariati chili.

segue

tutto l’articolo qui: Cufrad – Canton Ticino: in aumento il consumo di smart drugs.

1 dicembre, Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids


1 dicembre 2010

GIORNATA MONDIALE DI LOTTA ALL’AIDS

Ogni anno il 1° dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS, istituita nel 1998 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, allo scopo di ricordare i progressi compiuti nella cura, nella prevenzione e nell’informazione dell’HIV/AIDS e al contempo di sensibilizzare la comunità internazionale e i singoli individui all’impegno verso le nuove sfide che l’epidemia ci pone e gli obiettivi non ancora raggiunti.

La data del 1° dicembre è stata scelta perché il primo caso di AIDS è stato diagnosticato il 1° dicembre 1981 negli USA. In questi 30 anni l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi.

Nonostante l’efficacia dei nuovi farmaci non è ancora possibile guarire dall’Aids, e la curva dei nuovi casi non ha mai smesso di crescere. In particolare, si sono registrati negli ultimi mesi dei veri e propri allarmi nel milanese e nel varesotto con medie di due infezioni al giorno, riguardanti in buona parte ragazzi molto giovani che hanno contratto il virus durante rapporti eterosessuali.

Contorno Viola e Arcigay sono due associazioni da anni impegnate nel territorio sul tema della prevenzione Aids:

Da oltre dieci anni l’Associazione Contorno Viola, in collaborazione con l’Asl VCO, ha promosso momenti formativi in tutte le scuole superiori della provincia, avvalendosi della tecnica della peer education e raggiungendo diverse migliaia di studenti.

Arcigay da oltre 26 anni si occupa in tutta Italia di prevenzione all’HIV e a tutte le malattie sessualmente trasmissibili.

La nuova campagna per il primo dicembre “Fate l’Amore. E la guerra all’AIDS” ci ricorda l’importanza fondamentale della prevenzione nei rapporti sessuali.

Arcigay Nuovi Colori e Contorno Viola saranno presenti con un gazebodomenica 5 dicembre a Verbania Intra in via baiettini dalle ore 11:00 alle ore 17:00 per la distribuzione gratuita di materiale informativo e preservativi.

Anche in futuro, con l’aiuto delle Istituzioni, continueremo ad impegnarci per contrastare questo grave, e mediaticamente sottovalutato, fenomeno.

Per ulteriori informazioni

Arcigay Nuovi Colori Verbania 3383108399 | www.arcigayverbania.it
Contorno Viola 346 9780665 | www.peer-education.it

Info: Ambulatorio malattie infettive Verbania, Via Crocetta – 0323 541329


La malapianta di Nicola Gratteri, Antonio Nicaso edito da Mondadori – BOL.IT


La malapianta Nicola Gratteri Antonio Nicaso 978880459369



La malapianta

Antonio Nicaso ,   Nicola Gratteri
Prezzo di copertina: € 17,50


 


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Dopo la strage di Duisburg, nell’agosto del 2007, il mondo sembra finalmente essersi accorto della ‘ndrangheta. Eppure la potente organizzazione criminale calabrese esiste indisturbata da decenni, o da decenni c’è chi quotidianamente rischia la vita per combatterla. Nicola Gratteri, procuratore aggiunto di Reggio Calabria, è certamente una delle personalità più controverse e affascinanti coinvolte in questa guerra. Spesso criticato per la durezza dei suoi metodi, Gratteri è nato in Calabria e dalla sua regione d origine non ha mai voluto andarsene, anche a costo di grossissime rinunce. Una vita interamente dedicata alla giustizia, a prezzo di scelte difficili, come per esempio quella di perseguire penalmente persone in passato vicine, magari amici di infanzia o compagni di scuola. In questo libro il grande investigatore anti-’ndrangheta si racconta ad Antonio Nicaso.

La malapianta il libro di Nicola Gratteri, Antonio Nicaso edito da Mondadori – BOL.IT

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Governo Italiano – determinati gli obiettivi generali per la gestione del Fondo UNRRA per il 2009.L’impiego della Fondo UNRRA per finanziare progetti a favore di minori, giovani, emarginati, tossicodipendenti ovvero progetti riguardanti attività di integrazione, finalizzate alla prevenzione di situazioni e comportamenti a rischio di devianza, abbandono o degrado sociale


Con la Direttiva del Ministro dell’Interno del 19 febbraio 2009 sono stati determinati gli obiettivi generali per la gestione del Fondo UNRRA per il 2009.L’impiego della Fondo UNRRA per finanziare progetti a favore di minori, giovani, emarginati, tossicodipendenti ovvero progetti riguardanti attività di integrazione, finalizzate alla prevenzione di situazioni e comportamenti a rischio di devianza, abbandono o degrado sociale, fu stabilito con l’accordo stipulato il 12 novembre del 1947 tra il Governo italiano e l’UNRRA (Amministrazione delle Nazioni Unite per l’assistenza e la riabilitazione), reso esecutivo con decreto legislativo del 10 aprile 1948, n. 1019.Con l’istituzione dei Dipartimenti presso il Ministero dell’interno la gestione del Fondo UNRRA è inserita tra le competenze del Dipartimento per le Libertà civili e l’Immmigrazione, che ha fornito con la Circolare n.3 del 18 marzo 2009 le indicazioni necessarie sui requisiti che devono possedere i progetti, nonché sulle modalità di accesso agli stessi.La Direttiva individua priorità e criteri per l’assegnazione dei contributi – la cui entità è di 3.000.000 di euro – per l’esecuzione di progetti aventi di mira l’assistenza e la riabilitazione di anziani e disabili.I contributi sono destinati ad interventi socio-assistenziali in favore di: * persone anziane affette da gravi patologie (nella misura di 1.000.000 di euro), * persone disabili che siano in stato di bisogno (nella misura di 2.000.000 di euro).Possono avanzare richiesta di contributo enti pubblici nonché organismi privati aventi personalità giuridica ovvero regolarmente costituiti ai sensi degli articoli 14 e seguenti del codice civile o con requisiti espressamente previsti dalle specifiche normative del settore, che svolgono da almeno 5 anni attività rientranti nella specifica area di intervento.I progetti devono indicare la tipologia di intervento cui fanno riferimento, il numero dei soggetti destinatari e, in caso di acquisto di mezzi di trasporto, apparecchiature ed altri materiali destinati ai servizi, le loro caratteristiche tecniche.Possono essere finanziate: a) le spese per potenziare i centri socio-assistenziali riabilitativi, comprese quelle di costruzione, di ampliamento e di ristrutturazione e quelle per attrezzature ed arredamenti; b) le spese di funzionamento di centri e servizi socio-assistenziali, comprese quelle per apparecchiature, strumentazioni, mezzi materiali, mezzi di trasporto, automezzi destinati ai servizi, nonché per il rimborso ad operatori e volontari e per la informatizzazione dei servizi, con esclusione di veri e propri oneri di ordinaria gestione.Alla Circolare è allegato il modello da utilizzare per la domanda, che deve essere inviata, attraverso raccomandata con avviso di ricevimento, entro il 31 maggio 2009 alla Prefettura territorialmente competente. Fonte: Ministero dell’Interno

Governo Italiano – Dossier

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Sergio Chiamparino: «Non è più possibile restare a guardare mentre un quarto, o forse addirittura un terzo della popolazione fa uso di droghe. Sono sempre stato antiproibizionista, ma oggi dico che è ora di cambiare: bisogna affermare il principio che drogarsi non è lecito, che la nostra società non lo accetta»


Piccoli movimenti tellurici nella cultura di sinistra.
Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino sostiene:
«Non è più possibile restare a guardare mentre un quarto, o forse addirittura un terzo della popolazione fa uso di droghe. Sono sempre stato antiproibizionista, ma oggi dico che è ora di cambiare: bisogna affermare il principio che drogarsi non è lecito, che la nostra società non lo accetta».
Il valore di fare il sindaco è quello della esperienza.
Ed è l’esperienza a ridimensionare le ideologie.
Ora verrà lapidato, come come fanno con le ragazze innamorate nelle tribù islamiche, dalla sua stessa etnia.

Mi appunto quello che ha effettivamente argomentato. Le sottolineature sono mie.
Un’unica critica: lasciamo da parte i tossicodipendenti nelle case di riposo.
I vecchi in situazione di non autosufficienza stanno già soffrendo per conto loro, per aggravare ulteriormente la loro condizione.


Sergio Chiamparino, sindaco ds di Torino, chiede al Parlamento nuove norme per punire non solo chi spaccia ma anche chi consuma stupefacenti. Lo fa all’indomani della rapina mortale ai danni di un tabaccaio, avvenuta sabato sera, forse proprio ad opera di criminali che cercavano denaro per la droga. La sua riflessione, però, arriva da più lontano.


Sindaco, come vorrebbe punire chi si droga? «Obbligandolo a riparare il danno fatto. Perché chi consuma droga alimenta un mercato criminale che è all’origine di reati di ogni tipo, dai più banali ai più efferati, e un clima di insicurezza che la gente comune non sopporta più. Quindi, chi viene sorpreso a consumare dovrebbe dedicare alcuni giorni a rendersi utile, pulendo la città o lavorando nelle case di riposo, e sono solo due esempi. Una sanzione non penale, ma che può creare un deterrente perché si perde tempo e ci si espone a una pessima figura, in casa e sul lavoro».

La sua proposta dovrebbe valere per qualsiasi sostanza? 
«Posso ammettere, anche se vorrei discuterne ancora con veri esperti, che si depenalizzino gli spinelli. E posso accettare anche che chi è dipendente dall’eroina, categoria per fortuna in calo, possa essere trattato sotto controllo medico. Ma per gli altri deve esserci una sanzione: troppa droga per le strade».

Cosa le ha fatto cambiare idea? «L’esperienza da sindaco. Qualche tempo fa ho voluto andare a vedere la situazione dell’area chiamata “Tossic Park” (zona di spaccio alla periferia est di Torino, ndr) e sono rimasto colpito dalla varietà dei clienti “normali”. Una ragazza che lavora lì vicino mi ha fatto notare, tra le altre, una vecchia Panda con i seggiolini per i bambini: “Vede sindaco, quello è un muratore che ogni giorno viene a comprarsi la droga”. La sera stessa, in centro, ho rivisto le auto di lusso dei professionisti che il venerdì vengono a procurarsi la dose per il weekend».

Gli antiproibizionisti però sostengono che se il mercato della droga venisse liberalizzato la criminalità diminuirebbe… «Lo so bene, e negli anni 80, all’epoca delle grandi polemiche, ero più d’accordo con don Ciotti che con Muccioli. Ma qualcosa non funziona. Se drogarsi è consentito, perché non dovrebbe esserlo vendere la droga? La legge attuale è contraddittoria, il concetto di “modica quantità” è ipocrita. Poi parli con i cittadini e ti accorgi che hanno paura, quella che si chiama “insicurezza percepita”. E se non hanno paura quanto meno sono a disagio quando vedono lo spaccio e il consumo, che ormai sono ovunque».

Si dice anche che la droga non è peggio dell’alcol.
 «E allora cosa vogliamo fare? Aspettare che la cocaina si radichi nella nostra cultura come il vino o la grappa, per poi dire che non la si può più eliminare? È un problema che ha due facce: la criminalità, che anche il singolo consumatore, involontariamente, contribuisce a far crescere, e i valori della nostra società, dove sempre più persone sembrano aver bisogno di una sostanza per vivere».

Lei è un «liberal». Ora vuole uno Stato che educa e punisce? «No, la libertà delle persone deve restare, non propongo la galera per i consumatori. Ma non sono disposto a fare finta di niente, bisogna mettere un argine al mercato incontrollato e al messaggio che drogarsi non è un problema. È una riflessione che dobbiamo aprire subito, non lontana da quella che Giuliano Amato propone sulla prostituzione».

Idee che non piaceranno a molti, soprattutto nel centrosinistra…
 «La droga e i modi per combatterla non sono né di destra, né di sinistra. Ma la politica nel suo insieme e la sinistra in modo particolare hanno sottovalutato il problemaE una parte continua a non voler vedere».
Vera Schiavazzi

da Corriere della sera 8 maggio 2007