Errori e domande sulla tossicodipendenze, di Don Chino Pezzoli, in SOS servizi sociali online
Pubblicato: 11 febbraio 2012 Filed under: Tossicodipendenze 1 Commento »“Errori e domande sulla tossicodipendenze”
articolo di Don Chino Pezzoli
scarica da: tossicodipendenza.
NARCOTRAFFICO E TOSSICODIPENDENZE, a Gli Intoccabili della 7, 8 febbraio 2012
Pubblicato: 9 febbraio 2012 Filed under: Tossicodipendenze 1 Commento »
la replica della intera puntata è qui: http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50251831
l’eroina, la droga degli anni ’80, è tornata ed è sempre più diffusa. Il giornalismo di inchiesta di Gianluigi Nuzzi a GLI INTOCCABILI della 7, 8 febbraio 2012
Pubblicato: 9 febbraio 2012 Filed under: Tossicodipendenze Lascia un commento »
Anna Oliverio Ferraris: Un uomo di 26 anni, pregiudicato per spaccio, litiga con moglie e suocera e come reazione lancia il figlioletto di 16 mesi nelle acque del Tevere
Pubblicato: 7 febbraio 2012 Filed under: padri, Tossicodipendenze, Violenza, Maltrattamento, Vittime e crimini 1 Commento »Un uomo di 26 anni, pregiudicato per spaccio, litiga con moglie e suocera e come reazione lancia il figlioletto di 16 mesi nelle acque del Tevere, in una mattina gelida di una Roma insolitamente coperta di neve. Colto da raptus, si dice.
- Ma dietro al raptus c’è sempre dell’altro, ravvisabile nello stile di vita, nel carattere, nel tipo di relazioni che una persona intrattiene con i propri familiari e con il mondo, nel suo equilibrio psichico. In questo caso emerge una personalità immatura e vendicativa tipica di un uomo incapace di controllare i propri impulsi, con una visione strumentale delle altre persone.
Come Medea, anche se di sesso maschile, questo giovane padre ha colpito la moglie attraverso il figlioletto, come se il piccolo fosse un oggetto, una sua proprietà e non invece una persona a pieno titolo con le sue necessità, la sua individualità e i suoi diritti, tra cui in primo luogo quello di vivere.
- Questo caso ripropone in maniera esasperata e tragica il problema dell’atteggiamento di alcuni genitori nei confronti dei figli che diventano un terreno di guerra quando i rapporti tra di loro si fanno critici.
Una condizione che emerge molto chiaramente in alcune cause di separazione e di divorzio dove i figli vengono usati in maniera strumentale come armi di ricatto, come spie o come ostaggi contro l’ex, senza preoccuparsi delle sofferenze che vengono loro inflitte e delle conseguenze che tali dolori precoci potranno avere sulla loro vita futura.
- Proprio perché sui bambini si investono forti sentimenti, colpendo i bambini si ha la certezza non solo di colpire il partner al cuore, ma anche di distruggere l’idea stessa di famiglia e tutto ciò che si è realizzato insieme.
- La nota psicoanalista Alice Miller spiegava nei suoi scritti come i figli, in particolare i più piccoli, corrano dei forti rischi quando il genitore ha una personalità immatura, non ha risolto problemi legati alla propria infanzia, è egocentrico e incapace di gestire le proprie dinamiche emotive.
Essi diventano facilmente le vittime designate in quanto prossimi al genitore e impossibilitati a difendersi. Ma colpendo il proprio figlio un genitore rivela anche il desiderio di colpire se stesso e se non ne ha una coscienza immediata, perché travolto dall’emozione e dall’azione violenta, dovrà prenderne atto successivamente.
Cosa fare per mettere in sicurezza i bambini da situazioni e dinamiche a rischio che, anche se non così estreme, potranno lasciare una ferita psichica per il resto della vita.
- E’ di estrema importanza che si affermi in modo diffuso una cultura dell’infanzia in cui i bambini non siano visti come proprietà dei genitori, come loro appendici di cui disporre a piacimento.
Non bisogna infatti confondere l’amore con il possesso, le cure con il blocco dell’autonomia e la mancanza di rispetto. Alcune famiglie poi, come quella al centro di questa tragica vicenda, andrebbero seguite da vicino specialmente quando i genitori vivono nell’illegalità e/o quando emergono condizioni di forte conflittualità tra i partner.
fonte: Il Messaggero
Legalizzare le droghe: uno strumento per la lotta alle mafie? – Newsletter – Quattrogatti.info
Pubblicato: 11 gennaio 2012 Filed under: dipendenze, Tossicodipendenze 1 Commento »CONSUMO DI DROGHE E SANZIONI AMMINISTRATIVE Un bilancio sull’applicazione dell’art. 75 del DPR 309/90, di Franco Prina (a cura di), FrancoAngeli
Pubblicato: 14 dicembre 2011 Filed under: FrancoAngeli, LIBRI NEWS, Tossicodipendenze 1 Commento »| Franco Prina (a cura di) CONSUMO DI DROGHE E SANZIONI AMMINISTRATIVE Un bilancio sull’applicazione dell’art. 75 del DPR 309/90 pp. 320, Euro 35,00; E-book Euro 28,00, Cod. 1525.45, Collana: Sociologia del diritto – fondata da R. Treves |
censimento delle strutture socio-riabilitative per il recupero dei tossicodipendenti Lo studio, a cura della Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno, fotografa la situazione in Italia al 31 marzo 2010, da Ministero Dell’Interno – Notizie
Pubblicato: 17 novembre 2011 Filed under: Comunità riabilitative per tossicodipendenti, Tossicodipendenze Lascia un commento »Droga, pubblicato il censimento delle strutture socio-riabilitative per il recupero dei tossicodipendenti
Lo studio, a cura della Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno, fotografa la situazione in Italia al 31 marzo 2010
Una fotografia sulla consistenza delle strutture private operanti in Italia nel campo del recupero dei tossicodipendenti è disponibile grazie ad uno studio curato periodicamente dalla Scuola superiore dell’amministrazione dell’interno.
Le informazioni sulle strutture sono disaggregate a livello regionale e provinciale e suddivise in base alla tipologia (residenziale, semi-residenziale e ambulatoriale) e riporta la sede legale e sociale, con l’indirizzo, i recapiti telefonici e di fax delle singole strutture, nonché l’eventuale iscrizione all’albo, le convenzioni, la ricettività ed il numero di utenti in carico, alla data del 31 marzo dell’anno di riferimento.
LE COMUNITÀ TERAPEUTICHE
La nascita e la diffusione delle comunità terapeutiche è stata una delle risposte che la società ha fornito rispetto alla diffusione del fenomeno della tossicodipendenza in Italia. I modelli terapeutici proposti e le metodologie su cui si basa l’offerta terapeutica delle comunità costituiscono una risposta efficace ed articolata al problema droga.
La diversità di soluzioni proposte dagli operatori delle comunità deriva anche dai contesti socio-culturali delle diverse tipologie di utenti ed ogni strategia operativa presuppone una filosofia sull’origine della tossicodipendenza e un conseguente approccio terapeutico.
Alcune comunità ancora oggi interpretano il fenomeno come originato dal disagio psicologico vissuto nelle prime fasi di vita e nell’adolescenza degli individui, per altre la tossicodipendenza sarebbe originata dall’insoddisfazione o dall’inadeguatezza di personalità particolarmente fragili alla realtà sociale; alcune comunità si pongono come famiglie sostitutive che aiutano gli individui a diventare autonomi e ad assumersi delle responsabilità nei confronti della propria esistenza, altre invece si pongono come realtà micro sociali alternative.
Le strutture socio-riabilitative a volte utilizzano come metodologia di cura la condivisione di un modello di vita e puntano sulla costruzione di personalità libere dalla droga che siano in grado, una volta terminato il percorso terapeutico, di trasferire anche all’esterno gli ideali acquisiti ed interiorizzati. Di queste, una parte danno un grande rilievo all’attività lavorativa, con l’obiettivo di far crescere i tossicodipendenti, bloccati dalla droga in uno stadio adolescenziale, attraverso l’acquisizione di competenze ed assunzione di responsabilità personali da utilizzare una volta terminato il percorso terapeutico.
Altre ancora, con l’ausilio della psicoanalisi e delle tecniche di psicoterapia individuale e di gruppo, puntano sulla presa di coscienza, da parte delle persone in trattamento, dei conflitti profondi che hanno determinato i loro comportamenti devianti: l’obiettivo di quest’ultimo approccio è di far acquisire agli individui la capacità di riconoscere e gestire le proprie tensioni inconsce. In alcune comunità tali approcci differenti possono coesistere.
Ministero Dell’Interno – Notizie.
Andrea Amato L’impero della cocaina, Newton Compton editori
Pubblicato: 20 ottobre 2011 Filed under: dipendenze, LIBRI NEWS, Tossicodipendenze Lascia un commento »![]() |
Andrea Amato L’impero della cocaina Dalla Colombia all’Italia fino all’Europa e agli Stati Uniti: viaggio in presa diretta nel traffico dell’oro bianco Tutto l’illecito della cocaina documentato passo dopo passo. Un’inchiesta durata più di due anni, dall’oscura foresta colombiana ai paesi dell’Aspromonte calabrese, per ricostruire i misteri di un potere criminale feroce, ricchissimo, efficiente e ormai globalizzato.. (segue) |
La coca sotto il mare – l’Espresso
Pubblicato: 11 agosto 2011 Filed under: Tossicodipendenze, Vittime e crimini Lascia un commento »La cocaina viaggia, sempre di più, sotto il mare. E se fino a poco tempo fa i trafficanti sudamericani disponevano di sottomarini artigianali e poco capienti, ora, grazie all’enorme disponibilità di denaro, alla tecnologia e alla complicità di tecnici compiacenti, sono in grado di fabbricare natanti grandi, veloci e sofisticati, in grado di coprire anche lunghe distanze. La Dea, l’Agenzia antidroga americana, ha di recente lanciato l’allarme e messo in guardia i colleghi di mezzo mondo. Perché si teme che i cartelli siano già in grado di trasportare la coca dal Sudamerica alle coste africane e addirittura nel Mediterraneo. Anzi, stando ad alcune fonti di intelligence, le nuove rotte sarebbero già state sperimentate. E, i messicani soprattutto, già signori della droga nelle Americhe e in Australia, potrebbero d’ora in poi controllare direttamente anche il florido mercato europeo. Con conseguenze immaginabili vista l’efferatezza che li contraddistingue.
da La coca sotto il mare – l’Espresso.
Droga, presentato dalla Polizia il rapporto annuale sulle sostanze stupefacenti, da Ministero Dell’Interno – Notizie
Pubblicato: 12 maggio 2011 Filed under: dipendenze, Tossicodipendenze 2 Commenti »la domanda e l’offerta di droga rimangono elevate. E’ quanto emerge dal Rapporto annuale relativo al traffico delle sostanze stupefacenti nel 2010 che è stato presentato oggi dalla Direzione centrale per i servizi antidroga.
I dati, nel dettaglio, mostrano che nel 2010 sono stati sequestrate più di 31 tonnellate di sostanze proibite e denunciate più di 39 mila persone, di cui 12 mila stranieri e 1.139 minori, in oltre 22 mila operazioni antidroga.
Il mercato degli stupefacenti attraversa una fase di evoluzione e diversificazione: accanto alle droghe tradizionali, eroina, cocaina e cannabis, aumenta, infatti, la diffusione di quelle sintetiche, soprattutto tra i più giovani.
Il Rapporto 2010 è composto di due parti: la prima dedicata al narcotraffico internazionale, la seconda sulla situazione italiana e l’attività di contrasto della Polizia di Stato.
da: Ministero Dell’Interno – Notizie.
C. Faliva, Tra normalità e rischio: il nuovo Manuale di psicologia dello sviluppo e dell’adolescenza
Pubblicato: 1 aprile 2011 Filed under: adolescenza, alcolismo, dipendenze, Giovani, LIBRI NEWS, Maggioli editore, Tossicodipendenze Lascia un commento »| Novità aprile 2011 in offerta speciale on line |
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Dalla droga all’esoterismo: il disagio dei ragazzi normali che esplode nel weekend
Pubblicato: 23 marzo 2011 Filed under: Tossicodipendenze Lascia un commento »….
Ragazzi normali di famiglie normali, che nel week end si scatenano alla ricerca dello sballo, che cadono nella rete dell’
esoterismo o all’improvviso si lasciano andare, abbandonano la scuola e il sogno di un futuro migliore. E’ questa la Roma
“invisibile” del disagio giovanile, una città popolata da adolescenti apparentemente senza problemi ma a un passo dall’
oltrepassare il limite, giovani non ancora da servizi sociali che, però, necessitano ugualmente di assistenza. E in fretta.
“È una fascia che urge di essere presa in carico – racconta don Giovanni Carpentieri, assistente ecclesiale dell’associazione
“FuoriDellaPorta” nel quartiere Cinecittà – “Non hanno una problematica chiara e visibile. Sono ragazzi che studiano e
portano avanti una vita apparentemente normale e che, però, hanno un fine settimana tragico, che fanno uso di alcol o
cocaina”.
da: Cufrad – Dalla droga all’esoterismo: il disagio dei ragazzi normali che esplode nel weekend.
Canton Ticino: in aumento il consumo di smart drugs. Lo spaccio della cocaina in strada continua a essere gestito da richiedenti l’asilo provenienti dall’Africa centro occidentale
Pubblicato: 23 marzo 2011 Filed under: Svizzera, Tossicodipendenze Lascia un commento »
Il traffico di stupefacenti in Ticino nel 2010 rivela una sostanziale stabilità del mercato con cocaina e cannabis che
registrano i maggiori consumi. Il bilancio della Polizia Cantonale è chiaro. Tuttavia, particolarmente preoccupante, tanto
che il legislatore sta approntando opportune soluzioni, è il consumo delle smart drug. Sostanze molto pericolose che hanno
effetti simili alle droghe convenzionali ma che non sono iscritte come stupefacenti nella relativa ordinanza e che quindi non
soggiacciono alla Legge federale sugli stupefacenti.
Si tratta di sostanze che sono di fatto delle droghe sintetiche attualmente ancora legali e facilmente ottenibili a prezziconcorrenziali via Internet. La loro diffusione è un problema crescente ed è anche un ulteriore monito di come l’innovazione
sul mercato illegale richieda un controllo continuo e la capacità di prendere rapide contromisure. È altrettanto preoccupante
la possibilità di assistere in futuro a una crescita del numero di nuove droghe derivanti da prodotti farmaceutici esistenti.
Il consumo – I maggiori consumi in Ticino riguardano i derivati della canapa, seguiti dalla cocaina, mentre il consumo dieroina, che tocca essenzialmente i tossicomani cronici, rimane stabile. Al contrario di quanto avviene in altri cantoni
svizzeri e nazioni europee, non si registra un consistente traffico di ecstasy e di anfetamine. I traffici di cocaina non
hanno un asse di transito privilegiato. Invece il pendolarismo tra Zurigo ed il Ticino rimane il canale di approvvigionamento
preferito per l’eroina.
Lo spaccio – In Ticino non si può parlare di vere e proprie organizzazioni criminali ma di piccole bande o gruppi con unastruttura “fai da te” che generano comunque traffici importanti e redditizi. Il narcotraffico è gestito ai piani alti della
gerarchia criminale da sudamericani per la cocaina e da persone provenienti dall’ex Jugoslavia per l’eroina. Questi gruppi
trovano la mano d’opera per i trasporti reclutandola tra soggetti che vivono nella povertà e sono attratti da un facile e
redditizio guadagno, mentre per la vendita sul territorio fanno capo ai richiedenti d’asilo avvicinati da connazionali una volta giunti in Ticino, o già partiti dal loro paese per collaborare con queste organizzazioni. Il coinvolgimento dei cittadini nigeriani nello smercio locale è alto e rispecchia la situazione registrata in altre nazioni europee.
Lo spaccio della cocaina in strada continua a essere gestito da richiedenti l’asilo provenienti dall’Africa centro occidentale, spesso con una statuto di Nem (Non entrata in materia). La cocaina spacciata in ambienti meno osservabili, quali
esercizi pubblici e discoteche, è per contro ad appannaggio di trafficanti domenicani, residenti in Ticino, che ne smerciano svariati chili.
segue
tutto l’articolo qui: Cufrad – Canton Ticino: in aumento il consumo di smart drugs.
1 dicembre, Giornata mondiale per la lotta contro l’Aids
Pubblicato: 1 dicembre 2010 Filed under: aids, Tossicodipendenze Lascia un commento »1 dicembre 2010
GIORNATA MONDIALE DI LOTTA ALL’AIDS
Ogni anno il 1° dicembre si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale per la lotta contro l’AIDS, istituita nel 1998 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’Organizzazione delle Nazioni Unite, allo scopo di ricordare i progressi compiuti nella cura, nella prevenzione e nell’informazione dell’HIV/AIDS e al contempo di sensibilizzare la comunità internazionale e i singoli individui all’impegno verso le nuove sfide che l’epidemia ci pone e gli obiettivi non ancora raggiunti.
La data del 1° dicembre è stata scelta perché il primo caso di AIDS è stato diagnosticato il 1° dicembre 1981 negli USA. In questi 30 anni l’AIDS ha ucciso oltre 25 milioni di persone, diventando una delle epidemie più distruttive che la storia ricordi.
Nonostante l’efficacia dei nuovi farmaci non è ancora possibile guarire dall’Aids, e la curva dei nuovi casi non ha mai smesso di crescere. In particolare, si sono registrati negli ultimi mesi dei veri e propri allarmi nel milanese e nel varesotto con medie di due infezioni al giorno, riguardanti in buona parte ragazzi molto giovani che hanno contratto il virus durante rapporti eterosessuali.
Contorno Viola e Arcigay sono due associazioni da anni impegnate nel territorio sul tema della prevenzione Aids:
Da oltre dieci anni l’Associazione Contorno Viola, in collaborazione con l’Asl VCO, ha promosso momenti formativi in tutte le scuole superiori della provincia, avvalendosi della tecnica della peer education e raggiungendo diverse migliaia di studenti.
Arcigay da oltre 26 anni si occupa in tutta Italia di prevenzione all’HIV e a tutte le malattie sessualmente trasmissibili.
La nuova campagna per il primo dicembre “Fate l’Amore. E la guerra all’AIDS” ci ricorda l’importanza fondamentale della prevenzione nei rapporti sessuali.
Arcigay Nuovi Colori e Contorno Viola saranno presenti con un gazebodomenica 5 dicembre a Verbania Intra in via baiettini dalle ore 11:00 alle ore 17:00 per la distribuzione gratuita di materiale informativo e preservativi.
Anche in futuro, con l’aiuto delle Istituzioni, continueremo ad impegnarci per contrastare questo grave, e mediaticamente sottovalutato, fenomeno.
Per ulteriori informazioni
Arcigay Nuovi Colori Verbania 3383108399 | www.arcigayverbania.it
Contorno Viola 346 9780665 | www.peer-education.it
Info: Ambulatorio malattie infettive Verbania, Via Crocetta – 0323 541329
La governance nel settore delle dipendenze, le nostre priorità – Stefano Cecconi, www.sossanita.it
Pubblicato: 20 marzo 2010 Filed under: Tossicodipendenze Lascia un commento »La governance nel settore delle dipendenze, le nostre priorità - Stefano Cecconi
in www.sossanita.it
Sergio Chiamparino: «Non è più possibile restare a guardare mentre un quarto, o forse addirittura un terzo della popolazione fa uso di droghe. Sono sempre stato antiproibizionista, ma oggi dico che è ora di cambiare: bisogna affermare il principio che drogarsi non è lecito, che la nostra società non lo accetta»
Pubblicato: 8 maggio 2007 Filed under: Tossicodipendenze Lascia un commento »Piccoli movimenti tellurici nella cultura di sinistra.
Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino sostiene:
«Non è più possibile restare a guardare mentre un quarto, o forse addirittura un terzo della popolazione fa uso di droghe. Sono sempre stato antiproibizionista, ma oggi dico che è ora di cambiare: bisogna affermare il principio che drogarsi non è lecito, che la nostra società non lo accetta».
Il valore di fare il sindaco è quello della esperienza.
Ed è l’esperienza a ridimensionare le ideologie.
Ora verrà lapidato, come come fanno con le ragazze innamorate nelle tribù islamiche, dalla sua stessa etnia.
Mi appunto quello che ha effettivamente argomentato. Le sottolineature sono mie.
Un’unica critica: lasciamo da parte i tossicodipendenti nelle case di riposo.
I vecchi in situazione di non autosufficienza stanno già soffrendo per conto loro, per aggravare ulteriormente la loro condizione.
Sergio Chiamparino, sindaco ds di Torino, chiede al Parlamento nuove norme per punire non solo chi spaccia ma anche chi consuma stupefacenti. Lo fa all’indomani della rapina mortale ai danni di un tabaccaio, avvenuta sabato sera, forse proprio ad opera di criminali che cercavano denaro per la droga. La sua riflessione, però, arriva da più lontano.
Sindaco, come vorrebbe punire chi si droga? «Obbligandolo a riparare il danno fatto. Perché chi consuma droga alimenta un mercato criminale che è all’origine di reati di ogni tipo, dai più banali ai più efferati, e un clima di insicurezza che la gente comune non sopporta più. Quindi, chi viene sorpreso a consumare dovrebbe dedicare alcuni giorni a rendersi utile, pulendo la città o lavorando nelle case di riposo, e sono solo due esempi. Una sanzione non penale, ma che può creare un deterrente perché si perde tempo e ci si espone a una pessima figura, in casa e sul lavoro».
La sua proposta dovrebbe valere per qualsiasi sostanza? «Posso ammettere, anche se vorrei discuterne ancora con veri esperti, che si depenalizzino gli spinelli. E posso accettare anche che chi è dipendente dall’eroina, categoria per fortuna in calo, possa essere trattato sotto controllo medico. Ma per gli altri deve esserci una sanzione: troppa droga per le strade».
Cosa le ha fatto cambiare idea? «L’esperienza da sindaco. Qualche tempo fa ho voluto andare a vedere la situazione dell’area chiamata “Tossic Park” (zona di spaccio alla periferia est di Torino, ndr) e sono rimasto colpito dalla varietà dei clienti “normali”. Una ragazza che lavora lì vicino mi ha fatto notare, tra le altre, una vecchia Panda con i seggiolini per i bambini: “Vede sindaco, quello è un muratore che ogni giorno viene a comprarsi la droga”. La sera stessa, in centro, ho rivisto le auto di lusso dei professionisti che il venerdì vengono a procurarsi la dose per il weekend».
Gli antiproibizionisti però sostengono che se il mercato della droga venisse liberalizzato la criminalità diminuirebbe… «Lo so bene, e negli anni 80, all’epoca delle grandi polemiche, ero più d’accordo con don Ciotti che con Muccioli. Ma qualcosa non funziona. Se drogarsi è consentito, perché non dovrebbe esserlo vendere la droga? La legge attuale è contraddittoria, il concetto di “modica quantità” è ipocrita. Poi parli con i cittadini e ti accorgi che hanno paura, quella che si chiama “insicurezza percepita”. E se non hanno paura quanto meno sono a disagio quando vedono lo spaccio e il consumo, che ormai sono ovunque».
Si dice anche che la droga non è peggio dell’alcol. «E allora cosa vogliamo fare? Aspettare che la cocaina si radichi nella nostra cultura come il vino o la grappa, per poi dire che non la si può più eliminare? È un problema che ha due facce: la criminalità, che anche il singolo consumatore, involontariamente, contribuisce a far crescere, e i valori della nostra società, dove sempre più persone sembrano aver bisogno di una sostanza per vivere».
Lei è un «liberal». Ora vuole uno Stato che educa e punisce? «No, la libertà delle persone deve restare, non propongo la galera per i consumatori. Ma non sono disposto a fare finta di niente, bisogna mettere un argine al mercato incontrollato e al messaggio che drogarsi non è un problema. È una riflessione che dobbiamo aprire subito, non lontana da quella che Giuliano Amato propone sulla prostituzione».
Idee che non piaceranno a molti, soprattutto nel centrosinistra… «La droga e i modi per combatterla non sono né di destra, né di sinistra. Ma la politica nel suo insieme e la sinistra in modo particolare hanno sottovalutato il problema. E una parte continua a non voler vedere».
da Corriere della sera 8 maggio 2007





