Il Dipartimento della Funzione pubblica della Presidenza del Consiglio dei Ministri ha illustrato per mezzo di una circolare pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale dell’11 maggio 2012 le novità introdotte grazie alle ultime disposizioni legislative riguardanti la Legge 104/92 “Legge-quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate.”
A partire dall’11 agosto 2011 è entrato in vigore il decreto legislativo n. 119/11 che ha apportato modifiche al regime dei permessi e del congedo straordinario per l’assistenza delle persone in situazione di handicap grave.
Le novità introdotte riguardano principalmente:
Prolungamento del congedo parentale nel caso di minori disabili;
Modifiche alla disciplina del congedo biennale;
Regime del cumulo dei permessi per l’assistenza a più persone in situazione di handicap grave;
Necessità di documentazione a supporto del permesso nel caso di assistenza nei confronti di persone disabili residenti ad oltre 150 km di distanza stradale rispetto alla residenza del lavoratore.
Gruppo Solidarietà (a cura di), Persone con disabilità. Percorsi di inclusione, prefazione di Andrea Canevaro, Castelplanio 2012, p. 112, euro 12.00.
L’educazione inclusiva vuole innovare riferendosi a un individuo sociale. Innovare perché tutto è cambiato dal trionfo, da una narrazione che ha cancellato la società imponendo l’individuo. Questa narrazione riguarda la scuola (i genitori assediano il singolo insegnante per essere sicuri che il proprio erede abbia tutto il programma completo e senza ostacoli dati da agenti atmosferici che costringono a stare a casa qualche giorno per neve e ghiaccio, come dovuti alla presenza di chi ha bisogni speciali…), il lavoro (inutile invocare il mondo del lavoro di anni fa. Il lavoro è fatto di contratti individuali che non alimentano solidarietà ma competizioni individuali, progetti individuali, ecc.), i servizi (raggiungere la risposta attraverso amicizie, spettacolarizzazioni della propria condizione attraverso giornali e mezzi televisivi, in un crescendo che va dal giornale locale alla trasmissione televisiva su un canale nazionale…). L’educazione inclusiva deve attingere dal passato, compresa la sua origine dovuta ad un amore ancillare. Ma deve innovare senza nostalgie di un passato che non tornerà. Ha il dovere di essere appassionata di futuro, incontrando e lavorando con tutti coloro che sono appassionati di futuro. Questo vuol dire progetto. Nel progettare, l’autodeterminazione del singolo sta nell’autodeterminazione dello stesso progetto. L’integrazione, nella prospettiva inclusiva, non vuole conservare nel presente chi ha Bisogni Speciali. Vuole che sia nel futuro comune. (Dalla introduzione di Andrea Canevaro).
Contributi di: Andrea Canevaro, Lucio Cottini, Fausto Giancaterina, Alain Goussot, Marisa Faloppa, Giampiero Griffo, Vanna Iori, Vittorio Ondedei , Mario Paolini, Antonio Saccardo.
Sugli stessi temi vedi anche
AA.VV., Handicap intellettivo grave e servizi: quali risposte dopo la scuola dell’obbligo?, 1997, pag. 112, € 7,75
AA.VV., Handicap grave, autonomia e vita indipendente, 2002, pag. 96, € 6,71
AA.VV., Disabilità. Dalla scuola al lavoro, 2006 pag. 112, € 10,00
AA.VV., La cura della vita nella disabilità e malattia cronica, 2008, pag. 112, € 11,00
Per ricevere il volume: Gruppo Solidarietà, Via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (AN). Tel. e fax 0731.703327, e-mail: grusol@grusol.it Per ordinare direttamente il volume versamento su ccp n. 10878601 intestato a: Gruppo Solidarietà, 60031 Castelplanio (AN). Per iscritti alla lista euro 10.50 comprese spese di spedizione.
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di ritorno dal teatro sociale volevi ancora ringraziarti per l’invito.
la rappresentazione teatrale mi è piaciuta molto. sono riusciti a rendere bene le dinamiche delle cooperative di lavoro e bene (anche se necessariamente in modo semplificato ) i problemi psicologici e familiari (come la madre “suicidante”)
mi è venuta una grande “tristezza politico sociale” ai vani accenni alla “difficile situazione economica”. è vero: nelle nostre economie europee si va restringendo sempre più l’area del “lavoro di mercato”. la nostra è una crisi da eccesso di produzione e il lavoro si riduce
questo ha effetti molto problematici sugli inserimenti dei disabili
temo che stia finendo un ciclo della politica dei servizi, così come l’abbiamo conosciuta a partire dagli anni ’70.
sono sicuro che una via d’uscita ci sarà . ma in questa fase andiamo a tentoni e si sta intervenendo per evitare un baratro ben più pesante
insomma: il racconto teatrale mi ha commosso e divertito. ma il contesto mi mette alquanto in depressione
comunque gli attori sono stati davero bravissimi e spero abbiato percepito il calore dell’applauso
un caro saluto e buoni giorni
Ho percepito anch’io la tua stessa sensazione. Non ti ho visto altrimenti ti avrei salutato volentieri.Partrecipo fin dall’inizio al tavolo di “lavoro e psiche”,quando Cariplo ha finanziato il progetto erano tempi diversi, le aziende ora si sottraggono per evidenti motivi, le cooperative fanno fatica, non so nemmeno io cosa pensare per il futuro. Speriamo in un modello produttivo che non poggi soltanto sulla competizione, se no per i disabili non c’è spazio. Un caro saluto anche a Luciana. G.B.L.
oggi ero a coatesa di nesso
di ritorno (sotto un sole estivo che mi cuoceva) ho sentito uno che parlava al telefonino (era un giardiniere/manutentore)
diceva: “non riusciamo a stare dietro al lavoro … siamo in ritardo su tutto … sento che non c’è lavoro … e noi ne abbiamo troppo”
ero consolato e nello stesso tempo spaesato
mi dicevo : ma allora il problema non è “il lavoro” in quanto tale (il “lavoro di mercato di cui parlava la rappresentazione teatrale) , ma sono i tipi di lavoro , è l’incontro fra domanda e offerta …
d’altra parte c’è questo dato macroeconomico altamente indicativo: negli ultimi 10 anni mentre decresceva il nostro lavoro (per le persone attorno ai 40 e 50 anni e soprattutto per i giovani) cresceva a dismisura il lavoro immigrato.
nello stesso decennio: e si parla di milioni di posti di lavoro
c’è da riaggiustare un po’ tutto
“pessimismo dell’intelligenza e ottimismo della volontà” diceva antonio gramsci
Regione Marche, Provincia Ancona, Ambito territoriale sociale 9 Jesi
Seminari di approfondimento
marzo – maggio 2012
Persone con disabilità. I diritti, i bisogni, le politiche, i servizi
II edizione
Obiettivi e contenuti. I problemi connessi con la riduzione dei finanziamenti per interventi e servizi sociali e sociosanitari rischiano di far trascurare i temi dell’integrazione delle persone con disabilità nella società, dei crescenti rischi di istituzionalizzazione, della qualità dei servizi. Il pericolo, impegnati nella resistenza, è quello di non avere tempo di analizzare le evoluzioni, le necessità, le strade cui ci si incammina. Parlare di diritti, di servizi rispondenti ai bisogni, di qualità degli interventi è oggi decisamente fuori moda. Porre l’esigenza della necessità di un maggiore impegno finanziario sembra ai più, il vaneggiamento di mitomani. Intanto il ritorno alla logica della beneficenza appare essere molto più di una minaccia. Riteniamo, invece, irrinunciabile continuare a riflettere e confrontarsi su questioni importanti che richiedono un ulteriore approfondimento. In questa prospettiva proponiamo un ciclo di incontri con l’obiettivo di analizzare tre temi che, sulla scorta della nostra esperienza, ci paiono di estremo rilievo. Da un lato, l’analisi della situazione, dall’altro mantenere alto il profilo della proposta e della riflessione. I contenuti e la partecipazione al ciclo dei seminari dello scorso anno ci hanno spinto a proporne una seconda edizione, caratterizzata dalla stessa modalità organizzativa, nella quale a partire da una riflessione più generale sulle prospettive della integrazione, si affronteranno poi due aspetti specifici: il ruolo di un servizio sociosanitario come il centro diurno e l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità intellettiva.
Jesi, Venerdì, 18 maggio 2012, ore 9.00-13.00
Lavoro e disabilità intellettiva. E’ così difficile?
E’ davvero così difficile per le persone con disabilità intellettiva poter lavorare? Quali sono le condizioni e gli strumenti indispensabili per raggiungere questo obiettivo? Per quali ragioni si è sempre investito poco nei servizi per il lavoro rispetto a quelli sociosanitari? Quanto conta l’immagine che abbiamo (a partire dai servizi) delle persone con disabilità? Ruoli e rapporti tra gli enti.
Si confrontano
Carlo Lepri, psicologo, Centro studi integrazione lavorativa, Asl 3 Genova
Enrico Verdozzi, Responsabile Servizio integrazione lavorativa (Sil), Ussl Belluno
I seminari sono gratuiti ma è obbligatoria la prenotazione
Iscrizioni ed informazioni. I seminari si svolgeranno a Jesi (Sala II Circoscrizione, via san Francesco), dalle 9.00 alle 13,00 (la registrazione dei partecipanti avviene tra le 8,30 e le 9.00). La partecipazione è gratuita ma è obbligatoria la prenotazione (telefono, fax, e-mail) da effettuare (per singoli seminari) entro il 10 maggio. Segreteria: Gruppo Solidarietà, Via Fornace 23, 60030 Moie di Maiolati (An). Tel e fax 0731.703327. www.grusol.it - e-mail:grusol@grusol.it. Si rilascia attestato di frequenza.
Modalità di svolgimento degli incontri. I seminari si propongono come momento di approfondimento, riflessione e confronto tra i relatori ed i partecipanti. I relatori si confronteranno riflessioni sul tema del seminario, che sarà poi ripreso nel confronto assembleare. Ogni incontro sarà introdotto e coordinato dal Gruppo Solidarietà
La seconda delle pillole video che vi proponiamo sull’argomento dislessia.
In questo video Giacomo Stella, Professore di Psicologia Clinica all’Università di Modena e Reggio e fondatore dell’Associazione Italiana Dislessia, ci parla della “svolta” nella ricerca scientifica e medica che ha portato ad approfondire gli studi sui disturbi legati all’apprentimento e a ricercare soluzioni adeguate. altro
Il miglioramento della qualità della vita, la presa in carico e la promozione dell’autonomia della persona con SM rientra tra gli obiettivi strategici di AISM. In questo contesto AISM gestisce:
AISM svolge, attraverso le proprie Sezioni, una serie di servizi avendo come primario obiettivo il sostegno ai processi di autonomia, l’empowerment e l’inclusione sociale della persone con SM. I servizi sono i seguenti:
L’Associazione fornisce una serie di servizi informativi che ti permettono di avere le ultime notizie sulla SM in tutti i suoi aspetti. È a tua disposizione un’équipe multidisciplinare specializzata, composta da neurologi, consulenti legali, assistenti sociali.
La sclerosi multipla è una malattia complessa, colpisce le donne più degli uomini, prevalentemente i giovani dai 20 ai 40 anni. La diagnosi coinvolge tutta la famiglia. AISM ha realizzato programmi specifici per ognugno di questi aspetti Donne oltre la SM
La disabilità infantile è una delle prigioni più terribili in cui ci si possa trovare.
Per aiutare davvero, qualche sporadica donazione non basta. Siamo una fondazione senza scopo di lucro, con finalità sociali ed umanitarie, a sostegno delle disabilità infantili. Il nostro obiettivo è una nuova libertà, garantita nel tempo.
La nostra gestione è imprenditoriale e la nostra visione è a medio e lungo termine; con un sistema organizzativo consolidato, colleghiamo direttamente le risorse della tua impresa al mondo del sociale garantendo e tutelando i tuoi investimenti; ecco ci siamo:
Da SETTEMBRE 2006 la Fondazione ha attivato importanti segnali per un aiuto immediato con alcuni progetti a cui le Aziende possono partecipare in pool coordinato dalla Fondazione o finanziando un intero progetto. Ecco le più significative tra le Associazioni finanziate ed i loro progetti
Progetto di integrazione sociale ed attività ludico – sportive coordinate e realizzate con Centri Sportivi specializzati, sia presso le diverse strutture locali, sia con la programmazione di uscite esterne.Costo annuo € 89.700,00. Fondi erogati al 31/12/2010: € 108.648,00
Progetto diurno e residenziale per bambini autistici,diversamente abili. Un’ottica residenziale e funzionale allo apprendimento e svolgimento di alcuni lavori, miranti a migliorare le abilità dei partecipanti, con il costante ausilio di operatori specializzati. Costo annuo € 170.556,00.Fondi erogati al 31/12/2010: € 63.746,00
Progetto per l’attivazione di percorsi personalizzati di Autonomia per ragazzi adolescenti ed adulti con DGS, disegnati in spazi naturali di crescita di queste persone e supportati da educatori specificamente formati. Costo annuo € 111.000,00.Fondi erogati al 31/12/2010: € 219.083,00
Progetto sviluppatosi all’interno dell’Ospedale Niguarda Cà Granda di Milano, il Centro è specializzato nell’erogazione di prestazioni riabilitative utilizzando il cavallo (RE) a soggetti in età evolutiva affetti da disabilità motorie o psichiche. Costo annuo € 141.000,00. Fondi erogati al 31/12/2010: € 190.100,00
L’attività di FARCELA si svolge in due blocchi di iniziative: a) laboratori rivolti ai ragazzi delle famiglie iscritte e non; b) attività rivolte alle famiglie (genitori, fratelli, ambiente sociale ….) L’Associazione funge da riferimento per un territorio molto ampio e si avvale della collaborazione di numerose Associazioni locali.Fondi erogati al 31/12/2010: € 394.888,00
L’Associazione ViViAutismo di Padova si pone l’obiettivo di far nascere il primo Centro Multisistemico per la cura dell’Autismo nel Veneto. L’ambizioso progetto ha trovato l’appoggio dell’Unione Industriali di Padova e di numerose Associazioni Imprenditoriali del territorio.Fondi erogati al 31/12/2010: € 15.113,00
Presso il Dipartimento di Pediatria dell’Università di Padova, Laboratorio Diagnosi e Studio Malattie Rare, (Centro per la ricerca e l’innovazione della diagnostica e caratterizzazione geneticoo-molecolare delle malattie rare dell’età evolutiva) si svilupperà questo importante progetto che prevede investimenti in strumentazioni e ricerca per un importo stimato nell’esercizio 2011 pari a € 190.000,00.
Presso l’Unità Operativa di Neuropsichiatria Infantile dell’Azienda ULSS n° 6 di Vicenza verrà effettuata una intercettazione precoce di soggetti con autismo e con gravi disturbi della comunicazione. Sono 3.500 i bambini iscritti alla ULSS n°6 di Vicenza che saranno sottoposti a visite non invasive allo scopo di stanare la malattia, Le Associazioni della Provincia, in collaborazione con la Neuropsichiatria e 40 Pediatri coordineranno l’intervento per un totalepreventivato di spesa pari a 120.000,00 euro il primo anno.
All’interno della U.O. di Neuropsichiatria Infantile dell’Infanzia e dell’Adolescenza, sono seguiti circa 130 bambini affetti da Autismo, Autismo Atipico, Autismo ad alto funzionamento e Sindrome di Asperger. Destinatari di questo progetto sono circa 30 bambini nella fascia di 2-6 anni per un intervento precoce ed intensivo, e circa 25 bambini con autismo ad alto funzionamento.Importo stimato di € 100.000,00.
La normativa italiana attualmente vigente prevede che nelle aree di parcheggio devono essere previsti un numero minimo di posti auto riservato alle persone con difficoltà motoria e con determinate caratteristiche che ne consentano un utilizzo agevole.
Un racconto in prima persona. In vista della Giornata Mondiale della Consapevolezza dell’Autismo sono con noi in studio Erica e Pietro, due persone appartenenti allo spettro autistico, che presentano le iniziative per far conoscere una condizione che riguarda in Italia 550 mila persone. Ilaria Minio Paluello, psicologa sta raccontando le sfide per il trattamento dei disturbi legati all’autismo.
1. Il progetto europeo CLAD (Crosslinguistic Language Diagnosis.). Alcuni risultati
Maria Teresa Guasti (Docente, Università degli Studi di Milano-Bicocca)
2. Plurilinguismo e multiculturalità, dalla clinica alla società
Tiziana Rossetto (Presidente della Federazione Logopedisti Italiani, Venezia)
3. Misure della scrittura
Natale Stucchi (Docente, Università degli Studi di Milano-Bicocca)
TREVISO – L’anziano a cui badava era morto da poche ore, ma lei non ha resistito, ha preso la sua tessera Bancoposta ed è andata a prelevare 600 eur La badante infedele, alle dipendenze di un’agenzia di Mestre (Venezia), è stata smascherata dai congiunti del deceduto i quali, notata la sparizione dall’abitazione della tessera magnetica,avevano constatato i prelievi post mortem dal conto dell’anziano
Obiettivi e contenuti. I problemi connessi con la riduzione dei finanziamenti per interventi e servizi sociali e sociosanitari rischiano di far trascurare i temi dell’integrazione delle persone con disabilità nella società, dei crescenti rischi di istituzionalizzazione, della qualità dei servizi. Il pericolo, impegnati nella resistenza, è quello di non avere tempo di analizzare le evoluzioni, le necessità, le strade cui ci si incammina. Parlare di diritti, di servizi rispondenti ai bisogni, di qualità degli interventi è oggi decisamente fuori moda. Porre l’esigenza della necessità di un maggiore impegno finanziario sembra ai più, il vaneggiamento di mitomani. Intanto il ritorno alla logica della beneficenza appare essere molto più di una minaccia. Riteniamo, invece, irrinunciabile continuare a riflettere e confrontarsi su questioni importanti che richiedono un ulteriore approfondimento. In questa prospettiva proponiamo un ciclo di incontri con l’obiettivo di analizzare tre temi che, sulla scorta della nostra esperienza, ci paiono di estremo rilievo. Da un lato, l’analisi della situazione, dall’altro mantenere alto il profilo della proposta e della riflessione. I contenuti e la partecipazione al ciclo dei seminari dello scorso anno ci hanno spinto a proporne una seconda edizione, caratterizzata dalla stessa modalità organizzativa, nella quale a partire da una riflessione più generale sulle prospettive della integrazione, si affronteranno poi due aspetti specifici: il ruolo di un servizio sociosanitario come il centro diurno e l’inserimento lavorativo delle persone con disabilità intellettiva.
Jesi, Venerdì 30 marzo 2012, ore 9.00-13.00
Inserimento, integrazione, inclusione
Dall’inserimento siamo giunti all’inclusione. Anche se nessuno a parole tende a mettere in discussione l’integrazione delle persone con disabilità nella società, pare evidenziarsi una pericolosa tendenza: I servizi si possono pure mantenere, ma per fare questo occorre accettare una semplificazione erogativa che, tradotto, significa logiche da contenitore. Politiche inclusive invece necessitano di accettare la sfida della complessità, e a quanto pare ora devono attendere. Su questo esile filo si articolerà la riflessione.
Si confrontano
Andrea Canevaro, Docente di pedagogia; Università di Bologna, sede di Rimini
Fabio Ferrucci,Docente di sociologia,Università del Molise
Modalità di svolgimento degli incontri. I seminari si propongono come momento di approfondimento, riflessione e confronto tra i relatori ed i partecipanti. I relatori si confronteranno sul tema del seminario, che sarà poi ripreso nel confronto assembleare. Ogni incontro sarà introdotto e coordinato dal GruppoSolidarietà.
Progetto “IN FAMIGLIA-Vivere con la badante” che si terrà il 27 febbraio 2012 presso lo Spazio Oberdan.
Gli esperti che hanno collaborato al progetto presenteranno i presupposti teorici, la metodologia scelta e lo stile comunicativo adottato per la costruzione del sito dedicato
A conclusione della presentazione i partecipanti potranno ritirare in anteprima una copia del DVDdedicato alle famiglie, alle badanti, agli operatori e ai volontari che si occupano quotidianamente di persone anziane non più completamente autosufficienti.
Contiene testimonianze di famiglie, l’approfondimento di un esperto e unarappresentazione teatrale, tra il riflessivo e l’ironico, che permette uno sguardo più distaccato e lieve.
Propone, con tre linguaggi cinematografici differenti, alcuni temi ricorrenti dell’esperienza di cure: le difficoltà con gli anziani,le fatiche delle famiglie, le scelte difficili e i momenti dolorosi o conflittuali.
Falsi invalidi: un nuovo blitz dei carabinieri del comando provinciale di Napoli ha portato all’ arresto oggi, mercoledì 1 febbraio, di altre 32 persone accusate, a vario titolo, di truffa aggravata, contraffazione di pubblici sigilli e falso. Le misure cautelari sono il risultato delle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Napoli che nei mesi scorsi hanno portato all’arresto di ben 201 persone ed al sequestro di beni per 5 milioni di euro. All’Inps sono stati sequestrati i trattamenti pensionistici illegittimi.
UN MILIONE - Secondo gli inquirenti le trentadue persone in stato di arresto hanno riscosso pensioni di invalidità con accompagnamento per un valore complessivo di oltre un milione di euro. I 32 arrestati sono tutti residenti nella zona di Poggioreale, periferia orientale della città, che ricade nella IV Municipalità.
Massimiliano Verga, 42 anni, insegna Sociologia del diritto all’Università di Milano Bicocca. Ha tre figli, Jacopo, Cosimo e Moreno, nato sano e diventato gravemente disabile nel giro di pochi giorni. Moreno ha buona parte del cervello compromessa: è cresciuto cieco, incapace di capire, articolare parole e muoversi in maniera normale. Nel suo futuro i medici non vedono nessuna possibilità di miglioramento. Massimiliano Verga ha raccontato la sua storia con Moreno in “Zigulì. La mia vita dolceamara con un figlio disabile” (Mondadori Strade Blu, 2012, 192 pagine, 16,50 euro).
Col passare degli anni, l’indennità di accompagnamento è divenuta un’integrazione ai redditi degli anziani, usata in larga misura per pagare le badanti. E il suo costo è lievitato fino ai 13 miliardi del 2011. Meglio sarebbe una Dote di cura che permetta di graduare l’importo in base ai livelli di non autosufficienza e di disponibilità economica, con un controllo sugli utilizzi. La scelta tra ricevere una somma senza necessità di rendicontazione o disporre di un budget individuale per i servizi pubblici o privati accreditati.
Quella dell’inserimento lavorativo dei disabili è una questione spinosa, che purtroppo vede ancora molti diritti calpestati, pur con una legge che servirebbe a tutelali. I dati infatti ci dicono che in Italia più della metà delle persone con disabilità è disoccupata, sfiorando il 66%. Tutto questo pur con una legge che, appunto, riserva loro circa 100mila posti di lavoro nel nostro Paese. Il che significa che le aziende, al giorno d’oggi, preferiscono probabilmente pagare multe, piuttosto che assumere lavoratori disabili.
A questo punto, appare evidente che a rendersi necessario è un cambio di rotta “culturale”, per aiutare anche gli stessi imprenditori e manager a considerare l’assunzione del disabile sotto il duplice aspetto di poter contare su una forza lavoro preparata e di contemporanei vantaggi fiscali garantiti dallo stato.
In questo panorama, risulta quindi importante anche capire se e come funziona l’inserimento lavorativo dei disabili in azienda. A questo proposito, interessanti sono i risultati dell’indagine dell’Isfol (l’Istituto per lo Sviluppo della Formazione Professionale dei Lavoratori) sull’inserimento di lavoratori con disabilità psichica in aziende italiane. La ricerca, i cui dati sono stati presentati nel corso del convegno nazionale “Si può fare in azienda. Aziende, lavoro e disturbo psichico”, traccia un quadro dai contorni positivi.
L’indagine, durata quattro anni e svoltasi all’interno del Programma per il sostegno e lo sviluppo dei percorsi integrati di inserimento socio-lavorativo dei soggetti con disturbo psichico (Pro.P), promosso dal Ministero del lavoro, ha raccolto, tramite questionari e interviste, non solo i meri numeri riguardanti l’inserimento lavorativo di persone con disagi psichici, ma anche i risultati dello stesso.
da anni i disabili italiani attendono con ansia l’aggiornamento del Nomenclatore tariffario e quello dei Lea (Livelli essenziali di Assistenza). La volontà del nuovo Governo Monti è subito sembrata quella di voler mettere mano al più presto alla questione, come ha detto lo stesso neo ministro alla salute Renato Balduzzi.
Viene quindi accolta con favore la notizia, data dalla deputata radicale e presidente onoraria dell’Associazione Luca Coscioni, Maria Antonietta Farina Coscioni, dell’approvazione di un ordine del giorno che impegna il Governo ad aggiornare il Nomenclatore Tariffario e più in generale i Livelli Essenziali di Assistenza.
Questi alcuni punti dell’odg, che impegna il Governo:
- ad emanare il decreto sui LEA entro il mese di gennaio 2012, termine da considerarsi perentorio salvo che il Ministro dell’economia non comunichi al Parlamento le ragioni che considerasse ostative all’emanazione del decreto in questione entro il termine indicato; - a comunicare, entro gennaio 2012, l’effettivo utilizzo dei finanziamenti stanziati per i «comunicatori» di nuova generazione, regione per regione; - a rendere facilmente accessibili a tutti, anche su su internet, le modalità di accesso alla loro utilizzazione, individuando dei responsabili regione per regione cui gli utenti possano riferirsi tramite canali e modalità semplici e rapide; - a verificare, entro maggio 2012, le reali condizioni di assistenza, anche domiciliare, presenti nelle varie – regioni; - ad intervenire nelle regioni in cui il servizio sia assente o carente con commissari ad hoc che assicurino ai cittadini affetti da SLA o da patologie simili e alle loro famiglie l’effettivo godimento dei diritti costituzionali di parola, di espressione del pensiero e di una assistenza adeguata
Il libro affronta la tematica della disabilità adulta prendendo in esame la letteratura internazionale e la legislazione italiana, soffermandosi, in modo particolare, sul ruolo dell’educatore nel processo finalizzato al recupero dell’autonomia del disabile e alla sua inclusione sociale.
Presentazione del volume
Ogni anno centinaia di persone cambiano il proprio modo di vivere e di essere a causa del sopraggiungere di malattie e/o incidenti che modificano sostanzialmente il proprio grado di autonomia. Alla sofferenza fisica si sommano molteplici difficoltà legate all’accettazione della disabilità, ai rapporti interpersonali e familiari, all’impossibilità di svolgere le stesse mansioni lavorative. L’ International Classification of Functioning, Disability and Health (ICF) dell’OMS ha messo in evidenza che una determinata condizione di salute diventa disabilità in un contesto ambientale sfavorevole. La disabilità, per queste ragioni, non può essere considerata una realtà di pochi, che va compresa e tollerata da una maggioranza di “sani”, ma una condizione che può interessare tutti e che, quando si verifica, richiede interventi di supporto educativi oltre che medici.
Il libro affronta nella prima parte la tematica della disabilità adulta, prendendo in esame la letteratura internazionale e la legislazione italiana e soffermandosi in modo particolare sul ruolo dell’educatore nel processo finalizzato al recupero dell’autonomia del disabile e alla sua inclusione sociale.
Nella seconda parte si presentano i risultati di una ricerca che ha comparato le storie di vita di persone vittima di incidenti o malattie in età adulta, consentendo al lettore di analizzare le difficoltà che esse hanno incontrato all’inizio (paura, depressione, rabbia, disperazione) e i processi di riattivazione e riorganizzazione ( coping e di resilienza) che hanno messo in atto per far fronte all’evento traumatico. Analizzando le storie personali è possibile individuare specifiche competenze dell’educatore che può diventare un sostegno, una guida, un supporto importante per il disabile che, soprattutto nella fase immediatamente successiva al trauma, si sente talvolta confuso, inadeguato, inutile.
Filippo Dettori insegna Pedagogia speciale presso il Corso di laurea in Scienze dell’educazione e della formazione dell’Università degli studi di Sassari. Ha già pubblicato nel 2010 per FrancoAngeliGiustizia minorile e integrazione sociale .
Indice
Andrea Canevaro , Prefazione
Introduzione
L’accompagnamento educativo del disabile
(La disabilità in età adulta; La disabilità per l’Organizzazione Mondiale della Sanità; La legge quadro numero 104 del 1992; La legge numero 162 del 1998; Il piano educativo personalizzato; L’educatore professionale; Il rapporto di fiducia fra educatore e disabile; Le esperienze positive rafforzano il senso di autoefficacia)
L’educazione è un processo che dura tutta la vita
(Affrontare la disabilità pervenuta in età adulta; Imparare per tutta la vita; Educazione ed emozioni; Il coping per superare lo stress; Resilienza e disabilità; Raccontare e condividere aiuta ad elaborare il trauma)
Fare ricerca con le storie di vita
(La ricerca qualitativa; Dare senso alle parole dell’altro; L’intervista qualitativa; L’intervista qualitativa semistrutturatta; Il focus group; L’analisi del contenuto)
Storie di vita di disabili adulti
(La ricerca; La professoressa non vedente; Dalla motocicletta alla carrozzina; La devota impiegata postale; La disabilità fra virgolette; La gioia di aiutare gli altri; La campionessa in carrozzina; Il cuoco cieco; L’artista non vedente; La dottoressa in carrozzina)
Riflessioni pedagogiche sulle storie di vita
(Ragionando sulle storie di vita; La prima fase: la disperazione e la rabbia; La fase dell’accettazione; La fase della riorganizzazione; La disabilità può rendere migliori; Gli adolescenti incontrano la disabilità; Riflessioni conclusive)Riferimenti bibliografici.daPerdersi e ritrovarsi. Una lettura pedagogica della disabilità in età adulta
Nel decreto elaborato dal Governo Monti (“Misure urgenti per la stabilità finanziaria”) e in via di approvazione, ci sono alcuni aspetti di estrema rilevanza per il futuro delle famiglie e delle persone con disabilità, in particolare sulla compartecipazione alla spesa sociale, sulle agevolazioni fiscali e assistenziali e sulle provvidenze agli invalidi civili.
Nel nostro sito HandyLex.org – www.handylex.org – proponiamo un’analisi di questi aspetti, molto sentiti dai nostri Lettori. tentando di fare il punto su cosa cambia e su che cosa potrebbe cambiare nelle politiche sociali e di sostegno economico.
Un cordiale saluto
Carlo Giacobini Direttore responsabile di HandyLex.org
La disabilità in Lombardia cosa è cambiato e cosa cambierà: II edizione
Il corso organizzato da Provincia di Milano e LEDHA avrà inizio l’8 febbraio 2012 e terminerà il 14 marzo 2012. Gli incontri si terranno dalla ore 14 alle ore 18.00
L’azione della Regione Lombardia degli ultimi dieci anni ha profondamente mutato il panorama dei servizi e delle politiche in favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie. Un insieme di provvedimenti e di azioni la cui efficacia è ora valutabile in base ai suoi effetti sulle condizioni di vita dei cittadini con disabilità e sull’insieme del tessuto sociale. Un processo di innovazione e cambiamento che oggi conosce un nuovo impulso a causa dei recenti provvedimenti adottati dalla Giunta regionale, a partire dal Piano di Azione Regionale per le politiche in favore delle persone con disabilità. Il corso offre la possibilità di avere un quadro preciso di ciò che sta succedendo in Lombardia, permettendo così di identificare un contesto teorico ed operativo all’interno del quale attivare interventi, percorsi, progetti e servizi a favore delle persone con disabilità. Un’apertura su quali i rischi e quali le opportunità, assumendo come nuovo paradigma il contenuto della Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, firmata a New York il 30 marzo 2007 e ratificata dal Parlamento Italiano il 24 febbraio 2009?
La proposta formativa si rivolge a tutti gli operatori della disabilità sempre più chiamati a cogliere nelle politiche sociali elementi di ripensamento del loro agire e delle organizzazioni per cui operano ed all’interno delle quali svolgono ruoli di responsabilità
Contenuti/Obiettivi
L’obiettivo del corso è offrire elementi di analisi, aggiornamento e di riflessione sui mutamenti in atto nell’assetto dei servizi e delle politiche del welfare lombardo in favore delle persone con disabilità e delle loro famiglie, in modo da riconoscere criticità e spazi di intervento per chi a vario livello pensa ed opera all’interno delle organizzazioni pubbliche o del privato sociale.
Docenti qualificati ed esperti del mondo associativo, proporranno momenti di approfondimento e di rilettura dei mutamenti in atto secondo varie prospettive di osservazione ed assi di analisi.
Metodologia
La metodologia prevede singoli apporti tematici, alternati a momenti di lavoro di gruppo e ad occasioni di confronto e riflessione anche a partire dalla discussione di casi o dalle esperienze dei partecipanti con momenti di compresenza dei docenti e del tutor che gestirà anche i lavori di gruppo e curerà la circolazione del materiale fornito dai docenti.
Docenti/Esperti/Tutor
Giovanni Merlo – docente (LEDHA)
Diletta Cicoletti -docente (IRS)
Laura Abet – docente (LEDHA)
Matteo Schianchi – docente
Renzo Bagarolo – docente (direttore sanitario Piccolo Cottolengo don Orione Milano)
Marco Rasconi – docente (LEDHA Milano)
Monica Villa – esperto (Fondazione Cariplo)
Alessandra Cappi – esperto (Regione Lombardia)
Umberto Zandrini – esperto (Consorzio SIR)
Paolo Aliata – tutor (LEDHA)
Destinatari
Educatori professionali, assistenti sociali, responsabili di enti gestori, coordinatori e di servizi e leader associativi
Periodo di realizzazione e orario
Il corso avrà inizio l’8 febbraio 2012 e terminerà il 14 marzo 2012. Gli incontri si terranno dalla ore 14 alle ore 18.00 con il seguente calendario
□ Mercoledì 8 febbraio – Questione di sguardi e di diritti: com’è cambiato il welfare lombardo per le persone con disabilità – Giovanni Merlo
□ Mercoledì 15 febbraio – Com’è cambiato il welfare lombardo- Diletta Cicoletti
□ Mercoledì 22 febbraio – Come sta cambiando il welfare lombardo – Laura Abet
□ Mercoledì 29 febbraio – La Regione Lombardia e la residenzialità delle persone con disabilità Renzo Bagarolo
□ Mercoledì 7 marzo – Una storia di cambiamenti – Matteo Schianchi
□ Mercoledì 14 marzo – Tavola rotonda: Stare e vivere nel cambiamento: persone, servizi ed organizzazioni – Marco Rasconi, Monica Villa, Alessandra Cappi, Umberto Zandrini, modera Giovanni Merlo
ECM
Saranno richiesti gli ECM per gli Educatori professionali (fino ad un massimo di 20 iscritti) e per gli assistenti sociali.
Attestato di frequenza
Verrà rilasciato un attestato di frequenza a chi avrà partecipato ad almeno al 75% del monteore complessivo.
Sede e costi
Gli incontri si terranno presso la sede LEDHA di Via Livigno 2, a Milano. A parziale copertura delle spese organizzative è prevista una quota individuale di Euro 30 da versare al momento della ammissione al corso.
Modalità e tempi d’iscrizione
E’ possibile iscriversi inviando la scheda di iscrizione compilata in ogni sua parte al fax di LEDHA 02/6570426 o via mail a paolo.aliata@ledha.it entro il 31 gennaio 2012
Per comunicazioni/informazioni
Paolo Aliata – LEDHA – Tel. 02/6570425 – 328/3020019 – e-mail: paolo.aliata@ledha.it
Siamo ad un anno dall’emanazione del Piano di Azione per le politiche in favore delle persone con disabilità (DGR 983/2010): è possibile cominciare ad avviare un’analisi della produzione normativa di tutti questi mesi valutando come le politiche della Regione Lombardia abbiano avuto effetti sulla vita delle persone con disabilità
Il 2-3 dicembre presso il Comune di San Vito al Tagliamento si terrà il convegno nazionale “L’Amministrazione di Sostegno: dalle esperienze del Friuli Venezia Giulia un possibile modello integrato, a valenza nazionale, di intervento sociale e giudiziario”.
Con l’emanazione del “Regolamento di attuazione della legge regionale FVG 16 novembre 2010 n°19, (Interventi per la promozione e la diffusione dell’amministratore di sostegno a tutela dei soggetti deboli)”, la normativa del Friuli Venezia Giulia che disciplina l’istituto giuridico dell’Amministrazione di Sostegno diventa pienamente operativa.
Obiettivo dell’iniziativa è promuovere l’applicazione della legge nazionale n. 6/2004 e della legge regionale del Friuli Venezia Giulia n°19/2010 e, allo stesso tempo, creare un momento di confronto tra le esperienze positive sorte in Friuli Venezia Giulia con quelle che si stanno sviluppando in altre regioni al fine di addivenire ad uno scambio di buone pratiche, profittevole per tutti gli attori coinvolti.
Il convegno è rivolto prioritariamente a:
Associazioni di Volontariato
Enti Gestori dei Servizi Sociali dei Comuni del Friuli Venezia Giulia
Tribunali Ordinari (Volontaria Giurisdizione)
Amministratori Pubblici delle Regioni e degli Enti Locali
L’evento è accreditato dall’Ordine Assistenti Sociali Regione Friuli Venezia Giulia
Nel caso di una nomina per il sostegno a persone che abbiano difficoltà, uno dei primi passi da compiere è quello di contattare e conoscere la rete dei servizi che hanno sostenuto la persona fino a quel momento. Una rete alle volte fitta, alle volte più rada, fatta comunque di operatori, proposte, iniziative … alle volte andate a buon fine alle volte arenate per i motivi più disparati.
La persona avrà avuto una storia anche nell’ambito dei servizi, e questo ci può essere di aiuto per comprendere quella che invece solo lui ci potrà indicare come la sua storia.
La storia raccontata da una persona non è mai solo la sua versione dei fatti, quanto piuttosto una storia vissuta con degli elementi personali e soggettivi privati e unici che non sempre i servizi sono riusciti a cogliere.
Ci troveremo così in qualche maniera ad entrare in un punto indefinito del suo vissuto.
Risulterà estremamente importante per il benessere del beneficiario fare in modo che egli si possa reinserire in un contesto sociale ed alle volte questo passaggio può essere facilitato grazie all’aiuto di un educatore: persona che possa fungere da filtro cercando di far in modo di aiutare il beneficiario a superare le difficoltà personali che alla fine tendono ad isolarlo e creandogli un vuoto attorno.
Una figura di questo tipo molto spesso può essere decisiva per mobilitare e dare nuovo vigore alle capacità residue di una persona in difficoltà, altre volte è utile per inserirlo in una rete di relazioni.
Questo fatto, assolutamente non scontato, prevede una serie di passaggi, percorsi in salita ed alle volte stretti come in un sentiero.
È un fatto che un insieme di relazioni positive possano essere un buon propulsore per il benessere di un individuo. È altrettanto ovvio che l’essere umano vive di relazioni e che le relazioni costruttive sono un aiuto nella vita di ognuno di noi: un rapporto può dar un senso ai nostri lati talvolta nascosti, o alle nostre abilità, valorizzandole.
D’altro canto è altrettanto vero che le relazioni possono essere vissute come fonte di ansia e stress, dai quali ci si difende molto facilmente isolandosi ed innescando così un circolo vizioso che non può che involvere in ulteriori situazioni di degrado.
Si chiama Rubicon, ed è una specie di robot-badante. E’ pensato per fornire assistenza in casa, ad anziani e disabili attraverso l’“apprendimento” delle loro abitudini e delle loro necessità. Un complesso sistema di sensori, collocati fra i muri di un appartamento, permetterà di acquisire le informazioni, memorizzare le abitudini dei soggetti e trasmettere gli ordini ai robot, che si metteranno in movimento.
Un team di ricercatori del dipartimento di Informatica dell’Università di Pisa, coordinati da Stefano Chessa e Alessio Micheli, è partner di un progetto di ricerca europeo che ha l’obiettivo di unire dispositivi robotici e reti di sensori in un sistema capace di interagire con l’ambiente circostante.
I ricercatori spiegano che Rubicon è l’incrocio fra ‘intelligenza’ ambientale e robotica: con questa tecnologia sarà possibile abbinare un evento a un comportamento specifico della macchina. Se col tempo le abitudini cambiano, e il pensionato da accudire per esempio si sveglia più presto o più tardi, se cambia l’ora di assunzione dei farmaci, e così via, Rubicon si adatterà alle nuove condizioni. Cioè si riprogramma.
INNOVABILITÀ – SOSTENERE LE DISABILITÀ CON L’INNOVAZIONE. 22 NOVEMBRE 2011
INNOVABILITÀ
Sostenere le disabilità con l’innovazione
DISABILINET
Nuove tecnologie per l’educazione e l’inclusione sociale
di adulti con disabilità mentale o relazionale
Martedì 22 novembre 2011
Sala Alda Merini c/o Spazio Oberdan
V.le Vittorio Veneto, 2 – Milano
Ore 9.00 – 16.30
Si tratta del quinto appuntamento per il 2011 del ciclo Innovabilità.
Il convegno si propone di presentare nuovi strumenti tecnologico-assistivi e informatici utilizzati per favorire l’inclusione sociale di adolescenti e adulti con disabilità mentale e con sindrome autistica di Asperger.
La giornata offrirà l’occasione di avviare un confronto fra operatori, formatori, volontariato e famiglie sui temi delle nuove metodologie educative e dell’integrazione socio-lavorativa che si avvalgono di risorse informatiche create o adattate ad hoc.
Verranno presentate alcune significative esperienze realizzate negli ultimi anni nel territorio del milanese, esperienze che si sono concretizzate grazie alla proficua collaborazione fra operatori, esperti, associazioni di volontariato, famiglie e università.
Ampio spazio sarà inoltre dedicato al tema dell’accesso e dell’usabilità di Internet da parte di persone con disabilità mentale o relazionale.
E’ richiesta l’ iscrizione entro il 18 novembre 2011.
Federsanità-Anci Lombardia Report Convegno Brescia
Report del Convegno del 7 novembre 2011 a Brescia “Sostenibilità dell’assistenza a domicilio: ruolo del caregiving familiare”
Il contesto attuale dell’assistenza a domicilio; le strategie per garantire la continuità di intervento assistenziale nei confronti delle persone fragili, semplificare i percorsi nella rete a pazienti e familiari, e fornire la valutazione
multidimensionale della complessità dei bisogni; la necessità di dare risposte rapide, articolate e coordinate grazie all’attivazione di soluzioni istituzionali e normativi: questi, principalmente, i temi che si sono trattati nel convegno “Sostenibilità dell’assistenza a domicilio: ruolo del caregiving familiare”, organizzato a Brescia il 7 novembre scorso dall’ASL di Brescia, in collaborazione con Federsanità e ANCI Lombardia.
Nel convegno si sono articolati gli interventi di Carmelo Scarcella, Direttore Generale dell’ASL di Brescia; Giacomo Bazzoni, Vicepresidente Vicario Nazionale Federsanità ANCI; Giorgio Scivoletto, Direttore Generale ASL Milano Uno; Fausta Podavitte, Direttore Dipartimento ASSI ASL Brescia; Fiorenza Comincini, Vicepresidente Centro Italiano per l’Assistenza in Famiglia; Enrico Agabiti Rosei, Direttore del Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche dell’Università degli Studi di Brescia; Stefano Bazzana, Presidente Collegio IPASVI Brescia; Pierfranco Maffé, Assessore alla Famiglia e Politiche Sociali Comune di Monza; Gianbattista Martinelli, Direttore Generale Fondazione Don Gnocchi Onlus; Salvatore Tagliata, Direttore Sociale ASL Milano Due; Alessandro Signorini, Direttore Sanitario Fondazione Poliambulanza Brescia; Marco Trabucchi, Direttore Gruppo Ricerca Geriatrica Brescia.
LE RETTE NEI SERVIZI PER PERSONE
CON DISABILITA’ E ANZIANI La compartecipazione al costo dei servizi residenziali, diurni e domiciliari
Se un ospite o i suoi parenti non pagano la retta come può reagire l’ente gestore? e se a non pagare è il Comune e l’ASL? quale ISEE deve utilizzare l’Amministrazione comunale per modulare la compartecipazione dell’utenza anziana o disabile al costo dei servizi fruiti? esiste ancora la rivalsa dei Comuni verso i tenuti agli alimenti? è legittimo il Regolamento comunale che prevede che alla spesa per i servizi fruiti concorrano anche i parenti in linea retta entro il primo grado?
Tutte le risposte alle questioni economiche ricorrenti in materia, soprattutto a quelle spesso oggetto di ricorso giurisdizionale davanti ai TAR, emergono chiare e precise da questa nuova opera di 412 pagine.
Risultato dell’attività di autori particolarmente esperti nel coniugare il rigore scientifico con la concretezza che caratterizza l’agire quotidiano dei Servizi sociali e sanitari, il volume approfondisce i temi del contenzioso sul rimborso degli oneri e della compartecipazione dell’utenza al costo dei servizi socio-assistenziali e socio-sanitari.
Accurata e vasta è la selezione di sentenze e ordinanze del giudice amministrativo intessute organicamente nell’articolazione del testo per orientarsi in un profluvio giurisprudenziale non sempre chiaro e ordinato.
Dopo una prima parte con nozioni essenziali sul riconoscimento costituzionale del diritto alla salute (art. 32) e all’assistenza sociale (art. 38), nelle tre seguenti il volume – che espone anche le basi teoriche delle questioni in oggetto – illustra ogni argomento di concreto interesse nel dettaglio della seguente trattazione:
1.
IL CONTENZIOSO SUL RIMBORSO DEGLI ONERI 1.Il contenzioso sul rimborso degli oneri: qualificazione delle prestazioni e identificazione del soggetto pubblico legittimato passivo. 2. L’azione giudiziaria e la vexata quaestio della giurisdizione. 3. Rapporti tra ente gestore e utenza.
2.
LA COMPARTECIPAZIONE DELL’UTENZA AL COSTO DEI SERVIZI SOCIO-ASSISTENZIALI E SOCIO-SANITARI 1. Il testo normativo fondamentale: il D.Lgs. 109/1998. 2. Composizione dell’indicatore della situazione economica equivalente. 3. Il coefficiente familiare. La disciplina alimentare rilevante:
1. Nucleo familiare di riferimento e carico assistenziale.
2. Nucleo familiare rilevante.
3. Il principio di unicità del nucleo familiare e il nucleo familiare come definito dall’art. 2 del D. Lgs. 109/1998.
4. Partecipazione al costo dei servizi, ISEE, obbligo alimentare e azione di rivalsa nei confronti dei parenti.
5. La L. 1580/1931 in tema di rivalsa per le spese di spedalità e manicomiali.
6. ISEE e rivalsa nei confronti dei parenti tenuti agli alimenti: il connubio impossibile.
7. Divieto di coinvolgimento dei parenti civilmente obbligati e legislazione regionale alla luce della riforma del Titolo V Costituzione.
8. I tentativi di fondare la rivalsa su altre obbligazioni scaturenti dalla legge.
9. Composizione del nucleo familiare per particolari prestazioni.
10. L’art. 3, co. 2-ter del D. Lgs. 109/1998 e le prestazioni sociali agevolate nell’ambito di percorsi assistenziali integrati di natura socio-sanitaria rivolte a persone con disabilità grave e anziani non autosufficienti. 4. Atti di disposizione patrimoniale dell’utenza e limiti dell’attività di recupero dell’Amministrazione.
3.
GLI ESEMPI DELLA LOMBARDIA, DELLA TOSCANA, DELLA SARDEGNA, DEL FRIULI-VENEZIA GIULIA E DEL PIEMONTE.
M. Gioncada, Consulente giuridico e formatore per numerose amministrazioni pubbliche e private. F. Trebeschi,P.A. Mirri, Avvocati
- ricostruire la legislazione specifica in tema di disabilità (non è difficile perchè occorre ancora riferirsi alla legge 104, intergrata con la riforma costituzionale 3/2001)
- ricostruire la legislazione sulle migrazioni (la letteratura è sterminata e sovraccaricata da visioni polari guidate dalle ideologie: va dunque decifrata per comprendere le regole)
- integrare le due ricerche fra loro
- ragionare in tema di “diritti esigibili” e “accesso ai servizi”. anche qui si tratta di argomentare
spero che queste tracce le possano essere di utilità
le auguro buona ricerca e buona scrittura
cordiali saluti
paolo ferrario
Buongiorno,
sono una studentessa laureanda in Servizio Sociale e ho frequentato il suo laboratorio “Politiche legislative e servizi sociali: metodi di analisi e casi pratici”, le scrivo perchè sto redigendo una tesi sul tema ”minori stranieri disabili”,per la quale la Prof.ssa …. è relatrice, e vorrei dedicare un capitolo all’inquadramento legislativo.
Ho trovato alcuni materiali legislativi inerenti il tema della disabilità e dell’immigrazione, tra cui alcune sentenze della Corte Costituzionale inerenti la duplice problematicità, ma mi chiedevo se potesse darmi maggiori informazioni a riguardo; in particolare se avesse indicazioni più precise o consigli da darmi per affrontare questo tema.
La ringrazio anticipatamente per l’attenzione che potrà dedicarmi e colgo l’occasione per prgerle cordiali saluti.
Anziani da slegare Affido e Domiciliarità: una proposta di legge
In collaborazione con Associazione Anziani a Casa Propria dall’Utopia alla Realtà Onlus
La tecnologia e la persona Modelli a confronto per una tecnologia innovativa a favore delle persone non autosufficienti
In collaborazione con Provincia di Roma
Sanità integrativa, ecco la sfida del III millennio: vivere a lungo ma con più qualità La Fondazione Don Gnocchi, attore in prima linea del welfare nazionale, stipula da alcuni anni convenzioni con numerose assicurazioni ed intende sviluppare e consolidare accordi con fondi e società di mutuo soccorso per la gestione di innovativi pacchetti di prestazioni in ordine al problema della non autosufficienza, della domiciliarità e della bassa e media intensità di cura, oltre alle tradizionali prestazioni ambulatoriali, diagnostiche ed alle degenze riabilitative
Il nostro viaggio attraverso le agevolazioni lavorative continua: in questa terza tappa del nostro “tour” avremo modo di vedere come, o ltre ai permessi mensili previsti dalla Legge 104 e al congedo biennale retribuito, il nostro ordinamento giuridico prevede la possibilità di usufruire di una aspettativa di due anni per eventi e cause particolari (c.d. congedo biennale non retribuito per gravi motivi familiari e person
Lo studio, portato avanti dal Dipartimento di Scienze della Cognizione e della Formazione in collaborazione con l’Università di Sherbrooke in Canada e supportato localmente dal Comune di Rovereto e dalla Federazione della Cooperazione Trentina, ha avuto durata triennale ed ha visto coinvolte più di 300 persone affette da disturbo psichiatrico. L’indagine è stata pensata da un team transdisciplinare ed internazionale con lo scopo generale di conoscere i fattori che possono favorire o inibire l’integrazione lavorativa di una popolazione certo svantaggiata, ma non per questo incapace o inadatta al lavoro, e che può trovare all’interno della cooperazione sociale un luogo privilegiato di accesso al mondo del lavoro. Il mondo del lavoro competitivo per questa popolazione di persone è ancora oggi infatti estremamente difficile, a causa di forti pregiudizi e discriminazioni. Tali difficoltà si traducono in altissime percentuali di disoccupazione, numeri che eccedono grandemente quelli della popolazione generale e di persone affette da disabilità fisiche.
La ricerca condotta ha invece evidenziato un quadro complessivamente positivo della realtà della cooperazione sociale nell’aiutare queste persone ad inserirsi al lavoro e a mantenerlo nel tempo, successo dovuto anche alla messa a disposizione di numerosi accomodamenti organizzativi e risorse di supporto sociale. Nello stesso tempo, si è registrato un consistente impegno verso il lavoro, una elevata intenzione a mantenere la propria occupazione e una cultura del lavoro positiva da parte dei lavoratori intervistati. In particolare, i partecipanti alla ricerca hanno riportato di vedere nello svolgimento dei propri compiti lavorativi una fonte di gratificazione ed orgoglio. La ricerca ha inoltre evidenziato come sia l’intreccio complesso di fattori organizzativi (come è organizzato il lavoro, quali sono le forme di supporto previste, quali i compiti svolti) e individuali (livello di disagio psichiatrico, supporto famigliare) ad influenzare i progetti futuri di permanenza nel luogo di lavoro, e quanto sia quindi importante tenere in considerazione nello sviluppare strategie di integrazione lavorativa non solo variabili di tipo individuale, ma anche sociali ed organizzative.
«Se alle persone con disabilità, di tutte le età, fosse garantito un accesso adeguato ai servizi sanitari e sociosanitari probabilmente queste raccomandazioni non sarebbero necessarie».
Iniziano così le proposte cliniche e organizzative proposte dalle fondazioni Zancan e Paideia, approvate dopo una conferenza di consenso svoltasi a Padova e pubblicate nel nuovo numero della rivista Studi Zancan (n. 4/2011), da oggi disponibile on line e attualmente in fase di stampa.
La conferenza, cui hanno partecipato numerosi esperti italiani, è stata coordinata da Maurizio Bonati, dell’Istituto Mario Negri di Milano. Il comitato di scrittura è stato coordinato da Cinzia Canali, Fondazione Zancan, e Antonella Costantino, Fondazione Irccs Ca’ Granda Policlinico Milano. Il documento parla di interventi previsti dai livelli essenziali di assistenza per ogni persona, ma spesso negati proprio a chi ne ha più bisogno.
Un «livello essenziale di assistenza» è garantito quando si va oltre le logiche prestazionali chiedendosi non solo «cosa» ma anche «come», «per e con chi», «con quale efficacia».
Il messaggio che il documento lancia alle regioni è l’urgenza di un’efficace erogazione dei livelli essenziali di assistenza «anche alle persone con disabilità complessa», garantendo tempi dedicati quando le persone non sono collaboranti; personale con capacità comunicative adeguate; la garanzia di un costante accompagnamento da parte dei familiari; l’utilizzo di tecnologie e sistemi di comunicazione appropriati; il supporto di volontari formati; un’attenzione particolare all’età evolutiva; la sedazione del dolore, se la difficoltà di collaborare ostacola le procedure diagnostiche e terapeutiche.
Le raccomandazioni sono state predisposte e validate perché troppo spesso vengono denunciati la frammentarietà degli interventi, le modalità di lavoro prestazionali, gli ostacoli all’ascolto e alla partecipazione attiva delle persone malate e dei loro familiari, proprio nel momento di accesso a risposte di cui hanno necessità e diritto.
Non è la prima volta che la Fondazione Zancan solleva questi problemi. Lo ha fatto ad esempio nel 2004, con la Carta etica delle professioni che operano a servizio delle persone, approvata da varie organizzazioni professionali. In questo caso il consenso è più forte, frutto di un confronto allargato, tra istituzioni e associazioni scientifiche, che hanno a cuore il problema e vogliono contribuire a risolverlo.
52 schede con illustrate
e descritte le migliori strategie per operatori
di RSA e altre strutture
S. Cianfrone, Fisioterapista, da oltre 10 anni si occupa
di formazione di operatori
e infermieri sulla movimentazione dei carichi e l’utilizzo corretto degli ausili maggiori e minori
MANUALEDI MOVIMENTAZIONE DEL PAZIENTE
Chiaro e di rapida e semplice consultazione, completo di 52 schede corredate di figure esplicative e di descrizione dei singoli movimenti da compiere per eseguire correttamente - con e senza l’utilizzo di attrezzature - trasferimenti, spostamenti e passaggi posturali delle persone parzialmente o totalmente dipendenti.Senza dubbi e perplessità, le tecniche consolidate e le nuove modalità, più sicure e confortevoli per sé e per il paziente, sono dettagliatamente illustrate nelle seguenti schede operative:
1.
LE ATTREZZATURE MECCANICHE
› Sollevatore passivo.
› Sollevatore attivo.
› Letto variabile in altezza.
› Telini ad alto scorrimento.
› Cintura con maniglie.
› Disco girevole.
2.
GLI SPOSTAMENTI
a) verso la testata del letto (2 tecniche),
b) verso il bordo del letto (4 tecniche),
c) in decubito laterale (3 tecniche),
d) supino-seduto sul letto (3 tecniche),
e) supino-seduto sul bordo del letto (3 tecniche),
f) seduto sul bordo del letto-supino (3 tecniche),
g) sulla carrozzina (2 tecniche).
3.
PASSAGGI POSTURALI
a) letto-barella, barella letto (2 tecniche),
b) letto-carrozzina (5 tecniche),
c) carrozzina-letto (5 tecniche),
d) seduto-seduto (5 tecniche),
d) seduto-in piedi (2 tecniche),
e) in piedi-seduto (2 tecniche).
4.
LE POSTURE
a) in carrozzina,
b) in decubito supino,
c) in decubito laterale.
› Risoluzione dei problemi più comuni nella postura in carrozzina.
› Risoluzione dei problemi più comuni nella postura in decubito supino.
› Risoluzione dei problemi più comuni nella postura in decubito laterale.
conCura è un servizio che si occupa di assistenza famigliare con competenza e attenzione alla persona, offrendo una risposta a tutte le esigenze legate al bisogno di cura domiciliare per anziani, persone non autosufficienti e diversamente abili.
conCura si interessa di: • Gestire l’incontro fra domanda-offerta attraverso un’analisi professionale delle competenze degli assistenti famigliari-badanti e del bisogno della famiglia. • Valorizzare e perfezionare le competenze degli assistenti famigliari. • Monitorare la qualità della relazione fra assistente famigliare, assistito e famiglia (o amministratore di sostegno), in modo da migliorare le condizioni di vita dell’assistito e aumentare il livello di soddisfazione di assistenti e famiglia, così da contenere le conflittualità e ridurre il turn over. Sollevare la famiglia o l’amministratore di sostegno dal disbrigo delle pratiche amministrative e burocratiche
L’operatore a te dedicato da conCura, segue tutte le fasi di incontro intervenendo: • prima di presentarti un’assistente famigliare, attraverso un’accurata analisi dei tuoi bisogni e un attento lavoro di selezione per proporti personale adatto alle tue esigenze • nel momento dell’incontro occupandosi degli aspetti amministrativi e di contratto • durante il rapporto di lavoro monitorando la relazione fra assistente famigliare e persona assistita, effettuando le sostituzioni e seguendo tutti gli aspetti burocratici e amministrativi della gestione del contratto di lavoro.
Tutto ad un prezzo equo poiché conCura è gestito da Piccolo Principe, cooperativa sociale ONLUS senza scopo di lucro.
Suggerimenti e indicazioni per prendersi cura
di una persona malata
nel suo domicilio
Volume di pagine 156 illustrato con 73 figure
ASSISTERE A CASA
Nuova per semplicità di linguaggio e facilità di comprensione di contenuti scientificamente rigorosi,questa Guida pratica scaturisce dall’esperienza di sanitari al lavoro ogni giorno con persone malate nei loro contesti familiari, affrontando tutto quello che può accadere all’interno delle case durante l’assistenza domiciliare. Con il supporto di figure esplicative, il volume illustra in dettaglio le particolari situazioni con cui la famiglia e il malato stesso devono confrontarsie gli accorgimenti da adottare in base allo stato del paziente che necessita sia di cure mediche sia di un’assistenza di tipo operativo anche attraverso l’utilizzo di appositi presidi.
Nella trattazione dei seguenti argomenti, il testo pone l’attenzione sulle necessità più importanti, sui dubbi più comuni, sulle possibili situazioni “difficili” che a volte diventano vere urgenze, senza dimenticare i piccoli interrogativi che spesso sono motivo di forte ansia non solo per il paziente ma anche per i familiari:
1.
LA RETE DEI SERVIZI TERRITORIALI E LA CONTINUITA’ ASSISTENZIALE La continuità assistenziale.
I servizi sociali.
Il coordinamento dei servizi.
2.
IL PAZIENTE A CASA Come organizzare la casa.
Come muovere il malato.
L’igiene.
Cambio degli indumenti.
Disinfezione-sterilizzazione.
3.
ALIMENTAZIONE E MALATTIA Diabete.
Ipertensione/Insufficienza cardiaca.
Insufficienza renale.
Disidratazione.
Presenza di lesioni da pressione.
Nutrizione artificiale.
4.
LA GESTIONE DEL DOLORE Il dolore.
La terapia del dolore.
5.
TECNICHE DI ASSISTENZA Controllo generale del paziente.
Gestione dei farmaci a domicilio.
Sostegno respiratorio.
Sostegno nutrizionale.
Sostegno nell’eliminazione urinaria e intestinale.
Cura della cute.
6.
SITUAZIONI PER LE QUALI BISOGNA AVVERTIRE IL MEDICO E L’INFERMIERE Alterazioni dello stato mentale.
Vomito.
Alterazioni dell’alvo.
Dolore.
Febbre.
Convulsioni-Attacco epilettico.
Emorragia-Perdita di sangue.
Affanno-Respira male-Dispnea.
7.
LA RIABILITAZIONE Paziente con problemi ortopedici.
Paziente con problemi neurologici.
Riabilitazione respiratoria.
Gli ausilii.
8.
IL RUOLO DEL VOLONTARIO.
9.
DIRITTI DEL MALATO E DELLA FAMIGLIA: COME MUOVERSI NELLA RETE DEI SERVIZI.
G. Casale, specialista oncologo e gastroenterologo, fondatore dell’Associazione, Unità Operativa di Cure Palliative ANTEA, di cui è anche coordinatore sanitario e scientifico, membro di molte Commissioni del Ministero della Sanità in ‘Cure Palliative’, autore di diverse pubblicazioni, docente in numerosi Master Universitari. C. Mastroianni, infermiera esperta in cure palliative, presidente di Antea Formad (scuola di formazione e ricerca di Antea Associazione), membro del comitato scientifico
dei Master per infermieri e medici in cure palliative dell’ Università degli studi di Roma Tor Vergata.
le scrivo perchè sto redigendo una tesi sul tema “minori stranieri disabili”
Pubblicato: 3 novembre 2011 | Autore: PolSer | Filed under: Bibliografie, Disabilità e Handicap, Lettere, Commenti, Conversazioni, Popolazione | Lascia un commento »buongiorno a lei