Violenza sessuale sulla figlia adottiva, arrestato – Corriere.it


Ha violentato la figlia adottiva per dieci anni. Ne aveva appena nove quando il padre ha iniziato i primi approcci sessuali. E lei, sin dall’inizio, ha raccontato la sua odissea in un diario. Tenuto segreto sino a qualche mese fa. L’orco è un meccanico di Cosenza, arrestato martedì mattina dai carabinieri con l’accusa di violenza sessuale aggravata. Gli abusi sessuali nei confronti della ragazzina hanno avuto inizio subito dopo l’adozione. I genitori adottivi nel 2003 si erano recati in Bielorussia per ottenere l’affidamento di due sorelle adolescenti. Una di nove e l’altra di 10 anni, entrambe rinchiusi in un orfanatrofio. Le condizioni familiari e, soprattutto la personalità dei futuri genitori, avevano contribuito ad accelerare l’iter burocratico dell’adozione, avvenuta comunque dopo un periodo di affidamento delle sorelline alla coppia di Cosenza. Padre e madre adottivi si erano recati in Bielorussia e avevano trascorso insieme alle due sorelline lunghi periodi, prima di rientrare definitivamente in Italia. Va detto comunque che delle violenze la madre adottiva è stata sempre all’oscuro. 

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Il calo delle adozioni – LASTAMPA.it


Sono in calo costante dal 2004 coloro che decidono di sottoporsi alla procedura per adottare un bambino all’estero e dal 2006 quelle che decidono altrettanto con un bambino italiano. Per l’estero il calo dal 2004 ad oggi è del 32%. In cinque anni una coppia su tre si è persa, sono passate da 8274 a 5576 del 2010, dato provvisorio ma non troppo lontano dalla realtà. Per l’Italia il calo è anche più repentino e sostenuto: si è passati dal picco del 2006 di 16234 richieste a 10611 del 2010, il 35% in meno.

Le coppie italiane, insomma, hanno sempre meno voglia di avviare il lungo iter che potrebbe portarli a adottare. E in tanti sostengono che i motivi siano economici. Adottare un bambino costa, e anche molto, in un momento di crisi e di instabilità come quello che si sta attraversando non tutti hanno la forza di affrontare le spese legate all’intera procedura. Le cifre riferite ad una sola tappa, quella del lavoro delle associazioni, sono calcolate dalla Commissione Adozioni Internazionali e pubblicate sul sito, in una sorta di tariffario suddiviso per enti che seguono l’iter. Ognuna di loro è specializzata in alcuni Paesi. Per l’Ucraina, ad esempio, ci si può rivolgere all’AIAU, Associazione Italiana Aiuti Umanitari, e si spenderanno 5223,18 euro per tutto quello che riguarda il pre adozione e altri mille euro e rotti per il post-adozione. Stesse cifre per l’Ucraina per A.Mo, associazione Attraversiamo il Mondo. Ma si sale a quasi 7 mila euro se si sceglie un bambino in arrivo dalla Bulgaria. Con l’Ai.Bi, Amici dei Bambini, si va da oltre 12 mila euro per un bambino in arrivo dal Nepal, a circa 3.500 se invece si sceglie un bambino in arrivo dal Marocco. E con l’Associazione Arcobaleno si spendono oltre 6 mila euro per un bambino in arrivo dalla Federazione Russa.

L’elenco è lungo, le tariffe varie, le associazioni sono una sessantina, i criteri per scegliere legati innanzitutto al Paese di origine del bambino che si intende adottare. Ma è evidente che, a parte alcune eccezioni, quelli che costano di più sono i più richiesti, bambini di provenienza europea, e sono sempre meno numerose le famiglie che decidono di fare questo passo. Perché alla fine, per l’intero iter si va a spendere tra i 17mila e i 25mila euro.

da Il calo delle adozioni – LASTAMPA.it.

Dossier “Adozioni internazionali, più bambini accolti nel 2008 “


Adozioni internazionali, 2008: anno record per l’Italia

Nel 2008 sono stati 3977 i bambini accolti in Italia tramite adozioni internazionali, con un incremento del 16,3% rispetto all’anno precedente: questi alcuni dei dati che emergono dal Rapporto della Commissione per le Adozioni internazionali per l’anno 2008, presentato il 20 gennaio scorso a Palazzo Chigi. In ambito internazionale, l’Italia nel 2007 si è collocata al terzo posto dietro Stati Uniti e Spagna. Cresce, quindi, la capacità di accoglienza delle famiglie italiane, anche riguardo ai bambini più grandi o a fratelli: lo Stato assicura il suo sostegno grazie ad un rimborso, nei limiti indicati dalla normativa, delle spese sostenute per il viaggio e il soggiorno ed un sistema di deduzione fiscale. Il 2008 è stato un anno record anche per quanto riguarda le relazioni internazionali, essenziali in questo campo. Infatti, dopo la fase interna che prevede la necessaria autorizzazione da parte del tribunale dei minorenni per le famiglie richiedenti, le adozioni dipendono in gran parte dai rapporti che si instaurano con i paesi di provenienza dei bambini. E’ stato siglato un Accordo bilaterale con la Federazione russa e si sono svolti incontri con le autorità di altri paesi, tra cui Slovacchia, Nepal, Brasile, Colombia; dopo un lungo negoziato, è imminente la conclusione del procedimento di adozione per i primi 22 minori della Repubblica Popolare Cinese. A tutela dei minori stranieri e delle aspiranti famiglie adottive opera la Commissione per le adozioni internazionali, garantendo che le adozioni avvengano nel rispetto dei principi stabiliti dalla Convenzione de L’Aja del 29 maggio 1993 sulla tutela dei minori e la cooperazione in materia di adozione internazionale.

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